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Erica Ramazzotti

RICOMINCIAMO!
Ansiosa attesa 8
Se gli alieni atterrassero in classe 9
Non voglio diventare grande 10
Ritornare a scuola 12
Bentornati! 14 Ciak, si ruba! 62
La magia di un libro... 15 La foto rivelatrice 63
I segreti del testo: Osservando le formiche 16 Un giallo in cucina 64
I segreti del testo: Il capobanda 17 Laboratorio: io scrittore! 65
I segreti del testo: Caccia a Moby Dick 18
I segreti del testo: La peste nera 20 IL RACCONTO STORICO
I segreti del testo: L’alieno 22 I segreti del testo: Antonio e Cleopatra 66
I segreti del testo: Naufragio! 23 Tutti per uno e uno per tutti 68
Niente più scuola 70
Il grande sole di Hiroshima 71
U.d.A. 1 • IL TESTO NARRATIVO 24 Il muro di Berlino 72
Continueremo a vivere 74
IL RACCONTO DI FANTASCIENZA Laboratorio: io scrittore! 75
I segreti del testo: La sentinella Turg 26 Cittadinanza e Costituzione:
L’astronave prigioniera 28 Aggiungi un posto... in classe! (test) 76
Le abitudini di Meccanopoli 30 Cittadinanza e Costituzione:
Pik, il bambino venusiano 32 La giornata della memoria 77
Un prigioniero da studiare 34 Cittadinanza e Costituzione:
Laboratorio sul lessico: I prefissi 35 Il cammino della libertà 78
Esemplari da osservare 36 Cittadinanza e Costituzione: Onu 79
Laboratorio: io scrittore! 37
Stagione autunno: Stagione di funghi 38 LA BIOGRAFIA
Stagione autunno: Bosco in autunno 40 I segreti del testo: Il sogno di un mondo migliore 80
Laboratorio: autunno! 41 Uno scrittore stravagante 82
Rita Levi Montalcini 84
IL RACCONTO FANTASY Laboratorio sul lessico: Parole in prestito 85
I segreti del testo: La battaglia degli stregoni 42 Il papà di Sherlock Holmes 86
La fuga di Bilbo 44 Il maestro del cinema italiano 88
La foresta incantata 46 Laboratorio: io scrittore! 89
Il lago delle nebbie 48 Stagione inverno: Guarda: nevica! 90
La combinazione segreta 50 Stagione inverno: La storia dell’albero di Natale 91
Laboratorio: io scrittore! 53 Stagione inverno: Un Natale lontano da casa 92
Stagione inverno: Piante portafortuna 94
IL RACCONTO GIALLO Stagione inverno: La storia della Befana 95
I segreti del testo: Banconote false 54 Stagione inverno: Le origini del Carnevale 96
Un passo falso 56 Laboratorio: inverno! 97
L’eredità scomparsa 58
Smascherato! 60 IL DIARIO DI VIAGGIO
I segreti del testo: Dal diario di un naufrago 98
Overland 10 100

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U.d.A 3 • IL TESTO POETICO 144
I segreti del testo: La poesia 146

POESIE PER GIOCARE


Gli Strulli 148
Attenzione attenzione 149

POESIE PER PARLARE


La bambina del futuro 150
Verso la Bolivia 101 Teresa – Padre 151
A bordo della Peggy Sue 102
Una bella vacanza 104 POESIE PER RIFLETTERE
Senza soldi in tasca 106 Verrà un giorno – Prima la pace quaggiù 152
Laboratorio: io scrittore! 109 Nasceranno uomini migliori – Se istruisci un popolo 153

U.d.A.2 • IL TESTO DESCRITTIVO 110 POESIE SULLE EMOZIONI


I segreti del testo: Descrivere... un personaggio 112 Tramonto 154
I segreti del testo: ... una situazione 113 Ode al giorno felice – Sono contento 155
I segreti del testo: ... emozioni e sentimenti 114
I segreti del testo: ... personaggi e ambienti fantastici 115 POESIE SULLA NATURA
Luna mirtillo – Il salice piangente 156
PERSONE E PERSONAGGI Torrente – La foresta pluviale 157
Il maestro Scossetta 116 Il girasole 158
Laboratorio sul lessico: Le espressioni figurate 117 Neve nel bosco – Canzonetta d’amore per il vento 159
Braccio di Ferro 118
C’è lettore e lettore 120 POESIE COME RACCONTO
Cittadinanza e Costituzione: Ricordi d’infazia – Ricordo 160
Sai capire gli altri? (test) 122 Il villoso calabrone – Il porcospino 161
Cittadinanza e Costituzione: Questi fratelli... 123
Cittadinanza e Costituzione: POESIE DIALETTALI
Amore o innamoramento? 124 Avarizzia – Accidia 162
Mia madre 126 L’agnello infurbito – La gratitudine 163
A Ancona – Primavera vissina 164
AMBIENTI E SITUAZIONI Laboratorio: io scrittore! 165
Piccolo mondo di fiaba 128 Cittadinanza e Costituzione:
La casa-cubo 130 Difendiamo il pianeta! (test) 166
La valle dell’ombra 132 Cittadinanza e Costituzione: I ghiacciai 167
Incubo! 133 Cittadinanza e Costituzione: Imballaggi intelligenti 168

EMOZIONI E SENTIMENTI
L’arrivo di Teresita 134
La gelosia di Jacob 136

PERSONAGGI E AMBIENTI FANTASTICI


Paesi spaziali 138
La strega Suprema 140
Laboratorio: io scrittore! 143

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U.d..A. 4 • IL TESTO TEATRALE 170

I segreti del testo: Il testo teatrale 172


Pollo allo spiedo 174
Il proverbio 176
L’esame settimanale 178
Laboratorio: io scrittore! 181
Stagione primavera: Cielo di primavera 182
Stagione primavera: Una gita in bici 184
Stagione primavera: Uova colorate 186
Laboratorio: primavera! 187

U.d..A. 5 • IL TESTO INFORMATIVO 188 U.d..A. 6 • IL TESTO ARGOMENTATIVO214


IL GIORNALE I segreti del testo: La casa di tutti 216
Che bello: sono ammalato! 218
I segreti del testo: Il quotidiano 190 Laboratorio sul lessico: Amplia il tuo vocabolario 219
Il titolo visto da vicino 192 Che futuro ci aspetta? 220
L’articolo di cronaca 193 Per un hamburger 222
Dimentica la moglie in autogrill 194 Laboratorio sul lessico: Parole che viaggiano 223
La storia di Pepeto e Briciola 195 Cittadinanza e Costituzione: A tavola! (test) 224
La rivista 196 Cittadinanza e Costituzione: Cucine mediterranee 225
Il giornale in rete 197 Cittadinanza e Costituzione:
L’ipertesto 198 Ciccio è bello, sì, però... 226
L’estinzione dei dinosauri 228
LA PUBBLICITÀ Laboratorio: io scrittore! 229

I segreti del testo: La pubblicità 200


«Saper leggere» la pubblicità 202
U.d..A 7 • IL TESTO REGOLATIVO 230
A ogni ora il suo spot 203
I segreti del testo: I diritti dei bambini 232
La pubblicità progresso 204
Dichiarazione universale dei diritti dell’animale 234
Laboratorio: io pubblicitario! 205
La Costituzione italiana 236
La locandina 206
Regole in biblioteca 239
Che cosa manca? 207
Cittadinanza e Costituzione:
Attenzione alle etichette! 208
Giusto o sbagliato? (test) 240
Cittadinanza e Costituzione:
Cittadinanza e Costituzione:
Difendi il tuo corpo! (test) 210
Parcheggiare la bicicletta 241
Cittadinanza e Costituzione: Prudenza! 211
Cittadinanza e Costituzione: Il semaforo stanco 242
Cittadinanza e Costituzione:
Cittadinanza e Costituzione:
Malattie del benessere 212
Attenzione! Per strada... 243
Cittadinanza e Costituzione:
Stagione estate: Vacanze in Sicilia 244
W l’igiene personale 213
Stagione estate: Jona e i granchi 246
Laboratorio: estate! 247
Cittadinanza e Costituzione: Acqua da salvare 248
Cittadinanza e Costituzione: Guerre per l’acqua 250
Cittadinanza e Costituzione: Lo spreco dell’acqua 252

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TIPOLOGIE TESTUALI ARGOMENTI DELLE LETTURE
Ricominciamo! Scuola e insegnanti: 8, 9, 12-13, 14, 36, 76, 116, 122, 178-180, 214
8, 9, 10-11, 12-13, 14, 15 Bambini: 10-11, 17, 70, 123, 134-135, 176-177, 230, 232-233
Animali: 16, 20-21, 161, 163, 193, 195, 234-235, 246
U.d.A. 1 • IL TESTO NARRATIVO, 24-25 Viaggi, esperienze e avventure: 18-19, 23, 54-55, 56-57, 58-59, 60-61,
62, 63, 64, 98-99, 100, 101, 102-103, 104-105, 106-108, 132, 244-245
Il racconto di fantascienza: 28-29, 30-31, 33-33, 34, 36
Personaggi e situazioni particolari: 22, 26-27, 28-29, 30-31, 32-33, 34,
Il racconto fantasy: 44-45, 46-47, 48-49, 50-52
36, 42-43, 44-45, 46-47, 48-49, 50-52, 83-83, 84, 86-87, 88, 110, 112,
Il racconto giallo: 56-57, 58-59, 60-61, 62, 63, 64
115, 118-119, 120-121, 130-131, 133, 138-139, 140-142, 148, 149,
Il racconto storico: 68-69, 70, 71, 72-73, 74
162, 164, 170, 174-175, 213, 242
La biografia: 82-83, 84, 86-87, 88
Ambiente e natura: 20-21, 38-39, 40, 147, 150, 154, 156, 157, 158,
Il diario di viaggio: 100, 101, 102-103, 104-105, 106-108
159, 161, 166, 167, 182-183, 216-217, 220-221, 222, 246, 248-249,
U.d.A. 2 • IL TESTO DESCRITTIVO, 110-111 252
Persone e personaggi: 116, 118-119, 120-121, 126-127 Storia, miti e leggende: 66-67, 68-69, 70, 71, 72-73, 74, 95
Ambienti e situazioni: 128-129, 130-131, 132, 133 Famiglia, amicizia e affetti: 32-33, 90, 92-93, 124-125, 126-127,
Emozioni e sentimenti: 134-135, 136-137 136-137, 151, 160, 176-177, 182-183, 184-185, 194, 218
Personaggi e ambienti fantastici: 138-139, 140-142 Società e attualità: 79, 91, 94, 96, 152, 153, 168-169, 186, 200-201,
204, 210-211, 212, 216-217, 220-221, 222, 232-233, 234-235,
U.d.A. 3 • IL TESTO POETICO, 144-145 236-238, 239, 240, 241, 243, 248-249, 250-251, 252
Poesie per giocare: 148, 149 Emozioni e sentimenti: 114, 122, 124-125, 128-129, 132, 133,
Poesie per parlare: 150, 151 136-137, 155, 156, 160, 162, 164, 195
Poesie per riflettere: 152, 153 Informatica, media e lettura: 15, 24, 120-121, 190-191, 192, 193, 194,
Poesie sulle emozioni: 154, 155 195, 196, 197, 198-199, 200-201, 202, 203, 204, 206, 207, 208-209,
Poesie sulla natura: 156, 157, 158, 159 214
Poesie come racconto: 160, 161 Multicultura: 92-93, 134-135, 146, 186, 225, 232-233
Poesie dialettali: 162, 163, 164 Alimentazione: 174-175, 188, 203, 208-209, 222, 224, 225, 226-227

U.d.A. 4 • IL TESTO TEATRALE, 170-171 ATTIVITÀ LINGUISTICHE


172-173, 174-175, 176-177, 178-180 Rifletti sulla lingua: 8, 19, 21, 31, 33, 40, 45, 48, 50, 56, 57, 61, 64, 68,
87, 91, 95, 96, 100, 118, 120, 129, 130, 132, 135, 138, 141, 149, 150,
U.d.A. 5 • IL TESTO INFORMATIVO, 188-189 152, 154, 156, 159, 160, 161, 179, 186, 202, 234, 245
Il giornale: 192, 193, 194, 195, 196, 197 Per comprendere: 8, 9, 11, 13, 16, 17, 19, 21, 22, 23, 29, 33, 34, 36,
L’ipertesto: 198 39, 45, 47, 50, 57, 59, 61, 62, 63, 64, 68, 70, 73, 74, 78, 79, 83, 84, 87,
La pubblicità: 202, 203, 204, 206, 207, 208 88, 90, 91, 93, 94, 95, 100, 101, 103, 105, 108, 116, 119, 123, 125, 126,
128, 129, 131, 132, 134, 136, 139, 140, 142, 148, 149, 150, 151, 152,
U.d.A. 6 • IL TESTO ARGOMENTATIVO, 214-215 153, 155, 156, 157, 158, 159, 160, 161, 162, 163, 164, 167, 169, 175,
218, 220-221, 222, 228 176, 178, 183, 184, 192, 193, 194, 195, 197, 202, 204, 209, 211, 213,
218, 220, 221, 222, 225, 227, 228, 236, 237, 239, 242, 245, 246, 248,
U.d.A. 7 • IL TESTO REGOLATIVO, 230-231 249, 250
234-235, 236-238, 239 Pensaci su!: 10, 13, 15, 31, 33, 34, 36, 38, 40, 47, 49, 52, 61, 69, 70, 71,
73, 74, 77, 87, 90, 92, 94, 96, 105, 119, 121, 123, 125, 127, 129, 131,
CITTADINANZA E COSTITUZIONE 132, 133, 135, 137, 139, 141, 148, 150, 151, 152, 153, 154, 155, 156,
Educazione alla cittadinanza: 76-79 158, 163, 164, 169, 177, 182, 183, 185, 186, 194, 195, 196, 197, 199,
Educazione all’affettività: 122-125 202, 209, 212, 218, 221, 222, 227, 235, 238, 241, 246, 250, 252
Educazione ambientale: 166-169, 248-252 Sappiamo che…: 46, 52, 56, 71, 73, 104, 106, 138, 183, 198, 220
Educazione alla salute: 210-213 Dizionario: 11, 28, 34, 38-39, 40, 45, 49, 59, 70, 77, 84, 87, 96, 101,
Educazione alimentare: 224-227 107, 108, 116, 119, 120, 121, 131, 137, 139, 141, 151, 155, 161, 162,
Educazione stradale: 240-243 163, 197, 198, 209, 244

LABORATORI COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI


I segreti del testo: 16, 17, 18-19, 20-21, 22, 23, 26, 42-43, 54-55, (compresi uno sguardo a ...)
66-67, 80-81, 98-99, 112, 113, 114, 115, 146-147, 172-173, 190- Storia: 66-67, 68-69, 70, 71, 72-73, 74, 77, 78, 80-81, 91, 96, 223, 228, 237
191, 200-201, 216-217, 232-233 Geografia: 91, 92-93, 101, 102-103, 104-105, 106-108, 186, 225, 250-251
Io scrittore!: 37, 53, 65, 75, 88, 109, 143, 165, 181, 205, 229 Scienze: 16, 38-39, 40, 77, 84, 94, 113, 147, 156, 157, 158, 161, 167,
Laboratorio sul lessico: 35, 85, 117, 219, 223 168-169, 221, 228
Laboratorio sulle stagioni: 41, 97, 187, 247 Informatica: 197, 198-199

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Leggere e studiare un libro è
come interpretare una mappa.
In particolare, ogni pagina di
«DIECI E LODE» ti fornisce L’Unità di Apprendimento
informazioni affinché tu sap- (U.d.A.) analizzata è indi-
cata in alto e contraddistin-
pia sempre che cosa stai leg-
ta da un colore specifico.
gendo e quale argomento stai
affrontando.
Osserva attentamente le indi-
cazioni seguenti, ti aiuteranno Vicino al numero di pagina
a comprendere i segreti del troverai indicata la tipologia
di testo affrontata.
tuo libro dei linguaggi.

Pagine particolari invitano a guardarti intorno per


individuare gli elementi naturali che contraddistin-
guono le stagioni e, attraverso le tipologie testua-
li, scoprire usanze e tradizioni di ogni periodo.

SAPPIAMO CHE...
Nella rubrica con la lente troverai
approfondimenti relativi all’argomen-
to trattato.

Pennellate di colore mettono in evi-


denza nozioni specifiche e defini-
La rubrica caratterizzata dall’icona con zioni sul tipo di testo trattato.
il dizionario ti spiega il significato dei
RIFLETTI SULLA LINGUA
vocaboli difficili e dei neologismi,
oppure ti invita a ricercarlo. Il riquadro raffigurante un post-it
indica le attività dirette all’analisi
del testo.
6
«I segreti del testo» ti guidano alla scoperta
degli elementi che caratterizzano ogni tipologia
testuale.
Si parte dalla lettura di un brano e si prosegue con
esercizi mirati di riferimento che ti insegnano a
riconoscere le parti fondamentali che contraddi-
stinguono e diversificano i testi.

Pagine di laboratorio sul lessico ti permettono di con-


solidare la conoscenza e l’uso corretto dei vocaboli
che costituiscono la lingua italiana.
Ogni Unità di Apprendimento termina con un labora-
torio linguistico, per verificare la comprensione degli
argomenti trattati e sviluppare la capacità di scrivere un
testo autonomamente.

L’impostazione della pagina cambia per mettere in evi-


denza le parti dedicate alla convivenza civile, che com-
prendono un piccolo test, divertente e allo stesso tempo
utile all’autoanalisi.

PER COMPRENDERE
Le attività dirette alla comprensione del testo e
alla riflessione sui significati trasmessi sono chiaramen-
te indicate e messe in evidenza da titoli specifici.
Gli esercizi proposti, oltre ad aiutarti a capire quello che leggi,
ti indicano come esprimere il tuo punto di vista e immedesimarti in
PENSACI SU!
ruoli e situazioni differenti.

UNO SGUARDO A... Infine ulteriori rubriche propongono collega-


menti tra gli argomenti trattati e le altre discipline.
E ora BUONA LETTURA e BUON DIVERTI-
MENTO!

7
R i c o m i n c i a m o!

Ansiosa attesa
Prisca era un po’ preoccupata perché quell’anno avrebbe
avuto una nuova maestra. Chissà che tipo era?
Erano ormai molti giorni che ci pensava, piena di curiosità e
di apprensione. La maestra Argia Sforza si era già preannun-
ciata con una stranezza: aveva fatto sapere alle famiglie che
per le sue alunne non voleva il solito nastro blu al collo ma
un nastro speciale, rosa a pallini celesti, che si trovava solo
dal merciaio di viale Gorizia, che purtroppo, però, aveva
esaurito questo tipo di nastro.
– Ne ho ordinato una nuova partita – aveva detto alla
mamma di Prisca – ma ci vorranno almeno una decina di
giorni prima che arrivi.
– Ecco! Perché non l’hai comprato la settimana scorsa con la
nonna di Elisa? – disse Prisca in lacrime alla mamma. – Io
senza il fiocco a scuola non ci vado. La maestra mi sgriderà,
mi metterà una nota!
– Oh, non farla tanto lunga per così poco! Ti scriverò una
giustificazione.
– Non ci vado, non ci vado e non ci vado!
La mamma sospirò e poi disse: – E va bene, vuol dire che ti
accompagnerò io a scuola, le dirò che è stata tutta colpa mia.
– Ti va bene così? – chiese il papà.
– Sì – rispose Prisca.
Ma tenne il broncio per tutta la serata.
B. Pitzorno, Ascolta il mio cuore, Mondadori

R IFLETTI SULLA LINGUA PER COMPRENDERE


Sottolinea nel testo gli Rispondi:
indicatori temporali. • I fatti narrati si svolgono:
in un tempo determinato.
PENSACI SU! in un tempo indeterminato.
• Il racconto è:
to di Prisca?
E tu come ti saresti comportato/a al pos di tipo fantastico.
Raccontalo sul tuo quaderno. di tipo realistico.

8
R ic om in cia m o !

Se gli alieni atterrassero in classe


Questa mattina il signor McCluskey ha domandato
alla classe: – Quando gli alieni dallo spazio profondo
arriveranno sulla terra, che lingua credete che use-
ranno per comunicare?
Per un po’ c’è stato un silenzio assoluto. Tutti pen-
savamo: «Non sarà mica impazzito?».
Io ho anche pensato: «Forse sì, così ci manderan-
no tutti a casa».
Poi Daly si alza in piedi e dice: – Parleranno inglese.
– No – interviene il signor McCluskey – non parle-
ranno né inglese né tantomeno italiano.
Useranno la matematica. E tu, Johnny Couglan –
continua – puoi illuminare la classe su questo punto?
Perché gli alieni useranno la matematica? E togliti
quella matita dall’orecchio, prima di perforarti quel
poco di cervello che hai.
– Non so perché useranno la matematica.
– Certo che non lo sai – riprende il signor McCluskey
– per cui siediti che ve lo spiego io. Useranno la mate-
matica perché è il linguaggio dell’universo. E lo sape-
PER COMPRENDERE
te perché? No? Ve lo dico io. La matematica è il linguaggio del-
l’universo perché, mentre i diversi popoli usano diverse lingue, Indica il significato corretto..
i numeri sono uguali per tutti. E lasciate che vi dica un’altra
• Schiappe:
cosa: se gli alieni dallo spazio profondo atterrassero in questa
fenomeni. incompetenti.
classe proprio ora, non sareste in grado di capirli, perché in
• Alieni:
matematica siete tutti delle schiappe.
Poi il signor McCluskey si gira, disegna qualcosa sulla lavagna immigrati. extraterrestri.
e ordina: – Mickey Murphy, per favore, spiega alla classe che
Riscrivi il testo trasformando il di-
cos’è questa figura.
scorso diretto in discorso indi-
Murphy si alza in piedi, guarda la lavagna ed esclama: – È un retto.
disco volante!
– No, non è un disco volante – replica il signor McCluskey. – È Che cosa pensi tu degli alieni?
Raccontalo sul quaderno.
un triangolo isoscele.
E questo è stato quello che abbiamo imparato oggi a scuola:
come parlare agli alieni.
J. W. Sexton, Il diario di Johnny «Bara», Mondadori

9
R i c o m i n c i a m o!

Non voglio diventare grande


– Non voglio diventare grande! – disse Pippi.
– Nemmeno io – fece eco Annika.
– Davvero, non c’è proprio da augurarselo – approvò Pippi. – I grandi non si diver-
tono mai; hanno solo da lavorare, degli abiti buffi, i calli e le tasse cumunali.
– «Tasse comunali», si dice – corresse Annika.
– Indifferente, tanto s’intende sempre la stessa robaccia – disse Pippi.
– E poi sono pieni di superstizioni e di fisime: credono per esempio che
succederà chissà cosa, magari di tagliarsi, se ci si infila il coltello in bocca,
e così via.
– Non sanno nemmeno giocare – disse Annika. – Che noia, dover diventa-
re grandi!
– E chi ha mai detto che si debba? – chiese Pippi. – Se la memoria non
m’inganna, devo avere un paio di pillole da qualche parte...
– Che pillole? – domandò Tommy.
– Delle pillole ottime per chi non vuole diventar grande – disse Pippi, saltan-
do dal tavolo.
Cercò dappertutto e un istante dopo ricom-
PENSACI SU! parve con tre granelli simili a piselli gialli.
– Piselli? – chiese Tommy, stupito.
Secondo te, è piacevole oppure – Sembrano proprio dei piselli, eh? E invece
no diventare grande?
non lo sono affatto – disse Pippi. – Sono pil-
Scrivi tre affermazioni positive e
lole Cunegunde. Me le diede molto tempo
tre negative del diventare grandi.
fa, a Rio, un vecchio capo indiano quando lo
pro: convinsi con un giro di parole.
1
– Bastano queste pillole? – chiese Annika,
2
dubbiosa.
3
– Senz’altro – assicurò Pippi. – Ma bisogna
contro: inghiottirle al buio, e recitare questa formula magi-
1 ca: «Piccole e belle Cunegunde, non voglio mai diventare
2 grunde».
3 – «Grande», vuoi dire – la riprese Tommy.
Come ti immagini da grande?
Raccontalo sul tuo quaderno.

10
R ic om in cia m o !

– Se ho detto «grunde» significa che voglio dire «grunde» –


disse Pippi. – Il trucco sta proprio qui: quasi tutti dicono
«grande», e non potrebbero commettere sbaglio peggiore,
perché allora si comincia a crescere e non si smette più.
– Non ho il coraggio di mangiare queste pillole – disse
Annika, spaventata – sarebbe terribile, se dovessi sbagliare.
– Non puoi sbagliare – la rassicurò Pippi. – Se lo pensassi,
sta’ certa che non ti offrirei le mie pillole.
– Va’ là che non sbagli, Annika! – la incitò Tommy.
Pippi diede a Tommy e ad Annika una pillola Cunegunda
per ciascuno, mentre un brivido correva loro per la spina
dorsale; pensate, un attimo dopo le pillole miracolose si
sarebbero depositate nel loro stomaco e questo era sufficien-
te perché non dovessero mai, mai diventare grandi. Che
meraviglia!
– Ora! – sussurrò Pippi.
Ed essi ingoiarono le loro pillole.
– Piccole e belle Cunegunde, non voglio mai diventare
grunde – recitarono tutti e tre.
Era fatto. Pippi riaccese la luce.
– Splendido! – esclamò. – Com’è semplice evitare di diven-
tare grandi, di avere calli e altri malanni. Solo, le pillole
sono rimaste così a lungo nel mio armadio, che non si può
essere matematicamente sicuri che non abbiano perduto il
loro potere. Ad ogni modo, speriamo per il meglio.
A. Lindgren, Pippi Calzelunghe, Salani

PER COMPRENDERE Cerca sul dizionario il si-


gnificato di fisima.
Leggi attentamente il brano, poi completa le parti mancanti. Poi scrivilo sul quaderno
Pippi non vuole diventare grande, così propone ai suoi amici di e discutine in classe.
e recitare la
frase: .
I tre amici prendono le pillole anche se
.

11
R i c o m i n c i a m o!

Ritornare a scuola
In realtà erano contenti di ritornare a scuola. L’estate sfioriva e la noia
aveva fatto capolino nelle lunghe giornate di caldo. Sotto sotto aspettavano
il primo giorno di scuola. In fin dei conti, anche se borbottavano e si lamen-
tavano, erano contenti. E anche se avevano un pizzico di paura del nuovo
maestro, era tempo di dare inizio all’ultimo anno delle scuole elementari.
Intanto bisogna dire che non si aspettavano un maestro del genere.
Se ne stava lì, seduto dietro alla cattedra come un vecchio gufo. Carlo si
chiedeva come fosse possibile che un nuovo maestro fosse così. Maamar si
avvicinò per accertarsi di non vedere doppio, o triplo... o quadruplo. Ma
tutte quelle rughe erano vere?
Gli scolari si guardarono l’un l’altro turbati. Erano realmente, assoluta-
mente, inequivocabilmente delusi. Si aspettavano un bel maestro giovane e
sportivo, e invece gli avevano rifilato quel grosso signore, con i capelli bian-
chi che gli andavano da tutte le parti, gli occhialini sulla punta del naso e
una pancia che rischiava di essere l’unico pallone che avrebbero visto duran-
te tutto l’anno scolastico. Anche la voce li colse di sorpresa.

12
R ic om in cia m o !

Nina sobbalzò quando udì quella tonalità bassa e grave,


sembrava provenire da un altro mondo.
Così come furono sconcertati dalle prime parole emes-
se da quella voce. Non «buongiorno», né «mi chia-
mo», né «sedetevi».
Ma semplicemente: «Ho un regalo per voi».
Quello che sarebbe stato il loro maestro posò un
pacchetto regalo sul banco di ogni alunno. Costanza
aprì il suo pacchetto e scoprì un mazzo di carte iden-
tico a quello dei compagni: un mazzo di carte simile a
quelli che si comprano nei negozi, con i cuori e i quadri,
i fiori e le picche.
– Allora quest’anno si gioca a carte? – domandò
Benedetta ad alta voce, pensando al nonno che passava
le giornate a giocare a carte.
Fu lei la prima ad accorgersi che non si trattava di un
vero mazzo di carte. Sul dorso di ogni carta c’era scrit-
to JOLLY. E dall’altra parte c’erano diverse frasi: PENSACI SU!
un jolly... per restare a letto.
E tu quali jolly vorresti avere? Pensaci attentamente.
un jolly... per non andare a scuola.
1
un jolly... per arrivare a scuola in ritardo.
2
un jolly... per perdere il quaderno dei compiti.
3
un jolly... per copiare dal vicino di banco.
un jolly... per fare il pagliaccio.
un jolly... per dire una bugia... PER COMPRENDERE
Gli alunni erano stupefatti, ipereccitati, ma l’anno
Rispondi sul quaderno.
scolastico era appena iniziato ed era decisamente
troppo presto per fare baccano. • Come si sentivano i ragaz
zi il primo
giorno di scuola?
– Adoro fare i regali. Ho intenzione di farvi dei rega-
• Com’era il nuovo maestro
li tutti i giorni. Regalo di tutto il programma, regalo ?
• Cosa disse per prima co
di libri, regalo di grammatica, regalo di coniugazio- sa?
• Che cosa diede agli alunn
i?
ni, regalo di parole. • E loro come reagirono?
S. Morgenstern, Un mazzo di jolly, Nord-Sud Edizioni

13
R i c o m i n c i a m o!

Bentornati!
Era il primo giorno di scuola, mancavano pochi minuti all’inizio delle lezioni.
I ragazzi erano eccitati e il brusìo delle loro voci si diffondeva tra le
aule e il corridoio: si raccontava dell’estate, si ricordava l’anno scola-
stico precedente e soprattutto si discuteva sulle aspettative per il
nuovo anno, quando...
– Ragazzi... scusate... ehi!... – il Grande Libro cercava di farsi senti-
re, prima a bassa voce, poi sempre un po’ più forte finché, fra il
chiasso generale... – RAGAAAZZIIIII!!!
Di colpo il silenzio... – Con le buone maniere si ottiene tutto –
sospirò il Grande Libro.
– Sono tornato per augurarvi un buon anno scolastico e per spro-
narvi a dare il massimo: anche quest’anno avrete tante belle
cose da imparare!
– Ma ormai sappiamo fare tutto –
disse Ilaria. – Sappiamo leggere e scrivere,
che altro dobbiamo imparare?
– Questo è vero – rispose il Grande Libro – l’anno passato mi leggevate e
mi sfogliavate così in fretta da farmi provare il solletico... Siete diventati
dei bravi lettori, precisi e veloci, avete imparato a distinguere
tante tipologie di testi e a divertirvi con personaggi reali e a
volte un po’ buffi... ma qui inizia la parte più difficile!
Quest’anno dovete imparare a «entrare dentro il testo», a calar-
vi nelle parole, a carpire il significato dei brani letti, anche quel-
li meno espliciti. I lettori in gamba interpretano e rielaborano in
modo personale quanto leggono, sanno ascoltare gli altri, perce-
pire le loro emozioni e i loro sentimenti... in buona sostanza si
immedesimano nei panni di chi scrive.
– Ma ne saremo all’altezza? – lo interruppe Ilaria preoccupata –
questa mi sembra una cosa da grandi...
– Io vi aiuterò – rispose il Grande Libro – insieme ai racconti ho
inserito tra le mie pagine tante curiosità e informazioni...
e a fine anno vedrete che sarete grandi, dei grandi lettori!
E. Ramazzotti

14
R ic om in cia m o !

La magia di un libro…
I libri si offendono quando vengono dati Niente come la lettura di un libro, nell'apparente
in prestito; perciò spesso non ritornano. quiete e nel silenzio, può dischiudere in modo
imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita.
Kokoschk
T. De Mauro

PENSACI SU!
Il verbo leggere non sopporta Dopo aver letto le frasi, discuti in classe con l’insegnante e i
l'imperativo. compagni.
G. Rodari • Che cosa rappresentano i libri e la lettura per ogni autore?
• Quale frase ti sembra più significativa? Perché?

I libri sono gli amici più


tranquilli e costanti, e gli
insegnanti più pazienti.
C. Eliot

15
Osservando le formiche
Abbiamo appena attaccato a trebbiare il grano, che si sentono le
In un racconto possiamo trova-
sirene urlare. È scoppiata la guerra. re varie tipologie di sequenze:
Mentre seguo i discorsi degli altri, che parlano della guerra, gli occhi
• NARRATIVE, in cui prevale la
mi vanno a finire su una lunga fila di formiche che stanno traspor- narrazione dei fatti;
tando le provviste per l’inverno. • DESCRITTIVE, dove vengono
Sembra che pure esse abbiano sentito le sirene della guerra e prov- descritti i personaggi o gli
ambienti;
vedano per i tempi di carestia; le vedo correre su e giù in due file • RIFLESSIVE, in cui vengono
parallele. Mi alzo e seguo la colonna, è lunga diversi metri, sembra riportati pensieri, opinioni o
non finire mai. Mi siedo vicino all’ingresso della loro città sotterra- stati d’animo dei personaggi.
nea: quelle che arrivano sono cariche di cibo e quelle che hanno già
scaricato, tornano a caricare; quando il peso è troppo, sono
in due a tirare, fanno certi sforzi da non dire.
I contadini le chiamano ladre, perchè rubano il grano.
A pensarci bene, non mi sembra giusta questa affermazione.
Penso, invece, che esse sono al mondo come noi, prendono
dalla natura quello che essa offre. Per esempio, se invece di
stare qui in mezzo al grano, questo accampamento di
formiche fosse in mezzo al prato, non rubereb-
bero certamente il grano, ma prenderebbero
i semi delle erbe e tutto quanto è utile per
i loro bisogni.
Riad. da P. Magrini, Per una fetta di pane, Rinascita

PER COMPRENDERE
Leggi attentamente il brano
poi colora le sequenze rispet-
UNO SGUARDO A...
tando la legenda.
SCIENZE! SEQUENZA NARRATIVA
Le formiche sono, insieme alle api, i più noti fra SEQUENZA DESCRITTIVA
gli insetti sociali, nel senso che vivono riuniti in SEQUENZA RIFLESSIVA
società ove ogni individuo lavora in funzione
del benessere della comunità.

SEQU ENZE
I segreti del testo: LE
16
Il capobanda
Non so perché fossi io il capo della banda: non ero più forte, più
veloce o più coraggioso degli altri. Però a scuola scrivevo bei pen- PER COMPRENDERE
sieri. Avevo le parole, e le parole servono, per fare il capo.
Leggi attentamente il brano
Le bande combattevano una contro l’altra. Non mi ricordo se ci fos- e individua le sequenze
sero dei motivi. Ricordo solo che ai prigionieri facevamo un proces- segnalate dai titoletti.
so nella nostra tana. Ordinale da 1 a 5, infine
La tana della mia banda era un vagone di legno abbandonato e scrivi accanto a ognuna:
malandato, serviva per il trasporto del bestiame. Stava da anni alla N - se è narrativa;
fine del binario, dimenticato dal mondo; l’ingresso era aperto per- D - se è descrittiva;
R - se è riflessiva.
ché il portellone era bloccato. Dentro c’era mezzo buio, odore di
legno, e forse un antico odore di bestie. Le bande
C’era, su uno dei lati del vagone, una finestra rettangolare, molto più La conclusione
larga che alta, chiusa da uno sportello di legno che si apriva verso La tana
l’interno, facendo perno sul lato inferiore. Era sempre chiuso. L’introduzione
Un giorno, il prigioniero era davanti a me, lo guardai con disprez-
Processo al prigioniero
zo e dissi: – Si inizi il processo!
Poi, per dare più forza al mio ordine, diedi un gran colpo all’indie-
tro, con il tallone, alla parete del vagone. Sentii una botta tremen-
da sul naso. Credo di aver visto le stelle. Qualcosa mi stava
davanti, pesante e duro. Ero intontito, ma sveglio.
Lo sportello del carro bestiame, al calcio, si era aperto
all’interno, ribaltandosi sulla mia faccia. Sul mio naso,
precisamente. Tutti scoppiarono a ridere.
Riad. da R. Piumini, Quando avevo la tua età, Bompiani

I segret
i del test
o: LE SEQUENZE
17
Caccia a Moby Dick
Tutti gli uomini dell’equipaggio furono riuniti a poppa; il capitano Achab,
detto «Vecchio tuono», fece un mezzo giro con la gamba di legno puntata nel
buco del ponte, poi parlò:
– Uomini di vedetta, voi mi avete già udito dare ordini relativi a una balena bian-
ca, vero? Ebbene, guardate: vedete questa moneta d’oro spagnola? – e tese verso
il sole una larga moneta brillante.
– Vale sedici dollari! Signor Starbuck, mi dia un martello.
Quando Starbuck gli ebbe consegnato il martello, egli si avvicinò
all’albero maestro con l’attrezzo alzato in una mano, mettendo bene
in mostra con l’altra mano la moneta. Poi gridò, così che tutti lo udi-
rono: – Chiunque di voi mi segnali una balena bianca, con la fronte
rugosa e la mascella storta, con la testa bianca e tre buchi nella pinna della
coda, avrà la moneta d’oro.
– Urrà! Urrà! – gridarono i marinai agitando i cappellacci, mentre Achab inchiodava
la moneta d’oro sull’albero.
– È un cetaceo bianco – continuò Achab gettando il martello sul ponte. – Aprite gli
occhi, ragazzi miei, vigilate ogni spruzzo di acqua spumosa, avvertitemi, anche
se vedete una sola bolla!
– Capitano Achab – disse un marinaio – ho già sentito parlare di questo ceta-
ceo... Dev’esser quello che qualcuno chiama Moby Dick.
– Non è stato Moby Dick a strapparti la gamba? – domandò un marinaio.
– Chi ti ha detto ciò? – gridò Achab.
Poi tornò con la mente a un giorno lontano, quando le sue tre imbarca-
zioni sfondate danzavano sulle onde tumultuose e i suoi uomini spa-
rivano sommersi dai vortici dell’acqua...
Non sempre il tempo
della storia coincide con
quello del racconto.
A volte infatti, mentre si
narrano i fatti, si inseri-
scono racconti di avve-
nimenti passati, si com-
piono dei «salti all’indie-
tro nel tempo», in ingle-
se, i «FLASHBACK».

A SH BA CK
I segreti del testo: IL FL
18
PER COMPRENDERE
Rispondi.
• Chi è il protagonista del racconto?

• Per quale motivo si trova in mare?

Allora lui aveva afferrato un coltello e si era lanciato


contro la balena, tentando con una lama lunga pochi centimetri, di raggiun-
gere il cuore dell’immenso cetaceo. Questo era il capitano Achab. Era stato
in quell’occasione che, mentre lui passava sotto la terribile bocca di Moby
Dick, l’animale gli aveva falciato di netto la gamba.
– Sì, Starbuck, sì, amici miei, è a Moby Dick che devo il pezzo di legno su cui
ora mi appoggio. Sì – proseguì con un terribile singhiozzo – sì, io lo insegui-
rò fino alle fiamme dell’inferno, prima di rinunciare a raggiungerlo. È per que-
sto che voi, ragazzi, siete imbarcati, per dargli la caccia, dovunque si trovi!
Che cosa ne dite? Accettate la sfida? A vedervi mi sembrate coraggiosi...
– Sì, sì! – gridarono tutti, stringendosi attorno al vecchio capitano.
– E allora... Occhio acuto e barca veloce come il vento per Moby Dick! –
esclamò Achab.
Riad. da H. Melville, Moby Dick, Editrice Piccoli RI FLETTI SULLA LINGUA

Dopo aver letto attentamente il brano, cerca


ed evidenzia il flashback, poi rispondi:
• Quali tempi verbali vengono usati all’in-
terno del flashback?

• Sono gli stessi utilizzati nelle altre parti


del brano?
I segret
i del tes
to: IL FLASH BACK
19
La peste nera
– Banco di aringhe a sinistra! – annunciò il gabbiano di vedetta, L’ANTICIPAZIONE
e lo stormo del Faro della Sabbia Rossa accolse la notizia con è un metodo che viene uti-
lizzato per raccontare fatti
grida di sollievo.
che si svolgeranno in futuro
Da sei ore volavano senza interruzione, e anche se i gabbiani rispetto al tempo in cui è
pilota li avevano guidati lungo correnti di aria calda che rendeva- ambientata la storia.
no piacevole planare sopra l’oceano, sentivano il bisogno di
rimettersi in forze, e cosa c’era di meglio per questo di una
buona scorpacciata di aringhe?
Volavano sopra la foce del fiume Elba, nel Mare del Nord.
Seguendo le istruzioni del gabbiano pilota, lo stormo del Faro
della Sabbia Rossa imboccò una corrente di aria fredda e si lan-
ciò in picchiata sul banco di aringhe. Centoventi corpi bucaro-
no l’acqua come frecce e, quando risalirono a galla, ogni gab-
biano stringeva un pesce nel becco.
Aringhe saporite e grasse. Proprio quelle di cui avevano
bisogno per recuperare energie prima di riprendere il volo.
Quando tutti i gabbiani autorizzati dalla legge del mare e dei
venti avessero sorvolato la Biscaglia, sarebbe potuto iniziare
il grande convegno dei gabbiani del Mar Baltico, del Mare del
Nord e dell’Atlantico. Sarebbe stato un bell’incontro.
A questo pensava Kengah mentre si pappava la sua arin-
ga. Le femmine come lei si sarebbero date a banchetti di
sardine e calamari, mentre i maschi avrebbero costruito i
nidi sul bordo della scogliera.
Poi le femmine avrebbero deposto le uova, le avrebbero
covate al sicuro da qualsiasi minaccia,
e quando ai piccoli fosse-
ro spuntate le prime
penne robuste, sareb-
be arrivata la parte più
bella del viaggio: inse-
gnare loro a volare nel cielo
di Biscaglia.

C IPAZIONE
I
I segreti del testo: L’ANT
20
Kengah infilò la testa sott’acqua per acchiappare la quarta aringa, e
così non sentì il grido di allarme che fece tremare l’aria: – Pericolo a drit-
ta! Decollo d’emergenza!
Quando Kengah tirò di nuovo fuori la testa, si ritrovò sola nell’immensità
dell’oceano. Aprì le ali per spiccare il volo, ma l’onda densa fu più rapida
e la sommerse completamente. Quando tornò a galla la luce del giorno era
scomparsa, e dopo aver scosso il capo con energia capì che la maledizione dei
mari le stava oscurando la vista.
Kengah, la gabbiana dalle piume d’argento, tuffò varie volte la testa sott’acqua, fin-
ché qualche filo di luce non raggiunse le sue pupille coperte di petrolio. La macchia
vischiosa le incollava le ali al corpo, così iniziò a muovere le zampe sperando di
potersi allontanare rapidamente a nuoto dal centro dell’onda scura. Con tutti i
muscoli tormentati dai crampi per lo sforzo, raggiunse finalmente il limite della
macchia di petrolio e sentì il fresco contatto dell’acqua pulita. Quando, a forza di
sbattere le palpebre e di tuffare la testa, riuscì a pulirsi gli occhi, guardò il cielo
ma vide solo alcune nuvole che si frapponevano tra il mare e l’immensità della
volta celeste. I suoi compagni dello stormo del Faro della Sabbia Rossa doveva-
no volare ormai lontano, molto lontano.

L. Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Salani

RI FLETTI SULLA LINGUA


PER COMPRENDERE
In questo brano è inserita
un’anticipazione: individuala
Rispondi.
ed evidenziala.
• Secondo te, perché il titolo del brano è «La peste nera»?
Rispondi sul quaderno.
• Quali fatti vengono anticipati?
• A che cosa si riferisce l’autore utilizzando l’espressione
• Quale tempo verbale viene utilizzato?
macchia vischiosa?

• Da che cosa è provocato tale danno ambientale?

I segreti
del testo
: L’ANTICIPAZIONE
21
L’alieno
Attraverso il grande prato d’erba, i ragazzi corsero eccitati verso il punto in cui era caduta la
piccola astronave che, prima di schiantarsi al suolo, si era stagliata contro il sole, già alto sul-
l’orizzonte. Si avvicinarono all’oggetto e, unendo le loro forze, riuscirono a sollevarlo e a girar-
lo da una parte e dall’altra. Trovarono un’apertura e riuscirono ad allargarla: dentro si era spac-
cato tutto per la violenza dell’impatto; tra i rottami vi erano anche alcuni piccoli esseri, con un
guscio duro su quella che sembrava la testa, e una sottile pelle colorata, liscia al tatto. Sarebbe
stato bello prenderne qualcuno, ma sembravano tutti già morti... No, uno si lamentava ancora.
Lo sollevarono con la maggiore delicatezza possibile: continuava a emettere strani versi.
Decisero di tenerlo: lo si poteva mettere in una gabbietta in un angolo isolato del giardino. Sareb-
be stato benissimo e la mamma non lo avrebbe visto: non le piaceva avere animali per casa.
Lo sistemarono nella gabbia e, a turno, andavano a portargli da
mangiare, ma quell’essere non toccava mai il cibo. Provarono
In un racconto la conclusione anche a insegnargli dei semplici giochetti e qualche parola,
è spesso un COLPO DI SCENA, ma il piccolo essere ripeteva solo, sempre più debolmente, lo
un avvenimento improvviso che
sorprende il lettore e rovescia
stesso suono: «Io Terra, io Terra...». Forse era il suo verso.
le sue aspettative. Dopo quattro giorni morì. Tristi, lo seppellirono in giardino; poi,
correndo sulle loro otto gambe ancora esili da ragazzi e balzan-
do sulla coda, non del tutto sviluppata, ritornarono ai loro giochi.
AA.VV., Progetto lettura, La Nuova Italia

PER COMPRENDERE
Leggi il brano, individua il colpo di scena e scrivilo
sul quaderno. Poi, rispondi.
• Perché si rovesciano le aspettative del lettore?
Ci si aspettava che:

invece:

Riassumi il brano sul tuo quaderno, rispettando


l’effetto del colpo di scena.

O D I SC E NA
to: IL CO LP
I segreti del te s
22
Naufragio!
Nessuno potrebbe descrivere la nostra situazione.
Ci rimaneva un solo filo di speranza. Fortunatamente, infatti,
la nave ancora non si sfasciava e il comandante diceva che il
Per comprendere appieno un rac-
vento stava diminuendo. La nostra condizione, tuttavia, era
conto, è necessario capire anche
critica: la nave era incagliata nella sabbia e bisognava abban- le INFORMAZIONI NASCOSTE,
donarla prima possibile. ossia quelle che l’autore non dà
Per questo ci restava una scialuppa, ma come calarla in mare? esplicitamente ma che lascia
intuire attraverso altre parti del
Eppure bisognava spicciarsi, perchè la nave non avrebbe potu- racconto.
to resistere più a lungo. Anzi, incominciava già a essere invasa
dall’acqua. Riuscimmo a mettere in mare la scialuppa e ci
salimmo in undici.
A un tratto un cavallone enorme precipitò su di noi con tanta
furia che rovesciò la scialuppa, gettandoci lontani gli uni
dagli altri: il mare ci inghiottì. Mi sentii scendere nell’abisso:
io sono un eccellente nuotatore, ma non ebbi il tempo di
venire a galla per respirare; infine, non so come, l’onda mi
lasciò all’asciutto, anche se mezzo morto.
Vidi la terra più vicino a me di quello che non avessi mai
creduto: decisi di saltare immediatamente in piedi per
andarmene lontano dai cavalloni.
D. Defoe, Robinson Crusoe, Editrice Piccoli

PER COMPRENDERE
Rispondi.
• Il protagonista si chiama:
Nel fiume. Nel lago. Nel mare.
• Da che cosa lo puoi intuire?

I segreti del testo: LE


INFORM
AZ IONI NASCOSTE
23
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

U . d . A . 1 • Il testo narrati
vo

Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero.


Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto.
La porta è meglio chiuderla;
di là c’è sempre la televisione accesa.
Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato,
raggomitolato, coricato.
Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia.
In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo,
sulla sedia a sdraio, sul pouf.
Sull’amaca, se hai un’amaca.
Sul letto, naturalmente, o dentro il letto.
Puoi anche metterti a testa in giù
in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce!
Bene, cosa aspetti? Distendi le gambe, allunga pure i piedi
su un cuscino, su due cuscini, sui braccioli del divano,
sugli orecchioni della poltrona, sul tavolino da tè,
sulla scrivania, sul pianoforte, sul mappamondo.
Regola la luce in modo che non ti stanchi la vista.
Fallo adesso, perché appena sarai sprofondato nella lettura
non ci sarà più verso di smuoverti.
I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Mondadori

24
U.d.A . 1 • Il testIno nquesta
arr atunità
i vo dʼapprendimento sco-
prirai il TESTO NARRATIVO e comprenderai la
sua struttura analizzandone le varie TIPOLOGIE TESTUALI:

RACCONTO DI RACCONTO
FANTASCENZA FANTASY BIOGRAFIA

RACCONTO RACCONTO
DIARIO
STORICO GIALLO
DI VIAGGIO

Imparerai a distinguere una tipologia testuale da unʼaltra a seconda


della storia e del messaggio che lʼautore vuol comunicare.
Ti ritroverai catapultato/a in epoche storiche e culturali lontane dalla
nostra, in realtà fantasiose e in situazioni di pericolo… lʼessenziale è
lasciarsi coinvolgere dalla lettura!

25
La sentinella Turg
Eravamo sul pianeta Smoo già da qualche giorno. Spuckler cam-
minava in testa alla fila e il signor Beeba lo seguiva avanzando
Il RACCONTO di FANTASCIENZA si con fatica. A giudicare dalla pendenza della strada, eravamo
chiama così perché alla fantasia si
sicuramente diretti verso la montagna.
unisce la scienza.
Lo scrittore immagina mondi e modi Ad un tratto il signor Beeba urlò: – Spuckler! Guarda a destra!
di vita ancora impensabili, che Quelle non sono le sentinelle Turg?
potrebbero però realizzarsi con le – Sentinelle Turg? – domandai io.
scoperte scientifiche del futuro.
– Sì, Akiko. Si tratta di robot generici – mi rispose Spuckler – si
possono programmare per qualsiasi funzione.
All’improvviso sentimmo un fortissimo rumore metallico. Da
dietro un grosso macigno, un enorme robot grigio saltò fuori e
arrivò in mezzo alla strada, a una quindicina di metri da noi.
– Santo cielo! – strillò il signor Beeba – Un Turg!
Spuckler ci disse di toglierci in fretta dalla strada e di nasconder-
ci dietro un grosso spuntone di roccia.
Dopo un po’ Spuckler fece capolino per tenere d’occhio la
situazione.
– Si sta avvicinando – ci bisbigliò – e a me piace pren-
dere le cose di petto!
Spuckler tornò sulla strada e all’improvviso un lampo di luce
gialla gli sfrecciò accanto andando a colpire un masso poco
distante alle sue spalle. A quel punto vidi bene il Turg. Era alto
una decina di metri, aveva due gambe enormi e sei sottili brac-
cia meccaniche che gli penzolavano dal corpo. Si sporse in avan-
ti e alzò un braccio snodabile che terminava con una pistola laser
fumante. Si sentì un clic veloce, segno che si stava nuovamente
preparando a fare fuoco. Spuckler si chinò di lato, raccolse un
sasso e lo scagliò contro il robot, schivando per un pelo un
secondo lampo di luce gialla che gli sfrecciava accanto.
BOING! All’improvviso si sentì un gemito terrificante.
Il robot gigante fece un colossale salto in aria, colto da un fre-
mito che lo fece oscillare paurosamente di qua e di là, dopo di
che si arrestò di colpo con uno stridio.

TO DI FA NTASCIENZA
L R AC CON
I segreti del testo: I
26
Un paio di secondi più tardi, le sue sei braccia si contorsero e ricaddero
penzoloni con un sommesso cigolio che si disperse nella brezza gelida.
– Bel colpo, Spuckler! – disse il signor Beeba rialzandosi.
Spuckler sorrise soddisfatto ed esclamò: – Anche i Turg hanno il loro
punto debole: basta conoscerlo!
E la marcia verso la montagna riprese indisturbata...
M. Crilley, Akiko nel castello di Alia Rellapor, Mondadori

Scopriamo insieme i segreti del testo di fantascienza.


Analizziamo alcune parti del racconto.

Rispondi.
• I protagonisti del racconto sono:
Nei racconti di fantascienza accade spesso Spuckler, il Turg, il signor Beeba.
che PERSONAGGI realistici incontrino per- Spuckler, Akiko, il signor Beeba.
sonaggi fantastici come alieni, mostri...
Spuckler, Akiko, il Turg.
Come per altri racconti, anche per quello di
fantascienza il narratore può essere interno • Il narratore è:
o esterno ai fatti. Spuckler. un narratore esterno.
il signor Beeba. il Turg.
Akiko.

Le VICENDE si svolgono in luoghi Rispondi alle domande.


fantastici, in galassie lontane o su
una Terra devastata da catastrofi. • Dove si svolgono le vicende narrate?

I FATTI si svolgono spesso nel futuro, ma in


• Le vicende si svolgono nel futuro o in un lontano
alcuni casi anche in remoti passati (in caso
passato? Da che cosa lo capisci?
di viaggi nel tempo) o nel presente.

