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l Antropologia
della morte
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GARZANTI
INTRODUZIONE
Traduz.ione dal francese di
Arnaldo Br~ana, Renata Molinari e Donella Piccioli
a cura di Mario Spinella

Prima edizione: novembre 1976


Perché un libro sulla m orte1

Vi sono almeno tre ragioni, anzi tre gruppi di ragioni, a


favore di una simile scelta. ·
In primo luogo la morte continua ad essere, per eccellenza,
l'avvenimento più universale e irrefutabile: la sola cosa di cui
siamo veramente sicuri, anche se ne ignoriamo il giorno e l'ora,
il perché e il come, è che si deve morire. Da questo punto di
vista la morte appare più radicale della vita: il numero dei
vivi rappresenta infatti, potenzialmente, solo una minima per-
centuale di quanti avrebbero potuto nascer e, ma la morte col-
pisce ogni uomo senza eccezioni, tanto è vero che l'essere uma-
no, come sottolineava Heidegger, è un essere-per-la-morte. Vita
e morte sono antinomiche, eppure si dimostrano stranamente
indissociabili l'una dall'altra : il bimbo che nasce porta in sé
una promessa di morte, è già un-morto-in-potenZA; ma chi
muore ha la speranza di sopravvivere nella memoria di chi
resta e, quando ne abbia, di perpetuarsi parzialmente nel pa-
trimonio genetico dei discendenti. Bisogna dunque affermare
la necessità della morte: e forse la scienza moderna sta risco-
prendo ciò c~e è sempre stato sostenuto dalle civiltà arcaiche.
La morte, per il biologo, è ciò che con sente quotidianamente
la sopravvivenza della specie (se il grano non muore, aggiun-
ge il poeta...) e ne assicura, con il rinnovamento, le possibilità
di mutazione.
In secondo luogo, troppo spesso l'uomo d 'oggi assume- nei
confronti di quella che Paolo definiva « la regina dei terrori ,.
- una posizione equivoca, una curiosa mescolanza di fuga e
Titolo originale dell'opera: neg<;ltività. Già Bossuet, nel suo sermone sulla morte del 1666,
c:Anthropologìe de la mort ~ sottolineava: « t una singolare debolezza dello spirito umano
© Payot, Parìs 1975 il fatto che la morte non gli sia mai presente, per quanto gli
© Aldo Garzanti Editore, 1976
si metta in mostra da ogni parte e in mille modi... I mortali
Printed in ltaly si preoccupano di seppellire il pensiero della morte con la

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stessa cura con cu i sotterrano i morti. » Ed è u n fatto che se l'essere; non le si dà abbastanza perché la si riduce _ad un ayvt.
l'uomo d'oggi sembra sul punto di superare, non certo senza nimento momentaneo; e vedremo più avanti che, per l'uomo
traumi, i tabù del sesso (benché la repressione sessuale, in moderno, i mo'Yti non sì trovano mai alloro posto e ossessiona-
Occidente, rimanga spesso fin troppo evidente) si trova strana- no l'inconscio dei sopravvissuti che si sforzano di scordarli. Ma
mente bloccato davanti al tabù della morte. Parlare della il rifiuto del dialogo ren.de i defunti più crudeli, e soprattutto
morte, si dice, è segno d'uno c stato d'animo morboso, confi- più presenti. Per un curìoS:O paradosso ci si potrebbe chiedere
nante con il macabro ».1 D'altra parte la ricerca del macabro se l'uomo occidentale non tema la mor te perché si rifiuta di
si può definire, sotto molti aspetti, come un comportamento di credere n ell'onnipotenza della vita. Invece il Negro-africano
fuga, come un rifiuto travestito in forma tragicomica.1 c Il - del quale sono noti il modo ricco e originale e ìl fervore
pubblico, generalmente, quando gli si parla della morte si con cui esalta la vita - minimizza la portata della morte fa-
aspetta due cose: l<>) di sottrarsi a lla noia mediante una fo rte cendone un immaginario che interrompe provvisoriamente l'e·
sensazione; 2'>) di trovarsi reinstallato, subit<Ydopo, nella sua sistenza del singolo e risparmia, trasformandola in un avveni·
poltrona , relax • per mezzo di un finale rassicurante. Tra lo mento che riguarda solo l'apparenza dell'individuo, la specie
scrittore e la società esiste una tacita intesa: <Conto su di te, sociale (credenze nell'onnipotenza degli antenati, conservazio-
dice la società, affinché tu mi fornisca degli strumenti con cui ne del Totem del clan grazie alla reincarnazione...): il ch e gli
utilizzare, dimenticare, ritardare, mascherare o trascendere la consente non solo di accettarla ed assumerla, anzi di ordinaria
morte. Ti ho assunto per questo. Se non eseguirai il tuo com- - secondo la definizione di Jaulin - ìntegrandola nel pro·
pito, sarai licenziato (cioè 'non sarai più letto') '· » 3 Il modo prio sistema culturale (concetti, valori, riti e credenze), ma
più maldestro dì negare la morte, probabilmente, è di vederla anche di includer/a ovunque (che è il metodo migliore per do-
come una pura potenza negatrice, di ridurla a una pura e sem- minarla), di scimmìottarla ritttaLmente neH'iniziazione e di
plice distruzione della vita : la morte muta la presenza in as- trascenderla grazie a un gioco appropriato e complesso di sim-
senza facendo dell'essere un non-essere o, al più, un labile ri- boli. In breve, H Negro non ignora la mone; al contrario, la
cordo. ln breve, come diceva così bene V. Jank.élevitch , c mo- afferma smisuratamente (abbiamo appena detto che la inclu-
rire non significa diventare altro, ma diventare nulla o - il de ovunque). Presso di lui, e per lui, c la morte è la vita che
che è lo stesso - diventare assolutamente altro, dato che, se il ·perde, che è stata giocata male. La vita è la morte domata
relativamente altro è ancora un modo d'essere, l'assolutamen- a livello sociale prima ancora che a quello biologico •.3 E in
te altro, che è la contraddizione del medesimo, si comporta realtà, se si osservano i miti, le credenze, i fantasmi e l'attività
nei suoi confronti come il non essere in rapporto all'essere » .4 creatrice degli uomini di ieri e di oggi, ci si accorge presto
Non ci si stupisca che un simile modo di vedere, nonostante la del ruolo privilegiato riservato alla morte, ruolo in cui si
prospettiva rassicurante o consolante delle religioni monotei- esprime la positività di quella che è considerata come l'eterna
ste. limiti la morte all'avvenimento-che-mette-fine-alla-vita. In- e spietata distruttrice: un'opera recente non ha forse indicato
tesa così, la morte occupa nel pensiero occidemale una posizio- come categorie estetiche fondamentali della morte l'evasivo;
ne ambigua: le si accorda troppo perché, si dice, essa annienta il crepuscolare, il funebre, il lugubre, l'insolito mentre il fan-
tastico, il meraviglioso, il demoniaco, l'infernale, l'apocalittico,
l H. Rcboul. Le discours du vieltard sur la muri, « L'information psy- il macabro, il diabolico sarebbero le categorie dell'aldilà? •
chologique -., 44, 4° trimestre 1971, p. 75.
2 E 11 ca5o di P. Léautaud che confida a R. Mallet che gli sarebbe pia- Al tempo stesso, la yita moderna porta in sé un certo numero
ciuto riposarsi sopra la tomba della sua amante per « pensare a ciò che capi- d'elementi (credenze, tecniche, atteggia menti) che obbligano
tava lì sotto •; o di Baudelaire che canta la putrcfuione del cada vere:
c Alors o ma beauté, ditcs à la vermine qui vous mangera dc baisers. • ~
l'uomo d'oggi a rivedere alcuni punti di vista secolari a pro-
anche il caso d i J. Ensor il cui celebre quadro • Autoritratto nel 1960 » rap- posito della morte. Le guerre non sono mai state così micidiali
presenta uno scheletro vestito.
S A. Fabre- Lucc, l.tJ mort u changt, Gallimard 1966, P- 12. · 5 R. J aulin, La mort sora, Plon 1967, p. 64.
4 V. J ankélevitch, Philosophie pr~miè_r,, 1954, pp. .55-56. 6 M . G u iomar. Principt>s d'une eslhilique iU la mort, J Corti 1967.

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né le minacce di polluzione o di inquinamento nucleare tanto Per un' antropotanatologia


drammatiche, né la corsa agli armamenti è mai stata più one-
rosa e pericolosa che ai giorni nostri, in cui lo stesso disprezzo . l proble~i d~lla morte riguardano, a vario titolo, personag-
dell'uomo per l'uomo si fa sempre più evidente (ecocidio, ge- gi molto dtvem tra loro, come: il teologo e il filosofo, lo psi-
nocidio ed etnocidio: recrudescenza della criminalità, degli co_logo •. lo psicanalista _e lo psichiatra; il biologo e il biochi-
infortuni sul lavoro e degli incidenti stradali; intensificazione mtco; 1! demografo e ti SOClologo; il giurista, il criminologo
dello sfruttamento capitalistico che, ossessionato dalla riduzio- e l'economista; lo studioso di estetica e il cr it ico d'arte; lo
ne dei margini di profitto, arriva a commercializzare persino la storico~ il geografo; senza trascurare il prete, il medico {come
morte...). Inoltre, per motivi che hanno poco a che vedere tecnico della salute e come medico legai~). l'assicuratore, l'ad-
con ragioni di carattere economico, all'uomo è tolta la sua detto ai_ servizi funebr.i, gli infermieri, gli urbanisti... Ognu-
stessa morte: muore da solo, all'ospizio o all'ospedale, senza no. cons1dera la morte m generale - sia degli altri che la pro-
preparazione (esistono manuali di comportamento sessuale ma pna - secondo un'ottica particolare, che gli deriva dalla sua
non sull'arte del morire bene): i funerali e i riti fu nebri perdo- profession e (e dunque dal suo codice deontologico), dall'ordi-
no d 'importanza;7 i cadaveri si fanno sempre pii1 ingombranti ne dei suoi interessi intellettuali, dalla sua ideologia o da quel-
e i cimiteri pongono agli urbanisti problemi sempre più com- la ~el ~ruppo cui più specificatamente appartiene. Perciò ri-
plessi. Da parte sua lo scienziato, sottolineando l'insufficienza schaa dt avere, sul nostro problema, un punto d ì vista parzia-
delle tradizionali prove del decesso (arresto cardiaco e della le, interessante e magari originale, ma inadeguato ai fini di una
respirazione), suggerisce di completarle con la constatazione sua esauriente comprensione. Se dunque si vuole uscire, come
dell'assenza totale di attività cerebrale che - verificata da un dice E: Morin.~ dalle c: geremiadi sulla morte, dal sospiro ar-
tracòato piatto dell'elettroencefalogramma - dimostri una dente m attesa della dolce rivelazione religiosa, dal manuale
assoluta mancanza di un qualsiasi tipo di riflesso per un pe- di serena saggezza, dal saggio < patetico '• dalla meditazione
riodo di tempo « adeguato ». Che pensare allora della defini- metafisica che esalta i b~nefici trascendenti della morte o dal
zione cristiana secondo .c ui la morte è la separazione dell'anima gemito sui suoi non meno metafisici misfatti; se si vuole uscire
dal corpo? E come interpretare, se non in termini simbolici, dal mito, dalla faha evidenza e dal mistero fasullo, è neces-
la sentenza dell'Ecclesiaste (x n, 7): « Che la polvere ritorni al- sario copernicanizzare la morte. Ciò significa impegnarsi non
la terra da cui era stata presa e che lo Spirito ritorni a Dio già in una mera descrizione psicologica, ma in una scienza
che l'aveva dato ,. ? Ma si stanno ver ificando anche altri cam- totale che sola potrà consentirci di conoscere contemporanea-
biamenti, ci si offrono nuove prospettive, abbiamo nuove spe- mente la morte attraverso l'uomo e l' uomo attraverso la mor-
ranze: le pompe funebri si trasformano in ser vizi tanatologi- te. ,. E l'antropologia vuole essere appunto la scienza dell'uo-
ci, si edificano complessi funerari (atanei), si inserisce nei co- mç> per ecce1lenza,9 q uella che cerca le leggi universali del
dici una nuova deontologia (trapianti, donazioni di organi, pensiero e della società e considera le differenze spazio-tempo-
traslazioni di cadaveri), ì tanatotecnici limitano gli effetti rali per giustificarle, pur tentando di ridurle a modelli uni-
degradanti della tanatomorfosi facilitando così il lavoro sui versali e astratti, a schemi esplicativi il più possibile generali
morti, la Chiesa abolisce le sue pr oibizioni relative alla cre- senza trascurare, per quanto possibile, di riferirle anche al
mazione... e si profila già, in un ipotetico avvenire, l'eventua- mondo non-umano. Si tratta dunque di situare l'uomo no n
lità dell'ibernazione e della rianimazione. solo secondo i sistemi socio-culturali che - hic et mmc - egli
si è scelto, ma di considerarlo anche come c: momento » (ai
7 A questo proposito l'evoluzione dei calendari si dimostra auai ricca
d'insegnamenti. U na volta il 2 novembre era dedicato alla Festa dei Morti;
in seguito ~ diventalo. più prosaicamente, Giornata dei defunti; oggi ci ~i 8 L'homme et la mori, Seui[ 1970, p. 16.
accontenta di un tennine laconico come • Defunti », la cui asciuttezza fa 9 O, Jiù mode~tamente, tanto il tronco. comune a tutte le scienze umane
pccnsafe ad un ordine nuovo. quanto meno della loro eventuale sinksi.

