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CHIESA ORTODOSSA E MAGIA/STREGONERIA

La Chiesa Ortodossa e la Magia

CONSIGLI A CHI SI CREDE OGGETTO DI MALOCCHI


O ALTRE PRATICHE OSCURE
-

L’esistenza dei malefici al tempo di Mosè si trova


descritta nel libro dell’Esodo. Nostro Signore, nel
vangelo ci annuncia i segni straordinari
dell’Anticristo, capace di sedurre i migliori fedeli
(Matteo 24). Nelle epistole, s. Paolo ci avvertì che
Satana compirà tutti i miraggi, i segni e prodigi
menzogneri. Gli atti degli apostoli ci riporta la storia di
Simone mago che meravigliò i suoi contemporanei
attraverso azioni straordinarie. Nella Chiesa ortodossa
Dio elargisce certamente dei carismi. I santi possono
operare miracoli, guarigioni. Possono anche cacciare i
demoni. Ma tutto quello che viene fatto non è grazie
ad un potere personale ma grazie all’intervento divino
che risponde alle preghiere confidenti. Là dove la
magia comanda, esige o pretende di fare, la Chiesa
implora Dio di usare misericordia.
Egualmente l’esorcismo non è una specie di “magia
sacra”, L’esorcismo è una preghiera sacerdotale che il
prete dirige verso Dio perché siano cacciati i demoni.
Il prete non agisce in nome proprio, né in virtù di un
potere, ma prega Dio in nome della Chiesa. Il prete di
Cristo non è una specie di “mago cristiano”, ma il
servitore di Dio.
Nessuno si improvvisa esorcista. Le sette moderne
pretendono di avere ministri che cacciano i demoni.
Per un cristiano che si indirizza a questi pseudo-
esorcisti e confida in queste pratiche si impone un
peccato grave.
I maghi e i fattucchieri compiono delle caricature dei
carismi che non possono esistere al di fuori della
Chiesa di Dio. Alcuni esorcisti si sono vantati di
cacciare il demonio in base alle proprie forze, alla
propria esperienza... mentre invece ognuno è
solamente lo strumento del quale Dio si serve per
realizzare il bene che vuole operare. Coloro che
praticano la magia o la divinazione pretendono di
avere ricevuto una iniziazione, pretendono di
possedere un potere personale, affermano di avere
ricevuto il potere di comandare ai demoni o di guarire
le malattie. Questo è in opposizione a quello che
avviene per carismi distribuiti dallo Spirito Santo nella
Chiesa. Nella Chiesa sono richieste l’umiltà, la
confidenza in Dio, la sottomissione alla sua volontà.
Da una parte vi è la Chiesa e Cristo, dall’altra la
superstizione e Satana. Questa differenza viene
riportata dalla sacra Scrittura quando leggiamo
nell’epistola di s. Paolo:
«Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale
collaborazione tra un fedele e un infedele?» 2 Cor. 6,
15 e ancora: «Quale rapporto infatti ci può essere tra
la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le
tenebre?» 2 Cor. 6, 14. Nella Chiesa i carismi
provengono dallo Spirito Santo; Esso si profonde
sempre, senza pubblicità, senza clamore, nell’umiltà.
È un segno questo per riconoscerne l’autenticità.

Quando i sacerdoti segnano i fedeli sulla fronte con


un batuffolo inumidito con l’olio della lampada che
arde davanti alle icone, invoca sul cristiano la
misericordia di Dio. Essi agiscono come preti della
santa Chiesa e non come depositari di un potere
segreto. Quando la Chiesa prega col suo ufficio
d’intercessione per coloro che si raccomandano alle
sue preghiere, agisce la “preghiera della Chiesa” e
non una pratica paranormale. Questa dottrina
proviene dai santi Padri, che vengono seguiti nella
loro vita e nei loro esempi e per i quali i carismi non
sono dei talenti individuali ma sono per il servizio
della comunità.

