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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

La psicologia del bambino studia la crescita mentale (comportamenti, coscienza).


Cinestesia=Autocoscienza.
L’intelligenza anteriore al linguaggio è intelligenza senso-motorio: il bambino non ha nè pensiero, né
affettività legate a rappresentazioni che permettano di evocare persone o oggetti in loro assenza.
Lo schema stimolo-risposta è unilaterale S→R, mentre l’assimilazione è reciproca S→R e R→S.
Lo stadio 1 = imitazione riflessa = attività spontanee e funzionali. Comporta schemi d’assimilazione.
I riflessi danno luogo al consolidamento (il bambino poppa con più sicurezza dopo alcuni giorni).
Lo stadio 2 = abitudini = basate su uno schema senso-motorio senza differenziazione tra mezzi e fini.
Esempio d’acquisizione è la suzione del pollice, poiché non esiste alcun riflesso o istinto a riguardo.
Nello stadio 3 = magico-fenomenistico = coordinazione tra la visione e la prensione.
Lo stadio 4/5 = intelligenza pratica / ricerche strategiche (se un oggetto si trova su un tappeto, il bambino
potrebbe tirare il tappeto per prendere l’oggetto osservando la relazione tra essi).
Lo stadio 6 = primo decentramento (inizia a trovare soluzioni grazie a combinazioni interiorizzate).
L’oggetto permanente. (schema cognitivo) Mentre l’universo iniziale è un mondo senza oggetti (afferrando
un oggetto successivamente coperto da un panno, l’oggetto si crede riassorbito), nella costruzione del reale
avviene un decentramento; il bambino si colloca tra gli oggetti di un universo formato di oggetti permanenti.
Al 5 stadio il bambino cerca l’oggetto scomparso dietro lo schermo in base agli spostamenti di quest’ultimo.
Lo spazio e il tempo. Inizialmente non esistono né spazio né tempo. Successivamente gli spazi sono tutti
centrati sul proprio corpo: spazio orale, tattile, visivo, ecc.; mentre il tempo è in assenza di oggettività: attesa.
La casualità. la fase iniziale al terzo stadio è centrata sull’azione propria creduta l’unica causa (magico-
fenomenistica: fenomenistica=ogni cosa produce ogni cosa; magica=centrata sull’azione del soggetto).
Strutturando l’universo con l’intelligenza senso-motoria secondo lo spazio-tempo, la casualità si oggettivizza
e spazializza (se l’oggetto è accanto e non sul tappeto, al quinto stadio non viene tirato il supporto).
Aspetto cognitivo delle reazioni senso-motorie. (schema senso-motorio) si manifesta in tre forme:
a) strutture di ritmi; b) differenziazione dei ritmi iniziali secondo schemi multipli;
c) inizio di reversibilità e delle operazioni del pensiero (uno spostamento AB ne comporta uno BA).
Aspetto affettivo delle relazioni senso-motorie. (schema affettivo) Si passa da un’indifferenziazione tra l’io
e l’ambiente ad una relazione tra l’io differenziato e le persone o cose. Gli affetti del secondo stadio sono in
assenza di coscienza dell’Io = adualismo = narcisismo senza Narciso. Nel terzo e quarto stadio si hanno
delle soddisfazioni psicologiche e organiche. Durante il quinto e sesto stadio stadio si ha una scelta
dell’oggetto affettivo visto come un transfert della libido dell’io narcisistico sulla persona dei genitori.
Costanza della forma: mentre il bambino di 8 mesi, vedendo la tettina di gomma, riesce a rivoltare il suo
biberon a rovescio, ma non riesce se non nota nulla della tettina (non attribuisce al biberon una forma
costante); il bambino di 9 mesi riesce a rivoltarlo senza fatica (attribuisce una forma costante).
Costanza delle grandezze: il bambino verso i 6 mesi riconosce un oggetto più grande seppur allontanato.
Oggetto permanente e percezione. Un esempio per comprendere l’acquisizione della permanenza
dell’oggetto è l’effetto tunnel: Si ha un oggetto in movimento di traiettoria ABCDE, con AB e CD visibili e i
segmenti BC e DE dietro uno schermo: il bambino di 6 mesi segue il tragitto, perde di vista l’oggetto in B, lo
cerca in A; poi rivedendolo in C, lo segue fino a D; quando l’oggetto sparisce in D, lo cerca in C poi in A.
La funzione semiotica o simbolica. E’ l’insieme dei significanti differenziati. Si ha alla fine del periodo
senso-motorio (1,5/2 anni). E’ la capacità di poter rappresentare un oggetto, avvenimento assente
(significato) per mezzo di un significante differenziato (linguaggio, immagine mentale, gesto simbolico).
E’ composta da segni (soggettivi o convenzionali) e simboli (somigliano ai significati). Comparsa (fasi):
1) imitazione differita; 2) gioco simbolico; 3) disegno o l’immagine grafica;
4) immagine mentale (imitazione interiorizzata, comparsa del pensiero);
5) evocazione verbale di avvenimenti non attuali (più che un’imitazione).
Il gioco simbolico: al bambino non basta effettuare un’evocazione mentale per rivivere un avvenimento, ma
ha bisogno di un simbolismo. Nel gioco simbolico, l’assimilazione avviene tramite la costruzione di simboli.
L’immagine mentale (es. conservazione dei liquidi in due contenitori diversi) non genera strutturazioni
operative, ma bisogna integrarle a operazioni, le quali derivano dall’azione stessa e dal linguaggio.
La memoria di riconoscimento è in presenza dell’oggetto e quella di evocazione dell’oggetto in sua assenza.
Linguaggio sviluppa e potenzia il pensiero. Esso non costituisce la logica, ma viene strutturato da essa.
Le operazioni concrete del pensiero = dall’azione all’operazione: si basano su oggetti e non su ipotesi.
1) livello senso-motorio d’azione diretta sul reale;
2) livello organizzativo: il linguaggio e la funzione semiotica permettono la comunicazione; decentramento;
3) livello delle operazioni, dai 7-8 anni, basate su trasformazioni del reale tramite azioni assimilate.