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laboratorio culturale

GRAMSCI E IL MARXISMO
ANGLOFONO
Alastair Davidson

L’importanza del recente libro di Peter Thomas


soprattutto per i paesi anglofoni,
in un contesto ancora profondamente influenzato
dalle interpretazioni di Perry Anderson e di Louis Althusser
e dalla lettura limitativa che fa di Gramsci
solo il teorico dell’analisi e della lotta in campo «culturale».

Vorrei aggiungere qualche considerazione alla recen- fulcro della proposta della via italiana al socialismo,
sione del recente libro di Peter Thomas The Gram- questo «nuovo» Gramsci era stato ripreso politica-
scian Moment1, scritta da Fabio Frosini e pubblicata mente in Italia, e anche al di fuori d’Italia, come teo-
di recente su Critica marxista2. Vorrei cercare di spie- rico di alleanze da agire anche all’interno delle istitu-
gare al lettore italiano non particolarmente esperto zioni dello Stato capitalistico. Per alcuni marxisti ciò
del dibattito marxista in lingua inglese il significato significava però un abbadnono di fatto della lotta di
del libro di Thomas – che considero il più importante classe. Celebre divenne l’articolo in cui Robert Paris
lavoro sul pensiero di Gramsci pubblicato in lingua irrise contro Il Gramsci di tutti3, un Gramsci sola-
inglese nell’ultimo trentennio – a partire dal contesto mente democratico-riformista.
in cui esso viene a cadere.

New Left
Sono ormai trascorsi quarant’anni e più dalla
fine dell’impianto interpretativo costituito dalla let-
tura di Gramsci e soprattutto dei Quaderni del carce-
re avviata da Palmiro Togliatti nel dopoguerra. Tale Meno nota è forse al pubblico italiano la fortuna che
lettura era servita egregiamente alla prima diffusio- ebbe, a livello politico, l’opera su Gramsci di Perry An-
ne del pensiero gramsciano e alla costruzione del derson, la versione anglo-sassone di quella critica da
«partito nuovo», ma indubbiamente aveva a un certo sinistra che in Italia era grosso modo rappresentata
punto iniziato a mostrare la corda. Quando, dopo il dalla tesi del «Gramsci di tutti». Anderson – diretto-
1956, Togliatti aveva rinnovato la sua interpretazio- re della influente New Left Review dal 1962 – accettò
ne di Gramsci, riproponendolo su nuove basi come il l’argomento secondo il quale Gramsci non era mai sta-

1) Peter D. Thomas, The Gramscian Moment. Philosophy, Hege- 3) Robert Paris, Il Gramsci di tutti, in Giovane critica, 1967,
mony, and Marxism, Leiden, Brill, 2009, pp. 478. n. 15-16.
2) Fabio Frosini, Gramsci «non contemporaneo». Sul recente li-
bro di Peter Thomas, in Critica marxista, 2010, n. 3-4.
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to «leninista», per spingerlo così tra i «marxisti occi- singhiere di Frosini. Ma vorrei soffermarmi maggior-
dentali». Egli aprì la strada alla successiva tesi di un mente sui motivi che hanno spinto Thomas a consacra-
«gramscismo culturale». re un terzo del suo libro ad Anderson e, dietro di lui, a
La tesi di Anderson era semplice e solo in parte Louis Althusser, tutti e due oggi meno conosciuti in Ita-
erronea: Gramsci non era «leninista» e le sue idee na- lia che nel mondo anglosassone, anche perché, come si
scevano dalla disfatta storica subita dalla classe ope- è detto, le loro interpretazioni del comunista sardo sono
raia in Occidente dopo 1917. Su questo si può anche state superate in Italia già trent’anni orsono.
grosso modo concordare. Ma Anderson, allora tenden- Ma perché anche in Italia non sarebbe errato in-
zialmente «trotskista», partiva da questa constatazio- sistere sull’importanza di un «anti-Anderson», se si
ne per andare molto oltre, finendo per falsare il lasci- vuole rimettere in auge il Gramsci politico? Bisogna
to del pensatore sardo: un Gramsci non leninista non partire dall’assunto che lo studio di Gramsci è diven-
poteva essere che il «teorico delle sovrastrutture» tato davvero «mondiale» nell’ultimo decennio e si è
(come voleva Bobbio), del ruolo fondamentale affida- anzi spostato sempre di più dall’Italia al mondo an-
to delle ideologie e dei portatori di queste ideologie, glofono, in particolare agli Stati Uniti. È qui che per
gli intellettuali, rinnegando così la lotta di classe. Se- un trentennio le idee o gli effetti delle idee di Ander-
condo Anderson la lotta di classe venne considerata son sono diventate egemoniche – come Thomas sa be-
in, se non da Gramsci, come chiusa per una intera ge- nissimo. E questo fatto non è senza importanza an-
nerazione. Dunque, il pensatore sardo apparteneva che per altri paesi e altre aree culturali.
alla schiera dei marxisti occidentali, da Lukács a

