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Capitolo 1

Yin-yang
e cinque elementi

Culture molto diverse raccontano l’origine del mondo in modo spesso simile: prima c’era
un tutto unico e indistinto, poi ci sono state delle separazioni, ed è nato questo mondo.
Il prendere forma nasce da una distinzione tra principi opposti e complementari. A volte
questi poli vengono detti giorno e notte, altre volte cielo e terra, o si parla di sottile e den-
so, oppure di tempo e spazio.
Il pensiero cinese descrive la nascita dell’universo come un processo in cui da un totale
indifferenziato si distinguono due opposti in movimento e quindi il mondo con la miria-
de di forme e di fenomeni: dal senza-limite, senza-forma e senza-cambiamento hanno
origine yin e yang e quindi il mondo con i diecimila esseri.
La differenza permette il definirsi di ciò che esiste e l’attuarsi delle sue trasformazioni.1

a b c a b c

Figura 1.1 I due ideogrammi contengono rispettivamente i concetti di ombra e di luce.


Yin: il pittogramma antico [a] mostra il concetto di Yang: il pittogramma antico [a] mostra il «sole» nel-
«adesso, presenza» nella parte superiore e «nuvole» la parte superiore e «raggi che scendono» nella par-
nella parte inferiore (cioè all’ombra, nuvoloso); nel te inferiore (cioè soleggiato, luminoso); nel carattere
carattere completo compare a sinistra il radicale completo compare a sinistra il radicale «collina» [b];
«collina» [b]; nel carattere semplificato la parte a de- nel carattere semplificato la parte a destra mostra
stra viene sostituita con «luna» [c]. Wieger 93c, 14p; solo il «sole» [c]. Wieger 86a, 101b; Karlgren 214.
Karlgren 274.

1. “Prima che Cielo e Terra prendessero forma, tutto era amorfo, vago, vuoto e confuso; chiamalo quin-
di «il Supremo Inizio». La Via si palesò nel tenue e trasparente; il tenue e trasparente generò Spazio e
Tempo; Spazio e Tempo generarono il qi. Nel qi si palesò una sponda; ciò che era limpido e volatile si
dissolse e divenne Cielo; ciò che era pesante e torbido si addensò e divenne Terra. La concentrazione
di ciò che è chiaro e sottile è agevole, mentre l’aggregazione di ciò che è pesante e torbido è difficolto-
sa; perciò il Cielo fu completato prima della Terra.” Huainanzi, 3.1a-b, citato da Graham, 1999, p. 456
(su pensiero correlativo e cosmologia pp. 433-508).
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Yin e yang rappresentano poli complementari, emblemi a cui si rifanno tutte le manifesta-
zioni della realtà e che quindi ordinano l’esistente secondo categorie fondate sull’analogia.
I due ideogrammi alludono sia a un luogo fisico quale la collina, sia al movimento del
tempo espresso dall’alternarsi ciclico di ombra e sole. I lati della collina coesistono, buio
e luce sono complementari e si trasformano l’uno nell’altro.
Allo stesso modo yin e yang sono tra loro opposti ma hanno una relazione di comple-
mentarietà piuttosto che di conflitto. Sono manifestazioni della stessa realtà, non espri-
mono categorie con valore etico di bene e male, anzi si fondano reciprocamente, non
possono esistere l’uno senza l’altro.
Yin e yang sono distinti ma non possiedono esistenza autonoma: non esiste nulla che sia so-
lo yin o yang, coesistono sempre, parte di un insieme dinamico in costante trasformazione.
Yin e yang si definiscono per relazione e contrasto, non sono entità, qualità o categorie
assolute: di qualsiasi fenomeno si può dire che è yin o yang solo rispetto a qualcos’altro.
La polarità di yin e yang rende possibile il movimento: la loro opposizione fonda un
equilibrio dinamico in cui vi è un’oscillazione continua, una trasformazione ciclica con
mutamenti che si alternano.
Yin e yang sono interdipendenti: lo yin nasce dallo yang e viceversa, lo yang si trasforma
in yin e viceversa, lo yin agisce sullo yang e viceversa, lo yang ha radice nello yin e vice-
versa, lo yin contiene lo yang e viceversa, ecc.
Yin e yang sono fondamentali, sono la tela della vita, l’origine di ciò che esiste e del suo
trasformarsi, come si legge nel testo medico Suwen, capitolo 5: “Yin yang sono il dao del
cielo e della terra, la griglia e la rete delle diecimila cose, il padre e la madre dei muta-
menti e delle trasformazioni, la radice e l’inizio della nascita e della morte, il palazzo del-
la chiarezza dello shen”.
Lo stesso capitolo rende poi con precisione la stretta correlazione tra yin e yang e la pre-
senza dell’uno all’interno dell’altro: “Per questo lo yang leggero divenne il cielo, lo yin

Figura 1.2Ml taijitu mostra le caratteristiche della relazione di yin e yang: so-
no opposti (nero e bianco), hanno radice l’uno nell’altro (il seme bianco pre-
sente nello spazio nero e il seme nero che nasce nello spazio bianco), sono
interdipendenti (quando la parte bianca cresce la parte nera diminuisce e vi-
ceversa), e continuamente si trasformano l’uno nell’altro (sono parti del cer-
chio totale legate dalla linea curva). Si noti inoltre che lo spazio è delimitato,
è contenuto in un cerchio, e che nessuna linea retta passante per il centro
può attraversare uno spazio tutto bianco o tutto nero.2

2. Le relazioni tra yin e yang vengono riassunte in quattro leggi fondamentali che esprimono l’unità e
insieme l’opposizione (yin yang dui li «yin e yang sono opposti»), l’interdipendenza (yin
yang hu gen «yin e yang hanno radice uno nell’altro»), la complementarietà (yin yang xiao
chang «yin e yang diminuiscono e crescono») e la loro trasformazione reciproca (yin yang
zhuan hua «yin e yang si trasformano ruotando»).
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1. Yin-yang e cinque elementi

denso la terra. Il qi della terra sale in forma di nuvole, il qi del cielo scende in forma di
pioggia. La pioggia deriva dal qi della terra, le nuvole derivano dal qi del cielo”.
Cioè le nuvole sono nel cielo, derivano dal qi del cielo, ma sono «qi della terra» che sale
verso il cielo. La pioggia va alla terra, deriva dal qi della terra, ma è qi del cielo che scen-
de verso la terra. Le nuvole sono infatti vapore che sale dalla terra grazie al calore del
cielo che rende sottile l’acqua, la pioggia scende dal cielo perché il vapore si condensa
con il freddo.

