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Leggere a scuola si può e lo si fa! | Didattica Orizzonte Scuola


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Leggere a scuola si può e lo si fa! | Didattica Orizzonte Scuola

dida.orizzontescuola.it
Un bambino che legge sarà un adulto che pensa (Anonimo)
In più di un’occasione, nel corso degli anni, ho avuto modo di
confrontarmi con alcuni colleghi su quale fosse il metodo più efficace per
invogliare gli studenti alla lettura.
Molte di quelle conversazioni mi hanno portato ad un profondo
scoramento: la rassegnazione nella voce dei miei interlocutori, la mancanza di
fantasia nell’ipotizzare strategie differenti da quelle sempre usate e quel
pizzico di pregiudizio nei confronti degli ragazzi erano le caratteristiche più
comuni.
Ultimamente, invece, ho trovato un gruppetto d’ insegnanti temerarie con
cui ho cercato una via, convinta, insieme alle mie compagne di avventura, che
non fosse vero che i ragazzi non leggono, piuttosto, che non avessero ancora
trovato la storia giusta o la persona adatta che la proponesse loro.
Eravamo tutte sufficientemente aggiornate riguardo alla letteratura
giovanile e consapevoli che, nella “selva” dell’editoria per ragazzi, esistessero
pubblicazioni estremamente interessanti e valide scritte da autori capaci e
attenti sia alla costruzione narrativa che alla scelta di una lingua efficace.
E’ stato così, che inconsapevolmente siamo state coinvolte in una
ricerca collettiva di racconti, romanzi, di recensioni e di riviste specialistiche e
man mano che lo studio procedeva sono cominciate a spuntare le prime
possibili iniziative.
Credo, senza ombra di smentita, che la prima vera promozione alla
lettura l’abbiamo fatta fra noi e questo comune aggiornamento ci ha reso
maggiormente unite e più vicine alle richieste degli alunni, perché, quando
uno di questi ci avesse chiesto un libro così e così, avremmo risposto:“ne ho
appena finito di leggere uno che è molto simile a ciò che desideri. Vuoi
provare?”
Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma
perché nessuno sia più schiavo. (Gianni Rodari)
Non si trattava di aumentare i livelli di lettura, forse anche, ma non era
questo il nostro obiettivo principale, né accrescere il consumo di libri.
Desideravamo, innanzitutto dare la possibilità di leggere il mondo, senza
necessariamente volere a tutti i costi cambiarlo, desideravamo farlo con loro
certe, che da un’esperienza positiva di lettura, sarebbero scaturite domande,
dubbi, riflessioni alle quali, insieme, avremmo trovato una risposta o, quanto
meno, tentato di farlo.
Era necessario creare un luogo differente dalla classe, uno spazio
tranquillo, possibilmente bello e curato nel quale, per una manciata di minuti,
tutti, ragazzi e insegnanti, avrebbero potuto regalarsi una lettura lontani dalla
“minaccia” di una successiva sintesi del testo, suddivisione in sequenze,
ricerca di figure retoriche.
Quel momento sarebbe stato tutto loro - tutto nostro - e sarebbe stato
piacere puro!
Leggere ad alta voce, per i propri ragazzi, non è una tecnica
d’animazione, non è esibizione delle proprie capacità teatrali, non è
presentazione di un autore e delle sue opere letterarie. Leggere ad alta voce
e farlo, poi, per la propria classe è un piccolo atto d’amore, che inizia
scegliendo il testo più adatto, prosegue preparando la lettura, facendo
attenzione ai tempi, alle intonazione e alle pause per leggerlo al meglio delle
proprie capacità e si conclude offrendo, alla fine, una parte di noi: la voce.
C’è forse cosa più bella?
Tornati in classe, al ”lavoro usato”, avremmo ricominciato “a sezionare
racconti”, perché è giusto che sia così, consapevoli, però, che esista anche
un altro modo di leggere una poesia, una descrizione tratta da un romanzo o il
dialogo concitato fra due personaggi e che è possibile assaporarli per quello
che sono: un’opera d’arte.
Le due cose non sono in opposizione si completano e aggiungerei che,
nonostante il ritmo incalzante delle attività scolastiche, leggere a scuola si
