Sei sulla pagina 1di 49

Tempi e Metodi di Lavoro

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Definizioni e Obbiettivi
• Lo studio dei tempi e metodi di lavoro serve per assegnare il giusto carico di lavoro alle maestranze. La misurazione
del lavoro costituisce quindi uno strumento fondamentale per prevedere, calcolare, assegnare e controllare
l'impiego del tempo come fattore di costo nel processo produttivo. Lo studio e la definizione dei tempi di lavoro
consentono di:
§ fornire notizie su cui basare stime per capitolati, prezzi di vendita e promesse di consegna;
§ stabilire i livelli di utilizzazione delle macchine e della manodopera;
§ organizzare in definitiva il lavoro di fabbrica e controllare i costi di fabbricazione.
• L’obbiettivo dello studio è pervenire ad una stima del tempo normale 𝑇𝑇𝑛𝑛 , cioè del tempo che, per lo svolgimento di
una data operazione con un dato metodo di lavoro, è richiesto da un operatore normalmente abile, che agisce in
condizioni ambientali normali con velocità normale.
• Questo tempo normale di lavorazione deve essere rispettato da tutte le differenti maestranze impiegate per portare
a termine quell’attività. Questo tempo non può essere né troppo breve (perché dobbiamo fare in modo che tutti
finiscano) né troppo lungo (perché la manodopera dovrebbe essere pagata anche per periodi di inoperosità).

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Definizioni e Obbiettivi
• Attraverso lo studio dei metodi (in collaborazione con considerazioni ergonomiche), si individua la forma più corretta
e più redditizia per una metodologia di lavoro.
• La misurazione del lavoro consiste nell'applicazione di tecniche induttive o deduttive per valutare il tempo
necessario a svolgere una data attività in base ad un metodo di lavoro prestabilito.
• I metodi induttivi cercano di determinare il tempo necessario per effettuare un’operazione in funzione di parametri
fruibili attraverso la conoscenza di due metodi: il metodo dei micromovimenti ed il metodo MOST.
• I metodi deduttivi fanno riferimento ad una serie di informazioni desunte da un’attività di misurazione, come il
cronometraggio.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.
• Tra i metodi induttivi il più noto è il metodo M.T.M. (Methods Time Measurement) elaborato ed introdotto da
Maynard, Stegemeten e Schwab nel 1948. Lo standard MTM, dai suoi autori, viene definito come “un procedimento
che analizza qualsiasi operazione manuale scomponendola nei movimenti elementari necessari per compierla, ed
assegna a ciascun movimento un tempo standard prefissato, determinato dalla natura del movimento e dalle
condizioni nelle quali esso viene eseguito”.
• Esistono una serie di varianti del metodo, tra cui:
§ MTM-1 è utilizzato per studiare lavorazioni di grande serie caratterizzate da cicli corti e altamente ripetitivi
§ MTM-UAS è utilizzato per studiare lavorazioni a lotti in cui la ripetitività delle operazioni non è elevata, ed in
ogni ciclo è presente una certa variabilità
§ MTM-MEK è utilizzato per studiare lavorazioni in cui si verificano notevoli variazioni del ciclo produttivo
(produzione su commessa)
• Tale metodo può essere applicato soltanto ad operazioni di tipo manuale sicché il tempo di esecuzione di un dato
movimento risulta esclusivamente legato al ritmo adottato dall'operatore.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.
• Le assunzioni base del metodo sono le seguenti:
§ Ogni operazione è costituita da un certo numero di movimenti elementari non ulteriormente scomponibili;
§ La gamma dei movimenti elementari è limitata;
§ I tempi necessari ai singoli movimenti possono essere stimati è tabellati;
§ Il tempo normale totale per un operatore è dato dalla somma dei tempi normali associati ai singoli movimenti
che la compongono.
• L'unità di tempo adottata nel metodo M.T.M. è il centomillesimo di ora, 𝑇𝑇. 𝑀𝑀. 𝑈𝑈. (𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀 𝑈𝑈𝑈𝑈𝑈𝑈𝑈𝑈) =
10−5 ℎ = 0.036 sec., ovvero 100,000 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 = 1ℎ.
• I valori di tempo corrispondenti ad alcuni tipici movimenti elementari in funzione delle variabili atte ad influenzarli
(distanza, peso, angoli, etc.) sono tabellati. Nel caso di più movimenti simultanei si adotta il tempo corrispondente al
movimento che isolatamente richiederebbe il tempo maggiore.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.
• L’MTM individua undici categorie di micro-movimenti, la cui combinazione consente di ricostruire qualsiasi
operazione manuale compiuta dall’operatore all’interno della postazione di lavoro.

RAGGIUNGERE (R) 5 AFFERRARE (G) MUOVERE (M) POSIZIONARE (P) RILASCIARE (RL) DISACCOPPIARE (D)
classi 11 classi 3 classi 3 classi 2 classi 3 classi

APPLICARE PRESSIONE MOVIMENTO PIEDE,


RUOTARE (T) MUOVERE OCCHI (ET) FISSARE OCCHI (EF) GIRARE MANOVELLA (C)
(AP) GAMBA, CORPO
3 classi 1 classe 1 classe 2 classi
2 classi 14 classe

MOVIMENTI SIMULTANEI

• Gli elementi che influenzano il tempo di esecuzione sono:


§ Metodo di lavoro; § Resistenza opposta al movimento;
§ Condizione di esecuzione del movimento; § Eventuale simultaneità nei movimenti;
§ Distanza da raggiungere; § Eventuale interferenza fra i singoli movimenti.
§ Peso e dimensione dell’oggetto da movimentare;