Lo yin risuona con lo yin, lo yang risuona con lo yang


Yin e yang definiscono un sistema in cui qualità, concetti, fenomeni, funzioni vengono con-
nessi per correlazione. Gli insiemi si dispongono secondo opposizioni e corrispondenze.
La rappresentazione ideografica del lato in ombra di una collina indica per estensione
buio, notte, luna, quiete, mentre il lato soleggiato è anche luce, giorno, sole, attività.
L’umido, morbido, interno, freddo, fresco, denso sono qualità del polo yin, mentre secco,
duro, esterno, caldo, tiepido e sottile sono qualità del polo yang.
L’ombra si correla con oscuro e denso e quindi con gli aspetti più visibili e materiali, la
luce si correla con luminoso, sottile, e quindi con ciò che è più immateriale.
Nella concezione dinamica cinese sono fondamentali le qualità funzionali, il tipo di azio-
ne, la direzione del movimento: lo yin è quiete, un andare verso l’interno, ricettività; lo
yang è movimento, un andare verso l’esterno, attività, lo yin concentra, fa scendere, raf-
fredda, lo yang espande, fa salire, riscalda.3
L’interno e la quiete-yin nutre e conserva, il fuoco e l’espansione-yang muove e trasforma.
Lo yin genera lo yang e lo yang muove lo yin, lo yin permette allo yang di nascere, lo
yang consente allo yin di manifestarsi.
In medicina la relazione tra yin e yang è la base che permette di comprendere fisiologia e
patologia e che guida processo diagnostico, principi terapeutici e trattamento.
In generale, lo yin nutre, lo yang muove, lo yin conserva, lo yang trasforma.
La coppia cielo-terra si estende ai concetti di alto e basso e di movimento di salita e di-
scesa.
Nel corpo umano si distinguono parti yin quali l’addome, l’interno del corpo, il basso, ri-
spetto a zone quali il dorso, la superficie, l’alto, che sono yang.
La pelle, ad esempio, è yang rispetto alle ossa, che sono profonde, gli organi-zang sono
yin – conservano – e i visceri-fu sono yang – trasformano.
Il corpo è materia-yin rispetto alla funzione che è movimento-yang.
Il sangue è yin rispetto al qi, che è più sottile.
Lo shen-spirito è yang rispetto al jing-essenza, che è profondo, sostanza densa.
Le polarità yin e yang rimangono comunque complementari e si definiscono sempre e
solo all’interno del rapporto tra i due elementi della coppia.

3. Il pensiero correlativo è precedente ai primi testi medici: ad esempio, il testo chiamato Cheng e data-
to circa 250 a.C. dispone già le opposizioni binarie ed elenca come yang cielo, primavera, estate,
giorno, azione, ecc., mentre yin comprende terra, autunno, inverno, notte, quiete, basso.
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Ad esempio, il qi è yang rispetto al sangue perché è più sottile, ma all’interno del qi il qi


nutritizio è yin rispetto al qi difensivo, che è più esterno e mobile. Come la luna – che
compare nell’ideogramma «yin» ed è yin rispetto al sole ma yang rispetto alla terra – co-
sì, ad esempio, il qi è yin rispetto allo shen, ma è yang rispetto al jing. Allo stesso modo i
canali principali sono yang rispetto agli organi – più profondi e «densi», ma yin rispetto
ai canali collaterali – più superficiali e «diffusi».
Nelle coppie degli otto principi diagnostici yin si riferisce a interno, freddo e vuoto, yang
a esterno, calore, pieno.
È di ordine yin una patologia che ha caratteristiche di freddo, persiste nel tempo, ha
un’insorgenza lenta, mentre appartiene allo yang se mostra segni di calore, cambia rapi-
damente, presenta un’andamento acuto.
I vari processi patogenetici sono riconducibili alla relazione tra yin e yang.
L’insufficienza o l’eccesso o di yin o di yang danneggiano il polo opposto.
Se lo yin è insufficiente si ha un eccesso relativo di yang, con manifestazioni di fuoco che
derivano dal vuoto di yin: ne è un tipico esempio la sindrome climaterica con vampate,
sudorazione notturna, irrequietezza, calore ai cinque cuori, bocca secca, cioè manifesta-
zioni di calore che sale all’improvviso all’interno di una condizione di vuoto. Situazioni
analoghe sono quelle in cui lo yin è consumato dall’eccesso di lavoro mentale, da preoc-
cupazioni e ansia: l’irrequietezza di giorno e l’insonnia di notte mostrano come la perdi-
ta della radice faccia «galleggiare» lo yang.
D’altro lato nei quadri di debolezza dello yang si ha un prevalere di segni e sintomi yin:
debolezza, astenia, freddo, pesantezza, accumulo di liquidi.
Se lo yang è in eccesso il suo movimento esaurisce lo yin, il suo calore brucia i liquidi,
consuma la sostanza, agita la materia. Il fuoco brucia e consuma lo yin: feci, pelle, bocca,
urine, respiro possono mostrare la mancanza di umido-acqua; il fuoco può colpire diret-
tamente pelle, mucose, articolazioni, organi e visceri con rossore, bruciore, danno alle
funzioni; il movimento produce tremori, spasmi e rigidità se è in eccesso rispetto alla
morbidezza-yin; fuoco e vento agitano il sangue e confondono lo shen.
L’eccesso di yin ostacola il movimento dello yang, sia in quanto circolazione del qi, sia in
quanto funzione. La circolazione di qi e sangue (movimento yang) nei canali principali e
collaterali può essere ostruita da stasi e ristagno (cioè eccesso di quiete-yin), dagli accu-
muli di patogeni (umidità, flegma, cioè materia-yin) e dal freddo (movimento di contra-
zione-yin). Le funzioni-yang degli organi sono ostacolate dalla preponderanza dello yin:
l’eccesso di umidità che indebolisce la funzione di trasformazione e trasporto della mil-
za, l’accumulo di flegma che impedisce la funzione di diffusione e discesa del polmone,
il pieno di freddo che danneggia le funzioni del rene.
Peraltro l’interdipendenza di yin e yang significa anche che alla lunga il consumo del-
l’uno porta all’esaurimento dell’altro: ad esempio, la circolazione di qi e sangue (movi-
mento-yang) può diventare difficoltosa anche per carenza di qi e sangue, cioè di ciò che
deve muoversi (materia-yin).
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Punti principali
Ricordiamo che i canali che possiedono punti propri sono i dodici canali principali e i
due canali straordinari renmai e dumai.
L’esperienza clinica ha inoltre definito molti punti extra-canale. I principali vengono qui
elencati secondo la standardizzazione dell’OMS.8
Inoltre sono importanti i punti ashi , cioè i punti che non coincidono con punti codifi-
cati ma che risultano spontaneamente dolorosi o particolarmente sensibili alla pressione.
Vengono qui presentati i punti che trovano applicazione più frequente nel trattamento, e
in particolare nella terapia manuale tuina.9

Polmone

Zhongfu LU-1
■ Punto mu di polmone ■
Localizzazione Sotto la clavicola, nel primo spazio intercostale, a 6 cun dalla linea media-
na (fig. 1.45).
Funzioni – Diffonde e fa scendere il qi di polmone.
– Tonifica il polmone.
– Regola i passaggi dell’acqua.
– Trasforma il flegma e purifica il calore.
Indicazioni Tosse, asma, dispnea, costrizione toracica, dolore al petto.