Ricorrere all’intercessione dei santi e alla preghiera


della Chiesa non impedisce certo di fare appello ai
rimedi naturali. Sono perciò richieste due condizioni
indispensabili:
- la prima di non tralasciare alcuna cura messa a
disposizione dalla scienza medica;
- la seconda di seguire fedelmente il trattamento
prescritto dal medico.
La preghiera non dispensa da questi doveri. Colui che
segue fedelmente queste norme può poi ricorrere alla
preghiera della Chiesa, con tutto il cuore, con umiltà e
confidenza: «Signore, se tu vuoi, tu puoi guarirmi, tu
solo sai quel che è bene per me. Agisci dunque, non
come voglio io, ma come vuoi tu».
La superstizione è una malattia della coscienza. Essa
può divenire un peccato grave allorché fa breccia in
un cristiano che consulta delle persone praticanti la
magia. La superstizione è arrivata a snaturare
completamente tutta la vita cristiana. Alcuni uomini e
donne che si fregiano del nome di cristiani, ma che
vivono come pagani, esigendo da Dio la fine dei loro
problemi, dei loro tormenti, in nessun caso sono
decisi a condurre una vita cristiana. Proprio questi si
rivolgono all’occultismo: è l’aberrazione.
Il cristiano che prova difficoltà deve innanzi tutto
condurre una vita cristiana più fervente e mettere
ordine nella vita personale se questa non è conforme
ai comandamenti della legge dell’amore di Dio.
Non ricorrere mai a dei personaggi più o meno
dubbiosi che pretendono di togliere i malefici e
operare dei “disincantesimi”. Spesso si tratta di
occultisti. Ricorrere sempre al prete ortodosso della
propria parrocchia per avere consiglio.
- Conservare la confidenza nella bontà e nella
onnipotenza divina, che non permette mai che siamo
sottoposti a prove oltre i limiti delle nostre forze.
Dobbiamo approfittare dell’esempio del giusto
Giobbe.
- Se si crede di trovarsi alla presenza dell’intervento di
spiriti maligni o in casi dubbiosi, si deve ricorrere ai
mezzi soprannaturali raccomandati dalla Chiesa e
cioè: compiere i propri doveri di cristiani ortodossi;
praticare la preghiera, la penitenza, il digiuno;
confessare i propri peccati, partecipare agli uffici
liturgici, vespro, mattutino, ecc.; mettere in ordine la
propria vita, se è necessario.
- Ricordarsi che le benedizioni, le icone, l’acqua
benedetta ecc. non sono una “magia sacra”, né
talismani. Sono dei mezzi che la Chiesa utilizza per il
nostro bene e i soli conformi alla volontà santa di Dio,
alla quale ognuno deve affidarsi con fiducia e
confidenza.
- vedere se le difficoltà non abbiano origine da cause
naturali e agire allora di conseguenza: in caso di
malattia consultare un medico o un veterinario;
conservare la propria abitazione pulita e aerata e
osservare le regole igieniche; domandarsi se non si è
vittime di imbrogli o prepotenze.
- Non credere che ogni noia, difficoltà, perdita,
malattia, siano dovute a intervento diabolico. In
genere, i casi di influenza diretta degli spiriti maligni
sono assai rari.
- Non rispondere ai malefici consultando occultisti,
per rispondere con altri malefici. Sarebbe un vortice
veramente infernale e un peccato gravissimo.

CANONI DELLA SANTA CHIESA ORTODOSSA


CONTRO I MAGHI E LA MAGIA
La chiesa ortodossa che ama il buon Dio non può
avere che in orrore tutto quello che è in rapporto con
la magia diabolica. Il cristiano ortodosso, fedele alla
legge dell’amore, si ricorda il primo comandamento
del decalogo: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai
altro Dio al di fuori di me. Ricorrere alla magia e
riconoscere “un altro Dio”, è una snaturazione della
vita, una malattia dell’anima, una mostruosità, un
peccato grave di idolatria, che porta alla rovina
propria e spesso anche di altri.
Così la Chiesa che è materna ha promulgato, sotto
ispirazione del Santo Spirito dei Canoni o Regole, che
interdicono ogni pratica magica e ogni ricorso a tali
pratiche. Per quelli che infrangono tali regole Essa ha
destinato delle severe punizioni canoniche. Tali pene
non sono negative, ma destinate ad educare e
rimettere sulla retta via il cristiano allontanato da
simili errori.

CANONE 24 DEL SINODO DI ANCIRA (a. 358)


Quelli che ricorrono a indovini e stregoni.
Quelli che consultano gli indovini, conformandosi ai
costumi dei pagani, che fanno entrare nella loro casa
gente per svelare loro le sorti malefiche o fare
purificazioni, saranno sottomessi a cinque anni di
penitenza secondo i gradi prescritti: tre anni di
sospensione e due anni di preghiere senza
partecipazione all’offerta.

CANONE 36 DEL SINODO DI LAODICEA ( 341-380)


Quelli che fanno uso di incantesimi e filattiere.
I chierici consacrati e quelli inferiori non devono
essere né indovini, né maghi, né astrologi, né
fabbricare quegli oggetti chiamati amuleti, che sono
catene per l’anima; quelli che li portano noi ordiniamo
che siano espulsi dalla Chiesa.
CANONE 60 E 61 DEL CONCILIO IN TRULLO (a. 680-
681. 692)
Quelli che hanno sembianze di essere posseduti.
L’apostolo ci insegna: “Colui che è unito al Signore
diviene con lui un solo spirito”, se ne deduce
chiaramente che colui che entra i familiarità con il
demonio, diviene per il suo rapporto una sola cosa
con lui. Dunque quelli che fanno finta di essere
posseduti dal demonio e imitano espressamente con
la loro condotta disonesta la maniera di fare dei
posseduti, abbiamo deciso che siano castigati in ogni
modo e che si faccia subire loro i duri trattamenti e
quelle pene, alle quali si sottomettono a giusto titolo i
veri posseduti per liberarli dall’azione del demonio.

