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FILIPPO CANCARÈ

RdM, 2015, 1: 53-60

Primi ritrovamenti di Boletus aestivalis


in eucalipteti dell’areale mediterraneo
FILIPPO CANCARÉ
Via Carmelo Di Marco, 70 - I 94015 Piazza Armerina (EN) - E-mail: filippo.cancare@alice.it

RIASSUNTO
Sono segnalate, per la prima volta in areale mediterraneo, stazioni di crescita di
Boletus aestivalis in forestazioni di Eucalyptus ssp., nell’area boschiva di
Rossomanno-Grottascura-Bellia (Piazza Armerina, EN, Sicilia). L’articolo è cor-
redato da foto, tavole di microscopia, note ambientali e tassonomiche.
ABSTRACT
Stations of growth of Boletus reticulatus in forestations of Eucalyptus ssp., in the
woodlands of Rossomanno-Grottascura-Bellia (Piazza Armerina, EN, Sicily), are
reported for the first time from the Mediterranean area. The article is accompanied
by photos, plates of microscopy, environmental and taxonomic notes.
Key-words: Boletales, Boletaceae, Boletus, Edules, B. aestivalis, taxonomy, Italy.
Introduzione
Da circa tre anni, nei vasti boschi che circondano Piazza Armerina, sono stati
segnalati inconsueti ritrovamenti di Boletus aestivalis (Paulet) Fr., sotto Eucalyptus
ssp. L’interesse e la curiosità per questi ritrovamenti scaturiscono dal fatto che in
letteratura non risultano segnalazioni di micorrize tra eucalipti e boleti della Sez.
Edules Fr. Ho personalmente accertato la diretta connessione tra ife miceliari del-
la specie in questione con l’apparato radicale di Eucalyptus camaldulensis Dehnh.,
essenza assai diffusa e quasi infestante in questo areale, riteniamo di grande inte-
resse evidenziare queste micorrize che potrebbero, con studi successivi, dimo-
strare le relazioni pedologiche, chimiche ed ambientali che favoriscono questa
simbiosi e auspico che venga effettuato, in futuro, un approfondimento sulle rela-
zioni pedologiche, chimiche e ambientali che la favoriscono. Gli ultimi ritrovamenti
effettuati nel periodo di maggio, giugno e luglio del 2014 hanno confermato la
presenza di questi funghi in tale ambiente ed hanno permesso di studiarne i le
caratteristiche, confrontandole con quelle di raccolte della stessa specie fatte sot-
to castagni, querce, noccioli, carpini, e faggi nei boschi siciliani.
Materiali e Metodi
Tutto lo studio, comprese le descrizioni dei caratteri macroscopici e micro-
scopici, Lo studio dei caratteri macro- e microscopici è stato effettuato su mate-
riale fresco della raccolta del 14.06.2014. Le immagini di microscopia sono state
riprese con fotocamera Motic montata su microscopio ottico con obiettivi di in-
grandimenti 10×, 20×, 40× e 100× a immersione d’olio. L’osservazione delle spore

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è stata fatta in acqua, mentre per evidenziare basidi, cistidi imeniali, caulocistidi e
pileipellis sono stati utilizzati il rosso Congo ammoniacale e il blu di cresile. Sono
state misurate 60 spore ottenute da polvere sporale. Le foto dei basidiomi e degli
ambienti di crescita sono state scattate con fotocamera digitale reflex Canon EOS
650D.
Descrizione dell’ambiente di crescita
La Riserva Naturale Orientata (R.N.O.) Rossomanno-Grottascura-Bellia, si
estende nel cuore della Sicilia su una superficie di circa 2000 ettari nei comuni di
Enna, Piazza Armerina, Aidone e Valguarnera. L’areale interessato è caratterizza-
to da una serie di altopiani di altitudine tra 600 e 800 metri s.l.m. ed è situato nella
parte centromeridionale dei Monti Erei. Il suolo della Riserva è costituito da de-
positi di arenarie e sabbie derivanti da affioramenti di depositi marini risalenti al
Pliocene Superiore originatisi a seguito di una fase regressiva. Il territorio, con
copertura boschiva derivante prevalentemente da azioni di rimboschimento, rap-
presenta un’importante oasi di verde, con lussureggianti eucalipteti, dove riscon-
triamo diverse specie: Eucalyptus camaldulensis Dehnh., E. globulus Labill., E.
occidentalis Endl., E. gomphocephala DC.; boschi di conifere con Pinus pinea
L., Pinus halepensis Mill., Cupressus sempervirens L., C. macrocarpa Hartw. ex
Gordon, C. arizonica Green, Cedrus libani A. Rich.; presenti anche latifoglie
quali Salix ssp., Populus nigra L., Robinia pseudoacacia L., Castanea sativa Mill.,
Quercus virgiliana (Ten.) Ten., Q. suber L., Q. ilex L., Q. amplifolia Guss., Q.
pubescens Willd., Acer ssp., Celtis australis L., Fraxinus oxycarpa Bieb.