Chize LU-5
■ Punto he-unione, punto acqua ■
Localizzazione Sulla piega del gomito, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite
brachiale (fig. 7.46). (N.B. Localizzare il punto con il gomito leggermente
flesso.)

8. Le sigle dei punti classici e dei punti extra seguono le indicazioni dell’OMS (WHO, A Proposed Stan-
dard International Acupuncture Nomenclature, Geneva 1991).
9. Le indicazioni segnalate sono solo orientative: l’utilizzo di un punto dipende infatti dall’insieme di
diagnosi, principi terapeutici, funzioni del punto e dalla combinazione di punti entro cui si inserisce.
Si è privilegiata la terminologia in uso nei testi cinesi, in cui, ad esempio, «dolore all’ipocondrio» im-
plica spesso un’epatopatia, «irrequietezza» significa anche ansia, apprensione e labilità emotiva,
«calore ai cinque cuori» rimanda a un vuoto di yin.
La funzione «facilita la circolazione del qi nel canale» indica un’azione specifica sul dolore mioarti-
colare.
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7. Canali e punti

quepen ST-12
quepen ST-12
yunmen
yunmenLU-2
LU-2
shufu KI-27
shufu KI-27
zhongfu LU-1
zhongfu LU-1

tianchi PC-1
tianchi PC-1

shanzhong CV-17
shanzhong CV-17

Figura 7.45

Funzioni – Purifica il calore del polmone.


– Fa scendere il qi che sale all’inverso.
– Regola i passaggi dell’acqua.
– Facilita la circolazione del qi nel canale.
Indicazioni Tosse, asma, dispnea, dolore e sensazione di pienezza al petto, mal di go-
la, convulsioni febbrili, dolore alla faccia volare del gomito e dell’arto su-
periore.

Kongzui LU-6
■ Punto xi-fessura ■
Localizzazione Sul lato radiale della faccia volare dell’avambraccio, a 7 cun dalla piega
del polso (fig. 7.46).
Funzioni – Diffonde e fa scendere il qi di polmone.
– Purifica il calore e ferma il sanguinamento.
– Modera le condizioni di acuzie.
Indicazioni Tosse, emottisi, asma, mal di gola, afonia, dolore al gomito e all’arto su-
periore.

Lieque LU-7
■ Punto luo-connessione ■
Localizzazione Sulla faccia radiale dell’avambraccio, prossimale rispetto al processo sti-
loideo del radio, a 1.5 cun dalla piega del polso, tra i tendini dei muscoli
brachioradiale e adduttore lungo del pollice (fig. 7.46).
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9. Sequenze di base per le diverse zone del corpo

C.Sequenza di base per il collo


■ Paziente in posizione seduta ■

Yizhichan
• Da fengfu GV-16 a dazhui GV-14
• Da fengchi GB-20 a jianjing GB-21
• Da fengchi GB-20 a tianzhu BL-10, a dazhu BL-11
– 2-3 volte ciascuna linea

Tui
• Muscolo sternocleidomastoideo (qiaogong, «arco
del ponte», da yifeng TE-17 a quepen ST-12)
– 10-20 volte per lato
– Per evitare una risposta vagale dei barocettori del
seno carotideo massaggiare sempre con attenzione

Gun
• Da fengfu GV-16 a jianwaishu SI-14, passando da
dazhui GV-14 e jianzhongshu SI-15
• Da fengchi GB-20 a jianjing GB-21
– 2-3 minuti in totale
– Coaudiuvare con il movimento passivo del collo,
con flessione del capo in avanti e di lato, e rotazio-
ne nelle due direzioni

Na
• Fengchi GB-20; jianjing GB-21
• Collo e zona paravertebrale
– 1-2 minuti in totale
– «Pinzettare» entrambi i punti fengchi GB-20 con
una mano sola

Bo
• Da fengfu GV-16 a dazhui GV-14
• Da fengchi GB-20 a jianzhongshu SI-15
• Da yifeng TE-17 a quepen ST-12
– 5-8 volte per ogni linea
– Usare la punta del pollice o il lato del polpastrello
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An rou
• Fengfu GV-16; dazhui GV-14; fengchi GB-20; jian-
jing GB-21; jianzhongshu SI-15; jianwaishu SI-14;
quyuan SI-13; tianzong SI-11
– 3-5 minuti in totale

Yao
• Tratto cervicale
– 3-5 volte in ciascuna direzione
– Sostenere il mento (o la fronte) con una mano e l’oc-
cipite con l’altra in modo da mantenere le vertebre
cervicali in posizione corretta (senza estenderle al-
l’indietro e senza forzare), chiedere al paziente di
rimanere passivo e ruotare il capo prima in una di-
rezione e poi nell’altra, lentamente, esercitando una
forza costante, senza forzare la rotazione

Bashen
• Tratto cervicale
– Circa 2 minuti
– Sostenere il mento con una mano e l’occipite con
l’altra in modo da mantenere le vertebre cervicali in
posizione corretta (senza estenderle all’indietro),
chiedere al paziente di rimanere totalmente passivo
ed eseguire una trazione continua per circa 2 minuti,
evitando qualsiasi movimento brusco o eccessivo.
Si può anche sostenere il capo con i pollici che pre-
mono sotto l’occipite e il palmo sotto la mascella.
Esercitare una forza uniforme, diretta correttamen-
te, non dolorosa

Na rou
• Fengchi GB-20; jianjing GB-21
• Collo e zona paravertebrale
– 1-3 minuti in totale
– Dopo la rotazione-yao e la trazione-bashen si ripe-
tono pinzettamento-na e impastamento-rou

Ji
• Zona paracervicale e area del muscolo trapezio
– 1-2 minuti
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Sezione III

Clinica

La sezione sulla clinica prende in considerazione i quadri patologici che si presentano


più frequentemente all’operatore, quelli in cui il tuina trova maggiori indicazioni e ha in
genere una buona efficacia.
Il manuale non intende discutere tutti i quadri possibili, ma vuole fornire una griglia su
cui costruire il processo diagnostico e terapeutico.
Ricordiamo che la medicina cinese definisce e riconosce le singole «malattie» all’interno
di un sistema coerente e consistente, ma diverso da quello convenzionale occidentale, se-
condo l’adagio “Malattie diverse stessa terapia, malattie uguali terapia differente”: nelle
due medicine sono diversi non solo i sistemi di trattamento, ma anche le modalità di
pensiero utilizzate nel processo interpretativo, le griglie di lettura entro cui si inseriscono
fisiologia e patologia, la definizione della diagnosi.

