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DANNO

II) DANNO ALLA PERSONA

Sommario Benché il ritmo sbalorditivo dei cambiamenti sembri aver scolo-


rito gli insegnamenti appresi ai tempi delle prime configurazio-
1. - Premessa ni del danno biologico, e l’espressione «danno alla persona»
sia estesa sovente alla lesione dei molteplici diritti inerenti al-
2. - Un utile sguardo al passato
l’umana esistenza, l’impostazione di questa «voce» – oramai
2.1. - Le origini
al suo terzo aggiornamento – rimane fedele al consueto dise-
2.2. - L’affermazione del concetto
gno.
2.3. - La storica decisione del 1986
Vi saranno perciò solo cenni incidentali ai danni non connessi
2.4. - L’asserita patrimonialità del danno biologico
alla lesione dell’integrità psicofisica, per i quali si rinvia ad
2.5. - La giurisprudenza dei primi anni ’90
altri lemmi di questa Enciclopedia (v., soprattutto, Danno: X
2.6. - I danni morali
- Danno esistenziale); in base all’esperienza, infatti, una trat-
2.7. - L’intervento della Consulta nel 1994
tazione che mescoli il danno alla salute agli altri pregiudizi di
2.8. - L’ulteriore intervento della Corte (ord. n. 293/1996)
natura non patrimoniale, creando l’illusione di false simme-
2.9. - L’evoluzione di fine secolo
trie, finisce per confondere più che chiarire.
3. - La svolta del 2003 Se si ripensa con mente sgombra al cammino percorso, come
3.1. - Fase preparatoria: le elaborazioni dottrinali si tenterà di fare nelle prossime pagine, ci si accorgerà che le
3.2. - Risarcimento del danno non patrimoniale e presun- istanze di tutela della persona non sono prerogativa delle dottri-
zione di colpa ne più recenti (peraltro generose ed entusiaste) e che anzi, ri-
3.3. - Le sentenze «gemelle» della S.C. e l’avallo della spetto al passato, molti dei problemi ricorrenti (accertamen-
Corte costituzionale to e prova del danno, quantum risarcitorio, ingiustificate du-
plicazioni) si sono aggravati.
4. - L’evoluzione successiva
L’elaborazione del danno alla salute non fu un’acquisizione
4.1. - Le prime reazioni
facile né scontata, ma la figura, nella sua fase più matura,
4.2. - E il danno esistenziale?
quando era divenuta comprensiva delle conseguenze della le-
4.3. - Il nuovo danno non patrimoniale e il danno biologico
sione sull’esistenza del danneggiato e perciò degli aspetti re-
4.4. - Domanda di risarcimento e onere della prova
lazionali, superate considerevoli difficoltà, aveva acquistato
4.5. - La valutazione del danno biologico (cenni)
negli anni una solidità e, al contempo, flessibilità che faceva
4.6. - Il Codice delle assicurazioni private (cenni)
ben sperare per il futuro.
4.7. - Il nuovo danno non patrimoniale e il danno morale
L’accertamento medico-legale garantiva la coerenza nella ve-
4.8. - Funzione della riparazione del danno non patrimo-
rifica del pregiudizio, fornendo un punto di riferimento unita-
niale
rio per la personalizzazione del risarcimento sulla base di pun-
4.9. - Il risarcimento dei danni patrimoniali (cenni)
ti percentuali di invalidità dal valore economico uniforme. Il
5. - Fonti normative danno biologico si stava affermando come categoria in grado
di evitare duplicazioni risarcitorie e di fornire al giudice uno
6. - Bibliografia
strumento certo per l’esercizio del proprio potere equitativo.
Il rischio, a volte, era quello di una sottoestimazione delle va-
rie voci che compongono il danno, ma era ben possibile che
si provvedesse ai necessari adeguamenti. V’erano, forse, valo-
1. - Premessa ri negletti o male apprezzati, ma fin dagli anni cinquanta del
secolo scorso la tutela da assegnare ai diritti della personalità
Una dottrina, ammonisce J.L. Borges, è all’inizio una descri- era questione vivamente sentita, non certo scoperta recente.
zione verosimile dell’universo; passano gli anni, ed è sempre D’altra parte, se è vero che «non di sola salute vive l’uomo»
un capitolo – quando non un paragrafo o un nome – della sto- (Cendon), è anche vero che «la vita e l’integrità fisica sono il
ria delle idee. Così è per il danno alla persona e per le varie supremo dei beni perché presupposto di tutti gli altri» (Gen-
figure da esso germogliate. tile); frase sapiente che echeggia un altrettanto, e per defini-
Chi avesse la pazienza di tornare alla prima stesura di questa zione saggio, detto popolare.
voce (1984) troverebbe sottolineato che, nonostante la rilevanza Molti argomenti, oggetto della precedente voce, hanno ac-
attribuita alla persona dalla Costituzione, scarsi ed inidonei era- quistato autonomia ed estensione tali da non consentire una
no gli strumenti di tutela ad essa riservati. Da allora sia per trattazione approfondita, v., al proposito altre voci di questa
l’accresciuta influenza delle maestose garanzie costituzionali Enciclopedia: Immissioni, Responsabilità del professio-
(Veronesi, P., Il corpo e la Costituzione. Concretezza dei «ca- nista, Trapianti e trasfusioni: I) Diritto civile. Per il ri-
si» e astrattezza della norma, Milano, 2007, 10 ss.), sia per sarcimento del danno ai congiunti (tema che ricorre, inevita-
l’ottimistico impulso di dottrina e magistratura, talora amma- bilmente, anche in queste pagine), v., poi, la relativa voce.
liate da buonismo demagogico, a questi interessi si sono ac-
cordati spazi inimmaginabili in passato. L’attenzione per l’in-
dividualità e libertà hanno propiziato, come non mai, la più ri- 2. - Un utile sguardo al passato
gogliosa richiesta di protezione; i diritti inviolabili coprono
l’arco dell’intera vita, inoltrandosi al prima e al dopo (Rodotà, 2.1. - Le origini. - L’accezione tradizionale dell’espres-
S., Repertorio di fine secolo, II ed., Bari, 1999, 101 ss.). sione «danno alla persona», dunque, fa riferimento alle si-

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tuazioni in cui si verifichi una lesione all’integrità psicofisi- trato ripetute resistenze critiche in dottrina (in argomento Bu-
ca. Per lungo tempo, solo il danno alla persona che influisse snelli, F.D., in [7], 517 ss.; Paradiso, M., [31], 21, 22 ss.;
negativamente sul patrimonio fu considerato rilevante dalla Mastropaolo, F., [25], 121 ss.), ma indubbiamente utili tan-
dottrina e dalla giurisprudenza, che limitava il risarcimento to è vero che la giurisprudenza fa ad esse ancora ricorso (v.,
alle spese sostenute e alla diminuzione dei redditi, tenendo infra, 4.3.). Il danno alla vita di relazione veniva configurato
conto dei danni morali, nei limiti dell’art. 2059 c.c. Nessun come impossibilità o difficoltà per il menomato di reinserir-
rilievo veniva attribuito all’integrità psicofisica di per sé con- si nei rapporti sociali e di mantenerli ad un livello normale;
siderata e, per liquidare il risarcimento, si faceva esclusivo ri- il pregiudizio sarebbe derivato dalla compromissione dell’at-
ferimento al reddito da lavoro, alla percentuale di invalidità e tività psicofisica a causa della ridotta o cessata capacità di
all’età del danneggiato (Gentile, G., [22], 644 ss.; De Cu- concorrenza del soggetto, rispetto ad altri, nei rapporti socia-
pis, A., [15], 256 ss.; per riferimenti Paradiso, M., [31], 9 li ed economici (Cass., 20.8.1977, n. 3818, in Giur. it. Mass.,
ss., 47 ss.; Mastropaolo, F., [25], 7 ss.). A questa opinione 1977, 839; Cass., 18.10.1980, n. 5606, in Giur. it. Mass., 1980,
si contrapponeva la teoria avanzata dalla dottrina medico-le- 1366).
gale, secondo cui le lesioni dell’integrità fisiopsichica costi- È il tribunale genovese che, a metà degli anni ’70, al fine di
tuivano un danno che doveva essere comunque risarcito (v., correggere le iniquità causate dall’astratto riferimento al red-
tra gli altri, Gerin, C., [23], 371 ss.); e già De Cupis, A., Il dito percepito dal soggetto leso sulla base del sistema tabel-
valore economico della persona umana, in Riv. trim. dir. proc. lare medico-legale, in molteplici decisioni, inizia a sostenere
civ., 1956, 1264, aveva rilevato come risultasse contrario al- la risarcibilità del pregiudizio non patrimoniale consistente
la coscienza comune che un soggetto leso in uno dei «sommi nel danno biologico. Si trattava di un danno inteso come le-
beni umani», l’integrità fisica, non ottenesse alcuna tutela dal- sione all’integrità psicofisica in sé considerata, di entità va-
l’ordinamento giuridico. riabile in rapporto all’età del danneggiato, ma affatto indi-
Il problema non consisteva solo nella limitazione posta dal- pendente dal livello dei redditi di questo. La valutazione era
l’art. 2059 c.c. alla risarcibilità dei danni non patrimoniali operata con riferimento al reddito medio nazionale (Trib. Ge-
(considerato che, il più delle volte, «il danno alla persona ... nova, 25.5.1974, in Giur. it., 1975, I, 2, 54, con nota adesiva
non può che derivare da reato; ed essere quindi, in ogni caso di Bessone, M.-Roppo, E., Lesione dell’integrità fisica e di-
e comunque, risarcibile»: Ravazzoni, A., [36], 103), ma so- ritto alla salute. Una giurisprudenza innovativa in tema di va-
prattutto nelle conseguenze inique che il metodo comune- lutazione del danno alla persona; Trib. Genova, 20.10.1975,
mente adottato portava con sé: a pari percentuale di invalidità in Giur. it., 1976, I, 2, 444, con nota di Alpa, G., Danno «bio-
l’ammontare del danno risarcibile, essendo commisurato al logico» e diritto alla salute. Un’ipotesi di applicazione diret-
reddito, poteva variare enormemente. ta dell’art. 32 Cost., in Resp. civ. prev., 1976, 466, con criti-
I limiti dell’art. 2059 si riproponevano in particolare nelle ipo- che di Scalfi, G., Errare humanum est, perseverare diaboli-
tesi previste dagli artt. 2051 e 2054, con riferimento al setto- cum; Trib. Genova., 15.12.1975, in Foro it., 1976, I, 1997;
re della circolazione di veicoli, che è poi il contesto in cui si Monetti, V.-Pellegrino, G., Proposte per un nuovo meto-
verifica il maggior numero di eventi dannosi, un eufemismo do di liquidazione del danno alla persona, in Foro it., 1974,
per designare le migliaia di vittime del «dono dello spirito V, 159 ss.).
maligno» (eloquente espressione di un’opera famosa: Cala- La tesi del tribunale, che riconduceva la tutela piena e diretta
bresi, G., Il dono dello spirito maligno, trad. it., Milano, 1996). della salute direttamente alla previsione dell’art. 32 Cost., era
Per correggere le ingiustizie che discendevano dall’applica- fondata sull’interpretazione restrittiva dell’art. 2059 c.c., che,
zione dei tradizionali criteri di valutazione, la giurisprudenza secondo l’opinione fino a pochi anni fa dominante (cfr., infra,
aveva adottato una serie di accorgimenti, che in sostanza da- 2.6.) si riteneva escludesse dalla previsione della norma i dan-
vano risalto alla lesione della persona anche al di fuori del suoi ni che non consistano in dolori, patemi, turbamenti d’animo,
riflessi sul reddito. Gli apprezzabili intenti equitativi si erano cioè i danni morali propriamente detti; v. Scognamiglio, R.,
tradotti, però, in ambiguità e contraddizioni. Per lungo tempo, Il danno morale (contributo alla teoria del danno extracon-
ad esempio, i giudici hanno risarcito il danno da lucro cessante trattuale), in Riv. dir. civ., 1957, I, 277. Il dibattito sul tema si
al lavoratore subordinato che continuasse a percepire lo sti- è così vivacemente sviluppato in giurisprudenza e dottrina e
pendio, dando risalto alla c.d. capacità lavorativa generica (v., l’autonoma risarcibilità del danno alla salute, anche ove non
per riferimenti, Mastropaolo, F., [25], 7 ss.). Se si trattava di incidesse sulla produzione e percezione del reddito, è stata so-
soggetto che, per la giovane età, non aveva ancora intrapreso stenuta da numerose altre decisioni di merito e legittimità (cfr.,
un’attività lavorativa, si risarciva la menomazione facendo ri- anche per riferimenti, De Giorgi, M.V., [16], 2).
corso al concetto di presumibile guadagno futuro; il sistema Sul problema fu coinvolta anche la Corte costituzionale, che
era denso di incognite: larga eco suscitò la decisione sul «ca- è poi divenuta uno degli attori principali nella vicenda, chia-
so Gennarino», che avanzava la presunzione che il figlio di un mata – come molte volte avverrà in futuro – a pronunciarsi
manovale avrebbe svolto la stessa attività del padre (Trib. Mi- sulla questione di costituzionalità dell’art. 2059 c.c., dal Trib.
lano, 18 gennaio 1971, in Giur. mer., 1971, I, 10). Analoghi Padova, 22.3.1973 (ord.), in Giur. mer., 1974, I, 347, e del-
problemi e soluzioni sono sorti e sono state proposte per le l’art. 2043 c.c., dal Trib Camerino, 12.11.1976 (ord.), in Re-
ipotesi in cui il reddito non fosse monetizzabile (è l’ipotesi sp. civ. prev., 1977, 615, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.
della casalinga) o di danni arrecati a soggetti non percettori di La sentenza della Corte 26.7.1979, n. 87 (in Foro it., 1979, I,
reddito lavorativo come il pensionato, casi per i quali si è in- 2543, con nota di F. Giardina e M. Santilli; in Resp. civ. prev.,
ventata la nozione di «reddito figurato» (cfr., ad esempio, Cass., 1979, 698, con nota di G. Ponzanelli) respinse la questione di
13.10.1980, n. 5484, in Giur. it. Mass., 1980, 1341; v., per l’e- legittimità dell’art. 2059 c.c., in riferimento agli artt. 3 e 24
same di questi problemi nella prospettiva odierna, infra, 4.3.). Cost., nella parte in cui, correlativamente con quanto dispo-
Se perciò, nonostante la menomazione subita dal danneggia- sto dall’art. 185 c.p., limita la risarcibilità dei danni non pa-
to non incidesse sul reddito da lavoro (in termini di riduzione trimoniali a quelli derivanti da fatti illeciti costituenti reato.
o cessazione), il risarcimento veniva ugualmente accordato, è La decisione n. 88 dello stesso giorno (in Giur. it., 1980, I, 1,
evidente che la giurisprudenza, pur senza affermarlo esplici- 9, con nota di G. Alpa, in Rass. dir. civ., 1980, 187, con nota
tamente, fondava i propri assunti su altri criteri e considerava di A. Flamini) ritenne parimenti non fondata la questione di
direttamente l’invalidità psicofisica. legittimità dell’art. 2043 c.c., sollevata in riferimento alle stes-
Per ovviare alle conseguenze di una rigida applicazione dei se norme costituzionali.
principi, i giudici hanno ideato altre categorie diventate note:
il danno alla vita di relazione e quello estetico, figure carat- 2.2. - L’affermazione del concetto. - Quello che è stato
terizzate da un elevato grado di ambiguità, che hanno incon- chiamato il «percorso di un’idea» (Alpa, G., [1], è continua-