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suoi on:hi privilegiato) nell'avventura universale della vita. comparativa, poiché cerca l'unità dell'uomo nella differenza o,
L'uomo, paragonato all'animale, è innanzitutto un manipola- meglio, ne costruisce l'un iversalità a partire dagli scarti. Da
lure/C05lrutlore (homo faber) e - saremmo tentati di aggiun- qui la necessità dei confronti. A questo scopo avremmo potuto
gere- un produttore di armi che uccidono: con lui vediamo scegliere fra tre possibilità. Mettere a confronto il rurale (ar-
espandersi, gnzie ad un linguaggio articolato, la funzione lin- caico) e l'urbano: ma così si correva il rischio di non andare
guistica (homo loq11ax): mai la padronanza del rapporto si- troppo lontano, tanto più che è in corso un'urbanizzazione ac-
gnilicmte-significato si era spinta così lontano. Ma fin qui non celerata delle campagne. Confrontare, per l"Occidente, un pe-
si potrebbe ancora parlare di rottura, di soluzione di continui- riodo storico del passato con quello contemporaneo e utiliz-
tà; le differenze rispetto all'animale, benché assai rilevanti, zare una serie di studi preziosi (M. Vovelle, P iete baroque et
non sono tanto d'ordine naturale quanto piuttosto d'ordine déchristianisation en Provence au X V111• sìècle; F. Lebrun,
c1uautitativo. Anche l'animale, infatti, si dimostra a volte ca- Les hommes et la mort en A njou aux X V /l• sìhle et X V /Il'
pace di intelligenza fabbricatrice e non ignora alcune tecni- siècle) ma numericamente insufficienti 11 e troppo poco diver-
che di comunicazione. Resta allora un altro tratto distintivo, sificati rispetto alle epoche e alle zone geografiche considerate.
forse piì1 pertinente: l'uomo, si potrebbe dire, è l'animale che Restava una terza possibilità, quella che abbiamo scelto: apri-
st~jJpelli.sce i propri morli. Si deve parlare, al riguardo, di una re un confronto tra una società arcaica contemporanea sulla
«breccia bio-antropolo,!?;ica » 10 che introdurrebbe un'autentica quale siamo adeguatamente informati (nel nostro caso il mon-
specificità dell'uomo? L'atteggiamento di fronte alla morte do tradizionale 14 negro-africano) e la società industriale, mec-
- e al cadavere- non sarebbe in definitiva quell'aspetto della canizzata, produttivistica (la nostra). Un tale procedimento ha
sua natura per cui l'uomo si sollrae parzialmente alla natura e ovviamente un mero valore esemplificativo e non consente ge-
diventa animale acndturato?11 « Ciò che definiamo la cultura neralizzazioni, ma permette di porre in risalto tutta una serie
di un popolo è, almeno in parte, lo sforzo ch'esso compie per di differenziazioni assai note a livello di credenze, atteggia-
reintegrare nella propria vita collettiva la materialità del ca- menti e riti, sia sul piano degli individui che su quello delle
davere, le ossa prive della carne che rappresenta la vita, per collettività. Ma al di là delle differenziazioni spazio-temporali
.~congiurarne gli effetti distruttivi: alla distruzione nichilista
della natura di cui Darwin dice che uccide più di quanto con- 13 M. Vovclle, Mourir autrrfois, Gallimard-Juillard 1974, distingue a ra-
servi, le società rispondono. controllando la putrefaz-i.one del gione la morte subita, che ha attinenza con la demografia, la morte vùmta,
supporto reale della vita, la carne. La mummia, lo scheletro, che fa parte: della sfera dell'esperienza individual e, e il discorso sulla morte,
che costituisce un documento storico, rivelatore della mentalità di un'epoca.
il teschio, che ne è la più antica metafora, rappresentano me- 14 Non ai deve fraintendere il senso della parola "tradizionale ... In
diante il loro contra-rio ciò che della realtà umana non è più nessun caso essa sta a indicare l'idea di purezza, d'autenticità, di speci-
ficità, colte « ne varietur •, al di fuori dei condizionamenti socio-storici.
visibile né palpabile, le sue credenze, i suoi valori, la sua Con .. tradizionale • si intende l'insieme delle p ratiche che nel corso di una
, cultura>.» 12 data epoca, abbastanza lontana e prolungata nel tempo, sì sono radicale al
L'antropolog-ia tanatologica deve necessariamente essere punto da diventare, oggi, abitudini o addirittura automatismi che:, di conse-
guenza. non si mettono più minimamente in questione; si è prodotto attual-
mente uno slittamcnto semantico dd termine ., tradizionale •: esso comincia
a venire considerato in quanto tale solo a partire dal momento in cui pra-
10 L'espressione è di E. Morin. tiche fin qui convenzionali si dimostrano inadatte o non funzionali in rap-
l l A qu.:stu proposito, si potrebbe aggiungere che tra tutti gli esseri porto all'adozione di un genere di vita relativamente nuovo, causata sia dal
viventi l'uomo rappre~enta la sola specie animale cui la morte è onnipre- contatto di altre culture con tecniche più avanzate (condizioni esterne) che
sentc durante tutta la sua vita (e sia pure solo a l ivello di fantasmi): la da trasformazioni interne di tipo qualitativo o dalla combinazione di en-
sol;.o specie animale che accompagna la morte con un rituale funebre com- trambi i fattori. Cosi akuni aspetti della cultura di partenza, per la loro
plesso c ricco di simboli; la sola specie animale che ha potuto credere, e inadeguatezza rispetto a pratiche nuove, diventano dei settori tradizionali,
spesso ancora crede, alla sopravvivenza c alla rinascita dei defunti; in breve, che talvolta in un tempo più o meno breve deperiscono e cadono a livd!o
la sola specie per la quale la morte biologica, fatto di natura, si trova con- di folclore. Ora, le civiltà. • tradizionali • nc:gru-africane, nonostante l'im-
tinuamente superata dalla morte come fatto di cultura. patto coloniak, hanno conservato - ·in particolare nell'ambiente rurale -
12 J. Duvignaud, Le langtll{l' pndu, PIJF 1973, pp. 275-27fi. una sorprendente vitalità.

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è possibile riscontrare anche una serie di costanti in comune. conte ritiene Marcel Mauss, le prime immagini di singoli indi-
Cosi, per esempio, l'orrore per il cadavere in decomposizione vidui (anche se indubbiamente riserva~e solo a un'élite, in
(mascherato ai giorni nostri dal pretesto dell'igiene); l'asso· quanto sempre più rare dell'insieme di tutti gli appartenenti
ciazione tra la morte e l'iniziazione (soprattutto in caso di a un dato gruppo)? La manducazione del cadavere familiare
guerra); il prestigio accordato alla morte·feconda (rischiare che si incontrava presso i popoli del fiume Sepik, l'antropo-
la propria vita o dare il proprio sangue per la patria, per la logia m istica degli antichi lncas riscontrata anche presso gli
fede, per un ideale politico}; la persistenza delle credenze nel- Indiani Tupi, la comunione cristiana che implica un can-
la morte-resurrezione (l'uomo sopravvive a se stesso per mezzo nibalismo mistico della carne e del sangue del fondatore.
dell'erediJà cromosomica; si preoccupa di trasmettere il pro- stanno ad indicare che la prima metafora, il primo simbolo,
prio nome: spera nell'aldilà, se è nedente); l'impo~tanza ac: nascono da questo sforzo d'integrare la morte alla vita collet-
cordata alla morte-madre (amore per la Terra-madre in cut tiva, e che l'insieme delle rappresentazioni, dei riti e delle
si spera di venire sepolti: « La terra, ,. scrive E. Morin,l5 « vie- credenze consiste nel sostituire le parti molli e putrefatte del
ne dunque maternizzata da un lato come sede delle met~­ corpo con qualcosa di duro, identificabile con la natura, che
morfosi di morte-nascita e dall'altro come terra natale ,. ); ti sarebbe l'osso, il teschio; indipendentemente dai modi eli eli·
ruolo della morte nella vita economica (mestieri attinenti alla struzione della carne •. 16 D'altra parte, non è forse curioso
morte) o nell'arte funeraria (la morte nell'arte e l'arte. nella constatare che··l'uomo moderno ritrova, mutatis mutandi.~. t.a-
morte); .le relazioni tra i morti e i vivi (l'occultismo e lo spi- Juni comportamenti arcaici che aveva già perso? La tecnica
ritismo, la credenza nell'immortalità dell'anima, la comme- della cremazione ricorda ad esempio i r oghi su cui gli IncEani
morazione annuale dei defunti, il culto dc!i santi come sosti· dell'Alaska e gli Alakafufi della Terra del Fuoco ardevano
tuto del culto degli antenati...) sono altrettante sopravvivenze i cadaveri; la tanatoprassi con cui gli Americani presentifirano
c primitive,. - nonostante i cambiamenti dovuti alle difle- il cadavere (è noto l'esempio del Direttore generale defunto
·renti condizioni di vita - presenti nella civiltà contempora- che, seduto dietro la scrivania, riceve l'omaggio dei presenti~
nea (a meno che non vi si debbano vedere, con C. G. Jung, evoca quelle pratiche negro-africane in cui il morto pres.iede
archetipi universali o infrastrutt_ure p_ermanen~i del_l'inc?nscio ai propri funerali; l'ibernazione, che blocca la degradazwne
collettivo). Si possono cosl scopnre, d1etro la d1versttà dt alcu- biologica del corpo mediante la sua conservazione a bassa
ni comportamenti, identiche finalità. Si prenda ancor~ come temperatura, è la nuova forma in cui il morto americano at-
esempio la tanatomorfosi. Contro le conseguenze negauve del- tende la resurrezione; il movimento di propaganda a favore
la decomposizione « tutte le comunità umane reagiscono ten- della cremazione dà un significato nuovo a una delle tecniche
tando di rovesciare i termini della spietata equazione : l'uso più antiche dell'umanità, a suo tempo rigorosamente proibita
della doppia sepoltura che incontri~mo, come attest~ H . H~rtz, dal Cristianesimo e dall'Islamismo; infine il collettivismo mar.
presso numerose società umane chtede alla ~err~ dt co~paere xista arricchisce e approfondisce quel principio di non indi-
un atto d'imputridimento che permetta d1 dtSseppelhre lo vidualizzazione della persona su cui si basava l'ottimismo clelia
scheletro liberato dalla carne per reintegrarlo nella comunità mentalità arcaìca.17
sotto la forma del solo simbolo, capovolto, di ciò che persiste,
cioè le ossa, la parte di terra che è in n~i. Le lll:asc.here fune- 16 j. Duvignaud, op. cit., 1973, p. 275. .
rarie della Polinesia e le teste rattrapptte degh J•varos ten- 17 Il nostro punto di vista coincide ancora una volta con quello d1 J.
dono indubbiamente allo stesso fine. E le mummie egizie, Duvignaud, per il qual~ l'antropologia ., si dedica alla de6nizion~ d~lla coe-
peruviane, messicane non sono anch'esse un tentativo per de· renza e della permanenza interna e logica del marccscibile, della carne_ nella
sua vivente elasticità, del corpo e dd cervello •; o ancora. cerca - d1 r .. p-
beUare la morte? Le raffigurazioni dei morti non sono foue, presentare gli el~menti della rclauone, le imma~i':'i. e le forme de!l'esistenz~
impalpabile, invisibile, ma il cui solo supporto e CIÒ che nccessa~lamcntc s 1
dissolve, c la s"cietà è morta quando tutta la carne è morta •. L antropo
H E. Morin, J:homme e! la mort dàns l'histoir11, Seui! 1971, p. 121. gìa sviluppa dunque un lavoro • che le società selvagge incomincianc> .'~-~.(,'-:..

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Unità-specificità dell'uomo (entro l mtJlgrado il pluralismo PARTE PRIMA
culturale} messa in luce dallo studio della morte, e unità delle LA MORT E È AL PLURALE
c scienze della mone :a : ecco il duplice obiettivo dell'antro-
potanatologia. Allo stadio attuale delle nostre conoscenze qual·
cuno potrà ritenere presuntuosa un'impresa del genere, e avrà
ragione. Ma vale comunque la pena di tentarla. Essa ci dà
almeno il vantaggio di organizzare e sistematizzare quanto
sappiamo al riguardo, e può anche spingersi pi.ù oltre. Il sem-
plice fatto che finora in Occidente la morte SJa stata ~rattata La vita,1 è stato detto, è l'insieme delle funzioni che resisto-
in modo non sistematico e come realtà a sé stante, dtmostra no alla morte. Definizione indubbiamente tautologica, ma non
l'intensità dei divieti a essa connessi.'' Si può sperare che un priva di una sua verità. Dal punto di vista biologico, la resi-
procedimento unitario possa culminare in un'antroposofia,. sin- stenza dell'essere vivente all'aggressione è straordinaria (già
tesi del vivere bene e del bene morire. Conoscendo meglto la e soprattutto a livello degli esseri unicellulari): reazioni di
morte, l'uomo non cercherebbe più di sfuggìrla o di occul- fuga o tattismo; educabilità e produzione di tossine o anticor-
tarla; forse apprezzerebbe meglio la vita e la rispetterebbe di pi; rallentamento delle funzioni chimiche vitali o fenomeno
più anche negli altri.19 di « vita latente » in dipendenza dalla disidra_tazione (fenome-
no di anabiosi che si riscontra tra i Rotiferi, i Tardigradì, gli
Anguilliformì) con o senza produzione di membrane protet-
tive, cisti o spore oppure conchiglie; riflesso di paralisi davanti
al nemico... ecc. Al punto che alcuni autori sono arrivati a
parlare d'immortalità protoplasmatica o hanno preteso, su un
piano più generale, che la morte esisterebbe solo come mero
accidente.
Psicologicamente l'istinto di vita (detto anche pulsione di
vita e, in senso p iù restrittivo, pulsione d 'auto-conservazione)
sarebbe cosi potente da far apparire persino il suicidio, in ul-
tima analisi, come un inno alla vita. Anche se non manca
un certo conflitto tra la pulsione d'auto-conservazione dell'in-
le aoddl industri:;ali - che considerano l'uomo un elemento del mercato
economico, un prodotto di cui ci ai .sbar~u~ ~cicnt~6c:ament.e - ~non~
d"ividuo e la pulsione di conservazione della specie, in cui que-
onn.~i compiere solo mediante le subltma.l JODI "'.fl?oh.che c npara~onc dc1 sta finisce sempre per imporsi, quasi che le manifestazion i
cimiteri, delle camere ardenti c delle tcpolturc 1g1emche • (op. eli., 197! , individuali della vita 1 dovessero cedere immancabilmente da-
p. 276). . · · F · vanti alla potenza universale della specie considerata come
18 Non è (onc :;abbastanza significativo il fatto che VJ s1a m ranc1a un
Istituto della vita ma non ancora un Istituto della morte? . un tutto - teoricamente- immortale.'
19 Malgrado il tabù della morte - o forse proprio per ca usa sua - s•
auiste a una ripresa d 'attualità delle ricerche sulla morte. € da veder~ a~
riguardo A. Codin, La mort a-t-ellt chanté1 in Mori tn Pr~stnce, Stud1 da l L'espressione è di Bichat. Ahre definizioni 1ono anche. più riduttive,
psicologia presentati da A. Godìn, • Lcs Cab. dc Psych. rehg. .., 5, Lumeo per esempio qucll;s del Littré: • La morte t la fine deJ]:;a v1ta •, o quella
vitae, Bru~tellcs 1971. L'autore parla di un • accrescimento spettacolare » deii'EncyclopUie: "La vita è il contr~rio della m~rte •: . .
degli studi su questo soggetto. Tr~ i titol.i recens!tì annualmente In c ~sych~­ 2 San Tommaso dichiarava che c ndotto a cogliere 11 concreto acnnbJlc,
logical Abstract ,. « H numero dc1 lavo~• a~ncas1 .ali~ voc~ < Death) 11 a~gt­ l'animale può tendere solo a cogliere il concreto scnsìbìlc, cioè alla pura c
rava tra il 1948 c il 1964 su una med1a d1 IO htoh (da1 5 del 1948 a1 17 semplice conservazione .del suo eu ere qui. e or~ ». .•
del 1960), per salire bruscamente :;a 34 nel 1965, a 68 nel. 19.68, a. 54 ~cl 3 L'animale che • v1ve scn~a tema di anmcntamcnto » .per c10 stesso ~
1969... l'indice del 1970 batteva tutti i record con U7 tJtoh regaatrau •, « sorretto dalla coacicnza di essere egli la natura medcsJma, c come lc1
pp. 2S3-2S4. eterno • {Artbur Schopenhauer, Il mondo come volontà e come rapprestn-

