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CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

1. Esercizi
Esercizio 1. Determinare un’ equazione parametrica della retta del piano Oxy verificante
una delle condizioni seguenti:
(1) passa per il punto A(1, 0) ed è parallela al vettore v = (2, 1);
(2) passa per il punto B(1, 1) ed è ortogonale al vettore v = (−1, 1);
(3) passa per il punto C(0, 1), forma un angolo di π/3 col vettore j = (0, 1) ed incontra
l’ asse x in un punto di ascissa positiva.
Esercizio 2. Determinare un’ equazione parametrica della circonferenza del piano Oxy
verificante una delle condizioni seguenti:
(1) ha centro in C(1, 0) e raggio 2;
(2) ha centro in C(1, 1) ed è tangente alla retta r : x − y + 3 = 0; √
(3) ha centro in C(1, 2) e stacca sulla retta r : x − y = 0 una corda di lunghezza 2;
(4) è tangente alla retta r : x + y − 2 = 0 in A(1, 1), ha raggio 2 e centro nel primo
quadrante.
Esercizio 3. Scrivere in forma parametrica le seguenti coniche:
(1) 3x2 + 4y 2 = 12;
(2) 3x2 − 4y 2 = 12;
(3) xy − 2x + y = 1;
(4) x = y 2 − 3y + 2.
Esercizio 4. Verificare che la curva L di equazioni parametriche x = t cos t, y = t sin t, t ∈
[0, 2π] è regolare, calcolare la retta tangente ad L nel punto P (π), e la sua lunghezza. (L
è detta spirale di Archimede).
Esercizio 5. Verificare che la curva L di equazioni parametriche x = cos3 t, y = sin3 t, t ∈
[0, 2π] è generalmente regolare (calcolare in particolare i punti in cui non lo è ), determinare
la retta tangente alla curva in P (π/4), e calcolarne la lunghezza. (L è detta astroide od
asteroide).
Esercizio 6. Studiare la curva L di equazioni parametriche x = t(t − 1), y = t(t − 1)(2t −
1), t ∈ R, verificando in particolare che risolve l’ equazione differenziale yy 0 = (6x2 + x)x0 .
(L è nota come folium di Cartesio). Trovare poi i punti della curva in cui la retta tangente
8
è parallela alla bisettrice x−y = 0 e quelli la cui retta tangente passa per il punto A( 13 , 0).
Esercizio 7. Determinare un’ equazione parametrica della retta dello spazio Oxyz veri-
ficante una delle condizioni seguenti:
(1) passa per il punto A(1, 1, −1) ed è parallela al vettore v = (2, 1, 2);
(2) passa per il punto B(1, 0, 1) ed è ortogonale ai vettori u = (1, 1, 1) e v = (2, 1, 0).
Esercizio 8. Stabilire se la curva L di equazioni parametriche x = cos t, y = sin t, z =
t, t ∈ R è regolare, e se è piana. Calcolare poi il triedro fondamentale in P (t) e la lunghezza
dell’ arco tra due suoi punti P (a), P (b), a < b. Trovare il piano osculatore alla curva in
P (0), ed il cerchio osculatore sempre in P (0). (L è detta elica cilindrica).
1
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Esercizio 9. Stabilire se la curva L di equazioni parametriche x = t cos t, y = t sin t, z =


t, t ∈ R, è regolare, e calcolare la sua lunghezza tra i punti P (0) e P (π). (L è detta elica
conica).
Esercizio 10. Trovare una parametrizzazione per ognuno dei seguenti piani:
(1) passa per i punti A(1, 0, 0), B(1, 1, 0), C(1, 1, 1);
(2) passa per A(1, 0, 1) e contiene la retta r : x = 2 − t, y = 1 + t, z = 1 + 2t;
(3) passa per A(1, −1, 1) ed è ortogonale al vettore v = (1, −1, −1).
2 2 2 2
Esercizio 11. Trovare una  parametrizzazione della sfera σ : x + y + z = R che sia
regolare in A √R3 , √R3 , √R3 , studiarne le linee coordinate, e trovare l’ equazione del piano
tangente a σ in A.
Esercizio 12. Trovare una parametrizzazione regolare delle superfici
(1) σ1 : x2 + y 2 = 1;
(2) σ2 : x2 − y 2 = 1;
(3) σ3 : y 2 = 2x;
(4) σ4 : x2 + y 2 − z 2 = 0.
e studiarne le linee cordinate.
Esercizio 13. Scrivere una parametrizzazione delle superfici unione delle rette
(1) incidenti le parabole Γ1 : x = 1, z = y 2 − 1, e Γ2 : x = −1, z = y 2 − 1, nei punti
(1, t, t2 − 1), (−1, t + 1, t2 + 2t), rispettivamente, al variare di t ∈ R;
(2) incidenti le circonferenze
√ Γ1 : z =√0, x2 + y 2 = 1, e Γ2 : z = 1, x2 + y 2 = 2, nei punti
(cos θ, sin θ, 0), ( 2 cos(θ + π/4), 2 sin(θ + π/4), 1), rispettivamente, al variare di
θ.
Esercizio 14. Scrivere l’ equazione parametrica della superficie unione delle rette tangenti
all’ elica cilindrica L : x = cos u, y = sin u, z = u, con u ∈ R, e studiarne la regolarità .
Esercizio 15. Scrivere l’ equazione parametrica della superficie che si ottiene ruotando
la circonferenza del piano y = 0 di centro C(2, 0, 0) e raggio 1 intorno all’ asse z.
Esercizio 16. Data la curva L : x = t2 + 1, y = t2 − t, z = −2t2 + t + 1, con t ∈ R,
stabilire se è piana. Proiettare poi tale curva sia sul piano [xy] da (0, 0, 1), sia sul piano [xz]
parallelamente al vettore u = (1, −1, 1), e classificare la proiezione ottenuta in entrambi
i casi.

2. Soluzioni di alcuni esercizi


Soluzione dell’ Esercizio 1. Per scrivere una retta in forma parametrica, bisogna conoscere
un punto della retta ed un vettore parallelo alla stessa retta. Analizziamo le varie richieste,
una per volta.
→ →
(1) P (x, y) ∈ r se, e solo se, AP = tv con t ∈ R. Il vettore AP è uguale a (x − 1, y) e
quindi (x − 1, y) = (2t, t) con t ∈ R. Quindi, l’ equazione parametrica della retta cercata
è 
x = 1 + 2t
r: t ∈ R.
y=t
(2) In questo caso, la retta s cercata è ortogonale al vettore v, e quindi è parallela a
qualsiasi vettore u che verifica v ·u = 0. Tra gli infiniti vettori che verificano tale richiesta,
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scegliamo il vettore u = (1, 1). A questo punto, procediamo come nel caso precedente ed
otteniamo l’ equazione di 
x=1+t
s: t ∈ R.
y =1+t
(3) Un vettore parallelo v = (a, b) alla retta t cercata verifica la condizione cos α = 12
dove α è l’ angolo formato dai vettori j e v. Sapendo che
j·v b
cos α = =√
|j||v| a + b2
2
√ √
otteniamo l’ equazione a2 = 3b√ 2
e quindi le soluzioni
√ a = b 3 e a = −b 3. Scelto b = 1
abbiamo i due vettori v1 = ( 3, 1), v2 = (− 3, 1). Le due rette corrispondenti sono
quindi  √
x=t 3
t1 : t∈R
y =1+t
e  √
x = −t 3
t2 : t ∈ R.
y =1+t
Intersecando la retta t1 con l’ asse x otteniamo il sistema
 √
 x=t 3
y =1+t
y=0


che ammette l’ unica soluzione (− 3, 1) corrispondente al valore t√= −1 del parametro.
Analogamente, il punto d’ intersezione tra la retta t2 e l’ asse x è ( 3, 1) ottenuto dando
il valore −1 al parametro t. Quindi, t2 interseca l’ asse x in un punto di ascissa positiva,
ed è la retta cercata.