Tra Althusser e il culturalismo


Marcuse.
Anderson potrebbe lamentare il fatto che que-
sta ricostruzione delle sue idee sia troppo in bianco e
nero. Bisogna in effetti riconoscere che molte sue tesi Anderson intendeva spingere il mondo politico di tra-
erano più sfumate. Molti giovani che giravano intor- dizione laburista verso un marxismo aggiornato. Non
no alla New Left Review si dedicarono comunque ad considerava Gramsci affidabile come teorico o il suo
ampie traduzioni dei Quaderni (nella prima edizione strumentario categoriale come un’arma politicamen-
Einaudi) che furono pubblicate dal 1971 in poi. Il pub- te efficace e finì dunque per indirizzare gli intellet-
blico a cui si indirizzava l’opera erano gli intellettua- tuali anglosassoni di sinistra verso altri pensatori
li vicini alla classe operaia e i partiti spiccatamente marxisti. Anche in seguito alla sua azione, molti mi-
anti-marxisti radicati nelle tradizioni culturali del litanti hanno preferito Althusser a Gramsci. Le idee
mondo anglo-sassone. Il messaggio trasmesso era che del francese su Gramsci dopo il 1965 non si discosta-
Gramsci era troppo «idealista» per servire come gui- vano molto da quelle del britannico. Se tralasciamo
da alla lotta classista contro lo Stato borghese. L’in- per un momento l’evoluzione negli Stati Uniti, possia-
terpretazione di Anderson ebbe un grande successo. mo asserire che quell’Althusser per cui i Quaderni
Le sue idee divennero egemoniche in tutta la sinistra non contenevano che una teoria unilaterale dello Sta-
e un punto di riferimento quasi obbligatorio per la si- to come Apparati ideologici di Stato è rimasto per
nistra anglo-sassone marxista. vent’anni il Papa del marxismo anglosassone.
Fabio Frosini nella recensione citata ha fatto un Anche da un punto di vista politico, Gramsci ri-
breve accenno alla tesi di Anderson, rammentando mase sempre per Althusser il migliore dei marxisti
come essa venne rapidamente superata in Italia. Con- idealistici. Malgrado la sua militanza comunista, la
divido l’apprezzamento di Frosini per il libro di Thomas, sua teoria sulla formazione della classe come classe
di grande importanza non solamente per il mondo an- rivoluzionaria era da respingere perché riduceva il
glofono, ma anche per gli studiosi italiani di Gramsci. marxismo a ideologia, ultima versione del marxismo
Non saprei aggiungere granché alle argomentazioni lu- economicistico-deterministico, sia pure completa-
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mente rovesciato. Appunto perche la sua teoria rin- turale della lotta. Ripensare e rileggere Gramsci
viava tutti i livelli della storia a quello della forma- vuole dire affrontare questo canone, cioè fare i con-
zione della coscienza di classe attraverso la lotta ege- ti con Anderson e Althusser per resuscitare il Gram-
monica, per Gramsci – secondo i seguaci di Althusser sci politico.
– la politica non avrebbe mai oltrepassato i limiti di Quest’operazione deve passare per un critica fi-
una lotta culturale che trascurava la lotta agli altri lologica delle loro interpretazioni – alla luce di quan-
livelli della realtà storico-sociale. to di nuovo su questo terreno è venuto avanti, anche
Il rigore logico del pensiero di Althusser sedu- per merito degli studi promossi dalla Igs Italia – per-
ceva una generazione di marxisti anglofoni stanchi di che solo così si può mostrare e mettere in chiaro che
un pensiero politico utilitario e imbevuto del senso co- le loro vedute sono sbagliate e senza sostrato filologi-
mune della tradizione anglosassone. co. Questa è l’unica maniera di svelare al pubblico an-
Il Gramsci politico, e promotore della lotta di glosassone l’abbagliato dal ragionamento portato
classe, sparì dietro il velo del Gramsci «culturale». Il avanti da Anderson e Althusser. E Thomas lo fa a me-
culto di Althusser non lasciava grande spazio per un raviglia.
Gramsci politico – come Thomas dimostra di sapere L’approccio del libro sembra cosi intimamente
benissimo. Il ricupero del Gramsci politico passa e legato alla storia particolare della fortuna di Gram-
deve passare dunque per il rifiuto delle interpretazio- sci nel mondo anglosassone che un italiano potrebbe
ni di Anderson e di Althusser. lecitamente chiedersi che cosa tutto questo ha a che
Thomas ha vissuto quest’emarginazione del fare col dibattito italiano. Si rammenti però l’attuale
marxista sardo, riposto, bene che andasse, nella sof- mondializzazione dello studio di Gramsci cui ho fatto
fitta culturalista. Chi voleva servirsi di Gramsci, usa- cenno prima: ciò che avviene oggi nel mondo anglofo-
re Gramsci per una analisi delle relazioni sociali di no degli studi gramsciani ha ripercussioni ovunque.
classe, finiva in realtà o con l’accettare il punto di vi- L’interpretazione maggioritaria in Gran Bretagna di
sta di Althusser o si impantanava nei meandri di un Gramsci come teorico della cultura è dilagata nel
punto si vista culturalista. In Inghilterra, in Austra- mondo statunitense e arabo, a partire da Said, in In-
lia e in India il marxismo dopo 1981 ondeggiava tra dia, grazie all’opera di Guha4, e anche in Italia, dal
le posizioni di Anderson e della New Left Review, più compianto amico Giorgio Baratta. Una certa lettura
vicini ad Althusser, a le posizioni di Stuart Hall e del «americana» dei Quaderni ha oggi qualche credito
Cultural Studies Centre di Birmingham. persino in Italia.
Per controbilanciare una siffatta lettura di

Filologia e politica
Gramsci con il Gramsci politico che sta a cuore a Tho-
mas occorre riprenderne il metodo. Il Gramsci che ci
ammoniva contro la contaminazione del marxismo
Il libro di Peter Thomas interviene in un dibattito con altre dottrine e che ci consigliva un approccio fi-
in cui da anni è considerata verità incontrovertibi- lologicamente fedele ai testi ha trovato in Thomas un
le il fatto che Gramsci è solo il teorico del livello cul- ottimo allievo.

4) Mi si permetta il rinvio al mio articolo su The Uses and


Abuses of Gramsci, in Thesis Eleven, 2008, n. 95, pp. 68–95.