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M 10 Filosofia, storia e scienze umane

4 Freud e la psicoanalisi
io «normalità»
della nevrosi

in cui si sviluppano
cosciente il comportamento

ne segue
per cui
La psicoanalisi livello ha cause
nascoste crisi dei concetti
freudiana individuale di libertà e
volontà morale
inconscio
propone una
lnguaggio e sogni,

che ha

studiabili
con
nuova a un dinamiche associazioni
immagine particolari libere, lapsus
dell’uomo

duplicità della – Éros


natura umana: – Thánatos

livello con
sociale quindi la civiltà – infelicità
reprime dell’uomo
che
pulsioni
asociali
tendono a – violenza
riemergere – guerra

ato il 6 maggio 1856 a Freiberg, in Moravia, da una famiglia di origine ebraica, Freud si trasferisce
Notizie
bio-biblio-
grafiche
N nel 1860 a Vienna, dove compie prima gli studi liceali, poi quelli universitari, laureandosi in me-
dicina nel 1881. Nel 1885, dopo aver conseguito la qualifica di libero docente, ottiene una borsa di
studio che gli consente di seguire le ricerche di Charcot sull’isteria, presso la clinica parigina della
Salpêtrière. Tornato a Vienna, Freud è costretto dalle cattive condizioni economiche ad abbandonare
temporaneamente la ricerca per aprire uno studio medico, dedicato alla cura di malattie nervose, pri-
ma mediante l’ipnosi per rimuovere i sintomi, poi mettendo a punto la tecnica psicoanalitica. L’inter-
pretazione dei sogni, edita nel 1900, costituisce il primo frutto della nuova direzione di ricerca ma
viene accolta dal disinteresse generale. La situazione muta radicalmente in seguito alla pubblicazione,
nel 1905, dei Tre saggi sulla teoria sessuale. La rilevanza data da Freud alla sessualità nella genesi della
nevrosi, ma soprattutto nella vita inconscia di ogni individuo, e ancor più la scoperta di una sessualità
infantile, suscitano aspre polemiche, ma garantiscono a Freud e alla psicoanalisi ampia popolarità. Nel
1908 si tiene a Salisburgo il primo Congresso di psicoanalisi e nel 1910, nel secondo Congresso, tenu-
to a Norimberga, viene costituita l’Associazione psicoanalitica internazionale. La Prima guerra mon-
diale non interrompe la produzione scientifica di Freud, che nel 1915 scrive una delle sintesi teoriche
più dense, la Metapsicologia, e nei due anni successivi tiene i suoi ultimi corsi universitari, le cui lezio-
ni verranno pubblicate durante la guerra con il titolo di Introduzione alla psicoanalisi. Nel dopoguerra
Freud sposta i propri interessi dall’ambito terapeutico e di analisi delle dinamiche individuali allo stu-
dio dei processi collettivi e delle componenti generali della civiltà. Questa nuova direzione di ricerca,
anticipata in Totem e tabù (1912-13), è al centro di molte opere, tra cui Al di là del principio del piace-
re (1920), che presenta l’importante distinzione tra pulsione di vita e pulsione di morte; L’avvenire di
un’illusione (1927) e Il disagio della civiltà (1929). Dopo l’annessione nazista dell’Austria nel 1938,
Freud lascia Vienna, rifugiandosi a Londra, dove muore nel settembre del 1939.

La scoperta delle motivazioni inconsce del comportamento, che caratterizza i cosiddetti


«filosofi del sospetto», secondo la definizione di Paul Ricoeur – Schopenhauer, Marx,
Nietzsche – trova la sua espressione nelle scienze umane con la psicoanalisi freudiana.
Attraverso gli studi sull’isteria, Sigmund Freud perviene a formulare l’ipotesi che esistono
materiali psichici non direttamente accessibili alla coscienza, che possono riaffiorare
in condizioni particolari, ad esempio durante le sedute ipnotiche o nel sogno.
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La ricerche sull’isteria
La collabo- Freud compie le sue prime ricerche con Jean-Martin Charcot (1825-93), uno dei più noti
razione con neurologi francesi, studiando l’isteria, considerata una malattia esclusivamente femmini-
Charcot
le, di origine somatica. L’isteria si manifesta infatti con sintomi non solo psichici, ma an-
che somatici particolarmente gravi (disturbi della percezione, del movimento, del lin-
guaggio quali anestesie al dolore, paralisi, afasie), e veniva correlata a cause organiche
(disfunzioni fisiologiche nella donna). Attraverso gli studi condotti con Charcot, Freud
ricava la convinzione che i fenomeni isterici hanno una loro ragion d’essere e sono in qual-
che modo funzionali alla conservazione di un equilibrio, seppure patologico. In Charcot,

PROFILO
però, la spiegazione su base anatomica risultava ancora prevalente. Freud elabora invece
l’ipotesi che «nell’isteria le paralisi e le anestesie [perdita di sensibilità] si ripartiscono
nelle singole parti del corpo in base alla rappresentazione comune che gli uomini hanno
del proprio corpo e non in base alla rappresentazione anatomica» (Autobiografia, in Opere,
vol. X, p. 81). Questa constatazione apre la strada a una interpretazione dei sintomi su
base psichica, corroborata anche dalla constatazione di alcuni casi di isteria maschile,
mentre si riteneva che questa malattia fosse legata alla fisiologia femminile.
La collabo- L’ipotesi dell’origine psichica dell’isteria trova in seguito una conferma negli studi condotti
razione da Freud con Joseph Breuer (1842-1925). I due medici osservano in particolare il compor-
con Breuer
tamento di una paziente, indicata con il nome fittizio di Anna O., il cui caso è al centro degli
Studi sull’isteria, risultato comune di quattro anni di terapia (1892-95).
L’ipnosi Quando la paziente, soggetta a crisi isteriche, riesce a rievocare le esperienze che sono
all’origine dei sintomi, questi scompaiono. La rievocazione avviene solo sotto ipnosi, ma
determina la scomparsa dei sintomi, il che indica l’esistenza di dinamiche che avvengono
nel soggetto senza che questi ne sia consapevole. È la prima intuizione della dimensione
inconscia, come un insieme di dina-
miche psichiche che sono attive e
producono effetti, senza che il sog-
getto ne sia consapevole.
Il metodo La scomparsa dei sintomi indotta dal
catartico e ricordo viene denominato da Breuer
il supera-
mento «metodo catartico», e costituisce per
dell’ipnosi Freud il punto di partenza per lo stu-
dio della psiche. Occorreva però otte-
nere questo risultato senza ricorrere
all’ipnosi. Con essa, infatti, i sintomi
scomparivano nell’immediato ma
tendevano a ricomparire, evidenzian-
do come non si fosse giunti a una ef-
fettiva soluzione del problema, e so-
prattutto la tecnica ipnotica impediva
di verificare la carica emotiva che il