I segreti del testo: IL RA


CCONTO
DI FA NTASCIENZA
27
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

L’astronave prigioniera
Enzo e Paolo catturano mosche in giardino
e le mettono in un vaso di vetro rovesciato su
Il tema dell’invasione della
Terra, da parte di creature
un tavolino di legno. Vogliono insegnare loro a stare
aliene provenienti da altri pia- in equilibrio su una palla e a saltare in un cerchio di
neti, è uno dei preferiti dalla fuoco, proprio come fanno gli animali ammaestrati del circo.
fantascienza.
Infatti i due bambini sognano di diventare due grandi domatori di
leoni. Intanto però, dato che sono bambini giudiziosi e prudenti,
cominciano con le mosche: sanno bene che in queste cose non biso-
gna fare il passo più lungo della gamba.
Otto mosche sono già prigioniere nella gabbia trasparente: volano da
una parte all’altra senza riuscire a trovare una via d’uscita. Il loro
ronzio si sente anche attraverso il vetro.
Improvvisamente Paolo dice: – Ehi! Ne ho presa una enorme! Senti
come ronza!
Poi solleva il bordo del vaso e spinge dentro il grosso insetto. Questo
si posa con un voletto sulla tavola, proprio al centro della prigione
di vetro.
Cerca sul dizionario il Enzo corre a guardare: – Ma che razza di mosca è? – chiede incurio-
significato di frenetico. sito. In effetti la mosca di Paolo non è proprio come tutte le altre: è
Poi scrivilo sul quaderno tonda, viola, con finestrine rosa sui lati, un’antenna gialla storta e tre
e confrontalo in classe. zampette di metallo che la tengono in piedi.
– Sembra una piccola astronave... – osserva Paolo perplesso.
Infatti quella è una piccola astronave! Si apre un portello e si affaccia
un esserino che li guarda male: è giallo come un limone maturo, ha il
naso a proboscide, tre occhi e un piccolo becco al posto della bocca.
È molto diverso da loro, ma i due bambini capiscono subito che è
arrabbiato. Infatti il piccolo spaziale scende agilmente dalla sua
astronave e agita frenetico le braccia; dal becco-bocca esco-
no suoni strani e poco amichevoli.

fant as
c
ien

28
za
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Ora salta con le corte zampette sul tetto del-


l’astronave e, sempre più arrabbiato, indica
l’antenna ai due bambini che intanto si sono avvici-
nati al vaso di vetro per vedere meglio.
– Forse vuole che ripariamo l’antenna – dice Enzo tranquilla-
mente.
Paolo però è nervoso: – Io ho paura, Enzo, scappiamo via!
I due bambini non fanno in tempo a scappare: da una tasca il
minuscolo spaziale prende un martello altrettanto piccolo e con
due botte decise sistema l’antenna.
Poi pigola ancora qualcosa in direzione dei bambini,
PER COMPRENDERE
mostra loro minacciosamente il martellino e risale
nella sua astronave. Rispondi.
Un attimo dopo, questa vibra e parte come un • L’ambientazione è: • La vicenda è:
razzo: rimbalza quattro o cinque volte contro il realistica. realistica.
vetro del vaso, poi lo sfonda e sfreccia verso il cielo.
fantastica. fantastica.
Anche le mosche prigioniere volano via felici. • Chi sono i protagonisti del racconto?
Enzo e Paolo sono stupiti: – E ora cosa facciamo? – • Dove si svolge la vicenda?
chiede Paolo. • I fatti si sviluppano ai giorni nostri o nel futuro?
Enzo ci pensa per un lungo momento e poi rispon- • Da che cosa lo intuisci?
de: – Ora smettiamo di dare la caccia alle mosche: è
troppo pericoloso!
Riad. da www.filastrocche.it

s ci e n z a
a
t
f an

29
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Le abitudini di Meccanopoli
– Mamma, a cosa servono le mani?
La mamma gli rimbocca le coperte e sorride:
– Caro, a pigiare i bottoni.
Le ONOMATOPEE sono
parole che riproducono – Ma servono anche a prendere le cose?
i suoni della realtà. – Sciocco, per questo ci sono le macchine.
– E i piedi a che cosa servono? A camminare?
– Servono a pigiare i pedali dell’auto. Da quando in
qua hai visto qualcuno andare a piedi?
– Ma il cervello? Quello almeno a qualcosa servirà?
– Certamente, lo abbiamo di riserva, nel caso si
guasti il cervello elettronico che deve pensare per
noi. Ma ora dormi.
Alle sette Piero si sveglia. Comincia un’altra giorna-
ta a Meccanopoli, la città dove tutto quello che si
vede è meccanico.
Dal letto Piero si sposta sulla sedia elettrocomanda-
ta, la sedia fila al bagno sotto la doccia, SCIAP
SCIAP, le mani meccaniche lo insaponano, ROON
ROON, entra in funzione l’asciugatoio ad aria calda.
La sedia fila in camera da pranzo: colazione, KLUC
KLUC, l’imboccatrice gli dà il caffelatte.
– Ciao mamma!
– Ciao caro, mi raccomando fa’ il bravo a scuola!
La sedia corre all’ingresso, la porta si
apre e Piero si sposta sul divanetto

fant as
c
ien

30
za
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

dell’ascensore. VLUUUÙN!
L’ascensore arriva nel garage e Piero si trasferisce sull’auto
elettrica. Per non stancarsi a guidare, mette il pilota automa- RIFL ETTI SULLA LINGUA
tico. SVANG PEPÈ PÈ, eccolo davanti alla scala mobile della
scuola. TRACK, TRACK, TRACK, Piero arriva in classe. Leggi attentamente il brano,
Sul banco, a destra la macchina calcolatrice, a sinistra un poi sottolinea le onomatopee.
microcervello elettronico. Premi i tasti, CIK SLIK TRIK, e il Costruisci le famiglie di parole
a partire dai seguenti nomi
problema e il tema dati alla lavagna sono già eseguiti.
primitivi: mani, piedi, auto,
Intanto sua madre rigoverna la casa. Seduta davanti al tavolo
casa, libro.
dei comandi domestici, per sbrigarsi preme tutti i tasti.
BRING BRUNG SLANK SCIAK SLANG! Aspirapolveri, lucida-
trici, macchina per rifare i letti, tergivetri entrano in azione
contemporaneamente. Anche il padre di Piero ha il suo da
PER COMPRENDERE
fare in fabbrica. Con l’indice non fa che pigiare bottoni:
DUNG BANG BADATANG! Dopo la sua ora di lavoro si sente Rispondi sul quaderno.
l’indice tutto intorpidito. • Sai di cosa parla il romanzo
Intanto, a scuola l’insegnante sta assegnando i compiti: a ogni Robinson Crusoe?
alunno dà un nastro con incisa la lettura di un libro. Se lo Se non lo sai, fai una breve ricerca.
sentiranno a casa con comodo, mica possono sciuparsi gli • Secondo te, perché in questo
occhi a leggere. Piero si chiede perché non diano mai il brano nessuno lo capirebbe?
romanzo Robinson Crusoe. In tutta Meccanopoli non se ne • Cosa ti piacerebbe che le macchine
trova la registrazione e neppure una copia. facessero al posto tuo?
Sembra – ha sentito dire – che nessuno lo capirebbe. • Cosa preferiresti fare senza l’aiuto
M. Argilli, Le dieci città , Editori Riuniti
di macchine?

ci e n z a
as
t
f an

31
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Pik, il bambino venusiano


Luca è seduto sotto ad un ciliegio e si sta godendo il fresco
della sera. Fra poco il sole sarà basso sull’orizzonte e lui dovrà
rientrare in casa.
Mentre guarda il sole che scende, improvvisamente un’ombra
passa veloce con un sibilo su di lui.
– Che cos’è stato? – si chiede il bambino impaurito.
– Sembrava una nuvola o un’aquila gigantesca!
Si alza e si guarda intorno spaventato. Raccoglie il suo
album con le figurine, il pallone e si dirige verso casa.
Improvvisamente però di fronte a lui appare un mostro: è
un essere verde alto il doppio di lui. Ha sei gambe e una deci-
na di braccia. Ha lunghe antenne sulla testa, tre nasi e una
dozzina di occhi sporgenti.
– Ahh!!! – grida Luca spaventato. Vorrebbe scappare ma non
ci riesce: resta fermo, come se fosse inchiodato al suolo.
Sgrana gli occhi e guarda inorridito il mostro che gli si avvicina.
– No paura bambino! – dice improvvisamente il mostro.
– Io Pik, viene da spazio. Io buono. Io bambino come te...
Luca è ancora inchiodato al suolo, però, per la meraviglia, la
sua lingua ad un tratto si sblocca: – Ba-bambino?...
Il mostro verde si liscia le antenne con una delle sue molte
braccia: – Certo, io Pik bambino buonissimo di Venere.
Luca sente che ora i suoi piedi si muovono, però non
prova neppure a scappare: – Ma se vieni da Venere,
come faccio a capirti? – chiede al mostro bambino.
Il Venusiano indica un bottoncino argenteo sulla sua
tunica: – Traduttore universale. Oggetto comodissimo,
ma io sa parlare tua lingua anche senza traduttore.
– E come l’hai imparata? – chiede Luca sempre più
incuriosito. Lo strano essere sbucato dal nulla lo spaven-
ta già di meno. Ora gli sembra anche meno alto.
– Io su Venere guarda vostra televisione. Io piace cartoni
animati di pomeriggio, quelli con struzzo e coyote...

fant a s
ci
en
za

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U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

PER COMPRENDERE
– Cosa?! – grida Luca esterrefatto – Ma quello è anche il mio
cartone animato preferito. E lo guardi anche tu? Rispondi.
– Certo, io piace quando coyote inventa modi strani per acchiap- • Secondo te, quali elementi del rac-
pare struzzo! Ih, Ih, Ih! – il Venusiano ride e gli ballonzola la conto sono tipici del genere di fan-
pancia verde. tascenza? (Puoi scegliere più di una
Luca ride a sua volta: – Anche a me piace quando prepara risposta.)
trappole che non funzionano mai... Un solo personaggio.
Il Venusiano allunga una delle sue tante braccia verso il La situazione narrativa.
pallone e dice: – Ti va di calciare palla con me? Il luogo della narrazione.
Luca strabuzza gli occhi sorpreso: – Cosa?! Sai giocare a calcio? Il tempo in cui si svolge la storia.
– Io bravissimo numero dieci. Amici chiamare Baccio! –
risponde orgoglioso il Venusiano gonfiando il petto.
Adesso Luca ride a crepapelle: – Ah! Ah! Ah! Baggio? Non posso
crederci! Anche i miei amici mi chiamano Baggio! Ah! Ah! Ah!
Sta ancora ridendo quando lascia cadere il pallone a terra e gli
dà un calcio. La palla fila verso il Venusiano, che la stoppa con esterrefatto: stupito, meravigliato.
una delle sue tante gambe e la rilancia.
I due ragazzini, quello della Terra e quello di Venere, cominciano così
a scambiarsi passaggi e tiri. Cominciano a giocare. Luca
si impegna, vuol far vedere all’altro di che cosa è capa-
ce. Stoppa il pallone col petto, lo palleggia col sinistro e
poi scarica un destro potente e preciso. Il Venusiano non
è meno bravo di lui.
Nonostante le molte gambe, le molte braccia e le anten-
ne, palleggia e gioca con disivoltura.
S. Bordiglioni, Diversi e uguali, Città Nuova

RIFLETTI SULLA LINGUA


PENSACI SU!
Sottolinea nel testo gli
avverbi e/o le locuzioni Ti è mai capitato di scoprire che
avverbiali. una persona che credevi diver-
sa è in realtà molto uguale a te?
Raccontalo sul quaderno.

nz a
sci e
a
f ant

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U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Un prigioniero da studiare
Il pilota dell’aerorazzo gamilonese catturato, racchiuso nello
PER COMPRENDERE scafandro spaziale, aveva perso i sensi. Il dottor Sani lo fece tra-
sportare in infermeria per rianimarlo. Tutti osservavano dalla
Analizza sul tuo quaderno
i verbi evidenziati, indican- balconata: – Mi chiedo come sono i Gamilonesi: a giudicare dalla
do per ognuno coniugazio- loro tecnologia avanzata, devono essere molto intelligenti!
ne, forma, modo, tempo – Secondo me hanno una testa enorme!
e persona. Ma quando il medico tolse all’astronauta la tuta, fu un coro di
esclamazioni meravigliate: – È proprio come noi! – constatò
Eager – A parte la pelle che è azzurra!
PENSACI SU! – Anche le analisi biochimiche – informò Nova – dicono che è
identico a noi. Ma allora come può fare cose talmente tremen-
Rispondi sul quaderno.
de? Le bombe atomiche, la distruzione del nostro mondo, lo
• Secondo te, è importante ricor-
sterminio della nostra razza...
dare gli effetti delle bombe ato-
– Lo costringeremo a parlare: avremo tutte le informazioni per
miche e delle guerre? Perché?
difenderci meglio dai Gamilonesi! – si esaltò Sandor.
Appena il Gamilonese ebbe ripreso conoscenza
venne sottoposto a uno stringente interrogatorio:
erano troppo importanti i misteri che i Terrestri
speravano di svelare!
Ma l’astronauta non riuscì a rispondere a una
sola domanda.
– Sembra vittima di un blocco cerebrale –
considerò Wildstar. – Basterà sottoporlo
all’elettroencefaloscopio.
La macchina della verità confermò l’ipotesi di
Wildstar: al prigioniero era stata tolta la memoria!
– Da presumere – concluse Avatar – che tutti i loro
soldati vengano sottoposti a questo crudele tratta-
mento, perché non possano dare informazioni se
vengono catturati.
Riad. da Y. Nishizaki, Star Blazers, Mondadori

f an t a s Cerca sul dizionario il significato di biochimico.


c Poi scrivilo sul quaderno e confrontalo in classe.
i en
za

34
I prefissi
Il prefisso è una piccola parola che viene posta prima di unʼaltra parola e deri-
va solitamente da lingue antiche, come il greco e il latino. Esso modifica o pre-
cisa il significato del termine a cui viene accostato e, conoscendo il suo signi-
ficato, è possibile capire, o intuire, il significato dellʼintera parola.
Ti sarà sicuramente capitato di incontrare parole che iniziano in modo uguale
e che tuttavia hanno significati completamente diversi.
Ad esempio i termini biologia e biografia hanno lo stesso prefisso bio (dal
greco bios = vita), ma indicano due discipline diverse che studiano in modo del
tutto differente la vita.

Cerca sul dizionario e scrivi il significato esatto di:


BIOLOGIA
BIOGRAFIA

Ora che conosci il significato di «bio», scrivi quelli delle seguenti parole composte e commentali in clas-
se, con l’aiuto dell’insegnante.

biotecnologia biosfera

bioetica biodegradabile

Di seguito ti riportiamo alcuni prefissi: aiutandoti con il dizionario completa la tabella scrivendo il
significato di ciascuno e almeno due parole composte con esso. Poi confronta in classe il tuo lavoro.

PREFISSO SIGNIFICATO ESEMPIO


EMO SANGUE EMOSTATICO, EMOGLOBINA

ENO

GEO

PRE

Laborator
io sul lessico
35
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Esemplari da osservare
Due nuovi esemplari erano arrivati e l’intera classe 10XA si accalcava intor-
no al contenitore di vetro per osservarli da vicino.
– Non state così vicini! – disse l’insegnante.
– Non sembrano pericolosi – osservò un alunno.
– Sembrano carini – fece un altro.
– Sembrano carini – disse l’insegnante – perché si tratta
di esemplari giovani, ma possono essere pericolosi.
Sono carnivori fin dalla più tenera età, ricordatelo!
– Sembrano docili – fece un altro allievo.
– Il motivo è che sono molto più interessati a quella sca-
tola luminosa che si sono portati dal loro pianeta piuttosto
che a noi – spiegò l’insegnante. – Basta metterli di fronte a una
di quelle scatole per farli stare tranquilli per delle ore.
– Magari sarebbero più interessanti se non stessero sempre
incantati di fronte a quella scatola – disse uno degli alunni.
– Eppure amano andarsene in giro, di solito alla luce del gior-
no. Comunque fanno parte del nostro progetto di studio sulle popo-
lazioni extragalattiche e desidero che ne facciate una descrizio-
ne sui vostri quaderni computerizzati.
La classe 10XA si mise al lavoro. Uno degli alunni doman-
dò: – Da dove ha detto che provengono?
– Ve l’ho già detto! – si spazientì l’insegnante. – Harsog,
a volte penso che nelle tue tre teste non ci sia nemmeno
un po’ di cervello! Vengono da un pianeta chiamato Terra e
si chiamano Bambini. Non fatemelo ripetere un’altra volta,
d’accordo?
R. Dahl, B. Patten, Topi sottosopra e altri animali, Bompiani

PER COMPRENDERE PENSACI SU!


Rispondi. • Chi sono i personaggi? Rifletti e rispondi.
• La storia si svolge: • Durante la lettura, avevi già capito che
sulla Terra. gli «esemplari» erano bambini oppure è
• Secondo te, che cos’è la scatola stato un finale a sorpresa?
su un altro pianeta. luminosa davanti alla quale i bam-
fant a bini stanno per delle ore?
sc
ie n

36
za
Laboratorio: io scrittore!
Osserva gli elementi illustrati, rifletti e attiva la tua fantasia per scrivere un racconto di fantascienza!

LUOGO: LA TERRA... TEMPO: 25 MAGGIO 2999

PROTAGONISTI: DUE BAMBINI ANTAGONISTI: EXTRATERRESTRI

LA MISSIONE: RIPORTARE LA PACE


FRA TERRESTRI E ALIENI. RICORDA DI:
TIFICI;
• RIPORTARE DATI SCIEN
TI FANTASTICI;
• INTRODURRE ELEMEN DO DI TEMPO;
VE RE L ’AM BIENTE E IL PERIO
• DE SCRI
TAGONISTI;
VERE I PROT AGONISTI E GLI AN
• DESC RI
TRA DI LORO.
NTAR E CI Ò CHE SUCCEDE
• RA CC O

37
Stagione di funghi
Ed ecco, è arrivato l’autunno.
Quando le foglie degli alberi cominciano a tingersi di giallo,
Cerca sul dizionario i significati dei rosso, arancio, la nostra anima e i nostri occhi godono di
termini: questa nuova bellezza.
- commestibile;
E allora, che cosa c’è di meglio di una bella passeggiata in
- defraudare.
Poi scrivili sul quaderno e confron- montagna? Passeggiare in montagna in autunno fa bene ai
tali in classe. muscoli, rivitalizzati dal moto, e fa felici gli occhi, che pos-
sono ammirare panorami stupendi.
Se poi si vuole, al piacere del benessere fisico si possono
PENSACI SU! unire altri piaceri tipicamente autunnali: uno di questi è
andare per funghi.
Fai una piccola ricerca su Internet,
(con l’aiuto di un adulto) oppure su È una gioia scoprire, seminascosti tra le foglie, quei profuma-
enciclopedie o libri specializzati, e ti doni della terra. Ma, attenzione: bisogna seguire alcune
scrivi il nome di alcune specie di regole ferree… ne va della salute!
funghi, specificando tra parentesi Chi va per funghi deve conoscere benissimo le specie com-
se sono commestibili o meno. mestibili, altrimenti rischia di raccogliere funghi velenosi.
Meglio ancora poi se i funghi, una volta raccolti, vengono
controllati da un esperto.
Bisogna fare inoltre attenzione al tempo e al luogo della rac-
colta. Ci sono leggi precise al riguardo, che servono a salva-
guardare la natura e i suoi frutti.
Ogni territorio ha delle proprie regole, quindi bisogna infor-
marsi per saper quando, dove e in quali quantità i funghi si
possono raccogliere. Inoltre, chi ama la natura, non cerca di
defraudarla più che può, ma fa in modo di lasciarle i suoi
frutti e le sue bellezze perché ne possano godere anche gli
altri. Quindi, al di là di quanto stabilito dalle leggi e dalle
regole, ogni persona deve raccogliere solo quanto pensa le
possa davvero servire, senza portare a casa ceste piene di
funghi che poi getterà.
Inoltre, al momento della raccolta, è bene seguire alcuni com-
portamenti. Per esempio, quando si vede un fungo con un
gambo ben radicato nel terreno, non bisogna strapparlo in
modo maldestro, portando via anche le radici; va afferrato con
a utu nn
o delicatezza e il gambo va fatto ruotare lentamente, in modo

38
che si stacchi dal terreno lasciando attaccate le radici e le spora: cellula che serve alla
spore, che provvederanno a generare altri funghi. riproduzione di alcuni orga-
nismi vegetali o animali, in
Va da sé che non vanno raccolti i funghi piccoli. Lasciamoli
questo caso dei funghi.
crescere!
ramaglia: insieme di piccoli
Un ultimo consiglio. Spesso i funghi sono quasi completamen- rami caduti dagli alberi.
te nascosti tra le foglie, il muschio e le ramaglie.
Quando ne scorgiamo uno, facciamo molta attenzio-
ne prima di infilare le mani tra le foglie. In monta-
PER COMPRENDERE
gna, infatti, vivono anche le vipere, che non hanno
niente contro le persone, anzi fuggono appena esse Rispondi.
si avvicinano; ma, se vengono disturbate mentre • Chi va per funghi deve:
fanno un sonnellino sotto la cappella di un bel conoscere quelli commestibili.
fungo, potrebbero pensare di essere assalite e reagire
uscire con un esperto.
con un morso: e tutti sappiamo che il morso di una
• Il fungo va raccolto:
vipera è velenoso e può essere molto pericoloso.
con le radici.
Per cui, ultimissimo consiglio, portatevi dietro anche
un flacone di siero antivipera: meglio essere previdenti! senza le radici.
L. Taffarel, Isole di carta , Ardea-Tredieci Editori

tun no
a u

39
Bosco in autunno
RI FLETTI SULLA LINGUA Ho visto un angolo di bosco in autunno. Non lo dimentiche-
rò mai. Non era che un pezzo di terra, ma quali meraviglie
Riscrivi il testo sul tuo quaderno comprendeva!
coniugando i verbi al presente. Era tutto raccolto intorno al piede di un castagno molto gros-
Inizia così: Vedo un angolo di so, macchiettato qua e là di muschio verdastro. Da un nodo
bosco… della corteccia spuntavano alcune foglie ancora fresche, ma
già punteggiate di ruggine; a terra ne giacevano altre secche,
color marrone bruciato, accartocciate e rotte: a toccarle
sarebbero andate in briciole.
Cresceva anche un rovo al piede del castagno: col gambo rigi-
membrana: pellicola di rivestimeno. do e spinoso e le foglie scure rosicchiate dagli insetti, si slan-
guardingo: chi ha un comportamen-
ciava arditamente al di sopra delle felci, formando un intrec-
to cauto e circospetto.
cio confuso di rami sottili e robusti.
Seminascosti nell’ombra si intravedevano due ricci caduti dal
castagno. Uno era ancora tutto chiuso, l’altro offriva, da una
PENSACI SU! spaccatura, i frutti lucidi e chiari.
Un po’ più in là del castagno vi erano due funghi.
Spiega sul quaderno che
cosa significa secondo te L’ombrello del più grosso presentava una gobba alla sommi-
che le foglie erano punteg- tà; tutto intorno aveva una delicata raggiera di alette regolari
giate di ruggine. e rideva da una spaccatura bianca, che
faceva contrasto col rosso dell’ombrello.
L’altro fungo poteva sembrare un fiore:
era tutto chiuso in una membrana chiara;
soltanto in cima mostrava una puntina di
rosso.
Nell’angolino di bosco viveva perfino una
chiocciola. Sfiorava guardinga il terreno
da percorrere con i cornetti flessibili e
segnava dietro di sé una striscia argentea.
G. Ramponi, Cieli aperti, SEI

a utu nn
o

40
Laboratorio: autunno!
Dividetevi in squadre e mettete alla prova i vostri… nasi!
Ogni odore riconosciuto vale un punto.
Vince la squadra che totalizza più punti.

Occorrente:

– barattoli di vetro ben puliti;


– fogli di carta;
– carta d’alluminio;
– stuzzicadenti;
– pennarelli;
– quaderno per appunti e nastro adesivo;
– piante o frutti di vario genere (rametti di piante
come rosmarino, salvia, lavanda...; frutta di stagione,
muschio, funghi... ) e chi più ne ha più ne metta!

Preparazione:

1. Dopo esservi divisi in squadre sistematevi in due luoghi


separati in modo che una squadra non veda ciò che fa l’altra.
2 . Riempite alcuni barattoli di vetro, ognuno con una pianta diversa,
poi chiudeteli con della carta d’alluminio fissata con il nastro adesivo, per
formare il coperchio.
3. Numerate ogni barattolo e riportate su un foglio di carta l’abbinamento
numero-contenuto del barattolo.
4. Avvolgete i barattoli con la carta d’alluminio, per evitare che venga rico-
nusciuto il contenuto, ma lasciando visibile il numero.

Svolgimento:

1. Ogni squadra farà annusare ai componenti dell’altra squadra tutti i barat-


toli, praticando con gli stuzzicadenti tanti piccoli fori sui coperchi.
2 . Al termine, ogni componente della squadra scriverà su di un foglio la
propria risposta, indicando il numero del barattolo, senza confrontar-
si con i compagni.
3. Terminata la sequenza di barattoli da annusare, la squadra si riunirà
per confrontarsi, fino a fornire una risposta unica.
E. Data, Sento il vento con un dito, Elledici

41
La battaglia degli stregoni
Nel Mondo Incerto si respirava un’atmosfera di paura.
Il RACCONTO FANTASY è
un testo narrativo che
I trenta Stregoni riapparvero tra le rovine dell’antica
narra vicende eroiche e città. Messisi al riparo dietro i muri di una casa semidi-
fantastiche dove si fron- roccata, si guardarono intorno. Nessuno pareva essersi
teggiano forze del «Bene»
accorto del loro arrivo. Su quel paese desolato regnava
e del «Male».
una calma inquietante. Persino gli uccelli marini, nor-
malmente così chiassosi, erano muti. Il silenzio si
faceva sempre più opprimente. Qadehar non perse
tempo a riflettere: bisognava agire in fretta. Diede per-
ciò le ultime consegne e gli stregoni si mossero in for-
mazione verso la torre che si ergeva, scura e minaccio-
sa, sulle rocce a strapiombo sull’Oceano Immenso.
Man mano che si avvicinavano alla roccaforte del
nemico, la sensazione di pericolo si faceva quasi tan-
gibile. «Questo silenzio non mi piace» pensò Qadehar.
«Va tutto troppo liscio… L’Ombra non è un nemico tanto
sprovveduto da lasciarsi sorprendere così!».
Regnava un silenzio sinistro, rotto soltanto dal rumore ritmato
delle onde che si infrangevano sotto gli scogli.
Ma proprio in quell’istante udirono un rumore spaventoso alle
loro spalle. Tutti gli Stregoni si voltarono contemporaneamente
in attesa di essere attaccati dall’Ombra. Ma quelli che balzarono
all’improvviso da dietro le rovine non sembravano affatto delle
ombre…
– Sono Ork e Ibridi! – urlò uno degli Stregoni. – E sono tanti!
– Siamo caduti in un’imboscata! – ruggì Qadehar – Ci stavano
aspettando!
In effetti, dalla città diroccata, una miriade di Ork, gigantesche
creature fatte per la corsa e per la lotta, e di Ibridi, terrifican-
ti esseri metà uomini e metà Ork, si avventava su di loro urlan-
do e brandendo asce e mazze.
Qadehar valutò rapidamente la situazione.

TO FAN TA SY
IL RA C CON
I segreti del testo:
42
La mossa di accerchiamento dei mostri era perfettamente riuscita: gli
Stregoni non avevano scampo, intrappolati fra la torre e, poco più in là,
l’oceano.
– Siamo circondati! – urlò Qadehar – Non ci resta che affrontarli e batter-
ci fino all’ultimo!
I terribili Ork attaccarono e ben presto, come aveva temuto Qadehar, i fen-
denti e le mazzate di quei mostri ebbero la meglio sugli Stregoni. Benché
questi ultimi combattessero con indomito coraggio, mettendo fuori combat-
timento un buon numero di mostri, l’esito della spedizione fu presto eviden-
te: una catastrofe. Qadehar strinse i pugni. Bisognava mettersi al riparo.
– La torre! – urlò ai superstiti – Presto! Ripieghiamo verso la torre!
Qadehar riuscì a entrare nella torre, poi rivolse lo sguardo verso i corpi iner-
ti dei compagni che giacevano sul campo di battaglia e urlò tutta la sua col-
lera impotente. Nella sua mente un solo pensiero: vendicare il sacrificio dei
suoi amici ed eliminare per sempre l’Ombra e i suoi terribili mostri dal
Mondo Incerto…
E. L’Homme, Il libro delle stelle 2 - Il Signore di Sha, Edizioni EL

Scopriamo insieme i segreti del testo fantasy.


Analizziamo alcune parti del racconto. Rispondi.
• Quali personaggi magici compaiono nel racconto?
I personaggi che compaiono nel
racconto fantasy sono CREATURE
FANTASTICHE come stregoni, • Chi rappresenta il Bene e chi il Male?
fate, folletti…

Rispondi.
I racconti fantasy possono essere ambientati in • La vicenda si svolge in: • La storia si sviluppa:
MONDI IMMAGINARI e MISTERIOSI o in luo- città. nel passato.
ghi realistici che magicamente si trasformano in
campagna. nel presente.
LUOGHI STRAORDINARI.
Il TEMPO in cui si svolge la vicenda è di solito • I luoghi sono: in un tempo imprecisato.
IMPRECISATO o, talvolta, un remoto passato.
realistici.
fantastici.
I segreti del t
esto: IL
RACCONT
O FANTASY
43
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

La fuga di Bilbo
Bilbo sbatté gli occhi e improvvisamente vide gli orchi: orchi armati da
capo a piedi con le spade sguainate che sedevano proprio sulla soglia, sor-
vegliando con gli occhi bene aperti la porta e il passaggio che portava ad
essa. Lo videro prima ancora che lui vedesse loro. Con urla di gioia si preci-
pitarono su di lui. Bilbo, dimenticando perfino di sfoderare la spada, si ficcò
la mano in tasca. L’anello c’era ancora, e gli si infilò al dito.
Gli orchi si fermarono di botto. Non c’era più traccia di lui. Era svanito.
Urlarono il doppio di prima, ma con la stessa gioia.
– Dov’è? – gridarono.
– Risalite il passaggio! – strillarono alcuni.
– Di qui! – uno gridò.
– Di là! – urlarono gli altri.
– Attenti alla porta! – latrò il capitano.
I fischietti fischiarono, le armature cozzarono, le spade risuonarono, gli orchi
imprecarono e bestemmiarono, e corsero di qua e di là, cadendo l’uno sul-
l’altro e infuriandosi più che mai...
Ci fu un terribile clamore, scompiglio e tumulto. Bilbo era spaventato da
morire, ma ebbe il buon senso di capire cos’era successo e di strisciare die-
tro a una grossa botte, in modo da togliersi di mezzo ed evitare che lo urtas-
sero, lo calpestassero a morte o lo catturassero al tatto.
– Devo arrivare alla porta, devo arrivare alla porta! – continuava a ripe-
tersi, ma passò un bel po’ di tempo prima che si azzardasse a tentare.
Allora fu come un orribile gioco a mosca cieca.
Il posto era pieno di orchi che correvano tutt’intorno, e il povero picco-
lo hobbit si scansò di qua e di là, venne colpito da un orco che non
riusciva a capire con che cosa avesse urtato, sgattaiolò a quattro
zampe, scivolò appena in tempo tra le gambe del capitano, si rial-
zò e corse alla porta.

Nei racconti FANTASY


è di solito presente la lotta tra
Bene e Male. Le vicende narrate si
svolgono in un mondo immaginario
fan t a s con creature fantastiche.
y

44
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Luoghi e tempi del racconto


FANTASY sono generalmente
indefiniti.

RIFLETT I SUL
LA LINGUA

Sottolinea nel testo


i verbi al modo con-
giuntivo.

Un orco l’aveva quasi chiusa, ma un po’ di spazio restava


ancora. Bilbo si sforzò ma non riuscì a muoverla. Cercò di infi-
larsi attraverso la fessura. Pigiò, pigiò, e rimase incastrato! Era
una cosa tremenda. I bottoni gli si erano infilati tra lo spigolo e lo
stipite della porta. Poteva guardare fuori all’aperto: c’erano pochi gra-
dini che correvano giù in una stretta valle tra alte montagne; il sole uscì
da dietro una nuvola e brillò luminoso sulla parte esterna della porta,
ma egli non riusciva a passare.
A un tratto all’interno, un orco gridò: – C’è un’ombra vicino alla porta!
C’è qualcuno fuori!
A Bilbo balzò il cuore in gola. Dette uno strattone terribile: i bottoni
schizzarono in tutte le direzioni. Era riuscito a passare. Strappando giac-
ca e panciotto, balzò giù per i gradini come una capra, mentre gli orchi
sconcertati raccoglievano sulla soglia i suoi bei bottoni d’ottone.
Naturalmente si affrettarono a corrergli dietro, urlando, aizzandosi, e
dandogli la caccia attraverso gli alberi ma, ben presto, tornarono indie-
tro a sorvegliare la porta brontolando e imprecando.
Correndo veloce e silenzioso, infatti, Bilbo ce l’aveva fatta.
J. R. Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi
Cerca sul dizionario i signi-
ficati di: PER COMPRENDERE
– latrare;
– clamore; Rispondi sul quaderno.
– sconcertato; • Che cosa ha reso possibil
e l’invisibilità di Bilbo?
– aizzare. • Che cosa invece mostra ag
li orchi la sua presenza? asy
a nt
Poi scrivili sul quaderno e
• Quali sono gli elementi fan
confrontali in classe. tastici presenti nel racco
f

nto?

45
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

La foresta incantata
Dopo un’ora o due che camminavano nella vecchia
Nella narrazione FANTASY è
foresta intricata, i quattro Hobbit erano disorientati.
spesso presente il tema del
VIAGGIO, della RICERCA, Ogni passo diventava più faticoso e la sonnolenza sem-
della crescita interiore dei brava sprigionarsi dal terreno diffondendosi nelle
personaggi che traggono in- gambe. Frodo sentiva la testa dondolare e proprio
segnamento dai propri errori.
davanti a lui Pipino cadde in ginocchio. Non c’era alcun
rumore nell’aria. Le mosche avevano smesso di ronzare.
Si sentiva soltanto il fruscìo del fogliame di un enorme
salice, vecchio e grigio.
Merry e Pipino si trascinarono per sdraiarsi con la schie-
na contro il suo fusto e caddero in un profondo sonno.
Frodo vagò verso il lato dell’albero dove grosse radici
attorcigliate si tuffavano nel fiume. Si sedette su una di
queste sguazzando con i piedi nell’acqua e, all’im-
provviso, anche lui si addormentò.
Sam era preoccupato: quell’improvvisa sonnolenza gli
pareva sospetta. Barcollando percorse un tratto di sen-
tiero quando udì due rumori: uno forte e l’altro meno,
ma molto chiaro, simile al clic di una serratura.
Tornò sulla riva e vide Frodo nell’acqua sotto una
grossa radice. Con grande sforzo, Sam lo trascinò a
riva.
– Quell’orribile albero mi ha scaraventato nell’ac-
qua – disse Frodo svegliandosi. – E gli altri?
SAPPIAMO CHE...
fu
i, scritto da J. R. R. Tolkien,
Il libro Il signore degli anell tto
tra il 1954 e il 1955. Trado
pubblicato in tre volumi ,è
cine di riedizioni ciascuna
in almeno 38 lingue, con de
più note e apprezzate.
una delle opere letterarie

fan t a s
y

46
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Fecero il giro del salice e allora Sam capì il clic


che aveva sentito. Pipino era svanito: la fessura accanto
alla quale si era appoggiato si era rinchiusa ermeticamente.
Merry era intrappolato: un’altra fessura si era rinchiusa intorno alla
sua vita; le gambe erano fuori, ma il resto del corpo era immerso nel
tronco dell’albero.
– Che cosa spaventosa! – gridò Frodo, prendendo a calci l’albero.
Le foglie frusciarono, ma il suono era quello di una risata lontana.
All’improvviso apparve un uomo: aveva una lunga barba e gli occhi azzur-
ri che brillavano in un viso increspato da centinaia di rughe.
– Aiuto! – gridarono Frodo e Sam, correndogli incontro. – I nostri amici sono
intrappolati nel salice.
– Che cosa? – disse il vecchio. – Conosco la canzone che fa per lui. Gli con-
gelo il midollo se non si comporta come si deve!
Corse all’albero, appoggiò le labbra sulla fessura e si mise a cantare parole
prive di senso. Poi, dopo aver staccato un ramo, colpì il tronco.
– Lasciali uscire, Vecchio Uomo Salice. Te lo ordino!
Quindi afferrò i piedi di Merry e lo tirò fuori dalla fessura che si stava
improvvisamente allargando.
Con uno schianto l’altra fessura si squarciò e Pipino fu catapultato fuori.
– Grazie! – esclamarono gli Hobbit.
Il vecchio scoppiò a ridere e disse: – Seguitemi, PENSACI SU!
miei piccoli amici, vi porterò fuori dalla foresta.
J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani
Rifletti e rispondi.
• Secondo te, in questo brano i dialoghi servono a:
spiegare cosa vogliono fare i personaggi.
vivacizzare la narrazione, evidenziando gli stati
PER COMPRENDERE d’animo dei personaggi.

Rispondi sul quaderno. Spiega il motivo della scelta che hai fatto.
• Chi sono i protagonisti?
• Chi sono i «cattivi»?
• Qual è l’elemento magico?
• Come si conclude la vicenda?
n tasy
a
f

47
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Il lago delle nebbie


Barda, Lief e Jasmine marciavano nella luce accecante del mattino, diretti
verso il Lago delle Nebbie. Il cielo era azzurro e il sole filtrava tra gli albe-
Spesso nei racconti
ri illuminando il sentiero tortuoso. Le Foreste del Silenzio erano ormai
fantasy è presente un
OGGETTO MAGICO alle loro spalle. In una giornata così bella, lontano dalla città di Del com-
che aiuta i personaggi pletamente in rovina, lontano dalle Guardie Grigie e dalla gente che
a compiere le loro im- viveva nella fame e nel terrore, Lief quasi riusciva a dimenticarsi del
prese.
Signore dell’Ombra. Ma non poteva permetterselo. La campagna era
splendida, tuttavia doveva ricordarsi che il pericolo si annida-
RI FLETTI SULLA LINGUA va ovunque lungo la strada verso il Lago delle Nebbie.
Girandosi, il ragazzo incrociò lo sguardo di Jasmine, che cam-
Dividi il racconto in sequenze e minava leggera e silenziosa come sempre, ma era cupa e di
scrivi sul quaderno un titolo per malumore. Filli era appeso alla sua spalla e squittiva eccitato.
ciascuna. Kree, il corvo, svolazzava tra gli alberi davanti a Jasmine,
Sottolinea nel testo i verbi esse- come se non volesse allontanarsi troppo. Solo allora Lief com-
re e avere quando fungono da prese quanto erano spaventati. Eppure Jasmine si era dimo-
usiliari. strata molto coraggiosa nelle Foreste, aveva rischiato la vita
per salvarli. Certo, questa regione di Deltora era pericolosa,
ma sotto il giogo dell’Ombra il pericolo si nascondeva ovunque. Cosa aveva
di tanto speciale quel posto? C’era qualcosa che lei non voleva spiegare? Lief
ricordò che lei avrebbe preferito non dirigersi verso il Lago delle Nebbie…
– È una pazzia passare da nord! – aveva insistito Jasmine con gli occhi che
lanciavano lampi. – Là comanda la strega Thaegan. Adesso Thaegan è dieci
volte più potente! Il male ama il male, e il Signore dell’Ombra ha aumentato
la forza della strega. Se passiamo da nord siamo spacciati!
Lief e Barda si erano scambiati un’occhiata perplessa. Entrambi erano stati
felici quando Jasmine aveva deciso di abbandonare il suo nido nella foresta
per unirsi a loro nella ricerca delle pietre perdute della Cintura di Deltora.

fan t a s
y

48
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Era solo merito suo se non erano morti nelle Foreste e se la prima
PENSACI SU!
pietra, il topazio, era ora incastonata nella Cintura nascosta sotto
la camicia di Lief. Sapevano anche che le doti e le capacità della Rispondi sul quaderno.
fanciulla sarebbero state utili nella ricerca delle sei pietre restanti. • Perché qualcuno tra i pro-
– Jasmine, siamo sicuri che una delle pietre è nascosta nel Lago tagonisti non voleva passare
delle Nebbie, perciò dobbiamo andarci – aveva dichiarato Lief con da nord?
una certa irritazione. • Perché Jasmine era utile
– Certo! – aveva replicato Jasmine. – Però non siamo obbligati ad agli altri personaggi?
attraversare a piedi tutte le terre di Thaegan. Lief, perché sei tanto
sciocco e testardo? Il Lago si trova proprio al confine delle terre
della strega. Se ci arriviamo da sud, facendo un giro più lungo,
quella si accorgerà di noi solo alla fine. baratro: luogo profondo e
– Con un viaggio del genere ci metteremmo cinque volte tanto – oscuro, che fa paura.
aveva brontolato Barda. – No, seguiremo la strada più breve. scimitarra: spada a lama
– Sono d’accordo. Perciò siamo due contro uno – aveva aggiunto Lief. larga e ricurva.
– No, Kree e Filli votano con me – era stata la risposta di Jasmine.
– Kree e Filli non hanno diritto di voto.
Barda aveva perso la pazienza. – Jasmine, o vieni con noi o torni nelle Foreste.
Sta a te decidere.
E si era avviato, seguito da Lief. Dopo un interminabile minuto Jasmine li
aveva seguiti con passo svogliato. Nei giorni seguenti però era diventata sem-
pre più silenziosa e scura in volto.
Lief era tanto concentrato nelle sue riflessioni da rischiare di sbattere contro
Barda, che si era fermato all’improvviso subito dopo una curva. Stava per scu-
sarsi quando l’amico gli fece segno di tacere, indicando qualcosa.
Davanti a loro si spalancava un baratro, nude pareti rocciose che brillavano
rosee alla luce del sole. Sopra l’abisso dondolava un ponte di corda e assi di
legno, custodito da un colosso dagli occhi dorati e dalla pelle scura, che bran-
diva minaccioso una scimitarra.
A destra e a sinistra il baratro proseguiva a perdita d’occhio, simile a una feri-
ta aperta nella terra, e il vento soffiava nella gola con un sibilo spettrale.
Grandi uccelli planavano come enormi aquiloni. Non c’era altro modo di pas-
sare, a parte il ponte sospeso, stretto e traballante. Ma quella via era sbarrata
dal minaccioso gigante dagli occhi d’oro, immobile e attento.
n tasy
E. Rodda, Il lago delle nebbie, Piemme a
f

49
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

La combinazione segreta
Nina si ritrovò davanti all’inquietante castello delle tre Torri. Il grande portone si aprì cigo-
lando, davanti a lei apparvero cinque lucciole. Volavano nell’atrio buio e tetro del castel-
lo, emanando deboli luci dai loro corpi. Come piccole lanterne volanti, segnarono il per-
corso che la ragazzina doveva fare.
Lei le seguì, andò dritta verso la scala che portava alla Prima Torre. Salì i gradini di
marmo rosso e vide le lucciole formare un cerchio nell’aria: sospese come lampadi-
ne si fermarono davanti a una porta, che si aprì improvvisamente. Il cerchio lumino-
so riprese a girare vorticosamente e al suo interno apparve una linea arancione fluo-
rescente. Il respiro di Nina si fece più affannoso, guardò la stella che aveva sulla
mano: nerissima. Il pericolo era vicino! Controllò nelle tasche e sentì di avere il
bastoncino Verus che i Maghi Buoni di Xorax, il suo paese, le avevano inviato.
«Perfetto. Appena vedrò il monaco, glielo getterò addosso, così lo annienterò», pensò
fissando le lucciole.
La linea arancione si mosse come un’onda e lentamente diventò sempre più grande,
fino a riempire il cerchio luminoso. Le lucciole scomparvero, la massa fluore-
scente rimase sospesa nell’aria e iniziò a pulsare
come se fosse materia viva. Una forza misteriosa
attirò Nina che, senza accorgersene, si ritrovò den-
tro al cerchio. Ingoiata da una magia! Sentì la
mente scoppiare e un fischio potentissimo irruppe
nelle sue orecchie.

PER COMPRENDERE
Rispondi alle domande sul quaderno.
• Quale fatto viene raccontato?
• Dove si svolgono i fatti, sulla Terra o su un altro pianeta?
• Chi rappresenta il male e quale strumento può distruggerlo?
RIFL ETTI SULLA LINGUA

Fai l’analisi grammaticale del


primo capoverso, da «Nina
si ritrovò... a ... doveva fare.»
fant
a
sy

50
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Quando riaprì gli occhi, si trovò al centro della Prima Torre.


Una stanza enorme, con le pareti arancioni e molli. Il sof-
fitto era composto da strane travi di legno nelle quali
erano collocati migliaia di chiodi arrugginiti. Le finestre
erano piccole e quadrate, con vetri gialli e verdi. Nessun
pavimento: Nina camminava sul nulla. Già, i piedi si
appoggiavano sopra il...VUOTO PIENO!
Dal fondo della stanza vide arrivare il monaco. Con il
cappuccio abbassato e la tunica lunga fino ai piedi, la
strana creatura avanzò lentamente. In mano aveva un
vaso di vetro viola, piuttosto grande. Nina udì un leg-
gero crepitìo proveniente dal soffitto. Guardò in alto e
vide che i chiodi si stavano allungando. Sembravano
sottili tubicini di ferro arrugginito che, scendendo, diven-
tavano sbarre appuntite. La stanza si era trasformata in una
gabbia. La bambina della Sesta Luna guardò preoccupata
il vaso di vetro viola. «Ora dovrò stare attenta a quel
vaso», pensò mentre i suoi occhi azzurri osservavano
tutto con attenzione.
Il monaco posò l’oggetto sul pavimento di Vuoto Pieno,
alzò in fretta il braccio sinistro e i chiodi magici smise-
ro di scendere dalle travi obbedendo al comando.
– Carissima Nina, speravi forse di non incontrarmi più?
– Già. Ma sconfiggerti non è facile. Me ne rendo conto – rispose
la ragazza. – L’ultima volta, ti ho dato una bella lezione, vero?
In realtà Nina era terrorizzata, ma voleva mostrarsi forte.
Intanto, con gesti lentissimi, cercava di estrarre dalla tasca il bastoncino Verus.
– Sconfiggermi? Ma è impossibile! Non lo hai capito? Adesso è giunta la tua ultima ora! La tua
Ultima Scelta!
– Ultima scelta? E quale? – chiese Nina, pronta a lanciare la sua arma.
– Sì, l’ultima. E non puoi sbagliare. O entri nel mio mondo e ne accetti le regole o morirai! – tuonò
la figura incappucciata.
(segue)

sy
ta
f an

51
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo
SAPPIAMO CHE...
L'alchimìa è un’antica pratica che mescola insieme elementi di
La ragazzina tirò fuori il bastoncino bian- varie discipline quali la chimica, la fisica, l’astrologia, l’arte, la
co e lo lanciò contro il monaco. metallurgia, la medicina e la religione.
Le ricerche degli alchimisti erano tutte dominate dalla speranza
Lui si girò di scatto urlando: – Nigredo! di trovare la Pietra Filosofale, una sostanza che possedeva tre
Rubedo! Albedo! meravigliose virtù:
Il bastoncino Verus fu deviato da un’energia 1. rendeva immortali gli uomini e curava qualsiasi malattia;
2. faceva acquisire la conoscenza assoluta del passato e del futu-
sprigionata dal vaso, che l’inghiottì.
ro, del bene e del male (onniscienza);
– Ora non puoi più colpirmi! – disse l’uomo 3. poteva trasformare i metalli poveri in oro e argento.
tenendo stretto l’oggetto di vetro.
– Maledetto! Maledetto! – Nina tentò di scagliarsi contro il monaco, ma si rese conto che i suoi piedi
erano bloccati dal Vuoto Pieno.
– Calmati, non voglio farti male. Ti sto aiutando a prendere la stra-
da della Verità Alchemica – spiegò l’uomo con voce dolce.
– Devi però affrontare una prova: solo se infilerai la testa nel vaso
potrai sentire le risposte che cerchi. «Albedo», «Rubedo» e «Nigredo»
sono le parole alchemiche che non conosci.
– Non ti credo! E poi, cosa sono queste parole alchemiche?
La bambina della Sesta Luna sentiva una strana attrazione per quel
vaso, ma sentiva che non doveva credere alla voce di quel mostro.
– Sono le parole che sanno quelli che studiano la Verità Alchemica.
Così dicendo, il monaco scomparve dentro il Vuoto Pieno, lascian-
do il Vaso della Verità accanto alla ragazzina.
I chiodi ricominciarono a scendere e in un attimo Nina fu pri-
gioniera. D’improvviso le apparve una lavagna. Sopra c’era
scritta una serie di numeri, ogni riga ne conteneva due: 5 e
10, 4 e 8, 6 e 12.
Di fianco alla lavagna c’era una porta, con una serratura simi-
le a quella di una cassaforte. Nina usò i numeri per aprirla, ma
si accorse che bisognava trovare una combinazione. Quale?
Le provò tutte, invano. Poi capì: non le cifre, ma le lettere! Le let-
tere dei numeri: c-i-n-q-u-e è composto da sei lettere, 10 da cin-
que lettere...
Afferrò la serratura e girò facendo sei scatti, poi cinque e
così via. La porta si aprì!

M. Witcher, Nina e l’Occhio Segreto di Atlantide, Giunti


PENSACI SU!
fan t a s
y Che cosa succede dopo che la ragazza apre la
porta? Continua tu la storia sul tuo quaderno.

52
Laboratorio: io scrittore!
Segui la traccia, scrivi sul quaderno il tuo racconto fantasy.

1. Scegli il luogo dove ambientare la storia,


reale o di fantasia, ma che sia un po’ inquie-
tante. Per esempio una grotta, una casa
abbandonata...

2 . Introduci i personaggi che hai scelto come protagonisti, aiu-


tanti e antagonisti; possono essere umani e creature fantasti-
che.

3. Inventa un oggetto magico che possa aiutare il


protagonista a portare a termine la sua impresa,
per esempio scarpe, occhiali, bastone, anello…

4. Inventa una lotta tra il Bene e il Male dove ci


siano ostacoli da superare, avventure magiche
da affrontare, viaggi da intraprendere e senti-
menti da scoprire.

5. Concludi il racconto con la vittoria del Bene.

53
Banconote false
A me non piacciono i bambini. Mi capireste se vi trovaste nei
Il RACCONTO GIALLO è un miei panni.
testo narrativo che presen- Quella sera, alla Taverna Tasso, mi si avvicinò il tenente Randall.
ta casi misteriosi da risol- – Lei è Andrew Carmichael, vero? – mi chiese con molta educa-
vere, come furti e delitti.
zione.
Senza pensare risposi – Sì.
– Bene – disse. – Vorrebbe venire con me in città per una chiac-
chieratina?
Mi alzai. – Ok, ma mi piacerebbe sapere di cosa vuole parlarmi.
– Oh, una piccola faccenda di falsificazione, signor Carmichael.
Falsificazione? Sospirai di sollievo. Non era me che volevano.
Se il tenente avesse detto «rapina a mano armata in banca», avrei
potuto preoccuparmi. Perché di rapine a mano armata in banca
ne avevo fatte diciotto in due anni senza lasciare alcun indizio.
– Ho ricevuto questa sera una telefonata dalla Taverna Tasso. Mi
hanno riferito che al bar avevano pagato con una banconota
falsa.
– E tutto ciò che cosa ha a che fare con me?
– Il barista mi ha detto che è stato lei a pagare con la banconota
falsa e che è stato l’unico pezzo da cinquanta della serata.
Con aria divertita dissi: – Da anni non vedo un pezzo da cin-
quanta!
Randall si strinse nelle spalle. – Io conto molto su quella partico-
lare banconota da cinquanta dollari, signor Carmichael, lo sa?
– E perché?
– Per arrivare al «Bandito Che Bisbiglia» – disse Randall.
Mi irrigidii: – Il Bandito Che Bisbiglia? Quel rapinatore di cui par-
lano sempre i giornali?
– Esatto.
Chiesi con aria indifferente: – Come può una banconota falsa
portarla al rapinatore?
– La banconota falsa è una specie di trappola. Abbiamo scelto

N TO GIALLO
o: I L R ACCO
I segreti del test
54
delle banche probabili ed abbiamo dato due pezzi da cinquanta falsi da
tenere sempre nel cassetto. Comincia a capire signor Carmichael?
– Certo – dissi con la gola secca. – Poi suppongo che abbiate sparso la
voce dei pezzi da cinquanta falsi e avete avvertito bar e negozi. Esatto?
– Esatto.
– Molto abile, tenente… Molto intelligente.
– L’idea non è mia. Ho qui la lettera che ce l’ha suggerita. Vuole vederla?
Caro Signor Presidente della Banca,
io conosco un sistema per far cadere il Bandito Che Bisbiglia. Quando rapina la sua
banca, gli dia denaro falso e non denaro vero. Grazie.
Richard Stevenson, anni 9
E ora? Non mi biasimate se odio i bambini?
Riad. da J. Holding, A. Hitchock, Sei piccole bare, Mondadori

Scopriamo insieme i segreti del testo giallo.


Analizziamo alcune parti del racconto.

Rispondi.
Nel racconto giallo è presente la figura del-
l’INVESTIGATORE, o DETECTIVE: può • Il detective è: • La sua qualifica è:
trattarsi di un poliziotto o di un personag- Randall. commissario.
gio che cerca di risolvere il caso interrogan- Carmichael. tenente.
do i presunti colpevoli o compiendo indagi-
ni mirate. • Le sue indagini avvengono: •Il reato su cui indaga è:
interrogando il sospettato. furto.
analizzando la scena falsificazione di
del crimine. denaro.
I misteri da risolvere sono in genere crimini come
omicidi, furti, rapine, rapimenti, scomparse… rapina.

Rispondi.
Il detective riesce a venire a capo dell’indagine • Come fa il detective a risolvere il caso?
grazie a INDIZI che anche un lettore ben attento
può scoprire.
• Chi lo aiuta a trovare la soluzione?

I segreti de
l testo:
IL RACCO
NTO GIALLO
55
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Un passo falso
L’ispettore Roller interroga la signora Manzi: – Dunque, signora,
lei è andata a fare la spesa e, quando è tornata, si è accorta che
Nel racconto giallo il colpevo- la finestra della stanza da letto era aperta e che dalla stanza è
le si crea un ALIBI, una prova
stata rubata una cassetta con gioielli e denaro. È così?
(falsa) con cui sostiene che
nel momento in cui si è verifi- La signora annuisce, mentre tenta di trattenere le lacrime.
cato il crimine si trovava in un L’ispettore Roller s’inginocchia e comincia a tastare il
luogo diverso. pavimento della stanza, ricoperto di tappeti.
Quando si alza, tiene qualcosa in mano.
– Signora Manzi, avete avuto qualche artigiano
RIFLETTI SULLA LINGUA in casa in questi giorni?
La signora scuote la testa senza capire.
Sottolinea nel testo in blu L’ispettore comincia a spiegare: – Qui nella
gli aggettivi indefiniti e in stanza c’è un leggerissimo odore di stucco.
rosso pronomi indefiniti. Inoltre ho trovato un pezzettino di legno con un
po’ di stucco attaccato. I ladri devono avere qual-
cosa a che fare con stucco e legno...
SAPPIAMO CHE...
– La vetreria Moser! – esclama la donna. – La si
può vedere dalla stanza da letto.
– Grazie signora – dice l’ispettore – sarò di ritor-
no tra mezz’ora.
Il vetraio Moser resta a bocca aperta, quando
vede arrivare l’ispettore.
– Ritengo, signor Moser, che qui si nasconda un
ladro. Da una casa qui vicina è stata rubata
una cassetta con dei gioielli.

