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BEATA EUGENIA RAVASCO

Siamo Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, chiamate anche “Suore Ravasco”.
Quest'anno per noi non è un anno come gli altri, poiché ricorre il 150° di fondazione del
nostro Istituto. Benché le nostre origini risalgano all’ ‘800, il carisma e l’eredità spirituale di
Eugenia Ravasco sono sempre attuali anche nella società odierna.

Vogliamo, pertanto, ripercorrere gli avvenimenti più salienti della vita di questa grande
donna.

Eugenia Ravasco, genovese di origini, ma nata a Milano il 4 gennaio 1845, è figlia di un


banchiere e di una nobildonna. Eugenia conosce presto l’amarezza della vita quando a
soli 3 anni perde la madre e a 10 anni anche il padre. Trasferitasi nel frattempo a Genova,
sono gli zii a prendersi cura della sua educazione non solo morale e culturale, ma anche e
soprattutto cristiana e religiosa. Ella cresce sensibile alle necessità degli altri in un tempo
in cui la povertà materiale e morale flagella la sua città. Mossa quindi da un’innata
compassione verso coloro che soffrono, fin dall’adolescenza dona largamente e di cuore
ai poveri e ai bisognosi, ben contenta di fare anche, per questo, dei sacrifici.

Eugenia a 18 anni, secondo i canoni dell’epoca, raggiunge l’età giusta per sposarsi e così
la zia materna avvia i preparativi per dare alla nipote un brillante futuro di sposa. Lei però
prega ardentemente il Signore di mostrarle la “Sua” strada, in quanto avverte in sé
desideri più alti.

Il Signore non si fa attendere. Il 31 maggio 1863, nella Chiesa di Santa Sabina, dove è
entrata per salutare Gesù Eucaristia, attraverso le parole del sacerdote che in quel
momento chiede ai fedeli: “Non c’è proprio nessuno tra voi che voglia consacrarsi a fare
del bene per amore del Cuore di Gesù?” Eugenia sente rivolto a sé l’invito divino a
“consacrarsi a fare il bene per amore del Cuore di Gesù”. È l’evento che illumina il suo
futuro e le cambia la vita. Sotto la guida del direttore spirituale, si mette senza riserve a
disposizione di Dio, consacrando a Lui, alla sua gloria e al bene delle anime la sua vita, le
sue energie e il patrimonio ereditato dai suoi.

Comincia ad insegnare il catechismo nella sua parrocchia di Nostra Signora del Carmine e
apre la sua casa per dare loro istruzione religiosa e impartire lezioni di cucito e ricamo.

Il 6 dicembre 1868, a 23 anni, fonda la Congregazione religiosa delle Figlie dei Sacri Cuori
di Gesù e di Maria, con la missione di “fare il bene” specialmente alla gioventù. Sorgono
così le scuole, l’insegnamento del catechismo, le associazioni, gli oratori.

Il progetto educativo di Madre Eugenia Ravasco è quello di educare i giovani e formarli ad


una vita cristiana solida, operosa, aperta, perché siano “onesti cittadini in mezzo alla
società e santi nel cielo”; desidera educarli perciò alla fede e alla lettura dei fatti in
prospettiva storico-salvifica, proponendo loro la santità come meta di vita.

Nel 1878 apre una sua Scuola Magistrale “Normale” Femminile, con lo scopo di dare alle
giovani un’istruzione cristianamente orientata e di preparare “maestre cristiane” per la
società.
Apre alcune case filiali che visita nonostante la malferma salute. Avrebbe voluto aprire
anche case in missione, ma non le è stato possibile.

È vissuta di fede, di preghiera, di sofferenza, di adesione alla volontà di Dio. “Bruciare del
desiderio del bene altrui, specie della gioventù”, è stato il suo ideale apostolico; “Vivere
abbandonata in Dio e nelle mani di Maria Immacolata” è stato il suo impegno di vita.

Consumata nella salute, Eugenia Ravasco si è spenta a Genova a 55 anni, nella Casa
Madre dell’Istituto, la mattina del 30 dicembre 1900.

“Vi lascio tutte nel Cuore di Gesù” è stato il suo congedo.

La fiamma accesa da Madre Eugenia non si è spenta, anzi in questi 150 sono nati nuovi
focolai, non solo in Italia, ma anche altre nazioni, soprattutto in America Latina.

Attualmente la Congregazione è presente, oltre che in Italia, anche in Svizzera e Albania,


in Costa d’Avorio, nelle Filippine, in Colombia, Venezuela, Messico, Cile, Bolivia, Brasile,
Argentina e Paraguay. Con entusiasmo ci impegniamo a portare a Gesù i bambini e i
giovani del nostro tempo. Possa il Signore della messe inviare ancora giovani desiderose
a continuare la sua opera.