K. Schwitters, Merzbild 1A, Lo Psichiatra, 1919, tecnica mista


su carta (Madrid, Collezione Thyssen Bornemisza). I contenuti
mentali eterogenei e spesso confusi che lo psichiatra deve
interpretare sono ironicamente presenti in forma pittorica nella
rappresentazione di uno psichiatra in quest’opera del dadaista
Kurt Schwitters.

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paziente riversava sui vari ricordi, aggirando ma al tempo stesso mascherando le sue resi-
stenze e altre dinamiche psichiche correlate. Freud decide perciò di abbandonare l’ipnosi e
di sostituire ad essa tecniche in grado di risvegliare gli stessi ricordi, mantenendo però il
paziente cosciente e reattivo.

La scoperta dell’inconscio
La La prima intuizione di un’attività psichica inconscia deriva infatti a Freud dallo studio dei
resistenza e fenomeni della rimozione e della resistenza. Alcuni ricordi non sono accessibili al pazien-
la scoperta
dell’incon- te: egli è in grado di richiamarli alla memoria ma, quando è sollecitato a farlo, si manifesta
scio un rifiuto incontrollabile, una forma di difesa alla quale Freud dà appunto il nome di resi-
T1
stenza. Il ricordo corrispondente è stato rimosso, cioè non è più nell’ambito della coscien-
za, ma ancora esiste. Rimozione e resistenza attivano forti reazioni emotive nel paziente
stesso, senza che ancora ne conosca la causa. Ciò vuol dire che nella psiche si svolgono
dinamiche che hanno una vita indipendente dalla volontà e dalla coscienza dell’indivi-
duo. Incomincia a delinearsi la prospettiva dell’inconscio, non come un archivio che con-
tiene le esperienze dimenticate, ma come una struttura dinamica, nella quale si svilup-
pano processi non controllabili. Freud parla infatti di «rimozione» e non di oblio, cioè del
risultato di un conflitto tra una pulsione e una resistenza, tra due forze che agiscono
secondo dinamiche non conoscibili direttamente ma ricostruibili.
I sintomi Il rimosso non è un oggetto ma un’energia psichica che, non potendo accedere diretta-
psicosoma- mente alla coscienza, trova altre vie per scaricarsi, anche a livello organico (somatizzazio-
tici come
manifesta- ni). I sintomi delle nevrosi sono manifestazioni del rimosso e diventano, nella terapia e
zione delle nella ricerca scientifica, segni dei conflitti irrisolti. La comprensione della loro origine,
rimozioni attraverso il metodo della psicoanalisi, può determinare la guarigione e al tempo stesso è
una via di accesso al rimosso stesso, cioè ai processi inconsci.
Il metodo Il metodo principale per recuperare alla coscienza i contenuti inconsci viene denominato
delle da Freud delle «associazioni libere». Certamente nella sua definizione ha una certa in-
associa-
zioni libere fluenza l’associazionismo, una corrente psicologica molto diffusa negli ultimi decenni
del secolo, alla quale Freud si era avvicinato nel periodo della propria formazione medica.
L’associazionismo sostiene che le idee tendono a unirsi indipendentemente dalla volontà
degli individui, seguendo leggi proprie, come quella della contiguità nello spazio o nel
tempo o quella della somiglianza. Freud ne riprende l’idea di fondo, applicandola al rap-
porto tra le rimozioni inconsce e i pensieri coscienti. Tra i due piani esiste una dinamica
associativa, non controllata dal soggetto, per cui il presentarsi alla mente di un’idea o di
un’immagine in relazione a uno stimolo non correlato con esse, indica una connessione a
livello inconscio. Attraverso l’idea cosciente diventa allora possibile rintracciare il riferi-
mento rimosso con cui è associata.
Il Una seduta psicoanalitica consiste nel colloquio tra medico e paziente, senza ricorso all’ip-
trattamento nosi o ad altre tecniche che riducano lo stato di coscienza. La via di accesso alle dinamiche
psico-
analitico inconsce passa attraverso l’analisi delle libere associazioni mentali che il paziente è invi-
tato a esprimere man mano che gli si presentano spontaneamente, oltre che delle amne-
sie inspiegabili, dei sogni, dei lapsus ecc. La psicoanalisi consiste nell’interpretazione di
queste manifestazioni non intenzionali, per andare oltre le resistenze e riportare le ri-
mozioni alla coscienza. Solitamente, in una fase del trattamento compare il cosiddetto
transfert, cioè la proiezione sull’analista di desideri inconsci risalenti all’infanzia. Nel
transfert tali desideri si attualizzano, vengono cioè avvertiti dal paziente come reali e at-
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tualmente vissuti. Egli può, ad esempio, identificare lo psicoanalista con il padre e proiet-
tare su di lui sentimenti di odio o di amore. Il transfert può essere positivo o negativo, a
seconda della natura dei sentimenti che il paziente proietta sull’analista.

