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IL GABINETTO
DE’ GESUITI
SCOPERTO
O SIA BIBLIOTECA SEGRETA
Delle Maflìme , coftumi , opinioni , imprcfe

ed altre materie appartenenti

A i PP. Gesuiti
Diftribuita in varie Scansie.

SCANZIA I.

Inibiiefì opertum , quod non revelabitur ,


Qccuìtum , quod non [cietur . Matth. x, 16,

C^4^?^4L>V^4!*ì
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CrtfV

IN VENEZIA
MDCCLXVII.
.Per Vincenzo Radici.
Con Licenza de' Superiori %
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I S O•

ZW/o Stampatore

TT
% Na J moltitudine di materie
intereffantiflìme appartenenti/I ai co -
//«mi , direzioni , majjìme &c. dei
Gefuiti mi fu trafmelfa col titolo

di Gabinetto ; eh' è quali una Bi-


blioteca dei loro Àrchivj fegreti .

Io ho penfkto di divulgarne in-


tanto una Scanzia , colf idea di
continuare le altre , e mettere il

Pubblico al fatto di tutto il Ga-


binetto intero . Gradirà intanto il
. »
A z beni*
A
benigno Lettore la mia attenzio-

ne 5 : rivolta ad appagare la iua


giufta ed intereflante curiofità.

IH',

i
s<,f.v v*v v^>x^vv^vs vijiv v»>*

INTRODUZIONE A
E
Leggi » e le Coftituzioni i fapra le

L fondata e (labilità la
quali è (lata
Religione de'PP. Gefuiti , danno sì
chiaramente a vedere , eflere (lata vera-
mente difpolìzione dello Spirito Santo, che
il Padre S. Ignazio la piantale nella vigna del

Signore , che non v’ha alcuno, che cid


polla ragionevolmente porre in dubbio.'
Chiunque la confiderò fui bel principio del
fuo nascimento ebbe affai gran foggetto di

fperare , che farebbe un giorno per addive-


nire un albero fecondo , che piantato in
mezzo al giardin della Chiefa , in Clima
ubertofo e ferace , coltivato da induffri
Agricoltori, sì profonde in terra gitterebbe
le fue radici , e sì dilaterebbe le verdeggiai

ti fue foglie , che crefciuto in arbore fterr

minato, (otto l'ombra del quale fdrajata ri-


pofar potrebbe ficura l' eletta Greggia di
Gesù Criflo, e il buon Pallore dormir lie-
to e ficuro i Tuoi Tonni. E di vero, finché
que’ primi buoni Padri , da cui ella ebbe
principio e vita, h irrigarono con Tacque
A $ falu-
«
falutari della loro Carità, e ch’ ella coltU
Vata venne giulìa le loro faggie intenzioni,
e mire » egli è certo che i frutti , che nc
derivarono al Proifirao furono belli , pre-
ziofi, ed a maraviglia grandi, sì per l'ec-
cellente educazione della gioventù , che per
la converfione delle anime travviate, e pro-
pagazione della verace fede della Cattolica»
Religione. JVla il Demonio, che non im-
piega minór fottigliezza a diftruggerc , ed
annientare le opere , e i difegni di Dio ,
che gli uomini di vero zelo animati fi af-
faticano , e pongono ogni lor sforzo per
fecondarli , ed avanzarli, prefe argomento,
td occafione dal foyerchio ingrandimento
di quella Religione, e da’ Tuoi maravigliofi
progrelfi, che ella fece in poco tempo per
alterare, e corrompere il retto fine del fuo
Inftituto • Imperciocché per un finilfimo
artifizio , invece de’ primi falutiferi rivoli
di Carità che fono ora infelicemente quali
,

del tutto difieccati , v’ha infinuato, ed in-


trodotto le due più perniciofe paflioni , T
ambizione voglio dire , e l’infaziabile avi,
dità dell’oro, Dal che alla Crillianità tutta
ne proviene, e deriva un sì grande e deplo-
rabile danno , che- appena fi può formar
idea d’ un altro maggiore , come mi Infin-
go all’evidenza far vedere nel corfo delle Va-
rie Claffi di quello Gabinetto : nell’ introdu-
zione
A*
; wu .

