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8/4/2018 Convergenze #1 - Letteratura e matematica

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Letteratura
Convergenze #1 - Letteratura e matematica
REMO CESERANI - 20 SEõEMBRE 2013

Qualcuno probabilmente ricorderà che Remo Ceserani, insieme a Lidia De Federicis, ha firmato anni fa
un "Laboratorio per lo studio della letteratura italiana" tanto fortunato quanto "clamoroso". Il
Materiale e l'Immaginario, edito da Loescher, si impose infatti all'attenzione del mondo scolastico e
accademico perché scardinava, tra gli altri, uno dei pilastri portanti (e fondanti) di tutta la didattica
disciplinare nazionale, da Croce in poi: l'idea che il letterato si dovesse occupare prevalentemente (se
non esclusivamente) di letteratura, perché quello era il suo specifico e naturale (ma dovrei forse
dire spirituale) campo di azione e interesse. Idea sbagliata – secondo l'Autore – e povera, perché negava
dignità di studio e di ricerca a tutte le occasioni di convergenza e contaminazione, senza le quali spesso
poco si può capire della letteratura stessa («da che materiale scaturisce quell'immaginario che
chiamiamo poesia?» ci si chiedeva in Casa editrice allora). Per questo, quando ha accettato di scrivere
per "la Ricerca", dicendo che gli sarebbe piaciuto occuparsi delle convergenze, appunto, «fra la
letteratura e le altre discipline (matematica, fisica, biologia, neuro-scienze, medicina, giurisprudenza,
ecc.), viste di volta in volta non dal punto di vista della situazione universitaria e culturale in senso
ampio, ma da quello concreto delle discipline insegnate a scuola» abbiamo capito che ci stava
proponendo di riprendere un discorso interrotto, non troncato, tanti anni fa. «È il nostro Autore che
torna!», ci siamo detti in Redazione, con un po' di retorica e un malcelato senso di orgogliosa
appartenenza.

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Carlo Alberto Parmeggiani è un immaginoso (da Edmondo Berselli de nito «sulfureo») scrittore di romanzi e saggi, gran ultimi twe
giramondo, praticante dei più diversi mestieri, dal bookmaker al professore di matematica in Svizzera, allievo a suo Segui

tempo di Luciano Anceschi, molto emiliano nei gusti e nella capacità estrosa, bizzarra, lucida della scrittura (siamo nella
terra di Ariosto, Cavazzoni, Celati e, appunto, Berselli).
In un libretto arguto e di piacevole lettura, intitolato Le parole e i numeri (Mimesis, 2013), Parmeggiani ha cercato di
scoprire se ci sono buone ragioni per stabilire convergenze (di interessi, di atteggiamenti mentali, di bizzarrie
caratteriali) tra matematici e letterati, tra forme di sapere e conoscenza a prima vista molto distanti fra loro.
Naturalmente le divergenze sono nette e ben chiare a tutti noi. Come spiega Parmeggiani all’inizio del suo libro «lo
scrittore lavora una materia composta di fatti, di esperienza, di emozioni, sentimenti e di parole che diventano i mattoni
in bella vista di periodi e di singole frasi che innalzano un’umile sof tta o una cattedrale a una propria visione delle cose,
mentre il matematico lavora una materia folle e schizoide di gure, di grandezze, di classi, di astrazioni, più che non di
numeri, misure, identità e di equazioni, benché di questi non ne possa fare a meno nella formulazione di un linguaggio
universale in cui numeri e algoritmi la fanno da padrone in luogo delle solite parole, di periodi o di singole frasi». E però,
e però. Quante sono davvero le differenze, o le somiglianze, fra chi conta e chi racconta, chi immagina algoritmi e chi
scrive romanzi o poemi in versi?

Parmeggiani non è il primo che si pone questo problema, basta ricordare gli studi severi di Carlo Ferdinando Russo e le
brillanti divulgazioni di Piergiorgio Odifreddi, ma egli questa volta lo affronta con un’ampiezza di riferimenti e una verve
di scrittura davvero invidiabili. Parmeggiani può citare con disinvoltura le pagine di Ariosto, Kleist, Dumas, Carrol,
Proust, Svevo, Kafka, Borges, Lem, Pizzuto, Calvino o Kawabata (magari lasciando sullo sfondo il n troppo ovvio
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riferimento alla bottega matematica La ricerca


dell’Oulipo di Queneau e Perec) e confrontarle @LaRicercaOnl

con le formule e teorie di Eulero, Mahavira, (Tifiamo rivolta)

Desargues, Spinoza, Leibniz, Bolyai, Dedekind, Luciano Bianciardi e la


Cesaro, Kronecker, Kovalevskaya, Cantor, protesta dello stile, di C
Varotti - @Caroccieditor
Thom e moltissimi altri. Può soffermarsi sui
laricerca.loescher.it/lette
problemi posti dall’in nito, dall’irrazionale, ura/17…
dallo zero, dal vuoto (il vuoto matematico e il
senso del vuoto esistenziale del letterato), o
sull’invenzione fantastica e fantascienti ca dei
mondi paralleli (come nell’inquietante
romanzo Tempo fuor di sesta di Philip Dick), o
sulla logica imperterrita e drammatica di Carlo
Michelstaedter, o sui complicati, torrentizi
3
deliri di David Foster Wallace, portato, lui
come altri postmoderni, a pensare con
La ricerca
angoscia il mondo in cui viviamo «come un @LaRicercaOnl
grande punto morto, ovvero un punto di Luciano Bianciardi – le c
opere, dopo
accumulazione di abbrutimenti» (altro che
l’Antimeridiano, sono sta
euforie nevrotiche!). Può soffermarsi di recente ri-raccolte sot
l’etichetta de "Il cattivo
profeta" – è ormai da m
anni il protagonista di un
ambiguo mito...
laricerca.loescher.it/lette
ura/17…

Ritwittato da La
ricerca

Roberto Somm
@SommellaRob
Da leggere. A scuola m
per tutti

pietosamente sul tragico destino parallelo del 7 apr 2


matematico Évariste Galois e del grande poeta
e narratore russo Alexander Puškin. Può, con
facilità, scrivere pagine «sulfuree» su una s lza
in nta di matematici e letterati più o meno
grandi.

Il libro di Parmeggiani, oltre a offrire a tutti noi una lettura molto piacevole, serve a smentire pregiudizi troppo diffusi
nelle nostre scuole e fra i nostri ragazzi, per cui alcuni sarebbero portati alla scienza dura della matematica e altri, in
netta controtendenza, al libero esercizio della parola e dell’immaginazione. Pare proprio che non sia così.

Remo Ceserani
È stato professore di letterature comparate all'Università di Bologna.

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Convergenze #2 - Letteratura e medicina
Convergenze #3 - Letteratura, psicoanalisi, neuroscienze I
Convergenze #4 - Letteratura, psicoanalisi, neuroscienze II
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Convergenze # 6 - Scienze umane?

Tags # Convergenze

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