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Riassunti Manuale La Filosofia della Scienza nel XX secolo.

1. Breve Profilo Storico: l'induttivismo, Russel e la scuola di


Cambridge, il Circolo di Vienna e Popper
1.1. L'induttivismo
L'induttivismo è una teoria del metodo scientifico che nasce nel XVII e nel XVIII
secolo. I due principali critici sono Popper e Duhem.
Origini storiche dell'induttivismo, presenteremo sostenitori: Russel con scuola di
Cambridge e Circolo di Vienna.
Francesco Bacone (1561-1626) inventone induttivismo. Scritti: Novum Organum
(1620 dedicato a re Giacomo, il protettore).
Fu il primo a dire che gli scienziati meritano di essere lodati e sovvenzionati.
» Occorre finanziare progetti che hanno bisogno di tempo per essere sviluppati "per
non mieter il muschio e la biada ancora in erba".
Bacone sosteneva che la ricerca pura delle sceinze naturali avrebbe rivelato ogni sorta
di fenomeni sconosciuti che si sarebbero poi potuti usare come base di nuove
tecnologie.
L'idea di fondo dell'induttivismo è che la scienza parta da osservazioni, e da queste
muova a generalizzazioni (leggi o teorie) e a predizioni.
1. Gran numero di osservazioni
2. Inferire con circospezione dai dati raccolti una generalizzazione, facendola
seguire da una predizione da essa implicata.
Stesso modo di Sherlock Holmes. Raccogliere dati e inferire l'accaduto.
Esempio uccelli:
R: Tutti i corvi sono neri
S: Tutti i cigni sono bianchi.
R è ottenuto mediante l'osservazione; s'inferisce che i corvi sono tutti neri.
Effettivamente questa è vera.
S è stato dimostato da i primi esploratori dell'Australia esser falso. Esistono cigni neri
Per Popper questo sarà importante per confutare e falsificare.
Le inferenze scientifiche non producono mai certezza, ma alti gradi di
probabilità.

David Hume (1711-1776)mostra che le inferenze dalle osservazioni alle leggi o


predizioni non possono essere ottenute mediante la deduzione logica.
Se accettiamo come vere le premesse di una deduzione logica, allora anche la
conclusione dev'essere vera. La conclusione di una deduzione di una deduzione
logica segue con certezza dalle premesse.
Ma nel caso in cui una legge è inferita dalle osservazioni, non possiamo inferire con
assoluta certezza. Perciò non si può paragonare una deduzione logica con l'inferenza
scientifica.
Dal momento che le predizioni e le leggi non possono essere ottenute dai dati per
deduzione, o inferenza deduttiva, si sostiene che esse siano ottenute per induzione o
inferenza induttiva. «
1.2. L'uniformità della natura e il principio d'induzione.
Bertrand Russell, Problems of Philosophy, capitolo sesto, L'induzione, 1912.
2 argomenti: uniformità della natura, principio d'induzione.
Principio di uniformità della natura: "Credere nell'uniformità della natura
significa credere che tutto ciò che è accaduto o che accadrà sia un esempio di
qualche legge generale alla quale non vi sono eccezioni".
Riflettendo meglio, anche a seguito della pubblicazione della teoria generale della
relatività, concluse cche non dovremmo andare in cerca della certezza, quanto della
probabilità.
Principio d'induzione:
a) quando una cosa A si presenta assieme a una cosa B, e non si è mai presentata
separatamente, quanto più grande è il numero dei casi in cui A e B si sono presentati
assieme, tanto maggiore è la possibilità che si presenteranno assieme in un caso in cui
si sa che è presente una delle due;
b) un numero di casi sufficienti in cui si presentano insieme, farà della probabilità
quasi una certezza.
Contiene un errore questa teoria:
A: Corvo
B: Nero
se sappiamo che l'oggetto è nero, dovremmo concludere che si tratti di un corvo, ma
non è così!

1.3. Russel e la scuola di Cambridge


Russel (1872-1972), figlio aristocratico inglese, orfano, matematico. Inizia la carriera
come kantiano, poi prende un'impostazione empirista. La matematica pone
all'empirismo un problema.
Per l'empirismo tutta la conoscenza si basa sull'esperienza; le verità maematiche
semprano essere note indipendentemente dall'esperienza.
Mill: le verità matematiche sono inferite dall'osservazione.
Russell non giudica questa soluzione ottima e la cerca tra gli scritti di Peano e Frege.
Ridurre matematica alla logica: "Tutti gli uomini non sposati sono scapoli"
Questa verità è una verità vuota, non c'è bisogno di fare una ricerca, è una
convenzione linguisitica ovvero una verità-per-definizione.
La matematica può essere ridotta alla logica; logicismo. Se il logicismo è vero, la
matematica è vera. Possiamo conoscere le verità della matematica perché esse sono
verità vuote. Posizione chiamata empirismo logico.
2 tipi di conoscenza:
1. Conoscenza di verità logiche: conoscenza indipendente dall'esperienza,
consiste di semplici truismi, verità-per-definizione.
2. Conoscenze realmente basate sul mondo ed è basato sull'espereinza.
Frege aveva già cercato di ridurre la matematica alla logica, posizione dell'empirismo
logico, ma conteneva un problema noto oggi come antinomia di Russell.
Antinomia: si considerano degli insiemi: questi non sono elementi di se stessi, cioè
l'insieme degli uomini non è un uomo, e stesso è il caso dell'insieme di tutti gli
insiemi.
L'insieme di tutti gli insiemi che non sono elementi di se stessi: questo insieme è o
non è elemento di se stesso?
Se lo è, allora non lo è, se non lo è allora lo è.
1901: inizio del periodo di Russel più creativo all'interno della filosofia teoretica.
» Si prefigge di rifondare il logicismo fregeano evitando la contraddizione in esso
annidata.
Principia mathematica, scritti nsieme a Whitehea, deducono la matematica da
premesse puramente logiche.
Kurt Godel, Circolo di Vienna, sferra un importante attacco alla teoria russelliana;
Teorema Godel-Rosser: è possibile costruire una proposizione dell'aritmetica che
non è dimostrabile nei Principia Mathematica a condizione che i PM siano coerenti,
ma di cui si può ciononstante mostrare la verità servendosi di un argomento informale
non presente nei PM.
Teorema di incompletezza di Godel: mostra che nessun sistema logicista del tipo
russelliano uà in alcun modo essere adatto all'intera matematica.

Negli anni venti, il Circolo di Vienna, sotto l'influenza di Russell aderì al logicismo
matematico.
La posizione del Circolo in relazione al logicismo è espressa da Carnap.
Ulteriore dimostazione di Russel: la conoscenza scientifica a differenza di quella
matematica, poteva essere basata sull'esperienza. (non approfondì molto queste
situazioni, ben presto si occupò di speculazione teoretica e politica).
Le indagini sull'induzione furono portate avanti da altri filosofi della scienza, che
adottarono l'approccio bayesiano.
Molti induttivisti oggi sono bayesiani, mentre molti bayesiani sono induttivisti.
Differenze induttivismo – bayesianesimo:
Matematico Thomas Bayes (1702-61): grande apporto alla teoria della probabilità.
Si pensava che i calcoli probabilistici di Bayes potessero essere usati per risolvere i
problemi posti da Hume.
La scuola bayesiana mette a punto il teorema di Bayes.
Definizione: il bayesianesimo sostiene che la teoria matematica della probabilità
dovrebbe essere usata per calcolare la probabilità di generalizzazioni o predizioni
sulla base dell'evidenza disponibile.
Definizione induttivismo: compiere osservazioni e giungere a predizioni e
generalizzazioni mediante un processo d'inferenza induttiva.
È chiaro che si può essere bayesiani senza essere induttivisti e viceversa.
Bacone: ad esempio nel Novum Organum era chiaramente induttivista senza parlae di
probabilità.
Carnap invece era bayesiano senza essere induttivista: qui l'idea è cercare di
calcolare la probabilità di generalizzazioni e predizioni data l'evidenza a disposizione,
pur negando che tali generalizzazioni o predizioni possano essere ricavate per
induzione.
1.4. Il Circolo di Vienna
1907 tre giovani ricercatori formano il circolo: Hahn, Frank e Neurath.
1922 arrivo di Schlick a Vienna, inizio ufficiale del circolo. Carnap si unisce nel '26,
con Godel ed altri.
1929: La concezione scientifica del mondo: Il Circolo di Vienna.
Schlick cominciava leggendo una lettera o ponendo un problema. Egli corrispondeva
con Einstein e Russell. In nessuna delle assemblee si toccavano problemi politici o
economici.
Posizione: "empirismo logico" o "positivismo logico".
Altra influente personalità fu quella di Wittgenstein: il Circolo si impenga nella
lettura del trattato.

1.5. La rivoluzione della fisica nel ventesimo secolo


Lorentz, Poincaré, Einstein, con la relatività speciale, Planck e Einstein con i quanti.
1919: esperimento dell'eclisse, prima conferma della relatività speciale.
Heisenberg, Schrondinger e Dirac erano a lavoro sulla meccanica quantistica.
Le nuove teorie fisiche mostravano che la teoria di Newton era un'approssimazione
che dava in realtà risultati scorretti in molte circostanze (corpi che si muovono ad alte
velocit, e masse gravitazionali molto grandi o piccolissime).
» Il fallimento diende nuova rilevanza ai dubbi humeani sull'induzione «

1.6. Popper
Karl Popper (1902-1994), oppositore ufficiale del Circolo.
Logik der Forschung, critica varie cose: induzione, demarcazione, probabilità,
conferma, i problemi concettuali della quantistica.
Popper però non si contrappone in toto al Circolo, anzi sostiene parte delle loro
teorie.
Non condivise l'ammmirazione per Wittgenstein.
Ben presto andò ad insegnare in Nuova Zelanda e lì scrisse riguardo i nemici della
società aperta. Rifiutò la filosofia analitica.

1.7. La diaspora del Circolo di Vienna


La concezione scientifica del mondo era una minaccia per le teorie razziali. Otto
Neurath fu imprigionato e processato, per le sue idee filo-marciste, scappò in Olanda.
1936 Schlick venne assassinato da uno studente nazista.
Il resto del Circolo così scappò.