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to con successo, grazie anche al contributo degli studiosi, e «non si esaurisce nell’attitudine a produrre ricchezza, ma si
tra questi, in particolare, della dottrina pisana che, in colla- collega alla somma delle funzioni naturali afferenti al sog-
borazione con i magistrati e medici legali, fin dalla fine de- getto nell’ambiente in cui la vita si esplica», e proseguiva af-
gli anni ’70 ha contribuito a sviluppare ed affinare la nuova fermando che «la risarcibilità del danno predetto deriva di-
figura di danno (v. Busnelli, F.D.-Breccia, U., [7], 517 ss.). rettamente e immediatamente dalla previsione dell’art. 2043
Fin dall’inizio questa dottrina ha contrapposto alla nozione di c.c., che imponendo il risarcimento del danno ingiusto, ha ri-
danno biologico, identificato nella lesione somato-psichica, guardo ad un genus caratterizzato non dal contenuto del dan-
quella di danno alla salute, intesa nel più ampio significato no ma dall’ingiustizia di esso e del quale, perciò, anche il dan-
costituzionale, in cui ricomprendere le conseguenze pregiu- no biologico costituisce una species». Da questo momento,
dizievoli dell’evento dannoso sull’equilibrio psicofisico del come si è accennato, tutta la problematica non verterà più sul-
danneggiato. la risarcibilità, oramai costantemente riconosciuta, ma sulla
Se, all’inizio, le espressioni danno biologico e danno alla sa- negata od ammessa patrimonialità e sui criteri di valutazione.
lute, venivano riferite l’una alla lesione fisio-psichica, l’altra Se la sentenza n. 2396/1983 non risolveva con coerenza la na-
alle conseguenze pregiudizievoli sulle «attivita realizzatrici tura del danno biologico, configurandolo come un tertium ge-
della persona» (Busnelli, F.D., Danno biologico e danno al- nus (nello stesso senso, Cass., 20.8.1984, n. 4661, in Resp. civ.
la salute, in [3], 10 ss.; Mastropaolo, F., La nozione di «dan- prev., 1985, 211, con nota di A. Giusti), netta posizione a fa-
no biologico», in Giust. civ., 1991, II, 275 ss.), la distinzione vore della natura patrimoniale veniva assunta da alcuni giudi-
– all’origine non solo terminologica – non è stata assidua- ci di merito e dalla stessa Cass., 11.2.1985, n. 1130, in Giur.
mente seguita dagli studiosi né, tanto meno, dalla giurispru- it., 1985, I, 1, 1181, con nota critica di R. De Matteis, decisio-
denza per cui, progressivamente, le due locuzioni sono dive- ne che fu ovviamente accolta con favore dai fautori della patri-
nute sinonimi. monialità: v., tra gli altri, Giuliani, A., Il danno biologico è,
Uno dei problemi su cui giudici e dottrina si trovarono, fino dunque, patrimoniale, in Contr. e impr., 1986, 47 ss).
alla svolta del 2003, più nettamente divisi è quello della na- L’intento di sfuggire alla disposizione dell’art. 2059 c.c. ave-
tura patrimoniale o non patrimoniale del danno biologico. Co- va, perciò, indotto parte della dottrina e della giurisprudenza
sì, mentre la giurisprudenza genovese aveva individuato que- a dilatare gli orizzonti del danno patrimoniale ad orizzonti smi-
sto pregiudizio come una sorta di tertium genus (al di là dei surati e sconcertanti (cfr., in questo senso, De Giorgi, M.V.,
danni patrimoniali e non patrimoniali), la giurisprudenza pi- [16], 2, 4), e la patrimonialità – con vigore sostenuta – è ri-
sana aveva invece qualificato il danno alla salute come su- masta qualificazione non appagante del danno alla salute, co-
scettibile di valutazione economica. Dapprima Busnelli, sì che il problema ha continuato a riaffiorare nel tempo suc-
F.D., in [7], 515 ss., suggerendo una rilettura restrittiva del- cessivo.
l’art. 2059 c.c. ispirata ai principi fondamentali contenuti ne-
gli artt. 2, 3 e 32 Cost., aveva escluso dalla nozione di danno 2.3. - La storica decisione del 1986. - Come è a tutti noto,
non patrimoniale il danno alla salute, «obiettivamente e di- nel 1986 la Corte costituzionale è ancora intervenuta sulla que-
rettamente commisurabile in denaro e quindi sempre risarci- stione di legittimità dell’art. 2059 c.c. (sollecitata dalle ordi-
bile, in base all’art. 2043 c.c.» (per altri riferimenti De Gior- nanze del Trib. Genova, 8.10.1979, in Giur. it., 1980, I, 2, 2 e
gi, M.V., [16], 2). Un ulteriore passo nell’affermazione del- del Trib. Salerno, 4.12.1981, in Giur. it., 1982, I, 2, 604). La
la patrimonialità era stato compiuto dalla dottrina (ex plurimis sentenza della Corte 14.7.1986, n. 184 (in Giur. it., 1987, I, 2,
Mastropaolo, F., [25], passim, che riteneva dovesse inten- 392, con nota di A. Franco e A. Pulvirenti, in Foro it., 1986, I,
dersi come patrimoniale non soltanto il danno consistente nel 2053, in Nuove leggi civ., 1986, 601, con nota di A. Giusti; in
guadagno mancato a causa della diminuita attitudine a svol- Nuova giur. civ. comm., I, 534, con nota di G. Alpa; in Resp.
gere prestazioni lavorative per un corrispettivo in denaro, ma civ. prev., 1986, 577, con nota di G. Bonilini; in Dir. inf., 1987,
anche quello coincidente con la totale o parziale inettitudine 443, con nota di F.D. Busnelli) fu oggetto di copiosissimi e per
a svolgere attività a proprio favore nel tempo libero. Al valo- lo più critici commenti, ed è singolare che i dubbi si accen-
re di scambio venne così contrapposto un valore d’uso e nel trassero proprio su quella distinzione danno-evento e danno-
danno biologico furono ricompresi tutti i pregiudizi che ren- conseguenza che è stata poi recepita e addirittura ritenuta, in
dono la persona totalmente o parzialmente incapace di pro- seguito, come oramai irrinunciabile. La Corte negò la pronun-
durre e ricevere le utilità derivanti dalla propria attività lavo- cia di incostituzionalità, affermando che l’art. 2059 c.c. si ri-
rativa (per sé o per altri) o dal mondo esterno (fruizione di feriva solo al danno morale soggettivo (consistente in ingiuste
servizi, consumo di beni). perturbazioni dell’animo e in sensazioni dolorose): per questa
Altra dottrina, pur ritenendo autonomamente risarcibile il dan- ragione la norma non era in contrasto con gli artt. 2, 3, 24, 32
no biologico, lo riconduceva nella categoria dei danni non pa- Cost. Il danno biologico veniva configurato come un danno-
trimoniali in senso lato, distinti dai danni morali, adducendo evento, interno alla struttura della fattispecie lesiva, risarcibi-
che le utilità connesse alla capacità di consumo (e in genere le in base all’art. 2043 c.c., integrato dal precetto dell’art. 32
di «godere delle gioie della vita») non costituiscono un’uti- Cost.; i pregiudizi non patrimoniali (intesi nell’accezione ri-
lità economica, anche perché la valutazione del relativo pre- stretta di cui sopra) e quelli patrimoniali costituivano gli even-
giudizio poteva tradursi in denaro solo mediante criteri ete- tuali danni-conseguenze. La Corte non si pronunciò sulla na-
rogenei rispetto alla regola dell’equivalenza (per riferimenti tura del danno sotto il profilo della patrimonialità, ma sembrò
De Giorgi, M.V., [16], 2). evocare l’idea del tertium genus. Per quanto concerne i meto-
Nel corso degli anni ottanta del secolo scorso l’autonoma ri- di di valutazione, fu raccomandato che il criterio liquidativo ri-
sarcibilità del danno biologico fu riaffermata da numerosi giu- spondesse «da un lato ad un’uniformità pecuniaria di base, dal-
dici di merito e dalla S.C. (Cass., 6.6.1981, n. 3675, in Giu- l’altro ad elasticità e flessibilità, per adeguare la liquidazione
st. civ., 1981, I, 1885, con nota di Alpa, G., Danno biologi- del caso di specie all’effettiva incidenza dell’accertata meno-
co e diritto alla salute davanti alla Corte di Cassazione e mazione sulle attività della vita quotidiana, attraverso le quali,
Cass., 6.4.1983, n. 2396, in Giur. it., 1984, I, 1, 537, con no- in concreto, si manifesta l’efficienza psicofisica del soggetto
ta di Mastropaolo, F., Tutela della salute, risarcimento del danneggiato». La Consulta suggerì, inoltre, cautela nel mo-
danno biologico e difesa dalle immissioni e in Resp. civ. prev., mento della liquidazione, per evitare sperequazioni e duplica-
con nota di Monateri, P.G., I diversi tipi di danno alla per- zioni risarcitorie, dovute al cumulo tra le voci di danno (danno
sona). Quest’ultima decisione ribadiva la risarcibilità del dan- biologico, danni morali se risarcibili in base all’art. 2059, e,
no biologico, inteso come la menomazione dell’integrità psi- ove si verificassero, danni-conseguenze di tipo patrimoniale).
cofisica della persona in sé e per sé considerata in quanto in- Mediante una rivisitazione del concetto di patrimonio, com-
cidente sul «valore uomo» nella sua concreta dimensione, che prensivo di ogni utilità giuridicamente rilevante pur priva di

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carattere pecuniario, e in forza di una lettura estensiva e «co- previsione, sia pure in bianco, dell’art. 2043 dello stesso co-
stituzionalizzata» dell’art. 2043, la Consulta arrivò, dunque, dice. Tuttavia, la gerarchia e la cogenza delle norme costitu-
a qualificare la menomazione della salute in sé e per sé con- zionali trasgredite ... implicano, nella constatata carenza di
siderata quale «danno-evento», meritevole di tutela risarcito- disposizione specifica, il dover attingere ai principi stessi del-
ria a prescindere dagli eventuali ulteriori danni-conseguenza l’ordinamento per rinvenire la norma di produzione giuridi-
di natura in senso stretto patrimoniale (sempre risarcibili) e ca della responsabilità ... allora per analogia juris (art. 12, 2°
dai danni-conseguenza di carattere morale, risarcibili ex art. comma, ultima ipotesi, disp. prel. c.c.) soccorre proprio la ra-
2059 c.c. solo allorquando il fatto integrasse gli estremi di un tio ispiratrice dell’art. 2043 cit.». In questo modo la natura
reato. La sentenza sortì l’effetto di portare alla luce proble- non patrimoniale di questo pregiudizio fu affermata dieci an-
mi, che sembravano sopiti, connessi con le nozioni di base ni prima della «svolta» del 2003 (su cui, infra, 3.3.).
non solo dell’illecito in questione, ma della intera responsa- Questione connessa alla natura del danno alla salute era la
bilità civile: l’ingiustizia, la differenza tra pregiudizio patri- funzione del risarcimento: da alcuni si evidenziava la funzio-
moniale e non patrimoniale, la nozione stessa di danno (cfr., ne «satisfattoria», mettendo in rilievo l’esigenza solidaristica
anche per riferimenti, De Giorgi, M.V., [16], 4). nei confronti della vittima (Salvi, C., [37], 199 ss., ove rife-
Per quanto concerne quest’ultimo punto, la sentenza della rimenti). Nel caso di danno non patrimoniale da reato anche
Corte, con la distinzione tra danno-evento e danno-conse- la funzione punitiva avrebbe assunto un ruolo caratterizzan-
guenza, ripropose l’eterno problema se debba intendersi co- te (cfr. Ferri, G.B., Oggetto del diritto della personalità e
me danno la lesione dell’interesse protetto o le sue conse- danno non patrimoniale, in Id., Persona e formalismo giuri-
guenze pregiudizievoli (v., sul punto, infra, 4.4.). Far coinci- dico: saggi di diritto civile, Rimini, 1985; Salvi, C., [37],
dere il danno con la lesione di ogni interesse tutelato comportava 200: Bonilini, G., [5], 87; sul problema v. infra, 4.8.).
tuttavia che si offrisse protezione necessaria e costante a tut-
ti gli interessi dichiarati fondamentali dalla Costituzione, per 2.5. - La giurisprudenza dei primi anni ’90. - In seguito
il solo fatto della lesione, dilatando oltre misura le frontiere alla sentenza della Corte costituzionale, dunque, il sistema si
della responsabilità civile (Busnelli, F.D., Figure controverse presentava così strutturato: la menomazione dell’integrità bio-
del danno alla persona nella recente evoluzione giurispru- psichica configurava una lesione del diritto alla salute; al dan-
denziale, in Resp. civ. prev., 1990, 469 ss.). Rilievo non di po- no biologico normalmente erano connessi danni-conseguen-
co conto, perché giudici (con tendenza rimasta costante fino ze, di natura patrimoniale (risarcibili qualora fosse dimostra-
ai giorni nostri, pur nell’ambito di diverse cornici concettua- ta un’effettiva incidenza sul reddito), e danni non patrimoniali,
li) si prodigavano nel rintracciare inedite situazioni soggetti- da risarcire nei limiti dell’art. 2059 c.c.
ve costituzionalmente tutelabili e a risarcire i relativi danni, I giudici tendevano a ricomprendere nel danno biologico, se-
trascurando il fatto che non è sufficiente che un interesse sia guendo l’impostazione «pisana», non solo la lesione fisio-
contemplato nella Carta costituzionale per dedurne l’incon- psichica ma le sue conseguenze sulle varie attitudini e capa-
dizionata tutela e tanto meno la particolare forma che consi- cità della persona e quindi ogni pregiudizio che non costi-
ste nel pagamento di una somma di denaro (cfr., in proposi- tuisse danno patrimoniale o morale in senso stretto (in questo
to, Salvi, C., [37], 161 s.). Il problema, come ben si sa, è an- senso, ad es., esplicitamente, Cass., 13.1.1993, n. 357, cit., in
cora attuale. cui si afferma che il danno alla salute riguarda «esclusiva-
mente le sfere non patrimoniali d’estrinsecazione dei valori
2.4. - L’asserita patrimonialità del danno biologico. - Ri- personali vitali, psico-fisici, eliminati o ridotti, non anche per-
maneva intanto irrisolto uno dei nodi cruciali del danno alla tanto, quelle economiche eventualmente ulteriori (attività la-
salute: la negata o ammessa patrimonialità La sentenza della vorativa redditizia, lucri diversi cessanti ecc.)».
Corte costituzionale n. 184/1986 non si pronunciò, dunque, L’indirizzo giurisprudenziale prevalente faceva confluire nel
espressamente sulla natura patrimoniale, ma sembrò evoca- danno alla salute tutte le conseguenze negative sulla «sfera esi-
re, tra le righe, l’idea del tertium genus. Parte della dottrina, stenziale» (ivi compreso il danno alla vita di relazione e il dan-
come si è accennato, suggerendo una rilettura restrittiva del- no estetico), che non si traducessero in una diminuzione del
l’art. 2059 c.c., ispirata ai principi fondamentali contenuti ne- reddito e che non rientrassero nei danni morali in senso stret-
gli artt. 2, 3 e 32 Cost. e dilatando contemporaneamente la to (cfr., tra le numerose decisioni, Cass., 10.12.1991, n. 13292,
nozione di patrimonio, escluse dalla nozione di danno non pa- in Resp. civ. prev., 1992, 222; Cass., 9.5.1991, n. 5161, in Fo-
trimoniale la lesione della salute, in quanto obiettivamente e ro it. Mass., 1991; Cass., 27.6.1990, n. 6536, in Arch. giur.
direttamente commisurabile in denaro e quindi sempre risar- circ., 1990, 848).
cibile in base al 2043 c.c. (v., supra, 2.2.; per altri riferimen- Il pregiudizio alla salute era, dunque, il danno-base e ogni giu-
ti De Giorgi, M.V., [16], 4 s.). Ma autorevoli interpreti era- dice si sbizzarriva ad allungare l’elenco delle «funzioni natu-
no ben fermi nell’opinione opposta (Castronovo, C., [8], rali» da ricomprendervi, con rilevanza «fisiologica, sociale,
38), mentre apparenti fautori della patrimonialità ammette- culturale, estetica» (Trib. Napoli, 13.7.1990, cit.; Trib. Napo-
vano che «il carattere non patrimoniale del danno biologico li, 5.12.1989, in Arch. civ., 1990, 393). Trib. Milano, 12.12.1988,
è ben evidente» (Cendon, P., Responsabilità civile, in Riv. in Arch. giur. circ., 1989, 405, parla di diritto alla salute come
trim. dir. proc. civ., 1989, 1056) e che, a causa dell’art. 2059 diritto inviolabile dell’uomo alla pienezza della vita, ed all’e-
c.c., «la giurisprudenza deve riportare nell’ambito della pa- splicazione della propria personalità morale, intellettuale, cul-
trimonialità lesioni di beni che sono in sostanza non patri- turale. Vi fa rientrare «il danno ai piaceri» configurabile nel-
moniali» (Monateri, P.G., Risarcimento del danno presun- le limitazioni causate dall’illecito alle attività sportive, al cam-
to: verso una teoria dei general damages in diritto italiano?, minare, ai rapporti sessuali il Trib. Sassari, 19.5.1990, in Riv.
in Quadrimestre, 1990, 24). giur. sar., 1990, 717. Vi include la possibilità di intrattenere
Se la Consulta non si era pronunciata espressamente, la na- rapporti sentimentali la Pret. Torino, 22.3.1989, in Resp. civ.
tura non patrimoniale del danno alla salute fu invece esplici- prev., 1990, 859, che si riferisce ad uno dei primi casi di ri-
tamente sostenuta da Cass., 13.1.1993, n. 357, in Foro it., chiesta di risarcimento per infezione da AIDS.
1993, I, 1897, con nota di G. De Marzo. Afferma la S.C., so- La «centralità» assunta dal danno alla salute avrebbe com-
stanzialmente recependo una tesi proposta da Castronovo (cfr., portato, come conseguenza, che si dissolvessero le tradizio-
più ampiamente e per riferimenti, De Giorgi, M.V., [16], 4), nali figure del danno estetico e alla vita di relazione, ma sul
che il danno alla salute «pur non causando danni non patri- punto non v’era chiarezza, richiamando alcune decisioni l’im-
moniali nell’accezione che dottrina e giurisprudenza hanno postazione «vecchio stile». Ancor più incerta la collocazione
dell’art. 2059 c.c., al tempo stesso non incide in quella sfera del pregiudizio alla capacità lavorativa generica, perché non
economica che tradizionalmente si reputa contemplata nella risultava evidente la sua appartenenza al danno alla salute ov-