Presentazione dei quadri clinici

I quadri o sindromi sono definiti in accordo con la diagnostica differenziale bianzheng,


secondo il modello della Medicina Tradizionale Cinese.
Per ogni sistema considerato (respiratorio, gastroenterico, ecc.) la trattazione presenta al-
cune articolazioni principali che ne possono aiutare la comprensione.
• Revisione degli aspetti fisiologici più rilevanti (ad esempio, che ruolo specifico
hanno qi e sangue, quali sono le funzioni dei vari organi e quali canali sono mag-
giormente interessati).
• Considerazioni eziopatogenetiche, con un’attenzione particolare ai processi più
frequentemente implicati (ad esempio, come agiscono la costrizione del qi o il ca-
lore sul ciclo mestruale, come si origina il flegma nei disturbi psichici).
• Esame di segni e sintomi più direttamente interessati e dei loro possibili significa-
ti, così da poterne valutare l’insieme e derivarne una diagnosi (ad esempio, carat-
teristiche e localizzazione del dolore, fattori che lo alleviano o lo aggravano nelle
cefalee).
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Basi di Medicina Cinese e Clinica di Tuina

• Descrizione dei quadri sindromici, focalizzata sui quadri principali in modo da


funzionare come ossatura da cui partire per diagnosi più sfumate e complesse. Da-
to che le condizioni reali in genere non corrispondono a tutti i segni e sintomi con-
siderati né solo a essi, la sintomatologia descritta è solo orientativa, costituisce un
ventaglio di possibilità (ad esempio, un quadro di vuoto di qi di milza può essere
suggerito da una semplice facilità alla stanchezza fino a quello che una volta era
definito «esaurimento nervoso»; certo devono essere presenti altri segni e sintomi,
ma allo stesso tempo non è necessario che ci siano tutti quelli segnalati).
• Note relative alle singole sindromi, che ne ricordano le modificazioni e le associa-
zioni più ricorrenti: i quadri clinici sono infatti dei processi, condizioni in continua
trasformazione, di cui è importante capire l’origine e le possibili evoluzioni (ad
esempio, il ruolo del flegma nei disturbi emotivi e mentali, le sue manifestazioni
quando è associato al calore o al freddo).
• Introduzione delle combinazioni di punti in relazione ai principi terapeutici, in
modo che la scelta del trattamento sia flessibile e aderente alle specifiche condizio-
ni cliniche reali (ad esempio, i punti segnalati «per purificare il calore» possono co-
stituire la base per trattare un quadro di calore pieno oppure accompagnarne altri
in un quadro di ristagno di qi che inizia a trasformarsi in calore).
• Appunti sugli usi più specifici delle metodiche complementari all’interno del si-
stema considerato (in quali casi è più utile la moxa, come utilizzare le coppette o il
martelletto, quali sono i punti auricolari principali).

Trattamento con tuina

Per ogni sistema considerato (cefalee, dolore mioarticolare, ecc.) il trattamento viene im-
postato secondo una griglia di fondo a cui fare riferimento, come sempre modificabile
secondo la persona e il momento.
• Il trattamento viene impostato con una sequenza di base, diverse sequenze possi-
bili in relazione alla diagnosi differenziale e alcune sequenze utili per sintomi spe-
cifici.
• In caso di malattie interne (neikebing), in cui sono colpiti qi, sangue, organi e visce-
ri, si propone di iniziare con il «metodo di base per le malattie interne», una se-
quenza specifica detta «metodo dei canali e dei punti» (jingxue fa) che è stata svi-
luppata da Cao Xizhen (1898-1978), un famoso medico di Beijing specialista in
tuina. La sequenza si fonda sul riequilibrio profondo di yin, yang e zangfu attra-
verso l’azione sui punti shu del dorso, ha un effetto rilassante sul paziente, attiva il
qi e costituisce quindi una buona base per il lavoro successivo. Al termine della se-
quenza la zona risulta piacevolmente calda e appare un arrossamento lungo le cin-
que linee.
• Nelle paralisi e nel dolore da blocco di qi e sangue per trauma o da sindrome bi si
agisce invece prioritariamente sui canali principali e collaterali (liberare i jingluo,
attivare la circolazione di qi e sangue, rilasciare i muscoli e nutrire i tendini), diffe-
renziando il trattamento a seconda della condizione di acuzie o cronicità.
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III. Clinica

• In particolare, per diminuire il dolore dorsolombare localizzato vicino al rachide


(waikebing), il «metodo dei canali e dei punti» (jingxue fa) inizia il trattamento pre-
mendo nove punti con il metodo dian.
• Vengono descritti i singoli metodi, che rimangono comunque solo indicativi e posso-
no venire sostituiti con altri che hanno azione simile (ad esempio, yizhichan, an rou,
dian an sono spesso sovrapponibili). Ricordiamo che è anche frequente l’uso di meto-
di combinati: ad esempio, per agire sui singoli punti si può preferire an rou o dian an
invece della semplice pressione an.
• Per ogni metodo è specificato il tempo di applicazione approssimativo, che comun-
que può variare a seconda del singolo paziente e del momento in cui questi viene
trattato. Si noti che quando si dice “fino a quando si sviluppa calore” significa che
sia l’operatore sia il paziente percepiscono una sensazione di calore e quando si dice
“fino a quando si ottiene il qi (deqi)” si intende che il paziente sente una sorta di
espansione-distensione all’interno, un indolenzimento in profondità (zhang e suan).
• Perché l’operatore possa agire con efficacia è essenziale una pratica di qigong, di
cui una serie importante di esercizi è qui presentata nel capitolo 18.
• Nel processo terapeutico hanno un ruolo principe gli esercizi di automassaggio
che vengono insegnati ai pazienti e che sono illustrati nel capitolo 19.
• Per recuperare uno stato di salute sono fondamentali le abitudini di vita, tra cui
l’alimentazione, che viene approfondita nello specifico capitolo 20 sulla dietetica.

