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Quarantacinque motivi per cui, da

lombardo, vi consiglio di visitare la


Lombardia.
Qui Touring/TCI
Dialetti loghi Escritores Cuidades
1.Perché abbiamo le alpi, le prealpi, un assaggio d’appennini, le colline, la pianura, belle
città, lunghi fiumi e grandi laghi. Certo, non abbiamo il mare. Ma ci stiamo lavorando.

2.Perché siamo convinti che niente sia veramente impossibile.

3.Perché respirare nebbia è un’educazione sentimentale.

4 […]

5.Perché ci sono fiumi scontrosi che da giovani erano torrenti.

6[…]

7.Perché fa caldo (d’estate) e fa freddo (d’inverno). Così possiamo rinfrescarci, riscaldarci


e goderci le mezze stagioni.

8.Perché dei laghi Maggiore, di Como e di Garda parlano bene Stendhal, D.H. Lawrence e
George Clooney. E del lago d’Iseo parlo bene io.

9.Perché dove le valli si aprono nella pianura qualcuno ha aperto una fabbrica.

10.Perché i campi non hanno mai l’aria annoiata.

11.Perché la Lombardia era verde prima che lo dicesse Umberto Bossi.

12.Perché è europea, ma se glielo ricordi arrossisce

13.Perché Milano è l’America. I milanesi sono i pellerossa, tutti gli altri vengono da un altro
posto.

14.Perché a Milano comincia sempre tutto (dalla politica al costume), anche quando
nessuno se n’accorge.

15.Perché a Milano c’è la Scala del calcio. E anche l’altra.

16.[…]

17.Perché la Madonnina, sul Duomo, c’è davvero. E ha una gran pazienza.

18.Perché “L’ultima cena” non è certo l’ultimo dipinto.

19.Perché la Galleria Vittorio Emanuele di Milano è il prototipo di tutte le “shopping malls”.

20.[…]
21.Perché la ragazze hanno il passo di pianura (lo dice anche Ivano Fossati).

22.Perché i piccoli cimiteri di campagna sembrano barche bianche nel mare verde, e le
chiese dei paesi sono navi in porto.

23.Perché il traffico si dirada, ogni tanto.

24.Perché la gente sa designare (gli abiti, le lampade, i mobili, le macchine, qualche volta
il futuro)

25.Perché in Lombardia sono nati e cresciuti il Touring Club Italiano e il Corriere della
Sera, e tutt’e due portano bene gli anni.

26.Perché Buzzati e Brera non sono Manzoni, ma sapevano scrivere pure loro.

27[…]

28.Perché le ragazze di Brescia dicono “niènte” con la “e” aperta.

29.Perché ci vuole un interprete, per capire il bergamasco. Ma ne vale la pena.

30.[…]

31.Perché il panettone ha un aspetto rassicurante.

32.Perché in Franciacorta fanno uno champagne maiuscolo, ma senza maiuscole.

33.Perché a Crema mangiamo squisiti tortelli dolci, e siete tutti benvenuti.

34.Perché a Mantova mangiano discreti tortelli di zucca, e vivono in una città che è una
delizia.

35.Perché tutti sono rivali di tutti, ma ci vogliamo bene.

36.Perché la polenta ha un colore super partes.

37.[…]

38.Perché camminare sull’acciotolato, di notte, produce un rumore interessante.

39.Perché molti paesotti lungo le provinciali sono così brutti da diventar simpatici.

40.Perché le piazze sono un po’ salotti e un po’ officine, un po’ mercati e un po’
assemblee, un po’ asili e un po’ ospizi, un po’ passerelle e un po’ palestre.

41.Perché il cielo di Lombardia, certe mattine, è più azzurro della maglia della Nazionale.

42.Perché la maggior industria lombarda è l’ottimismo.

43.Perchè siamo i re delle pubblicità. Anche di noi stessi.