4 2007
DANNO: II

vero alle conseguenze patrimoniali (cfr., per riferimenti, De con una definizione che, coincidendo con quella attribuita co-
Giorgi, M.V., [16], 5). munemente al danno alla salute, palesava la difficoltà a di-
La S.C. (Cass., 13.1.1993, n. 357, cit.; Cass., 18.2.1993, n. stinguere tra le due categorie di danno).
2009, in Resp. civ. prev., 1993, 268, con nota di Comandè, G., A quanto affermava la sentenza n. 184/1986 della Corte co-
Il danno alla persona come figura principale di danno non stituzionale, i danni morali rientravano tra i danni-conseguenze,
reddituale) raccomandava, come già la Corte costituzionale, risarcibili nei limiti dell’art. 2059. Questi limiti non erano
uniformità e flessibilità nella determinazione del danno alla però intesi rigidamente perché, per opinione comune, il giu-
salute, tentando di allentare il nodo dei problemi relativi alla dice poteva compiere una valutazione incidentale dell’illeci-
misura del risarcimento e al rischio di risarcire due volte lo to al fine di stabilirne l’inquadramento in fattispecie penal-
stesso danno. mente rilevanti, indipendentemente dall’accertamento giudi-
In certi casi i dubbi erano limitati e la situazione limpida: co- ziale in sede penale; il danno non patrimoniale, inoltre, veniva
stituivano sicuramente danno patrimoniale le spese sostenu- risarcito anche se il reato era stato dichiarato estinto per am-
te e l’eventuale diminuzione del reddito. A questi si aggiun- nistia (per riferimenti De Giorgi, M.V., [16], 6).
geva il risarcimento del danno alla salute, definito spesso co- Riceveva altresì conferma la tendenza per cui il risarcimento
me danno-base, ma quando si trattava di definire i confini tra doveva essere riconosciuto, quando fosse conseguenza di un
quest’ultimo e le sue conseguenze patrimoniali il giudizio, fatto configurabile astrattamente come reato, pur se commesso
come si è accennato, era meno agevole. Una scorsa alle deci- da un soggetto non imputabile (per riferimenti ancora De
sioni di quegli anni mette in evidenza l’altalena posta in es- Giorgi, M.V., loc. ult. cit.).
sere dalla giurisprudenza tra danno alla salute inteso in sé, ov- Più restrittivo l’orientamento (mutato solo nel 2003, v. infra,
vero come comprensivo di quelle conseguenze «esistenziali» 3.2.), secondo cui – se il pregiudizio era cagionato dalla circo-
che, pur non essendo direttamente influenti sul patrimonio, lazione di un veicolo – il risarcimento del danno non patri-
venivano dalla prevalenza dei giudici considerate, almeno a moniale poteva essere concesso solo se l’illecito penale si fos-
parole, patrimoniali. Erano poi, ovviamente, risarcite le con- se verificato in concreto e perciò non quando la responsabi-
seguenze (realmente) patrimoniali, con frequente spostamento lità civile dell’autore fosse affermata sulla base della presunzione
dello stesso tipo di danno dal piano della salute a quello del dell’art. 2054 c.c. (Cass., 17.5.1986, n. 3278, in Giur. it., 1987,
lucro cessante. Potrà sembrare irrispettoso nei riguardi delle I, 1685; Cass., 11.2.1988, n. 1474, in Arch. giur. circ., 1988,
ambizioni della scienza giuridica, ma sembra proprio che le 538; Cass., 7.1.1991, n. 57, in Arch. giur. circ., 1991, 305).
questioni siano rimaste le stesse, divenendo anzi, nel tempo, Pronunciandosi in tema di danni morali, la giurisprudenza era
ancora più astruse (cfr. infra, 4.3.). costante nell’affermare che la loro determinazione, sfuggen-
Alla fine degli anni ’90, tuttavia, l’opinione che nella nozio- do ad un preciso apprezzamento, era rimessa al criterio di-
ne di danno biologico rientrassero tutte le ipotesi di danno non screzionale del giudice di merito, che doveva tener conto del-
reddituale, e quindi anche le accennate figure dei danni este- le effettive sofferenze patite dall’offeso, della gravità dell’il-
tici, alla vita di relazione ed alla capacità lavorativa generica, lecito di rilievo penale e di tutti gli elementi peculiari della
si era andata consolidando. Per questi ultimi, in particolare, fattispecie concreta (amplius e per riferimenti De Giorgi,
si pervenne ad affermare che costituendo lesione di un gene- M.V., [16], 7; v., anche, infra, 4.7.).
rico modo di essere del soggetto, non attenevano in alcun mo-
do al piano della concreta produzione di reddito, sostanzian- 2.7. - L’intervento della Consulta nel 1994. - L’identifi-
dosi in una menomazione della salute in senso lato, risarcibi- cazione del danno non patrimoniale con le sofferenze spiri-
le come tale (cfr., per riferimenti, De Giorgi, M.V.-Thiene, tuali fu dunque confermata dalla pronuncia n. 184/1986, che
A., [18], 2110 ss.). rappresentò, per oltre un decennio, l’insegnamento fonda-
mentale in materia di danno biologico. Molti giudici, in se-
2.6. - I danni morali. - Logica conseguenza dell’intende- guito (come abbiamo visto al § precedente), non esitarono ad
re il danno alla salute come un pregiudizio di natura patri- allargare le maglie della figura sino a farne un «contenitore»
moniale, che si riflette su tutti gli aspetti della personalità, era idoneo ad ospitare qualsiasi ipotesi di danno alla persona, fa-
stata la riduzione della sfera dei danni non patrimoniali fino cendo generico riferimento all’art. 32 Cost. e qualificando in
a farli coincidere con i danni morali (v., supra, 2.4., in senso termini di danno alla salute ogni compressione di un diritto
contrario, però, tra gli altri, Castronovo, C., [8], 121; Bo- della personalità (v. § precedente).
nilini, G., [5], 85). Nel 1994 il quadro che si andava consolidando cominciò a mu-
Se l’importante decisione di Cass. n. 357/1993 – più volte ci- tare a seguito di un ulteriore intervento della Consulta, inter-
tata – schiodava i danni non patrimoniali da questa (forzata) pellata con un’ordinanza (Trib. Firenze, 10.11.1993, in Corr.
coincidenza, la categoria non riacquistava unità, sostenendo giur., 1994, 103 ss., con osservazioni dubbiose di G. Ponzanelli,
la S.C. che la lesione della salute non incideva sulla sfera eco- e in Giur. it., 1994, I, 2, 81, con nota altrettanto negativa di G.
nomica, ma non causava neppure danni non patrimoniali nel- Comandè), in cui si affermava come fosse «rilevante e non ma-
l’accezione comunemente attribuita all’art. 2059 c.c. Veniva nifestamente infondata la questione di legittimità costituziona-
così mantenuta la distinzione tra danni non patrimoniali e dan- le, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 Cost., dell’art. 2043 c.c. e,
ni morali soggettivi, cui era circoscritta la disposizione del- in subordine, dell’art. 2059 c.c., in quanto non consentono il ri-
l’art. 2059 c.c. (secondo la diffusa interpretazione risalente, sarcimento agli eredi del danno all’integrità fisica, che abbia
come già accennato, e come noto, a Scognamiglio, R., op. avuto esito mortale, subito dal congiunto e neppure, sotto altro
loc. cit., condivisa da parte della dottrina, e confermata dalla profilo, il risarcimento del danno alla salute subito dai familia-
sentenza n. 184/1986 della Corte costituzionale). ri a seguito di quella morte». La sentenza della Corte costitu-
Non era certo agevole, per i giudici, distinguere tra danno al- zionale 27 ottobre 1994, n. 372, oggetto di numerosi commen-
la salute, inteso nei suoi riflessi negativi sulla qualità della vi- ti, ha nuovamente rifiutato, come era prevedibile, la pronuncia
ta del danneggiato, e danni morali in senso stretto. Tanto è ve- di illegittimità, in quanto sia l’art. 2043 sia l’art. 2059 erano sta-
ro che a volte le differenze erano colte sotto il (discutibile, ma ti più volte ritenuti compatibili con la tutela del diritto alla sa-
ancor oggi utilizzato) profilo della transitorietà che caratte- lute. La Consulta, negando la configurabilità in capo alla vitti-
rizzerebbe i danni morali, ma non il danno biologico (Trib. ma, e perciò la trasmissibilità iure hereditario, del danno bio-
Ravenna, 13.3.1990, in Riv. giur. circ., 1991, 853). A volte logico in caso di lesioni mortali, ha colto però l’occasione per
erano ricompresi nei danni morali non solo la sensazione di rivedere alcune affermazioni della sentenza n. 184/1986 (am-
dolore e disagio, ma anche la «perdita della possibilità di frui- plius, e per riferimenti, De Giorgi, M.V., [17], 8).
re dei beni materiali e spirituali che la natura riserva agli uo- La distinzione tra danno-evento e danno-conseguenza e il con-
mini» (Trib. Como, 24.7.1991, in Riv. giur. circ., 1992, 134, figurare come danno la lesione dell’interesse, senza ulteriori

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DANNO: II

specificazioni, aveva fatto sì, come già si è accennato, che i 2059 c.c. tra necessità e moda; e in Corr. giur., 1995, 1093,
giudici attribuissero risarcimenti sommariamente collegati al- con commento di Ponzanelli, G., Un nuovo assalto alla cit-
la lesione di interessi rinvenuti, in modo talvolta fantasioso, tadella dell’art. 2059 c.c.) ha invocato difatti, per la quinta
nel testo costituzionale. La Corte corregge queste conclusio- volta in vent’anni, l’intervento della Corte, per sentir dichia-
ni, rilevando come non sia sufficiente, ai fini della sussisten- rare l’incostituzionalità dell’art. 2059, in relazione agli artt.
za del danno risarcibile, la lesione di per se stessa, essendo 32 e 24 Cost., nella parte in cui, fatta eccezione per alcune
sempre necessaria la prova ulteriore della entità del danno, ipotesi normative, esclude la risarcibilità del danno morale,
ossia la dimostrazione che la lesione ha prodotto una perdita che «come sottospecie del danno biologico» non può subire
di tipo analogo a quello indicato dall’art. 1223 c.c., costitui- limitazioni in base a scelte discrezionali del legislatore ordi-
ta dalla diminuzione o privazione di un valore personale (non nario. La Corte, con una breve ordinanza (22 luglio 1996, n.
patrimoniale) alla quale il risarcimento deve essere (quanti- 293, in Danno e resp., 1996, 679, con commento, in parte cri-
tativamente) commisurato. Il danno alla salute-evento è inte- tico, di Ponzanelli, G., L’art. 2059 c.c. resiste, ma quanti
so perciò anche nella prospettiva del danno-conseguenza, cau- problemi ancora!), dichiara nuovamente inammissibile la que-
sato dalla lesione del diritto, cui si sommano, ovviamente se stione di incostituzionalità, ma coglie, anche questa volta,
provati, i danni-conseguenza patrimoniali e morali. l’occasione per puntualizzare la differenza tra danno alla sa-
Anche per quanto concerne il risarcimento iure proprio del lute e danno morale. Il danno alla salute, ribadisce la Con-
danno biologico ai congiunti dell’ucciso, la Corte nega il fon- sulta, si ha in presenza di una patologia medicalmente accer-
damento della questione di legittimità. All’estinzione dei rap- tata, il danno morale consiste, secondo la definizione oramai
porti di coniugio o parentela, ricorda la sentenza, non inerisce «classica», in un transeunte patema d’animo. Alla diversa na-
necessariamente una lesione della salute del coniuge o dei pa- tura corrisponde un diverso regime risarcitorio: il risarcimento
renti superstiti, ma ove si dimostri che l’infortunio mortale ha del danno morale, non essendo assistito dalla garanzia del-
causato a un familiare un’effettiva lesione fisio-psichica, l’i- l’art. 32 Cost., può essere discrezionalmente limitato dal le-
potesi di risarcibilità del danno nei termini dell’art. 2043 de- gislatore a determinate ipotesi. La sentenza n. 372/1994, af-
ve essere valutata in una prospettiva diversa, che assuma la le- ferma la Corte, non si è allontanata da questa tradizionale di-
sione del terzo quale evento dannoso integrante un’autonoma stinzione, ma vi ha apportato un’aggiunta con riguardo
fattispecie di danno ingiusto, così trasferendo il problema dal all’ipotesi particolare in cui il danno alla salute sia la conse-
presupposto dell’ingiustizia del danno a quello della colpa. guenza del danno morale soggettivo derivante dalla morte del
Nel caso in cui sia provato in giudizio, al di fuori di qualsia- congiunto.
si presunzione di danno, che proprio in seguito all’infortunio
mortale un congiunto ha riportato un’alterazione dell’equili- 2.9. - L’evoluzione di fine secolo. - La qualificazione del
brio psico-fisico, la connessione causale tra questo evento e danno alla salute come non patrimoniale ripropose dunque la
la condotta risulterà accertata in re ipsa; il rapporto di causa- questione del contrasto tra limitazioni dell’art. 2059 e princi-
lità non è però sufficiente, occorre anche che la condotta cau- pio costituzionale di illimitata tutela (cfr. Busnelli, F.D., A
salmente rilevante sia qualificabile come colposa o dolosa con dieci anni dalla sentenza 184/1986 della Corte costituziona-
riferimento all’evento che si vuole imputare al soggetto agen- le sul danno alla salute. Conferme, correzioni di rotta, pro-
te. L’argomentare della Corte, che in questo modo perverreb- spettive, in Resp. civ. prev., 1997, 925).
be a negare il risarcimento ai familiari, non si arresta qui: il Andava però maturando la convinzione che «il diritto viven-
trauma consistente nel trauma fisico o psichico cagionato dal te» consentisse un accreditamento definitivo del danno alla
decesso del familiare viene ugualmente ristorato, ma fon- salute (Castronovo, C., [8], 282), e la dottrina stava elabo-
dandosi sull’art. 2059 c.c. rando suggestive proposte che avrebbero portato ad una nuo-
Ricondurre la fattispecie alla previsione dell’art. 2059 con- va regola di piena risarcibilità dei danni non patrimoniali (su
sente di riconoscere ai congiunti il danno non patrimoniale sul cui v., infra, 3.).
solo presupposto che la lesione dell’interesse giuridicamente Nel frattempo una nuova tendenza si è inaugurata, a livello
riferibile al bene protetto dalla norma incriminatrice sia «con- giurisprudenziale, a seguito dalla pronuncia delle Sezioni uni-
seguenza» del fatto illecito qualificato come reato; la risarci- te sul «caso Seveso» Cass., S.U., 21.2.2002, n. 2515, in Corr.
bilità discende dalla valutazione del rilievo giuridico da rico- giur., 2002, 261, con nota di G. De Marzo). In tale occasio-
noscersi al legame con la vittima, relazione di interesse che la ne i giudici di legittimità hanno smentito il precedente orien-
giurisprudenza – nell’attribuzione dei danni morali – argo- tamento (Cass., 24.5.1977, n. 4631, in Corr. giur., 1997, 1172
menta di regola in via presuntiva dall’esistenza di uno stretto e Cass., 20.6.1997, n. 5330, in Danno e resp., 1997, 711, con
vincolo familiare. nota di B. Pozzo) che, in modo assolutamente ingiustificato,
Le rilevanti conseguenze connesse a queste affermazioni so- aveva negato, in assenza di una lesione accertabile sul piano
no molteplici: in primo luogo è espressamente contestata l’in- medico-legale (danno-evento), la possibilità di risarcire il dan-
terpretazione restrittiva dell’art. 2059 c.c., contemporanea- no morale (danno-conseguenza). Per garantire il ristoro alle
mente viene aperta la strada per la successiva ricostruzione sofferenze e turbamenti d’animo di natura transitoria, patiti a
di una più ampia categoria dei danni non patrimoniali, non li- causa dell’esposizione a sostanze inquinanti e alle conseguenti
mitata ai danni morali. limitazioni nel normale svolgimento della vita quotidiana, le
Parte della dottrina ha criticato, tuttavia, la frantumazione del Sezioni unite hanno seguito una via alquanto tortuosa e ora-
danno alla salute la cui risarcibilità, a seguito della sentenza, mai, alla luce dei più recenti orientamenti (v. infra), supera-
sarebbe stata riconducibile, a seconda dei casi, o all’ambito ta. Hanno, infatti, avvertito la necessità di far assurgere il dan-
di applicazione (analogica) dell’art. 2043 ovvero, nel caso di no morale alla dignità di danno-evento, come tale riparabile
danno psichico sofferto da una vittima «secondaria», a quel- indipendentemente dalla sussistenza di un danno biologico.
lo dell’art. 2059 (amplius, e per riferimenti, De Giorgi, M.V., La lettura restrittiva dell’art. 2059 è stata, poi, progressiva-
[17], 8 ss.). mente ampliata a seguito di numerosi interventi legislativi, che
hanno additato una più estesa area di risarcibilità dei danni non
2.8. - L’ulteriore intervento della Corte (ord. n. 293/1996). patrimoniali. Alla previsione dell’art. 185 c.p. si affiancano
- La Consulta, dunque, aveva riaperto la strada verso l’art. ora altre ipotesi, via via divenute più numerose; l’affezione al
2059, anche se limitatamente all’ipotesi del trauma psichico rimedio fa pensare che il legislatore, in assenza di altri stru-
derivante dalla perdita di un congiunto: inevitabile perciò una menti atti a reprimere le sempre più frequenti scorrettezze dei
nuova accusa di illegittimità nei confronti della norma. consociati, se ne serva in modo improprio per perseguire una
Un’ordinanza (Trib. Bologna, 13.6.1995, in Giur. it., 1995, I, funzione moralizzatrice. La previsione, dunque, era all’origi-
892, con nota di Comandé, G., L’incostituzionalità dell’art. ne intesa come mezzo di dissuasione o repressione di com-