L’interpretazione dei sogni


La psico- Comprendere l’associazione non è semplice, poiché, essendo solitamente l’impulso rimosso
analisi qualcosa di non accettato, l’immagine alla quale si riferisce risulta deformata, in modo da su-
come
ermeneutica perare le resistenze dell’individuo. La psicoanalisi si configura perciò come una tecnica dell’in-

PROFILO
terpretazione, come un’ermeneutica (il rapporto tra psicoanalisi ed ermeneutica filosofica
sarà nel corso del Novecento molto stretto; si ricorda qui soltanto il saggio di Paul Ricoeur,
Della interpretazione. Saggio su Freud, del 1965: vedi Modulo 12, Altri contributi all’ermeneutica,
p. 335). Questa caratteristica emerge particolarmente in una delle principali opere di Freud,
L’interpretazione dei sogni (1899, con data 1900). I sogni esprimono pulsioni, desideri o con-
flitti inconsci, ma attraverso immagini che ne nascondono il contenuto esplicito. Per por-
tarlo alla luce, è necessario capire il linguaggio simbolico del sogno, che ha una sintassi propria,
diversa da quella del pensiero cosciente. In particolare, il materiale psichico subisce nel sogno
un processo di condensazione, per cui elementi appartenenti a persone o circostanze diverse
si fondono in un’unica immagine, che deve essere scomposta affinché sia possibile decifrarne
il significato. Altra operazione caratteristica del linguaggio onirico è lo spostamento. Capita
spesso che elementi secondari del sogno siano investiti di un profondo significato emozionale:
è il caso di paure ingiustificate o di sentimenti di piacere provocati da oggetti innocui o emoti-
vamente neutri, perché su di essi è stato trasferito il significato associato alle emozioni che
suscitano. Questa circostanza permette a Freud di individuare la caratteristica fondamentale
del sogno: i suoi contenuti vengono preventivamente filtrati da una censura onirica, per cui
desideri, emozioni o fobie possono entrare nella rappresentazione solo se mimetizzati sotto
forme giudicate non pericolose o sconvenienti.
Il Condensazione, spostamento e necessità di superare la censura sono alla base del «simboli-
simbolismo smo onirico»: le immagini palesi stanno spesso per altre che non potrebbero essere ammes-
se. Freud insiste sulla necessità di decodificare i simboli in relazione alla particolare storia del
singolo paziente, ma ammette, nelle successive edizioni dell’Interpretazione dei sogni, anche
l’esistenza di simboli ricorrenti, comuni alla maggior parte dei soggetti analizzati. Ad esem-
pio, «tutti gli oggetti allungati: bastoni, tronchi, ombrelli (per il modo di aprirli che può esse-
re paragonato all’erezione!) intendono rappresentare il membro maschile» (L’interpretazione
dei sogni, p. 327), così come «astucci, scatole, casse, armadi, stufe, corrispondono al grembo
femminile, come del resto caverne, navi e tutti i tipi di recipienti» (Ibidem).
La prima Mediante l’analisi dell’attività onirica l’inconscio diviene comprensibile, e in conclusione
topica dell’Interpretazione dei sogni Freud propone un primo modello del sistema psichico, se-
condo un’organizzazione lineare in cui compare l’inconscio come il segmento più ampio,
seguito dal sistema preconscio e infine dall’estremità cosciente che controlla la motilità
volontaria, interagendo con la realtà esterna. Questa rappresentazione è nota come pri-
T2 ma topica, cioè una metafora spaziale del sistema della psiche.
Spiegare Più che un nuovo metodo, Freud aveva individuato una nuova scienza che si riferiva a un nuo-
il noto vo oggetto: l’inconscio. Si trattava, cioè, di associare un gruppo di fenomeni intorno a una real-
mediante
l’ignoto tà unitaria per giungere, attraverso questa, a interpretarli. Freud tende a sminuire la portata
epistemologica di questa prospettiva, definendo costantemente la psicoanalisi una scienza em-
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pirica, basata sull’osservazione (i criteri positivistici giocano ancora un ruolo importante). Ma


la sua operazione si colloca piuttosto nell’ambito della nuova ottica epistemologica che carat-
terizza il primo Novecento, in base alla quale l’esperienza è sì essenziale, ma non come punto di
partenza da cui trarre generalizzazioni (metodo induttivo), bensì come controllo delle propo-
sizioni ricavabili da una teoria che, di per sé, non deriva dall’esperienza stessa. Secondo una
felice espressione di Lévi-Strauss, si tratta di «spiegare il noto mediante l’ignoto», cioè, nel caso
della psicoanalisi, di spiegare ciò di cui si è consapevoli mediante l’inconscio.
Lapsus Meccanismi simili a quelli individuati nella dinamica dei sogni riguardano anche tutta
e atti una serie di atti involontari della vita quotidiana ai quali solitamente diamo poca o nessu-
mancanti
na importanza, ma che rappresentano, come i sogni, possibili vie di accesso a processi
inconsci: dimenticanze, lapsus verbali, sbadataggini, atti mancanti ecc., analizzati da
Freud in Psicopatologia della vita quotidiana (1901).

X Mediante quali passaggi Freud giunge a formulare la teoria dell’inconscio?


GUIDA
ALLO X Quali metodi consentono di conoscere i contenuti inconsci?
STUDIO X Che cosa sono la condensazione e lo spostamento?

SURREALISMO E SOGNO
1. S. Dalí, La persistenza della memoria, 1931, olio su tela (New York, Museum of Modern Art).
2. R. Magritte, La filosofia nel boudoir, 1948, olio su tela (Parigi, Galleria Iolas).
Il movimento artistico fondato da André Breton nel 1924 a Parigi, il surrealismo, intese rifarsi esplicitamente al
pensiero di Freud, cercando di rappresentare in immagini l’esperienza del sogno e l’emergere dell’inconscio.

Nelle opere di René Magritte è possibile


rilevare gli stessi fenomeni di inversione e
condensazione scoperti da Freud analizzando
il lavoro onirico: ciò che contiene (in questo
caso la scarpa), si converte nel suo contrario,
il contenuto (ossia il piede).