'5
Ciò potrebbe spiegar~ in parte perché e come le società r l · MORTE FISICA E MORTE BIOLOGICA
si siano costruite dei sistemi di difesa soprattutto a livello di
riti e credenze (cioè sul piano dell'immaginario), in modo da
darsi l'illusione della perennità o da rinviarla, al limite, ad
un altro mondo (sopravvivenza, aldilà).
Resta il problema fondamentale: cos'è la morte? La si può
definire? Ha un senso il concetto di morte? t univoco? Non si
dovrebbe piuttosto parlare della morte al plurale, sia che si
tratti della morte nella sua essenza, sia che si tratti dei modi Buffon, nella sua Histoire naturelle, in termini semplici e
di morire o di far morire? Vanno messi sullo stesso piano l'ani- profondi dichiara : « In natura la morte -questo cambiamen-
male e l'uomo? l'individuo o il gruppo? o addirittura l'istitu- to di stato così profondo e temuto- è solo l'ultima sfumatura
zione? Ecco i principali interrogativi per i quali occorrerà ab- di uno stato precedente. » 1 Tocchiamo qui, di colpo. un pro-
bozzare una risposta. blema capitale: la morte è soltanto Io scotto del cambiamento f
degradazione, sia che si tratti del vivente individuale (nasci-
ta-sviluppo-stagnazione-decrepitudine-morte) o d~lla specie (al
riguardo le scieQze storiche - archeologia e paleontologia,
preistoria, evoluzionismo biologico - esigono da noi molta
modestia), o dei fenomeni fisici (entropia)? Si pone allora
il problema di sapere se l'immutabilità sia il principio fonda·
mentale dell'Essere o d~lla Vita (come ritengono i teologi)
o se invece essa appaia come un termine, quello dell'usura (nel
senso in cui si par la di un astro morto). In ogni caso, come os-
servava Bergson nelJ'Ét,olution créatrice. lingule e foramini-
fere non sono certo consid~rat~ come le forme pii• ricche
della vita.
Soffermarci brevemente sulla morte fisica e sulla m orte bio-
logica ci aiuterà forse a chiarire in qualche modo la q uestione.

a) La morte fisica

Troppo spesso le definizioni che ci vengono proposte della


morte considerano solo l'ess~re vivente animale e vegetale: 2

l In una pro5p~ttiva più pratica, ricordiamo l'atteggiamento d i D'Alem-


bcrt (Lettera al re di Prussia del 29 giugno 1778}: • La morte, figlio mio,
è un bene per tutti gli uomini; è la notte di questo giorno inquieto che si
chiama vita. •
2 Come, per esempio, il Grand Larousse, che vede nella morte « la ces-
sazione completa o definitiva della vita di un animale o un vegetale"; o il
Quillet, che parla di • 6ne della vita. cessazione definitiva delle funzioni
lazionr. tr. it. di Paolo Soavj-Lopez: c Giovanni Di Loren~o. Laterza 1968, corporee • ; o ancma, ma in una prospettiva più soddisfacente. C. Bernard:
vol. n , p . .'174). • Se vule!~imo dire, • srriv<" ..,et l RH. "che tutte 1~ funzioni vitali sono la

t6 '7
ma un simile modo di vedere rischia di occultare, se non l'es- morire poiché l'energia si meccanizza o cosifica i n un p rodotto
senziale. almeno u11 aspe uo capitale del problema. Ci si offrono necessariamente in equilibrio. Tuttavia l'equazione materia-
subito due p rospettive: mentre la prima è relativa al mondo energia conserva la sua validità, così com'è nuca teoricamente
fisico propriamente detto, la seconda ci introduce subito nel-
l'antropologia sociale.
dopo Einstein (E =MO) ed empiricamente dopo i lavori sul-
la smaterializza2ione della coppia elettrone-positronc. T ornan-
d o a Lupasco: "Si capisce allora. grazie alle leggi questa vo lta
l . La morte {tsica i11 senso slullv realmente • naturali . dell'energia, che n on può n on esserci
fenom eni del mondo fisico tendono tutti, ci ~i dice, verso lotta contro la morte da parte della materia vivente in no n
la morte, secondo un tempo d ' usura pii1 o me no lungo che può importa quale settore, dal pilt piccolo e semplice al piìt vasto
andare dal ùilio nesimo di secondo a mil iardi di anni . ~: un' idea e complesso, della biosfera : e che la morte, a titolo costitutivo
che ha potuto affermarsi ne h.:orso del XIX secolo con il secondo della stessa energia, non può no n esistere. E tuttavia abbiamo
principio della termodinamica. Al limite, si tratta di un prin- visto ch 'essa non poteva attualizzarsi in modo del tutto rig~roso
cipio che riguarda l'intero universo, ·a condizione di precisare ed esistere in tutta la sua pienezza e attività, e d<> sempre in
che una si mile morte non ha nieme di d efinitivo (ci sarebbe virtù delle stesse leggi dell'energia, l'antagonismo e la con-
in ciò una base. inattesa e puramente simbolica per l'immor- traddizione della quale impediscono a un tempo all'omoge-
talità?). Si tratterebbe infatti di una morte:, è stato detto, « sta- neità, considerata come fenomeno di mone, e all'eterogeneità,
ti~tica e probabilistica ,. che qualificherebbe solo un « divenire considerata come fenomeno di vita, di realizzarsi compiuta·
puramente a.'iintotit:.:o ». A questo titolo. pretende re che l'uni- mente. li Secondo Princ ipio della Termudinamica e alcuni
verso tenda a lla propria morte sta a indicare soltamo il pro- principi anti-Clausius, derivati dal princ ipio di esclusione, In
cesso di omogeneizzazi<>ne dell'energia. Come scrive S. Lupa- vietano. Lo statuto della morte è dunque il seguente : essa
sco: « :-Jell 'interprctazione del Secondo Principio secondo la è solo il passaggio da una certa potenzialità a u na data attua-
statistica di <:i bùs-Boltzman, occorre anche tene r presente che lizzazione, passaggio immanente alla natura stessa del l'ener·
la degradazioue mo rtale dell'energ ia è il passaggio da una ete- gia, e dunque d 'ogni cosa, ch e però non pub ruai c11mpiersi
rogeneità, che è l'ordine iniziale, a un disordin e mo lecolare. interameìtte... 5
equivalente a un 'omogeneità, in cui l'ag itazione d isordinata Siamo cosi rinviati alla dialettka incessante di eterogen eità
neutralizza ogni avvenimen to.,. 1 E cosi prosegue : "Veramen- e omogeneità e ai processi di contraddizion e e di antagonismo
te, la noz.io11e di morte è relativa: in rapporliYalla vita, l'omo- costitutivi dell' en ergia, dai quali risulta che in ultima analisi
ge11eiv.azio1Je costitu isce 1111a morte. Ma in rapporto a quel «niente può esistere se tutto è om ogeneo. L'eterogeneità ap·
divenire che, secondo il Principio di Clausius. potrebbe a sua pare dunque indispensabile non solo a lla vita, come si è visto,
volta definirsi com e la vita, la vita fisica, l'eteroger~eiZLtUione è ma anche a tutto c iò ch e esiste o può esistere, n on fus.~ a ltro
U1la mi11acda di morte. » 4 Così la vita resta al centro della po- ~e per la nostra rappresentazio ne del mondo. Una eteroge-
tenzializzazione mentre la morte avanza di pari passo con l'at- neità infinita a sua volta n o n potrebbe esistere senza l"omoge-
tualizzazione. O se si preferisce : realizzare è vivere poiché neità in rapporto alla quale definirsi. Per quanto lontano si
significa esprimere il potere energetico, ma significa anche già spinga la diversificazione. se non c'è più qualcosa d a_ dilf~re~­
ziare sparisce anche la differenza, come nel calculo mfmues•·
conseguenza ncnssaria di una combustione ?rgan~ca. rip~tcrem~o ciò che: gi_.ì male in cui la sua infinità la fa dissolvere nell'omogeneità
abhiamu espu~to: );i vita e la murtc, la dostruzume del tcuuh. oppure do-
infinita del continuo. Abbiamo visto che questa ipotesi è una
r~mmo con lluffon: la vita è un minotauro. essa divora l'organismo. • Senza
ricadere negli errori dell'animismo, perché trascurare il divenire delle: ra- mera sublimazione, d'altronde assai utile, dettata dalla logica
diazioni, dell'energia, delle slelle, degli atomi? d'identità ma in realtà impossibile in virtù della logi<:a anta·
3 S. Lupascu, Dr~ rive. de la mathém(Jliqur rt dr la mort. Ch. Buurgois.
l !J7 1. p. l !iG. Il corsivo è nostro.
4 S. Lupasco. op. cit., pp. 166- 167. 5 S. Lupasco, op. rit., pp. 173-174.

r8
'9
gonistica e contraddittoria dell'energia. » 6 Si può allora misu- Un tale modo di vedere le cose interessa direttamente l'an-
rare tutto ciò che divide la logica cla.ssica (solidamente assisa tropologo sociale : non solo c la quiete è la morte • , come
sui principi d 'identità, di non contraddizione e del terzo esclu- ricordava Pascal dopo gli Stoici,l0 ma le società. contemporanee
so), a final~tà puramente riduttiva (riduzione delle differenze rischiano di perire per eccesso di omogeneizzazione, d'identità
c ap~arenta » a vantaggio delle identità profonde), dunque riduttiva.U Perciò la civi ltà mondiale di domani - che non
c log1ca del limite - impossibile nella sua assolutezza - può non realizzarsi come conseguenza della facilità di comuni-
del divenire fisico d 'omogeneizzazione totale e assoluta» 7 o, cazione, della pressione dei media e della potenza. economica
se si preferisce, c logica della morte »: e la logica moderna. ba- delle nazioni · dominanti (nel senso dell'imperialismo) - po·
sata su una dialettica antagonistica (complementarità), nata trà nascere solo sulla base della collaborazione di culture di
soprattut~o a pa rtire dalla riflessione sulle scienze quantistiche, cui si tenga in considerazione soprattutto • lo scarto differen-
e m particolare sulle relazioni d'indeterminazione di Heisen- ziale che presentano tra loro • , per riprendere l'espressione
berg (complementarità delle coordinate geometriche e d inami- di C. Lévi-Strauss.
che della particella - qui l'elettrone - che spingono a su-
perare il principio del terzo escluso: doride la logica d i P. 2 . La morte degli oggetti
~ev:i~r), de~ principio di indiscriminazione (compleme ntarità Parleremo qui, in particolare, degli oggetti manufatti, sia
mdlviduofststema, messa in risalto da Fermi, Dirac, L. de che si tutti di elementi di consumo quo tidiani o di opere
Br?glie, che rende poco probabile l'impadronirsi dell'identità d 'arte propriamente dette. Nella misura in cui questi oggetti
po_•ch~ ~on . è poss.ibile seguire n el tempo la particella), o del simbolìzzano una data civiltà, conservarli equivale a preserva-
prmctpto d esclusione di Pauli (in uno stesso sistema è im- re (qualcosa di) tale civiltà, poco importa se di oggi o di
possibile incontrare due stati quantici identici, il che porta ieri: la salvezza di Venezia o lo spostamento dei monumenti
a ridefin ire la duplice nozione di oggetto e di rete). Allo stes- dell'Alto Egitto - ne parleremo piia avanti - non avrebbe al-
so modo, il carattere altamente dinamico della c filosofia del , tr imenti a lcun senso : tanto è vero che, diceva Goethe, • il ca-
no » di Bachelard (logica non aristotelica, algebra non archi- lr polavoro dell'uomo è durare ». Da questo punto di vista e sen-
medea, fisica no n laplassiana, chimica non lavoisieriana, mec- za tenere conto della loro vulnerabilità (fragilità dei materiali
can ica non newtoniana.:.) ci introduce precisamente nel cuore
dell'antagonismo e della logica di vita non identificante.•
Os.~azioni del genere portano indubbiamente a una nuo-
l
l
t
e usura naturale, catastrofi telluriche, guerre e distruzioni
iconoclastiche), il destino degli oggetti può essere considerato
secondo due prospettive.
NoiJ. possi~ soffermarci a lungo sulla prima, offertaci
va caratterizzazione della morte,' divenuta ormai sinonimo di
'
l
riduzione omogeneizzante per assenza di complementarità an-
t~gonistica : l'entropia e la d egradazione del biologico nel fi-
saco ne sono manifestazioni topiche. Così la mor te c in ter-
l,. dalla situazione degli oggetti nelle collezioni e nei musei; ma
la loro ambiguità merita almeno un cenno. ~ indubbio che
il museo è il c tempio dei collezio nisti ,. e ch e la collezione
mini generali, è presente nell' universo fisico svelato dalla scien- è per il suo proprietario «un essere vivente ». Ma da un lato
za sotto forma di omogeneìzzazione e, nel nostro campo bio-
logico, sotto forma di consumazione e di risorsa limitata d'e-
ilDimonimento del T estamento: • Ricordati. o uomo. che sc:i polvere e pol-
nergia di eterogeneizzazione, che fa cadere il sistema vitale vere: ritornerai • cantato dai cristiani durante: la cerimonia delle Ceneri, nel
nel sistema fisico. » 9 corso della settimana santa, ma anche il processo di decomposizione: del
cadavere: vi e una bella differenza tra il corpo che ai fa abbronzare: sulla
spiaggia c la carogna che imputridisce solto lo stesso sole!
6 S. Lupaaco, op. ci!., p. 204. IO E per questo che !"andare ìn pensione, aggiun~c:remo, è già l'antica·
7 S. Lupasco, op. cit .• p. 168. mera della morte:; c: non è solo per ragioni econom1che che spesso i pen-
R Niente ci impedi3Ce di ritenete che la no~ione di caso trovi qui la sionati cercano • un lavoretto • .
sua origine nelle diverse scienze. l l Vedere: E. Enriquez, L, fJouvoir et la mori, • Topiquc: .... 11-12. Tempi.
9 S. Lupasco, ofJ. cit., p. 169. Qu~ta caduta non spiega solo il crudele modalità affc:Hive: interrogativi, PUP 197.'J, pp. 166 •U·