In Italia, i racconti polizieschi vengono


detti GIALLI a causa del colore della
copertina che avevano i primi libri di
questo genere, pubblicati dalla casa
editrice Mondadori.

gia
l
lo

56
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Il vetraio Moser è indignato: – Si tratta sicuramente di un errore, signor


ispettore! – ribatte vivacemente. Nei racconti gialli, di
solito, il colpevole
Poco dopo viene trovata la cassetta sotto il sedile del furgone della vetre- compie un PASSO
ria. Il signor Moser, infuriato, si precipita nel laboratorio, dove due FALSO che permette
apprendisti stanno lavorando. Spiega loro il perché della presenza all’investigatore di
scoprirlo, come in
dell’ispettore e li invita a dire la verità. Allora si fa avanti
questo caso.
l’ispettore: – Tra le dieci e le dieci e venti è avve-
nuto il furto della cassetta. Signor Visani, che
cosa faceva lei a quell’ora?
L’apprendista Carlo Visani risponde: – La cosa può sembrare comica,
ma ero dal medico. Sono tornato poco prima delle dieci e mezzo, il
padrone può confermarlo.
L’ispettore si rivolge allora al secondo apprendista: – E lei, signor Costa?
Walter Costa abbassa gli occhi sul pavimento grattandosi pensierosamente
la testa: – Io non so... ero qui nel laboratorio. Non sono mica un ladro io!
Il vetraio Moser cerca di calmarlo e poi chiede all’ispettore: – Ha già
stabilito se il denaro e i gioielli si trovano ancora tutti nella casset-
ta? Forse potrebbe rilevare le impronte digitali.
L’ispettore risponde sorridendo: – Grazie, signor Moser, di sicuro c’è
ancora tutto. Possiamo risparmiarci la fatica di rilevare le impronte.
So già chi è il ladro.
W. Eeke, L’uomo in nero, E. El

PER COMPRENDERE
RIFLETTI SULLA LINGUA
Rispondi.
Sottolinea nel testo la • Solo il ladro poteva sapere ciò che con-
parte in cui il colpevole
teneva la cassetta, quindi il ladro è... ?
compie un passo falso.

o
al l
gi

57
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

L’eredità scomparsa
– Se non vi dispiace, vorrei dare un’occhiata a questi – disse Miss Marple
indicando una pila di fogli sulla tavola. – Naturalmente, se non vi è nulla
di privato... Non vorrei sembrare indiscreta.
– Oh, non c’è problema... temo, però, che non troverete proprio nulla –
rispose Charmian.
L’anziana signora esaminò metodicametne tutte le carte dividendole, poi, in
gruppi distinti. Quando ebbe finito, rimase a guardare fissamente dinanzi a
sé per alcuni minuti.
– Ebbene, Miss Marple? – chiese Edward.
– Vi chiedo scusa! – rispose lei, riprendendosi con un sussulto.
– Mi è stato molto utile esaminare queste carte. Credo di aver capito che
tipo era vostro zio Matthew. Molto simile a mio zio Henry, che
amava fare scherzi piuttosto banali.
Da dietro le spalle di Miss Marple, Charmian rivolse a Edward un
cenno significativo che voleva dire: «È un po’ svitata».
La signora, intanto, continuava a parlare beata del proprio zio, di
come amasse i giochi di parole, che spesso irritavano chi gli stava
intorno, di come temesse di essere derubato dai domestici, fino a
sospettare, negli ultimi tempi, che qualcuno lo volesse avvelena-
re e decidere, perciò, di alimentarsi solo con uova alla coque.
Miss Marple parlava, parlava... Edward pensò che, se non la
smetteva, sarebbe diventato pazzo. Si alzò in piedi per cer-
care di liberarsi, con la massima cortesia, di quell’ospi-
te deludente e disse: – È stato gentile, da parte
sua, cercare di aiutarci. Mi spiace che sia stato
tutto inutile, però... Ora la riaccompagno a casa.
– Aspettate – lo interruppe lei. – Sono certa che
vostro zio ha compiuto la scelta più ovvia: nascon-
dere il denaro in un cassetto segreto. Mio
zio Henry avrebbe fatto così... Ritengo che
il posto più probabile sia lo scrittoio!
– Ma ci abbiamo già guardato... – mormorò
Charmian sollevando gli

gi a
l
lo

58
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

occhi al cielo e aggiunse: – Abbiamo perfino chiamato uno stipettaio


perché esaminasse tutto il mobilio.
– Davvero, cara? è stata un’idea brillante, la vostra. Ripeto: io penso che
la scrivania di vostro zio sia il luogo più probabile. È quel mobile che sta
addossato contro la parete, vero?
– Sì, ora ve lo mostro.
Charmian aprì la ribalta. All’interno si aprivano numerosi cassettini. La
ragazza dischiuse una piccola anta al centro e toccò una molla dentro il cas-
setto di sinistra. Il fondo della rientranza centrale scattò e scivolò in avan-
ti. Charmian lo tirò fuori lasciando intravedere una piccola nicchia vuota.
– Qui, non c’è nulla, come vedete...
– Eh, mia cara, non è raro che i posti segreti nascondano a loro volta
un segreto...
Così dicendo, Miss Marple si sfilò una forcina dall’aggraziata croc-
chia di capelli bianchi e, dopo averla raddrizzata, ne infilò la punta
in una di quelle che sembravano sottili tarlature in un lato
della nicchia segreta. Con lieve sforzo riuscì a estrarre un
PER COMPRENDERE
piccolo cassetto che conteneva un fascio di lettere...
Edward e Charmian si lanciarono a leggerle ma rimase- Rispondi.
ro delusi: – Non c’è scritto nulla d’interessante... sono • La parte del testo evidenziata è:
solo vecchie carte senza importanza... – esclamarono un flashback.
dopo una rapida occhiata al contenuto.
la descrizione di un personaggio.
– Io credo che se voi osservaste bene le buste... – sus-
• Gli aggettivi che definiscono al meglio
surrò Miss Marple gentilmente.
Miss Marple sono:
– Charmian! Vieni a vedere – esclamò Edward.
pettegola.
– La signora ha ragione!
chiacchierona.
I ragazzi si trovavano dinanzi a una collezione di fran-
cobolli antichi, di valore inestimabile, distribuita sulle scontrosa.
buste delle lettere. • Il metodo di indagine di Miss Marple si basa:
A. Christie, Uno scherzo arguto, Mondadori sull’osservazione attenta e l’esperienza
personale.
sulle intuizioni e impressioni immediate.

uovo alla coque: uovo bollito per pochi minuti in


modo che si rapprenda l’albume ma non il tuorlo.
o
stipettaio: falegname specializzato nella fabbrica- al l
gi

zione di piccoli armadi o scrittoi.

59
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Smascherato!
Sulla soglia gli sorrise una giovane donna: – Ciao, Jean-Paul.
– B... buonasera... – balbettò lui – Desidera qualcosa?
– Hai sempre voglia di scherzare. Non riconosci più tua
moglie? – disse lei entrando in casa.
Jean-Paul Scaravelli era confuso.
– Mia moglie è morta tre anni fa. Chi è lei? –
esclamò.
– Ma caro, sono tua moglie Anne e, come
vedi, non sono morta. – Sbuffando, aprì
la borsetta e gli porse la carta d’identità.
Jean-Paul la lesse due volte.
– Un falso ben fatto – disse restituendogliela – mia
moglie è morta tre anni fa in un incidente. Eravamo in
barca. Per un movimento brusco cadde in acqua e morì.
– No – disse la donna – fui trascinata dalla corrente
e alcuni pescatori mi salvarono. Ma avevo
perso la memoria. Ho passato tre anni in
dieci ospedali diversi. Adesso la memoria è
tornata, ed eccomi qua.
– C’è solo un piccolo particolare: lei non somiglia
per niente a mia moglie. Basterà che le faccia vedere
una sua foto.
Tirò il cassetto rovesciandolo. Le foto si sparpagliarono sul
pavimento. Quelle foto, che lui non aveva mai visto, ritraeva-
no la stessa donna che stava lì, in salotto. E in molte, a comin-
I racconti gialli creano nel
lettore uno stato di attesa ciare da quelle del matrimonio, Jean-Paul era vicino a lei. Allora
e rivelano solitamente un l’uomo prese una decisione, cercò un indirizzo e uscì di casa
FINALE A SORPRESA. con il documento della donna. Suonò il campanello ed entrò
nell’ufficio di Jacques, il più grande investigatore di
Francia.
Lui ascoltò in silenzio.

gial
l
o

60
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

PER COMPRENDERE
– Lei... deve aiutarmi... io divento pazzo... – concluse Jean-Paul.
Rispondi sul quaderno. – Non ha nessuna ragione di preoccuparsi, signor Scaravelli.
• Su quale caso indaga la polizia? Adesso vada a casa e, se la donna è ancora là, cerchi di trattenerla.
• Quale piano ha messo in atto la
Nel frattempo io porterò alla polizia la carta d’identità per farla esa-
polizia per risolvere il caso?
minare. L’ispettore Cousin è un mio amico. Nel giro di poche ore sare-
• Come si conclude il caso?
mo a casa sua per arrestare quella truffatrice – rispose Jacques.
Le ore seguenti furono un inferno. Quando suonò il campanello, Jean-
Paul si sentì libero. Jacques e Cousin entrarono e lo guardarono seri.
PENSACI SU!
– Signor Scaravelli, comprendo la sua emozione, ma una persona
Rispondi. può cambiare molto in tre anni – disse Jacques.
• Come definiresti il finale? Jean-Paul si accasciò sulla sedia. – Che intende dire?
• Secondo te sarebbe interessante – La carta d’identità è autentica. Quella donna è sua moglie – con-
leggere un testo giallo sapendo tinuò Cousin.
fin dall’inizio chi è il colpevole?
– No! No! – esclamò lui singhiozzando – Mia moglie è morta, io lo
• Perché?
so... l’ho vista... perché l’ho uccisa io!
Cousin sospirò: – Bene – disse – è quello che volevo sentire.
Due agenti entrarono nella stanza e condussero via Jean-Paul.
– Tre anni per incastrarlo – commentò Cousin – è bastata questa
commedia per risolvere il caso. A proposito, Jacques, non ti ho
ancora presentato Anne Scaravelli... cioè la signorina Dalton, una
delle nostre migliori donne poliziotto.
T. Sclavi, I misteri di Mystère, Mondadori

RIFLETTI SULLA LINGUA

Sottolinea nel testo la parte in cui si può


dire che «il caso è chiuso».
Scrivi sul quaderno, per ognuno dei se-
guenti nomi specifici, il nome generico
che lo comprende.
Per esempio: donna persona.
• BARCA • SALOTTO
• ISPETTORE • MOGLIE

o
al l
gi

61
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Ciak, si ruba!
Il regista De Martin sta realizzando un film in costume ed è molto preoccupato, dal momento che
in alcune scene la protagonista del film dovrà indossare gioielli di grande valore. Così chiama ad
assistere alle prove il commissario Volpetti.

Volpetti, sono molto preoccupato, la Temo che tra gli attori


protagonista ha preteso di indossare quei presenti ci possa essere un ladro,
gioielli, ma valgono una fortuna! mi aiuti la prego!

Non si preoccupi,
terrò d’occhio tutti, nessuno
sfuggirà al mio sguardo.

AD UN TRATTO QUALCUNO SPEGNE ...ACCADE PROPRIO CIÒ CHE IL REGISTA TEMEVA. ALL’ACCENSIONE DELLA LUCE INFATTI...
IMPROVVISAMENTE LE LUCI E...

Aaahhh!!!! Sono spariti i miei


Aiutoooo!! gioielli!!!

VOLPETTI RADUNA TUTTO IL CAST E LE ALTRE PERSONE PRESENTI SUL SET...


PER COMPRENDERE
Rispondi sul quaderno.
• Chi può aver rubato i gioielli
secondo Volpetti? Perché?
• Formula le tue ipotesi, poi
leggi la soluzione scritta capo-
volta qui sotto.
Il sospettato è uno degli attori:
dovrà spiegarmi alcune cose.
f u met ti i da Focus Junior
ng

vuoto, mentre alla fine è pieno. Volpetti sospetta che vi abbia nascosto dentro i gioielli.
Il sospettato è l’uomo vestito da Robin Hood: si può notare infatti che all’inizio il sacchetto che tiene al collo è
ia l l o

62
Soluzione
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

La foto rivelatrice
L’investigatrice Sheila Homes è alle prese con un nuovo caso: un furto. Come al solito, nelle sue
indagini, è aiutata da Sherlock Holmes, o meglio, dalla sua ombra...

Allora ha trovato le prove E pensare che dicevi


che ieri quest’uomo è entrato a di essere mio amico!
rubare nel mio appartamento?

Sono innocente e ho portato


alla tua investigatrice da strapazzo
la prova che mi scagiona!

Ero allo zoo con la


mia fidanzata e ci siamo
fatti scattare una foto con il Ve la faccio vedere, così vi convincerete
mio cellulare! che al momento del furto io ero altrove!

L’OMBRA SUGGERISCE... PER COMPRENDERE


Rispondi, poi leggi la
soluzione capovolta.
• Perché Sheila Homes
Lei ha voluto strafare con
accusa l’uomo?
questa foto e si è accusato da
Un’ombra può dire solo! Non ho la prova del furto, ma

molte cose... di certo lei sta mentendo! Che


cosa ci nasconde?

i n g ial l o
ti
.da Focus Junior
la sua fidanzata. È chiaro che si tratta di un fotomontaggio!
t
f ume

Nella foto tutti gli oggetti hanno lʼombra eccetto lʼuomo e

63
Soluzione
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Un giallo in cucina
Il commissario si recò sul luogo del delitto.
Benché abituato ad ogni sorta di orrori non poté trattenere una
smorfia di disgusto non appena vide la vittima. Essa giaceva river-
sa, privata sia della testa sia degli arti inferiori. Era innanzitutto
necessario trovare il movente del delitto.
Il commissario ispezionò la cucina, poiché lì era stato rinvenuto il
cadavere. Scoprì che erano stati abbondantemente
Nei racconti gialli il MOVENTE
è la causa per cui si è verifica- usati sale e pepe, ma di questo non riuscì a darsi
to il crimine (delitto, rapina, una spiegazione.
furto...); è ciò che ha spinto il Toccò la vittima. Contrariamente a quanto accadeva di
colpevole a compiere l’atto
illecito. solito, essa scottava. Il mistero era sempre più fitto.
Il commissario decise di interrogare tutti gli abitanti del-
l’appartamento. Incominciò dal signor Rossi, che si di-
chiarò del tutto estraneo al fatto. Il suo alibi era di ferro:
era stato in ufficio fino a quel momento. Il figlio, un giova-
notto di circa 20 anni, sembrava sospetto; non aveva alibi
poiché era stato tutta la mattina a casa a causa di un’influenza.
Ma non sembrava un folle ed era difficile immaginare quale moven-
te lo avesse spinto al delitto. Restava la madre, la signora Rossi. Alle
domande del commissario affermò di non sapere nulla.
Il commissario tornò a esaminare la vittima: c’erano abbondanti tracce
di olio e burro sul cadavere. Il commissario ebbe un lampo di genio.
RIFLETTI SULLA LINGUA
Aveva capito tutto. Tornò dalla signora Rossi e le esaminò le mani: erano
Riscrivi il brano sul quaderno ancora unte dello stesso olio e burro di cui aveva cosparso la vittima.
volgendo il discorso indiret- Non vi erano dubbi: era lei l’assassina! Il movente? Preparare il
to in discorso diretto. pranzo. La vittima? Il pollo.
E. Vigo, Parole animate, Editrice Bibliografica

PER COMPRENDERE

Completa.
Il signor Rossi non potev
a essere il colpevole pe
rché
.
Il secondo indiziato è
perché
gial .
Il commissario scopre il
l cioè
colpevole grazie a degli
indizi,
o

64
Laboratorio: io scrittore!
Osserva le immagini, scegli quella che ritieni più interessante, segui la traccia e prova a sviluppa-
re il tuo giallo sul quaderno. Confrontalo poi con quello dei tuoi compagni di classe: qual è il più
avvincente?

1. Spiega il crimine commesso

2. Presenta lʼinvestigatore

3. Mostra gli indizi e le prove

4. Spiega lʼevolversi dellʼinchiesta

5. Mostra il colpevole o i colpevoli

6. Termina con la soluzione del caso

65
Antonio e Cleopatra
Ai tempi in cui l’Impero Romano si estendeva fino ai confini del
Il RACCONTO STORICO è un mondo, Marco Antonio decise di visitare i fiorenti territori egizi. A
testo narrativo che presenta Roma aveva preso il potere, e adesso l’Egitto, con tutto ciò che vi si
FATTI e PERSONAGGI mesco-
lando realtà storica e fantasia.
trovava, era suo.
Altri generali romani erano stati in Egitto e avevano fatto ritorno in
patria con racconti di ricchezze favolose, di lussi raffinati, ma
soprattutto della regina Cleopatra. Dicevano che era la donna
più bella del mondo. La più intelligente e scaltra fra tutte,
capace di far innamorare qualsiasi uomo.
Antonio era sicuro di sé e non temeva per il proprio cuore. Lui
voleva solo ispezionare un remoto angolo dell’Impero e valu-
tare la personalità della regina sottomessa.
Ma appena Antonio vide Cleopatra, il suo cuore incominciò a
battere rapidamente e lui si sentì prendere da una sorta
d’incanto. E quando i loro sguardi si incontrarono, Antonio
e Cleopatra capirono di essere destinati l’uno all’altra. Roma
e la sua casa sparirono dalla mente di Antonio e la dolcezza di
Cleopatra annullò in lui ogni desiderio di lasciare l’Egitto.
Ma Roma non poteva fare a meno del suo imperatore e del suo mas-
simo condottiero. In cuor suo Antonio sapeva che la sua presenza
era necessaria altrove, ma non riusciva a staccarsi dalla regina.
Un giorno giunse da Roma una lettera che lo richiamò ai suoi
doveri: la città era in tumulto! Antonio doveva assolutamente
ripartire. Cleopatra lo lasciò andare senza protestare. Dopotutto
lui aveva giurato di tornare non appena possibile per non lasciar-
la mai più. Durante la sua assenza, Cleopatra trascorse le lunghe,
malinconiche giornate sognando a occhi aperti e facendo proget-
ti per il giorno in cui lei e Antonio si sarebbero riuniti.
Intanto Antonio, a Roma, aveva soffocato la rivolta e aveva ricon-
quistato le folle che erano corse a vederlo. L’imperatore governa-
va di nuovo sulla sua città, ma nel profondo del suo cuore conti-
nuava a pensare alla regina d’Egitto e sognava di tornare al più
presto da lei, sulle rive del Nilo.

N TO STO RICO
I segreti del testo: IL RACCO
66
Quella temporanea separazione aveva fatto capire al grande impe-
ratore che la sua storia d’amore con la bella egizia avrebbe potu-
to recare a lui e al suo popolo molte sofferenze.
E purtroppo così avvenne. La storia tra Antonio e Cleopatra fu
così complessa e travagliata da essere ricordata nei secoli come
una delle più belle, ma sofferte storie d’amore del mondo antico.

G. McCaughrean, Storie d’amore e di amicizia, Einaudi Ragazzi

Scopriamo insieme i segreti del testo storico. Rispondi.


Analizziamo alcune parti del racconto. • Dove si svolge il racconto e in quale periodo storico?

• Perché Antonio va in Egitto?

Il racconto storico è ambientato in una • Perché Antonio deve ritornare a Roma?


PRECISA EPOCA STORICA.
Può narrare fatti realmente accaduti o
inventati dall’autore. • Credi che i fatti siano reali o verosimili? Perché?

Rispondi.
• Marco Antonio era un:
soldato romano.
imperatore romano.
• Cleopatra era la:
moglie di Antonio.
regina d’Egitto.
I PERSONAGGI del racconto storico pos-
sono essere realmente esistiti ma anche • Quando Antonio e Cleopatra si incon-
inventati dall’autore. trarono:
si sposarono.
si innamorarono.
I segreti del
testo: I
L RACCONTO
STORICO
67
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Tutti per uno e uno per tutti


D’Artagnan e i suoi amici moschettieri stavano allegramente
bevendo quando un uomo si avvicinò loro.
– Ho bisogno d’aiuto – disse – mia figlia è stata rapita!
– Da chi? Avete qualche indizio? – disse D’Artagnan.
– No. Solo che un giorno mi indicò un uomo dicendomi: «Se
dovesse accadermi qualcosa, ricordati di lui!».
– Ma ditemi; quell’uomo, lo riconoscereste?
– Sì, era alto, bruno, un volto affilato e scuro. Gli occhi neri
come il carbone...
– Ha forse una cicatrice sulla tempia? – disse D’Artagnan.
– Sì, è vero; quasi me ne scordavo. Ed ho ragione di credere
che sia una spia al servizio del cardinale Richelieu.
– Diavolo, è lui! È lui!
– Ma che avete? Lo conoscete?
RIFLETTI SULLA LINGUA – Sì, è un mio nemico. Lo cerco da tempo!
Sottolinea nel testo con il co-
State tranquillo, farò giustizia.
lore rosso i verbi transitivi e Improvvisamente la porta si aprì lascian-
blu i verbi intransitivi, poi do irrompere alcuni moschettieri del car-
analizzali sul quaderno. dinale.
– Aiuto! – gridò l’uomo rifugiandosi alle
spalle di D’Artagnan.

PER COMPRENDERE
Chi erano i moschettieri del re e
quale era il loro ruolo? Fai una breve
ricerca e scrivila sul quaderno.
Rispondi.
• Quali sono i nomi dei tre moschettieri
ufficiali?

s tor
i
co

68
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

– Aiuto! Vogliono me!


Sottovoce, D’Artagnan gli sussurrò: – Non posso far nulla
per voi, almeno per ora. Devo restare libero, senza desta-
re sospetti, altrimenti come potrei rintracciare vostra
figlia?
Poi alzando la voce, gridò verso le guardie del cardinale:
– Prendetelo! È un imbroglione! Vuole sempre succhiarci
denaro!
Uscite le guardie col loro prigioniero, D’Artagnan parlò
con i suoi fidati amici moschettieri, che giurarono di aiu-
tarlo a liberare la ragazza e a vendicarsi del suo nemico.
– Uno per tutti e tutti per uno! – gridò D’Artagnan.
– Tutti per uno e uno per tutti! – risposero in coro gli
altri. E da allora questa frase divenne la loro parola
d’ordine, il motto che li avrebbe legati in un patto eterno
d’amicizia e solidarietà.
A. Dumas, I tre moschettieri - Editrice Piccoli

PENSACI SU!
Anche tu hai un gruppo di amici fidati? Descrivili
sul tuo quaderno e racconta una vicenda avventu-
rosa o divertente che avete condiviso tutti insieme.

co
ori
st

69
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Niente più scuola


Che una madre una volta ti prenda da parte e ti
dica: – Tu non devi più andare a scuola – può
sembrare uno dei sogni più rosei di un bambi-
no, qualcosa però di talmente inverosimile da
non poterci spendere sopra nemmeno un filo
di speranza. Infatti, quel giorno, alla realizzazione di un
sogno non ci avevo pensato per niente.
Mia madre era troppo seria e troppo triste.
Mi spiegò che alla ripresa dell’anno scolastico non sarei più
potuta andare nella mia scuola.
Il capo del governo fascista, Benito Mussolini, aveva deciso che
tutti i ragazzi ebrei dovevano essere cacciati dalle scuole dello Stato.
Un’idea un po’ strana, avevo pensato.
Non tanto per me, che non ero un’alunna brillante, a causa
Il racconto AUTOBIOGRAFICO della mia timidezza; ma chissà quanti bravissimi studenti ebrei
può essere di tipo STORICO: può erano sparsi per le scuole italiane.
narrare fatti realmente accaduti La mamma mi aveva spiegato con pazienza che non si trattava
con personaggi relmente esistiti
ma anche fatti inventati dall’auto- di essere bravi o non bravi, ma del fatto che Mussolini non con-
re, purché si riferiscano a un pre- siderava italiani i bambini ebrei, che quindi non potevano
ciso periodo. mischiarsi nei banchi di scuola con gli italiani «veri», cioè tutti
gli altri. Questa sì che mi era sembrata una cosa bislacca. Se io
PER COMPRENDERE non ero italiana, cos’altro ero?
Ricordo che corsi da mio padre: – Papà, noi non siamo italiani? –
Riassumi il testo senza riportare
gli chiesi con il fiatone, e lui mi rispose: – Altroché se lo siamo!
il discorso diretto.
Lo sapevo benissimo anch’io che mio nonno era morto vicino al
Piave per difendere l’Italia durante la Prima guerra mondiale e
PENSACI SU! per questo aveva anche ricevuto (cioè l’aveva ricevuta la
nonna) una medaglia con il nastro tricolore. Più italiani di così!
Rispondi sul quaderno. E allora? Perché oggi ci dicevano il contrario?
• A che cosa ti fa pensare la deci-
Papà non seppe rispondere ed era ancora più triste della mamma.
sione che prese Mussolini?
• E tu che cosa ne pensi?
Mi fece vedere ancora una volta la medaglia del nonno; però non
era a me che la doveva mostrare, ma a Mussolini! O no?
L. Levi, E mia madre disse: «Niente più scuola», in Popotus

s t or
i
co

bislacco: stravagante, strampalato.

70
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Il grande sole di Hiroshima


Quando la bomba atomica esplose sopra il centro della città, Scigheo PENSACI SU!
era immerso nello stagno. L’accecante vampata lo abbagliò. Subito
Che cosa hai provato mentre
dopo udì un gran frastuono, come un rimbombo di mille tuoni.
leggevi il testo? Descrivi le
Seguì un vento incredibilmente violento, che frustò l’acqua con tue sensazioni sul quaderno.
cascate di polvere, strappò Scigheo con sé e lo scaraventò sulla riva. Fai una ricerca sulle bombe
Alberi antichissimi precipitarono, sradicati; grossi rami giravano atomiche lanciate su Hiroshima
turbinosamente per l’aria. Le canne di bambù si piegarono fino a e Nagasaki e trascrivila sul qua-
terra. Solo il tenace legno del salice piangente sotto il quale Sadako derno.
dormiva, resistette all’ondata impetuosa. Sadako invece fu portata • Quali furono gli effetti?
• Quali sono gli effetti oggi?
via dalla pressione dell’aria, come una pallina di carta.
• Che cosa ne pensi?
Poi Scigheo si rialzò faticosamente, lentamente. Non era in
grado di pensare. Gli occhi vitrei per il terrore, vacilla-
va qua e là sullo stesso punto dove era riuscito ad
alzarsi. Guardò sbigottito tutto il fogliame di un
albero che, incomprensibilmente, giaceva a Il «Memoriale della pace»,
quello che rimane oggi di un
terra davanti a lui. Non capiva neppure per-
grande edificio situato a soli
ché stesse guazzando fino alle caviglie in 150 metri dal sito in cui avven-
un’acqua che scorreva. ne l’esplosione nucleare.
L’enorme quantità di foglie attorno a lui, i
rami, i fuscelli, erano forse caduti dal
cielo? Poco a poco si rese conto di ciò che
era successo. Prima c’era stato un grande
lampo dietro di lui, poi era venuto il tem-
porale e l’aveva strappato via dall’acqua.
Poi il suolo gli era tremato sotto i piedi.
Era stato un terremoto!
Di colpo si ricordò di Sadako. Preso dal ter-
rore, cercò tutto attorno, correndo di qua,
SAPPIAMO CHE...
di là, senza meta, febbrilmente e intanto La BOMBA ATOMICA scoppiò su Hiroshima e Nagasaki
gridava: – Sadako!... Sadako!... nel 1945, durante la Seconda guerra mondiale.
Le due città giapponesi furono distrutte. Allo scoppio della
Tornò indietro, saltò al di sopra dei tronchi
bomba, ben 75 mila persone morirono all’istante e, fino alla
caduti, scostò i cespugli si ferì contro acute fine del 1945, altre 60 mila morirono per le radiazioni, i cui
schegge di legno. Ed ecco lì sua sorella, a effetti continuarono fino agli anni Cinquanta.
terra, col vestito a brandelli, il corpo graffia-
o
to a sangue. Gemeva. Era viva!
o ric
st

K. Bruckner, Il gran sole di Hiroshima, Giunti Junior

71
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Il muro di Berlino
C’era una volta, e c’è stato fino a poco tempo fa, un
Questo è un racconto stori- muro infelice, perché non era amato da nessuno. Era
co un po’ particolare in cui stato costruito nell’arco di una sola, triste notte da un
l’autore PERSONIFICA un esercito di uomini dalle facce arrabbiate.
elemento della storia pas-
sata più recente. Quando gli abitanti di quella città si svegliarono ebbe-
ro una triste sorpresa: chi stava da una parte non pote-
va più vedere chi stava dall’altra parte; ci furono geni-
tori separati dai figli, fidanzati che non si poterono
sposare e amici che non si videro mai più!
Per far posto al muro vennero chiusi viali e strade e
vennero divise in due case intere. Tutti gli alberi che
crescevano intorno al muro erano stati tagliati affinché
nessuno potesse arrampicarsi sopra e guardare dall’al-
tra parte.
Il povero muro era confuso, non capiva la ragione di
ciò. E ogni giorno andava peggio: i suoi fianchi furono
via via coperti di scritte con insulti e parolacce, e tutti
continuavano a prenderlo a calci e a pregare perché
crollasse. Passarono tanti anni, quasi trenta, tutti lun-
ghi e tristi.
«Come sono infelice» diceva tra sé e sé una sera d’autun-
no. «Sono odiato da tutti. Non voglio far soffrire la gente,
non voglio tenere divise le famiglie, non sopporto di
veder sparare su chi cerca di scavalcarmi. Se potessi, mi
butterei giù da solo, ma come posso fare?».
Ma quella sera il vento, che aveva sentito i suoi lamen-
ti, gli parlò con la sua voce fischiante.
– Non esiste muro abbastanza alto o grosso che possa
resistere se tutta la popolazione intorno si unisce con-
tro di lui. La voglia di libertà e di giustizia è talmente
forte che neanche un muro grosso il doppio di te
potrebbe resistere.
Il muro si mise ad aspettare: l’attesa non fu lunga.

s t or
i
co

72
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Alcune parti del muro


sono rimaste affinché
Nei giorni seguenti, infatti, le grida della gente erano alte e la storia non venga
dimenticata.
forti, tutto quello che era sempre stato detto sottovoce, con la
paura di essere sentiti, ora veniva urlato a squarciagola: –
Basta con le divisioni, vogliamo rivedere i nostri amici!
Il muro sapeva che qualche cosa di molto importante
stava per succedere, qualcosa che lo riguardava molto
da vicino.
Accadde una notte di novembre.
Di notte era stato costruito, di notte venne abbattuto.
Tutti gli abitanti della città scesero nelle strade e nelle
piazze cantando, ballando, brindando; dappertutto
la gente si riconosceva, si abbracciava, si chiamava.
Ancora adesso che la città è tornata unita, comunque,
il muro continua a vivere nel ricordo della gente.
Rappresenta la prova di due cose molto importanti, che
nessuno mai dovebbe dimenticare: la prova di quanto
male può fare la guerra anche dopo che è finita e la prova di
quanto forte può essere la voglia di libertà e giustizia, così
forte che nessun muro mai potrà bloccarla.
Riad. da P. Carella, Storie quasi vere, Giunti
SAPPIAMO CHE...
Il muro di Berlino era lungo
166 chilometri e alto 4 metri.
PER COMPRENDERE
Rispondi.
PENSACI SU!
• Il muro divideva: • Chi cercava di scavalcarlo:
la città in due parti. veniva accolto dall’altra parte. Fai una ricerca sulla storia del muro
la città e la campagna. veniva ucciso. di Berlino, indicando la data in cui
• Quando venne abbattuto: fu costruito, i motivi e a quali con-
• Il muro venne eretto:
seguenze portò. Concludi la ricer-
in 30 lunghi anni. tutti festeggiarono.
ca con la data in cui il muro è stato
in una notte sola. tutti si rattristarono. abbattutto, spiegando che cosa ha
significato per il popolo e che cosa
ne pensi tu.

ro i c o
st

73
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Continueremo a vivere
Nei racconti storici di solito viene Siamo nell’ottobre 1944, sei mesi dopo il nostro arrivo, e noi
utilizzato il PASSATO REMOTO e/o quattro viviamo ancora. Abbiamo evitato ogni singola sele-
l’IMPERFETTO. Talvolta si usa zione fino ad ora. Ma adesso è domenica mattina e c’è
però anche il presente che viene
chiamato PRESENTE STORICO.
un’improvvisa selezione; improvvisa, come sempre.
Rachel, la nostra piccola sorella, è troppo giovane,
troppo fiaccata nello spirito e nel corpo. Non sarà
in grado di farcela. È fin troppo pronta per il forno.
Ma non può succedere. Dobbiamo tenerla viva.
L’amiamo troppo. Mengele sta selezionando le
musulmane, quelle che sono totalmente emaciate,
quelle che non hanno possibilità di esser scelte per
lavorare. Sta selezionando per il forno.
Improvvisamente, freneticamente, cerchiamo di far
apparire Rachel più sana, più grande (ha solo
quindici anni e mezzo). Mengele non deve averla
vinta. La terremo in vita. Una di noi ha un pezzo
di stoffa. Lo mettiamo sul capo a Rachel a mo’ di
Lo sfondo del racconto storico è reale: fazzoletto da testa. La facciamo stare in punta di piedi men-
la madre e le due sorelle dell’autrice
furono vittime dell’Olocausto e moriro-
tre lei si lamenta di non avere sufficiente forza per queste
no nei campi di concentramento. fatiche sovrumane. Le pizzichiamo il viso fino a farlo diven-
tare d’un rosso innaturale...
PER COMPRENDERE Mengele le passa oltre. Quest’oggi al crematorio, è stata sot-
tratta con l’inganno la nostra preziosa sorella. L’ingegno con-
Rispondi. tro il potere. Continueremo a vivere per un altro giorno.
• Secondo te, dove si svolge la vicenda?
Riad.da I. Leitner, Frammenti di Isabella, Mursia

• Quale rischio correva Rachel?


PENSACI SU!
Rifletti e rispondi.
• Chi riesce a salvarla e come? • Secondo te, per quale motivo l’autore ha utilizzato il presente storico?
Perché i fatti narrati si svolgono al momento in cui vengono rac-
contati.
• Chi è Mengele, secondo te? Perché il tempo presente rende meglio l’idea dei fatti racconta-
s t ori ti, dona maggiore vivacità e immediatezza al brano.
c
o

74
Laboratorio: io scrittore!
Il racconto storico è ambientato in epoche passate e può narrare avvenimenti storici reali,
oppure avvenimenti immaginari, basati su verità storiche.

Leggi il racconto e rispondi alle domande.

Sulla terrazza, Sirah era concentrato su una tavola di legno levigato.


Dopo aver steso un fondo bianco calce, si era accinto a delineare la
sagoma familiare del dio Anubi, patrono degli imbalsamatori.
Un imbalsamatore, infatti, aveva commissionato a Zubarsi quel lavoro,
e Sirah, di sua iniziativa, si era preso la briga di preparare il fondo della
tavola nellʼattesa del maestro.
Lʼaveva in mente chiaro lʼaspetto del dio sciacallo. Il muso appuntito, le
lunghe orecchie triangolari, gli occhi bistrati dallo sguardo fisso, il corpo
dʼuomo abbigliato come prescritto dal rituale, con la tunica bianca fino
al ginocchio e il pettorale, i bracciali e le cavigliere di metallo lavorato...
Le mani sottili dalle dita lunghe e agili del ragazzo presero a muoversi
come animate di volontà propria. E Zubarsi, e quella casa, e tutta la
città che poteva vedere dalla terrazza, tutta El-Lahun, sparirono
dʼincanto, dimenticati nellʼimpeto creativo.
M. Migliavacca, Il segreto di Marai, Fabbri Editori

• Pensi che il racconto sia realistico o immaginario?


• Per quale motivo?
• In quale epoca storica è ambientato?

Prendendo spunto dal brano precedente prova ora a scrivere un racconto storico sul tuo quaderno.
Aiutati seguendo la traccia suggerita.

1. SCEGLI UNʼEPOCA O UN AVVENIMENTO STORICO CHE SUSCITA IL TUO INTERESSE, PER


ESEMPIO: LA PREISTORIA, LʼEPOCA EGIZIA, LA GRECIA ANTICA, LʼANTICA CIVILTÀ CINESE...

2. INVENTA UNA STORIA CHE SIA PERTINENTE CON IL PERIODO STORICO SCELTO.

3. SCEGLI I PERSONAGGI ADATTI, QUELLI CHE POTREBBERO REALMENTE ABITARE IN QUELLA


DETERMINATA EPOCA. NON PUOI FAR VIVERE UN FARAONE NELLA PREISTORIA.

4. RICORDA CHE IL RACCONTO PUÒ AVERE LO SFONDO CHE PREFERISCI, AVVENTURA,


GIALLO, UMORISTICO... LʼESSENZIALE È CHE CI SIANO RIFERIMENTI STORICI.

75
Cittadinanza e
Costituzione Aggiungi un posto...
in classe!
Come ti comporteresti se nella tua classe arrivasse un compagno
straniero? Saresti pronto ad accoglierlo?
Scopri il tuo livello di disponibilità rispondendo sinceramente
alle domande del test. Assegna:
— 2 punti per ogni risposta ;
— 1 punto per ogni risposta .

L’insegnante ti presenta il nuovo compagno, tu: Il nuovo compagno non parla la tua lingua, tu:

 ) lo guardi con diffidenza.  ) eviti di comunicare con lui.


 ) gli sorridi per metterlo a suo agio.  ) ti sforzi di farti capire, anche a gesti.

Durante l’intervallo: Ti accorgi che lui è in difficoltà:

 ) inviti il nuovo compagno a far parte del tuo  ) lasci che se la cavi da solo.
gruppo di amici.  ) ti rendi disponibile per aiutarlo.
 ) giochi con i soliti amici e lo ignori

L’insegnante invita il nuovo compagno a parlare, Il nuovo compagno ha abitudini di vita diverse
tu: dalle tue, tu:

 ) provi curiosità.  ) pensi che la tua vita sia migliore della sua.
 ) non ascolti quello che dice.  ) rispetti il suo modo di vivere.

Da 0 a 6 punti Da 6 a 12 punti
Mmm... forse è meglio che tu riveda le tue Complimenti! Sei disponibile nei confronti
idee. Prova, per esempio, a immaginare di degli altri, indipendentemente dal fatto
essere tu il nuovo arrivato: come vorresti che siano diversi da te e abbiano abitudini
che gli altri si comportassero con te? differenti dalle tue.

OBIETTIVO: identificare situazioni di


rispetto/violazione dei diritti umani.

76
La giornata della memoria

Il 27 gennaio viene celebrata in tutto il mondo La


Giornata della Memoria per commemorare le vittime
dell'Olocausto durante la Seconda guerra mondiale. La
scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le
truppe sovietiche arrivarono presso la città polacca di
Auschwitz, scoprendo il suo campo di concentramento
e liberandone i pochi superstiti.
Il termine «Olocausto» (che in greco significa «tutto bru-
ciato») si riferisce al genocidio di circa dodici milioni di
civili, commesso dalla Germania nazista verso tutti quei
gruppi di persone ritenuti «indesiderabili»: Ebrei, Rom e Auschwitz, il più conosciuto campo
di concentramento.
Sinti (i cosiddetti «zingari»), comunisti, omosessuali, malati di Situato in Polonia, a circa 60 km da
mente, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave. Cracovia, quello che ne rimane è
oggi Patrimonio dell’umanità.
L’uccisione di queste persone avveniva generalmente in massa:
venivano stilate delle liste dettagliate dove erano elencati tutti i
nomi dei cittadini «indesiderati», che poi venivano arrestati e tra-
sportati nei campi di concentramento su convogli ferroviari compo-
sti da carri da bestiame. Arrivati, i prigionieri erano obbligati ad genocidio: sterminio siste-
indossare dei triangoli colorati sugli abiti, che qualificavano visiva- matico di un gruppo etnico,
mente il tipo di «offesa» per la quale erano stati internati (per esem- razziale o religioso.
pio, giallo per gli ebrei, blu per gli immigrati, mar-
rone per gli zingari…) e venivano divisi in due
gruppi: quelli troppo deboli per lavorare venivano UNO SGUARDO A...
uccisi all’istante nelle camere a gas, mentre gli
SCIENZE!
altri venivano impiegati come schiavi nelle fabbri-
che situate dentro o attorno al campo. Nel mondo ci sono persone molto diverse
tra loro. Alcune differenze si notano subito, come
Riad. da Internet
il colore della pelle o i lineamenti del viso, di altre
PENSACI SU! invece nemmeno ce ne accorgiamo: per esempio,
il tuo gruppo sanguigno può essere addirittura
to libri sull’Olocausto?
Hai mai visto film o let diverso da quello dei tuoi genitori! O, ancora più
talo sul quaderno.
Cosa ti ha colpito? Raccon semplicemente, avrai di sicuro amicizie di sesso
l significato del termine
Fai una breve ricerca su maschile ed altre di sesso femminile che per te
«olocausto». hanno lo stesso valore affettivo...
Non esistono razze umane superiori o inferiori:
OBIETTIVI: riflettere sulla dignità e sulla libertà umana, esiste la specie umana, in cui tutte le persone
sviluppando atteggiamenti di condanna verso hanno lo stesso valore.
ogni forma di razzismo.
77
Cittadinanza e
Costituzione
Il cammino della liberta
Non sono nato con la sete di libertà. Sono nato
libero in ogni senso che potessi conoscere. Libero
di correre nei campi vicino alla capanna di mia
madre, di nuotare nel limpido torrente che scorre-
va attraverso il mio villaggio, di arrostire pannoc-
chie sotto le stelle, di montare sulla groppa capace
dei lenti buoi. Finché obbedivo a mio padre e
rispettavo le tradizioni della mia tribù, non ero
ostacolato da leggi né divine né umane.
Solo quando ho scoperto che la libertà della mia
infanzia era un’illusione, che la vera libertà mi era
stata rubata, ho cominciato a sentirne la sete.
Dapprima desideravo le fondamentali e onorevoli
libertà di guadagnarmi da vivere, di sposarmi e di
avere una famiglia. Ma poi lentamente ho capito
che non solo non ero libero, ma non lo erano nem-
meno i miei fratelli e sorelle. È stato allora che mi
sono messo a lottare per i diritti civili dei neri e la
mia sete di libertà personale si è trasformata nella
sete più grande di libertà per la mia gente.

N. Mandela, Il cammino della libertà, Feltrinelli

PER COMPRENDERE
Il brano è tratto dal libro Il cammino della libertà, scritto da
Nelson Mandela. Tu sai chi è?
Che tipo di battaglia portò avanti durante la sua vita?
Fai una ricerca, scrivi un breve testo sul tuo quaderno con le informa-
zioni raccolte e discutine in classe.
Rispondi.
• Che cos’è per te la «libertà»?
• In che cosa consiste?
Scrivi le tue riflessioni sul quaderno.

OBIETTIVO: riflettere sul concetto di «libertà»,


sviluppando atteggiamenti di condanna verso ogni

78 forma di razzismo.
onu
L’Organizzazione delle Nazioni Unite (in inglese United Nations
Organization, in breve UN) è la più estesa organizzazione inter-
nazionale: comprende infatti ben 191 stati. È stata fondata il 24
ottobre 1945, dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale,
per risolvere pacificamente i conflitti tra le nazioni ed evitare,
così, ogni guerra. Si legge nell’introduzione dello Statuto:

Noi, popoli delle Nazioni Unite, siamo decisi a salvare le future


generazioni dal flagello della guerra... a riaffermare la fede nei
diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della
persona umana, nell’uguaglianza dei diritti degli uomini e delle
donne e delle nazioni grandi e piccole.

La sede si trova a New York.


L’ONU è guidato da un segretario generale. Comprende i seguenti
organismi principali: l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il
Consiglio di sicurezza, il Consiglio economico e sociale, il
Segretario e la Corte internazionale di giustizia. Ci sono poi agen-
zie e organismi secondari, istituti per compiti specifici.
Per esempio l’UNICEF, che difende i bambini; l’Alto commissariato
per i rifugiati, che aiuta le persone costrette a scappare via dal loro
paese; l’UNESCO, che tutela le opere d’arte e favorisce l’istruzione
e gli scambi culturali fra paesi; l’Organizzazione mondiale della
sanità, che si occupa della salute e interviene in caso di epidemie.
L’ONU può anche contare su un suo esercito, i Caschi Blu, che
usa per missioni di pace in tutto il mondo.
Il Palazzo di Vetro (New York),
Ciao Amici, La Spiga
la sede centrale dell’ONU.

PER COMPRENDERE

Rispondi sul quaderno.


• Che cos’è l’ONU?
• Quando è stato fondato? Nel 2001 le Nazioni Unite
• Perché? ed il segretario generale
• Dove ha sede? Kofi Annan furono pre-
miati con il Premio Nobel
• Quanti e quali organismi ne fanno parte? per la pace.

OBIETTIVO: Conoscere organizzazioni interna-


zionali a sostegno dei diritti/doveri dei popoli.
79
Il sogno di un mondo migliore
Il 15 gennaio 1929 nasce Martin Luther. Il padre gli trasmette la pas-
La BIOGRAFIA è una tipolo-
sione per la causa dei neri d’America, che in quegli anni sono pesan-
gia di testo narrativo in cui
l’autore racconta la vita di temente discriminati; ad Atlanta, nello stato americano della Georgia
un personaggio realmente dove vive, ad esempio, bianchi e neri non possono mescolarsi: lo dice
esistito, basandosi su testi- la legge. Martin Luther decide così di diventare avvocato, per difende-
monianze e documenti.
re i neri dai soprusi e dalle ingiustizie, e a scuola studia con grande
impegno. Alla fine degli studi, diventa pastore della Chiesa Battista.
Nel 1953 si sposa con Coretta che, come lui, vuole combattere il raz-
zismo ed insieme si trasferiscono in Alabama.
Negli Stati del Sud l’intolleranza è più forte. Sugli autobus bianchi e
neri non devono stare insieme. Rosa Parks, una donna nera, viene
arrestata perché, stanca dopo il turno di lavoro in fabbrica, si siede nei
posti riservati ai bianchi, proprio su uno di quegli autobus.
Nel 1955, riuniti in una chiesa, i neri discutono di quello che è succes-
so; sono stanchi di sopportare soprusi. Qualcuno parla di vendetta, ma
Martin Luther King li convince che non è quella la strada da percorre-
re: all’odio bisogna rispondere con l’amore e il perdono, con la «non
violenza». Propone, invece, di boicottare gli autobus: nessuno di loro se
ne servirà più, così l’azienda di trasporti, per non fallire, dovrà accetta-
re le loro condizioni, cioè posti uguali per tutti. L’idea del pastore ha
Martin Luther King.
successo; anche alcuni bianchi partecipano alla protesta e più di
mezza città si sposta a piedi o in bicicletta, oppure si organizza con
taxi collettivi.
È il 1956. Martin Luther King non si stanca di predicare che tutti gli
uomini sono uguali, ma qualcuno vuole eliminarlo. Contro casa sua
viene lanciata una bomba; Coretta e la piccola Yoki si salvano solo
perché, per caso, non si trovano lì. Il pastore battista, però, non si fa
intimidire. Dopo 382 giorni di protesta, finalmente la vittoria. È la
prova che la non violenza può dare buoni risultati. In tutti gli Stati
Uniti i neri manifestano pacificamente per denunciare le ingiustizie
che devono subire.
Nel 1961 persino il presidente, John Kennedy, difende Martin Luther
King. A poco a poco le leggi razziste vengono cambiate.

I O G R AFIA
I segreti del testo: LA B
80
Il 28 agosto 1963, 250 mila persone, bianchi e neri, partecipano
a una grande marcia pacifica a Washington, la capitale. In con-
clusione, Martin Luther King pronuncia un discorso bellissimo,
che comincia così: «I have a dream». Io ho un sogno.
Il sogno di un mondo dove le persone non siano giudicate per
il loro aspetto, ma per le loro qualità.
Tutto il mondo ammira il pastore battista che, con coraggio e
senza mai ricorrere alla violenza, lotta per l’uguaglianza tra gli
uomini. Nel 1964 riceve il premio Nobel per la Pace. I razzisti,
però, lo odiano e organizzano un attentato per eliminarlo.
Martin Luther King viene assassinato nel 1968 a soli 39 anni.
Riad. da «CiaoAmici»
Foto dello storico discorso di M.L. King.
Scopriamo insieme i segreti della biografia analizzando
alcune parti del racconto.
Rispondi.
Si scrivono biografie di PERSONE NOTE, che • Di chi parla la biografia riportata?
durante la loro vita hanno fatto qualcosa di
importante per cui vengono ricordate (come • È un personaggio inventato o realmente esistito?
scienziati, artisti, scrittori...). Di esse vengono
narrati i momenti e i fatti più significativi (infan- • Che cosa ha fatto d’importante nella sua vita?
zia, studi, lavoro, hobby...).

Le biografie sono sempre scritte in Rispondi.


terza persona, in quanto gli AUTORI
sono ESTERNI alla storia raccontata. • Il racconto è scritto da:
il protagonista.
un narratore esterno.

I TEMPI, i FATTI e gli AMBIENTI sono • I tempi della storia sono:


reali e indicati con precisione. definiti.
indefiniti.

I segret
i del tes
to: LA BIOGRAFIA
81
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Uno scrittore stravagante

Nella BIOGRAFIA gli


ambienti, i fatti e i
tempi sono reali e
vengono indicati con
precisione.

Le immagini riportate sono tratte dal film


Roald Dahl è nato da genitori norvegesi il 13 settembre del 1916 «La fabbrica di cioccolato» del 2005, diretto
dal regista Tim Burton, che ha cercato di
nella città di Llandaff, nel Galles. La sua infanzia fu segnata da due richiamare lo spirito originale del romanzo.
lutti: la morte del padre e quella della sorellina Astrid. All’età di
nove anni Dahl viene mandato in diversi collegi, dove sperimenta
la severità dei sistemi educativi inglesi.
Prima di diventare scrittore a tempo pieno Roald Dahl si deve ade-
guare ai lavori più strambi. Appena terminata la scuola superiore
si trasferisce addirittura in Africa, a lavorare per una compagnia
petrolifera. Ma la Seconda guerra mondiale incombe e non rispar-
mia, nella sua furia distruttiva, neanche lo sfortunato scrittore.
Vi partecipa in qualità di pilota d’aereo e scampa per miracolo
ad un terribile incidente. Dopo il congedo, Roald Dahl si trasfe-
risce negli Stati Uniti e lì scopre la sua vocazione di scrittore.
Il primo racconto pubblicato è proprio una storia per bambini.
Si raccontano molti aneddoti sulle sue strane abitudini: una tir-
chieria patologica soprattutto, ma anche l’abitudine di scrivere
chiuso in una stanza in fondo al suo giardino, avvolto in un sudi-
bi o gr
a
fia

82
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

PER COMPRENDERE
Leggi attentamente il testo e scrivi le
cio sacco a pelo e sprofondato in una vecchia poltrona appar- date importanti che hanno contraddi-
tenuta alla madre. stinto la vita di Dahl e i relativi avveni-
Si dice che in questa sua stanza nessuno avesse mai potuto menti.
riordinare o fare pulizie, con le conseguenze che si possono 1916 = nasce a Llandaff.
immaginare.
Sul tavolo, una palla color argento fatta con la stagnola delle
tavolette di cioccolata che mangiò da ragazzo.
Prova a scrivere la biografia di una per-
Ma al di là degli aneddoti, restano i libri da lui scritti.
sona che conosci, informandoti sui fatti
Negli anni Ottanta, grazie anche all’incoraggiamento della
significativi della sua vita, sulle date e
seconda moglie Felicity, Dahl scrive quelli che possono esse- sulle passioni, senza trascurare di
re considerati i suoi capolavori, il GGG, Le streghe, Matilde. descrivere le particolarità del carattere.
Ma anche Boy, Sporcelli, La fabbrica di cioccolato e Il grande
ascensore di cristallo.
Roald Dahl è stato anche sceneggiatore di film tratti dai suoi
racconti ed ha scritto libri anche per adulti, racconti il cui tema
centrale è la sofferenza che nasce dalla crudeltà, la sopraffazio-
ne e l’imbarazzo.
Ritiratosi in una grande casa di campagna, il bizzarro scrittore
è morto il 23 novembre del 1990.

L. Valdiserra, Gatto bianco gatto blu, Giunti Scuola

Foto di Roald Dahl.

a f ia
r
bi og

83
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Rita Levi Montalcini


Rita Levi Montalcini è una delle figure più importanti della nostra
epoca. La sua vita è un esempio di tenacia, perseveranza e amore
per la scienza, dimostrati non solo dalle sue scoperte, ma anche
dalle vicende che hanno caratterizzato la sua non facile vita.
Rita Levi Montalcini è nata a Torino nel 1909.
Si è laureata in medicina nel 1936. Essendo di famiglia ebraica, a
causa delle leggi razziali del 1938, promulgate dal regime fascista,
fu costretta a trasferirsi in Belgio.
Quando le truppe naziste invasero anche questa nazione, ritornò in
Italia; fu costretta a vivere e a lavorare in clandestinità.
In un laboratorio casalingo imparò a lavorare sugli embrioni di
pollo, a studiare il sistema nervoso, a esplorare quell’universo di
PER COMPRENDERE neuroni che è il cervello umano.
Finita la guerra, nel 1947 si trasferì negli Stati Uniti e lavorò per tren-
Rispondi sul quaderno. t’anni nell’università di Saint Louis, compiendo importanti ricerche
• Di cosa si occupa Rita sul sistema nervoso.
Levi Montalcini?
Nel 1953, a Rio de Janeiro (Brasile), effettuò la scoperta che le valse
• Qual è la sua scoperta
più importante, che le è la celebrità: infatti, scoprì il fattore di crescita delle cellule nervose.
valsa anche il premio Questa scoperta ha acceso nuove speranze per quanto riguarda la
Nobel? riparazione dei danni subiti dal sistema nervoso centrale. Grazie a
questo risultato, nel 1986 le è stato conferito a Stoccolma
il premio Nobel per la medicina.
da Internet

embrione: essere vivente allo


stato iniziale del suo sviluppo.
bi o gr neurone: unità base del siste-
a ma nervoso.
fia

84
Parole in prestito
Quando parliamo o scriviamo utilizziamo spesso parole che derivano dal francese, dallʼinglese o dal
tedesco, parole che ormai fanno dunque parte della nostra lingua, grazie ai viaggi e agli scambi culturali
che hanno favorito la «migrazione» dei termini da una lingua allʼaltra.
Ad esempio, quante volte avrai sentito dire o avrai anche tu utilizzato il termine relax, piuttosto che il
corrispondente riposo?

Leggi le frasi riportate qui di seguito e sostituisci i termini italiani con quelli stranieri corrispondenti.

• Alla festa di Sara sono stati invitati dei


(pagliacci)
per far divertire i bambini.

• Per accedere al tuo servizio di posta


elettronica è necessario che digiti
(nome utente)
e (parola chiave)

• Ho scritto tutti gli appunti sul


(blocchetto)
poi ricopierò tutto in bella copia.