Gli indovini e i maghi.


Quelli che ricorrono agli indovini e ai cosiddetti
centurioni o ad altra gente di tale sorta, per conoscere
da essi quello che vorrebbero essere loro rivelato, che
siano sottomessi alla pena canonica di sei anni, in
conformità alle decisioni dei padri a riguardo. Alla
stessa pena canonica devono essere sottomessi
quelli che ingannano questi spiriti semplici e
nuocciono predicendo loro, per mezzo di
farneticazioni, dell’errore, la fortuna, il destino, la
genealogia e una folla di termini simili; allo stesso
modo quelli che chiamano i cacciatori di nubi, quelli
che gettano incantesimi, quelli che distribuiscono
filattiere e gli indovini. Se persistono in questi
sortilegi e non si astengono, e non fuggono da queste
pratiche funeste e pagane, noi ordiniamo che siano
rigettati totalmente dalla Chiesa, come lo prescrivono
i Santi Canoni. “Infatti, cosa possono avere in comune
la luce e le tenebre”, dice l’apostolo e “quale rapporto
c’è tra il tempio di Dio e gli idoli o quale parte ha il
fedele con l’infedele, e quale accordo c’è tra Cristo e
Belial?”.

SAN BASILIO DI CESAREA

CANONE 65
I maghi e quelli che preparano filtri.
Colui che confessa d’aver usato la magia o i filtri
percorrerà nella penitenza il tempo della
testimonianza e sarà trattato come se si fosse
spontaneamente accusato di questo peccato (10 anni
di penitenza e di scomunica).

CANONE 72
Quelli che sono ricorsi agli indovini.
Quelli che sono ricorsi a indovini e simili, si vedranno
imporre il tempo di penitenza della testimonianza (10
anni di penitenza e di scomunica).

CANONE 83
Quelli che ricorrono agli indovini o hanno introdotto
nella loro casa le pratiche di
divinazione.
Quelli che sono ricorsi a indovini e seguono i costumi
pagani, oppure accolgono in casa persone per
scoprire il futuro con sortilegi o per purificarsi,
saranno soggetti a una pena di sei anni.
SAN GREGORIO DI NISSA
CANONE III
Contro quelli che ricorrono a maghi e indovini.
Quelli che si sono rivolti a maghi o indovini o a gente
che promettono di liberarli dai sortilegi o che gettano
le sorti con l’aiuto dei demoni, devono essere
accuratamente interrogati ed esaminati, se restando
fedeli a Cristo, non siano stati trascinati a commettere
questo peccato per qualche necessità, per un cattivo
trattamento o un danno difficile da sopportare; oppure
se al contrario sono ricorsi all’alleanza con i demoni
per un totale disprezzo per la verità attestata, che noi
crediamo. Perché se hanno fatto ciò, rinnegando la
propria fede e perché non credono più che il Dio
adorato dai cristiani sia il vero Dio, saranno
evidentemente sottomessi alla pena degli apostati; ma
se qualche necessità insopportabile ha prevalso sulla
loro pusillanimità e li ha condotti, ignoranti quali
erano per qualche speranza ingannata, ci sarà per la
loro la stessa misericordia, usata a quelli che non
seppero resistere alle torture e al tempo, in cui si
doveva confessare la fede.

Da: L'esorcismo nelle chiese ortodosse a cura


di Silvana Radoani

La magia
Il testo qui liberamente tradotto dal greco è la
sintesi di un discorso di san Nicodemo l’Aghiorite
(† 1809) conservato nell’opera “L’etica dei
cristiani”.
di san Nicodemo dell’Athos
traduzione a cura dell'Archimandrita Antonio
Scordino

introduzione
Conviene a quanto dirò tra poco che io prenda
in prestito il lamento del profeta Geremia, per
gridare anch’io con dolore: “Chi darà ai miei occhi
una fonte di lacrime, per piangere amaramente
notte e giorno sul popolo cristiano?” (Geremia 9,
1). Chi non piangerà, invero, vedendo che il Figlio
di Dio, con la sua morte in croce, ha vinto tutti i
demoni, mentre i cristiani, con magie varie, li
rendono di nuovo vincitori e trionfanti? Chi non
verserà lacrime amare al pensiero che il nostro
Signore Gesù Cristo ha riscattato dalla tirannia del
diavolo il mondo e i cristiani, mentre i cristiani,
con la magia, riportano il diavolo nel mondo e di
nuovo lo prendono a loro dominatore?
E’ lacrimevole o no il presente stato dei cristiani,
visto che essi, con magiche arti e satanici
sotterfugi, in sostanza fanno rivivere il culto dei
demoni? In pubblico adorano il vero Dio, ma in
privato lo rinnegano e adorano il diavolo. Che
imbroglio! Inganno nascosto e fraudolento, che
danneggia l’anima e porta alla morte!
Ho deciso perciò di smascherare la menzogna e
ammonire i cristiani che non devono darsi alla
magia né fare uso d’alcun tipo di magia.