7
2Ìone del quale io protetto avanti Iddio, che
non è già intereffe veruno,' nè malnata cieci
patitone quella che mi eccita , e move a dei
fcrivere mentovate paflioni , e metterle
ie

nel fuo lume ; ma femplicemente un vero


2eIo del ben Pubblico , al cui vantaggio,
ed avanzamento , credo che obbligato io
fia ad .impiegare ogni mio talentò e sforzo i

Alila viva fiducia 7, ch'elTendole loro fottìi!


arti a tutt’i Sovrani fvelate, comelofurono
a quelli di Portogallo, di Francia, e recen-
temente di Spagna, conofciute da cflì , al
male che a gran patii s’innoltra, pongano,
ficcome quelli, pronto, cd efficace rimedici
Ora prima d’ogni altra cofa , conviene
fapere, che la Religione de’Gefuiti avendo
per particolar Iftituto l’educazione della gio-
ventù (del che non v’ha Regno, nè Cittì
che non abbi un’eftremo bifogno) ella tttl
principio fu da ogni parte ricercata a tale
oggetto, c molto da Principi favorita, ed
appoggiata ; di maniera che eflfa fece tanto
progretio in pochi anni , quanto ne fecero
molte altre in diverti Secoli . Ma quella
grandezza,' che porca fpetie fiate, e ftrafet-
na feco un cambiamento di cottumi , rifve».
gliò , ed accefe nei Figliuoli del S. Padre
Ignazio un amore sì grande verfo la loro
Compagnia , che persuadendoti , che ella
folle più utile alla Chiefa di Dio, che tuc-
i < A4 te

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'8

te le altre, e più propria* ed abile per ri-’


formare il Mondo, conchilifero tra di loro*
che elfi, dovevano impiegare ogni loro più
fino artifizio , ed ogni loro più follecita
cura al fuo ingrandimento , attefo che elfi
aumenterebbero in ella la vera milizia di
Gesù Crillo , il bene di tutta la Chiefa ,
e l'antico patrimonio del Signore; per fer-
yirmi delle proprie loro efprelfioni.
E qui mi allungherei di troppo , eden,
domi propofio la brevità, fe io volelfi ac*
conciamente (piegare , e vivamente dipinge*
re la maniera maravigliofa , e che forfè a
molti fembra incredibile a motivo della fua
.novità , con la quale quelli Padri vanno
tutt* i giorni ampliando , la loro Compa-
gnia. Ma mi ballerà di rilevarne folamente
qualche cofa , lafciando uno fpaziofo , e
largo campo a ciafcuno di forma rfene un’
idea tale , quale giudicherà più verifimilc*
A quello oggetto per tantff io mi reflrin-
gerò folo ad alcuni capi , o punti , che
potranno fervire, a mio parere, di fonda-
mento alle rifielfioni, ed a’difcorfi di quel-
li, a' quali piacerà di efercitarfi fu quello
foggetto.
)

ARTICOLO PRIMO. ,
/
• •
* •

Ter (ìabilire i Gefuiti /’ ingrandiménto della


lof Compagnia Jull' altrui rovina ,
non fi

fanno alcun fcrupolo di fcrcditare le altre


Religioni apprefjo i Trincipi , e i fnoi To -

poli.

PR inferamente non è parfó


di potere alzare la
quell’alto flato d’ingrandimento , ove efiì
loro
a’ PP, Gefuiti
Compagnia a

tendevano, ed afpiravano , col folo ammae-


ftrare , col predicare, coll’ ammini Arare i
Sacramenti, o per mezzo d’altri limili Re-
ligioni efercizj. Imperciocché , Quantunque
fui principio follerò flati da molte perfone
affettuofamente accolti e ricevuti, come di
fopra accennammo 5 niente però di meno
eflendofl dopo accorti, che in prdgreflo di
tempo l’affetto , 0 propenfione , che per
,

loro aveva, fi andava feemando, ed in-


fi

tiepidendo} da ciò prefero argomento di du-


bitare, che la lor Religione non avelfe nel.
la fua infanzia fatti i luoi sforzi più gran-
di , onde eflì due altri valevoli , e forti
mezzi inventarono per ampliarla: Il primo
fu quello di fcreditare appreffo i Principi,
c Dominanti , e confecutivamentc appreffo
ogni altra maniera di Perfon? ? tutte le ah
tre

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IO
tre Religioni, facendo fupporre in effe delle
grandi imperfezioni , e difètti . Di maniera
che con quella maliziofa deftrezza , e ripie-
go lofQ di ftabilire, ed alzare la lo-
riufcì
ro propria grandezza full' altrui abbaffamen-
to ; dal che n’è venuto , che fi fono refi
avidi poffcffori di molti Monafterj , Aba-
zie, e d’una raguardevoliflìma rendita, to-
gliendole per mezzo della lor maldicenza
a que' buoni Religiolì, che prima erano in
Secondo mez.
legale, e pacifico pofleffo. Il
zo , che ha influito affai al loro ingrandi-
mento fi è flato quello di ingerirfi , e mi.
fchiarfi negli affari politici di Stato, im.
pegnando , e facendo entrare ne’ loro inte-
refli , e mire la maggior parte de’ Principi
Criffiani con una sì fina , fiottile , ed arti-
fìciofia maniera , la quale , ficcome diffici-
liffima da penetrare i così fi rende a quelli
predo che imponìbile il fvilupparla, e fpie.
garla perfettamente. Il loro Padre Genera-
le ,
al quale tuttirendono una
gli inferiori
efattjffima continuamente ri-
obbedienza ,