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DANNO: II

portamenti particolarmente offensivi della dignità delle vitti- P.-Ziviz, P., [11], passim; v. anche Danno: X - Danno esi-
me, pur non rilevanti penalmente, come nelle ipotesi di viola- stenziale).
zione della privacy (art. 29, l. n. 675/1996, e, ora, art. 15, d.le- La nuova figura suggeriva che vi fosse un danno non patri-
gisl. 30 giugno 2003, n. 196) e di mancato rispetto del termi- moniale diverso dal danno biologico, e perciò dalla lesione
ne ragionevole di durata del processo (art. 2, l. 24 marzo 2001, della salute, e diverso anche dal danno morale (Castrono-
n. 89). Il ristoro del danno non patrimoniale è stato in seguito vo, C., [9], 83, rilevando, tuttavia, che l’idea, formulata in ter-
previsto dall’art. 4, 5o e 6o comma, d.legisl. 9 luglio 2003, n. mini dogmaticamente inaccettabili, pregiudicava il risultato
216 relativo alla parità di trattamento in materia di occupa- perseguito).
zione e di lavoro; dall’art. 4, 4o e 5o comma, d.legisl. 9 luglio La norma di riferimento, dunque, era ancora la generale di-
2003, n. 215, riguardante la parità di trattamento indipenden- sposizione dell’art. 2043: il pregiudizio, pur essendo non pa-
temente dalla razza e dall’origine etnica; dall’art. 3, 3° com- trimoniale, veniva sottratto alla previsione dell’art. 2059, in
ma, l. 1° marzo 2006, n. 67, Misure per la tutela giudiziaria cui rimaneva relegato il mero pretium doloris. La regola re-
delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, e dal- strittiva contenuta nella norma avrebbe continuato a svolge-
l’art. 37, 3° comma, d.legisl. 11 aprile 2006, n. 198 contenen- re un ruolo marginale (cfr., ampiamente, Vittoria, D., Un
te il Codice delle pari opportunità (in arg. Calafà, L., Le di- «regolamento di confini» per il danno esistenziale, in Contr.
rettive antidiscriminatorie di «nuova generazione» e il rece- e impr., 2003, 1221 ss.).
pimento italiano, in Studium iuris, 2004, 873 ss.; Mantello, Il momento d’oro del danno esistenziale è stato quello delle
M., La tutela civile contro le discriminazioni, in Riv. dir. civ., origini perché la nuova figura ha incontrato il favore di mol-
2004, I, 439 ss.). ti tribunali. Le applicazioni giurisprudenziali, specie quelle
Il rimedio è però, da ultimo, attivato anche per la lesione di dei giudici di pace, talvolta orecchianti e al limite della stram-
diritti a carattere patrimoniale (violazione del diritto all’uti- beria, hanno tuttavia finito per ristorare disagi esistenziali di
lizzazione economica del diritto d’autore e del diritto di pro- inconsistente rilievo, dimostrando spesso una mancanza di
prietà industriale: art. 5, 3° comma e 17, 1° comma, d.legisl. misura che ha fallito lo scopo (cfr., ad esempio, Giud. pace
16 marzo 2006, n. 140, Attuazione della direttiva 2004/48/CE Casoria, 13.7.2005, in Danno e resp., 2006, 54 ss., con com-
sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale), ipotesi che mento di Ponzanelli, G., Le «pericolose» frontiere della re-
poco si acconcia alla sua particolare natura (in questo senso sponsabilità civile: il caso dei danni da blackout elettrico;
Morozzo Della Rocca, P., La tela di Penelope del danno Giud. Pace Casoria, 8.9.2005, n. 3231, in Danno e resp., 2006,
non patrimoniale: aspettando il ritorno delle Sezioni Unite?, 432 ss., con nota contraria di Farace, D., Danno esistenzia-
in Corr. giur., 2007, 1179). Detto incidentalmente, da questa le da mancata vacanza?; Giud. pace Napoli, 27.3.2006, in
norma la dottrina di impostazione esistenzialista ha pronta- Dir. e giur., 2007, 111, con nota di Feola, M., Il danno esi-
mente tratto argomento a favore dell’inadeguatezza di un si- stenziale del tifoso napoletano, con ampi riferimenti; nume-
stema risarcitorio restrittivo, ritagliato intorno alla rilevanza rosi riferimenti anche nella rassegna di D’Angelo, Ang., Nuo-
costituzionale dell’interesse leso (così Ziviz, P., La fine dei ve voci di danno e duplicazioni risarcitorie nelle pronunce
dubbi in materia del danno esistenziale, in Resp. civ. prev., dei giudici di pace, in Danno e resp., 2007, 378 ss.; Giud. pa-
2006, 1451, v., infra, 4.2.). ce Palermo, 10.11.2006, in Danno e resp., 2007, 782, con
commento di Nocco, L., Il danno esistenziale ed il recipien-
te vuoto; per una panoramica delle decisioni Sganga, C., in
3. - La svolta del 2003 Ponzanelli, G., [35], 33 ss.).
Il pregio maggiore della teoria consisteva non solo e non tan-
3.1. - Fase preparatoria: le elaborazioni dottrinali. - Non to nel mettere a fuoco interessi in passato negletti, quanto nel
occorse molto tempo per capire che se già l’art. 32 Cost. fun- sottolineare come la lesione fosse male apprezzata, perché il
geva da coelemento della fattispecie, accompagnando e inte- danno morale era spesso risarcito con somme irrisorie. Die-
grando la clausola generale di cui all’art. 2043, si sarebbe po- tro le richieste di risarcimento di questa figura poteva perciò
tuto replicare il ragionamento riguardo ad altre norme della intravedersi un’accusa di undercompensation al sistema di ri-
Carta costituzionale, così, ex plurimis, Morozzo Della Roc- sarcimento del danno alla persona, esigenza che avrebbe po-
ca, P., La tela di Penelope del danno non patrimoniale: aspet- tuto trovare più adeguato soddisfacimento per altra via (Pon-
tando il ritorno delle Sezioni Unite?, in Corr. giur., 2007, zanelli, G., La lettura costituzionale dell’art. 2059 esclude
1175). Ha avuto allora inizio un periodo di frammentazione il danno esistenziale, nota a Cass., 9.11.2006, n. 23918, in
dei diritti facenti capo alle persona in un’atmosfera opaca in Danno e resp., 2007, 318).
cui le figure di danno proliferavano e si raggrumavano senz’or- Il presagio di un orientamento eversore che costituisse un sal-
dine tra gli articoli 2043 e 2059, nel tentativo assiduo di sfug- to decisivo fuori dalla tradizione (con l’abbandono del siste-
gire alla costrizione della norma. È proprio in quel periodo ma bipolare danno patrimoniale-danno non patrimoniale) ha
che ha cominciato ad affermarsi, su impulso di una dottrina suscitato sovvertimento e reazione. Alla nuova figura, e alla
convinta ed entusiasta, il danno esistenziale, e nell’area dei connessa concezione tripartita, si rimproverava soprattutto il
pregiudizi alla persona niente è stato più come prima. La nuo- rischio della smodata proliferazione delle voci di danno, che
va silhouette di danno, progressivamente abbozzata con pen- attraverso una forzata «patrimonializzazione», avrebbero po-
nellate liquide e avventurose, ha trovato, nel tumultuoso va- tuto essere risarcite senza alcun limite.
riare di eventi e di tempi, terreno fertile dapprima tra le corti Quasi contemporaneamente, però, si andava affinando la li-
di merito, poi in Cassazione (Cass., 7.6.2000, n. 7713, in Dan- nea di un disegno che, ereditando intuizioni venute da lonta-
no e resp., 2000, 835 ss., con nota di Monateri, P.G., «Alle no, collegava l’art. 2059 alla lesione di diritti inviolabili e pur
soglie»: La prima vittoria in cassazione del danno esisten- emancipandosi dalle antiche regole ed esplorando nuove vie
ziale; in Foro it., 2001, I, 188, con commento di D’Adda, A., riaffermava tradizionali valori (Busnelli, F.D., Interessi del-
Il cosiddetto danno esistenziale e la prova del pregiudizio). la persona e risarcimento del danno, in Riv. trim. dir. proc.
Il percorso – come si è accennato – era analogo a quello de- civ., 1995, 1 ss.; Navarretta, E., [29], passim; per altri ri-
lineato dalla Consulta con riguardo al danno biologico: se que- ferimenti Navarretta, E., [30], 4 s.; e v., altresì, Castro-
st’ultimo veniva risarcito combinando l’art. 2043 con l’art. novo, C. [8], 233 ss.).
32 Cost., è stato agevole rileggere la disposizione in tema di I due orientamenti, quello che faceva richiamo alla Costitu-
responsabilità civile intersecandola con altre norme predi- zione e l’altro – che individuava una terza voce di danno non
sposte a tutela di diritti fondamentali (in primis, l’art. 2 Co- patrimoniale ricondotta all’art. 2043 – erano entrambi volti a
st.) e, per traslato, delle attività attraverso le quali ciascun in- sorvolare «di slancio» lo sbarramento dell’art. 2059 (Pon-
dividuo esprime la propria esistenza e personalità (Cendon, zanelli, G., op. ult. cit., 317). La differenza stava nel fatto

2007 7
DANNO: II

che con il riconoscimento del danno esistenziale tutti i limi- don, P., Anche se gli amanti si perdono l’amore non si per-
ti, generali e tradizionali, sembravano superati: ogni perdita derà. Impressioni di lettura su Cass. 8828/2003; Bargelli,
era considerata pienamente risarcibile, prescindendo dall’e- E., Danno non patrimoniale e interpretazione costituzional-
sistenza di un diritto tutelato dall’ordinamento o dalla lesio- mente orientata dell’art. 2059, in Resp civ. prev., 2003, 691
ne di un interesse costituzionalmente garantito. ss.; Ziviz, P., E poi non rimase nessuno, in Resp civ. prev.,
2003, 703 ss.; Di Marzio, G., Il danno esistenziale e le sen-
3.2. - Risarcimento del danno non patrimoniale e pre- tenze gemelle, in Nuova giur. civ. comm., 2004, II, 629).
sunzione di colpa. - Della mutata sensibilità e del rinnovato Si trattava, nel caso di specie, di dare rilievo al rapporto pa-
interesse verso il risarcimento del danno non patrimoniale si rentale e, in generale, ai legami familiari (artt. 2, 29 e 30 Co-
fa portavoce nel maggio del 2003 la Cassazione, con tre sen- st.) lacerati in seguito alle lesioni seriamente invalidanti ri-
tenze depositate lo stesso giorno (che avrebbero ricevuto a di- portate dal figlio (nel primo caso) e all’uccisione di uno stret-
stanza di soli due mesi l’avallo della Consulta, v. il paragrafo to congiunto (nel secondo). Le sentenze, che accolgono
seguente), pronunciandosi sull’applicazione dell’art. 2054, 2° l’interpretazione costituzionalmente orientata della norma
comma (Cass., 12.5.2003, n. 7282 e n. 7283, in Foro it., 2003, proposta dalla dottrina, non solo assegnano un nuovo valore
I, 2274, con nota di Navarretta, E., Danni non patrimo- alla riserva di legge contemplata dall’art. 2059 c.c., ma ride-
niali: il dogma infranto e il nuovo diritto vivente; in Danno e finiscono anche il profilo del danno cui questa norma si rife-
resp., 2003, 715, con commento da Ponzanelli, G., Danno risce.
non patrimoniale, responsabilità presunta e nuova posizione La S.C. ribadisce, poi, il monito ad evitare duplicazioni ri-
del giudice civile) e dell’art. 2051 (Cass., 12.5.2003, n. 7281, sarcitorie, assicurando un giusto equilibrio tra le varie voci
ivi). In contrasto con l’orientamento precedente, le decisioni che concorrono a determinare il complessivo risarcimento del
(sottolineando tra l’altro i mutati rapporti tra giudizio penale danno non patrimoniale e ne approfitta per ricordare che, ai
e civile a seguito della riforma del c.p.p., il cui art. 75 consa- fini del risarcimento, è necessario ricorrano in concreto tutti
cra il principio di parità delle giurisdizioni) affermano la ri- gli elementi costitutivi l’illecito extracontrattuale, dal mo-
sarcibilità del danno non patrimoniale da reato anche qualo- mento che l’art. 2059 c.c. non delinea una distinta figura di
ra le presunzioni di cui alle citate norme del codice civile non illecito produttiva di danni.
consentono di dimostrare l’elemento soggettivo secondo i ca- I principi di diritto espressi dalla Cassazione nelle cinque sen-
noni del diritto penale. Come già si è accennato (v., supra, tenze appena menzionate – ossia la risarcibilità del danno non
2.6.) un consolidato indirizzo giurisprudenziale escludeva, in- patrimoniale in caso di colpa presunta e la lettura costituzio-
fatti, la risarcibilità del danno non patrimoniale qualora la re- nalmente orientata della regola restrittiva contenuta nell’art.
sponsabilità dell’autore dell’illecito fosse affermata in base 2059 – sono stati anch’essi, immediatamente (con tempistica
ad una presunzione. non casuale, cfr., criticamente, Gazzoni, F., L’art. 2059 c.c.
L’orientamento è stato confermato dalla Corte costituzionale e la Corte costituzionale: la maledizione colpisce ancora!, in
con sentenza n. 233/2003 e nella successiva ordinanza n. Resp. civ. prev., 2003, 1295) confermati dalla Corte costitu-
356/2003 (v., infra, il paragrafo successivo), in cui la Con- zionale, chiamata ancora una volta a pronunciarsi sulla que-
sulta chiarisce in modo definitivo che il legame tra l’art. 2059 stione di legittimità dell’art. 2059, sollevata dal Tribunale di
c.c. e l’art. 185 c.p. va interpretato nel senso che il danno non Roma (Trib. Roma, ord. 20.6.2002, in Foro it., 2002, I, 2891).
patrimoniale è risarcibile anche nell’ipotesi in cui, in sede ci- La Corte costituzionale emana, come era prevedibile, l’enne-
vile, la colpa dell’autore del fatto risulti da una presunzione sima sentenza interpretativa di rigetto, prospettando un’in-
di legge. La giurisprudenza successiva ha poi distinto tra ca- terpretazione innovativa della norma che ne conferma la le-
si in cui sussiste una presunzione di colpa e casi di responsa- gittimità e, a tal fine, si serve dei suggerimenti offerti dagli
bilità oggettiva (come quelli previsti negli artt. 2051, 2052, studiosi e dalla Suprema Corte.
2054, ultimo comma), escludendo per questi ultimi la risar- Superando la tradizionale affermazione secondo cui il danno
cibilità del danno morale, a meno che non si tratti di lesione non patrimoniale si esaurirebbe nel danno morale soggettivo,
a valori della persona di rango costituzionale (Cass., 27.10.2004, la Consulta ribadisce, perciò, l’interpretazione estensiva del-
n. 20814, in Resp. civ. prev., 2005, 98, con ampia nota di Fac- l’art. 2059 già suggerita dalla Cassazione, riconducendo nel-
ci, G., Il futuro del vecchio danno morale da reato: riscoper- la previsione della norma «sia il danno morale soggettivo, in-
ta della funzione punitiva oppure assorbimento nel nuovo dan- teso come transeunte turbamento dello stato d’animo della
no non patrimoniale?). vittima; sia il danno biologico in senso stretto, inteso come
lesione dell’interesse costituzionalmente garantito all’inte-
3.3. - Le sentenze «gemelle» della S.C. e l’avallo della grità psichica e fisica della persona, conseguente ad un ac-
Corte costituzionale. - La nuova stagione del danno non patri- certamento medico (art. 32 Cost.); sia infine il danno (spes-
moniale è proseguita con un paio di sentenze poi comunemen- so definito in dottrina e in giurisprudenza come esistenziale)
te denominate «gemelle», anzi addirittura «siamesi» (Gaz- derivante dalla lesione di (altri) interessi di rango costituzio-
zoni, F., L’art. 2059 c.c. e la Corte costituzionale: la maledizio- nale»: C. cost., 11 luglio 2003, n. 233, in Danno e resp., 2003,
ne colpisce ancora!, in Resp. civ. prev., 2003, 1295), in quanto 939, con note di Bona, M., Il danno esistenziale bussa alla
la motivazione della prima è l’espressa e dichiarata riprodu- porta e la Corte costituzionale apre; Cricenti, G., Una di-
zione della seconda. Con queste decisioni la S.C. ha escluso versa lettura dell’art. 2059 c.c.; Ponzanelli, G., La Corte
che il risarcimento del danno non patrimoniale possa patire costituzionale si allinea con la Corte di cassazione; Procida
limiti ogniqualvolta sia in gioco la lesione di valori persona- Mirabelli Di Lauro, A., Il sistema di responsabilità civile
li tutelati dalla Carta fondamentale (Cass., sez. III, 31 mag- dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 233/03; Troia-
gio 2003, n. 8827, Cass., sez. III, 31.5.2003, n. 8828, in Corr. no, O., L’irresistibile ascesa del danno non patrimoniale; in
giur., 2003, 1017, con commento di Franzoni, M., Il danno Resp. civ. prev., 2003, 1036 ss. con nota di Ziviz, P., Il nuo-
non patrimoniale, il danno morale: una svolta per il danno vo volto dell’art. 2059 c.c.; in Foro it., 2003, 2201, con com-
alla persona; e in Foro it., 2003, 2271, con nota di Navar- mento di Navarretta, E., La Corte costituzionale e il dan-
retta, E., Danni non patrimoniali: il dogma infranto e il nuo- no alla persona «in fieri»; in Nuove leggi civ., 2004, 13 ss.
vo diritto vivente; in Danno e resp., 2003, 816, con nota di con nota di Thiene, A., L’inesorabile declino della regola re-
Busnelli, F.D., Chiaroscuri d’estate. La Corte di Cassazio- strittiva in tema di danni non patrimoniali.
ne e il danno alla persona; Ponzanelli, G., Ricomposizio- Il danno biologico definito come «lesione dell’interesse, co-
ne dell’universo non patrimoniale: le scelte della Corte di stituzionalmente garantito, all’integrità fisica e psichica del-
Cassazione; e Procida Mirabelli Di Lauro, A., L’art. 2059 la persona, conseguente ad un accertamento medico» viene
va in paradiso; in Resp. civ. prev., 2003, 675, con note di Cen- dunque ricondotto all’art. 2059, come peraltro la sentenza