vari tipi di magia


Da quando il diavolo si è allontanato dal Dio
unico, è caduto nella molteplicità, diventando
multiforme e diviso in molteplici parti. Ecco quindi
che le forme del male e delle magie – da lui
macchinate e sparse fra i miseri umani – sono
svariate, pressoché senza numero. Eccone le
principali forme:
1. Magia propriamente detta. E’ una tecnica,
per così dire, con la quale si chiamano i demoni,
s’interrogano ed essi rispondono rivelando ora
ricchezze ora spiegazioni di sogni, e a volte cose
nascoste. Quanti esercitano questa tecnica sono
detti maghi e sostengono l’esistenza di tre classi di
demoni: dell’aria (che ritengono buoni), della
terra (sia buoni che cattivi) e degli inferi, cioè
sotto terra (malèfici). In realtà, tutti i demoni
sono malvagi e operano il male: non sono mai
benèfici.
2. Divinazione. E’ praticata dagli indovini. Essi
sono servitori dei demoni; utilizzano il palmo della
mano o qualche offerta o falsi impiastri o altri
illeciti mezzi. Gli indovini dicono che possono
conoscere il futuro.
3. Incantesimo. E’ praticato dagli incantatori.
E’ così detto dai canti(pianti) che fanno tra le
tombe, quando chiamano i demoni e chiedono loro
di nuocere a qualcuno, paralizzandolo,
accecandolo, facendolo insomma ammalare.
Soprattutto, essi fingono di far uscire i morti
dall’ade! Degli incantatori fanno parte anche
quelli che “vedono” fantasmi vari tra le tombe e le
scoperchiano, col pretesto di dare fuoco ai
vampiri. Alcuni di questi uomini, chiamati
stregoni, alle suppliche rivolte ai demoni
mischiano salmi di David e i nomi dei santi, di
Cristo, della Madre di Dio.
4. Venefìci. Chi fa venefìci prepara certe
bevande “drogate”, per fare morire qualcuno
oppure oscurargli la mente o procurargli qualche
passione carnale. A essi si rivolgono specialmente
le donne, per sedurre e attirare l’uomo che
desiderano.
5. Auspici. Gli auspici affermano di predire il
futuro dal modo in cui volano gli uccelli o dal verso
degli animali. A essi appartengono anche i
superstiziosi, i quali badano a chi incontrano,
specie quando stanno per partire o vanno a pesca,
insomma quando stanno per intraprendere
qualcosa. Essi credono specialmente alle carte, ai
portafortuna, al destino, ai presagi, al malocchio,
ai sogni. Considerano alcuni giorni fausti e altri
infausti – come il martedì, per esempio – e temono
d’iniziare qualsiasi cosa nei giorni infausti.
Credono che procuri male portare il braciere nelle
case dei vicini; venerano la luna nuova; credono
alle nereidi (le sirene) e ai folletti. Essi stanno
attenti alle reazioni fisiche del loro corpo, e
dicono: “Questo, significa questa cosa”, se per
esempio prude la mano, o tremano le palpebre,
oppure fischia l’orecchio. Quando costruiscono una
casa oppure si mettono a fare una barca,
macellano - nelle fondamenta o sulla carena - un
uccello, o una pecora o un altro animale,
presentando così un’offerta sacrificale al diavolo.
6. Astrologia. L’astrologo dice che l’ispirazione
degli atti umani è determinata dal movimento
degli astri. Nelle stelle indicano gli istinti
dell’animo e nella loro disposizione le varie
vicende della vita. Dagli astri, con l’aiuto dei
demoni, affermano di predire il futuro, trattando
così le stelle come se fossero stravaganti divinità.
7. Amuleti. I fabbricanti di talismani li
realizzano avvolgendo fili di seta e scrivendovi
nomi demoniaci. Molti li mettono al collo oppure
al polso per essere protetti dal male. Come
costoro, sono quanti sputano in petto, come per
intralciare con lo sputo il malocchio.
8. Falò. Con falò rituali cercano di indovinare il
futuro e la sorte di un uomo, con formule varie,
invocazioni e cose simili.
Questi sono i principali tipi di magia. Ve ne
sono molti altri: la maggior parte è segnalata nella
Sacra Scrittura e nei canoni dei sacri Concili (in
particolare, del 6° Concilio Ecumenico).