fiede in Roma
ha fcielto alcuni
. Bgli
Padri di una efperimentata abilità, che per
cfferc inceflantemente al di lui fianco , fi

chiamano Affilienti, o Affeflori: ve n’ha per


lo meno uno per nazione , dalla quale pren-
dono il loro diftintivo, e titolo; l’uno no-
minandoli raffittente di Francia, l’altro di
Spa,
\
Spagna ; il 30. d’Italia l il 40. d’ Inghilter-
ra , ild’Auftria, e così di altre Pro-
50.
vincie, o Regni*
Il dovere * e 1 ’infpczione

di ciafcun affiliente, è di dar pronto, e fe*


dele rapporto al Generale di tutto ciò,' che
,
fuccede nel Regno , o nella Provincia del
loro rifpettivò dipartimento , fpecialmente
par* ciò ,che riguarda ad affari politici di
Stato, (Le gran funefte nuove avrà dato
ai Generale PAflefTore di Spagna , nel ve-
derti così all’impenfata con tutti gli altri
fuoi focj forprefo , efolennemente bandito
e ciò mezzo de
loro fàcilmente riefee per il

fuoi Corrifpondenti , che facendo dimora


nelle Città Metropoli , e principali del me»
delìmo Regno , o Provincia , prendono le
più fquifite , e diligenti informazioni dello
flato , della natura « dell'inclinazione , e
dell’intenzione de’ Principi; e di tutto ciò
ne avvertifeono in feguito gli Affilienti col
mezzo de’ Corrieri , facendo loro principalmen.
te fapere , ciò che fi ha (coperto, o ciò che
v’ha di nuovo ; di maniera che tutti que-
lli informativi difpaccj pervenuti elTendo a
Roma , il Padre Generale , raduna nel
Configlio tutti gli Affilienti , che gli fan-
no come un* anatomia del mondo , met-
tendogli fotto gli occhj gli varj intereffi,
ed i più reconditi diflegni df tutti i Princi-
pi Crifliani. In confeguenza di quello, do*

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co aver meffo allo fcrutinioi c maturarne^
te confultato fopra tutto ciò , che a loro è
flato fcritto , ed avere fatti i convenienti
efami , o confronti , finalmente conchiudo-
no ,
che farebbe opportuno , e neceffario al
loro intereffe, e profitto il favorire, ed ap-
poggiare gli affari di un tal Principe , e ab-
ballare, o diflruggere quelli di tal altro. Di
maniera che ficcome quelli, che di qualche
giuocó fono fpettatori, ne prevedono più fa-
cilmente i colpi , che i Giuocatori medclì-
mi ; così quelli illuminati Padri tenendo
fott’ occbj gl’ intereflì di tutti i Principi ,
trovano con maggior facilità e prontezza i
mezzi più neceffarj, e valevoli per fiancheg-
giare, e proteggere gli affari, ed intereflì di
quello , che conofcono inclinato , e difpo.
fio a loro vantaggio, ed avanzamento.

ARTICOLO
/
SECONDO.
Si abufano i Gefuiti della Confezione per
penetrare i Secreti i piti reconditi
de Trincipi • \ ;

/ . » * .

che merita ogni più


Q Uello
fione
*è cofa al
dopo
fommo
il già mentovato, fi è, che
fconvenevole , efean-
feria riflef.

dalofa che Religiofi


, , che per profeflìone
rinunciano totalmente al mondo , vogliano
pren.
prender parte ed ingerirfi in affari di Stai
co f il loro dovere ed Inflittilo aftringendo-
li , ed obbligandoli ad edere unicamente
attenti , e Solleciti alla falute delle loro ani-
me, o di quelle del Proffimo-* Onde intri-
gandoli li Padri Gefuiti nel governo poli-
tico, ancora più che non fanno i Secolari
medelìmi , egli è troppo neceffario a fcanfo
di ogni pericolosa, funelta confegucnza, ad
un sì gran difordine , ed irregolarità por-
tarvi pronto , e rifoluto rimedio . E per
prova del fin qui detto conviene in primo
luogo Sapere che i Gefuiti fono qut’ che
afcoltano le confeflìoni d’una gran parte
della nobiltà degli Stati Cattolici » ed arri-
va tant’ oltre quello apparente Gefuitico
zelo fu quefto particolare, che per meglio
potervi attendere non ammettono Spello a
loro Confeffionali la gente di baffo affare ,
e povera * e) fovvente volte confeffano li