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.
• Alcuni esempi di tabelle dei TAB. I - RAGGIUNGERE - R -
Tempo Medio TMU
tempi utilizzate nell’ambito del Lunghezza
percorsa cm. A B CoD E
Tipo 2 CASO E DESCRIZIONE
A B
metodo MTM sono qui riportate. 1 1/2 o meno 2.0 2.0 2.0 2.0 1.6 1.6
2 2.1 2.1 2.4 2.1 1.7 1.7
Raggiungere un oggetto che si trova in posizione
4 3.4 3.4 5.2 3.2 3.0 2.4
• Nello specifico, si fa riferimento 6
8
4.5
5.4
4.5
5.5
6.5
7.6
4.4
5.6
3.2
4.6
3.1
3.7
A costante o nell'altra mano o sul quale è
appoggiata l'altra mano.

alle categorie relative al 10


12
6.1
6.4
6.1
7.4
8.4
9.1
6.8
7.3
4.9
5.2
4.3
4.8
micromovimento «raggiungere», 14
16
6.8
7.1
8.7
8.9
9.7
10.3
7.4
8.2
5.5
5.8
5.4
6.0 B
Raggiungere un oggetto singolo in posizione

«ruotare» e «disaccoppiare». 18 7.5 8.5 10.9 8.7 6.2 6.5


leggermente variabile da ciclo a ciclo.
20 7.8 10.0 11.4 9.2 6.5 7.1
22 8.2 10.6 12.0 9.7 6.8 7.7
24 8.5 11.2 12.5 10.2 7.1 8.2
Raggiungere un oggetto mescolato con altri in
TAB. III - RUOTARE - T - 26 8.9 11.7 13.1 10.7 7.4 8.8 C
gruppo, quando è necessaria ricerca e selezione.
Tempo Medio TMU per grado di rotazione 28 9.2 12.2 13.6 11.2 7.8 9.4
PESO
30° 45° 60° 75° 90° 105° 120° 135° 150° 165° 180° 30 9.6 12.6 14.1 11.6 8.1 9.9
Piccolo - 0 - 1 kg 2.8 3.5 4.1 4.8 5.4 6.1 6.8 7.4 8.1 8.7 9.4 35 10.4 14.3 15.1 12.8 8.8 11.3
Medio - 1,1 - 6 kg 4.4 5.5 6.5 7.5 8.5 9.6 10.6 11.6 12.7 13.7 14.8 40 11.3 15.6 16.8 14.1 9.6 12.8
Raggiungere un oggetto molto piccolo o che
Grande - 6,1 - 16 kg 8.4 10.5 12.3 14.4 16.2 18.3 20.4 22.2 24.3 26.1 28.2 45 12.1 17.0 18.2 15.3 11.4 14.2 D
richieda una presa accurata.
50 13.0 18.4 19.6 16.5 11.2 15.6
DISACCOPPIARE - D - 55 13.9 19.9 20.9 17.7 12.0 17.0
Facile da Difficile da 60 14.8 21.3 22.3 18.9 12.8 18.5
CLASSE DI ACCOPPIAMENTO
maneggiare maneggiare 65 15.0 22.7 23.7 20.2 13.6 19.9 Spostare la mano verso una posizione indefinita
4.0 5.7 1 - Lasco - Sforzo leggero, nessun rinculo. 70 16.5 24.1 25.0 21.4 14.4 21.3 E per equilibrare il corpo o per iniziare il
7.5 11.8 2 - Preciso - Sforzo normale, leggero rinculo. 75 17.4 25.5 25.4 22.6 15.2 22.8 movimento successivo o per toglierla di mezzo.
22.9 34.7 3 - Serrato - Sforzo considerevole, rinculo marcato. 80 18.3 26.9 27.7 23.8 16.0 24.1

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.
• Oggi non è necessario fare i calcoli manualmente, ma esistono tool specifici per l’utilizzo della metodologia M.T.M.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Criterio dei tempi predeterminati – Metodo M.T.M.
• I vantaggi principali sono i seguenti:
§ è un incentivo ad analizzare il metodo del lavoro;
§ consente di verificare la convenienza dei singoli micromovimenti;
§ rende agevoli i cambiamenti del metodo di lavoro;
§ permette stime preventive di tempi oltremodo accurate.
• Il metodo tuttavia presenta i seguenti limiti sono:
§ ha impiego limitato a lavori manuali;
§ per la sua complessità ed onerosità se ne giustifica l'applicazione soltanto per lavori di grande serie;
§ può essere introdotto soltanto presso aziende ad elevato livello organizzativo, dotate di personale altamente
qualificato;
§ la sua introduzione è particolarmente onerosa: per analizzare un'operazione di durata pari ad un minuto
occorre talvolta un lavoro di 800 minuti di un esperto analista.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• La tecnica MOST (Maynard Operation Sequence Technique) nasce verso gli inizi degli anni ’70 (USA) con l’obiettivo
di fornire un metodo semplice per la determinazione del tempo di lavorazione. Il primo modello - General Move - fu
creato nel 1967.
• Esistono diverse versioni della metodologia MOST:
§ Basic MOST, nel caso di cicli medi e lavoro sia ripetitivo che non ripetitivo;
§ Mini MOST, nel caso di cicli brevi e lavoro ripetitivo;
§ Maxi MOST, nel caso di cicli lunghi e lavoro non ripetitivo;
§ Admin MOST, nel caso di cicli medi e sia lavoro ripetitivo/non ripetitivo che amministrativo.
• Oggi il MOST si configura come una tecnica di misurazione del lavoro estremamente efficiente, non solo per la sua
praticità e velocità di applicazione, ma soprattutto per la consistenza dei risultati ottenibili.
• Il metodo MOST assume come elemento fondamentale per la misurazione del tempo di lavoro gli “spostamenti” che
gli oggetti devono compiere nell’ambito della fase lavorativa.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Tutte le azioni necessarie per muovere l’oggetto diventano attività che ne caratterizzano il movimento. Le attività
sono rappresentate da parametri (stringa di caratteri), organizzati in sequenze fisse e predeterminate. (Es. ABG-ABP-
A). Ogni parametro contiene un indice numerico scelto tra un set di valori (es. 0, 1, 3, 10, 16,…).
• Gli elementi caratteristici della metodologia sono:
§ i method steps, che descrivono e formalizzano,
Method steps Sequence models
attraverso le singole attività che la compongono, una
specifica azione lavorativa;
§ i sequence models, che descrivono la sequenza di
movimenti necessari a compiere una singola attività di
lavoro mediante una stringa di lettere a ciascuna delle
quali è associato un indice numerico.