Dio vieta la magia.


E’ tempo ormai di dire come sia del tutto
inaccettabile che i cristiani facciano qualsiasi tipo
di magia. Essa era vietata agli Ebrei,
spiritualmente infantili; tanto più sono vietate ai
cristiani, figli della verità e della grazia
evangelica.
Nel Deuteronomio, Dio ordinò agli Ebrei: “Non
si trovi tra te uomo che purifichi suo figlio o sua
figlia con il fuoco, che eserciti la divinazione o il
sortilegio o l’augurio o la magia, né chi consulti gli
spiriti con incanti o da ventriloquo, né osservatore
di prodigi che interroghi i morti” (Deuteronomio
18, 10-11). Nel Levitico, in particolare, Dio
dispone di non avvicinare alcuno di quelli che
praticano tali cose, per non contaminarsi: “Non
accostatevi (ai maghi) né contaminatevi con loro;
io sono il Signore Dio vostro” (Levitico 19, 26. 31).
Dio vieta la magia perché porta alla venerazione,
all’adorazione dei demoni, sia chi la pratica che
chi la richiede: costituisce perciò peccato mortale.
Del resto, le arti magiche non possono dare alcun
vantaggio: “Magie e auspici e sogni sono cose
vane”, dice la Scrittura (Sirach 34, 5).
Per questo motivo i santi apostoli comandano ai
cristiani di non usare alcun tipo di magia: “Non
fare magie; non fare incantesimi” (Costituzioni
Apostoliche 7, 9), “State lontano da incantesimi,
falò, magie, lustrazioni, auspici, ornitoscopie,
necromanzie, evocazioni spiritiche” (ibidem 2,
62).
Cristiani, riflettete che quando avete ricevuto
il santo battesimo, il sacerdote, anzi Cristo stesso
vi ha chiesto: “Rinunci al satana, a tutte le sue
opere, a ogni suo culto e a ogni sua vanità?”
Ciascuno di voi, per bocca del padrino, ha
risposto: “Rinuncio”. Non solo al satana, ma “a
tutte le sue opere”, “a ogni suo culto” e “ogni sua
vanità”. Qual è il culto del satana? San Cirillo di
Gerusalemme risponde che consiste nelle
divinazioni, nei venefici e in tutte le altre forme di
magia che abbiamo elencato. Qual è la sua vanità?
Il santo Crisostomo dice che sono i teatri, gli
ippodromi, i falò, e ogni peccato.
Dovete essere dunque consapevoli, fratelli, che
vi sarà chiesto conto, nel giorno del Giudizio, della
vostra professione di fede e rinuncia. Sappiate che
dovete mantenere perfetto il patto stabilito con
Dio. Come potete abbandonare Cristo e rivolgervi
a maghi e maghe, cioè al diavolo stesso?
Quelle parole – “Rinuncio al satana, a tutte le
sue opere, a ogni suo culto e ogni sua vanità” –
siano sempre sulle vostre labbra e nella vostra
mente, come freno e impedimento a qualsiasi
forma di magia. Quelle parole faranno sì che,
quando uscite di casa, non avrete paura dei brutti
incontri con altri, né di versi e voli d’uccelli, o di
altre cose simili. Quelle stesse parole,
accompagnate dal segno di croce, faranno sì che
non abbiate paura nemmeno del diavolo con tutte
le sue diaboliche schiere. Soltanto, non tralasciate
di ripeterle sempre o ovunque, come consiglia la
bocca aurea di san Giovanni: “Vi supplico di
mantenervi esenti dall’inganno della magia,
tenendo queste parole come sostegno. Come non
andate mai al mercato nudi o scalzi, così non
andate in alcun posto senza dire in continuazione
la frase: Rinuncio al satana, a tutte le sue opere,
a ogni suo culto e ogni sua vanità. Non varcate mai
la soglia di casa senza dire questa frase. E’ la
vostra difesa, la vostra arma, la fortezza
inviolabile che vi custodisce. Soprattutto,
sigillatevi con il segno di croce. In questo modo,
non solo un uomo, ma neppure il diavolo stesso
potrà toccarvi, vedendovi sempre con queste
difese”

perché i cristiani sono caduti nella magia.