2. La critica di Popper all'induttivismo e la teoria delle congetture e


confutazioni (anche detta falsificazionismo)
2.1. La critica di Popper all'induttivismo
Secondo Popper l'osservazione è sempre selettiva. Ha bisogno di un punto di vista, di
un problema, di un oggetto determinato, di un preciso scopo.
1543 Copernico pubblica la sua nuova teoria.
Notare imprecisioni di carattere teorico:
Per la teoria tolemaica un pianeta è un corpo celeste che non è una stella fissa e si
muove attorno alla Terra; il Sole è un pianeta, la terra no.
Per la teoria copernicana un pianeta è un corpo celeste che non è fisso e che orbita
intorno al sole; la Terra è un pianeta, il Sole no.
Secondo argomento popperiano, riugardo l'induzione.
Alcuni sostengono che le inferenze induttive vadano giustificate in virtù del principio
d'induzione: per giustificare il principio d'induzione dovremmo usare inferenze
induttive; per giustificare quest'ultime dovremmo assumere un principio induttivo di
ordine superiore e così via.
Kant sostenne che il principio d'induzione fosse valido a priori.
Popper sostiene che la medesima critica si può rivolgere al principio di uniformità
della natura.
Russel rispondeva che il principio d'induzione doveva essere accettato a priori; sulla
base della sua evidenza intrinseca, altrimenti rinunceremmo ad ogni giustificazione
della nostra fiducia nel verificarsi di certi fatti in futuro.
Se vogliamo fare scienza dobbiamo credere nel principio d'induzione come in un
cieco atto di fede.

2.2. La teoria popperiana delle congetture e confutazioni


(falsificazionismo).
Popper nota che sebbene deduzione e osservazioni non possono stabilire la verità di
una teoria, possono falsificarla.
Ad esempio dall'ossrvazione "questo cigno è nero" possiamo inferire deduttivamente
che la generalizzazione "tutti i cigni sono bianchi" è falsa.
Una congettura che ha resistito a una serie di controlli può essere provvisoriamente
accettata.
A riguardo, Popper ama citare il caso della meccanica newtoniana.

2.3. Distinzione tra scoperta e giustificazione


"Il lavoro dello scienziato consiste nel produrre teorie e metterle alla prova."
"Come accada che a un uomo venga un'idea nuova è irrilevante per l'analisi logica
della conoscenza scientifica".
Gli scienziati posseggono quel tipo di creatività tipica dei grandi artisti.
Kekulé, mentre rifletteva sulla struttura del benzene si addormentò e sognò un
serpente che si mordeva la coda.
La scoperta contiene un elemento irrazionale, un'intuzione creativa.
La distinzione scoperta e giustificazione è connessa alla distinzione fra induttivismo e
bayesianesimo;
Il bayesianesimo è una teoria della giustificazione: si prpoone di giustificare le
genralizzazioni indicando che sono probabili.
"Tanti scienziati sono d'accordo nel dire che non esiste alcun insieme di regole
stabilite che però da una serie di eventi osservati ci conduce all'ipotesi migliore di
tutte." cit. Carnap.
1950: smentito con i primi computer.
Popper rifiutò sia induttivismo che bayesianesimo.
2.4. Alcune osservazioni generali sulla teoria popperiana del metodo
scientifico
"Il modo in cui progredisce la conoscenza, e in particolare la consocenza scientifica
è caratterizzato da anticipazioni ingiustificate, supposizioni, tentativi di soluzione di
problami, congetture [...] congetture sono soggette al controllo della critica, cioè
tentativi di confutazione [...] esse possono superare questi controlli, ma non sono mai
suscettibili di una giustificazione positiva: non possono essere mai sicuramente vere,
nè probabili. "
Anticipazioni ingiustificate: come in Bacone; congetture immaginative e ardite,
controllate da controlli sistematici. Il nostro metodo di ricerca non è quello che
consiste nel difenderle, ma nel rovesciarle.
Prima tesi di Popper secondo la quale non esistono inferenze induttive: tutte
queste generalizzazioni e predizioni sono congetture, cosicchè la questione
fondamentale non è come siano ricavate, ma che dovrebbbero essere severamente
controllate.
Non dobbiamo postulare nessun procedimento di inferenza induttiva con cui indagare
la natura; sarà sufficiente il congetturare, seguito da inferenze deduttive. (ad
esempio MPP, se p allora q, e p, allora q.)
Coloro che invece postulano la necessità di inferenze induttive, devono servirsi di
principio d'nduzione o uniformità della natura.
La giustificazione di questi principi, è a sua volta esposta in un ciroclo vizioso o
regresso all'infinito.
L'accettazione, com e proponeva Russel di un'accettazione a priori, è insostenibile.

Seconda tesi afferma che il bayesianesimo è insostenibile. Dobbiamo chiederci se


siamo di fronte ad un uso proprio della matematica della probabilità.

Terza tesi secondo la quale le congetture scientifiche non possono mai essere
giustificate in senso positivo.
Data una T proposta al tempo t1, tempo in cui lo scienziato E, non trova evidenza in
favore di T, quindi T è considerata congetturale.
Al tempo t2 però, altri scienziato mostra che può rendere conto di una molteplicità di
dati. Supera una serie di controlli sperimentali. I più sosterrebbero che i controlli
hanno decisamente legittimato T.
Popper si oppone al senso comune e sostiene che T è tanto ingiustificata in t1 quanto
in t2.

2.5. La scoperta di Keplero dell'orbita ellittica dei pianeti


In partenza Keplero era un copernicano; inizia la sua ricerca dall'assunzione teorica
secondo cui i moti dei corpi celesti sono circolari o composti da un piccolo numero di
moti circolari.
Keplero date queste assunzioni formula la prima ipotesi:
"Marte descrive un'orbita circolare intorno a un centro C leggermente spostato
rispetto al Sole S, e il suo moto è uniforme rispetto a un centro U"
Sulla base di questa teoria il pianeta si muove quanto più velocemente tanto è più
vicino al sole. Continuando i calcoli decise di scartare questa prima teoria.
Seconda ipotesi: Teoria degli epicicli e deferenti: Marte si muove su un secondo
cerchio, l'epiciclo, il centro del quale ruoterebbe su un primo cerchio, il deferente.
Nel momento in cui si trova più vicino al sole, si parla di perielio, nel momento in
cui è più lontano afelio.
Anche questa situazione, aveva dei problemi.
Terza ipotesi: matematicamente equivalente a un'ellisse. Altro errore di calcolo.
Quarta ipotesi: stessa ipotesi precedente, ma non fa errori di calcolo.
Schema di congetture e confutazioni simile a quello popperiano.
Anche se emergono 2 difficoltà:
1. la teoria relativa al moto circolare dei corpi celesti non poteva essere confutata,
di fatto Keplero confutava esclusivamente le proprie teorie.
2. I dati erano stati raccolti da Tycho Brahe, quindi in questo caso l'osservazione è
antecedente alla teoria.
Thomas Kuhn: sostiene che Popper con la sua teoria stia descrivendo soltanto la
scienza rivoluzionaria, e non quella normale.
Inoltre possiamo concludere che vale la pena raccogliere le osservazioni solo se
queste sono chiaramente rilevanti in riferimento a una disputa teoica o ai fini
dell'applicazione pratica.
Disputa: teoria eliocentrica o tolemaica.
Pratica: commercio e navigazione in quegli anni erano in notevole aumento.

2.6. La scoperta della penicillina da parte di Fleming: induzione creativa


A System of Bacteriology: in cui si parla della scoperta della penicillina, 1929.
Stafilococchi: batteri sferici responsabili di svariate infezioni.
Fleming si imbattè in un articolo in cui si avanzava l'ipotesi che, qualora la coltura
degli stafilococchi fosse stata mantenuta a temperatura ambiente per molti giorni, ciò
avrebbe comportato un cambiamento di coloe dei batteri.
Decise di condurre una ricerca con il suo assistente Pryce.
Cominciò a coltivare stafilococchi nelle piastre di Petri.
Quando partì per le vacanze ne lasciò alcune accatastate a una estremità del tavolo
dove non batteva il sole. Pryce andando a trovare il suo maestro lo trovò intento ad
immergere le piastre in una bacinella con dell'antisettico, per disinfettare le piastre e
riutilizzarle. Alcune piastre però rimanevano al di sopra del livello del lisòlo.
Poi, lamentandosi, prese a caso una piastra che si trovava nella bacinella senza essere
immersa nell'antisettico e la mostrò al suo allievo. Questa era la famosa piastra.
"le piastre poste sulla scrivania vennero contaminate da vari microrganismi[...]
intorno a una grande colonia di muffa contaminatrice, le colonie di stafilococchi
diventavano trasparenti ed erano evidentemente soggette a lisi".
Fleming inferì che la muffa produceva una sostanza in grado di dissolvere i batteri.
Venne dato il nome penicillina a quella sostanza batteriolitica. (Penicillium notatum)
In questa scoperta vi fu una buona dose di fortuna, il freddo del clima inglese (questa
muffa prolifera a temperature basse), la coltura al piano di sotto di muffe provenienti
da case di asmatici. (la scoperta risale al 1928)
Tuttavia i colleghi non seppero apprezzare la fortuna di tale evento. Fleming sì.
Durantre la Prima guerra mondiale Fleming studiava sui feriti di guerra un modo per
trattare le infezioni a seguito di ferite, e scoprì che l'antisettico peggiorava la
situazione, perché oltre a uccidere batteri, uccideva anche i globuli bianchi, o
fagociti, responsabili di una disinfettazione naturale.
Al ritorno dalla guerra scoprì una interessante sostanza naturale, il lisozima, in grado
di distruggere un numero considerevole di batteri.
Fleming s'imbattè nel lisozima studiando una piastra su cui gli era gocciolato il naso.
Il lisozima era in grado di uccidere il 75% dei batteri e non aveva controindicazioni
sui fagociti. Problema: non riusciva ad attaccare i batteri responsabili delle infezioni
più gravi.
Problema dell'antisepsi: ricerca di un ottimo antisettico che sterminasse i batteri
patogeni.
E a questo pensò Fleming non appena vide quella piastra.
Egli dunque coltivò la muffa fino a creare una sorta di succo di muffa e riuscì con
esso ad inibire una serie di cocchi e la difterite. Tutto lasciava supporre la scoperta
dell'antisettico perfetto.
Ma in realtà non fu così. Nell'analisi del bacillo Pfeiffer, ritenuto responsabile
dell'influenze e infezioni respiratorie, ebbe un'intuizione.
La penicillina non aveva effetto, ma sterminava tutti i batteri intorno al bacillo. Si
servì così di questo metodo per isolare il bacillo e creare i vaccini.
L'opera di Fleming, analogamente a quella di Keplero, mostra come sussita una
stretta connessione tra scoperta scientifica e applicazione pratica.
Le scoperte di Fleming utilizzano sia l'induzione, quanto il metodo di congetture e
confutazioni.
Peter Mitchell infatti avanza la tesi che è possibile una sintesi tra induttivismo e
falsificazionismo: L'induzione congetturale
Perché è facile fare quest'associazione?
La teoria di Popper non fornisce una spiegazione dell'origine delle congetture
scientifiche, affidando questo ruolo alla psicologia empirica.
È dunque possibile integrare l'approccio popperieano sostenendo che le congetture
scientifiche talvolta hanno origine mediante l'induzione dall'osservazione.
» Induzione creativa: le congetture in questo caso sono ottenute a partire dalle
riflessioni su antecedenti considerazioni teoriche piuttosto che da osservazioni.
Copernico, ad esempio, recupera la sua teoria eliocentrica dalla tradizione pitagorica;
è possibile utilizzare una sorta di induzione meccanica???

