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I Bisonti sono un complesso musicale di area milanese che ha avuto il momento di maggiore

notorietà negli anni sessanta, nell'epoca d'oro della musica beat.

Indice

1 Storia

2 Formazione

3 Discografia

3.1 Album

3.1.1 33 giri

3.1.2 CD

3.2 Singoli

3.2.1 45 giri

3.3 Singoli

3.3.1 CD

4 Note

5 Bibliografia

6 Collegamenti esterni

Storia

I Bisonti nascono come band di supporto del cantante Bruno Castiglia (di Milano),
originariamente da una équipe di musicisti che lavora per l'etichetta City come session's man
sotto la direzione del maestro Paolo Gatti; nelle prime incisioni il nome del complesso appare
con la denominazione Bruno Castiglia & i Delfini, ed è il chitarrista Luigi Biagioni a suggerire il
cambiamento del nome in Bisonti[1], in alcuni dischi riportati come Bruno Castiglia e i Bisonti e I
Bisonti di Bruno Castiglia.

Nel 1965 la formazione originaria si presenta composta da Bruno Castiglia (voce e canto), Gianni
Calabria (batteria), Ennio Castiglia (basso), Angelo Milani (tastiere), Luigi Biagioni (chitarra).
Questi ultimi tre parteciparono alla realizzazione dei primi due 45 giri e poi lasceranno il gruppo.
Entrarono due nuovi elementi Paul Cocchi (c. basso) e successivamente Fulvio Carotti (chitarrista
mancino che imprime un nuovo sound al repertorio). Il complesso dei Bisonti incide la
stragrande maggioranza dei brani per la casa discografica City; la produzione è contenuta in tre
album Long Playng pubblicati fra il 1968 e il 1996 dal titolo: I nostri successi, I Bisonti e La carica
dei Bisonti che quale fanalino di coda negli anni a venire verrà recensita e prodotta dalla Duck
Record di Milano.

Nel 1969 Pino Matteucci rimpiazza Fulvio Carotti in partenza per una missione umanitaria in
Africa. Lo stesso Carotti abbandonerà la formazione dopo poco tempo e verrà rimpiazzato nel
1971 da Peppo Gellera. Nel 1969, al Piper di Milano, la band appare tra i dieci più prestigiosi
nomi del Beat Italiano (Dik Dik, Camaleonti, I Giganti, New Dada) che si esibiscono in una
kermesse giornaliera senza interruzioni: la Maratona Beat - Carnevale del 1969 al Piper di
Milano. Nel 1970 il complesso dei Bisonti partecipa alla trasmissione Un Disco per l'estate con il
brano Oh simpatia.

Dopo la partecipazione alla manifestazione anche Paolo Pasolini abbandona il gruppo per venir
consacrato il 24 aprile del 1990 sacerdote prendendo il nome ecclesiastico di Don Paolo. Verrà
sostituito alle tastiera da Ciro Dammicco. Il bassista Paul Cocchi lascia il gruppo net 1972 e parte
per la Francia. In quella occasione verrà sostituito proprio da Gianni Minuti Muffolini su proposta
del Gellera suo amico. I quattro senza il Castiglia e cioè il batterista Gianni Calabria, il chitarrista
Peppo Gellera, il bassista/chitarrista Gianni Minuti e Ciro Dammicco fonderanno
successivamente il gruppo Zona verde, poi integralmente confluiti nella neo band Daniel
Sentacruz Ensemble.

Il complesso dei Bisonti torna sul palcoscenico nel 1985 sulla scia del revival anni sessanta: con la
formazione post 1971, Bruno Castiglia, Gianni Calabria, Peppo Gellera e partecipano alla
trasmissione 20 anni dopo, diretta e condotta su Italia 1 da Red Ronnie. La stessa performance
verrà messa in onda nel programma di Red Ronnie. Dopo un periodo di inattività la band
riprende a suonare nel 1988, con Castiglia e Calabria, membri originari, insieme a Peppo Gellera
alle chitarre, alle tastiere e Renato Groppi al basso (quest'ultimo divenuto membro della band
grazie ad Antonello La Porta con cui aveva già collaborato musicalmente); quest'ultima
formazione nel 1996 incide l'album La carica dei Bisonti, disco contenente le nuove registrazioni
dei vecchi successi a cui si affiancano nuove canzoni come Va bene così (versione in italiano di All
Right Now dei Free). Il 31 marzo del 2000 vengono invitati alla trasmissione I fatti vostri condotta
da Massimo Giletti per l'incontro con un vecchio componente della band, primo tastierista del
gruppo che aveva preso i voti nel 1970, il già citato Paolo Pasolini.
Nel 2008 dopo un periodo di assenza rientra nel gruppo Gianni Minuti, già componente dal 1971
al'73, alle chitarre e pianoforte.