Gli uomini d’oggi sono caduti nelle opere del
diavolo, specialmente nella magia, perché non
considerano le promesse che hanno fatto a Cristo
quando sono stati battezzati: le hanno dimenticate
e del tutto spente nella loro memoria e nel loro
cuore. Si applicano perciò a loro le parole dette
dal Signore: “Quando lo spirito impuro (il demonio)
va via da un uomo, si aggira per luoghi deserti
cercando dove posarsi, e non lo trova (perché
trova riposo solo quando domina l’uomo e lo rende
malvagio). Allora dice: Tornerò di nuovo a casa
mia (ovvero nel cuore dell’uomo), da dove sono
andato via. E quando arriva, trova la casa
incustodita, spazzata, abbellita, pronta (ovvero
trova l’uomo distratto e pronto a riaccoglierlo).
Allora va, chiama altri sette demoni, peggiori di
lui, e vi stabilisce la sua dimora, non più da solo. E
così la situazione dell’uomo alla fine è più grave
che prima (del battesimo)”. (Matteo 12, 43-45)
Tutti i cristiani che hanno rapporti con la
magia, scacciano quindi dal loro cuore la grazia
divina, lo Spirito Santo, e vi introducono lo spirito
impuro, il demonio. E con l’energia demoniaca
compiono ogni sorta di stranezze sataniche.
Pertanto, come possono essere e chiamarsi
cristiani quanti hanno rapporti con la
magia? Cristiani e adoratori di satana? Inaudito,
impossibile! Come possono andare d’accordo luce
e tenebre, i figli di Dio e i figli di satana? E’ inutile
che uomini simili dicano di essere cristiani. Sono
cristiani solo a parole; nei fatti sono traditori di
Cristo, infedeli, idolatri, adoratori di satana.

i demoni non guariscono: uccidono.