Conosci altri termini stranieri che utilizziamo di solito? Cercane almeno tre e componi delle frasi come
quelle dell’esercizio precedente, dove metterai il corrispettivo termine italiano.

Laborator
io sul lessico
85
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Il papà di Sherlock Holmes


Arthur Conan Doyle nacque a Edimburgo, in Gran
Bretagna, il 22 maggio del 1859, da una famiglia
irlandese di antica nobiltà ma non certo ricca.
Nella BIOGRAFIA vengono Studiò prima in una scuola di Edimburgo, poi in
narrati gli avvenimenti o i
una scuola cattolica, lo Stonyhurst Jesuit College.
momenti più importanti della
VITA DI UNA PERSONA come Il giovane Arthur rimase colpito negativamente dai
gli studi, il lavoro, gli impegni metodi autoritari degli insegnanti e, più tardi, si
sociali... ribellò ai loro insegnamenti. Nel 1876 entrò in una
Le informazioni date si basano
su documenti e testimonianze.
scuola di medicina e nel 1879 pubblicò il suo primo
romanzo, Il Mistero di Sasassa Valley.
Nel 1881 iniziò a insegnare medicina e a lavorare
presso l’ospedale di Edimburgo: qui conobbe il dot-
tor Joseph Bell, la cui abilità nel dedurre dai mini-
mi dettagli le caratteristiche fisiche e mentali dei
pazienti gli ispirerà il personaggio che lo renderà
celebre, Sherlock Holmes. Imbarcatosi su una bale-
niera, come medico di bordo, trascorse alcuni mesi
nell’Oceano Artico e poi in Africa. Tornato in patria,
aprì uno studio medico a Southsea, un sobborgo
della città di Porthsmouth, senza troppa fortuna.
Impiegò allora il tempo libero scrivendo racconti
polizieschi, che furono pubblicati su diversi giorna-
li ottenendo un certo successo.
Lo Studio scarlatto, del 1887, è il primo romanzo in
cui comparve Sherlock Holmes, personaggio dal
quale Doyle non riuscì più a «liberarsi», al punto
che si vedrà costretto, molti anni più tardi, a farlo
«resuscitare» dopo aver tentato invano di sbarazzar-
sene, in uno dei suoi racconti, facendolo morire in
seguito alla caduta in un burrone.

Arthur Conan Doyle.


bio g r
a
f ia

86
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Il successo di Sherlock Holmes fu enorme; nel 1890 un altro


onorificenza: pubblico riconosci-
romanzo, Il Segno dei Quattro, fu accolto in Inghilterra e in
mento dei meriti di qualcuno
America con un entusiasmo che rimarrà celebre nella lette- mediante il conferimento di un
ratura. Conan Doyle si dedicò anche a scrivere romanzi sto- attestato, una medaglia e simili.
rici, che preferiva senz’altro ai suoi romanzi polizieschi.
Dopo i successi letterari abbandonò la professione di medi-
co e iniziò un’intensa attività giornalistica, come corrispon-
dente durante la Prima guerra mondiale.
Morì il 7 luglio 1930 a Crowborough, nella regione del
Sussex. Per i suoi successi come scrittore e giornalista ebbe
il titolo di sir, «baronetto», un’alta onorificenza concessa
dai sovrani inglesi a personaggi particolarmente illustri.
Da Tutto Sherlock Holmes, Newton Compton

PER COMPRENDERE
RI FLETTI SULLA LINGUA
Cerca le date elencate nel
testo e completa lo schema. Sottolinea di rosso gli arti-
1859: nasce Arthur Conan Doyle coli determinativi, di blu
1876: quelli indeterminativi.

1879:

1881:

1887:
PENSACI SU!
1890: Dividetevi in coppie e chiedete a un
vostro compagno il permesso di intervi-
1930: starlo sulla sua vita ricordandovi di anno-
tare date ed avvenimenti importanti.
A intervista fatta, con i dati che avete
ricavato, scrivete la biografia del vostro
compagno.

a
a fi
r
bio g

87
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Il maestro del cinema italiano


Nato a Roma il 15 giugno 1920, Alberto Sordi è stato un popolarissimo
attore, regista, sceneggiatore e doppiatore italiano. Insieme ad altri
grandi dello spettacolo è una delle colonne portanti della commedia
all'italiana nonché portavoce della romanità nel cinema italiano.
Sin dalla scuola elementare gira l'Italia con una piccola compa-
gnia teatrale, poi verso la fine degli anni Trenta vince il concor-
so come doppiatore di Oliver Hardy, che gli aprirà le porte del-
l'avanspettacolo: debutta a Genova come imitatore di Stanlio e
Ollio con il nome di Albert Odisor e conosce Aldo Fabrizi, che
lo chiamerà nella sua compagnia teatrale.
Durante gli anni Quaranta si afferma soprattutto in radio, dove ottie-
ne grande successo di pubblico, ed in rivista, ma ha poche soddisfazio-
ni in campo cinematografico: solo nel 1950, quando fonderà insieme a
Vittorio De Sica la P.F.C. (Produzione Film Comici) girerà il suo primo vero film da protagonista
«Mamma mia, che impressione!». Successivamente farà esperienza da protagonista nel teatro di rivi-
sta accanto a Wanda Osiris e tra il 1953 e il 1954 avrà la sua consacrazione in campo cinematogra-
fico, anche dalla critica, grazie a film come «I Vitelloni» e «Un giorno in pretura» (in cui interpreta
il famosissimo personaggio dell'«americano» Ferdinando Moriconi, che reinterpreterà anche nel suc-
cessivo «Un americano a Roma»), e sarà l'inizio di una lunghissi-
ma carriera piena di successi.
Muore a Roma il 25 febbraio 2003, all’età di 83 anni.
Riad. da Internet

PER COMPRENDERE
Che cos’è l’«avanspettacolo»? Fai una breve ricerca.
Segna solo le frasi che corrispondono alla biografia.

Alberto Sordi lavorò in radio.


Fu anche un giornalista.
Debuttò a Genova come doppiatore di Stanlio e Ollio.
Vinse il concorso come doppiatore di Oliver Hardy.
Durante gli anni Quaranta si affermò al cinema.
bio gr Iniziò la sua carriera a teatro.
a «Il vigile» di Alberto Sordi rimane uno dei
fia

personaggi più amati dalla gente.

88
Laboratorio: io scrittore!
Segui lo schema proposto e, aiutandoti con Internet (sotto la guida di un adulto), riviste, quotidiani
e tv, traccia la biografia di Valentino Rossi.
Confronta poi in classe il tuo lavoro con quello dei tuoi compagni.

1. Raccogli informazioni sulla vita della persona che hai scelto:

• Nascita e infanzia
• Adolescenza
• Hobby
• Lavoro

2. Annota gli avvenimenti importanti della sua vita:

• Che cosa ha fatto di importante?


• Ha avuto un incontro significativo con qualcuno?
• Ha affrontato un viaggio fondamentale per lui?
• Ha fatto una particolare scoperta?

3. Illustra il suo carattere, i suoi atteggiamenti e i suoi gusti principali.

• Che tipo è? Generoso e altruista? Coraggioso e divertente?


• Come si comporta?
• Che cosa gli piace fare e che cosa proprio non sopporta?

4. Ordina le idee sottoforma di punti da trattare.

5. Scrivi la biografia sul tuo quaderno.

89
Guarda: nevica!
Oggi, alla Collina delle Primule, si dorme più a lungo del solito. È
PER COMPRENDERE domenica, una buia domenica d’inverno che non invita certo ad
alzarsi dal letto.
Rispondi.
Marta è ancora addormentata e non vuole saperne di svegliarsi.
• La prima ad alzarsi è:
Elisabetta sa bene come farle aprire gli occhi e, alzata la tendina con
Marta.
un colpo secco, prende a gridare: – Guarda, Marta: nevica!
Elisabetta. Di colpo Marta salta giù dal letto. La prima neve ha davvero un non
• Le bambine sono: so che di magico e meraviglioso!
sorelle. Un sacco di neve sta cadendo fitta fitta su tutta la Collina delle
cugine. Primule. Come sono diventate belle e candide le piante di betulla
• Il papà abbatte: intorno alla casa… E come si sentono eccitate Marta ed Elisabetta,
il pupazzo. che gran voglia hanno di fare le pazzerelle!
il naso del pupazzo. In fretta e furia si sono vestite, e ora eccole lì che giocano sfrenate,
• La mamma si trova: facendo un gran chiasso.
in casa. Ci si rotolano dentro, fabbricano un pupazzo e infine ricominciano a
rotolarsi nella neve.
in giardino.
Papà si precipita a raggiungere le due bambine.
– Adesso vi faccio vedere che sono capace di abbattere il naso del
pupazzo con questa palla di neve – sostiene. E ci riesce anche!
– Bene, e adesso ti faccio vede-
re che anch’io son capace di
PENSACI SU!
abbattere un naso con questa
Ti piace la neve? Che cosa fai palla di neve: il tuo! – precisa
quando nevica? Sviluppa un pic- Marta. Così comincia la batta-
colo testo sul tuo quaderno. glia: papà si sbraccia a buttare
palle di neve con tanto entusia-
smo che, alla fine, spossato, si
lascia cadere per terra. Ride a
crepapelle e non ha più il fiato
per giocare.
Dalla finestra della cucina si
affaccia anche la mamma e in
breve si convince che papà
dev’essere diventato matto.
inver n o
A. Lindgren, Guarda, nevica!, Mondadori

90
La storia dell’albero di Natale
Nel Medioevo, il 24 dicembre, c’era l’usanza di ricostruire, all’interno
delle chiese, lo scenario del Paradiso terrestre raccontato nella Bibbia.
A dicembre, però, non si riuscivano a trovare molti alberi con le foglie.
L’abete, che è un sempreverde, era il più adatto, così molti abeti veni-
vano portati nelle chiese per le rappresentazioni del Paradiso.
L’anno di nascita ufficiale dell’albero di Natale è, però, il 1605. Infatti,
in una cronaca di Strasburgo datata proprio quell’anno, è riportata
questa notizia: «In Alsazia per Natale si portano in casa degli abeti e
si mettono nelle stanze, si ornano con rose di carta di vari colori,
con mele, zucchero e oggetti dorati».
Nel Settecento in Germania era molto diffusa l’usanza degli alberi
di Natale e, nello stesso periodo, si diffuse anche una delle canzo-
ni natalizie più conosciute dai bambini tedeschi: Tannenbaum,
tannenbaum, cioè «Abete, abete».
Con gli anni, questa abitudine si diffuse in tutta Europa e gli abeti
si sono arricchiti di luci, palline e decorazioni di tutti i tipi...
Sotto l’albero, poi, è anche diventato il posto in cui, per la gioia
di adulti e bambini, si posano i regali, prima di essere scartati.
Oggi sono sempre più numerose le persone che prendono la sag-
gia decisione di acquistare un albero sintetico al posto di uno
vero, per evitare di danneggiare l’ambiente.
Erasmo

PER COMPRENDERE
Rispondi sul quaderno.
• Che cosa si faceva durante il Medioevo per festeggiare
il Natale?
• Perché venne scelto l’abete come albero di Natale?
• In quale paese nacque l’usanza dell’albero di Natale?
• Come si è evoluta questa usanza nel tempo? RI FLETTI SULLA LINGUA
• Nella tua famiglia c’è un modo particolare di addobbare Sottolinea nel brano: di
l’albero di Natale? Quale? blu gli aggettivi, di verde i
nomi e di rosso i pronomi. rn o
inv e

91
Un Natale lontano da casa
Oggi ho fatto un albero di Natale, nella piccola casa dove abitia-
mo. Mi ha aiutato la mamma.
È stato molto faticoso anche per lei abituarsi a questa città, così
diversa e lontana da Asmara. Ha dovuto affrontare un’infinità di
problemi, ma non si è mai lamentata.
Le giornate sono molto brevi e fredde in questo periodo, ma la
città è tutta illuminata, e in molte strade ci sono bancarelle piene
di belle cose.
C’è gente di tutto il mondo qua: senegalesi, cinesi, cingalesi, filip-
pini, indiani, arrivati per fuggire dalla guerra, dalla fame, dalle
PENSACI SU!
catastrofi. La protagonista si prepara ad
Zio Hagos è riuscito a sistemarsi in fretta, grazie agli amici del affrontare il Natale.
ristorante. Tu come ti prepari in previ-
Mi piace camminare fra le bancarelle colorate come l’Africa. Zio sione di questa festa? Dove
Hagos parla sempre con i venditori. Anche loro, come noi, hanno e con chi passi le feste di
Natale? Che cosa significa
ricordi di luce in questi mesi freddi, di famiglie lontane, di grandi
per te il Natale?
spazi. Parlare e ascoltare, dice zio Hagos, fa sentire meno soli.
Raccontalo sul quaderno.
Qua non c’è, come da noi, l’abitudine di parlare con le persone
che non si conoscono. E che, parlando, poi si conoscono.
Ho spento la luce. Le piccole lampade dell’al-
bero si accendono e si spengono, come i miei
pensieri, come i miei sogni. Chiudo gli occhi e
immagino di essere nel cortile della casa di
Asmara, con zia Rachel, con Ghis, sotto
l’albero dei fiori blu. Sento il tepore del sole, il
canto degli uccelli, le campane della cattedrale.
Sento la nonna che canta, mentre pulisce la
casa, il nonno che scolpisce un bastone nuovo
e la cantilena di Meret: «Uova fre-
sche, uova fresche».
Gli uccelli tessitori vanno e vengono
fra i rami dove stanno costruendosi
il nido.
inver n o

92
Ecco, ora vorrei che bussassero al cancello.
Tre colpi.
Corro ad aprire, con Ghis che salta come un acrobata e
abbaia eccitato. Vedo mio padre e mia madre, vestiti di bian-
PER COMPRENDERE
co, come nelle grandi feste. Come a Natale. Apro gli occhi.
Le piccole lampade dell’albero si accendono e si spengono. L’autrice del racconto proviene
A me piace fantasticare. Mi piace leggere e inventare storie. dall’Eritrea, un Paese dell’Africa.
E voglio ricordare. Penso che se non ci fosse stato il perico- Riassumi sul quaderno quello
lo della guerra sarei ancora con i nonni. So che mi abituerò che lei ricorda della sua terra.
piano piano. Lo spero. Rispondi sul quaderno.
Ho tanti amici che mi vogliono bene, anche a scuola. • Che cosa, secondo zio Hagos,
La prossima estate andrò in vacanza dai nonni, e sarà il fa sentire meno soli?
regalo più bello. • Che cosa immagina la prota-
«Conto i giorni» mi ha scritto il nonno. «La sera vado in cor- gonista chiudendo gli occhi?
tile, seppellisco il giorno che se n’è andato e ci metto sopra • Perché la protagonista si è
un fiore dell’albero». dovuta separare dai nonni?
Rivedrò Rachel, Ghis, camminerò sulla terra rossa e guarde-
rò il volo lontano dei falchi, nel cielo pieno di luce.
rn o
inv e
E. Dell’Oro, Dall’altra parte del mare, Piemme

93
Piante portafortuna
Oltre all’abete, simbolo di Natale e grande protagonista dei
giorni di festa, molte altre sono le piante beneauguranti
della tradizione natalizia italiana ed estera. Agrifoglio,
pungitopo, vischio e stelle di Natale racchiudono tra i loro
rami una storia ricca di miti e leggende.
La pianta dell’agrifoglio è distinta nei due sessi. Alcune cre-
denze popolari vedevano nell’agrifoglio maschile la forza
indomita che scaccia gli spiriti e in quello femminile, che
porta le bacche rosse, il simbolo della fertilità e dell’allegria.
Le sue foglie ingentiliscono le case e le tavole imbandite e,
già verso la metà dell’Ottocento, venivano scelte come moti-
vi decorativi per le cartoline augurali.
Il pungitopo è un piccolo arbusto con rametti ricchi di foglie
dalla punta acuminata che lo difendono dagli assalti degli erbi-
vori voraci. Con le sue bacche rosso vivo è molto deco-
rativo e rimane bello a lungo, sia in vaso, sia nelle com-
PER COMPRENDERE
posizioni natalizie. Il suo curioso nome, «pungitopo»,
Segna solo le affermazioni corrette. deriva dal fatto che, in passato, i contadini difendeva-
Il pungitopo maschile scaccia gli spiriti.
no con i suoi rami le provviste insidiate dai topi.
Il vischio, una pianta cespugliosa parassita di parec-
L’agrifoglio femminile è simbolo di fertilità.
chie specie di alberi, è considerato, probabilmente in
Il vischio ha effetti farmacologici. virtù dei suoi effetti farmacologici, una pianta dai
In passato il vischio era usato per poteri magici, soprattutto come protettrice di malefi-
difendere le provviste dai topi. ci e apportatrice di fortuna e di amore a chi si scam-
I fiori della stella di Natale si conservano bia un bacio sotto un suo ramo. Secondo la mitolo-
per un mese. gia nordica le sue bacche, simili a perle, sono le
lacrime di una dea.
La stella di Natale è originaria del Messico, dove cresce spon-
PENSACI SU! tanea. È chiamata «flor de la Noche Buena» perché sboccia
in dicembre. I suoi fiori recisi si conservano belli anche per
Fai una breve ricerca su altri
un mese: basta tuffare la base degli steli in acqua calda in
simboli del Natale, anche che
modo da impedire al lattice di coagulare, ostruendo così i
non siano piante. Qual è la
loro origine vasi attraverso i quali il ramo dovrà assorbire l’acqua.
e quale significa-
to hanno? da Fuochi d’artificio, Raffaello
inver n o

94
La storia della Befana
Questa è la mia storia. Era esattamente... tanto, tanto tempo
fa, il 5 gennaio, l’ultimo giorno delle Feste dei Doni, che cele-
bravano la fine dell’anno e duravano dodici giorni, come i mesi.
Mi chiamavo Strenia. Volevo diventare una strega buona ed ero
andata a scuola da mio nonno, che mi aveva ordinato di porta-
re ai bambini buoni un sacco di regali, l’ultima notte delle Feste
dei Doni.
Quella notte ero stanchissima, stavo tornando sulle nuvole
basse quando incontrai Dianessa, una stregaccia cattiva,
ma molto potente, che mi ordinò di seguirla per andare
a far paura agli uomini!
– Non ne ho nessuna intenzione – dissi. – Io diventerò
una strega buona!
Non l’avessi mai detto! Dianessa mi guardò qualche
istante, poi urlò: – D’ora innanzi sarai vecchia, brutta
e stracciona!
Zacchete! Fui colta in pieno da qualche potente incan-
tesimo. Ma la Regina del Tempo mi venne in aiuto e mi
disse di portare i regali ai bambini buoni.
– Sì, cara Strenia – mi disse – tu ora sei la Befana ed è
giunto il momento che ti comporti da vera Befana.
Sbrigati, le dodici notti stanno arrivando!
E fu così che ricominciai a portare
PER COMPRENDERE i regali ai bambini buoni, la notte
del 5 gennaio. Da allora, non ho
Segna solo le affermazioni mancato mai un appuntamento!
corrette. D. Grillo, La vera storia della Befana, Mursia
Le Feste dei Doni duravano
dodici giorni.
Strenia era una strega cattiva. RI FLETTI SULLA LINGUA
Dianessa ordinò a Strenia di
Riscrivi il brano sul quader-
far paura agli uomini.
no, in terza persona; se ti è
La Regina del Tempo era possibile, trasforma il di-
d’accordo con Dianessa. scorso diretto in indiretto.
rn o
Strenia ricominciò a portare inv e
regali la notte del 5 gennaio.

95
Le origini del Carnevale
Il Carnevale è una festa contadina che risale ai riti tradiziona-
li della stagione invernale. L’esplosione di gioia e l’uso della
maschera avevano la funzione di allontanare gli spiriti malefi-
ci: la maschera infatti, rendendo l’uomo simile agli animali,
RI FLETTI SULLA LINGUA gli dava un potere simbolico e temporaneo sugli animali sacri
L’usanza di bruciare un fantoccio richiama i sacrifici primitivi
Il brano è privo di punteg-
Gli antichi Romani si abbandonavano a festeggiamenti che
giatura: riscrivilo corretta-
richiamano il Carnevale odierno durante i «Saturnali» feste
mente sul quaderno.
dedicate al dio Saturno (divinità italica delle sementi) che ini-
ziavano il 17 dicembre e si protraevano per sette giorni La
festa veniva inaugurata a Roma e tutto era consentito in par-
ticolare era in uso lo scambio dei ruoli indossando gli abiti
altrui gli schiavi venivano ad esempio serviti dai padroni e
potevano concedersi ogni libertà
Cerca il significato di semente. Con l’avvento del cristianesimo il Carnevale entrò a far parte del
Poi scrivilo sul quaderno e con- calendario liturgico ponendosi tra l'Epifania e la Quaresima Il
frontalo in classe. termine «carnevale» deriva infatti da «carnevalare» (carnem
levare) che significa «togliere la carne dalla dieta» poiché dopo
l'Epifania ci si asteneva dal mangiare la carne.
L’usanza di definire «grassi» il martedì e il giove-
dì deriva dal Medioevo quando proprio in
queste due giornate si festeggiava con ric-
chi banchetti e ogni tipo di divertimento
In Italia la data ufficiale che apre la
festa del Carnevale è il 17 gennaio
ma nei piccoli paesi e nel resto del
mondo le date di apertura del car-
nevale sono variabili possono
cominciare il giorno di Santo
Stefano l'Epifania il 17 gennaio o il
2 febbraio

PENSACI SU!

inver n o Racconta sul quaderno.


• Come festeggi il Carnevale?
• Ti mascheri? È divertente?

96
Laboratorio: inverno!
Dopo aver letto le descrizioni, cerca le maschere a cui si riferiscono e associale riportando la
lettera corrispondente. Attenzione, le descrizioni non sono complete, ci sono solo degli indi-
zi, dovrai essere molto attento/a!

Indossa pantaloni bianchi e A


proviene da Napoli. PULCINELLA

Ha un cappello rosso ed
è originario di Venezia.
H
ARLECCHINO
Ha un vestito a rombi e B
ha origini bergamasche. GIANDUIA

È l’unica femmina tra


queste maschere e viene G
BALANZONE
da Venezia.

Vestito di bianco con PANTALONE


C
rifiniture verdi, nasce a
Bergamo.

Tiene in mano il libro


della sapienza e viene
da Bologna.

Nasce in Piemonte e
indossa un gilet giallo.

D
F
Indossa un calzino diverso COLOMBINA
BRIGHELLA
dall’altro e rappresenta la
maschera tradizionale di E
Firenze. STENTERELLO

97
Dal diario di un naufrago
30 settembre 1659. Io, povero infelice Robinson Crusoe, naufragato
Il DIARIO DI VIAGGIO, o di durante una tremenda tempesta al largo, ho toccato terra su questa
bordo, è il racconto giorna-
liero di esperienze vissute
isola funesta e desolata che ho chiamato Isola della Disperazione. Gli
durante un’impresa o un altri membri dell’equipaggio erano tutti affogati e io stesso ero mezzo
viaggio. morto.
Trascorsi il resto della giornata a disperarmi: privo di cibo, di tetto, di
abiti, di armi e di un rifugio, non potevo aspettarmi altro che la
morte, sia divorato dalle bestie feroci o ucciso dai selvaggi, o condan-
nato a morir di fame. Al calar della notte, mi arrampicai su un albe-
ro per paura delle belve e dormii ininterrottamente, anche se piovve
senza interruzione.
1° ottobre. La mattina, con mia grande sorpresa, vidi che la
nave era tornata a galla con l’alta marea. Cominciai a spe-
rare, una volta calato il vento, di poter salire a bordo a pren-
dere un po’ di cibo e altre cose che mi potevano essere
utili.
25 ottobre. Ha piovuto tutto il giorno, con qualche raffi-
ca di vento. Ho trascorso la giornata lavorando a coprire
e a mettere al sicuro i beni che ho salvato dalla nave per
proteggerli dalla pioggia.
26 ottobre. Quasi tutto il giorno sono andato in giro per la
costa alla ricerca di un luogo in cui costruire la mia casa:
sono molto ansioso infatti di mettermi al riparo da possibi-
li attacchi notturni da parte di animali o di uomini. Verso
sera, ho scelto un posto adatto, sotto una roccia.
1° novembre. Ho sistemato la tenda sotto la roccia e vi ho
dormito per la prima volta. Ho cercato di renderla quanto più
ampia possibile e a tale scopo ho piantato dei pali per appen-
dervi la mia amaca.
2 novembre. Ho accatastato tutte le casse, le tavole e il legna-
me di vario genere che avevo usato per fabbricare le mie zat-
tere, formando una specie di recinto per la protezione.

D I V IA G GIO
I L DIA R IO
I segreti del testo:
98
3 novembre. Sono uscito e ho ucciso due uccelli simili ad
anatre. La loro carne era ottima. Nel pomeriggio mi sono
messo al lavoro per fabbbricarmi un tavolo.
4 novembre. Al mattino ho cominciato a programmare un ora-
rio di lavoro: ogni mattina, in giro col fucile per un paio d’ore,
a meno che non piova; poi al lavoro fino alle undici; poi man-
giare cibo disponibile; dalle dodici alle due coricarsi e dormire a
causa del caldo eccessivo; nel pomeriggio, di nuovo al lavoro.

Riad. da D. Defoe, Giornale di Robinson Crusoe, De Agostini Ragazzi

Scopriamo insieme i segreti del diario di viaggio.


Rispondi.
Analizziamo alcune parti del racconto.
• Il racconto è scritto:
in prima persona.
in terza persona.
Come il diario personale anche il diario di viaggio • Il narratore è:
è scritto in prima persona poiché il NARRATORE è
il protagonista.
sempre il PROTAGONISTA DEI FATTI.
un amico del protagonista.

Rispondi.

Nel diario di viaggio puoi trovare la DATA, • In quanto tempo si sviluppano le vicende narrate?
le INDICAZIONI su luoghi geografici e
condizioni atmosferiche, il MOTIVO del • Per quale motivo il protagonista si trova in questa situazione?
viaggio e la DESCRIZIONE di ambienti.
• Quali condizioni il protagonista si trova ad affrontare?

Il registro utilizzato nel diario di viaggio


è INFORMALE e SPONTANEO e spesso
riporta emozioni e stati d’animo. • Secondo te qual è lo stato d’animo del protagonista?
Da cosa lo puoi intuire?

I segreti de
l testo:
IL DIARIO
DI VIAGGIO
99
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Overland 10
Venerdì 06 maggio

Ci prepariamo a puntino e con i giubbotti impermeabili: iniziamo


sotto una pioggerella insistente che ci terrà compagnia per l’intera
giornata.
Strade bruttissime, molto fango e terriccio. Restiamo in sella dalle
8.30 sino alle 16.30 circa, salvo due soste: una per necessità fisio-
logiche ed una seconda per prenderci qualcosa. È anche freddi-
no e la pioggia non accenna a smettere, meglio pedalare e vede-
re di raggiungere quanto prima la conclusione della tappa e
l’albergo. Strade con buche vistose, ma che non sempre possia-
mo aggirare se non col rischio di venire a contatto e di arrotarci;
le forature coinvolgono Piasini, Terrenghi ed il possente Modesti.
Ne scaturisce una frazione terribile non solo per le condizioni
PER COMPRENDERE atmosferiche, ma per la condizione della sede stradale. Il gruppo
è già diminuito di parecchie unità e ad Istambul ci lascerà anche
Rispondi sul quaderno. il dottor Savio che di giorno in giorno aumenta in tenuta ed elasti-
• Che cosa racconta questa
cità migliorando le sue performance.
pagina di diario?
• Con quale mezzo si spostano L’arrivo in albergo è una «liberatoria» per tutti noi pedalatori. Chi
i progatonisti? sta sul camion o sul piccolo bus da dieci posti al coperto non ha
• Che cosa rende difficoltosa problemi, ma chi deve procedere sotto l’acqua… ne verifica gli
l’impresa? effetti all’arrivo quando dobbiamo metterci a fare bucato. Maglie
Che cos’è «Overland»? e pantaloncini riversano un’acqua nerastra per via di fango e
Fai una breve ricerca e scrivila spruzzi assorbiti nel corso della tappa. Ma anche questa undicesi-
sul quaderno. Poi confronta le ma frazione è completata e alle ore 22 c’è un grande silenzio salvo
informazioni che hai raccolto l’invasione delle prime «russate» da una camera all’altra.
con quelle dei tuoi compagni.
La stanchezza, ovvio, al caso fa… novanta.
Riad. da B. Tenti, Diario di bordo di Overland 10

RI FLETTI SULLA LINGUA


Spiega sul quaderno il significato
dell’espressione «a puntino».
Poi scrivi alcuni esempi, usando
d i ari o la stessa espressione in diversi
di contesti.
vi a

100
g gio
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Verso la Bolivia
Il nostro viaggio comincia da Lima, capitale del Perú fondata dagli spa-
gnoli nel 1535. Nella centralissima plaza de Armas si trova il palazzo del
governo dove, ogni giorno alle 12 in punto, si svolge il cambio della guar-
dia. Oltre al palazzo governativo la piazza, completamente rinnovata,
presenta una serie di costruzioni in stile coloniale tra le quali spicca la
cattedrale dalla facciata piuttosto austera.
A Lima le giornate di sole sono molto rare e concentrate in pochi
mesi dell’anno. Qui dodici milioni di abitanti vivono sotto la garua,
una pioggerella proveniente dal mare continua e impalpabile.
Lasciamo Lima per raggiungere la città di Pisco da dove ci imbarchiamo per le isole Ballestas.
Ammiriamo dapprima la candelabra, una immensa figura tracciata sul fianco della collina e visibile
solo dal mare. Continuiamo la navigazione a bordo della nostra lancia e raggiungiamo le isole
Ballestas definite a volte come le «piccole Galàpagos».
Le Ballestas sono caratterizzate da spettacolari grotte e cavità formatesi con l’erosione. Girando intorno a
questi isolotti riusciamo a scorgere con molta facilità animali di ogni tipo: pinguini, leoni marini, foche e
svariate specie di uccelli acquatici produttori di guano. Anche se fa freddo, se il cielo è coperto e se siamo
avvolti dalla garua, ci riteniamo fortunati in quanto spesso non è possibile effettuare questa escursione per
via del mare molto mosso.
Dopo due ore siamo di ritorno sulla terraferma e già pregustiamo
l’idea di bere qualche cosa di caldo in uno dei tanti locali del porto.
Riad. da Internet austero: rigoroso, severo, rigido.
guano: deposito di escrementi di
uccelli acquatici lungo le coste.
PER COMPRENDERE
Vero (V) o falso (F)?
V F
• Lima è la capitale del Perú.
V F
• Lima è la capitale del Perú.
V F
• La piazza centrale sta per essere rinnovata.
V F
• A Lima c’è sempre il sole.
V F
• La garua è una vecchia costruzione.
V F
• Le isole Ballestas sono le Galàpagos.
V F i v ia gg i o
• Nelle Ballestas ci sono molte grotte. d
d iar io

101
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

A bordo della Peggy Sue


20 settembre
Siamo partiti da Southampton dieci giorni fa. Avevamo previsto
Spesso nel DIARIO DI
VIAGGIO l’autore utilizza
di coprire circa 200 miglia al giorno, a una velocità media di otto
TERMINI SPECIFICI ine- nodi. Ma nella prima settimana ci è andata bene se abbiamo per-
renti il luogo e l’itenerario. corso cinquanta miglia al giorno.

30 settembre
Bill Tricheco ci aveva messi in guar-
dia sul golfo di Biscaglia, per cui era-
vamo preparati al peggio.
Ed è stato così. Forza 9, burrasca forte.
Forza 10, a volte.
Siamo stati sballottati che non ti dico.
Ho creduto che saremmo affondati.
Una volta, nel risalire un’onda, ho
visto la prua della Peggy Sue puntare
dritta verso la luna. Sembrava che
stesse per decollare. Poi siamo preci-
pitati nell’avvallamento successivo
con una tale velocità che ho pensato
che saremmo andati sotto.
È stato orribile.
Ma la Peggy Sue ha resistito e siamo
ripartiti alla volta delle Azzorre.

di ari o
di
via
ggio

102
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

11 ottobre
Oggi ho visto l’Africa! In lontananza, però. Stiamo scendendo lungo la
costa occidentale. Il vento ci spingerà per qualche centinaio di miglia
per la costa, poi attraverso l’Atlantico fino al Sud America. Dobbiamo
stare attenti a non finire nella zona delle Calme Equatoriali. Lì non c’è
assolutamente un filo di vento e potremmo restare in bonaccia per set-
timane, magari per sempre.

16 novembre
Abbiamo appena lasciato Recife, in Brasile. Ci siamo rimasti per quat-
tro giorni per fare riparazioni alla barca. C’era qualcosa che non
andava nel generatore eolico e il cavo del timone ancora s’inceppa.
Ho giocato a calcio in Brasile! Papà e io stavamo tirando quattro calci
sulla spiaggia, e in men che non si dica ci siamo ritrovati circondati
da una decina di ragazzini. È stata una partita in piena regola. Papà
e io ci siamo divisi per fare le squadre: Fangosi contro Brasile. È fini-
ta Fangosi-Brasile 5-3.

25 dicembre
Natale in mare. Alla radio papà è riuscito a beccare PER COMPRENDERE
qualche canto natalizio. Abbiamo mangiato dei
cracker, che però con tutta l’umidità che hanno Rispondi.
preso non fanno «crack» per niente. • Chi scrive il diario di viaggio?
Io ho regalato ai miei due disegni: quel- • Dove si trovano i protagonisti?
• Cerca sull’atlante i luoghi
lo di un pesce volante, a papà, e a
descritti: quale zona del
mamma quello del nostro skip-
mondo attraversano?
per. Loro mi hanno regalato
Con l’aiuto dell’insegnante cerca
un bel coltello che aveva-
nel testo i termini specifici del lin-
no comprato a Rio.
guaggio della navigazione, sottoli-
Allora gli ho dovuto neali e poi riscrivili sul quaderno
dare una moneta. Si fa con loro il significato.
così quando si ricevono Aiutati con il dizionario per i ter-
lame in regalo. mini che non conosci.
Riad. da M. Morpurgo,
Il regno di Kensuke, Salani

vi a g gi o
d i
d i ar i o

103
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Una bella vacanza


Sabato 28 dicembre

Partenza alle 9:35 dall'aeroporto di Linate, arrivo a Parigi alle 10:45 circa.
Dopo aver sbrigato le solite pratiche di ritiro bagagli siamo andati all'albergo
che si trovava nel quartiere di Montparnasse. Perfetto! Nemmeno il primo
giorno è andato perso, perché dopo esserci sistemati siamo andati a visitare
il quartiere. È una bella zona, ricca di negozi, caffè, brasserie.
Alla sera, dopo una doccia e un minimo di «riposo
SAPPIAMO CHE... dei guerrieri», ci siamo fatti un assaggio della Torre
Originariamente il termine «brasserie»
Eiffel illuminata: bellissima, con tanto di visita alle
indicava luoghi di produzione e consu- fontane del Trocadéro.
mo della birra; oggi sono luoghi dove si Il tutto dopo aver cenato in una brasserie lì vicino.
possono degustare i piatti tipici della
tradizione francese.

Domenica 29 dicembre

La mattinata è uggiosa, ma non fredda. Come prima


cosa, salita sulla Torre Eiffel: la vista è spettacolare.
Passeggiata dall'Ecòle militaire alle fontane del
Trocadéro, camminando procediamo fino all'Arco di
Trionfo, e anche lì saliamo per vedere il panorama.
Procediamo per Rue de Champs Élysée, bellissima, illu-
minata e piena di gente; qui ci fermiamo per un pranzo
frugale.
Nel pomeriggio visitiamo il Gran Palais, il Petit Palais,
^
l'Hotel des Invalides, e quindi il Duomo, dove è custodi-
ta la maestosa tomba di Napoleone.
Proviamo a vedere se si riesce ad entrare al Musée
D'Orsay: coda chilometrica... La giornata sta per finire:
andiamo in hotel a farci una doccia e usciamo a man-
giare nel quartiere latino. Dopodiché prendiamo la
metropolitana e andiamo a Montmartre e nel quartiere
di Pigalle, dove c'è il Moulin Rouge.
dia ri o
di
vi a
ggio

104
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

Martedì 31 dicembre

Il mattino lo dedichiamo a visitare il quartiere di


Montmartre, con la chiesa del Sacro Cuore e con
tutte le vie caratteristiche, animate da tutti gli
artisti. Il pomeriggio invece partiamo da Rue
Mouffetard (famosa per il mercato della frutta) e
visitiamo il quartiere latino, in cui emergono il
Pantheon e la Sorbonne, il quartiere e la chiesa
di Saint-Germain-des-Prés e i giardini del
Luxembourg, con la fontana ottagonale in cui ci
si può divertire noleggiando delle barchette che
vanno con il vento.
Per scelta non facciamo un cenone ma andiamo
a mangiare in un caffè... torniamo poi in alber-
go, ci riposiamo, e verso le 23 siamo pronti per
andare a festeggiare con la nostra bottiglia di
spumante sotto la Torre Eiffel: c'è tantissima
gente ed è veramente bello... insieme si aspetta
la mezzanotte, che viene segnata da un conto
alla rovescia collettivo.
Lo spettacolo e il clima instauratosi sono unici...

Mercoledì 01 gennaio

Oggi si ritorna a casa! L'aereo è alle 4 di pomeriggio, quindi approfittiamo del


fatto che possiamo stare in camera fino alle 12 e poi abbiamo a disposizione il
deposito bagagli per fare un ultimo giro lungo la Senna e salutare Parigi... direi
una bella vacanza!
da Internet

PER COMPRENDERE PENSACI SU!


Prova a scrivere anche tu un diario di viaggio,
Rispondi sul quaderno.
riferendoti a una breve vacanza che hai fatto.
• In quale località si svolge il viaggio?
• In quale periodo dell’anno?
• Che cosa sono le brasserie?
v i a g gi o
di
o
d i ari

105
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

Senza soldi in tasca


27 maggio 1998

La fedele radiosveglia suona puntuale alle sei. Sembra


una mattina come tutte le altre, qui a Roma. Ma io sto
per partire! Dopo colazione, mi vesto lentamente con-
Il DIARIO DI VIAGGIO è il racconto gior-
naliero dei fatti e delle esperienze vissute
trollando ogni dettaglio. Per ultimo stringo il marsupio
dall’autore e, spesso, anche dai suoi com- attorno alla vita. Esco, sono pronto per fare il giro
pagni di viaggio. della Terra. Fuori mi aspettano parenti e amici per i
Esso fornisce testimonianze su luoghi
saluti: baci e abbracci. L’appuntamento con il camio-
e ambienti, descrivendoli con precisione.
Vengono raccolte informazioni interes- nista è per le sette e trenta alla stazione di servizio
santi su abitudini di vita, tradizioni di Roma-nord.
popoli spesso poco conosciuti. Mio padre mi accompagna in auto. Parliamo del viag-
gio, delle mie emozioni e delle sue… Senza quasi
accorgercene, arriviamo alla stazione di servizio. Il
camionista arriva in quel momento: abbraccio mio
padre e salgo.
Il mio primo compagno di viaggio si chiama Renato,
vive a Latina, ha un paio di baffoni neri e occhi curio-
si; è piccolo di statura e porta una canottiera rossa.
Prima di mettere in moto mi dice: – Sono contento di
essere il primo a darti una mano.

SAPPIAMO CHE...
Matteo Pennacchi ha compiuto un viaggio da record:
attraversare il mondo da ovest a est, in poco più di
100 giorni portando con sé i documenti e poco altro.
Niente bagagli e niente soldi, aveva con sé solo 500
dollari, quelli necessari per entrare negli USA.
Per spostarsi, Matteo ha utilizzato qualsiasi mezzo:
dall'autostop alla nave merci.

di a rio d
i
v ia g

106
gi o
U.d.A . 1 • I l tes t o narr ativo

ore 12 circa
Cerca sul dizionario il significato di
Arriviamo alla periferia di Bologna. Usciamo dall’auto-
stretching.
strada e ci fermiamo in una trattoria per pranzare.
Poi scrivilo sul quaderno e confron-
Renato mi presenta agli altri colleghi, ordina il pranzo
(che mi pagherà) e dice: – Goditi questi piatti genuini talo in classe.
perché non ce ne saranno tanti durante il tuo viaggio.
Fuori della trattoria, Renato fa un po’ di stretching prima
di risalire sul «mostro». Prossima tappa Udine, poi il con-
fine con l’Austria.

Pomeriggio

Attraversiamo la Pianura Padana e io non riesco a pensare


ad altro che al programma per l’indomani. Ho un po’ di
paura: in fondo si tratta del giro del mondo!
– Chi non viaggia mai diventa una persona chiusa
e triste, il viaggio insegna a vivere meglio, a capire
e a tollerare – dice Renato. Sembra quasi che voglia
rincuorarmi!
(segue)

PENSACI SU!
Rispondi.
• Che cosa pensi delle parole di Renato riportate in rosso? Le condividi?

• Secondo te, perché viaggiare insegna a vivere meglio, a capire e tollerare?

i via gg i o
d
di ar io

107
U.d.A.
1 • I l te s t o n a r r at i vo

28 maggio

territorio ceco: territorio Alla frontiera, saluto Renato e salgo sul camion di Stephan, il mio
della Repubblica Ceca. secondo compagno di viaggio. In territorio ceco attraversiamo fiumi,
laghi, foreste fitte, in direzione di Brno. La campagna è animata da
mucche e contadini che lavorano la terra, coperti di pesanti abiti di
lana; i loro respiri formano nuvolette sospese nel freddo intenso.
Stephan e io restiamo in silenzio, forse è la diversità della lingua a
separarci: Stephan non parla molto bene l’inglese.
Qualche ora dopo ci fermiamo per mangiare a Prostejov, un paesino
tra le valli della Boemia. Parcheggiamo in una stradina di paese ed
entriamo in un piccolo bar molto animato: ci sono camionisti tede-
schi, francesi e russi. Al bancone, il padrone sta discutendo con
un giagantesco italiano barbuto che tiene in mano la «Gazzetta
dello Sport», sembra stiano parlando di calcio.
Finito di pranzare si riparte.
Stephan mi spiega che, negli ultimi anni, le donne e
i giovani se ne sono andati da queste zone, così
rimangono solo gli anziani, i nomadi e qualche
camionista di passaggio.
Comincia a nevicare e i grossi fiocchi si accumu-
lano silenziosi sul lato del parabrezza. Scatto
qualche foto, poi ascoltiamo cassette.

Riad.da M. Pennacchi, Il grande sogno: il giro del mondo


senza un soldo in tasca, Piemme

PER COMPRENDERE
Scrivi sul quaderno alcune frasi del testo che
rappresentino le indicazioni date.
Matteo Pennacchi nelle pagine del suo diario...
• esprime sentimenti ed emozioni,
• descrive paesaggi,
• espone le sue opinioni e quelle altrui.
diari o d
i
via g

108
gio
Laboratorio: io scrittore!
Immagina di fare un viaggio, d’avventura, rilassante o divertente; prendi spunto dallo schema
riportato sotto e, ricordando di annotare la data e se vuoi anche l’ora, scrivi sul quaderno le
tue pagine di diario.

FASE 1: LA PARTENZA
• Con chi parti? Sei solo/a o con altre persone?
• Qual è la motivazione del viaggio? Puro diver-
timento o cʼè uno scopo?
• Che cosa hai messo in valigia?
• Da dove parti e dove sei diretto/a?
• Con quale mezzo parti?
• Quali sono le condizioni meteorologiche?

FASE 2: IL VIAGGIO
• Che cosa vedete durante il viaggio?
• Incontrate delle difficoltà o fila tutto liscio?
• Quali emozioni provi?
• Scopri qualcosa dʼinteressante?
• Quanto tempo impieghi per il viaggio?

FASE 3: LʼARRIVO
• In quale momento della giornata arrivi a destinazione?
• Sei affaticato/a? Sei euforico/a?
• Cʼè qualcosa o qualcuno che ti colpisce subito?
• Cosa fai per prima cosa?
• Come pensi di organizzare i giorni seguenti?
• Quali sono le tue sensazioni?

109
U.d.A. 2 • Il t esto desc rittivo

Entrò spazzando il pavimento con la gonna nera, con una


mano sorreggeva un vocabolario e con l’altra brandiva
una bacchetta tutta nodi.
Dalla chioma di capelli neri sfuggivano delle ciocche
attorcigliate che parevano serpenti.
Il suo viso si distingueva appena nella penombra. Ma da
quel poco che videro, i bambini compresero che con lei
c’era poco da scherzare. Alfred pensava:
– Ma in che pasticcio ci siamo cacciati? Che scuola è mai
questa?
Il bidello tirò una cordicella, si udì suonare un campanel-
lo e la Maestra Tiramisù salì in cattedra.
Il suo grembiule scricchiolava, i suoi occhi emettevano
fiamme.
Prese in mano quell’essere peloso che teneva sulla catte-
dra e cominciò ad accarezzarlo affettuosamente: era un
ragno di circa mezzo chilo, con due occhietti rossi che
guardavano malignamente i bambini.
Jessica si premette una mano sulla bocca per non gridare.
– Accidenti! – sussurrò Freddy.
– Chi ha parlato? – stridette la maestra scrutando fra gli
scolari.
Freddy credette di sprofondare, ma una bambina nel
primo banco gli venne in aiuto dicendo:
– Un topolino ha squittito, Signora Maestra.

P. Valente, La Maestra Tiramisù, Raffaello Edizioni

110
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

In questa unità di apprendimento scoprirai il TESTO DESCRITTIVO e com-


prenderai la sua struttura.
Scoprirai che ci sono diversi TIPI DI DESCRIZIONI, riferite a:
PERSONE E PERSONAGGI AMBIENTI E SITUAZIONI

EMOZIONI E SENTIMENTI PERSONAGGI E AMBIENTI FANTASTICI

Imparerai che per descrivere si utilizzano i cinque sensi.


aggi
Per esempio: che cosa descrive il brano della pagina accanto? so n
r

Quali dati sensoriali emergono? Visivi, uditivi, tattili, gustativi oppure olfattivi?
... p e

111
Descrivere…
... un personaggio
L’uomo era salito sul ponte e, dopo aver dato un’occhiata in giro, si era
fermato a prua, e se ne stava lì, proteso in avanti come in attesa di qual-
che cosa. Benché fosse molto giovane, la sua figura imponente incuteva
rispetto, anzi, timore. La stupenda casacca di velluto rosso, i pantaloni di
seta verde, gli stivali di cuoio rosso, la scimitarra con l’impugnatura d’oro,
tutte queste cose affascinavano e trasformavano quell’uomo in un eroe. Ma
c’era, oltre all’abbigliamento, il fascino selvaggio che da quell’uomo veniva.
L’uomo sorrise e d’un tratto i suoi lineamenti si illuminarono, si addolciro-
no; poi con un gesto di tenerezza che pareva quasi inconcepibile
in un pirata, accarezzò i lunghi capelli della principessina.
– Il mio nome è Sandokan – disse.
Riad. da E. Salgari, Il filo di Arianna, Raffaello Edizioni

Scopriamo insieme i segreti della descrizione di un


personaggio. Analizziamo alcune parti del testo.

Nel DESCRIVERE UN PERSONAGGIO


è importante riportare:
– chi è e come si chiama;
– aspetto fisico e abbigliamento;
– carattere, qualità e difetti;
– abitudini e interessi;
– particolari caratteristiche.

Rispondi.
• Di Sandokan viene descritto:
carattere e difetti.
abbigliamento e atteggiamenti.
• La descrizione riguarda:
i pirati.
un pirata in particolare.

ESCRI TTIVO
I L TESTOD
I segreti del testo:
112
... una situazione
Nel tardo pomeriggio, quando tornam-
mo a casa, faceva sempre ancora molto
caldo, anzi era persino più caldo e più
afoso che a mezzogiorno, ma il cielo si
era già coperto di un sottile strato di
nubi. A ovest c’erano nuvole grigio
piombo bordate di giallastro.
Dopo un quarto d’ora mio padre dovette
accendere i fari, perché tutt’a un tratto le
nuvole si erano talmente infittite che copriva-
no tutto l’orizzonte.
Iniziò a piovere e poco dopo a grandinare: la sen-
tivamo in uno scoppiettìo duro; come biglie rimbal-
zavano sul cofano in un caos turbinoso e selvaggio da
dare le vertigini. Era come se ci trovassimo dentro un grosso
tamburo suonato da un gigante; ci guardavamo e speravamo che il
guscio che ci proteggeva non andasse in pezzi.
Riad. da P. Suskind, Storia del signor Sommer, Salani

Scopriamo insieme i segreti della descrizione di una situazione.


Analizziamo alcune parti del testo.
Rispondi.
Nel descrivere una situazione è • Che cosa viene descritto?
importante riportare o lasciare
intuire, oltre all’ambiente circo-
stante, anche EMOZIONI, PENSIE-
RI e STATI D’ANIMO. • Qual è il pensiero del protagonista? Che cosa prova?

I segreti del
testo: I
L TESTO DES
CRITTIVO
113
... emozioni e sentimenti
Oggi è la giornata più brutta, più nera, più minac-
ciosa, più… che abbia mai vissuto. La mamma mi
ha dato una notizia davvero, davvero triste: mi ha
preso le mani e mi ha detto che lei e papà avevano
deciso di stare lontani per un po’.
Le sue parole mi hanno colpito il cuore. Anzi, mi
hanno proprio messo al tappeto.
All’idea che i miei genitori si sarebbero separati,
mi sono sentita persa, non ho più sentito la terra
sotto i miei piedi, il mio cuore ha cominciato a
galoppare come un cavallo imbizzarrito e io a
volare come una piuma, una piuma bianca dalla
paura. Non volevo più vedere gli occhi lucidi della
mamma, né volevo farle vedere i miei, ormai
diventati un mare di lacrime.
E. Da Ros, Io voglio, Feltrinelli Kids

Scopriamo insieme i segreti della descrizione di


emozioni. Analizziamo alcune parti del testo.

Descrivere emozioni e sentimenti significa METTERE IN LUCE


GLI STATI D’ANIMO che i personaggi della storia vivono, e i
COMPORTAMENTI e PENSIERI attraverso i quali si esprimono.

Rispondi.
• Quali emozioni prova la protagonista? Puoi scegliere più di una risposta.

Angoscia. Rabbia. Gioia.


Delusione. Terrore. Ribrezzo.
• Come manifesta i suoi sentimenti?

• E tu cosa hai provato leggendo il testo?

D ESCRI TTIVO
I L TESTO
I segreti del testo:
114
... personaggi e ambienti fantastici
Dietro la maschera di Batman si nasconde Bruce Wayne.
Agli occhi del mondo esterno, il ricco Bruce risulta essere un irrespon-
sabile e superficiale playboy che vive di rendita grazie alla fortuna accu-
mulata in passato dalla sua famiglia ed ereditata quando entrambi i suoi
genitori, in seguito a una rapina, furono assassinati. Questo tragico
evento scatenerà in lui un assoluto desiderio di giustizia.
Egli è famoso non solo per la sua enorme ricchezza, derivante dalla
Wayne Enterprises (azienda all’avanguardia nel settore tecnologico), ma
anche per la generosa beneficenza che eroga ad una fondazione benefi-
ca che aiuta le vittime del crimine e, contemporaneamen-
te, cerca di prevenire l’insorgere di nuova criminalità.
da Internet

Scopriamo insieme i segreti della descrizione di per-


sonaggi fantastici analizzando alcune parti del testo.

La descrizione fantastica procede come una normale


descrizione; se si tratta di PERSONE, si analizzano
FISICAMENTE e nel COMPORTAMENTO, se si tratta
di un LUOGO, si descrivono PAESAGGI, ODORI,
SUONI… il tutto, però, con molta fantasia.

Rispondi.
• La descrizione riguarda un:
paesaggio fantastico.
personaggio fantastico.
• Viene descritto:
fisicamente.
caratterialmente.

I segreti del
testo: I
L TESTO DES
CRITTIVO
115
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

Il maestro Scossetta
Il mio maestro si chiama Lucio Scossetta e quando lo guardiamo
Attraverso la descrizione
degli ATTEGGIAMENTI e
da sotto in su, seduti nel banco, ci sembra che arrivi al soffitto.
dei COMPORTAMENTI è Sulla testa, piantata così in alto che forse quando da noi piove
possibile farsi un’idea lassù ci nevica, ha un boschetto di capelli ricci sempre arruffati,
precisa di una persona.
come se sistemarli un po’ fosse una terribile violenza e il pettine
uno strumento di tortura.
Fin dal primo giorno di scuola in prima elementare, Scossetta si
è presentato come uno che «crede nel dialogo» (parole sue)
ed è «pronto a discutere di tutto» (ancora parole sue).
Invece vuole avere sempre ragione e qualsiasi cosa gli dicia-
mo ci dà torto per principio, perché lui è «più grande e ha
più esperienza» (altre parole sue, e qui chiudo).
Il grande nemico del maestro è Dario, che cerca sempre di
fare baraonda salendo sui banchi e lanciando aeroplanini di
carta. All’inizio Scossetta, che pure è grande e grosso, non sapeva
come tenerlo a freno, ma poi ha trovato un alleato formidabile: il
bidello Severo Tremazzo, che ha una voce così cavernosa che sem-
bra pescata dagli anfibi neri allacciati sui pantaloni.
Con il nostro maestro potremmo comandare noi, se lui non avesse
trovato il modo di farci pendere dalle sue labbra. La sua mania
sono le calamità naturali e i disastri, che ci descrive
così bene da riuscire praticamente ad ipnotizzarci.
PER COMPRENDERE Segue con passione i resoconti delle catastrofi sui
giornali e in tv, annota la quantità dei rifiuti che si
Segna le affermazioni corrette.
accumula alla discarica, conta le auto in strada per
Ha i capelli sempre pettinati.
calcolare l’emissione di gas tossici, ci aggiorna
È molto amico di Dario.
costantemente sul diametro del buco dell’ozono, il
Severo Tremazzo è il papà di Dario.
Severo Tremazzo è molto gentile.
livello delle inondazioni e il grado dei terremoti.
Scossetta è fissato con le calamità naturali. E se per caso non succede niente, prevede inva-
Se non ha notizie Scossetta fa delle previsioni. sioni di cavallette e di mosche cannibali, cadute
Dario è sempre attento ai racconti di Scossetta. di asteroidi o di satelliti russi. Ci racconta tutto
questo fissandoci con i suoi grandi occhi chiari, e
noi tremiamo e ci impressioniamo.
pers oonea Tutti tranne Dario, in verità.
Cerca sul dizionario il significato di baraonda. F. Sacconi, La banda del caos, Mondadori
e.. .

Poi scrivilo sul quaderno e confrontalo in classe.

