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UNA QUARTA RED A ZIO N E DEL D E L IB R IS PRO PRIIS

a cura di Marialuisa Baldi e Guido Canziani

Nella secentesca edizione degli Opera omnia di G. C ardano sono contenute


le tre versioni dei De libris propriis chc 1’autore lom bardo pubblicd nel 1544,
nel 1557 e nel 15621. II m anoscritto F .U .3 8 .N r.l della 6ffentliche Bibliothek
Universitat Basel offre u n ’ulteriore redazione, finora inedita, che trascriviam o
qui di seguito limitandoci a dare in nota alcuni cenni essenziali e ben sapendo
che vari interrogativi, di non piccola rilevanza, restano da sciogliere.
In base ai riferimenti cronologici reperibili nel testo, la stesura e le sue
eventuali rielaborazioni sarebbero da collocare nel 1550 e in ogni caso prim a
dei 15542. Si tra tta dunque di una redazione intermedia tra le prime due.

1. Nelle note saranno utilizzate le seguenti abbreviazioni: L P ’44 per Libellus de


libris propriis, cui titulus est, E phem erus, N orim berga, I. Petreius 1544; L P *57 per
De libris propriis, eorum que ordine, et usu, ac de mirabilibus operibus in arte medica
factis, Lugduni, G. Rouillius 1557; L P '62 per D e libris propriis eorum que usu liber
recognitus, Basileae, H. Petrus 1562. A queste tre sigle farem o seguire i numeri di
pagina delPedizione che le tre versioni dei D e libris hanno avuto nel prim o volume
di H . C ardani, Opera om nia, cura Caroli Sponii, 10 voll., Lugduni, sum ptibus I.A .
Huguetan & M .A . Ravaud 1663 (d’ora in poi cit. con la sigla OO). Per i rinvii interni
al nosiro ms. ci serviremo della num erazione in fogli dei codice di Basilea, che i riporta-
ta tra parentesi quadre nel corpo dei testo. Infine, le correzioni da noi in trodotte nella
trascrizione sono racchiuse tra parentesi ad angolo.
Ringraziamo il prof. la n M aclean e il p rof. Giorgio M ontecchi, che con estrema
gentilezza hanno accettato di leggere questo lavoro prim a della stam pa. Si intende che
la responsabiliti di ogni eventuale errore b d a attribuirsi interam ente ai due curatori.
2. Si veda, nel ms. pubblicato di seguito, la c. 2 r/v (in particolare nn. 25 e 31)
e soprattutto la c. 7v, dove il 1550 £ d ato come P anno corrente. Un margine di dubbio
deriva dalle indicazioni che C ardano fom isce a proposito di due opere: il De astrorum
iudiciis e il D e subtilitate. T om erem o su questi problem i piu innanzi, cfr. nn. 19 e
49. Resta che tra i sobri cenni autobiografici riportati nel m s., quello cronologicam ente
piu avanzato si riferisce al viaggio a Genova com piuto a q u aran to tto anni (cfr. c.
2v); nessuna menzione invece di un evento m olto im portante per C ardano quale fu
il trasferim ento in Scozia dei ’52.

Rivista di storia della filo so fia n. 4, 1998


768 M arialuisa B aldi e G uido Canziani

II legame con L P *44 £ evidente nella p arte iniziale dei m anoscritto e nella
sua sezione conclusiva, dove si tro v an o interi capoversi tra tti dalla prim a stam-
pa; nelle ultim e righe, poi, C a rd an o precisa di aver realizzato questo D e libris
in non piCi di se tte /o tto giorni, anzich6 nelPunica g io rn ata che gli era bastata
per portare a com pim ento L P ’44, donde il tito lo E phem erus con cui q u e sfu l-
tim o era ap p arso 3. R ispetto a L P ’57, i p unti di co n ta tto non sono altrettan-
to definiti: si co n cen tran o nel p rim o terzo di quelPedizione, ove F autore rende
piu evidente il p ro p o sito di fissare in elenchi o classificazioni la cronologia
e lo stato attu ale della p ro p ria p roduzione e le ragioni a essa sottese. L P
'51 va perd m olto al di 1& di q uesta finalit&: non solo la dim ensione autobio-
grafica £ ripresa e am p liata rispetto alPedizione dei ’44, m a C ard an o sem bra
voler dare u n a descrizione piu accu rata dei pro p rio profilo intellettuale e scien-
tifico, sofferm andosi in particolare sui meriti acquisiti nella p ratica della medi­
cina. U na am piezza di prospettive an eo r piu notevole connoter& la versione
piu ta rd a dei D e libris, dove la filosofia m orale cam peggera in luogo della
m edicina.
L ’elencazione £ invece Pelem ento di g ran lunga predom inante nel ms. di
Basilea: q u est'u ltim o sem bra anzi fo m ire P o ssatu ra classificatoria che sarii
variam ente m odellata nelle due stesure successive destinate alia stam pa. C arda­
no vuole qui precisare n o n solo la sequenza in cui i suoi libri sono stati
scritti “ ad hanc usque diem ” 4, m a anche P ordine secondo il quale essi do-
vrebbero essere letti (P ordine, che 6 esplicitam ente m enzionato nel titolo dei
m s., torner^ a essere evocato in quello di L P ’57 e Ia questione sara riproposta
in una tavola ap p o sita di L P ’62)5; egli si preoccupa inoltre di dare un*idea
piu precisa di q u an to non avesse fatto in L P ’44 della “ m agnitudo” di ciascu-
na delle sue opere. L k q uesta grandezza era o tte n tu ta in m aniera m olto appros-
sim ativa e per via puram ente analogica attraverso il c o n fro n to con testi di
au to ri classici; qui 6 invece il fo rm ato dei D e subtilitate* a essere assunto
com e unitJl di m isura p er il com puto dei fogli. Q uesta procedura, non priva
di aspetti sconcertanti, sar& rip ro p o sta in term ini piu sobri, se non soltanto
piu asseverativi, in L P *57 e in L P ’627.

II m s. co n ta 12 carte num erate al recto di cm . 28x20. Di probabile produzio­


ne lom barda, il m ateriale cartaceo reca in filigrana un fiore a sei petali con
le iniziali B e C rispettivam ente ai lati sinistro e destro. L a g rafia b ordinata
e leggibile; sono frequenti le abbreviature, che abbiam o sciolto nella trascrizio-
ne. L ’uso delle m aiuscole, dei dittonghi e della p unteggiatura 6 assai disconti-
nuo e irregolare; noi P abbiam o u n ifo rm ato e m odernizzato (es. edere per
aedere, fe lix per fo e lix , praeter per p reter ecc.) elim inando anche Poscillazione

3. Cfr. infra, c. 12r.


4. Cfr. infra, c. 2v.
5. Cfr. LP ’62, p. I21a.
6. Cfr. infra, c. 8r/v.
7. Cfr. infra, n. 49.
Una quarta redazione dei De libris propriis 769

nella sc rittu ra di alcuni n o m i (es. A vicen n a p e r il p iu fre q u e n te A vicena;


la fo rm a S acro b u sio , u tilizzata c o sta n te m e n te in lu o g o di S a c ro b o sco , b sta ta
invece m a n te n u ta ). N el m s. le co rrezio n i n o n so n o fre q u e n ti. T ra esse le piu
significative - perch6 rilev an ti agli e ffe tti d ella d a ta z io n e - so n o quelle che
rig u a rd a n o un in ed ito a n d a to p o i p e rd u to , il D e tech n is calidis: tu tti i riferi-
m enti a q u e s f o p e ra so n o ag g iu n ti alia ste su ra d ei m s. in un seco n d o te m p o 8.

[lr] H iero n y m i C a rd a n i m ediolanensis m edici L iber de libris p ro p rijs


et de ord in e legendi illos

In ter a n tiq u o s G alen u m , in ter recentiores E rasm u m lib ro s, qui n o ­


m ina d u m ta x a t lib ro ru m ab ipsis sc rip to ru m c o n tin eren t, condidisse
scio, n o n ta n tu m u t qu ae su a essent a u t non essent m ortales d o cerent,
sed u t causam q u a m oti ad scribendum fu erin t ac ord in em legendi
illos explicarent9. E t q u am v is ego nu n c cum illis de g lo ria n o n c o n ­
ten d am , eisdem tam en causis lib ru m h u n c scribere aggressus sum
d e n u o 10, tu m vero eo m agis c o a c tu s q u o d , cu m alias eundem
edidissem 11, m u lta inde tu m casu tu m consilio c o m m u tan s, falsam et
im perfectam illius libri h isto riam red d id erim . M u lta video huius arg u ­
m enti co m m o d a atq u e illud p rim u m , ne m ihi qu isq u am lucri causa
lib ru m , qui genuinis n o stris ab ro g et fidem om nem , a scrib at a u t q u ae
nos to t lab o rib u s atq u e vigilijs invenim us su b rip iat. A ccedit q u o d ,
haec scientes, stu d io si in co m m u n em u tilitatem q u ae relicta fu erin t
nondum edita ab o b itu n o stro edi c u ra b u n t, nossentque p ro p terea q u a n ­
tu m fidei trib u ere illis d e b e a n t, iu x ta illorum exactam a u t n o n d u m
ab so lu tam castig atio n em . C o n so la t m e q u o d nihil m aius op tem a u t
sperem , q u am q u o d ad h an c u sque diem sim consecutus: et quam vis
iuxta illud p o etae excusari p ossem , quod

8. Cfr. infra, n. 31.


9. Per il rinvio a Galeno (De libris propriis e De ordine librorum suorum) e a Erasmo
{Catalogus novus omnium lucubrationum Erasmi e Catalogi duo operum Des. Erasmi
... ab ipso conscripti et digesti) cfr. I. Maclean, Interpreting the De libris propriis,
in M. Baldi e G. Canziani eds., Girolamo Cardano. Le opere, le fo n ti, la vita, Angeli,
Milano 1999, pp. 16-18. In apertura di LP ’44, p. 55a, si legge: “ Galenus ex antiquis,
Erasmusque nostrae aetatis vir, libros ediderunt, nomina tantum priorum librorum con­
tinentes, ea ut puto ratione, quod multi, quae sua essent, negarent, alienaque, sed
illorum nomine indigna, cohibuerunt; tum vero, quod studiosi illorum universos apud
se habere cuperent” . Come si vede, nel passaggio dalla prima alia seconda versione
Cardano muta sensibilmente la propria interpretatione dei motivi che avrebbero indotto
i due autori a redigere i cataloghi dei propri scritti. I modelli galenico e erasmiano
sono ricordati anche in L P ’57, pp. 61 a e 69b, e in L P ’62, p. 106b.
10. Considerazione analoga in L P ’44, p. 55a, di seguito al passo cit. nella nota
precedente.
11. II riferimento ovviamente, a L P ’44.
770 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

P a rv a c o ro n a to p la u se re th e a tr a M e n a n d ro
R ise ru n tq u e su u m sae c u la M e o n id e m 12,
n o n ta m e n ta m illu d m e m o v e t, q u a m q u o d n o n liceat m ag is negligere
a n im i fo e tu s q u a m c o rp o ris: si q u is in fa n te m a u t filiu m la u d e t su u m ,
lev itatis a rg u itu r? Si e x p o n a t, c ru d e lita tis, sceleris, im p ie tatis? Ita m u l­
to m in u s a n im i n o s tri im a g in em litteris ex p re ssa m negligere decet.
E rit e t hic lib e r u tilis a d c a u sa s ex p lic a n d a s q u a e m e ad scrib en d u m
im p u le ru n t. A lijs iu c u n d u s , q u i n o s tra , q u a lia c u n q u e sin t, et ex p ectan t
et fla g ita n t. A lio s m o v eb it e x e m p lu m , c u m n o v e rin t q u id q u a q u e a e ta ­
te scrip serim e t e tia m q u ib u s c u m im p e d im e n tis. R u rsu s o rd in e m ac
m a te ria m lib ro ru m h ic liceb it in tellig ere , et q u a e n o s in ta c ta re liq u i­
m u s, tu tiu s , c u m n ih il de h o c sc rip tu m in te llig a t, aliu s a g g re d ie tu r.
D o cem u s e t m a g n itu d in e m lib ro ru m et u su m . S ed ne d iu tiu s re m p ro ­
tr a h a m , n u n c eam a g g re d io r; d e m u m a d ie c tu ru s m o d u m , q u o haec
to t ta n ta q u e sc rip se rim , v a rijq u e a rg u m e n ti c a u sa m . E x q u ib u s q u a e ­
n a m u b iq u e sin g u la p e te n d a s in t, b re v ite r in h is n o stris lib ris p a te b it.
Q u a e n eq u e a b s o lu ta p e rfe c ta q u e , a u t im p e rfe c ta in e m e n d a ta q u e , a u t
ta n tu m in c h o a ta q u o tie s s c rip ta s in t, intelliget.
A n n u m ig itu r ag en s x ix , d u m fu n u s e ffe rre tu r h o m in is v u lg aris, co e ­
pi d e v ita e n o s tra e b re v ita te ac se rv itu te in q u a m c o n stitu tu s eram
c o n q u e ri. T e rritu s q u e d isc e -[lv ]-d e n s, q u o n a m p a c to aliq u id m em o ria
d ig n u m e ffice re p o ssem c o g ita b a m , u t m e a m o rta lita tis v in cu lo q u o -
q u o m o d o v in d ic a re m . S u ccessit p a u lo p o st m o rs N ico lai C a rd a n i ae ­
q u a lis m ei, q u a e m e a d sc rib e n d u m im p u lit. S cripsi ig itu r lib ellu m , 1
nec e u m p e rfe c tu m , D e d is ta n tia lo c o ru m d ig n o sc e n d a , n a m nih il aliud
p o te r a m 13, q u i m o rte A u g u stin i L a v iza rij co m en sis am ici n o stri in te r­
c id it. D em u m p u erili s tu d io a d e o fo rm id a b a m in te ritu m : lib ellu m ed id i 2
d e im m o rta lita te , q u e m g a u d e o eiu sd em am ici o p e ra p e rijsse 14, q u o d