44.[…]

45. Perché amiamo gli avi (i piemontesi), ammiriamo gli allievi (i veneti), apprezziamo gli
amici (gli emiliani.) Ma nualtre sem fort bé (“Ma noi siamo proprio forti” – in cremasco).
Reflexión

¿Me gustó la actividad?

Si me gusto la actividad

¿Por qué?

Me pareció muy interesante conocer todo lo de Lombardía de esa


manera que realmente te invita a conocerlo

¿Qué cambios le haría a esta actividad?

Ninguno la manera que es organizado me gusta mucho y es fácil de


entender

- ¿Qué tipo de habilidad trabajé con esta actividad?

Trabaje mis habilidades lectoras y de compresión ya que es un texto


muy bien redactado, también mis habilidades de vocabulario y
gramatical ya que eran palabras que conocía y lo que no era fácil de
relacionar con el texto

- ¿El nivel del texto me pareció apropiado respecto a mis conocimientos


de la lengua?

El nivel del texto para mi es fácil de acuerdo a mis capacidades

- ¿Ayudo esta actividad en mi comprensión lectora en italiano?

Si a relacionar ideas en un texto concreto

- ¿Ayudo esta actividad en mi desarrollo personal?

Si a conocer más de un tema que me llego a interesar


Officina.it
La newsletter di AlMA edizioni

ARTICOLO DI CRONACA

Il 5 gennaio 1954 nasce la RAI. E l’Italia trova


l’unità linguistica.
Lo storico Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca:
nessun dubbio, il video ha favorito il superamento dei
dialetti.
01 Ammettiamolo. Oggi si tende soprattutto a considerare le conseguenze nefaste dello
spettacolo televisivo leggero nel costume e nella cultura degli italiani,ma si dimentica
un fatto indiscutibile: la televisione ha contribuito in maniera determinante alla nostra
unità. Specie quella linguistica. Francesco Sabatini, storico della lingua, professore
all’Università
05 La Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia della Crusca vuole chiarire subito un
aspetto che chiama «ideologico»: «I giudizi sull’effetto che la televisione ha avuto nel
corso della lingua italiana sono di due tipi, opposti: c’è chi ha visto o vede la tv come il
toccasana delle nostre difficoltà linguistiche e chi la vede come fonte di tutti i mali.
Stranamente queste due tendenze sono trasversali agli schieramenti politici di destra e
di sinistra e ciò accade perché si tratta per lo più di giudizi semplicemente superficiali».
10 Per evitare la superficialità dei più, bisogna valutare aspetti storici, sociologici e
strettamente strutturali. «Innanzitutto — avverte Sabatini — sul piano della storia
linguistica va considerato che all’inizio degli anni Cinquanta nella nostra società
l’italofonia era ancora molto bassa: dati attendibili indicavano che il 63 per cento degli
italiani era ancora dialettofono, quindi quasi incapace di parlare la lingua e tutto
sommato di comprenderla.
15 Ciò dipendeva certo dalla scolarizzazione insufficiente: l’obbligo scolastico era ancora
limitato, fino al ’62, alle elementari. L’avvento della televisione, che rinforzava di molto
l’effetto della radio, del cinema e dei dischi, superando la barriera dell’alfabetizzazione,
20 introdusse un agente nuovo di diffusione capillare e duratura della lingua
italiana».Insomma, in venti-trent’anni la televisione è riuscita a realizzare un sogno che
già Dante Alighieri aveva cullato: «L’effetto della Rai — ricorda il professor Sabatini—fu
massiccio e molto rapido. «Infatti, alla fine degli anni Ottanta, cioè prima del boom della
scolarizzazione prolungata, l’italofonia è cresciuta fortemente, raggiungendo l’80 per
cento. Non tutto —
25 per carità! — si deve alla televisione, ma questa, operando anche nelle aree sociali più
emarginate, è stata il fattore principale.Dopo secoli di attesa, in tre decenni si è
raggiunto un traguardo che in altri Paesi era stato raggiunto (anche se gradualmente)
due o tre secoli prima. Del resto, chi non ricorda le immagini televisive anni Cinquanta
con dei contadini che in una stalla mungono mentre
