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Fotografia

13.10
 Importanza della MEMORIA. Già agli inizi dell’umanità sentono la necessità di rappresentare ciò che
devono ricordare: scene di caccia etc. Supera l’istinto del mangiare per farne memoria, per garantirsi la
sopravvivenza. La difficoltà in queste rappresentazioni è la mancanza di INTELLIGENZA VISIVA per poter
intuire come rappresentare la tridimensionalità su un piano. Anche gli egizi hanno necessità di fare
memoria tramite la rappresentazione: costruzione piramidi, birra, battaglie, faraone… non è
rappresentazione reale, spazio riempito bidimensionalmente, assenza di profondità, soggetti più
importanti sono più grandi. Prima della pittura si evolve la SCULTURA, perché la materia ha in sé la
tridimensionalità. I GRECI basano la loro cultura sulla scultura, è la forma più immediata e realistica che
hanno per rappresentare. Capiscono che noi vediamo prima della nostra intelligenza (scoprono idea di
intelligenza visiva). Riconoscono che abbiamo bisogno di riferimenti dai quali partire. L’uomo è il primo
che studiano, i riferimenti li cercano in sé stessi. Policleto stabilisce il canone secondo il quale la testa
sta 8 volte nel corpo. Questi canoni che individuano sono riconosciuti automaticamente dalla nostra
vista. La mente si rilassa vedendo cose armoniche o simmetriche.
 L’architettura è importante perché al servizio dell’uomo e la vediamo sempre. Nella costruzione del
Partenone capiscono che costruendo colonne diritte alla vista sarebbe sembrato storto, allora stortano
le colonne (prolungandole si incontrerebbero a 2,5km di altezza) per correggere la distorsione del nostro
occhio.
 La proporzione dell’uomo viene usata anche nel medioevo per fare differenza tra DIGNITÀ: seguendo il
canone di Policleto rimpiccioliscono la testa ai più importanti, slanciandoli. A noi inconsciamente appare
meglio uno con queste proporzioni piuttosto che uno con proporzioni sbagliate. Queste regole sono
fondamentali in fotografia.
 I romani uniscono idee greche ed egizie: sculture belle e proporzionate, ma ingrandite. Anche loro hanno
difficoltà con la pittura, ma usano la dimensione della testa
per dare o togliere dignità in base alla classe sociale.
Per esame
 Pittura rappresenta, fotografia presenta!
20/30 (o più) portare con passepartout
17.10 (bisellato)
 Giotto è l’anello di congiunzione tra il “prima” e la nostra Non stampa digitale!
concezione visiva. 2 esigenze: “piegando” le linee si genera
un effetto di lontananza. Le linee non sono solo parallele o Farla fare da un
perpendicolari, inclinandole nel modo giusto trasmettono fotografo/imparare io a farla
profondità. L’altra esigenza è il cambiare l’espressione delle
persone, prima non si trasmettevano le emozioni nella Tema no persone-oggetti-luoghi
rappresentazione dei volti. Si avvicina ad una
Esercitazione 1: VUOTO(?)-no
rappresentazione dello spazio, del tempo e dell’anima in
pittura, rappresentando on modo più realistico la realtà. cose/sensazioni-… che non si
 Nel romanico l’architettura puntava sulla LARGHEZZA,
conoscono
serviva stabilità per accogliere i fedeli nelle chiese. Gotico Si può costruire il set, o capacità
punta sull’ALTEZZA, noi siamo piccoli. Nel 1400 rinascimento,
di vedere l’incidente o costruirlo
ridimensionano a MISURA D’UOMO tutto, lo spazio non si
misura più in altezza o larghezza ma guardando avanti, ad altezza uomo. Nasce la PROSPETTIVA.
Rappresentazione finita di un punto infinito.