1.

Gli oggetti nelle opere di Salvador Dalí sembrano


immersi in una dimensione senza spazio e senza
tempo, in questo caso sottolineata dalla quantità
di «orologi molli», uno dei temi più cari al pittore.
Nonostante l’evidente sforzo compiuto dai surrealisti
per conferire una dimensione onirica alle loro
immagini, Freud rifiutò sempre di considerare la loro
poetica una legittima filiazione della psicoanalisi.
2.

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Lo studio della sessualità


„ Nevrosi e normalità
La L’analisi della psiche, nata come tecnica terapeutica, conduce Freud alla convinzione che
normalità le dinamiche inconsce possono manifestarsi nei sintomi nevrotici, ma non riguardano
della
nevrosi soltanto la patologia, bensì la condizione di tutti gli uomini, tanto che può dirsi che nes-
suno è «normale», se prima non si ridefinisce il concetto stesso di «normalità». La situa-
zione ideale di rimozione di tutte le resistenze è di fatto irrealizzabile, si può soltanto
definire la soglia che separa la normalità dalla patologia, in un continuum caratterizzato
da dinamiche simili. La psicoanalisi, nata come terapia medica, approda a una teoria

PROFILO
dell’uomo e si orienta verso un’interpretazione complessiva della società.
La sessua- I simboli onirici, come abbiamo visto, sono in generale di origine sessuale. Fin dagli studi
lità in età sull’isteria Freud si era convinto dell’importanza della sessualità anche in età infantile
infantile
nell’insorgenza di questa e di altre patologie; riteneva però che l’isteria fosse prodotta
soltanto da episodi di seduzione da parte di un adulto (teoria del «trauma sessuale infan-
tile»). A partire dal 1897, durante l’autoanalisi cui si sottopone in seguito alla morte del
padre, si rende conto che tali episodi erano in gran parte fantasie create dai pazienti
stessi e che la sessualità infantile non era un evento eccezionale o il risultato di una vio-
lenza, ma una fase costante dello sviluppo di ogni individuo.
Origini Ogni nevrosi ha origini sessuali («I sintomi sono l’attività sessuale dei malati») e tali
delle origini sono sempre da collocare in esperienze, fantasie ecc., in una parola in dinamiche
nevrosi
sessuali, risalenti all’infanzia, rimosse ma sempre attive a livello inconscio e in grado di
condizionare lo sviluppo della personalità.
La libido L’analisi di questa componente fondamentale della psiche è oggetto dei Tre saggi sulla teo-
ria sessuale, opera edita nel 1905 ma alla quale Freud inizia a pensare e forse a lavorare fin
dal 1897. Il primo saggio si intitola Le aberrazioni sessuali, e giunge a una sostanziale ride-
finizione dei concetti di «normalità» e di «perversione» sessuale, muovendo dalla defi-
nizione della libido come realtà caratterizzante ogni individuo. La libido è la pulsione
sessuale, o meglio il desiderio orientato al suo soddisfacimento. Secondo una celebre im-
magine freudiana, se paragoniamo la pulsione sessuale al desiderio di assunzione di cibo,
la libido corrisponde a ciò che chiamiamo «fame». Nell’opinione corrente la libido dovreb-
be manifestarsi con la pubertà e tendere all’unione sessuale (meta) con persone dell’altro
sesso (oggetto). Spesso la meta e l’oggetto sessuali sono molto lontani da quanto viene
considerato «normale» e allora abbiamo le diverse forme di perversione.

Nevrosi e psicosi
Alla fine dell’Ottocento il termine sono essere psichiche (prodotte da termine intendiamo invece una pa-
«nevrosi» indicava in medicina il traumi subiti dall’individuo). Inoltre tologia psichica in cui il rapporto con
gruppo generico delle malattie ner- i suoi studi aprono la via nel Nove- la realtà è compromesso o sensibil-
vose, con sintomatologia psicofisica cento alla ridefinizione della nevrosi mente alterato, come problematiche
ed eziologia non sempre determina- e alla sua distinzione dalla psicosi. sono le relazioni con persone o og-
ta (all’epoca si tendeva ad identifi- Con il primo termine oggi intendia- getti esterni. Forme di nevrosi sono,
carne le cause organiche). Gli studi mo un disturbo psichico caratteriz- per esempio, fobie, comportamenti
di Freud hanno rinnovato e appro- zato da un rapporto con la realtà ossessivo-compulsivi ecc.; forme di
fondito la conoscenza di queste pa- presente (la realtà viene riconosciu- psicosi le schizofrenie o l’autismo.
tologie: innanzitutto egli comprende ta come tale e le relazioni con gli og- Solo nel primo caso il paziente è
che le cause di una nevrosi non sono getti esterni e gli altri permangono) critico e consapevole della propria
necessariamente organiche ma pos- ma a tratti alterata; con il secondo malattia, nel secondo no.

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La rivolu- La portata rivoluzionaria di questi tre saggi di Freud sta nell’intendere, contro le tenden-
zione psico- ze dell’epoca, la sessualità come una dimensione determinante per l’identità indivi-
analitica
duale; una dimensione costituita non solo da tendenze consapevoli e razionalizzate (il
WEB
compimento dell’atto sessuale a scopo riproduttivo), ma anche da un universo sommerso
X Questioni
che contano,
di pulsioni libidiche non controllate.

