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Nicola Bruno manca, e con lui tutta la parte cantautorale anni 60: niente De

Gregori, De André, ma nemmeno Beatles e Pink Floyd.


Un santino in b/n lo ricorda dall’alto di un termosifone.

Stefano Resca

Lui compra ancora i dischi (anche Tavo, io no perché voglio tenere i soldi per i
gin tonic al bar), distingue tra musica subita (quella che ti propinano in casa,
nel suo caso Abba, Celentano e I Vianella) e musica scelta e dice anche una bella
cosa: l’immagine ci toglie l’immaginazione.

AC/DC - Let there be rock (1977), brano scelto è Go down - Alla faccia di quanto
dicono tutti i ragazzini, gli AC/DC sono innanzitutto un gruppo blues (e Crebsody
in
Blue parla di una crema da usare per pratiche sessuali anali);

Commodores - In the pocket (1981, nella stampa originale nigeriana) - suono basso-
batteria da impazzire (ma, mi chiedo io, il synth è uscito da Blade Runner?);

Kiss - Dynasty (1979) - Non ho segnato niente dei Kiss, però ho segnato che Stefano
rigetta praticamente tutti gli anni ’80 e i loro suoni artefatti;

Blues Brothers Band - Briefcase Full of Blues (1978), brano scelto Messin’ with the
Kid -Paul Schaffer musical director della BBB, figura che tutti i gruppi dovrebbero
avere, quello che “ok, sei bravo, ma non rompere i coglioni e fai quello che devi
fare” ;

(Stefano comprava i dischi guardando le formazioni musicali dei gruppi, dopo di che
era tutto un collegamento, praticamente un ipertesto vivente)

Deep Purple - Come taste the band (1975, secondo alcuni il peggior disco dei DP) -
Blackmore va via e arriva Tommy Bolin, che fa cambiare totalmente genere ai DP e
pure a Stefano, il cui debito nei confronti del buon Tommy lo porterà a citarlo nel
primo disco dei Mamasuya (ricordiamo che è una serata dei Mamasuya);

Billy Cobham - Spectrum (1973), brano scelto Red Baron (Aaaaah Red Baron e gli
stacchi di batteria del Guarnie quando la facevo con lui Eric e Michael) - Disco di
svolta totale e disco chiave per l’inizio dei Mamasuya, che alla prima prova
suonarono proprio questo pezzo (A Stefano proposero: “Facciamo un gruppo blues, c’è
un chitarrista bravo, però lo portano i suoi”: il Cerbo aveva 15 anni);

Dopo questo periodo iniziò il senso di inadeguatezza di Stefano, che all’epoca non
aveva mai letto la musica, introdotto da questo aneddoto: “Scusa, potresti usare
quel piatto chiodato?” - “Sì, perché, ti piace?” - “No, mi fa cagare ma visto che
stiamo registrando e non vai a tempo…”. Iniziano le tragiche ma inevitabili lezioni
di solfeggio, durante le quali l’insegnante (si chiama Jeger, Oana si è illuminata
per la prima volta nella serata) gli fa sentire:

Tom Scott (sassofonista che arrangiava i brani della Blues Brothers Band) - Blow it
out (1977), brano scelto Gotcha (Theme from Starsky e Hutch);

Victor Feldman (uno dei due che rifiutò Miles Davis, l’altro era Jimi Hendrix) -
Non ricordo il disco, ma ricordo bene il Tavo dire che lo puoi mettere sotto Casa
Vianello

Steely Dan - Aja (disco per chi ha un’ossessione per l’arrangiamento e il


dettaglio), brano scelto Black Cow (pare che sia un cocktail, vado ad informarmi)
Matteo Cerboncini

La passione per la musica inizia con le compilation in macchina andando a vedere i


pulcini della Novese

The Clash - London Calling (1979), brano scelto London Calling - Mai imparato a
suonarla perché alle elementari c’era da usare il barrè, in seguito per un timore
reverenziale)

Queen - The game (1980), brani scelti Another One Bites the Dust e Dragon Attack.
Freddy Mercury inizialmente fu da lui scambiato per Michael Jackson. Bello notare i
tempi di transizione da un pezzo all’altro (più o meno lunghi) che creano
interazione tra i brani. Il Cerbo non ha mai imparato a suonare qualcosa nemmeno
dei Queen, timore reverenziale anche qua, e dice “Diffidate dei musicisti che
snobbano i Queen”; inizialmente trasecolo ma poi sto tranquillo perché non sono un
musicista, inoltre PROMEMORIA: TOGLIERE MEZZO PUNTO AL VOTO DEL CERBO;

(Peter’s Gunn Theme fu la prima cosa imparata a suonare alla chitarra: era
finalmente terminato il timore reverenziale. In quegli anni si fece una cassetta -
sì, un’audiocassetta, avete capito bene stronzi, sono esistite davvero - con solo
versioni di Dust My Broom, da quella originale di Elmore James alla sua versione
preferita dei Dr. Feelgood: è iniziato il periodo del blues rock inglese;

Nine Below Zero - Figurarsi se mi ricordo il titolo (è già il secondo che


dimentico, mi autodecurto lo stipendio da zero a zero), ma la sintesi del gruppo è
“i Ramones che incontrano Elmore James”;

Pausa sigaretta (perché qua la cosa si fa lunga, ci fosse stato Nicola avremmo
terminato scaldando le brioches) col rockabilly degli Stray Cats in sottofondo;

Freddie King (chitarrista blues più amato) - Rockin the blues live (1975), brano
scelto Hideaway. Il Cerbo impara la pentatonica (e la impara così bene che il disco
non si può sentire perché continua a saltare) e scopre il primo blues lento: Key to
the Highway. Inizia a diventare un purista del blues e snobbare tutto il resto, che
suonerà sì ma nel gran segreto della notte. Gran dinamiche, il buon Freddie
K(ruger);

Arriva la FIGA, ripeto: ARRIVA LA FIGA. La fidanzata gli presta:


Led Zeppelin - II (1969), brano scelto Moby Dick (Alle superiori c’era il dualismo
Deep Purple vs. Led)

AC/DC - Powerage (1978) (disco AC/DC più bello di sempre, e chi parla di Donington
’91 può solo sucare - il tono della discussione inizia a farsi animato, era ora che
tutti i bicchieri ingurgitati facessero effetto), brani scelti Kicked in the Teeth
e Sincity (testo più bello scritto nel rock);

Lou Reed “caga a scoppo come le vacche su Leonard Cohen buonanima e Bob Dylan,
speriamo presto buonanima anche lui”: qua la serata raggiunge vertici di
grandiosità. Il Cerbo è sempre più trasfigurato nella versione baudelaireiana di
Daniel Radcliffe in “Harry Potter e i Doni della Morte”; Stefano, dal canto suo,
pare assorto in un universo parallelo per cui fissa i propri dischi e non
proferisce più parola da una ventina di minuti; Oana si infervora e lancia lì un
“Dylan non ha inventato nulla” che fa l’effetto di una bandiera palestinese
scagliata ad un Bar Mitzvah; il Tavo, novella Tina Cipollari, si alza ed esce a
fumare sdegnato; io invece mi beo di tutto questo momento di trash-talking
generale, raggiungendo l’estasi di Santa Teresa d’Avila e dimenticando di prendere
appunti sui dischi successivi, che saranno:

Mott The Hoople - All the Young Dudes (1972);

Rolling Stones - Let it bleed (1969)