Soluzione dell’ Esercizio 2. Data la circonferenza di centro C(x0 , y0 ) e raggio R, una sua
parametrizzazione si ottiene usando le funzioni seno e coseno, nello stesso spirito della
loro definizione come ascissa ed ordinata di un punto della circonferenza goniometrica, ed
è 
x = x0 + R cos t
t ∈ [0, 2π].
y = y0 + R sin t
Usiamo tale parametrizzazione per ricavare quelle cui siamo interessati.
(1) Il centro di γ1 è C(1, 0) ed il suo raggio è R = 2. Quindi,

x = 1 + 2 cos t
γ1 : t ∈ [0, 2π].
y = 2 sin t
(2) Il centro è il punto C(1, 1) mentre il raggio è uguale alla distanza d(C, r). In base
ai dati dell’ Esercizio, abbiamo che R = d(C, r) = |1−1+3|

2
= √32 . Quindi,
x = 1 + √32 cos t

γ2 : t ∈ [0, 2π].
y = 1 + √32 sin t
(3) Il centro è il punto C(1, 2), mentre il raggio è la misura dell’ ipotenusa di un triangolo
rettangolo avente per cateti metà della corda staccata sulla q retta e la distanza d(C, r). In
base ai dati dell’ Esercizio, d(C, r) = √12 e quindi R = 12 + 12 = 1. Quindi,

x = 1 + cos t
γ3 : t ∈ [0, 2π].
y = 2 + sin t
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(4) Il centro si trova sulla retta ortogonale ad r passante per A che ha equazione
parametrica p : x = 1 + t, y = 1 + t, e quindi ha coordinate C(1 + t, 1 + t). I punti di tale
retta che hanno distanza 2 da A sono quelli che verificano
p √
AC = (1 + t − 1)2 + (1 + t − 1)2 = 2t2 = 2,
√ √ √ √
che hanno coordinate C1 (1− 2, 1− 2) e C2 (1+ 2, 1+ 2). Il centro della circonferenza
dobbiamo parametrizzare si trova nel primo quadrante e quindi è C2 . Quindi,
 √
x = 1 + √ 2 + 2 cos t
γ4 : t ∈ [0, 2π].
y = 1 + 2 + 2 sin t

Soluzione dell’ Esercizio 3. (1) La prima conica√è un’ ellisse riferita al suo sistema di
riferimento intrinseco, di semiassi a = 2, b = 3, la cui equazione può anche essere
riscritta come
x2 y 2
γ: + = 1.
4 3
Una parametrizzazione è simile a quella della circonferenza ed è

x=√ 2 cos t
γ: t ∈ [0, 2π).
y = 3 sin t
Tale parametrizzazione è basata sull’ osservazione seguente. Tracciamo le due circon-
ferenze di centro l’ origine (0, 0) delle coordinate, centro di simmetria dell’ ellisse, e raggi
a e b rispettivamente. Un raggio uscente dal centro e formante un angolo t con il semi-
asse positivo delle ascisse incontra la prima circonferenza nel punto (a cos t, a sin t) e la
seconda in (b cos t, b sin t). La retta per il primo punto parallela all’ asse delle ordinate e
la retta per il secondo parallela all’ asse delle ascisse si incontrano nel punto di coordinate
(a cos t, b sin t) che appartiene all’ ellisse.
Verifichiamo se la parametrizzazione trovata √ è regolare.
La funzione t ∈ [0, 2π) → P (t) = (2 cos t, 3 sin t) è iniettiva grazie alle
√ proprietà delle
funzioni trigonometriche. Il vettore derivato primo è P 0 (t) = (−2 sin t, 3 cos t) e non è
mai nullo. Quindi la parametrizzazione trovata è regolare.
Una seconda parametrizzazione dell’ ellisse è basata sull’ osservazione che una retta del
piano interseca la curva in al pid̆ue punti. Quindi, le rette del fascio di centro un punto
dell’ ellisse incontrano l’ ellisse in un secondo punto, e al variare della retta si ottengono
tutti i punti dell’ ellisse. Scegliamo sull’ ellisse il punto di coordinate (2, 0). Il fascio
di rette di centro (2, 0) ha equazione y = m(x − 2) ossia y = mx − 2m. Il coefficiente
angolare m può assumere qualsiasi valore reale, ma per nessuno di essi si otterrà la retta
di equazione x = 2. Tale retta è parallela all’ asse delle ordinate ed è tangente all’ ellisse
in (2, 0). Quindi, il punto (2, 0) non si otterrà come punto della parametrizzazione che
stiamo costruendo. L’ intersezione tra la retta del fascio e l’ ellisse è data dal sistema

y = mx − 2m
2
x2
4
+ y3 = 1
 2 
8m −6 12m
le cui soluzioni sono i punti (2, 0) e 4m2 +3 , − 4m2 +3 . La parametrizzazione dell’ ellisse è
allora
2 −6
x = 8m

γ: 4m2 +3
12m
y = − 4m 2 +3 .
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Il legame tra le due parametrizzazioni si trova uguagliandole, ossia risolvendo il sistema


( 2 −6
2√cos t = 8m
4m2 +3
12m
3 sin t = − 4m 2 +3


3 sin t
e quindi otteniamo m = − 2(1−cos t)
definita ovviamente per t ∈ (0, 2π) poiché il punto
(2, 0) corrisponde al valore t = 0 ma non si ottiene nell’ altra forma.
Osserviamo che anche la seconda parametrizzazione è regolare. Infatti,
96m 4m2 − 3
x0 (m) = y 0 (m) = 12
(4m2 + 3)2 (4m2 + 3)2
ed è evidente che non possono essere entrambe nulle. Inoltre, come già detto, il punto (2, 0)
non si ottiene per alcun valore del parametro m. Ma, passando al limite per m → ±∞
otteniamo
lim x(m) = 2 lim y(m) = 0
m→±∞ m→±∞
ossia P (m) → (2, 0) quando m → ±∞. Geometricamente, questo corrisponde al fatto che
la retta tangente alla conica in (2, 0) è la retta x = 2 che forma un angolo di π/2 con il
semiasse positivo delle ascisse. Poiché il coefficiente angolare m della retta del fascio è la
tangente trigonometrica dell’ angolo formato con il semiasse positivo delle ascisse, la retta
x = 2 non fa parte del fascio, ma è la retta che si ottiene facendo il limite della retta del
fascio quando m tende all’ infinito.
(2) La seconda conica è un’ iperbole riferita al suo sistema di riferimento intrinseco.
La parametrizzazione di un’ iperbole avviene tramite le funzioni iperboliche sinh e cosh,
analogo delle funzioni trigonometriche per l’ ellisse. Il ramo d’ iperbole contenuto nel
semipiano x > 0 è parametrizzato come

x(t) = √
2 cosh t
t ∈ R.
y(t) = 3 sinh t
mentre il ramo contenuto nel semipiano x < 0 è parametrizzato come