Relazione tra operatore tuina e paziente

La relazione tra operatore tuina e paziente è delicata. I pazienti chiedono molto, e spesso
si tratta di una domanda diversa rispetto a quella che pongono al medico convenzionale,
gli operatori sono giustamente desiderosi di aiutare e altrettanto correttamente attenti al-
le modalità di rapporto.
Il rapporto terapeutico si fonda su un sentimento di fiducia e si sviluppa attraverso l’em-
patia, cioè attraverso la capacità di capire, sentire e condividere i pensieri e le emozioni
di un altro in una determinata situazione.
L’empatia comprende una serie di elementi, tutti fondamentali: interesse, disponibilità,
attenzione, serietà, sincerità, calore, accettazione, gentilezza, simpatia, sostegno. Presup-
pone anche una profonda neutralità, un’astensione dal giudizio esplicito e possibilmente
anche implicito. Esclude il lasciarsi prendere dal gioco emotivo del paziente, che non
porta beneficio a nessuno.
Per questo è fondamentale precisare i termini del rapporto, soprattutto a se stessi: si trat-
ta di una relazione ben delimitata, rivolta a un obiettivo, che quindi si svolge in un ambi-
to differente da quello dell’amicizia e della reciprocità.
Ogni relazione terapeutica è infatti asimmetrica poiché ha luogo tra chi ha bisogno e chi
ha alcuni strumenti per alleviare il suo star male.
Inoltre i trattamenti di ordine energetico agiscono a un livello profondo e il contatto fisi-
co è qualcosa di potente: tutto ciò può facilmente dare origine a dinamiche complesse,
confusione ed equivoci.
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Per costruire un’alleanza terapeutica è importante appoggiarsi a una sorta di contenitore,


uno spazio mentale, emotivo e materiale. Il setting terapeutico è una struttura di lavoro, è
l’insieme di atteggiamento mentale, comportamenti, spazio e tempo del trattamento.
Oltre ad attenersi alle regole generali della buona educazione e della correttezza profes-
sionale, è in genere opportuno adottare alcune norme di lavoro quali, ad esempio, defi-
nire un numero di sedute entro cui valutare se ci sono miglioramenti, esplicitare il tempo
riservato alla seduta (facendo presente che questo tempo comprende sia il colloquio sia il
trattamento), chiarire il proprio ruolo e i rapporti con gli eventuali altri curanti.
È ovviamente importante la cura per il luogo dove si esercita, cioè per il suo qi, che com-
prende sia elementi quali gli spazi, le forme, la luce, sia attenzioni come quella di mante-
nere minimo il livello di disturbo lecito.
Poiché il tuina non agisce sul piano verbale ma è un supporto di ordine energetico, è me-
glio non incoraggiare la conversazione né dilungarsi con notizie su di sé, pur rimanendo
gentili e partecipi.
Per evitare fraintendimenti con gli organi intesi in senso convenzionale non conviene
parlare di organi e canali, a meno di non specificarne il significato funzionale cinese.
Per quanto riguarda le modalità di lavoro, ricordiamo tra l’altro che bisogna sempre
compilare le cartelle dei pazienti e tenerle aggiornate, che nel colloquio iniziale è bene
individuare il motivo della visita, che quando si fa una domanda è meglio avere in men-
te che la risposta differenzierà l’ipotesi diagnostica, e che osservazione e palpazione so-
no fondamentali.
È infine necessario richiedere una diagnosi medica se c’è un dubbio o se si è di fronte a
una situazione complessa.
Spesso risulta utile chiarire bene che il tuina non può curare tutto, non fa i miracoli, non
è un cammino di conoscenza né una psicoterapia.
Se è vero che ciò che il paziente dichiara verbalmente non sempre coincide con la richie-
sta nel suo insieme, è comunque escluso che senza una preparazione specifica si possa
interpretare «psicoanaliticamente», né si possono fare inferenze partendo da una psico-
logia del «buon senso» o dalla propria esperienza, per quanto profonda e ricca essa sia.
Se quindi, ad esempio, il motivo della visita è un dolore, bisogna trattarlo e non avere la
presunzione di cambiare prima la persona: in genere, non è nostro compito decidere la
direzione che dovrebbe avere la vita di chi ci sta di fronte.
Ricordiamo a questo proposito che le abitudini dipendono poco da fattori semplicistici
come la «forza di volontà», ma sono il risultato di processi molto complessi, il cui equili-
brio si sposta seguendo linee e piani ben più profondi delle considerazioni cognitivo-ra-
zionali.
Diverso è il discorso per quanto riguarda le indicazioni su abitudini di vita, esercizi e ali-
mentazione, se questi suggerimenti vengono richiesti. È anche utile trovare un modo per
riflettere insieme al paziente, provare a vedere insieme se comportamenti differenti po-
trebbero essere pensabili e attuabili con maggior profitto, in modo da mettere in moto
nuove soluzioni.
SezioneIII249-253.x 17-02-2004 12:04 Pagina 253

ISBN 88-408-1275-X 253


III. Clinica

Il paziente dentro di me1


“Ogni trattamento ha aspetti di accudimento e di presa in carico, ma ha anche elementi
di limite e di separazione.
La giusta tendenza del paziente all’abbandonarsi e del terapeuta a prendersi cura può
scivolare in un eccesso di vicinanza, con processi di identificazione inconscia che porta-
no a una sorta di fusione senza uscita. In altre parole: il mio essere partecipe è di sicuro
un grande aiuto per la cura, ma cosa se ne fa il paziente di avere vicino qualcuno che
prova le sue medesime emozioni e sente il suo stesso star male?
Ovviamente, altrettanto priva di spazio per un cambiamento terapeutico è l’eccessiva di-
stanza, costruita mantenendo un rigido distacco o allontanando la fatica dei sentimenti
attraverso l’indifferenza e la freddezza.
Vi sono sempre delle macchie cieche nella mente di chi cura, occorre tenerne conto e fare
in modo che facciano il minor danno possibile. Non rimane che interrogarsi su di sé, an-
dare a vedere quali sono le motivazioni, o meglio i bisogni, a cui cerchiamo di sopperire
facendo questo mestiere. Può essere ad esempio che:
• vecchie ferite mi facciano ancora troppo male, e tenti di guarirle prendendomi
continuamente cura della sofferenza degli altri;
• riesca a riconoscere la mia esistenza solo attraverso le richieste a cui rispondo con
disponibilità o sacrificio;
• lo stato di soccorritore o di vittima sia lo strumento che mi consente di esercitare il
controllo sulla situazione;
• non possa permettermi di vedere l’altro, la sua differenza, e allora assuma il ruolo
di medico onnisciente, invadendo ambiti della vita altrui sempre più ampi;
• ogni mancanza o imperfezione mi risulti intollerabile, e chiami immediatamente
giudizi e castighi.
Chi cura non è un maestro-guru-sacerdote, né una madre, né un giudice, ma può avere
pezzetti di tutto ciò e di molto altro ancora. E quando queste motivazioni non vengono
disconosciute hanno la ricchezza del letame, che puzza un po’ ma concima.”