può…tutto l’anno … più volte in un anno …basta volerlo: programmando in
modo che diventi parte integrante delle attività didattiche.
I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare. (Umberto Eco)
A nostro avviso non devono esistere libri che bisogna aver letto, né
perché classici, né perché di moda ed in particolare, nella scuola secondaria
di primo grado, è più che mai opportuno che ogni ragazzo possa aver modo di
crearsi i suoi classici e le sue classifiche.
Per realizzare tutto questo era necessario che gli studenti potessero
accedere gratuitamente ad una quantità di libri in buono stato e possibilmente
aggiornati e la nostra aula di lettura era il luogo giusto. E’uno spazio grande,
luminoso e ben arredato, ma mancava di quello che qualcuno definì “un tocco
di colore” e oltre a ciò il materiale librario aveva decisamente bisogno di
essere ricollocato, ricatalogato e in alcuni casi restaurato.
E’ stato un lavoro assai lungo ed impegnativo, peraltro ancora in atto, di
cui i ragazzi hanno colto subito il valore, stupendosi, quando li abbiamo fatti
riflettere sul fatto che alcuni volumi in prestito erano già in possesso della
scuola molto tempo prima che loro nascessero e che, passati in tante mani,
letti innumerevoli volte erano giunti fino a loro.
Questa presa di coscienza, questo essere parte attiva nella custodia di
un bene comune li ha resi tutti maggiormente partecipi e disponibili.
L’aula di lettura, con il tempo, è diventata nella scuola un piccolo punto
di riferimento anche perché, contemporaneamente all’attività di catalogazione
dei volumi, abbiamo prestato attenzione a valorizzare l’ambiente rendendolo
più accogliente. Gli scaffali devono incuriosire chiunque entri e ai libri è stato
offerto uno spazio per l’esposizione tematica e per i consigli alla lettura
dando, in questo modo, la possibilità di mettere in evidenza alcuni testi che
altrimenti rimarebbero nascosti.
E’ stato per questo che si è scelto che gli scaffali rimanessaro sempre
accessibili ai ragazzi: nessuna chiave, nessun lucchetto.
A qualcuno la scelta è apparsa rischiosa, perchè può sempre accadere
che un “topo di biblioteca”, approfittando della distrazione generale, entri per
sottrarre, ad esempio, una copia de “L’Isola del Tesoro” per poi scegliere di
leggerlo di nascosto a casa, ma di fronte a questa giusta obiezione e indecise
tra punire il reo di furto o premiarlo, per aver passato le notti con Long John
Silver, abbiamo deciso che sarebbe stato giusto rischiare.
Ci siamo limitate a qualche semplice regola, ad un pizzico d’attenzione
nei momenti della registrazione e a dare fiducia quel tanto che basta.
Questa è la nostra ricetta e devo dire che i ragazzi non ci hanno mai
deluso.
Ci vuole tempo e ci vuole calma, perché il prestito del libro non è una
pratica da sbrigare: è ascolto, disponibiltà, attenzione alle richieste perché
non è sempre detto che i ragazzi abbiano le idee proprio chiare su cosa
vogliano leggere ed inoltre, più spesso di quanto si pensi, avviene che di
fronte alla libera scelta lo studente, soprattutto se molto giovane, si trovi
completamente spiazzato e incapace di orientarsi.
E’ decisamente il momento più affascinante e se si è riusciti ad
instaurare una corretta relazione interpersonale non sarà poi tanto difficile
trovare la storia giusta. Loro, i ragazzi, di solito, si fidano anche se lo sguardo
tradisce una certa diffidenza (chi gli parla è sempre un adulto e per di più
insegnante per cui la fregatura deve esserci per forza) alla fine ti ascoltano. Il
nostro compito è quello di proporre loro offrendo comunque la possibilità di
cambiare idea, almeno entro un numero preciso di giorni.
Così facendo il ragazzo non si sente “oppresso”, obbligato ma invitato a
provare … ad assaggiare.
Se, come è stato già detto la lettura è un’ esperienza personale non
possiamo non considerare questa anche un’esperienza sociale e
socializzante: è bello e stimolante leggere tutti insieme lo stesso libro, è