A B G A B P A
1 0 1 10 6 1 10

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Il Basic MOST viene utilizzato per tutte le fasi di lavorazione che prevedono cicli di media durata (max 10 min.) e
frequenza di ripetizione non superiori a 1500 (cicli/settimana).
§ General Move: caratterizza i movimenti liberi nello spazio.
§ Controlled Move: caratterizza i movimenti vincolati.
§ Tool Use: caratterizza le operazioni che richiedono l’uso di utensili.

• Nel General Move, i seguenti parametri vengono utilizzati:


§ A (Action Distance) per descrivere le azioni necessarie all’operatore per raggiungere l’oggetto da muovere.
§ B (Body Motion) utilizzato per descrivere i movimenti verticali del corpo (abbassarsi e/o alzarsi) ovvero le azioni
necessarie per superare un ostacolo.
§ G (Gain Control) per descrivere le azioni necessarie all’operatore per assumere il controllo dell’oggetto.
§ P (Placement) utilizzato per descrivere le azioni necessarie all’operatore per allocare l’oggetto nella posizione
richiesta (temporanea o finale).

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Si consideri la seguente sequenza di lavoro descritta da un general move.

ABG ABP A
GET PUT RETURN

• Essa può essere rappresentata ed analizzata in tre elementi fondamentali:


• Get (A B G)
Descrive le azioni necessarie per raggiungere l’oggetto da spostare con i movimenti delle mani, delle braccia e,
se necessario, con il corpo ed acquisirne il controllo.
• Put (A B P)
Descrive le azioni che bisogna compiere per trasportare e collocare (rilasciare) l’oggetto nella posizione finale
• Return (A)
Descrive l’azione che l’operatore deve effettuare per riportarsi nella posizione di partenza

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Esempio. Consideriamo l’esempio di un operatore che deve trasportare una scatola tra due tavoli da lavoro.
Assumiamo che:
§ l’operatore si trovi in posizione eretta davanti alla scatola da trasportare;
§ la scatola sia leggera e maneggevole;
§ il secondo tavolo di lavoro disti dal primo circa 10 passi;
§ è necessario chinarsi per adagiare la scatola sul secondo tavolo.
§ l’operatore, dopo aver rilasciato la scatola, ritorni nella posizione originaria.
La sequenza associata sarebbe

A B G A B P A
1 0 1 16 6 1 16

Per valutare il tempo allora: Fattore di conversione

𝑇𝑇 = 1 + 1 + 16 + 6 + 1 + 16 � 10 = 410 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 � 0,036 = 14,76 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Nel Controlled Move, i seguenti parametri vengono utilizzati:
§ M (Move) utilizzato per descrivere le azioni necessarie a muovere un oggetto lungo un percorso controllato.
§ X (Tempo di Processo) utilizzato per valutare il tempo di lavoro impiegato da apparecchiature elettroniche o
meccaniche.
§ I (Alignment) utilizzato per descrivere le azioni manuali necessarie ad orientare o allineare l’oggetto.
§ A e B presentano le stesse caratteristiche evidenziate nel general move.
• Si consideri la seguente sequenza di lavoro descritta da un controlled move.

ABG MXI A
GET MOVE RETURN
ACTUATE

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Essa, oltre alle fasi “Get” (A B G) e “Return” (A) che descrivono le stesse attività viste nella sequenza General Move,
può essere rappresentata ed analizzata in altri due elementi fondamentali:
§ Move (M I)
Si utilizza quando l’oggetto movimentato deve assumere una posizione ben definita rispetto agli altri.
§ Put (A B P)
Si utilizza nel caso di una macchina operatrice che impiega del tempo per effettuare la lavorazione

• Esempio. Un operatore impegnato su una macchina da cucire deve azionare il pedale di attivazione ed effettuare
una lavorazione che richiede un tempo di 4,5 sec. La sequenza associata sarebbe:

A B G M X I A
1 0 1 1 10 0 0

Per valutare il tempo allora:


𝑇𝑇 = 1 + 1 + 1 + 10 � 10 = 130 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 � 0,036 = 4,68 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Nel Tool Use, i seguenti parametri vengono utilizzati:
§ F (Fasten) per descrivere l’azione di unire (manualmente o meccanicamente) un oggetto ad un altro, usando le
dita, la mano o un utensile a mano.
§ L (Loosen) per descrivere l’azione di separare (manualmente o meccanicamente) un oggetto da un altro,
usando le dita, la mano o un utensile a mano.
§ C (Cut) per descrivere l’azione effettuata per tagliare o affettare parti di un oggetto, usando un utensile
tagliente come pinze, coltelli o forbici.
§ S (Surface) per descrivere le attività necessarie a rimuovere materiale o particelle non desiderate dalla
superficie dell’oggetto.
§ M (Measure) per descrivere le azioni effettuate per determinare le caratteristiche fisiche che un oggetto deve
avere, usando un’apparecchiatura di misurazione standard.
§ R (Record) è usato per descrivere le azioni necessarie ad annotare delle informazioni, usando una penna o un
altro strumento di tracciatura.
§ T (Think) per descrivere le azioni necessarie ad ottenere informazioni a ad ispezionare un oggetto usando gli
occhi o le facoltà mentali.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Essa può essere rappresentata ed analizzata in cinque elementi fondamentali:
§ Prendere l’utensile o l’oggetto (A B G);
§ Posizionare l’utensile o l’oggetto (A B P);
§ Azionare l’utensile (*);
§ Riporre l’utensile o l’oggetto (A B P);
§ Ritornare nella posizione iniziale (A).
• Esempio. Un operatore afferra un coltello all’interno della sua area di lavoro, effettua due tagli sull’involucro di una
scatola e ripone il coltello in una posizione prestabilita. La sequenza associata sarebbe:

A B G A B P C A B P A
1 0 1 1 0 1 10 1 0 1 0

Per valutare il tempo allora:


𝑇𝑇 = 1 + 1 + 1 + 1 + 10 + 1 + 1 � 10 = 160 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 � 0,036 = 5,76 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Per quanto riguarda le varianti:
§ il MiniMOST è caratterizzato dai modelli di sequenza General Move e Controlled Move già visti;
§ Il MaxiMOST è caratterizzato dai seguenti modelli di sequenza:
Attività Parametro
o Part Handling (A B P) per il movimento di oggetti o A - Distanza dell’azione
componenti; Part Handling B - Movimento del corpo
P - Prendi e colloca le parti
o Tool Use (A B T) per l’uso di utensili a mano o di attrezzature; Tool Use T - Impiega e riponi l’utensile
o Machine Handling (A B M) per analizzare il funzionamento Machine M - Agire sulla
delle macchine; Handling macchina/attrezzatura
T - Trasporto
o Powered Crane (A T K T P T A) per l’analisi del movimento di Powered Crane K - Aggancia/sgancia
uno o più oggetti con l’aiuto di un carroponte; P - Posiziona l’oggetto
o Powered Truck (A S T L T L T A) per l’analisi del movimento di S - Inizio e fine
uno o più oggetti con l’aiuto di un carrello motorizzato a Powered Truck T - Trasporto
L - Carico o scarico
ruote.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Induttivi
Metodo MOST
• Per quanto riguarda le varianti:
§ l’AdminMOST è caratterizzato, oltre che dai modelli di sequenza General Move, Controlled Move e Tool Use già
visti, da un modello addizionale:
o Equipment Use, dedicato all’utilizzo di attrezzature nelle attività amministrative.
Analogamente al Tool Use del BasicMOST, lo spazio vuoto (*) serve ad inserire uno dei seguenti parametri.
o W (Tastiera/Macchina da scrivere Elettrica) si riferisce all’uso delle dita e delle mani per dattilografare
parole, lettere ecc.;
o K (Tastiera numerica) si riferisce ai movimenti coordinati di occhi, mani e dita effettuati per digitare dei
numeri.
o H (Maneggiamento di Fogli/Lettere) si riferisce ad attività manuali necessarie a preparare, cambiare a
distribuire fogli.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Per la misura deduttiva dei tempi occorrenti per determinate operazioni, da svolgersi nel rispetto di metodi
prestabiliti, ci si avvale di un’attività di cronometraggio. Da una parte abbiamo l’operatore di linea che svolge le
operazioni, dall’altra abbiamo l’analista tempi e metodi che effettua le misurazioni. L'analista dispone del
cronometro centesimale (l'unità di misura è il centesimo di minuto - CP) e dei moduli di rilievo.
• Il cronometraggio può essere:
§ continuo, ovvero il cronometro parte all’inizio dell’attività A e termina alla fine dell’attività C
§ ripetuto, se il cronometraggio viene ripetuto per ogni singola attività
§ cumulativo, se l’analista dispone di due cronometri e quando si ferma uno, parte l’altro.
0 A 20
0 A 20 0 C 15
0 A 20 B 25 40 0 B 5 1
C
0 B 5
20 5 15 0 C 15 2

Cronometraggio Continuo Cronometraggio Ripetuto Cronometraggio Cumulativo

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• L'obbiettivo è come sempre quello di pervenire al tempo normale corrispondente ad una data operazione, e poiché́
il rilievo si effettua su un qualsiasi operatore che in un dato istante compie il lavoro, occorre disporre di un criterio
per normalizzare i tempi rilevati, ovvero le misurazioni cronometriche 𝑇𝑇1 , 𝑇𝑇2 , …, 𝑇𝑇𝑚𝑚 .
• Il tempo normale di lavorazione nasce dall’analisi di questi tempi e di un’altra informazione. Il tempo impiegato da
un operatore per svolgere un’attività lavorativa – avendo stabilito inizialmente il metodo di lavoro – dipende dalla
“velocità” di esecuzione del compito. Fra i due parametri “tempo” e “velocità” esiste una proporzionalità inversa
analoga a quella che sussiste tra tempo e velocità nelle equazioni del moto:
𝑇𝑇 � 𝑉𝑉 = 𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐

• La velocità (i.e. ritmo o efficienza) normale 𝑉𝑉𝑛𝑛 è quella che un operatore non incentivato, coscienzioso e
sufficientemente esperto, fruendo dei necessari riposi può mantenere per tutto un turno di lavoro.
• Questo parametro di natura pseudo-fisica fa riferimento ad una serie di osservazioni che portano a formulare un
giudizio di velocità. Questo giudizio di velocità viene formulato da colui che ha osservato l’operatore portare a
termine l’attività cioè l’analista tempi e metodi.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Il giudizio di velocità tiene conto dei seguenti fattori:
§ Abilità, intesa come capacità di rendere semplici le attività di lavoro che vengono eseguite e dimostrare
dimestichezza;
§ Applicazione, intesa come impegno fisico e mentale e come dedizione posta nell’attività;
§ Esattezza, intesa come conoscenza del metodo di lavoro e capacità di coordinamento dei movimenti;
§ Regolarità, intesa come mantenimento dei ritmi nel tempo e dosare il proprio impegno in un intervallo di
tempo ampio;
§ Sicurezza, intesa come congruenza con cui vengono eseguiti i compiti nel rispetto della correttezza del metodo.
• Si assume come giudizio di velocità normale il valore 100 e si definiscono i giudizi di merito o sovranormali le
velocità
100 ≤ 𝑉𝑉𝑛𝑛 ≤ 133
e i giudizi di demerito o sottonormali le velocità
80 ≤ 𝑉𝑉𝑛𝑛 ≤ 100