−2 cosh t
x(t) = √
t ∈ R.
y(t) = 3 sinh t
Ricordiamo che le funzioni iperboliche sono definite come
et − e−t et + e−t
sinh t = cosh t =
2 2
e per loro valgono alcune relazioni, simili a quelle valide per le funzioni trigonometriche,
tra cui
cosh2 t − sinh2 t = 1
e
d d
sinh t = cosh t cosh t = sinh t.
dt dt
La parametrizzazione del primo ramo dell’ iperbole è regolare. Infatti, la funzione

t ∈ R → (2 cosh t, 3 sinh t)
è iniettiva, ed il vettore derivato primo di P (t) è

P 0 (t) = (x0 , y 0 ) = (2 sinh t, 3 cosh t)
che non è mai nullo, essendo mai nulla la funzione cosh t. Analogamente, anche il secondo
ramo è parametrizzato in modo regolare.
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Possiamo parametrizzare l’ iperbole anche usando lo stesso metodo usato per l’ ellisse.
Scegliamo allora il punto A(2, 0) vertice dell’ iperbole, ed intersechiamo l’ iperbole con
le rette del fascio di centro A, aventi equazione y = m(x − 2). Tali rette incontrano l’
iperbole in A e nel secondo punto di coordinate
2 +3
( √ )
x(m) = 2 4m

4m2 −3
3
12m m∈R− ± .
y(m) = 4m2 −3 2
Le due rette che incontrano l’ iperbole nel solo punto A sono le rette parallele agli asintoti
passanti per A. Osserviamo che il punto A non può essere ottenuto dando un valore
al parametro m, ma che A = limm→±∞ P (m) per lo stesso motivo descritto al punto
precedente; che la parametrizzazione è regolare; che il ramo d’ iperbole
√ √contenuto nel
semipiano x < 0 si ottiene dando alla m valori nell’ intervallo (− 3/2, 3/2), mentre
l’ altro√ramo risulta diviso in due perché i punti del primo quadrante si ottengono √ per
m ∈ ( 3/2, +∞), ed i punti del quarto quadrante si ottengono √
per m ∈ (−∞, − 3/2);
3 sinh t
che le due parametrizzazioni sono legate dalla relazione m = 2(cosh t−1) , t 6= 0, che assume
√ √
i valori m ∈ (−∞, − 3/2) ∪ ( 3/2, +∞) (uguagliando i due modi di√ esprimere i punti
3 sinh t
del ramo contenuto nel semipiano x > 0), e dalla relazione m = − 2(cosh t+1)
, t ∈ R, che
√ √
assume i valori m ∈ (− 3/2, 3/2) (ottenuta uguagliando i punti del ramo contenuto
nel semipiano x < 0).
(3) La conica è un’ iperbole equilatera riferita ai propri asintoti. Oltre ai due modi
illustrati nell’ esercizio precedente, possiamo parametrizzare un’ iperbole anche nel modo
seguente. Consideriamo le rette parallele ad uno degli asintoti. Ognuna di tali rette
incontra l’ iperbole in un unico punto, e viceversa, per ogni punto dell’ iperbole passa
una ed una sole retta di tale fascio. Quindi, scritte le rette del fascio, basta calcolare l’
intersezione con l’ iperbole in funzione del parametro che descrive le rette per ottenere
la parametrizzazione richiesta. Nel nostro caso, il centro di simmetria dell’ iperbole è il
punto C(−1, 2) e gli asintoti sono x = −1, y = 2. Le retta parallele all’ asintoto x = −1
sono tutte e sole quelle di equazione x = t. Ognuna di esse, tranne ovviamente l’ asintoto,
interseca l’ iperbole in un solo punto, le cui coordinate risolvono il sistema

x=t
xy − 2x + y − 1 = 0
e sono quindi 
x=t
y = 2t+1
t+1
.
Verifichiamo che la parametrizzazione è regolare. Per prima cosa, osserviamo che la
funzione  
2t + 1
t ∈ R \ {−1} → P (t) = t, ∈ R2
t+1
è iniettiva. Poi, il vettore derivato primo è
 
0 1
P (t) = 1,
(t + 1)2
che è chiaramente sempre diverso dal vettore nullo.
(4) La conica in oggetto è una parabola traslata, e si presenta nella forma di una
funzione. La parametrizzazione può essere calcolata facilmente, calcolando l’ unico punto
d’ intersezione tra la parabola e le rette parallele all’ asse di simmetria della parabola. Le
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rette parallele all’ asse di simmetria sono della forma y = t, ed intersecano la parabola nel
punto di coordinate P (t) = (t2 − 3t + 2, t). Quindi, una parametrizzazione della parabola
è 
x = t2 − 3t + 2
y = t.
Tale parametrizzazione è regolare perchè , per valori diversi di t si ottengono punti di
coordinate distinte, ed il vettore derivato primo è
P 0 (t) = (2t − 3, 1)
che non è mai nullo.

Soluzione dell’ Esercizio 4. Cominciamo con il verificare che la funzione


L : t ∈ [0, 2π] → P (t) = (t cos t, t sin t) ∈ R2
è iniettiva. Supponiamo che P (a) = P (b), ossia che

a cos a = b cos b
a sin a = b sin b.
Elevando al quadrato e sommando poi le due equazioni, otteniamo l’ equazione a2 = b2 ,
che ha come soluzioni a = b, e a = −b. Poiché però a, b ∈ [0, 2π] l’ unica soluzione
accettabile è a = b, e quindi l’ iniettività è provata.
Il vettore derivato primo è
P 0 (t) = (cos t − t sin t, sin t + t cos t)

il cui modulo è |P 0 (t)| = 1 + t2 6= 0 per qualsiasi valore di t.
La retta tangente è la retta passante per P (t) e parallela al vettore P 0 (t). Il punto
P (π) = (−π, 0) mentre P 0 (π) = (−1, −π). Quindi la retta ha equazione parametrica

x = −π − s
s ∈ R.
y = −πs
La lunghezza della curva, infine, è uguale a
Z 2π Z 2π √ √ √
0 1 
`(L) = |P (t)|dt = 1 + t2 dt = π 1 + 4π 2 − log 1 + 4π 2 − 2π .
0 0 2
L’ integrale indefinito Z √
1 + t2 dt

può essere calcolato usando la sostituzione 1 + t2 = t + z. Elevando al quadrato e
2 2
semplificando, si ottiene t = 1−z da cui dt = − 1+z dz.
R √ 2z 1
2z 2
z + z2 + z13 dz che può essere facilmente
R 
Sostituendo si ha che 2
1 + t dt = − 4

integrato.
√ Sostituendo z = 1 + t2 − t nella funzione calcolata, si ottiene una primitiva
2
di 1 + t e quindi si può finalmente calcolare la lunghezza della curva L.
Un motivo per cui Archimede studiò la spirale è il seguente. Il punto iniziale della
spirale è P (0) = (0, 0), mentre il suo punto finale è P (2π) = (2π, 0). La distanza tra tali
punti è 2π uguale alla lunghezza della circonferenza di raggio unitario. Quindi, riuscire a
studiare / disegnare una spirale permetteva di rettificare la circonferenza, problema che
era centrale nella matematica greca.

