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Demenza nel grande vecchio

Topics in Clinical Nutrition


Stresa 25-27 Settembre 2014

Aldo Biolcati
Coordinatore Scientifico A.M.A. Novara onlus
Responsabile AGE Piemonte Orientale
Direttore f.r. di Geriatria A.O.U. Maggiore di Novara
I grandi vecchi in Italia
7 7
0 0

6 6
0
80 anni e più
0
Rappresentano il
5 5
0 0 segmento della
Numeri indice (1950 = 100)

4
0
4
0 popolazione mondiale a
3 3 più rapida espansione per
0 60-79 0

2
anni
2 il progressivo decremento
0 0
20-59
anni
della mortalità soprattutto
1 1
0
0-19 anni
0 in età anziana e molto
0
1950 1960 1970 1980 1990 2010 2000 2020
0
anziana
Italia: evoluzione della
popolazione per classi di età,
1950-2020.
I grandi vecchi in Italia
All’inizio del XX secolo erano meno dell’1%
della popolazione
Nel 2005 rappresentavano circa il 2.11%
(1.244.556 su una popolazione di 58.751.711
soggetti)
Nel 2010 rappresentavano circa il 2.75%
(1.672.229 su una popolazione globale di
60.626.442 soggetti) +34.4% rispetto al
2005
Nel 2030 saranno circa il 9%.
ISTAT, 2011
Demenza nel grande vecchio
Demenze nel grande vecchio

Oldest old o Grandi vecchi, in Italia


poco meno di due milioni di persone
ultraottantacinquenni
prevalentemente sole o meno
frequentemente con un partner, che
se pur affetti da patologie croniche
anche multiple, sono in un discreto
compenso funzionale.
Demenza nel grande vecchio
Condizioni
socio-ambientali Invecchiamento

MALATTIA MALATTIA
Diversa
psico-dinamica Comorbilità

Polifarmacoterapia

ANZIANO FRAGILE
GIOVANE - ADULTO

SENIN, 2001
Cofosi Scompenso
cardiaco
Malnutrizione
DEMENZA DEMENZA
Ritenzione BPCO
urinaria
Polifarmacoterapia

GIOVANE - ADULTO ANZIANO FRAGILE

SENIN, 2001 mod.


Demenza nel grande vecchio

Dal punto di vista operativo


l’anziano fragile è di regola un
soggetto di età avanzata o molto
avanzata, affetto da multiple
patologie croniche, clinicamente
instabile, frequentemente
disabile, nel quale sono spesso
presenti problematiche di tipo
socio-economico, quali
soprattutto solitudine e povertà.
LA MALATTIA NEOPLASTICA NELL’ETA’
AVANZATA:UN PROBLEMA EMERGENTE
“ ANZIANO FRAGILE E VMDG”
A.BIOLCATI Novara 19/10/2013

EBM e medicina della complessità nel grande vecchio


LA MALATTIA NEOPLASTICA NELL’ETA’ AVANZATA:
UN PROBLEMA EMERGENTE
“ ANZIANO FRAGILE E VMDG”
A.BIOLCATI Novara 19/10/2013
Senin U. et al. 2003
Fattori di Rischio nell’anziano
Età avanzata : Ipotensione
sup 85 aa-oldest old ortostatica
Ipotensione post-
prandiale

Cadute Istituzionalizzazione
Malnutrizione Ospedalizzazione
Politerapia Riacutizzazioni
Comorbilità FRAGILITA’/DISABILITA’
Corso di Aggiornamento Interregionale AGE
Sezione Piemonte-Valle d’Aosta
A.Biolcati (NO)
Responsabile AGE Piemonte- Orientale

“ L’Assistenza e la Cura
nell’Anziano e a Domicilio”
Torino 1 Marzo 2014
DIABETE E DEMENZA? Esiste una
relazione?
Tra le numerose complicanze
diabetiche, spunta anche la
Demenza.
Ipoglicemia e Demenza

Secondo una ricerca condotta da ricercatori della


University of California e pubblicato sulla rivista JAMA
Internal Medicine, l’ipoglicemia può aumentare il
rischio di demenza e viceversa. Alcuni ricercatori
hanno ipotizzato che l’ipoglicemia possa spiegare tassi
elevati di demenza tra i soggetti diabetici:
“l’ipoglicemia si verifica comunemente nei
pazienti con diabete mellito e può influenzare
negativamente le prestazioni cognitive”, hanno
scritto i ricercatori; “il deterioramento cognitivo a
sua volta può compromettere la gestione del
diabete e portare a ipoglicemia”.
Corso di Aggiornamento Interregionale AGE
sezione Piemonte – Valle d’Aosta
“ l’Assistenza e la Cura in Residenza e a Domicilio “ Torino 1
marzo 2014
A.Biolcati (NO)