All'interno della loro produzione, particolare successo ebbero alcuni brani che possono essere
considerati delle eccezioni rispetto al repertorio abituale, come ad esempio Crudele (che appare
nella compilation 60's Beat Italiano Vol. 1), lato B del 45 giri Occhi di sole, dalla ritmica ben
sostenuta, Ma se ci penso e la cover della Lucille portata al successo da Little Richard.

Nel 2016 entra nella formazione Bertaggia Marco alla chitarra. Nel 2017 si aggiunge al gruppo
Alex Carminati come tastierista cantante e corista, con cui il gruppo incide il singolo Mi manchi
tu.

Formazione

Bruno Castiglia: voce, chitarra dal (1961 al 1973 e dal 1988 al 2017)

Ennio Castiglia: cori, basso (1965-1966)

Paul Cocchi: voce, basso (1965 e dal 1967 al 1972 e dal 2008)

Luigi Biagioni: chitarra solista (1965-1967)

Fulvio Carotti: chitarra (dal 1967 al 1968)

Giorgio Speranza: chitarra (dal 1968 al 1971)

Peppo Gellera: chitarra accompagnamento e solista (dal 1971)

Gianni Calabria: batteria (dal 1961 al 1973 e dal 1988)

Angelo Milani: cori, tastiere (1965-1966)

Paolo Pasolini: organo (dal 1967 al 1970)

Ciro Dammicco: tastiere e voce (dal 1970 al 1973)

Antonello La Porta: tastiere, hammond e fender rhodes (dal 1973)

Gianni Minuti Muffolini: chitarra, pianoforte e voce (dal 1972)

Marco Bertaggia: chitarra, accompagnamento e solista, tastiere e cori (dal 2016)


Alex Carminati: tastiere, pianoforte, voce e management (dal 2017)

Discografia

Album

33 giri

1968 - I nostri successi (City, C 1002, )

1969 - I Bisonti (City, C 1004, LP)

CD

1996 - La carica dei Bisonti (Duck Record, DGCD 173, CD)

Singoli

45 giri

1963 - Ragazzi e dadi/Piccola bambina mia (Arlecchino, D 125; pubblicato a nome di Bruno
Castiglia & i Delfini)

1964 - Ombretta/Cu cu rru cu cu paloma twist (Arlecchino, D 152; pubblicato a nome di Bruno
Castiglia & i Delfini)

27 luglio 1964 - Mi dicono che.../Mandami una cartolina (City, C 6133; pubblicato a nome di
Bruno Castiglia con Paolo Gatti e i suoi solisti)

1966 - Portami tante rose/Lucille/Ma se ci penso (City, C 6164)

1966 - La tua ombra (mi segue)/Lui non vuole (City, C 6169)

1966 - Balla, canta, ridi/Come on (City, C 6179)

1967 - Occhi di sole/Crudele (City, C 6190)

1968 - Richiamo d'amore/Viso di luce (City, C 6199)


1968 - Grido (al mondo)/Io sto piangendo (City, C 6209)

1968 - Piccola bambina mia/Ombretta (Arlecchino, D 367; pubblicato a nome di Bruno


Castiglia & i Delfini)

1969 - Mi è rimasto un fiore/Per il mondo me ne vo (City, C 6211)

1969 - Lunga domenica/La voce dell'anima (City, C 6219)

1970 - Oh simpatia/Per noi due (City, C 6229)

1970 - Non vado lontanissimo/È l'inizio del mondo (City, C 6235)

1971 - 24 dicembre/Carillon (City, C 6247)

1972 - Dolce Butterfly/Padre mai (City, C 6279)

1973 - Gaye/Un uomo solo (City, C 6282)

1975 - Per sempre/Rimani (City, C 6338)

1976 - Una ragazza in due/Un angelo (Blu Records, BLR 509; pubblicato a nome di Bruno
Castiglia)

Singoli

CD

2017 - Mi manchi tu (autori: Alex Carminati - Gianni Cagliano)

Note

^ Alessio Marino, "BEATi voi! Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70" VOL.2,
2008, Beat boutique 67

Bibliografia

Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla
voce Bisonti, i, di Dario Salvadori, pag. 181

Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce I
Bisonti, pag. 16

Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del Rock italiano, Milano, Arcana Editrice, 1993, alla voce
Bisonti, pag. 41.

Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce
Bisonti, i, pag. 21

Enzo Mottola "Bang Bang! il Beat Italiano a colpi di chitarra" Bastogi Editrice Italiana,2008

Alessio Marino, "BEATi voi! Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70" vol. 2,
2008, Beat boutique 67 (Include foto esclusive e una lunga intervista al primo chitarrista del
gruppo [Luigi Biagioni], mai citato in altre fonti, che diede inoltre il nome al gruppo e partecipò
alle prime due incisioni su 45 giri).