Sei sulla pagina 1di 9

Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010

Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA


Lezione n°: 23
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Ostacoli
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Mentre non ebbero alcuna parte nella scoperta dei manoscritti, nell’edizione di testi, nella
direzione di scuole, nei negoziati delle cancellerie o nelle discussioni pubbliche le
conquiste delle donne in quanto umanisti furono non di meno considerevoli. Molti ostacoli
ostacolavano il loro cammino, soprattutto la possibilità di ricevere un’educazione dopo
l’apprendimento elementare del ‘volgare’. Alle donne non era consentito di lasciare la
scuola e andare in una scuola pubblica con i ragazzi. I loro studi classici dovevano
proseguire a casa, con un tutore privato o sotto la guida dei fratelli o dei padri, e
promettendo che le intenzioni erano di un personale arricchimento e niente di più.
Inoltre, dal momento che la superiorità intellettuale era considerata virtù maschile, donne
colte corsero il rischio di essere bollate come ‘contronatura’. Infine, persino per donne in
odore di santità come certe mistiche lo scrivere in sé era considerato moralmente
sospetto: una pubblicità immodesta di sé, che in una donna era associata a immodestia.
Le donne scrittrici giustificarono continuamente l’atto di scrivere, assicurando lettori e
lettrici polemici che la loro cultura non aveva messo nelle loro teste pensieri di
immortalità né le aveva indotte a dubitare di o ribellarsi all’autorità maschile.
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S1
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Isotta Nogarola
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S1
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Generi caratteristici delle donne del Quattrocento furono le epistole letterarie


e le orazioni. Battista da Montefeltro Malatesta (1383-1450), vedova di
un signore assassinato, inviò una lettera a se stessa e alla sua famiglia sul
restauro di Pesaro. Ella fu tutrice di sua nipote, Costanza Varano, che da
giovane scrisse lettere in latino, orazioni e poemi. Una volta sposata, i suoi
studi cessarono, e morì nel 1447, a diciannove anni, poco dopo aver dato alla
luce il suo secondogenito.
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S1
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Spicca in questa prima parte del secolo Isotta Nogarola (1418-1466), che eccelleva in
latino e in greco, e fu allieva – con le sorelle, Ginevra e Angela - della cerchia di umanisti
raccolta attorno a Guarino Veronese. Isotta corrispondeva in latino con uomini colti, un
modo di costruire un proprio circolo letterario. Ma quando scrisse a Guarino stesso, egli
dapprima la snobbò non rispondendole, poi le rispose solo su insistenza di altri. Isotta fu
anche oggetto, nel 1438, di lettere diffamatorie che la accusavano di incesto con il
fratello. Ad essere sotto accusa era la sua cultura, perché ‘una donna colta non è mai
casta’. Andando ancora più contro le aspettative sociali, rifiutò sia il matrimonio che la
vita conventuale. Isotta discusse anche con il veneziano Lodovico Foscarini una questione
teologica non secondaria: se abbia peccato più Adamo o Eva nel Giardino dell’Eden. Alla
sbarra era la natura maschile e femminile come creata da Dio, e la naturale relazione fra
uomo e donna come decisa da Dio, supremo legislatore. Isotta aveva letto accuratamente
il Genesi, i commenti di Agostino, fra gli altri, e anche Aristotele; sapeva che i teologi e i
filosofi concordavano nel dichiarare la donna moralmente debole e meno razionale
dell ’ uomo. La tattica scelta per il dibattito fu quindi quella di puntare il dito sulle
contraddizoni (che le davano ragione) piuttosto che confrontare le più alte autorità (che
le davano torto).
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S2
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Cassandra Fedele
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S2
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Alla fine del Quattrocento, sia Cassandra Fedele (1465-1558) che Laura
Cereta (1469-1499) venivano da due famiglie di professionisti,
rispettivamente di Venezia e Padova, dove i loro padri le incoraggiarono e le
diressero nei loro studi di latino e greco. Cassandra inviò orazioni prima al
doge di Venezia, ai cittadini veneziani, e perfino all’Università di Padova, dove
poté giovarsi degli studi filosofici di un parente (maschio). A nessuna donna
era permesso a quel tempo a quel tempo di studiare o di ottenere una laurea
all’università.
Cassandra Fedele fu perfino apprezzata da Poliziano. Dopo il matrimonio nel
1497, i suoi studi letterari vennero meno.
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S3
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Laura Cereta
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010
Insegnamento: LETTERATURA ITALIANA
Lezione n°: 23/S3
Titolo: Donne umaniste
Attività n°: 1

Laura Cereta scrisse molte raccolte di lettere, alcune pubblicate nel 1460. Ella è
forse la più completa donna scrittrice del Quattrocento, studiò Petrarca come i
classici latini e greci, compose ecloghe pastorali, entrò nei territori maschili
dell’astrologia, dell’invettiva e della polemica. Anche lei incontrò ostilità, e dovette
difendersi da donne piene di risentimento che la incolpavano delle sue conquiste
non femminili, come pure da uomini che negavano che potesse avere scritto
lettere latine così eleganti. La sua difesa dell’istruzione femminile (1488) presenta
per la prima volta un canone di donne scrittrici (poetesse e filosofe) attraverso le
epoche, approntato da una donna scrittrice essa stessa. Isotta Nogarola e
Cassandra Fedele conclusero la difesa argomentando che donne e uomini
condividono la natura umana, che dà a entrambi i sessi la stessa libertà di
imparare; se dal confronto risulta una mancanza di donne eccezionali, il fatto non
ha a che fare con una differente natura dei due sessi ma con una differente
divisione dei compiti.
Nessuna di queste donne vide i suoi lavori stampati nel Quattrocento. Le donne
scrittrici raggiunsero una loro autonomia nel secolo successivo, quando
acquistarono importanza nella poesia volgare.