30 guardano la tv e ascoltano discorsi in lingua italiana?». Era un italiano basico, come
scrisse Umberto Eco a proposito della lingua parlata dall’everyman Mike Bongiorno. Un
italiano semplificato, privo di congiuntivi e di subordinate. Da qualche anno c’è un
revisionismo anche in ambito storico-linguistico che tende a riabilitare il vecchio Mike:
«Era indispensabile — dice Sabatini — che il suo italiano
35 fosse semplice e accessibile a tutti. La critica di Eco a Mike Bongiorno era sbagliata. Si
può capire la sorpresa dei professori, ma bisogna fare una banalissima considerazione:
se davanti ai televisori c’era il 63 per cento di non italofoni, per conquistare quella
fascia di popolazione all’uso dell’italiano (fosse anche con intenti propagandistici) non
si poteva usare altro italiano che quello. La scelta stilistica di Mike Bongiorno, piacesse
o no ai
40 professori, era quel che ci voleva per diffondere l’italiano».E’ vero, però, che si trattava
della diffusione di una competenza passiva della lingua italiana... Competenza diffusa
anche in tempi recenti e messa a frutto da alcuni popoli del Mediterraneo, che
sorprendentemente si sono scoperti conoscitori dell’italiano appreso
45 in tv. Con una differenza sostanziale: mentre agli inizi anche l’italiano semplificato di
Mike Bongiorno era una lingua magari incolore ma formalmente impeccabile, nelle
epoche successive è dilagato il parlato da «talk show».Non più un modello ma, come
osserva Sabatini, il rispecchiamento di una realtà caotica: «Bisogna distinguere tra uso
scritto della lingua, uso parlato e uso trasmesso.
50 La comunicazione attraverso la tv è per lo più di tipo parlato, ma ha alcuni tratti che la
avvicinano allo scritto: è quello che chiamo l’italiano trasmesso, che richiede e
consente una ponderazione, un controllo della lingua sul piano della correttezza,
dell’efficacia e della chiarezza. «Queste qualità devono caratterizzare chi "rappresenta"
la tv (conduttori, annunciatori, responsabili) e chi più o meno spesso viene invitato a
parlare (soprattutto gli esponenti delle istituzioni).
55 Queste persone hanno una responsabilità linguistica, mentre chi viene intervistato
occasionalmente rappresenta solo se stesso, ci piaccia o non ci piaccia il loro italiano.
Da una trentina d’anni, però, ha attecchito la tesi dello specchio, secondo la quale tutta
la tv è specchio linguistico (e di costume) dell’intera società. Questa tendenza è la
negazione
60 di una qualsiasi funzione di guida di chicchessia. Secondo me, invece, l’indicazione di
una norma linguistica è un’esigenza ovvia per evitare la disgregazione. I professionisti
dovrebbero essere un modello quanto a stile, pronuncia, costruzione sintattica, non
perché debbano toscaneggiare, per carità...». Tutt’altro.
65 I modelli cui pensa Sabatini non sono certo esempi di purismo toscaneggiante: «"Quelli
della notte" è stato un esempio di ricchezza e di creatività linguistica: niente becerismi,
si sentiva il colore regionale, ma c’era un miscuglio ben calibrato di italiano parlato e
italiano trasmesso. Oggi in Rai ci sono parecchie trasmissioni linguisticamente
interessanti: "La grande storia", "Elisir", "Chi l’ha visto", "Quark", "Gaia", "Report",
"Parola mia", alcuni dibattiti ben condotti, come "Ballarò"...».
70 Per andare a stanare i modelli linguistici negativi, bisogna rivolgersi, secondo il
presidente della Crusca, alla «produzione quotidiana»: «Telegiornali, commenti a fatti
del giorno e simili: la vera professionalità e la capacità di controllo si misurano in queste
produzioni, ma purtroppo c’è trascuratezza e sciatteria, uso di stereotipi, storpiature di
parole straniere, forestierismi inutili, errori gravi di accento, di prosodia, di lessico.
Durante la cronaca di
75 una parata militare, ho sentito parlare per tre volte dello "sfilamento" di un battaglione.
Gli sfondoni possono capitare a chiunque, ma tre volte...»

