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LE TRA

GARE
L' ADA. E ’L SERCHIO
A P P L A V S I

PER, V INGRESSO ALLA RELIGIONE


DELLA SIGNORA
CECILIA CAMILLA
A ND R.I A N I

NEL CONVENTO NOBILISSIMO


DI S. GIOVANNI DI LVCCA.
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Dedicati alIUL-e Rcu. Monf.

CARLO FRANCESCO
AIROLDI
Arcivefc.di ideila, e Nunzio di Venezia.

IN LVCCA, Per Iacinto Paci. M. DC. LXX1X.


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V Appìaufi io! iti àv gara
correre d gb' O/sequi j di
V.S. Illuftrifs, benché pre-
fentemente obligati alle
Glorie di vna bellifsima
m
ir*

Colomba celefle ,
qual’ è la Signo-
*3
ra CECILIA CAMILLA AN- W\

DRIANI, deuiando non deuianoper


intraprendere il corfo verfo la Sfera lu- *3 '

centifsima dell’alto Merito di V.S. II- m


luftrils., ad effetto di rendere in vno *3 '

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fteffo tempo celebre quello, che già è


A t noto
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noto 3 cioè quanto qucfta nobilifsima


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Anima habbia dall’llluftrifs.fuo Cep-
n po con la proprietà del Sangue eredi-

% tate pretiolìfsime Doti; Prcgj tutti di


quel felicifsimo Gemo del Sig. Conte
MARCELLINO fuoSig. Padre di
F. M.
Arbitro nel fuo Secolo di ogni
,
25
maggior Fortuna, e della volontà d’o-
Sg gni Dominante nell’ Auftriaca Mo-
25 narchia, come del Sig. MarchefeDon
IJt CESARE Te far iere Generale della

gran Città , e Stato di Milano, de-


gno Zio di V. S.Illuflrifs.; Quali eflcn-
fi
dofi compiaciuti che Tralcio cosi
,

congiunto ad Albero di tanta ftima da


'•iut
gPamenifsimi,e fecondilsimi Giardini
dell’Infubria foflè trapiantato in quel-
li di bene è gi urto, che non
Tolcana :

25 folo vni/cano à V. à Illuftnfs. gl-


fi

applaufi à quella Signora douuti > ma


C*
dedica-
25
s

dedicate ancora le Primitie delitioiil-


fime di quella Pianta ,che hi meritato
dalla fomma Milcricordia di Dio di
produrre nelle riue del SECCHIO ì

qucfti frutti di Paradifo. Gl’ vni> e


gl’altri,come fuoi V.S. Illuftrils.riceua
come da vna mano, che vorrebbe effe- .

re augufta per degnamente prelentar-


li, e da vna penna che deaererebbe
,

efFer di Aquila per efaltare nell’ In-


greflo folenne alla Religione in cosi
qualificato Monaftero, quale è quello
di S.GIO VANNI di LVCCA, non
foloEroiche attioni della Sig. CE-
l’

CILIA CAMILLA, che perl’auue-


nire fi coronerà del venerabilifsimo
Nome di Donna MARIA CATE-
RINA, nelle quali ella va tanto in-
;
tereflata ma le rare innumcrabili
;

prcrogatiue di V. S. Illuftrifs.» dal rac- ;

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S* delle quali mi aftengo per non
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& cimentarmi temerariamente con la
Fama, che già cosi gloriofamcnte, c
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pienamente ne ha riempito PVniuer-
io. La fujpplico dunque
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uotc GA RE,
in queftede-
^
/c non altro , gradire
gratti divna obligatilsima vmililsima
ofleruanza, che non mai à baldanza pa-

gj€ le/era al Mondo Quanto Io


quanto fìa
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Di V.S.Illufl:rijfs.c Rcu.*4 5
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Olflgj.j VmiliTsA ObIigatifi.Scruo

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LE GARETRA

L’ADA E ’L SERCHIO
CANZONE. '
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ADA F I V M E.
Rà le Rupi gelate
De l’Eluctico Cicl la cuna ottenni
Adulta poi trafeorfì, e Monti, e Valli,
Di liquidi Chriltalli
Jl LA RIO fteflo à fecondarne venni*)
Onde le fponde fue relì beate ;

Ifole Fortunate!
Che al Secol d*Or fpofato il luol paluftrc,

Si fero Afil di Greco langue Ultrftre

À 4 Indi

Sr«
. )

Indi aperta la ftrada


-Per l’Iplùbiie Campagne in varie guife
l
-
Sparli di granTcfori vn’ ampia meiTej
H ;ì fin che il Tuoi godefle,
L’Ingegno human gl’argenti miei diuife
E fc tra’ primi nome mio, che
il vada*
Ond’.hcbbi il nome d’ ADA *

Che s* egli vn Paradilo ottenne in terra,


Le fouerchie deiitie à me fan guerra

•N

Quindi accade /buenre t » .