12. U ms. inverte la successione dei due versi di M arziale, Epigrammata, V, x: “ et


sua riserunt saecula M a eo n id en ;// ra ra coronato plausere theatra M enandro” . I versi
sono citati anche in L P ’44, p. 55a, con la medesima inversione ma con il corretto
“ rara” in luogo di “ parva” , e vengono qui attribuit) a un “ O ctavianus H oratianus” .
13. Com e C ardano spiega in L P ’44, questa im possibiliti a scrivere altro che di
argom enti m atematici deriva dal fatto che, avendo vissuto sino a v en fan n i “ in patris
servitute & absque lingua latina” (p. 56a), non aveva avuto modo di studiare e di
acquisire un a com petenza effettiva se non, appunto, nelle discipline m atem atiche (cfr.
anche D e consolatione, III, in O O, I, p. 619a). In L P ’57 1’episodio dei “ funus”
£ raccontato con maggiori dettagli e, sebbene C ardano non faccia riferim ento alia patris
servitus, il giudirio su Fazio resta ugualm ente severo (cfr. p. 61a). L P ’62 non fa
piu parola dei funerale e la figura paterna rim ane sullo sfondo.
14. Si noti l’uso dei verbo “ edere” in riferim ento a u n ’opera che non fu mai stampa-
ta. Di questo “ libellum de im m ortalitate” perduto non c’4 traccia nel passaggio corri-
Una quarta redazione dei De libris propriis 771

n ih il san i c o n tin e re t. A n n o s e q u e n ti, cu m ia m m e in A c a d e m ia m T ic i­


n en sem c o n tu lisse m , C o m m e n ta ria in q u in q u e p rim o s te stu s p rim i P o - 3
s te rio ru m scrip si, q u a e , c u m O c ta v ia n o S c o tto a c c o m o d a sse m , p e rie re ,
n ec d o le o , ta m e tsi m a g n a sa tis e sse n t. S crip si et D ia lec tic as c o n tra d ic - 4
tio n e s, q u a e tu m a p u d m e e x ta n t, tu m a p u d m e d ic u m a liu m a m icu m
n o s tru m . In te rim et lib ro s q u a tu o r D e lu d is, q u o s ta m e n n u n q u a m 5
a b so lv e re lic u it, m a te ria e x ta n te . In d e a n n o xxv in S accen se o p p id u m
c o m m ig ra v i: scrip si ibi E p id e m ia , in d ig n a ta m e n q u a e a b s o lv a n tu r, 6
q u o d si a b so lv e ro ex trib u s in u n u m red ig a m fo rs ita n , n e c p ig e b it15.
S cripsi et lib ro s d u o s D e re v e n e re a , tu m C h y ro m a n tia e , q u o s u rin a 7
felis a b o le v it; ru rsu s in s ta u r a tu m u ltim u m ex p a rte c o n te m p s i16, nec 8
u llo in n u m e ro h a b e re v o lo . S crip si p e r e o sd e m dies C o n tra ria s m ed i- 9
e o ru m se n te n tia s , q u a s in xij lib ro s d ig essi, q u o ru m d u o p rim i a b so lu ti
e t excu ssi, tres su cced en tes a b s o lu ti h a u d ta m e n excussi re liq u i, sep te m
n ec a b so lu ti nec excu ssi. S crip si e t M e d e n d i m e th o d u m d ig essiq u e in io
4 .or lib ro s, sed e m e n d a tio n is la b o r a b a b s o lu tio n e m e d e te rre t. A b ­
solvi lib ru m D e p e ste , a liu m D e p itu ita in c h o a v i: sed a m b o s in eos n
q u o s p o stm o d u m scripsi d is trib u a m . A tq u e haec o m n ia ad a n n u m u sq u e 12
xxxij in S accen si o p p id o 17. E o a n n o in p a tr ia m re v e rsu s, te d io ac de-

spondente di L P ’44 (cfr. p. 56a); un cenno si trova verso la fine (p. 59b), ove C ardano
dichiara, con vigorosa m etafora naturalistica, di aver d istrutto alcuni libri per averli
giudicati alia stregua di scarti m aleodoranti, rispetto alia produzione in cui era invece
riuscito a esprimere in m odo adeguato il proprio sapere: tra gli scritti disconosciuti
cita appunto un “ de hominis im m ortalitate” . L P ’44 menziona invece il D e im m ortalita­
te giunto sino a noi, pubblicato nel 1545 (per il riferim ento a questo testo nel nostro
ms. v. infra, c. 2r). In L P ’57 si paria di entram be le versioni e i dettagli fom iti
sui testo perduto (cfr. pp. 61 b e 75a) sono piu ricchi di q uanto non aw e n g a nel ms.
di Basilea: in particolare, C ardano si riferisce alPopuscolo giovanile con un titolo,
“ De im m ortalitate p aran d a” , che verrd implicitamente evocato in L P ’62, dove si legge:
“ coepi quam prim um cogitare, an via esset aliqua, u t im m ortales evaderem us” (p. 96b).
15. Rispetto a L P ’44 le indicazioni relative a questo scritto sono qui m olto piii
sommarie e il giudizio piu severo. La lettura dei ms. di Basilea e conferm ata in L P
’57 (cfr. p. 62a) e in L P ’62 (cfr. p. 97a).
16. C fr. L P '44, p. 56b. In L P '57 (p. 62a) e in L P ’62 (p. 97a) la “ C hyrom antia”
non £ inclusa tra i libri distrutti dalla critica corrosiva dei gatti, m a si dice che il
suo contenuto e poi confluito nel De rerum varietate.
17. C ardano inizia i propri studi universitari a Pavia e Ii conclude a P adova, con
la laurea in medicina conseguita nel 1525. Term inati gli studi si stabilisce a Saccolongo,
un piccolo centro presso Padova, dove rim ane sino al 1529: la peste e la guerra che
infuriavano a M ilano in quegli anni lo avevano indotto a differire il suo rientro. Su
questa fase della biografia cardaniana, cfr. D e vita propria, IV, in O O , I, pp. 3b-4a
(trad. it. Della m ia vita, a cura di A . Ingegno, Serra e Riva E ditori, M ilano 1982,
pp. 43-45) e la voce curata da G. Gliozzi in D izionario biografico degli Italiam , XIX,
Roma 1976, p. 759.
772 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

s p e ra tio n e in G a lla ra tu m o p p id u m , q u o d M .P . xxiiij a M e d io la n o d i­


s ta t, m e c o n tu li18. S crip si ib id e m D e fa to lib ru m e t a b so lv i lib ro s 13
p ra e te re a A s tro n o m ic o ru m iu d ic io ru m , q u o s 3° e d ito s in x lib ro s 14
d ig essi19. A n n o xxxiiij in p a tr ia m re v e rsu s, c o m p o su i tre s lib ro s D e
re ru m v a rie ta te 20 a b s o lv iq u e , sed d u m q u a e d a m in lib ro s D e su b tili- 15
ta te tr a n s f e r o , fe rm e e x a m in a ti s u n t. C u m q u e G e o m e tria m e t A rith m e ­
tic a m tu m A s tro n o m ia m p u b lic e p r o fite re r, scrip si C o m m e n ta ria in 16
P to lo m e i G e o g ra p h ia e lib ru m p rim u m , alia in lib ru m S p h a e ra e J o . 17
d e S a c ro b u s to , tu m a lia in d u o s p rim o s V itru v ij lib ro s, q u a e ta m e t 18
si e x te n t, tr a n s la tis a lio c u ris a tq u e s tu d ijs , q u a si n o n su p e rsin t h a b e ­
b o . S crip si in te rim q u a e d a m e tia m d e c ircu lis, q u a e a lio tra n s tu li; sed

18. In L P '44 c ’57 (cfr. rispettivam ente pp. 56b c 62a) C ardano spiega la decisione
di stabilirsi a G allarate (1532/1533) con il proposito di sottrarsi agli attacchi dei medici
milanesi, il cui Collegio avrebbe accolto le sue reiterate dom ande di ammissione solo
nel 1539.
19. In L P ’44 il De fa to b d ato come u n ’opera ancora in fase di elaborazione (cfr.
p. 56b), mentre in L P ’57 (m a non in L P '62, cfr. p. 9 7 a/b ) se ne fom isce Pindice
dtftagliato (cfr. pp. 62a-63b). Q uanto invece al D e astrorum iudiciis, gi& in L P ’44
(p. 56b) se ne precisa la suddivisione in dieci libri (si vedano perd anche L P '57,
p. 63b, e L P '62, p. lOOa/b). In base alie precisazioni di G. E m st {"V eritatis amor
dulcissim us”. A sp e tti deirastrologia in Cardano, in E. KeOler hrsg., Girolamo Cardano.
P hilosoph, N aturforscher, A rzt, H arrassow itz Verlag, W iesbaden 1994, pp. 161-166)
e di I. M aclean (Cardano and his publishers 1534-1663, in E. Kefller hrsg., Girolamo
Cardano cit., pp. 314-315) il titolo D e iudiciis astrorum era usato dalPautore in relazione
ad alcuni libelli di argom ento astrologico che apparvero in raccolte e con titoli diversi
a M ilano nel 1538 (cfr. L P ’57, p. 67a; L P ’62, p. 103b) e a Norim berga nel 1543
e nel 1547. L ’espressione “ 3° editos” che si trova nel ms. di Basilea potrebbe dunque
riferirsi a questa serie di pubblicazioni. D’altra parte, la prim a stam pa delPopera recante
il titolo In Cl. Ptolem aei Pelusiansis IU I de A strorum Iudicijs appare a Basilea nel
1554 per i tipi di H. Petri; la seconda, vivente P autore, a Lione nel 1555 presso T.
Paganum , m entre la terza (Basilea, O fficina H enricptrina 1578) b postum a. Non esiste
quindi una terza edizione con quel titolo cui C ardano abbia direttam enie posto m ano.
20. C irca il D e rerum varietate, in L P ’57 si dice che la stesura della prim a “ farrago”
risale al periodo di perm anenza a G allarate, periodo che si chiude nelPottobre 1534,
quando C ardano decide di spostarsi a M ilano (cfr. pp. 63b-64a; la storia della successiva
elaborazione di quesPopera b poi ripresa a p. 64b in termini quasi identici a quelli
che si ritrovano in L P ’62, p. 102a, dove le coordinatc cronologiche risultano tuttavia
piu sfum ate). In L P ’44, il D e rerum varietate non b esplicitamente nom inato; qui
C ardano dichiara di aver scritto o iniziato, durante il soggiorno gallaratese, un “ de
fato ” , un “ de A stronom icis iudiciis” , e un terzo lavoro che “ ad libri de occulta Philoso­
phia Agrippae confeci im itationem ” : la stesura di quesPopera, che era divisa in tre
libri e che parrebbe doversi identificare con il nucleo iniziale delPenciclopedia naturalisti­
ca di cui stiam o pariando, si sarebbe p ro tra tta dal 1532 al 1542. II rientro a Milano
b com unque collocato anche in L P ’44 nel 1534 (cfr. pp. 56b-57a). Nel ms. di Basilea
non si paria della prim a fase di elaborazione dei D e rerum varietate, quella che si
sarebbe svolta fuori M ilano.
Una quarta redazione dei De libris propriis 773

tu n c etiam xv. libros E lem en to ru m super E uclidem conscripsi perfeci- 19


que, sed non em endavi; libros etiam A rith m eticae, tu n c q uidem u n o 20
com prae-[2r]-hensos volum ine P rac tic ae titu lo , n unc au tem in xiiij d i­
gestos, q u o ru m decim us, cui titu lu s est A rtis m agnae, ab so lu tu s et
editus. A bsoluti etiam tertiu s, q u a rtu s et sextus ac pene p rim u s, n eq u a­
quam au tem editi; caetero ru m m a te ria ad h u c in digesta m an et, licet
to ta supersit. M ox, necessitate com pulsus, d uos libellos, q u o ru m alter
centum usus m alos m edendi co n tin et, reliquus docet n ullum sim plex 21
m edicam entum n oxa carere. Hi d u o p o st decem a n n o s d en u o em endati 22
et absoluti, velut q u aed am p ro g in a sm a ta artis m edicae, in lucem p ro ­
d ierunt. F u era t autem a n n u s in q u o p rim u m h o s scripsi ae ta tis xxxvj.
E odem an n o librum F lo rid o ru m co m p o su i, sed m inim e absolvi. Scripsi 23
et De som nijs decem libros. T entavi et q u aed am alia ac vix inchoavi, 24
inter quae librum De gallico m o rb o , quem p o stm o d u m in o cto libros 25
digessi a t nunc e lab o ro , u t diligentissim e ab so lv a n tu r. P o st haec tres
libros De arch an is a e te rn itatis scripsi a n n o xlij° aeta tis. A etatis xliij 26
coepi M ediolani publice m edicinam p ro fite ri, auxilio o p tim i viri C a rd i­
nalis S fo n d rati. A n n o eodem scripsi librum De anim i im m o rta litate , 27
qui editus est et ab so lu tu s. In terim ex libris D e arch an is a e te rn itatis
libros excerpsi q u in q u e De sap ien tia, q u o s u n a cum trib u s De co n so la- 28
tione libris iam per q u ad rien n iu m an te co n scrip to s, aed en d o s typis 29
ap u d Jo . P etreiu m am icum olim m eum cu rav i21. E o d em ferm e an n o
quaedam in q u a rtu m lib ru m C o llectan eo ru m 22 scripsi, q u o d diebus 30
festis eum pro fite re r lib ru m , et libellum De sim plicibus m edicam entis, 31
qui cum supersint ac si n o n ex ten t h ab eri volo. O m itto n unc q u aed am
q u o ru m solum tituli ex tan t, qu am v is aggredi destinassem . Succedenti
an n o P ap iae p rofessus sum m edicinam . Scripsi ig itu r his a n n is E pisto- 32
larum caelestium lib ru m , quem inter scriptos n u m e ro , h ab eo enim
inter edendos m inim e. Scripsi eisdem annis lib ru m D e am o re, quem 33
in decem libellos divisi, m a te rn a lingua; sed solum m ateria superest,
liber ipse m inim e ab so lu tu s23. H o c tem p o re etiam libros q u in q u e D e 34