„ La sessualità infantile
La psicoanalisi
e l’immagine
dell’uomo

Lo scandalo Per Freud la libido e le perversioni sessuali non riguardano soltanto gli individui adulti
della psico- ma, come abbiamo accennato sopra, anche l’infanzia e addirittura la prima infanzia, in
analisi
pratica ad iniziare dalla nascita. La scoperta della sessualità infantile, annunciata nell’ope-
ra del 1905 ricordata sopra (il secondo saggio tratta della sessualità infantile e il terzo di
quella puberale), provoca reazioni violente in tutta l’Europa, assicurando però, d’altro
lato, una grande diffusione dell’interesse verso la teoria di Freud, fino ad allora conosciu-
ta soltanto in ambito specialistico.
Le reazioni Freud reagisce alle numerose critiche individuandone le cause nel fatto che la psicoanalisi ha
contro messo in crisi alcune certezze morali dell’Occidente, come l’asessualità dell’infanzia, sve-
la psico-
analisi lando per contro l’esistenza di dinamiche violentemente rifiutate dalla morale comune. Da
qui hanno origine vere e proprie «resistenze alla psicoanalisi», come recita il titolo di un suo
saggio, che si sono espresse in una condanna di questa scienza, accusata di deformare la
realtà. E aggiunge: «La psicoanalisi ha messo la parola fine alle bella favola dell’asessualità
dell’infanzia, ha dimostrato come fin dall’inizio della vita esistano, nei bambini piccolissimi,
interessi e attività sessuali, ne ha illustrato le trasformazioni, precisando che intorno ai cin-
que anni esse subiscono un’inibizione e che poi, a partire dall’epoca della pubertà, entrano
al servizio della funzione riproduttiva» (Resistenze alla psicoanalisi, in Opere, vol. X, p. 56).
Le fasi dello Secondo Freud, dalla nascita all’età adulta la sessualità attraversa uno sviluppo articolato
sviluppo in momenti specifici:
sessuale
1) fase orale, caratteristica del primo anno di vita: il soddisfacimento della pulsione è
associato alla suzione;
2) fase sadico-anale (fino a tre anni), legata al controllo della defecazione e associata a un
marcato egocentrismo;
3) fase fallica, intorno ai quattro-cinque anni di età, caratterizzata dalla scoperta dei ge-
nitali e della differenza dei sessi;
4) un lungo periodo di latenza, tipico della seconda infanzia, durante il quale vengono
interiorizzate le proibizioni sociali e si forma una struttura inconscia di controllo delle
pulsioni sessuali e aggressive, il Super-io;
5) fase genitale, caratteristica della pubertà e dell’età adulta, nella quale la pulsione è ri-
volta a un oggetto sessuale specifico e quindi al rapporto genitale e alla procreazione.
Perversione Secondo Freud, quando il processo di sviluppo non si compie in modo armonico, si mani-
e sublima- festa la perversione sessuale, che consiste nella regressione a uno degli stadi dell’infan-
zione
zia, però con la carica pulsionale e aggressiva dell’età adulta: la regressione alla fase anale,
ad esempio, è all’origine della perversione sado-masochistica. L’energia della libido può
essere deviata verso oggetti non esplicitamente sessuali: si ha allora la sublimazione,
in seguito alla quale oggetti o attività apparentemente neutri assumono una forte valenza
affettiva. In modo fortemente dissacratorio, Freud riconduce a processi di sublimazione
anche l’attività scientifica o quella artistica, soprattutto quando assorbono totalmente il
soggetto diventando la sua ragione di vita. La stessa santità, come la dedizione totale a
una causa politica o sociale, sono interpretabili, almeno in parte, in questa prospettiva.
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4. Freud e la psicoanalisi

Il complesso L’infanzia è caratterizzata, oltre che da una sessualità diffusa e non indirizzata al rappor-
edipico to genitale (Freud la definisce «perversa polimorfa»), dal complesso di Edipo, cioè dall’at-
trazione verso il genitore del sesso opposto, accompagnata dall’odio inconscio verso quel-
lo dello stesso sesso, avvertito come rivale.
«Complesso» Con l’espressione «complesso edipico» Freud intende un insieme strutturato (un com-
plesso, appunto) di fatti psichici il cui significato viene metaforicamente riferito alla
vicenda di Edipo.
La tragedia La storia di Edipo è narrata nell’omonima tragedia (Edipo re) di Sofocle: abbandonato alla
di Edipo nascita dal padre Laio, re di Tebe, per un’infausta profezia che ne prediceva la morte per
mano del figlio, Edipo viene adottato dal re di Corinto. Un giorno, appresa la profezia,