8 2007
DANNO: II

«Mengoni» aveva in parte anticipato (v., supra, 2.8.; nel sen- costituzionali, pone tuttavia l’interprete di fronte a fumose in-
so della non patrimonialità, già Cass., n. 357/1993, cit., e, più certezze applicative, perché non è facile individuare, selezio-
di recente, Cass., 2.2.2001, n. 1516, in Giur. it., 2002, 951, ri- nare o ricostruire le situazioni giuridiche soggettive degne di
chiamata da Gazzoni, F., cit.). tutela risarcitoria. Le pronunce della Cassazione e della Cor-
La novità più rilevante consiste, dunque, nel fatto che la no- te costituzionale non offrono a tal fine un aiuto significativo
zione di danno non patrimoniale viene ad essere configurata per l’ambiguità ed eccessiva genericità delle espressioni uti-
non più in termini positivi, e riferita ai soli pregiudizi di ca- lizzate, il rinvio all’art. 2 Cost. è facilmente criticabile per il
rattere morale, ma connotata in senso negativo, sulla base del- carattere programmatico e aperto della disposizione; più pro-
la sua esclusiva alternatività al danno direttamente incidente ficua la rassegna delle altre norme costituzionali e delle Con-
sul reddito o sul patrimonio del danneggiato. L’adozione di venzioni internazionali a tutela della persona (cfr., ex pluri-
una nozione più estesa non confina, tuttavia, nell’irrisarcibi- mis, Vettori, G., Il danno non patrimoniale tra illecito e con-
lità, come già era accaduto in seguito alle pronunce della Con- tratto, in Riv. dir. priv., 2007, 235 ss.).
sulta del 1979, i pregiudizi insuscettibili di diretta valutazio- Per arginare il rischio della proliferazione delle richieste ri-
ne economica conseguenti ad un illecito civile privo di rile- sarcitorie, la dottrina ha proposto varie soluzioni. Secondo
vanza penale, perché l’inquadramento nell’ambito dell’art. un’opinione, una volta individuata, in considerazione del par-
2059 c.c. sia del danno biologico sia delle lesioni dei diritti ticolare valore dell’interesse leso, la situazione soggettiva tu-
costituzionalmente protetti si accompagna ad una valorizza- telabile, sarebbe indispensabile, ai fini del risarcimento, ve-
zione in chiave costituzionale della norma. rificare la gravità dell’offesa, così da escludere pretese ca-
Nella nuova lettura, il rinvio ai casi in cui la legge espressa- pricciose, legate ad affronti minimi, inidonei a valicare il limite
mente consente la riparazione non è più inteso in esclusiva della tollerabilità civile. Tale criterio si rivelerebbe doppia-
correlazione con l’art. 185 c.p., ma è riferito alle previsioni mente utile, in quanto da un lato consentirebbe di escludere
di rango costituzionale che riconoscono e garantiscono i di- pretese risarcitorie legate a danni bagatellari, dall’altro pro-
ritti inviolabili della persona. Si assiste, in altre parole, al pas- pizierebbe il necessario bilanciamento tra i confliggenti inte-
saggio da un’interpretazione costituzionalmente orientata del- ressi (cfr. per tutti, Navarretta, E., [30], 20 ss.; cfr., altre-
l’art. 2043 c.c., a fondamento della quale la pronuncia n. sì, Di Majo, A., [19], 254; propone un connubio tra gravità
184/1986 aveva posto una nozione ristretta di danno non pa- dell’illecito e gravità della lesione subita Morozzo Della
trimoniale ed un concetto esteso di patrimonio, ad una lettu- Rocca, P., La tela di Penelope del danno non patrimoniale:
ra adeguatrice a Costituzione dell’art. 2059. aspettando il ritorno delle Sezioni Unite?, in Corr. giur., 2007,
Il ruolo assegnato, a seguito di questo revirement, alla riser- 1178).
va di legge di cui all’art. 2059 c.c. rilancia il significato del- Le opinioni mutano a seconda che si aderisca, o meno alla fi-
la norma: da un lato si evita che il risarcimento del danno non gura del danno esistenziale (v., supra, 3.1. e, infra, il para-
patrimoniale soffra di limitazioni nel caso di lesione di una grafo successivo), perché nella prima ipotesi viene sacrifica-
situazione soggettiva costituzionalmente rilevante, dall’altro to il riferimento all’interesse costituzionalmente tutelabile per
vi si riconduce ogni offesa ai diritti della personalità. dare rilievo all’inaccettabilità sociale del disagio (Franzoni,
La Consulta, con una successiva ordinanza (C. cost., 12 di- M., [21], 497); o per affidare pienamente alle Corti il giudi-
cembre 2003, n. 356), ha dichiarato inammissibile la que- zio sull’ingiustizia del danno (Feola, M.-Procida Mirabelli
stione di legittimità (sollevata dal Trib. Genova, 14 gennaio Di Lauro, A., Il nuovo danno non patrimoniale, in Danno e
2003, in Resp. civ. prev., 2003, con nota di E. Navarretta; in resp., 2007, 851). Occorrerà, comunque, dimostrare la viola-
Danno e resp., 2003, 771, con nota di G. Comandé e di L. La zione di un interesse protetto e valutare il comportamento del
Battaglia), sul presupposto che venivano con essa riprodotte danneggiante in termini di illecito, perché la fragilità e l’in-
le argomentazioni già decise con la sentenza n. 233/2003. consistenza della lesione subita peseranno sempre in modo
La Corte si è poi ulteriormente pronunciata sulla questione di negativo (Ziviz, P., Lo spettro dei danni bagatellari, in Resp.
legittimità dell’art. 2059 (C. cost., 13.1.2005, n. 58, in Resp. civ. civ. prev., 2007, 517 ss.).
prev., 2005, 651 ss.) con «sbrigativa» dichiarazione di manife- Ma troppe, troppo articolate ed in evoluzione, sono le posi-
sta inammissibilità (cfr. il commento di Poletti, D., Manife- zioni per poter qui riprodurle (ben più di un cenno merite-
sta inammissibilità per l’ennesima questione di legittimità co- rebbero, ad es., i contributi di Scalisi, V., Ingiustizia del dan-
stituzionale dell’art. 2059 c.c., in Resp. civ. prev., 2005, 664 ss.). no e analitica della responsabilità civile, in Riv. dir. civ., 2004,
I, 48 ss.; Id., Regola e metodo nel diritto civile della postmo-
dernità, in Riv. dir. civ., 2005, I, 288 s.).
4. - L’evoluzione successiva Pare di poter ragionevolmente inferire che l’interpretazione
del nuovo art. 2059 è ancora tutt’altro che rasserenata, né ci
4.1. - Le prime reazioni. - La giurisprudenza successiva si può illudere che le argomentazioni elaborate in faticosi de-
ha prontamente aderito alla nuova impostazione, affermando cenni per il danno alla salute e i risultati raggiunti possano es-
che il danno non patrimoniale conseguente all’ingiusta lesio- sere pacificamente estesi alla lesione degli altri interessi per-
ne di un interesse costituzionalmente garantito, inerente alla sonali.
persona, non è soggetto al limite derivante dalla riserva di leg- La linea ricostruttiva, tracciata dalla Corte costituzionale e
ge correlata all’art. 185 c.p., e non presuppone pertanto che dai giudici di legittimità nel 2003, è apparentemente limpida
il fatto illecito sia qualificato come reato (ex plurimis Cass., e rassicurante perché pone fine alla fuga dall’art. 2059, ma si
15.7.2005, n. 15022, in Resp. civ. prev., 2006, 86, con nota di tratta di linearità fittizia. Intanto salta agli occhi che, in ovvia
P. Cendon; Cass., 21.10.2005, n. 20355; Cass., 16.3.2005, n. assenza di definizione, il contenitore neutro che è diventato
5677). Inoltre, avallando la lettura costituzionalmente orien- il 2059 ha perso proprio il significato di regola giuridica: la
tata della norma, è costante nel ricondurre la risarcibilità del formula lapidaria della norma, omogenea fino a che si riferi-
danno biologico alla previsione dell’art. 2059 e non dell’art. va ai danni morali, nella nuova impostazione nasconde una
2043 (Cass., 12.12.2003, n. 19057, in Nuova giur. civ. comm., proliferazione di pregiudizi che sembrano non avere nulla in
2004, I, 408, con nota di A. Negro), precisando che questo ti- comune se non il fatto di non incidere negativamente sul pa-
po di danno si estende a tutti gli effetti negativi incidenti sul trimonio.
bene primario della salute in sé considerato quale diritto in- Nonostante ferme ricomposizioni della figura del danno non
violabile dell’uomo alla pienezza della vita e all’esplicazio- patrimoniale (Castronovo, C., [9], 53 ss.), nel sistema, co-
ne della propria personalità (Cass., 3.8.2005, n. 16225). sì come viene spesso presentato, a ben guardare, sembra che
L’apertura del rimedio di cui all’art. 2059 c.c., sintomo di ac- non si tratti di un unico danno, articolato in tre voci (alla sa-
cresciuta sensibilità nei confronti della persona e dei valori lute, morale, esistenziale), ma di tre tipologie differenti, con

2007 9
DANNO: II

un proprio regime normativo, da cui si deduce una differente plius Facci, G., I nuovi danni nella famiglia che cambia, Mi-
nozione. lano, 2004, 91 ss.; v anche Id., Violazione dei doveri familiari
Diverso il contenuto della nozione di pregiudizio, diversi i si- e responsabilità civile, in La responsabiltà civile, 2007, 581
stemi di valutazione, diversa la funzione della tutela risarci- ss., e ivi altri riferimenti).
toria. L’insistere nella scomposizione tripartita del danno non Le Sezioni unite, pronunciandosi su di un contrasto giuri-
patrimoniale sta fomentando un incessante sforzo definitorio sprudenziale in tema di regime probatorio relativo al danno
da parte della dottrina e della giurisprudenza, ma i confini tra esistenziale da demansionamento (v. anche, infra, 4.4.), han-
le figure rischiano di diventare di giorno in giorno, di sen- no definito danno esistenziale il pregiudizio che l’illecito da-
tenza in sentenza, sempre più confusi. toriale provoca sul fare areddittuale del soggetto, alterando le
Si complicano anche i problemi in ordine all’accertamento e sue abitudini e gli assetti relazionali, sconvolgendo la sua quo-
alla prova, e si esaspera il rischio di creare duplicazioni (si ve- tidianità e privandolo di occasioni per l’espressione e la rea-
da, per un esempio, Cass., 2.2.2007, n. 2311, in Danno e re- lizzazione della sua personalità nel mondo esterno: Cass.,
sp., 2007, 685 ss., vivamente criticata da Ponzanelli, Oltre S.U., 14.3.2006, n. 6572, in Resp. civ. prev., 2007, 839, con
le duplicazioni: la babele delle voci di danno non patrimo- commento di Bonaccorsi, F., I percorsi del danno non pa-
niale risarcibili). trimoniale da demansionamento tra dottrina e giurispruden-
za; in Corr. giur. 2006, 787, con nota adesiva di Monateri,
4.2. - E il danno esistenziale? - A seguito del reinquadra- P.G., Sezioni unite: le nuove regole in tema di danno esisten-
mento giurisprudenziale, dunque, il risultato risarcitorio che ziale e il futuro della responsabilità civile).
ci si prefiggeva con l’introduzione del danno esistenziale è Ha risarcito il danno esistenziale ai familiari nell’ipotesi di
stato in gran parte raggiunto per altra via. La categoria, nel decesso del congiunto Cass., 12.6.2006, n. 13546, in Resp.
momento in cui rifluisce nell’art 2059 libero dalle tradizio- civ. prev., 2006, 1439, con nota di Ziviz, P., La fine dei dub-
nali limitazioni, diventa – affermano voci autorevoli – un «me- bi in materia di danno esistenziale. In altra occasione la S.C.
dio inutile» (Castronovo, C., [9], 84). ha affermato che costituisce danno esistenziale la perdita o la
L’approdo costituzionale avrebbe dovuto avvicinare gli anta- compromissione anche soltanto psichica della sessualità, dan-
gonismi, inducendo a collaborare per una armoniosa rico- no la cui rilevanza deve essere autonomamente apprezzata e
struzione del danno non patrimoniale in cui far confluire il valutata equitativamente: Cass., 6.2.2007, n. 2311, in Resp.
danno biologico, morale e quello consistente nella lesione di civ. prev., 2007, 790, con nota di Ziviz, P., Le relazioni peri-
altri diritti della persona (in questo senso Ponzanelli, G., colose: i rapporti tra danno biologico e danno esistenziale.
La lettura costituzionale dell’art. 2059 esclude il danno esi- Il fatto è che – anche a voler superare ogni reticenza sul-
stenziale, in Danno e resp., 2007, 318; Id., Le tre voci di dan- l’ammissibilità teorica del danno esistenziale – mancano re-
no non patrimoniale: problemi e prospettive, in Danno e re- gole per accertarne in concreto la sussistenza e per la valuta-
sp., 2006, 5 ss.). zione, il che dà luogo ad un alto tasso di aleatorietà nell’uso
Così non è stato, il conflitto tra sostenitori e oppositori con- della figura, così che non può aversi a priori un’idea di come
tinua imperterrito sul nuovo terreno di gioco: il problema del deciderà il giudice posto di fronte al singolo problema.
danno esistenziale si insinua nelle pieghe di ogni discorso e Tanto è vero che due sentenze della terza sezione della Cas-
dilaga nelle riviste, offrendo al lettore una miriade di specu- sazione, dichiarando esplicitamente di voler ricondurre il si-
lazioni talora goffe e fumose, spesso saporose e smaglianti. stema alla bipolarità, ribadiscono che, qualora in caso di le-
Con la sentenza n. 233/2003 più volte citata la Consulta ha sione della salute sia stato liquidato il danno biologico, non
qualificato il danno (conseguenza) esistenziale come aspetto v’è ragione di risarcire anche l’esistenziale, che rappresente-
del danno non patrimoniale, risarcibile sulla base dell’art. rebbe una duplicazione della voce già indennizzata. È anzi in-
2059, confermando, secondo l’opinione prevalente, la tenuta teressante che la S.C., con due decisioni – emanate anch’es-
del sistema risarcitorio bipolare (ex plurimis, Ponzanelli, se nello stesso giorno – senta il bisogno di evocare, forse per
G., [33], 57 ss.), in quanto la categoria del danno esistenzia- farsi più agevolmente comprendere, la vecchia figura del dan-
le confluirebbe nella lesione di situazioni di rilevanza costi- no alla vita di relazione, come componente del danno biolo-
tuzionale (Castronovo, C., [9], 82 ss.). gico (Cass., sez. III, 20.4.2007, n. 9510, in Resp. civ. prev.,
Secondo i sostenitori del danno esistenziale, invece, la rilet- 2007, 1553, con nota di Cendon, P., Ma il biologico saprà
tura costituzionalmente orientata della norma in commento, fare la sua parte?; e n. 9514, in Danno e resp., 2007, 1028,
lungi dal determinare un ridimensionamento della figura, sem- con commento di D’Angelo, Ang.). Le decisioni, rifacen-
brerebbe averne segnato l’esplicito riconoscimento (Ziviz, P., dosi alla motivazione di Cass. n. 23918/2006 (su cui v., infra,
Il danno non patrimoniale nell’era del mutamento, in Resp. in questo paragrafo) negano autonoma configurabilità al dan-
civ. prev., 2006, 235). no esistenziale, perché già ricompreso nel danno biologico.
In realtà il riconoscimento della figura sembra arrivare un po’ Secondo Cass. n. 9514/2007, appena citata, «in presenza di
a caso: talvolta i giudici dimostrano di voler imporsi con ef- una lesione dell’integrítà psícofísica della persona, il danno
ficacia ammonitrice, talaltra si ha l’impressione di una giuri- alla vita di relazione, come il danno estetico o la riduzione
sprudenza disarticolata e frammentaria, una patchwork justi- della capacità lavorativa generica, costituisce una componente
ce, fatta di pezzi accostati senza logica coerenza, dominata del danno biologico perché si risolve nell’impossibilità o nel-
dalla casualità delle controversie, che traccia rotte capriccio- la difficoltà di reintegrarsi nei rapporti sociali per gli effetti
se, prontamente seguite da alcuni commentatori. di tale lesione e di mantenerli a un livello normale, cosicché
Terreno privilegiato rimane quello dei c.d. danni intrafami- anche quest’ultimo non è suscettibile di autonoma valutazio-
liari: è stato riconosciuto il diritto al ristoro per i pregiudizi ne rispetto al danno biologico, ancorché costituisca un fatto-
esistenziali subiti dalla figlia per il fatto di essere stata rifiu- re di cui il giudice deve tenere conto per accertare in concre-
tata e trascurata dal genitore naturale (Trib. Venezia, 30.6.2004, to la misura di tale danno e personalizzarlo alla peculiarità del
in Danno e resp., 2005, 548.; v. anche Trib. Monza, 5.11.2004, caso». Si trattava non di inibizione dell’attività sessuale del
in Danno e resp., 851 ss., che ha sanzionato con l’obbligo ri- danneggiato dovuta ad un incidente, come nel caso deciso da
sarcitorio il comportamento del padre affidatario finalizzato Cass. n. 2311/2007, cit., ma, al contrario, di «una grave tur-
ad escludere la madre dalla vita affettiva del figlio. Si è rico- ba del comportamento, nella quale prevaleva l’aspetto della
nosciuto il danno esistenziale in un’ipotesi di omessa infor- ipersessualità», per cui la vittima, divenuta priva di freni ini-
mazione da parte di un coniuge all’altro, prima del matrimo- bitori a seguito dell’incidente, «si spogliava in pubblico e si
nio, delle proprie disfunzioni sessuali, tali da impedire l’as- concedeva a chiunque».
solvimento dell’obbligo coniugale: Cass., 10.5.2005, n. 9801, Già in precedenza la terza sezione della Cassazione (con sen-
in Fam. e dir., 2005, 365, con note di M. Sesta e G. Facci; am- tenza 15.7.2005, n. 15022, in Dir. fam., 2006, I, 531, con com-