Soluzione dell’ Esercizio 5. Cominciamo con il provare che la funzione


L : t ∈ [0, 2π] → P (t) = (cos3 t, sin3 t) ∈ R2
8 CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

è iniettiva. Supponiamo che i punti P (a) e P (b) siano uguali. Allora



cos3 a = cos3 b
sin3 a = sin3 b
da cui si ottiene ovviamente che cos a = cos b, sin a = sin b, ossia a = b.
Il vettore derivato primo è P 0 (t) = (−3 cos2 t sin t, 3 sin2 t cos t) il cui modulo è
p 3
|P 0 (t)| = 9 cos2 t sin2 t = 3| cos t sin t| = | sin 2t|.
2
Quindi, il vettore derivato primo è nullo per t = 0, π/2, π, 3π/2, 2π, ossia la curva non è
regolare nei punti corrispondenti ai valori del parametro precedentemente calcolati, che
sono i punti (±1, 0), (0, ±1).
Osserviamo poi che i punti P (t) e P (π − t) sono simmetrici rispetto all’ asse y mentre i
punti P (t) e P (2π − t) sono simmetrici rispetto all’ asse x. Quindi, la curva è simmetrica
rispetto ai due assi coordinati e quindi anche rispetto all’  origine.
1 √1
La retta tangente ad L in P (π/4) passa per P (π/4) = √
8
, 8 ed è parallela al vettore
 
P 0 (π/4) = − √38 , √38 . Quindi ha equazione parametrica

x = √18 − √38 s

s ∈ R.
y = √18 + √38 s
La lunghezza della curva è uguale a
Z π/2 Z π/2
3
`(L) = 4 | sin 2t|dt = 6 sin 2tdt = (−3 cos 2t)π/2
0 = 6.
0 2 0

Soluzione dell’ Esercizio 6. Cominciamo col verificare l’ iniettività della funzione


L : t ∈ R → P (t) = (t(t − 1), t(t − 1)(2t − 1)) ∈ R2 .
Supponiamo che i punti P (a) e P (b) coincidano. Allora

a(a − 1) = b(b − 1)
a(a − 1)(2a − 1) = b(b − 1)(2b − 1).
Sostituendo nella seconda equazione, otteniamo b(b−1)(2a−1) = b(b−1)(2b−1). Quindi,
se b(b − 1) 6= 0, allora 2a − 1 = 2b − 1 da cui a = b. Se invece b = 0 oppure b = 1, allora
anche a(a − 1) = 0 e quindi a = 0 oppure a = 1. In conclusione, se t 6= 0, 1 allora L
è una funzione iniettiva, mantre P (0) = (0, 0) = P (1). Possiamo allora affermare che la
funzione non è iniettiva, e che la curva L si autointerseca nel punto (0, 0) corrispondente
ai valori del parametro t = 0 e t = 1.
Il vettore derivato primo è P 0 (t) = (2t − 1, 6t2 − 6t + 1) che non è mai nullo. Quindi,
la curva L è generalmente regolare.
Sostituendo l’ espressione di x(t) in y(t) otteniamo y = x(2t − 1) da cui si ricava
facilmente che t = y+x2x
. Sostituendo nell’ espressione di x otteniamo
y 2 − x2
 
x+y x+y
x= −1 =
2x 2x 4x2
ossia, y 2 = 4x3 + x2 . Quindi, L è l’ unione dei grafici delle due funzioni
√ √
y = 4x3 + x2 e y = − 4x3 + x2 .
Verifichiamo ora che L risolve l’ equazione differenziale yy 0 = (6x2 + x)x0 .
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Per sostituzione diretta, abbiamo che


yy 0 = t(t − 1)(2t − 1)(6t2 − 6t + 1)
(6x2 + x)x0 = [6t2 (t − 1)2 + t(t − 1)](2t − 1) = t(t − 1)(2t − 1)(6t2 − 6t + 1)
e quindi L è soluzione dell’ equazione differenziale assegnata.
La retta tangente ad un punto di L è parallela al vettore P 0 (t). La retta tangente sarà
parallela alla bisettrice x − y = 0 quando P 0 (t) è parallelo al vettore (1, 1). Tali vettori
sono paralleli se  
2t − 1 6t2 − 6t + 1
det =0
1 1
ossia, per i valori di t che sono soluzioni dell’ equazione 6t2 − 8t + 2 = 0. Quindi, la retta
1 2 2

tangente è parallela alla bisettrice nei punti P (1) = (0, 0) e P ( 3 ) = − 9 , 27 .
La retta tangente ad L in un suo punto P (t) ha equazione parametrica

x = t(t − 1) + s(2t − 1)
y = t(t − 1)(2t − 1) + s(6t2 − 6t + 1).
8
Tale retta contiene il punto A( 13 , 0) se il sistema
8

t(t − 1) + s(2t − 1) = 13
t(t − 1)(2t − 1) + s(6t2 − 6t + 1) = 0
ammette soluzione. Dalla seconda equazione, ricaviamo che
t(t − 1)(2t − 1)
s=− .
6t2 − 6t + 1
Sostituendo nella prima equazione, otteniamo
2t2 (t − 1)2 8
2
= .
6t − 6t + 1 13
√ √
Le soluzioni di questa equazione sono t1 = 2, t2 = −1, t3 = 13+26 65 , t4 = 13− 65
26
, da cui si
ricavano i quattro punti le cui rette tangenti passano per A.

Soluzione dell’ Esercizio 7. (1) La retta r richiesta contiene tutti e soli i punti P (x, y, z)

che verificano AP = tv. Quindi otteniamo

 x = 1 + 2t
r: y =1+t
z = −1 + 2t.

(2) I vettori u e v non sono paralleli tra loro, e quindi la retta s cercata è assegnata.

Inoltre, tutti e soli i punti P (x, y, z) della retta sono quelli che verificano BP ⊥ L(u, v)

ossia BP = tu ∧ v = t(−1, 2, −1). Quindi, l’ equazione parametrica della retta s è

 x=1−t
s: y = 2t
 z = 1 − t.