PROFILO
Edipo si allontana da Corinto per non nuocere al padre adottivo e nel cammino uccide un
uomo anziano (senza sapere che era suo padre Laio). Entrato a Tebe, sposa la regina Gio-
casta (in realtà sua madre) e regna sulla città finché un indovino gli rivela tutta la verità.
Edipo si punisce accecandosi e Giocasta si suicida.
L’applica- La vicenda dell’eroe tragico viene adattata da Freud e applicata allo sviluppo dell’identità
zione di sessuale in età infantile. Il bambino (Freud aveva osservato prevalentemente individui
Freud
maschi) acquisisce la propria identità sessuale non (come allora si credeva) imitando at-
teggiamenti del genitore dello stesso sesso, ma entrando in competizione con esso e indi-
viduando un oggetto di desiderio altro rispetto a sé e al proprio corpo. Perciò il bambino
in questa fase mostra atteggiamenti seduttivi verso il genitore di sesso opposto. Solo il
timore di una punizione da parte del genitore del suo stesso sesso (Freud lo chiama «com-
plesso di castrazione», poiché il bambino teme la perdita della propria genitalità) porta il
bambino a rielaborare la propria identità sessuale e il proprio complesso rapporto di amo-
re e odio con le figure genitoriali.
Importanza Il complesso di Edipo è, secondo Freud, un nodo centrale nello sviluppo sessuale. La con-
e conse- traddizione irrisolvibile tra questa pulsione e la condanna morale nei confronti dell’ince-
guenze del
complesso sto genera il senso di peccato associato al sesso, la rinuncia alle manifestazioni sessuali e
edipico l’inizio del periodo di latenza, l’interiorizzazione delle proibizioni sessuali e la formazione
del Super-io, con il conseguente controllo delle pulsioni, che avviene appunto durante il
periodo di latenza caratteristico della seconda infanzia.
Il «narci- In un primo momento Freud aveva distinto tra pulsioni sessuali e pulsioni dell’Io, le ulti-
sismo» me relative all’autoconservazione; successivamente dimostra che anche queste sono una
manifestazione della libido, rivolta non verso oggetti esterni ma verso se stessi: è il feno-
meno denominato «narcisismo», che può raggiungere espressioni patologiche ma che, se
contenuto in determinate modalità, riguarda ogni individuo e caratterizza la normalità.
Mediante l’individuazione di queste dinamiche, l’impulso sessuale viene a coprire gran
parte dell’attività umana e spiega comportamenti di solito interpretati in chiave etica.
Libido e L’interpretazione delle pulsioni dell’Io come varianti della pulsione sessuale, mediante il
moralità comune denominatore della libido, consente una unificazione delle dinamiche psichiche e
costituisce secondo Freud un notevole passo in avanti della teoria. Al tempo stesso, però,
disegna un’immagine dell’uomo ancora più inquietante, mettendo in discussione la no-
zione stessa di moralità e provocando forti reazioni negative nell’ambiente intellettuale.
La nuova L’importanza della psicoanalisi consiste anche e soprattutto nel fatto che la teoria freu-
immagine diana della sessualità ha modificato il modo di considerare la moralità, i valori, l’indi-
dell’uomo
viduo stesso. L’uomo è un essere che tende al conseguimento del proprio piacere, ma ciò
è inconciliabile con la vita associata. Ammanta allora la propria rinuncia con giustifica-
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zioni e ragioni etiche, tenta di indirizzare la libido verso oggetti leciti (processo detto di
sublimazione), rimuove il ricordo stesso dei propri impulsi infantili, dimenticandoli. In
realtà, l’insieme del comportamento e delle motivazioni che di esso si danno è riconduci-
bile al soddisfacimento o alla repressione di impulsi sessuali.
Le conseguenze più importanti della posizione freudiana sono riconducibili a due punti
fondamentali:
1. le cause reali del comportamento umano sono profondamente diverse dalle finalità
proclamate;
2. di esse l’individuo non è consapevole, per cui deve essere considerato non come sog-
getto morale che sceglie e determina le proprie azioni, ma come il risultato di dinami-
che che subisce.
Le conse- Freud quindi dimostra l’inconsistenza della morale, ma al tempo stesso trasforma in pro-
guenze fondità il modo stesso di intendere l’uomo. Da un lato l’Io cosciente è decentrato, non è
dell’inter-
pretazione più il centro da cui parte l’azione, ma è esso stesso un prodotto di dinamiche che non
psico- controlla; dall’altro lato, la psicoanalisi offre il metodo per comprendere processi che in
analitica precedenza risultavano preclusi a un’analisi scientifica e la cui conoscenza può condur-
re, in una certa misura, a controllarli e a indirizzarli.

X Quali sono, secondo Freud, gli stadi di sviluppo della sessualità?


GUIDA
ALLO X Che cos’è la sublimazione?
X
STUDIO Che cos’è il complesso edipico?

La struttura della personalità


Dal rimosso Lo studio del materiale psichico rimosso, mediante la tecnica delle libere associazioni (ma
all’inconscio anche grazie all’analisi dei sogni, dei lapsus e degli atti mancati ecc.), consente di indivi-
duare lo strato profondo della personalità, da Freud denominato in un primo tempo sem-
plicemente inconscio e poi Es (o Id), dal pronome neutro di terza persona. L’Es possiede
una propria organizzazione dinamica e anche una logica che è funzionale, in condizioni
normali, all’equilibrio mentale della persona.
La seconda La struttura della psiche adulta è descritta da Freud nella seconda topica delineata, dopo
topica: Io, lunghi studi a partire dagli anni Venti, nell’Introduzione alla psicoanalisi del 1932 (vedi la
Es, Super-io
rappresentazione grafica in T3). Qui egli afferma che la psiche è caratterizzata da tre
istanze fondamentali: l’Ego (o Io), cioè la parte cosciente della personalità, l’insieme delle
dinamiche di cui il soggetto è consapevole; l’Es, l’inconscio animato da pulsioni sessuali e
distruttive incompatibili con la morale e con la vita sociale, oltre che dall’insieme delle
rimozioni; il Super-ego (o Super-io), anch’esso in gran parte inconscio, cioè l’interiorizza-
T3 zione delle norme morali, che ha funzioni di controllo.
La dinamica L’Es è separato dall’Io da una barriera che in condizioni normali impedisce una comunica-
tra Es e zione diretta. Gli scambi tra i due sistemi avvengono attraverso il Super-io, che opera
Super-io
un’azione di censura nei confronti del materiale inconscio. Questo può giungere alla co-
scienza soltanto per i contenuti accettabili dal Super-io. Per poter superare questa censu-
ra, i contenuti inconsci assumono solitamente una forma simbolica che ne impedisce
un immediato riconoscimento, come avviene ad esempio nei sogni. Oltre alle pulsioni
sessuali, l’Es contiene anche le esperienze coscienti ritenute negative e pertanto rimosse
dal soggetto. Il rimosso, seppure estromesso dall’Io, rimane attivo, stabilendo con gli altri
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4. Freud e la psicoanalisi

elementi inconsci un insieme di dinamiche che possono manifestarsi attraverso le nevro-


si, da considerarsi quindi sintomi di processi complessi.
La struttura La differenziazione della psiche (o Io in generale) in Io cosciente, Es e Super-io non è
della originaria, ma si costituisce durante l’infanzia, partendo da una primaria condizione in
personalità
cui Io ed Es non si distinguono e il Super-io non esiste. La formazione dell’Io avviene in
seguito all’adattamento della parte superficiale dell’Es al mondo esterno. Questo è un
aspetto importante della teoria freudiana. L’Io non è originario, il bambino nei primi
La critica,
mesi agisce soltanto seguendo il principio di piacere. L’Io si forma come adattamento di
La psicoanalisi e una parte dell’Es al mondo esterno, che limita e condiziona il soddisfacimento immediato
il problema della
libertà (BRENNER), delle pulsioni, e si struttura seguendo il principio di realtà. Il Super-io, poi, viene costrui-