Principi medesimi; onde per quella via lo-


ro è facile il penetrare tutti i più intimi
penlìeri , e Segreti , c di Sapere lipiù recoo.
diti difegni , e risoluzioni , tanto de Prin-
cipi,
quanto de’ loro Sudditi ; del che SolJ
lecitamente ne danno minuto ragguaglio , al
General® y-o, agli Affilienti , che riffiedono
• in Roma . Or chi Sarà colui , il quale lìa
di così poco giudizio fornito , che chiara-

mente non vegga, e conofca il Sommo pre>


giu-
t

*4
giudizio, che uomini di fimil fatta poffonò
recare alti Sovrani» non avendo le loro folle-
citudini, raggiri, ed intraprefe altro oggetto
e fìnei che il loro vantaggio, ed intereffe,
che unicamente fi propongono ? mentre ogni
uno si , che niente v’ ha di più neccflario
alla confervazione di uno Stato della fe-
gretezza ne’ configli , e maneggi ; onde fe
tal fiato fi avanza , e crefcc per il detto
requifitoj tal’ altro d’ordinario fi debilita j
è cade in rovina per mancanza del medefi-
ino» e quefta è la vera, e fuor d’ ogni dub-
bio principal cagione \ che tutti i fag-
gi Principi fono sì folleciti ed attènti ad
andar cauti ^ e circofpètti, affine non fieno
Je loro intenzioni , e divifamenti feoperti »
ficcome 4I- contrario fanno per efperieozl
che dalla cognizione degli altrui difegni fo-
no fatti più prudenti , e faggi , e che dà
ciò riconofcono il miglior fi Ilenia,, che ten-
gono di governare i proprj affari . Da- tal
maffima ne deriva quella faggia curiofità di
Paperi tutto f e defiderio di effer informati
di ogni minimo
cafo, ed a- quello fine man-
tengono Ambafciadori anche con fpefe eè-
c<#five, ed Efploratori; benché molte vol-
te con poco o hiun profitto/* a motivo ,
che i ragguagli fatti da loro ftlpendiati Mi.
flifiri, non fono Tempre fedeli ; ma io ar.

difeo di'- francamente aderire * che li PP.i


•• GG.*

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.
**
£G. \ cioè il Prepofito General'* , e i fuoi
Afleffori hanno il raro vantaggio di avere
(ìncere , ben detagliate informazioni di tutto
ciò, che palla ne’ Gabinetti li più impene-
trabili , e fegreti , ha per il ficuro mezzo
delle Confezioni, e delle fquifitc diligenti,
e (ine dimande , che fanno all'occafìone i
loro fidi Corrifpondenti , che hanno il lor
foggiorno in tutte le principali Città della
Criftianità j o per l’interpofizione di alcuni
de’ loro Aderenti, ed amici di cui fra breve
faremo parola. Talmentechè elfi fanno me-
glio, per così dire, quali i e quante fono le
forze, le rendite j le fpefe , e li difegni de’
Principi, che i Principi medefimi; E tutto
ciò ricavano , e fanno fenza che loro colli
altra cofa che i porti delle lettere , che per
Verità afccndono ad una fomma ragguarde-
voliflima ; mercecchè a ciafcun Corriero ;
giudi» il ragguaglio , che ne danno i Ma-
dri di Polla, sborferanno li 60,70,80, e

molte volte ancora fino cento Scudi d’oro.'


Quindi egli è affai facile il comprendere $
che avendo una cognizione sì minuta , ed
efatta degl* intereffi di tutti i Principi, e So-
vrani , egli è egualmente in loro potere di
debilitare
, ed infievolire la loro riputazio.
ne predo gli altri Principi, di far loro fce-
mare, e perdere l'autorità fu i foggetti Po-'
poli ,di fufcitar loro contro tali nemici
^
I