2.7. La scoperta dei sulfamidici: induzione meccanica o baconiana.


Colosso chimico I.G. Farben; Domagk e i suoi collaboratori avevano a disposizione
un grande laboratorio dove condurre esperimenti sui prodotti chimici usati per la
colorazione, sugli animali infetti, per accertarne il valore terapeutico.
Questa situazione può essere descritta secondo il processo congetture e confutazioni.
Ogni volta che si inventava un nuovo composto, la congettura veniva controllata
somministrando il composto.
In quasi tutti i casi la congettura venne confutata, ma alla fine comparve un composto
che confermava le congetture.
In questo caso, le congetture non furono prodotto dell'immaginazione ma di una
procedura di routine.
Questo processo può essere definito meccanico.
Falsificazionismo meccanico: anche se tuttavia, ha qualche somiglianza con
l'induzione proposta da Bacone, che sembra voler trasformare la scienza in un'attività
di routine.
Bacone voleva introdurre una forma di induzione basata sull'esclusione e il rifiuto:
proponeva di passare dall'induzione per enumerazione semplice, a quella teorizzata
da lui.
Enumerazione semplice: induzione che dall'osservazione di migliaia di cigni bianchi
giunge alla conclusione che il prossimo sarà così.
Induzione baconiana d'ora in poi diventerà sinonimo di falsificazionismo
meccanico.
Attraverso un processo di esclusioni e reiezioni, sostiene Bacone, ci ritroveremo di
fronte a una verità come conclusione inevitabile.
Però in una situazione complicata come questa, ovvero una molteplicità di cose da
provare e da sperimentare, si ricorre all'euristica. Un'euristica è una guida per la
scoperta.
Ad esempio ciò che ha guidato la scoperta del Prontosil rubrum: una di queste era
la credenza che i coloranti in grado di macchiare tessuti avessero proprietà
terapeutiche.
Ehrlich aveva scoperto che iniettando sostanze coloranti, esse coloravano alcuni
tessuti e non altri.
"Colorazione in vivo". Questa proprietà viene persa se la composizione chimica del
colorante viene anche minimamente modificata.
Il ragionamento di Ehrlich fu il seguente: "supponiamo di sapere che una data
malattia sia causata dall'invasione di alcuni microrganismi. Per curare questa malattia
bisognerebbe trovare un composto chimico che sia nocivo per i microrganismi e non
dannoso per il paziente".
L'euristica del colorante si è dunque rivelata molto utile.

3. La critica di Duhem all'induttivismo


3.1. L'induttivismo come metodo newtoniano
Critica di Duhem contenuta in La théorie physique. Son object et sa structure (1906).
Duhem si riferisce all'induttivismo intendendolo come metodo newtoniano.
Newton nei suoi Principia presenta una concezione induttivistica del metodo
scientifico.
Sorgono dei dubbi nel denominare induttivismo il metodo newtoniano però; il
metodo induttivo fu formulato anzitutto da Bacone.
Esaminiamo brevemente la nozione d'induttivismo proposta da Newton, fortemente
criticata da Duhem.
Regola III, regola del filosofare: "Le qualità dei corpi che non possono essere
aumentate e diminuite, e quelle che appartengono a tutti i corpi sui quali è possibile
impiantare esprimenti, devono essere ritenute qualità di tutti i corpi"
Questa legge è concepita per inferire leggi universali e generalizzazioni da un
insieme finito di osservazioni.
Newton applica questa regola nella legge di gravitazione universale:
F=Gm1m2 / r^2
Regola IV, ribadisce la definizione di induttivismo:
"Nella filosofia sperimentale le proposizioni ricavate per induzione dai fenomeni
devono, nonostante le ipotesi contrarie, essere considerate vere o rigorosamente o
quanto più possibile, finché non interverranno altri fenomeni, mediante i quali o
sono rese più esatte o vengono assoggettate a eccezioni. [...] qualunque cosa non
deducibile dai fenomeni va chiamata ipotesi, e nella filosofia sperimentale non
trovano posto nè ipotesi metafisiche, sia fisiche, sia delle qualità occulte".
Per Newton le ipotesi sono speculazioni non inferite da fenomeni.
1. opera la tipica fusione induttivista baconiana di scoperta e giustificazione:
le leggi del moto non inferite dai fenomeni e su questa base anche giustificate
2. nell'ultimo brano citato Newton non parla più di induzione ma di deduzione;
come ha rilevato Lakatos nel XVII e XVIII secolo induzione e deduzione furono
spesso fuse insieme

3.2. L'inferenza newtoniana dela legge di gravità dalle leggi di Keplero e


le obiezioni di Duhem
Newton dedica una notevole parte dei Principia a parlare di Keplero.
Prima legge del moto, inerzia: "Ciascun corpo persevera nel proprio stato di quiete
o di moto rettilineo uniforme, eccetto che sia costretto a mutare quello stato da forze
impresse".
Analizzando le leggi di Keplero notò che un pianeta è vincolato alla traiettoria
ellittica da una forza, altrimenti partirebbe per la tangente.
Dovr dunque esservi una forza che agisce continuamente sul pianeta. Calcoli
matematiic mostrano che questa forza è diretta verso il sole, e varia inversamente al
quadrato della distanza.
Secondo Duhem però questa legge non è assolutamente ricavata per induzione da
Keplero, anzi, il principio della gravitazione universale contraddice le leggi di
Keplero.
Se consideriamo il Sole e un pianeta presi isolatamente, la teoria di newton implica
che l'orbita descritta dal pianeta sia un'ellisse precisa.
Tuttavia il pianeta P è attratto anche da altre forze che perturberanno l'orbita.
Secondo Keplero il pianeta descrive esattamente un'orbita ellittica, secondo Newton
si muove lungo orbita ellittica con lievi perturbazioni.
Ne segue che la teoria di Newton non può essere induttivamente derivata da Keplero.
Qualora si supponga il ontroario si otterrà un'inferenza in cui da premesse date si
derivano conclusioni che contraddicono le premesse.
Argomento ausiliare: Newton è inoltre costretto a ridescrivere le leggi di Keplero
usando nozioni di "forza" e "massa". Perciò la difficoltà sta nel derivare,
induttivamente o deduttivamente, una teoria che implica che i nuovi concetti di forza
e massa a partire da un insieme di leggi che non fa uso di questi concetti.

3.3. Critiche all'induttivismo e rivoluzione in fisica


1904-1906 anni testimoni della comparsa della relatività speciale.
Poincaré passa dal difendere la meccanica newtoniana a sostenerne la sostituzione tra
il 1902 e il 1904. Coincidenze?
È inverosimile che Duhem sia influenzato da Einstein, ma è probabile che abbia letto
Poincaré (pubblica nel 1905).
1904 » conferenza, Poincarè sostiene la necessità di cambiare meccanica newtoniana.
Da questa discussione Duhem approfondisce la sua critica non tanto della meccanica,
quanto del metodo.
Prima fase di rivoluzione fisica: 1905 con la relatività speciale;
Seconda fase: genesi della meccanica quantistica tra il 1925 e il 1928, Heisenberg,
Schrodinger, Bohr, Dirac.
Entrambe rivoluzioni che dimostano la non validità della teoria newtoniana nel
macrocosmo e microcosmo.
Di fatti tutti motivi che avrebbero potuto convincere Popper a criticare l'induttivismo.
Torniamo a Duhem: critica all'induttivismo.
Gli induttivisti credevano di sviluppare un metodo induttivo che fosse simile alla
deduzione logica. Se le premesse sono accertate come certe, lo dev'essere anche la
conclusione.
Derivare leggi e teorie dalle osservazioni per mezzo di alcune regole semplici e
generali.
Il giudizio di Duhem si pronuncia pesantemente contro la possibilità di un metodo
induttivo analogo alla deduzione logica.
Nel caso di Newton dunque si viene a parlare di induzione congetturale, e
teorizzazione creativa. L'approccio duhemmiano, sottolinea dunque la teorizzazione
creativa".

3.4. Duhem e Poincaré, la vita.


Duhem 1861-1916, studia all'Ecole Normale Supérieure fisica teorica.
1885 primo posto al concorso per insegnante di fisica.
Problemi nasconto con una dissertazione sulla termodinamica: criticava Berthelot.
A Parigi non ottenne alcn incarico. 32 anni: diviene professore di fisica teorica a
Bordeaux.
Si fece numerosi nemici, e non ebbe mai grandi contatti. Fervente cattolico e
conservatore, speculare ai circolisti.
Una serie di scelte sbagliate: contrario all'introduzione degli atomi in fisica; critca
Maxwell e appoggia Helmholtz (oggi ormai cadute in oblio), critica la teoria della
relatività.
Duhem nel campo della storia e filosofia della scienza ebbe grandi successi:
specialmente nella rivalutazione del periodo medievale. La scoltastica medievale
aveva compiuto grandi conquiste scientifiche. Ridimmensiona Galielo.
Al contrario Poincaré 1854-1912 ebbe grande successo. Formazione da matematico e
fisico, è uno dei fondatori con Lorentz e Einstein della relatività speciale.
Personalità calma ed equilibrata. Famiglia borghese.
La filosofia della scienza di Poincaré è nota come convenzionalismo.
Presenta grandi analogie in realtà con la posizione di Duhem, chiamata
falsificazionismo modificato.
Entrambi grati all'eredità filosofica francese; Descartes e Voltaire.
» Assenza di qualsivoglia uso della logica formale, entrambi rifiutano la filosofia
analitica del tempo, Peano, Frege e Russell.
Grande anticipazione del teorema di incompletezza di Godel da parte di Poincaré:
"Nella logicistica non vedo altro che intralci per l'inventroe, se c'è bisogno di 27
equazioni per dimostrare che 1 è un numero, immaginiamoci per la dimostrazione di
un teorema".
Contrasto Duhem e Circolo: ci mostra 2 diversi approcci ala filosofia della scienza; il
primo è storico, il secondo logico.
Il filosofo della scienza dovrebbe riuscire a combinare entrambi gli aspetti.
L'approccio logico ci offre la scienza dei copmuter, l'approccio storico la scienza
degli esseri umani.