10 2007
DANNO: II

mento di Virgadamo, P., Art. 2059 c.c. e «ingiustizia con- conoscimento con sentenza n. 15760/2006 della III sezione
fermata»: verso un nuovo assetto del sistema risarcitorio del della Cassazione (v., in proposito, la Postilla di aggiornamen-
danno non patrimoniale e in Dir. giust., 2005, 40, con nota di to a Danno: IX - Risarcimento del danno da uccisione).
Rossetti, M., Danno esistenziale: fine di un incubo), in un Le Sezioni unite dovrebbero, poi, confermare, sulla base del-
caso di risarcimento danni da uccisione del congiunto, aveva la propria giurisprudenza, se il danno patrimoniale è risarci-
preso spunto per criticare apertamente la figura del danno esi- bile ex art. 2043 c.c., mentre quello non patrimoniale in base
stenziale; l’orientamento della terza sezione è stato poi rati- al combinato disposto degli artt. 2043 e 2059 c.c. e se la ca-
ficato da Cass., 9.11.2006, n. 23918, in Danno e resp., 2007, tegoria del pregiudizio patrimoniale si articola nelle due sot-
310, con nota di Ponzanelli, G., La lettura costituzionale tovoci del lucro cessante e del danno emergente, mentre quel-
dell’art. 2059 esclude il danno esistenziale; in Resp. civ. prev., la del danno non patrimoniale in danno biologico in senso
2007, 284, con commento di Cendon, P., Danno esistenzia- stretto, esistenziale e morale soggettivo.
le e ossessioni negazioniste; in Corr. giur., 2007, 524, con no- Inoltre: se il danno biologico e il danno esistenziale hanno
ta di Travaglino, G., Il danno esistenziale tra metafisica e morfologia omogenea, integrando entrambi una lesione di in-
diritto; in Nuova giur. civ. comm., 2007, I, 784, con commento teressi costituzionali, ma funzioni diverse (con conseguenti
di Sganga, C., Danno esistenziale: la querelle non è finita; differenze sul piano dei parametri valutativi delle poste risar-
per altri riferimenti alla copiosa giurisprudenza v. Di Bona citorie); e se tanto il danno esistenziale quanto il danno mo-
De Sarzana, L., Altre figure di danno non patrimoniale, in rale soggettivo sono risarcibili – oltre i limiti della riserva di
Danno e resp., 2007, 513; Christandl, G., [13], 269 ss. legge di cui all’art. 2059 c.c. – solo se il comportamento del
Come è ovvio la vicenda è ben lontana dal suo compimento. danneggiante abbia inciso su valori/interessi costituzional-
Avviene così che la stessa sezione terza della S.C. (Cass., mente tutelati. Per finire, se la risarcibilità sia ammessa qua-
8.10.2007, n. 20957) davanti ad un’altra richiesta di risarci- lora il danneggiato ne fornisca la prova (anche mediante al-
mento del danno esistenziale per morte del congiunto, inviti legazioni e presunzioni), escludendosi la configurabilità di
il legislatore ad intervenire, ampliando l’art. 2059, «per in- «danni in re ipsa».
cludervi le fattispecie tipiche emergenti». Poco dopo, la me- L’a. della voce – cui difettano doti profetiche – confida nella
desima terza sezione (Cass., 30.10.2007, n. 22884, in Resp. clemenza del lettore se il rincorrersi, pressoché quotidiano,
civ. prev., 2008, 80 ss., con nota di Ziviz, P., Danno esisten- delle decisioni non consente al momento (aprile 2008) con-
ziale: solo il tuo nome è mio nemico), condannando – per la clusioni appaganti.
prima volta – l’Ente Tabacchi Italiano al risarcimento dei dan-
ni, per la perdita del rapporto parentale, ai congiunti di un fu- 4.3. - Il nuovo danno non patrimoniale e il danno biolo-
matore deceduto a causa di un tumore ai polmoni, afferma gico. - Per quanto concerne il danno biologico, la dottrina che
che «nel bipolarismo risarcitorio previsto dalla legge, al di là ne aveva promosso e curato lo sviluppo espresse, fin dal pri-
della questione puramente nominalistica, non è possibile crea- mo apparire delle sentenze della Cassazione c.d. gemelle, le
re nuove categorie, ma solo adottare per chiarezza del per- proprie perplessità e il timore che la tradizionale figura ve-
corso liquidatorio, voci o profili di danno, con contenuto de- desse scolorire la propria consolidata fisionomia a vantaggio
scrittivo (ed in questo senso ed a questo fine può essere uti- del rinnovato, più ampio, danno non patrimoniale (ex pluri-
lizzata anche la locuzione danno esistenziale, accanto a quella mis, Busnelli, F.D., Chiaroscuri d’estate. La Corte di Cas-
di danno morale e danno biologico)». sazione e il danno alla persona, cit., passim). Quella che era
Il contrasto di dottrina e giurisprudenza (anche all’interno del- stata sino a quel momento la figura cardine, perso il proprio
la stessa sez. III della S.C.) sembra essere divenuto «irredi- valore trainante, è stata affidata, ancora una volta, alla sensi-
mibile»: ed ecco che, all’improvviso – con ordinanza 25 feb- bilità giudiziale (cfr., in questo senso, Sganga, C., Danno
braio 2008, n. 4712 – la stessa terza sezione invoca le Sezio- esistenziale: la querelle non è finita, cit., 789, e, ivi, riferi-
ni unite affinché provvedano a chiarire tutte le questioni menti).
sedimentate in tema di danno non patrimoniale (e soprattut- Come si è visto (supra, 2.5.) si era andata progressivamente
to di danno esistenziale). affermando, non senza tentennamenti, l’opinione che nella
I dubbi in ordine ai quali si invoca lume possono così riassu- nozione di danno alla salute rientrassero tutte le ipotesi di pre-
mersi: giudizio non reddituale comprensive, oltre che dell’indispen-
a) se nell’area del danno non patrimoniale debba ammetter- sabile menomazione fisiopsichica, di ogni aspetto attinente
si, oltre al danno morale soggettivo e al danno biologico, un alla sfera della persona. Nell’ambito della figura confluivano
danno esistenziale, inteso come pregiudizio derivante dalla così, come si è accennato, anche i danni estetici, alla vita di
lesione di valori/interessi costituzionalmente garantiti, consi- relazione e i danni da riduzione della capacità lavorativa ge-
stente nella lesione al fare a-reddituale del soggetto (e se ta- nerica (v. supra, 2.5.).
le pregiudizio debba limitarsi, o meno, al solo ambito aqui- Con riferimento a questi ultimi anche la giurisprudenza più
liano); recente afferma che, costituendo lesione di un generico mo-
b) con riferimento al danno esistenziale, quali ne siano i «ca- do di essere del soggetto, non attengono affatto al piano del-
ratteri morfologici» (gravità dell’offesa, lesione del diritto co- la concreta produzione di reddito, concretandosi invece in una
stituzionalmente protetto o gravità e durata delle conseguen- menomazione della salute in senso lato, risarcibile come tale
ze dannose), quali i valori/interessi costituzionalmente ga- (Cass., 18.11.2005, n. 24451, in Resp. civ. prev., 2006, 637,
rantiti che ne legittimano la pretesa, quali i criteri risarcitori con nota di P. Ziviz; Trib. Genova, 9.5.2005, in Nuova giur.
cui ancorare la liquidazione (con il possibile ricorso anche ad civ. comm., 2006, I, 699, con nota di P. Porreca).
apposite tabelle); quali, infine, gli oneri probatori e di alle- A seguito della riconduzione del danno biologico al danno
gazione; non patrimoniale le acquisite distinzioni rischiano di perder-
c) se debba seguirsi la teoria che distingue tra «atipicità del- si nuovamente in un rinnovato «caos definitorio»: per limi-
l’illecito non patrimoniale» e «tipicità del danno patrimonia- tarsi ad un esempio, è incerto se il pregiudizio della capacità
le» o non vada piuttosto precisato che quello della atipicità lavorativa generica vi debba ancora rientrare (Sganga, C., La
dell’illecito è concetto riferibile all’evento di danno, inteso Cassazione e l’unitarietà del danno biologico, in Danno e re-
come lesione di una situazione soggettiva giuridicamente tu- sp., 2007, 298; cfr. altresì Chindemi, D., Criteri di valuta-
telata e non alle conseguenze dannose; zione dell’invalidità permanente del minore privo di reddito,
d) se debba ammettersi la risarcibilità del danno c.d. «tanato- in Resp. civ. prev., 2007, 1093, v., infra, 4.9.).
logico» (o da morte immediata), la cui risarcibilità è stata co- Il quadro si arricchisce intanto di apporti normativi. In parti-
stantemente esclusa dalla giurisprudenza tanto costituzionale colare il nuovo Codice delle assicurazioni (d.legisl. 7 settem-
quanto di legittimità, ma che pare aver ricevuto un espresso ri- bre 2005, n. 209) ha sostituito la definizione di danno biolo-