Eucalipteto. Riserva orientata Rossomanno. Piazza Armerina (Foto F. Cancarè)

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Il sottobosco è composto da Asparagus acutifolius L., Cistus creticus L., C.


monspeliensis L., C. salvifolius L., Pteridium aquilinum (L.) Kuhn., Euphorbia
characias L., Thymus capitatus (L.) Hoffmanns. & Link, Ferula communis L.,
Thapsia garganica L., Cytisus villosus Pourr., Calicotome villosa (Poir.) Link, C.
infesta (L.) Link, Dafne gnidium L., Elaeoselinum asclepium (L.) Bertol. subsp.
asclepium, Eryngium campestre L.
Notevole interesse rivestono pure le fitocenosi presenti sulle tre principali
alture all’interno della Riserva: Monte Serra Casazze (893 m s.l.m.), Monte
Rossomanno (883 m s.l.m.) e Monte Cozzo Bannata (866 m s.l.m.).
La R.N.O. Rossomanno-Grottascura-Bellia, è stata istituita nel 2000 al fine di
conservare e tutelare un preesistente antico rimboschimento di Pinus ssp. e Quercus
ssp. del quale restano aree meno estese in confronto all’area rimboschita a
Eucalyptus ssp. che è l’essenza arborea attualmente più presente. Essa copre circa
il 90% dell’area della Riserva ed è stata impiantata per fare fronte alle richieste di
legname utilizzabile per l’industria della carta in uno stabilimento di pre-lavora-
zione sito nelle vicinanze di Piazza Armerina. Queste particolari fitocenosi hanno
determinato lo sviluppo di una flora micologica molto interessante. L’interesse è
legato soprattutto alla presenza degli eucalipti di origine australiana; questa parti-
colare relazione, infatti, riserva molte sorprese per i miceti simbionti, che difficil-
mente si riscontrano in altre aree con vegetazione autoctona.
Il clima dell’areale è, in generale, classificabile come mediterraneo, con esta-
ti calde e asciutte e con inverni caratterizzati da accentuata piovosità. Nondimeno
la posizione geografica dell’area, che si trova al centro della Sicilia, e l’influenza
importante della copertura vegetazionale esistente, fanno sì che il clima sia più
“continentale”, di tipologia submontana, e quindi con temperature invernali piut-
tosto fredde.

Boletus aestivalis (Paulet) Fr.