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la collezione .Privat~ in qualche m odo uccide l'oggetto n ella re la m orte d el sacrilego. Viceversa, ridotta a se stessa , come
lllisura in cua restnnge i l numero di chi lo contempla (e a la si può vedere esposta nella vetrina d i un museo, la m asche·
maggior Tagio ne se il p ro p rieta rio, comportandosi più che da ra è una cosa ... : semplice pezzo di legno, oggetto manufatto
spellatore da speculatore, d eposita a fini di sicurezza le sue di osso o di pelle, di cuoio o di b ronzo ... • .14
opere in una cas~aforte o in una camera blindata); d aH'altro Ma il carattere decisamente mortifero d ella società contem-
law la pa~sioue del colletio n ista «è assai spesso solo un trave- P?ranea è ancora più evidente nell'ogge tto di consumo quo ti-
st imento, una parata per mascherare in chi - è stato favo rito dtano. Per la precisione, ciò che viene consumato et non è l'og-
dalla sorte una quantità di traversie umane. Molti cercano ~etto ma piuttosto il rapporto stesso - significato e assente,
nell'e~per i enta d el collezio nare un clima d i clandestinità e di mcluso ed escluso ad un tempo; l'idea di rapporto si consu-
m enwgua, tJue llo stesso che avrebbero potuto creare se aves- ma nella ser ie di oggetti che r imandano ad essa. Il rapporto
sero a vuto un J e~arne colpevole » ; 1l tra costoro. molti uniscono non è più vissuto : è astratto _e si annulla in un oggetto-segno
a l fet icismo d el l'oggetto una soddisfazione narcisistica appena in cui si consuma •. 15 Mediati dai segni o meglio ancora ve-
velata, talora prossima alla pe rversione sessuale,13 memre la nendo a costituire et un lessico idealistico di segni in cu i è in-
loro mania di ammassare si avvicina indubbiamente all'ava ri- dicato in una materialità evanescente il progetto stesso di vi-
Zia . vere», gli oggetti diventano facile preda d ei media: consu-
Ci sono molli collezionisti di quel tipo ~~' dissimu latorio » mare il segno pubblicitario è già consumare poco o tanto
nei quali Freud avrebbe scopen o la presema di conflitti assai il segno-prodotto così raccomandato. E i n un certo senso non
amirhi o la pregnanza d ello stadio orale. D'altra parte i mu- esiste alcun limite a questa consumazione/distruzione, men-
sei, se da un lalO concorrono indubbiamente alla prcserva- tre la città, luogo privilegiato in cui essa si esprime e si rea-
zione (purtroppo con delle eccezioni) e alla migliore co no- lizza, diventa a sua volta merce e m ercato, d ato che lo spazio
scema d egli oggetti, dall'altro risch iano di cosificarli e d erea- edificato è l'ultimo r ifugio per lottare contro la caduta ten-
liu .arli all'estremo separando il prodotto dalle sue funziun i denziale d el tasso di profitto. La sco perta d i nuo vi m ercat i
e dal le sue orig ini sucio-eco no m iche. C iò è vero iu particolare - soprattutto nel terzo mondo - e la creazio ne di nuovi bi-
pe1· gli oggetti africani e la ragione è semplice : al di fuori sogni - cui provvede la pubblicità - infatti no n bastano più.
d ella danza e d ell'azione ritm ata la maschera, ad esempio, è Ormai et la tendenza a prefuire il supe rfluo a l necessario, il
solo una cosa morta; privata d e lla parola che le dà il senso , miglioramento del tasso d ì profitto a l miglio ramento d e l va-
è solo uua (·m a iuerte. « La d esignazione dà al danzato re e alla lore d ' uso , ha dato vita allo spre(;o assoluto » , 16 con una degra-
m a:)chera un rarau ere sacro la cui profanazio ne può comporta· dazio ne che non è lontana dall'evoca re l'entr<~pia ! E m ediante
lo spreco la nostra civiltà si fa di più in più d istruttrice di og·
12 l\1. Rhci ms, La vie• rtrangc dcs IJiljl'ts. 10/ 11!, 19M , p. 3!1.
getti (in condizione di funzionamento e d'uso}: i • cimiteri
1.!1 • l.'dficicnza dd sistema possenivo è legata d irettamente a l suo d 'auto» - l'espressione è già di per sé significativa - che
caratk n: regr~sivv. l..a regressione è legata ali<: stess_e m~a lita cie.lla per ·
v.:rsiun.:. Si pui1 richiamare l'immagine della pervcrstone m matena d'ol(·
ge tt i con la furma cristallizzata cJel feticismo: ma nulla impedisce di scor- 14 J anhein.z Jalm, M.untu, Seui! 1961, p. 195. Nello stuso ordine di idee,
gere ndl'ambitu ùell'in tcro sistema come, organizzandusi con gl i stessi L V. Thomas, P. Fougc:yrollas, L 'aTi africain et la société sénégalaise,
fini c moda lità, il possc:~su/passione dell'oggetto sia una m udalitù tempu11ta Dakar, Fac. des Lettres, 1967, pp. 195 sgg. Anche J. Duvignaud d parla d el
della pe rversione scssual( . [n efJ etti il possesso agisce: sul discontinuo della museo « immaginario o reale in cui si ordina il mondo morto, in cui ciò
ser ie (reale o virt ua le) e sulla scelta di un termine privilegiato come la che è marcio diventa ossa, archeologia • , Le l angage perdu, PUF 19 7.3,
pcrvcrsinnc scnua lc consiste nel fatto di non potersi apprupriarc: dell'a ltro p. 277.
come oggetto eli desiderio nella sua totalità singolare di pennna, ma soltanto 15 J. Baudrillard, op. cit., 1968, p. 251.
nel diswntinuo: l'altro si trasforma in paradigma di diverse parti eruti( he 16 A . Gor.r, Réforme et révolution, Seui! 196!), p . 146. Vedere anche J.
del suo wrpo, con una cristalliuaz inne oggdtualc su una di esse. La donua Baudrillard, Le miroir de lll consommation, Caaterman- Poche 1973. Le: ri-
non i: più donna ma sesso, seni, vent re. cosce. voce o viso: una parte o cerche di Vance Packard (L'art du gaspillllge, Ca lmann-Lévy 1962) ci forni-
l' altra. a prefc:renza. ~ (.Jean Baudrillard. Il sistema degli oggetti. tr. it. di scono tutta una serie di esempi ben noti di queste: distruzioni costole c inu-
S;n-.:rìo Esposito. Bnmvian i 1972. p. 129). Si vedano anche pp. 11 3 sgg. tili: automobili, elettrodomestici, imballaggi.