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Essendo:
𝑇𝑇 � 𝑉𝑉 = 𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐

otteniamo l’equazione di normalizzazione come:

𝑇𝑇𝑛𝑛 � 𝑉𝑉𝑛𝑛 = 𝑇𝑇𝑟𝑟 � 𝑉𝑉𝑟𝑟 = 𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐

𝑻𝑻𝒏𝒏 � 𝑽𝑽𝒏𝒏 = 𝑻𝑻𝒓𝒓 � 𝑽𝑽𝒓𝒓

dove 𝑇𝑇𝑟𝑟 è il tempo rilevato e 𝑉𝑉𝑟𝑟 è il giudizio di velocità espresso per la persona osservata. Si ottiene quindi:

𝑽𝑽𝒓𝒓
𝑻𝑻𝒏𝒏 = 𝑻𝑻𝒓𝒓 �
𝑽𝑽𝒏𝒏

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• La quantità congrua di rilevazioni da effettuare dipende:
§ dal tipo e dall’importanza del lavoro: quanto più è breve il ciclo in esame e quanto più grande è la serie di
produzione, maggiore è il numero di rilevazioni.
§ dall’esperienza dell’analista e dal tipo di operatore;
§ dall’ora del giorno, il giorno della settimana etc. in cui viene effettuata la rilevazione;
§ dalla durata media dell’operazione (tanto minore è la durata dell’operazione e tanto più grande è la serie di
produzione, maggiore sarà il numero di rilievi);
§ dal rapporto 𝑑𝑑 = 𝑇𝑇𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 ⁄𝑇𝑇𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 emersi da un primo congruo numero di rilievi di sondaggio (al crescere del
rapporto, cresce il numero di rilievi).
TEMPO MEDIO DEL CICLO
d 10 20 30 40 50 60 100 150 200 250 300 400
1,05 45 35 27 23 18 15 11 9 8 7 6 6
1,06 - 1,10 72 56 47 40 33 29 17 12 10 8 8 8
1,11 - 1,15 93 78 66 59 50 45 26 14 12 10 10 10
1,16 - 1,20 117 103 90 79 70 63 41 21 15 12 12 12
1,21 - 1,25 145 129 115 104 92 83 53 30 18 18 15 15

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Occorre tuttavia osservare che si effettuano più rilievi cronometrici per uno stesso elemento, ottenendo misure di
tempo ed esprimendo in corrispondenza giudizi di velocità dissimili (anche a parità di tempo).
• Di fronte ad una serie di risultati (𝑇𝑇𝑟𝑟 , 𝑉𝑉𝑟𝑟 ) dissimili e riferiti ad uno stesso elemento, occorre procedere alla scelta dei
valori più opportuni da utilizzare per il calcolo della 𝑇𝑇𝑛𝑛 .
• Si utilizzano generalmente due criteri: il criterio della triangolazione e il criterio della media ponderale.
• Nel caso del criterio della triangolazione, si fa riferimento al tempo che si ripete con maggiore frequenza nella
tabella di rilievo (il tempo scelto è il tempo preponderante) e si associa a tale tempo il giudizio di velocità per esso
più ricorrente.
• Nel criterio della media ponderale, si fa riferimento al valore medio aritmetico dei tempi rilevati (il tempo scelto
sarà il tempo medio) e a quello aritmetico dei giudizi di velocità espressi.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Esempio. Siano date le seguenti rilevazioni
Rilevazione Tempo Velocità Rilevazione Tempo Velocità
1 200 115 11 200 120
2 220 100 12 205 120
3 210 105 13 210 115
4 205 115 14 210 105
5 205 115 15 240 80
6 210 105 16 210 115
7 210 105 17 210 105
8 220 100 18 210 105
9 230 90 19 220 100
10 220 100 20 190 125

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Esempio. Organizzando i dati come nella seguente tabella, otteniamo un triangolo con i valori centrali che si
presentano più frequentemente.

T/V 190 200 205 210 220 230 240


(1/20) (2/20) (3/20) (8/20) (4/20) (1/20) (1/20)
125 115 115 105 100 90 80
120 115 105 100
120 105 100
115 100
105
115
105
105

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Metodo del Cronometraggio
• Esempio. Si avrà allora:

Metodo della Triangolazione Metodo della Media Ponderale


190 + 200 � 2 + 205 � 3 + 210 � 8 + 220 � 4 + 230 + 240
𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠, 𝑇𝑇𝑟𝑟 210 = 211,75
20
80 + 90 + 100 � 4 + 105 � 7 + 115 � 5 + 120 � 2 + 125
𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺𝐺 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉, 𝑉𝑉𝑟𝑟 105 = 112,25
20
𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉𝑉 𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁, 𝑉𝑉𝑛𝑛 100 100
105 112,25
𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁𝑁, 𝑇𝑇𝑛𝑛 210 � = 220,5 211,75 � = 𝟐𝟐𝟐𝟐𝟐𝟐, 𝟔𝟔𝟔𝟔
100 100

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Metodi Deduttivi
Confronto tra criteri

