Sei sulla pagina 1di 2

La grande nobiltà ha bisogno, per raggiungere l’obbiettivo di imporre alla Castiglia una rigida gerarchia feudale di

stampo medievale, di rafforzare il potere monarchico, in modo da farne il vertice.

Si trova perciò ad essere naturalmente alleata con la borghesia di ebrei e conversos, che rappresentano un primo
apparato burocratico della monarchia castigliana, controllano i commerci dei beni di lusso e svolgono il ruolo di
banchieri della corte stessa.

Il re Enrico IV si mostra fin da subito favorevole alla borghesia mercantile, e a continuazione di tale politica, sposa la
sorella del re del Portogallo Alfonso v. Poi affida le più importanti cariche del regno ai conversos e promuove lo
sviluppo della cerealicoltura a danno della Mesta.

Ma tale politica suscita l’opposizione violentissima degli Hidalgos che rischiano di essere economicamente rovinati
dalla limitazione dei pascoli a favore della cerealicoltura. Gli Hidalgos trovano l’appoggio di molti monasteri, che
posseggono anch’essi greggi affidate alla Mesta e di una dozzina di potentissime famiglie nobili.

Questo nuovo blocco sociale si oppone con mezzi violenti ad Enrico IV e alla borghesia stessa. La lotta contro la
borghesia iberica, inoltre, alimenta le peggiori tendenze all’intolleranza religiosa e razziale e si confonde con essa.
Questa borghesia infatti è composta quasi per intero da ebrei e da conversos. Il nuovo blocco castigliano riesce ad
imporre, nel 1464, la deposizione di Enrico IV e la trasformazione della monarchia castigliana in una monarchia
elettiva.

Tuttavia, grazie ai finanziamenti dei suoi banchieri ebrei e alle vittorie dei suoi generali, Enrico IV, nel giro di 3 anni,
riesce a trionfare nella guerra civile. Egli acconsente nel 1468 ad un compromesso, in base alla quale i suoi oppositori
accettano di considerarlo unico legittimo re di Castiglia, e di impegnarsi a rispettare le vite e i beni degli ebrei e dei
mori e la piena parità dei conversos. Egli deve però impegnarsi a garantire i privilegi della mesta.

Enrico IV per mantenere il trono respinge come propria figlia la principessa Giovanna (denominata dagli Hidalgos
Giovanna la Beltraneja). Questa è infatti l’unica figlia di Enrico IV, per cui alla sua morte Alfonso V di portogallo
acquisirebbe legittimi diritti sul trono castigliano, in quanto zio materno di Giovanna.

Nel 1474 alla morte di Enrico IV scoppia tra Portogallo e Castiglia la cosiddetta guerra della Beltraneja. Alfonso V del
Portogallo portò guerra al regno di Castiglia con il pretesto di difendere i legittimi diritti della nipote ma in realtà è
perché vuole tutelare il commercio tra Castiglia e Portogallo.

Sono invece gli hidalgos a mobilitare il paese contro gli invasori Portoghesi quando costoro sono già nel cuore della
vecchia Castiglia minacciando addirittura Valladolid. L’invasione portoghese viene respinta, ma la guerra contro il
Portogallo continua portando in Castiglia un clima infuocato alimentato da monaci fanatici incoraggiato dalla nobiltà
contro il ceto borghese, visto come complice dello straniero.

Questa complicità è l'espressione di un insanabile conflitto di classe tra il ceto borghese Castigliano appoggiato dalla
grande nobiltà feudale castigliana e portoghese i grandi allevatori ordini monastici e gli Hidalgos dall'altro. Le cause
di già sono spesso attribuite alla mancanza di un'autentica fede nelle origini ebraiche del ceto borghese. Dietro i
conversos si cominciano allora a vedere falsi cristiani rimasti nascostamente ebrei e quindi pericolosi per l'integrità
nazionale della Castiglia. L'ostilità religiosa contro i conversos assume anche aspetti di odio razziale perché si pensa
che la mancanza di un vero sangue castigliano renda i conversos falsi cristiani estranei alla terra in cui vivono. La
cosiddetta limpieza de sangre cioè la purezza della razza diventa allora nello stesso tempo un ideale da realizzare e
una ragione per odiare i conversos.

La borghesia castigliana viene annientata come classe sociale perché viene attaccata contemporaneamente dall'alto
Cioè dalla grande nobiltà feudale proprietaria di Pascoli e di gregge di pecore dall'alto clero e dagli Hidalgos e dal
basso Cioè dai monaci e dalle classi popolari.

Nelle 1478 La regina Isabella ottiene da Papa Sisto IV una bolla che concede alla corona di Castiglia il privilegio di
costruire uno speciale tribunale di inquisizione in cui giudici siano nominati e dipendenti dalla Corona stessa e non
dal papa le cui procedure che viene non siano necessariamente quelle dell'Inquisizione romana ma siano stabilite dal
Re.
Nel 2479 morto il re Giovanni II di Aragona, il figlio Ferdinando, marito della regina Isabella di Castiglia gli succede sul
trono Aragonese. Il regno di Aragona e quello di Castiglia si trovano così uniti sotto un'unica dinastia.

Nel 1480 poi si giunge alla decisione di escludere per legge i conversos da ogni incarico pubblico e di porre tutti i
benefici ecclesiastici a disposizione della monarchia. Nel 1486 egli sottoscrive in Aragona l'accordo di Guadalupa che
pone termine alla rivolta dei contadini aragonesi riconoscendo loro il diritto di non soggiacere più ai malos usos.

La borghesia spagnola non ha più possibilità di fare denaro nella penisola iberica così Inizia a ricercare attività
commerciali al di fuori di essa.