2l 23
sorgono nelle periferie delJe città o nelle campagne ne sono, scoste dodici acque, che sorgeranno per sommergere la terra.
tra tante altre, la testimonianza più evidente. E tuttavia quel- Le parole ch'elise contengono veTTanno rivelate e il mondo
lo che ci viene proposto è soltanto un simulacro di abbondan- futuro, pensato da Yo (dio), sarà realizzato. » Gli uomini po·
za: le necessità di alloggi, ospedali, scuole, attrezzature collet- tranno evitare l'annientamento 19 se si saranno preoccupati di
tive restano insoddisfatte, mentre la miseria vieta alle catego- munirsi di piroghe (pescatori), di borracce (pastori), di na-
rie sociali meno abbienti acquisti più che legittimi. Spreco di vette (tessitori). A volte ci si accontenta di affermare che il
lavoro e di risorse -ne riparleremo a proposito della morte mondo, nel quadro delle leggi immutabili previste da Dio,
delle società; distruzione anticipata dell'oggetto prima della è movimento perpetuo, scambio permanente di forze, circola-
sua fine normale; organizzazione di beni rari (come il tempo, zione di poteri e di parole: Dio tiene in riserva l'infinità delle
l'aria e il verde nelle città): tutto ciò caratterizza assai bene anime nasciture che, unite alle anime reinl:arnate, verranno
il mondo capitalista dei giorni nostriY Vi è da augurarsi che a rinnovare indefinitamente la superficie terrestre (Diola del
una società in cui l'accumulazione dei beni prevale sull'accu- Senegal). Perciò il concetto di • fine del mondo » sembra in-
mulazione degli uomini e in cui il valore di scambio prevale sieme assente e privo di senso nella vita tradizionale africana.
sistematicamente sul valore d'uso, introduca con la morte de- L'uomo vive e rivive al ritmo incessante della natura (giorni,
gli oggetti le condizioni della sua propria fine: quella che mesi, stagioni, anni): nascita, matrimonio, procreazione, mor-
si è potuta definire come « il suicidio dell'Occidente ». Cosa te, ingresso nella collettività dei defunti, eventuale reincarna-
ci insegnano, in proposito, le società tradizionali? zione. D'altra parte manca alla maggioranza delle lingue afri-
cane (almeno a quelle che ci sono note) una dimensione
J . Il punto di vista delle società « arcaiche » futura del tempo che si estenda al di là di qualche mese o
Escatologia e significato del mondo costituiscono, al riguar- anno. « La. gente non ripone le sue speranze in un lontano av-
do, due campi d'analisi privilegiati. venire, né si inquieta per gli eventi di un futuro remoto. Non
esistono calendari matematici, ma solo dei , calendari-feno-
a) Morte, rinascita e rigenerazione. L'umanità si è posta meni> che determinano gli eventi umani e i fenomeni natu-
assai spesso il problema della fine del mondo, legata sia all'an- rali. » lD
nientamento finale dell'Universo, sia all'esistenza di un giudi- Tutto un lungo tragitto intellettuale separa le cosmologie
zio finale, sia al trionfo di una religione universale: ed è noto che prolungano l'apocalisse mediante la promessa di una feli·
come il Cristianesimo unifichi' tutte e tre queste prospettive.11 cità futura riservata agli eletti (Cristianesimo) e quelle per
Ciò che colpisce è la rarità delle credenze nella distruzione le quali i cicli successivi della creazione dimostrano la prc-
totale e definitiva di ogni cosa, dato che la morte di un mondo carietà del mondo così com'è e la necessità di prove. reiterate
suppone sempre, altrove, l'esistenza di un altro mondo. Nel- per raggi ungere la perfezione (civiltà dell'A m erica p re-colom-
l'Africa nera si incontrano due tipi di escatologia. A volte si biana: il mondo perisce quando il «sole è stanco»; se gli
afferma che l'universo attuale dovrà lasciare il posto a un uomini rompono i patti che li uniscono agli dei ...). La cre-
mondo nuovo: « Quando la prima alluvione ricoperse la ter- denza nell'eterno ritorno - ben nota ai Caldei e ai Fenici
ra, :. affermano i Bambara (Mali), « Faro (dio dell'acqua) per- e ripensata dai filosofi stoici e da Nietzsche - afferma che
mise che solo l'acqua primordiale si espandesse; restarono na- il mondo, dopo la «conflagrazione universale », rinasce perio-
dicamente come la sfinge dalle sue ceneri a meno che non
17 La coppia spreco/ rardationc è « la maggiore assurdità a livdlo del
modello di consumo nel sistema e nella gestione capitalistici •, A. Gon, op. 19 Gli uomini sono stati spesso ossessionati dall'idea del diluvio. Vedere
cit., p. 147. L. Hcrrmann. La fin du monde dans le Christianisme, in Eschatofogie et
18 Vedere: u jugeme11t des morts, l=:gyptc anciennc, Auour, Japon, Ba- Cosmologie. 1969, pp. 38 sgg.
bylonc, Iran, hlam, lndc, Chine, hrael, Seuil 1961; Eschatologie et Cosmo- 20 Vedere J. Mbiti, L'eschatologie, in Pour une théologie africaine, Clé.
logie, lnstitut dc aociologic, Univ. Librc dc Bruxelles 1969. Yaounrlé. pp. 231 sgg.
emerga. no n meno periodicamente, dal diluvio dal quale era fermazione ùella fine ineluuabile del m ondo segu ita da una
stato precedentemente sommerso. Do po tutto, se bisogna cre- ri-creazio ne non a vesse altro fondamen to. Tuttavia la neces-
dere al racconto biblico. Noè non ricominciò forse come Ada- sità della rigenerazione non aspetta la fine del mondo per
mo, e gli animali dell'arca non ricominciarono come quelli esprimersi. Essa appare innanzi t uno a l i vello dei comporta-
dell'Eden? Quanto all'arcobaleno d ella riconciliazione esso menti altamente simbolici. Eccone qua lcuno, a titolo illustra-
prefigura, ci si dice, la promessa di un'epoca .nuova: ~u~ tivo: gli I uiti riattualizzavano in torma di rito i l combatti-
fatti sembrano avere segnato p~ofondamente gh uom1m d1 mento del Serpente contro il dio T eshup. celehrando cosi la
ieri: i c icli lunari e i ritmi delle stagioni. Alain ricordava vittoria di quest'ultimo e il suo potere di ordinare il mondo;
acutamente nel suo Prupo5 s11r le Christianisme, che la luna i Babilonesi. durante le festività dell'anno nuovo, sahuodiava-
« è un segno di morte e di ricominciamento... La Luna cr e- no in coro il poema della creazione: si dice che in Cina, ogni
scente e calante rapp•·esenta ogni forma di crescita e decre- imperatore che saliva sul trono introduc.:esse un nuovo calen-
scita ,. . 11 tema della rinascita de Ila l una si incontra dovunq ne dario a sottolineare così la fine del vecchio ordine; q uanto
n ell' Africa nera , legato alla notte, all'acqua materna, alla don- ai Giapponesi, essi distruggevano periodicamente i templi shin-
na donatrice di vita e di nutrimento, alla vita e alla morte. toisti, li ricosnuivano totalmente, cambiavano integralmente
E Frazer ci parla, a proposito degli lndiani..•dell' America de~ le decorazioni e rinnovavano tutti i mob·ili allo scopo di espri-
nord, d e l mito del messaggero d ella luna: « La luna sped1 mere la rinascita : il grande tempio d ' Js~ è stato rifatto 59
questo m essaggio agli uomini: , Come io muoio e ri~ivo, ~o~! volte, così come il ponte che vi conduceva e ì 14 templi sussi·
voi morirete e rivivrete'· » Non diversamente dagh lnd1am diari: infine, l'Europa occidentale praticava una volta, nella
della California che dicono: • Cosi come la luna muore e ri- quarta domenica di Quaresima, una t:uriosa cerimonia (l'ulti-
torna, co sì noi risusciteremo dopo la morte. » Quanto ai ritmi ma che si conosca r isale al 174 7, a Padova): quella del taglio
delle stagioni e ai cicli della vegetazione,21 associati a ~olt~ con la sega della • vecchia ,. ; la scena e·ra mimata non senza
alle piene di un fìume,21 anch'essi ispirano . tut~ una sen~ d t realismo e - tra il seri(J e il faceto - evouva chia.-amente
fantasmi relativi al principio • vita-mone-nnasc1ta » . Nella~­ agli spettatori l'annuncio di una nuova v ita, l'invenzione d ella
tichità, numerose divinità legate a questo tema (Adone.' Att1s, Nuova Creatura di Paolo.
Osiride ... ) venivano testeggiate in rapporto allo svolg•mento L'esigenza di r ivitalizzazione si ritrova . sicuramente, anche
annuale d el dclo vegetale. Il che faceva dire poeticame.nte ad al livello d ei riti sacrificali. Per esempio. nell'America pre-
Alain : « Bisogna. in primavera, celebr~re la resurrez1<?ne. » colombiana,2J bisognava «nutrire ~ il sole::. cioè curarsi che fos-
Ciò che si incontra infallibilmente d1etro a queste dtverse se sempre abbeverato dì sangue e sazio del cuore della sua vit-
rappresentazioni è la nozione_ fond~ment~le di ri~enerazionc: tima. Questa poteva es.~ere l'uomo che in tal modo si assicura-
mediante il ritorno al caos pnmord1ale: e probabile che agh va una vita speciale nell'aldilà: si diceva ch'egli accompagnas-
occhi d e i creatori - sicuramente co llettivi - dei miti, l 'af- se il sole d ell'est fino allo zenit, mentre presso i Maya le donne
morte di parto - come vittime sacrificali - prendevano il po-
2 1 A proposito dì un albero - il .balan:a (~cacia albid~) - che in~ertc: sto dello ze nit al rramonto. Ma l'esempio più ripico del r ito rno
il suo ciclo vc:getat ivo (perde le fogl1e nd peTJ?do dell e p1ogge e le np~o­ al focolare rigenerawre resta natura lmente la festa , con i suui
duce nella stag ione asciutta). i Bambara (Malt) hanno elaborato un m it O momenti di parossismo, le sue molteplici licenze (pasti sovrab-
dcll'autoctorìia. L'albcrv. dicono. ricorda l'esistenza di un mondo scomparso:
il bala11za si nutriva a quell'epoca del li.q uido_s~mina~e delle donn~ c~'esso
fecondava, e sopr attutto dd sangue dc:gh uomm1 che m tal .modo rmg1ova-
niva · inve rtiva in tal modo i! ciclo del tempo e facendo nd1vc:ntare bam- 23 •... ciò che in particolare carattcriua la c redenza dei Maya c, più
bini 'gli umani concedeva loro l'equi~alcnte ddl'.immor.talit~. . . ancora, degli Az.tecbi è l'intcllettualizzazione dello svolgimento dd feno-
22 Colpiti pobabi!mentc: dalle p1ene del N1lo, gh Egtztanl credevano meno concepito nel quadro dd computo del tempo, e il su<t legame con
che Osiride, di o della vegetazione. morisse ogni anno all'epoca .dc:l .racc.olto un ritmo determinato dalle scadenu dei calendari astrvnomicì. • A. Dor -
c: rìnasccsse quand<> rispuntava il grano. - con tutta la. fresca v1gona d una sifang-Smets, Fin du monde en Amérìque prholombìennt•, in Eschat<•-
giovinena indefinitamente risuscitata~ (S. dc: Bc:auvmr). logie et co.sm nlogie. cìt., l!Jfì9, pp. 116-!!7.
bondanti, orge sessuali), i suoi_ ~Iu:anzismi fec~n~i, _ l~ su.e di loro un po' come in un tema geomantico compren~ibi le solo
inversioni dei ruoli e delle condiZioni,. le sue prmezaont Jsten- per gli iniziati, poiché la forza del Verbo dipende assai spesso
che.24 Grazie a lla festa il gruppo. logorato dalla routine, si li- dal suo carattere esoterico: i piani dell'esperienza religiosa
bera infine delle pulsioni troppo a lungo compresse e avverte Sono paralleli, infatti, ai gradini della comunicazione: l'ini-
intensamente il sentimento della propria unità, cui attinge ziato per eccellenza è colui che conosce le parole segrete e
un'eccedenza di forze. Così la grande festa annuale del Diepri l'indovino è colui che provoca i segni per interpretarli. La
presso gli Abidji della Costa d'Avorio _esprime conte~poranea­ percezione del mondo si basa su una lettura naturale (il Oogon
mente la rinascita della natura (cornsponde al penodo della osserva il gioco dei bambini per sapere se pioverà: per cono-
semina), la fecondità delle donne e il perdono degli errori scere l'avvenire il Peul interpreta la disposizione degli escre-
(puri lìcazioni multiple, oblio delle ingiurie = rinascita spiri- menti che i buoi spargono nella steppa) o su una lettura pro-
tuale}. t. dunque il rinnovamento per eccellenza del_la nat.u ra, vocata (divinazione per mezzo delle conchiglie, delle noci di
dell'uomo e ddla società che si trova esaltato tra 1 canta, le kola, dello sciacallo ecc.) Il cosmo africano può dunque essere
danze i ritmi indiavolati dei tamburi: o, se si preferisce, è la definito come una comunità di potenze, il piLa delle vohe in·
vittoria della vita sulla morte che viene in tal modo magnifi- tenzionali e suscettibili di esprimersi mediante 110 insieme or-
camente celebrata. ganizzato di segni o di simboli tra loro collegati.lll Questa con-
cezione è stata spiegata assai bene da M . Houis : il mondo
b) Natura , cult1tra e linguaggio. Se il mondo, per l'Occi- è per l'uomo una sorgente importante del suo immaginario,
dentale, è ormai un ambiente sprovvisto di senso, un conte- nel senso ch'esso è « il mondo fenomenico ambientale in cni
nitore vuoto a forza d'essere ridotto a.un tessuto di leggi astrat- egli attinge dei significanti. ma anche quello in ctti legge dei
te, un riceuacolo di vite e di energie sfruttate senza vergo- segni. La natura riAette una semantica fatta d'ordine, ct'armo-
gna e condotto forse a una morte_fatai~ per esau~imento. delle nia e di ritmo. L' uomo vi si integra seguendo questo ritmo •.n
Tisorse,,lj o eventualmente ~r dtstnmone atomtca - ti r.he Cosi non solo la natura - concepita in modo antropomorfico
non mancherà di ritorcersi contro l'apprendista stregone che e antropocentrico - è una riserva di .~igni fkanti, ma l'uomo
pretendeva di domin~rlo ·- -:.esso ha inv.ece, per l'u?mo delle stesso vi si comporta da interlocutore: « la relazione reci-
.. società arcaiche • e 10 partacolare per 11 Negro-afncano, tut- proca uomo j natura pub illuminarsi solo situandosi nella pro-
t 'altra prospettiva. . . spettiva di una relazione semi o logica • . Non si potrebbero
Per adattare il suo comportamento allo svolgerst dea feno- immaginare mezzi più efficaci o pita ctiretti, per una società
meni, l'uomo nero infatti è atten·to ai minimi indizi, alle più fragile e tecnicamente sprovveduta, di quelli comistenti nel-
minute coincidenze che lo informino, in virtù del principio l'ominizzare e uman izzare il mondo (se ne percepisce cosi pitt
delle corrispondenze, su quanto accade nell'invisibile o sugli direttamente il senso e si raggiunge pita agevolmente la cer-
avvenimenti che inevitabilmente si produrranno. t come se tezza) e nell'ilttavolare un dialogo (il linguaggio esprime la
l'universo si riducesse a un tessuto di significati collegati tra soglia umana per eccellenza, e la manipolazione della parola
diventa la tecnica più facilmente manipolabile). In tal mo-
24 Sotto molti aspetti i carnevali ~c:i no~tri giorni . - _c .forse anche i
grandi incontri ippici - posso~o. constdcrarst una ~pcctc d t nt~mo al cao~ 2G Non si tratta di segni vuoti, perché in tal caso sarchhc impouibile
primordiale rigcneratorc. Vi ." mcont~a a ~oltc 1! tema ddl « albero dt stabilire una d istinzione tra la rappresentazione c la cosa rapprcs~ntata. in
maggio • . L'uccisi(>nC u aempllc~mente l cspuh1.one della mori~ prc~cdc. du- altre parole tra segno c significato. E tuttavia il Ncgro-af:icano non ~~
rante la festa, l'a rrivo della pnrna~.cra, eh~ v1ene appunto SLmbohzz~ta d~ distingue o yìuttosto si di~tingue a stento. da!l'oggc.tto. n?mmato: .Pc~ l~t
un giovane albero. ~itor!leremo pm avanti sul tema delhi festa nel suot e5istc, in definitiva. una umtà profonda tra 1! segno, .ti stgntficato c ti ~~~nt:
rapporti con la coppta Y1ta/Mortc. . ficantc. Questa unità. spiega 1l fervore della maggtor parte delle sonda
25 E che a lunga scadenza rischia di finire _inghiottito nell'ammasso dc• africane davanti •ai cosmo: mediante la dialettica dcllol parola, l'uomo cn<'a
detriti: una città come Los Angele1 produce gtornalmcntc 2.000 tonnellate di $Ìiuarsi nel mondo, di comprenderlo e di agire in armonia con esso.
di rifiuti, speno non hiodcgradabili! 27 Anthropolo?,if" lintuiJt ique ck /'Afrìque nnir, PUY 19il , l'· i7.
do il rapporto dell' uomo con il mondo, per quanto prag- Negro-africano, tutto accade come se il mond o fosse retto
matico esso sia, influenza i suoi comportamenti ed c egli da un codice molto rigido in cui ogni oggetto, unito a una
si comporta il più delle volte come un interlocutore, ma un ~tena di_ segni, ~asconde un significato preciso; grazie a un
interlocutore provvisto di un linguaggio adattato funzional- ststema dt analogte che organizza il visibile e l'invisibile secon-
~ente e fo rma lmente alle corrispondenze ch'egli percepisce at- do coTTispondenze immediatamente vissu te o immediatamen-
traverso la sua sensibilità. La natura non si definisce come un te ·concepit~. la coesione tra gli atti della vita quo tidiana e le
insieme meccanico di possibilità, ma come un insieme per mez· forze cosmiche risulta (nell'immaginario) assicurata . Non si
w del quale vengono significate delle intenz.ionalità molteplici . tratta q u i di dare un giudizio di valo re, né di indicare una
L 'uomo.non si piega a delle necessità, ma obbedisce a ingiun- qua lche preferenza, ma più semplicemente di sottolineau il
zioui e prescrizion i cui risponde mediante auspici, lodi e in- divario esistente tra due sistemi culturali. Per l'Occidentale
terrogazio ni . E q uesto dialogo è tanto più ricco quanto più, che cerca rendimento e profitto, il mo ndo è oggettivato, utiliz-
a vanzando in età, egli accresce il cumulo delle proprie espe- zato e forse, a lungo andare, condarmato a morte. Per l'uomo
rienze, cioè d ella propria saggez.za. Tale evoluzione si risolve arcaico 30 il mondo è in qualche modo un suo alter ego, un nu-
in una promozio ne a llo stato di antenato, grazie al quale l'uo- cleo . di forze viventi che bisogna r ispettare ad ogni costo,
mo entra a sua volta nel mondo numinoso delle Potenze. » 21 con 1l quale vengono stabiliti dei rap porti vivi e quotidiani,
Accade addirittura che un gioco serrato di rapporti si intes- umanizzati, discorsivi, e con il quale si vive in stretta simbiosi
sa, nei rnodi del vissuto simbolico, tra la Terrafdonna (la don- - il che risalta sia dall'analisi degli .elementi costitutivi d el-
na è terra, la terra e sposa) e gli antenati, per esempio presso l'io, s_ia dall'uso r_itualizzato delle te~ niche - e che dunque
i Sara (Ciad ). che si rivolgono correntemente ai loro antenati non SI potrebbe dtstruggere se non d•struggend o se stessi. Pri-
per domandare loro di accettare i cpicchi di grano seminati vilegiare l'uomo, situarlo al centro del mo ndo, ominizzare il
e favor ire i racc.:o lti. La semina ha bisogno della collaborazio- mondo ... sign ifica in definitiva salvare l'uomo-nel-mondo, sal-
ne degli antenati poiché la terra è la sposa collettiva d~i vivi vare-il-mondo-nell'uomo (dato che il microcosmo umano ri-
e dei morti. La terra fa parte d ella natura ma è umana pt"r ploduce il macrocosmo). Poiché è questa la verità prima e fon-
il suo rapporto con i morti che, inversamente, vengono na- damentale dell' c uomo arcaico ,. : il mondo è fo nte di vira ed
turalizzat i. Il capo d el territorio assic ura una comunicazione è vita ~sso stesso.J1
reciproca tra i vivi e i morti, in quanto rappresentante d egli
uni presso g li altri, e viceversa . Grazie a lui, la terra dà la sel- di m4ntenim ento e preserv cuione della 1ocietà (la violenza è canaliuat01, o
~e .•! ~olc sub_limata ~al ~im~olismo: «li antenati • sara .. • inghiottono " «li
vaggina al clan e in cambio g li antenati r icevono la pace. Egli mtttall per po1 « vomatarh • m quanto adulti maturi); di fU/Jeramtnlo d'una
è in qualche modo lo sposo d e lla Terra.29 In tal modo, per il contraddizione (la morte e la rinascita iniziatica trascendono l'antinomia
naacita/ morte}. Lo Stambio tra gli antenati che ricevono l'offerta c i vivi
che ricavano il loro nutrimento dalla Terra st,a a dimostra re in c:hc cosa la
2K M. H uuis. ''~· nt .. 1971. pp. !16-87. Anche gli animali rientrano nel natura acculturata (la Terra in cui vivono i defunti) si allei alla cullur4
campo delle rclazaoni signi6canle·signi6cato, e ritorneremo sull'argomento. 1UlJUTuli:: ata_ (gli uom~ni del clan che coltivano o cacciano. c:ucinano...).
G li oggetti manufatti non si sottraggono a questa regola. Presso gli Aunde SO Non sa tratta ev1dentcmcnle di cadere nell'errore dell'irenismo. L'uo-
(Sudan} il veleno mimu ioumcntc preparato • risponde " con un sl oppure un mo nero, privo d i tecriic:be clficaci, si urta a volte drammaticamente con una
no alla domand01 posta senta 01mb1guatà. Senza dubbio non sarebbe in gndo natura ~stile - ~ nota la vita prnosa dci Bosciman i smarriti nel deserto del
di prendere l'iniziativa del dialogo, ma sent~ c comprende le domande che Kalahan - e l~s~ non arriva ad evitare la povertà, ossia la fame. Al
gli vcngonn puste c r isponde uccidendo oppure no il pollo cui viene d01to tempo stcuo anch 'egli è capace - ma soprattutto dopo a ver çonosciuto l'im-
in pasto. Easo è, a utenticamente, un soggetto prigioniero. Vedere E. E. patto del colonialismo c:he ha introdotto il primato della moneta e delle
Evam-Pritchard, Surullnie, oracles et macie chn les Azande, Gallimard culture com~crcial i . - ' di depredazioni irrcvcoibili : intendi di boscaglie,
1972, pç.. S07 c seguenti. Sui rapporti tra magia e incarnazione. vedere pesca e caccaa ec:cen•vc...
pp. 5 11 -5 15. .S l ~a tecni ca ha distrutto _appunt~ questo tipo di immaginario. l n ogni
29 Vedere R. jaulin, La murt Juru. Plon 1967. Il simbolismo ch'egli di- caso. ct sa re~be molto da d1re sull amore per la natura c:osl equivoco
!!piega mediante il gioco di corrispondenze e il senso che attribuisce alle dell uc'!lo occ:Ldcntale che ad ogni fine settimana ragKiunge la sua • seconda
diverse attività 1ociali, dimostra di essere un livello determinante nell'ana- casa • m una campagna fortemente urbaniuata, cioè artificialmente truc-
lisi di una aoçictà. L'esempio • s01ra • indica chiara~ntc un duplice ruolo cata, mcua a morte!
bJ La morte biologica assicurarsi che il sangue non circoii ptu. Ma oggi questi cri-
teri vengono rimessi in discussione. ì. infatti stato possibile
L'Associazione di Tanatologia di lingua francese, fondata riportare in vita (rianimazion~) persone che presentavano i
nel 1966, affermava agli inizi del suo primo manifesto: « La due sintomi sopraìndicati.ltl D'altra parte, se alcuni organi si
morte è la certezza suprema della biologia... La morte di per decompongono rapidamente (le surrenali, per esempio), si
sé ha un carattere atemporale e metafisica, ma lascia sempre constatano anche numerosi fenomeni di resistenza: 37 soprav-
un cadavere del tutto attuale e reale. ,.· 32 È infatti l'aspetto vivenza delle cellule (del sangue, della trachea, spermatozoi·
organico della morte che sembra dover far diment~ca~~ in che) e anche di certi organi (peristaltismo intestinale con e-
parte tutti gli altri suoi aspetti, forse perché tocca d1 .Ptu la spulsione di gas, peristaltismo uterino con parto post-mortem).
nostra sensibilità (ci riguarda tutti), nonché per l'estStenza Nel maggio 1966 l'Accademia di Medicina ha perciò racco-
del cadavere, che ne è l'espressione concreta per eccellenza. mandato un nuovo criterio di prova: l'elettroencefalogramma
Dobbiamo dunque affidarci unicamente alla competenza del- piatto senza reattività registrabile per un periodo di 24-48 ore
l'uomo di scienza, biologo e medico,33 se vogliamo superare la attesta, allo sta.d,io attuale delle nostre conoscenze, che il sog·
concezione popolare (separazione dell'anima dal corpo) o la getto è deceduto anche se si continua a mantenerlo in uno
dimensione empirica (rigidità. cadaverica, ar_resto ~el ~uore e stato di vita vegetativa. Oltre all'arresto dei battiti del cuore
della respirazione. decomposizione) per coghere pw ngorosa- o dei polmoni si esige dunque, adesso, la c morte del cer·
mente ciò che caratterizza la morte.34 ve1lo » .JS
Il problema presenta una duplice complessità. Da un lato la
I . Le prove della morte e la loro portata morte non ha niente di istantaneo; non è un momento ma un
Le due prove classiche della morte sono state finora .le se- processo che si sviluppa nel tempo:.l9 esso si impadronisce in-
guenti: l'arresto della respirazion~ (prova dello SJ><;CChlo po- nanzitutto dei c centri vitali .. (morte funzionale) per poi al-
sato davanti alla bocca o della ptuma posta sotto tl ~aso) e largarsi, senza scampo. a tutti gli organi (morte dei tessuti):
quello del cuore, constatato med.iante l'a~scult.azione;~ a que- ma la sua durata può venire sensibilmente prolungata me·
ste si aggiungeva talvolta la resez1one dell artena del paede per
!6 Parti colarmcnt~ in annegati, uccisi da scariche c:lc:ttriche, in stguito a
!J2 Ma il testo si preoccupava di aggiungere: "ln una società umana, la fratture o in stguito ad anestesia al momento di un intuvenlo chirurgico.
morte e innanz:itutto un avvenimento sociologico. ,. . . 37 ~ noto che capelli. unghie. barba possono continuare a ne•cere per
33 Le autorità religiose condividono interamente q~e!lo punto dt v•st~. un certo periodo; bisogna talvolta radere il defunto prima di comporlo nella
11 Papa Pio xn dichiarava nd 1957: • Spetta al mcdtco dare un~ defim- bara.
zione chiara c precisa della morte c del momento della morte dt U!l pa- 38 Se il sistema nervoso viene distrutto, l'organismo, malgrado certi
ziente il cui decesso avviene in stato d'incoscienza; • d'altra parte P1o xu segni di vita, non è più considerato vivente. A questo livello, prolungare
aggiungeva: .. Pu quel che riguard~ l~ ~omt~t~tione del fatto, la rispoda la vita si,-nifica solo prolungare J'a~onia.
non può venire dedotta da alcun pnnctpto. rehgtoso c morale c, per questo Attualmente, due sono i postulati cui attenersi: la morte dd cervello i:
aspetto, essa non è di competem:a de~la Chtesa. • . . . la morte; l'alterazione profonda del cervello, documentata da due elettroen-
34 Ma una volta di più ci imbattiamo nella plurahta..Cosi. n~n sl .d~ve cefalogrammi piatti, è irreversibile.• n primo r,ostulato appare ben fondato.
mettere sullo stesso piano la morte al momento della n~sc~ta che u, avv~cma Dall'• io penso, dunque sono • al <signor cerve! o appollaiato sul suo uomo'·
alla non ponibilità di vita; la. mort.e cons.egur.n_te ali az1onr. del/ a'!'b1entr l'accordo è generale. Il secondo postulato è meno sicuro. Se un giorno i dali
(come le malanie infettive) che m altri tei!'P' col~tvano pesantc!"~nte ti b~~~ oggi pressoché acquisiti per gli esseri inferiori fossero estesi all'uomo. se
bino e J'adolucente; infine la morte pn m~uch1ament~, .la cut meso.rabtl•ta delle sostanze chiamate stimulinc Cossero capaci di trasformare le cellule:
è tanto più evidente quanto pi~ i p~ogrCMt. della m~dtcma no~ la miJuen- connettive indiffercnzialc in cellule ctrebrali. se queste nuove cellule riu-
uno, a differenza di quel che st ':'er!fica n et. due ca.SI precedenti. . tcissero a ripopolare un cervello disabitato, allora l'elett roencefalogramma si
35 La maggior parte delle soctct.a • arcatche" SI reg()lano .sull~ base d• rianimerebbe e con esso si rianimcrebbero le funzioni del cc:rvello, c la vita.
queste manifestazioni cmp.i r~c~e: arresto ~cl cu~re .e de!la r~sp1r~z10ne ; suc- Allora accademie, comitati, esperti, legislatori e ministri dovrebbero pro-
cessiva comparsa della ng1d1tà ~ad~vertca. L ul~t~o . resp•ro vtene spcs~o porre: una nuova definizione della morte. " J. Bernard, L'hommr cl 'a mnrt,
interpretato come la partenza. del) an•ma o dc:l pnnc1p1~ vttalc; a vo~te, pCT 10 Maitriur la vie, Descléc dc: Brouwcr 1972, p. 162.
facilitare que,to fenomeno. st strappano alcunt capelli dalla somm•tà del 39 Vedremo più avanti in che modo i sistemi socio-culturali hanno svi·
cranio. luppato il tema della • morte in corso • o della • morte nel •uo farsi • .