l6 ,

quali elfi voranno i e di eccitare finalmen-


te contro di loro fedizioni, e follevamenti
de proprj Stati con quella fomma pericolo-
fa facilità, che per la medefima ftrada del-
le Confezioni, e delle loro politiche ricer-
che fcandagliano, e penetrano fino al fon-
do de cuori de’ Vafialli , e pienamente co-
nofcono que’che ficcome fono bene , o
male affezionati , e difpofti . E in quella
guifa , ficcome dai rapporti che loro fono fatti
degli affari di Stato, effi poffono con tutta
la facilità fpargere , e feminare delle ini-
micizie , e diffapori tra i Principi , e far
nafcere mille gelofie , timori , e fofpetti »
così per la profonda cognizione, ch’hanno
dell’ animo de , fudditi è pur loro altresì
troppo facile il fomentare in efii il diprez-
zo, e quindi eccitare il fuoco della fedizio-
ne , e difeordia , e cagionare ogni maniera
di turbolenze . Da tutto ciò ciafcuno dee
gi ultamente conchiudere , che il pubblico
Bene, e.l’intcrefle dello Stato punto non
permettono , che alcun Principe fcielga , e
tenghi per Tuoi Confeffori gente , che an-
teponendo il proprio intereffe al pubblico be-
ne , fi applicano con tanta lbllecitudine, e
penfiero a fpiare gli affari. di Stato, e che
fi fervono poi della cognizione , che han-
no acquiftata ,
per un mezzo il più miglio-
re, e più valevole, eh’ elfi abbiano -per de-
lira.

Digttized b^CoTDglc'
17
ftramente infinùarfi nella grazia degli altri
Principi . E molto meno ancora debbono
eflì tollerare, clic i loro principali Mini-
Uri , i loro Configlieri, o gli officiali del-

ia loro Cala
medefimi fi confedì no :
ai
Mentre , la Diomercè , fiamo per noftra
ventura in un fecolo molto bene provvedu-
to di foggetti , e perfone, che non cedendo-
la punto a’ Gefuiti , nè in fapere , nè in
morigeratezza di coftumi , nè in zelo per il
bene dell’ Anime , loro pollino rendere al-
trettanti , e più finceri fervigj } fen za che
non vi fia timore alcuno nè ombra per ciù
che riguarda ad affari di Stato , non inge-
rendoli quefti che nella femplice direzione
delle Anime, e nelle loro Ecciefiaftiche fpk
rituali funzioni.

ARTICOLO TERZO;
f
. Diviftone di .tre Ciuffi de Gejuiti l

M A
dicendo, conviene
per meglio intendere il fin qui det-
to, e quello che in feguito fi andra
riflettere, e notare, che
vi ha tre forti di Gefuiti : la prima fi è dì
aicuni Secolari dell’uno, e l’altro feflo ,
che eflendo aflociati alla Compagnia vivono
fotto quella nella pratica di una certa eie-
c* obbedienza, sgolandoli in tutte le loro
B azio;
/
i.Ai .
!•
f .

’ i8
azioni, e dipendendo da configlj, e volefi

de Geluiti , rendendofi pronti ad efeguire


ogni loro cenno, e comando. Quelli fono
per lo più Gentiluomini, e Dame, che paf-
'iano il retto della lof vita nello flato ve-
dovile, di facoltofi Cittadini j e di ricchi
Marcanti* che nè più, nè metto, che albe»
iri eccellenti e fruttiferi producono ogni an-
no a‘ Gefuiti una gran copia di preziofi
frutti * Cioè a dire molto oro , e denaro .

E di quella ClalTe fono quelle deboli femi*


nelle, che volgarmente fi chiàmano Bigotte »

che ellendo perfuafe , ed indotte da quelli


Padri i metter in non cale il mondo, fo.
no da Ètti in contraccambio Munte , che nc
ricavano da effe con belle parole * sfarzo!!
abiti , e ricchi mobili * eziandio e rendite
affairagguardevoli La feconda Claffe non
.

comprende che uomini, de quali taluni fo-


no Preti , e tali altri Laici , i quali ave-
gnacchè vivano che affai voi.
nel feCòlo^ e
te ancora ottengano eflì per la mediazione
de Gefuiti Pendoni /Canonicati , Abazie j
td altre rendite, hanno ciò nulla ottante fat-
to voto di prendere l’abito della Compagnia
al primo cenno che loro ne faceffe il Padre
Generale; onde quelli d chiamano Gefuiti
in voto . Di quelli i Gefuiti con la lolita
loro maravigliofa drittezza, e politica fe ne
prevalgono per ftabilire, ed ampliare la lo-;
r<* ,
V
u-r

1 »

/ ' v .