1. Questo paragrafo è interamente tratto da Shen, 2002 (cap. 15, che tratta la relazione e il setting).
Capitolo 10

Disordini del sistema


gastroenterico

Milza e stomaco sono fondamentali nel processo di digestione. Localizzati nel jiao me-
dio,1 costituiscono la «radice del qi del Cielo posteriore»: lo stomaco riceve cibo e liquidi
e inizia i processi di fermentazione; la milza estrae l’essenza degli alimenti e produce il
qi degli alimenti (guqi ), da cui derivano qi e sangue.
Milza e stomaco governano trasformazione e trasporto, funzione che consente la distri-
buzione del qi agli organi, ai quattro arti e all’intero organismo. Partecipano al metaboli-
smo dei liquidi: lo stomaco è l’origine dei liquidi nel corpo, la milza li trasforma e li di-
stribuisce (separa anche il chiaro dal torbido e invia la parte più pura al polmone).
Alla milza corrisponde il movimento di salita del qi e allo stomaco il movimento di di-
scesa.
Il piccolo intestino riceve i liquidi e gli alimenti, li trasforma ulteriormente e separa il pu-
ro dal torbido.
Il grosso intestino – come la vescica – riceve la sostanza meno pura, ne assorbe ancora
una parte, poi trasporta le scorie e le elimina.
Stomaco e intestini, in quanto visceri-fu, si devono riempire e svuotare regolarmente.
Il fegato, con il suo ruolo di agevolare il libero scorrere del qi, assiste anche milza e sto-
maco nella funzione digestiva, permette una corretta secrezione della bile e aiuta gli inte-
stini nella loro funzione di separazione ed eliminazione.
Lo yang di rene muove il qi e riscalda il jiao medio, consentendo così una buona attività
delle funzioni di trasformazione e trasporto.
Lo yin umidifica e nutre.
I canali maggiormente interessati nella fisiopatologia gastroenterica sono quelli di milza,
stomaco, fegato, vescica biliare, chongmai.

1. Si ricorda che il riscaldatore medio viene chiamato anche «stagno fangoso» per indicare la sua fun-
zione di trasformazione degli alimenti (ou significa «macerare»). Per maggiori dettagli sui pro-
cessi di trasformazione, funzioni e terminologia si veda il capitolo 2 sul qi e le sue forme e la figura
2.3 dello stesso capitolo.
256 ISBN 88-408-1275-X

Basi di Medicina Cinese e Clinica di Tuina

Note di eziopatogenesi
Cause principali
• Invasione di fattori patogeni esterni (freddo, umidità, calore estivo, ecc.).
• Alimentazione o irregolare o scorretta (cibi che favoriscono l’accumulo di calore,
di freddo o di umidità-flegma).
• Eccesso di emozioni (soprattutto collera e pensiero preoccupato, in particolare du-
rante i pasti: facilmente danno origine a costrizione del qi).
• Affaticamento fisico o mentale, che consuma qi e sangue.
• Debolezza di stomaco e milza, intestini o fegato (costituzionale o per alterazione
del qi).

Processi patogenetici fondamentali


• I fattori patogeni esterni e l’alimentazione scorretta danneggiano milza e stomaco
e il normale riempimento/svuotamento degli intestini, con manifestazioni quali
vomito, dolore o gonfiore addominale, alvo diarroico.
• La costrizione del qi ne rende disordinato il movimento, con risalita del qi di sto-
maco all’inverso e segni quali eruttazioni, nausea, vomito, rigurgiti, singhiozzo.
• Il ristagno di fegato-legno tende sia a invadere la terra, indebolendone le funzioni,
sia a trasformarsi in fuoco, dando origine a quadri diversi, con sintomi quali au-
mento dell’appetito, disturbi digestivi o alterazioni dell’alvo.
• Il pieno di calore o fuoco in fegato, stomaco e intestini ne impedisce il funziona-
mento fisiologico, in genere con dolore epigastrico o intestinale, diarrea imperiosa
nei quadri acuti o stipsi in quelli più cronici.
• Il persistere del calore interno – o un vuoto di sangue – danneggia lo yin di stoma-
co e asciuga i liquidi e le feci, che diventano secche e difficili da evacuare.
• L’esaurimento del qi ha conseguenze a livello di vari organi: insufficienza di mil-
za, che non permette un’adeguata trasformazione degli alimenti e non sostiene il
movimento di salita del qi; debolezza degli intestini, che non consente una corretta
separazione del puro dal torbido ed eliminazione delle scorie; vuoto di rene, che
non fornisce il calore-yang necessario al buon funzionamento degli organi.
• La collera colpisce soprattutto il fegato e il pensiero eccessivo indebolisce la milza.
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10. Disordini del sistema gastroenterico

Cenni di semeiotica
Bocca impastata ↔ Umidità
Sapore amaro in bocca ↔ Calore-fuoco
Ulcere al cavo orale e irritazione ↔ Fuoco di stomaco/cuore
Alitosi ↔ Calore di stomaco o di fegato-
vescica biliare
Bocca secca, labbra fessurate ↔ Calore, secchezza
Singhiozzo forte ↔ Ristagno di cibo o di qi
Singhiozzo debole ↔ Vuoto di qi
Eruttazioni grossolane, seguite da sollievo ↔ Pieno
Eruttazioni lievi ↔ Vuoto
Nausea/vomito ↔ Risalita del qi di stomaco,
disarmonia di stomaco e fegato
Vomito postprandiale ↔ Calore pieno
Vomito lontano dai pasti ↔ Vuoto
Vomito acido ↔ Ristagno di cibo
Vomito liquido ↔ Vuoto, freddo di stomaco
Nausea continua senza vomito ↔ Flegma
Dolore epigastrico aggravato da cibo o pressione ↔ Pieno
Dolore epigastrico alleviato da cibo o pressione ↔ Vuoto
Dolore epigastrico irradiato all’ipocondrio ↔ Ristagno di qi, umidità-
calore di fegato e vescica
biliare
Dolore epigastrico fisso, trafittivo ↔ Stasi di sangue
Bruciore e acidità epigastrici, pirosi esofagea ↔ Calore
Oppressione epigastrica ↔ Umidità o flegma
Gonfiore o peso epigastrico ↔ Costrizione di qi
Dolore addominale alleviato dall’evacuazione ↔ Pieno
Dolore addominale aggravato dagli sforzi ↔ Vuoto
Distensione/gonfiore addominale ↔ Ristagno di qi
Dolore addominale con borborigmi ↔ Freddo-umidità
Dolore correlato con gli stati emotivi ↔ Ristagno di qi di fegato
Presenza di masse addominali mobili ↔ Ristagno di qi
Presenza di masse addominali fisse ↔ Stasi di sangue
Appetito eccessivo ↔ Calore di stomaco
Languore epigastrico ↔ Vuoto di yin di stomaco
Inappetenza ↔ Vuoto di qi di milza
Digestione lenta o gonfiore postprandiale ↔ Ristagno di cibo, freddo,
umidità, flegma, vuoto di qi
di milza
Feci dure, asciutte ↔ Calore
Feci secche ↔ Vuoto di sangue, di yin
o di liquidi
258 ISBN 88-408-1275-X

