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Idee POP

ProblemaObiettivoProposte

Collezione di idee a cura innovarePD

non chiediamoci cosa fa o non fa il PD per noi, ma chiediamoci cosa siamo disposti a fare noi per il PD
Il perchè
• Verona è una città contendibile, l’idea della supremazia culturale (quantitativa) della Lega è una storia che
il centro sinistra si racconta per aggirare importanti ragionamenti finalizzati ad individuare un percorso di
cambiamento indirizzato a rappresentare la città e le diverse realtà della provincia veronese.
• “Il pesce puzza sempre dalla testa”, “il cliente ha sempre ragione” e se il politico non si fa capire, non è
colpa del cittadino che non capisce ma del politico che non è in grado di instaurare un canale di empatia
con la collettività.
• La nostra società è un malato grave, di antimodernismo, di personalismo profondo, di edonismo esagerato,
di mancanza di civicità e di incapacità di pianificare un futuro sostenibile socialmente ed
economicamente.
• E’ in ogni modo necessaria una visione ottimistica per il futuro, spinta dalla convinzione che il malato non
ha ancora ricevuto la medicina opportuna, l’alternativa, il pensiero opponente, la concorrente visione di
futuro.
• Per avere un partito nuovo è necessaria un’innovazione della sua rappresentanza, del suo gruppo dirigente
e della sua organizzazione attraverso il rinnovamento di generazione e di volti. Attraverso la naturale
evoluzione delle cose e delle persone in opposizione alla innaturale riproposizione dei perpetui e degli
insuccessi.
Il percome
• E’ importante comprendere le criticità fino a qui emerse e partendo dall’analisi di queste porsi dei nuovi
obiettivi che ne permettano il superamento.
Da qui l’idea di un approccio POP, evidenziare i Problemi, porsi degli Obiettivi e fare delle Proposte
finalizzate al raggiungimento di quegli obiettivi (Problemi-Obiettivi-Proposte)
• Vengono quindi presentate alcune idee per permettere al PD di sganciare il freno a mano con cui viaggia
perennemente. E’ necessaria un accelerata sul rettilineo per evitare di essere doppiati dalla società che
mostra di viaggiare molto più velocemente della sua classe dirigente. Non basta più sopravvivere, bisogna
tornare a vivere, sognare, inventare, sfidare, costruire e amare; combattendo il malcostume della divisione
interna per evolverlo in condivisione e crescita.
• Questa “collezione di idee”, leggera, low cost, immediata, innovativa si pone come tesi congressuale a
prescindere da mozioni, fazioni, capi e candidati partendo dal convincimento che tutti possano
condividere quanto qui viene proposto.
Verona in LO.VE. (LOmbardoVEneto)
• Il futuro di Verona si gioca sulla sua capacità di valorizzare posizione geografica e relazioni (con i comuni
limitrofi, con le città vicine, con le regioni confinanti, con le regioni d’Europa)
• L’area Dolomiti, Garda, Verona ha 32 milioni di presenze turistiche l’anno: il futuro turistico di Verona si
può giocare con maggiori risultati con programmi e offerte comuni in quest’area che come appendice di
Venezia
• Il futuro dell’ambiente e della vivibilità della città possono essere progettati in modo innovativo puntando
da un lato sull’asse dell’Adige (da Bolzano a Rovigo), dall’altro sulla gestione comune di quella meravigliosa
cintura verde rappresentata dalle colline in continuità fino alle colline moreniche del Garda
• Oggi Verona è il principale snodo logistico Germania/Nord Italia per flussi di merci trasportate: come fare
per mantenere e sviluppare questo ruolo?
• Non è possibile quindi immaginare Verona dentro uno scenario amministrativo esclusivo Veneto-Venezia-
centrico. Lo scenario di riferimento deve scoprire posizionamenti sull’asse LOmbardo-VEneto: Verona è un
nodo importante di quella macroregione globale che è il Nord.