emozionante, in più di un’occasione è anche divertente ascoltare insieme una
storia, aiuta a crescere consigliare una lettura o lasciarsi “contagiare” da
quella di un amico e sperimentare l’antica e sempre valida attività del
passaparola.
Per questo motivo proponiamo spesso questo tipo di esperienze, anche
grazie ad una sezione apposita di lettura collettiva o se si preferisce
condivisa. Riteniamo che questo sia motivante anche per gli alunni che non
vivono in famiglia la passione per la lettura, crediamo che possa sorreggere e
aiutare i ragazzi in difficoltà e crei una buona atmosfera in classe.
Abbiamo sperimentato quanto un tipo di esperienza collettiva di lettura
incentivi lo scambio di idee e opinioni aggiungendo al piacere di leggere, il
piacere di raccontare, riflettere insieme, collaborare. Così la lettura ci
influenza, ci rende esseri più ricchi e sicuramente migliori.
Il verbo leggere non sopporta l’imperativo. (Gianni Rodari)
Ai momenti “speciali” in aula di lettura si alternano poi le attività svolte in
classe dove ogni singolo docente propone ai ragazzi attività finalizzate e più
specifiche a seconda dell’età: esse vanno dalla sintesi attraverso il disegno
accompagnato, magari, da brevi didascalie o dalle frasi più significative del
libro letto sino a giungere alla rielaborazionedell’intera vicenda o parte di
essa.
Ai più grandi si ritiene utile, oltre che necessario, chiedere di esprimere
le proprie opinioni: un giudizio personale sul comportamento di un
personaggio, le proprie idee sul tema centrale della lettura, raggiungendo
sicuramente un livello più profondo di comprensione sino ad arrivare
all’essenza del messaggio del racconto o del romanzo anche, ma non per
forza, attraverso una scheda conclusiva che li possa guidare nella
formulazione di un giudizio personale complessivo.
Quello che reputo assolutamente opportuno è che qualsiasi attività si
svolga intorno alla lettura non debba essere necessariamente legata alla
valutazione. C’è chi sostiene che “se non gli diamo il voto non leggono”.Non
credo che sia esatto, poiché l’obiettivo è quello di educare all’amore per la
lettura e non si può obbligare ad amare. Se poi ho proprio bisogno di “dare un
voto” cerco di creare le condizioni affinchè, alla fine del percorso, si possa
valutare: il livello d’ interesse verso le attività, alla frequenza e alla
partecipazione attiva dell’aula o ad eventuali incontri con l'autore, la capacità
di creare racconti e di usufruire con responsabilità del prestito librario oltre
che la disponibilità a condividere con i compagni la propria esperienza di
lettore.
Nulla toglie che si possa dichiarare ai ragazzi che ci sono dei libri o dei
testi che per necessità legate alle attività annuali, “devono” essere letti e che
questi saranno sottoposti a verifica e valutazione, ma per il resto opto e
consiglio di lasciarli leggere in tranquillità.
Siamo ben consapevoli che quanto svolto sino ad oggi è solo una
minima parte di quanto effettivamente si potrebbe e si dovrebbe realizzare e
siamo altrettanto coscienti che in Italia si legga poco e sempre sempre
meno ,abbiamo letto anche noi i dati Istat usciti il 27 dicembre e siamo
preoccupate che gli editori considerino la mancanza di efficaci politiche
scolastiche di educazione alla lettura una delle cause di questo sfacelo, ma
non riteniamo sia utile lamentarci e consapevoli che molto di più e
probabilmente molto meglio si potrebbe fare , combattiamo la nostra
quotidiana battaglia contro il Nulla che avanza. Forse ha ragione Gmork della
“Storia Infinita”:il vuoto ci circonda , il Nulla dilaga e distrugge il mondo, ma
noi nel nostro piccolo facciamo in modo che questo non accada … e lo
facciamo ogni giorno…una pagina alla volta.
Alcune pubblicazioni interessanti sull’argomento:
Rita Valentino Merletti, Leggere ad alta voce Milano, Mondadori 1996
Guido Quarzo AnnaVivarelli, Leggere: un gioco da ragazzi,MilanoSalani
Editore, 2016
Giorgia Grilli, Libri nella giungla: orientarsi nell’editoria per ragazzi,
Roma, 2012
Loredana Pippione
dida.orizzontescuola.it