116
Le espressioni figurate
Le espressioni figurate sono quei modi di dire che usano paragoni o immagini
per esprimere dei significati. Vengono utilizzate perché danno unʼimpronta
maggiore al discorso, ci aiutano a comunicare in maniera più efficace.
Ad esempio, quando qualcuno è:

SOVRAECCITATO
SI DICE «È SU DI GIRI»

SE È STANCO
«SI SENTE A PEZZI»...

Leggi le seguenti espressioni e collegale con il Con l’aiuto dell’insegnante e utilizzando


loro significato. anche il vocabolario prova tu a dare un
significato alle espressioni.

AVERE UN BUCO ALLO STOMACO VERGOGNARSI • Essere come il prezzemolo.

TREMARE COME UNA FOGLIA DISPERARSI

METTERSI LE MANI NEI CAPELLI AVERE FAME • Essere al settimo cielo.

AVERE I CAPELLI DRITTI AVERE FREDDO

• Come i cavoli a merenda.


SPROFONDARE SOTTO TERRA AVERE PAURA

Conosci altre espressioni figurate? Riportane alcune e spiega il loro significato.

Laborator
io sul lessico
117
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

Braccio di Ferro
In una descrizione i
riferimenti alle caratte-
Braccio di Ferro è un marinaio dall'aspetto un po’ buffo. Sdentato e
ristiche fisiche di per- dalla mascella un po’ larga, è contraddistinto da una pipa che porta
sone o animali si defini- perennemente in bocca e che in qualche occasione si trasforma in
scono DATI STATICI.
oggetti di vario genere che lo salvano da situazioni pericolose, e veste
alla marinara. È cieco da un occhio, ha un corpo nerboruto e i musco-
li degli avambracci sproporzionati in quanto molto più sviluppati dei
bicipiti, sui quali ha tatuato la classica àncora del marinaio; ha gambe
corte e cammina con una particolare andatura a tratti saltellante.
Braccio di Ferro è un uomo di buon cuore e di pessima cultura. Il suo
linguaggio è sgrammaticato, la sua vera forza è il buon senso. Una
delle sue frasi preferite è: Non serve cervello per essere buoni.
Il suo carattere irascibile, rissoso, ma anche coraggiosissimo, lo
porta ad affrontare situazioni e nemici fisicamente molto più forti
di lui, al punto che Braccio di Ferro si trova puntualmente preso
a pugni dal cattivo di turno.
Si scontra con nemici di ogni genere: streghe, marziani e
lestofanti della peggior specie, ma il più delle volte si
trova di fronte ad un omone grande e grosso con una
barba nera e ispida
che risponde al no-
me di Bruto.

RI FLETTI SULLA LINGUA

Sottolinea nel testo i nomi comuni.

Scrivi il nome primitivo da cui derivano


i termini evidenziati:
.
Scrivi altri nomi derivati da questa
parola:

pers on
e
e.. .

118
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

Lo scorbutico Braccio di Ferro è leale e deciso a difendere


le fragili fanciulle, anche se nella maggior parte dei casi si
trova a difendere la sua fidanzata Olivia dal perfido
Bruto, che tenta di rapirla o di farle del male.
Appena si getta nella rissa, Braccio di Ferro dimostra di
essere soltanto un buon incassatore di violenti pugni...
ma è qui che entrano in scena gli spinaci. Con la sola pres-
sione del pugno, oppure usando la pipa come fiamma
ossidrica, riesce ad aprire la scatola e, dal momento in cui
si nutre di questa verdura miracolosa, diventa fortissimo al
punto che basta soltanto qualche
pugno per far volare Bruto.
Braccio di Ferro possiede anche un
cane, un cane del tutto speciale che
proviene da un'altra dimensione.
Esso risponde al nome di Gip e pos-
PER COMPRENDERE
siede dei poteri straordinari, come Fai una tabella sul tuo quaderno raggrup-
quello di diventare invisibile. pando in quattro colonne i dati descrittivi
Riad. da Internet
riferiti a: abbigliamento, caratteristiche fisi-
che, carattere, abitudini di Braccio di Ferro.

Cerca sul dizionario i significati di:


– nerboruto; PENSACI SU!
– lestofante;
– ispido; Rispondi sul quaderno.
– scorbutico. • Che cosa ti piace di Braccio di Ferro? Perché?
• Che cosa proprio non sopporti?
Poi scrivili sul quaderno e confrontali in classe. aggi
• Che cosa pensi della sua frase preferita? so n
r
... p e

119
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

C’è lettore e lettore


Il lettore Entusiasta, detto «lettore E», entra in libre-
R IFLETTI SULLA LINGUA
ria come in casa sua. Il sorriso con cui saluta i com-
messi è il suo stendardo. In piedi, incurante degli
Sottolinea nel testo i
pro-nomi personali. altri clienti, inizia a leggere tutto quello che trova.
Alcuni libri li sottolinea con risate fragorose, o li
commenta leggendone brani ai presenti. Al reparto
fumetti, si sdraia per terra e legge per ore. A volte
si porta la merenda. Una farcitura di briciole in un
volume è il segno del suo passaggio.
Se il lettore E vede un lettore normale incerto su un
acquisto, lo assale alle spalle, gli fa leggere tutti i
risvolti di copertina oltre a bibliografie e brani scelti.
Il suo incitamento a comprare ha una tenacia che
nessun libraio possiede. Nel reparto libri d'arte
passa ore e ore, e non di rado, all'ora di chiusu-
ra, lo si può trovare nascosto nel reparto tascabi-
li mentre con occhi imploranti dice: – Per favo-
re, l'ho quasi finito.
È insomma un lettore avido e alle-
gro, con un solo difetto: non com-
pra quasi mai i libri, non si sa se per povertà, difetto genetico
o scelta ideologica.
Esiste poi il «lettore I», l’Indeciso: entra in libreria, sceglie un
libro, lo lascia, lo riprende in mano, lo scambia con quattro
pocket e va verso la cassa. Poi si pente, rimette i pocket al loro
posto facendo crollare la pila e li sostituisce con un libro
d'arte da mezzo milione. Lo consulta a lungo con aria
afflitta. Lo ripone e prende due guide turistiche. Va alla
cassa, si mette in fila, ma quando è il suo turno all'im-
provviso si scusa, torna indietro, ripone le guide e acqui-
sta lo Zibaldone di Leopardi. Poi si pente e nasconde
Leopardi nel reparto fantascienza. Prende un libro di fan-
tascienza, lo cambia con sei volumi della Storia d'Italia e
pers on poi alla fine compra un libro di barzellette. pocket: edizione tascabile di un libro.
e Tornerà il giorno dopo per cambiarlo.
e.. .

120
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

Cerca sul dizionario il significato di:


– rachide;
– giubilo.
Poi scrivili sul quaderno e confronta-
li in classe.

PENSACI SU!
Esiste infine il lettore Sperduto, che non ha alcuna fami- Racconta sul quaderno.
liarità con le librerie. Vi entra solo una o due volte all'an- • Dopo aver letto il brano, in quale tipo
no, a volte una o due volte nella vita. Si riconosce dal- di lettore ti identifichi?
Fai una breve descrizione di te stesso.
l'aria spaurita e impacciata, da alunno che teme di esse-
• Insieme ai compagni e all’insegnante
re interrogato da un momento all'altro. Cammina tra le prova a immaginare un altro tipo di
pile di libri come tra mucchi di filo spinato, o cespugli di lettore, scrivi un brano delineandone
rovi. Ogni tanto lo potete sorprendere mentre legge il tito- caratteristiche e comportamenti.
lo di un volume con la stessa espressione preoccupata con Puoi scegliere tra lettore «annoiato»
cui guarderebbe la sua radiografia del rachide. Sorride e lettore «presuntuoso».
solo quando vede apparire, su una copertina, il volto di
un personaggio televisivo.
Allora chiama il compare (questi lettori viaggiano sempre in
coppia per sostenersi a vicenda nell'impresa) e, con grandi
cenni di giùbilo, gli indica che c'è qualcosa di umano in
quel pianeta alieno. A questo punto prende coraggio,
avanza e fa subito cadere una fila di pocket, ripiom-
bando nel terrore. Riprende fiato nel settore mappe
geografiche, dove lo si vede fingere interesse per la
periferia di Hong Kong, mentre sta solo cercando un
commesso a cui rivolgersi. Individuatolo, si accosta,
ma quasi sempre chiede l'informazione:
1. a un cliente;
2. alla cassiera sommersa dagli scontrini;
3. alla sagoma in cartone di Umberto Eco.
a ggi
Riad. da S. Benni, Psicopatologia del lettore quotidiano - Feltrinelli so n
r
... p e

121
Cittadinanza e
Costituzione Sai capire gli altri?

Sai capire gli altri? Pensa ai tuoi compagni di classe, li


conosci davvero? Prova a compilare le schede riferendoti a
chi credi di conoscere bene; in classe, poi, leggi i profili ai
tuoi compagni per scoprire se corrispondono ai soggetti in
questione. Chi, fra di voi, sa capire gli altri meglio di tutti?

a b
Quando
Quando
è felice me ne accorgo perché
è agitato/a me ne accorgo perché

Allora io mi comporto così:


Allora io mi comporto così:

c d
Quando
Quando
è triste me ne accorgo perché
è allegro/a me ne accorgo perché

Allora io mi comporto così:


Allora io mi comporto così:

e f
Quando
Quando
è traquillo/a me ne accorgo perché
è spaventato/a me ne accorgo perché

Allora io mi comporto così:


Allora io mi comporto così:

OBIETTIVO: imparare a comprendere gli stati d’animo


degli altri e riflettere sui loro comportamenti.

122 Attivare atteggiamenti di conoscenza di sé.


Questi fratelli...

– Sono stanca di essere una sorella – disse Marisa a Clara.


– Mi si consumeranno le corde vocali a furia di raccomandare a
Gigetto di non toccare le mie cose. Lo vedi? Questa gomma ieri
era nuova, oggi è sporca, mangiucchiata; avevo una camera
mia, ora è un... magazzino di giornaletti!
– Hai anche un fratello grande...
– Buono quello! Non bisogna mai disturbarlo…
Quel giorno, durante la ricreazione a Marisa doleva la
testa e non vedeva l’ora che la scuola finisse. Tornata a
casa, la mamma si accorse che la bambina ardeva di feb-
bre e la portò a letto. Uno, due, tre giorni con il febbro-
ne. Quando fu guarita, Marisa sorrise alla mamma e
guardò la sua cameretta. Strano che fosse così in ordine!
E poi, in casa, c’era un silenzio...
– Gigetto! – chiamò.
– Non c’è. E non c’è neppure Carlo. Li ho mandati dalla nonna
perché tu potessi star quieta, riposare e guarire più in fretta.
Quel giorno e il seguente tutte le premure, i sorrisi, le tenerezze
della mamma furono per lei. Ma il terzo giorno Marisa cominciò
ad annoiarsi e a rattristarsi per il gran silenzio che sentiva intor-
no, per lo strano senso di vuoto.
– Mamma, ti prego, di’ ai miei fratelli che ritornino!
– Per ricominciare a litigare? – sorrise la donna.
L’indomani Marisa si alzò e poco dopo, delicati come due tifoni ame-
ricani, arrivarono Gigetto e Carlo. Che confusione... finalmente!
Riad. da J. Belski, Avanti tutta, Raffaello Editore

PER COMPRENDERE PENSACI SU!


Rispoondi. Rispondi sul quaderno.
• Qual è il messaggio che il brano vuol comunicare? • Hai fratelli o sorelle? Cosa pensi di loro?
È meglio non avere fratelli perché è difficile conviverci. • Come si comportano con te?
I fratelli sono importanti, anche se a volte ci fanno • E tu come ti comporti con loro?
arrabbiare e dobbiamo saper dare il giusto peso a tutti • Se non li hai, ti piacerebbe avere un fratello,
i loro comportamenti. una sorella o entrambi? Perché?

OBIETTIVO: esprimere la propria opinione rispetto ai


rapporti tra fratelli e sorelle. 123
Cittadinanza e
Costituzione Amore o
innamoramento?
Anna e il papà sono seduti davanti al televisore; nel
film due giovani si baciano e Anna chiede: – Quei
due sono innamorati?
Il papà sorride: – Penso di sì.
– E tu sei innamorato della mamma?
– Sì, sono innamorato della mamma.
Poco dopo Anna e la mamma sono in bagno. La
mamma è impegnata a spalmare sul viso la masche-
ra al cetriolo. La porta si apre, entra il cane Osvald.
– Sei qua di nuovo, piccolino? Avevi nostalgia di me?
Osvald è innamorato di me! – dice la mamma.
Anna fa la faccia arrabbiata.
– Non è vero, papà è innamorato di te. Non Osvald.
– Sei sicura? Papà?
– Sì, me l’ha detto lui!
– Davvero? Che bello!
– Osvald non è innamorato di te. Osvald è un cane.
La mamma ride.
– Forse anche i cani si possono innamorare.
– Non delle persone! Quando le persone si innamo-
rano, si sposano.
– Non sempre – dice la mamma.
– Sì, guarda Biancaneve e il principe.
– Può accadere – chiede la mamma – che si vedano
una volta sola, si sposino e vivano felici e contenti?
Anna ci pensa, ha lo spazzolino in bocca.
– Sì, può accadere – dice.
La mamma scuote la testa.
– Mamma, la tua amica Olga ha un fidanzato nuovo?
– Non è una cosa così veloce, vuole ancora bene a
quello vecchio.
– È ancora innamorata di lui?
La mamma guarda lo specchio con aria severa.

OBIETTIVO: attraverso lo spunto offerto da un brano,


riflettere ed esprimere la propria opinione

124 sulle relazioni affettive che legano le persone.


Test

– No, non è più innamorata, gli vuole bene. L’innamoramen-


to passa, l’amore dura molto più a lungo.
– Per sempre, in eterno?
– A volte sì, per sempre e in eterno.
Il papà entra in bagno.
– Allora, ho sentito che sei innamorato di me – dice
la mamma.
– Non quando hai quella cosa verde sul viso.
– Allora non sei veramente innamorato – dice la
mamma e sospira.
Anna le dice in un orecchio: – L’innamoramento è pas-
sato, mamma. Adesso ti vuole bene.
La mamma fa segno di sì e strizza l’occhio ad Anna. Il
papà guarda Anna e la mamma sorpreso. La mamma ride
e gli dà un bacio.
Riad. da K. Vrancken, Anna e le cose dell’amore, Fabbri

PER COMPRENDERE

Rispondi sul quaderno.


• Il protagonista si chiama:
• Che cosa prova il papà di Anna per la mamma?

• Qual è la differenza fra l’innamoramento e l’amore secondo la mamma?

• Pensi che gli animali possano amare come le persone?

• Che cosa te lo fa credere?


PENSACI SU!
i vuoi particolar-
Pensa a una persona a cu
nonni, genitori,
mente bene (uno dei tuoi
nta sul tuo qua-
parenti o amici ) e racco
r lui o per lei.
derno che cosa provi pe

125
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

Mia madre
Certe volte, di notte, entro pian piano nella camera da letto
Attraverso un testo descrittivo di mamma e papà, per vederli dormire. I miei genitori!
possiamo cogliere anche
INFORMAZIONI IMPLICITE
Papà è sdraiato sul dorso, la sua barba sparsa sul cuscino,
(non espresse ma ricavabili un braccio gli penzola fuori dal letto, col pugno un po’
da quanto è scritto) dall’OG- chiuso. E mamma gli volta la schiena, la faccia dentro il
GETTO DELLA DESCRIZIONE
cuscino. Chissà se sogna!
(persone, animali, oggetti o
ambienti). Lavora a tempo pieno nella scuola, insegna storia. Sulla
sua scrivania ci sono sempre pile di compiti e di verifiche.
Disgraziati i suoi allievi, perché a mamma piace sparare
verifiche.
PER COMPRENDERE Una donna di quarantacinque anni, un viso affilato, ma
Quali aspetti l’autrice ha scelto per dai tratti delicati. Ha dei begli occhi. Per principio lei non
descrivere la mamma? si trucca: i suoi capelli, sempre raccolti in un nodo, comin-
Colora l’affermazione corretta. ciano a diventare grigi, ma per principio lei non se li tinge.
aspetto fisico
Le piacciono vestiti che sono passati di moda, gonne lar-
hobby
ghe, lunghe, vestiti di lana scura, scarpe dai tacchi bassi.
lavori difetti Con le sue gambe lunghe e ben fatte potrebbe fare una bel-
lissima figura.
comportamento età
La mamma fa anche la casalinga, lo fa con slancio, a onda-
abbigliamento divertimenti te. Esiste una casa dove lavano i pavimenti alle nove di
Dal racconto della ragazza possiamo di- sera? Sì, la nostra. Papà e io ci stiamo riposando in poltro-
re che il carattere della mamma è (puoi na davanti al televisore, a tirarci un po’ su il morale con
scegliere più di una risposta): quello calvo, Kojack, dopo il notiziario che è sempre così
brontolona attiva deprimente. Ma all’improvviso compare lei col grembiule,
pigra seria il secchio e lo straccio, e ci ordina di tirare su i piedi per
instancabile allegra poter lavare sotto.
organizzata spiritosa Lavora in silenzio, non ci chiede di aiutarla, non vuole esse-
efficiente pignola re aiutata. Si mette a ginocchioni e sfrega il pavimento.
• Il carattere della mamma:
è descritto direttamente.
lo si deduce dalle azioni che compie.

pers on
e
e.. .

126
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

PENSACI SU!
«Una rivoluzionaria», ha detto papà una volta, ridendo. Ho
riso anch’io, anche se non capivo che cosa volesse dire Rispondi sul quaderno.
• Com’è la tua mamma? Prova a
esattamente.
descriverla, parlando del suo com-
Quando fa da mangiare, non è mai per un giorno solo. Alle
portamento, di ciò che le piace, e di
dieci di sera, quando torna dalla riunione degli insegnanti, quello che fa.
va in cucina, prende la pentola grande, taglia a pezzi due • Che cosa vorresti cambiare nel suo
polli e li fa cuocere. comportamento?
Cibo per la famiglia per due settimane! • In che cosa vorresti essere come lei?
Quando vado in cucina per fare colazione, devo farmi
strada fra le verifiche degli allievi e fra pesci decapitati,
infarinati e pronti per essere fritti.
Non c’è da meravilgiarsi che poi, tutto d’un tratto si
addormenti di colpo alle otto di sera. Le piace soprattutto
addormentarsi, tutta acciambellata, sulla poltrona davanti
al televisore. Sullo schermo c’è uno scambio di fucilate, e
lei dorme tranquillamente per un’ora o due. Finché papà
cerca di convincerla ad andare a letto. Allora lei apre gli
occhi, si sveglia a poco a poco, si alza e va a dormire.
Qualche volta tentiamo di aiutarla nelle faccende di casa,
persino io ci provo, ma prima che riesca a mettere a posto
un bicchiere o a lavare un cucchiaino, il lavoro è già finito.
Sento i loro respiri. Qualche volta mi viene voglia di
infilarmi sotto le coperte, fra loro due, come quando
ero piccola. Ma non si può più.
A. B. Yehoshua, L’amante, Einaudi

aggi
so n
r
... p e

127
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

Piccolo mondo di fiaba


Pisolo è entrato scodinzolando, l’ho preso in braccio e
insieme abbiamo guardato il nostro piccolo mondo di
fiaba, il giardino della casa con un solo abete che
a Natale riempiamo di luci e palle anche se
nessuno lo vede.
L’altalena dove i miei fratelli mi lanciava-
no a volte in cielo a volte in terra.
La nostra automobile, piena di bozzi
come la faccia di un vecchio pugile.
Il giardino un po’ incolto con una magno-
lia, un rosmarino e un’aiuola di rose.
Un’autentica anfora romana finta al posto dei
sette nanetti di gesso che c’erano l’anno scorso.
Sul retro del giardino, il galeone dei sogni
della mia infanzia: ovvero il garage-capanno-
ne di papà, che ha davanti due teschi di auto
arrugginite, pozzanghere di benzina, latte,
molle e altre viscere meccaniche.
Davanti alla casa corre la strada chiamata
Circonvallazione Ovest, orlata di lampioni
PER COMPRENDERE
balbuzienti.
Rispondi Oltre la strada, cartelloni pubblicitari e una barricata di palazzi
• La descrizione segue un ordine: tutti uguali: la grigia e necessaria periferia. Dove c’era il prato
delle talpe e delle ortiche, adesso è tutto recintato e spianato,
spaziale.
una distesa di ghiaia e cemento. E sopra è spuntato lo schele-
temporale.
tro di una casa in costruzione su cui troneggiano due gru
• Nel testo prevalgono dati:
smisurate che issano lastre di vetro nero e travi d’acciaio.
tattili. Eravamo una casa solitaria in mezzo all’erba della periferia,
visivi.
adesso siamo un agglomerato urbano.
gustativi
L’unica zona verde si trova dietro casa: è il Grande Prato,
olfattivi.
ricordo di un’antica campagna dove un tempo c’erano stal-
uditivi.
le con buoi e aie di polli.

amb i en
ti
e. ..

128
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

Il prato in questa stagione si riempie di margherite bianche e gialle, RI FLETTI SULLA LINGUA
papaveri e soffioni, tarassaco e radicchio, la gramigna e le ortiche
Individua nel testo i nomi
crescono a dismisura in scomposti cespugli, e oltre i cespugli si può
comuni delle piante e riscrivili
vedere un filare di pioppi guardiani, e il rigagnolo che una volta era sul quaderno. Cerca sul dizio-
un fiume, mentre al di là del canneto l’autostrada sussurra il suo nario le definizioni dei termini
lamento di traffico e fretta. che non conosci.
E laggiù in fondo una fila di ciminiere ognuna con un fumo di colore
diverso, come enormi pennarelli.
Ma se nuotate nell’erba alta, fra i
morsi delle ortiche e dei rovi, PER COMPRENDERE
proprio al centro del prato,
Nel brano riportato sono presenti le seguenti figure retoriche: leggile
vedrete il bosco rosso, un mani- con attenzione e barra la casella M se si tratta di una metafora, S se si trat-
polo di alberi tenaci che nascon- ta di una similitudine, P se è una personificazione.
de le macerie di una casa bom-
M P S
bardata, con tutte le sue storie. • COME LA FACCIA DI UN VECCHIO PUGILE
M P S
Riad. da S. Benni, Margherita Dolcevita, Feltrinelli • ORLATA DI LAMPIONI BALBUZIENTI
M P S
• L’AUTOSTRADA SUSSURRA IL SUO LAMENTO DI TRAFFICO
M P S
PENSACI SU! • NUOTATE NELL’ERBA ALTA
M P S
• COME ENORMI PENNARELLI
Rispondi sul quaderno.
o te,
• Per quale motivo, second Riporta sul quaderno le figure retoriche elencate, scrivendo per ognu-
un
l’autore definisce il giardino na il significato.
«piccolo mondo di fiaba»?

ioni
u az
t
. .. si

129
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

La casa-cubo
La villa dei nostri vicini era già costruita, finita, perfetta.
Somigliava al deposito dei dollari di Zio Paperone, un cubo
R IFLETTI SULLA LINGUA
gigantesco di vetro nero, non si vedevano né porte né finestre.
Era alta il doppio della nostra casina che si specchiava dentro,
Riscrivi il testo sul tuo
quaderno volgendo i e sembrava galleggiare in un acquario fumé.
verbi al tempo futuro. In cima al cubo, un po’ nascosta da un pannello, c’era una
parabola larga da correrci dentro con la bicicletta, e tutta una
serie di parabolette intorno. Anche il giardino era già perfetta-
mente sistemato, ghiaia, aiuole, plotoni di gigli in fila per sei,
e alberi nuovi tutti uguali. Intorno, una siepe recintata e un
cancello di acciaio, mancava solo il ponte levatoio. Ho guar-
dato il citofono e c’era scritto:

NIENTE PUBBLICITÀ
NIENTE AMBULANTI
ATTENTI AL CANE
CANCELLO CON ALLARME

E poi una fila di tasti bianchi, senza cognomi. Piccole lapidi


della morta cordialità.
Incuriosita mi sono avvicinata alla palizzata e ho sentito un
ruggito. Dal nulla è sbucato un gigantesco cane nero
con la faccia da pugile, che mi ha abbaiato contro.
– Ciao, carino – gli ho detto.
È sembrato sorpreso, si è messo a ringhiare e tremare,
come per mettersi in moto.
«Adesso decolla come un elicottero» ho pensato.
Invece se n’è andato caracollando a gambe storte.
Entrando nella mia casetta, guardavo quei muri di

ambi e
nt
ie
...

130
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

vetro nero e pensavo: «Loro possono vedere noi, noi non


possiamo vedere loro».
Poi ho sentito un misterioso soffio di aria calda che odorava
Cerca sul dizionario i significati di:
di ospedale. – caracollare;
– Evidentemente – mi spiegò papà – dentro al cubo c’era un – ozonizzatore.
impianto condizionatore ozonizzatore depuratore, ma il Poi scrivili sul quaderno e confronta-
bocchettone esterno era puntato contro di noi e sparava quel li in classe.
soffio d’aria calda e maleodorante proprio dentro la nostra
camera da pranzo. Quindi papà sarebbe andato dai misterio-
si occupanti del cubo nero e avrebbe protestato. PER COMPRENDERE
Lo abbiamo visto uscire, camminare e suonare il citofono.
Rispondi
Il cancello del cubo si è aperto e papà è entrato.
• Che cosa viene descritto?
Oddio il cane, ho pensato, ma una voce ha gridato: – Sitz,
Bozzo! – e la belva si è pietrificata.
Poi, sulla facciata del cubo, una lastra ha iniziato a scorrere
e ha «ingoiato» papà.
Io e la mamma ci siamo messe
davanti alla finestra aperta
aspettando che uscisse, un po’ • Quali sensazioni prova l’autore?
nervose. Anche senza dircelo ci
stavamo preoccupando, perché
papà era dentro già da venti
minuti.

S. Benni, Margherita Dolcevita, Feltrinelli

PENSACI SU!
Secondo te, che cosa accade dopo
e come si conclude la vicenda?
Raccontalo sul quaderno.

io n i
u az
t
. . . si

131
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

La valle dell’ombra

Verso mezzanotte scoppiò il temporale. Lo avevano


annunciato tuoni sordi, lontani, e poi i lampi aveva-
no iniziato a illuminare i sipari di castagni ai lati della
strada. Quando cominciò a piovere fittamente, rallentai.
Il passo di Badle dista solo cinquanta chilometri dalla
RI FLETTI SULLA LINGUA città, ma sembra di attraversare una terra dimenticata. La
strada è stretta e dissestata, piena di tornanti che avvolgo-
Nel testo sono presenti al- no grandi pareti di roccia livida, o si protendono sull’abisso
cune personificazioni. della valle, che porta il nome di Valle dell’Ombra. Non vi batte mai
Individuale e sottolineale. il sole, e quel poco che supera la barriera delle montagne va a spe-
gnersi in un bosco fitto e umido, pieno di tronchi morti. Ci sono
PER COMPRENDERE pochissime case, quasi tutte disabitate.
Guidavo l’auto con prudenza e apprensione, ma presto la pioggia
Che cosa si descrive nel testo? divenne così violenta che la frenesia dei tergicristalli riusciva a
Segna l’affermazione corretta.
malapena a darmi qualche attimo di visibilità. Un vento impetuoso
Oggetti. piegava le cime degli alberi, i rami sporgenti battevano sulla mac-
Luoghi e ambienti. china con rumore sordo. Accesi la radio per rincuorarmi: avevo
Persone. paura. C’era ancora un’ora di strada per arrivare al paese più vici-
Fenomeni atmosferici. no, e non mi sarebbe piaciuto restare bloccato in quei luoghi.
Emozioni e stati d’animo. La radio però restò muta. Ero ai piedi di una gola altissima, dalla
cui cima sentivo scorrere un torrente: nessun segnale, pensai, pote-
PENSACI SU! va raggiungermi. Cercai di rimettere in moto, ma non ci riuscii.
Come immagini il seguito del La macchina singhiozzava e tossiva, ma non accennava a emettere
brano? Raccontalo sul tuo il rassicurante rumore del motore acceso. Finché tutto tacque.
quaderno. Cercai di calmarmi, qualcuno forse sarebbe passato, nonostante
l’ora tarda.
ambi e
nt Riad. da S. Benni, Il bar sotto il mare, Feltrinelli
ie
...

132
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

Incubo!
Era nella sua stanza, a letto. Spalancò gli occhi e guardò nel PER COMPRENDERE
buio. Si accorse di sudare, aveva freddo, freddo di dentro.
Leggi attentamente il brano ed
Poi vide la luce. Veniva da lontano e filtrava debolmente dalle
elenca le parole chiave che
fessure della porta. Era una luce strana, metallica. Mentre si ran-
indicano le sensazioni e le emo-
nichiava sotto le coperte, con gli occhi sempre spalancati, si zioni del protagonista.
accorse di avere paura, e la paura era il freddo, era la febbre, era Per esempio: AVEVA FREDDO
il sudore che lo inondava. La paura lo avvolgeva, lo paralizzava.
Nella stanza cominciarono a formarsi le ombre ed egli non rico-
nobbe più i suoi mobili, le cose familiari. Tutto era deformato e fug-
giva dal suo sguardo non appena cercava di mettere a fuoco un
particolare. Si chiese che cosa stava succedendo, e il suo pensiero
divenne un grido, e la paura terrore.
Finché, dalla luce, venne la voce. Qualcuno lo chiamava dal corridoio.
Senza sapere dove aveva trovato la forza, si alzò dal letto e aprì
la porta. Ma il corridoio non era più come lo conosceva, era
diventato lunghissimo e non riusciva a vederne la fine. Camminò
per ore, come ipnotizzato, mentre il richiamo si faceva sempre
più distinto. Ed ecco una tenda semitrasparente, e dietro
di essa una sagoma confusa.
– No, no, noooo! – urlò, mentre la tenda lenta-
mente si apriva.
Si svegliò. Restò un attimo confuso, poi si rese
conto che era stato tutto un sogno.
T. Scalvi, I misteri di Mystère, A. Mondadori

PENSACI SU!
Ti è mai capitato di provare paura nella real-
tà come il protagonista del racconto ha pro-
vato in sogno?
In quale occasione e come hai manifestato la
tua paura? io n i
Racconta sul tuo quaderno. u az
t
. . . si

133
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

L’arrivo di Teresita
Teresita Yoon, la nuova, era carina. O almeno, a Santiago era sembrata
PER COMPRENDERE carina, proprio carina, quando la vide entrare con il grembiule bianchis-
simo e i capelli nerissimi dalla porta della classe. Aveva guance tonde
Rispondi.
come pagnottelle, occhi lunghi come foglie di alloro selvatico e un sor-
• La descrizione è:
riso così sorridente che, quando sorrideva, Santiago sentiva una specie
soggettiva. di latte tiepido che gli scendeva nel corpo.
oggettiva. Teresita Yoon, la nuova, entrò un po’ spaventata, guardandosi timida-
• Il testo è scritto in: mente intorno con i suoi occhi di alloro selvatico.
terza persona. – Avanti! – disse la maestra di scienze, che aveva appena finito di
prima persona. disegnare alla lavagna un cuore di rana. E le sorrise dalla cattedra.
• Santiago ha di particolare: Allora Teresita Yoon fece un piccolo inchino e disse quasi cantan-
le mani. do: – An nienji.
lo sguardo.. E lì scoppiò la prima risata. All’inizio una sola («Quella di Dario, ovvia-
mente» pensò Santiago, con le orecchie rosse e il cuore arrabbiato), e
poi un mucchio di risate.
– Cosa dici? – strillò Gualberto.
– In che lingua parli? – ruggì Damian.
E poi sentirono i mormorii e le risatine di due ragazze («le sceme del terzo banco» pensò Santiago,
con le orecchie color barbabietola e il cuore in fiamme come uno scaldabagno furibondo). A Teresita
Yoon diventarono rosse le pagnottelle, e le foglie di alloro selvatico si riempirono d’acqua.
La maestra di scienze capì che era ora di mollare il gesso e di avvicinarsi a Teresita.
Le circondò le spalle con un braccio, lanciò un’occhiata minacciosa verso l’angolo delle risate e
disse: – Teresita Yoon è coreana e ci ha salutato come si salutano tutti in Corea. Adesso vivrà qui
e imparerà a salutare come noi.
Mentre la maestra di scienze parlava, Santiago sentiva che gli succedevano delle cose, di quelle che suc-
cedono dentro. Intanto non riusci-
va a smettere di guardare Teresita,
come se i suoi occhi si fossero
PER COMPRENDERE
appiccicati alla faccia di lei. Rispondi sul quaderno.
E poi sentiva che tutto gli correva • La descrizione segue un ordine:
su e giù per il corpo. Il cuore gli • Secondo te, cosa prova Teresita appena entra in classe?
batteva come una mitragliatrice. • Come definiresti il comportamento dei compagni di classe di Santiago?
• Quale espressione usa l’autrice per descrivere l’emozione che prova
emo z i o Santiago quando vede sorridere Teresita ?
ni • Come definiresti il sentimento che prova Santiago nei confronti di Teresita?
e...

134
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

Le palme delle mani gli stavano diventando rosse e calde. Gli fischia-
vano le orecchie. Gli pulsavano le labbra. E poi gli venivano le voglie. RI FLETTI SULLA LINGUA
Voglia di saltare addosso a Dario e Gualberto, e addosso alle sceme
Sottolinea nel testo le
del terzo banco, come le tigri saltano addosso ai conigli. Voglia di parti che descrivono le
avere un gran vocione, di quelli che mettono paura. Voglia di obbli- sensazioni di Santiago
garli tutti, uno dopo l’altro, a chiedere scusa a Teresita Yoon piangen- mentre la maestra parla.
do e in ginocchio...
Santiago però non fece come le tigri che saltano addosso ai
conigli, non ruggì con un vocione che mette paura e non
PENSACI SU!
obbligò nessuno a fare nulla. Però guardò, questo sì.
Guardò come solo Santiago sapeva guardare quando gli Che cosa pensi del comportamento
venivano le voglie. E si vede che non era uno sguardo qua- dei compagni di classe di Santiago?
lunque, perché Teresita alzò gli occhi di alloro selvatico e E tu come ti saresti comportato/a?
anche lei guardò Santiago. E poi gli sorrise (e il corpo di Scrivi le tue opinioni in merito sul
quaderno, poi confrontale con
Santiago si riempì di quella specie di latte tiepido) e anche
quelle dei tuoi compagni di classe.
lui sorrise. Fece a Teresita un sorriso davvero grande.
G. Montes, Un amore esagerato, Salani

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135
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

La gelosia di Jacob
Sua madre era Completamente, Assolutamente, Totalmente
PER COMPRENDERE Dedita alla Carriera della sorella di Jacob.
Era quello il problema. Sua sorella. Aveva diciassette anni ed era
Rispondi. così bella che perfino lui era costretto ad ammetterlo. Aveva una
• Secondo te, perché l’autore carnagione luminosa simile ad avorio vellutato, una figura per-
ha voluto scrivere i termini fetta e capelli d’un perfetto biondo naturale. Sin da ragazzina
evidenziati con le lettere aveva vinto ogni concorso di bellezza della regione.
maiuscole? E chiamava lui, Jacob, «Tappo».
A lei avevano assegnato una mega stanza al primo piano, con un
letto enorme e la vista sull’intero quartiere, il pavimento coperto
di una moquette soffice e folta, un divano e un bagno privato.
Lui aveva una stanzetta fredda e umida nel seminterrato, con
una branda e, alta sulla parete, una finestrella che inquadrava
• Quale sentimento prova una scheggia di cielo.
Jacob nei confronti della so- A lei avevano comprato un motorino dall’aria scattante. Lui ave-
rella? va una bicicletta. Non era male, per una bici, ma era troppo gran-
de per lui, così quando pedalava aveva sempre l’impressione di
cadere in avanti e questo lo spingeva a sbirciare al di sopra
degli occhiali, e se guardava al di sopra degli occhiali era quasi
cieco, e così finiva sempre per sbattere contro qualcosa.
Conclusione: non usava troppo spesso la bici.

emo z i o
ni
e...

136
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

A lei passavano una paghetta cospicua quanto il bilancio di una pic-


PENSACI SU! cola nazione: cinquanta dollari a settimana.
A lui appena dieci e ogni volta doveva ricordare ai genitori che era ora
Hai provato anche tu
di paga. A lei compravano vestiti nuovi, interi guardaroba di seta pura
gelosia verso qualcuno?
e costumi da bagno che la mettevano adeguatamente in mostra.
Nei confronti di chi e
come ti sei sentito/a? A lui un paio di calzini.
Raccontalo sul quaderno. Non che se ne lamentasse o ci soffrisse. Non più. Così era la vita. E
Dio sa quante volte gli avevano assicurato che si trattava d’un proble-
ma temporaneo... a parte che «temporaneo» sembrava significare la
sua intera vita.
La realtà era che, per quanto indietro tornasse con la memoria, a sua
sorella bastava aggrottare la fronte per ottenere la Terra e la luna e le
stelle, tutto quello che desiderava o addirittura quello che pensavano
potesse desiderare e quando giornali e televisione e radio scrivevano
sdilinquire: rendere fiac-
o parlavano di lei i genitori si sdilinquivano nella ricerca di aggettivi
co, indebolire; commuo-
sempre più esaltati.
vere fino alla tenerezza,
fino alle lacrime. E lui lo chiamavano «Tappo».
E questo, pensò, in pratica riassumeva tutta la sua vita.
Riad. da G. Paulsen, Il padrone della scuola, Mondadori

e nti
tim
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137
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

Paesi spaziali
– Oggi 4 luglio 2157 io, capitano Eric Van Cram il vichingo,
L’autore di una descrizione non comandante della nave spaziale Languebort, rivendico la sco-
sempre si limita a descrivere i perta di un pianeta naturale. Non sono però in grado di comu-
colori, le forme e i rumori di ciò
che osserva, ma trasmette nicarvi la posizione di questo tartufone in quanto nessuno dei
anche SENSAZIONI diverse, di miei computer di bordo funziona. Il mio robot schiacciatasti
gioia o di tristezza, di paura, di dice che non ha mai visto niente di simile.
amore o di indifferenza.
È come se qualcuno avesse pompato del rhum in mezzo agli
strumenti, gli aghi ballano, le lucette singhiozzano e il com-
puter centrale ci fa l’imitazione di un pappagallo e gracchia
soltanto «dati assurdi stop». Rivendico comunque la scoperta
riservandomi quanto prima di comunicare i dati come pre-
RI FLETTI SULLA LINGUA
scritto dalla legge.
Nel testo l’autore esprime un pen- Il pianetino che ho scoperto è di tipo «enne uno», naturale
siero riferito alla Terra, sottolinealo. assoluto. È vivibile senza alcun casco o bioadattazione.
Poi rispondi sul quaderno. È pieno di montagne, verdure, acqua, fiori e insetti golosi della
• Secondo te, che cosa vuole mia ciccia. Non ci sono né pulviscoli né radiazioni, e c’è
comunicare l’autore? anche una stella che ci illumina e ci arrostisce, e passeggia su
e giù proprio come il nostro ex-sole. Questa stellona mette in
scena certe albe color sottoveste e certi tramonti al sugo che il
mio equipaggio, che è tutto composto di giovanotti ai cui con-
fronti un gorilla è una ballerina classica, si sdraia sul prato e
SAPPIAMO CHE...
sbrodola lacrimoni.
Stefano Benni è un giornalista, scritto- E anch’io, lo confesso, sento un groppone in gola, perché que-
re e poeta italiano.
sto pianeta è una copia perfetta di come ho visto nei docu-
I suoi romanzi contengono, tramite la
costruzione di mondi e situazioni mentari la nostra vecchia Terra, prima che la mettessero in
immaginari, una forte satira della frigo con le bombe.
società italiana degli ultimi decenni. Ci fu una breve pausa. I volti di tutti, nella sala della Federa-
Il suo stile di scrittura fa ampio uso di
giochi di parole, neologismi e paro-
zione, erano emozionati.
die di altri stili letterari. – Ragazzi – proseguì il vocione – nei miei viaggi nello spazio
ho visto un bel po’ di cose strabilianti.

p e rson
ag
gi
e. ..

138
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

PER COMPRENDERE
Ho visto Dyurnus, il pianeta con i petali che Rispondi sul quaderno.
si chiudono di notte, e Pollices, il pianeta • Com’è il pianeta scoperto da Eric Van Cram?
magnetico autostoppista che si attacca • Che cosa pensa del pianeta il capitano?
all’orbita dei pianeti più grandi. • Quali altri pianeti ha visitato il capitano Van Cram?
Ho visto volare Myron, lo Stadio da un E che caratteristiche avevano?
milione di posti dove si tennero le ultime
Scrivi sul quaderno che cosa intende l’autore con le
olimpiadi spaziali. seguenti espressioni:
Ho fatto il bagno nel mare di Arutas dove si – «albe color sottoveste»
vede il fondo settemila metri sotto, e ho – «tramonti al sugo»
visto nuotare le balene trasparenti con il – «sbrodola lacrimoni»
cuore luminoso. – «… la mettessero in frigo con le bombe»
Ho attraversato la giungla dei sigari giganti
di Reemstma e il suo fumo pestilenziale, ho
visto duelli di comete e matrimoni tra mir-
tilli giganti. Ho catturato e tenuto in gabbia
quattro piccoli arcobaleni di Tramuntium. Cerca sul dizionario il significato di
pestilenziale. Poi scrivilo sul qua-
Ho bevuto le nuvole ai quattro gusti del
derno e confrontalo in classe.
cielo di Freskho.
Ma mai, dico mai, ho visto un posto bello
come questo.
Riad. da da S. Benni, Terra!, Feltrinelli

PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• Quale, fra i pianeti visitati dal capitano Cram, ti è
piaciuto di più? Perché?
• Che cosa ti piace del nostro pianeta e che cosa
invece cambieresti?

s
fa n t a t i c i
ti
n
bi e
. .. am

139
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

La strega Suprema
Tutte le donne, o meglio tutte le streghe, sedevano immo-
L’autore può descrivere bili, come ipnotizzate, lo sguardo fisso sulla persona che
direttamente qualità o era apparsa sul palco: anche lei era una donna.
difetti di un personaggio
La prima cosa che mi colpì fu la sua piccola statura. Era
oppure può lasciarli
intuire al lettore riferen- minuscola, non più alta di un metro e mezzo. Sembrava
do i suoi atteggiamenti. molto giovane e anche molto carina.
Indossava un abito nero lungo fino ai piedi, elegantissimo,
e portava guanti neri che arrivavano ai gomiti. A differen-
za delle altre era senza cappello. Mi sembrava che non
somigliasse affatto a una strega, eppure doveva esserlo.
Lentamente, la giovane portò le mani al viso, con le dita
guantate slacciò qualcosa dietro le orecchie ed ecco...
improvvisamente si strappò via le belle guance fiorenti e
quel volto incantevole le rimase fra le mani. Era una masche-
ra! La posò con cura su un tavolino, e quando si voltò... che
orrore! Riuscii a stento a trattenere un grido. Non avevo mai
visto un viso così terrificante, così spaventoso! Guardarlo
voleva dire tremare dalla testa ai piedi.
Era talmente rugoso, appassito, raggrinzito e deforme da
sembrare marinato nell’aceto. Che spettacolo atroce,
PER COMPRENDERE
abominevole! Sì, quel viso era putrido, scaglioso e
Collega con una freccia i termini elen- flaccido. Pareva che si decomponesse a vista d’occhio
cati nel testo con i rispettivi sinonimi. e intorno alla bocca, lungo le guance, la pelle era mar-
cia, come smangiata dai vermi. Ma la cosa peggio-
fiorente sformato
re erano gli occhi: brillanti e gelidi, misuravano
deforme marcio
l’assemblea con uno sguardo da serpente.
putrido cadente
Capii subito che quella donna doveva essere la
flaccido fresco
strega Suprema in persona.
Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli
cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo
delle scope. Ma questa non è una fiaba: è delle
STREGHE VERE che parleremo.
Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul
p e rson loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non
ag dimenticare quel che vi dirò.
gi
e. ..

140
U. d.A. 2 • Il t e sto d es cri t
t i vo

RI FLETTI SULLA LINGUA


Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qua-
lunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque. Rispondi sul quaderno.
Per questo è così difficile scoprirle. Cosa significa l’espressione
«cammina a passi felpati»?
Una vera strega odia i bambini di un odio così feroce, furibondo,
forsennato e furioso, da non poterselo immaginare. E infatti passa
tutto il suo tempo ad escogitare nuovi modi per sbarazzarsi di loro.
Il suo più grande divertimento è farli fuori ad uno ad uno; non
pensa ad altro, dalla mattina alla sera.
Che faccia la cassiera in un supermercato o la segretaria in un uffi- crepitare: produrre una serie di
cio, oppure che guidi un’automobile di lusso, la sua mente conti- rumori fitti e quasi istantanei;
nua instancabile a inventare, rimuginare, tramare, progettare, ela- scoppiettare.
borare piani sanguinosi.
«Mm, vediamo... a quale bambino posso far la festa, oggi?», si
PENSACI SU!
chiede, giorno dopo giorno. Perché una vera strega, quando passa
al tritacarne un ragazzino, è soddisfatta come me o come voi quan- Scrivi un riassunto del brano de-
do mangiamo fragole con panna. Il suo sogno è far sparire alme- scrivendo:
no un bambino alla settimana. E se non riesce a mantenere il ritmo • le caratteristiche fisiche e le
abitudini di una strega «reale»;
è di pessimo umore.
• le vittime di una strega;
Per prima cosa la strega sceglie con cura la sua vittima. Poi la
• la caccia alle vittime.
segue silenziosamente, come un cacciatore che fa la posta a un
uccellino, nel folto di un bosco. Cammina a passi felpati, piano,
senza rumore. Si avvicina a poco a poco, sempre di più... ecco,
ora è pronta... e zum! Piomba sulla preda!
Volano scintille, crepitano le fiamme, l’olio bollente bor-
botta, la pelle si raggrinza... e il bambino non c’è più.
Cercate di capire: una strega non picchia i
bambini e neppure li sbudella a col-
tellate, né li uccide a colpi di pisto-
la. La gente che si comporta così,
prima o poi viene arrestata
dalla polizia.
(segue)

fa nta s t i c i
ti
i en
. . . a mb

141
U .d .A. 2 • I l te s t o de s cr i tt iv o

PER COMPRENDERE
Completa sul quaderno le se- Una strega, invece, non finisce mai in prigione. Non dimen-
guenti frasi. ticate che ha la magia fin nella punta delle dita e il diavolo
• Il più grande divertimento nel sangue! È capace di far saltellare i sassi come ranocchie
di una strega è… e di trasformare l’acqua in fuoco. Ha poteri spaventosi!
• Una strega è di pessimo
Al giorno d’oggi, per fortuna, le vere streghe non sono poi
umore quando…
molte, ma ne restano abbastanza per far rabbrividire di
• Le streghe non finiscono
mai in prigione perché… paura qualunque bambino. In Inghilterra, per esempio, se
• Secondo l’autore le streghe ne contano almeno un centinaio. In altri Paesi sono di più,
si possono incontrare… in altri di meno, ma non c’è luogo al mondo che non
abbia le sue.
Una strega rimane, per i bambini, la più pericolosa
delle creature. Quel che la rende doppiamente terribile
è il suo aspetto del tutto inoffensivo. Anche quando
conoscerete i suoi più riposti segreti non riuscirete mai a
sapere con certezza se quella che avete davanti è
un’autentica strega o una signora gentilissima.
Perfino la vostra vicina di casa potrebbe essere una strega.
E così pure la bella ragazza che stamattina sedeva di fronte
a voi in autobus, o la signora sorridente che vi ha offerto
una caramella mentre tornavate da scuola.
Ah, se solo sapessimo riconoscere con certezza una strega
alla prima occhiata! Allora potremmo acchiapparle tutte e
fare a loro la festa!
Purtroppo un modo sicuro non esiste.
Riad. da R. Dahl, Le streghe, Salani

pers on
e
e.. .

142
Laboratorio: io scrittore!
Seguendo i passi indicati, realizza la tua descrizione fantastica: non è difficile! Ricorda
solo che le regole da seguire sono quelle di un comune testo descrittivo.
Infine disegna quello che hai descritto.

1. Prima di tutto scegli se descrivere un personaggio


oun ambiente fantastico.

Puoi parlare di:


• un extraterrestre,
• un ambiente irreale in cui si verificano fatti strani.

2. Descrivi fisicamente lʼoggetto del racconto.

Se hai scelto un personaggio potrai dire se:


• è fatto come un umano o meno,
• come si veste,
• come comunica…

Se hai scelto un ambiente potrai dire, per esempio, se:


• è un luogo in cui la pioggia va al contrario, nasce dalla
terra e sale verso le nuvole in cielo ecc.

143
U.d.A.
3 • I l te sto p oetico

Chiudi gli occhi.


Apri la mente.
Che cosa scopri,
se guardi attentamente?
Un po’ di tristezza?
Un po’ di allegria?
Mistero, bellezza,
un po’ di follìa?

Drizza le orecchie.
Stai bene attento.
C’è una parola,
una frase in fermento?
Seguine il ritmo.
Afferra il rumore
e gustane, poi, lentamente il sapore.

È divertente?
Impertinente?
Senti che mette
radici alla svelta?
Ormai
la poesia
ti sta sbocciando in testa.
T. Mitton, Prugna, Einaudi

144
In questa unità dʼapprendimento scoprirai il TESTO POETICO e la sua struttura.
Scoprirai che le poesie vengono scritte con determinate intenzioni e per determinati scopi,
per questo vengono distinte in diverse TIPOLOGIE DI SIGNIFICATO:

PER GIOCARE PER PARLARE PER ESPRIMERE EMOZIONI

PER RACCONTARE PER PARLARE DELLA NATURA

PER RIFLETTERE PER FAR CONOSCERE I DIALETTI

Incontrerai ancora i particolari schemi e le figure retoriche che si utilizzano per creare
immagini speciali.

145
La poesia
SE VUOI LA PACE Per capire meglio il senso delle poesie occorre trasformarle
in PROSA, ossia ESTRAPOLARE IL LORO SIGNIFICATO
Se vuoi la pace esponendo il testo senza regole metriche.
dichiara guerra alla guerra
al tuo egoismo
Leggi attentamente la poesia qui a fianco e continua la prosa avvia-
che vuole tutto per sé
ta spiegando i versi evidenziati.
e non ti fa vedere
il bisogno del tuo fratello. Se vuoi la pace opponiti alla guerra e non essere egoista
Combatti ogni desiderio di dominio perché altrimenti non ti accorgi dei bisogni che hanno le
che vuole farti comandare persone intorno a te.
nel gioco, a scuola, a casa,
dappertutto.
Se vuoi la pace
cerca che tutti attorno a te
abbiano il necessario,
abbiano la possibilità di parlare.
Siano liberi
come vuoi essere libero tu
di parlare, di lavorare,
di pregare, di amare, di vivere.
La pace incomincia da te.
G. Elba Rispondi.
• Il tema della poesia è: • Il poeta fornisce:
raggiungere la pace. ordini.
Solitamente la poesia è ispirata alle ESPERIENZE
DI VITA di chi scrive e quindi è spesso legata al dichiarare la guerra. consigli.
periodo storico in cui viene scritta.

Rispondi.
• Nella poesia:
Spesso la struttura di una poesia moderna è PRIVA DI i versi sono raggruppati in strofe.
SCHEMI: ciò significa che non sempre è suddivisa in stro- i versi sono liberi.
fe, che il numero di versi è variabile e che questi spesso
i versi sono in rima
non presentano rime.
i versi non sono in rima.

A P RO SA
I segreti del testo: L
146
Il modo migliore per scrivere la versione in
prosa di una poesia è farne la PARAFRASI,
ossia riscrivere la poesia sostituendo le
parole poco comuni con sinonimi o espres-
sioni più semplici.

LA NUVOLA • Dopo aver letto la poesia, segui l’esempio e completa la parafrasi.

Ti conosco, nuvoletta Ti conosco, nuvoletta


che cammini sola sola che sei la sola nuvola nel cielo,
non armata di saetta, che non porti il temporale,
come un angelo che vola. sembri un angelo che vola.

Ti conosco anche se il vento Ti conosco anche se il vento


che ti gonfia e ti sospinge che ti fa muovere nel cielo
ti trasforma in un momento modifica la tua forma
mentre il sole ti dipinge mentre la luce del sole ti fa cambiare colore

intingendo i suoi pennelli e ti dipinge, con i suoi raggi


nei color più vivi e belli. di tanti colori diversi.

Tutta rosa stamattina,


tutta bianca a mezzodì,
ti conosco mascherina
trasformata anche così.

Or somigli a un cavallino
sciolta al vento la criniera,
ora sei la caffettiera
che trabocca sul giardino;

ora là, nell’infinito,


sembri un albero fiorito.
R. Pezzani, Innocenza, Sei

I segret
i del tes
to: LA PARAF
RASI
147
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

Gli Strulli
Gli Strulli non esistono in senso spirituale,
morale, animale, vegetale o minerale,
né in senso matematico e neppure legale.
In senso estetico son del tutto marginali,
insomma: sono irrilevanti totalmente,
sono, e basta. E oltretutto sono quasi niente.
Ma non pensiate che ci possano ingannare,
li riusciamo lo stesso a classificare:

Lo Strullovaso è molto diffuso,


ma è totalmente nullo il suo uso.

È raro lo Strullocappello,
peccato, perché è molto bello.

Lo Strulloscarpadestra è in via d’estinzione,


perciò va trattato con un po’ d’attenzione.

Dello Strullopipa possiamo dir poco


tranne che è molto resistente al fuoco.

Lo Strullochampagne senza tappo s’addolora


e in preda alla tristezza si svapora.

Gli Strullimarmellata sono assai diffusi:


sono molto dolci, ma anche un poco chiusi.
M. Ende, Il libro delle poesie, Salani

PER COMPRENDERE PENSACI SU!


Vero (V) o falso (F)? Prova a descrivere sul tuo quader-
V F no altri strani esempi di Strulli,
• La poesia è in rima.
inventando rime con:
V F
• La rima è baciata. • lo Strullolibro,
V F •lo Strullopane,
• La poesia è divisa in strofe.
• lo Strullopenna.
V F
per g i oc • I versi sono 20.
a V F
• Sono presenti delle metafore.
re

148
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

Attenzione attenzione
È vietato l’ingresso ai non addetti al lavoro
è vietato il lavoro ai non addetti all’ingresso
La poesia gioca con le parole:
è ingrassato l’addetto ai non vietati al lavoro
le dispone in modi insoliti,
è lavato il gessetto ai non addetti all’ingrosso gioca con il loro suono, le
è ingrossato il divieto ai non lavati di fosso spezzetta come un puzzle e
è addetto all’ingresso il non vietato al lavoro poi le ricompone, ne inventa
di nuove...
è avvallato il lavoro all’ingresso del foro
è levato di dosso il divieto del tetto
è addossato il divieto ai non venati di rosso RI FLETTI SULLA LINGUA
è arrossato il viadotto ai derivati del cloro
In questa poesia il poeta ha
è venduto il cruscotto con paletti di gesso giocato molto con le parole
è ingessato il bompresso ai maledetti del fosso e i suoni, creando a volte
è mozzato il permesso ai garretti del toro frasi senza senso.
è maledetto il congresso dei cavilli del moro Individuale e sottolineale.
è forato il moretto nei contratti del coro
è contrito il foretto ai lavori del messo
è cessato il forzetto al divieto dell’oro
è venduto il merluzzo non senza decoro
è dettato il permesso ai verdetti del foro
è vietato l’ingresso agli addetti al lavoro.
B. Munari, Le macchine di Munari, Einaudi

PER COMPRENDERE
Unisci con una freccia ogni termine al suo significato.