Cosa dichiarano alcuni cristiani? Dicono: Noi
ricorriamo ai maghi (cioè ai demoni) perché
a) troviamo guarigione dalle nostre malattie;
b) scopriamo il futuro e altri segreti;
c) avendo timore dei demoni, vogliamo placarli
attraverso la magia.
Rispondiamo allora a queste affermazioni:
a) Soltanto Dio guarisce veramente.
Stupido uomo, ti affidi ai maghi per guarire?
Credi che davvero il diavolo guarirà la tua
malattia? Proprio lui che sin dall’inizio è assassino
(Giovanni 8, 44) e ha dato alla morte tutta la
stirpe degli uomini? Non hai visto come i demoni
non hanno potuto guarire neppure i loro stessi
maghi dalle piaghe inferte loro da Mosé in Egitto
(Esodo 9, 11)? E adesso farebbero qualcosa di
buono per te? Se i demoni non hanno pietà della
tua anima, dovrebbero prendersi cura del tuo
corpo? Ma scherziamo! Per il diavolo non c’è
niente di più gustoso che angariare in qualsiasi
modo l’uomo. E’ più facile che il fuoco ghiacci e la
neve bruci, piuttosto che il diavolo ti guarisca
davvero. Egli non può, non vuole e non sa guarirti.
Se pensi che egli può, vuole e sa, credi che se Dio
non glielo permettesse, da solo non potrebbe fare
alcunché.
Fratelli, credete dunque che solo Dio è il vero
medico delle anime e dei corpi. Medici e demoni
non guariscono davvero: è solo fantasia. E se
anche si risolvono a guarire il vostro corpo – col
permesso di Dio – sappi che lo guariscono allo
scopo di uccidere la vostra anima. Come? Sviandovi
dalla fede in Cristo per spingervi a credere in loro.
Qual è dunque il vantaggio d’avere qui una
temporanea salute e nell’altra vita una dannazione
eterna? Meglio perderla, questa salute; meglio
perderla, questa vita!
Fratelli miei, il diavolo è un pescatore scaltro
assai. Getta una piccola esca e cerca di prendere
un pesce grosso. Con gioia vi dà un poco di salute,
ma solo per togliervi il paradiso, per farvi dannare
in eterno! Per un piccolo problema, come potete
mai abbandonare il dolce Cristo (vostro creatore,
salvatore e vero medico) per rivolgervi al
maledetto diavolo (vostro tiranno e assassino)?
Avete il cuore di disprezzare i santi (vostri amici,
benefattori, guaritori) per rifugiarvi da maghi e
demoni (vostri nemici giurati)? Credete veramente
che quel che fa una megera lunatica, una zingara,
una maga, non possa farlo Cristo? Credete che
carboni, ferri di cavallo e amuleti diabolici non
hanno almeno lo stesso potere che la croce,
l’acqua consacrata e gli altri terapeutici strumenti
della nostra fede? Infelici creature! Generazione
incredula e dura di cuore! Ha ragione Cristo di
lamentarsi e lagnarsi, esclamando con il profeta
Isaia: “Ascolta, cielo, e tu terra sta’ attenta: ho
fatto un figlio, l’ho cresciuto ed egli mi ha
rinnegato”. (Isaia 1, 2)
Vi prego, fratelli miei, non rattristate Gesù; non
dimostratevi anche voi ingrati nei confronti del
vostro grande benefattore. Non andate da maghi,
maghe, zingare. Se state male, rivolgetevi a Cristo
con fede viva, e chiedete a lui la salute. Egli è il
vostro padre affettuoso. Se vi ha mandato una
malattia, l’ha fatto per mettere alla prova la
vostra pazienza, per incoronarvi di gloria e per
vedere se lo amate davvero.
Rivolgetevi anche alla signora Madre di Dio, che
guarisce i malati e consola gli afflitti. Rivolgetevi,
infine, ai santi tutti, e supplicateli con fervore.
Otterrete così la vera terapia.
Se però non ottenete la guarigione tanto
desiderata, se Dio vi lascia tribolare perché ciò è
utile alle vostre anime, dovete essere forti lo
stesso, e saldi nella fede. Preferite mille volte la
morte, piuttosto che andare da maghi, e quindi
rinnegare Cristo.
b) Solo Dio conosce i segreti.
Chi vuole conoscere il futuro e altre cose
segrete, sappia che solo Dio conosce i segreti e
che solo Dio ha precognizione del futuro. Gli angeli
e gli uomini a volte sanno qualche segreto, ma non
da se stessi: per rivelazione di Dio. Maghi e
demoni, essendo ottenebrati e privi di luce divina,
non possono conoscere alcun mistero, neppure il
futuro dei singoli uomini. L’uomo infatti è auto-
determinato: se vuole, inclina al bene; se non
vuole il bene, inclina al male. E’ quindi
sconosciuto il suo sviluppo e la sua fine. Per questo
motivo Dio deride Babilonia, i cui abitanti
credevano in astrologi e demoni, dicendo: “Ti
salvino ora gli astrologi; prevedano pure, gli
osservatori delle stelle, cosa sta per capitarti!”
(Isaia 47, 13)
Certo, i demoni prevedono molte cose, però
superficialmente e materialmente, deducendo gli
eventi dalle leggi di natura, proprio come molti
sapienti o scienziati. Tutto ciò che invece è nel
profondo del cuore, lo conosce esattamente
soltanto Dio. I maghi intuiscono qualcosa dai
movimenti corporei e dal comportamento
esteriore. Chi sembra avere precognizioni, sa in
modo oscuro, ambiguo, astruso: è questo il motivo
per cui i responsi degli oracoli erano equivoci e
potevano essere interpretati in modi del tutto
contrastanti tra loro.
Vengano ora qui i cristiani che vanno da maghi e
maghe per farsi dire il futuro, per farsi
interpretare i sogni, per farsi svelare qualcosa
come un tesoro nascosto. Venite, e vi dirò quel
che un tempo il profeta Isaia disse a Israele: Idioti,
fino a quando zoppicherete con tutti e due i piedi?
Sino a quando crederete a Cristo e agli indovini,
cioè ai demoni? Se credete che Cristo, essendo
Dio, conosce tutto e che lo svela a chi vuole,
perché correte dagli indovini? Se credete che gli
indovini hanno la conoscenza della verità, perché
adorate Cristo e vi fate chiamare, inutilmente,
cristiani? Non sapete che non potete servire a due
padroni?
Perché, vi chiederete, a volte avvengono davvero
alcune cose predette dai demoni?
- Poiché non credete fermamente nel Signore, e
soltanto in lui, ma nei demoni, Dio permette che
avvengano alcune delle cose predette: a causa
della vostra incredulità;
- Perché, andando dai demoni e chiedendo il loro
aiuto, vi fate (da soli) schiavi del diavolo, cadete
sotto il suo potere, ed egli quindi può farvi quel
che vuole. Ma quel che vi dice lo compie come uno
scellerato che schiavizza un uomo: se dice che
vivrete, vivrete; se dice che morirete, morirete. E’
nelle mani dello scellerato il potere di fare l’una o
l’altra cosa.
A proposito, san Giovanni Crisostomo dice:
“Immaginiamo un principe che abbandona il
Palazzo, va nel deserto e spontaneamente si mette
sotto il dominio d’un brigante. Il brigante non può
predirgli con certezza se egli vivrà o morirà? Certo
che può! Non perché preveda il futuro ma perché è
il padrone di quel principe, e ha il potere di farne
quel che vuole: sia ucciderlo che graziarlo”.
Cristiani, fratelli miei, non credete alla
precognizione dei demoni, perché in effetti essi
non conoscono niente in anticipo; abbiate fede
solo nel Signore: sarà lui a rivelarvi ciò che è utile
farvi conoscere.
c) I cristiani non devono temere il diavolo e i
demoni.
Cristiani miei, perché con vane magie fate un
favore al diavolo? Non ha il potere o la capacità di
procurarvi il benché minimo problema. Da quando
Cristo si è incarnato, il diavolo ha perso ogni
facoltà. Il Signore, il Diouomo, gli ha schiacciato la
testa: gli ha lasciato solo la coda ad agitarsi,
perché anche i cristiani possano lottare ed essere
incoronati vincitori. Adesso può accalappiare
l’uomo nel male solo con l’inganno, non da
tiranno, come prima. Vale a dire che può
suggerirci cattivi propositi, ma con la nostra
volontà possiamo accettarli o scacciarli. In pratica,
nessuna prova può capitare all’uomo, a meno che
Dio non lo permetta. E’ quindi inutile compiacere i
demoni con magie, perché non possono fare niente
senza il permesso di Dio.