Paolo Di Stefano

Da www.corriere.it del 28 dicembre 2003


Reflexiones

¿Me gustó la actividad?

Si me gusto la actividad

¿Por qué?

Me gusto el poder aprender que existe una gran variedad de lenguas en


Italia y como llegaron a encontrar la unión lingüística

¿Qué cambios le haría a esta actividad?

Creo que le resumiría alguna parte ya que es algo repetitivo

- ¿Qué tipo de habilidad trabajé con esta actividad?

La habilidades usas son, Gramática, Vocabulario, lectoras

- ¿El nivel del texto me pareció apropiado respecto a mis conocimientos


de la lengua?

Me costó un poco más ya que era relacionado con la historia de la


lengua y muchas palabras no las entendía

- ¿Ayudo esta actividad en mi comprensión lectora en italiano?

Si ayudo a conocer más vocabulario

- ¿Ayudo esta actividad en mi desarrollo personal?

Si ayudo
Comprensión de Lectura

Mi experiencia como lector

Profesora: Luz María Espinosa

Por escrito gallina una


Julio Cortázar

Con lo que pasa es nosotras exaltante. Rápidamente del posesionado mundo hemos nos,

hurra. Era un inofensivo aparentemente cohete lanzado Cañaveral americanos Cabo por los

desde. Razones se desconocidas por órbita de la desvió, y probablemente algo al rozar

invisible la tierra devolvió a. Cresta nos cayó en la ¡paf!, y mutación en la golpe entramos de.

Rápidamente la multiplicar aprendiendo de tabla estamos, dotadas muy literatura para la

somos de historia, química menos un poco, desastre ahora hasta deportes, no importa pero: de
será gallinas cosmos el, carajo qué...

Julio Cortázar: La vuelta al día en ochenta mundos

Después de haber leído el texto, intenta ordenarlo.

Lo que pasa con nosotras es exaltante. Rápidamente del mundo estamos posesionadas
¡hurra! Era un inofensivo cohete aparentemente lanzado desde Cabo Cañaveral por los
americanos. Por razones desconocidas se desvió de órbita, probablemente algo invisible
al rozar la devolvió a tierra. Entramos de golpe y nos cayó en la cresta ¡paf! mutación.

Rápidamente estamos aprendiendo la tabla de multiplicar, somos muy dotadas para la


historia de la literatura, química un poco, deportes menos, pero no importa hasta ahora
¡desastre! el cosmos será de gallinas ¡qué carajo!....
Reflexión

¿Me gustó la actividad?

Si me encanto

¿Por qué?

Me gusto al principio no entender nada y darme cuenta de cómo influye


el orden para poder contar una historia

¿Qué cambios le haría a esta actividad?

Nada esta perfecta como esta

- ¿Qué tipo de habilidad trabajé con esta actividad?

Comprensión Lectora, Producción Escrita, Producción Gramática,


Vocabulario, toma de decisión, sin temor q equivocarme es una
actividad que cumple muy bien con todo

- ¿El nivel del texto me pareció apropiado respecto a mis conocimientos


de la lengua?

Si me pareció apropiado para mi nivel

- ¿Ayudo esta actividad en mi comprensión lectora en italiano?

Ayuda mucho y es difícil sin si tediosa

- ¿Ayudo esta actividad en mi desarrollo personal?