21. Come si vede, Cardano non fa qui riferimento all’edizione dei 1542 (Venezia,
Scoto) dei De consolatione, che nomina invece, lamentandone la scarsa qualiti, nei
De libris propriis dei ’57 e dei ’62.
22. Su questi Collectanea a uso personale, cfr. anche L P ’57, p. 74a; e L P '62,
pp. 97a, 107b.
23. Del De amore, libro in volgare che non fu mai edito e che figura con questo
titolo solo nel manoscritto qui pubblicato, b fornito piu innanzi anche 1’indice dettaglia-
to (cfr. infra, cc. 6v-7r). II titolo ricorre dei resto piu volte: in particolare, b da segnalare
il luogo di c. 5v, in cui Cardano dichiara di aver scritto de amore perch6 “ in libris
de Consolatione amoris curas non explicaveramus1’. In L P ’44 , p. 59a, si legge: “ ani-
774 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

c irc u lis, q u o r u m d u o iam s u n t a b s o lu ti. H is d u o b u s a n n is e tia m M e­


d io la n i C o m m e n ta ria in A p h o ris m o ru m se c tio n e m p rim a m et Ij A p h o - 35
rism o s se c u n d a e se c tio n is sc rip si, q u o s a n n o xlviij P a p ia e a b so lv i, xliiij
a u te m P a p ia e C o m m e n ta ria in a rtis m ed ic a e c a p ita lxxix scrip si, et 36
ru rs u s a n n o xlvij c o m p le v i. Sed e t a n n o xlvj P a p ia e C o m m e n ta ria 37
in 4 .or p rim a s d o c trin a s p rim a e f e n .24 p rim i A v ic e n n a e , q u a e ru rsu s
a n n o x ljx , p ra e se n ti scilicet25, p e rfe c i. A t xlv a n n u s , in te rm itte n te m e
leg en d i m u n u s , d is p o s itio n i lib ro ru m tu m A stro lo g ia e tu m A rith m e ti­
cae d ic ta tu s e st. S ed e t e o d e m a n n o c o n scrip si lib ru m M e th o p o sc o p ia e , 38
q u e m a n n o x ljx in tre d e c im lib ro s d iv isi. O m itto q u e m in G ra e c a [2v]
g ra m m a tic a , q u a e q u e in M ycillu m 26, ep ito m e D e a rith m a n tia 27, D e 4 ."
lin g u a ru m v irib u s: n ih il e n im d ig n u m p u to u t in h o c n u m e ro re ce n se a­
t u r , p a rtim re lic tis, p a rtim d e le tis, p a rtim tra n s la tis in a lio s lib ro s.
S o lu m q u a e m e lio ra e x istim a v i, q u a e q u e n o n in alio s tra n s la ta su n t,
re c e n se b o , a d o rd in e m q u e re v e rta r. A n n o ig itu r xlvj a c d u o b u s se q u e n ­
tib u s lib ro s xxj D e s u b tilita te c o m p o su i, ab so lv i, e d id i28. A n n o xlviij 39
d u m (G e n u a m )29 o cij c a u s a iv issem , in itin e re lib ro s 4.** D e sa n ita te 40
tu e n d a c o m p o s u i, in q u ib u s tu m a b so lv e n d is tu m o rd in a n d is to tis d ie ­
b u s in c u m b o . A n n is eisd em lib ellu m S e c re to ru m in c h o a v i, m u lto vero 41
a n te a lib ellu m a liu m , cui titu lu s est E x p e rim e n to ru m in re m ed ica. 42
H i d u o a b s o lv e n tu r, si q u id ta m e n eiu sce m o d i ab so lv i p o te s t, m inim e

m adverti, lectis libris de consolatione, me nihil de am antium cruciatu dixisse. Protinus


igitur libellum de am antium consolatione edidi” ; poco oltre, peraltro, Pautore si attri-
buisce anche un “ convivium seu de am ore, exemplum, ut puto, prodigiosae stultitiae” ,
loc. cit., p. 59b. La relazione tra i lavori di cui si paria nel ms. di Basilea e in L P
'44 rim ane, a nostro avviso, piuttosto problem atica. Q uanto al “ consolatorius am an­
tium ” t da aggiungere che in L P ’57, p. 69b, e in L P ’62, p. 106a, C ardano scrive
di averlo ricavato dalla “ farrago” dei De consolatione e precisa di averne abbandonato
Pelaborazione “ m aioribus intentus” .
24. NelFedizione dei Liber C anonis A vicenne revisus et ab om ni errore mendaque
purgatus sum m aque cum diligentia impressus, translatus a magistro G erardo Cremonen­
si in Toleto ab arabico in latinum , Venetiis, impens. O ct. Scoti per Benetum Locatellum,
1504, Pabbreviatura “ fen .” sta per il latino “ sectio” e per la sua declinazione: in
questo luogo equivale a “ sectionis” . C fr. anche infra, c. 7r.
25. C ardano era nato nel 1501: questa annotazione rinvia dunque al 1550 e conferma
q uanto Pautore esplicitam ente dichiara piu oltre, alia c. 7v (cfr. anche infra, n. 31).
26. C fr. L P ’44, p. 59b. Jacobus Mycillus (pseud. di J. M oltzer, 1503-1558) diresse
il ginnasio di F rancoforte prim a di assumere Pinsegnamento di greco a Heidelberg;
fu editore di classici greci e latini c collabord con Cam erario.
27. C fr. L P '44, p. 59b; L P ’57, p. 66b; L P '62, p. 103b.
28. Secondo q uanto si ricava da questo passaggio, la prim a redazione dei D e subtilita­
te sarebbe stata com pletata entro il 1549 (m a sulla composizione e suile prime edizioni
di quest*opera cfr. infra, n. 49).
29. Nel ms. si legge “ Ianuam ” .
Una quarta redazione dei De libris propriis 775

tam en ed e n tu r. A n n o au tem xlviij libros q u in q u e (M usicae)30 collegi, 43


qu o s absolvere spero. A n n o praesen ti libros decem P ro b le m a tu m ; iam 44
vero tres absolvi ex eis, et lib ru m T e c h n aru m m a te rn a lingua31. H aec 45
est sum m a tan d em lib ro ru m q u o s ad hanc usque diem scripsi, om issis
his qu ae De vita C hristi et q u ae D e m o rte scribere aggressus, tum
De G aleni vita. N ec alios in ch o are in a n im o est. Q u o d et si in prim a
editione huius libelli idem sim pollicitus32, m utavi tam en , redactis
alijs, in h o ru m tra c ta tio n e m , qu ae m ihi u tilio r et ab so lu ta m agis visa
est. Fient itaq u e diversi arg u m en ti v o lu m in a cum praesen ti, cui titulus
est De libris p ro p ijs, xlvj, libri a u te m singulares, q u o ru m m ateria abso- 46
luta est, n u m ero clxxxvij.
Sed om issis his q u ae absolvere iam a u t despero a u t m inus utile d uco,
volu m in a qu ae in lucem p ro d ire p o te ru n t n u m ero su n t xxxiij diversi
arg u m en ti, libri au tem clxxiij. E x his au tem xxv in m ag n a spe sunt
et brevi ab so lv an tu r: q u i ig itur sint hic subijciam .
L ibri pene ab so lu ti au t o m n in o xxv
1 D ialecticae co n trad ictio n es L iber j
2 M edicae co n trad ictio n es L ibri xij
3 De fato L iber j
4 A stro n o m ico ru m ju d ic io ru m L ibri x
5 De v arietate reru m L ibri iij
6 E lem en to ru m g eo m etrico ru m L ibri xv
7 A rithm eticae L ibri xiiij
8 De m alo m edendi usu L iber j
9 Q u o d nullum sim plex m ed icam en tum noxa caret L iber j
10 De gallico m o rb o L ibri viij
11 De anim i im m o rta lita te L iber j

30. Nel ms. si legge “ Muscicae” .


31. La parte finale di questa frase “ et librum ...lingua” 6 aggiunta in interlinea. L’opera
in questione t il De technis calidis (nel ms. di Basilea il titolo per esteso ricorre piu volte:
in particolare cfr. infra, cc. 3v, 4r e 8r). Sui De technis cfr. L P '51, p. 72a, e L P ’62,
p. 109b (ma qui si veda anche p. 125a/b), dove b riportato il titolo in italiano De le
burle calde. Nel nostro ms. Cardano pone la redazione dei D e technis e quella dei Proble-
mata in “ anno praesenti” ; in L P '51, p. 7Ib, egli precisa di aver scritto i Problemata
nel 1550. Come si k detto nella nota introduttiva, tutte le menzioni dei De technis sono
aggiunte in un secondo tempo al testo dei D e libris che qui pubblichiamo. Questo fatto
potrebbe spiegarsi con una stretta connessione temporale tra le stesure delle due opere
e si avrebbe cosi una conferma indiretta della datazione dei ms. indicata supra alia n.
25: Cardano potrebbe aver scritto nel ’50 prima il De libris, poi il De technis, che percid
non sarebbe menzionato nella stesura iniziale; donde la necessit& delle integrazioni succes­
sive. Tuttavia, alia luce degli elementi di cui alie nn. 19 e 49, ci sembra conveniente mante-
nere aperta la possibilitS di una collocazione cronologica pii» articolata.
32. Cfr. L P ’44, p. 59b.
776 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

12 D e sapientia L ibri v
13 De consolatio n e L ibri iij
[3r]
14 C o m m en ta ria in A p h o rism o s L iber j
15 C o m m en ta ria in artem m edicam L iber j
16 C o m m en ta ria in A vicennae p rim am p artem L iber j
17 M ethoposco p iae L ibri xiij
18 D e subtilitate Libri xxj
19 D e san itate tu en d a Libri iiij
20 D e secretis L iber j
21 D e experim entis L iber j
22 De m usica Libri v
23 P ro b le m a ta Libri x
24 L iber de p ro p rijs libris L iber j
25 De technis L iber j 33
O m nes igitu r libri perfectio n i proxim i sunt cxxxiiij.
L ibri au tem qui n o n d u m p roxim i su n t perfectio n i diversi quidem
tituli octo hi
1 D e ludis Libri iiij
2 E pidem ioru m L iber j
3 M ethodi m edendi L ibri iiij
4 F lo rid o ru m L iber j
5 De som nijs Libri x
6 A rch an a aete rn itatis L ibri iij
7 De am ore Libri x
8 De circulis Libri v
O m nium h o ru m n u m eru s p e r libros d istinctus xxxviij.
Sed et in his libri d u o perfecti De circulis et A etern itatis tres et
D e som nijs p rim u s et ultim us: p lacu it ta m e n om nes hos hic collocare.
N unc vero vid en d u m q u in am sint ex his o m n in o perfecti, per singula
volum ina libros e n u m eran do .
D ialecticae L iber j
M edicae con trad ictio n es L ibri v
A stro n o m ico ru m ju d icio ru m L ibri x
[3v]
A rith m eticae L ibri v
D e m alo m edendi usu L iber j
Q u o d nullum sim plex n o x a c aret L iber j
De anim i im m o rtalitate L iber j

33. La riga £ aggiunta in interiinea.


Una quarta redazione dei De libris propriis 777

De sapientia L ibri v
D e consolatione L ibri iij
C o m m en taria in A phorism os L iber j
C om m entaria in artem m edicam L ib er j
C om m entaria in prim am prim i L ib er j
De subtilitate L ib ri xxj
De experim entis L iber j
P ro b lem atu m L ibri iiij
L iber de libris p ro p rijs L iber j
De circulis L ibri ij
De technis calidis L iber j 34
O m nium perfecto ru m su m m a est L ibri Ixiiij3
H o ru m etiam p ars excusa est. S u n t au tem libri hi
A rs m agna L iber j
C o ntradicentiu m m edicorum L ibri ij
De anim i im m o rtalitate L iber j
De sapientia L ibri v
De consolatione L ibri iij
De libris p ro p rijs qui hic est L iber j
De m alo m edendi usu. Q u o d q u e n u llu m sim plex m ed i­
cam entum noxa caret L ibri ij
A stro nom icoru m ju d ic io ru m 36 L ibri x
De subtilitate L ibri xx j37
O m nes igitur libri editi, Praxi etiam arithm eticae excepta, num ero xlvj.
H ucusque dixim us te m p o ra originis lib ro ru m , tu m n u m eru m et p er­
fectionem . R eliquum est u t om nes in classes redigam us. Q u in q u e sunt
classes, excepto libro D ialecticae: hic p ro g in asm atis loco h ab etu r.
E x tra ord in em
1 D ialecticarum c o n tra d ictio n u m L iber j
P rim a classis m ath em aticaru m
1 E lem entoru m g eo m etrico ru m L ib ri xv
[4rJ
2 D e circulis L ib ri v
3 A rithm eticae L ib ri xiiij
4 M usicae L ibri v

34. La riga & aggiunta in interlinea.


35. II totale esatto sarebbe 65 e non 64: ma si tenga presente che, come segnalato
alia nota precedente, la prima stesura delTelenco non comprendeva l’unit& corrisponden-
te al De technis calidis.
36. Cfr. supra, n. 19.
37. Le ultime tre righe dell’elenco recano, nel m s., segni evidenti di correzioni.
778 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

Secu n da classis h ab et n atu ra lia


1 De arch an is a e te rn itatis L ib ri iij
2 De fato L iber j
3 De anim i im m o rta lita te L iber j
4 De subtilitate L ibri xxj
5 De varietate rerum L ibri iij
6 De secretis L iber j
T e rtia classis est de d ivinatione
1 A stro n o m ico ru m ju d icio ru m L ibri x
2 M ethoposco p iae L ibri xiij
3 S om niorum L ibri x
Q u a rta classis est m oralium
1 De sapientia L ibri v
2 De consolatio n e L ibri iij
3 D e am ore Libri x
4 D e technis calidis Liber j 38
5 D e ludis Libri iiij
6 P ro b lem atu m Libri x
7 De libris p ro p rijs L iber j
Q u in ta classis est reru m ad m edicinam pertinentium
1 C o m m en taria in p rim am prim i A vicennae L iber j
2 C o m m en ta ria in artem m edicam L iber j
3 C o m m en taria in A p h o rism o s L iber j
4 E p idem ioru m L iber j
5 F lo rid o ru m L iber j
6 Q u o d nullum sim plex m edicam entum L iber j
7 C o n trad icen tiu m m edicorum Libri xij
8 De san itate tu e n d a L ibri iiij
9 M ethodi m edendi L ibri iiij
10 De experim entis L iber j
[4v]
11 De m alo m edendi usu L iber j
12 De m o rb o gallico L ibri viij
H ic igitur est o rd o q u o legi d eb en t; n unc g eneraliter causam scriben­
di d eclarab o , hoc u n o su p p o sito , q u o d qu aecu m q u e sc rib u n tu r neces­
saria et utilia esse d eb en t, a nullo au tem priu s inventa: q u am ob ra tio ­
nem ab u n d e p a te b it cu r m u lta q u ae iam scrip ta eran t, in hos, illis
p rio rib u s suppressis, tran stu lerim u s.