• Il criterio della triangolazione richiede un maggior numero di


rilievi ma conduce a stime più attendibili del tempo normale e
consente di pervenire a 𝑇𝑇𝑟𝑟 e 𝑉𝑉𝑟𝑟 in base ad una osservazione dei
dati rilevati e registrati in tabella.
• Il criterio della media ponderata ha il vantaggio di poter essere
applicato anche quando il numero dei rilievi non è elevato ma
ha il difetto di prendere in considerazione misure di tempo e
giudizi di velocità corrispondenti a situazioni singolari in cui è
venuto a trovarsi l'operatore.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Nel caso più generale, il lavoro richiede l’intervento coordinato dell’uomo e della macchina.
• Il ciclo di lavorazione contiene l’indicazione delle operazioni che dovranno succedersi in prestabilita sequenza.
L’operazione è l'insieme delle fasi di lavoro, chiamate "elementi di operazione", compiute dall'uomo, dalla macchina
o da entrambi su una stessa postazione di lavoro.
• Per "preparazione" si intende quella parte di lavoro necessaria per consentire alla macchina (il posto di lavoro in
generale) di poter iniziare la "lavorazione" e proseguirla con continuità.
• Il tempo di preparazione è un tempo propedeutico impiegato dall’operatore per settare la macchina. Questo va a
beneficio di tutti i prodotti che andremo a realizzare in quella postazione. Chiaramente, 𝑇𝑇𝑃𝑃 varierà nel momento in
cui chiedo un impegno maggiore alla macchina al fine di migliorare le prestazioni e dipende anche dal numero di
pezzi che compongono il lotto, cioè dal numero di prodotti che devono essere realizzati da quella postazione di
lavoro con quelle impostazioni.
• Nota bene. Quando 𝑛𝑛 è estremamente grande, bisogna impiegare un 𝑇𝑇𝑃𝑃 elevato per consentire alla macchina di
lavorare in modo efficiente e nelle migliori condizioni.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Al fine di verificare quanta tecnologia riusciamo ad assegnare ad un operatore, occorre analizzare l’interazione
uomo-macchina. L’attività di lavoro può essere schematizzata attraverso la suddivisione in preparazione e
lavorazione.
• Il tempo totale per realizzare un pezzo, 𝑇𝑇𝑇𝑇 , comprende le due fasi e sarà:
𝑻𝑻𝑻𝑻 = 𝒕𝒕𝒑𝒑 + 𝑻𝑻𝑳𝑳
dove:
§ 𝑇𝑇𝐿𝐿 è il tempo unitario di lavorazione
§ 𝑇𝑇𝑃𝑃 è il tempo di preparazione che è dato dal prodotto del tempo di preparazione unitario 𝑡𝑡𝑝𝑝 e il numero 𝑛𝑛 di
prodotti che devono essere realizzati e che compongono il lotto.
• Otteniamo così:
𝑻𝑻𝑷𝑷
𝑻𝑻𝑻𝑻 = + 𝑻𝑻𝑳𝑳
𝒏𝒏

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• L’influenza del tempo di preparazione sul tempo totale per pezzo è quindi variabile col numero di pezzi che
compongono il lotto e, precisamente, diminuisce con l’aumentare di questo numero.
• La curva presenta un asintoto sull’asse delle ascisse: infatti il valore del tempo di preparazione per pezzo tende a
zero col tendere all’infinto dei pezzi che compongono il lotto:
𝑇𝑇𝑃𝑃
𝑇𝑇𝑝𝑝 =
𝑛𝑛

𝑇𝑇𝑝𝑝

𝑛𝑛

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Possiamo concludere che, per piccoli lotti, la "preparazione" deve essere breve, anche a scapito di un aumento del
tempo per la "lavorazione", mentre per lotti di una certa entità, ed ancor più per le grandi serie, dovremo cercare di
ottenere un tempo per la "lavorazione" quanto più possibile basso, eseguendo quindi una accurata "preparazione",
che può richiedere bensì un tempo notevole, ma di scarso effetto sull'atto pratico, in conseguenza appunto
dell'elevato numero di pezzi su cui questa si ripartisce.
• Per le lavorazioni di grande serie invece, la "preparazione" può essere molto accurata e richiedere un tempo
notevole, poiché l'entità della serie lo giustifica. In quest'ultimo caso, l'esecuzione della "preparazione" è affidata
generalmente ad operai retribuiti ad economia (operatori), e questa è senz'altro la migliore soluzione, poiché non
sempre è possibile conoscere, all'inizio del lotto, l'entità dello stesso e quindi non si potrebbe eseguire la
ripartizione del tempo per la "preparazione" sul numero dei componenti costituenti il lotto.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Gli elementi di preparazione, nei due casi di preparazione e lavorazione, si ripartiscono come sotto raffigurato.
• La suddivisione dell'operazione in elementi di operazione ha due scopi principali:
§ consentire una più accurata determinazione dei tempi di lavorazione;
§ consentire una dettagliata analisi del lavoro con conseguente possibilità di miglioramento del metodo di
esecuzione.

Preparazione Lavorazione

𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬

𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄 (𝑻𝑻𝑷𝑷 ) 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬

𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬

𝑡𝑡

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Gli Elementi Macchina Ferma (EMF) sono attività di lavoro svolte dall’operatore quando ancora la macchina non ha
iniziato la sua attività di lavorazione.
• Gli Elementi Macchina Ferma durante la fase di preparazione (𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 (𝑇𝑇𝑃𝑃 )) sono elementi di preparazione eseguiti
manualmente dall’operaio (il tempo per l’esecuzione di questi elementi è influenzato dalla prestazione dell’operaio)
ad esempio:
§ prelievo utensili, attrezzi e calibri ad inizio lavorazione e
loro deposito a fine lavorazione;
§ studio disegni e metodo di esecuzione; Preparazione Lavorazione
§ montaggio e smontaggio attrezzature; 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ prima affilatura ed eventuale sagomatura degli utensili; 𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄 (𝑻𝑻𝑷𝑷 ) 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ tutti gli elementi di operazione che vengono eseguiti, in 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
più del necessario, sul primo o sui primi pezzi del lotto
𝑡𝑡
da lavorare per la regolazione della macchina,
dell’attrezzatura e degli utensili.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Gli Elementi Macchina Ferma durante la fase di lavorazione (𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 ) sono elementi di operazione eseguiti
manualmente dall'operaio, (il tempo per l'esecuzione di questi elementi è influenzato dalla prestazione dell'operaio
stesso) che differiscono da quelli considerati per la preparazione, solo per il loro carattere continuativo o periodico
nei successivi cicli di operazione; ad esempio:
§ montaggio e smontaggio del pezzo;
§ avviamento e fermata della macchina;
§ avvicinamento ed allontanamento degli utensili;
§ calibratura pezzo (ogni pezzo, o periodicamente
Preparazione Lavorazione
ogni certo numero di pezzi);
§ rifornimenti periodici del materiale; 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ affilature periodiche degli utensili; 𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄 (𝑻𝑻𝑷𝑷 ) 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ montaggi e smontaggi utensili per le affilature 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
periodiche; 𝑡𝑡
§ saldatura;
§ tutti gli elementi delle operazioni di smontaggio.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Rientrano nella classe "macchina ferma" anche tutti quegli elementi di operazione che, per la loro esecuzione,
richiedono oltre all'intervento dell'operaio anche quello della macchina; quindi anche il tempo per l'esecuzione di
questi elementi di operazione è influenzato dalla prestazione dell'operaio; ad esempio: foratura, sfacciatura, etc.
eseguite con alimentazione a mano.
• Possiamo quindi concludere che intendiamo per elementi di operazione "macchina ferma" tutti quegli elementi di
operazione il cui tempo di esecuzione è accelerabile da parte dell'operaio.
• Si può quindi osservare che 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 (𝑇𝑇𝑃𝑃 ) somiglia agli 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 in quanto entrambi avvengono a macchina ferma. La
differenza sta nel fatto che 𝑇𝑇𝑃𝑃 viene svolta soltanto una volta ed i suoi benefici si ripercuotono su tutti i prodotti,
mentre gli 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 sono attività cicliche che vengono ripetute per tutti gli 𝑛𝑛 prodotti che dobbiamo realizzare.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Gli Elementi Tempo Macchina ( 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 ) riguardano
esclusivamente l’attività della componente tecnologica:
Preparazione Lavorazione
indica quanto impiega la macchina operatrice a completare
𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
l’operazione che gli è stata assegnata. Sono elementi di
𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄 (𝑻𝑻𝑷𝑷 ) 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
operazione eseguiti esclusivamente dalla macchina, che
lavora quindi automaticamente, ad esempio: tornitura, 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬

fresatura, alesatura, foratura, etc. eseguite con 𝑡𝑡


alimentazione automatica.
• Gli Elementi Macchina Lavora (𝑬𝑬𝑬𝑬𝑳𝑳) riguardano tutti quegli
interventi eseguiti dall’operatore quando la macchina Preparazione Lavorazione
operatrice è in funzione al fine di condurre la lavorazione in 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
modo adeguato. Fondamentalmente, ci si riferisce agli 𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄𝐄 (𝑻𝑻𝑷𝑷 ) 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
elementi di operazione "macchina ferma" che vengono 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
eseguiti mentre la macchina o le macchine affidate
𝑡𝑡
all'operaio lavorano automaticamente.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• A partire da ciò, diamo alcune definizioni relative al ciclo di lavorazione:
§ il tempo ciclo è il tempo necessario a completare la realizzazione di un pezzo.
𝑻𝑻𝑻𝑻 = 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ il tempo attivo dell’operatore è il tempo in cui viene impiegata la componente umana.
𝑻𝑻𝑻𝑻𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐 = 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ il tempo passivo è il completamento del tempo attivo rispetto al tempo ciclo. Rappresenta la quantità di tempo
in cui l’operatore non esplica alcuna attività efficace.
𝑻𝑻𝑻𝑻 = 𝑻𝑻𝑻𝑻 − 𝑻𝑻𝑻𝑻 = 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 − 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
§ il tempo attivo della macchina è il tempo durante il quale la macchina è impiegata attivamente nella
produzione
𝑻𝑻𝑻𝑻𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎 = 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Il grado di saturazione uomo varia tra 0 e 1 ed è definito come:
𝑻𝑻𝑻𝑻𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
𝑺𝑺 = =
𝑻𝑻𝑻𝑻 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
• Da S, ricaviamo quanto percentualmente è impegnato un operatore nel ciclo di lavorazione:
§ 𝑆𝑆 = 0 quando 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 + 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 = 0 quindi 𝑇𝑇𝑇𝑇 = 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸. È il caso di un’attività di lavoro totalmente automatizzata.
§ 𝑆𝑆 = 1 quando 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 = 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 quindi 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜 = 𝑇𝑇𝑇𝑇. È il caso di un’attività di lavoro totalmente manuale.
• Il grado di utilizzo della macchina varia tra 0 e 1 ed è definito come:
𝑻𝑻𝑻𝑻𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎𝒎 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
𝑼𝑼 = =
𝑻𝑻𝑻𝑻 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
• In questo caso, si avrà :
§ 𝑈𝑈 = 0 quando 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 = 0 ovvero l’attività di lavoro è eseguita prettamente manualmente.
§ 𝑈𝑈 = 1 quando 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 = 0 ovvero la macchina viene utilizzata per tutto il tempo ciclo.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Cosa succede in condizioni di incentivazione? L'operatore senza subire danno fisico o neuro-psichico può svolgere
una data operazione in un tempo inferiore al 33% a quello in corrispondenza impiegato dall'operatore normale.
• Poiché la velocità di lavoro 𝑉𝑉 è inversamente proporzionale al tempo 𝑇𝑇, se si attribuisce il valore 100 alla velocità
normale, è possibile assegnare il valore 133 alla velocità massima che un operatore può mantenere per l'intero
turno di lavoro senza nuocere alla sua salute (velocità ottima normale). È evidente che per arrivare a questi risultati,
l’azienda deve avere i mezzi per poter convincere l’operatore a lavorare ad un ritmo maggiore. Quello che si fa è
incentivare l’operatore a fornire più lavoro nella stessa unità di tempo e, in virtù di ciò, verrà pagato di più. Tutto ciò
comporterà un incremento della velocità e dei parametri precedentemente individuati, ottenendo così:
𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻 𝑪𝑪𝑪𝑪𝑪𝑪𝑪𝑪𝑪𝑪 𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶 𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵 = 𝑻𝑻𝑻𝑻𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝑵𝑵 = 𝟎𝟎, 𝟕𝟕𝟕𝟕 � 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻𝑻 𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨𝑨 𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶𝑶 𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵𝑵 = 𝑻𝑻𝑻𝑻𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝑵𝑵 = 𝟎𝟎, 𝟕𝟕𝟕𝟕 � (𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬)