33
diante la respirazione artificiale.40 Ne risulta che tra la vita nità, diremo qualcosa solo a proposito delle manifestazioni
e la morte totale (dei tessuti) ci possono essere una serie di precoci e semitardive. Le prime si spiegano con la perdita
stadi diversi: la morte apparente, in cui si assiste all'arresto delle funziòni cerebrali, con conseguente scomparsa delle fa-
della respirazione con un rallentamento è6nsistenté dei mo- coltà istintive e intellettive, della sensibilità in tutte le sue
ti cardiaci, non percepibile clinicamente; la morte relativa, forme e della motilità: il corpo resta nella situazione imposta
questa volta con un arresto netto della circolazione, detta an- dalla pesantezza (c immobilità della morte ,. ), c.:ioe c in de-
che c la vita sotto forma di morte reale :. ; infine la morte asso- cubito dorsale. membra semipiegate, la testa inclinata, la pun-
luta, in cui le alterazioni producono effetti cumulativi e sono ta del piede volta all'esterno, il pollice piegato verso il cavo
irreversibili. La morte definitiva comporta l'accelerazione della della mano, la mascella inferiore cadente, bocca ed occhi aper-
tanatomorfosi, che aveva cominciato a manifestarsi già negli ti ».43 Le manifestazioni semitardive, in ·stretto rapporto con
stadi precedenti. Dall'altro lato, il problema è complesso per- gli effetti psicochimici provocati d all'arresto delle funzioni vi-
ch é, a rigore, si potrebbe parlare di criterio della morte tali, riguardano più in particolare: il raffreddamento del cor-
solo al plurale; non esiste alcun indice fotognomonico assolu- po (accelerato nei bambini, nei vecchi, negli infortunati, ne-
tamehte decisivo ma piuttosto un ventaglio di indici presunti gli annegati e negli operati; rallentato negli obesi e nei croni-
- con cause passibili di errore -che si potrebbero ripartire ci); la disidratazione o perdita d 'acqua (diminuziòne sensi-
in tre categorie: sul piano clinico, mancanza totale di riHessi, bile ., del peso nei neonati, comparsa di placche diffuse sul
ipotermia progressiva, apnea definitiva, midriasi bilaterale, corpo nell'adulto); la · rigidità cadaverica che segue al rilassa-
mancanza di risposta agli stimolatori cardiaci: sul piano ra- mento dei muscoli (e in particolare del muscolo della masti-
diologico, arresto circolare all'arteriografia della carotide; in- cazione e dei diversi sfinteri): essa comincia - in un periodo
fine, dal punto di vista elettrico, tracciato piatto nell'elettroen- di tempo variabile da pochi minuti ad alcune ore dopo la
cefalogramma sotto stimolazione, nel corso di registrazioni di morte - a partire dal viso e dalla nuca per e~tendersi succes-
più minuti reiterate per un periodo di 24-48 ore.41 Più esat- sivamente al tronco e a tutto il corpo 44 per sparire, seguendo
tamente, si arrivano a distinguere le manifestazioni precoci lo stesso percorso, 36-48 ore più tardi ; la lividita cadaverica,
contemporanee al c decesso • · le manifestazioni di morte u- che si manifesta a partire dalla 5• ora: i liquidi dell'organismo
mitardiv~ (alcune ore dopo la morte) e le manif~stazioni tar- e il siero si separano dalle parti solide del sangue, accumu-
div~ in rapporto con la decomposizionef putrefazione.4l Le une la.n dosi nelle zone declivi, determinando gli esantemi, placche
sono negative : abolizione precoce delle funzioni vitali (cuore- di colore scuro; 45 infine, diverse manifestazioni tanatoftalmolo-
polmone-<:ervello): le altre positive: riguardano tutte le modi-
ficazioni relative al tessuto cadaverico. Per motivi d 'opportu- 43 nr. s. Rogu . lnlroJuction à Uni' hude sur les ailrr('S d t mori <mrul -
tiqiU.', Congrès FJAT- IFTA. Liègc: 1972. Vedere: anche .J. Ed. Barbicr, Thano-
lologie et Thanatopraxie. Tesi di laurea in medici na. Reims 1969; Ch. Vi-
40 Vedere per esempio j. Hambur«er, La puissance et la {ra{ilité, FIAm- tani, Légi.Jiation de la morl. Masso n l 962.
marion 1972.
41 Il che potrebbe confermare il punto di vista d i Bichat: • S i muore col
e m~morabile la cc:lebre descrizione di lppocratc (De Marbis. lib. 11.
Sez. 5): • Fronte corrugala c arida, occhi incavati. naso llppuntito contor-
cervello. il cuore c i polmo ni. • nato di un colore ncrastro. tempie: compresse. vuote c: rug ose. orcct"hic accar-
42 Ritorneremo più avanti sul problema del cadavere. Ricordiamo tutta- •.occiatc: in alto. labbra pc:ndule. tigomi s profond:lli, mento ru~roso c incar-
via ch'eno • sì polverizza, si diuecca o si li~uefa "· Una serie di insetti tapecorito, pelle secca. livida e plumbea, peli delle narici c delle ciglia co-
- • i lavoratori della morte • - facilitano l azione microbica. In media. sparsi d'una apecic di polvere dì un bianco spento, volto per il resto forte-
e a seconda della natura del terreno, occorrono da 4 a 6 anni per arrivare mente marcato e irrìconoscibilc:. •
allo stato achcletrico. Segnaliamo però che in ambiente argilloso si assiste: 44 Si trova dovunque e comporta un atteggiamento identico: mascelle
a un'autentica saponificazione del cadavere:, mentre in terreno sabbioso o serrate:, mu~coli ddla masticazionc irrigid iti. membra superiori flesse ed in -
molto secco si ha disidratazione c ottima conservazione: c noto il ~ museo- feriori in espansione. iperescretc:mione della testa sul trvnco. Il cuore ~
convento • dd Cappuccini dì Palermo in cui si possono vedere, in uno sce- duro. alla middasi si sostituisce la miosi. e un fenomeno costante. ma d'in-
nario non ~provv1sto di una sua ridicola tcatralità, centinaia di scheletri tensità variabile a seconda degli individui. Segno fondamentale : non si ri-
diuc:ct"ati. Vedere R. Nicoli, Les ciml'tières. systèmt Urminai de l'antlrro- produce più se è stata interrotta. Dr. J. Roger. op. dt., 1972.
{losphht', • Bull. Sue-. de Th.. natulogif! "'· 2. 1974. pp. 21-32. 45 Vanno dal rosao chiaro al bruno uuro" al blu: di scarsa c-Hn~istcnz:J in