<*>

fra Monàrclihi , mantenendoli ne’ Regni , e


nelle Provincie, in tutte le Corti dei Prin-
cipi Sovrani , in una parola in tutti i luo-
ghi più cofpicui della Grillianità , affinchè
-yi fervano in quella maniera , che farà da
noi fpiegata nel fettimo punto < La terza
Clafle è di quc’Gefuiti politici* fra le cui
mani confitte la fommà autorità * che ten-
gono le redini del governo ddla lor Reli-
gione* e che effendo (lati dii Diavolo affa-
liti dalla medefima tentazione, eh ebbe Cri-

fio nel deferto , cioè hxc omnia ubi dabo , fi


tadens adoraveris me , hanno abbracciato il
partito , e la condizione da SatanafTo prò-
polla * impiegando ogni loro cura a ri-
durre la loro Compagnia in una perfetta
Monarchia > £
ficcome in Roma fi tratta,
no quafi tutti gli affari più intcreftanti del
Criflianefimo , e che quivi medefimo rifie-

de il capo , c duce di quelli bravi Politi-


ci * vale a dire il lor Generale con un gran
novero d’altri gravi perfonaggi di quella
Religione » così nanno in quello medefimo
luogo determinato , e rifoluto di dar prin.
cipio al loro impero ; ficcome facilmente ri-
conofceranno que’ * che fapranno riflettere
allà maniera, e politica, con cui fi regola-
no. Appena fi è propollo di trattare un nei
gozio in quella Corte, che li Gefuiti, che
1 loro Spioni vengono informati di tutto

B 2) ciò

—Digitized by Google
l. A * .

io
ciò cfie vi fi paffa d”impoHante fi unifcoi
no in conferenza per conchiudere una riuÀ
fcita favorevole ai loro interelli. Dopo ciò
fi veggono correre folleciti Ida Cardinali ,
dagli Ambafciadori, e dai Prelati , nel cuo*
re de’quali eflendofi deliramente infinuatk
fi pongono a decorrere dell’affare, che al-
lora fi tratta , o che fi è in procinto di
intavolare i effi la rapprefentano nella ma*
niera ,
che loro è in grado , avendo però
fempre riguardo al loro vantaggio , e pro-
fitto, e mutando parecchie volte a quefto
oggetto il vero afpetto alle cofe , fino a>
far vedere il bianco per il nero, ed il nero
per il bianco, come comunemente fi dice*
E perchè le prime relazioni, principalmente
quando provengono da Perfone Religiofe,
fanno 'una forte, e viva impreffione negli-
animi di chi li afeolta , da ciò ne fucce-
de, che fpefio grandi affari di rilievo, che*
fi maneggiavano e trattavano nella Corte di-

Roma per la mediazione di Ambafciadori-,


e d’altri autorevoli Perfonaggi, non hanno
formo quel effetto da Principi appettato, e-
defiata; attefo che li Signori Gefuiti preoc-
cupati avendo gli animi, e prevenutigli con-
i loro difeorfi dal proprio interefle fuggeri*

ti, e dettati, hanno impedito, che fi dalfe


credenza, e fede alle efpofizioni , e rappre*.
fentanze d’ altre Perfone , benché foffero

Digitized b^Google
;

'qìlelU t>iù Sincère, è più veritiere. non Ma


è folamente in Roma
appretto i Prelati ,
che fervano di quello artificio , che an-
fi

ni lo praticano , c mettono in opra o per


loro ftelfi. direttamente , o col mezzo de’
Gelimi della feconda fpecie indirettamente
nelle Corti degli da tutto
altri Principi j

ciò che abbiamo fin qui veduto


deve far fi

derivare quella legittima, e necettaria con-


fieguenza, che la maflima parte degli affari
li più rilevanti della Criftianità pattano per

così dire per le mani de’Gefuiti , e che qua’


foli trattati hanno il loro naturale effetto,
e corfo che non trovano da etti oppofi-
,

fcione . Io confetto però , che la loro atti-


vità e deftrezza ad intrigarli ne’ più fpi*
noli affari, a combatterli , diftruggerli , o ad
innalzarli, e favorirli ettendo cosi fina, e
,

fiottile, la fi può a buona ragione chiama-


re impenetrabile; Niente però di meno non
ferà molto difficile a Principi il conofccrla
e penetrarla, qualora vogliano avere la fof.
ferenza, eia benigniti di leggere quanto fii
quello particolare fono per ifcriverei Im?
perciocché fie daranno un’occhiata, e faranj
ho rifleflione fui pattato , e che fi richia-

meranno alla memoria le particolari circo;


llanze dei Trattati , rifcontrandoli giudi,
feiofamentecon quelle mie offervazioni , •

non potrà a meno, ché loro non falci agli


B j occhj
,

occhj la politicai e la finezza mirabile del*,


la Compagnia (velata, e (coperta. Ora ben*
che quello artifizio fino , recondito ,
e fe-
crcto fia precipuo loro mezzo , ch’efii
il

mettono in opera , per arrivare a quella


Monarchia, folo, e principale fcopo , ed
oggetto de’ loro defiderj ; non lafciano però
alcuna volta, d’impiegare altri efpedienti
(tanto quella Padrone di dominare gli. ac*
cieca, e perde), che (coprono ad evidenza
le loro ambiziofe mire, e pericolofi proget-
ti. Non era forfè una fupplica aliai ridico-
la quella che avanzarono fotto lo fpe.
,

ziofo preteflo del bene pubblico di tutta la


Chiefa alla Santità di Gregorio XIII. af-
finchè fi prefcrivefle , e comandalle a tutti
i Legati , e Nuncj Apoftolici , che prende!
fero qualche Gefuita per compagno , e per
confidente, dal cui configlio , e direzione
dovellero in ogni cofa dipendere , e pren*
der regola, e norma in tutte le loro azio.
,,