Soluzione dell’ Esercizio 8. La funzione L : t ∈ R → P (t) = (cos t, sin t, t) ∈ R3 è


sicuramente iniettiva, grazie alla terza coordinata del punto. Il vettore derivato primo è
P 0 (t) = (− sin t, cos t, 1) che non è mai nullo, ancora grazie alla terza componente. Quindi,
10 CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

L è regolare. Inoltre, |P 0 (t)| = 2 e quindi la lunghezza dell’ arco di curva compreso tra
P (a) e P (b) è
Z b√ √
`(L(a, b)) = 2dt = 2(b − a).
a
Il primo vettore del triedro fondamentale è
P0 (t)
 
sin t cos t 1
t= 0 = −√ , √ ,√ .
|P (t)| 2 2 2
Il versore binormale è la normalizzazione di P 0 (t) ∧ P 00 (t). Il vettore derivato secondo è
00
P (t) = (− cos t, − sin t, 0) e quindi
 
i j k
P 0 ∧ P 00 = det  − sin t cos t 1  = (sin t, − cos t, 1).
− cos t sin t 0
Abbiamo allora che il vettore binormale è
P0 ∧ P00
 
sin t cos t 1
b= 0 = √ ,− √ , √ .
|P ∧ P00 | 2 2 2
Osserviamo che il vettore binormale non è un vettore costante, e quindi la curva non è
piana. Inoltre, il modulo di P 0 ∧ P 00 non è mai nullo, ossia i vettori P 0 e P 00 sono sempre
linearmente indipendenti. Quindi, L è biregolare.
Il vettore che completa il triedro fondamentale è il versore normale e lo otteniamo come
prodotto vettoriale dei due versori già calcolati:
n = b ∧ t = (− cos t, − sin t, 0).
Quindi, il triedro fondamentale in P (t) è (t, n, b).
Il piano osculatore
 alla curva L in P (0) = (1, 0, 0) è il piano per P (0) ortogonale
al vettore b(0) = 0, − √12 , √12 . Svolgendo i calcoli otteniamo che il piano cercato ha
equazione
1 1
− √ y + √ z = 0 ossia y − z = 0.
2 2
Per calcolare il cerchio osculatore, abbiamo bisogno della curvatura.
|P 0 ∧ P 00 · P 000 | 1
k(t) = 0 00 2
=
|P ∧ P | 2
essendo P 000 (t) = (sin t, − cos t, 0). Il centro di curvatura, centro del cerchio osculatore in
→ →
1
P (t) ad L, verifica P C= k(t) n(t). Nel nostro caso, abbiamo P C= (x−cos t, y −sin t, z −t),
dove C è il punto di coordinate (x, y, z), e quindi C(− cos t, − sin t, t). Il raggio del cerchio
1
osculatore è r(t) = k(t) = 2. Posto t = 0 otteniamo che il cerchio osculatore ha equazione

y−z =0
(x + 1)2 + y 2 + z 2 = 4.
Osserviamo infine che la curva L è contenuta nel cilindro di equazione x2 + y 2 = 1, da
cui l’ aggettivo “cilindrica”.

Soluzione dell’ Esercizio 9. La funzione L : t ∈ R → P (t) = (t cos t, t sin t, t) ∈ R3 è


iniettiva, grazie alla terza coordinata del punto. Il vettore derivato primo è
P 0 (t) = (cos t − t sin t, sin t + t cos t, 1)
CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE 11

che non è mai nullo, ancora per la terza componente. Quindi, L è regolare. In realtà , si
può provare che L è biregolare.
La curva L non è una curva piana. Infatti, se lo fosse, dovrebbe capitare che l’ inter-
sezione tra L ed il piano α : ax + by + cz + d = 0 che la contiene dovrebbe essere verificata
da ogni valore di t ∈ R. Sostituendo la parametrizzazione di L in α otteniamo l’ equazione
at cos t + bt sin t + ct + d = 0.
Per t = 0 si ottiene d = 0, per t = π/2 si ottiene bπ 2
+ cπ
2
= 0 ossia b + c = 0, per t = −π/2
bπ cπ
si ottiene 2 − 2 = 0 ossia b − c = 0. Le due ultime condizioni prese insieme forniscono
b = c = 0. Infine, per t = π, si ottiene aπ = 0 da cui a = 0. Quindi, a = b = c = d = 0
per cui è chiaro che il piano non esiste, ed L non è√piana.
Il modulo del vettore derivato primo è |P 0 (t)| = 2 + t2 e quindi la lunghezza dell’ arco
richiesto è
Z π√
1 √ √ 
`(L(0, π)) = 2 + t2 dt = π 2 + π 2 − log(1 + π 2 − π 2 + π 2 ) .
0 2

L’ integrale precedente può essere calcolato usando la sostituzione 2 + t2 = t + z.
Osserviamo infine che L è contenuta nella superficie di equazione x2 + y 2 − z 2 = 0 che
è un cono con vertice nell’ origine, da cui il nome.
→ →
Soluzione dell’ Esercizio 10. (1) I vettori AB= (0, 1, 0) ed AC= (0, 1, 1) non sono par-
alleli, e quindi il piano è univocamente individuato. Esso è formato da tutti e soli i
→ → →
punti P (x, y, z) che verificano l’ equazione vettoriale AP = s AB +t AC con (s, t) ∈ R2 .
Esplicitamente, abbiamo (x − 1, y, z) = s(0, 1, 0) + t(0, 1, 1) da cui

 x=1
α: y =s+t
z = t.

Osserviamo che l’ equazione cartesiana di α si ottiene eliminando i parametri s, t dal


precedente sistema, e quindi è evidente che α : x = 1.
→ →
Le curve coordinate della parametrizzazione sono rette parallele ai vettori AB ed AC .

(2) Il punto A ∈ / r perché le sue coordinate rendono senza soluzioni il sistema che
definisce r. Quindi, il piano β è univocamente individuato. Per trovare una parametriz-
→ →
zazione di β scegliamo due punti B, C ∈ r e calcoliamo i vettori AB ed AC, in modo da
risolvere l’ esercizio come nel caso precedente.
Scegliamo B(2, 1, 1), C(1, 2, 3) ∈ r che si ottengono per i valori t = 0, t = 1 del
→ →
parametro t della retta r, rispettivamente. Quindi, AB= (1, 1, 0) e AC= (0, 2, 2). Il
piano β è formato da tutti e soli i punti P (x, y, z) che verificano l’ equazione vettoriale
→ → →
AP = s AB +t AC con (s, t) ∈ R2 . Sostituendo i dati, otteniamo

 x=1+s
β: y = s + 2t
 z = 1 + 2t.

(3) Anche in questo caso dobbiamo trovare due vettori paralleli al piano γ cercato.
Ovviamente, tutti e soli i vettori paralleli a γ sono contenuti nel sottospazio
L(v)⊥ = {(x, y, z) ∈ R3 |x − y − z = 0} = L((1, 0, 1), (0, 1, −1))
12 CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

e quindi γ contiene tutti e soli i punti P (x, y, z) che verificano l’ equazione vettoriale

AP = s(1, 0, 1) + t(0, 1, −1) con (s, t) ∈ R2 . Sviluppando i calcoli abbiamo che l’ equazione
parametrica del piano γ è 
 x=1+s
γ: y = −1 + t
z = 1 + s − t.