38. La riga i aggiuma in interlinea, con conseguente correzione dei numeri d’ordine
dei titoli successivi.
Una quarta redazione dei De libris propriis 779

Igitur D ialecticas co n trad ictio n es cum nem o a ttig erit, im possibile


autem sit scire vel alteram sen ten tiam nisi am b e in tellig an tu r, cum
invicem sint co n traria e , p a te t illarum in v en tio n em n o n ta m fuisse n o ­
vam quam etiam necessariam .
D einde cum A p pollonius ea ta n tu m scripserit q u ae ad co n o s, A rch i­
medes cylindrica et sp h aerica, E uclides p lan a ea ta n tu m q u ae ad soli­
do ru m perfecto ru m cognitionem facieb an t, H eb er seu G eb er39 ac
M onteregius de circulis in sp h a e ra , relictae fu ere duae p artes p ro rsu s
intactae: a ltera de rectilineis figuris in p lan o , q u ae ad finem E uclidis
no n sunt necessariae, reliq u a de circu lo ru m p ro p rie ta tib u s in p lan o
etiam existentium , q u ae p u lch errim ae su n t. H as igitu r nos tractav im u s,
alteram in xv libris, reliq u am in v.
A rithm etica vero pene to ta a nobis in v en ta est: n am F ra te r L ucas
ne centesim am q uidem attig it eo ru m , quae in o p ere p erfecto d escrib u n ­
tu r; est N icom achi et B oetij a rith m etica, sed p o tiu s su p erstitio sa q u a e ­
dam fab u la, q u am m ath em atica tra c ta tio ; scripsit et P to lo m eu s, sed
pauca.
In astrologia q u o d ad m o tu s a ttin e t p a ru m a d m o d u m d ee ra t, q u o d
eam P tolom eu s to tis viribus am plexus est, neque in o p tica , rem trac-
tan te ad tedium V itellione et B acchone. Q u icquid tam en e ra t in a s tro ­
nom ia d ubium ad librum De astro n o m icis judiciis tra n stu li, sicut o p ti­
ca ad libros De su btilitate et quae ad V itruvium etiam perti-[5r]-nebant;
reliqui autem V itruvij explicationem q u o d nihil h a b e ret d e m o n strati­
vum , sed in his quae exoleverant fu tu ra esset d isp u ta tio p erp etu a.
De ponderibus A rchim edes scrip serat, u t de sp iritalib u s H e ro , idem
etiam et sic A theneus40 de m achinis, q u ae o m n ia reliqui tam q u e ab
alijs ab so lu ta, sicut etiam illud de his quae ex spiritu p ro v en iu n t. Q u ae­
cum que tam en n o strae inventionis e ran t tum etiam singularis u tilitatis,
tra n sla ta su n t ad libros De su b tilitate et D e reru m v arietate; superat
geographia, quae q u o ad generalem ratio n em a P to lo m e o in p .° et
7° libro tra c ta ta est. T rac tav it et O ro n tiu s D elphinas41 et P etru s
A pianus42 in descriptionibus novi o rb is, q u ae, cum p erp etu a n o n sint,
sed singula saecula su am h a b e a n t orb is d escrip tio n em , ob id ea pars

39. Giabir ibu Aflah, matematico e astronom o arabo di origine spagnola ( t 1150
ca.), autore di un commento aWAlmagesto.
40. Athenaeas, matematico greco, vissuto verso il 210 a.C ., gli £ attribuito un trattato
suile macchine da guerra.
41. Oronce Fin6 (1494*1555), il delfinate, matematico e autore, tra 1’altro, di De
mundi sphaera sive Cosmografia (Parigi 1542).
42. Petrus Apianus (P. Bienewitz 1495-1551), autore dcW Asironomicum caesareum
(Ingolstadt 1540) e della Cosmographia, che ebbe numerose edizioni e traduzioni a
partire dal 1542.
780 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

a m e ex to to p raeterm issa est, ta m e tsi, u t dixi, ea c o m m etaria conscrip­


serim , qu ae etiam in m a te rn a m linguam tra n sla ta h ab e n tu r.
C u m ig itu r m ath em aticae p a rte s precipuae essent decem : geom etria,
a rith m e tic a , a stro n o m ia , m usica, o p tic a , p o n d eru m scientia, architec­
tu ra , scientia in stru m e n to ru m seu m ach in aru m , et de his q u ae spiritu
a g u n t, d u as p rim as, u t dixi, attigi ac perfeci, sim iliter et m usicam , quod
nullus de ea rem scitu dig n am scripserit neque an tiq u o ru m inventa ex­
p licaverit a u t novam ad v en erit, u n o P to lo m e o excepto, q u i, cum solis
m ath em aticis ra tio n ib u s eam tra c ta v e rit, rem ridiculam fecit, con so ­
n a n tia s scilicet d iscordes. S cripseram us de instru m en tis Z elandinis, sed
Ianellus Crem onensis nos ab hoc lab o re liberavit43. C um enim in stru ­
m en tu m illud d iv in u m , u t ita d icam , C aesari n o stro com posuisset, illius
s tru c tu ra m diligentissim e litteris m an d av it: itaq u e eum consule. Igitur
in m ath em aticis d u as p artes p rin cip aliores, arith m eticam et m usicam ,
invenim us; g eo m etriam perfecim us; reliquas septem attigim us, nec bene
tra d itis adijcere m u lta ten tav im u s, praesertim q u o d in his nullus sit finis
p raescrip tu s. N am solae h ae q u a tu o r arith m etica, geo m etria, astrologia
et m usica v a ria n tu r a rb itrio n a tu ra e , et ob id principalissim ae solae
v o can tu r, ad eo ut etiam a q u ib u sd a m in ter m ath em aticas solae num e­
re n tu r; reliquae su b ijc iu n tu r a rb itrio h om in u m : huic placebit haec m a­
ch in a, illi civitas sub m o n te, alteri super flum ine collocata.
In n a tu ra lib u s d eerat h o c q u o d u n d e profecti sim us: ig noram us quis
a u th o r ta n ti o p ificij, qualis hic m u n d u s, q u ae series reru m . H aec tra c ­
ta ta in libris De ae te rn ita tis arch an is, ut illa, cu r q u ae d am fo rtu n a ,
q u aed am necessario venire v id e a n tu r, in libro De fa to . Scripsit A lexan­
d er, C icero, P o m p o n a tiu s: sed p rio res rethorice, hic su b tiliter, at non
ta m e n copiose, nec u t d ecebat.
Q u am vero necessaria sit haec scientia, ibi declaratum est, cum omnes
n o stra e actiones ex hoc p e n d ean t. A t de anim i im m o rtalitate scientia

43. Un De instrumentis zelandinis figura nel privilegio dei 1538 incluso nella Practica
Aritmetice, che I. Maclean ha pubblicato in appendice al suo Cardano and his publishers
1534-1663 cit., pp. 337-338. Gulielmus Zelandinus, “ excellentis vir ingenii” , b nominato
nel De consolatione (OO, I, p. 598a); b ancora ricordato con Ianellus Cremonensis
in L P ’44, pp. 58b-59a (una semplice menzione delPinstrumentum Zelandini in LP
’57, p. 74a). A Gianello Torriani (ca. 1511-1583), che fu al servizio di Carlo V, si
attribuiscono [Pseudo-Juanelo Turriano) Los veintiun libros de los ingenios y de las
maquinas (a cura di J.A . Garcfa-Diego, Colegio de Ingenieros de Caminos, Canales
y Puertos, Ed. Turner, Madrid 1983) e un Breve discorso di Gianello Turriano cremone-
se alia Ma.td dei Re catt.co intorno la riduttione delPanno e restituzione dei calendario
(ed. italiana e castigliana a cura dello stesso Garda-Diego e di J.M . Gonz41es Alboin,
Fundaci6n Juanelo Turriano, Castalia 1990). Ringraziamo il dr. Elio Nenci che ci ha
permesso di identificare questo personaggio.
Una quarta redazione dei De libris propriis 781

est et necessaria et utilis ad m ores in stitu en d o s. N em o vero rem h an c


ita copiose attig it, u t an im o satisfaciat. Solus P la to q uidem de ea
copiose sed n o n d em o n strativ e scripsit. D eeran t n a tu ra lia p rin cip ia,
quae in libris D e su btilitate et reru m v arietate tran stu li, his, u t dixi44,
m athem aticis tra c ta tio n ib u s, q u a e in rem h an c facieb an t nec p ro p ria m
desyderabant historiam o b paucitatem , [5v] adiectis, simul etiam om nium
naturalium et m athem aticarum contem plationum principia posui. Scripsi
et De secretis libellum , q u o n iam q u aed am e ra n t ita a d m ira tio n e d ig n a,
ut illa mihi m eisque serv an d a duxerim .
Q uod au tem tra c ta tio haec nihil in n a tu ra lib u s necessarium relin­
q u at, facile est intelligere. O m n ia enim n a tu ra lia a u t a b d ita su n t, au t
cognita. De ab d itis su n t libri De arcan is aete rn ita tis et liber D e anim i
im m ortalitate: anim us enim m edius est in ter n o ta a b d ita q u e , ign o tu m
enim est an anim us supersit. N o ta vero vel ad o rd in em c o m p a ra n tu r,
et hic in libro De fa to d o cetu r. N a tu ra lia au tem q u ae docere nolu m u s
in libro S ecretorum scripsim us; q u a e v oluim us, alia q uidem cum d e ­
m on stratio n e in libris D e su b tilitate, alia sine, in libris De reru m v arie­
tate. Q u o d vero in libris D e su b tilitate o m n ia n a tu ra lia attig erim u s,
dum de o rdin e lo q u em u r, declarab im u s.
Succedit 3 .a classis de d iv in atio n e. N atu ralem hanc p ropensionem
in libris De sapientia d o cu im u s q u in q u e m odis fieri: n u n c quae a
T h eo p h rasto de n otis tra d ita est p ra e te rm itta tu r. A stro lo g ia: de hac
in decem libris De ju d icijs; de so m n ijs et de hac decem alios con scrip si­
mus. Inde physionom ia et m eth o p o sco p ia: de his libros xiij com posui.
Superat ch y rom an tia de q u a alij copiose scrip seru n t: q u o d vero h o m i­
ne gravi esset m inus digna exercitatio, eam reliquim us, quam vis etiam
illius praecipua prin cip ia in libris D e reru m v arietate trad id erim u s.
M anifestum est au tem q u a n tu m scientia fu tu ro ru m ad bene b eateque
vivendum co n d u cat. E st enim v ita b eata in b o n is co rp o ris, anim i atq u e
fortu n ae posita. A nim i b o n a su n t artes, scientiae, disciplinae: de his
in n atu ralib u s ac m ath em aticis locuti sum us. C o rp o ris b o n a san itate
constant, de q u a in q u in ta classe tra c ta tu m est. A t fo rtu n a e p ru d e n tia
ac bonis m orib u s: p ru d e n tia fu tu ro ru m scientia gign itu r. M ores autem
in q u a rta classe tra c ta n tu r. U t ig itu r de m o rib u s serm o h a b e a tu r, q u o ­
niam felicitas n o n est ab sq u e sap ien tia, de ipsa sap ien tia p rim u m tra c ­
tavim us. A t cum n o n sem per sap ien tia nos possit efficere felices, ob
id De consolatio n e libri adiecti su n t. Sed q u ia in libris De co n so latio n e
am oris curas non ex plicaveram us, et hic n o n secus ac calam itates in-
foelices urgere solet b eato s, o b id de am o re seo rsu m scripsim us. C u m ­

44. Cfr. supra, c. 5r.


782 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

que deceat po st seria etiam d e ocio d isp u ta re a tq u e inter iocos co m m o ­


de versari, D e ludis etiam libros fecim us. M u lta vero cum essent in
quibus m o rtales d issid eren t, lib ro s o b id P ro b le m a tu m adieci. C ausam
vero huius libri cum iam explicaverim us, nihil superest u t adijciam ,
nisi q u o d filioru m g ra tia lib ru m De p raeceptis com posui. Sed hic liber
m inim e ed etu r.
S equitur q u in ta classis in q u a, cum to ta ars m edica consistat in
intellectu scrip to ru m ab an tiq u is, in experim entis, exem plis, ratio n e,
m eth o d o co nserv an d ae sa n itatis atq u e cu ra n d o ru m m o rb o ru m , has
om nes p artes attig im u s. D ifficu ltas enim in libris a n tiq u o ru m est ob
sim plicem o b sc u rita tem , vel q u ia q u o d dicitu r scriptis gravissim orum
v iro ru m au t ra tio n i rep u g n a re v id etu r. Ju x ta p rim am causam C o m ­
m en taria in p rim am p rim i, velut physica p rin cip ia, in p rim as partes
m edicae artis, velut in th eo ricam to ta m m edicinae, ac in A pho-
rism os45, [6r] quasi in p rax im , scripsi. Iu x ta secundam causam , li­
b ro s C o n trad ic e n tiu m , sed p ro exem plis m o rb o ru m et casuum tres
libros E p id em io ru m , p ro ex p erien tia librum De experim entis co m p o ­
sui. Sed ratio n em co n tem p lan d i m o rb o s G alenus adeo recte trad id it,
tum in libris De locis affectis, tu m De pulsibus ac iudicijs, et V essalius
dissectionem , u t p aru m a u t nihil his a d d en d u m existim arem . Q uicquid
au tem ad d en d u m existim avi, id to tu m in lib ru m F lo rid o ru m contuli,
reliquis, quae sp a rsa e ra n t, a d C o n trad ictio n es tran slatis. R eliquum
e rat u t de tu e n d a sa n ita te co n scrib erem , tam etsi G alenus, sed nim is
generaliter et in alijs regionibus, scripserit. Q u a tu o r igitur libros illos
confeci. D em um cum m o rb i qu i p ro p u lsari d eb en t, alij noti atq u e
de his libros q u a tu o r M eth o d i scrip seram , alij ignoti u t gallicus m o r­
b us, de illo ac caeteris ignotis m o rb is o cto libros conscripsi. N am
liber ille de m o rb is m agnis dici potest.
C u m vero av a ritia m ed ico ru m et im p eritia, tu m vero m ulierum que­
rellae m orem m edendi co rru p issen t, librum De m alo m edendi usu edi­
di, in q u o a q u ib u s esset a b stin en d u m d ocui. D ocui et eadem ratio n e
nullum sim plex m ed icam en tu m n o x a carere a tq u e iccirco libellus hic
p rio ri adiectus est. Ip sam au tem sim plicium m ed icam en to ru m tra c ta ­
tionem o b id refugi q u o d q u ae clara e ra n t ab alijs essent exposita,
quae o b scu ra, cum nulla ra tio d em o n strativ a in his ad d u ci possit, in
p erp etu a co n ten tio n e fu tu ra . E rgo m an ifestu m est eorum quae perpe­
tu a fo ren t q u aeq u e a d bene b eate q u e vivendum co n d u ceren t, nihil me