Umberto Eco o Fabio Volo, purché si legga


esquire.com
Si legge poco, troppo poco, e si legge male. Perché il problema non è
solo il quanto, ma anche il cosa. E quindi se non leggi un Murakami, se non ti
sforzi di capire Dostoevskij, se non divori l’ultimo vincitore del Premio Strega,
non va bene. Sbagli. E sbagli due volte, non una, se preferisci l’ultimo giallo
da libreria, se all’aspirante romanzo americano preferisci un romanzetto rosa
e se cadi nella disgustosa abitudine di darti alle storie commerciali e banali.
Insomma, qui il problema non è il numero di italiani (crescente) che non
legge; il problema è che non tutti leggono allo stesso modo. Dice bene
Christian Raimo su Internazionale quando scrive che la scuola, la benedetta
scuola, potrebbe fare di più. Il punto è proprio questo. Leggere diventa
un’attività costrittiva, non liberatoria. Quando si è giovani, spesso, si legge
perché si deve e non perché si vuole. A scuola non ti dicono: leggi, leggi
qualunque libro, purché tu legga. No, si consigliano i classici. Ed è importante,
poi, leggere i classici.
PUBBLICITÀinRead invented by Teads In quanti hanno parlato de "La più
amata" di Teresa Ciabatti non come centro di polemica e dicerie, ma
semplicemente perché libro che si fa leggere?
Ricordate la polemica di qualche mese fa sugli autori esordienti (ma che
vuol dire, poi, “autore esordiente”?) che mancavano nei fondamentali? (E che
vuol dire, pure, “fondamentali”?) Ecco. È il tentativo estremo ed ottuso di
nobilitare la lettura che la sta rendendo cosa sempre più di nicchia e sempre
più per pochi. Se leggi Fabio Volo, devi vergognarti. Perché quello non è un
libro. Se tra i tuoi libri preferiti metti Twilight o Harry Potter, non sei credibile:
quelli sono libri per adolescenti, talvolta anche per bambini, e non sono veri
libri. Si dà per assodata, per naturale, la maturità del lettore – è importante
leggere Umberto Eco; se non hai mai letto Philip Roth non sai che ti perdi; i
fantasy non sono veri libri e non parliamo, poi, dei fumetti – e non si capisce,
cosa fondamentale, che anche quella, anche la maturità, va acquisita con il
tempo.
I lettori devono avere la possibilità di crescere, di scegliere e, perché no,
di sbagliare. Bisogna liberalizzare e democratizzare la lettura. Non bisogna
parlarne solo con i paroloni più alti, citando sempre gli stessi e ignorando –
perché è questo quello che si fa alla fine: si ignora – gli altri, i commerciali, i
pop. In quanti, nell’anno appena passato, hanno messo nelle loro liste
Corruzione di Don Winslow? In quanti hanno parlato de La più amata di
Teresa Ciabatti non come centro di polemica e dicerie, ma semplicemente
perché libro che si fa leggere? Ecco. Altro valore di cui, oggi, si sono perse
quasi totalmente le tracce: la leggibilità dei libri. E possono essere fumetti, libri
illustrati, pizzini svolazzanti; gialli, polizieschi, libri fantastici, fantascientifici e
libri rosa. Scritti da chiunque. Il primo passo è capire che la lettura è per tutti;
il secondo è diventare lettori, scegliersi i libri e acquisire consapevolezza e
conoscenza. E non si fa, dispiace dirlo, per le infinite raccomandazioni che
qualcuno può scrivere sui giornali, sulle riviste e sulle testate di settore. Anche
perché, indovinate, nessuno li legge.
esquire.com

Il Quotidiano In Classe La lettura è un’immortalità all’indietro | Il


Quotidiano In Classe
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alessia2421

Istituto: Soverato Liceo Scientifico A.guarasci (VIA AMIRANTE)


Città: SOVERATO
Redazione: Verba volant,scripta manent!
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Holden Classics a scuola - Scuola Holden

scuolaholden.it
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Tra le molte cose dette da Calvino a proposito di classici, ce n’era una
fondamentale: e cioè che “non si leggono i classici per dovere o per rispetto,
ma solo per amore”.
Un principio grandioso: ma come possono rispettarlo gli insegnanti, che
volenti o nolenti devono proporre i classici come materia di studio?

Holden Classics a scuola è nato proprio per questo: parliamo dei


grandi classici della letteratura, ma facciamolo in modo diverso. Facciamolo
con leggerezza, con passione; facciamolo diventare una questione d’amore e
non di voti sul registro a fine quadrimestre.
L’amore, si sa, è come un virus: si passa per contagio diretto. Quante
volte qualcuno vi ha parlato di qualcosa che amava con così tanto trasporto
da farvi innamorare a vostra volta?