34 35
giche: cornea che si appanna, si abbassa e si intorbida: globi . pravvivenza artificiale senza speranza di recupero; unisce al-
oculari molli e torbidi, occhi semiaperti con globi oculari ... ~'abolizione totale della vita delle funzioni di rc:lazione quella
rivolti verso l'a lto e abbassamento della palpebra inferiore;"' ·· delle funzioni vegetative: incoscienza, immobilità, ipotonia.
alla midriasi (dilatazione della pupilla) dd giovane fa con· ~nra totale di riflessi e di reattività motrice o vegetativa agli
trasto l'immobilità ddla pupilla nel vecchio. A ciò si aggiun- ttimoli, incontinenza sfinterica, assenza dì respirazione spon-
gono alcune altre manifestazioni biologiche, di cui ecco le prin- tanea, tensione arteriosa che cade non appena si interrompo-
cipali: ipoglicemia diffusa e del cuore, acidosi generalizzata no le trasfusioni, tracciato elettroencefalografico disperatamen-
e presenza dì albume nelle urine, aumento dell'azoto, d~li te piatto, senza alcun accenno di reattività, infine polso ben
aminoacidi e de ll'acido lattico (che, sostituito all'ambiente al- marcato ma che batte con un ritmo autonomo immutabile. Il
calino dd vivente, spiega le manifestazioni di rigidità), dilata- coma prolungato appare spesso dopo una sopravvivenza arti-
zione rapida del tempo di Quick e incoagulabilità del sangue· ficiale o dopo un coma profondo. Il dott. D. Amiot lo caratte-
(tra la 1• e 1'8• ora dopo la morte). Molte c prove • empiriche rizza nel modo seguente: l'andamento clinico è molto diverso
r ientrano dunque ne l genere di manifestazioni che possono es· ~ai coma precedenti: il soggetto ipertonico, benché incoscien-
sere messe in evidenza solo da tecniche quanto mai raffinate.•7 te, conserva una certa sensibilità. Il respiro e la tensione arte·
Non possiamo non dire qualcosa sulla nozione di coma. riosa rimangono stabili se non sopraggiunge alcuna aggressio-
Quando la morte non si verifica bruscamente, essa è preceduta ne esterna. L'intestino e la vescica funzionano. Ovviamente
da un periodo di tempo in cui si manifesta il logoramento il soggetto è incapace di nutrirsi, ma l'alimentazione può es-
diffuso del sistema nerv()so, mentre il soggetto è ridotto alla sergli somministrata con la sonda.
vita vegetativa. 41 Il malato non può né bere né mangiare (si L'interesse di tale analisi semiologica non è solo d'ordine
disidrata e sì denntrisce); è incapace di muoversi e le piaghe scientifico (ricercare la natura della morte come processo). ma
si moltiplicano su tutti i punti di pressione (carni costrette anche giuridico (soprattutto se è in questione un'assicuraziont:
tra le ossa e il piano duro del letto); i polmoni e i bronchi si o una pensione da sborsare) e penale (per stabilire se la morte
ingombr~no di mucosità ch'egli non è più in condizione di ~naturale o sospetta). Bisogna andare ancora o ltre : il vecchio
espettorare. Esistono diversi gradi o livelli di tale stato. In· terrore di essere sepolti vivi e di risvegliarsi nella tomba con·
nanzitutto, vi sono casi di sopravvivenza artificiale transitoria tinua ad ossessionare molte persone;-19 sono noti gli scritti .m-
con successivo recupero : si ha allora a che fare con un coma gosciati di E. Poe al riguardo e, più vicina a noi, la patetica
con siderazione vegetativa transitoria. L'anoressia cerebrale è lettera con cui H. de Montherlant chiedeva di assicurarsi , pri·
breve e il cervello rimane capace di recupero; tuttavia il qua- ma di cremarlo, che fosse veramente morto. Questo t imore,
dro clinico permane grave: ipotonia, mancanza di riAessi, mi- che ha talvolta l'andamento di una nevrosi ossessi va, non i: sen·
driasi, caduta della tensione arteriosa, mancanza di respirazio- za fondamento, anche se gli esempi di incidenti del genere
ne spontanea, ma relettroencefalogramma piatto è. interval- sono molto rari.~. L' uso dei calmanti e dei bar biturici pu(\ in
lato da attività elettriche. Il coma profondo carattenua la so-
49 L'angoscia di venire sepolto vivo era ancora cosi acuta nel xtx serolo
se~uito a grandi anorrag.ie, sono ~ouo ca~inio in .caso di a.sfissia .da OS· da far nascere una lcgisluione un tantino ridicola. Nel 184!1 E. Bouchut
sido di carbonio. rosa chearo negh annegati, scure m caso de asfias•a •. blu dovette ~erivcre un libro clamoroso - premiato dalrlstituto - per diniparc
ardesia nel caso di talune intossicazioni, dì un giallo verdastru nelle mfc- questi fantasmi.
zioni epatiche... · 50 Disavventura capitata a una giovane in~Jese (• Le Monde. del 15
46 La rigidità fissa il c.adavere . in. questo a~teggiamento fm~sc~era. senz~ aprile 1970) c, più vicino a noi, a du~ francese per i quali era stato dato
sguardo con globi oculare rovesc1atJ ver$o l alto): da qu1 l abetudme d1 il permesso di sepoltura: il primo s'e svegliato all'obitorio, il secondo ha
chiudere gli occhi del defunto. cono il rischio di venire sepolto. Ecco come cc ne: parla • Le Mondc: • dd
47 In Francia, il Ministero della Sanità Pubblica ha raccomandato con la 20 aettcmbre 1970: • Operato lo scorso anno alla gola cd entrato in fase
1 ua circolare n . 38 del 3 febbraio 194& tutta una serie di prove scienti·
critica negli ultimi giorni, jote Carnet, scssanta.sei anni. ex muratore, era
fiche allo scopo di verilìca~e la dia(!los_i di mor~c. stato restituito alla famiglia giovedl 14 uttembrc: dal centro uspcdalic:rn eli
4!1 F:sistnno roma dovut1 ad alfu10m durcvoh del si•tema ncrvoa<>. Nevc:r1 presso il quale era stato in cura fino a quel mnmenlr).

37
etfelti rendere difficile la diagnosi di morte: esso provoca una due tipi di morte apparente : nel primo l'individuo torna alla
specie di ibernazione chimica con ipotermia e caduta del me- vita (e si dice, a torto, che .. resuscita » ) , ma non era morto
tabolismo basale; d 'a ltro nde il ricorso a queste sostanze ritarda bensì presentava soltanto l'apparenza d ella morte; nel secon-
l'interva llo fatidico di 3-6 minuti al di là del quale il cervello do, l'individuo è effeuivamente morto o almeno è in una con-
resta leso per carenza di circolazione : da qui la possibilità di dizio ne in cui la· morte sì rivela come irreversibile, ma presen.
sopravvivere con scorte di ossigeno notevolmente ridotte. Ac- ta una certa apparenza di vita. Il fatto d i mantenere a rtificial-
canto a i morti apparent i che occultano la realtà della vita. ment~ in vita questi morti viventi pone tutta una serie di pro·
troviamo auche i morti apparenti che danno ·l'illusione della b~ em1 deontologici . non ~erto trascurab ili. E in primo luogo
vita. F. il caso d i quei malati che in seguito a un grave trauma d1 .carauere s~rateg~eo : SI occupano letti d'ospedale, apparec·
l) a un tumore, presentano uno stato prolungato di apnea e chtatu_re preziOse e personale spesso in sufficiente per cause
vengono mantenuti in vita (apparente) solo mediante l'appa- perse m partenza e ci(l a carico d i altri malati che non potran-
recchio di Engstr<im: il soggetto resta inerte, incapace di rea- n? a~ere tutte _le cure di cui abbisognan o. In secondo luogo,
zioni motOrie o cardiovascolari, totalmente privo di riHessi d ordme affettivo: aspettare il blocco cardiaco di un malato
(assenza di riftesso della pupilla, della cornea, dei tendini), in i cui globi oculari sono già in stato di decomposizione puru-
stato di raffreddamento dovuto alla perdita di attività museo· lema, le cui estremità hanno aspetto ed odore cadaverici è
\are, principale fonte d ella termogenesi. Ci troviamo in pre- una_ c c~lpevole ostinazione ,. , una crudeltà per la famiglia e
senza di un morto con battiti del polso ben marcati, o anche un mut1le prolungamento dell'agonia per il paziente.~ Infine,
di un caso particolare di « cuore-polmoni artificiali ». Baste- d'ordine morale: malgrado le disposizioni dell'articolo 63 del
rebbe bloccare il respiratore e la morte sarebbe indiscutibile. Codice Pe_nale sll;lle r~sponsabilità del medico, questi sembra
J. Hamburger cita il tragico esempio di una ragazza di li anni del tutto libero d1 ded1carsì a quello che è stato chiamato l' .. ac-
che viveva in questa condizione, con un sistema nervoso e un canime_n to terapeutico • o, al contrario, di interromperlo : gli
cervello rivelatisi decomposti e liquefaui.51 Ci sono dunque basta n meuersi alla propria coscienza; 53 ma fino a che punto
può spingersi in proposito? Bisognerà pure, un giorno o l'altro,
• Per att~nuar~ i sul)i dolori. gli ~ra stata somministrata una forte dose: di rispondere a questo interrogativo .
<·a lmanti. Vedc:ndolu in uno stato di compl~ta inc:n:ia la famiglia che abita
a M arzy (N ièvre), aveva allora fatto cbiamar·e un medico cbe. conoscendo
le ccndizioni del mala to c in presr_nza di un'~str~ma atonia e dell'auem:a 2 · Per un approccio alla morte:
di battiti a l polso stilò. indubbiamente un po' in fretta. un certificato di qualche dicotomia significativa
mort~. Il decesso venne registrato presso il Municipio di Many, ma qual:
che ora più tardi , essendo cessato l'effetto d ei calmanti. tra lo stupore det · Senza valeria approfondire, ricordiamo l'esistenza di una
familiari, Gomez r~ce qualche movimento. distinzione che tende ad imporsi ai nostri giorni e che indi-
• Da allora. Gomc:z si trova in stato critico ma resta morto per lo stato
civile. D~ i passi sono sta ti intrapresi per rìdargli vita <ufficialmente> sui
r~gistri dd municipio. • tinaia di malati sono oggi mantenuti in vita artificialmente, con il cer-
L't:pisodio non ha bit ogno di commenti ! ·" vello già di1trutto ma con il cuore che continua a battere, e mentre miliardi
51 L'autore fa. al riguardo, la seguente riflessione: ~ Lo scopo da rag- di c:c:llulc: mantengono intatta la loro attività. L'organismo umano, quest'im-
giungere, preservare la vita e opporsi alla morte, non dava luogo finora ad mensa colonia di cellule specializzate e non intercambiabili, cessa di essere
eqllivoci, poiché la definizione della morte tra semplice. Ed ecco che la tale solo nel momento in cui le cellule sono morte nella loro totalità? Pe-r
mcrtc non si presenta più come un avvenimento unico, istantaneo, che c~e. cosa d. battiamo: per la vita cellulare o per una etrla agglomerazione
riguarda contemporaneamente tutte le funzioni vitali. Gli stessi mezzi d'azio- m,mn~ale _d• cel.lule, quella c~e compon~ ~'individllo? E. sulla base di que-
ne che salva no ogni giorno. come: si è detto, migliaia di malati portano at ultima. 1po_t~S1, COJ_T~e defimre quc:l mm1mum necessario perché si abbia
all'inattesa conseguenza di cambiare la forma della morte:: essa ai estende a ncora 1l d~r~tto d1 affermare- che un uomo è vivo? • Op. cil., 1972,
nd tempo, si smembra, colpisce: separatamente e successivamente: le diverse pp. 119- 120.
parti del corpo. Dovremo attc:ndHe che l'ultima porzione di te&suto sia irri- 52 Vedere, ad esempio, ìl ·commovente racconto di R.J. G lasse-r. Marie.
mediabilmente colpita per dire: che l'organismo ha cessato di vivere? U n la mori d'une petite fille, Grasset 1974.
deca pitato cui si assicuri arti6cialmentc, com'è possibile:, la sopravviven~a .S! 1_1 che fac~va dire a u~ famoso avvocato di M a rsiglia: • l'uomo è· in
del cuore. dei polmoni c dei reni è veramente morto? Questioni ch'erano 1ta to dt sopravv1ven~a. la legulaziom: in stato di carenza. il medico in stato
teorì rhc vent'anni fa . diventano bruscamente reali dal momento in cui ccn-· di libertà • .