Dio punisce i maghi e chi a loro si rivolge


Dopo quel ho detto, è facile capire perché Dio
punisce severamente chi ha rapporti con la magia
e ne fa uso. Nell’Antico Testamento ha ordinato di
lapidare i maghi, quelli che preparano filtri, ecc.
(Levitico 20, 27). Masse intere di uomini e città
grandi e famose furono condannate alla carestia,
allo sterminio, alla scomparsa a causa dei maghi,
come Ninevì (Naum 3, 1) o Babilonia (Isaia 47, 1-8)
o la stessa Gerusalemme (Geremia 14, 14).
La nostra Chiesa, da parte sua, formula pesanti
condanne. Per esempio, il 6° Concilio Ecumenico,
prescrive l’allontanamento per sei anni dalla
divina comunione di quanti si rivolgono ai maghi,
di quanti dicono la sorte, di quanti fanno
incantesimi. Se perseverano nelle loro malvagie
azioni, dovranno essere separati definitivamente
dalla Chiesa (§ 61). Il Sinodo locale di Ankira
stabilisce cinque anni di privazione della divina
comunione per quanti fanno entrare in casa i
maghi per togliere magie fatte da altri (§ 24). Il
grande Basilio condanna incantatori e fabbricanti
di filtri alla stessa sorte degli assassini, punendoli
con venti anni d’allontanamento dalla divina
comunione (§ 65).

i cristiani possono preservarsi dalla magia


Per proteggersi dalla magia e dalle energie dei
demoni, portate tutti al collo la venerata croce:
tutti, piccoli e grandi, uomini e donne. I demoni
temono la venerata croce e fuggono lontano
appena la vedono. San Giovanni di Vosra, che ebbe
potestà sugli spiriti impuri, disse che essi temono
soprattutto tre cose: la croce, il battesimo e la
divina comunione. La croce, l’acqua benedetta,
ecc. non sono però riti magici, ma hanno efficacia
se usati con fede sana, corretta vita spirituale, con
la guida della Chiesa. Anche i maghi fanno uso di
icone, incenso, ceri, ecc. ma in modo inefficace e
soprattutto sacrilego.
Abbiate in casa il vangelo e portatelo anche
con voi: naturalmente, leggetelo. In una casa dove
c’è il vangelo il diavolo non entra.
Le coppie, per non temere “legature”, prima di
sposarsi si confessino, stiano tre giorni in digiuno,
celebrino il sacramento del matrimonio insieme
alla Liturgia e così ricevano gli immacolati Misteri.
Le coppie abbiano soprattutto fede ferma e
incrollabile nel Signore, e lui disperderà le energie
dei demoni.
A causa dell’incredulità di alcuni cristiani, i
demoni presentano diversi generi di fantasmi, sia
tra le tombe che nelle case o altrove: chiamate il
sacerdote perché faccia la benedizione dell’acqua
e le aspersioni; con la grazia divina, sarà disperso
qualsiasi atto demoniaco.
Se un cristiano si appresta a costruire una casa,
a fabbricare una barca, ecc., chiami un sacerdote
perché compia la benedizione dell’acqua e legga
le opportune preghiere della nostra Chiesa.

Epilogo
Maghi e maghe - e chi a loro si affida - non
avranno parte nel regno dei cieli. Si perdono il
paradiso. Dove andranno a finire? Disgraziati!
All’inferno eterno, insieme a infedeli, empi e
idolatri (Ap 21, 8). Dirò di più: saranno dannati
peggio degli idolatri. Questi sono nati nell’empietà
e sono morti nell’empietà; non sono stati
battezzati nel nome della santa Trinità; non hanno
ricevuto la fede in Cristo. I cristiani, battezzati,
figli di Dio per grazia, nutriti con il Corpo e Sangue
del Signore, come osano rifiutare, rinnegare, e
immischiarsi nella magia?
Per amore di Cristo, per la salvezza della vostra
anima, guardatevi, fratelli miei, guardatevi dalla
magia! Ve lo ripeto: guardatevi! Non andate da
maghi e maghe. In ogni circostanza e per ogni
bisogno affidatevi all’aiuto di Dio, alla protezione
della Madre di Dio e alle preghiere dei santi.
Sarete così liberati da infermità e necessità, e -
salvati dalla dannazione eterna - otterrete
l’eredità del regno celeste.