AVVALLATO ragionamenti ingannatori

VIADOTTO incurvato

BOMPRESSO pentito

GARRETTI ponte che scavalca una vallata

CAVILLI albero di imbarcazioni a vela


a re
CONTRITO parti di zampe posteriori ioc
g
p er

149
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

La bambina del futuro


Bambina del futuro, perché mi guardi
RI FLETTI SULLA LINGUA
con occhi addolorati?
Perché fissi stupita
Sottolinea e analizza i pro-
nomi personali presenti i nostri cieli e i nostri prati?
nella poesia.
Bambina del futuro, perché il tuo corpo esile
è segnato dal tempo?
PER COMPRENDERE Perché ti muovi a fatica
e tremi se ti sfiora il vento?
Rispondi.
• L’autore della poesia: Bambina del futuro, perché rabbrividisci
racconta alla bambina del futuro i riempendomi di terrore?
problemi del mondo. Lei allora parlò mestamente e disse queste parole:
pone domande alla bambina del – L’aria del tuo mondo vibra di uccelli
futuro. e di pesci è pieno il tuo mare.
• Il pericolo che si teme è: Hai pane sul desco e brocche di latte
la poca cura del pianeta. noci gustose e frutti da mangiare.
di non avere più acqua e cibo.
Se il tuo mondo era davvero come io ora ho detto,
• L’espressione «hai pane sul desco»
perché mai l’hai distrutto, perché l’hai buttato?
significa «hai il pane sulla tavola».
Che cosa intende dire la bambina? E con queste parole svanì lentamente
Mangia tutto il pane che hai. nel grigiore del suo mondo malato.
Non ti manca il cibo. G. Caproni

PENSACI SU!
Che cosa può fare l’uomo, secondo te, perché nel
futuro le persone possano vivere in un pianeta non
contaminato e con buone risorse?

per pa
r
la r
e

150
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

Teresa PER COMPRENDERE


Io e te Teresa
siamo nati a giugno Vero (V ) o falso (F)?
due semi di grano • La poesia è stata scritta da
Teresa. V F
dentro la stessa paglia • L’autore crede di assomigl
iare molto a Teresa. V F
due fiori di rosa ballerina • Il poeta sostiene, attraver
so le metafore,
due ciliegie duracine che la figlia ha un caratte V F
re passionale.
siamo un punto • Il poeta usa similitudini.
V F
di rosso carico
un sangue scarlatto
due tuoni e due lampi
due figli del temporale.
W. Rossi Padre
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo di un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
E subito la scala tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiavi al muro.
Noi piccoli dai vetri si guardava.
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre...
C. Sbarbaro

PENSACI SU! Cerca sul dizionario il significato di:


novella.
are una poesia alla tua
Prova anche tu a dedic Poi scrivilo sul quaderno e confron-
primendo sentimenti ed
mamma o al tuo papà, es talo in classe.
do sei in loro compagnia
emozioni che provi quan
mento particolarmente
o raccontando un mo
importante vissuto con lor
o.
r l are
a
p
per

151
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

Verrà un giorno
Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo. Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
Prima la pace e nessuno verserà il sangue
del fratello.
quaggiù Il mondo allora apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
Perché andate sulla Luna? di abbondanza e freschezza senza frontiere.
Per dire: «Questa è casa mia» J. Carrera Andrade, Un uomo planetario
anche lassù?.
Se guardate quaggiù
vedrete crateri di odio RI FLETTI SULLA LINGUA
che si chiamano guerra,
ombre di miseria Rispondi sul quaderno.
Nella poesia Verrà un giorno l’espressione eviden-
che spengono la vita.
ziata è un ossimoro. L’Ossimoro è una figura retori-
Prima la pace quaggiù
ca che accosta nella medesima espressione parole
e dopo la Luna lassù. con significato contrasio, per esempio: un’amara
M. Lodi, La pace e la guerra nelle dolcezza.
poesie di adulti e bambini, Editrice Piccoli
(Pensa al verbo scoppiare… A quali parole lo acco-
steresti? A quale parola, invece, lo accosta il poeta?)
PER COMPRENDERE
Rispondi.
• Nella poesia Prima la pace quaggiù il messaggio è: PENSACI SU!
ognuno dovrebbe mirare alla pace sulla Terra.
Rispondi sul quaderno.
andare a vivere sulla Luna. orno qual è il
• Nella poesia Verrà un gi
e invia il poeta?
messaggio di speranza ch
può scoppiare
• In che modo, secondo te,
per r i fl e la pace nel mondo?
t
te r

152
e
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

Nasceranno uomini migliori


Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
sarà migliore di chi è nato
dalla terra, dal ferro, dal fuoco.
Senza paura e senza troppo riflettere
i nostri nipoti si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo
diranno: «Com’è bella la vita!».
Intoneranno una canzone nuovissima,
profonda come gli occhi dell’uomo,
fresca come un grappolo d’uva,
una canzone libera e gioiosa.
Nessun albero ha mai dato frutti più belli.
E nemmeno la più bella
delle notti di primavera
ha mai conosciuto questi suoni, questi colori.
Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
Se istruisci un popolo
sarà migliore di chi è nato Se dai del pesce a un uomo,
dalla terra, dal ferro, dal fuoco. egli si ciberà una volta.
N. Hikmet Ma se tu gli insegni a pescare,
egli si nutrirà per tutta la vita.
PER COMPRENDERE Se fai progetti per un anno,
Rispondi. semina del grano.
• Cerchia le emozioni che ti sembra di cogliere nella Se i tuoi progetti si estendono a dieci anni,
poesia Nasceranno uomini migliori. pianta un albero.
speranza disperazione Se essi abbracciano cento anni,
sofferenza sogno
istruisci un popolo.
pessimismo attesa ottimismo felicità
Seminando del grano una volta,
PENSACI SU! ti assicuri un raccolto.
Se pianti un albero,
Rispondi sul quaderno. tu farai dieci raccolti.
• Nella poesia Se istruisci un popolo , quale pensi sia il
Istruendo un popolo
messaggio che il poeta vuole comunicare?
tu raccoglierai cento volte.
• In quale verso lo puoi capire? Sottolinealo e spiega il perché. t tere
• Tu sei d’accordo con lui? Perché? K. Tsen if l e
r
per

153
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

Tramonto
Il testo poetico contemporaneo ha, Oggi alla fine del giorno
spesso, una struttura priva di sche-
il tramonto posò le sue perle
mi: può essere formato da un nume-
ro variabile di strofe e di versi liberi, sui fini e neri capelli della sera
cioè privi di rime. ed io le ho nascoste
come una collana senza filo
dentro il cuore.
Nel silenzio il cigno dorme
sulla riva deserta del fiume
e questo tramonto
attraverso il cielo luminoso di stelle
è venuto a toccare
la mia umile fronte.
RI FLETTI SULLA LINGUA Sopra queste acque tacite e calme
ha iniziato la traversata tra astri e stelle,
Sottolinea nella poesia i versi in ha steso
cui compaiono personificazio- il suo manto d’oro
ni, metafore e similitudini.
sulla soglia della notte
Trascrivi poi sul quaderno tutte
che dorme tranquilla
le figure retoriche indicando,
per ognuna, la tipologia. e infine lungo le vie dell’Orsa
sopra il carro di un nero destiero
s’allontanerà facendo scintille:
PENSACI SU! ha lasciato soltanto un tocco
sulla fronte di un poeta.
Rispondi sul quaderno. Nel tuo infinito mai s’era visto
• Che cosa descrive il poeta?
un tramonto così
• Secondo te, quali sensazioni prova?
né più ritornerà.
• Quali sensazioni hai provato tu, dopo aver letto la
poesia? R. Tagore

• Ti è piaciuta? Perché?
Seguendo lo stile della poesia riportata, utilizzando
quindi delle personificazioni, prova a scriverne una in
cui la protagonista sia l’alba.
le em
oz
ioni

154
U. d . A . 3 • I l t e sto po e ti
co

Ode al giorno felice


Questa volta lasciatemi
essere felice,
a nessuno è successo niente,
non mi trovo da nessuna parte,
accade solamente
che sono felice
Sono contento
in tutti i punti del cuore, Sono contento d’esser venuto al mondo,
mentre cammino d’esser nato sul nostro pianeta.
dormo o scrivo. Amo la terra,
Che posso farci: sono felice, la messe, la battaglia,
sono più innumerevole e ne afferro il linguaggio.
dell’erba delle praterie, È vero,
sento la pelle come un albero rugoso accanto al sole è un balocco
e l’acqua sotto, questo nostro mondo,
gli uccelli in alto, ma è grande
il mare come un anello sterminato.
alla mia cintura, Voglio andarmene in giro
fatta di pane e pietra la terra, a vedere
l’aria canta come una chitarra. e pesci e frutti e stelle
P. Neruda
che non conosco,
a sentire la risacca dei mari remoti.
M. Lodi
PENSACI SU!
Entrambe le poesie mostr
ano uno stato
d’animo felice, relativo
però a motivi
diversi: spiegali sul quad
erno.

Cerca sul dizionario i significati di:


PER COMPRENDERE – messe;
– balocco;
Rispondi sul quaderno.
– risacca;
• Quale metafora ti è piaciuta di più? – remoto.
• Perché? A che cosa ti fa pensare? Poi scrivili sul quaderno e confron-
• Quando tu sei felice a cosa ti sembra di assomigliare? tali in classe.
Esprimilo con:
– una metafora: «quando sono felice sono…»
oz i oni
– una similitudine: «quando sono felice sono come…» em
le

155
U.d .A. 3 • Il testo p oeti co

Luna mirtillo
Oh luna, luna mirtillo
A volte il poeta usa luna che canti, luna che ridi
ripetizioni e suoni oh luna che chiacchieri
per creare ritmi ed
luna che vegli
effetti sonori.
giri le strade
luna che cerchi
luna che gridi
luna di panna
RI FLETTI SULLA LINGUA
lampada accesa
luna d’asfalto.
Riscrivi sul quaderno la poesia Luna
mirtillo trasformando tutte le voci E se con un salto
verbali al passato remoto. vengo da te, luna di smalto?
Nella poesia Il salice piangente A. Molesini
individua tutti gli aggettivi che si rife-
riscono al salice, riscrivili sul quader-
no e analizzali. Il salice piangente
PENSACI SU! Salice curvo, perché piangi tanto?
Qual è il tuo dolore, perché sei affranto?
Componi la tua poesia dal titolo Sole
Il cielo è cupo, il mare profondo,
d’Arancio sul quaderno, utilizzando lo
al nuovo domani si apre il mondo.
schema delle ripetizioni.
Inizia così: Oh sole, sole d’arancio... Salice cupo, perché quel mormorìo?
Fa’ che il tuo segreto diventi anche il mio.
Il vento scompiglia l’erba in giardino?
Il fiume scorre lento con suono argentino.
PER COMPRENDERE
Salice curvo, cosa vuoi raccontare?
Rispondi.
Storie d’amore, di perdite amare?
• Il salice piangente si chiama così perché:
Chi è il marinaio e dov’è il suo destino?
è un albero che mette molta tristezza. Dove volano gli uccelli nel cielo cristallino?
i suoi rami sono talmente cadenti che
sembra stia piangendo. Salice curvo, danzatore affranto,
regalami le note del tuo mesto canto.
T. Mitton

l a n at
u ra

156
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

La foresta pluviale
Foresta, madre mia,
Torrente nutrimi dei tuoi frutti squisiti.
Foresta, padre mio,
Spumeggiante, fredda mostrami le mie radici.
fiorita acqua dei torrenti, Foresta, dove io trovo riparo,
un incanto mi dai regalami un po’ di ombra,
che più bello non conobbi mai. mentre cammino nello splendore
Il tuo rumore mi fa sordo, del tuo verde più chiaro.
nascono echi nel mio cuore.
Foresta di sussurri
Dove sono? Fra grandi massi
e sentieri intricati, Attraverso la poesia spesso
arrugginiti, alberi, selve si vogliono comunicare
Foresta di spiriti
percorse da ombrosi sentieri? MESSAGGI profondi su cui
di labirinti affollati, riflettere e confrontarsi.
Il sole mi fa un po’ sudare,
Foresta di misteri
mi dora. Oh, questo rumore tranquillo
profondi e nascosti,
questa solitudine.
tu scivoli come un serpente
E quel mulino che si vede e non si vede
fra i miei giorni e le mie notti...
fra i castagni, abbandonato.
T. Mitton
Mi sento stanco, felice
come una nuvola o un albero bagnato.
A. Bertolucci
PER COMPRENDERE
Nei due testi emerge uno stretto legame
tra l’uomo e la natura.
Quali sentimenti prova il poeta nei con-
fronti della natura?
Scrivi, accanto a ciascun termine,
1 se si riferisce alla prima poesia,
2 se alla seconda,
1-2 se a entrambe.

rispetto
inquietudine
riconoscenza
solidarietà
tranquillità
tu ra
na
la

157
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

Il girasole
È la mia vita
seguire il sole nel cielo,
sotto il suo sguardo di
fuoco
non piego mai lo stelo.
Come in una danza
cerco in una danza
cerco la sua luce
il suo calore
e giro
giro
finché mi batte il cuore.
Giro
e giro
giallo di gioia
e di felicità
le ore passano
in tutta libertà.
Ma poi
il sole tramonta
e io
PER COMPRENDERE
non so più
Fai la parafrasi della poesia
con chi danzare
sul tuo quaderno. che senso avrebbe
continuare a girare?
Così mi fermo
PENSACI SU!
e aspetto
Rifletti e rispondi. so che è solo una pausa
• Chi parla è: • L’argomento è: e che la mia danza
non è finita:
un bambino. la sua vita.
la notte passa in fretta
un girasole. le sue speranze.
e ricomincia la vita.
S. Colloredo
l a n at
u ra

158
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

Neve nel bosco


Quanta neve nel mio bosco!
Si sono piegati i frassini
in silenzio.
Sul sentiero è apparso
il passo della volpe.
È venuta stanotte ad annusare
l’aria e la luna.
Guardinga sull’altura,
in una zampa un poco di coraggio,
in una zampa un poco di paura.
Ferma dietro a un faggio
è stata ad osservare
l’ostinato sipario della neve.
Poi se n’è andata

Canzonetta d’amore seguendo un suo pensiero.


R. Carosso

per il vento RI FLETTI SULLA LINGUA


PER COMPRENDERE
È beffardo e curioso Nella poesia «Canzonetta d’a-
va sui monti e sul mare more per il vento» evidenzia le Nella poesia Neve nel bosco:
è svelto e generoso rime con colori diversi. Sono: • «ostinato» sta per:
nulla lo può fermare. testardo.
rime alternate.
S’insinua dappertutto rime baciate. che non si modifica.
vola insieme agli uccelli rime incrociate. • «sipario» sta per:
riesce a sapere tutto una tenda da teatro.
e scompiglia i capelli. qualcosa che nasconde
la scena al pubblico.
È libero e sorride
• Quindi «ostinato sipario» è:
entra in ogni avventura
una similitudine.
compie mille magie
una metafora.
non ha alcuna paura.
una personificazione.
Fa parlare le foglie
porta voci e canzoni Scrivi la prosa della poesia
non si cura del tempo Canzonetta d’amore per
tu ra
ed è senza padroni. il vento sul quaderno. na
la

G. Pontremoli

159
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

Ricordi d’infanzia
RI FLETTI SULLA LINGUA
Ho i ricordi d’infanzia, ho i ricordi,
In entrambe le poesie gli autori narra- immagini di luce e di palmizi,
no ricordi d’infanzia, ma in modi di- e in un fulgore d’oro
versi. Qual è la differenza? di campanili, lunghi, con cicogne,
Scrivilo sul quaderno. di paesi con strade senza donne
Sottolinea nel testo di entrambe le sotto un indaco cielo, piazze vuote
poesie le percezioni visive di blu e le
dove crescono aranci luminosi
percezioni olfattive di rosso.
coi loro frutti rotondi e vermigli;
nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,
Ricordo e limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;
Ricordo che, quand’ero nella casa aroma di garofani e di nardi,
della mia mamma, in mezzo alla pianura, forte odore di menta e di basilico;
avevo una finestra che guardava immagini d’ulivi inargentati
sui prati; in fondo, l’argine boscoso a un sole ardente che stordisce e acceca,
nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo, e turchine e remote cime alpestri
c’era una striscia scura di colline. con rosse tinte d’una sera immensa.
Io allora non avevo visto il mare A. Machado
che una sola volta, ma ne conservavo
un’aspra nostalgia da innamorata.
Verso sera fissavo l’orizzonte; PER COMPRENDERE
socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo
Rispondi.
i contorni e i colori tra le ciglia:
• Nella poesia Ricordo l’autrice dalla sua finestra
e la striscia dei colli si spianava, vedeva (puoi scegliere più di una risposta):
tremula, azzurra: a me pareva il mare
il mare. un paese.
e mi piaceva più del mare vero.
le montagne. le colline.
A. Pozzi
un palazzo. un fiume.
le mucche al pascolo. un orto.
• Che cosa vuole esprimere l’autrice?
rancore. un dolce ricordo.
solitudine. un triste ricordo.

c o m e ra
cco
nto

160
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

Il villoso calabrone
Questo ispido villoso calabrone
l’ho trovato ubriaco fradicio
di polline e di rugiada
nella campana di un fiore arancione.
Zampettava di qua e di là ronzando
per uscire, ma non trovava più la strada.
Lo tirai fuori, ed ora è lì che vola
in un raggio di sole tutto d’oro:
come un ubriacone che s’alza dal marciapiede RI FLETTI SULLA LINGUA
e s’incammina malsicuro borbottando.
Individua e sottolinea, in
C. Govoni
entrambe le poesie, con
colori diversi: onomato-
pee, metafore, personifi-
cazioni e similitudini.

Talvolta i poeti
Il porcospino
scrivono poesie
per narrare sto-
Scoprimmo che al porcospino
rie o vicende a piaceva la pasta al ragù.
loro accadute. Veniva a notte alta, lasciavamo
il piatto a terra in cucina.
PER COMPRENDERE Teneva i figli infruscati
vicino al muro del garage.
Rispondi. Erano molto piccoli, gomitoli.
• La poesia Il porcospino descrive: Che fossero poi tanti
I comportamenti dell’animale.
il guardia, sempre alticcio,
Cerca sul dizionario non n’era sicuro.
i significati di: le caratteristiche fisiche dell’animale.
– ispido, Più tardi il riccio fu visto
Ti è mai capitato di scoprire qualcosa di
– villoso. nell’orto dei carabinieri.
curioso con la tua famiglia oppure con i
Poi scrivili sul qua- Non c’eravamo accorti
tuoi amici? Raccontalo sul quaderno.
derno e confrontali
di un buco tra i rampicanti.
in classe.
E. Montale
Infruscato: nascosto.
c o nto
Il guardia: il guardiano.
Alticcio: ubriaco.
ac
r
co me

161
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

Avarizzia
Le POESIE DIALETTALI conservano Ho conosciuto un vecchio
il patrimonio linguistico e culturale ricco, ma avaro: avaro a un punto tale
delle regioni italiane.
Spesso i poeti scrivono piccole sto-
che guardava li quattrini ne lo specchio
rie che contengono una morale, un pe’ vede raddoppiato er capitale.
insegnamento che suscita riflessioni.
Allora dice: – Quelli li do via
perché faccio la beneficienza;
ma questi me li tengo pe’ prudenza...
E li ripone ne la scrivania.
Trilussa (C. A. Salustri)

Come puoi notare il termine «avarizia» è


scritto con due «z». In questo caso non si
tratta di un errore grammaticale ma di una
componente del dialetto romanesco.

PER COMPRENDERE Accidia


Rispondi. In un giardino, un vagabonno
• La morale della poesia «Avarizzia» è: dorme accucciato per terra,
l’uomo avaro è molto furbo. arinnicchiato,
l’avarizia è un brutto difetto. che manco se distingueno le forme.
Passa una guardia: – Alò! – dice – Cammina!
Sul quaderno, prova a riscrivere in italiano
entrambe le poesie dialettali.
Quello se smucchia e j'arisponne: – Bravo!
Me sveji propio a tempo!
Dopo aver letto entrambe le poesie scrivi sul
M'insognavo che stavo
quaderno che cosa si intende per avarizia e
per accidia; poi insieme ai compagni e con a lavorà ne l'officina!
l’aiuto dell’insegnante discutine in classe. Trilussa (C. A. Salustri)
d ial ett
a
le

162
33
U. dU. A. d. . A . • Itletsetso tpoo epoteictoi c o

L’agnello infurbito
Un lupo che beveva in un ruscello
vidde, dall’antra parte de la riva,
l’immancabbile agnello.
– Perché nun venghi qui? – je chiese er lupo.
– L’acqua, in quer punto, è torbida e cattiva
e un porco ce fa spesso er semicupo.
Da me, che nun ce bazzica er bestiame,
er ruscelletto è limpido e pulito...
L’agnello disse: – Accetterò l’invito
quanno avrò sete e tu nun avrai fame.
Trilussa (C. A. Salustri)

La gratitudine
Scrivi il significato dei termini:
– antra; Mentre magnavo un pollo,
– semicupo; er Cane e er Gatto
– bazzica. pareva ch'aspettassero la mossa dell'ossa
Poi scrivili sul quaderno e confrontali in classe. che cascaveno ner piatto.
E io, da bon padrone,
facevo la porzione,
PER COMPRENDERE a ognuno la metà: un po' per uno,
senza particolarità.
Rispondi.
Appena er piatto mio restò pulito
• La morale della poesia La gratitudine è:
er Gatto se squajò. Dico:
il cane è più fedele rispetto al gatto.
– E che fai?
se gli conviene, anche il cane sa essere opportunista. – Eh – dice – me ne vado, capirai,
ho visto ch'hai finito...
– Er Cane invece me sartava al collo
PENSACI SU! riconoscente come li cristiani
e me leccava come un francobbollo.
Rispondi sul quaderno.
– Oh! Bravo! – dissi – Armeno tu rimani!
Nella poesia L’agnello infurbito pensi che il lupo
Lui me rispose: – Si, perché domani
volesse essere gentile con l’agnello o aveva altri
scopi? Se sì, quali? magnerai certamente un antro pollo!
Trilussa (C. A. Salustri)
tale
le t
dia

163
UU.d. d.A..A . 33 • tIelstteo sptooetpioceotico

A Ancona PENSACI SU!


Ha deto un tizio int'un giurnale
Nella poesia A Ancona, secondo te, che cosa sente
che in visita turistiga il poeta nei confronti della sua città?
cercava el centro tuo; Prova a descriverlo sul quaderno.
pero', gira e sbrila
nun e' stato bono de truvalo.
Ma drento al mondo mio
sei l'umbeligo
che stragina i sentimenti
ntél prufondo,
ntél mezo de la tera mia rubusta.
Se le gambe me fa figo
e me strabalto,
e l'urizonte nun el trovu più,
me basta de penzate e me riasesto
perche' ntél baricentro
io
c'ho te.
A. Accoroni, poeta anconetano
Primavera vissina
PER COMPRENDERE Vorìa che tornasse presto primavera
e che finisse sto inverno
Sul quaderno, scrivi in italiano la poesia A Ancona. che me rumega dentro.
Qui di seguito sono riportate alcune definizioni: scrivi a Par buttarme
quale delle parole evidenziate, secondo te, corri- e restare cussì sull’erba
spondono. a respirare la tera,
arroventata: sentire i fiori che bala,
così: e el vento, che me caressa.
a braccia aperte: Restare cussì, a brassi larghi
rode:
e le man piantà par tera.
lucertola addormentata:
vorrei:
Cussì, coi oci sarà,
con gli occhi chiusi: come na lusertola indormensà su na mura
sfogonà del sole.
D. Durante, poeta veneto
di al et
t
a le

164
Laboratorio: io scrittore!
Segui lo schema e prova anche tu a diventare un poeta!

1. Cosa vedi nella foto? Che cosa immagini ci sia ancora,


per esempio aldilà degli alberi? Descrivi con frasi brevi.

Le mongolfiere (per esempio, sono colorate)

Il prato

Gli alberi

2. Arricchisci le frasi che hai scritto con verbi, aggetti-


vi o termini specifici.

(Le mongolfiere sono tante e di mille colori e volano


nel cielo)

3. Ora amplia ulteriormente le tue frasi utilizzando metafore, similitudini, personificazioni…


(Le mongolfiere sono tanti arlecchini volanti)

4. Cerca ora di cambiare lʼordine delle parole e di andare a capo dove opportuno, per creare i versi.
(Volano nel cielo
colorati arlecchini)

165
Cittadinanza e
Costituzione difendiamo il pianeta!

Il nostro pianeta è minacciato da molti pericoli, primo fra tutti l’irresponsabilità dei suoi abitanti.
E tu che abitante sei? Ti prendi cura del tuo mondo?
Colora gli spazi seguendo la legenda e scopri se il tuo comportamento è corretto o meno.
Poi confrontalo in classe: la maggioranza di voi difende il pianeta oppure deve ancora migliorare?
La frase corrisponde al mio comportamento.
La frase NON corrisponde al mio comportamento.

Quando esco da una


stanza spengo la luce.
Di giorno, di solito,
non tengo la luce
accesa.
Non raccolgo i fiori nei
prati e non incido le cor-
D’inverno indosso un pigia- tecce degli alberi.
ma caldo per poter dormire
con una temperatura più
Non butto mai i
bassa.
rifiuti per terra.

Regalo abiti e giocattoli che


Per i brevi spostamenti
non uso ad associazioni
uso la bici o vado a piedi.
benefiche.
Spengo la tv dal bottone principale,
non dal telecomando.
D’inverno non lascio aperte le
finestre troppo a lungo per non
raffreddare l’ambiente.

Mentre m’insapono o
mi lavo i denti chiudo il
Se il tuo pianeta è
prevalentemente rubinetto. Scrivo su entrambi i lati di
verde, complimenti! un foglio di carta. Se nel tuo pianeta prevale
Sei un abitante il colore rosso, devi cam-
responsabile. biare molte delle tue abitu-
dini per aiutare la Terra a
sopravvivere.
OBIETTIVO: riconoscere comportamenti cor-
retti nei confronti dell’ambiente.

166 Riflettere sulle proprie abitudini.


I ghiacciai

I ghiacciai nascono dalle cime di alte montagne e vicino ai poli del


pianeta, dove la temperatura è sempre sotto lo zero. I fiocchi si PER COMPRENDERE
accumulano e, compressi dal loro stesso peso, si uniscono in bloc-
Rispondi sul quaderno.
chi sempre più compatti.
• Dove nascono i ghiacciai
Appena supera i 15 metri di spessore, ogni ghiacciaio comincia ad
e perché?
avanzare perché troppo pesante. Il peso della neve e il calore che • Quando iniziano a muo-
si sprigiona dal suolo fanno sciogliere un sottile strato alla base del versi?
ghiacciaio che scivola su questa pellicola di acqua e va verso valle. • A cosa è dovuto questo
Quando il ghiacciaio avanza lungo una forte pendenza si spacca movimento?
formando grossi crepacci: l’ampiezza di ogni crepaccio varia da • Perché i ghiacciai rischia-
pochi centimetri a oltre 30 metri. no di sciogliersi troppo
velocemente?
I ghiacciai rappresentano i tre quarti della riserva di acqua dolce
• Che cosa potrebbe acca-
del pianeta. Che si sciolgano o aumentino di peso è normale, ma
dere se la temperatura
negli ultimi 20 anni la percentuale di gas, come l’anidride carboni- della Terra dovesse conti-
ca, presenti nell’aria è aumentata notevolmente. Accumulandosi nuare a salire?
nell’atmosfera, questi gas formano una coltre che permette alla • Secondo te, come possia-
Terra di ricevere i raggi solari, ma non di perdere calore, come suc- mo evitare di far accadere
cede all’interno di una serra. Così la temperatura della Terra gli effetti previsti?
aumenta e i ghiacciai rischiano di sciogliersi molto rapidamente. • Tu che cosa fai in merito?
Se ciò avvenisse città intere potrebbero venire inondate dalle
acque che strariperebbero da laghi e fiumi, inoltre il livello del
mare potrebbe salire sommergendo migliaia di chilometri di coste.
Riad. da «Scoprire»

OBIETTIVO: conoscere un aspetto del mutamento climatico.

167
Cittadinanza e
Costituzione imballaggi intelligenti

MONTAGNE DI LATTINE

Nel mondo vengono usati più di 65 miliardi di lattine ogni anno


(in Italia circa un miliardo e 800 milioni di lattine).
In realtà potremmo riciclarle tutte.

Il processo di riciclaggio dell’alluminio è così:

1. le lattine per le bibite e altri prodotti in alluminio


vengono raccolti e portati in fabbriche;
2. qui sono frantumati in scaglie di metallo;
3. per mezzo di potenti calamite vengono scartati
e messi da parte i pezzi di ferro;
4. il resto dei metalli viene lavato e pressato in
blocchi per renderne più facile il trasporto alle
fonderie;
5. qui sono fusi e trasformati in solidi blocchi di alluminio;
6. poi vengono pressati in sottili fogli di alluminio e
venduti ai fabbricanti di lattine;
7. dai fogli di alluminio vengono prodotte nuove lattine.

L’alluminio può essere fuso e riciclato all’infini-


to. Fa risparmiare sia alluminio sia ener-
gia. L’energia risparmiata rici-
clando una sola lattina può
tenere acceso un televiso-
re per 3 ore.

OBIETTIVO: usare in modo corretto le risorse,


evitando sprechi. Comprendere l’importanza del

168 riciclaggio dei rifiuti per la salvaguardia dell’ambiente.


PACCHETTI INGOMBRANTI

Che fine fa la plastica dopo che l’abbiamo buttata via?


Ingombra la Terra per un lunghissimo periodo.

Quando comperiamo qualcosa avvolta nella plastica o nel carto-


ne, non lo sappiamo ma stiamo pagando anche la spazzatura.
Una volta aperto l’imballaggio, generalmente lo si butta via.
Ma se è fatto di plastica, è fatto con uno dei più importanti
tesori della Terra: il petrolio.
Quando il petrolio viene trasformato in plastica non lo
possiamo più riconvertire, non ridiventerà più parte della
Terra. Il che significa che la Terra perde una risorsa molto
importante!
Inoltre la plastica acccumulata nelle discariche impiega miglia-
ia di anni per degradarsi e anche se sottoterra può produrre
sostanze nocive.
Provate a guardarvi intorno e controllate come vengono avvolti i vari
oggetti. Se accompagnate i vostri genitori a fare la spesa cercate di com-
perare oggetti confezionati in contenitori riciclabili, che non diventano rifiuti, o
almeno fatti di materiali già riciclati.
Riad. da The Earth Works Group, 50 cose da fare per aiutare la Terra, Salani

PER COMPRENDERE PENSACI SU!


Rispondi. Rifletti e rispondi.
• In che modo viene reso più facile il trasporto • Nella tua città si pratica la raccolta differenziata?
dei metalli alle fonderie? Di tutti i materiali o solo di alcuni? Quali?

• Dove finisce la plastica che gettiamo via?

• Di che cosa è fatta la plastica? • E a casa tua?

169
U.d.A. 4 • I l testo tea trale

A – Buongiorno signore, desidera?


X – (Guardando l’orologio) È un ristorante questo?
A – Certo! Ristorante, Pizzeria, Bar, Tabacchi.
X – Allora alle 11:30 cosa pensa che voglia? Mangiare!
A – Bene, mi dica.
X – Come le fate le pizze?
A – Come le preferisce signore.
X – Come una pizza.
A – Bene signore, abbiamo delle belle napoletane.
X – No, veramente preferisco le siciliane.
A – (Sorride) Una buona margherita allora!
X – Grazie, non mangio i fiori.
A – (Sorride) La vuole capricciosa allora!
X – La pizza?
A – Certo signore; allora che cosa?
X – Così scappa dal piatto e si mette a fare i capricci in giro per il ristorante.
A – (Esasperato) La smetta e mi dica come vuole la pizza.
X – Senta, la pizza non la voglio più. Mangio qualcos’altro.
A – Bene signore, le mando l’altro cameriere.
B – Buongiorno signore, mi dica.
X – Cominci a portarmi un antipasto.
B – Gli posso dare del salame!
X – Salame sarà lei!
B – Senta, mi dica lei cosa vuol mangiare.
X – Mangiare. Mangiare, inghiottire cibo...
B – Signore sono qui per questo… Vuole ordinare?
X – (Si alza e comincia a sistemare le sedie e gli oggetti sul tavolo)
B – Ma cosa fa?
X – Sto ordinando un po', basta che mi facciate mangiare.
Riad. da Internet

170
In questa unità dʼapprendimento scoprirai il TESTO TEATRALE e la sua struttura.
Imparerai diverse nozioni e gli elementi che compongono un testo teatrale:
– copione,
– sceneggiatura,
– personaggi,
– generi.
Sei pronto/a per immedesimarti con i personaggi dei copioni? Leggi il brano nella pagina
accanto: aiutandoti con i suggerimenti fra parentesi, riesci a esprimere le sensazioni prova-
te dai personaggi, a riprodurre i toni dei discorsi modulando la voce, a simulare stati
dʼanimo e sensazioni? Se riesci a fare tutto ciò, a metterti nei panni dei personaggi e a
trasmettere emozioni... sei davvero un grande attore!

171
Il testo teatrale
IL COPIONE
Il testo teatrale si basa su un copione, scritto sotto forma di
discorso diretto per essere rappresentato in prima persona,
che si compone di:

• battute, le parole che devono pronunciare i personaggi;


• didascalie, le spiegazioni che indicano l’ambiente in
cui si svolge la scena o spiegano come gli attori agisco-
no in scena; sono solitamente scritte in corsivo o tra
parentesi (le hai già incontrate a pag. 170).

LA SCENEGGIATURA
La sceneggiatura è un testo che comprende il copio-
ne e descrive con molta precisione (a volte anche con
disegni) quante sono le scene e come devono svilup-
parsi: cioè come e dove devono posizionarsi gli atto-
ri, come devono essere luci e musiche, quali altri
oggetti devono far parte della scenografia…

LA STRUTTUTA DEL TESTO


Il testo teatrale può essere costituito da una o più
parti, che sono definite atti oppure da un’unica parte
(in questo caso si parla di atto unico) e sviluppare così
un solo nucleo narrativo.
Ogni atto è solitamente suddiviso in scene, ognuna delle
quali corrisponde a un episodio della storia narrata.
Quando gli attori escono dalla scena o quando avviene un
mutamento di ambienti si ha il cosiddetto cambio di
scena.

T EATR ALE
o: I L TESTO
I segreti del test
172
I PERSONAGGI
Insieme al protagonista della vicenda, colui che è al centro del-
l’azione, compaiono:

• i comprimari, altri attori di rilievo;


• i personaggi secondari, che interagiscono con il protagonista;
• le comparse, che a volte pronunciano poche parole, altre volte
non parlano affatto.
Tra le battute dei personaggi si può inserire, di tanto in tanto,
quelle del narratore, che spiega alcuni particolari.

I TESTI TEATRALI SONO:


• la commedia, vicende di vita co-
mune che si concludono con un
lieto fine;
• la tragedia, vicende di personag-
gi illustri della storia o del mito
destinati a suscitare pietà nello
spettatore;
LE FIGURE PROFESSIONALI SONO:
• il dramma, vicende dolorose e
• il regista; problematiche della vita;
• gli attori; • il melodramma, azione teatrale
• lo scenografo; che si realizza attraverso la musi-
• il costumista; ca e il canto.
• i tecnici (di suoni, luci, musiche);
• il truccatore;
• il suggeritore.

I segreti d
el testo
: IL TESTO
TEATRALE
173
U .d .A.
4 • I l t e s t o t e at ra l e

Pollo allo spiedo


Scena prima : Marisa e Vittorio
V: (entra agitatissimo) Marisa, alzati! Alzati, per carità!
scena sono: M: (scatta in piedi) Che succede, va a fuoco qualcosa?
I personaggi della
a di casa, V: Peggio! Questa sera abbiamo un ospite di riguardo.
M - Marisa, padron
di Marisa,
V - Vittorio, marito M: Un ospite di riguardo? E chi è?
o di Vittorio.
N - Nicola, capuffici V: Il mio capufficio. Dobbiamo offrirgli una cena magnifica.
zo.
in una sala da pran M: (preoccupata) Una cena magnifica? Figurati, ho il frigorife-
La scena si svolge e
su una sedia e legg ro vuoto!
Marisa sta seduta
V: (disperato) È dal primo giorno di lavoro che dico al mio
un giornale.
capufficio... sai, per fraternizzare... gli dico: «Dottore, venga
a cena a casa mia. Pensi che mia moglie è una fata della cuci-
na!».
M: Una fata? Adesso mi sento più una strega!
V: Pensa, oggi pomeriggio il capufficio mi ha detto: «Caro
ragioniere, mia moglie è andata a trovare la madre e io... io
sono solo. Quindi, se non le dispiace, accetterei molto volen-
tieri il suo invito».
M: Telefonagli. Fermalo!
V: Telefonargli? Fermarlo? Che figura ci farei?
M: Sai che c’è da mangiare, stasera?
V: Bistecche?
M: No! Coratella e cipolle! L’avanzo di ieri sera.
V: O povero me, sono fritto!
M: Idea! Mi è venuta una grande idea!
V: Dilla.
M: Appena arriva il tuo capufficio, tu mi domandi: «Marisa,
cos’hai preparato di squisito per il dottore?». E io: «Pollo allo
spiedo».
V: E quando sarà ora di portare a tavola il pollo, che farai?
M: Ecco l’idea! Vado in cucina, lancio un urlo, poi torno di
qua fuori di me e annuncio che il cane ha mangiato il pollo.
V: Mi piace! Fra l’altro il mio capufficio lo sa che abbiamo
un cane. Quindi ci crederà.

174
U. d. A. 4 • I l t e st o t e at r al e

M: A quel punto, con le lacrime agli occhi, annun-


cerò che potremo rimediare all’incidente se l’ospite
si rassegnerà a mangiare coratella e cipolle. Non
dirà di no.
V: Ne sono convinto. (suona il campanello) È lui!...
Vado ad aprire. (esce)

Scena seconda : Marisa, Vittorio e Nicola


V: (entra con Nicola) Dottore, ho il piacere di presentarle
mia moglie. (a Marisa) Il dottor Fasulli, mio capufficio.
M: (stringe la mano a Nicola) Onoratissima, dottore.
N: Per carità, signora! L’onore è tutto mio.
V: S’accomodi, prego. (siedono) Marisa, cos’hai prepara-
to di squisito per il dottore?
M: Pollo allo spiedo.
N: Fantastico! Il pollo allo spiedo è la mia passione.
M: Vado a vedere come sta il pollo allo spiedo.
N: (si alza in piedi con Vittorio) Prego, signora.
(Marisa esce, facendo cenni d’intesa a Vittorio)
N: Caro ragioniere, sono proprio felice di trovarmi qui,
in casa sua. Mia moglie, del resto, non è affatto capace di
cucinare il pollo allo spiedo. Chissà perché?
V: (sulle spine, lancia occhiate dalla parte dove è uscita
Marisa) Chissà perché?... Mah!
(dall’esterno si sente un urlo femminile, poi fracasso di
vetri infranti, mobili rovesciati, quindi un attimo di silen-
zio)
M: (entra spettinata e ansante) Il cane! Il cane ha man- PER COMPRENDERE
giato... il cane ha mangiato...
V: (con esagerata preoccupazione) Il pollo allo spiedo? Rispondi.
M: No. La coratella e le cipolle! (e sviene, prontamen- • Secondo te, il genere di questo
testo teatrale è:
te sostenuta da Vittorio e Nicola)
commedia.
F. Roberto, Lettori in gamba, Raffaello Editore
melodramma.
tragedia.

175
U .d .A.
4 • I l t e s t o t e at ra l e

Il proverbio
Scena unica : Piero e il papà
Piero (un po’ esitante e confuso): Papà... Abbiamo fatto il
dettato a scuola.
Papà: Fammi vedere... Hmm...quanti segnacci blu. Hai fatto
molti errori direi.
Piero: È tutta colpa dell’acca. Non so mai quando ci vuole e
quando non ci vuole (comincia a piagnucolare).
Papà: Su, su, Piero. Tutti fanno degli errori per imparare a
scrivere...
Piero: Allora non sei arrabbiato?
Papà: Non sono nemmeno contento, se è questo che vuoi
dire. Ma penso che saprai stare più attento un’altra volta.
Piero: E non farò più errori!
Papà: Ne farai ancora. Del resto, sai come dice il proverbio...
sbagliando si impara.

Narratore: Piero, consolato e rincuorato dalle parole del suo


papà, corre in camera a fare i compiti. Compito di aritmetica,
stavolta...

Piero: Dieci più dieci... venti, più uno ventuno... che bel com-
pito, sono sicuro che non farò nemmeno un errore... Nemmeno
un errore... ma allora? Come ha detto il papà? Sbagliando si
impara... Dunque se non faccio qualche sbaglio, non imparo
niente. Due più due... fa quattro, lo so. Ma se non sbaglio non
imparo... Allora scrivo un bel cinque... Tre più tre facciamo
sette, così imparo più in fretta...

PER COMPRENDERE
Rispondi sul quaderno.
• Chi sono i personaggi?
• Che cosa succede?
• Qual è il motivo che rende divertente
questo testo teatrale?

176
U. d. A. 4 • I l t e st o t e at r al e

PENSACI SU!
Narratore: Preso dall’entusiasmo e
Secondo te, qual è il significato del proverbio?
ben deciso a imparare sul serio, Piero
Spiegalo sul quaderno.
semina il suo compito di errori. Poi
afferra il quaderno e corre a mostrar-
lo al papà...

Piero: Papà, papà, guarda: ho fatto il


compito.
Papà: Bravo. Fa’ un po’ vedere...
Ma... ma... due più due cinque...
dieci più uno diciassette... (si irrita e
finisce per gridare). Ma dico, Piero?
Piero: Ma papà, l’hai detto tu che
sbagliando s’impara, no? Io ho cerca-
to di sbagliare... E adesso tu mi sgri-
di... (piagnucola). Ecco, non si sa
mai come fare con i grandi!

G. Rodari, Chi sono io?, Editori Riuniti

177
U .d .A.
4 • I l t e s t o t e at ra l e

L’esame settimanale
Spezzindue: Buongiorno mocciosi.
Tutti gli alunni: Buongiorno, signorina
Spezzindue.
Spezzindue: (fissando ogni bambino con
di una classe.
La scena è quella iosi. espressione nauseata) Siete proprio un muc-
dei ragazzini silenz
Sui banchi ci sono triangolo chio di brufoli pustolosi. Suppongo che i
gn at a da l legg ero suono di un
Accompa la caraffa
gn or in a D ol ce m iele che controlla vostri genitori vi ritengano meravigliosi.
entra la si rride agli
cq ua e i bi cc hi er i sulla cattedra, so Ebbene, io sono qui per dimostrarvi il con-
piena d’a piedi.
va in fo nd o al l’a ula dove rimane in trario. Alzatevi in piedi!
alunni e p oi llare di
sam en te si se nt e il minaccioso ru (Tutti gli alunni si alzano di scatto)
Improvvi signorina
ch e ac co m pa gn ano l’entrata della Spezzindue: Ora stendete le mani davanti a
tamburi più forti e
ue , po i si pe rc episcono sempre voi, e mentre io vi passo davanti voltatele, in
Spezzind rice.
lla terribile dirett
più vicini i passi de modo che possa vedere se sono pulite di
sotto e di sopra.
(Cammina lentamente tra i banchi, poi si
ferma minacciosa davanti a un bambino)
Come ti chiami?
Nilo: Nilo.
Spezzindue: Nilo Daloi (Sempre più arrab-
biata) Qual è il mio nome moccioso?
Nilo: Signorina Spezzindue.
Spezzindue: Allora usalo, quando ti rivolgi a
me. Ricominciamo. Come ti chiami?
Nilo: Nilo Daloi, signorina Spezzindue.

PER COMPRENDERE
Rispondi sul quaderno.
• Come si chiamano i personaggi?
• Chi sono?
• Dove si svolgono le scene?
Scrivi la prosa di questo testo teatrale.

178
U. d. A. 4 • I l t e st o t e at r al e

Spezzindue: Ora va meglio. Hai le mani luride,


RI FLETTI SULLA LINGUA
Nilo! Da quanto tempo non te le lavi?
Nilo: Mi lasci pensare. Non lo ricordo con preci- Sottolinea di rosso le dida-
sione. Da un giorno... o due... scalie che si riferiscono alle
Spezzindue: (Sempre più arrabbiata) Lo sapevo! insegnanti, di verde quelle
L’ho capito subito che sei un lurido pezzente! che si riferiscono agli allievi.
(osservandolo disgustata). Vai nell’angolo e resta
lì con la faccia al muro, diritto su una gamba sola!
Dolcemiele: Ma signorina Spezzindue! Non ha
fatto niente!
Spezzindue: Non mi contraddica signorina. E
adesso tu. (Rivolgendosi minacciosamente a un
altro alunno) Vai alla lavagna e scrivi la parola
«difficoltà».
Edoardo: (Timidamente) La signorina Dolcemiele
inventa una canzoncina per ogni parola, noi la
cantiamo e così impariamo a scriverla in tre
minuti.
Spezzindue: (Fingendo di essere buona) Un
metodo affascinante. (Diventando cattiva) Adesso
scrivi, moccioso!
Edoardo: (Scrive cantando, senza commettere
errori)

LA SIGNORINA DIF
CON FI A SPASSO VA
MENTRE IL SIGNOR COL
SI SPOSA CON LA TÀ.
DIF – FI – COL – TÀ!

Spezzindue: Ridicolo! Perché tutta questa gente


si sposa? (Rivolta alla signorina Dolcemiele) Lei,
signorina, non dovrebbe mescolare la poesia
all’ortografia. Ci dia un taglio, per il futuro!

(segue)
Volta la pagina!

179
U .d .A.
4 • I l t e s t o t e at ra l e

PER COMPRENDERE
Dolcemiele: Ma permette loro di imparare senza
Aiutandoti con le immagini delle pagine precedenti,
fatica!
associa ciascun personaggio alla sua descrizione.
Spezzindue: Non discuta con me! (Rivolta ad
Edoardo, lo spinge sulla sedia) Tu siedi! Adesso
vi interrogherò sulle tabelline. Tu! Quanto fa due
per sette?
L’alunno che viene Ruggero: (Impaurito) Sedici!
maltrattato più di Spezzindue: (Avanzando lenta verso il bambino)
tutti. Lumacone ignorante!
a Ruggero: (Sempre più impaurito) Diciotto!
Spezzindue: Criceto scervellato!
(Afferra il bambino e lo scuote).
La direttrice severa Dolcemiele: Signorina Spezzindue, la supplico,
che terrorizza tutti lo lasci! Gli sta facendo male!
quanti. Spezzindue: Stia zitta! E tu ripeti: due per sette
b fa quattordici, (Alzando il volume della voce)
due per sette fa quattordici, due per sette fa
quattordici!!!
Ruggero: D d due p per s sette f f fa quattordici...
La maestra dolce e
gentile. Spezzindue: (Lasciando il bambino che si acca-
scia sul banco) E ora smetti di piagnucolare. Non
c mi piacciono i bambini. Bisognerebbe tenerli
nascosti.
Dolcemiele: Ma anche lei deve essere stata pic-
cola, un tempo, signorina Spezzindue, non è
L’alunno con le
mani sporche.
vero?
Spezzindue: (Seccata) Non sono mai stata pic-
d cola, signorina. (Infuriata) Io! Una bambina!
Come osa insinuare una cosa simile? Che insolen-
za infernale! Me ne vado, altrimenti...
L’alunno che (Si avvia furibonda) Ma non finisce qui. (Esce, si
deve scrivere alla sente il rumore dei passi decrescere. I bambini
lavagna. emettono un sospiro di sollievo).
e Dolcemiele: Bambini miei, anche per questa
volta è andata. L’esame settimanale è finito.
Riad. da R. Dahl, Matilde, Salani

180
Laboratorio: io scrittore!
Per scrivere un testo teatrale, si parte dalla scelta di un soggetto e si
va alla ricerca di una storia, per trasformarla poi in un copione vero e
proprio. Dopo aver letto i testi teatrali delle pagine precedenti,
prova a realizzare tu un copione sul tuo quaderno seguendo le indi-
cazioni suggerite.

1. Prima di tutto scegli il soggetto e la situazione che


vuoi rappresentare.

Puoi scegliere una storia che conosci oppure una situazione reale
(drammatica, comica, fantastica, da brivido…):
• la maestra che entra in classe, fa l’appello e…
• la storia del lupo che beve al ruscello e incontra la pecorella…
• un orco buono che si innamora di una principessa…
• una delle tante storie del tuo libro di lettura!

2. Trasforma il discorso indiretto in discorso diretto.

I dialoghi si trasformano in battute che ogni attore deve


intrepretare immedesimandosi nel personaggio e nelle sue
caratteristiche:
• movimenti,
• modo di parlare e tono di voce,
• atteggiamenti…
Ricorda di inserire la voce del NARRATORE per le parti descrittive.

3. Dividi la storia in scene.

Se la situazione che vuoi drammatizzare risulta divisibile in parti


differenti, puoi realizzare il cambio di scena, che può riguardare:
• l’ambiente (due luoghi diversi),
• il tempo (prima e dopo),
• i personaggi.

4. Verifica se il tuo è un buon copione e prova a drammatizzarlo.

Puoi divertirti in classe a interpretare il copione e a confrontarlo con quello


dei tuoi compagni e, perché no, con l’aiuto dell’insegnante, a realizzare una
bella drammatizzazione collettiva.