Si
La citta italiane
Raramente le antiche citta italiane sono il frutto di una necesita económica.Anche
se qualcuna di ese vive oggi in funzione del comercio o dell industria,per la
maggior parte sono nate per impulsi regiosi e faziosi.
Le citta italiane,tutte strette intorno alle loro chiese e ai loro palazzi,con le strade
strete adatte alla defensa,con le grandi e solenni cattedrali,sono anche il fruto di in
gusto architettonico diffuso in tutti i cittadini
Abbelire la propia citta e una preoccupaziones constante di tutti i cittadini,anche
perque di solito hanno un forte spirito campanilistico.Eil campanilismo,con tutti i
suoi aspetti negativi, e stato spesso creatore di belleza.Al tempo dei liberi comuni, i
cittadini,raccolti intorno al loro campanoli intorno al loro campa panile,sentivano il
bisogno di fare torri piu alte,palazzi piu belli,cattedrali piu grandi di quelle dei
comuni vicini e rivali.In tutte le citta italiane si sente percio che e passata la
storia;una storia secollare e tavolta millenaria i cui Segni sono insopprimibili.
Un altro segno che da un carattere particolare alle citta italiane e la folla.La gente
ama stare all aperto passeggiare,venderé e farse vedere;ha ragione perche molte
volte le strada italine sono piu belle di un salotto e il piu umile dei cittadini puo
compiacersi di possedere tanti tesoro.
In Italia e il popolo che fa viva la citta.La gente si incontra ne lele piccole strade e
nelle piazze ,si salutaparla ,discute.La vita transcorre sotto gli occhi di tutti e ese
IIntimita un poco ne soffre,il senso umano certo ne guadagna.
Anche le piccole citta sono vive,t ,talvolta sono piu vive di que elle grandi.Nel
passato molte piccole citta italiane furono capital di stati indipendenti,sedi di re di
principi e furono ricche di attivita economiche artistiche e culturali.
Oggi,in molte citta di provincia rimangono di quel passato non solo palazzi e
musei,scuole e universita ,ma anche la capacita e la voglia di essere centri attivi
che propongo e producono arte,cultura e altri tipia di richezza.
(libero adattamento da Giovan Battista Angioletti,Gli italiani sono onesti,Palazzi,Milano )

Lessico

Abbinate le collone in forma giusta.

a) Faziosi
b) Campanilismo
c) Insopprimibile
d) Compiacersi

1. Che non si puo cancellare,eliminare


2. Essere soddisfatti(Satisfecho)
3. Relativo a una parte política,a un grupo sociale o étnico,a una setta religiosa…
4. Atteggiamento ideologico di chi difende in modo esagerato la propia citta o il
proprio paese.
Reflexión

¿Me gustó la actividad?

Si me gusto

¿Por qué?

Porque gusto saber cómo eran las ciudades de Italia antes

¿Qué cambios le haría a esta actividad?

Nada es interesante y ayuda a saber de la historia

- ¿Qué tipo de habilidad trabajé con esta actividad?

Comprensión Lectora, , Producción Gramática, Vocabulario, toma de


decisiones…

- ¿El nivel del texto me pareció apropiado respecto a mis conocimientos


de la lengua?

Si se comprende a fácil con mi nivel de vocabulario

- ¿Ayudo esta actividad en mi comprensión lectora en italiano?

Si a ser más fluida y tender más rápido

- ¿Ayudo esta actividad en mi desarrollo personal?

Si
Reflexión

¿Me gustó la actividad?

Si me gusto

¿Por qué?

Porque es interesante y me gusta saber cosas de Italia

¿Qué cambios le haría a esta actividad?

Nada

- ¿Qué tipo de habilidad trabajé con esta actividad?

Comprensión Lectora, Producción Escrita, Gramática, Vocabulario,

- ¿El nivel del texto me pareció apropiado respecto a mis conocimientos


de la lengua?

Tiene verbo que no sabía que significaba en su tiempo, pero aun ves
explica fácil

- ¿Ayudo esta actividad en mi comprensión lectora en italiano?

Si ayudo a m compresión

- ¿Ayudo esta actividad en mi desarrollo personal?

Si