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NORME DA SEGUIRE NELL’IMPANTO PER LA BUONA RIUSCITA DEL


FRAGOLETO
Scelta del terreno di coltivazione
La fragola predilige terreni di freschi, profondi, di medio impasto ma si
adatta bene anche a terreni più forti (argillosi) purché dotati di un buon
sgrondo dell’acqua. Il pH del terreno di coltivazione varia da 5,5 a 7,0 e la
salinità non deve essere superiore a 2 mS/cm. La salinità è molto
importante sia quella del terreno che quella dell’acqua d’irrigazione (<1.6
mS/cm).
Per la scelta del terreno è importante valutare le rotazioni. Occorre fare
rotazioni ampie (3-4 anni) mentre è da evitare il ristoppio e la precessione
con colture quali patata, pomodoro che possono essere fonte di inoculo di
fitoftora, rizoctonia, verticillium responsabili del “deperimento
progressivo”.
Rotazioni consigliate
Quadriennale: bietola-ortive-frumento-fragola
Triennale: frumento-ortive-fragola;
ortive-leguminose da granella o sovescio-fragola
In terreni particolarmente stanchi è preferibile lasciare a riposo il terreno
nell’autunno che precede il trapianto del fragoleto. In questi casi è
particolarmente utile seminare piante da sovescio (brassica juncea;
veccia+orzo; orzo+colza) in grado di apportare sostanza organica,
migliorare la struttura del terreno e risanare il terreno.

2) Pratiche colturali prima dell’impianto


Una volta scelto il terreno si passa alla fase di preparazione dello stesso. La
prima operazione riguarda la livellatura per evitare la formazione di zone
di ristagno idrico e per garantire una buona sterilizzazione del terreno.
La sterilizzazione del terreno è pratica indispensabile in terreni non più
vergini, stanchi dove si ripete la coltivazione della fragola ad anni alterni e
per la coltivazione di varietà poco vigorose.
La fumigazione può venir fatta prodotti fumiganti come Dazomet 99
(Basamid) o Metam-sodio (Vapam) con caratteristiche d’uso e funzionalità
diverse secondo i casi, rispettando i periodi necessari prima d’impiantare
relativamente al prodotto usato (vedi schede prodotti).
Al fine di permettere al fumigante di esplicare la sua miglior azione e per
evitare possibili danni alla coltura sono necessari alcuni accorgimenti:
- nel caso di accentuata siccità, dopo la lavorazione del terreno, eseguire
una irrigazione per dotarlo del giusto grado d’umidità necessario anche
per il controllo delle erbe infestanti;
- la distribuzione di letame maturo o di sostanza organica deve essere
effettuata almeno 90 giorni prima della fumigazione, meglio sarebbe
nella coltura precedente; oppure distribuire concimi organici sterilizzati
pellettati dopo la fumigazione prima di stendere la pacciamatura;
- limitare i concimi azotati di qualsiasi tipo sia nella concimazione di
fondo che nelle fertirrigazioni estivo-autunnali e primaverili; distribuire 50
Kg ettaro di solfato di magnesio al fine di migliorare la differenziazione a
fiore.

Ogni fragolicoltore deve conoscere le caratteristiche fisico-chimiche del


proprio terreno in quanto questo è un elemento determinante per la scelta
varietale e la tecnica ottimale da adottare.
Tutti i tipi di terreno devono essere preparati per tempo e con cura.
Nei terreni tendenzialmente sabbiosi e di medio impasto, va effettuata
un’aratura alla profondità di 40 cm preceduta da una ripuntatura a 60 cm
nel caso di terreni più compatti. Con l’aratura andiamo ad interrare il
letame maturo (400-500 q.li/ettaro) se ne disponiamo in azienda. Nel caso
in cui il fragolicoltore non disponga di letame possono essere somministrati
con organici pellettati (20-25 q.li/ettaro) durante la fase di affinamento del
terreno.
La concimazione pre-impianto, da effettuare nel corso delle fasi di
affinamento del terreno, deve tener conto, oltre alle caratteristiche dello
stesso, delle cultivar, del sistema irriguo, del tipo di pianta e della sostanza
organica somministrata in precedenza.
Molto indicativamente si possono consigliare circa 50 Kg/ettaro di azoto,
50Kg/ettaro di anidride fosforica (P2O5) e 150 Kg/ettaro di ossido di
potassio (K2O).
Occorre sottolineare che la concimazione pre-impianto può essere
effettuata sia con concimi semplici (solfato ammonico, perfosfato minerale,
solfato potassico) sia con concimi complessi (Agrofert-MB 4-6 q.li/ettaro)
compresi quelli a più lenta cessione.
A questi apporti devono seguire, dopo l’impianto, altre somministrazioni
con concimi idrosolubili da agosto ad ottobre in concomitanza delle
irrigazioni (4-5 somministrazioni distanziate di 10-15 giorni) e poi
successivamente dalla ripresa vegetativa sino alla raccolta primaverile.
Queste fertirrigazioni devono apportare in totale per ettaro altri 60-80 kg
di N, 80 kg di P2O5, 80-100 kg di K2O. L’azoto è consigliabile ridurlo o
meglio sospenderlo nel mese di ottobre.
I prodotti più comunemente impiegati sono: urea agricola, nitrato di
potassio, idrocomplex ecc..
Nei terreni sottoposti a fumigazione occorre evitare apporti di concimi
organici ad eccezione di quelli pellettati.