181
Cielo di primavera
PENSACI SU! All’inizio della primavera io e la mamma iniziammo a collezionare
ritagli di cielo. Tutto cominciò quando vidi un’automobile del
I mesi in cui si sviluppa la sta- Montana con scritto «Cielo Grande».
gione della primavera sono – Il cielo del Montana è più grande del nostro? – chiesi a mia madre.
quattro: quali? – Mmm – fece lei pensierosa. – Probabilmente è solo che lì hanno
meno colline e meno edifici di noi, così vedono pezzi di cielo più gran-
di. Ma anche il nostro è meraviglioso.
– A me sembra normale – dissi alzando lo sguardo. – Che cos’ha di
così meraviglioso?
– È meraviglioso perché cambia di continuo: certe volte è stupenda-
Quale fenomeno caratteristi- mente meraviglioso e certe volte è paurosamente meraviglioso, men-
co della stagione primaverile tre certe volte, come adesso è soltanto normalmente meraviglioso.
viene citato nel racconto? Non ero molto convinta.
– Sai che cosa dovremmo fare? – disse mia madre – Dovremmo fare col-
lezione di ritagli di cielo. E questo sarà il primo della nostra raccolta.
Ci dirigemmo verso il parco e raggiungemmo il centro del campo da
calcio.
– Dimmi che cosa vedi – mi esortò la mamma.
Quali altri elementi naturali – È grigiastro – dissi.
contraddistinguono la pri- – Guarda meglio – insistette lei. – Non è del tutto grigio. Vedi come il
mavera? Elencane alcuni. sole, brillando dietro quelle nuvole, le fa sembrare quasi bianche? E
guarda laggiù…
Indicò in direzione di un pezzettino azzurro.

p r im av
e
ra

182
– Mia nonna diceva sempre: «Sarà sicuramente una bella giorna- SAPPIAMO CHE...
ta, se riuscirai a trovare un pezzetto di cielo azzurro grande abba-
stanza da rattoppare le brache». Il Montana è uno stato federato
degli Stati Uniti d’America. Qui si
– Che cosa sono le brache? trova la più alta concentrazione
– Sono dei pantaloni che arrivano sotto il ginocchio – spiegò lei. di orsi grizzly degli USA, dopo
– E mi sembra che oggi ci sia abbastanza cielo azzurro per rattop- l’Alaska.
Il paesaggio è caratterizzato da
pare quelle brache, così credo che sarà una bella giornata. Adesso
enormi praterie intervallate da
cerca di osservare con attenzione e, quando sei pronta, scattere- massicci montuosi.
mo una fotografia immaginaria.
Restammo ferme lì, tenendoci per mano e fissando il cielo d’aprile.
Il vento ci faceva svolazzare i capelli sul viso e rendeva più inten-
PER COMPRENDERE
so il profumo della terra umida e dei fiori.
Proprio allora, come se l’avessimo preordinato, uno stormo di Rispondi sul quaderno.
rondini solcò il cielo. • Che cosa fanno la protagoni-
– Quando pensi di essere riuscita a notare davvero tutto, stringi- sta e sua madre, all’inizio
mi la mano. Sarà il clik della macchina fotografica. della primavera?
Rimasi immobile per circa quindici secondi, poi strinsi la mano di • Perché la protagonista crede
mia madre. che il cielo del Montana sia
più grande?
– Clik! – dicemmo nello stesso momento, e scoppiammo a ridere.
• Perché madre e figlia si strin-
Aveva ragione a proposito del pezzettino di cielo azzurro: con il gono la mano?
passare delle ore, la giornata divenne sempre più bella.
P. Brisson, Ritagli di cielo, Feltrinelli

PENSACI SU!
Racconta sul quaderno.
• Che cosa ti piace della primavera e che cosa
invece cambieresti?

ra
a ve
pri m

183
Una gita in bici
Evviva la primavera, evviva la bicicletta! PER COMPRENDERE
Io adoro la primavera, la amo, desidero che arrivi con tutto il
Rispondi.
cuore. Perché in primavera finalmente posso scatenarmi con la • Perché il protagonista aspetta
mia bicicletta. con ansia l’arrivo della primavera?
Non c’è niente di più bello al mondo della mia bicicletta. È un • Che cosa succede la prima dome-
modello unico che papà ha costruito con le sue mani metten- nica di primavera?
do insieme tutto il meglio del settore. Lo ha aiutato il suo • Qual è il momento della giornata
migliore amico, che un tempo faceva il ciclista, e ora ha un preferito dal protagonista? Perché?
negozio di bici attrezzatissimo. • Perché il protagonista definisce sua
sorella una guastafeste?
A casa mia, le gite in bici sono un rito.
La prima domenica di primavera s’inaugura l’escursionismo
ciclistico. La settimana prima è tutto un preparativo.
Le nostre quattro bici (anche mia mamma e mia sorella sono
superappassionate delle due ruote) vengono ispezionate, ripu-
lite, oliate, gonfiate, accarezzate. Sì, perché mio padre dice che
anche loro hanno un’anima, e che sentono il nostro affetto.
Poi papà e mamma scelgono un itinerario. Non immaginate
quanti giri stupendi si possano fare in bicicletta! Sempre su
piste ciclabili, senza essere disturbati dalle macchine.
Ma non pensate che a noi bastino le gite della domenica!
Due pomeriggi alla settimana, di solito il martedì e il giovedì,
verso le sei di sera, cioè appena i miei genitori sono tornati dal
lavoro, facciamo un bel giretto lungo una pista ciclabile che
passa proprio vicino a casa nostra.
È il mio momento preferito della giornata. Peccato per mia
sorella, che è la solita guastafeste.
Fa la seconda, ma si comporta come se fosse in quinta.
Ogni tanto prende e va avanti da sola, e la mamma dietro non
sta tranquilla. E indovinate un po’ chi deve andare a dirle di
rallentare e aspettare noialtri?
Già, il prescelto sono sempre io, solo perché sono gentile e
obbediente.

p r im av
e
ra

184
La mamma dice che, quando ricomincia a correre in
bici, si sente ringiovanire di cinque anni e di tre chili.
Per papà vale forse per gli anni, non per i chili, perché
lui è magro come un osso anche se dice di assomiglia-
re un sacco a Brad Pitt.
Io, invece, quando vado in bici mi sento un leone. Penso
che comincerò presto a partecipare a qualche gara. Mio
padre sarebbe contentissimo se intraprendessi la carrie-
ra di ciclista, ma la mamma frena il suo entusiasmo,
perché dice che è uno sport pieno di pericoli.
Non so quale sarà il mio futuro, ma intanto mi diver-
to a pedalare per il puro piacere di farlo.
Ah, se non l’avete capito, il mio è un invito!
All’arrivo della primavera lasciate televisione e video-
giochi e… via, nel vento, a fare una bella corsa in bici!
Farà bene alla vostra mente e ai vostri muscoli.
L. Taffarel, Isole di Carta, Ardea-Tredieci Editori

PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• A te piace andare in bicicletta?
Perché?
• Pratichi altri sport o attività all’aria
aperta? Quali?
Descrivi sul quaderno in un breve
testo la bicicletta che possiedi o che
vorresti.

ra
a ve
pri m

185
Uova colorate
Una delle cose più divertenti, a Pasqua, è preparare le
RI FLETTI SULLA LINGUA uova colorate. Prima si rassodano. Volendo, si possono
cuocere nella pentola con gli spinaci, così diventano
Individua e sottolinea nel brano verdi, oppure con bucce di cipolla, così diventano rosa.
tutte le preposizioni articolate. Non colorare le uova con i pennarelli: questi colori pene-
Scrivi poi, sul quaderno, come
trano nell’uovo che poi non si può più mangiare.
viene formata ciascuna.
È meglio usare gli acquerelli. Si traccia sul guscio un
Per esempio: delle = di + le
disegno, e poi si colora. Esistono anche colori apposta
per dipingere le uova.
Decorare le uova è quasi un’arte.
In molti paesi della Germania, della Polonia e
dell’Europa centrale un tempo c’erano persone specializ-
zate che ricevevano ordini e venivano profumatamente
pagate per preparare uova di Pasqua dipinte. Questo
accadeva cent’anni fa, prima che diventassero di moda:
gli artisti incaricati le disegnavano e vi scrivevano delle
frasi, delle dediche. Qualcuno che voleva fare un regalo
di grande effetto non si accontentava di regalare uova di
gallina, ma andava alla ricerca di quelle, molto più gran-
di, dello struzzo, sulle quali si potevano scrivere dediche
molto più lunghe.
Sono bellissime le uova decorate con fiorellini
di carta colorata, di panno, di pizzo.
Con lustrini, perline di vetro e un po’
di colla si possono preparare delle
uova-gioiello belle quasi come
quelle che re, regine e principesse
facevano fare dagli orafi e si rega-
lavano tanto tempo fa.
Riad. da M. Lazzara Pittoni, Festa, Editrice Piccoli

PENSACI SU!
Fai una breve ricerca sul significato dell’uovo come
p r im av simbolo della Pasqua.
e Scrivila sul quaderno e poi confrontala in classe.
ra

186
Laboratorio: primavera!
Per festeggiare la Pasqua, puoi decorare la tua casa realizzando delle vivaci
uova colorate da appendere qua e là. Ecco due metodi diversi da seguire.

Occorrente:
– palloncini;
– spago o lana;
– nastri;
– carta velina;
– colla vinilica;
– una ciotola;
– forbici.

1. Gonfia il palloncino e chiudilo.


2. Diluisci nella ciotola la colla insieme all’acqua, 1. Gonfia il palloncino e ricoprilo con carta velina colorata,
mescola e immergici lo spago o il filo di lana. spalmata di colla vinilica e acqua.
3 . Avvolgi il filo intorno al palloncino e lascia che si 2 . Creata la base, puoi arricchire le tue decorazioni incollan-
asciughi perfettamente. do sopra alla velina dei disegni di pulcini, conigli e altri
4 . Buca il palloncino e sfilalo delicatamente. ritagli inerenti alla Pasqua.
5 . Lega un nastro intorno al nodo del palloncino: 3 . Lega un nastro intorno al nodo del palloncino e il gioco
l’uovo è pronto! è fatto!

187
U.d.A. 5 • Il testo infor mativo

Il signor Wonka, proprietario della fabbrica di


dolciumi «Wonka», presenta un nuovo, rivolu-
zionario prodotto.
– Questa gomma è la mia più recente, la mia più
grande, la mia più affascinante invenzione! È
una gomma da pranzo! Questa strisciolina di
gomma è un intero pranzo di tre portate!
Rappresenta la fine delle cucine e del cucinare!
Niente più spesa da fare! Niente più carne né
altri cibi da comprare! Neanche le posate e i
piatti serviranno più! Niente più da lavare, nien-
te più spazzatura! Niente disordine!
Basterà una strisciolina della magica Gomma da
Pranzo Wonka e avrete tutto quanto vi serve per
pranzo, cena e colazione!
Questo pezzo di gomma che ho appena fatto
contiene zuppa di pomodoro, vitello arrosto e
torta di mirtilli. Se vi mettete a masticarla, que-
sto è esattamente il menù che troverete.
Riuscirete a sentire il cibo che vi scende in gola
e finisce nel pancino! E i sapori! Si gustano tutti!
E vi riempie, vi soddisfa, vi sazia!
Riad. da R. Dahl, La fabbrica di cioccolato, Salani

188
In questa unità dʼapprendimento scoprirai il TESTO INFORMATIVO e comprenderai
la distinzione tra le seguenti tipologie:

QUOTIDIANO LOCANDINA

IPERTESTO PUBBLICITÀ

Scoprirai che è un testo molto comune, che puoi trovare davvero ovunque…
Ad esempio il brano nella pagina accanto, secondo te, in quale tipologia di testo
informativo rientra?

189
Il quotidiano
Un quotidiano è una pubblicazione periodica che esce ogni giorno, costituisce
insieme alla tv e alla radio uno dei maggiorni strumenti informativi del nostro
tempo.
La prima pagina di un quotidiano si chiama facciata e funge da «vetrina», riporta
cioè tutti i fatti più importanti della giornata, nel proprio paese e nel mondo; è pro-
gettata per attirare l’attenzione del lettore, offendogli una panoramica di quanto
troverà all’interno.

manchette: parola francese


(manscet) che significa «nota TESTATA
marginale». Indica un riqua-
dro pubblicitario oppure un
breve richiamo agli articoli
interni.

fondo: è l’articolo scritto da


un giornalista autorevole o
TAGLIO
dal direttore del giornale e ALTO
commenta l’argomento di
fondo (il fatto più importan-
te della giornata).

apertura: è l’articolo che


informa sull’argomento di
fondo e si trova nella parte
più alta della pagina. TAGLIO
MEDIO
spalla: è l’articolo a destra
dell’apertura, può riguardare
un articolo interessante per il
lettore oppure approfondi-
sce l’apertura stessa.

civetta (o strillo), sommario:


sono sintesi brevissime di TAGLIO
articoli che il lettore troverà BASSO
nelle pagine interne indicate.

I O RNALE
I segreti del testo: IL G
190
Scopriamo insieme i segreti del quotidiano
analizzando la sua struttura.

In edicola, in biblioteca o a casa tua


puoi trovare un quotidiano.
Gli argomenti trattati da un quotidiano sono di vario genere e per Procuratene uno, sfoglialo e per ognu-
questo motivo vengono suddivisi in apposite sezioni nelle PAGI- na delle sezioni indicate trascrivi alme-
NE INTERNE. Più precisamente: no un titolo di un articolo.

• POLITICA INTERNA, riporta importanti notizie politiche che • politica interna:


riguardano fatti nazionali;
• POLITICA ESTERA, riporta importanti notizie politiche che • politica estera:
riguardano fatti internazionali;
• CRONACA, riporta notizie di attualità e si distingue in: • cronaca:
– nera, se si occupa di criminaltà;
– bianca, se si occupa di fatti sociali, scientifici...; • economia e lavoro:
– rosa, se si occupa delle vicende affettive di personaggi famosi;
• ECONOMIA E LAVORO, riporta articoli sul mondo economico e • cultura:
finanziario, come ad esempio l’andamento della borsa;
• CULTURA, riporta articoli su letteratura e arte; • spettacoli:
• SPETTACOLI, dà informazioni su tv, cinema, teatro e musica;
• SPORT, riporta articoli su manifestazioni ed eventi sportivi e in • sport:
generale sul mondo dello sport.

Gli articoli di un quotidiano possono essere accompagnati Con l’aiuto dell’insegnante scegli dal quo-
da FOTO, GRAFICI e TABELLE, DISEGNI o VIGNETTE, tidiano un articolo che sia accompagnato
che hanno lo scopo di completare i contenuti o di sintetiz- da un’immagine, ritaglialo, incollalo sul
zare i dati riportati. quaderno e rispondi.
• Che cosa rappresenta l’immagine?
• Credi che sia appropriata all’articolo?
• Tu che immagine avresti messo? Perché?

Lo SCOPO del quotidiano è quello di INFORMARE


il maggior numero di persone su ciò che accade Rispondi sul quaderno.
ogni giorno nel Paese in cui si vive e nel mondo. • Su quale argomento vorresti essere sempre infor-
mato/a? Perché?
• Trovi facilmente notizie sull’argomento scelto?

I segret
i del test
o: IL GIORNALE
191
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

Il titolo visto da vicino


Il titolo è una parte estremamente importante dell’articolo in quanto deve attirare l’attenzione
del lettore, comunicando con poche parole il contenuto dell’articolo sottostante. È solitamente
accompagnato dall’occhiello e dal sommario. A volte, sotto il sommario, compare il catenaccio:
si tratta di una breve frase che riporta una parte del contenuto dell’articolo stesso. Leggi le dida-
scalie e scopri la funzione di ogni parte del
occhiello: introduce l’argomento dell’articolo.
titolo.
titolo: scritto a caratteri
E-mail, ecco il regno degli equivoci grandi, è composto di
una frase a effetto, che
Le parole sono troppo ambigue dà la notizia.
Moltissime e-mail vengono fraintese. Le parole da sole non
bastano, se non sono accompagnate da gesti, espressioni del sommario: riassume in breve
viso o particolari toni di voce. E non c’è emoticon che tenga. il contenuto dell’articolo.

Nel linguaggio giornalistico sono i titoli caldi quelli che, attraverso gio-
chi di parole, metafore e similitudini, riescono a suscitare emozioni nel
lettore; si chiamano invece titoli freddi quelli il cui unico scopo è infor-
mare sul contenuto dell’articolo.

PER COMPRENDERE
Osserva i seguenti titoli e scrivi negli appositi spazi se si tratta di un titolo caldo o di un titolo fred-
do; indica poi per ognuno quali elementi te lo fanno capire.

Cantiere in centro fino a febbraio, l’annuncio del sindaco spiazza tutti «Ancona vola in serie A»
«Vergogna, fuori i responsabili»

Terrorismo, altri 4 arresti a Milano Scuola: ritornano i voti in pagella.

g iorn
a le

192
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

L’articolo di cronaca
La cronaca è un articolo che riferisce in modo oggettivo e chiaro Le regola delle 5W.
fatti realmente avvenuti. What? Che cosa?
Ogni articolo di cronaca deve rispettare la regola giornalistica Who? Chi?
inglese delle 5W, riportando con esattezza: tempi, luoghi, persone, When? Quando?
fatti e cause. Where? Dove?
Alla base di questo metodo, infatti, ci sono cinque domande fon- Why? Perché?
damentali che iniziano con la lettera W.

Baby-prodigio all'università a 9 anni


«Non avrò problemi: è come andare a scuola»
Il piccolo March Boedihardjo, talento in matematica, ammesso all'uni-
versità seguirà un corso speciale. «Gioco con i coetanei, ma con loro non
posso comunicare».

HONG KONG – Mentre i suoi coeta- In ogni caso, March dice di non sen-
nei si cimentano con le basi dell'arit- tirsi a disagio con compagni di studio
metica e della geometria, lui a soli 9 di almeno dieci anni più grandi di lui PER COMPRENDERE
anni è pronto per iniziare l'università. e di essere fiducioso sulla riuscita
Il piccolo March Boedihardjo, di ori- della sua esperienza universitaria. Dopo aver letto l’articolo,
gini cinesi e indonesiane e cresciuto «Credo che non incontrerò ostacoli a rispondi sul tuo quaderno
ad Hong Kong, era già noto per la sua relazionarmi con i miei colleghi», ha alle 5 domande fonda-
prodigiosa abilità con i numeri ma ora dichiarato in una conferenza stampa mentali e confronta in clas-
ha battuto ogni record. Dopo aver indetta all'ateneo. «Andare all'univer- se il tuo lavoro.
superato gli esami finali delle supe- sità è come andare a scuola». In quale pagina del gior-
riori con il massimo dei voti in mate- L'ateneo ha assicurato che il piccolo
nale potresti trovare que-
matica, è stato ammesso nell'ateneo sarà costantemente seguito. Sarà
Battista di Hong Kong e può diventa- costituito un team di accademici che st’articolo?
re il più giovane laureato della storia. monitorerà i suoi progressi e lo aiute- Politica estera.
Il baby-genio, che ha già studiato due rà in caso di difficoltà. Una decisione Cronaca cittadina.
anni a Oxford, non prenderà parte ad quantomeno doverosa perché, anche
Politica interna.
uno dei corsi tradizionali. L'università se March è abilissimo con i calcoli,
Battista ha organizzato per lui un rimane sempre un bambino. Cultura.
corso speciale di cinque anni. Riad. da www.repubblica.it Cronaca rosa.

na l e
g ior

193
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

Dimentica la moglie in autogrill


Lo scopre dopo cinquecento chilometri.

Como – Ha percorso oltre cinquecen- all’auto e la partenza, destinazione


PER COMPRENDERE to chilometri in autostrada convinto Cantù. Oltre cinquecento chilometri
che la moglie fosse sul sedile poste- senza più soste.
Scrivi tu un occhiello adatto riore. Invece l’aveva dimenicata All’arrivo la sconcertante scoperta: la
all’articolo riportato, poi all’autogrill. Può capitare anche que- moglie non c’era più. Era rimasta
rispondi. sto, durante un lungo viaggio sotto il all’autogrill cinquecento chilometri
• Lo scopo di questo artico- sole d’agosto, al rientro dalle vacanze. prima: durante la sosta si era sveglia-
lo è: Lui, il marito, guidava da ore quando ta ed era scesa dall’auto allontanan-
ha deciso di fare una sosta in un auto- dosi un po’ per sgranchirsi le gambe.
informare su un fatto ac-
grill poco a nord di Roma. La moglie Al ritorno sul piazzale, la macchina e
caduto a Como.
dormiva sul sedile posteriore, semi- il marito erano scomparsi.
ricordare che chi guida
sommersa da pacchi e valigie. L’uomo ha chiesto aiuto ai carabinie-
deve stare attento.
Meglio lasciarla riposare, ed è entra- ri di Cantù. La moglie è stata rapida-
• Leggi l’articolo di cronaca e
to solo al bar. Un buon caffè, una mente rintracciata: era ancora là,
sottolinea con i colori corri-
puntata alla toilette, poi il ritorno all’autogrill, in nervosa attesa.
spondenti le varie parti del
Riad. da Internet
testo che rispondono alle
domande:
What? Che cosa?
Who? Chi? PENSACI SU!
When? Quando?
Rispondi sul quaderno.
Where? Dove?
Why? Perché? • Che cosa c’è di bizzarro nell’articolo, secondo te?
• Quali sentimenti pensi abbia provato il marito,
quando ha scoperto che la moglie non c’era più?
• E quali pensi siano stati quelli della moglie?
Ti è mai capitato di dimenticare qualcosa di estrema-
mente importante e ricordartene solo in un secondo
momento? Scrivilo sul quaderno.

g iorn
a le

194
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

Gli animali non finiscono mai di stupirci

La storia di Pepeto e Briciola


Treviso – «Una lezione per gli uomi- I due cagnolini, nemmeno a dirlo,
ni»: Adriano De Stefano, vicepresiden- sono diventati inseparabili anche ora PER COMPRENDERE
te della sezione trevigiana dell’ENPA che Pepeto è stato liberato: dormono,
(Ente Nazionale Protezione Animali), mangiano insieme e hanno dato alla Rispondi.
commenta così la storia che sta com- luce Caffè. • Nell’articolo manca::
muovendo la città. Adesso vivono tutti e tre a casa di
La storia di Briciola e Pepeto strappa Monica, una giovane volontaria l’occhiello.
davvero le lacrime, e a Treviso sono in dell’Enpa che, però, non potrà tenerli il sommario.
tanti a sperare nel lieto fine per questi con sé ancora a lungo. • Chi sono i protagonisti
due cagnolini che sembrano usciti da «Questa famiglia cerca casa» spiega del fatto?
un classico Disney. De Stefano. «Ha bisogno di qualcuno • Che cosa è accaduto?
I due cagnolini, abbandonati dai loro che l’adotti e le voglia bene. L’ideale • Dove è successo?
padroni, sono stati ritrovati nel bosco sarebbe non separare i tre cagnolini: • Quando è successo?
ad affrontare il gelo dell’inverno senza Caffè potrebbe anche essere adottato
• Perché è successo?
acqua né cibo. Come se non bastasse, il da solo senza traumi, ma se accades-
povero Pepeto era legato a un albero se ai due adulti, dopo quello che
con una catena. hanno passato, ne avrebbero il cuore
A salvarlo ci ha pensato Briciola che, spezzato».
per quattro mesi, ha provveduto a pro-
curare il cibo per sé e per il compagno Riad. da Internet
senza mai abbandonarlo al suo destino.

PENSACI SU!
Ti è mai capitato di sentire o leggere una notizia
che tratta di una vicenda particolare? Prova a scri-
verla sul quaderno come se fosse un articolo di
giornale.
Ricerca su un quotidiano alcuni articoli stravaganti,
chiedi il permesso a un adulto per poterli ritagliare
e incollare sul quaderno.
Poi confrontali e analizzali in classe.

na l e
g ior

195
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

La rivista
PER COMPRENDERE Le riviste sono giornali tematici che hanno lo scopo di informare sul-
l’attualità e di approfondire determinati argomenti: possono occupar-
Osserva le copertine ripor- si di scienze, di sport, di politica, di musica, di cucina…
tate nella pagina: quale ar-
A seconda della frequenza con cui escono in edicola si distinguono
gomento trattano?
in settimanali, quindicinali, mensili, bimestrali, trimestrali…
Scrivilo negli appositi spazi.

5
1.
1
2.

3.
2 7 6
4.

5.

3 6. 8
7.

4 8.

9. 9

PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• Quale rivista ti piacerebbe leggere o leggi già?
• In casa tua si leggono riviste? Di che tipo?
g iorn • Credi che sia utile leggere riviste? Per quale motivo?
• Hai mai letto riviste consigliate da qualche amico o amica?
a le

• E tu che cosa consiglieresti di leggere? Perché?

196
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

Il giornale in rete
Grazie a Internet, oggi è possibile leggere quotidiani e riviste in rete: la maggior parte
dei giornali offre, infatti, anche un’edizione elettronica, detta online, che nei contenu-
ti risulta uguale in tutto e per tutto alla versione cartacea.
Per consultare un giornale on-line è sufficiente digitare la parola «giornali» (o «quoti-
diani», a seconda di ciò che si sta cercando) su un motore di ricerca, per trovarsi di
fronte l’elenco di tutte le tipologie disponibili. Se vuoi invece consultare un giornale
specifico sarà sufficiente digitare il titolo esatto (per esempio «Corriere della Sera»).
Consultare il giornale in Internet presenta il vantaggio di leggere notizie aggiornate in
tempo reale, ossia all’ultimo minuto.

Online è un termine in-


glese che significa lette-
ralmente «in linea».

PENSACI SU!
Sviluppa un breve testo sul
tuo quaderno seguendo la
traccia.
• Credi che il giornale elet-
tronico sia un’evoluzione
positiva o negativa?
Perché?
• Secondo te, con il passa-
re del tempo, il giornale
on-line potrebbe sosti-
tuire quello cartaceo?
Perché?

PER COMPRENDERE
Che cosa significa «motore di ricerca»?
Fai una breve ricerca e prova a spiegarlo con parole tue, na l e
g ior

poi cerca il significato e confrontalo in classe.

197
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

L’ipertesto
Grazie al nostro computer è possibile ricavare informazioni sui più svariati argomenti,
utilizzando un CD-ROM o «navigando» in Internet.
In entrambi i casi ci si ritova di fronte a un tipo di testo strutturato in maniera diversa
da un testo cartaceo, più esattamente ci si imbatte in un ipertesto, cioè in un insieme
di pagine collegate tra loro in una maniera particolare. L’ipertesto può infatti essere letto,
non solo in maniera sequenziale come una pagina di un libro (ossia seguendo
l’ordine delle parole, una dietro l’altra), ma anche saltando da un argomento
all’altro attraverso la navigazione.
Il lato positivo dell’ipertesto è che il lettore può seguire un proprio percorso di
lettura, scegliendo le informazioni che più lo interessano e tralasciandone
altre. Per avere le notizie
desiderate è necessario
cliccare sulle parti che
interessano. Tutti i colle-
gamenti sono possibili
grazie ai link, «ponti» che
permettono di accedere
direttamente all’argo-
mento voluto.
Osserviamo per esempio
il sito della casa editrice
«Il capitello».

SAPPIAMO CHE...
La @, anche detta «a commerciale», popolarmente nota
come chiocciola o chiocciolina, e conosciuta in inglese col
nome «at» (dal latino ad), è un carattere tipografico
molto adoperato.
Graficamente, essa rappresenta una «a» stilizzata con
attorno un ricciolo: da ciò derivano la somiglianza con il
mollusco, di cui riproduce il guscio, e i buffi nomignoli che
essa possiede.
CD-ROM: dall’inglese Compact
Disc -
In informatica è usata per gli indirizzi di posta elettronica. Read-Only Memory, «memoria di
sola let-
ipert tura», è un tipo di memoria inform
atica.
ipertesto: nome composto da «te
es

sto» e
dal prefisso iper, che significa «ol
to

tre».
198
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

In questo caso cliccando sulla parte


«pubblica istruzione» ci si collega
direttamente al sito ufficiale, dove è
possibile navigare per avere ulteriori
informazioni specifiche.
Cliccando sull’icona è possibile
visualizzare il catalogo inerente
i testi pubblicati.

Cliccando sull’area specifica


si ottengono informazioni
inerenti ad un testo in parti-
colare.

PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• Qual è la differenza tra un ipertesto e la pagina scrit-
ta di un libro?
• Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi dell’uso di
to
te s
questi strumenti tecnologici? Discutine in classe.
i p er

199
La pubblicità
La pubblicità ci circonda, ci attrae, ci provoca.
In televisione, alla radio, sui giornali, al cinema, per stra-
da essa cattura la nostra attenzione in tanti modi:
attraverso la musica, i colori, le immagini, i caratte-
ri grafici, gli slogan.
La parola «pubblicità» deriva da «pubblicare» e
significa informare le persone. Il compito della
pubblicità è appunto quello di far conoscere
qualcosa, un prodotto, un luogo, un problema.
La pubblicità è una forma di comunicazione e
perciò ha un destinatario, il possibile acquiren-
te. Per questo deve convincerlo, persuaderlo,
che quel prodotto è il migliore, il più adatto a lui.
I testi pubblicitari a stampa sono composti da:
– una parte visiva
(immagine, colori);
– una parte scritta
(slogan, breve testo informativo).

La parte scritta di un messaggio pubblici-


tario non è un testo unitario ma è come
un mosaico di pezzi collocati in diverse
parti della pagina.
La pubblicità offre raramente ai consuma-
tori delle vere informazioni, ma cerca
piuttosto di «sedurlo» con false emozioni.
Pensate ai finti medici degli spot televi-
sivi che, acquistata un’aria professiona-
le grazie ad un paio di occhiali, inse-
gnano alle mamme come allevare
bambini sani e felici grazie a questo o
a quel prodotto.

P U BB LICITÀ
I segreti del testo: LA
200
La pubblicità, pertanto, cerca di attirare l’attenzione del
lettore o dello spettatore allo scopo di convincerlo a deter-
minati comportamenti:
— ad acquistare qualcosa,
— a riflettere su un problema,
— a comunicare informazioni,
— a visitare un luogo…
Il segreto della pubblicità è usare poche parole ma incisive.
A seconda di dove viene promossa, la pubblicità può
avvalersi di diversi linguaggi: uno spot in tv utilizza
immagini, parole e musica, uno spot stampato solo imma-
gini e parole, uno spot in radio solo parole e musica.
Riad. da La Pubblicità, «Associazione Nazionale Cooperative di consumo»

Scopriamo insieme i segreti della pubblicità.


Analizziamo alcune parti dell’annuncio pubblicitario.

Osserva l’annuncio pubblicitario qui sopra e rispondi


La pubblicità si serve di un linguaggio specifico: alle domande.

– SLOGAN, sono brevi frasi che servono per atti- • Che cosa viene pubblicizzato?
rare l’attenzione sull’oggetto che viene pubbli-
cizzato;
– TARGET, un determinato «gruppo» di persone
con caratteristiche comuni (ad esempio l’età,
• A quale target è rivolto il messaggio pubblicitario?
gli hobby, il lavoro ecc.) a cui si rivolge il mes- Adulti.
saggio pubblicitario; Bambini.
– le IMMAGINI, che servono per rafforzare il mes-
Adulti e bambini.
saggio;
– il TESTO della pubblicità, che spiega le caratte- • Quale pensiero nasce dall’osservazione delle immagi-
ristiche dell’oggetto pubblicizzato. ni? Discutine in classe.

I segret
i del tes
to: LA PUBBLICITÀ
201
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

«Saper leggere» la pubblicità


Osserva l’annuncio pubblicitario proposto, «leggi» il linguaggio di cui si serve e prova
ad associare i termini specifici agli elementi che lo caratterizzano.

PER COMPRENDERE
Inserisci nei cartellini le seguenti
definizioni: slogan, testo, imma-
gine.
Rispondi.
• Che cosa viene utilizzato per
convincere di più all’acquisto
del prodotto?
L’immagine.
Lo slogan.
Le informazioni sul prodotto.

PENSACI SU!
RI FLETTI SULLA LINGUA Un altro modo di attirare l’attenzione del consumatore sul
prodotto è quello di associarlo a un regalo «istantaneo»
oppure ad una raccolta punti. Tu che cosa ne pensi?
Con l’aiuto dell’insegnante, ricerca
Ti è mai capitato di desiderare un prodotto per ricevere il
alcuni slogan pubblicitari, rifletti sul
regalo associato? Rispondi sul quaderno.
tipo di frasi che sono state utilizzate e
rispondi. Ritaglia da giornali e riviste almeno 3 pubblicità che ti
• Il soggetto e il predicato sono hanno colpito in modo particolare. Analizzale sul quader-
pu bb sempre presenti? no spiegando il significato dello slogan, dell’immagine, del
li
• C’è la punteggiatura? testo e indicando il target di riferimento. Poi confronta il
cit
’ àa

tuo lavoro in classe.


202
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

A ogni ora il suo spot


Nei messaggi pubblicitari televisivi, chiamati spot, i pubblicitari non solo utilizzano un linguag-
gio musicale, con l’intento di attirare l’attenzione degli spettatori, ma scelgono anche il momen-
to specifico per trasmetterli, in base alla fascia oraria e al target che potrebbe essere in ascolto.
Cerca di immedesimarti nelle situazioni seguenti e completa l’esercizio.

ore 07:30 DENTIFRICIO

Prima di andare a scuola, Silvia e Ilaria guardano i


cartoni animati in tv.
Quale pubblicità verrà trasmessa, secondo te?
Colora la casella del prodotto che ritieni adatto e
motiva la tua scelta
BAMBOLA

PENNELLO DA BARBA

BAGNOSCHIUMA

ore 12:30 È quasi ora di pranzo e, mentre cucina, la


SAPONE PER LE MANI
mamma guarda la tv.
Quale pubblicità verrà trasmessa? Colora la
casella del prodotto che ritieni adatto e motiva
la tua scelta

AMARO

ore 20:30
È ora di cena e la famiglia è riunita a tavola davanti la tv.
Secondo te quali pubblicità verranno trasmesse? Indica e
disegna tu almeno 3 prodotti che ritieni adatti e motiva le
tue scelte

’àa
il cit
p u bb

203
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

La pubblicità progresso
Non tutte le pubblicità hanno lo scopo di vendere un prodotto. Esistono infatti le pubblicità progres-
so, che riguardano tutti, senza distinzioni, e servono a far conoscere i problemi della società, come
la fame nel mondo, l’inquinamento, le malattie… Esse hanno lo scopo di diffondere abitudini e com-
portamenti corretti e responsabili, per migliorare la qualità della vita e della convivenza civile.

PER COMPRENDERE
Osserva attentamente la pubblici-
tà riportata e rispondi.
• Di quali linguaggi si avvale?

• Qual è lo scopo di questo


messaggio pubblicitario?

• Quale problema viene trattato?

• Quali messaggi vuole comunicare


il pubblicitario?

Se tu fossi il pubblicitario, quale


immagine utilizzeresti per trasmet-
tere lo stesso messaggio? Realizza
la tua idea sul quaderno.
pu bb
li
cit
’ àa

204
Laboratorio: io pubblicitario!
Prova a realizzare una pubblicità che aiuti a sensibilizzare le persone alla conoscenza
e alla soluzione di un problema.
Ricorda di disegnare un’immagine, o utilizzare una foto che sia significativa rispetto
all’argomento trattato e di scegliere una frase d’effetto.

• Quale argomento tratta la tua pubblicità?

• Qual è il suo scopo?

• Quali linguaggi hai utilizzato?

• A chi è rivolta?

Associa lo slogan al prodotto che potrebbe reclamizzare.


Poi scrivi uno slogan per il prodotto che non hai scelto.

CREMOSA TENTAZIONE un gelato


una crema idratante

VELLUTO SULLA PELLE un divano


un ammorbidente

SEMPRE IN TEMPO un orologio


trasporti pubblici

205
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

La locandina
Le locandine hanno lo scopo di invitare a particolari eventi.
Il linguaggio è molto semplice e schematico e deve fornire le informazioni essenziali per
permettere agli utenti di partecipare all’avvenimento. Nella locandina è di solito inserita
un’immagine allo scopo di far comprendere immediatamente il tipo di evento organizzato.

PER COMPRENDERE
Osserva attentamente la locandina, poi assegna
a ciascuna parte indicata il termine adatto, sce-
gliendolo tra i seguenti: protagonisti dell’even-
to; informazioni aggiuntive; data, ora e luogo;
titolo dell’evento; immagine.

pu bb
li
cit
’ àa

206
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

Che cosa manca?


Osserva le locandine e indica quali parti sono state omesse.

Nella locandina mancano:

Inventa le parti mancanti:

Nella locandina mancano:

Inventa le parti mancanti:

’àa
il cit
p u bb

207
U.d.A . 5 • I l t est o in formati vo

Attenzione alle etichette!


Hai mai pensato di leggere le etichette che si trovano nelle confezioni dei
prodotti che acquisti?
Le etichette sono testi informativi perché riportano istruzioni e informa-
zioni utili per un consumo intelligente e attento alla tua salute, per que-
sto motivo è molto importate leggerle attentamente.
L’Unione Europea ha stabilito delle direttive che tutti i Paesi devono adot-
tare nel compilare le etichette dei prodotti alimentari.
Qui di seguito riportiamo, con un prodotto di fantasia, le varie informa-
zioni che le etichette devono obbligatoriamente riportare.

Identità del prodotto:


– biscotti
Nome:
– Otto

Sono le informazioni essen-


ziali del prodotto, che permet-
tono al consumatore di distin-
guere a prima vista un prodot-
to da un altro.

Elenco degli ingredienti ed eventuali


Valori nutrizionali:
additivi alimentari:

Peso e volume:
– 176 g e
Avvertenze varie: Per esempio, l’invito a getta- Codice a barre: ogni barra contiene in-
re il contenitore nell’apposito cassonetto, formazioni che possono essere lette da
dopo l’uso, oppure il numero verde a penne ottiche o altri strumenti, per
pu bb
li cui rivolgersi per eventuali reclami. esempio la cassa dei supermercati.
cit
’ àa

208
U.d.A. 5 • I l t e st o i n f o r ma t i v o

Che cosa NON si deve riportare sull’etichetta.


additivi alimentari: sono sostanze ag-
• NON indurre in errore il consumatore. giunte ai prodotti alimentari per miglio-
Per esempio non si possono indicare delle qualità rarne la conservazione e per mantenere
che il prodotto non possiede. le loro caratteristiche (come il sapore e
l’aspetto).
• NON definire farmaco un prodotto che non lo è.
Per esempio, non si può affermare che il prodotto
può far guarire o prevenire disturbi e malattie. PER COMPRENDERE
Chiedi il permesso ai tuoi familiari,
PENSACI SU! quindi prendi delle confezioni di ali-
menti e analizzale sul quaderno, indi-
Rispondi sul quaderno. candone gli elementi fondamentali.
• Hai mai osservato le etichette dei pro-
dotti che consumi?
• Secondo te, per comprare un pro-
dotto, è corretto seguire le indica-
zioni della pubblicità oppure legge-
re attentamente le etichette?

’àa
il cit
p u bb

209
Cittadinanza e
Costituzione difendi il tuo corpo!

Alcune abitudini scorrette possono compromettere il benessere e lo sviluppo del tuo fisico.
Sapresti dire quali? Unisci con una freccia ciascuna abitudine alla sua conseguenza.
Poi confronta e discuti le risposte in classe.

Passare troppo tempo al computer. Deformazione della colonna vertebrale.

Fare una vita troppo sedentaria. Problemi alla vista.

Guardare la tv troppo da vicino. Sovrappeso e scarsa efficienza muscolare.

Ascoltare musica a un volume


Problemi alla vista e al sistema nervoso.
troppo forte.

Stare seduti con la postura sbagliata,


portare pesi sempre dallo stesso lato, Problemi all’udito.
dormire su letti troppo morbidi o
troppo duri.

• Ci sono delle cattive abitudini che riconosci in te stesso/a? Quali?

• Di solito te ne accorgi da solo/a o è qualcun altro a fartelo notare?

OBIETTIVO: attivare comportamenti adeguati


ai fini della salute.

210
prudenza!

A CASA
– Chi ha lasciato l’asciugacapelli nel lavandino e la
radio sul bordo della vasca? Non toccare! Gli elettro-
domestici collegati alle prese di corrente non devono
neppure sfiorare l’acqua: un cortocircuito potrebbe
folgorarti.
– Mai ingoiare pillole o medicinali senza il controllo dei
genitori. Un’imprudenza con le medicine può costarti il
ricovero in ospedale e una lavanda gastrica!
– In bagno è caduto il sapone? Raccoglilo e asciuga
il pavimento per evitare di scivolare e cadere.

A SCUOLA
– Il suono della campanella non è lo squillo della
carica! Le scale possono essere pericolose.
Assicurati che ci siano il corrimano e le strisce anti-
scivolo sugli scalini. Non correre!
– Non uscire mai a precipizio da scuola, anche se
non devi scendere le scale. Potresti urtare un compa-
gno, scivolare, cadere e far male a te e agli altri.
– In classe esercita intelligenza e prudenza: termosi-
foni e spigoli dei banchi sono in agguato; muoviti con
calma.
– In situazioni di emergenza mantieni la calma e
avviati verso l’uscita ordinatamente. Ricorda che le
uscite di sicurezza hanno una barra orizzontale (il maniglio-
ne antipanico) che funziona spingendola.
da Bello da leggere, Il Capitello

PER COMPRENDERE
Quali sono le giuste regole da seguire in strada e al parco per non cor-
rere pericoli?
Stila un elenco sul quaderno. Poi confrontalo in classe con quello dei
compagni e con l’aiuto dell’insegnante completatelo correttamente.

OBIETTIVO: attivare comportamenti adeguati


ai fini della salute e della sicurezza personale.
211
Cittadinanza e
Costituzione malattie del benessere

In casa ci sono gli acari della polvere, i peli dei cani e dei
gatti, il fumo di sigaretta dei fumatori, vernici e collanti per
PENSACI SU! mobili, perfino insospettabili piante da appartamento.
Fai una breve ricerca e rispondi sul qua- Ancora, oggetti di gomma apparentemente innocui, come
derno. ciucciotti, palloncini, giocattoli (quelle al lattice sono le
• Che cosa sono gli acari della polvere? nuove allergie).
• Che cosa significa essere allergici? A scuola lo stesso, e magari anche qualche alimento della
• Che cosa si intende con «malattia mensa: latte, uova, pesce, pomodori, agrumi. Fuori, i gas di
del benessere»?
scarico delle macchine, i pollini, le polveri sottili, lo smog.
• Quali sono le cause di queste
La vita del bambino allergico è davvero dura!
«nuove malattie»?
• Che cosa ne pensi? E le allergie sono in continuo aumento. Sono una malattia
• Anche tu sei allergico/a? A che cosa? del benessere, dicono gli esperti: case più «stagne»,
• Come si manifesta l’allergia? cioè più protette dal caldo e dal freddo, ma
anche con meno ricambio dell’aria.
Moquette e tappeti, animali domestici,
diminuzione dell’allattamento materno,
tutti elementi che contribuiscono al loro
incremento. Responsabile anche la diminu-
zione delle malattie infettive: vaccinazioni,
antibiotici, migliorate condizioni sociali,
economiche e sanitarie.
Ma come è successo che una maggiore
protezione dalle malattie ne
causi delle altre?
Perché hanno reso pratica-
mente «disoccupati» i mecca-
nismi immunitari, che così si
sono trovati una nuova occu-
pazione combattendo contro
pollini, acari, muffe.
Riad. da «La Repubblica»

OBIETTIVO: approfondire la conoscenza circa


le «nuove malattie» (allergie e allergeni) per tutelare

212 la proria salute.


w l igiene personale!

Gli avevano detto che, a forza di non lavar-


si denti, naso e orecchie, gli sarebbero nati
lucertole nella bocca, mosconi nei buchi del
naso e topi grigi nelle orecchie.
Matteo trovò la cosa straordinaria e comin-
ciò a non lavarsi più per nulla i denti, naso
e bocca.
Dopo un mese aveva messo su un bell’alle-
vamento di topini grigi che entravano e usci-
vano allegri dalle sue orecchie a sventola.
I buchi del naso risuonavano di mosconi
svolazzanti che lo facevano starnutire in
continuazione.
Dalla piccola bocca poi, ogni volta che sor-
rideva, sgattaiolavano verdi lucertole e
qualche lumaca.
Matteo si costruì un trono d’oro e lo mise
fuori dalla porta di casa. Chi voleva vedere
i suoi animali doveva pagare... e fare la fila.
In pochi minuti davanti a casa sua c’erano
centinaia di bambini che volevano vedere PER COMPRENDERE
quel fenomeno di bambino. In pochi giorni
Matteo era diventato ricchissimo e con i Rispondi sul quaderno.
soldi si era comprato mangime per i suoi • Quale messaggio ha voluto trasmet-
tere l’autrice, secondo te?
animali e una bicicletta verde con le marce.
• E tu, rispetto all’igiene personale,
Ma poi si stufò di tutta quella gente davan- come ti comporti?
ti a casa, di quegli stupidi animali e di tutta
quella ricchezza.
Allora cominciò a lavarsi e con lui tutti i
bambini della città che (con grande preoc-
cupazione dei genitori) avevano incomin-
ciato ad imitarlo.

Riad. da C. Rapaccini, Merendine, Giunti

OBIETTIVO: favorire comportamenti


di prevenzione adeguati alla propria salute.
213
U . d.A .
6 • I l t e s to a rg o m e n tativ o

6• Il testo a rgomentativo
U.d.A.

Gli insegnanti si lamentano che leggiamo poco, i


genitori ci comprano libri ben rilegati che noi sfo-
gliamo appena, anzi, per essere sinceri, quando
per qualche compleanno ci regalano libri, non è che
siamo proprio contenti.
Per quale ragione?
La maggior parte dei bambini preferisce guardare la TV
o le immagini. Questo perché è più facile capire le cose
guardandole. Leggere è più faticoso, devi essere tu ad
immaginarti, a far lavorare il cervello, a radunare i fatti.
Eppure, se trovi il libro giusto, allora sì che ti diverti,
allora entri in quel mondo e la fantasia incomincia a
lavorare.
Ma non sempre i libri per bambini sono interessanti.
I bambini più piccoli preferiscono le favole, magari
lette dagli adulti. I ragazzi più grandi preferiscono il
genere di paura e di mistero oppure di avventura con
protagonisti della nostra età.
Possiamo affermare che i bambini non leggono per-
ché trovano spesso i libri noiosi.
Invitiamo tutti gli scrittori a scrivere per noi ragazzi
romanzi non tanto lunghi, poche descrizioni, con un
linguaggio moderno e vicino al nostro, e vedrete che
leggeremo!
Ehi! Ci stai a sentire?, Comune di Pistoia, Edizioni Patatrac

214
In questa unità dʼapprendimento scoprirai il TESTO ARGOMENTATIVO e comprenderai
la sua struttura. Scoprirai che tutti i testi argomentativi servono per convincere il lettore
su una determinata idea e che sono strutturati in:
– tema centrale,
– tesi,
– antitesi.
Scoprirai i metodi giusti per esporre idee e opinioni, imparerai a convincere gli altri con
le tue idee e imparerai a comprendere gli scopi e le opinioni di chi scrive.
Analizza ad esempio il testo della pagina accanto: di che cosa vuole convincerci lʼautore
e quali tesi porta a favore delle sue idee?

215
La casa di tutti
Il mondo è la casa di tutti noi, quindi anche la tua. Se la terrai
bene, avrai una casa bellissima, dove vivrai benissimo. Se la spor-
cherai e la rovinerai, avrai una casa bruttissima, dove vivrai
malissimo. La casa-dentro (l’abitazione) e la casa-fuori (il mondo)
hanno molte cose in comune. Cambiano solo alcuni nomi. Per
esempio, nella tua abitazione quello su cui cammini si chiama
pavimento. Fuori invece si chiama strada. Anche se hanno due
nomi diversi, il pavimento e la strada vanno tenuti puliti allo stes-
so modo, perché è sempre un piacere camminare sul pulito. Per
esempio, quando cammini nella tua abitazione, devi forse sca-
valcare bottigliette di plastica, lattine di bibite, mozziconi di
sigarette, carte di caramelle, biglietti del tram, bucce di bana-
na, volantini pubblicitari, sacchetti delle patatine, gomme da
masticare, scontrini di negozio ecc.?
Quando qualcuno nella tua famiglia butta una cosa per
terra, viene invitato a raccoglierla? Ecco, si deve fare lo
stesso anche fuori. Se vedi qualcuno che vuota il porta-
cenere dell’auto sul marciapiede, digli gentilmente che
non si fa così. Vedrai che arrossirà un po’, e forse
un’altra volta non lo farà più.
Se perde la tua squadra del cuore, quando torni a casa
ti metti a sfasciare le seggiole per la rabbia?
Pensa invece che squadre intere di tifosi, dopo le par-
tite, sfasciano le poltrone dei treni e rompono tutto
quello che gli capita a tiro. Con chi vive nella casa-
fuori dobbiamo essere gentili come con chi vive
nella casa-dentro. Il poeta Ugo Foscolo scrisse
che la terra è una «bella famiglia d’erbe e
d’animali», cioè che chiunque vive su questo
pianeta (uomini, animali e piante) forma
un’unica famiglia variopinta: fiori di tutti i
colori, animali di tutti i colori e uomini di
tutti i colori.

GO MENTATIVO
TESTO AR
I segreti del testo: I L
216
Tra «parenti» dobbiamo rispettarci e volerci bene.
I fiori sono così gentili e profumati con noi! Altrettanto dovremmo fare noi
con loro: dunque non raccoglierli (ti piacerebbe essere «raccolto»?) non
calpestarli (ti piacerebbe essere «calpestato»?). Se siamo un’unica fami-
glia, dobbiamo rispettarci tutti e aiutarci a restare sani, anche perché le
malattie sono contagiose e se si ammala il mondo ci ammaliamo anche
noi, che siamo i suoi abitanti.
Come avrai capito, al mondo ci sono parecchie cose che non funzionano,
però si possono sistemare.
Cosa fai a casa tua, quando ti accorgi che qualcosa non va? Anche le città
hanno dei «genitori», si chiamano «sindaci». A loro dobbiamo segnalare
tutto quello che non va. È così bello il mondo!
La pioggia lo lava, il sole lo asciuga e lo fa risplendere come l’oro, la luna
lo fa luccicare come l’argento! Abbiamo una casa davvero meravigliosa.
Persino con le stelle, come nei sogni! È così bella la nostra casa-mondo!
Vogliamole bene!
Riad. da V. Lamarque, G. Orecchia, Piccoli cittadini del mondo, Emme
Scopriamo insieme i segreti del testo argomentativo.
Analizziamo alcune parti del racconto.
Rispondi.
• Il tema del brano è:
Il testo argomentativo prende in esame un argomento il rapporto con gli altri. l’ambiente.
generale che approfondisce poi con le sue argomentazioni.
la famiglia. la violenza.

Rispondi.
L’autore riporta gli argomenti che sosten- • Il tema del brano è:
gono la sua TESI, ossia le PROVE DELLA
l’opinione di esperti.. dati scientifici.
VERIDICITÀ: dati, ragionamenti, testimo-
ragionamenti. test di laboratorio.
nianze…
Rispondi sul quaderno, poi confronta in classe il tuo
In un testo argomentativo, oltre alla tesi,
lavoro.
può essere presentata un’ANTITESI, ossia
un’IDEA CONTRARIA a quella esposta.
• Nel brano è presente l’antitesi? Se sì, riportala in
poche righe, se no, prova a formulare tu un’idea che
sia contraria alla tesi centrale.
I segreti del tes
to: IL T
ESTO ARG
OMENTATIVO
217
U . d.A .
6 • I l t e s to a rg o m e n tativ o

Che bello: sono ammalato!


Che bello essere ammalati!
PER COMPRENDERE Non all’inizio, naturalmente, quando si ha tanta feb-
bre che l’armadio di fronte al letto diventa sempre più
) o Falso (F)? Se cond o l’autore: grande e minaccia di inghiottirvi. Dopo, quando
Vero (V
. V F comincia ad andare meglio, ci si sente ancora un po’
• Avere tanta febbre è bello
e pallidi, un po’ vuoti.
• Passata la febbre ci si sent V F – Niente scuola per una settimana! – Il dottore l’ha
ancora un po’ vuoti. detto con molta calma.
e
• Di «Tom & Jerry»si segu V F Una settimana, non sembrava tanto: ci si sentiva tal-
molto la storia. mente stanchi. Ma ora, una settimana si fa molto più
• I compagni po rta no interessante: rimangono ancora tre giorni prima di
ccon tano i fat ti V F
i compiti e ra giovedì.
della giornata. – Mamma, se vai a far la spesa, mi porti un «Tom
& Jerry»?
«Tom & Jerry» è il genere di giornalino che non si compra
mai, tranne quando si è malati: di solito lo si considera da
piccoli. Quando al ritorno la mamma posa il giornalino
sul letto, si fa finta di uscire lentamente dal sonno, e si
getta un colpo d’occhio distratto sulla copertina.
Numero speciale: 250 pagine di storie e giochi. I colori
ci piacciono. Non si segue granché la storia. È come se
fossimo ancora imbottiti d’ovatta, con la testa svuota-
ta che ci gira. La cosa più bella è quando il campanel-
lo della porta suona, verso le cinque meno un quar-
to. Si sente qualche frasetta educata scambiata a
bassa voce. Abbiamo già indovinato: un compagno
e una compagna di scuola sono passati a portarci
i compiti. Si siedono ai piedi del letto, uno da una
parte e una dall’altra, e cominciano a raccontare
tutti i fatti curiosi della giornata, la mensa,
l’intervallo…
Quasi quasi si vorrebbe già riprendere la vita
normale, ma è anche bello disporre ancora di
tre giorni per farsi coccolare, ed esse-
re un tipo interessante cui si viene a
PENSACI SU! far visita, e che suscita ammirazione
Seguendo l’esempio dell’autore, scrivi quando mangia il suo piatto preferi-
un breve testo to. Che bello essere ammalati!
sul tuo quaderno dal
titolo «Che brutto: sono ammalato!», P. Delerm, Che bello, Salani
spiegando gli argomenti che sosten-
gono la tua tesi. Poi confronta in classe
il tuo lavoro.
218
Amplia il tuo vocabolario!
Molto spesso ci troviamo a utilizzare delle parole in maniera imprecisa, per la fretta di parlare e di
scrivere, o più semplicemente... per pigrizia!

Cerca, per ciascuna delle parole evidenziate, i termini che possono essere utilizzati al loro posto
(sinonimi) e scrivili sui puntini: ti accorgerai che le frasi risulteranno più chiare e accurate.

Anziché «dire»...
La professoressa mi ha lʼesito dellʼesame.
Laura mi ha di passare le vacanze a casa sua.
Il nonno mi ha le sue esperienze da ragazzo.

Anziché «fare»...
Lucia deve ancora i compiti.
Il papà di Giulio ha un recinto per il cane.
Il mio cantante preferito ha una nuova canzone.

Anziché «vedere»…
Ieri ho un bel film insieme a Silvia.
Il telescopio serve per le stelle.
Tra la folla ho un buffo cagnolino.

Anziché «mangiare»...
Il mio micetto ha tutto in un minuto.
Oggi ho una specialità indiana.
Francesco si è una cioccolata calda.

Laborator
io sul lessico
219
U . d.A .
6 • I l t e s to a rg o m e n tativ o

Che futuro ci aspetta?


È difficile immaginare, per chi è giovane, quan-
to le cose fossero diverse un tempo.
A 10-12 anni, non si ha l’impressione
In un testo argomentativo d’aver vissuto molti cambiamenti. Ma se
si possono trovare riferi-
domandi a tuo nonno, a tua nonna o alla
menti statistici a sostegno
delle opinioni. tua bisnonna, si ricorderanno perfetta-
mente che, quando erano piccoli,
l’aereo era l’avventura solo di qualche
appassionato, che sulle strade c’erano
ben poche automobili; nessuno avrebbe
immaginato a quell’epoca che si sarebbe
potuto un giorno camminare sulla Luna; per
non parlare del missile Ariane: sarebbe stato
considerato, a quei tempi, pura fantascienza!
In un secolo, la scienza e la tecnica si sono sviluppate a
PER COMPRENDERE
incredibile velocità: gli uomini non hanno avuto il tempo di pre-
Scopri le informazioni contenute vedere che tutti questi cambiamenti nei trasporti, nelle comuni-
nel testo e rispondi sul quaderno. cazioni, nella produzione industriale, nell’agricoltura... avrebbe-
• Che cosa ha provocato lo svilup- ro avuto delle conseguenze sulla nostra Terra.
po di scienza e tecnica? A poco a poco, si è capito che il petrolio, anche se fa volare gli
• Che cos’è lo «sviluppo aerei e circolare le automobili, inquina l’atmosfera, ci si è resi
durevole»? conto che lo sfruttamento intensivo delle foreste permette, sì, di
• Chi può risolvere i problemi del
fabbricare dei libri e dei giornali, ma nello stesso tempo fa scom-
pianeta e in che modo?
parire piante e animali che vivono in questi habitat. Si potreb-
bero citare tanti altri esempi come questi.
SAPPIAMO CHE... L’equilibrio naturale è sconvolto, e oggi si sa che il
clima del pianeta sta cambiando a causa delle attivi-
Programma Ariane è la denominazione del progetto
aerospaziale promosso nell’autunno del 1973 tà umane. È un problema che riguarda tutti.
dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con lo scopo di Da tutta questa serie di motivi è nata l’idea dello svi-
realizzare lanciatori europei. Il nome del progetto è luppo durevole: ci si è accorti che non era più possi-
ispirato ad Arianna, il personaggio del mito greco di
Teseo e del Minotauro. bile continuare a rimandare i problemi, che occorre-
I lanciatori, o razzi vettori, servono a portare in orbita va trovare un equilibrio tra i bisogni della vita moder-
apparecchiature scientifiche quali satelliti artificiali, na e ciò che può sopportare il nostro pianeta. Cosa
laboratori pressurizzati, sonde e navette.
non facile, vero?

220
U. d.A. 6 • I l t e st o a r go m en t
a t i vo

UNO SGUARDO A...