• Questa consapevolezza deve corrispondere ad un atteggiamento di apertura culturale e relazionale: siamo
veronesi, cittadini europei e del mondo, consapevoli e legati alle nostre radici locali, ma curiosi ed aperti
rispetto al futuro
• Apertura e radicamento nelle proprie origini significano disponibilità e solidarietà: per quel che
possiamo/vogliamo essere anche “localisti”, siamo per un localismo aperto e solidale
Verona-economy
• La preoccupazione principale dei veronesi (come della maggior parte degli italiani) non è più la sicurezza,
ma l’economia e il lavoro
• Il futuro del lavoro a Verona non dipende, ovviamente, solo da Verona né è solo nelle mani dei veronesi,
ma certamente è legato anche a come Verona “approfitta” delle opportunità della situazione difficile e
non solo le subisce
• Il “marketing territoriale” non è solo un’espressione esoterica dei guru dell’economia, ma un modo per
mettere insieme le forze e le opportunità di un territorio per attirare iniziative e flussi di persone e di
risorse
• Nel contempo è necessaria una vera valorizzazione del locale, delle iniziative micro, dell’economia sociale
che è quella che negli ultimi trent’anni ha creato il maggior numero di posti di lavoro rispetto al capitale
investito
• La crisi e la manovra economia tenderanno e ridimensionare il welfare municipale come lo abbiamo
conosciuto in questi trent’anni. Fare muro contro Tremonti non è sufficiente: se la promessa
universalistica del welfare non può essere mantenuta, occorre discutere e definire quali criteri di
selettività riteniamo equo adottare, sia rispetto ai settori da privilegiare a livello locale (l’assistenza?
l’istruzione? ecc.), sia rispetto ai soggetti da privilegiare (giovani? anziani? ecc.)
• Tale discussione e decisione deve essere effettuata informando e coinvolgendo i cittadini, anche con forme
di democrazia deliberativa che consentano di rendere consapevoli tutti della situazione e di raccogliere le
preferenze informate dei cittadini stessi
• In questa situazione è cruciale il ruolo delle Fondazioni bancarie e di altri soggetti privati, che non
debbono diventare la cassa ausiliaria dell’ente locale, ma i soggetti finanziatori di grandi progetti veri di
sussidiarietà.
Verona Democratica
• Dopo la crisi dei partiti di massa negli anni ’90, i canali di ascolto dei cittadini da parte della politica sono
stati sostanzialmente affidati a chi vive di politica, allargando il numero dei “professionisti” della politica a
livello locale
• Ciò ha diminuito la comprensione da parte dei partiti del centro sinistra prima e del PD poi delle tendenze,
preferenze, umori dei cittadini e dell’elettorato

Nei capitoli successivi si analizzano problemi-obiettivi-proposte per il PD Veronese


Governare le decisioni
• Problema: Spesso alle decisioni non conseguono azioni unitarie che coinvolgono i militanti e si finisce per
fare politica in ordine sparso.
• Obiettivo: trasformare l'organizzazione del partito per renderlo più efficace nel prendere decisioni e
attuare le azioni conseguenti, coinvolgendo chi ha reali competenze ed esperienza.
• Proposte:
 Superamento della figura del Segretario Organizzativo quale dimostrazione del distacco tra la politica
e la sua organizzazione; sostituzione con la figura di Vice Segretario.
 Trasformare la Segreteria in luogo reattivo e capace di prendere velocemente decisioni importanti.
 Nomina dei componenti della Segreteria in base a competenze.
 La direzione mantiene forte e chiara la delega politica.
 Formalizzare l’eventuale necessità di un’ulteriore sintesi politica rispetto alla direzione attraverso
l’introduzione del gabinetto politico nella quale ogni componente del congresso abbia diritto ad
indicare 1 uomo e 1 donna in loro rappresentanza.
Essere trasparenti
• Problema: Poca trasparenza e poca informazione relativamente alle decisioni, agli incarichi, alle nomine.
• Obiettivo: Il Partito Democratico ha un grande bisogno di Visione, di temi caratterizzanti; la trasparenza
può e deve diventare un tema caratterizzante. Essere Democratici senza essere Trasparenti è un no-sense.
La trasparenza si attua anche con una forte e continua informazione interna.
• Proposte:
 Maggiore trasparenza nella scelta degli incarichi a nomina anche attraverso il recepimento delle
direttive del documento EntiTrasparenti2.0
 Realizzazione dell’anagrafica degli eletti e dei nominati e impegno per proporla in tutte le istituzioni
pubbliche
 Pubblicazione dei conti, degli stipendi, delle spese e delle entrate.