Soluzione dell’ Esercizio 11. Diamo due parametrizzazioni che verificano la richiesta, dopo
aver osservato che la sfera σ ha centro nell’ origine degli assi e raggio R.
La prima è basata sulla scelta dei due angoli θ e ϕ. Il primo angolo, θ, detto colatitudine,

è l’ angolo che il vettore OP forma con il semiasse positivo delle z, essendo O il centro
di σ e P un qualsiasi punto di σ. Ovviamente, θ ∈ [0, π]. Il secondo angolo ϕ, detto

longitudine, è l’ angolo che il vettore proiezione ortogonale di OP sul piano coordinato

[xy] forma con il semiasse positivo delle x. Ovviamente, ϕ ∈ [0, 2π). Poiché il vettore OP

ha modulo R, abbiamo che la quota di P è z = R cos θ. La proiezione di OP sul piano
[xy] ha modulo R sin θ, e quindi l’ ascissa di P è x = R sin θ cos ϕ, mentre l’ ordinata di
P è y = R sin θ sin ϕ. In conclusione,

 x = R sin θ cos ϕ
σ: y = R sin θ sin ϕ (θ, ϕ) ∈ [0, π] × [0, 2π).
z = R cos θ

Cerchiamo i punti in cui la parametrizzazione è regolare. Ovviamente, per θ = 0


otteniamo il punto N (0, 0, R) qualunque sia il valore dell’ angolo ϕ, mentre per θ = π
otteniamo il punto S(0, 0, −R) ancora per tutti i valori dell’ angolo ϕ. Quindi, non abbiamo
iniettività per questi due punti.
Verifichiamo ora se i vettori tangenti alle linee coordinate sono linearmente indipendenti.
Pθ = (R cos θ cos ϕ, R cos θ sin ϕ, −R sin θ)
Pϕ = (−R sin θ sin ϕ, R sin θ cos ϕ, 0)
e quindi il loro prodotto vettoriale è il vettore
Pθ ∧ Pϕ = (R2 sin2 θ cos ϕ, R2 sin2 θ sin ϕ, R2 sin θ cos θ)

il cui modulo è |Pθ ∧ Pϕ | = R4 sin2 θ = R2 | sin θ|. Tale vettore è nullo solo per θ = 0 e
per θ = π. Quindi, la parametrizzazione è regolare in tutti i punti di σ esclusi N ed S.
Le linee coordinate si ottengono fissando uno dei due parametri. La prima famiglia è
allora 
 x = Ra sin θ
Lθ : y = Rb sin θ θ ∈ (0, π)
 z = R cos θ
dove a = cos ϕ0 , b = sin ϕ0 , per un angolo fissato ϕ0 . Avendo fissato la longitudine, la
linea coordinata è un meridiano di σ per i punti N ed S, estremi del meridiano, ossia è
una semicirconferenza massima di σ.
La seconda famiglia di linee coordiante è

 x = Ra cos ϕ
Lϕ : y = Ra sin ϕ ϕ ∈ [0, 2π)
z = Rb

CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE 13

dove a = sin θ0 , b = cos θ0 , e θ0 è un angolo fissato. Avendo fissato la colatitudine,


ovviamente la linea coordianta descrive un parallelo, ossia una circonferenza contenuta
nel piano z = Rb parallelo al piano [xy].
Il punto A si ottiene per i valori dei parametri che risolvono il sistema

R
 R sin θ cos ϕ = √3

R sin θ sin ϕ = √R3
 R cos θ = √R .

3
q
Dalla terza equazione, otteniamo cos θ = √13 da cui sin θ = 23 . Sostituendo nelle prime

due equazioni, otteniamo sin ϕ = cos ϕ = √12 e quindi ϕ0 = π/4, θ0 = arccos(1/ 3). Il

2 2
vettore u = Pθ (θ0 , ϕ0 ) ∧ Pϕ (θ0 , ϕ0 ) = 3
R (1, 1, 1)e quindi il piano tangente ha equazione
→ √
α : u· AP= 0 ossia x + y + z − R 3 = 0.

La seconda parametrizzazione, detta proiezione stereografica della sfera da un suo


punto, si basa sulla seguente osservazione: una retta per N incontra σ in un ulteriore
punto A ed il piano [xy] in un punto A0 stabilendo cosı̀ una corrispondenza biunivoca tra
i punti di σ diversi da N ed i punti del piano [xy]. Detto allora A0 ∈ [xy] il punto di
coordinate (u, v, 0), la retta per i punti N ed A0 ha equazione parametrica

 x = ut
rN A0 : y = vt t ∈ R.
 z = R − Rt

Tale retta incontra σ nei punti le cui coordinate risolvono il sistema




 x = ut
y = vt

 z = R − Rt
 x2 + y 2 + z 2 = R 2

e quindi corrispondono ai valori di t che risolvono l’ equazione (u2 + v 2 + R2 )t2 − 2R2 t = 0.


Essi sono i punti di coordinate N (0, 0, R) ed
2R2 u 2R2 v R(u2 + v 2 − R2 )
 
A , ,
u2 + v 2 + R 2 u2 + v 2 + R 2 u2 + v 2 + R 2
e quindi la proiezione streografica è data dalla parametrizzazione

2R2 u
 x = u2 +v22+R2

2R v
σ: y = u2 +v 2 +R2 (u, v) ∈ R2 .
 z = R(u2 +v2 −R2 )

u2 +v 2 +R2

Non tutti i punti di σ si proiettano sul piano [xy]. Infatti ogni retta che sia tangente a σ in
N è parallela ad [xy]. Ogni altro punto di σ invece si può ottenere fissando un opportuno
punto (u, v).
Verifichiamo che la parametrizzazione è regolare. L’ iniettività è garantita dalla de-
scrizione geometrica della costruzione. Verifichiamo che i vettori tangenti alle linee coor-
dinate sono linearmente indipendenti.
2R2
Pu = 2 2 2 2
(−u2 + v 2 + R2 , −2uv, 2uR)
(u + v + R )
14 CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

2R2
Pv = (−2uv, u2 − v 2 + R2 , 2vR)
(u2 + v 2 + R2 )2
e quindi
4R4
Pu ∧ Pv = (−2uR, −2vR, −u2 − v 2 + R2 )
(u2 + v 2 + R2 )3
che non è mai nullo.
La prima famiglia di linee coordinate è descritta da

2uR2
 x = u2 +a22

Lu : y = u2bR
2 +a2 u∈R
 z = Ru2 +R(b2 −R2 )

u2 +a2

dove v = b, a2 = b2 + R2 . Tali curve sono circonferenze intersezione di σ con il piano che


contiene la retta y = b, z = 0 ed il punto N (0, 0, R) centro di proiezione.
Analogamente, le curve Lv che si ottengono fissando u = a sono le circonferenze inter-
sezione di σ con il piano contenente la retta x = a, z = 0, ed il punto N.
Il legame tra le due parametrizzazioni è dato dalle equazioni
u v u2 + v 2 − R 2
cos ϕ = √ sin ϕ = √ cos θ = 2
u2 + v 2 u2 + v 2 u + v 2 + R2
che sono definite per (u, v) 6= (0, 0) ossia in tutti i punti di σ ad eccezione di N ed S.
Il punto (u0 , v0 ) per cui si ottiene il punto A è la soluzione del sistema
 2uR2 R
2 =

 u2 +v2 +R
 3
2vR2 R
u2 +v 2 +R2
= √
3
 R(u2 +v2 −R2
 R
2 2
u +v +R 2 = √
3
 √ √ 
ed è (u0 , v0 ) = R 1+2 3 , R 1+2 3 . In corrispondenza di tale punto, otteniamo il vettore
Pu (u0 , v0 ) ∧ Pv (u0 , v0 ) = − √43 R4 (1, 1, 1), e quindi il piano tangente a σ in A è

α : x + y + z − R 3 = 0.

