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LEIBNIZ

Leibniz distingue tre specie di male:


• MALE METAFISICO, che dipende dalla finitezza delle creature;
• MALE MORALE, o peccato, conseguenza del male metafisico;
• MALE FISICO, o dolore, conseguenza del male morale.
In che senso allora possiamo dire che Dio permette il male? Bisogna spiegare che cosa
significa “permesso” attraverso la natura della volontà e dei suoi gradi. Si può dire che
la VOLONTÀ consiste nell’inclinazione a fare qualcosa in proporzione del bene che
essa racchiude.
Questa VOLONTÀ è chiamata ANTECEDENTE, si riferisce ad ogni BENE isolatamente, in
quanto è BENE. In questo senso, si può dire che Dio tende ad ogni bene in quanto è
bene. Egli ha un’inclinazione forte a santificare e a salvare tutti gli uomini, ad
escludere il peccato e ad impedire la dannazione. Q
uesta volontà è EFFICACE.
VOLONTÀ CONSEGUENTE,finale e decisiva, risulta dal conflitto di tutte le volontà
antecedenti, tanto di quelle che tendono verso il bene, quanto di quelle che
respingono il male e dal concorso di tutte queste volontà particolari deriva la
VOLONTÀ TOTALE. Da tutto ciò consegue che Dio vuole antecedentemente il bene e
conseguentemente il meglio, come fine.
il MALE MORALE oltre ad essere necessario perchè conseguenza del male metafisico e
perchè senza di esso non vi sarebbe il bene morale: infatti il peccato non è che la
percezione confusa ed oscura, come il bene morale consiste nella percezione chiara e
distinta, per cui il primo è condizione indispensabile per l’affermazione del secondo.
Lo stesso è a dirsi per il MALE FISICO, il quale, oltre a essere necessario perchè
conseguenza del male morale e perchè senza di esso non esisterebbe neppure il
piacere, che consiste appunto nello sforzo per uscire dal dolore.
D’altronde, a conclusione generale, Leibniz afferma che, se il male nella sua triplice
forma è necessario, esso, esistendo nel migliore dei mondi possibili, è quasi
trascurabile rispetto al bene: tutto sta a badare al tutto e non alle singole parti.