 Obbligatorietà del consuntivo di mandato a scadenza annuale per tutti gli eletti e tutti i nominati
Investire
• Problema: Il nostro partito è in endemica carenza di fondi. Gli investimenti sono limitati, le attività dei
circoli poco supportate. Inoltre è necessario regolamentare al meglio il versamento delle quote di eletti e
nominati.
• Obiettivo: Dare ossigeno all’organizzazione. Per fare una buona politica e promozione della stessa è
necessario moltiplicare la presenza sul territorio, le campagne di ascolto e di rilancio. Per supportare
questo è importante avere il credito necessario per importanti investimenti.
• Proposte:
 Introduzione della figura del “Found raiser - Responsabile ricerca fondi” in appoggio al “Tesoriere”
all’interno della segreteria provinciale.
 Moltiplicazione di campagne raccolta fondi per obiettivi specifici coinvolgendo iscritti e simpatizzanti
su finalità precise.
 Individuare risorse lowcost in supporto all’organizzazione centrale del Partito (stagisti, volontari..).
 Rivedere la procedura di incasso delle quote degli eletti/nominati. Mantenendo costante la quota
complessiva e aumentando i contributi iniziali.
Crescere
• Problema: Abbiamo un numero di iscritti e di simpatizzanti che è in continuo calo e un ricambio nei circoli
significativamente basso. Nello stesso tempo abbiamo un deficit preoccupante di livello culturale di
riflessione ai fenomeni sociali che ci circondano
• Obiettivo: avviare un circolo virtuoso di conoscenze, di discussioni e aggregazioni che ci faccia crescere
internamente e sappia trovare più consenso all’esterno. Fermo restando che le critiche/le opinioni diverse
fanno parte costituente di un qualsiasi dibattito, occorre valorizzare di più quello che riusciamo a fare.
Avviare quindi un processo di autostima e orgoglio della nostra appartenenza, che ci porti a coinvolgere
gli amici e simpatizzanti delusi e conquistarne di nuovi. E’ fondamentale riscoprire e riorganizzare la
formazione interna, unica vera leva culturale per essere più preparati, più capaci e più credibili.
• Proposte:
 Creare momenti di formazione, sia in forma strutturata e di una certa consistenza, sia legata a singoli
argomenti, più facilmente accessibili. Occorre cercare di coinvolgere in particolare i giovani (o
accogliendo i loro stimoli e proposte..)
 Sede per giovani a piano negozio
 Facilitare le occasioni di tesseramento, anche prevedendo moduli compilabili on-line
Ascoltare e Conoscere
• Problema: approccio superficiale all’interpret azione dello scenario dei problemi. Informazioni
frammentate sulle competenze degli iscritti. Difficoltà a comunicare. Azione lenta. Disaffezione.
• Obiettivo: Formulare un piano annuale per mettere in moto un certo numero di campagne d’ascolto.
Trasversali attraverso i nuovi media oppure localizzate geograficamente in alcuni quartieri o comuni. La
fase di ascolto è la più arricchente per un partito che vuole proporre una visione per una comunità.
Ascoltare non significa trasformare in offerta il prodotto dell’ascolto ma bensì modellare la propria offerta,
la propria visione in base alle caratteristiche ricettive degli elettori. L’ascolto è un potentissimo mezzo per
instaurare relazioni.
• Proposte:
 Moltiplicazione di campagne d’ascolto attraverso il web o questionari porta-a-porta
 Accessibilità facile agli eletti e ai nominati
 Segreteria telefonica del PD (numero verde di ascolto)
 Presenza scadenzata degli eletti in determinati giorni del mese/settimana
 Offrire a tutti una opportunità/luogo/evento per poter esprimere le proprie idee
 Censimento iscritti e valorizzazione competenze diffuse
 Member retention: comprendere e attuare piani di recupero dei non più iscritti.
Comunicare dentro
• Problema: Troppo spesso il nostro partito è lasciato alla buona volontà e azione dei suoi iscritti. Ma ciò ha
limiti: la disparità organizzativa e del livello di governance tra i vari circoli e la mancanza di comunicazione
tra le attività e le buone pratiche che ci sono nei diversi circoli territoriali.
• Obiettivo: E’ necessario dare sinergia a realtà locali attraverso la facilitazione di una comunicazione
orizzontale periferica (periferia/periferia). E’ necessario ottimizzare ed investire nella comunicazione dal
centro alla periferia, dalla sede ai circoli, dalla sede agli iscritti e contrario.