Gli uomini politici hanno, per primi, il compito di riflettere su
SCIENZE!
queste urgenze: regolarmente, da qualche anno, i capi di Stato si
Il petrolio, detto anche «oro ne-
riuniscono per discutere in proposito. A poco a poco – ma troppo
ro», è una delle materie prime
lentamente ancora – sono state adottate alcune misure per rime-
più importanti del mondo, in
diare agli errori commessi e per preparare l’avvenire: ad esempio, quanto fonte di energia traspor-
ci si occupa di ridurre i gas a effetto serra, che contribuiscono ai tabile e facilmente utilizzabile,
cambiamenti climatici. Finora i discorsi sono stati più numerosi usata dalla maggioranza dei vei-
dei fatti. Allora, ciascuno di noi deve mobilitarsi. coli (automobili, camion, treni,
Sono sempre più numerosi i cittadini che intraprendono iniziati- navi, aeroplani) e base di molti
ve intelligenti e, anche se il lavoro che resta da compiere è prodotti chimici industriali.
L'accesso al petrolio è stato, per
immenso, ogni gesto conta: selezionare i rifiuti, utilizzare il meno
questo motivo, uno dei principa-
possibile l’automobile, proteggere ancora meglio gli ambienti
li fattori in molti conflitti militari,
naturali, evitare di consumare senza misura... compresi la Seconda guerra
Lo sviluppo durevole è anche la presa di coscienza che le ricchez- mondiale e la guerra del Golfo.
ze del mondo sono mal distribuite. Ciò che noi consideriamo La maggior parte delle riserve
l’essenziale non è dato a tutti: mangiare a sufficienza, bere dell’ac- facilmente accessibili è collocata
qua potabile, andare a scuola, potersi curare... Oggi, il 20% degli nel Medio Oriente.
abitanti della Terra si spartisce l’80% delle ricchezze del mondo.
Y. Arthus-Bertrand, L’avvenire della terra, L’ippocampo

PER COMPRENDERE
Analizza il testo con l’aiuto dell’insegnante.
• Quale tesi è esposta?
• Quali argomenti si portano a sostegno
della tesi?
Qual è la tua opinione riguardo all’argo-
mento presentato? Discutine in classe.
PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• Quale sarà l’invenzione più inno-
vativa del futuro, secondo te?
Prova a immaginarla e descrivila.

221
U . d.A .
6 • I l t e s to a rg o m e n tativ o

Per un hamburger
I fast-food sono diffusi in più di cento nazioni, anche nei Paesi poveri. In
PER COMPRENDERE tutto il mondo troviamo lo stesso cibo, anche se le abitudini alimentari
sono molto diverse da Paese a Paese. Il cibo è subito pronto, abbondan-
Sul quaderno, completa
te e caldo, e servito in un ambiente pulito, anche se non è particolarmen-
uno schema con le infor-
te dietetico, utile alla crescita o salutare; la «carne macinata» che viene
mazioni ricavate dal testo.
Segui la traccia. servita spesso è ricavata dalle parti di scarto dell’animale.
• Nei fast-food, il cibo… Ma questo non è l’aspetto peggiore. Il fast-food rappresenta il massimo
• Il modo di consumare… dello spreco: per avere grandi quantità di cibo sempre pronte, viene pre-
• Le conseguenze sull’am- parato molto più del dovuto, e a fine giornata gli avanzi vengono getta-
biente sono… ti. Lo spreco è inaccettabile se tanti soffrono la fame.
Questo modo di consumare ha pesanti conseguenze anche sull’am-
PENSACI SU! biente. Tutti sanno che la foresta amazzonica, in Sud America, è il
«polmone verde» della Terra, perché offre grandi riserve d’ossigeno. I
Rispondi sul quaderno,
principali allevatori sono proprio i proprietari dei fast-food, provenien-
poi discutine in classe.
ti dai Paesi più ricchi. Per produrre una tonnellata di carne bovina,
• Quali problemi sociali
comporta il fast-food? consumata in poco tempo in uno dei tanti fast-food, occorre l’equi-
• Credi che l’autore sia valente di 7 tonnellate di foraggio per il bestiame: ciò fa sì che ogni
favorevole ai fast-food? anno vengano rasi al suolo un milione e mezzo di ettari di foresta
• Da cosa lo intuisci? amazzonica, quanto la superficie dell’Austria. Quindi, prima di adden-
• Tu che cosa pensi in tare il nostro hamburger al fast-food, ricordiamoci che il nostro morso
proposito? ci mette in relazione con parecchie zone del pianeta.
• Ti piace mangiare al E. Fucecchi, Glob glob, EMI
fast-food? Perché?

222
Parole che viaggiano
Tutte le parole che usiamo abitualmente hanno alle spalle una storia:
hanno compiuto un viaggio nel tempo e nello spazio, da un Paese
allʼaltro, giungendo alla nostra civiltà con alcune modifiche.
Osserva per esempio la storia della parola enciclopedia.
Deriva dal greco enkuklos paideia, letteralmente «il cerchio delle cono-
scenze». La parola «enciclopedia», quindi, significa «istruzione circolare»,
cioè completa, in grado di comprendere tutte le discipline.
Ecco invece il viaggio compiuto dalla parola rubrica.
Deriva dal latino, dall'aggettivo ruber, che indica ogni color rosso di origine
naturale (come il cinabro, un minerale rossiccio conosciuto già dagli antichi
Romani). Nel secolo XIII significava in effetti «titolo in rosso dei diversi capi-
toli di un'opera manoscritta»; successivamente il suo significato si è poi tra-
sformato in «indice di un'opera» e, nel 1918, in «libretto per ordinare alfa-
beticamente appunti e indirizzi».
Oggi la parola ha assunto un nuovo significato, ossia «sezione specialisti-
ca di un giornale o di una trasmissione».

Esiste un dizionario che illustra la storia delle parole, si chiama DIZIONARIO ETIMOLOGICO e puoi
trovarlo anche in internet (con l’aiuto di un adulto), oppure in biblioteca.
Scrivi l’etimologia delle seguenti parole e di una a tua scelta che ti incuriosisce in modo particola-
re, poi confronta il lavoro in classe.

— viaggio: — pantalone:

— libro: — :

Laborator
io sul lessico
223
Cittadinanza e
Costituzione a tavola!

Pensi di avere un comportamento adeguato a tavola?


Mangi un po’ di tutto e nelle giuste quantità?
Verificalo con il seguente test; rispondi e controlla il tuo
punteggio considerando che:
 vale 3 punti,
 vale 2 punti,
 vale 1 punto.

1. Al mattino: 2. Di solito mangi: 3. Durante i pasti:


 di solito non fai colazione.  come un lupo.  inghiotti quasi senza masticare.
 fai un’abbondante colazione.  come un uccellino.  mastichi velocemente.
 smangiucchi qualcosa.  tutto ma senza esagerare.  mastichi lentamente.

4. Di solito bevi: 5. Mangi frutta e verdura: 6. Mangi pasta e pane:


 bibite gassate.  tutti i giorni.  moderatamente.
 succhi di frutta.  a volte.  in grande quantità.
 acqua.  mai.  mai.

7. Di solito mangi dolci: 8. Durante lo spuntino mangi: 9. Mangi più spesso:


 dopo cena.  frutta o yogurt.  cibi con poco olio.
 dopo pranzo.  merendine o patatine.  cibi abbastanza conditi.
 a colazione.  pizza o panini.  fritture o piatti molto conditi.

Maggioranza di risposte : Maggioranza di risposte : Maggioranza di risposte :

Bravo/a! Sai tenere un corretto com- Bravino/a! Non segui perfettamente i Non ci siamo! Non ti nutri nella giusta
portamento alimentare, ti nutri nelle giusti comportamenti a tavola, ma con maniera, la tua alimentazione non è
giuste quantità assumendo cibi di un piccolo sforzo puoi migliorare. equilibrata e le tue abitudini sono da
vario genere. Tutto ciò aiuta il tuo Stai attento a ciò che il tuo fisico assu- rivedere. Correggi i comportamenti
fisico a mantenersi in buona salute. me e alle quantità e cerca di evitare dannosi per il tuo fisico per poter cre-
le brutte abitudini. scere in forza e in salute.

OBIETTIVO: mettere in atto comportamenti ali-


mentari corretti ai fini della salute.

224
cucine mediterranee

Frequentemente sentiamo parlare di «dieta mediterranea», come se i


modi di mangiare delle popolazioni che vivono affacciate sul Mediter-
raneo avessero un carattere omogeneo, determinato da fattori ambien-
tali e climatici.
In realtà, le cose sono assai più complicate. Anzitutto le cucine medi-
terranee sono molto diverse da luogo a luogo; se ti è capitato di fare
qualche viaggio in Paesi diversi dal tuo (ma anche in regioni diverse
dalla tua) te ne sarai reso conto. Ma non solo: molti prodotti che oggi
appaiono caratteristici vengono da altre zone del mondo e solo di
recente sono entrati a far parte della cultura mediterranea.
Prendiamo ad esempio la pasta: possiamo dire che sia tipica della dieta
mediterranea? Di quella italiana sicuramente sì, ma al di fuori del
nostro Paese la pasta non ha molta importanza nel menù quotidiano.
La cosa, poi, vale per oggi ma non per il passato: la pasta è diventata
un consumo «popolare» solo da un secolo o due, prima era un alimen-
to di lusso che appariva in tavola solo di rado. Neppure si può dire che
sia un cibo «nostrano», poiché furono gli Arabi a introdurla in Sicilia
durante il Medioevo, insieme al riso, che ha assunto tanta importanza
anche nei Paesi nord-africani.
E l’olio? Certamente è un prodotto mediterraneo, ma anticamente era
impiegato per lo più per la cosmesi: in cucina si usavano il lardo o il PER COMPRENDERE
burro, che oggi sembrano così poco mediterranei.
Le verdure fresche sì, sono un importante segno distintivo della dieta Rispondi sul quaderno.
mediterranea. Ma quante, fra quelle abituali nelle nostre cucine, sono • La cucina mediterranea è
mediterranee? Non il pomodoro o il peperone, importati dall’America uguale per tutti i Paesi
che si affacciano sulle
cinque secoli fa; non le melanzane o gli spinaci e tanti altri prodotti
coste del Mediterraneo?
portati dagli Arabi nel Medioevo.
Perché?
Tutto ciò mette in luce soprattutto una cosa: non esistono cucine «di ter- • Che origine ha la pasta?
ritorio» che non siano il risultato di una lunga storia, di un continuo accu- Da dove proviene?
mulo di esperienze, di ripetuti scambi con culture diverse. Ogni cucina è • Che cosa si può dire in
frutto di incroci e nel caso delle cucine mediterranee questi incroci sono riferimento alle cucine
particolarmente numerosi e fecondi: la varietà dei prodotti disponibili e la «di territorio»?
fantasia degli uomini nel prepararli hanno le loro radici in questa storia. • In conclusione, che cosa si
può dire di ogni «cucina»?
M. Montanari, Il pentolino magico, Laterza

OBIETTIVO: conoscere la cucina


come evoluzione storico-culturale.
225
Cittadinanza e
Costituzione
C iccio e bello, si, pero...

Noi siamo quello che mangiamo. E quindi siamo troppo grassi.


Perché in genere (lo dicono le statistiche) mangiamo troppo.
Da un’indagine fatta nelle scuole di Roma risulta che 23
bambini su 100 sono in sovrappeso, e 26 su 100 deci-
samente obesi.
I bambini cicciottelli sono simpatici, ma se conti-
nueranno a essere rotondi, da grandi avranno
seri problemi di salute, perché i loro organi
faranno fatica a sopportare l’eccessivo lavoro
causato dal grasso in abbondanza e dal peso
eccessivo.
Gli studiosi non hanno dubbi: i bambini sono
troppo grassi perché mangiano in maniera disor-
dinata, oltre che esagerata.
E poi a scuola si fa poco movimento, dopo la scuo-
la non si fa abbastanza sport e si guarda troppa
tv, stando fermi invece di bruciare le energie
fornite dal cibo. Insomma, non basta metter-
si a dieta per essere in forma, bisogna muo-
versi molto.

LE FAMIGLIE DEI CIBI


Gli alimenti si dividono in famiglie: ci sono
gli zuccheri, i grassi (burro, olio...), le pro-
teine (carne, pesce, formaggi, uova), i carboi-
drati (pane e pasta).
Frutta e verdura ci forniscono vitamine e sali minerali,
importantissimi per ricostruire ogni giorno il proprio corpo. Latte e for-
maggi contengono un altro ingrediente fondamentale, il calcio, che fa bene alle ossa.
Mangiare bene vuol dire mangiare un po’ di tutto, stando attenti a non esagerare con
grassi e zuccheri.

OBIETTIVO: mettere in atto comportamenti ali-


mentari corretti ai fini della salute.

226
SEI CONSIGLI PER MANGIARE MEGLIO

1. Fai sempre colazione: è importante uscire di casa con la pancia piena e


tanta energia per affrontare bene la giornata.
2. Alla mensa scolastica non fare subito le smorfie quando vedi il cibo: assag-
gia di tutto, magari scoprirai di andare pazzo per certi piatti che ti rende-
vano sospettoso.
3. Fai merenda nel pomeriggio, ma non più tardi delle 17: altrimenti non avrai
più fame a cena.
4. Di’ alla mamma che cos’hai mangiato a mezzogiorno: così non ti prepare-
rà le stesse cose, anzi, farà attenzione che tu mangi gli alimenti giusti ed
equilibrati.
5. Il fast-food non è vietato: basta andarci solo una volta la settimana. Così,
oltretutto, diventa una festa e non un’abitudine.
6. Caramelle, patatine, bibite gassate sono buonissi-
me, è vero: ma non bisogna mai esagerare!
«Ciao amici»

PER COMPRENDERE
Nel testo è riportata una frase che suggerisce una soluzione: quale?
Riscrivila qui di seguito.

PENSACI SU!
Svogli un’indagine in classe per scoprire quanti alunni seguono i consigli
per un’alimentazione corretta.
Ognuno deve rispondere alle domande suggerite di seguito e riporta poi,
nel totale, la somma delle risposte di
tutti gli alunni.
Infine rifletti sui dati ottenuti.
• Fai colazione ogni mattina?

• Fai sempre merenda prima delle 17?

• Ti piace assaggiare cibi diversi dal solito?

– Dopo aver analizzato i dati raccolti possiamo concludere che gli alunni della
classe seguono abitudini alimentari:

BUONE DISCRETE PESSIME

227
U . d.A .
6 • I l t e s to a rg o m e n tativ o

Scopo dell’autore del


testo argomentativo è di
PERSUADERE i lettori a
L’estinzione dei dinosauri
condividere la tesi Ci sono tante spiegazioni dell’estinzione dei dinosauri, ma mi
espressa.
hanno sempre convinto poco. Qualche scienziato pensa che sia
stata colpa delle eruzioni vulcaniche: la polvere avrebbe oscura-
UNO SGUARDO A... to il Sole, i raggi non sarebbero più riusciti a filtrare e l’erba non
avrebbe più potuto crescere, così i dinosauri sarebbero morti di
STORIA! fame.
Una glaciazione è un periodo, Ma allora perché non sono morti di fame anche tutti gli altri ani-
lungo generalmente migliaia o mali? E perché non sono sopravvissuti almeno un paio di dino-
milioni di anni, in cui si verifica
sauri abbastanza forti da riprodursi?
l’abbassamento della tempera-
Qualcun altro pensa che sia stata la glaciazione a uccidere i dino-
tura terrestre e la conseguente
espansione delle calotte glacia- sauri. Ma io gli chiederei che cosa ha fatto la glaciazione agli altri
li in direzione dell'equatore. animali e come mai, in questo caso, oggi non troviamo i corpi di
Nella storia della Terra è possi- questi rettili preistorici perfettamente conservati dentro i ghiacci
bile contare cinque principali dei Poli.
ere glaciali: i periodi più antichi In città c’è un museo di storia naturale dove vado spesso.
hanno avuto una durata di Carletto, il custode del museo, mi conosce bene e ama i dinosau-
40.000 anni, i più recenti e i più
ri quanto me. Lui crede che i dinosauri siano morti perché erano
studiati hanno invece avuto una
troppo grossi. Quando il clima si fece sempre più freddo, riusci-
durata di 100.000 anni.
rono a sopravvivere solo gli animali che trovarono un buco, un
PER COMPRENDERE rifugio caldo. I dinosauri erano troppo grossi per riuscirci.
La sua spiegazione sembrerebbe convincente, ma perché non
Rispondi sul quaderno. sono morti allora anche gli antenati dei coccodrilli e dei grandi
• Quali tesi sostengono gli pesci marini, e perché quei bestioni non sono riusciti a fuggire
scienziati sull’estinzione dei nelle regioni pù calde? Inoltre l’idea delle tane ha un altro punto
dinosauri?
debole. Quando glielo feci notare, Carletto si mise a ridere con
• Che cosa ne pensa invece
aria imbarazzata. Infatti esistevano anche dinosauri alti meno di
Carletto?
• L’autore esprime la sua opi- un metro. Le specie conosciute di dinosauri estinti sono oltre tre-
nione? Egli porta delle argo- cento, e probabilmente ne esistevano molte di più. E vuoi che
mentazioni a favore della sua nemmeno una coppia sia riuscita a trovarsi un rifugio?
tesi: quali? K. P. Wolf, Stefano e i dinosauri, Piemme Junior

228
Laboratorio: io scrittore!
Come scrivere un testo argomentativo? Segui i passi elencati e ti accorgerai che è più
semplice di quanto credi! Potresti esercitarti prima, con l’aiuto dell’insegnante e insime
ai tuoi compagni.

Scegli un argomento qualsiasi, un problema in


1. particolare che vuoi affrontare.

Ad esempio:
– la TV nella vita dei bambini;
– meglio giocare con la playstation o a pallone con gli amici?

Comincia a esporre la tua tesi.


2. Apri il testo con lʼidea che porterai avanti.

Ad esempio:
– La TV non è una buona maestra, perché...

Presenta delle argomentazioni che sostengano la tua tesi.


3. A seconda del problema affrontato le argomentazioni possono
essere costituite da testimonianze, citazioni...

Ad esempio:
– ... lo dimostra il fatto che in alcuni programmi si vedono...

Chiudi il brano con una conclusione che sia riassuntiva


4. del brano e che rimarchi la tua tesi iniziale.
Se vuoi, puoi suggerire dei consigli.

Ad esempio:
– In base a ciò è inevitabile affermare che...

Quello proposto è solo un esempio, puoi seguirlo


oppure scegliere un altro argomento, lʼimportante è
che tu riesca a trovare giuste argomentazioni, con-
tro o a favore della tesi riportata. Ricorda inoltre di
usare un linguaggio chiaro e preciso, adatto ad
esprimere opinioni (ritengo che, penso, sono con-
vinto del fatto...) allo scopo di persuadere il lettore.

229
U . d . A . 7• Il testo regolativo

I DIRITTI DEI BAMBINI

1. Il diritto di sporcarsi:
a giocare con la sabbia, la terra, l’erba,
le foglie, l’acqua, i sassi.
2. Il diritto agli odori:
a percepire il gusto degli odori, riconoscere
i profumi offerti dalla natura.
3. Il diritto all’uso delle mani:
a piantare chiodi, incollare, plasmare la creta,
legare corde.
4. Il diritto al selvaggio:
a costruire un rifugio, ad avere canneti in cui
nascondersi, alberi su cui arrampicarsi.
5. Il diritto al silenzio:
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli
uccelli, il gorgogliare delle acque.
6. Il diritto alle sfumature:
a vedere il sorgere del sole, ad ammirare nella
notte la luna e le stelle.
Gruppo di ricerca sulle tecnologie appropriate di Cesena (a cura di),
Piantiamo la scuola, «Quaderno di educazione ambientale», n. 50 WWF

230
In questa unità dʼapprendimento scoprirai il TESTO
REGOLATIVO e comprenderai la sua struttura.
Scoprirai che può presentarsi sotto forme diverse
come: ordini, divieti, norme, consigli, istruzioni,
procedimenti...
Leggi ad esempio il brano della pagina accanto:
sapresti dire sotto quale forma è scritto?

i vo
la t
o
reg

231
I diritti dei bambini
Il 20 novembre 1989 segna una data molto importante per tutti i
bambini del mondo: viene approvata dall’ONU (Organizzazione
delle Nazioni Unite) la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, che sta-
bilisce in 54 articoli quali sono i diritti dei bambini e come farli
rispettare. Ecco i principali:

DIRITTO ALLA VITA


Il bambino ha diritto alla vita. Gli Stati devono aiutarlo a crescere e
consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale.
DIRITTO ALL’IDENTITÀ
Quando nasce, un bambino ha diritto ad avere un nome, a essere
registrato e ad avere la propria nazionalità e a rimanere sempre in
relazione con la famiglia.

DIRITTO ALLA SALUTE


Il bambino deve vivere in salute anche con l’aiuto della medicina.
Gli Stati devono garantire l’assistenza medica, il cibo necessario e le
informazioni utili per migliorare lo stile di vita.

DIRITTO ALLA PROTEZIONE


Il bambino deve essere protetto contro ogni forma di crudeltà e di
sfruttamento. In nessun caso deve essere autorizzato ad assumere
un’occupazione che possa nuocere alla sua salute oppure ostacola-
re il suo sviluppo fisico, mentale o morale.

DIRITTO ALL’ISTRUZIONE
Il bambino ha diritto all’istruzione, che deve essere obbligatoria e
gratuita. Gli Stati devono garantire scuole sufficienti per tutti e inse-
gnanti che aiutino i ragazzi e sviluppare tutte le loro capacità.
DIRITTO ALL’IDENTITÀ CULTURALE E RELIGIOSA
Il bambino ha il diritto di parlare la propria lingua, di praticare la
propria religione e di esprimere la propria cultura ovunque. Nessuno
deve essere vittima della discriminazione razziale o religiosa e ognu-
no deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleran-
za e di amicizia tra i popoli.

R EGO L ATIVO
o: I L TESTO
I segreti del test
232
DIRITTO ALLA DIVERSITÀ
Il bambino svantaggiato fisicamente, men-
talmente o socialmente ha diritto al tratta-
mento, all’istruzione e alle cure speciali
richieste dal suo stato e dalla sua condizione.

DIRITTO AL GIOCO
I bambini hanno il diritto di giocare e di sfo-
garsi. Gli Stati devono garantire a tutti questo
diritto.
E. Pigliapoco, Mille e una storia, Raffaello Editore

Dopo aver letto «I diritti dei bambini», rispondi alle domande.


• Secondo te, gli articoli riportati seguono un ordine preciso oppu-
Solitamente istruzioni o regole da re no? Se sì, di che tipo?
seguire vengono date secondo un
ORDINE PRECISO: temporale, logico
o d’importanza.
• Quali articoli ti sono sembrati più importanti e perché?

Rispondi.
• Il regolamento è stato emanato:
dai genitori.
da un’organizzazione che difende
I regolamenti ufficiali, nazionali e internazionali ven-
e protegge i bambini.
gono redatti ed emanati da AUTORITÀ PUBBLICHE di
vario genere. dal Ministero dell’Istruzione.
Confronta la tua scelta in classe.
I segreti de
l testo:
IL TESTO
R EGOLATIVO
233
U.d.A.
7 • I l t est o r eg ol at i vo

Dichiarazione universale
dei diritti dell’animale
Il testo della «Dichiarazione universale dei diritti dell'animale» è stato
adottato dalla Lega Internazionale dei Diritti dell'Animale nel 1977.
R IFLETTI SULLA LINGUA
PREMESSA
Spiega sul quaderno il Considerato che ogni animale ha dei diritti; considerato che il discono-
significato e la differen-
scimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a
za dei termini: diritto
portare l'uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli ani-
e dovere.
mali; considerato che genocidi sono perpetrati dall'uomo e altri anco-
ra se ne minacciano; considerato che l'educazione deve insegnare sin
dall'infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali
SI PROCLAMA:

Art. 1 - Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli
stessi diritti all'esistenza.

Art. 2 - Ogni animale ha diritto al rispetto, alla considerazione, alle


cure e alla protezione dell'uomo.

Art. 3 - Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad


atti crudeli.

Art. 4 - Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il dirit-


to di vivere libero nel suo ambiente naturale e di riprodursi.

Art. 5 - Ogni animale che vive abitualmente nell'ambiente dell'uomo


ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di
vita e di libertà che sono proprie della sua specie.

Art. 6 - a) Ogni animale che l'uomo ha scelto per compagno


ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua natu-
rale longevità; b) l'abbandono di un animale è un atto
crudele e degradante.

234
U .d.A. 7 • Il t est o r eg o l at i vo

PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• Come ti comporti con gli animali?
Art. 7 - Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevo- • Ti è mai capitato di assistere a
li limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un'alimentazione qualche atto crudele nei confronti
adeguata e al riposo. degli animali (anche in televisio-
ne)? In che occasione e che effet-
Art. 8 - La sperimentazione animale che implica una sofferenza to ti ha fatto?
fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell'animale. • Immagina di essere un giudice e
di dover condannare il maltratta-
Art. 9 - Nel caso che l'animale sia allevato per l'alimentazione mento contro un animale: che
deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per pena infliggeresti a chi lo picchia
lui ne risulti ansietà e dolore. o lo abbandona? Spiega le tue
motivazioni.
Art. 10 - Nessun animale deve essere usato per il divertimento
dell'uomo.

Art. 11 - Ogni atto che comporti l'uccisione di un animale


senza necessità è un delitto contro la vita.

Art. 12 - Ogni atto che comporti l'uccisione di un gran


numero di animali selvaggi è un delitto contro la specie.

Art. 13 - Le scene di violenza di cui gli animali sono vittime


devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno
che non abbiano come fine di mostrare un
attentato ai diritti dell'animale.

Art. 14 - I diritti dell'animale devono essere


difesi dalla legge come i diritti dell'uomo.
Riad. da Internet

235
U.d.A.
7 • I l t est o r eg ol at i vo

La Costituzione italiana
La Costituzione italiana è la legge fondamentale del nostro Stato, approvata alla
fine di dicembre del 1947 ed entrata in vigore il primo gennaio del 1948. La
Costituzione è fatta di ben 139 articoli. Nella parte iniziale ci sono i Princìpi
Fondamentali, cioè 12 princìpi che sono alla base di tutte le regole successive,
cioè i diritti e i doveri che ogni cittadino che vive nel nostro Paese deve rispetta-
re. La Costituzione è un testo importante e difficile, ma è fondamentale conoscer-
la fin da piccoli per diventare dei veri cittadini responsabili!
Ecco i 12 princìpi fondamentali, accompagnati da una breve spiegazione, che
potrai commentare e approfondire in classe con i compagni e l’insegnante.

PER COMPRENDERE Art. 1 - L’Italia è una Repubblica democratica fondata


sul lavoro.
Completa spiegando a cosa si riferi- L’Italia è una Repubblica democratica perché il popolo sce-
scono le seguenti cifre. glie i suoi rappresentanti attraverso le elezioni. Ognuno di
• 1947 è: noi ha il diritto e il dovere di lavorare, secondo le proprie
capacità, per contribuire al benessere comune.
• 1948 è:
Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti
inviolabili dell'uomo.
• 139 sono: Ognuno di noi ha dei diritti e questi diritti sono inviolabi-
li, cioè nessuno può toglierceli. Abbiamo però anche dei
doveri: pagare le tasse quando si è grandi, votare, aiutare
• 12 sono: chi è meno fortunato di noi.

Art. 3 - Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.


Maschi e femmine, poveri e ricchi, giovani e anziani, ebrei
e musulmani ecc. di fronte alla legge sono tutti uguali.

Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il dirit-


to a lavorare.
Ognuno di noi ha il diritto di avere un lavoro e il dovere di
contribuire allo sviluppo della società in cui vive. Tutti i
lavori sono importanti, anche se possono essere molto
diversi tra loro.

236
U .d.A. 7 • Il t est o r eg o l at i vo

PER COMPRENDERE
Art. 5 - La Repubblica, una e indivisibile, riconosce
e promuove le autonomie locali. Rispondi.
Lo Stato attribuisce poteri alle Regioni, alle Province, • La Costituzione espone:
ai Comuni per svolgere i diversi servizi come quelli suggerimenti di comportamento.
che riguardano la sanità, la scuola ecc., ma la regole di comportamento.
Repubblica resta unica. • La Costituzione riguarda:
tutti i cittadini.
Art. 6 - La Repubblica protegge con apposite norme
solo gli adulti.
le minoranze linguistiche.
• La legge protegge:
In alcune zone d’Italia esistono piccoli gruppi di citta-
dini che parlano una lingua diversa dall’italiano, per solo gli italiani.
esempio in Trentino-Alto Adige molte persone parlano anche gli stranieri in pericolo.
il tedesco. • Davanti alla legge:
siamo tutti uguali.
Art. 7 - Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno ci sono distinzioni di sesso.
nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Lo Stato non può intromettersi nelle faccende che
rigardano la Chiesa e la Chiesa non può intromettersi
nelle questioni che riguardano lo Stato. UNO SGUARDO A...
STORIA!
Art. 8 - Tutte le confessioni religiose sono egual- L’Italia fu una monarchia costituzio-
mente libere davanti alla legge. nale fino al termine della Seconda
Secondo la legge, tutte le religioni sono libere. Anche guerra mondiale; il 2 giugno 1946 gli
coloro che professano una religione diversa da quella italiani, attraverso un referendum,
cattolica sono liberi di farlo e possono avere i loro luo- votarono perché diventasse una
ghi di culto. Repubblica.
Per la prima volta votarono anche le
donne.
(segue)

237
U.d.A.
7 • I l t est o r eg ol at i vo

PENSACI SU! Art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultu-


ra e la ricerca scientifica e tecnica. Protegge il paesaggio
Qual è secondo te il principio più e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
importante e irrinunciabile? Il nostro Paese è ricco di bellezze naturali e di opere d’arte
Trascrivilo sul quaderno spiegando che devono essere rispettate e protette perché ognuno di
le tue motivazioni poi confronta e
noi possa ammirarle.
commenta in classe il tuo lavoro.

Art. 10 - Lo Stato accoglie gli stranieri che nel loro Paese


non sono liberi.
Le persone che, nel loro Paese, sono state private della
libertà, possono essere accolte nel nostro Paese e protette.

Art. 11 - L'Italia ripudia la guerra come strumento di offe-


sa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzio-
ne delle controversie internazionali.
La guerra non può essere un modo per risolvere i contrasti e
i problemi tra i popoli o, peggio, per togliere la libertà a un
altro popolo.

Art. 12 - La bandiera della Repubblica è il tricolore italia-


no: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali
dimensioni.
La nostra Repubblica ha anche un inno nazionale che si chia-
ma «Fratelli d’Italia». Le parole dell’inno sono state scritte da
Goffredo Mameli e la musica da Michele Novaro.

M. Bartoli, G. Ferretti, Idee!, Fabbri

238
U .d.A. 7 • Il t est o r eg o l at i vo

Regole in biblioteca
NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO
PER COMPRENDERE
1. Essendo la biblioteca un luogo pubblico di studio e di ricerca, ognu-
Dopo aver letto il regolamen-
no deve osservare rigorosamente il silenzio, in qualsiasi sala si trovi.
to bibliotecario, completa.
2. È proibito fumare e introdurre cibi o bevande.
• comportamenti
3. Per utilizzare apparecchiature fotografiche, elettriche ed elettroniche vietati
personali è necessario chiedere l’autorizzazione al personale in servizio.

ACCESSO ALLA BIBLIOTECA

1. Prima di entrare in sala consultazione gli


utenti devono mostrare all’ingresso la tes-
sera di ammissione e/o un documento di • comportamenti
riconoscimento e depositare le borse e gli obbligatori
oggetti non consentiti negli armadietti o in
altri spazi appositi.
2. Per poter ritirare la propria tessera e la
propria borsa, o comunque per poter usci-
re, gli utenti devono consegnare i libri pre-
levati per la lettura.

USO DEI LIBRI

1. Gli utenti devono avere cura dei libri in


prestito: è importante non danneggiarli
spiegazzandoli, imbrattandoli, stroppic-
ciandoli ecc.
2. Chiunque notasse libri danneggiati è
pregato di comunicarlo al personale
della biblioteca per l’eventuale ripara-
zione.
Riad. da Internet

239
Cittadinanza e
Costituzione giusto o sbagliato?

Leggi attentamente le targhette e completale, scrivendo se il comportamento descritto è


giusto o sbagliato e aggiungendo una motivazione.
Poi confronta ciò che hai scritto in classe e con l’aiuto dell’insegnante verifica se il lavoro
svolto è corretto.

A B
Abbandonare la bicicletta sul marciapiede Legare la bicicletta a un palo
è è
perché perché

C
Lasciare la bicicletta nell’apposita rastrelliera
è
perché

Se non ci sono rastrelliere, appoggiare la bici al


proprio cavalletto è
perché

OBIETTIVO: approfondire la conoscenza del


codice stradale. Riflettere sui propri atteggiamenti

240 di ciclista.
parcheggiare la bicicletta

Narratore: – Un pomeriggio Luigino arriva con la bicicletta davan- PENSACI SU!


ti al negozio del cartolaio, la abbandona per terra e sta Confronta le risposte date nella
per lanciarsi nel negozio quando... pagina precedente con il com-
portamento suggerito dal vigile.
Vigile: – Luigino! La bici per terra! Ma cosa devo vedere... Poi rispondi.
Ti rendi conto che un passante potrebbe cadere? • Ti comporti in maniera corretta
Luigino: – Su, signor vigile, è solo per un momento, oppure no?
compro le figurine poi vado via contento.
Vigile: – Luigino! Vieni subito qua!
Luigino: – Dai, signor vigile, abbia pietà.
Vigile: – La pietà che tu vuoi non si concede:
svelto, leva la bici dal marciapiede!
Luigino: – Allora dica lei dove la devo lasciare:
nella tasca dei jeans non la posso infilare!
Vigile: – Senti senti, che spiritosa risposta.
Luigino: – Ho trovato!
L’appoggio al palo della cassetta della posta.
Vigile: – Sarebbe d’intralcio, sono sicuro.
Luigino: – Uffa... vediamo un po’: l’appoggio al muro?
Vigile: – Nemmeno a pensarci, lo potresti rovinare,
senza contare che la bicicletta potrebbe scivolare.
Luigino: – Bene, siccome posto per la mia bici non ce n’è,
io la lascio qui, per terra, dov’è.
Vigile: – Bambino mio, ma sugli occhi hai il formaggio a fette?
Non la vedi là una rastrelliera per biciclette?
Luigino: – Ah, quella specie di griglia? Quello strano aggeggio?
Vigile: – Sì, caro mio, quello è un parcheggio:
se nella griglia non c’è posto per la tua ruota,
usa il cavalletto, prendine nota.
Luigino: – Stia tranquillo, ho già imparato:
a posteggiare la bici ora son preparato.
Narratore: – Luigino sistema correttamente la sua bicicletta,
poi finalmente entra dal cartolaio e il vigile torna
a sorvegliare il traffico soddisfatto.
da Percorsi e dintorni, Ghisetti e Corvi editori

OBIETTIVO: praticare l’uso più consapevole


di un comune mezzo di trasporto (la bicicletta).
241
Cittadinanza e
Costituzione Il semaforo stanco

Non è certo divertente la vita d’un semaforo, tutti i giorni


ad accendere sempre quegli stessi tre colori: rosso, giallo
PER COMPRENDERE verde. È comprensibile che ci si stanchi. E un semaforo
sistemato a un incrocio al centro della città si stancò.
Segna solo le risposte corrette. – Esistono tanti altri bei colori – si disse. – Il celeste, il rosa,
• Tutti si accordarono e si sta-
il lilla... Perché non dovrei mai usarli?
bilì che passessero:
Fu così che un giorno, a quell’incrocio, se ne videro davve-
col rosa i bambini. ro di tutti i colori: il semaforo, infatti, cominciò ad accen-
con l’azzurro gli uomini. dersi dei colori più impensati e, per giunta, a tenerli accesi
col grigio gli anziani.
il tempo che piaceva a lui. Insomma, più che un semaforo
col lilla le fioraie.
sembrava un fuoco d’artificio. Autisti e pedoni non ci capi-
col marrone gli autocarri.
vano più nulla e tutti si scervellavano per capire quei
col bianco i malati.
segnali inconsueti.
– Chi deve passare ora che segna blu?
– Il grigio è per le auto o per i pedoni?
– Ora basta, passo io con l’autobus!
Dapprima pedoni e autisti litigarono, poi, per sbloccare
l’ingorgo, decisero tutti di mettersi d’accordo. Col rosa si
stabilì che passassero le donne e con l’azzurro gli uomini;
col grigio gli anziani, e infatti durava molto, dando modo
di attraversare lentamente la strada; col lilla le auto; con il
bianco i bambini, e così via. Mai a quell’incrocio il traffico si
snodò tanto rapido e ordinato e per giunta gaio e divertente!
Anche il semaforo finalmente si divertiva: non aveva mai
lavorato con tanto piacere. Senonché arrivò un vigile urbano
per cui contava soltanto il regolamento e disse: – Perbacco!
Questo semaforo si è guastato. Telefono subito perché prov-
vedano a ripararlo e segni solo il rosso, il giallo e il verde.
A sentirlo il semaforo si arrabbiò.
– Ah, sì? – disse – Non ci sto, voglio essere libero, io.
E messo il rosso da tutte le parti, non fece più passare nes-
suno.
Riad. da M. Argilli, Una storia al giorno, De Agostini

OBIETTIVO: approfondire la conoscenza del


codice stradale.

242
Attenzione! P er strada ...

AGLI INCROCI

... non fidarti ciecamente del semaforo ... attenzione alle auto che vogliono fare
verde: può capitarti di incrociare un automobili- una curva: hanno il verde come te, ma ti taglie-
sta così pazzo da passare con il rosso! ranno la strada e potrebbero non vederti!

IN BICICLETTA

... tieni sempre le mani sul manubrio e le dita sul ... attrezza la tua bici con fanali e catarifrangen-
freno: in caso di pericolo potresti non avere il ti e indossa magliette a colori vivaci per esse-
tempo di riportarle al posto giusto! re sempre visibile a chi ti incrocia.

IN STRADA

... se ti scappa la palla, non inseguirla come un ... NON giocare a moscacieca o a nascondino:
matto, senza guardarti intorno: anche se vanno rischi di non vedere le auto in manovra o di non
adagio, le auto sono pericolose! essere visto/a!

OBIETTIVO: adottare comportamenti prudenti


e adeguati quando si è in strada.
243
Vacanze in Sicilia
Il traghetto avanzava lentamente nel piccolo porto girando su se stes-
so. L’isola si stagliava scura nel cielo azzurrissimo. L’unica macchia
chiara era rappresentata dalle bianche case sgranate come perle di
una collana lungo l’insenatura.
Alessandro e Giulia erano eccitatissimi.
Quando il babbo era tornato a casa, due mesi prima, annunciando
che aveva preso in affitto una casetta in una piccola isola nel sud
della Sicilia per trascorrervi le vacanze, gli erano saltati al collo
facendogli quasi perdere l’equilibrio.
Non erano andati in macchina, perché nell’isola non sarebbe servi-
ta. Tonino, il padrone della casa, era venuto a prenderli. Questa volta
erano partiti alla fine di giugno, per non trovarsi in quello che Giulia
chiamava il «cicciaio», ma si capiva subito che l’isola non sarebbe
stata sovraffollata neppure in agosto.
La casa, imbiancata a calce, era composta da due corpi simmetrici ad
un piano: uno più grande che conteneva una camera e la grande
cucina con la porta finestra che dava su un cortile lastricato a ciotto-
li e ombreggiato da una pergola; l’altro formato praticamente da un
solo ambiente e da un ripostiglio.
In mezzo era stato costruito, probabilmente da tempi immemorabili,
un forno per cuocere il pane. Mentre la mamma lo contemplava esta-
siata, i due ragazzi si liberarono in un baleno degli zaini e dei vesti-
ti annunciando, senza attendere risposta, che avrebbero fatto un
bagno, ma i ciottoli della riva li costrinsero a rallentare la corsa.
L’acqua era trasparente; banchi di pesciolini argentati si frangevano
sulle loro gambe bianche di città, ricongiungendosi subito dopo.
Quando tornarono a riva si scontrarono quasi con un gruppetto di
coetanei che li squadrarono con aria minacciosa.
– Questa spiaggia è nostra – affermò perentorio quello che sembra-
va il capo, scuro d’occhi, di capelli e di sguardi. Alessandro diede di
gomito alla sorella che già prendeva fiato per rispondere per le rime.

esta t
e perentorio: autoritario, deciso; che
non ammette dubbi o contestazioni.

244
– Scusa, non lo sapevamo – disse tendendo la mano – siamo arrivati oggi, stia-
mo nella casa di Tonino.
Il «capo» sembrò preso di sorpresa, saettò lo sguardo vivace sugli altri e poi
borbottò fra i denti: – Va bene, ma non si può pescare.
Sparirono all’improvviso, come erano apparsi.
Il mattino successivo Giulia si svegliò che ancora albeggiava: quasi all’improv-
viso tutto si era colorato di rosa e l’unghia di luna che poco prima era ancora
appesa all’angolo della montagna, impallidì fino a scomparire.
Giulia respirò a pieni polmoni l’aria salmastra e frizzante che saliva dal mare.
Poi uscì all’aperto. Seduto su un grosso sasso c’era il ragazzo che il giorno
prima li aveva affrontati.
– Potete stare sulla spiaggia e fare il bagno... – disse lanciando dei sassolini
contro l’invisibile bersaglio.
– Potete anche pescare, se volete... – aggiunse.
– Noi non peschiamo: siamo amici degli animali e non uccidiamo i pesci! –
affermò Giulia.
Il ragazzo la guardò con aria di compatimento: – Vedi, noi uccidiamo i pesci...
non solo per mangiarli, ma per campare. Nell’isola siamo tutti pescatori.
Giulia arrossì fino alla radice dei capelli: per la prima volta si trovava a fare
una riflessione critica sul suo modo di affrontare la realtà – o bianca o nera
senza sfumature – e soprattutto sulla sua convinzione di avere sempre la veri-
tà in tasca.
– Ciao – disse all’improvviso il ragazzo e sul suo volto piccolo, abbronzato
balenò un sorriso saggio e amichevole che in qualche modo la consolò.
V. Cererà, Il mistero della torre saracena, Fatatrac

RI FLETTI SULLA LINGUA


PER COMPRENDERE
Sottolinea nel testo con il colore
rosso le parti descrittive, con il blu le Secondo te, che cosa significa «trovarsi in un cicciaio»?
parti narrative e di verde quelle dia-
logate.
Riscrivi sul quaderno le parti del
discorso diretto trasformandole in
discorso indiretto.
t at e
e s

245
Jona e i granchi
PER COMPRENDERE Il mare, increspato da grandi onde, sembrava bollire in un
enorme pentolone blu. Sulla spiaggia c’era tanta gente e
Rispondi sul quaderno. sullo scoglio, vicino al molo, c’era anche il piccolo Jona,
• Che cosa sta osservando tutto preso nell’osservare una particolarissima guerra.
Jona? Una decina di piccoli granchi rossi tutti pelosi agitava le lun-
• Che cosa immagina Jona nella ghe chele contro una mezza dozzina di granchi neri, lisci e
sua fantasia? levigati come un sasso che rispondevano allo stesso modo.
• Che cosa accade realmente? Nessuno dei due avanzava, però.
A Jona pareva che si stessero studiando. I rossi erano in
numero maggiore e avrebbero potuto distruggere gli avver-
PENSACI SU! sari, spazzarli via in un baleno. Perché non si decidevano
ad avanzare? Per quale ragione era scoppiata la guerra?
Ti è mai capitato di osservare La fantasia di Jona prese a galoppare: i neri, sicuramen-
uno strano comportamento di te, orgogliosi e arroganti, avevano visto da lontano quel-
un animale?
la buca, così adatta a diventare la loro dimora. Ma non
Che cosa hai immaginato?
appena si erano accorti che lo scoglio era già abitato,
Raccontalo sul quaderno.
forse avevano picchiato o addirittura ucciso qualche
granchio rosso.
A questo punto qualcuno aveva avvertito gli altri e
avevano formato un esercito per liberare il proprio
territorio dagli invasori. Ma i granchi, invece, non si
muovevano. Continuavano ad agitare le chele e a
sfregarsi contro lo scoglio.
Jona cominciava a spazientirsi, poi all’improvviso
accadde qualcosa che catturò la sua attenzione: i
due eserciti si avvicinarono a un piccolo sasso, pro-
prio sul bordo della buca. Poco dopo il sasso
cominciò a muoversi, piano piano, finché non si
rovesciò completamente. E con grande meravi-
glia, Jona scoprì che sotto c’era un piccolissimo
granchio, mezzo rosso e mezzo nero, tutto
ammaccato. I granchi, sia rossi sia neri, se lo carica-
rono sopra e sparirono tutti in una bucherella.
esta t E Jona cominciò a sorridere, con un sorriso più lumi-
e noso del sole, con il cuore chiaro come quella giornata.
AA.VV., Bom dia, Tipografia San Giuseppe

246
Laboratorio: estate!
Crea il tuo quadro dellʼestate! Procurati la farina di mais per creare lʼeffetto sabbia e il restante
materiale. Segui le istruzioni e realizza la tua opera dʼarte.

Occorrente:
– cartoncino bianco;
– una matita;
– 4 o 5 tazze di farina di mais (una per ogni colore);
– piatti di carta e cucchiai;
– colla vinilica;
– coloranti alimentari;
– forbici.

Svolgimento:

1. Con la matita, fai un bel disegno sul cartoncino


(puoi ad esempio disegnare un paesaggio di
mare o qualcosa che rappresenti le tue vacanze
estive o, perché no, un bel quadro astratto).

2. Versa una tazza di farina in un piatto. Aggiungi cinque


gocce di uno dei coloranti e mescola con il cucchiaio (se
preferisci ottenere un colore più scuro aggiungi più
gocce di colore). Esegui la stessa operazione per gli altri
colori.

3. Decidi in quali parti del disegno sistemerai i diversi


colori, scrivendoli sulle varie aree. Se poi, per esem-
pio, vuoi cominciare con il blu, spalma un leggero
strato di colla sulle tue «aree blu».

4. Con un cucchiaio, spargi la farina blu sopra la colla sul


disegno e poi scuoti via delicatamente quella che
avanza. Ripeti la stessa operazione per tutti i colori
fino a completare il disegno. Lascia asciugare per
un'ora... e alla fine il tuo capolavoro è pronto!

247
Cittadinanza e
Costituzione
acqua da salvare

Se potessimo osservare la Terra dalla Luna, ci accorgeremmo


che il nostro pianeta è ricoperto d’acqua, tantissima acqua.
Più di due terzi della superficie terrestre sono infatti occupati
da oceani, mari, fiumi e ghiacci, per un totale di oltre 1500
milioni di chilometri cubi di acqua: quasi quasi, farebbe veni-
re voglia di trasformare il nome del nostro pianeta da Terra
in... Acqua.
Ma quella dolce è solo una parte piccolissima; anche per que-
sto non dobbiamo sprecarla, visto che serve a tantissime cose
diverse.

L’acqua della Terra evapora da fiumi, laghi e mari e traspira


dalle piante; sale verso l’alto e ritorna sul suolo sotto forma
di pioggia.
L’acqua torna così nei fiumi, nei laghi, nel mare e alle pian-
te. Poi il ciclo ricomincia. Questo girotondo si chiama «ciclo
dell’acqua» ed è importante perché ci permette di utilizzarla
all’infinito.

Anche se per noi è normale aprire il rubinetto e avere acqua


potabile e non inquinata, almeno due terzi della popolazione
mondiale se la deve procurare prendendola nei pozzi o da
buchi scavati nel terreno. Spesso però quest’acqua non è puli-
ta perché contiene batteri. Ogni anno muoiono milioni di per-
sone per mancanza di acqua o per aver bevuto acqua non
potabile.
Da noi invece l’acqua non manca, e proprio per questo se ne
consuma tanta, e molto spesso viene sprecata.

OBIETTIVO: riflettere sull’importanza dell’acqua come


bene vitale.

248
Ogni giorno ogni abitante dell’Europa consuma mediamen-
te circa 50 litri per lavarsi; 6 litri per bere; 7 litri per lavare i
piatti e altrettanta per le pulizie in casa; circa 32 litri per il
bucato e addirittura 36 litri per il water. Se un rubinetto
perde, si sprecano fino a due litri al giorno!

L’acqua è una delle sostanze più importanti presenti sulla


Terra e, se non ci fosse, nessuna forma di vita esisterebbe.
Ma l’acqua può essere sporcata in tanti modi diversi.
In primo luogo c’è l’inquinamento di origine domestica,
derivante dallo scarico delle fognature, che contiene pre-
valentemente sostanze organiche.
PER COMPRENDERE Ci sono poi i pesticidi e i concimi chimici usati in agricoltu-
ra, che possono arrivare a contaminare le acque potabili
Assegna a ciascun paragrafo il giu- con effetti gravi sulla salute dell’uomo.
sto titolo e scrivilo nei riquadri. Particolarmente grave e dannoso è l’inquinamento di ori-
Puoi scegliere tra:
gine industriale: provoca danni irreparabili all’acqua cau-
• Un pianeta d’acqua.
sando in molti casi la diminuzione dell’ossigeno e la
• I consumi in casa.
scomparsa della vita in un fiume o in un lago.
• L’acqua da bere.
Un peso notevole ha infine l’inquinamento da prodot-
• L’inquinamento dell’acqua.
ti petroliferi, soprattutto per il mare, nel quale si sca-
• Un girotondo fra terra e cielo.
ricano i residui delle cisterne delle grandi navi petro-
Riassumi sul quaderno il testo lifere, oppure il petrolio che si disperde a causa di un
seguendo la traccia data. naufragio.
• Dove si trova l’acqua dolce. Tutti questi fattori rendono i corsi d’acqua, i laghi,
• Il ciclo dell’acqua. il mare sempre meno ricchi di vita.
• L’importanza dell’acqua e il Ma è l’uomo a correre i rischi più gravi.
suo consumo.
Riad. da Internet
• Come viene sporcata e quali
sono gli effetti.

249
Cittadinanza e
Costituzione
guerre per l acqua
L’acqua, come il petrolio, può causare guerre e conflitti.
Pensate che dei trecento grandi fiumi del mondo, 298, cioè prati-
camente tutti, attraversano più Stati. Alcuni Paesi «sequestrano»
l’acqua sul proprio territorio, costruendo ad esempio grandi
dighe con lo scopo di utilizzare l’acqua per l’agricoltura e le
proprie industrie.
Di conseguenza il Paese che si trova più avanti, lungo il corso
del fiume, riceve pochissima acqua con conseguenze disastro-
se sulla vita della popolazione. Nascono così conflitti tra i
diversi Paesi.
Sono parecchie le «guerre dell’acqua» già in corso: ad esempio
India e Pakistan sono in conflitto per le acque dell’Indo, che corre
lungo le loro frontiere: ciascun Paese le vuole utilizzare per sé. La
Siria e l’Iraq, attraversati dal Tigri e dall’Eufrate, accusano la Turchia
di aver costruito a monte una grande diga che trattiene le acque dei
due fiumi.
In sostanza, in un futuro vicino, soprattutto in determinate zone,
come il Medio-Oriente e l’Africa, l’acqua rischia di esaurirsi.
È per questo motivo che si stanno studiando nuovi metodi per procu-
rare acqua dolce, indispensabile anche per l’agricoltura. Ecco quali:

1. Acqua potabile dal mare


Ci sono già alcuni impianti nel mondo che desalinizzano l’acqua del
mare, cioè tolgono i sali e la rendono potabile. Gli impianti sono
situati nei Paesi che hanno mancanza d’acqua ma che sono ricchi,
come il Kuwait e l’Arabia Saudita, perché queste tecniche sono anco-
ra molto costose: l’acqua costa dieci volte più del normale.

PER COMPRENDERE
Rispondi sul quaderno.
• Perché nascono le guerre per l’acqua?
• Perché India e Pakistan sono in conflitto?
• Ci sono zone in cui c’è più carenza d’acqua?
• Quali sono?

OBIETTIVO: individuare un problema ambientale ed


elaborare soluzioni. Riconoscere e attivare

250 comportamenti rispettosi dell’ambiente.


La desalinizzazione si può ottenere in diversi modi e uno dei sistemi più
diffusi è la distillazione: l’acqua del mare viene riscaldata ad alte tempera-
ture ed il vapore acqueo che si forma viene fatto condensare e raccolto in
appositi luoghi. In questo modo l’acqua del mare diviene potabile ed è
pronta per essere distribuita.

2. Trasporti di iceberg
L’idea è di trasportare questi immensi blocchi
d’acqua dolce gelata dai Poli fino ai Paesi a
cui manca l’acqua. Questa soluzione non
è comunque valida per i Paesi che non
hanno uno sbocco sul mare.

3. Acqua dagli alberi


Nell’Oman, dove l’acqua è un bene
prezioso quanto raro, fin dai tempi anti-
chi si raccoglie l’acqua dagli alberi come
fosse un frutto! Ecco come: sulle foglie degli
ulivi e di altre piante l’umidità portata dalle
nubi costiere si condensa di notte sotto forma di
rugiada; queste gocce vengono fatte scivolare lungo le foglie,
incanalate e raccolte ai piedi delle piante. Risultato finale: diversi
bicchieri di acqua potabile per pianta al giorno.

Riad. da Internet

PENSACI SU!
Rispondi sul quaderno.
• Secondo te, tra quelli proposti, qual è il
metodo più facile da realizzare?
• E quale il più difficile? Spiega le tue
motivazioni.

251
Cittadinanza e
Costituzione lo spreco dell acqua

In un Paese come l’Italia, senza tener conto dei consumi industriali e degli utilizzi legati
alla produzione di elettricità e all’agricoltura, ogni abitante consuma mediamente (fra usi
privati e collettivi) circa 200 litri d’acqua al giorno. Con qualche piccolo accorgimento
potremmo consumarne molta meno. Possiamo controllare facilmente i nostri consumi
leggendo sul contatore dell’acqua i valori prima e dopo ogni utilizzo.

I consumi domestici:
– uno sciacquone da 10 a 20 litri;
– una doccia da 30 a 60 litri circa;
– un bagno 100 litri circa;
Carta Europea dellʼAcqua
– un lavaggio in lavastoviglie da 25 a 40 litri;
– un bucato da 70 a 100 litri; – Non cʼè vita se non cʼè acqua.
– l’annaffiatura del giardino da 5 a 10 litri Lʼacqua è un bene indispensabile
al metro quadro; per ogni attività umana.
– il lavaggio dell’auto 100 litri circa. – Le risorse dʼacqua dolce non sono
F. Michel, L’acqua a piccoli passi, Mottajunior inesauribili. È quindi necessario
salvaguardarle.
– Peggiorare la qualità dellʼacqua
significa recare danno alla vita del-
lʼuomo e di tutti gli esseri la cui
sopravvivenza è legata a essa.
– Una volta utilizzata, lʼacqua deve
essere restituita allʼambiente natu-
rale in condizioni tali da non com-
promettere gli usi successivi.
– La conservazione delle foreste è
PENSACI SU! indispensabile per salvaguardare
le risorse dʼacqua.
Rispondi sul quaderno.
• Dopo aver letto queste pagine sull’importanza dell’ac- – Lʼacqua è un patrimonio comune il
qua, credi che starai più attento/a a non sprecarla? cui valore deve essere riconosciu-
• Quali comportamenti potresti adottare per non to da tutti.
sprecarla? – Ciascuno ha il dovere di usarla con
cura e moderazione.
Promulgata il 6 maggio 1968 dal Consiglio Europeo

OBIETTIVO: individuare un problema ambientale ed


elaborare soluzioni.Riconoscere e attivare

252 comportamenti rispettosi dell’ambiente.