Basi di Medicina Cinese e Clinica di Tuina

Feci poco formate/liquide ↔ Freddo, vuoto di qi/yang


di milza/rene
Feci liquide «a spruzzo», giallastre, maleodoranti ↔ Umidità-calore
Feci con presenza di sangue e muco ↔ Calore e umidità-flegma
Feci con alimenti mal digeriti ↔ Vuoto di yang di milza/rene
Feci molli, «dell’alba» o dopo il rapporto sessuale ↔ Vuoto di yang di rene
Feci secche inizialmente, poi molli ↔ Disarmonia tra fegato e milza
Alternanza di feci dure e molli ↔ Ristagno di qi di fegato
Feci scure/verdi ↔ Calore
Feci chiare ↔ Umidità
Irritazione anale ↔ Calore
Evacuazione difficoltosa ↔ Calore (feci dure), vuoto
di qi/yang (feci poco formate)
Evacuazione imperiosa ↔ Calore, calore-umidità
Evacuazione seguita da sollievo ↔ Pieno (freddo, calore, ristagno)
Evacuazione seguita da spossatezza ↔ Vuoto di qi/yang
Tenesmo ↔ Umidità
Prolasso anale ↔ Vuoto di qi di milza
Emorroidi ↔ Calore, stasi di sangue, vuoto
di qi di milza

Si rimanda alla semeiotica generale per gli altri segni e sintomi, di cui sono fondamenta-
li sete, urine, lingua e polso.

Quadri clinici maggiori

Dolore epigastrico e addominale

Freddo
• Dolore gastrico acuto, crampiforme;
• dolore aggravato dal freddo e alleviato dal calore locale e dalle bevande calde;
• vomito di liquido chiaro, diarrea acquosa con dolore addominale;
• lingua con induito bianco, sottile o spesso;
• polso teso e lento.
Principi terapeutici
Eliminare il freddo, tonificare il qi del jiao medio, scaldare lo yang.
Annotazioni
Nelle acuzie in genere c’è un pieno del patogeno freddo di origine esterna e il quadro
può presentare anche sintomi quali brividi, cefalea, catarro chiaro e fluido. È frequente
l’accumulo di freddo a causa di un’alimentazione di natura troppo fredda.
ISBN 88-408-1275-X 259
10. Disordini del sistema gastroenterico

Nelle cronicità il freddo è facilitato da un vuoto di qi o di yang, con la relativa sintoma-


tologia (vedi il quadro relativo).
Al freddo si può accompagnare l’umidità, con sensazione di pesantezza e di oppressio-
ne, induito linguale e polso scivolosi.

Ristagno di cibo
• Dolore e gonfiore epigastrici o addominali;
• dolore aggravato dalla pressione e dal cibo, alleviato dal vomito o dall’evacuazione;
• alitosi, vomito alimentare, rigurgiti ed eruttazioni acide;
• diarrea con materiale mal digerito;
• lingua con induito spesso e grasso;
• polso scivoloso e pieno.
Principi terapeutici
Sciogliere il ristagno di cibo, regolare il qi che sale all’inverso.
Annotazioni
Negli adulti il ristagno di cibo è in genere una sindrome acuta di pieno, facilitato dal ri-
stagno di qi e dal calore di fegato e vescica biliare.
Nei bambini piccoli l’accumulo di cibo è uno dei quadri di base da cui possono avere
origine le principali patologie (stipsi, diarrea, tosse ricorrente, asma, dermatosi, ecc.).2

Disarmonia tra legno e terra


• Dolore addominale spesso irradiato agli ipocondri, correlato agli stati emotivi;
• dolore alleviato da massaggio, eruttazioni e flatulenze, aggravato dalla pressione;
• sensazione di gonfiore/distensione addominale, oppressione toracica;
• eruttazioni, meteorismo, nausea, rigurgiti, singhiozzo;
• alternanza di diarrea e stipsi;
• irritabilità e labilità emotiva;
• lingua improntata o con i bordi rilevati o arrossati;
• polso a corda.
Principi terapeutici
Armonizzare legno e terra, regolare il qi che sale all’inverso, tonificare il qi del jiao medio.
Annotazioni
Questo quadro manifesta il disequilibrio tra fegato-vescica biliare e milza-stomaco, che

2. Il quadro di accumulo descritto da Julian Scott (1999) presenta soprattutto guance rosse, addome
gonfio e teso, alvo irregolare, muco nasale denso, risvegli notturni, comportamento irrequieto, e la
sua risoluzione è relativamente semplice.
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Basi di Medicina Cinese e Clinica di Tuina

deriva spesso da una costrizione di qi di fegato. Ne segue facilmente ristagno di qi, cioè
eccesso del legno, che invade trasversalmente la terra.
L’invasione del jiao medio può però anche essere facilitata da un’insufficienza di milza
e stomaco.
Il ristagno si trasforma facilmente in calore-fuoco, con la relativa sintomatologia.
Se il ristagno di qi persiste a lungo può produrre stasi di sangue, con dolore trafittivo
che aumenta di notte ed è aggravato dalla pressione e alleviato dal massaggio, epigastrio
duro, vomito ematico, melena, lingua porpora con puntini e/o sublinguale congesto,
polso rugoso.

Calore-fuoco
• Dolore con senso di bruciore, aggravato dal calore e dalla pressione;
• alitosi, rigurgiti, singhiozzo, vomito postprandiale acido, bocca amara;
• sete, urine scure, stipsi o diarrea «a spruzzo» e maleodorante;
• lingua rossa, con induito giallo e secco;
• polso rapido, pieno e a corda.
Principi terapeutici
Purificare il calore, armonizzare lo stomaco, regolare il fegato, calmare il cuore.
Annotazioni
Il fuoco da pieno può interessare prioritariamente stomaco (con ulcere del cavo orale, ce-
falea di tipo yangming), fegato (con irritabilità, cefalea di tipo shaoyang), cuore (con agita-
zione, insonnia) e può originare flegma (con follia diankuang).
Nel quadro di fuoco da vuoto di yin i segni di calore sono meno conclamati e si accom-
pagnano ai segni di consumo dello yin.
In particolare, il vuoto di yin di stomaco, spesso associato a vuoto di yin di rene, si ma-
nifesta con desiderio di bere ma a piccoli sorsi, bocca secca, fastidio epigastrico, irrequie-
tezza, feci secche, lingua fessurata e priva di induito, polso sottile e rapido.