PROFILO
p. 242
to mediante il rapporto con i genitori, nei confronti dei quali, dopo la repressione del
rapporto edipico, si instaura un processo di identificazione.
L’origine Il Super-io è l’interiorizzazione delle proibizioni provenienti dai genitori, dalle altre persone
della che esercitano un’autorità sul bambino, dai modelli e dalle istanze della società in generale. Da
coscienza
morale un punto di vista dinamico, l’interiorizzazione si compie in seguito alla rimozione del com-
plesso edipico, e quindi soprattutto durante la seconda infanzia, nella fase di latenza sessua-
le. Mentre l’Es è una forza in parte istintuale e impersonale, il Super-io è una costruzione
storica, legata a una determinata società. Le pulsioni sessuali, ad esempio, sono simili in tutti
gli individui, il modo di controllarle è diversificato culturalmente. Questa impostazione apre
la strada a un’analisi in chiave psicoanalitica della società e della dinamica culturale.

X Che cos’è e come si forma il Super-io?


GUIDA
ALLO X Quali sono le componenti dell’inconscio?
STUDIO X Come si forma l’Io? E la coscienza morale?

Psicoanalisi e società
La società e La struttura della personalità si forma a partire dall’interiorizzazione di esperienze infanti-
l’individuo li e dalla repressione sociale, veicolata soprattutto dai genitori, ma più in generale dalle varie
Nodi di istanze sociali. La società nel suo insieme svolge quindi una funzione «educativa», in
discussione,
Sviluppi della
quanto induce all’interiorizzazione di norme, di divieti e di inibizioni. Alcune caratteristiche
psicoanalisi, della personalità, prima fra tutte il complesso edipico, si presentano come variabili univer-
p. 239
sali, riconducibili a una dinamica comune a ogni società. Partendo da questi presupposti,
Freud propone fin dal 1912-13, con Totem e tabù, un’interpretazione della civiltà che andrà
via via allargandosi all’analisi della religione e degli ideali collettivi nelle opere successive.
Psico- In Totem e tabù Freud prende le mosse dall’antropologia evoluzionistica del Positivismo,
analisi e richiamandosi alle opere di Frazer, Tylor, McLennan ecc., e traendo da esse la documenta-
antropo-
logia zione a supporto delle sue tesi. Basandosi sul presupposto di un parallelismo tra la psiche
infantile e nevrotica da un lato e quella dei popoli primitivi dall’altro, egli propone una

Principio di piacere e principio di realtà


Freud ipotizza che l’attività psi- con un aumento, per cui il sistema piacere, regola il comportamento
chica inconscia operi per conse- psichico opera in modo automa- psichico adattando il soddisfaci-
guire il piacere e per evitare il do- tico, rispondendo alle sollecita- mento della pulsione alle esigen-
lore. In termini di energia psichica, zioni immediate e senza nessun ze dettate dall’ambiente esterno.
il piacere coincide con una dimi- calcolo del futuro. Il principio di È il principio caratteristico dell’Io
nuzione della tensione, il dolore realtà, contrapposto a quello del cosciente.

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spiegazione del totemismo e del tabù dell’incesto la quale, seppure oggetto di aspre cri-
tiche da parte della maggioranza degli antropologi, avrà notevole risonanza. Il totemismo
indica l’insieme delle concezioni magico-religiose che associano a un animale, o comun-
que a un elemento della natura, una particolare sacralità, identificandolo con l’antenato
comune di un clan. Ha l’importante funzione di determinare l’appartenenza di ogni mem-
bro di una comunità a uno dei segmenti in cui essa si suddivide. Freud fa proprie le teorie
evoluzionistiche secondo cui la primitiva organizzazione sociale sarebbe stata costituita
dall’orda promiscua, dominata da un adulto maschio che aveva diritto esclusivo sulle don-
ne, non permettendo ai giovani di congiungersi con esse. Ribellandosi a questo stato di
cose, i giovani uccidono il padre, cibandosi poi delle sue carni per assimilarne il potere
e la forza. Questo gesto produce però la nascita di un forte senso di colpa, da cui hanno
origine i tabù che rendono possibile l’organizzazione sociale, quello dell’incesto e quello
dell’uccisione del sostituto paterno. Il senso di colpa induce l’«introiezione» dell’autorità
paterna, e questo processo dà luogo alla coscienza morale. L’uccisione del padre che è
all’origine della civiltà spiega la nascita della religione totemica e di ogni altra religione. Il
Dio ebraico e più in generale quello di ogni monoteismo è la figura idealizzata del padre
ucciso, e nel cristianesimo l’eucarestia è una rievocazione del pasto totemico.
L’analisi Dopo l’interpretazione antropologica dell’origine della religione in Totem e tabù, Freud torna
della sull’argomento con alcuni scritti, in particolare L’uomo Mosè e la religione monoteistica: tre
religione
saggi (1934-38) e soprattutto L’avvenire di un’illusione (1927). Nel primo Dio viene interpre-
tato come la proiezione del padre terreno e il rapporto che ogni religione stabilisce con Lui
riflette il tipo di relazione che storicamente e culturalmente si è affermato tra figli e padri.
Intorno a questa tesi, Freud sviluppa un’analisi molto articolata, secondo cui Mosè sarebbe
stato ucciso durante l’Esodo nel corso di una rivolta del popolo ebraico, che avrebbe in segui-
to a ciò sviluppato un senso di colpa, come quello per l’uccisione del padre, per riscattare il
quale si è affermata l’attesa di un Messia in grado di lavare quella colpa originaria.
Religione Nel secondo saggio, la religione è definita come un’illusione radicata in bisogni psicologi-
come ci profondi, quello di protezione e quello di sicurezza, che la figura di un Padre onnipo-
nevrosi del-
l’umanità tente poteva soddisfare. Sviluppando e radicalizzando questa prospettiva, Freud parago-
na la religione a una nevrosi dell’umanità, come a volte si manifesta nei bambini in
seguito alla loro precarietà e al bisogno di protezione, e prevede che potrà essere superata
in futuro, quando l’umanità avrà raggiunto uno stadio più «adulto». Corollario di questa
posizione, è che occorre evitare di trasmettere una fede religiosa ai bambini mediante
l’educazione, ma bisogna avere il coraggio di tentare «un’educazione irreligiosa».
La psiche L’analisi sviluppata in Totem e tabù conduce Freud a ipotizzare l’esistenza di una «psiche
collettiva collettiva», dato che le conseguenze del parricidio originario riguardano tutta l’umanità.
Tale ipotesi diviene sempre più importante negli scritti freudiani del dopoguerra. In Al di
là del principio del piacere (1920), Freud individua il conflitto tra il principio del piacere
Fonti e scritti, (Éros) e la pulsione di morte (Thánatos) come componenti universali dell’uomo, inter-
Freud: Il disagio
della civiltà, pretando in modo sempre più accentuato l’individuo come il risultato di forze impersona-
p. 243
li. Nel Disagio della civiltà (1929), il conflitto tra queste polarità è assunto come chiave di
lettura del mondo umano nella sua evoluzione storica.
La rinuncia In quest’opera, Freud muove dalla considerazione che il fine dell’agire umano dovrebbe es-
alla felicità sere la felicità, ma il mondo naturale è fatto in modo tale da renderne problematico il sod-
disfacimento. Le pulsioni «naturali» dell’individuo sono infatti, secondo Freud, fondamen-
talmente egocentriche e distruttive. L’organizzazione sociale, la «civiltà», è possibile
soltanto a prezzo della loro repressione. Si stabilisce pertanto un conflitto inconciliabile tra
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4. Freud e la psicoanalisi