45. Per le tre opere cui qui si fa riferimento cfr. i punti 1-3 precedentemente elencati
nella “ Q uinta Classis...ad medicinam pertinentium” , c. 4r.
Una quarta redazione dei De libris propriis 783

praeterm isisse ab alijs in tactu m a u t n o n necessarium attigisse. Q u are


neque addere his q u icq u am licebit au t d etrah e re .
Iam igitur viso ordine generali, u n iuscuiusque libri o rd in em p ro ­
prium doceam us. O rd o autem lib ro ru m d u o p rae su p p o n it: ip saru m
ordinem rerum et m ag n itu d in em . Ita q u e cum libro D ialecticae et De
fato m ag n itu d o desit, et C o n trad icen tiu m re ru m o rd o , p ro p te r haec
hi solum libri ord in em su n t assecuti:
E lem entorum geom etricorum liber o rd in e, q u o E uclidis E lem enta
circu m feru n tu r, scriptus est, u t p ro p o sitio n es p ro p o sitio n ib u s resp o n ­
deant, libri etiam , nisi q u o d qui de nu m eris tra c ta n t alio tran slati
su n t in o p u s A rith m eticae perfectu m .
A rithm eticae autem in p .° de integris; in 2 .° de n u m ero ru m p a rti­
bus; in 3.° de lateribus cognitis seu surd is; in 4 .° de ignotis seu d e n o ­
m inationibus; in 5.° de p ro p o rtio n ib u s; in 6 .° de n u m ero ru m p ro p rie ­
tatibus; in 7.° de m ercatu ra; in 8.° de red d itib u s; in 9 .° de his quae
sunt extra ordinem ; in 10.° est ars m ag n a; in 11.° de m en su ra et
divisione p lan o ru m ; in 12.° de m en su ra so lid o ru m ; in 13.° q uaestiones
arithm eticae; in 14.° geom etricae.
T ertius est M usicae: p .s generalia eius p ra ec e p ta a tq u e prin cip ia
continet; 2.* an tiq u a m m usicam , id est ry th m o s, carm in a, sa lta tio ­
nes, choros; 3.s m usicam n o stram q u a utim u r; 4 .s com positionem ca n ­
tilenarum , et dicitur co n trap u n ctu s; 5.s ratio n em com positionis et usus
in stru m en to ru m .
Q u artu s est De arch an is aete rn itatis: p.* est de D eo, m undi o rtu ,
m agnitudine, num ero; 2 .s de o rd in e m u n d i et constitu tio n e; 3.* de his
quae co n seq u u n tu r ad haec d u o circa fu tu ra .
[6v] Q uintus De su b tilitate h ab et in p .° de m o tu , in an i et p rincipijs
generalibus corporum in feriorum cum instrum entis ac m irabilibus, quae
ex his p ro ced u n t; 2.* de elem entis; 3 .s de caelo; 4 .$ de luce et lum ine
ac speculis; 5.1 de m etallicis; 6.* de m etallis; 7 .s de lap id ib u s; 8 .1 de
plantis; 9.s de an im alib u s, quae ex p u trid a m a te ria g en e ra n tu r; 10.s
de anim alib us, quae sem ine p ro v en iu n t; 11.5 de hom in is necessitate
ac fo rm a; 12.s de hom inis tem p eram en to ; 13.5 de sensibus, sensibili­
bus ac v oluptate; 14.s de a n im a et intellectus; 15.5 de in u tilibu s su b ­
tilitatibus; 16.s de scientijs; 17.s de artib u s et artificio sis; 18.s de m i­
rabilibus; 19.s de dem o n ib u s; 20.* de angelis seu sep aratis in tellecti­
bus; 21.* de universo ac Deo.
Succedit huic liber D e rerum v arietate: p .s h a b e t vires elem en to ­
rum , p lan taru m , lapidum , anim aliu m ; 2 .s o p era artiu m , destilationes,
varia experim enta et quae ad d eco ratio n em p e rtin en t; 3 .s res quae
p raetern atu rales esse vid en tu r.
784 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

Septim us est De a stro ru m ju d icijs: in p .° c o n tin e n tu r prin cip ia co n ­


stitu tio n is a rtis, quae ad m o tu m et essentiam syderum p ertin en t; 2.*
h a b et principia p ro g n o sticae p artis; 3 .s tab u la s et regulas u tendi illis;
4.$ generales regulas ju d ic a n d i; 5 .1 est de ju d ic ijs tem p o ru m ; 6 .s de
in u n d atio n e, te rre m o tu , p este, bello, a n n o n a e fertilitate; 7 .1 de geni­
tu ris; 8 .$ de d irectio n ib u s; 9.* de revolu tio n ibu s; 10.* c o n tin et exem ­
pla cc g en itu raru m .
O ctavus M eth o p o sco p iae: p .s h a b e t ph y sio n o m iam ; 2 .s generalia li­
n earum significata; 3.* de lineis in loco S a tu rn i; 4 .s Jovis; 5.4 M artis;
6.* Solis; 7.* V eneris; 8.* M ercu rij; 9.* L u n ae; 10.* de lineis p lu ra lo ­
ca possidentibus; 11.5 de linearum m ixtione, tu m lineis g enarum , bra-
ch ij, um bilici, p ed u m ; 12.&de lineis in fro n te m ulierum ; 13.s de n ae­
vis et signis.
N onus S o m n io ru m h a b et in p .° generalem illorum ratio n em ; in 2.°
de sim ulachris generalibus; in 3 .° de p a rtib u s hom inis et actionibus
n atu ralib u s; in 4 .° de a ctio n ib u s alijs; in 5.° de ad h aeren tib u s hom ini;
in 6 .° de q u ad ru p e d ib u s; in 7 .° de avibus et piscibus; in 8 .° de plantis
et m etallicis; in 9 .° de reb u s artificialib u s; in 10.° de som nijs co m p o si­
tis et im perfectis et exem plis so m n io ru m .
D ecim us est D e sapientia: p .s de divina; 2 .s de n a tu rali; 3 .s de h u ­
m an a; 4 .s de d em o n iaca; 5.s de em en d atio n e erro ru m .
U ndecim us D e co n so latio n e: p.* est de co n so latio n e in generali; 2 .1
de p ertin en tib u s ad v itam et lu ctu m ; 3.s de his quae n o b is exterius
adversa co n tin g u n t, u t p a u p e rta te et exilio.
D uodecim us est D e am o re: p.* h ab et p e rtin en tia ad sacram p agi­
nam et sacerd o tiu m et cerem onias, ub i m ulieres re p ro b a n tu r; 2 .s de
n atu ra e earu m d effectib u s u tq u e a philo so p h is re p ro b a n tu r; 3.s docet
q u aen am sit p u lc h ritu d o et q u a n ta ad eam req u i-[7 r]-ran tu r, quo d q u e
m ulieres ab ea m u ltu m d efficiu n t, de illarum q u o q u e fo ed itate et foe-
to re ac vitijs co rp o ris; 4 .s de im becillitate sensuum et intellectus ea­
ru m , tum vilitate su aru m a rtiu m , et de victus in co n tin en tia; 5 .s de
invidia linguaeque faem in aru m im p ro b itate, de inco n stan tia etiam ; 6.‘
de gula earu m , luxuria, fucis, m aleficijs libidinis causa; 7 .s de earun-
dem fraude, p ro d itio n ib u s, iniurijs; 8 .5 de crudelitate, m alignitate, im ­
p ro b ita te , av a ritia , rap in is, im p o stu ris, p ro d ig alitate, superbia; 9 .s de
sceleribus et vitijs et a b h o m in a tio n e cuiusque co n cu b itu s et de ho m in i­
bus adulteris et laude castitatis; 10.4 de calam itatib u s p rincipum et
u rb iu m ac p riv a to ru m m ulierum cau sa co n tin g en tib u s, de pernitie m u l­
to ru m claro ru m v iro ru m , de calu m n ijs, de lau d ib u s coniugii, de lau d i­
bus B. Virginis M ariae, de fine p ro p te r quem a u c to r h unc librum
scripsit et de libri u tilitate.
Una quarta redazione dei De libris propriis 785

T ertiusdecim us est De ludis: p .s de ludis ex ingem o solo p e n d en ti­


bus; 2.* ex fo rtu n a; 3 .s ex fo rtu n a et o ccu lta in d u stria; 4 .s ex fo rtu n a
et ap e rta in d u stria , u t fritilli.
Q uartusdecim us est De tu e n d a san itate: in p .° c o n tin en tu r q u ae ad
sanos usque ad iuventutem p ertin en t; in 2 .° q u ae a d senes sanos; in
3.° quae ad eos qui aliq u o in co m m o d o c o rp o ris la b o ra n t; in 4 .° quae
ad eos qui num eribus aliq u ib u s su n t ad d icti.
Q uintusdecim us est M eth o d i m edendi: p.* co n tin et generalia p rae ­
cep ta causarum , signorum et cu rae; 2.* de m o rb is u ni m em b ro p ro ­
prijs; 3.s de m orbis qui vel co n veniunt to ti c o rp o ri, vel n o n m agis
uni m em bro q u am alteri; 4 .s de m o rb is com positis.
Sextus decim us est De m o rb o gallico: p .s h ab et essentiam illius
m o rb i, causas, originem ; 2.* de signis; 3 .s de c u ra generali per m ed i­
cam enta et victum ; 4 .s de cu ra p e r arg en tu m vivum ; 5 .5 de cu ra per
corticem et lignum in d u m , aq u a m , v inum ; 6 .s de cyna radice; 7.* de
sarza parilia et alijs lignis a u t rad icib u s vel fru ctib u s; 8 .s de m odo
exquisitissim o cu ran di h u n c m o rb u m .
H i sunt om nes libri qui ord in em p ro p riu m h ab en t. P ra e ter hos etiam ,
quam vis certus o rd o in his non h a b e a tu r, a tta m en de quib u s singuli
libri tracten t, b o n u m existim o recensere. L iber ig itu r p.* C o n tra d i­
centium est circa d u b ia A p h o rism o ru m ; 2.* circa artem m edicam ; 3.*
circa p ." 1 prim i A vicennae; 4.* circa p rim am 4' A vicennae; 5.* circa
A lm ansoris n o n u m ; 6.* de his q u a e ad an ath o m ia m p ertin en t; 7.* cir­
ca q u inque ultim as fen. 4' A vicennae; 8.* circa secundam fen . 4' A vi­
cennae; 9.* circa sim plicia; 10.* circa m ed icam en ta co m p o sita; 12.*46
circa prom iscua et incerti generis d u b ia est.
-I n p .° De circulis tra c ta tu r d e aeq u alitate fig u raru m in circulo in ­
scriptarum , [7v] q u a ru m a m b itu s p o rtio n e circu m feren tiae circuli c o n ­
tin en tu r; in 2 °. de su p p o sitis, q u ib u s concessis, circulo q u a d ra tu m
aequale dem on strarem u s; in 3 .° de m odis qu ib u s co n ati su n t q u id am
hoc d em o n strare, et licet n o n d e m o n stretu r in te n tu m , d e m o n stran tu r
tam en consequentia ad illa su p p o sita; in 4 .° de divisione an g u lo ru m
per lineas obliquas; in 5 .° de con seq u en tib u s ad hanc a eq u alitatem
circuli cum q u a d ra to .
In p .° P ro b le m atu m tra c ta tu r de n atu ralib u s p ro b le m a tib u s; in 2 .°
de legibus; in 3.° de d ep en d en tib u s a legibus; in 4 .° de diversis subiec-
tis; in 5.° de his quae ad cerem onias sp ectan t; in 6 .° de su p e rstitio n i­
bus; in 7 .° de p ro p rijs legi C hristi; in 8 .° de p ro p ijs legi M aum ethi;
in 9.° de p ro p rijs legibus Iu d eo ru m ; in 10.° de fu tu ris.

46. NelPelenco $ omesso il numero 11.


786 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

In p .° E p id em io ru m tra c ta tu r h isto ria a n n o ru m M D X X V IJ et


M D X X V IIJ; in 2 .° a n n o ru m seq u en tiu m usque ad discessum ex Sac-
censi o p p id o ; in 3 .° eo ru m q u a e co n tig eru n t ab eo discessu qui fuit
an n o M D X X X IIJ, m ense ni fallo r F e b ru a rij, usque ad an n u m praesen­
tem , qui est salutis h u m an i generis M D L .
H is visis, a d p rin cip ia lib ro ru m veniam us. In itiu m libri D ialectica­
rum c o n trad ic tio n u m est: P rim a c o n trad ic tio T . c. 29. p .‘ P rio ru m .
Necesse est sem per a liq u am p raem issaru m sim ilem esse conclusioni
non solum in a ffirm a tio n e et neg atio n e, sed in m o d o .
Initium E lem en to ru m geo m etrico ru m : M axim um in u n o q u o q u e ge­
nere est q u o m aius q u icq u am in illo genere esse d em o n strari non p o ­
test, o m nib us au tem alijs p otest d e m o n strari.
Initium libri De circulis: C um d u o circuli seinvicem secant, com m u­
nis sectio ovum v ocetur.
A rithm eticae: Si ab a n tiq u ita te au t necessitate disciplina ulla dici
potest.
M usicae: M usicam n eque ab a n tiq u ita te , nec ab inven to ru m gloria,
quae d u o ferm e su n t cunctis la u d an d a ru m artiu m pro h em ijs co m m u ­
nia, sed ab ipsa u tilitate etc.
A rch an o ru m a e te rn itatis: Res divinas a tq u e h u m a n a s tra c tare cu ­
pienti etc.
L ibri D e fa to : F a tu m sive sit o rd o cau saru m effectivarum caele­
stium , sive divina aliq u a co n stitu tio , sive o rd o q u id am rerum om nium
nil refert.
De anim i im m o rtalitate: Saepe ac diu d u b ita tu m est an anim us hic
noster im m ortalis.
D e subtilitate: P ro p o situ m n o stri negotij est de su b tilitate tractare.
D e varietate reru m : N o n tacen d am ignis v irtu tem d uco sane ad m ira­
bilem .
De secretis: Si q u id ars efficere p o test in rebus m etallicis au t perfecta
m etalla.
A stro n o m ico ru m ju d icio ru m : H o c to tu m q u o d nos am bit caelum
in novem p artes divisum est.
M ethoposco p iae: C o rp o ris to tiu s significata ex to tiu s etiam h abitu
d ignoscuntur.
[8r] S o m nio ru m : A m ultis q uidem neglecta est so m niorum in terp re­
tatio .
D e sapientia: Q u am q u e o m n iu m b o n o ru m sapientiam divinissim am
esse constet.
D e consolatio n e: U tin am ex to t tan tisq u e m onum entis quae b a rb a ro ­
rum bellis in terieru n t.
Una quarta redazione dei De libris propriis 787

De am ore: S*io credessi p e r m o rte esser scarco.