3.5. Intelligenza artificiale e rinascita dell'induttivismo


Machine learning: scrivere programmi che consentano ai computer di fornire in
uscita una legge o leggi soddisfatte dai dati inseriti.
Implementare l'induzione baconiana su computer.
BACON 1, prima macchina: riuscita a scoprire diverse leggi, ma tutte note a chi ha
scritto il programma! Alla macchina viene fornita un'euristica e la forma in cui
cercare la legge specifica.
Il problema consiste nel fatto che al computer viene detto quali due variabili mettere
in considerazione e la forma della legge da cercare!
Una macchina a induzione baconiana non avrebbe trovato le leggi di Keplero ai suoi
tempi, perché avrebbe assunto ancora una volta il geocentrismo come punto di
partenza, e avrebbe trovato il moto di Marte come calcolato da un'accurata teoria di
epicicli e deferenti.
Keplero invece ottenne ottimi risultati grazie a copernico e la tradizione pitagorica.
In precedenza abbiamo affermato che l'induzione baconiana è equivalente al
falsificazionismo meccanico e che può essere considerato come un proc per congettue
e confutazioni, dove le congettue non sono date da un'intuizione creativa, ma dalla
proced meccanica, in conformità a qlc euristica.
Ma come può una procedura come quella della IG Farben essere implementata su pc?
Gli esperti possono fornire l'euristica e gli informatici srivere i programmi per
generare ipotesi in accordo con l'euristica.

Parte seconda: CONVENZIONALISMO E TESI DUHEM-QUINE


4.Convenzionalismo di Poincaré del 1902
4.1. La filosofia della geometria di Kant
Geometria kantiana basata su 2 distinzioni:
1. tra conoscenza a priori e a posteriori
2. tra giudizi analitici e giudizi sintetici
A priori: non dipendono da alcuna esperienza
A posteriori: dipende dall'esperienza
Giudizio analitico: Il predicato B appartiene al soggetto B come
qualcosa che è contenuto in qusto concetto A.
Giudizio sintetico: Il prdicato B si trova interamente fuori del
concetto A, sebbene sia in connessione col medesiimo.
Tutti gli uomini non sposati sono scapoli » analitico
Per Kant i giudizi matematici erano sintetici a priori.
Se da una parte per Kant non si potevano compiere generalizzazioni
empiriche, "tutti i cigni sono bianchi", la geometria invece era
sempre vera a priori.
La somma degli angoli interni del triangolo 180°, vera a priori. In
seguito dimostra che le verità della geom euclidea sono sintetiche:
"La linea retta è la più breve tra due punti, è sintetica. Giacché il
mio concetto di "retta" non contiene nulla che riguardi grandeza,
ma soltanto una qualità".
Geometria sintetica a priori. Ma se un giudizio è sintetico non
riguarda il mondo? Interrogativo insoluto.

4.2. La scoperta della geometria euclidea


Nasce dal quinto postulato, delle rette parallele.
Postulato di Playfair (1795):
Data una retta l e un punto P non giacente su l, esiste una sola
retta m passante per P e parallela a l.
2 alternative a quest'assioma:
1. Non esistono rette passanti per P parallele a l: geometria
riemanniana
2. Potrebbe esserci più di una retta passant per P parallela a l:
Bolyai-Lobacevskij
Nel secondo caso la somma degli angoli interni è sempre minore di
180°.
La somma degli angoli interni non è costante, ma tanto più
diminuisce quanto più aumenta l'area del triangolo.
Bolyai-Lobacevskij : A+B+C< p greco
Riemann: A+B+C> p greco
Euclide: A+B+C=p greco
Nonstante ciò il russo e l'ungherese non ebbero una grande
notorietà in Europa, e a diffonderla lì fu Riemann e il suo maestro
Gauss.
1854: Uber die Hypothesen welche der Geometrie zu Grunde liegen
Nella geometria di Riemann:
 non esistono rette parallele
 le linee rette non vanno all'infinito
 ci potrebbe essere più d una retta passante per due punti.
Riemann ebbe grande fortuna proprio per il fatto di essere allievo
del grande Gauss, più famoso matematico tedesco.
Nessuno riuscì, come ad esempio Saccheri aveva cercato di fare, a
trovare contraddizioni nelle geometrie non euclidee.
Geometria ellittica doppia: dimostrazione di coerenza a cura di
Beltrami e Klein.
Consiste nella traduzione del dizionario della geometria
riemanniana in geometria euclidea.
Immaginiamo una sfera nello spazio euclideo tridimensionale: la
retta è una circonferenza massima della sfera, l'angolo tra due rette
intersecantesi in un punto è semplicemente l'angolo tra due
circonferenze massime che si intersecano.
Dal momento dunque che tutte le circonferenze massime si
intersecano, non ci sono rette parallele.
Nel 1915 Einstein introduce ufficialmente la geometria riemanniana
nella sua teoria.
Quattro anni più tardi Einstein riceve una conferma da un
esperimento condotto durante un'eclisse. La vera geometria dello
spazio fisico era dunque più non euclidea che euclidea.
La geometria usata da Einstein però non è una reimanniana a
curvatura uniforme, ma a curvatura variabile. La geometria euclidea
rimane valida per distanze brevi, e campi gravitazionali quasi
irrilevanti. (deboli)

4.3. La filosofia convenzionalista della geometria di


Poincaré
Poincaré considera la geometria non euclidea come una
confutazione della posizione kantiana. Sono davvero gli assiomi
geometrici sintetici a priori? Se così fosse non potrebbe imporsi a
noi con una tale forza la posizione contraria.
Ma allora cosa sono gli assiomi geometrici? Verità sperimentali? Ma
non si può sperimentare su rette e circ.
La geometria è una teoria empirica dello spazio reale?
Poincaré dunque critica tanto il kantismo, quanto l'empirismo
riguardo la posizione assunta da Russel.
Russel pensava che la concezione della geometria eucildea a priori
fosse insostenibile. Per Russel è valida a priori soltanto la geometria
proiettiva.
La geometria proiettiva è quel sottosistema che riguarda relazioni
tra punti, rette e piani, senza introdurre nozioni matematiche di
distanza e angolo.
Poincaré rifiuta entrambe.
" Gli assiomi non sono giudizi sintetici a priori, né fatti sperimentali.
Sono convenzioni [...] la nostra scelta è guidata da fatti
sperimentali; ma rimane libera [...] in altri termini, gli assiomi della
geometria sono definizioni camuffate. [...] una geometria non può
essere più vera di un'altra; può essere soltanto più comoda".
E in secundis aggiunge:
"la geometria euclidea rimarrà sempre la più comoda; 1. perché è
la più semplice, 2. perché essa si accorda con le proprietà dei soliidi
naturali".
4.4 Il convenzionalismo di Poincaré e la meccanica
newtoniana
Le leggi della meccanica non sono né vere a priori, nè verità
sperimentali (Poincaré).
Il principio di inerzia non è una verità a priori: i Greci ad esempio
non ci hanno mai pensato. E non è neanche sperimentale, perché
è basato su esperimenti mentali, es la biglia che rotola senza
l'attrito dell'aria.
"I principi della dinamica ci sembreranno dapprima verità
sperimentali, ma siamo stati obbligati a servircene come
definizioni".
Una convenzione non è arbitraria, né tantomeno nasce da un
capriccio: funziona in base alla comodità.
Ben presto alla luce delle nuove teorie cambia avviso nei confronti
della meccanica newtoniana.
Nel 1904 alla luce degli esperimenti di Kaufmann sulla radio pensò
che la meccanica doveva essere modificata, a soli due anni di
distanza dalle sue dichiarazioni che la meccanica newtoniana
andava bene.
4.5. Poincaré sui limiti del convenzionalismo
Poincaré estende il convenzionalismo dalla geometria alla
meccanica; ci saremmo aspettati un'ulteriore estensione ai
rimanenti campi. Di fatti Le Roy lo fa, ma Poincaré no: secondo lui
infatti, le leggi scientifiche rimanenti non sono convenzioni o
definizioni mascherate, bensì genuine leggi empiriche ricavate per
induzione dall'osservazione e esperimento.
La scienza non è convenzionale, sono soltanto i principi ad essere
convenzioni o definizioni camuffate.
Ma come diventa una legga principio? Essa esprimeva un rapporto
tra A e B, ma era soltanto approssimativa, non vera.
Aggiungiamo un termine medio C che per definizione è ciò che ha
con A esattamente la relazione espressa dalla legge.
Quindi la relazione si scompone in n principio assoluto e rigoroso
che esprime A-C e una legge approssimata sperimentale che
esprime il rapporto di C-B.
Alle leggi fornisce una giustificazione induttivista di tipo bayesiano,
dunque probabilistico.

Altro limite del convenzionalismo: non estende questa


caratterizzazione anche alla matematica, anzi considera aritmetica
e analisi come una variant della teoria kantiana delle intuizioni
sintetiche a priori.
» Russel lo criticherà, rifiutando anche il convenzionalismo della
geometria.
"La percezione organizza la materia secondo un rdine spaziale [...]
e noi scegliamo alcuni fra tutti gli ordini possibili a priori solo per
ragioni che hanno la loro origine nella percezione".

5.La tesi di Duhem e la tesi di Quine


Oggi ci si rifersice spesso alla tesi di Duhem-Quine, ma in realtà
queste due sono tra loro molto diverse. Analizziamole entrambe.
5.1. Esposizione preliminare della tesi. L'impossibilità
degli esperimenti cruciali
Tesi di Duhem: "Un esperimento di fisica non può mai condannare
un'ipotesi isolata, ma soltanto un insieme teorico".
"Il fisico non può mai sottoporre al controllo un'ipotesi isolata, ma
soltanto l'intero sistema"
Asserzione osservativa: quell'asserzione che può
provvisoriamente essere accettata come vera o falsa sulla base
dell'osservazione e dell'esperimento. Secondo la tesi di Duhem
un'ipotesi presa isolatamente (diciamo h) non può mai essere
falsificata da un'asserzione osservativa O.
Ma questa tesi, è alquanto dubbia. Esempio: supponiamo di
osservare un'orbita di un pianeta cche diverse volte assume
posizioni che non appartengono a un'ellisse. Avremo alloa falsificato
la legge di Keplero nel seguente modo, servendoci del modus
tollendo tollens: se h, allora O, ma non O, quindi non h.
Sostituiamo ad H un insieme di teorie T, mettiamo le 3 leggi del
moto newtoniane e la teoria della gravitazione.
Mettiamo che T è confutata da un'osservazione O, la scoperta di
Nettuno da parte di Adams e Le Verrier, che notano delle
incongruenze nell'orbita del pianeta Urano.
L'osservazione dell'orbita di Urano non spiegava però quale delle T
fosse errata.
Essi congetturarono che ad essere sbagliata fosse l'ipotesi del
numero dei pianeti.
Ma ancora una volta col problema del perielio di Mercurio, si ebbe
un'altra situazione.
Le Verrier ipotizzò la presenza di un altro pianeta, Vulcano, invece
Einstein modificò interamente la teoria.
Quindi nel primo caso abbiamo una modificazione dell'ipotesi
ausiliare, nel secondo modificando la teoria principale.
Duhem nel paragrafo seguente sostiene che inn fisica è
impossibile fare l'experimentum crucis.
Esperimento cruciale: "Elencate tutte le ipotesi che si possono fare
per rendere conto del gruppo di fenomeni, poi, con la
contraddizione sperimentale, eliminatele tutte eccetto una:
quest'ultima cesserà di essere un'ipotesi per divenire certezza".
Obiezione: ma non possiamo mai essere sicuri di aver vagliato
tutte le ipotesi!
Quindi adotteremo un'interpretazione più debole di esperimento
cruciale.
Supponiamo di avere T1 e T2 in competizione. Un esperimento è
cruciale fra T1 e T2 se predice che E darà il risultato O e T2 dice che
E darà il risultato non O. Se si verifica O T2 è eliminata, e viceversa.
Ciò non implica che la teoria vincente sia vera. Ma secondo
Duhem questo non è possibile perché questo caso rientra
esattamente nell'ambito dell'applicazione della sua tesi.
Quindi Se non O è il risultato, allora quesot non dimostrerebbe
affatto che T1 debba essere eliminata a favore di T2: potrebbe darsi
il caso che a essere falsa sia una delle ipotesi ausiliari.
Cita a riguardo l'esperimento di Foucault: decidere fra la teoria
ondulatoria e la teoria corpuscolare della luce.
La teoria ondulatoria implicava che la velocità della luce
nell'acqua dovesse essere inferiore a quella nell'aria, invece la
teoria corpuscolare implicava il contrario.
Foucault misurò la luce nell'acqua e trovò che esssa era inferiore.
Duhem ha però mostrato che, affinchè la teoria corpuscolare
implichi che la velocità della luce nell'acqua sia superiore alla
velocità della luce nell'aria, si deve ricorrere non solo all'assunzione
che la luce consiste di corpuscoli, ma anche a molte altre assunzioni
di carattere ausiliare.
La teoria corpuscolare, quindi, può sempre essere salvata
attraverso la modificazione di qualcuna di queste assunzioni
ausiliari.
"L'esperimento di Foucault non decide tra due ipotesi dell'emissione
e delle onde, ma tra due insiemi di teorie, ciascuno dei quali deve
essere preso in blocco, tra due sistemi completi: l'ottica di Newton
e l'ottica di Huygens".
Così l'esperimento di Foucault non è cruciale.