. . ' •
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. ARTICOLO QUARTO. J

§i abufano i Cefuiti della grazia, e confi .

denza de Trincipi temporali , ed Ecclc.


fiaftici a loro' vantaggio .
* - \ *
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C lOf che merita ogni più feria ponde-


razione. Si è che col mezzo di quelli
intrighi, e con la cognizione degli affari di
Stato, Gelimi li più autorevoli, c prin-
cipali fi fono procacciati , ed acquiùati 1’
amicizia, la confidenza, ed il favore di
molti Principi temporali , e Spirituali ; a
quali fanno loro credere che effi abbiano ,'

refo de’ gran fervigj } e dall’aura fecondati


\ di quello favore, ed infuperbin hanno ca*
gionato de’grandiflìmi difordini , e fatto na-
scere de* pcrniciofi , e mali inconvenienti; E
tra gli altri ne è degno di pianto , di fde-
gno , e di riparo quello che abufa ndolì del.
Ja bontà , >e benevolenza de’ Principi
, fi

fanno animofi a maltrattare , "e calpellare un


gran numero di Famiglie private le quali
benché ricche follerò, e nobili fono Hate
miferameme ridotte ad un’ellrema povertà,
ed indigenza dalla violenta ufurpazione che
li Gefuiti hanno fatta de’ beni delle vedo-
ve, e dalle llrade e mezzi poco finceri
qon cui hanno faputo Imprendere, e tirare

B 4 nella
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«ella lor Religione molti giovani Nobili $
e Cavalieri, che frequentano i loro Colle-
gi. Imperciocthè quante volte non fuccede
che quell' giovani divenendo infermi , o
trovandoli inetti, ed incapaci a follenere li
pefi , e fupphre alle funzioni della Compa-
gnia, fi dà loro il congedo, fenza però rcné
der ad tifi , nè a’ loro parenti li be-
ni , che eglino leco avevano portati nell’
ìngrtffo Religione! e de’ quali beni i
della
Gelimi avevano voluto edere infatuiti Eredi
al tempo di loro Proftlfione. Queda fuper-
chieria , ed ingiufliziaè ben lontana dal loro
Iftiruto , e non è compatibile punto coft
ciò che ha loro ordinato il Padre S. Igna*
Zio, e molto contraria all'intenzione di que*
Signori, che avendo fondate j e ftabilite le
loro famiglie , non ha loro lafciare tante
rendite per foddisfare la loto infaziabile éu-
pidiggia de’ beni di quello mondo; ma ad
oggetto di abilitar i fuoi difendenti a fer-
vire meglio la Repubblica Criltiana , e lo
Stato
, Il Secondo difordine , ed inconveniente,’
che nafee, proviene dal facile accedo, che
hanno i Gefuiti apprelTo de* Principi , fi è
che quelli Padri fe ne fanno incedantemente
un fuperbo vanto, e deliramente pervado-
no al fiocco mondo, che la loro familia-
rità , e la loro unione , ed intrinficchezza
co

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co’Grandi è molto f>iù intima l che in reai*


tà non è ; dal che ne viene pei corifeguen-
1

za, che lì rendono temuti, e formidabili ai


Miniftri medelìmi, i quali a quello rifletto
fanno tutto il pottìbile per infinuarfi , e
mantenerli nella loro grazia , e che infine
ciafcuno umilmente ricorre ad elfi , come
Valevoli, e potenti mezzi per ottenere tutti
que’ favori, ch’eglino defiderano; ed in que-
llo la loro vanità è montata a un tal eccef-
fo, che hanno ancora ardito di vantarli di
poter fare a loro arbitrio de* Cardinali ,
Nuncjj Luogotenenti, Governatori , ad al.
tri Officiali rango ; ed alcuni di loro
di
altresì hanno avuto la sfrontatezza di dire,
che il loro Generale può molto più che il
Papa medefimo ; altri hanno ancora fog-
gionto, che è meglio ettere di quella Reli.
gione, che può a fuo grado far Cardinali,
che ettere in fatti Cardinale. Io punto non
temo* che alcuna cofa poc’anzi detta quan.
tunque incredibile per la fua inaudita lira-
nezza, mi facci pattare per un Calunniato,
re , mentre quelli Padri lo dicono co.
si chiaro , ed aperto , che non vi ha Per-
fonai che converlì tal poco fi imiliarmente
con etti, che non abbia co’proprj orrecchj
udito molte fiate di (ìmiglianù millanterie.