Soluzione dell’ Esercizio 12. (1) σ1 è un cilindro con generatrici parallele all’ asse z
ed avente la circonferenza contenuta nel piano [xy] di raggio 1 e centro (0, 0, 0). Per
parametrizzare un cilindro con generatrici parallele all’ asse z basta parametrizzare la
curva intersezione del cilindro con il piano [xy] perché una retta per uno di tali punti di
coordinate (x0 , y0 , 0) e parallela all’ asse z ha equazione parametrica x = x0 , y = y0 , z = v,
con v ∈ R. In conclusione, il cilindro assegnato è descritto dalle equazioni parametriche

 x = cos u
σ1 : y = sin u (u, v) ∈ [0, 2π) × R.
 z=v

La funzione (u, v) ∈ [0, 2π) × R → P (u, v) = (cos u, sin u, v) ∈ R3 è sicuramente


iniettiva. I vettori paralleli alle linee coordinate sono
Pu = (− sin u, cos u, 0) Pv = (0, 0, 1)
che, essendo sempre ortogonali tra loro, sono linearmente indipendenti.
Le linee coordinate sono
CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE 15

• Lu che rappresentano circonferenze nel piano z = b parallelo al piano [xy] aventi


centro in (0, 0, b) e raggio 1;
• Lv che rappresentano rette parallele all’ asse z per un punto della circonferenza
direttrice del cilindro.

(2) Anche in questo caso basta parametrizzare l’ iperbole equilatera intersezione del
cilindro con il piano [xy]. Oltre ai metodi già descritti nell’ Esercizio 3(2), possiamo
procedere come nel punto (3) dell’ Esercizio citato. Lavoriamo nel piano z = 0 ed in-
tersechiamo in tale piano l’ iperbole di equazione x2 − y 2 = 1 con le rette di equazione
x − y = u con u 6= 0 che sono parallele ad uno degli asintoti. Risolvendo il sistema

 z=0
x2 − y 2 = 1
x−y =u

 2 
1+u 1−u2
otteniamo il punto di coordinate 2u , 2 u, 0 . Quindi, una parametrizzazione per σ2
è  2
 x = 1+u
2u 2
σ2 : y = 1−u
2u
(u, v) ∈ (R \ {0}) × R.
z=v

L’ iniettività della rappresentazione è di facile verifica. I vettori paralleli alle linee coor-
dinate sono  2
u − 1 u2 + 1

Pu = ,− ,0 Pv = (0, 0, 1)
2u2 2u2
e sono ortogonali tra loro, e quindi linearmente indipendenti.
Le linee coordinate sono o iperboli equilatere in piani paralleli al piano [xy] o rette
parallele all’ asse z.
(3) Una curva direttrice è la parabola intersezione del cilidro con il piano [xy]. Essendo
molto facile trovare una parametrizzazione per la parabola, una parametrizzazione per il
cilindro è 
 x = 12 u2
σ3 : y=u (u, v) ∈ R2 .
z=v

L’ iniettività della rappresentazione è immediata, mentre i vettori paralleli alle linee co-
ordinate sono
Pu = (u, 1, 0) Pv = (0, 0, 1)
che risultano ortogonali tra loro.
Le linee coordinate sono o parabole in piani paralleli al piano [xy] o rette parallele all’
asse z.
(4) Per ogni punto del piano [xy] la retta parallela all’ asse z incontra il cono in due
punti simmetrici rispetto al piano [xy] stesso. Possiamo allora scegliere un sistema di
coordinate nel piano e calcolare poi i due punti. Ad esempio, se scegliamo le coordiante
cartesiane, abbiamo che le due falde del cono sono descritte dalle parametrizzazioni
 
 x=u  x=u
+ −
σ4 : y=√ v σ4 : y=v√
z = u2 + v 2 z = − u2 + v 2
 
16 CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

mentre, se scegliamo le coordinate polari nel piano, le due falde sono descritte da
 
 x = u cos v  x = u cos v
+ −
σ4 : y = u sin v σ4 : y = u sin v
z=u z = −u
 

dove ovviamente, σ4+ è la falda del cono contenuta nel semispazio z ≥ 0, e σ4− è l’ altra
falda. √
Nel primo caso, la funzione z = u2 + v 2 non è derivabile in (0, 0) e quindi studiamo
la regolarità per (u, v) 6= (0, 0). L’ iniettività è di immediata verifica, mentre i vettori
derivati sono    
u v
Pu = 1, 0, √ Pv = 0, 1, √
u2 + v 2 u2 + v 2
che sono evidentemente linearmente indipendenti. Quindi, al di fuori del vertice, la
parametrizzazione è regolare. Le linee coordinate Lu sono parabole se v 6= 0 mentre
è la funzione |u| per v = 0. Lo stesso vale per le linee coordinate Lv .
Nel secondo caso, l’ inietività si ha per u 6= 0, come noto dalle coordinate polari. I
vettori derivati sono
Pu = (cos v, sin v, 1) Pv = (−u sin v, u cos v, 0)
che, per u 6= 0, sono linearmente indipendenti. Le linee coordinate sono o semirette (Lv )
o circonferenze di centro un punto dell’ asse z, contenute in un piano parallelo al piano
[xy] e di raggio pari alla distanza tra il centro ed il piano [xy] (Lu ).