5.2. Le critiche di Duhem al convenzionalismo e la sua


teoria del bon sens
Filosofia di Duhem: talvolta catalogata come convenzionalismo.
Invece egli si oppone alla teoria di Poincarè, secondo la quale i
principi della mec newtoniana non sarebbero mai stati abbandonati,
in quanto sarebbero le convenzioni più semplici disponibili.
L'errore di Poincaré, per Duhem, è stato di considerare ogni
principio della meccanica singolarmente e isolatamente.
La posizione di Duhem dunque si può chiamare falsificazionismo
modificato, piuttosto che convenzionalismo. Infatti Duhem
sostiene che alccune teorie se prese isolatamente, possono
resistere a una confutazione sperimentale.
Ma adesso torniamo al buon senso.
Torniamo nella situazione duhemiana, in cui da un insieme di ipotesi
H1...hn uno scenziato ha dedotto O.
L'esperimento mostra che O è falso: allora almeno una delle h è
falsa. Quale?
Lo scienziato in ciò deve farsi guidare dal buon senso.
Mettiamo due teorie T1 e T2 soggette alla tesi di Duhem. Non ci può
essere un esperimento cruciale che scelga tra le due, ma soltanto il
buon senso della comunità scientifica.
Martin sostiene che la teoria di Duhem derivi da Pascal " il cuore ha
delle ragioni che la ragione non conosce".
Duhem però in primis mancava di buon senso, perché si è sempre
schierato dalla parte sbagliata. Rifiutando atomismo,
elettrodinamica di Maxwell, relatività di Einstein.

5.3. La tesi di Quine


Nell'artico del 1951 Two dogmas of Empiricism, Quine presenta una tesi connessa a
quella duhemiana, sufficientemente distinta da quella di Duhem da evitare una
sovrapposizione sul piano concetttuale.
Prima distinzione: Quine sviluppa le sue idee nel contesto di tracciare una distizione
tra asserzioni analitiche e sintetiche.
Kant: un giudizio è analitico se il predicato è contenuto nel soggetto.
Frege: è analitica quell'asserzione riducibile a una verità logica per mezzo di
definizioni esplicite. "Tutti gli scapoli sono uomini non sposati".
Quine: gli enunciati analitici sono quelli veri in virtù dei termini che contengono;
allo stesso tempo però nega la distinzione tra analitico/sintetico.
"La verità dipende sia da fatti linguistici che da fatti extralinguistici: l'asserzione
"Bruto uccise Cesare" sarebbe falsa se il mondo fosse stato diverso, ma sarebbe
anche falsa se la parola uccise avesse per caso il senso di "generò"."
In questa affermazione critica gli empiristi del Circolo di Vienna, in particolare
Carnap.
Ma in tutto ciò cosa centra Duhem?
Prima connessione: i significati attribuiti a suoni e iscrizioni sono
determinati da convenzioni sociali. Le convenzioni cambiano da un
linguaggio all'altro, cosicché se un enunciato è vero in virtù delle
parole che lo compongono (analitico) è a fortiori vero per
convenzione. Perciò se una legge è vera, è tale per convenzione.
Duhem indirizza la sua tesi contro la pretesa che una perticolare
legge scientifica sia vera per convenzione.
Lo stesso argomento può essere rivolto contro l'affermazione che la
legge è analitica. Quine ragiona negli stessi termini in relazione
alla distinzione analitico/sintetico.
Quine: La tesi di Duhem (tesi D) ha un ambito specifico e limitato,
non coprendo il campo della fisiologia dal momento che gli
esperimenti di Bernard sono riconosciuti come cruciali. La tesi di
Quine abbraccia la totalità della nsotra conoscenza.
Distinguere all'interno della scienza due tipi di leggi: ipotesi e
teorie. Le prime sono falsificabili mediante asserzioni osservative,
le seconde non sono direttamente confrontabili con l'espereinza se
prese isolatamente, ma lo diventano quando collegate a un insieme
di ipotesi.
Seconda differenza: Duhem sostiene che le ipotesi non possono
essere controllate isolatamnete, ma soltanto in quanto componente
di un insieme. Quine pensa che l'insieme debba estendersi fino ad
indicare la totalità della conoscenza umana.
La tesi di Quine è più forte e meno plausibile di quella di Duhem.
La legge di Newton non può essere confrontata isolatamente con
l'esperienza;
Adams e Le Verrier nella loro scoperta di Urano non avevano una
conoscenza totalitaria della scienza.
Possiamo essere d'accordo con Quine sul fatto che un singolo
enunciato non può costituire l'unità di misura della significanza
empirica, ma ciò non implica che l'unità di misura della significanza
empirica sia la scienza nella sua globalità.

5.4. La tesi Duhem-Quine


Le differenze tra Duhem e Quine riguardano il tipo d'ipotesi e
l'estensione dell'insieme delle teorie. Ad ora abbiamo appoggiato
Duhem. Ma anche Quine merita un salvataggio: estende la tesi
olistic aalla matematica e alla logica, invece Duhem pensava che
matematica e logica avessero diversa natura rispetta alla fisica.
Duhem criticò fortemente le geometrie non euclidee ne La science
allemande perché reputate contro il senso comune. Di conseguenza
va contro la relatività.

Tesi Duhem-Quine:
(A) La tesi olistica si applica a ogni ipotesi teorica di alto livello, sia
essa un'ipotesi fisica, di altre scienze, o perfino matematica e
logica.
(B) L'insieme di ipotesi sotto controllo in ogni situazione data è
all'atto pratico limitato, e non si estende alla totralità della
conoscenz aumana. La pretesa quineana che "Tutte le asserzioni si
potrebbero far valere qualunque cosa accada se facessimo delle
rettifiche sufficientemente drastiche in qualche altra prte del
sistema" è vera da un punto di vista puramente logico, ma il buon
senso scientifico ci porta a concludere in molte situaizoni che
sarebbe irragionevole restre aggrappati a eterminate asserzioni.
(A) da Quine, (B) da Duhem.

Parte terza; La natura dell'osservazione.


6. Enunciati Protocollari
Asserzione osservativa: un'asserzione che fornisce il risultato di
un'osservazione o di un esperimento.
Secondo la posizione dello psicologismo le a.o riguardano
impressioni sensibili o dati di senso di un determinato osservatore.
"Marrone, qui, adesso".
Questa posizione è solitamente affiancata dal fenomenismo.
Cambiamento di prospettiva, per opera di Neurath.
Per Neurath le a.o non riguardano i dati di senso, ma oggetti fisici.
Posizione nota come fisicalismo.
6.1. La posizione di Carnap sulle asserzioni osservative
nei primi anni Trenta
Carnap radicalizza la posizione di Neurath e arriva a sostenere che il
fisicalismo può trovare applicazione in ncampo psicologico.
Neurath introdusse il termine enunciati protocollari (es. Ecco X! Su p
c'è S) per indicare "enunciati osservatici" e Carnap esordisce
distinguendo linguaggio protocollare (gli enunciati di una particolare
persona) e linguaggio sistematico (in cui sono formulati gli enunciati
del sistema complessivo della scienza).
Ad ogni enunciato del linguaggio teorico ne corrisponde uno del
linguaggio fisico, in modo tale che i due enunciati sono
intertraducibili.
Il linguaggio fisico è universale e intersoggettivo = base del
pensiero fisicalista.
Quindi, se illinguaggio fisico fosse adottato come linguaggio della
scienza, tutta la scienza diverrebbe fisica e la metafisica sarebbe
scartata.
Prendiamo d'esempio gli enunciati protocollari di scienze come
fisica e chimica: affinché l'esito sperimentale sia accettato, occore
che A sia controllato da un ricercatore.
Se il protocollo A riguarda oggetti fisici, potrà essere controllato da
B. Se riguarda sensazioni private no.
Carnap considera il seguente enunciato: "Il signor A adesso è
agitato".
Come consideriamo quest'enunciato? Dal punto di vista psicologico
sarebbe privo di senso per persone diverse da A, ma anche dal
punto di vista fisico; Conclusione: il linguaggio privato è
impossibile.
6.2. La posizione di Neurath sulle asserzioni osservative
nei primi anni Trenta
Gli enunciati protocollari di Neurath non hanno una forma semplice
del tipo "C'è X in P". Un enunciato protocollare dev'essere formulato
così: "Protocollo di Otto alle 3 e 15, nella stanza un tavolo era
percepito da Otto".
L'enunciato protocollare deve contenere il nome dell'osservatore.
"Otto adesso gioia, Otto adesso vede un circolo rosso". (anche se
Otto adesso gioia per Neurath non ha senso in quanto rifiuta lo
psicologismo).
Nella prospettiva psicologista un enunciato protocollare descrive
l'esperienza immediata dell'osservatore e dunque è completamente
verificato dall'esperienza stessa.
Nel caso del fisicalismo ciò non è vero. Otto potrebbe dire di vedere
un tavolo, ma essere affetto di allucinazioni, e quindi potrebbe
essere rifiutato il suo stesso enunciato dopo aver appurato le sue
condizioni di salute.
Dunque gli enunciati protocollari sono correggibili, il linguaggio
privato soggettivo come dice Carnap non ha senso. Il linguaggio è
solo intersoggettivo.