2007 11
DANNO: II

gico contenuta nell’art. 5, n. 3 della l. 5 marzo 2001, n. 57 sul- la vita) sia sull’assetto degli stabiliti ed armonici rapporti del
le lesioni micropermanenti, con la seguente previsione: «agli nucleo familiare, sia sul modo di relazionarsi degli stretti con-
effetti della tabella per danno biologico si intende la lesione giunti del defunto (anche) all’esterno di esso rispetto ai terzi,
temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della per- nei comuni rapporti della vita di relazione (cfr., ex plurimis,
sona suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica Cass. n. 22884/2007, cit.). Incombe allora alla parte in cui
un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti sfavore opera la presunzione dare la prova contraria, idonea
dinamico relazionali della vita del danneggiato, indipenden- a vincerla (es., situazione di mera convivenza «forzata», ca-
temente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produr- ratterizzata da rapporti deteriorati, contrassegnati da continue
re reddito» (artt. 138 e 139). La nozione legislativa sembra per- tensioni e screzi; coniugi in realtà «separati in casa», ecc.:
ciò ricomprendere, sia pure ai soli effetti delle tabelle risar- Cass., 12.6.2006, n. 13546, in Resp. civ. prev., 2006, 1349;
citorie delle micro e delle macrolesioni anche le ripercussioni Cass., 24.3.2006, n. 6572, in Resp. civ. prev., 2006, 1043, con
esistenziali (ex plurimis Chindemi, D., Il «nuovo» danno non nota di Bilotta, F., Attraverso il danno esistenziale, oltre il
patrimoniale, in Nuova giur. civ. comm., 2006, II, 128 ss.). danno esistenziale; v., altresì, Thiene, A., L’inesorabile de-
In contrasto con tale definizione si avverte però la tendenza clino della regola restrittiva in tema di danni non patrimo-
(che sembra avvalorata anche da C. cost. n. 233/2003, cit.) a niali, cit., 17 ss., cui si rinvia per ulteriori riferimenti; v., an-
limitare la portata del danno biologico al solo aspetto statico che, in questa Enciclopedia, Danno: IX - Risarcimento del
della lesione psico-fisica ed alla riconduzione dei riflessi di- danno da uccisione).
namici al novero dei danni non patrimoniali (cfr., ampiamen- Come si è accennato (supra, 4.2.), le Sezioni unite hanno ri-
te, Sganga, C., op. cit. e ivi riferimenti). solto un contrasto giurisprudenziale in tema di regime pro-
A preoccupare è, come sempre, il rischio di duplicazioni ri- batorio relativo al danno non patrimoniale da demansiona-
sarcitorie, perché ben può avvenire che il medesimo pregiu- mento. Il lavoratore dovrà provare in giudizio il danno esi-
dizio venga risarcito sia come danno non patrimoniale da le- stenziale con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento: dal
sione di interessi costituzionalmente garantiti, sia a titolo di deposito di documentazione alla prova testimoniale, assu-
danno biologico. Ne è esempio Cass., 23.11.2006, n. 2311, in mendo particolare rilievo il ricorso alle presunzioni, a cui il
cui si afferma che «la perdita o la compromissione della ses- giudice può fare riferimento anche in via esclusiva (Cass.,
sualità», oltre che componente del danno biologico conse- S.U., 14.3.2006, n. 6572, cit., pubblicata anche in Foro it.,
quenziale alla lesione per fatto illecito altrui, costituisce di 2006, I, 2334, con commenti di Cendon, P., Voci lontane,
per sé danno esistenziale, la cui rilevanza deve essere auto- sempre presenti sul danno esistenziale, e Ponzanelli, G.,
nomamente apprezzata e valutata equitativamente in termini La prova del danno non patrimoniale e i confini tra danno
non patrimoniali» (in Resp. civ. prev., 2007, 790, con nota cri- esistenziale e danno non patrimoniale; e in Nuova giur. civ.
tica di Ziviz, P., Relazioni pericolose: i rapporti tra danno comm., 2006, I, 1132, con nota di Cricenti, G., Il danno esi-
biologico e danno esistenziale). Contro tale rischio si sono stenziale da demansionamento, e ivi altri riferimenti).
espresse chiaramente le due decisioni della S.C., 20.4.2007, La dottrina rileva però che la distinzione tra danno evento e
n. 9510 e 9514, citate (cfr., nello stesso senso, ex plurimis, conseguenza appare – troppo spesso – fragile (Salvi, C., [37],
Trib. Venezia, 11.7.2005, in Danno e resp., 2006, 1005, con 69), da un lato perché se tutti i danni risarcibili sono conse-
commento di G. Pedrazzi; amplius, Ponzanelli, G., [35], guenza dell’evento dannoso, quest’ultima categoria si rivela
passim). inutile (Franzoni, M., Il danno non patrimoniale, il danno
morale: una svolta per il danno alla persona, cit., 1035), dal-
4.4. - Domanda di risarcimento e onere della prova. - È l’altro perché, al di là delle affermazioni ricorrenti, ciò che in
così avvenuto che, mentre la Corte costituzionale, nella sen- effetti viene chiesto dai giudici è di provare la lesione della
tenza n. 194/1986, aveva configurato il danno biologico co- situazione giuridica. Si spiegano così le frequenti afferma-
me danno-evento, interno alla struttura della fattispecie lesi- zioni secondo cui il danno, in realtà, è proprio in re ipsa (Sal-
va, risarcibile in base all’art. 2043 c.c. (v. supra, 2.3.), la stes- vi, C., [37], 69); la nozione di danno come lesione dell’inte-
sa Corte, con la citata sentenza n. 233/2003 (ma v. già in resse rilevante, in altre parole, viene a parole criticata, salvo
precedenza C. cost. n. 372/1994, supra, 2.7.) ha ricondotto il poi ripresentarsi di continuo (Feola, M.-Procida Mirabel-
danno all’art. 2059 c.c., definendolo come danno-conseguenza. li Di Lauro, A., Il nuovo danno non patrimoniale, cit., 852).
Si è perciò adottato, per quanto concerne la prova, un model- Se il pregiudizio non patrimoniale viene provato solo con l’im-
lo di responsabilità in cui la lesione di una situazione sogget- piego di presunzioni e molto spesso di allegazioni, così non
tiva rilevante non è di per sé sufficiente per l’attivazione del è per il danno morale soggettivo, che la dottrina ritiene l’uni-
rimedio risarcitorio, ma prelude alla verifica dell’esistenza in co dispensato dall’onere della prova essendo ricollegato au-
concreto di conseguenze pregiudizievoli, derivate alla vittima tomaticamente all’accertata sussistenza del reato (Franzo-
in seguito alla violazione dell’interesse protetto: i danni de- ni, M., [20], 491; Ponzanelli, G., Le tre voci di danno non
vono, quindi, essere sempre allegati e provati (Busnelli, F.D., patrimoniale, cit., 9) e l’unico sottoposto ancora al limite del-
Chiaroscuri d’estate, la Corte di Cassazione e il danno alla l’art 185 c.p. (v., infra, 4.7.).
persona, cit., 826; v., altresì, Castronovo, C., Il danno alla
persona tra essere e avere, in Danno e resp., 2004, 246; Sal- 4.5. - La valutazione del danno biologico (cenni). - Il dan-
vi, C., [37], 56; in giurisprudenza, ex plurimis, Cass., 8.10.2007, no biologico è transitato perciò da danno-evento di carattere
n. 20987, cit.); rimane tuttavia consentito il ricorso a valuta- patrimoniale a danno-conseguenza di carattere non patrimo-
zioni prognostiche e a presunzioni sulla base di elementi obiet- niale e la circostanza che il diverso incasellamento non com-
tivi che sarà onere del danneggiato fornire (in dottrina, ex plu- porti esiti rilevanti sul piano della liquidazione, più che de-
rimis, Monateri, P.G.-Bona, M., [26], 344 ss.). stare meraviglia, la dice lunga sulla peculiare natura di que-
Operando, perciò, una sorta di presunzione di dannosità (vin- sto pregiudizio.
cibile dalla dimostrazione contraria), il danneggiato è esone- Intanto va ricordato che il metodo di valutazione ha costitui-
rato non solo dall’onere di provare la lesione, ma anche di di- to fin dall’origine uno dei problemi più spinosi (Bargagna,
mostrarne il legame diretto ed immediato con l’illecito (così M.-Busnelli, F.D., [3], passim). Già ai tempi della senten-
Pucella, R., La causalità «incerta», Torino, 2007, 259). za n. 184/1986 la Corte costituzionale aveva auspicato un cri-
In tema di danni da uccisione si è, per esempio, affermato che, terio idoneo a contemperare uniformità pecuniaria di base e
provata la sussistenza di un rapporto di coniugio o di filia- flessibilità, aderendo alle peculiarità del caso concreto, e ave-
zione e della convivenza con il congiunto defunto, è da rite- va raccomandato cautela al momento della liquidazione, per
nersi che la privazione di tale rapporto determini presuntiva- evitare gravi sperequazioni e duplicazioni risarcitorie, dovu-
mente ripercussioni (anche se non necessariamente per tutta te al cumulo tra le voci di danno. Accantonato dalla giuri-

12 2007
DANNO: II

sprudenza il criterio dei tribunali genovesi che faceva riferi- esame critico, Rossetti, M., Le novità del codice delle assi-
mento al reddito medio nazionale, e quello del triplo del- curazioni, in Corr. giur., 2006, 125). Tra queste, la previsio-
l’ammontare annuo della pensione sociale (art. 4, 3o comma, ne dell’indennizzo diretto. Il danneggiato per sinistro causa-
l. 26 febbraio 1977, n. 39; per riferimenti De Giorgi, M.V., to dalla circolazione di un veicolo o di un natante, per i qua-
[16], 8 ss.; Cavallo Borgia, R., [10], 351), si è diffuso il li vi è obbligo di assicurazione, potrà chiedere il risarcimento
metodo che si collega all’indice di valori medi desunti, attra- alla propria compagnia assicuratrice, che eserciterà rivalsa nei
verso la tipizzazione delle menomazioni, dai precedenti giu- confronti della compagnia del conducente responsabile del
risprudenziali, secondo quello che viene chiamato calcolo al sinistro (art. 144 ss., d.legisl. n. 209/2005; in argomento Cas-
punto di invalidità (per riferimenti De Giorgi, M.V.-Thiene, sano, G., L’azione di risarcimento nel nuovo codice delle as-
A., [18], 2161). Le prime tabelle sono state compilate dai più sicurazioni, in Danno e resp., 2006, 364; Cuocci, V., La di-
attivi tribunali italiani; il sistema tabellare è poi divenuto ar- sciplina della responsabilità civile automobilistica nel codi-
gomento di riflessione da parte di commissioni di studio (com- ce delle assicurazioni private, in Danno e resp., 2006, 385).
poste da studiosi, magistrati, esponenti delle assicurazioni e La disciplina attuativa è contenuta nel d.P.R. 18 luglio 2006,
delle associazioni dei consumatori) pervenute anche ad un di- n. 254 (Regolamento recante disciplina del risarcimento di-
segno di legge (cfr., per ogni riferimento, Sganga, C., Il «nuo- retto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, a norma
vo» danno biologico e la «vecchia» personalizzazione del ri- dell’articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
sarcimento, in Nuova giur. civ. comm., 2007, I, 962 ss.). 209), in vigore dal 1° gennaio 2007.
Secondo la S.C., anche in seguito al nuovo inquadramento del Il Codice, come si è accennato, ha anche parzialmente modi-
diritto all’integrità psicofisica della persona, rimangono va- ficato la prima definizione legislativa di danno biologico e ne
lidi i principi generali in tema di quantificazione del danno ha codificato i criteri risarcitori, sostituendo di diritto, con ta-
biologico e morale, che configurano un sistema tabellare fles- belle liquidatorie delle macro-permanenti la prassi in prece-
sibile: l’applicazione delle tabelle giurisprudenziali di valu- denza adottata dai Tribunali (artt. 138 e 139, amplius Bona,
tazione, pertanto, non deve essere automatica, ma va combi- M., [4], passim; Chindemi, D., Il risarcimento del danno non
nata con un apprezzamento delle condizioni oggettive perso- patrimoniale nel nuovo codice delle assicurazioni: risarci-
nalizzanti, risultando altrimenti lesiva del diritto al risarcimento mento o indennizzo?, in Resp. civ. prev., 2006, 549).
integrale del danno (Cass., 12.12.2003, n. 19057, in Nuova Limitatamente ai sinistri derivanti dalla circolazione di vei-
giur. civ. comm., 2004, I, 408, con nota di A. Negro; Cass., coli a motore e dei natanti, il Codice prevede in aggiunta al-
18.11.2005, n. 24451, in Nuova giur. civ. comm., 2006, 1123, la tabella nazionale per le micropermanenti (lesioni fino al
con nota di Negro, A., Pluridimensionalità del danno biolo- 9%), anche la tabella nazionale per le macro-permanenti (le-
gico o danni diversi?; Cass., 11.1.2007, n. 394, in Nuova giur. sioni dal 10% al 100%), con la conseguenza che tutti i risar-
civ. comm., 2007, I, 960, con la citata nota di C. Sganga, cui cimenti dei danni derivanti da sinistri stradali dovranno esse-
si rinvia per ogni altro riferimento). re liquidati con criterio tabellare. Per la personalizzazione del
Negli ultimi anni sono stati sempre più numerosi i tribunali danno è previsto un semplice correttivo contenuto percen-
che hanno adottato le proprie tabelle, basate sul valore del tualmente al 20% per le micropermanenti e del 30% per le
punto variabile in funzione dell’età e del grado di invalidità macropermanenti. Negli altri settori rimane l’utilizzo delle ta-
accertata in sede medica. La S.C. ha specificato che, nell’a- belle giurisprudenziali.
dozione del criterio tabellare, il giudice non è vincolato alle L’art. 3 l. 21 febbraio 2006, n. 102 (Disposizioni in materia
tabelle in uso presso la propria sede giudiziaria, essendo nel di conseguenze derivanti da incidenti stradali) prevede che
suo potere equitativo adottare quelle in uso presso altri uffi- alle cause relative al risarcimento dei danni per morte o le-
ci, con l’obbligo di motivare la scelta, avuto riguardo al fatto sioni, conseguenti ad incidenti stradali, si applichino le nor-
che la finalità della tabella è quella di uniformare il più pos- me processuali di cui al libro II, titolo IV, capo I del c.p.c., ov-
sibile i criteri per la liquidazione del danno con riferimento vero le disposizioni dettate in tema di controversie individuali
alla media dei precedenti in ciascun ambito giudiziario (cfr., di lavoro. Per un commento v. De Marzo, G., Novità nor-
per riferimenti, De Giorgi, M.V.-Thiene, A., [18], 2161). mative in materia di danni da circolazione stradale, in Dan-
Un’autorevole dottrina, tuttavia (Castronovo, C., da ultimo no e resp., 2006, 483 ss.; Bona, M., [4], passim; Chindemi,
in Il danno alla persona tra essere e avere, in Danno e resp., D., Questioni processuali in materia di incidenti stradali (l.
2004, 245; Bianca, C.M., [2], 184) rifiuta, per la determina- n. 102/2006), in Resp. civ. prev., 2006, 1149 ss.
zione del danno alla salute, qualsiasi riferimento a criteri de-
terminati, perché l’unico parametro ammissibile sarebbe quel- 4.7. - Il nuovo danno non patrimoniale e il danno mora-
lo equitativo. le. - Benché dottrina e giurisprudenza stiano cercando di rior-
Regole particolari valgono per la determinazione del danno ganizzare i criteri di riparazione per evitare la dilatazione del-
biologico terminale, la cui quantificazione va operata ten- l’area del pregiudizio risarcibile, non è ancora chiaro il rap-
dendo conto delle caratteristiche peculiari del pregiudizio, porto del danno morale soggettivo con le altre componenti il
consistenti nel fatto che si tratta di un danno alla salute che, danno non patrimoniale. Afferma che, in caso di lesione di in-
sebbene temporaneo, è massimo nella sua entità ed intensità, teressi costituzionalmente rilevanti, il danno morale è risar-
sia che si applichi il criterio della liquidazione equitativa pu- cibile anche in assenza di reato, Cass., 27.10.2004, n. 20814,
ra sia che si applichi il criterio tabellare (ex plurimis, Cass., cit., ed in questo senso si esprime anche una parte della dot-
19.10.2007, n. 21976; Cass., 14.2.2007, n. 3260, in Corr. giur., trina (per riferimenti v. Christandl, G., [13], 319).
2007, 1091, con nota di F. Agnino; Cass., 23.2.2005, n. 2366, L’opinione prevalente ritiene, tuttavia, che sia ancora neces-
in Foro it., 2006, I, 2463; v., anche, in questa Enciclopedia, saria, in questo caso, la sussistenza dell’illecito penale (Pon-
Danno: IX - Risarcimento del danno da uccisione e, per ri- zanelli, G., Le tre voci di danno non patrimoniale, cit., 9;
ferimenti alla giurisprudenza precedente, De Giorgi, M.V., Franzoni, M., [21], 491; per altri riferimenti Christandl,
[17], 10). G., [13], 319).
Sulla tabella nazionale per le micropermanenti v. il paragrafo Armoniosa la ricostruzione di Castronovo, C., [9], 88 ss.:
successivo. secondo l’a. (precisato che persiste una perdita che non con-
segue alla lesione di interessi costituzionali protetti, per i qua-
4.6. - Il Codice delle assicurazioni private (cenni). - La li residua il rinvio implicito all’art. 185 c.p.), il danno non pa-
disciplina dell’assicurazione obbligatoria (l. n. 990 del 1969 trimoniale da lesione di diritti costituzionalmente garantiti
e successive modifiche) è stata integralmente sostituita dal non è altro che il pregiudizio di cui all’art. 2059, affrancato-
corposo d.legisl. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle as- si dai limiti ivi previsti. Ne consegue che, in caso di lesione
sicurazioni private), che ha introdotto novità rilevanti (per un di tali diritti, una questione autonoma di danno morale non si