Epicr. syst. mycol.: 422, 1838 (1836-1838)
Sinonimi ≡ Tubiporus aestivalis Paulet, Traité des Champignons: 371, pl. 170,
1793. Basionimo
= Boletus reticulatus Schaeff., Fung. bavar. palat. nasc. 4: 78, 1774, s.
auct.
Cappello 8-25 cm, carnoso, robusto, inizialmente emisferico, quindi convesso,
poi piano-convesso, infine completamente spianato ed eccezionalmente anche un
po’ depresso; orlo poco spesso, a lungo incurvato verso l’imenoforo, margine
eccedente, con andamento per lo più regolare o leggermente ondulato, liscio; cu-
ticola aderente, parzialmente separabile, asciutta, finemente feltrata, può presen-
tarsi un po’ lucida con la pioggia, tende a screpolarsi con l’età e il secco, soprat-
tutto nella zona discale, in areole che nella stagione calda e in presenza di vento
mostrano anche dei solchi profondi che lasciano intravvedere la sottostante carne
bianco-crema; la colorazione, che interessa in maniera uniforme tutta la superfi-
cie pileica, varia dal beige all’avana chiaro, al caffellatte, fino a svariate gradazio-
ni di marrone.
Tuboli mediamente lunghi (fino a 1,5 cm), sottili, facilmente separabili dalla car-
ne del cappello, da subliberi ad attenuati e appena decorrenti con un filetto, ini-

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Boletus aestivalis: a sinistra, prima raccolta, il 30.05.2011; a destra, raccolta del 16.06.2012
(Foto F. Cancarè)

zialmente bianchi, a maturità giallo-verdastri.


Pori piccoli, rotondeggianti, bianchi, immutabili al tocco, con l’età diventano
dapprima crema, poi giallo-verdastri.
Spore in massa bruno-olivacee.
Gambo 6-18 × 2-6 cm, robusto, compatto, dapprima obeso, ventricoso, poi
subcilindrico e slanciato, con base ingrossata, sovente ricurvo in basso; interna-
mente pieno, compatto ma presto invaso dalle larve; superficie beige, avana, co-
perta fin quasi alla base da un reticolo concolore o leggermente più scuro, talvolta
un po’ in rilievo, a maglie poligonali il cui diametro trasverso, generalmente, si
allarga nella zona mediana e si riduce verso il basso poiché con la crescita le
maglie si stirano longitudinalmente, talora anche rompendosi vicino alla base.
Boletus aestivalis: raccolta del 12.11.2011 (Foto F. Cancarè)

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Carne all’inizio compatta, soda, soprattutto nel gambo, leggermente più cedevole
nel cappello, diventa con l’età un po’ molle ed è presto attaccata dalle larve, bian-
ca, immutabile al taglio, emana un odore gradevole non molto pronunciato, sapo-
re dolce.
Microscopia: Spore ellissoidali-fusiformi o fusiformi con lieve avallamento
soprapicolare, 11,9-15,3 × 4,0-5,0 µm, Q = 2,9-3,1, ocraceo-brunastre in acqua,
lisce, guttulate, con parete mediamente spessa. Basidi cilindrico-clavati, piriformi,
tetrasporici, 28-40 × 10-13 µm. Cistidi imeniali fusiformi, talora con collo allun-
gato e pareti leggermente sinuose, 40-53 × 7-13 µm. Caulocistidi cilindrico-
fusiformi, con base allargata e collo piuttosto lungo e di calibro regolare, 43-65 ×

Boletus aestivalis: in alto a sinistra, spore in acqua; a destra, spore in rosso Congo. In centro a
sinistra, cistidi imeniali; a destra, caulocistidi. In basso a sinistra, pileipellis; a destra, basidi
(Foto F. Cancarè)

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10-17 µm. Pileipellis costituita da un tricoderma di ife cilindriche, verticali, in-


trecciate, con apici per lo più arrotondati, senza giunti nei setti.
Raccolte esaminate e habitat: Riserva Naturale Orientata Rossomanno-
Grottascura-Bellia, in forestazioni di Eucalyptus, nelle date: 30.05.2011,
12.11.2011, 16.06.2012, 22.10.2012, 14.06.2013, 15.10.2013, 8.11.2013,
31.05.2014, 14.06.2014, 30.6.2014, 1.07.2014, 4.07.2014, 7.07.2014.
Tutte le raccolte sono depositate nell’erbario personale dell’autore.
Osservazioni
Lo studio dei caratteri morfologici macroscopici e microscopici richiama il
quadro classico di B. aestivalis. Sia la conformazione che le dimensioni delle
spore, degli altri elementi imeniali e cuticolari rientrano nel quadro della variabi-
lità della specie suddetta. Unico elemento in dissonanza, che ricorre quasi costan-
te negli esemplari reperiti, è la carne poco o per niente aromatica, quasi inodore,
a differenza di quella degli esemplari della stessa specie provenienti dagli altri
areali siciliani in cui non viene segnalato eucalipto e di quanto indicato in lettera-
tura. Il carattere della carne poco aromatica richiama alla mente B. edulis Bull. :
Fr. che però è morfologicamente diverso, in quanto presenta cappello di aspetto
brillante-untuoso, non feltrato, non tipicamente areolato e margine più chiaro,
biancastro, reticolo molto meno evidente e localizzato nella parte alta del gambo.
Nella R.N.O. di Rossomanno-Grottascura-Bellia è possibile reperire, in pros-
simità di Quercus spp., esemplari tipici di B. aereus Bull. : Fr., oltre a esemplari
che, per la loro colorazione pileica di colore castaneo e per il gambo poco colora-