6.3. Popper e le asserzioni-base nel 1934


Logica, Il problema della base empirica: problema del trilemma
di Fries.
Le asserzioni della scienza non debbono essere accettate
dogmaticamente; dobbiamo giustificarle; ma le asserzioni possono
essere giustificate solo da altre asserzioni » regresso
all'infinito. Per impedire il regresso dovremmo ricorrere alla
posizione dello psicologismo e dire che un'asserzione può essere
verificata dall'esperienza percettiva. Dunque: dogmatismo e
regresso all'infinito, o psicologismo.
Popper rifiuta entrambi: critica fortemente la visione psicologista
per la quale un'asserzione può essere giustificata da un'esperienza
percettiva. Vrsione forte della tesi antipsicologista: le
asserzioni possono essere controllate sulla base di altre asserzioni
in modo tale che enunciati possoo essere controllati sulla base di
altri enunciati.
Neurath e ultimo Carnap: antipsicologisti: le asserzioni osservative
devono essere di natura intersoggettiva.
Asserzione S: "C'è una tartaruga nella mia stanza". Signor A mette
in discussione.
Senza proferir parola posso portare il signor A in camera e indicargli
la tart.
S è così giustificata dall'esperienza percettiva di A. Questa è una
giustificazione parziale: la tartaruga potrebbe essere un giocattolo
molto fedele.
» queste considerazioni ci inducono a non seguire l'antipsicologismo
forte.
Nella critica a Neurath Popper sostiene la necessità di regole che
limitino la possibilità di "cancellare" o "accettare" un enunciato
protocollare.
Ma Popper non è in grado, dopo aver rifiutato dogmaticismo e
psicologismo, gli rimane solo il regresso all'infinito.
Invece sostiene che una volta che S ha superato una serie di
controlli può convenzionalmente ssere accettata dalla comunitò in
maniera convenzionale.
Da qui in poi separiamo due termini: osservazione protocollare
nel senso inteso da Neurath, in cui l'osservatore è compreso, e
invece asserzione osservativa per quelle assezioni che
riferiscono del risultato di un esperimento. (Popper).
Protocolli: osservatore » Neurath, Asserzioni osservative:
esperimenti. » Popper
Ma nel caso di una giuria si fa avanti la necessità di un protocollo.
Per far sì che una teoria sia accettata da una comunità, è
necessario che membri della giuria controllino le asserzioni. E
dunque avremo che: "Il signor A ha controllato che S, Il signor B ha
controllato che S, la signora C e così via".
(Qui Popper torna un po' sui suoi passi).
La scienza dunque accetta e fa uso di asserzioni impersonali e
intersoggettive. La posizione qui sostenuta si differenzia da quella
popperiana nella misura in cui ammettiamo un certo grado di
psicologismo e rivendichiamo un ruolo importante tanto alle a.o
quanto ai protocolli.

7. L'osservazione è carica di teoria?


7.1. La tesi di Duhem secondo cui tutta l'osservazione
in fisica è carica di teoria
Durante la sua critica all'induttivismo Duhem arriva a sostenere
che: "Un esperimento in fisica non consiste soltanto
nell'osservazione di un fenomeno, ma anche nella sua
interpretazione teorica".
Fa l'esempio della misurazione della resistenza elettrica di una
bobina:"Se domandate a uno scienziato cosa stia facendo, non vi
risponderà che sta studiando le oscillazioni della barra di ferro che
sostiene lo specchio, ma che sta misurando la resistenza elettrica di
una bobina".
E ancora: "solo l'interpretazione teorica rende possibile l'uso degli
strumenti".
E poi vabbè vari smatti sulla fiducia che riponiamo negli strumenti.
Critica circa l'uso degli strumenti ci porta dritti a una critica del
fisicalismo.
Il fisicalismo afferma che gli asserti osservativi si riferiscono a
oggetti fisici.
Ma ad esempio possono anche riferirsi a microparticelle non visibili
ad occhio nudo, o a galassie troppo lontane.
Perciò un'asserzione del tipo il signor A è agitato, è uguale a
un'asserzione sulle microparticelle.
L'attribuzione dello stato di agitazione al signor A è completamente
intersoggttiva, come lo è anche la foto che mostra il positrone che
passa per una lastra di piombo.
Così come gli psicologi con le loro metodologie comune riconoscono
lo stato di agitazione, così i fisici.

7.2. Un rafforzamento della tesi olistica e il principio di


Neurath
Rafforzamento della tesi olistica paragrafo 5.4. Presa l'ipotesi H, che
non poteva essere confutata dall'osservazione, mentre diveniva
confutabile con un insieme di ipotesi G, dove G = {H1,H2,Hn...}.
Supponiamo che l'ipotesi G sia confutata da O, che è giustificato
tramite l'interpretazione di sensazioni nei termini di un'ulteriore
insieme di ipotesi G'.
Nel caso della confutazione di G da parte di O, uno scienziato ha a
disposizione, oltre di modificare una più ipotesi di G, anche l'opzione
di mettere in discussione una delle assunzioni di G' in modo tale che
O sia rifiutati e sostituito da O' compatibile con G.
Il principio di Neurath, formato in congiunzione di due parti:

A) Per controllare qualsiasi asserto sicentifico, dobbiamo assumere


in quel dato momento qualche altro asserto scientifico
B) Non esiste un asserto scientifico che non possa essere sottoposto
a controlli.
Sia A che B seguono dalla tesi secondo cui tutta l'osservazione è
carica di teoria.
Fin qui abbiamo argomentano in favore del punto di vista di Duhem
secondo cui l'osservazione in fisica è carica di teoria.
Ma non lo è soltanto in fisica!!!
e vabbè smatti poco importanti
7.3. Alcune scoperte psicologiche
Richard Gregory Handbuch der physiologischen Optik Di Helmholtz.
Le prcezioni derivano tramite inferenze inconsce da segnali
sensoriali.
Disegno del cubo: si può vederlo con una faccia davanti o dietro;
Si può commutare con facilità un'interpretazione ad un'altra.
O l'anatra coniglio ad esempio: queste robe qui corroborano la tesi
per la quale l'osservazione è carica di teoria, un po' come la visione
heideggeriana comprendente-interpretante.
Finora abbiamo usato soltanto oggetti ambigui, ma anche per
oggetti ordinari Gregory muove un'obiezione: "Le immagini in un
certo senso sono input artificiali per gli occhi. Sebbene da queste si
possa imparare molto circa la percezione e siano sicuramente utili
nel fornire dei modelli di stimolazione, le immagini costituiscono un
tipo particolare di oggetto, il quale può dare luogo a risultati atipici".
Esempio: la stanza di Ames.
La stanza di Ames mostra chiaramente che l'abiutale osservazione
quotidiana è carica di teoria. Interpetiamo le nostre esperienze
sensoriali in base a teorie di senso comune, apprese con
l'esperienza: se vedo uno grande e uno piccolo nella stessa stanza
non sono portato a mettere in dubbio le leggi della prospettiva, ma
a prendere atto del fatto che sia così.
O anche l'esempio della maschera...

7.4. Conclusioni di carattere generale (megariassuntone)


Ancora definizione di asserto osservativo: è un asserto risultate
da un qualche input sensoriale interpretato alla luce di un insieme
di teorie.
L'impiego di nuovi strumenti più complessi fa apparire di minore
importanza l'input, ma esso rimane ciononostante ineliminabile.
Ci vuole sempre un osservatore umano che enuncia il risultato delle
osservazioni.
Questi input poi devono essere interpretati in accordo con le teorie
che riguardano il processo in questione: vi è quindi una necessaria
componente soggettiva o psicologica.
Ciò ci riporta allo psicologismo. La versione originaria affermava
che: gli asserti osservativi riferiscono le esperienze sensoriali
immediate di un particolare individuo e che da queste esperienze
sono completamente verificati. Neurath critica questo, anche il
secondo Carnap.
Vi è una versione più debole dello psicologismo, criticata da Popper:
la versione debole afferma che un a.o può venire giustificato
parzialmente dall'esperienza sensoriale. Popper dice che un a.o può
essere giustificato solo da un altro a.o.
Ma questo ci porta la trilemma di Fries, perciò abbiamo optato per
la versione debole.
Come rivendichiamo allora il carattere intersoggettivo degli a.o?
Neurath e l'ultimo Carnap difesero l'intersoggettività sulla base del
fisicalismo.
Gli a.o potrebbero vertere tanto su microparticelle o stati
psicologici, quanto sugli ordinari oggetti fisici.
"Ogni in linguaggio come tale è intersoggettivo. Non ha senso
parlare di un linguaggio privato soggettivo come fa Carnap"
sostiene Neurath.
Ma noi crediamo che non sia necessario adottare il fisicalismo per
sostenere questo tipo di intersoggettività.
Fries non sbaglia, ma gli scienziato sono persone pratiche e il
regresso deve essere presto interrotto dalla giuria degli scienziati
che decide di accettareun particolare asserto os.
Gli asserti osservativi sono revocabili e correggibili. Ciononostante
l'accettazione pro tempore di qualche assero os è necessaria perchè
l'impresa scientifica non si arresti.