D e ludis: Deli giochi a ltrj si fa n n o con 1’ex ercitatione dii co rp o .
De technis calidis: In nela inclita citta di P av ia47.
P ro b lem atu m : C u r a n te C h ristu m m u ltae et graves in u n d atio n es.
C om m entariorum in p."" p .‘ A vicennae: H ucusque diversis cum am ­
bagibus ac difficu ltatib u s.
C o m m entario ru m in artem m edicam G aleni: Iam diu h esitab u n d u s
fui q u id fata de me etc.
C o m m entario ru m in A p h o rism o s H ip p o c ra tis: Interm issum diu ac
pene in terru p tu m legendi m unus.
E pidem iorum : A n n o M D X X V J die xxiiij S eptem bris, q u ae m ihi n a ­
talis e rat, cum bella vetaren t p a tria m , in Saccense o p p id u m m e co n tu li.
F lo rid o ru m : S anitas est d ispositio q u a u n u m q u o d q u e m em b ru m per­
ficere potest operatio n es suas.
E ius libri cui titu lu s est Q u o d nullum sim plex m ed icam en tu m noxa
caret: M ultos ego vidi m edicos de sim plicium m ed icam en to ru m usu
gloriari.
C ontradicen tiu m m edicorum : V ita h o m in is brevis est ad artem m edi­
cinae experim ento discendam .
De sanitate tu en d a: A sclepiadem si q u em alium m o rta le m felicissi­
m um in arte m edica fuisse reo r.
De experimentis: M em inisse op o rtet in singulis auxilijs adm inistrandis.
M ethodi m edendi: M edicinae p a rte s q u a tu o r sunt: conservare, p rae ­
servare etc.
De m alo m edendi usu: M edicam artem an tiq u is tem p o rib u s m axim e
in p retio etc.
De m orbo gallico: H u n c m o rb u m hab u isse in itiu m a n n o M ccccxciij
satis om nium ferm e consensu co n stat.
Libelli De praeceptis ad filios: C um m u lti, o filij, existim averint
m axim am partem felicitatis a fo rtu n a pendere, scitote illos esse deceptos.
S unt p raeter haec tab u lae d u ae, u n a super G alen u m , alia su p er li­
bros om nes qui necessarij su n t theoricae: E t haec h a b e tu r a m ultis,
eius autem in itium est.

H is cognitis, ad singulorum lib ro ru m m agn itu d in em explicandam


accedam us.
M ensura unius ratio n is esse d ebet. A ccipiam us igitur fo rm am folij,
qua im pressus est liber De su b tilitate om n ib u s n o tu s. E st au tem co m ­
p u tan d o tab u lam folio ru m cciij. Idem scriptus e ra t folio ru m clxviij,

47. La riga b aggiunta in intcrlinca.


788 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

id est e o ru m fo lio ru m q u o ru m xxv o b tin e t q u in te rn io 4*, fo lia in te g ra


lxxx iiij. D e d u c ta ig itu r ra tio n e s c rip to ru m a d fo lia clxviij, q u i n u m e ru s
est lib ri D e su b tilita te sc rip ti, h a b e b im u s e tia m fo lia im p re ssa sub f o r ­
m a lib ri D e s u b tilita te s in g u lo ru m o p e ru m . S ed q u ia lib ro s D e s u b tili­
ta te e m e n d a v im u s et n o n p a ru m [8vJ a u x im u s, lo co fo lio ru m cciij
sc rib e m u s fo lia ccclx x ij, h o c m o d o 49:

48. II “ quinternio” di cui si paria nel ms. t quindi da intendersi come composto
da cinque quinterni (ognuno dei quali form ato da cinque “ folia integra” piegati in
due per un totale di dieci carte). II com puto che C ardano qui propone e che si conclude
con le considerazioni di com m ento im m ediatam ente successive alia tavola di c. 8v,
4 tu tfa ltro che trasparente. Se Tintento risulta chiaro - 1’autore vuole misurare la
m agnitudo di tutti i suoi scritti, editi e inediti, riducendoli a un’unica ratio - non
altrettanto si pu6 dire dei procedim ento usato e dei fattori addotti. Su ci6 si veda
la nota successiva.
49. Fom iam o di seguito alcuni dati e qualche considerazione, a nostro avviso utili
per le ulteriori, piu approfondite analisi che questi passaggi richiedono.
A) In L P ’57 (p. 61 b) C ardano dichiara di assumere IUn fo lio della seconda edizione
dei D e subtilitate (Basilea 1554) come u n iti di m isura per il calcolo dei numero dei
fogli di cui si com pongono i suoi scritti, editi e inediti. In due altri luoghi di L P
’57 si legge che il De subtilitate b di 280 fogli (cfr. pp. 71 a e 75a; e, per L P '62,
pp. 108b e 109a): in effetti, nell’edizione di Basilea il solo testo delFopera contava
561 pp. num erate al recto e al verso, pari a 280 carte.
B) A nche nel nostro ms. il D e subtilitate funge d a param etro. C ardano paria qui di
203 fo lia “ com putando tabulam ” . O ra, la prim a edizione (Norim berga 1550; il libro
apparve anche in 8° a Parigi, a Lione e a Basilea tra il ’50 e il '53, ma d Io stesso
autore a m ettere in prim o piano la stam pa avvenuta nella c itti tedesca, cfr. L P '57,
p. 71 a, e L P ’62, p. 108b), essa pure in fo lio , era di 406 pp. pari appunto a 203
carte, se si fanno entrare nel conto perd anche il frontespizio, VEpistola nuncupatoria
e gli indici. Dobbiam o pensare che C ardano si riferisse al volume nella sua interezza?
T olte le parti introduttive (cui erano riservate 34 pp. non num erate, corrispondenti
a 17 carte), il solo testo era invece di 371/2 pp. pari a 186 carte. Dal discorso abbastanza
oscuro che C ardano svolge in queste righe sembra si debba inferire che le 203 carte,
con le quali il D e subtilitate si rese “ om nibus n otus” (1* ediz.?), divennero poi 372
per effetto di emendazioni e aggiunte.
C) Poco prim a per6 C ardano fornisce altri dati numerici: paria infatti di 168 fo lia
corrispondenti a 84 fo lia integra. Q uest’ultim a espressione parrebbe riferirsi al foglio
intero che, piegato a m e ti, dava due carte dei form ato in fo lio . M a a che cosa corrispon-
dono quei 168 fogli, visto che la prim a edizione b com posta da 203 o da 186 carte,
secondo che si contino o no le parti introduttive?
D) A proposito delle diverse fasi della redazione de! De subtilitate, C ardano in LP
’57 scriveril: “ Conscripsi prim o unico folio, post septem, inde auxi ad quinquaginta,
& octuaginta demum cum editus est, nunc vero ad clx integra folia pervenit” (p. 71a;
ripreso in L P ’62, p. 108b). Abbiam o trascritto il passo riportando la punteggiatura
deiredizione lionese: la cosa va segnalata perch6 influisce sulFinterpretazione che se
ne pu6 dare. Stando a quella che pare piu aderente al dettato di O O, sembra si debba
inferire che al m om ento della 1“ ediz. il testo constava di o ttan ta fo lia integra, cid
che con qualche approssim azione corrisponde al conteggio proposto nel nostro ms.;
Una quarta redazione dei De libris propriis 789

Libri de subtilitate fol. ccclxxij De amore fol. clxix


Libri de animi
im m ortalitate fol. Ixiij De ludis fol. cxx
Problem atum fol. Ixx De libris proprijs fol. xij
Contradictiones
dialecticae fol. xviij Com m entaria in
p.^p.* fol. cl
De circulis fol. lx Com m entaria in
artem medicam fol. clxiij
Arithmeticae fol. Mcxx Com m entaria in
Aphorism os fol. clxxxv
Musicae fol. clxxvij Epidemiorum fol. xxxvj
De archanis
aeternitatis fol. cxx Floridorum fol. lxxij
Libri de fato fol. xxxvj De m alo m edendi
usu et quod nullum
simplex fol. xvj

poi si sarebbe avuto un aum ento che sarebbe giunto sino a 160 fo lia integra. Se per6
il rapporto tra fo lia e fo lia integra e di 2 a 1, C ardano avrebbe dovuto qui scrivere
non 160, ma 140, perch£ questa i la met& delle 280 carte attribuite, come s ’6 visto
(cfr. supra punto A), al D e subtilitate “ im pressione Basiliensi” .
E) U n’altra difficolta deriva dall'entit& delFincrem ento (“ folia ccclxxii” ) indicato nel
ms.: quel numero supera infatti il totale delle carte delFedizione am pliata di Basilea.
N6 dovrebbe essere rilevante la coincidenza tra i 372 fo lia e il totale delle pagine di
solo testo delPedizione di N orim berga - cfr. supra, punto B - perch6 Fautore ragiona
come se quel dato fosse om ogeneo alie 203 carte menzionate alPinizio dei passo: C ard a­
no insomm a dovrebbe riferirsi in entram bi i luoghi al num ero delle carte, non delle
pagine. Salvo che si debba pensare a errori m ateriali di scrittura o di trascrizione,
i 372 fo lia potrebbero corrispondere a una fase della rielaborazione dei D e subtilitate,
che non ha avuto riscontro nelle stampe.
F) Nel seguito dei ms. (v. infra, c. 10r) C ardano precisa che le novit£ esposte nella
sua enciclopedia naturalistica sono rilevanti “ praesertim in hac secunda editione” : que­
sta espressione pud significare o che Vimpressio basiliensis dei ’54 k giet aw e n u ta , o
che le note attinenti il D e subtilitate che si leggono alia c. lOr dei nostro ms. sono
redatte prim a della stam pa dei ’54, e com unque d urante la rielaborazione alia quale
il testo delFopera £ sottoposto in vista della “ secunda editio” . A tale proposito conviene
segnalare che la dedica a Ferrando G onzaga con cui si apre questa edizione e datata
maggio 1553 e che C ardano ricorda qui di aver lavorato per tre anni alFem endazione
e all’accrescimento dei libro dopo la m orte (1550) di Petreius, lo stam patore di N orim ­
berga cui era dovuta la prim a edizione (cfr. 1. M aclean, Cardano a n d his publishers
cit., p. 317, n. 30). Infine, sebbene non si possa escludere che il ms. sia stato redatto
in fasi diverse a partire dal 1550, conviene ricordare due elementi gi& segnalati: Fassenza
di qualsiasi accenno al viaggio in Scozia dei 1552 (cfr. supra, n. 2); e le indicazioni
che si ricavano dai riferimenti al D e technis calidis (cfr. supra, n. 31).
790 Marialuisa Baldi e G uido Canziani

D e re ru m v a rie ta te fo l. xcvj C o n tra d ic e n tiu m


m e d ic o ru m fo l. M clxxv
D e secretis fo l. XV D e ex p erim e n tis fol. vij
A stro n o m ic o ru m
iu d ic io ru m fo l. ccclxij M e th o d i m ed en d i fol. ccxl
L ib ri de so m n ijs fo l. ccclxij D e sa n ita te tu e n d a fo l. ccxxiiij
M e th o p o sc o p ia e fo l. clxxx D e m o rb o gallico fo l. ccxxiiij
D e s a p ie n tia fo l. lxx E le m e n to ru m
g eo m e tric o ru m fo l. ccxlj
D e c o n so la tio n e fo l. xxxvj L ibelli de p ra ec e p tis
a d filios fol. xiiij
D e tech n is fo l. cxl

H ic a d d id i P ra e c e p ta , q u i n u m e r a n tu r in te r lib ro s n o stro s; reliqui


a u te m ta b u la m , q u ia n o n e x istim av i d ig n u m u t in te r lib ro s illa recen se­
re tu r. T a b u la m a u te m G a le n i so lu m in c h o av i. O m n iu m ig itu r fo lio ru m
su m m a est q u in q u ie s m ille ac c e n tu m seu v m cccxl, et su n t in te g ra
fo lia M M D C L X X : v o c a n t rism a s50 v et fo lia clxx51.
N u n c ta n d e m v id e a m u s q u o o rd in e legendi sin t, ac sim ul q u in a m
a lij a u th o re s in u n a q u a q u e d isc ip lin a sin t leg en d i. P rim u m ig itu r in
d ialecticis legendi s u n t lib ri D e v o c ib u s52 A risto te lis, D e e n u n c ia tio -
n e , P rio ru m , P o s te rio ru m , T h o p ic o ru m , E le n c h o ru m . In d e libri G ale ­
ni D e d iv isio n e ac d e m o n s tra tio n e , u b i h a b e ri p o ss in t. U ltim o liber
n o ste r D ia le c tic a ru m c o n tra d ic tio n u m , c u iu s tr a c ta tio n o n ta m u tilis
est, q u a m a rg u m e n tu m n ecessa riu m .
In g e o m etric is E u c lid is E le m e n ta le g a n tu r, p o st lib ri n o stri D e ele­
m e n tis , p o st lib ri n o stri D e circu lis, d e in d e libri M o n te re g ij eiusdem
a rg u m e n ti, in d e A p o llo n ij, p o st A rc h im e d is a rg u m e n ti eiu sd em m o n u ­
m e n ta .