• Si osservi che:
100
≅ 0,75
133

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Avendo modificato 𝑇𝑇𝑇𝑇 e 𝑇𝑇𝑇𝑇, cambiano di conseguenza anche i parametri che ne dipendono, come:

𝟎𝟎, 𝟕𝟕𝟕𝟕 � (𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬)


𝑺𝑺𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝑵𝑵 =
𝟎𝟎, 𝟕𝟕𝟕𝟕 � 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬
𝑼𝑼𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝒐𝑵𝑵 =
𝟎𝟎, 𝟕𝟕𝟕𝟕 � 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬 + 𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬𝑬

• Confrontando fra loro le grandezze prima e dopo l’incentivazione, si osserva:

𝑆𝑆 > 𝑆𝑆𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑁𝑁

• Questo ci porta a fare alcune considerazioni sulla decisione presa.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Supponiamo che, prima, 𝑆𝑆 = 60% e l’operatore venisse pagato ad 1 €/h, mentre ora, 𝑆𝑆 = 50% e l’operatore viene
pagato ad 1,5 €/h.
• Sembrerebbe che ciò non produca benefici perché paghiamo di più per far lavorare di meno. Andiamo però a
considerare il numero di macchine che dovrà gestire ciascun operatore (N).
• Sicuramente a ciascun operatore possiamo assegnare una macchina per cui 𝑁𝑁 = 1.
• Ci sono però dei margini di tempo che ciascun operatore può destinare ad altre macchine operatrici, ovvero
𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃𝑃⁄𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴𝐴. Questo significa che il numero di macchine per operatore sarà:
𝑇𝑇𝑇𝑇 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜 + 𝑇𝑇𝑇𝑇 𝑇𝑇𝑇𝑇
𝑁𝑁 = 1 + = =
𝑇𝑇𝑇𝑇𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜

• ovvero:
𝟏𝟏
𝑵𝑵 =
𝑺𝑺

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Esempio. Sia:
§ 𝑆𝑆 = 0,6 𝑁𝑁 = 1,66 Affiancherò all’operatore una sola macchina
§ 𝑆𝑆 = 0,5 𝑁𝑁 = 2 Affianco all’operatore due macchine diverse

§ 𝑆𝑆 = 0,2 𝑁𝑁 = 5 Affiancherò all’operatore cinque macchine, su ognuna delle quali


lavorerà per il 20% del suo tempo

• Consideriamo ora il caso in cui 𝑆𝑆 = 0,55 e 𝑆𝑆𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑁𝑁 = 0,45. Se 𝑆𝑆 = 0,55, allora N = 1,81 per cui potrò assegnargli
soltanto una macchina. Nel caso 𝑆𝑆𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑜𝑁𝑁 = 0,45, potrò associare all’operatore due macchine, saturandolo fino al
45% + 45% = 90%, mentre prima la saturazione era solo 55%. Questo implica un doppio beneficio:
§ la produzione aumenta perché passo da una a due macchine e il tempo ciclo si riduce;
§ l’operatore viene pagato di più ma la saturazione passa dal 55% al 90%.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Quanto detto finora ci porta a definire un turno schematizzato come di seguito:

EMF (𝑇𝑇𝑃𝑃 )

𝑡𝑡

• Questo presuppone che l’operatore in modo continuativo, finisca un pezzo e ne cominci la lavorazione del
successivo, senza pausa. È evidente che questo non è fisicamente possibile né tantomeno soddisfa le normative sul
lavoro.
• Per mantenere il giusto grado di operatività, è necessario inframezzare alle attività di lavoro delle pause che servono
sostanzialmente a recuperare la necessaria condizione psicofisica.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Una situazione che tenga conto di questi fattori può essere schematizzata come segue:

EMF (𝑇𝑇𝑃𝑃 )

𝑡𝑡

Maggiorazioni
• Il tempo totale a cui si perviene è:

𝑇𝑇𝑇𝑇 = 𝑇𝑇𝑃𝑃 + � 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 + � 𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸𝐸 + � 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it


Tempi e Metodi di Lavoro
Suddivisione del lavoro in elementi
• Le pause vanno così a costituire delle maggiorazioni nel tempo ciclo in quanto l’operatore di dovrà fermare per poter
recuperare le condizioni operative che gli consentiranno di portare a termine il turno senza avere ripercussioni sulla
salute. Il tempo assegnato (TAS) per lo svolgimento di un lavoro deve tenere conto di tutti i fattori, connessi alle
esigenze degli operatori e alle cause estranee alla volontà di quest'ultimo.
• Le maggiorazioni che occorre considerare nell'assegnazione dei tempi sono dovute alle seguenti cause:
§ esigenze fisiologiche, computate attraverso un valore percentuale del tempo ciclo che può variare tra 4% e 6%.
§ esigenze muscolari, che consistono in pause che devono consentire all’operatore di smaltire la fatica che
investe sia l’apparato muscolare che quello scheletrico a causa della posizione che assume l’operatore per
l’attività di lavoro. Queste maggiorazioni solitamente variano tra il 2% e il 20% del tempo ciclo.
§ il riposo per lavoro monotono, necessario per evitare perdite di concentrazione prolungate e va dal 2% al 6%
del tempo ciclo.
§ il riposo per disagio ambientale, che tiene conto di tutti quei fattori che influiscono sull’ambiente di lavoro
dell’operatore (polveri, umidità, temperatura) e può andare dall’1% al 20% del tempo ciclo.

Prof. Francesco Longo, f.longo@unical.it | Ing. Antonio Padovano, antonio.padovano@unical.it