Parte quarta: la demarcazione fra scienza e metafisica


8.1. Introduzione: il problema della demarcazione e la
sua importanza.
Come distinguiamo cos'è scienza e cos'è metafisica?
Nel ventesimo secolo Wittgenstein e circolisti si sono interessati su
questa questione.
Popper s'è interessato più alla distinzione tra scienza e
pseudoscienza.
Andiamo a vedere cosa c'è di interessante nel Tractatus logicus-
philosophicus di Wittgenstein, che si interroga su ciò che si può dire,
su ciò che non.
Prima qualche cenno biografico.
8.2. La Vita di Wittgenstein
Nasce a Vienna nel 1889, muore a Cambridge nel 1959.
Figlio di una famiglia tra le più ricche d'Austria.
Karl Wittgenstein era anche un mecenate delle arti: frequentava
grnadi musicisti come Mahler, Walter, Brahms.
Frequentava il gruppo degli Jugendstil.
Dei cinque fratelli di Ludwig tre si suicidarono, e il quarto, pianista,
perse la mano in guerra e cercò più volte di suicidarsi. Nessuno si
sposò dei cinque fratelli, escluso Ludwig. Solo le sue sorelle ci
riuscirono.
Inizia a studiare Ingegneria a Berlino, e fa ricerca. Poi va a
Cambridge per studiare matematica sotto la guida di Russell.
Russell diventò come un padre intellettuale per Wittgenstein.
La famiglia dei Wittgenstein uscì molto arricchita dalla guerra.
Si appassionò a Tolstoj, al suo populismo cristiano che ha come
conseguenza la condanna dei ricchie l'elogio della virtù dei poveri.
Perciò lasciò tutto, dopo aver scritto il tractatus e si trasferì in
provincia.
Lì fece il maestro d'elementari finquando non venne richiamato a
Cambridge.
Qui mostrò parecchi disturbi, nonchè omosessualità latente.
Fece diversi mestieri, tra cui il giardiniere.
8.3. Il tractatus di Wittgenstein
"Il più delle proposizioni e questioni che sono state scritte su cose
filosofiche è non falso ma insensato".
Il metodo corretto per la filosofia di Wittgenstein è: "Nulla dire se
non quel che può esser detto. Ogni volte che altir voglia dire
qualcosa di metafisico, mostrargli che, a certi segni nelle sue
proposizioni, egli non ha dato significato alcuno".
Dunque per Wittgenstein il metodo corretto in filosofia consiste nel
mostrare che ogni proposizione metafisica è priva di significato.
La teoria di distinzione scienza-metafisica si fonda sulla nozione di
proposizione elementare: "La proposizione più semplice, la prop
elementare, asserisce il sussistere di uno stato di cose".
Più prop elementari, o anche atomiche legate insieme formano
proposizioni complesse molecolari.
Questa composizione è nota come composizione vero-funzionale.
Le proposizioni metafisiche sono pseudoproposizioni. (Proposizione
si usa quando è dotata di significato).
Le proposizioni elementari sono costituite da nomi: questi nomi
significano oggetti.
Ma cos'è un oggetto semplice?
Il Circolo di Vienna tentò di chiarire la faccenda, identificando la
prop elementare con quella di asserzione protocollare. La mela
sulla mia scrivania è verde.
Ma Anscombe ad esempio ritiene che l'interpretazione dei circolisti
non è del tutto compatibile con il Tractatus. Le proposizioni
elementari, qualsiasi cosa siano non sono semplici assezioni
osservative.
Janik e Toulmin suggeriscono che le prop elementari potrebbero
essere asserzioni riguardanti la struttura ultima del mondo.
Gli oggetti sembrerebbero essere particelle fisiche elementari la cui
combinazione dà origine al colore. (Stai sbarellando).
Spieghiamo ora cosa s'intende con proposizione vero funzionale.
Lo faremo in termini di a.o.
Consideriamo un asserto oss semplice"La mela sulla mia scrivania è
verde". Se l'asserto è vero può essere verificato dall'osservazione.
Consideriamo la negazione di O. La verità di quest'asserto può
essere controllata da una o diretta.
Consideriamo gli asserti osservativi complessi: "La mela sul tavolo
in cucina è rossa". Non potremo controllare simultaneamente O1
(mela scrivania) e O2 (mela cucina).
Concludiamo dunque che un asserto osservativo complesso è
dunque un asserto il cui valore di verità può essere accertato da
osservazioni tali da dover essere effettuate in tempi o luoghi
differenti.
Ricapitoliamo le varie definizioni di asserto osservativo che
abbiamo dato:
1) Chiameremo asserzione osservativa un'asserzione che fornisce
il risultato di un'osservazione o di un esperimento
2) Un asserto o è un asserto risultante da un qualche input
sensoriale interpretato alla luce di un insieme di teorie
3) Consideriamo come osservativa quell'asserzione che può
provvisoriamente essere accettata come vera o falsa sulla
base del'osservazione e dell'esperimento.
Ora possiamo capire cosa si intende per composizione vero-
funzionale: se O è un a.o semplice, tale è anche non-O.
Le osservazioni che determinano quando O è vero o falso,
determineranno in quali casi non O è falso o vero.
Analogamente per un insieme finito di asserti osservativi.
La proposizione molecolare O1 & O2 & ON.... sarà vera solo se lo
sono tutte le sue componenti atomiche e falsa se qualcuna delle
sue componenti è falsa.
Particelle & e non sono connettivi.
Dunque una proposizione P si dice funzione di verità delle
proposizioni P1, P2 Pn... se il valore di verità di P è
determinato dai valori di verità di P1, P2... Pn.
Tutte le proposizioni significanti sono funzioni di verità di a.o
semplici. Il che implica che qualunque proposizione significante può
essere o una contraddizione logica, o un asserto logicamente
valido, o un a.o.
Segue inoltre che se una prop dotata di significato è vera, ciò può
essere verificato tramite osservazione.
La proposizione significante è una funzione di verità di
asserti osservativi semplici.
Ciò conduce al criterio di verificabilità del Circolo di Vienna (tutto ciò
è l'interpretazione del Tractatus per mezzo dei Circolisti).
Alla luce di tutto ciò è palese come la metafisica sia priva di
significato.
Questa si chiamava teoria ibrida.
Di questa teoria conserviamo il fatto che tutte le proposizioni
significanti sono funzioni di verità di a.o semplici.
L'errore del Circolo è stato di restringere il campo di ciò che è
dotato di senso.

8.4. Il Circolo di Vienna e la metafisica


I circolisti abbracciano la tesi di Wittgenstein per la quale la
metafisica è priva di senso. Il superamento della metafisica
mediante l'analisi logica del linguaggio, Carnap: nel campo della
metafisica l'analisi logica conduce a un risultato negativo.
Le proposizioni si dimostrano prive di senso; così si consegue un
radicale superamento della metafisica.
1932 Carnap formula il criterio di verificabilità: "Il senso di una
proposizione sta nel metodo della sua verificazione. Una
proposizione vuol dire solo ciò che in essa è verificabile".
Riporta alcuni passi di Was ist Metaphysik e dice che non ha senso.
L'atteggiamento verso la vita (l'angoscia di Heidegger ????)
andrebbe espresso per mezzo dell'arte e non della metafisica.
Sostiene Nietzsche che predilige la forma della poesia, dell'aforisma
in Also sprach Zarathustra.
Problemi di Wittgenstein con la religione: nonostante avesse
bandito la metafisica, egli era un fervente religioso.
Nel Tractatus di Wittgentein i limiti di ciò che può essere detto con
significato non coincidono coi limiti di ciò che può essere pensato.
Sottile difesa nei confronti della religione: se una religione si basa
su un dato sistema metafisico, nella misura in cui il progresso
scientifico è in grado di minare la credibilità della teoria metafisica
sottostante è anche in grado di mettere in discussione quella stessa
religione.
Seguendo il pensiero di Wittgenstein, giudicando le dottrine
religiose come insieme di enunciati privi di significato, afferrabili
solo tramite intuizione mistica, riusciamo a salvare la religione
dall'erosione del progresso scientifico.
Carnap non lo capisce e gli dà del matto.
Simpatica conclusione: Wittgenstein all'inizio del trattato pone un
problema riguardo al Tractatus. Gli scritti filosofici sono privi di
significato, dice, ma anche il Tractatus lo è. Dunque il Tractatus è
privo di significato.

8.5. La critica di Popper al Circolo di Vienna riguardo


alla metafisica
2 Critiche:
1. Sostituire al criterio di verificabilità quello di falsificabilità.
2. La metafisica è dotata di significato, ed è molto importante nel
progresso scientifico.
1934 Logik der Forschung
1963 Congetture e confutazioni, cap 11 "La demarcazione tra
scienza e metafisica".
Popper critica le tesi di Carnap. In particolare critica il criterio di
verificabilità come criterio di demarcazione nel modo seguente:
"esso non esclude gli asserti metafisici ovvi, e esclude invece i più
importanti e interessanti asserti scientifici, vale a dire, le teorie
scientifiche, le leggi universali della natura".
Prendiamo il caso dell'asserzione "Tutti i corvi sono neri".
Questa asserzione non è verificabile da alcuna congiunzione finita
di asserti osservativi, ma è falsificabile dalla vista di un solo corvo
bianco.
Asimmetria logica tra verificabilità e falsificabilità.
Le asserzioni universali infatti non possono mai venir derivate da
asserzioni singolari ma possono venir falsificate da asserzioni
singolari.
Questa tesi può essere ampliata prendendo in considerazione le
asserzioni esistenziali, es "C'è una mela!".
L'asserto esistenziale è verificabile da un asserto osservativo, ma
non è falsificabile.
Queste considerazioni sugli asserti esistenziali ci conducono alla
critica popperiana riguardo il fatto che il criterio di verificabilità non
esclude gli asserti metafisici ovvi.
Dunque Popper, sostenendo che le teorie non sono mai verificabili
empiricamente, arriva ad introdurre la falsificabilità di un sistema
come criterio di demarcazione.
Il Circolo intendeva la verificabilità come criterio di significato;
Popper intende la falsificabilità come criterio di demarcazione,
ma non di significato.
Popper introduce un argomento che dimostra come sia falsificabilità
che verificabilità siano inutili come criteri di significato.
Poniamo un asserto S dotato di senso, dunque anche il suo
contrario dev'esserlo, non-S. Se poniamo che S sia una
generalizzazione universale, otteniamo il fatto che la sua negazione
è un asserto esistenziale.
S: tutti i corvi sono neri
Non-S: Non tutti i corvi sono neri
allora esiste un corvo non nero.
Se utilizzassimo la falsificabilità come criterio di significato,
dovremmo dire che S è falsificabile, Non-S non è falsificabile e
questo genererebbe una contraddizione, e viceversa con la
verificabilità.

8.6. La teoria del significato del secondo Wittgenstein


Wittgenstein nell'ambito delle Ricerche Logiche afferma che le
affermazioni sono dotate di senso soltanto all'interno di un "gioco
linguistico".
Esempio del muratore e dell'aiutane: muratore grida trave e
l'aiutante va a prendere proprio quella che intendeva. Il significato
trave è determinato dall'uso che ne fanno muratore e aiutante.
Significato = Uso. Vediamo come possa essere utilizzata per
sostenere che gli asserti metafisici siano dotati di senso.
Ad esempio un circolo di filosofi faranno un uso di dialettica ed
essenza proprio come il muratore e il suo aiutante facevano uso
della parola trave.
Siamo anche qui dunque in presenza di un "gioco linguistico".
Non sappiamo però se Witt avrebbe condiviso questa
interpretazione, che sostiene il suo grande rivale Popper.
Perciò chiaramente ci troviamo di fronte a una possibile
contraddizione del Tractatus. Wittgenstein risponderebbe a questa
interpretazione dicendo che le parole acquistano un significato
soltanto in un contesto genuino, quello dell'attività sociale pratica.
Però facciamo un esempio: mettiamo che ci sia un gruppo di
matematici che sviluppa matematica pura, che viene utilizzata dai
fisici per costruire un palazzo.
Ma quindi ci troveremmo a dire che la matematica è priva di senso
fintanto che non viene utilizzata dai fisici. Ma questa conclusione ci
appare difficilmente accettabile.
Dunque non è possibile usare la demarcazione tra discorso pratico e
teorico per distinguere il senso dal non senso.
Inoltre ci sono pratiche applicate ma che non scientifiche (i riti
religiosi) e teorie fisiche non utilizzate (relatività di Einstein).