Ambiente di crescita. Riserva orientata Rossomanno. Piazza Armerina (Foto F. Cancarè)

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to, radicante, potrebbero essere ricondotti a B. mamorensis Redeuilh (1978), spe-


cie per lungo tempo ritenuta di dubbio valore tassonomico, che è stata però recen-
temente riabilitata da uno studio su basi molecolari che ne ha confermato la
fondatezza (NUHN ET AL., 2013). Peraltro gli esemplari di queste ultime specie non
sono mai stati reperiti in eucalipteto puro e pertanto risulta assai improbabile una
loro simbiosi con specie del Genere Eucalyptus.
All’opposto, gli esemplari di B. aestivalis che sono stati ritrovati vicino alle
piante di Eucalyptus hanno permesso di risalire al legame micorrizico, dopo un
lavoro certosino di rilevamento delle ife di collegamento. Il lavoro è stato partico-
larmente arduo, in quanto in tutta questa area, in cui l’essenza prevalente è rap-
presentata da Eucalyptus camaldulensis, si trova frammista sporadicamente qual-
che pianta di Quercus ssp. Le stazioni di crescita esplorate presentavano una ve-
getazione a eucalipteto quasi puro ma in alcune delle zone, anche se a una distan-
za ragguardevole (oltre i 30-40 metri) dal sito di raccolta, venivano individuate
isolate e piccole piante di Roverella (Quercus pubescens).
Ringraziamenti
Desidero ringraziare, per l’assistenza data nelle svariatissime escursioni ef-
fettuate, l’amico Filippo Paternicò, compagno di innumerevoli uscite, prezioso
collaboratore e raccoglitore; Alessandro Arena e Gianluca Messina, guide
puntigliose e profondi conoscitori dei luoghi; il Distaccamento del Corpo Forestale
di Piazza Armerina per la completa e totale disponibilità; Emanuele Brugaletta,
Leonardo La Spina e Lina Signorino per i consigli e la rilettura dell’articolo.
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www.parks.it; www.riserveenna.it: http://it.wikipedia.org

(segue da pag. 33)

è proposto con una descrizione dei caratteri macro- e micro-


scopici seguiti da note sull’ambiente di crescita e dalle im-
mancabili “osservazioni”; nella pagina accanto è proposta una
tavola originale in bianco e nero dei caratteri microscopici e,
nella parte terminale del volume, una fotografia a colori in
ambiente. Data l’ampiezza del raggruppamento d’origine, le
specie sono presentate in ordine alfabetico. Il volume consta
di 148 pagine ed è acquistabile al prezzo di 20,00 euro.
La seconda parte (4° Quaderno), ricalca nel metodo il volu-
me precedente e propone 110 specie, fra le quali spiccano
quelle ascritte ai Generi Peziza e Scutellinia. In tutto, quindi,
sono oltre 200 le specie di Pezizales descritte, distribuite in
complessive 320 pagine. Si tratta certamente di un lavoro no-
tevole, ricco di spunti e di opportunità per gli studiosi degli
ascomiceti. Il volume consta di 172 pagine ed è acquistabile
al prezzo di 22,00 euro.
Carlo Papetti

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