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PEDAGOGIA MUSICALE

L’interpretazione dell’esperienza sonora attribuisce dei significati alla musica, i quali non sono soggettivi,
ma sono in relazione con le strutture compositive (melodie, armonie, ritmi, dinamiche).
Tale significato proviene dall’unione dell’esperienza sonora con il nostro vissuto.
Il linguaggio musicale è un linguaggio simbolico.
La musica non è soggettiva, ma esprime significanti senza significato convenzionale.
Il linguaggio musicale è privo di un oggetto identificabile, ma è caratterizzato dalla connotazione
(associazione a stimoli sonori di contenuto emotivo, culturale).

EMISFERO SINISTRO:
razionali verbali analitiche astratte temporali

EMISFERO DESTRO:
irrazionali non verbali sintetiche concrete spaziali globali

L’ascolto emozionale fa dell’emisfero destro (MELODIA).


L’ascolto di un musicista che legge una partitura fa parte dell’emisfero sinistro (ARMONIA).
Nell’ascolto emozionale-analitico avviene un’integrazione fra emisfero destro e sinistro e viene chiamato
emozione-estetica.
Con l’applicazione del modello piagetiano al simbolismo musicale si ha un rapporto fra l’assimilazione (che
comporta significati) e l’accomodamento (che comporta significanti=l’immagine mentale).
L’aspetto senso-motorio e l’aspetto simbolico (interpretazione gestuale dei significati) sono essenziali per lo
sviluppo mentale di un bambino, in quanto entrambi gli aspetti sono attività già presenti e spontanee in lui.
Nel pensiero Piagetiano infatti esistono tre tipi di gioco nello sviluppo del bambino:
1)L’ascolto senso-motorio (battere il piede, segnare il ritmo con le mani) si può considerare come
un’intuizione dell’elemento sonoro sotto forma di movimento;
2) La condotta simbolica è un’interpretazione dei significati attraverso la parola, la rappresentazione grafica
e la rappresentazione gestuale;
3) La condotta logico-organizzativa significa ascoltare la musica come gioco, ma in presenza regole.

Il metodo da applicare dovrà tener conto della struttura induttiva-ipotetico-deduttiva di Cattell, e quindi
tenere in considerazione nuove ipotesi ed attività i recupero. Ponendo l’ascolto come un gioco dei suoni il
bambino parteciperà attivamente assimilando sempre più il linguaggio musicale.
Udire è un fenomeno fisiologico mentre ascoltare è un’elaborazione psicologica.
Ansaldi e Sansuini distinguono tre tipi di ascolto:
a) ascolto psicosomatico b) ascolto emotivo c) ascolto strutturale
dove l’ascolto strutturale coglie nello stesso momento sia il particolare che il globale, mettendo quindi in
causa l’emisfero destro e il sinistro.

PSICOPEDAGOGIA è la disciplina che studia gli aspetti cognitivi e socio-affettivi presenti nelle
esperienze di apprendimento.
L’insegnante per determinare gli obiettivi dovrà attuare un percorso graduale e funzionale che tenga conto
della realtà della classe e del clima scolastico, il quale potrebbe ostacolare l’apprendimento.

Il docente dopo aver tenuto conto del disagio dell’alunno all’ingresso nella scuola dovuti dallo spazio, dagli
altri compagni e dalle figure scolastiche, dovrà analizzare e conoscere la situazione del gruppo classe tramite
l’aiuto di test sociometrici-diagnostici-conoscitivi, sarà in grado di stabilire gli obiettivi cognitivi e socio-
affettivi della programmazione adatti alla crescita dell’alunno.
Nell’ambito dell’educazione musicale l’attività dell’ascolto aiuta a sviluppare sia gli aspetti cognitivi che
quelli socio-affettivi e può essere suddiviso in ulteriori attività come l’ascolto distratto (sottofondo musicale
durante altre attività o ascoltare al fine di rilassare) e l’ascolto guidato.
Altre attività prendono parte nella sfera socio-affettiva come ad esempio il fare musica insieme e il canto
corale, le quali sviluppano ad esempio la socializzazione e la collaborazione.
Il rapporto tra il tempo impiegato ed il tempo di cui si ha bisogno determinano il grado d’apprendimento; il
tempo che l’allievo dedica ad un’attività è la perseveranza, la quale è influenzata dall’opportunità e cioè il
tempo che è possibile impiegare all’apprendere; il tutto è ulteriormente influenzato dall’attitudine
dell’alunno.
Da considerare riguardo l’operatività degli obiettivi è il mastery learning, l’apprendimento per la
padronanza, il quale crea delle condizioni favorevoli all’apprendimento adeguate al bisogno di ogni singolo
studente. Tiene conto di una programmazione graduale dove inizialmente si definiscono gli obiettivi da
raggiungere, per poi suddividere la materia in oggetto in unità didattiche con, a ciascuna unità, la relativa
verifica fatta per accertare l’apprendimento; vengono poi fatte eventuali attività di recupero con successivo
controllo prima di procedere con il modulo seguente.

TASSONOMIAclassificare/ordinare con regole. Aiuta gli insegnanti a definire gli obiettivi.


Nello schema cognitivo si classificano i settori di apprendimento mentre nello schema affettivo è necessaria
l’interiorizzazione degli obiettivi di un livello iniziale prima di passare a quello successivo.

LA TASSONOMIA DI BLOOM:

1. RICETTIVITA’ 2. RISPOSTA 3. VALORIZZAZIONE


4. ORGANIZZAZIONE 5. CARATTERIZZAZIONE

COGNITIVISMO fa parte della psicologia generale e studia i processi cognitivi con i quali l’uomo
scopre e conosce (il linguaggio, la percezione, il pensiero, l’attenzione).
Nella percezione si sviluppano i concetti e le deduzioni; il linguaggio organizza e comunica la conoscenza;
nel pensiero si basa l’attività di soluzione dei problemi; l’attenzione migliora la percezione.

PROGRAMMAZIONE E CURRICOLO nella programmazione l’insegnante considera le esigenze


di ogni alunno prevedendo i risultati, mentre il curricolo è l’operatività dell’educazione.
I due termini prendono entrambi parte alla progettualità.

Programmazione:
1. definizione degli obbiettivi; 2. pianificazione delle esperienze;
3. realizzazione; 4. verifica; 5. perfezionamento del progetto.

Programmazione curricolare:

1. Valutare la situazione d’ingresso è fondamentale per poter organizzare una programmazione.

2. L’obiettivo è la meta formativa.

3. I contenuti sono gli oggetti culturali, materiali e concettuali determinanti l’informazione.

4 - 7. Il metodo ha come fine l’apprendimento; per attuare tale apprendimento il docente dovrà
organizzare l’intervento didattico tramite una logica.

5. I materiali sono i mezzi che assistono l’insegnante nella didattica per raggiungere gli obiettivi.

6. Strutturazione delle sequenze di apprendimento:


1. CONOSCENZA; 2. COMPRENSIONE; 3. APPLICAZIONE;
4. ANALISI; 5. SINTESI; 6. VALUTAZIONE.

8. La valutazione aiuta l’insegnante nella programmazione. Perché e quando valutare:


- prima dell’intervento, per stabilire il possesso dei prerequisiti;
- durante l’intervento, per conoscere i progressi;
- al termine dell’intervento, per accertare l’assimilazione degli obbiettivi.