Holden Classics funziona così: da una parte c’è uno scrittore, uno che i
libri li ama così tanto da farli diventare la sua professione. Dall’altra ci sono gli
studenti, che magari i libri li guardano con una certa dose di sospetto. E in
mezzo ci sono loro, i grandi mostri sacri. Intoccabili, sacri, ma – appunto – un
po’ mostri.

L’idea è semplice: attraverso le librerie di tutta Italia, ci mettiamo in


contatto con le scuole superiori e gli insegnanti che vogliono partecipare
all’iniziativa con le loro classi.
Poi mettiamo uno scrittore, i ragazzi e un mostro sacro della letteratura
in una stanza; chiudiamo la porta, e lasciamo che la magia accada. Lo
scrittore racconterà tutto quello che sa del libro (o dell’autore) in questione, lo
getterà in pasto ai ragazzi.
L’obiettivo è che, alla fine dell’incontro, il mostro sia addomesticato a
dovere. E se poi dovessero nascere anche dei grandi amori, non potremo che
dirci soddisfatti.

Gli incontri di Holden Classics a scuola sono gratuiti e durano circa


un’ora. Sono pensati per i licei e le scuole superiori.
Chi sono gli scrittori coinvolti?
Al momento, in gioco ci sono Alessandro Mari, Paolo Di Paolo, Emiliano
Poddi, Marco Missiroli, Paolo Cognetti e Giorgio Fontana. Ma la lista si
allunga ogni giorno di più!

Anche i libri e gli autori che hanno scelto di raccontare sono tantissimi:
da Cuore di tenebra di Joseph Conrad a L’educazione sentimentale di
Flaubert, passando per La storia di Elsa Morante, gli intramontabili Promessi
sposi, Il vecchio e il mare di Hemingway e Ogni cosa è illuminata di Jonathan
Safran Foer. E così via.

Le librerie e le scuole che vogliono mettersi in contatto con noi per avere
più informazioni e per organizzare gli incontri possono scrivere a Giorgia a
questo indirizzo:
giorgia.deangelis@scuolaholden.it

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E la chiamano estate

tutti i corsi estivi da fare a Torino,


o a zonzo per l’Italia
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Holden Over 30

La Scuola Holden
per chi ha più di 30 anni
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Palestra

A Torino.
La sera o nel weekend,
per tutte le età e per tutte le tasche
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Training Camp

Dalla passione alla professione:


i focus di livello avanzato
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Writing Coach

Come rimettere in sesto


i tuoi romanzi e sceneggiature
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CLASSI-FY

Corsi online di scrittura,


da seguire quando e dove vuoi
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Corsi Esterni

In tutta Italia.
Nelle librerie Feltrinelli
o nei punti Eataly (e non solo)
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L’ALTRA DIDATTICA

Tutti gli altri modi per fare la Holden scuolaholden.it

Cube Creator - ReadWriteThink

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Student Interactive

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Grades 3 – 12 Interactive Type Organizing & Summarizing Tech Requirement
Install Flash Player Now SPECIAL_IMAGE-
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URL http://www.readwritethink.org
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REPLACE_ME ABOUT THIS INTERACTIVE Overview
Lessons That Use This Interactive
Related Classroom & Professional Development Resources
Related Parent & Afterschool Resources
Overview

Summarizing information is an important postreading and prewriting


activity that helps students synthesize what they have learned. The interactive
Cube Creator offers four options:

SPECIAL_IMAGE-d418b40db40711abc5ec347e06bea13a.jpg-
REPLACE_ME Bio Cube: This option allows students to develop an outline
of a person whose biography or autobiography they have just read; it can also
be used before students write their own autobiography. Specific prompts ask
students to describe a person's significance, background, and personality.

SPECIAL_IMAGE-9828a94ccc79a1fab59df4193bfa2b31.jpg-REPLACE_ME
Mystery Cube: Use this option to help your students sort out the clues in their
favorite mysteries or develop outlines for their own stories. Among its multiple
applications, the Mystery Cube helps students identify mystery elements,
practice using vocabulary from this popular genre, and sort and summarize
information. Specific prompts ask students to describe the setting, clues,
crime or mystery, victim, detective, and solution.

SPECIAL_IMAGE-89af3142fc30e3caa68f6efb9044ea2e.jpg-REPLACE_ME
Story Cube: In this cube option, students can summarize the key elements in
a story, including character, setting, conflict, resolution, and theme. Students
can even identify their favorite part of the story. This can be used as an
alternative to the Story Map interactive.

