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Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]


Kishimoto, come per gli altri antagonisti della storia, ha creato Madara con l'obiettivo di dar vita ad un
personaggio che contrastasse i valori morali del protagonista Naruto Uzumaki.[5] Il personaggio di Madara
viene menzionato per la prima volta nel capitolo 309 dalla Volpe a Nove Code, precisamente durante
una conversazione tra il demone e Sasuke Uchiha nella mente di Naruto[6] Solo nel capitolo 370 si avrà
la prima apparizione ufficiale del personaggio (anche se in realtà viene raffigurato molto prima, seppur
ancora non menzionato, durante lo scontro tra Naruto e Sasuke, da una delle due statue della Valle
dell'Epilogo). Kishimoto, per gran parte della storia, ha fatto credere ai suoi lettori che Madara Uchiha si
celasse sotto le vesti di Tobi. Nel capitolo 559, invece, questa teoria viene smentita dall'autore.[7] Nel
corso di un'intervista sulla rivista Shonen Jump, Kishimoto dichiara che Madara è un personaggio senza
punti deboli ed è per questo che si differenzia dagli altri antagonisti della storia.[8]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Il Gunbai (軍配?), ovvero l'arma che viene mostrata in possesso di Madara.

Madara è un uomo dal fisico imponente e statuario dall'altezza elevata. Il personaggio è caratterizzato
principalmente dall'espressione serena e noncurante che rivela la sua grande sicurezza di sé, nonché
dal sorriso sarcastico di cui fa costante sfoggio.
Porta i capelli neri molto lunghi che gli cadono sulla schiena e indossa, solitamente, un'armatura di colore
rosso, simile a quella di Hashirama Senju e del samurai Mifune.
Porta sempre con sé un Gunbai (軍配?), ovvero un grandissimo ventaglio che porta dietro la schiena e
che utilizza in combattimento.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]


Madara viene presentato nella serie come un uomo molto sicuro di sé, orgoglioso e dotato di grande
autocontrollo ma anche infido, manipolatore e senza scrupoli. Il suo unico scopo era quello di proteggere
il Clan Uchiha, motivo per il quale arrivò persino a prendere gli occhi di suo fratello, secondo la versione
raccontata da Itachi Uchiha, sebbene venga detto in seguito da Hashirama Senju che Madara amava il
fratello Izuna ancor più di quanto Itachi amasse Sasuke, lasciando dunque supporre che sia giusta la
versione raccontata da Obito[9] (confermata ulteriormente dal fatto che, come si vede nei flashback, sia
stato Tobirama ad uccidere Izuna), nella quale gli occhi venivano dati spontaneamente dal più piccolo
dei fratelli Uchiha in modo tale che Madara ottenesse lo Sharingan ipnotico eterno; questa abilità, infatti,
gli avrebbe conferito un potere maggiore proprio allo scopo di proteggere i suoi compagni.[9] Unitamente
a questo, Madara voleva che fossero gli Uchiha a detenere il comando; proprio per questo motivo egli
non aveva intenzione di unirsi al clan Senju, poiché credeva che questi ultimi avrebbero assoggettato gli
Uchiha nel giro di poco tempo, cosa che effettivamente avverrà in seguito.[9]
Dopo che il suo clan lo tradì e gli voltò le spalle lasciandolo solo, Madara diventò un vendicatore il cui
unico desiderio era quello di vendicarsi degli Uchiha e di Hashirama, ovvero colui che lo aveva privato
del titolo di Hokage.[9] Sebbene sia stato Hashirama a sconfiggerlo in combattimento, Madara afferma
più volte di ammirare il rivale (come rivela anche Tobi a Sasuke[10]) ed è solito elogiare le abilità
dell'Hokage, ritenendole pressoché ineguagliabili.[11] In realtà nel suo attacco a Konoha non ci fu
desiderio di vendetta, ma solo l'intenzione di sfruttare la battaglia con Hashirama per impadronirsi delle
sue cellule, in modo da innestarle in se stesso e risvegliare il Rinnegan.
Solitamente egli irrita i suoi avversari al fine di far loro abbassare la guardia e tende a comportarsi con
grande arroganza ed altezzosità per via della sua forza e delle sue abilità. Attraverso la sua "ars dicendi"
e la sua influenza, Madara tenta di costringere il suo avversario alla resa: fu proprio Madara, ad esempio,
con le sole parole, a costringere un giovane Oonoki ad arrendersi durante un
combattimento.[12] Nonostante sia un personaggio freddo e distaccato, Madara è dotato di uno
spiccato senso dell'umorismo, sebbene cinico e quasi sempre nero, che tende a sottolineare con
sarcasmo le situazioni e a prendere spesso in giro i suoi avversari (ad esempio i cinque Kage)
sottolineandone la debolezza[11].

Storia