• Proposte:
 Promozione conferenze tematiche e formazione indirizzata esclusivamente agli
eletti/amministratori/delegati enti finalizzate alla coesione dei gruppi
 Evoluzione dell’esperienza dei forum tematici in focus group: forum ad obiettivi e a tempo
determinato.
 Introduzione di flussi comunicativi continui tra il centro del partito e la sua periferia.
 NewsLetter a frequenza settimanale con appuntamenti, notizie e rendiconto lavoro svolto dalla
dirigenza.
 Miglioramento ulteriore del sito internet affinché diventi una piattaforma efficace di condivisione del
materiale e scambio di conoscenze interna al pd
 Mailing list dei coordinatori e referenti comunicazione del circolo
 Circolarità dell’informazione
Comunicare fuori
• Problema: Mancanza di efficacia nella comunicazione esterna. Sovrapposizione di strumenti senza una
strategia precisa. Non chiarezza di ruoli e responsabilità relativamente al prodotto della comunicazione e
alla gestione del suo processo.
• Obiettivo: Incidere nella comunicazione verso i cittadini, scoprire e indagare ogni canale possibile,
ottimizzare gli investimenti e consci della debolezza del nostro partito rispetto agli avversari approcciarsi al
problema come il Davide con Golia: oltre gli schemi classici.
• Proposte:
 Individuare un addetto stampa che faccia riferimento direttamente alla segreteria
 Introdurre in Segreteria la figura del Responsabile presenza territorio
 Valorizzare gruppo comunicazione del partito.
 Ristrutturazione sito internet per utenza esterna al PD
 Investire su Radio/WebRadio
 Laboratorio costante di produzione video
 Fare partire differenti progetti di comunicazione coinvolgendo giovani e creativi del partito
 Innovare e inventare nuovi approcci: incontri e confronti sugli autobus o nei parchi.
Essere in circolo, essere presenti
• Problema: il circolo percepito come entità burocratica o scarsamente attrattiva
• Obiettivo: fare dei circoli organismi viventi, punti di riferimento, che promuovano la socialità de territorio.
Investire energie culturali, organizzative, economiche nei circoli con un lavoro sistematico che li porti a
diventare nuovamente attrattori della comunità che rappresentano
• Proposte:
 Individuare forme di finanziamento-prestito affinché ogni circolo si possa munire degli strumenti
minimi per operare sul territorio (sede e materiale)
 Utilizzare i circoli per sponsorizzare iniziative esterne al partito eticamente importanti o socialmente
di aiuto (GAS locali; assistenza consumatori, piccola assistenza legale)
 Facilitare la rete orizzontale dei circoli per favorire scambi di esperienze e buone pratiche, attraverso
il web e incontri ad hoc.
 Lavorare in coordinamento con le associazioni sul territorio per ricreare luoghi di aggregazione nelle
comunità (ARCI).
 Piano puntuale di presenza mensile sulla propria porzione di territorio attraverso incontri finalizzati a
raccogliere interesse e consenso verso l’esterno
Essere pronti
• Problema: Molto spesso ci siamo trovati nella situazione di dover fare scelte importanti, individuare
candidati e persone agli ultimi giorni disponibili, sotto data, favorendo così un approccio poco pensato e
poco strategico.
• Obiettivo: E’ necessario darsi come obiettivo una continua verifica delle scadenze a 4 mesi in modo da
potersi sempre muovere con significativo anticipo sugli avvenimenti. E’ necessario arrivare alle comunali
del 2012 con largo anticipo per poter mettere in campo una efficace strategia.
• Proposte:
 Costruire una road-map continua e condividerla dal centro alla base per poter agire di anticipo sugli
eventi e sugli avversari.
 Primarie entro i 100 giorni antecedenti alla scadenza elettorale per la scelta della composizione delle
liste in consultazioni a liste bloccate.
Primarie entro i 200 giorni antecedenti alla scadenza elettorale per la scelta dei candidati a cariche
monocratiche (sindaco).
 Per le Comunali a Verona: (1) convocare il tavolo del Centrosinistra entro la fine di quest’anno per
delineare un eventuale percorso condiviso. (2) Convocare le primarie di coalizione entro 200 giorni
prima della scadenza elettorale (3) Perseguire continue campagna di ascolto dei cittadini e delle
realtà associative, quartiere per quartiere