50. La rism a i com posta d a 500 “ folia integra” , ossia da venti quinterniones come
quelli di cui alia precedente n. 48: cinque di queste risme danno 2500 fogli cui se
ne aggiungono altri 170 per ottenerc il totale di 2670.
51. II risultato indicato in form a peraltro assai vaga nel m s., “ quinquies mille ac
centum seu 5340” , non corrisponde alia som m a dei fogli elencati nella tabella che,
in re a lti, t di 6345. Dobbiam o peraltro segnalare che P “ A rithm etica” , cui qui sono
assegnati 1120 ff., in L P ’57 ne conta 120 (cfr. p. 75b). L’ipotesi di un possibile
errore dei copista, che avrebbe indebitam ente aggiunto un mille nella trascrizione, con-
sentirebbe quanto meno di ridurre il totale effettivo a 5345, e di approssim arsi di conse-
guenza al risultato riportato nel ms.
52. II riferim ento i alie Categorie di A ristotele: si pensi alia fortunata introduzione
di P orfirio com m entata d a A m m onio e piu volte edita sotto il titolo D e quinque vocibus
institutio, o semplicemente Voces, oppure al C om pendium in quinque vocum et decem
praedicam entorum philosophiae di Psello.
Una quarta redazione dei De libris propriis 791

In a rith m e tic a su ffic it n o s tra ta n tu m legisse, c u m rem to ta m a b so l­


verim us; v o lu n ta tis ta m e n et e x e rc ita tio n is c a u sa ru d im e n ta re c e n tiu m
la u d o u t v id eat.
In a stro lo g ia th e o ric a , m a g n a P to lo m e i c o m p o s itio , G e b ri lib ri et
T h e o ric a e p la n e ta ru m 53.
[9r] In m u sica su ffic ie n t q u in q u e libri n o s tri. M u lto ru m a u te m lib ro s
loco p ro g in a sm a tu m a ttin g e re n o n re c u sa rim , si q u id e m lib ris n o stris
p ro p te r fa c ilita tem nih il deesse solet.
In a rc h ite c tu ra legat V itru v iu m e t P h ila n d ru m 54.
In o p tic a V itellio n em e t B a c ch o n em , et q u a e a n o b is s c rip ta su n t
in 3° et 4° lib ro D e su b tilita te .
In p o n d e ru m scien tia A rc h im e d e m et p rim u m n o s tru m lib ru m D e
su b tilita te .
In scientia e a ru m re ru m q u a e a b a e re p ro fic is c u n tu r H e ro n is lib ru m
q u i, q u a m v is n o n sit im p re ssu s, v u lg a tu s ta m e n h a b e tu r. In d e a d p .m
lib ru m D e su b tilita te tra n se a t.
M a c h in a ru m c o g n itio h a b e tu r ex A th e n e o D e m a c h in is, H e ro n e ,
ultim is V itruv ij lib ris, et p rim o ac se c u n d o n o s tro lib ro D e s u b tilita te .
In g e o g ra p h ia leg at P to lo m e i lib ru m eiusce a rg u m e n ti, in d e q u a e
a rec e n tio rib u s a d d ita su n t.
In a stro lo g ia p ro g n o s tic a , e p h e m e rid u m u su s, in d e libri n o stri D e
ju d ic ijs, nec P to lo m e i Q u a d rip a rtitu m reijcio .
In m e to p o sc o p ia su ffic it u t n o stri libri le g a n tu r, q u a n d o q u id e m nulli
alij su p ersin t.
In so m n io ru m in te rp re ta tio n e q u in q u e libri A rte m id o ri e t S o m n ia
S alo m o n is55 et T ric a ssi56, in d e d ecem libri n o stri.
In n a tu ra li p h ilo so p h ia libri A risto te lis o m n e s q u o tq u o t h a b e n tu r;
po st q u a e libri D e a e te rn ita tis a rc h a n is , D e fa to , a n im i im m o rta lita te ,
su b tilita te , re ru m v a rie ta te , D e secretis, si p o te rit h a b e ri.

53. G. Peuerbach, Theoricae novae planetarum , N orim berga 1472/3.


54. Guillaum e Philandrier (latinizzato P hilander, 1505-1565), archeologo e architetto,
autore di un commentario su Quintiliano e delle A dnotationes in Vitruvium (Rom a, 1544).
55. Sui Som nia Salom onis, apparsi in ebraico a Venezia nel 1516, cfr. J . Bartoloccius
de Colleno, Bibliotheca m agna rabbinica, 4 voll., R om ae, ex T ypographia Sacrae C on­
gregationis de P ropaganda Fide, 1675-1693, IV, p. 374 e J.-P . Migne, Dictionnaire
des apocryphes, ou collection de tous les livres apocryphes relatifs d 1'ancien et nouveau
Testament, 2 voll., Paris 1856-1858, reprint by Brepols, T urnholti, Belgium, 1989, II,
coi. 814.
56. Tricasso da C erasari, m antovano, autore di un fortunato tratta to di chirom anzia,
pubblicato a Venezia nel 1524 e di una E xpositione degli insom nii secondo la interpreta­
tione d e ’ Iudy, Persi et Egyptii (Venezia, 1531).
792 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

P o s t legantu r libri om n es A ristotelis qu i de m orib u s tra c ta n t. Inde


libri D e sap ien tia, D e co n so latio n e, D e am o re, D e ludis. Inde Sacra
p ag in a, deinde P ro b le m a ta n o stra, a tq u e liber De technis calidis37.
U ltim o legat tria n o stra C o m m en taria in m edicina, inde libros om nes
G alen i, p o st A vicennae, inde H ip p o c ra tis, p o st E pidem ia n o stra et
F lo rid o ru m lib ru m , deinde D ioscoride cum ex p o sito rib u s, inde librum
cui titu lu s est Q u o d nullum sim plex m edicam entum n o x a caret, deinde
libros V esalij an ath o m ic o s et C aro li5* S tep h an i, p o st libros nostros
C o n trad icen tiu m . In d e G aleni D e alim entis, D e cibis, De tu en d a san i­
ta te , po st libros q u a tu o r n o stro s et ipsos De tu e n d a san itate. P ost
libros au tem m eth o d i G alen i, n o stro s eiusdem arg u m en ti, D e experi­
m entis, D e m alo m ed en d i u su , D e m o rb o gallico. M an ifestu m est a u ­
tem q u o d libri prim ae ph ilo so p h iae A ristotelis an te libros De aete rn ita­
tis a rch an is, u t reliqui n atu ra lis p h ilo so p h iae, legi d eb en t. L iber autem
hic De libris p ro p rijs bis legatur: p rim o a n te om nes alios n o stro s libros
et ru rsu s, lectis alijs o m n ib u s libris. Ego vero an te om nes alios libros
eum collocarem .
[9v] N unc vero q u ae u tilitas ex singulis h a b e a tu r, scilicet quae nova
in v en ta sint in u n o q u o q u e n o stro ru m lib ro ru m ex p o n am , initio ab
E lem entis sup er E uclidem su m p to .
Ig itu r in libris E lem en to ru m d o cuim us divisionem om n iu m p .° figu­
raru m p lan aru m ; in scrip tio n em q u a d rilate ri in trig o n o , tum sem icircu­
li, tu m q u a d ra ti in p e n tag o n o ; q u aed am de ep tag o n i pro p rietatib u s;
p ro p rieta tes q u a n tita tu m p ro p o rtio n a liu m m u ltas a nullis a n tea de­
scriptas; p ro p o rtio n em q u a n d a m q u ae v o catu r reflexa in om nibus figu­
ris aequilateris et aequian g u lis; q u o sd a m m o d o s d em o n stran d i novos:
ex u n o cu b o su p er eius latere d u o s efficere cu b o s, qui iuncti certam
ad p rio rem cu b u m retin ea n t p ro p o rtio n e m ; duas lineas inter duas d a ­
tas invenire in c o n tin u a p ro p o rtio n e; tu m m u lta alia im o innum era
scitu digna.
In libro p rim o A rith m eticae m o d u m n um eran d i cum num eris tum
L atin o ru m an tiq u u m , G raeco ru m ac H e b raeo ru m ; tu m significata nu­
m ero ru m et m u lta alia su p p u tan d i p ra e c ep ta, in te r q u ae m odum latera
num erorum quaerendi ex Stiphaelio59, tu m no stru m . In 2° autem p ar­

57. La parte finale della frase (“ atque liber De technis calidis” ) b aggiunta in un
secondo tempo.
58. “ C aroli” b aggiunto in interlinea. Charles Estienne (1504*1546), stampatore e
medico, nel 1545 fece stampare il De Dissectione partium corporis humani.
59. Michael Stifel (1487-1567), matematico e medico, aderi alia Riforma, pubblicb
FArithmetica integra (Norimberga 1544).
Una quarta redazione dei De libris propriis 793

tes n u m ero ru m iu x ta L atin o s ac G raecos tu m H eb raeo s; o p eratio n es


qu asd am in fractis breves; m o d u m inveniendi la te ra in o m n ib u s n u m e­
ris satis exquisite. (In)60 3° recisa et divisionem lateru m n u m ero ru m .
In 4° eadem ferm e sed n o n adeo exacte in ignotis q u a n tita tib u s. In
5° p ro p o rtio n es in sex q u a n tita tib u s et a d d itio n em veram p ro p o rtio ­
nu m . In 6° p ro p rieta tes, ni fallo r, p lu sq u am D C n u m ero ru m , rem
pene incredibilem . In 7° q u aed am in m erc a tu ra m irab ilia. In 8° q u o ­
m odo tres in eadem p er m u tatio n em pecu n iaru m lucrentur. In 9° om nia
a stronom ica, to t ludos ac p ro b lem a ta , u t m iru m sit, n eque enim ali­
quid iucundius in hac a rte a u t m irab iliu s excogitari p o te st. In 10°
om nia capitula su p ra q u a d ra tu m cum regula A liza. In 11° m ensuras
m u ltaru m figu raru m , sed nil ferm e nov i, q u o d in geo m etria tra c ta tu m
n on sit. In 12° m ensuras p artiu m sp h aerae et coni ex A rchim ede su m p ­
tas. In 13° quaesita p u lch ra arith m eticae. In 14° ad m en su ram fig u ra­
rum p ertin en tia, quae geom etrica v o c an tu r.
In libris D e circulis a eq u alitas a n g u lo ru m et fig u raru m q u aru n d a m
o b liq u aru m cum rectis, divisiones o b liq u o ru m .
In p .° libro M usicae fu n d a m e n ta et prax im ch ro m atici et enarm onici
tetrach o rd i. In 2° m o d o s o m n es saltatio n u m et carm in u m et can tile n a ­
rum , quibus an tiq u i u te b a n tu r. In 3° ubi m o d u s canendi d o ce tu r, p a ­
rum adiectum est, [10r] q u ia o m n ia a recen tio rib u s su m p ta su n t. In
4 ° m odi plurim i co m p o n en d i can tilen as suavissim as a d ijc iu n tu r, o m n i­
bus usque ad hanc diem m aio rib u s n o stris ignoti. In 5° d e cla ran tu r
in stru m en to ru m om n iu m ratio n es, tu m ea p u lsan d i, tu m etiam in s tru ­
m enta nova et n ovae inventiones tra c ta n d i illa.
In libris De arch an is m u lta d o cu i d e universo quae hic, nisi prius
videatur libellus, n olo ap p o n ere; tam etsi, cum tra c ta tio to ta physica
sit, nihil existim em rep u g n are praecep tis S an ctae R o m an ae Ecclesiae.
Illud dicere possum : ostendere m e m u n d i fu tu ra m tra n sm u tatio n em
atque au stralia tan d em coli d ebere, no stris relictis regionibus; q u a n tu m
regna, civitates ac fam iliae po ssin t perseverare; de legibus ac rebus
generalibus universi; p ro p rie ta tes q u aed am a tq u e alia a d m iratio n e
digna61.
In libro De fa to o m n ia secundum n a tu ra m fato fieri, sed secundum
legem n o stram o m n ia p ra e ter ea62 q u ae n o stra e su b ijc iu n tu r v o lu n ­

60. II ms. omette la preposizione.


61. La frase “ Proprietates (con iniziaJe maiuscola) quaedam ...digna” b aggiunta in
un secondo tempo su due righe: la sillaba iniziale “ P ro-” al termine della riga superiore,
il resto in interlinea sopra la riga inferiore.
62. 11 “ praeterea” che si legge nel ms. risulta dalla correzione di un precedente
“ praeter ea” .
794 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

tati: exem pla de hoc ab sq u e n u m ero . Q u o m o d o quis possit fatum


praesentire. Q u a n d o erit ex trem a dies illa.
In lib ro D e anim i im m o rta lita te om nes a n tiq u o s in eadem fuisse
sen ten tia de an im o ru m n a tu ra et im m o rta litate . C ausae praesensionum
circa affin es et m o rtem . Q u o m o d o reco rd em u r et intelligam us.
In libris De su b tilitate, quis au d e a t referre o m n ia n ova q u ae ibi
tra c tan tu r? P raesertim in h ac secu n d a editione63: prim um quidem m a ­
chinae a d aq u a m h a u rie n d a m ; ignearum et ra tio et m ensura; m otus
q u id am m irabiles; spectra; o m n iu m reru m m em orabilium v eraru m pe­
ne h istoria: m etallo ru m , p la n ta ru m , lap id u m , an im alium ; artificia quae
h u m an i ingenij ex p ectationem su p e ra n t, tu m p lu rim a ad usum vitae
utilia et necessaria.
In libro D e secretis co m p o sitio lapidis levis seu sm alti, tran sm u tatio
m etallorum in lapides, tra n sm u ta tio m etallo ru m in aq u am atq u e alia
circa coctiones, q u as v o can t sublim ationes.
In libris A stro n o m ico ru m iudiciorum C C geniturae p ro exem plo cum
suis successibus; em en d atio n es m o tu u m caelestium ; tab u la e necessariae
o m n ib u s o p in io n ib u s astro n o m icis; vires stellarum ; d em o n stratio veri­
tatis illius artis; quae reijci debent; de com m unibus calam itatibus m ulta.
In M eth o p o sco p ia o m n ia n o v a su n t, p ra e ter prim um librum .
In lib ro D e som nijs o m n iu m h isto rico ru m exem pla. R atio n aturalis
in singulis et q u a e d a m a d im p e tra n d a som nia.
[10v] In libris D e sap ien tia m o d i q u ib u s an tiq u i c o n a b a n tu r fu tu ra
praescire. M ultiplex sapientiae g enus, m u ltae h isto riae, m ulti errores
n o n in illis, sed in scribendo.
In libris D e co n so latio n e p au ca n ova p raeter p a rad o x u m illud: nihil
a u t p aru m ad m o d u m interesse inter beatissim um atq u e infelicissim um .
D e com m odis o m n iu m et incom m odis.
In libris De am o re p erfid ia , in co n sta n tia , vilitas, p rav itas, im p ro b i­
tas, d esidia, stu ltitia, cru d elitas, lu x u ria, p ro d ig alitas, m aledicentia,
tu rp itu d o , foed itas m ulieru m accu sa tu r, tu m alia m u lta illarum crim i­
na. D ocem us etiam electa m uliere nihil in h u m an is esse iucundius aut
suavius.
In libris D e ludis doli om nes d eteg u n tu r; inde rationes a num eris,
p o st a p ro p ria lu d en d i ra tio n e su m p tae. D ocem us cognoscere aleas
et ch artas falsas.
In lib ro D e technis do cem u r v itare dolos om n iu m m o rtaliu m , utque
cavere debem us nobis ac n o stris64.