Nodi di il raggiungimento della «felicità», come espressione della vera natura umana, e la conviven-
discussione,
La civiltà esige za associata. La civiltà è possibile solo pagandola con la rinuncia alla felicità. Nonostante
la rinuncia alla
felicità?, p. 240 questa dinamica sia prevalente, il cammino della civiltà non è caratterizzato da uno sviluppo
regolare. Negli uomini, accanto alle forze miranti alla conservazione della vita e all’integra-
zione con gli altri, permangono pulsioni antisociali e distruttive. Accanto a Éros, l’impulso
di vita, esiste Thánatos, l’impulso di morte, un’aggressività immotivata, non connessa
all’autoconservazione. L’intera storia umana è vista da Freud, nelle ultime opere, come un
perenne conflitto tra queste due forze. E in una corrispondenza con Einstein, che gli chie-
Dialogo tra
filosofi, deva se la violenza del nazismo fosse spiegabile razionalmente e se fosse possibile allontana-
Freud e Einstein
sulla guerra, re la minaccia di una Seconda guerra mondiale, Freud risponde che l’istinto dell’uomo alla

PROFILO
p. 237 distruzione può nel migliore dei casi essere controllato, ma non compreso né eliminato.

X Come spiega Freud, in Totem e tabù, l’origine della società?


GUIDA
ALLO X Che cosa sono Éros e Thánatos?
STUDIO X Perché la civiltà comporta la rinuncia alla felicità?

FREUD E LEONARDO
L. da Vinci, Sant’Anna con la Vergine, il bambino e l’agnello, 1510 ca., olio su tavola (Parigi, Musée du Louvre).
Dotato di una cultura fondamentalmente letteraria, Freud non era particolarmente interessato ai tentativi di
penetrare nei segreti dell’inconscio con metodi visivi. L’opera di Leonardo qui presentata, tuttavia, lo colpì tanto
profondamente da dedicare ad essa uno scritto specifico: Un ricordo di infanzia di Leonardo da Vinci, del 1910.

Nei suoi appunti, Leonardo annotò il ricordo di un sogno


avuto nella prima infanzia: mentre dormiva tranquillamen-
te, un nibbio era entrato dalla finestra e si era posato sulla
sua culla cominciando a battere ritmicamente la coda sulla
bocca del neonato. Colpito dalla stranezza e dalle possibili
implicazioni sessuali di questo sogno (Leonardo era proba-
bilmente omosessuale), Freud iniziò una ricerca biografica,
scoprendo che il grande fiorentino aveva avuto una infanzia
particolarmente travagliata. Figlio illegittimo, era stato ab-
bandonato dal padre e accudito dalla sola madre, Caterina,
per i primi tre anni di vita. Era poi passato nella casa del
nonno paterno, trovando in Donna Albiera una nuova ed af-
fettuosa madre. Leonardo, in pratica, non aveva avuto padre,
ma aveva potuto godere dell’amore di due figure materne.
La problematicità di questa situazione avrebbe sviluppato
in lui conflitti non risolti la cui elaborazione avrebbe, a sua
volta, offerto spunti utili all’elaborazione artistica.

Freud credette di rintracciare in alcuni quadri di Leonardo i


residui psicologici, certamente vissuti dall’artista in modo del
tutto inconsapevole, di questa strana situazione famigliare.
Fu colpito, ad esempio, dalla costante presenza nelle tele di
ispirazione religiosa sia della figura della Vergine sia di quella
della nonna di Gesù, Sant’Anna, spesso inspiegabilmente
rappresentate dal pittore come donne della stessa età.
Non solo: se si ruota di 90 gradi l’immagine e si accentua
il contorno del panneggio azzurro della Vergine, si ottiene
la figura di un uccello la cui estremità tocca
significativamente la bocca di Gesù. Una proiezione
evidente, in questo contesto, del piccolo Leonardo.

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