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Il primo contributo del dossier di Lex24, a cura di Giorgio Vaccaro, dedicato

alla riforma delle disposizioni vigenti in materia di filiazione: dalla Legge


nr. 219 del 10 dicembre 2012, “Disposizioni in materia di riconoscimento dei
figli naturali” alla Legge introdotta con il Decr. Legislativo del 12 luglio
2013 “Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione” (art.2
della Legge n.219 del 10.12.12) - Cosa cambia, cosa viene abolito e cosa
scompare nel panorama della tutela dei Diritti “dei figli e dei genitori”
coinvolti nel processo della Famiglia... - PRIMA PARTE

Il secondo contributo - II Parte

Il terzo contributo - ascolto del minore

La delicatezza delle questioni che si portano davanti la giudice della famiglia,


imporrebbe una particolare attenzione a tutte le modifiche che si vogliono
operare rispetto alla norma vigente; ed a ben vedere, il Decreto Legislativo in
commento, in tal senso, non ha brillato per attenzione e precisione
nell’immaginare il “nuovo testo normativo”.

Lettera P) Diritto degli ascendenti

Vediamo infine come si è resa “Legge” una ulteriore innovativa previsione di un


Diritto, che era stato salutato come un importante coronamento del complesso
della tutela degli affetti del minore.

Intendiamo riferirci alla lettera p) dell’art. 2 della Legge nr.219/13 con la


quale era stata prevista l’istruzione al Governo di provvedere alla “previsione
della legittimazione degli ascendenti a far valere il diritto di mantenere
rapporti significativi con i nipoti minori”.

Al fine di meglio inquadrare lo spessore di questa delega, ci piace immaginare


come il Parlamento, perfettamente conscio della discussione e
dell’approfondimento che venne effettuato all’epoca della promulgazione della
Legge 54 del 2006, la legge sull’affido condiviso, che con un cambio di rotta
interpretativo importantissimo, aveva sostituito il “diritto degli adulti
(genitori)” ad avere una frequentazione con i figli minori, con quello dei figli
stessi a “mantenere”, loro, il Diritto ai “rapporti significativi con entrambi i
genitori, anche nel caso di separazione degli stessi” avesse appunto delegato al
Governo di prevedere “la legittimazione” del diritto degli ascendenti, senza
delegare alcun mutamento della “priorità” acquisita dalla figura del minore nel
sistema del Diritto di Famiglia.

Ed infatti, il motivo per il quale la norma (54/2006) era stata definita dalla
dottrina “infanto-centrica”, esprimeva un concetto che si coniugava
perfettamente con lo spirito che anima anche tutta la normativa sovranazionale,
che vede nella tutela del figlio, il focus centrale cui uniformare la
legislazione nazionale.

Al contrario, la Delega contenuta nella lettera p) immagina come coerente con la


normativa vigente, il prevedere una “autonoma” specifica “legittimazione degli
ascendenti” individuando, quanto al contenuto di questa, quello di “mantenere
rapporti significativi con i nipoti minori” come recita l’art.317-bis al suo
primo comma.

Si giunge così a mettere sullo stesso piano, dunque, da una parte il “Diritto
del figlio a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei
genitori” come recitava l’art. 155 del Codice Civile, (ora sostituito dal D.
Legs.vo in commento, con il nuovo Articolo 337-ter del C. C.) con il
corrispondente “diritto assoluto degli ascendenti” a “mantenere rapporti
significativi con i nipoti minori”.

Gli ascendenti si può dire, quindi, assurgono, per legge ad una “tutela
specifica” del “loro diritto” a mantenere “rapporti significativi con i
nipoti”.

Quanto questo diritto potrà cozzare contro il rifiuto od il diniego del “nipote
minore” ad incontrare il “nonno” non è dato sapere.

Quello che risulta chiaro è che si è inserita nell’ordinamento una norma che
certamente aumenterà la conflittualità del Processo della Famiglia, e ciò in
quanto: è stato introdotto un nuovo “personaggio”, svincolando per altro,
l’esercizio del suo “diritto” all’esistenza di una “crisi di famiglia”, lo si è
dotato di una tutela “immediata e diretta” potendo lo stesso (il nonno o la
nonna) ricorrere autonomamente al Giudice del luogo della residenza del minore,
ove, semplicemente ritenga sia stato impedito “l’esercizio del diritto” a
mantenere rapporti significativi con i propri nipoti.

Ovviamente ad un tale ricorso, il Tribunale risponderà in Camera di Consiglio,


assunte informazioni e sentito il Pubblico Ministero, disponendo anche l’ascolto
del minore, ma con un provvedimento che dovrà adottare i “rimedi possibili”
operando però … nell’esclusivo interesse del minore.

E’ utile ribadire, infine, come la previsione della speciale tutela per i


“nonni” di cui all’art. 317-bis (rapporti con gli ascendenti) è stata sostituita
semplicemente al vecchio testo della “tutela della potestà” e manca di un
qualunque collegamento od armonizzazione con il successivo articolato che, al
Titolo Nono, successivamente all’articolo 337-bis, ora regola, in armonia con le
successive norme, tutto il contenzioso della famiglia.

Il D. Legs.vo in commento ha infatti, in ossequio alla delega contenuta alla


lettera h) prima parte, provveduto alla “unificazione delle disposizioni” che
disciplinano i “diritti ed i doveri dei genitori nei confronti dei figli” ed in
adempimento a questo mandato sono stati abrogati gli articoli del Codice Civile
di cui ai numeri
155 : sostituito in parte dal nuovo testo (155 nuovo testo) che prevede
solamente che “In caso di separazione, riguardo ai figli, si applicano le
disposizioni contenute nel Capo II del titolo IX” ed in parte ricompreso nella
articolazione che disciplina il 337-ter (provvedimenti riguardo ai figli);

155-bis : sostituito, con modifiche, dall’art. 337 –quater (affidamento ad un


solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso);

155-ter : sostituito dall’art. 337-quinquies (revisione delle disposizioni


concernenti l’affidamento dei figli);
155-quater : sostituito, con modifiche, dall’art. 337-sexies (assegnazione della
casa familiare e prescrizioni in tema di residneza) ;
155-quinquies : sostituito con modifiche, dall’art. 337-septies (disposizioni in
favore dei figli maggiorenni);
155-sexies : sostituito, con modifiche, dall’art. 337-octies (poteri del giudice
e ascolto del minore).