*

Trà le vifcerc mie, che d’acqua in vece,

Miri di Sangue oftil correre i riui :

*’
Sol pochi Nomi Argiui ,

( Che il reflo già 1* empio furor disfece


Puote ammirar d’Ahtichità la Gente:’
Quali del tutto /pente 1 -
Son le Memorie mie per colpa altrui,
E quali à pena io pollo dir qui fui ;

Tra

I
, , , , . ,

Tra l’altre mie mine

Tra lc'Moli, che annofe il Tempo additi

COU.ENNO ftà su vaghe Rupi eretto*


Chi ne fofse Architetto
Là Fama ne dà il vanto à’ Greci arditi,
Che forti in Armi, e in Attiche Dottrine
In qucft'crmo confine
Imitator di quegli Eroi più faggi

De le Sorti più ree fchernir gl’oltraggi

Da Ceppo s} vetufto
Quella, che il fuolo infera in Clima Tolco, SjS
<?*
Per dcllcia del Ciel felice nacque:
Hàurian le mie bell* Acque
Qui fatto à fua beltà fpecchto non folco * ur*.

Ma, perche mai non rcfti intero vn gufto.


Piacque al Fato efler giufto.
Don e di LVCE vn Ciel la manna ftdla. SS
y *.

Far d’Eccrna dolcezza ebra CAMILLA .


, .

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Cosi purtroppo il mio


Chiaro Sangue goder glabri dour^nno !

E delle Gioie mie Corona fard?


Saprà ben vendicarli
L’ADA di tanto tortole tanto danno:
Mà che? forfè impedir, che vadaà Dio
Voglio CAMILLA hor’ io?
Nò nò: che T AD A al luo Signor concede
Ogni ben, la fua V ita, e quanto chiede

Corfero à tali accenti


L’Aure pietofe, e trafportato il Tuono
Ad vn fifTofo, e dirupato fpeco
Vdir fi fece vn’Echo
Con triplicato , ed interrotto tuono
AlSERCHIO replicar d'ADA i lamenu:
Mcntr’egli tra i contenti
Al Talamo diuino in Tron di LVCE
. L’Amazone gentil ferula qual duce. ,
.

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Vditc le querele
Compenfar con pierà volle /ile cure,
Re/o à TADA l’honor dc’/uoi Natali
Riftori al duolo eguali
Somminiftrò con dolci note, e pure:
Pofcia del fuo gioir /dolce le vele ,

Con la bocca di mele


Al fùon de TAurc, c mormorio de Tonde
Cosi cantò su le LVCENTI Ipondc •

Da Brano Clima à quelli


Di dolce LIBERTA’ Recinti ameni
{ Forza fatai de le vicende humanc )
Lungi da TArmi Hi/pane,
. Per in pace goder giorni /èreni,
Trafleroil Ceppo tuogl’Crbi Celcftij
Ceppo da cui forgefti
Di bella Purità con rara dote
D'ADA, ò CAMILLA, à far le Glorie note

Del

rf S
.

Del vado 1NSVBRE NIDO, _

DeiGenitorde i pregi aum eredi

(Lungi da Cor sì vmil vane memorie)


Son Pompe tranfìtorie.
Anima grande, evi! tu credi :

Che (prezzi
infido
Tu folo trionfar del fenfo ,

E del Mondano grido '

Penfi fuggir l’adulatricc *


romba , A
„tpmba
E ad ogni Vizio apparecchiar la

Tentaro i troppo amanti


Penfier Paterni in van la tua coltanzai

mie e §1
Nè fur le dclitie ilulsi ,

Penitenze ,
ò difigi , ]

O de’ più cari tuoi la


rimembranza,
L’Animo inuitto ad atterrar badanti ,

Tutti recalcitranti ; .in


fedo imbel e,
Al Mondo hai i (enfi, ed il tuo
Perche .l’Angue è tra i fior, cerca le Stelle •
j*Tt Di Getti così degni,
D’Opre (ì illuftri , c di Virtù sì grandi
Per Efcmplar, per vera Idea t* ammiro}
Ouunquc i lumi giro
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^3 D’vn’ aureo G nioi vaghi rai Tu fpandi,
^ •
Di
Si
pij coftumi vn nobil* vfo infegni#
fourvmani pegni
Deportò la Fè nel tuo gran Core,
GRAN TESORIER di quel Diurno Amore.

Vanne dunque felice

W3 Vanne tra 1* Alme fortunate al Mondo


J* A mieter Palme, e riportar Trofei :

Tra l’Elettc tufei*


Fia il tenor di tua vita ogn’hor giocondo}
ci* Altro fperar da* Getti tuoi non lice :

Ps Così ^ SERCHIO predice.


beh

*4

Aure, eh’ ogn’hora à gara


Da l'Arabico fen nembi d'odori
Verfate in cuna al rediuiuo Maggio,
Si pretiofo omaggio
Soura Rogo Sabeo tra gemme, e fiori
Porgete à chi già offrire il cor preparai
Vincitrice sì rara
Le Trombe d’or renda :i la Fama roche,
Sanno molte pugnar, ma VINCER poche

Dcl’ADAhor mai, del SERCHIO


Corra l’onda gìuliua incontro a Tcti ,
Di sì bel giorno ad apportar lauuifo:
Fc (leggi il Paradilo*
Influenze felici , Auguri j
lieti

Quaggiù tramandi ogni Stellato Cerchio,


Nèfia il gioir fouerchioi
Quando gemmata Naue approda al Porto,
Pianoa chi mira il fuo Teloro afforco.
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Sì diflc il SERCHIO , c arrifc l’ADA . Intanto
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CAMILLA và con la Tua CROCE vnita *Z
A prender PORTO d’vn’ETERN A VITA, ^
a Già che il è che vn Mar di Pianto.jJ
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