“ Dopo i 65 anni e prioritariamente


nelle persone diabetiche > a 80
anni, l’obiettivo principale della cura
non va calibrato solo sull’età , ma
sulla fragilità ( sindrome clinica ben
nota ai Geriatri e non solo). Mai
come in queste fasce di età , il
paziente ha diritto alla diseguaglianza
terapeutica.
Ipertensione arteriosa nel vecchio
CONCLUSIONI
•Sebbene anche nell’anziano esista una relazione tra alti valori pressori sistolici (e pressione
differenziale) e rischio di eventi CV, non esiste certezza circa i “migliori” valori pressori nei più
anziani. Occorre inoltre prudenza nella definizione diagnostica dell’ipertensione nell’anziano,
tenendo conto della frequente differenza tra valori pressori registrati in corso di visita medica e
valori pressori abituali.
•Non esiste EBM basata su RCT sul trattamento dell’ipertensione negli anziani con demenza.
Nel loro insieme, i dati disponibili in letteratura e le recenti LG Europee dell’Ipertensione
Arteriosa sembrano (finalmente) autorizzare per gli anziani un atteggiamento decisamente
prudente sia sui livelli pressori di inizio della terapia sia sugli obiettivi del trattamento, con una
specifica raccomandazione a tener conto nella valutazione clinica delle condizioni fisiche e
mentali del paziente anziano. Tutto ciò può e dovrebbe rappresentare un’autentica rivoluzione
epocale per molti specialisti (cardiologi, neurologi, internisti, ecc) ma certo non per i geriatri per
i quali, da sempre, l’obiettivo della cura non è l’ipertensione arteriosa ma il paziente con
ipertensione arteriosa.
•Nei pazienti anziani con demenza sembra quindi raccomandabile un atteggiamento
estremamente cauto nella definizione diagnostica e nell’approccio terapeutico al trattamento
dell’ipertensione arteriosa di grado moderato-severo. Allo stato attuale non esistono evidenze
consistenti circa un effetto protettivo sulle funzioni cognitive da parte di specifiche classi di
farmaci antipertensivi. Da Mario Bo 2013 9-10 Dicembre 12 giornate geriatriche novaresi
DETERIORAMENTO MENTALE
NEL GRANDE VECCHIO
Presenta motivi di particolare difficoltà per
i seguenti motivi:
Esiste un declino cognitivo legato all’età
Il declino cognitivo è individuale
È difficile tracciare un confine tra fisiologia
e patologia
Depressione,delirium, sindromi da
deprivazione sensoriale ( vista-udito) si
possono manifestare come declino cognitivo
Aggravamento o presenza di declino
cognitivo con l’uso di politerapia frequente
nel grande vecchio
50
Uomini
40 Donne
% prevalenza

30

20

10

0
65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90+
Classi di età

Prevalenza delle demenze in Europa per classi di età e sesso (Van


der Flier W.M., Scheltens P., 2005)
Demenza nel grande vecchio

Secondo stime recenti la prevalenza


della Demenza è del 10% a 70
anni,del 20% a 80 anni e del 50% a
90 anni; per cui l’integrità cognitiva è
rispettivamente 90-80-50% .
Pertanto il 50% dei novantenni
presenta una cognitività
funzionalmente integra.
Mod. da Renzo Rozzini Psicogeriatria 2014 2:90-91
Demenza nel grande vecchio

La prevalenza dei sintomi depressivi


(fattore di rischio dementigeno ricorrente
soprattutto nel sesso femminile) è del
25% a 70 anni e del 30% a 80-90 anni.
Possiamo concludere che chi raggiunge
un’età avanzata (oldest old) sia felice?
Non si può dire, certo non è depresso.
Mod. da Renzo Rozzini Psicogeriatria 2014 2 :90-91
Demenza nel grande vecchio

Il 50% dei soggetti con età > a 75 anni ha


qualche grado di disabilità nelle IADL , il
50% è robusto o fit secondo la
classificazione di Rockwood. Il 5% degli
ultra ottantenni è dipendente , il 95% non
è dipendente a livello psicofisico. Se
consideriamo inoltre uno svantaggio il
vivere da soli, più del 70% degli ultra
ottantenni vive con qualcuno.
Mod. da Renzo Rozzini Psicogeriatria 2014 2 90-91
aging
Benign Senescent Forgetfulness (1962)
Mild Cognitive Decline (1982)
Age Associated Memory Impairment (1986)
Mild Cognitive Disorder (1993)
Age Related Cognitive Decline (1994)
Aging Associated Cognitive Decline (1994)
Mild Cognitive Impairment (1995)
Cognitive Impairment No Dementia (1997)
“Vascular Cognitive Impairment No
Dementia” (2000) dementia

L’area grigia: un enigma da risolvere


Lecture
6 March, 2014.L.Fratiglioni

Is aging without
dementia just a
dream?
Demenza nel grande vecchio
Demenza nel grande vecchio
Demenza nel grande vecchio
Demenza nel grande vecchio
Demenza nel grande vecchio
La demenza nel grande vecchio
Ruolo dell’infiammazione cronica
Negli oldest old elevati livelli di PCR
sono stati associati con un incrementato
rischio di sviluppare demenza per tutte
le cause, anche se alcuni studi hanno
suggerito che tale correlazione sia
maggiore per la demenza vascolare
rispetto a quella di Alzheimer.