Vuoto di milza e stomaco


• Dolore moderato, sordo, intermittente o continuo;
• dolore alleviato dalla pressione, dal calore e dal riposo;
• digestione laboriosa, con stanchezza, nausea, gonfiore addominale o peso epigastrico;
• appetito scarso, feci poco formate o stipsi, astenia e faticabilità, colorito spento;
• lingua pallida e improntata, con induito bianco;
• polso debole.
Principi terapeutici
Tonificare il qi del jiao medio.
Annotazioni
Queste manifestazioni derivano soprattutto dalla carenza della funzione di trasforma-
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10. Disordini del sistema gastroenterico

zione e trasporto, ma se c’è anche un movimento di salita del qi insufficiente si accom-


pagnano capogiri, diarrea persistente, prolassi, emorroidi.
L’insufficienza di qi di milza porta facilmente all’accumulo di freddo-umidità, con sen-
sazione di pesantezza, vomito, lingua umida e gonfia, polso scivoloso.
L’umidità si può trasformare in umidità-calore che colpisce gli intestini, con feci diarroi-
che, gialle, maleodoranti e irritazione anale, e si può addensare in flegma-calore.
L’insufficienza di milza e stomaco favorisce l’invasione del legno, con disarmonia tra le-
gno e terra e la relativa sintomatologia.
Un deficit di qi più grave diventa vuoto di yang di milza o di rene, con maggiore severi-
tà della sintomatologia, diarrea grave con cibo mal digerito o feci sottili difficili da espel-
lere, evacuazione seguita da spossatezza, freddolosità, edemi, poliuria, dolore lombare,
ginocchia deboli, lingua molto molle, pallida anche in punta, polso debole, profondo,
lento, galleggiante o cavo.

Diarrea

Freddo-umidità
• Diarrea con feci liquide, a volte con alimenti mal digeriti;
• dolore addominale crampiforme;
• dolore alleviato dal calore, dal massaggio e dall’evacuazione;
• borborigmi, mancanza di appetito;
• oppressione al petto, febbre, brividi, cefalea, dolori muscolari;
• lingua con induito bianco, sottile o spesso e scivoloso;
• polso lento, scivoloso e teso.
Principi terapeutici
Eliminare il freddo, risolvere l’umidità, tonificare il qi del jiao medio, regolare gli inte-
stini.
Annotazioni
Il quadro da pieno di freddo-umidità è in genere causato da attacco acuto dei patogeni
esterni, mentre il freddo-umidità interno è facilitato da un vuoto di qi o di yang di milza
e stomaco (vedi più avanti).

Calore-umidità
• Diarrea imperiosa, tenesmo, irritazione anale;
• feci liquide, giallastre, maleodoranti, con possibile presenza di muco o sangue;
• dolore addominale aggravato dalla pressione e alleviato dall’evacuazione;
• bocca impastata, agitazione e sete (calore), pesantezza e oppresssione (umidità);
• lingua con induito giallo e grasso;
• polso scivoloso e rapido.
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10. Disordini del sistema gastroenterico

Trattamento tuina
In caso di dolore acuto bisogna innanzitutto alleviare il dolore per poter poi intervenire
secondo la diagnosi differenziale.
Attraverso un’accurata palpazione del dorso si deve ricercare il punto che maggiormen-
te risponde alla pressione, nella zona di pishu BL-20 e weishu BL-21, o nell’area tra T6 e
T12.
Si preme quindi sul punto che risulta doloroso alla pressione, utilizzando il metodo dian
an e stimolando il punto per circa 2 minuti, piuttosto energicamente.
Dopo aver alleviato il dolore, si inizia il trattamento applicando la sequenza di base e le
diverse stimolazioni a seconda della sintomatologia e della diagnosi.
Ricordiamo che alla sequenza di base (sez. I) seguono in genere alcuni metodi secondo la
diagnosi differenziale (sez. II). Questi metodi possono essere ripetuti se particolarmente
rilevanti e vanno integrati all’interno del trattamento, che rimane comunque solo una
traccia a cui riferirsi e va modificato a seconda delle specifiche condizioni della persona e
del momento.

I. Sequenza di base per regolare il sistema gastroenterico

A. Sequenza di base per le malattie interne


Bo
• Le cinque linee del dorso (dumai e i due rami del
canale di vescica)
– 3-5 volte
– Dall’alto verso il basso, con uno o quattro dita

Mo
• Le cinque linee del dorso (dumai e i due rami del
canale di vescica)
– 3-5 volte
– Usare il palmo, dall’alto verso il basso. Si può an-
che raschiare-nao, con la mano «a zampa d’aqui-
la», dalla base del collo al sacro

Nie
• Dumai
– 3-5 volte
– Pinzettare dal basso verso l’alto lungo la colonna
(nieji)
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Zhuo
• Le cinque linee del dorso (dumai e i due rami del
canale di vescica)
– 3-5 volte
– Il becchettare-zhuo è una variante della percussio-
ne-kou, dall’alto verso il basso e viceversa

Pai
• Le cinque linee del dorso (dumai e i due rami del
canale di vescica)
– 1-2 minuti
– Dall’alto verso il basso e viceversa, più volte

B. Sequenza sul dorso


Gun
• Lungo il ramo interno del canale di vescica, da
tianzhu BL-11 fino a sanjiaoshu BL-22 (in caso di di-
sturbo gastrico), da pishu BL-20 fino a dachangshu
BL-25 (in caso di diarrea) o da ganshu BL-18 fino
agli otto punti liao BL-31-32-33-34 (in caso di stipsi)
– 2-3 minuti in totale

An rou o yizhichan
• Ganshu BL-18; danshu BL-19; pishu BL-20; weishu
BL-21; sanjiaoshu BL-22; shenshu BL-23; dachangshu
BL-25; gli otto punti liao BL-31-32-33-34; chang-
qiang GV-1
– 3-5 minuti in totale
– Soffermarsi sui diversi punti a seconda della sinto-
matologia e della diagnosi e massaggiare i punti
dolorosi ashi; usare una stimolazione energica in
caso di dolore epigastrico o addominale; una sti-
molazione profonda e lenta in caso di vuoto; una
stimolazione veloce e delicata in caso di stipsi