La successiva fase dopo l’affinamento è la baulatura in prode al fine di


evitare ristagni idrici. L’altezza della prode varia dalle zone di coltivazione
(dai 15-30 cm). Al momento della formazione della prode viene stesa la
pacciamatura di colore nero forata a bine (25*30 cm o 30*30 cm) con
manichetta per l’irrigazione (meglio autocompensanti a basso volume tipo
ali gocciolanti Ecodrip, T-tape).

3) Scelta varietale

La scelta della varietà è un aspetto fondamentale per la buona riuscita del


fragoleto. Occorre a tal fine valutare diversi aspetti : organizzazione del
lavoro aziendale, programmazione commerciale, tipo di coltura (a campo
aperto, sotto tunnel, fuori suolo), fertilità del terreno, clima.
Un valido aiuto sotto le liste varietali che vengono redatte annualmente a
livello nazionale e ai consigli del nostro ufficio tecnico.

4) Trattamento delle piante frigoconservate prima della


piantagione

Le piantine vanno ritirate dalla cella frigorifera 2-3 giorni prima del trapianto
(o comunque almeno un giorno prima), conservate in ambiente umido e
poco voluminoso, ricoperte con sacchi di juta bagnati, per ottenere un lento
scongelamento ed un buon inizio della ripresa vegetativa.
E’ buona norma, prima del trapianto, immergere le piante in una
soluzione di Sequestrene g. 200 + Previcur o similari g.200 per
quintale d’acqua. Per un buon attecchimento delle piante si
consiglia di non eccedere con l’irrigazione: in pratica sono molto
più frequenti fallanze dovute ad eccesso idrico di quelle dovute a
carenza.

5) Irrigazione

La fragola è una coltura che assorbe notevoli volumi d’acqua ad ettaro. La


quantità maggiore del suo fabbisogno (70% circa) è indispensabile
all’impianto eseguito durante il periodo estivo quando ci sono temperature
elevate. In tale periodo è importantissimo poter disporre sia della
manichetta sottotelo, che dell’irrigazione a pioggia. Per l’irrigazione
soprachioma meglio sarebbe utilizzare dei microjet (1-2 l/min) che hanno un
effetto climatizzante ed evitano di compattare e dilavare il terreno in
superficie.
Per le manichette sotto-pacciamatura si è passati da quelle a “camera
singola” (manicone, Ø 5 cm, portata 4 l/m/min) a quelle a “doppia camera”
(tipo Ecodrip, T-tape, Ø 2 cm, portata 10 l/m/ora) che permettono una
uniformità maggiore di distribuzione fino a 100 m di lunghezza oppure ad
“ali gocciolanti” autocompensanti (portata 2-4 l/m/ora) che possono essere
riutilizzati per più cicli di produzione.

Nel mese di settembre/ottobre occorre staccare fiori, frutti e stoloni alla loro
comparsa e cavare le infestanti.

6) ripassi delle fallanze


Contemporaneamente all’impianto del fragoleto si consiglia, al fine di
ottenere un impianto omogeneo e quindi coi migliori risultati produttivi, di
trapiantare una certa percentuale di piante frigoconservate in opportuni
contenitori da 40-60 fori riempiti con torba bionda tamponata, da utilizzare
per rimpiazzare eventualmente le piante morte. Il ripasso va effettuato
quando le piantine hanno 20-25 giorni.
Per questa operazione si possono usare le piante più esili individuate
durante la piantagione iniziale in campo.
Questa tecnica è anche consigliabile nei casi in cui non è possibile effettuare
in campo la piantagione nei periodi consigliati.
Nel caso di impianti con la clorosi occorre somministrare (anche per
fertirrigazione) chelato di ferro (Sequestrene o hamp iron) alla dose di 0.25
g/pianta (1 Kg per 4.000 piante).

7) Corretto impiego della fertirrigazione

Come regola di carattere generale si consiglia di diminuire le dosi per


intervento e di aumentare il numero di interventi fertirrigui, anche in misura
considerevole, per avere risultati notevolmente superiori. Iniziare le
fertirrigazione dopo 15-20 giorni dopo il trapianto e continuare ogni 10-15
giorni fino ad un totale di 4-5 interventi prima del riposo invernale.

Successivamente si inizieranno nuove fertirrigazioni alla ripresa vegetativa


e in particolare dalla fioritura (primi frutti allegati) sino alla raccolta.