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ARTICOLO QUINTO^
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^&«/o , cta i Gefuiti fanno della grazia


, r fa' Trincipi per abbajfare , o alzare
chi più loro aggrada .

, s- .. . .
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nternati in quella pratica di, Stato , una


I prime cole che vogliono , ed efigo-
delle
no dal Principe guadagnato, fi è che loro
permetta di alzare, o di abballare chi. loro
piace , fervendoli fempre del manto della
Religione, affine di ottenere il bramato in.
tento. E fe per /ventura loro li accorda,
e concede quanto chiedono, ficcome /ucce»
de pur troppo molte volte , non afpettatevi
che ellì facciano feelta per occupare li po-
lli vacanti dei più capaci , e meritevoli , e
che fono più abili a lodevolmente follenere
la carica addoflatagli ; anzi all’oppofto, fc
di quella fatta al Principe vengono propo-
lli, incontanente fanno ogni loro pof-
eli!

lì bile sfòrzo per opporvifi » o meno che


quelli non Gano de’ loro intimi amici, e
che non l.i riconofcano in ellraordinaria
maniera portati , e favorevoli a loro intc-
jreflx» ma ici riguardo a quelli ch’elli pre-
sentano, e i l cui avanzamento follecitano,
che Gano , non Gano affezionati al Prin-
c »

cipe , che q uclli Gano Galantuomini , o,



'
. :

gente

.
,

*7
gente ài mal fare avvezza , ch’eflì fiano ca-
paci ad efercirare il loro dovere , o nò ,
quello è ciò, a che meno penfano; Per la
qual cofa d’ ordinario fi vede che Ufficia-
li, e -Miniftri fiati fceltl, e che fono ufciti

da tali mani, non fervono ad altro, che a


dar dell'imbarazzo , e pena al Principe ,
c ad irritare con la loro condotta il Po-
polo con dei diffaporl , e difgufti gravi
che vanno in fine a terminare in funefte
’’
turbolenze, ed aperte ribellioni.
%

ARTICOLO SESTO. ' • ' »

La Sovranità del loro Generale da ejjì ricono'-


fciuta , e de' mezzi che il medefimo tiene
per ftabilire i fondamenti d' una vera Mo-
narchia ;
- •
i
.

Qujcade
E acconcio là fimilitudine
in
di un Piloto , che avendo ofTervato il
vento propizio, e favorevole per intrapren-
.

dere il divifato viaggio , non ha fittofto


dato fegno col fifchio , che tutti i robufti
Remiganti danno moto , e fanno avanzare
il legno verfo il determinato luogo ; Non
altrimenti il Padre Generale dopo lungo, e
pelato fcrutinio avendo conchiufo con fuoi
Altefiori, che egli è importante, e necefla-
rio per far li loro intercfli , che tal perfó-
I. tu J- *1 *.

*è .

rtx follèvata a qualche càrica c dignità ?


fia

jl primo indizio e cenno , che egli dà del


iuo volere , cd intenzione a que’ che dimò-
rano nelle Provincie , cagiona fra di loro
un’univerfale premura > e maneggio, mo-
vendo terra e Cielo per così dire, per por.
tare, e far falire in alto la perfona a loro
propofta nella carica , o nella dignità in
cui hanno rifoluto di collocarla . Ora bifo.
gnarebbe bene, che quello, che ha ricevuto
da eflì un ferviggio sì rilevante , folle ben
ingrato, a non render loro al occafione la
pariglia In quella maniera ordinariamentd
.

fuccede, che fi vedono più obbligati a’ Ge-

limi , che al Principe medefimo , da cui


proviene immediatamente il benefizio , e
che efli fiano più propenfi , ed affezionati
agli intereflS. e vantaggj di quelli , che alla
gloria, e ferviggio fedele di quello; Ond’è
che i Principi vengono ingannati > attefo che
credendo d’aver con tal benefìzio acquifla^
to un fido Servidore, e Vaffallo , eflì anzi
aprono l'adito ad un Spione de’Gefuiti ,
del qUale eflì molte volte fi prevalgono a
.danno di quel Principe benefico , che l’ha
portato agli onori , ed alle grandezze.
Que-
llo e sì vero, come tutto il reflo, che ho
fin qui avanzato, e che per prova e con-
validazione mi farebbe faciliflìmo il riferir-
ne molciflìmi efempj i fomminiflrandone in

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