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ELABORATO FINALE

IL LINGUAGGIO TEOLOGICO
Schema:
- Introduzione
 È possibile parlare di Dio perché Dio ha parlato per primo
 Gesù Cristo = Parola del Padre, teologia si può fare solo a partire dall’ascolto della Parola
 Come fare del linguaggio teologico un linguaggio comprensibile per l’uomo contemporaneo?

1. Dio è Mistero – Come esprimere il mistero?


- Analogia
- Metafora
- Paradosso

2. Mistica e Teologia — come “allargare” il linguaggio teologico?


- Il modello Biblico = lo scopo non è il “sapere” ma la “vita” in Dio.
- La verità è “relazionale” = emerge nella relazione personale.

3. Una “nuova logica”? Oltre la logica aristotelica.

Conclusione:
- Il linguaggio paradossale è da considerare solo “un linguaggio” oppure — come pensava de Lubac —
la stesura stessa della realtà è paradossale?

Bibliografia:

ALSTON, WILLIAM P. “Religious Language.” in The Oxford Handbook of Philosophy of Religion,


220–244. Oxford; New York: Oxford University Press, 2005.

BALTHASAR, H. U. VON. Teologica 1, Verità del mondo. Milano: Jaca Book, 2010.

BALTHASAR, H.U. von, «Intento de resumir mi pensamiento», Communio: revista católica


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CAPIZZI, NUNZIO. “Un teologare nella fedeltà alla Parola.” Gregorianum 90, no. 1 (2009): 180–186.

CIOLA, NICOLA. Paradosso e mistero in Henri de Lubac. Roma: Pontificia Università Lateranense,
1980.

GELLMAN, JEROME I. “Mysticism and Religious Experience.” in The Oxford Handbook of


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SCM Press Ltd, 1967.

MAZZILLO G., ed., Parlare di Dio. Possibilità, percorsi, fraintendimenti (Corso di aggiornamento
dell’Associazione teologica italiana, Roma 28-30 dicembre 1998), San Paolo, Cinisello Balsamo
2002.