 Leonardo da Vinci scopre (studiando i greci) che la luce, che si muove linearmente, passando attraverso
un piccolo foro (foro stenopeico) riflette capovolto ciò che c’è fuori. Poi cominciarono a costruire camere
oscure portatili per ricalcare l’immagine e fare i dipinti.
 MEMORIA: si ricorda una cosa perché vista in un determinato modo, non si può modificare. Fotografia
PRESENTA, mostra le cose per come sono. Se modifico, RAPPRESENTO come vorrei che fossero. Non
miglioro la foto modificandola: perdo la foto, la memoria.
 Caravaggio fu il primo ad utilizzare la camera oscura in pittura. Inoltre non dipinge più persone impostate
etc. ma la vita comune: ragazza addormentata, uno che si gratta per una puntura… mostra ciò che
accade così come è accaduto.
 Prospettiva del colore: comprensione che la distanza nello spazio altera la percezione del colore. Più un
oggetto è lontano più pulviscolo c’è in mezzo che riflette il cielo, rendendo i colori meno saturi e più
azzurri.
“la teoria del campo”
 La cosa più importante in una fotografia è ciò che viene escluso. Marcolli
 La nascita della fotografia crea una scomposizione della pittura:
cambia, non cerca più di dipingere la realtà ma le impressioni generate nell’uomo. Si rimarca la
differenza tra fotografia che presenta e la pittura che rappresenta.
 A fine ottocento la fotografia si impone perché fa memoria di ciò che è stato, per costruire ciò che sarà.
20.10
 Fotografia è memoria di un incidente accaduto davanti alla macchina fotografica. Il percorso della
fotografia nel secolo scorso è un percorso documentaristico: conoscenza e capacità di sintesi sono
necessarie per documentare. È un lavoro come un notaio, richiede uno studio approfondito. Il
meccanismo della fotografia è il suo rapporto con luce e tempo. Le prime fotografie di città erano vuote,
poiché richiedevano lunghissimi tempi di esposizione (la prima fotografia 8 ore). Quando si scoprirono
superfici con sensibilità maggiore si possono diminuire i tempi. Per fotografare una persona richiede un
tempo non superiore a 1/30 di secondo. Aumentando il tempo si vede il movimento, che generò
interesse in alcuni che non lo consideravano un errore ma una dinamica, un movimento. I futuristi,
Bragaglia per esempio, fotografano il tempo e il movimento muovendo solo una parte del soggetto:
fotodinamismo. Lettura del tempo attraverso l’obiettivo, primo oggetto in grado di misurare
scientificamente il tempo. Fotografia indagata nella sua sostanza fondamentale, il tempo. Questa è la
prima sperimentazione della fotografia, che rompe i “limiti” dell’otturatore reinterpretandoli come
espressione artistica.
 Anche riducendo i tempi di esposizione l’immagine non è ferma, perché non
si può fermare il tempo. È semplicemente un tempo molto ristretto. Solo la
luce è in grado di viaggiare più veloce dei tempi di esposizione.
 Dadaismo, Man Ray si concentra sul negativo: quando la luce agisce ossida la
superficie, scrivendo in negativo, che poi viene proiettato su una carta
fotografica che con lo stesso principio torna al positivo. (Rosso considera la
stampa di questo tipo fotografia in quanto è direttamente derivante dal negativo, che è stato testimone
dell’incidente, una fotografia della luna arriva direttamente dal negativo che è stato sulla luna). La
fotografia ha visto la luce che è stata vista dalla persona nel momento in cui è stata scattata, anche a

2
anni di distanza. Man Ray va ad intaccare artisticamente il processo di stampa, creando le solarizzazioni.
A tutti gli effetti sono degli errori, ma, come il mosso, lui le usa artisticamente.
 Man Ray inventa anche i rayogrammi, mettendo oggetti sopra alla carta prima di esporla.
 Fotografia usata al di là di mera documentazione degli eventi.