8.7. L'influenza della vita di Wittgenstein sulla sua


filosofia
Cose non troppo importanti....

9. La relazione fra scienza e metafisica: la posizione di


Popper, Duhem e Quine
9.1. Popper sulla relazione scienza metafisica
La metafisica può essere dotata di significato e avere un valore
positivo per la scienza. Abbiamo diversi esempi di teorie
metafisiche come l'atomismo, teoria del moto della terra, teoria
corpuscolare della luce, che poi sono diventate scienza.
Il realismo e lo scopo della scienza (1983) Popper sviluppa il suo
programma di ricerca metafisico.
La metafisica ha un importante ruolo euristico all'interno della
ricerca scientifica: risulta utile nel guidare la costruzione di ipotesi
scientifiche.
9.2. Duhem e Quine sullo status della metafisica
La toria fisica: il suo oggetto e la sua struttura, Duhem qui
presuppone che i sistemi metafisici esistano e siano dotati di
significato.
Duhem assum l'esistenza di sistemi metafisici dotati di senso,
aristotelismo, atomismo, cartesianesimo, distini dai sistemi
scientifici della fisica. Ogni sistema metafisico sostiene una propria
teoria fisica. Una teoria fisica, ritenuta soddisfacente dai faziosi di
una scuola metafisica, verrà rifiutata dai partigiani di un'altra.
» Duhem non fu mai interessato separare scienza da metafisica.
Il problema di trovare un adeguato criterio di demarcazione
nei termini della verificabilità o della falsificabilità sorge dal
tentativo di analizzare la struttura delle teorie scientifiche
con i mezzi della logica formale.
Vediamo Duhem confrontata con Quine. Quine si astiene dal
tracciare differenze tra scienza e metafisica. Sostiene di dimostrare
l'infondatezza di entrambi i dogmi. Non c'è alcuna distinzione fra
metafisica speculativa e scienza naturale.
(noi non condividiamo sta posizione).
Le credenze metafisica possono avere delle ripercussioni all'interno
di un programma di ricerca. Quine presuppone che tutti condividano
una parte delle nostre credenze.

9.3. Popper e Duhem sull'influenza della metafisica


sulla scienza
Duhem molto vicino a popper.
Duhem rispetto a P è un po' meno entusiasta circa distinzione
metafisica-fisica.
Insiste sul fatto che la fisica non dovrebbe essere subordinata alla
metafisica.
Duhem dedica una importante riflessione sul fatto per cui la poco
scientifica astrologia ebbe un'influenza benefica sulla scienza.
L'astrologi si fonda sull'idea che corpi celesti influenzano il destino
degli umani.
Gli astrologi erano favorevoli alla tesi per la quale la luna
influenzava le maree.
Le tesi metafisiche di Cartesio sulla natura della materia ebbero
un'influenza favorevole sullo sviluppo dell'idrodinamica e del
magnetismo. Ma in precedentemente ostacolò molto l'accettazione
della grav newtoniana.
Popper e Duhem sono d'accordo sull'influenza della metafisica sulla
scienza, anche se divergono sull'atomismo. Duhem infatti rifiutava
questa teoria, e la considerava come un ostaco. Infatti scriveva
"vedrà le combinazioni dell'atomista complicarsi, turbarsi,
sovraccaricarsi di complicazioni arbitrarie senza pervenire tuttavia
nè a render conto delle nuove leggi, né a collegarle alle vecchie".
Quindi qui notiamo due diversi approcci ad un argomento: un
modello concreto, che rifiuta la versione atomistica, e uno più
teorico, matematica astratta.
I modelli concreti sono impiegati fino al 1925, poi viceversa. Modelli
concreti si rivelano efficaci in alcuni contesti, come la biochimica,
modelli matematici astratti nella fisica delle particelle.
La metafisica in tutto ciò funge da euristica per la scienza.

9.4. La difesa di Duhem della religione


La physique du croyant negava l'intento apologetico dell
religione,"semplicemente si era impota al suo autore, attraverso la
pratica quotidiana di scienza e insegnamento".
All'epoca di Duhem era diffusa la credenza che la religione fosse
stata invalidata, indebolita dalla scienza. Duhem dice che la
religione appartiene a un ambito metafisico.
La Chiesa non apprezzò e mosse critiche. La tesi di Duhem mina la
teologia naturale, ovvero il tentativo di dimostrare il fondamento
delle dottrine teologiche a partire dalla natura. Se sono del tutto
separate, scienza e metafisica, allora è indomostrabile. Inoltre,
accusato di fideismo cioè la credenza che la fede stessa si fondi
sulla fede.
Qui ha molto in comune con Wittgenstein, salvo l'insignificanza
della metaisica.
Però troviamo una contraddizione in Duhem: la sfera della scienza e
della metafisica interagiscono e non possono essere considerate
totalmente separate. Però nella difesa della religione contraddice
quanto detto prima, ovvero che i due mondi non si influenzano, ma
dopo nell'analisi storica dice che le teorie metafisiche influenzano la
scienza.

10. Il falsificazionismo alla luce della tesi Duhem-Quine


10.1. Il falsificazionismo e il criterio di falsificabilità
Il falsificazionismo è la teoria secondo cui la scienza procede per
congetture e confutazioni. Le congetture è necessario che siano in
grado di venire confutate dall'osservazione e dall'esperimento.
Un sistema empirico per essere scientifico deve poter essere
confutato dall'esperienza cit Popper.
3 classiche obiezioni rivolte alla falsificabilità intesa come
demarcazione.
Le prime due, riguardanti asserti esistenziali e probabilistici possono
essere superate.
Tutt'altra situazione invece con la tesi Duhem-Quine.
Quindi sostituiremo il concetto di falsificabilità con quello di
confermabilità.
10.2. Asserti esistenziali
Asserti esistenziali, verificabili ma non falsificabili. Possiamo
verificare che ci sia un corvo di quel colore ma mai falsificare
quell'affermazione.
Si potrebbe ocncludere che la falsificabilità è troppo forte e limina
involontariamente alcune asserzioni genuinamente scinetifiche.
Popper replica che è vero che le asserzioni esistenziali prese di per
sé sono metafisiche. Ma introducendo alcune restrizioni queste
asserzioni diventano falsificabili: "Esiste un mammifero che depone
le uova in una regione dell'Australia" diventa falsificabile dal
momento che in quella regione non ci sono mammiferi di quel tipo.
10.3. Asserti probabilistici
Nulla, anche la probabilità può essere falsificata.
10.4. La falsificabilità e la tesi di Duhem-Quine
La tesi di Duhem Quine mostra che la falsificabilità non costituisce
un adeguato criterio di demarcazione.
Riprendiamo la critica di Popper alla verificabilità:
1. Non esclude gli asserti metafisici ovvi
2. esclude i più importanti e intressanti asserti scientifici, teorie
scientifiche e leggi universali della natura.
Ma la falsificabilità riesce a escludere asserzioni palesemente
metafisiche? No, a causa del tacking paradox, paradosso
dell'aggiunzione.
T sia una teoria falsificabile (prima legge di Keplero) e M un asserto
metafisico.
Mettiamo che T' = T & M. In tal caso T' è falsificabile. Dal momento
che T è falsificabile, esiste un asserto osservativo O tale che O
segue da T.
Se quindi scoprissimo che O è falso dovremmo dire che T è falsa.
Ma pocihè O segue da T seguirà anche da T & M. Perciò T'= T & M è
falsificabile.
Perciò una volta che disponiamo di una teoria falsificabile possiamo
sempre aggiungere un asserto metafisico arbitrario e avere ancora
una teoria falsificabile.
Introduciamo ora il concetto di semplicità adeguata: Una teoria T
è di semplicità adeguata se non è possibile trovare una teoria U tale
che U è tanto semplice quanto T, o di più, e tutti i risultati
osservativi derivabili da T sono analogamente derivabili da U.
Ovvero T è semplice e più funzionale.
Una Teoria T è dunque scientifica se è falsificabile e di semplicità
adeguata.
Questa formulazione elimina il caso di T & M che non sono di
semplicità adeguata.

Vediamo ora la seconda parte della critica alal verificabilità: essa


esclude i più importanti e interessanti asserti scientifici, le teorie e
le leggi universali della natura.
Consideriamo la prima legge di Newton: l'inerzia. Essa non può
essere considerata un'ipotesi isolata ma solo in quanto componente
di un sistema di teorie. Indichiamo con T la prima legge; per
ottenerre conseguenze osservabili dobbiamo aggiungere a T:
1) ulteriori assunzioni teoriche (seconda e terz legge del moto,
legge di gravità)
2) aassunzioni ausiliari: che le forze non gravitazionali hanno
effetti sul moto del sole e dei pianeti, che la massa del sole è
superiore a tutte....
T* è il risultato di queste due aggiunte. Quindi da T & T* & A
deduciamo conseguenze osservabili riguardo i moti dei pianeti.
Con O indichiamo una di queste conseguenze.
Supponiamo di osservare Non-O. Non possiamo inferire non-t, ma
solo "non-t oppure non-t* oppure non-A". In altre parole sappiamo
che una delle deduzioni è sbagliata ma non sappiamo quale..
Dunque la legge è infalsificabile.
"Noi possiamo falsificare solo sistemi di teorie e che qualsiasi
attribuzione della falsità di un particolare asserto nell'ambito di un
tale sistema è estemamente incerta".
Popper.
Quindi T non è falsificabile, ma lo è il sistema nel suo complesos:
ovvero T e T* e A.
Però Popper si è schierato contro la verificabilità perché esclude
dalla scienza leggi universali della natura. Ma anche in questo caso,
T, toltole il sistema, viene considerata metafisica.

10.5. La proposta di un criterio di demarcazione


implicante il principio del surplus esplicativo
Confermabilità, o Corroborabilità.
Una teoria è scientifica solo quand'è confermabile. Confermabile
vuol dire che è capace di acquisire un certo grado di sostegno
empirico da qualche asserto osservativo.
Principio del surplus esplicativo: Il principio nga che se e segue
logicamente da h, ciò automaticamente significhi che e fornisce
supporto ad h.
Dunque il surplus esplicativo motiva la ricerca di teorie che sono
quanti più semplici possibile, nel senso che posseggono pochissime
assunzioni teoriche, e riescono a spiegare un gran numero di
osservazioni, di fenomeni.
Le leggi di Newton hanno goduto di un surplus esplicativo: ha
spiegato le cose dette da Keplero, Galileo, e introduceva i nuovi
concetti di forza e massa.
Spiegava con successo le leggi dell'urto, le maree, le irregolarità dei
moti lunari.
Notevole surplus esplicativo !!

Vediamo una situazione in cui questo surplus non c'è: la teoria del
complesso di inferiorità di Adler.