2007 13
DANNO: II

pone più: delle tre voci tradizionali ne rimangono solo due, il sentono degli umori dottrinali del momento ed è – più di al-
danno patrimoniale e quello non patrimoniale, che potrà es- tri – soggetto al variare delle tendenze, con periodiche risco-
sere danno alla salute (comprensivo della pena sofferta) o le- perte o ripulse dell’una o dell’altra funzione.
sione di altri diritti della persona, oppure sarà il tradizionale È esclusa, questo almeno è sicuro, una funzione di risarci-
danno morale «per il quale non v’è ragione di superare il li- mento in senso tecnico, che postula una valutazione impron-
mite dell’art. 2059» (Castronovo, C., [9], 88 ss.). tata a rigorosi criteri economici. Con riguardo al danno bio-
Quanto alla liquidazione, risulta acquisito che essa è affida- logico, dotato di propria specificità anche dopo la ricondu-
ta ad apprezzamenti equitativi del giudice di merito (Visin- zione all’art. 2059, la dottrina attribuisce al risarcimento una
tini, G., [40], 662 ss.; Petrelli, P., [32], 607 ss.; Cass., funzione satisfattoria, connessa ad esigenze solidaristiche nei
12.5.2006, n. 11039; Cass., 20.10.2005, n. 20320; Cass., confronti della vittima, spiegandone così la risarcibilità an-
2.4.2004, n. 6519), non sindacabili in sede di legittimità (Cass., che in ipotesi di responsabilità oggettiva (ex plurimis Salvi,
25.9.2002, n. 13933). L’esercizio del potere discrezionale ri- C., [38], 37 ss.).
mane, tuttavia, censurabile ogni volta che la liquidazione ap- Per quanto concerne il danno morale (o il danno connesso al-
paia irrisoria o simbolica (Cass., 2.3.2004, n. 4186; Cass., la lesione di interessi diversi dalla salute) è diffusa l’opinio-
14.7.2003, n. 11007, in Guida dir., 2003, 38, 54, con nota di ne che il risarcimento assolva oltre alla funzione satisfattoria
L. Avigliano e G. De Paola) o sia per eccesso o per difetto pa- (la somma di denaro dovrebbe procurare al danneggiato un’u-
lesemente sproporzionata (Cass., 14.7.2004, n. 13066, in Giu- tilità sostitutiva delle sofferenze patite) quella punitiva (con
st. civ., 2005, I, 2703, con nota di Flammini, V.N., L’irrile- finalità afflittive ma soprattutto di deterrenza), pur potendo i
vanza della morte ingiusta), ovvero quando sia omessa ogni due aspetti variare in relazione al tipo di reato (Salvi, C., [38],
pur sintetica enunciazione dei criteri seguiti nella liquidazio- 39; Franzoni, M., [21], 639 ss.; Navarretta, E., [29], 354
ne (Cass., 8.5.2003, n. 6985; per altri riferimenti anche alla ss.; per riferimenti alla dottrina precedente Petrelli, P., [32],
giurisprudenza precedente, De Giorgi M.V.-Thiene, A., [18], 103 ss.).
2166, e v., anche, supra, 2.9.). Ribadiscono la complessità della funzione risarcitoria nel ca-
L’esigenza, da sempre avvertita, di instaurare una uniformità so di danni non patrimoniali: Gazzoni, F., L’art. 2059 c.c. e
di trattamento di fronte a lesioni di uguale natura ha spinto al- la Corte costituzionale: la maledizione colpisce ancora!, cit.;
cuni Tribunali ad adottare il criterio della liquidazione a pun- Ferri, G.B., Il danno alla salute e l’economia del dolore, in
to, commisurando così il danno ai punti di invalidità perma- Riv. dir. comm., 1999, I, 825; Thiene, A., L’inesorabile decli-
nente. In questo clima la S.C. ha ritenuto legittimo il ricorso no della regola restrittiva in tema di danni non patrimoniali,
da parte dei giudici di merito al criterio di determinazione del- cit., 31 ss. e ivi altri riferimenti.
la somma dovuta a titolo di risarcimento del danno morale in Alcune sentenze della Cassazione hanno esaltato nel rimedio
una frazione dell’importo riconosciuto per il risarcimento del risarcitorio la funzione meramente surrogante e compensati-
danno biologico, ma in via meramente sussidiaria e a condi- va delle sofferenze indotte dal fatto lesivo costituente reato
zione che si tenga conto della peculiarità del caso concreto, (Cass., 9 gennaio 1998, n. 134, in Danno e resp., 1998, 351,
effettuando la necessaria personalizzazione con riguardo al- con nota di U. Violante) ed anche la Corte costituzionale, nel-
la specifica fattispecie (cfr., Cass., 27.10.2004, n. 20814, cit.; la più volte citata sentenza n. 233/2003, ha ammesso che il
Cass., 15.3.2007, n. 5987; per altri riferimenti, De Giorgi, cambiamento del quadro legislativo e giurisprudenziale ha
M.V.-Thiene, A., [18], 2166; v., anche, Navarretta, E., fatto perdere qualsiasi riflesso afflittivo allo strumento risarci-
[30], 175 ss.). torio (per un riepilogo delle critiche v. Thiene, A., [39], 60
Decisiva è dunque la necessità di dar rilievo ai caratteri par- ss.).
ticolari della fattispecie: per opinione costante il giudice, nel- Dalle laconiche parole della Suprema Corte e della Corte co-
la conversione in termini pecuniari del pregiudizio non patri- stituzionale trapela la scelta di affrontare la questione in mo-
moniale, deve tenere conto di quanto grande, duraturo e profon- do stringato e conciso, dando per scontato un abbandono de-
do, sia il dolore del soggetto offeso. Le ipotesi più ricorrenti finitivo della funzione punitiva, probabilmente perché appa-
sono quelle dei danni morali da uccisione, la cui liquidazio- rentemente legata ad antiche concezioni della responsabilità
ne va adeguata alle singole realtà individuali in considera- civile (cfr., ancora, Thiene, A., [39], 49 ss.).
zione degli aspetti relazionali tra i superstiti e il defunto, con È evidente che la logica meramente compensativa si rivela
riconoscimento ai parenti più prossimi di un risarcimento mag- calzante, come si è fatto cenno, solo per il danno biologico,
giore, sul presupposto che quanto più stretto è il rapporto tan- dotato di peculiarità tutte proprie anche sotto il profilo della
to più intenso è il dolore patito, specie se vi fosse conviven- valutazione, e di proprie tabelle, che non si cancellano spo-
za (Cass., 27.6.2007, n. 14845; Cass., 12.7.2006, n. 15760, in standolo sotto l’egida dell’art. 2059 (cfr., supra, 4.3.).
Danno e resp., 2007, 643, con commento di R. Foffa, cui si Il tentativo di archiviare la prospettiva secondo cui lo scopo
rinvia per riferimenti; Cass., 12.5.2006, n. 11039; v., anche, del risarcimento del danno non patrimoniale è anche quello
in questa Enciclopedia, Danno: IX - Risarcimento del dan- di reprimere e di prevenire comportamenti antigiuridici non
no da uccisione e, per riferimenti precedenti, De Giorgi, M.V., convince del tutto, perché quella connotazione afflittiva che
[17], 5). si vuol negligere emerge dalla frequenza con cui ancora og-
L’entità del patema d’animo è spesso desunta, soprattutto con gi i giudici di merito e di legittimità richiamano nella liqui-
riguardo ad ipotesi di eventi particolarmente penosi, dalla gra- dazione il criterio della gravità del reato e, in generale, la ri-
vità del reato (v. Petrelli, P., [32], 285), e da altri elementi, provevolezza della condotta. D’abitudine è proprio quest’ul-
quali l’intensità del dolo e il grado della colpa (intendendosi timo elemento il fattore decisivo per trasferire i pregiudizi
per tale il livello di essa e non già l’entità dell’apporto cau- morali ed esistenziali dalla sfera della vittima all’autore del
sale del danneggiante alla determinazione dell’evento, da con- danno (Thiene, A., [39], 67 ss.; tra le decisioni, Cass.,
siderare, invece, a norma dell’art. 1227 c.c. ai fini della de- 25.10.2002, n. 15103, cit.; Cass., 22.6.2001, n. 8599, in Re-
terminazione del risarcimento: Cass., 25.10.2002, n. 15103, sp. civ. prev., 2002, 705 con nota di G. Facci; Cass., 29.11.1999,
in Nuova giur. civ. comm., 2003, I, 415, con nota di Thiene, n. 13336, in Riv. circ. trasp., 2000, 314).
A., Un caso di undercompensation in tema di risarcimento
dei danni da uccisione, ove altri riferimenti). 4.9. - Il risarcimento dei danni patrimoniali (cenni). - Se,
di regola, il risarcimento si appunta sul danno emergente, di-
4.8. - Funzione della riparazione del danno non patrimo- versamente avviene per il pregiudizio alla persona: gli oneri
niale. - Il problema della funzione della riparazione del dan- sostenuti (spese di cura, funerarie e di assistenza legale, cfr.
no non patrimoniale non può essere certo affrontato nei ri- Franzoni, M., [21], 312 ss.) possono ridursi a poca cosa ri-
stretti limiti di questa voce. Il tema, poi, è tra quelli che ri- spetto al lucro cessante, soprattutto nel caso in cui l’illecito

14 2007
DANNO: II

sia causa di invalidità permanente o temporanea prolungata prev., 2006, 260, con la citata nota di D. Chindemi, e in Nuo-
nel tempo. va giur. civ. comm., 2006, I, 716, con il citato commento di F.
La valutazione dei pregiudizi cagionati dalla cessazione o di- Di Ciommo, in cui ampi riferimenti).
minuzione dell’attività lavorativa riguarda guadagni futuri non Anche per quanto concerne il danno alla capacità lavorativa
precisabili nella loro sicura entità (in particolare quando si specifica il sistema attuale si dimostra carente: il pregiudizio
tratta di soggetto in giovane età), e importa perciò un apprez- viene di regola risarcito solo nei casi in cui il danneggiato
zamento equitativo in cui convergono più giudizi di probabi- svolga un’attività lavorativa stabile e sul presupposto che lo
lità (alla valutazione secondo l’equo apprezzamento delle cir- svolgerà fino alla pensione (in questo senso Cass., 14.10.2005,
costanze del caso, come è noto, fa riferimento l’art. 2056, 2° n. 19981; Cass., 23.1.2006, n. 1230; Cass., 23.1.2006, n. 1215),
comma). ipotesi sempre più rare, visto il diffondersi di rapporti di la-
Il tipo e l’entità della lesione, il reddito lavorativo, l’età sono voro precari e la conseguente necessità di variare più volte
gli elementi considerati per la valutazione del danno patri- professione e mansioni nel corso della vita (Chindemi, D.,
moniale. La percentuale di invalidità, cui si ricollega la dimi- Criteri di valutazione dell’invalidità permanente del minore
nuzione della capacità di guadagno, è quantificata dal medi- privo di reddito, cit.).
co legale che, generalmente, si serve dell’ausilio di tabelle di
invalidità (v., in argomento, Franzoni, M., [21], 301 ss.;
Chindemi, D., Il «nuovo» danno non patrimoniale, in Nuo- 5. - Fonti normative
va giur. civ. comm., 2006, II, 128 ss.).
Come si è più volte fatto cenno (da ultimo, supra, 4.3.), an- Artt. 2, 29, 30, 32 Cost.; artt. 5, 1173, 1223, 1226, 1227, 2043,
che in passato la giurisprudenza si è mostrata ambigua nel 2056-2059 c.c.; art. 185 c.p., oltre alle fonti citate nel testo.
precisare l’oggetto del danno: se esso consista cioè nella con-
creta diminuzione dei guadagni o nella compromissione del-
l’idoneità al lavoro. 6. - Bibliografia
La possibilità di giostrare tra le nozioni di capacità lavorati-
va generica e specifica ha consentito di classificare questo ti- — Sono qui citate solo le opere relative al tema specifico del
po di pregiudizi a volte come danno biologico (in termini di danno alla persona, limitatamente alle monografie, contribu-
capacità generica) e a volte come lucro cessante (venendo al- ti a trattato, commentario e opere collettive in genere, i rife-
lora in questione la capacità specifica). rimenti alle note a sentenza ed ai saggi si trovano nel testo.
L’inventario delle voci risarcitorie si è fatto ancora più incer- L’a. si scusa per le (involontarie) omissioni, ma data la smi-
to a seguito della riconduzione all’art. 2059 del danno biolo- surata varietà di scritti sull’argomento le citazioni saranno ne-
gico: parte della dottrina ritiene che sia divenuto incoerente cessariamente incomplete.
includervi il danno alla capacità lavorativa generica (intesa Le opere sono citate in ordine alfabetico: [1] Alpa, G., Il dan-
quale potenziale attitudine all’attività lavorativa da parte di no biologico. Percorso di un’idea, II ed., Padova, 2003; [2]
un soggetto non ancora percettore di reddito, come il minore Bianca, C.M., Diritto civile, 5, La responsabilità, Milano,
o lo studente, o che svolge un’attività non remunerata come 1994; [3] Bargagna, M.-Busnelli, F.D. (a cura di), La va-
la casalinga, cfr. Chindemi, D., Il «nuovo» danno non patri- lutazione del danno alla salute, IV ed., Padova, 2001; [4] Bo-
moniale, cit., 180; Sganga, C., Il «nuovo» danno biologico na, M., Il danno alla persona nel Codice delle assicurazioni
e la «vecchia» personalizzazione del risarcimento, in Nuova e nel nuovo processo civile, Milano, 2006; [5] Bonilini, G.,
giur. civ. comm., 2007, I, 962 ss.; v., altresì, l’art. 137 d.legi- Il danno non patrimoniale, Milano, 1983; [6] Bonilini, G.,
sl. n. 209/2005). Danno morale, in Dig. civ., V, Torino, 1989, 83 ss.; [7] Bu-
Nel caso in cui il danneggiato sia privo di reddito, perché non snelli, F.D.-Breccia, U. (a cura di), Tutela della salute e di-
ancora inserito nel mondo del lavoro (studente, minore) o ritto privato, Milano, 1978; [8] Castronovo, C., Danno bio-
sprovvisto di lavoro (disoccupato), l’orientamento attuale è logico. Un itinerario di diritto giurisprudenziale, Milano,
nel senso di risarcire l’incidenza dell’invalidità sulla futura 1998; [9] Castronovo, C., La nuova responsabilità civile,
attività lavorativa non come danno biologico ma come danno III ed., Milano, 2006; [10] Cavallo Borgia, R., Responsa-
da lucro cessante (Cass., 20.2.2007, n. 3949, in Resp. civ. prev., bilità e assicurazione, nel Trattato della responsabilità civile
2007, 1092, con ampio commento di Chindemi, D., Criteri diretto da M. Franzoni, Milano, 2004; [11] Cendon, P.-Zi-
di valutazione dell’invalidità permanente del minore privo di viz, P., Il danno esistenziale: una nuova categoria della re-
reddito, cui si rinvia; cfr., inoltre, Pucella, R., La causalità sponsabilità civile, Milano, 2000; [12] Cendon, P.-Ziviz, P.,
«incerta», cit., 127 ss.; per riferimenti al periodo precedente, Il risarcimento del danno esistenziale, Milano, 2003; [13] Ch-
De Giorgi, M.V., [16], 13 s.). ristandl, G., La risarcibilità del danno esistenziale, Mila-
Per quanto concerne lo svolgimento del lavoro domestico, la no, 2007; [14] D’Amico, P., Il danno da emozioni, Milano,
giurisprudenza più recente afferma che la casalinga, ma an- 1992; [15] De Cupis, A., Il danno, II, III ed., Milano, 1979;
che il single o la single, pur non percependo reddito mone- [16] De Giorgi, M.V., Danno: II) Danno alla persona, in
tizzato, svolge un’attività economicamente valutabile, sicché questa Enciclopedia, X, 1994; [17] De Giorgi, M.V., Dan-
la perdita subita in conseguenza della riduzione della propria no: IX) Risarcimento del danno da uccisione, in questa En-
attività lavorativa, se provata, va configurata come pregiudi- ciclopedia, X, 1999; [18] De Giorgi, M.V.-Thiene, A., Com-
zio patrimoniale e come tale risarcibile autonomamente ri- mento agli artt. 2043-2059, in Comm. breve c.c. Cian-Tra-
spetto al danno biologico, nelle componenti del danno emer- bucchi, VIII ed., Padova, 2007; [19] Di Majo, A., La tutela
gente ed, eventualmente, del lucro cessante. Il diritto che com- civile dei diritti, IV ed., Milano, 2003; [20] Franzoni, M., I
pete a chi svolge lavori domestici nell’ambito di un nucleo fatti illeciti, in Comm. c.c. Scialoja-Branca, Bologna-Roma,
familiare legittimo, ma anche di una convivenza stabile o sol- 1993; [21] Franzoni, M., Il danno risarcibile, nel Tratt. del-
tanto in favore di se stesso, si basa sui principi di cui agli artt. la resp. civ. diretto da M. Franzoni, Milano, 2004; [22] Gen-
4 e 37 Cost. (che tutelano, rispettivamente, la scelta di qual- tile, G., Danno alla persona, in Enc. dir., XI, Milano, 1962,
siasi forma di lavoro, ed i diritti del lavoratore e della lavora- 634 ss.; [23] Gerin, C., La valutazione medico-legale del dan-
trice), mentre il fondamento della risarcibilità del danno bio- no alla persona, in Atti delle giornate medico-legali triesti-
logico sta nel diverso principio della tutela della salute (Cass., ne, Trieste, 1954; [24] Giannini, G., Il danno alla persona
3.3.2005, n. 4657, in Nuova giur. civ. comm., 2006, I, 716, con come danno biologico, Milano, 1986; [25] Mastropaolo, F.,
commento di Di Ciommo, F., Perdita di attitudine allo svol- Il risarcimento del danno alla salute, Napoli, 1983; [26] Mo-
gimento dei lavori domestici e risarcibilità del conseguente nateri, P.G.-Bona, M., Il danno alla persona, Padova, 1998,
danno patrimoniale; Cass., 20.10.2005, n. 20324, in Resp. civ. 291 ss.; [27] Monateri, P.G., Danno alla persona, in Dig.

2007 15
DANNO: II

civ., V, Torino, 1989, 75 ss.; [28] Monateri, P.G. (a cura di), no esistenziale, Padova, 2007; [36] Ravazzoni, A., La ripa-
Il danno alla persona, Torino, 2000; [29] Navarretta, E., razione del danno non patrimoniale, Milano, 1962; [37] Sal-
Diritti inviolabili e risarcimento del danno, Torino, 1996; [30] vi, C., Il danno extracontrattuale. Modelli e funzioni, Napo-
Navarretta, E. (a cura di), I danni non patrimoniali, Mila- li, 1985; [38] Salvi, C., La responsabilità civile, II ed., in
no, 2004; [31] Paradiso, M., Il danno alla persona, Milano, Tratt. Iudica-Zatti, Milano, 2005; [39] Thiene, A., Nuovi per-
1981; [32] Petrelli, P., Il danno non patrimoniale, Padova, corsi della responsabilità civile. Dalla condotta allo status,
1997; [33] Ponzanelli, G. (a cura di), Critica del danno esi- Padova, 2006; [40] Visintini, G., Trattato breve della re-
stenziale, Padova, 2003; [34] Ponzanelli, G. (a cura di), Il sponsabilità civile, III ed., Padova, 2005.
«nuovo» danno non patrimoniale, Padova, 2004; [35] Pon-
zanelli, G. (a cura di), Il risarcimento integrale senza il dan- MARIA VITA DE GIORGI

16 2007