Soluzione dell’ Esercizio 13. (1) Bisogna scrivere la retta passante per i punti A(1, u, u2 −
1), B(−1, u + 1, u2 + 2u), e tale retta ha equazione parametrica

 x = −1 + 2v
y =u+1−v v ∈ R.
 z = u2 + 2u − v(2u + 1)

Facendo variare anche u ∈ R le rette si uniscono descrivendo una superficie di equazione


parametrica

 x = −1 + 2v
σ1 : y =u+1−v (u, v) ∈ R2 .
z = u2 + 2u − v(2u + 1)

Tale parametrizzazione è regolare in tutti i suoi punti, le linee coordinate sono o rette o
parabole, e rappresenta un paraboloide iperbolico la cui equazione si ottiene eliminando
i parametri u, v dal precedente sistema. Il punto di sella, per la forma dell’ equazione, è
il punto di σ in cui il piano tangente è parallelo al piano [xy].
I vettori derivati sono
Pu = (0, 1, 2u − 2v + 2) Pv = (2, −1, −2u − 1)
il cui prodotto vettoriale è
Pu ∧ Pv = (1 − 2v, 4u − 4v + 4, −2).
Tale vettore è ortogonale al piano tangente, e quindi individua il punto di sella quando è
parallelo al vettore (0, 0, 1). Questo avviene per v = 1/2, u = −1/2 e quindi il punto di
sella ha coordinate (0, 0, −3/4).
CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE 17

(2) Anche in questo caso bisogna scrivere l’ equazione della retta per i due punti
(cos u, sin u, 0) e (cos(u + π/4), sin(u + π/4), 1). L’ equazione parametrica della superficie
è allora 
 x = cos u + v(cos(u + π/4) − cos u)
σ2 : y = sin u + v(sin(u + π/4) − sin u)
z=v

al variare di (u, v) ∈ [0, 2π) × R. √


La√superficie descritta è un iperboloide iperbolico di equazione x2 +y 2 = 1−(2− 2)z +
(2 − 2)z 2 .

Soluzione dell’ Esercizio 14. Le rette tangenti passano per P (u) = (cos u, sin u, u) e sono
parallele al vettore P 0 (u) = (− sin u, cos u, 1). Quindi, la superficie cercata è

 x = cos u − v sin u
σ: y = sin u + v cos u (u, v) ∈ R2 .
 z =u+v

I vettori derivati sono


Pu = (− sin u − v cos u, cos u − v sin u, 1) Pv = (− sin u, cos u, 1)
che risultano paralleli solo per v = 0. Quindi σ è regolare in tutti i suoi punti eccetto
quelli che si trovano su L.

Soluzione dell’ Esercizio 15. Ogni punto della circonferenza assegnata descrive una cir-
conferenza ruotando intorno all’ asse z che ha centro nel punto (0, 0, z), raggio pari alla
distanza tra il centro ed il punto che ruota, e contenuta nel piano per il punto che ruota
parallelo al piano [xy]. Un punto della circonferenza assegnata è della forma
P (u) = (2 + cos u, 0, sin u), u ∈ [0, 2π).
Il centro della circonferenza descritta è allora (0, 0, sin u), il raggio è 2 + cos u, ed il piano
che la contiene è z = sin u. Quindi, i suoi punti sono descritti da

 x = (2 + cos u) cos v
σ: y = (2 + cos u) sin v (u, v) ∈ [0, 2π) × [0, 2π).
z = sin u

I vettori derivati sono


Pu = (− sin u cos v, − sin u sin v, cos u) Pv = (−(2 + cos u) sin v, (2 + cos u) cos v, 0)
che non sono mai paralleli. Quindi, la superficie è regolare. Tale superficie, dalla forma
di una ciambella è chiamata toro.

Soluzione dell’ Esercizio 16. Per verificare se la curva L è piana, possiamo procedere in
vari modi.
Primo modo. Una curva è piana se, e solo se, il vettore binormale non dipende dal
parametro della curva.
I vettori derivati primo e secondo sono
P 0 (t) = (2t, 2t − 1, −4t + 1) P 00 (t) = (2, 2, −4)
0 00
ed √
il loro √ √ vettoriale è P ∧ P = (2, 2, 2) e quindi il vettore binormale è b =
prodotto
(1/ 3, 1/ 3, 1/ 3) non dipende dal parametro t e quindi L è una curva piana.
Secondo modo. Una curva è piana se è contenuta nel piano osculatore di un suo punto.
18 CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE

Scelto t = 0, il piano osculatore ad L in P (0) = (1, 0, 1) è il piano per P (0) ortogonale


al vettore P 0 (0) ∧ P 00 (0) = (2, 2, 2) ed ha quindi equazione
α : x + y + z − 2 = 0.
L’ intersezione tra α ed L è data dalle soluzioni del sistema


 x = t2 + 1
y = t2 − t


 z = −2t2 + t + 1
 x + y + z − 2 = 0.

Sostituendo, otteniamo (t2 + 1) + (t2 − t) + (−2t2 + t + 1) − 2 = 0 ossia 0 = 0. Quindi,


tutti i punti di L sono su α, ossia L è piana.
Terzo modo. Una curva è piana se esiste un piano α : ax + by + cz + d = 0 che contiene
tutti i punti di L.
Sostituendo le tre funzioni che danno la parametrizzazione in α otteniamo
a(t2 +1)+b(t2 −t)+c(−2t2 +t+1)+d = 0 ossia (a+b−2c)t2 +(−b+c)t+(a+c+d) = 0.
Tale equazione ammette infinite soluzioni se il sistema lineare seguente ammette soluzioni
non banali 
 a + b − 2c = 0
−b + c = 0
 a+c+d=0

che ha infinite soluzioni della forma (c, c, c, −2c). Quindi L è contenuta nel piano
α : x + y + z − 2 = 0.
Per proiettare L sul piano [xy] dal punto (0, 0, 1), scriviamo l’ equazione del cono avente
(0, 0, 1) come vertice, ed L come direttrice. Tale superficie è unione delle rette per V e

parallele al vettore V P essendo P ∈ L. Poiché P (t) = (t2 + 1, t2 − t, −2t2 + t + 1) abbiamo

V P = (t2 + 1, t2 − t, −2t2 + t) e quindi il cono ha equazioni parametriche

 x = s(t2 + 1)
S: y = s(t2 − t) (s, t) ∈ R2 .
 z = 1 + s(−2t2 + t)

Intersecando con il piano [xy] di equazione z = 0, abbiamo, dalla terza equazione, s =


1
2t2 −t
. Sostituendo nelle altre equazioni ricaviamo l’ equazione della proiezione che è
 2
 x = 2tt 2+1
−t
t−1
p(L) : y = 2t−1 t ∈ R.
z=0

y−1
Calcolando il parametro t dalla seconda equazione, otteniamo t = 2y−1
. Sostituendo nella
prima equazione e semplificando l’ equazione, otteniamo

z=0
p(L) :
xy + 5y 2 − x − 6y + 2 = 0
che rappresenta un’ iperbole.
Per proiettare L parallelamente al vettore u = (1, −1, 1) sul piano [xz] dobbiamo usare
un cilindro avente generatrici parallele al vettore u e direttrice L. L’ equazione parametrica
CURVE E SUPERFICI PARAMETRIZZATE 19

del cilindro è quindi



 x = t2 + 1 + s
C: y = t2 − t − s (s, t) ∈ R2 .
z = −2t2 + t + 1 + s

L’ intersezione di C con il piano [xz] si ottiene intersecando l’ equazione parametrica di


C con y = 0. Dalla seconda equazione otteniamo allora s = t2 − t e sostituendo nelle altre
due equazioni otteniamo la proiezione cercata:

 x = 2t2 − t + 1
p(L) : y=0 t ∈ R.
 z = −t2 + 1

Eliminando il parametro dalle equazioni precedenti, otteniamo



y=0
p(L) :
x2 + 4xz + 4z 2 − 6x − 11z + 8 = 0
che rappresenta una parabola.