 Bauhaus, che vuole arrivare alla produzione industriale a partire da prodotti artistici, inventano il
fotomontaggio, con intento comunicativo: unendo due fotografie veicolano un messaggio. È dichiarato,
non cercano di nasconderlo (stile Photoshop).
 Movimento, camera oscura, fotomontaggio sono i tre elementi artistici della fotografia di inizio secolo.

24.10
 SENSITOMETRIA:
 Prime pellicole erano di vetro (poi plastica) con sopra uno strato di alogenuri d’argento in gelatina (fatta
da maiale). Più piccoli sono i granelli di alogenuro d’argento meno è sensibile la pellicola, però è più
definita. Più sono grandi i granuli c’è grana più grande, ma è più sensibile. L’alogenuro che ha visto la
luce, una volta sviluppato e fissato diventa argento metallico, in grado di durare per secoli.
 Esposizione-Sviluppo-Stampa. La fotografia digitale è una rappresentazione virtuale (in potenza di
divenire, ma non reale) di una fotografia. Quindi non presenta come una vera fotografia. La stampa
digitale non ha visto nulla di ciò che è successo, la stampa analogica è una trasposizione diretta di ciò
che è accaduto davanti alla fotocamera.
 Bianco e nero ha molti più dettagli, non si vede il colore, noi leggiamo la luce.
 CORPO MACCHINA:
 La macchina fotografica è una specie di piccola camera oscura con una parete da un lato e dal lato
opposto un obiettivo (al posto del foro, che permette di aumentare la luminosità).
 Formati: grande (in pellicole piane, banchi ottici, per avere qualità di profondità e superficie), medio
(rullino, 6x6,6x7,6x8,6x9), piccolo (rullino, 24x36mm).
 OBIETTIVI:
 ESPOSIZIONE:
03.11
 In ripresa con pellicola per illuminare si usa HMI: luce artificiale, continua, 5000K
07.11
 Chiudendo il diaframma aumenta la profondità di campo (quantità di campo a fuoco, proporzionale al
diaframma). Usare il fuoco per comunicare.
 Superficie
 Volume Esercitazione 2:
 Forme fotografare LA CAROTA
 Direzione (data dalla composizione delle precedenti) entro Natale
 Materiale stampa: fcf – via maestri Campolesi

3
 Ritmo
10.11
 GESTALT, psicologia della forma/visione. Ci sono delle LEGGI sulla nostra “Teoria del campo”
percezione delle immagini. – Marcolli
 “Un oggetto in un campo interagisce con esso e se gli oggetti sono due “Teoria dei colori” –
interagiscono tra loro” Goethe
 Prima guardiamo in alto a destra (quindi non bisogna sbagliare lì. C’è forte
contrasto luce buio). Persona e sfondo dialogano (Oppenheimer ha alle spalle, a
sinistra la lavagna). Tutto fermo e razionale, come lui e i suoi studi. Linee sulla
lavagna, da sinistra a destra, portano al viso. Luce sulla testa, la sua parte
fondamentale.
 Interpretazione: idea creativa, per rappresentare e
raccontare. Halsman. Dalì e teschio sono due fotografie
diverse: doppia esposizione nello scatto o nella stampa.
Racconta la particolarità di Dalì fotografando pazzie.
 Hitchcock fotografato sul set di “Uccelli” racconta il
momento dello scatto.
17.11
 http://www.jamesnachtwey.com
24.11
 Godfrey Reggio - “Koyaanisqatsi” (1982).
05.12
 Cartier Bresson, definito “occhio del secolo”. In un solo L’attimo decisivo
attimo riesce a contenere una vita. Con 20 foto descrive la 2ª
guerra mondiale. La fotografia si fa prima che accada, bisogna capire quando avverrà ciò che si vuole
fotografare, bisogna intuire. Fotografa l’“attimo decisivo”. Non aveva studiato fotografia ma pittura,
però capisce di avere un atteggiamento nei confronti della vita che lo porta alla fotografia.
12.12
 Pellicola ortocromatica  molto contrastata