MARKER FATTORE DI RISCHIO

Kravitz et al., Alzheimers Dement. 2009


1906 2004
A.Biolcati A.M.A. Novara onlus 22/01/2011 mod. U.Senin e coll.2006

Auguste D., 51 aa Maria R., 84 aa

Demenza +
Demenza di • Cataratta e presbiacusia
Alzheimer • Ipertensione arteriosa
• Diabete mellito
• Scompenso cardiaco
• BPCO
• Polifarmacoterapia
La demenza nel grande vecchio

Criticità diagnostiche

Deprivazione Polipatologia e
neurosensoriale polifarmacoterapia

Mancanza di dati Disabilità


“normali” funzionale

Fragilità e facile
affaticabilità

Brumback-Peltz et al., Maturitas, 2011


Demenza nel grande vecchio
Demenza nel grande vecchio
Il paziente con demenza “mista”
dovrebbe rispondere ad almeno due
delle seguenti caratteristiche:
a) paziente con diagnosi di malattia di
Alzheimer il cui stato cognitivo è stato
aggravato da un accidente cerebro-
vascolare;
b) paziente con accidente cerebro-
vascolare il cui stato cognitivo è andato
progressivamente aggravandosi. Mod.
da Marianna Abitabile et alii 2010
Demenza nel grande vecchio

Allo stato attuale, studi clinico-


farmacologici sono stati realizzati
unicamente nella malattia di
Alzheimer e nella demenza vascolare
ma non nella demenza “mista”, che
sembra rappresentare oggi la forma
più comune di demenza nel soggetto
anziano.
.mod da Marianna Abitabile et alii 2010
Demenza:luci e ombre all’alba del 2011
A.Biolcati A.M.A. Novara onlus 22/01/2011

L.M.Villa – F.Cusaro- S.Rubinelli – M.Sacchetti – A.Colombo – L.Fontana –


A.Biolcati (2006)

AD 38%
SAD 20%
MIX-VAD 19%
MCI 12%
FTD 5%
LBD 5%
PSP 1%

Pazienti Cognitivi over 65 (aa.2004-2005)


Demenza :luci e ombre all’alba del 2011
A.Biolcati A.M.A. Novara onlus 07/04/2011
Cerchiamo di capire…
la prevalenza del rischio
nutrizionale tende ad
aumentare in base
all’incremento dell’età,
raggiungendo lo stato di rischio
moderato e severo in particolare
nelle fasce di età superiori agli
80 anni
G Gerontol 2013;61:93-97
paolo marin mmg e geriatra 2014
Ciò è dovuto anche alle difficoltà
causate dalla riduzione
dell’autonomia funzionale dei
pazienti con demenza, in
particolare per quel che
riguarda il provvedere
all’espletamento delle attività
basiche e strumentali della vita
quotidiana, tra cui la
preparazione dei pasti e il
nutrirsi autonomamente
paolo marin mmg e geriatra 2014
.
Quando la causa siamo noi
Anche le caratteristiche strutturali
ed organizzative della struttura che
li ospita influenzano lo stato
nutrizionale delle persone malate di
demenza ivi residenti. In
particolare, i seguenti aspetti sono
risultati significativamente associati
a rischio di malnutrizione:

paolo marin mmg e geriatra 2014


- erogazione dei pasti su vassoio;
- orario per la scelta del menu;
- rigidità degli orari dei pasti;
- piatti e posate di difficile utilizzo;
- cibi contenuti in confezioni (di carta,
plastica, cellophane, ecc...);
- diete a scopo terapeutico (ipoglucidica,
iposodica, ipoproteica, ipolipidica, ecc...);
- disponibilità di personale di assistenza ai
pasti

paolo marin mmg e geriatra 2014


I soggetti con demenza di
Alzheimer sembrano
presentare un minor peso
corporeo e delle peggiori
abitudini nutrizionali
rispetto alla
corrispondente fascia d’età

paolo marin mmg e geriatra 2014


Demenza nel grande vecchio
Tra le patologie cronico-degenerative la
più frequente nelle residenze con una
prevalenza compresa tra 26-62% a
seconda dei vari studi è la demenza. La
prevalenza di diagnosi di demenza
secondo l’ICD 9 sopra gli 85 anni risulta
essere 55.7% , superiore a quella dei
soggetti residenti di eta`inferiore 50.7%.
La differenza tra i due dati indica una
evidente sottodiagnosi della patologia
neurodegenerativa nelle RSA.
Mod. da A.Cherubini e coll. 2013
Demenza nel grande vecchio
Tra i soggetti con deterioramento
cognitivo moderato/severo residenti
gli ultraottantacinquenni hanno una
disabilita` piu` elevata 24% vs 21%
e una maggiore comorbilita` 15% vs
9%. Non sono state rilevate
differenze statisticamente
significative nei due sessi. Questi
dati risultano essere associati a una
minore probabilita’ di trattamento.
mod. da A.Cherubini e coll. 2013
Demenza nel grande vecchio

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