SPECIAL_IMAGE-029b8f7972bb3f64a6e30fedfc1c5f5e.jpg-
REPLACE_ME Create-Your-Own Cube: Working on a science unit? Doing
some research on volcanoes? The Create-Your-Own Cube is your answer.
This version allows teachers and students to generate their own questions or
topics. Teachers can type in the questions, lock them from editing using the
padlock icon, and save the file using the Save tab at the top of the screen.
The saved file can then be shared with students to enter in their responses.
Students can also customize cubes on topics of their choosing.
Students can save their draft cubes to revise later. See the five-minute
video tutorial Saving Work With the Student Interactives for more information
on have to save, e-mail, and open a file in any of the ReadWriteThink Student
Interactives. The finished cube can also be saved, printed, and folded into a
fun cube shape that can be used for future reference.
For ideas of how to use this tool outside the classroom, see Bio Cube
and Mystery Cube in the Parent & Afterschool Resources section.

Lessons That Use This Interactive

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REPLACE_ME back to top
SPECIAL_IMAGE-806bb5747ad91f62ec465f5c33d55c75.jpg-REPLACE_ME
Grades 1–2
SPECIAL_IMAGE-abe02b954ae6acc8bed9ae0544927ad7.jpg-
REPLACE_ME Grades 3–4
SPECIAL_IMAGE-abe02b954ae6acc8bed9ae0544927ad7.jpg-
REPLACE_ME Grades 5–6
SPECIAL_IMAGE-abe02b954ae6acc8bed9ae0544927ad7.jpg-
REPLACE_ME Grades 7–8
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REPLACE_ME Grades 9–10
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REPLACE_ME Grades 11–12
Grades 1 – 3 | Lesson Plan | Unit
Picture Understanding! Building Comprehension in the Primary Grades
With Picture Books
Students move from modeled to independent comprehension of fiction
stories by using texts by Jan Brett and interactive tools that demonstrate their
comprehension.

Grades 2 – 5 | Lesson Plan | Minilesson


Bringing Economic Vocabulary to Life Through Video Posters
Imagine if vocabulary could come alive with the click of a button!
Students create video posters to demonstrate knowledge of new economics
vocabulary.

Related Classroom & Professional Development Resources

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Grades K – 12 | Student Interactive | Organizing & Summarizing
Story Map
The Story Map interactive is designed to assist students in prewriting
and postreading activities by focusing on the key elements of character,
setting, conflict, and resolution.

Grades 3 – 8 | Calendar Activity | February 3


In 1927, Joan Lowery Nixon was born.
As a class, a genre study of mysteries takes place and a chart is made
about what makes a good mystery.

Grades 3 – 8 | Calendar Activity | October 31


Celebrate Halloween!
Students research information on Halloween, create masks or costumes
from a text they are reading, or write a narrative essay describing their best
Halloween ever.

Grades 3 – 8 | Professional Library | Book


Guided Comprehension in Grades 3-8
This book has everything you need to use the Guided Comprehension
Model effectively with students in in upper elementary and middle school.

Grades 1 – 5 | Professional Library | Journal


eVoc Strategies: 10 Ways to Use Technology to Build Vocabulary
Drawing on research-based principles of vocabulary instruction and
multimedia learning, this article presents 10 eVoc strategies that use free
digital tools and Internet resources to evoke students' engaged vocabulary
learning.

Related Parent & Afterschool Resources

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Grades 5 – 8 | Activity & Project
Make a Mystery Puzzle
Have children explore the different parts of mystery writing by making a
puzzle about a favorite book. They can then invent and write their own
mysteries using the online Mystery Cube tool.

Grades 3 – 5 | Activity & Project


Telling My Story: Make a Bio-Cube
Let children explore an interesting subject—themselves. An online tool
will teach them to summarize and organize information as they write.

Grades 3 – 12 | Game & Tool


Bio Cube
The Bio Cube asks children to summarize information about a person for
a biography or autobiography. The activity helps them learn how to identify
and shorten key ideas.

Grades 3 – 8 | Game & Tool


Mystery Cube
The Mystery Cube asks children to separate a mystery into six distinct
elements. Using it, children begin to see how a writer constructs a mystery—
and can try writing their own.

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