63. Su questo punto cfr. supra, n. 49.


64. L’intera frase (“ In libro...nostris” ) i aggiunta in margine.
Una quarta redazione dei De libris propriis 795

Libri P ro b lem atu m v aria co n tin en t q u aesita, q u ae q u a tu o r m odis


solvun tur: theologice, astro n o m ice, n atu ralite r et p ru d e n te r. Q u aesita
sunt diversorum generum , sed ta m en ta lia u t om n ib u s ex his m odis
solvi possint.
In libro De libris p ro p rijs nihil h a b e tu r p raecip u u m .
In C om m en tarijs sunt em en d atio n es litterae et eo ru m tran slatio ad
sensum G aleni.
In E pidem ijs q u id am casus m irabiles.
In libro F lo rid o ru m d isp u tatio p u lch errim a de singulis reb u s, quae
ad artem m edicam a ttin e n t.
In C o n trad ictio n ib u s d issolutio om n iu m d iffic u lta tu m , q u ae in m e­
dicina h a b e n tu r, tu m etiam n obilissim arum p h ilo so p h iae, explicatio-
que om nium loco ru m o b scu ro ru m ferm e qui in G alen o h a b e n tu r.
In libris De san itate tu e n d a ratio n es singulares cib o ru m a G aleno
praeterm issae. Item de p raeserv atio n e a peste in itinere ac m ultis alijs
incom m odis. T um de conservandis m em bris p rin cip alio rib u s, quae
om nia a u t a G aleno p raeterm issa, au t n o n o m n in o p erfecta , a u t si
perfecta fuere ad nos tam en n o n p erv en eru n t. Item aq u ae q u aed am
elysir, au ru m p o tab ile, cellia65, am u leta.
In libris M ethodi cu ra o m n iu m m o rb o ru m co m p o sito ru m ab o m n i­
bus adeo desid erata. S in g u laria etiam q u aed am in om ni m o rb o .
In libro De experim entis curae q u ae d a m d ifficillim o ru m m o rb o ru m
ut profluvij u rin ae, can cri, p o d ag rae a tq u e taliu m , tu m etiam ad vul­
gares m orbos p raesen tan ea q u a ed am auxilia.
In libro De m alo m edendi usu laseris66 vires et n a tu ra m .
[1 lr) In libris D e m o rb o gallico explicationem n a tu ra e illius, curam
m ultiplicem per in u n ctio n es, su ffu m ig ia, pilu las ex v en eno , aq u a m et
vinum ligni, aq u am cynae, a q u a m sarzae p ariliae, p er q u a e d a m u n ­
gu en ta venenosa, p er p o tio n es coctas seu su b lim atas. C u ra etiam
om nium m o rb o ru m ex h o c p en d en tiu m ad iecta est.
E rgo u t tan d em coronidem libello im p o n am , nem o v arietatem hanc
lib ro ru m culpet, nisi etiam m ecum accu sare velit P la to n em , A risto te­
lem , T h eo p h ra stu m , G alen u m , C iceronem , P lu ta rc h u m , C elsum , V ar­
ronem aliosque viros n o n solum d o c to s, sed etiam principes d isciplina­
rum , adeo ut E uclidis liber E lem en to ru m , qui ad eo a nobis ex to llitu r,
vix contineatur in elencho lib ro ru m illius. De paucis scrib u n t, qui p auca

65. Ma piu correttamente: “ celia” : vox ispanica per una bevanda a base di frumenio
fermentato. Per la parte precedente della frase, cfr. L P ’57: “ (...J aquae caelestes quas
vocant Elycsir, &. aurum potabile [...J” , p. 71b.
66. Succo medicamentoso dei silphium o laserpicium.
796 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

n o v eru n t, at q ui m u lta sciu n t, com m ode per te m p o ra m u lto m agis


m odo in his, m o d o in illis v ersa n tu r, q u a m si sem per eidem studio
in cu m b an t. E a enim scribendi stu d en d iq u e (varietas)67 velut et vitae
fastidium tollit, m in u itq u e lab o rem , u nde fit u t etiam si quis, non d u m
p rio re a b so lu to o p ere, aliu d in ch o av erit, n o n p ro p te r hoc incon stan tiae
a u t levitatis crim en su b ea t, m o d o tam en m u lta ad finem brevi p erd u ­
c at, q u o d et A risto telem et caetero s fecisse video. N am n o n solum
alia alijs tem p o rib u s scrip seru n t, q u o d , u t a rb itro r, necessarium , sed
etiam id fecisse ex styli v arietate d ignoscitur.
C um vero m u lta eodem tem p o re scribam us, fit u t aliq u a n d o de eis­
dem libris ta n q u a m de p raeced en tib u s, ta m q u am de sequentibus lo q u a­
m u r. Q u o d si, d u m P hysica A ristoteles co m p o su it, nulli alij o p eram
dedisset, n u m q u a m ad d im idium o p e ru m , im o neque ad partem effatu
dignam pervenisset68. Ita q u e hic libellus, cum p rim u m editus fuerit,
fidem m eam o p p ig n o ra b it, eritq u e q u asi in citam en tu m ad perficienda
em en d an d aq u e, q u ae prom issim us in eo, sim ul et dux viae q uidam ,
qui m o n eat q u a e d esint in u n o q u o q u e , ac quali calle sit p rocedendum ,
qu ae etiam priu s in m an ib u s ab su m ere deb eam . N ec accusent m ag n itu ­
dinem lib ro ru m neque m u ltitu d in em . M u ltitu d in is enim causam decla­
rav i, q u o d q u e in nullo genere q u icq u am n o n necessarium scripsi. N unc
vero de m agnitu d in e dicam , qu am v is et huius n o n desint exem pla ac
copiosiora q u a m m ultitu d in is. Itaq u e m agnitudinis lib ro ru m causa q u a ­
d ruplex est: vel q u o d in ta c ta fu erit ea res eousque, u t M ethoposcopia;
vel m ateriae m a g n itu d o , u t A rith m etica; vel varietas, u t libri D e su b ti­
litate, n o n enim est u n u m subiectum ; vel genus proced en d i, u t E lem en­
ta geom etrica. N eque enim su fficit docere q u o d ita sit, d em o n strare
o p o rte t. H oc au tem m agis p ro d u c itu r ubi m ateria fu erit difficilis, sed
ubi n o n co acti su m u s, brevissim e ad o b scu ritatem u sq u e rem tran seg i­
m us. Q u o d si h an c m ag n itu d in em n o n invides m ihi, sed potius ad m ira­
ris, u t plenius ad m ireris, scito n u llu m esse lib ru m , qu i saltem bis non
sit scriptus; pleriq u e au tem ter et q u a te r, aliqui etiam q uinquies, neque
hi non paucio res (tam en)69, sed etiam m aiores his q u o s ta n tu m [11 v]
bis scripsim us. E t tam en interim adeo assidue operam m edendo im pendi,

67. Nel icsto si lcggc “ varietates” .


68. Le considerazioni sulla varietas della propria produzione (dalle battute iniziali
dei capoverso precedente “ !...] nemo varietatem hanc librorum inculpet [...J” , sino
a queste riflessioni su Aristotele) erano gi& state proposte da Cardano, in termini quasi
identici, nelTedizione dei ’44: l& perd esse figuravano nella parte introduttiva delFopu-
scolo, mentre qui 1’autore preferisce porle a coronamento dei testo (“ Ergo ut tandem
coronidem libello imponam [...]**).
69. II foglio in questo punto i lacerato: sciogliamo in via congetturale con “ tam en”
una abbreviatura che t solo in pane leggibile.
Una quarta redazione dei De libris propriis 797

ut to tam fam iliam , quae m ihi n u m e ro sa est, sola h ac exercitatione


aluerim . U t enim intellexisti in libris De c o n so latio n e70, p ate r m ihi
pro p ter aerum nas et c alam itatu m sem ina pene nihil reliquit, et tam en
to tu m quicquid illi e ra t ad m e perv en it. Scio m e ad X X X M 71 aeg ro ­
rum ad hanc usque diem in m an ib u s habuisse: et tam en ne p e r id
tem poris ferm e v o lu p tatib u s caru i. N ihil ig itu r m agis o b sta t reb u s ge­
rendis, quam m ens negocijs fam iliarib u s in te n ta d esiderium que a u g en ­
dae pecuniae. H oc nos sem per c o m ita tu r, to rq u e t, u rg et, ac seducit
a Dei am o re, ab h o n estate, a fide, a gloriae desiderio, a p ietate, h u m a ­
n itate, ab om ni o p ere b o n o , a quiete, d enique ab ipsa v o lu p tate et
vitae cu ra. Itaq u e in p o steru m a m unere n ova conscribendi in to tu m
abstinebo, sed quae iam so rtita sunt em en d a b o , im p erfe cta perficiam ,
e rrata castigabo. N am n o v a condere neque tem p o ris ang u stia p a titu r,
nec necessitas cogit, nec locus seu m ateria u lla est, quae p o stu let a u t
ad m ittat.
R eliquum est igitur u t de lib ro ru m u tilita te dicam n o n sin g u lo ru m ,
nam de hac iam scripsi, sed n o b ilio ru m . Ig itu r in geom etricis E lem entis
est illud praestan tissim u m : scire to ta m artem et72 ex q u o c u n q u e pro-
blem ate a u t th eo rem ate scire no v a elicere, m o d u sq u e q u a ed am d em o n ­
strandi novus. In libris D e circulis q u o d d a m no v u m ac in a u d itu m in
ea m ateria intelligere. In libris De arith m eticae c a p itu la m ag n a scire
atq u e pro b lem atu m incredibilium so lu tio n em . In libris A rch an o ru m
initia et ordinem m undi intellexisse. In libro D e fa to successionem
rerum m o rtaliu m , m u tatio n em q u e reg n o ru m et h u m a n o s casus. In li­
b ro De anim i im m o rta lita te cognoscere q uid sim us. In libris De su b tili­
tate o m nia ad m ira n d a scire et de q u ib u scu m q u e rebus posse reddere
rationem . In libris M usicae veterum sc rip ta in h ac a rte intelligere no-
vam que constitu ere h arm o n ia m . In libris D e iudicijs n atu ra le m causam
eorum , quae vix credi p o ssu n t, inspicere. In libris M eth o p o sco p iae
hom inum m entem et v itam in tu eri, q u ae vix superis ipsis co g n ita sunt.
In libris De co n so latio n e m iseriam tollere, fastu m docere esse inanem .
In libris D e am o re fo em in aru m vitia et a m a n tiu m e rro rem detegere.
In libris D e ludis exh ilarare hom inem et d o lo s ac ludi n eq u itiam ap eri­
re. In libro De technis hom inem delectare a tq u e p ru d en tem reddere73.
In libro P raec ep to ru m seu De sap ien tia h o m in em efficere sapientem :
libri De sapien tia gen era d istin g u u n t, sed in P raecep tis d o cetu r q u a n ­

70. Cfr. De consolatione, III, in OO, 1, pp. 618b-619a.


71. Questo numero, sbalorditivo, si legge chiaramente nel ms.
72. La congiunzione t aggiunta in interlinea.
73. L’intera frase (*‘ln libro...reddere” ) 4 aggiunta in margine.
798 Marialuisa Baldi e Guido Canziani

tum de u n a q u a q u e h o m o d e b ea t h a u rire ad bene b eateque vivendum ;


nullum enim genus p e r se su fficit. In libris P ro b le m atu m q u am diversa
de singulis alij a tq u e alij sen tian t atq u e in terd u m invicem p u g n an tia.
In libro D e libris p ro p rijs u t m a te ria o m n iu m n o stro ru m librorum
in tellig atu r a tq u e etiam q u a n tu m ex superiori auxilio consecuti sum us.
C o m m en taria m edicinae docen t q u a n tu s sensus sub paucis inconditis-
que verbis lateat, u t ex o m n ib u s a u th o rib u s et q u ae v o lu eru n t et plura
[...]74 liceat intelligere. L ibri F lo rid o ru m docent continua historia q uot
q u a n ta q u e ac gen eru m d iversorum co n tin eri possin t75. L iber De se­
cretis artem ad d ita n d u m m irab iliaq u e p erag en d a. L ib er De experim en­
tis m ira m o rb o ru m ac [...]76 auxilia. L ib ri De m o rb o gallico curam
[12r] illius m o rb i m iris m o d is. L ibri C o n trad icen tiu m m edicorum ut
q uisque possit de q u acu m q u e re in m edicina in u tra m q u e partem d i­
sp u tare. L ibri D e tu e n d a san itate u t q uisque possit p ro p rio scire quid
tu n c ei conven iat ad cu sto d ien d am san itatem , et q u ib u s auxilijs raris
ac m irabilibus liceat eam d iu tiu s servare. F u erat h o c o pus unius diei
q u o n d am atq u e ob id E p h em eru m v o catu m . N unc au tem dies septem
ferm e to to s a u t etiam o c to im pendim us nec piget. T u interim lector
quicquid est boni consule ac vale.

Finis

74. Testo illeggibile per una lacerazione dei foglio.


75. Sugli argomenti e 1’utiliU dei “ libri Floridorum” Cardano si sofferma in LP
’57, pp. 65b-66a.
76. Testo illeggibile per una lacerazione dei foglio.