39
vidua la morte clinica, empirica (cessazione del battito cardia- Ma vediamo adesso di esaminare qualche dicotomia signi-
co e della respirazione), ma reversibile; la morte biologica, che ficativa.
in ultima analisi è la distruzione della struttura d'equilibrio Omogeneofeterogeneo. Possiamo ritrovare, a questo livello
che costituisce un essere vivente superiore, cioè la rottura della di analisi, il tema della eterogeneità di cui parlavamo a pro-
sua unità: si tratta di un processo irreversibile dovuto alla posito della morte fisica. Infatti un sistema biologico è carat-
lesione di un organo fondamentale (o vitale); e infine_la morte terizzato da una « eterogeneità statistica e probabilistica do-
cellulare, dovuta ad errore di programmazione o mutila- a minante :t; è dunque giusto affermare che si muore per omo-
zione di origine accidentale: se l'arresto cardiaco e respiratorio geneizzazione o, se si preferisce, per il venir meno del divenire
possono essere eventualmente superati (con massaggi, respi- fisico. Ciò fa dire a S. Lupasco: "' per noi, esseri viventi, la
razione artificiale, trattamento elettrico di un cuore debole .., morte è l'omogeneità... la cellula vivente cessa di vivere quan-
o della sua fibrillazione), la dinruzione delle cellule nervose do l'omogeneizzazione distrugge la sua fondamentale etero-
per mancanza di ossigeno costituisce un meccanismo di morte geneità, e quando l'entropia, in diversi modi, compie progres-
contro il quale la scienza moderna non ha ancora trovato al- sivamente la sua opera :t. La coppia omogeneità/eterogeneità
cun rimedio; 54 d'altronde l'arresto cardiaco-respiratorio deter- riprende dunque tutti i suoi diritti. • Senza il freno e il li-
~ina la morte solo per la lesione cerebrale che comporta. mite, inerenti alla sua stessa natura, che l'eterogeneo rappre-
Il che significa, in definitiva, riconoscere il primato della mor- senta per l'omogeneo e inversamente, senza il freno e il limite
te cellulare e la necessità di riferirvisi per cogliere il meccani- che l'omogeneità impone alla eterogeneità, il sistema fisico
smo generale del decesso.55 si dispiègherebbe in un'ideiuità definitiva e il sistema biologi-
co si polverizzerebbe in una diversificazione infinita; in entram-
54 Una mancanza d'ossigeno di .3-6 minuti basta per alterare delinitiva- bi i casi ci sarebbe una morte attualizzata, due morti di segno
ment~ \~ cellule nervo~e. Certo. la refrigerazione dell'organismo, diminuendo
il censumo di ossigeno ~ l'abbiamo segnalato a proposito dell'effetto dei bar- opposto ma entrambe assolute. ,. 36 Quello che allora si impone
biturici ~ consente di guadagnare un tempo considerevole; tuttavia sarebbe alla nostra rifiessi,.one è un problema di equilibrio dinamico
necessario che ripotermia, per essere efficace, venisse pratkata prima dd-
l'arresto della circolazione. Impiccagione, strangolamento, decapitazione e dunque di mantènimento e di riproduzione, di-conservazio-
comportano allo stesso modo la morte mediante la soppressione dell"irriga- ne e di generazione,57 giacché è chiaro che la rottura di que-
zione sanguigna dell'encefalo; In stesso accade nell'intossìcazione da cianuri, sto equilibrio dà inizio all'invecchiamento e alla morte, alla
che bloccano gli enzimi che veico!ano l'ossigeno.
55 « Quando una malattia è cosi grave da comportare la morte. ciò non perdita del potere d'innovazione o almeno di rinnovamento,
dipende necessariam~nte dal fatto che ]"alterazione degli organi essenziali fino a provocare- al limite- l'impossibilità della conserva-
non ha lasciato abbastanza tessuto sano per conservare la vita. l grandi
deterioramenti distruttivi iono relativamente rari: è aliSaÌ più frequente il
zione.511
caso in cui la morte resta inspi egabile sulla base del solo inventari o d i ciò Interno Jesterno. Sulla base di recenti ricerche, dobbiamo di-
che è stato distrutto. In breve, la morte /un:ionale è la regola anche nelle stinguere, in modo più rigoroso, tra la morte specifica o gene-
malattie basate m lesioni visibili eò estese. Ciò è particolarmente evidente
negli stati gravissimi, nelle intossicazioni da veleni, n eli e infezioni gravi tica e la morte quantistica o statistica,<n pur tenendo ferma la
d1;vute a germi virulenti, nelle ustioni estese, ecc.: in casi del genere, l'esame
dd corpo dopo il decesso può rivelare solo insignificanti alterazioni appa-
n:nti, e tuttavia l'uomo è morto. A poco a poco si è accertato chC: qud tipo 56 Op. cit., 1971, pp. 167-168. Sappiamo che S. Lupasco riporta questo
di morte si spiega non già con l'annientamento delle strutture di un organo dato alle leggi dell'energia: vedere pp. 173-174.
vitale ma con la perdita dì uno o più equilibri chimici necessari alla vita 57 O, semplicemente, dì potere di adattamento: è l'esempio della resi-
cellulare e matuializzati. nell'uomo sano. da un ambiente interno perfetta- denza delle spore e di certi granuli; è il fenomeno dell'ibernazione: sono
mente equilibrato. La malattia ha inCerto i suoi colpi mortali avvelenando gli enzimi di adattamento di cui parla J. Monod (Il caw t la necessità.
il mare intcrnn che bagna le nostre cellule: troppo potassio, o una carenza Mondadorì, 1970). ,
di calcio. o un'insufficiente pressione di ossigeno, o una concentrazione 58 Diciamo 4l limite perché, teoricamente, l'essere non dovrebbe morire
troppo forte o troppo debole di ioni di idrogeno, o un eccesso di questo o ma soltanto tendere ver.ro la morte. La vita è pur sempre la lolta contro
quel corpo awt;~to touico, o unu qualunque dei cento altri squilibri chimici l'avanzala dell'entropia, cioè contro l'accrescimento del disordine infrastrut-
che la malat!ia._....,uù determinare in modi diversi. ed ecco distrutta la bella turale che porta ali equilibrio termodinamico finale ( = la morte).
ccstanza dcll'amhirntc che riunncla le cellule ed è indispensabile alla loro 59 Che. indica lino a che punto le defioizi<mi della morte abbiano potuto
vìta. • J. Hamhurger. nf!. ril .. 1')72. pp. 1i-1!1. evolversi nel tempo e fino a che punto non ci si possa ritenere soddisfatti
nozione di morte cerebrale, dato che il cervello è il solo dei e quindi og_ni organismo costituilo da cellule, è condannato
nostri organi le cui cellule non hanno alcuna possibilità di a morte, pnma o dopo, dall'accum ulazione di errori nel pro-
rinnovarsi.110 La morte specifica o genetica risulterebbe da una g:amma delle m olecole fondamentali. Secondo questa conce-
c assenza programmata di programmazione » che troverebbe ZIOne la morte cellulare sarebbe quindi provocata unicamente
la sua origine nei complessi meccanismi dell'acido desossiribo- da una serie di inc!d~nti microfìsici che avvengono per caso.
nucleico (DNA). Sia che si tratti del genotipo o del fenotipo, Ma _la scadenza stat1st1camente mo rtale di questi incidenti ca·
tutto sarebbe determinato da catene di atomi diversamente suah avrebbe, questa sì, un carattere di inesorabile fatalità.
distribuiti e collocati in quelle macrumolecole in cui si asso- In tal modo la cellula resta ceno a-mortale, nel senso ch'essa
ciano in forma di c d~ ppia elica » delle basi a carica negativa n?n su?isce alcuna usu~a di natura meccanica e che dispone
collegate fra loro da pomi di idrogeno a carica positiva. Da dt un ~1stema _c~ntrale ~~ correzione, controllo e rigenerazione
questo punto di vista l'invecchiamemo e la morte stessa po· che evna ogm mvecch1amento, ma è lo stesso sistema che per
trebbero essere predeterminati geneticamente e la mortalità sua natura e per le sue operazioni non può evitare gli <errori •
delle specie viventi troverebbe qui la sua spiegazioue.61 Il DNh che. prima o poi si accumuleranno fino a portarlo alla degra-
è inoltre la sede delle informazioni necessarie al mantenimen- dazione. Lo stesso fenomeno si ritrova, decisamente amplifi-
to e a lla riproduzione della cellula. C'è infatti un passaggio cato, negli organismi pluricellutari. » 64 Ritroviamo qui, an-
permanente e assai complesso di tali infor mazioni codificate, cora. una ~olta, un proble~a molto antico, cioè quello dei rap-
decodificate e ricodificate dal DNA alle molecole-vita RNA , o porti ~r~ l estemo = .te~m~ della « morte accidentale ,. (effetti
acido ribonucleico, e viceversa.~ Ora, l'alea quamistica può t~llunct co~e le ra_d1a~lOI~l, mancanza d'acyua, di ossigeno, di
favorire l'accumulazione ·lenta ma inevitabile di errori di tra- ctbo; traumt, muttlallont varie) e l'ì11temo = teoria della
duzione che, nel corso del processo dì riproduzione, danno c I?orte nat~r~le,. (che c~msiste in quel divenire genetico di
luogo a mutazioni fondamenta li. Questa somma di sfasature cu1 la vecch1a1a sarebbe tl segno premouitore), senza benin-
finirebbe con l'essere responsabile della degradazione della teso trascurare le modalità - condizioni, meccanismi, effetti -
sintesi proteica, del sistema immunologico e degli scarti qua- del loro ineluttabile incontro.6.S Si puù porre diversamente
litativi e yuantitativi del loro metabolismo.03 c Ogni cellula, questo problema : la mor te è ne<.:essaria, o dobbiamo credere
nella a-mortalità della cellula (o, <.:ome a volte si dice e a torto,
della spiee-aziune tradizionale della scpara~ione dell'anima dal corpo (Cri- nell'a-mortalità protoplasmatica)? Dobbiamo forse ammettere
Jiianaimo), dell'anima, del doppio. del principio vitale c del corpo (So- che al di fuori ?i qualsiasi aggressione esterna - proveniente
cietà negro-africane). A llo stesso modo, • la nozione fisiolorica della m orte
è cambiata nel co rso dei secoli. Ed è pos~ibile che un uomo, considerato dalla natura fisaca o dagli altri esseri viventi, dai batteriofagi
morto nel 1966, non lo sia più nel 2000 • (J. Rostand. te$1o inedito).
60 Da q ui è possibile m isurare tutta la spc:ci6ci tà di quest'organo. Il
potere d i ngeneraz ionc delle altre cellule resta comunque limitato; esso di- 64 E. M orin, L'homm~ et lu murt, Scuil 1970, p . .343.
minuisce semibilmente con la vecchiaia, cosi com e aumenta con questa il 65 J. Hamburger in realtà ci parla di due morti dell' uomo: lot moru
tempo di cicatrizzazione. In ogni caso l'uomo non ba le possibilità d i alcune natura/t. • momento normale del nostro dest ino biuloricu • - proprio come
specie in feriori: verme tagliato in due che completa la metà che gli manca, la cresCJI.a, la pubertà, la. menopausa - e la murte accidenlalt, • che pro-
zampa del tritc>nc che ricrescc dopo la mutilazione... ecc. voca anz1tempo un avven•mento sovrappustu • , come la malattia. Beninteso
G1 Vi sarebbe un limite assoluto alla vita: il deterioramento genetico è sulla seconda che la medi~i'!a può g~ocarc le sue ca rte {flp. cit.. 1972:
dovuto all'impatto delle radiazioni ionizzanti; ma non sarebbe effettivo che pp. 1.15-1 17). Ma .se la vecch1a1a, benche prcdeterminata geneticamente, si
a partire da un periodo di più di 2000 anni. Evitare le radiazioni cosmiche ~cfimase. (fenor_nemcamentc) come malattia (naturale) causa di -.ltrc malat-
r esta uno dei grandi problemi dei viaggi spaziali. tie (acc1dentah), sarebbe a llora possibile lottare contro l'invecchiamento
62 J. M onod, op. cit., 1970. cap. v-vu. Con un alfabeto di 20 lettere gli secon_do quello che è un vecchio sogno dopo Mclchni.koff (Essuis ofltimistes:
acidi nucleici compongono, disfano c ricompongono a ll'infinito q uel mondo Malom~ 191-f), Bogumolctz (C1.1mmrnt prvlun{er la vie, E:dit. Socialcs 1950).
di forme inesauribili ch'è la vita. Met~lm~ov, Vo~onoL. Vc~e.re in particolare: Dr. .f. T. Mayna rd Smith,
6.3 Vedere Leslie O rge!, The maintenance of the accuracy ()/ protein and T op&cs 1n the bwlo~y lJ/ Ag&n(. P . ~· Krohn ed., J. Wilcy and Sons, N e w
its relevance tv aging, • Procecdings of the National Academy of Science •• York, . 19~6 .. D? p~ •l cel.e~re . Siero. d1 .Bo~omol~tz, sì parla oggi di necro-
40. 1963, p . .5 17: B. J. Harrison c R. Hollidey, Senescence and the {idelity o.rmont: d1 stc~t CJt.~·tusstc~, dt ~rap1anta d org~n1; ~ meno che non 5 i prcfe-
of prutein synthesis in Dmsophila, • Nature .., 213, 1967, p. 990. r uca nvolgnu all•bernu1onc m atteaa del nmcdiU m iracoloso!

43
ai cannibali - la cellula e l'animale complesso potrebbero volto. Olrre alla morte .~i.ttematica (risultato del deteriora-
esistere senza limiti? Alla luce di quanto si è esposto sembra mento di un sistema estremamente çomplesso costituito da
che si debba rispondere negativamente e che la morte acci- trenta miliardi di unità-cellule, ognuna composta a sua volta
dentale non sia la sola morte c naturale ,. possibile.66 ")
da milioni di unità, dove la perturbazione accidernale di un
Semplicità fcomplessità. Sulla base del fatto che gli esseri organo particolare riguarda il sistema nel suo comple~so e vi-
viventi inferiori hanno una maggiore capacità di riproduzio- ceversa), esiste un'ulteriore reciprocità di determinazione fra
ne (divisione cellulare i11imitata, enorme proliferazione d 'uo- una moTte genetica (assenza programmata di programmazio-
va: per esempio ne1la riproduzione sessuata dei pesci), di rige- ne) e una morte quantistica o mutv.ionale. • M E ci«'> senza tra-
nerazione (un batrace ricostituisce le membra amputate: ma scurare la morte cerebrale. Infatti l'opposizione semplicef com-
niente del genere si produce nell'uomo, nel quale solo i tes- .,.. plesso ci sembra meno pertinente delle precedenti, dato che
suti epiteHali conservano questo potere), di resistenza alle sfa- la semplicità non è sinonimo di a-mortalità (esistem:a dell'in-
vorevoli condizioni dell'ambiente (fenomeni di c vita latente • vecchiamento della cellula) e dato che !"essere comples.m pre-
o di anabiosi, già citati). ci si è posti la domanda se la morte senta sistemi di regolazione di un'efficacia sorprendente. Dicia-
non sia il prezzo della specializzazione funzionale inerente alla mo tuttavia che la complessità diventa un motivo supplemen-
complessità dell'organizzazione biologica. Og,ni cellula infatti tare per ammettere l'inevitabilità della morte, che si aggiun~e
rappresenta un elemento dell'individuo e la sua sopravvivenza ai motivi precedenti (assenza programmata di programmano-
dipende dall'equilibrio globale del sistema cosi composto. Ba- ne, alea quantistica, accumulo di errori di traduzione). 11_1 u~
sta che venga alterata una funzione vitale dell'organismo, o certo senso va bene che sia cosl, e ciò per almeno due rag1<m1.
che certe cellule importanti sospendano la loro attività prima La prima si riassume in tutte le forme di penuria . Si dice, ad
ancora di morire (le cellule dei centri respiratori, le fibre mu- esempio, che un solo batterio. in condizioni favorevoli, potreb-
scolari cardiache. le cellule cetebrali) ed ecco scatenarsi ine- be sintetizzare in otto giorni. secondo una progre!lsione geome·
sorabilmente il processo di morte. La morte dell'organismo trica, una massa di materia vive nte superiore a quella della
precede dunque per un dato periodo quella della totalità delle terra; ora, c è ben vero che un batterio non produce una terra
cellule .07 e impli<:a la distruzione finale dell'individuo 68 come ogni otto giorni »; dovrà pure, questo batterio, scontra_rsi « ~:cm
entità biologica, o come unità cosciente se si tratta della scala i suoi propri limiti ». Ci si può chiedere se la matena pnma
pii1 alta degli eMeri vivenù. • C.osì l'umanità dovrà affrontare non finirà con l'essere insufficiente c per l'edificazione e il
una morte dai molteplici volti, e mille morti dallo stesso mantenimento del nostro protoplasma • .10 Perc-iò la vita vive
della vita, dunque della morte. Il che vale non solo per il batte-
riofago, l'erbivoro e il carnivoro che distruggono t'elemento
66 L'espressione morte naturale resta equivoca. C h 'essa sia accidentale
o che sia dovuta a cause: interne, la morte resta comunque un fatto di natura. ingerito per ricostruire la loro sostanza specifica, ma anche per
La fcnte della confusione sta nel fatto che:. a volte, naturale ~ usato in tutti gli atomi e le molecole da cui è oggi costituito un esser~
opposi:tionc: ad accidentale, e a volte equivale a necessario. pur giocando vivente; essi sono già stati implicati precedentemente in mi-
sempre sull'ambiruità interno/esterno.
67 Presso gli esseri viventi " superiori " le cellule sessuali sono le sole liardi d'altri organismi e lo stesso processo si riprodurrà in fu.
che f-Otsono sopravvivere a condizione di unirai con i loro omologhi del- turo, teoricamente. senza fine.71 Sia a causa del chimismo vi-
l'altro sesso; ogni esun vivente rientra in tal modo per metà nella co-
stru%ione dell'uovo.
68 Per l'essere complesso. la morte equivale alla distruzione dell'indi-
viduo, mentre per l'essere uniccllulare può esserci scomparsa dell'indivi- 69 E. Morin, ()p. cii., 1972, pp. .'145-3~6. . , . . .
duo senza morte. come accade nella scissione cellulare o nel rinnovarsi della 70 L'espressione è dd Dr. M. Maro1s (Pres!d~ntc: del! Assoetazwne ~~
loro congiunzione. Per il vivente complesso, la morte naturale • ~ dunque Tanatologia), Mfditatìon sur la mort, "Bu\1. L1a1son FIAT·IFTA •, 7. Pans
una legge della c~'llettivìtà individuale. dipendente dalla differenziazione 1972.
cdlulare e dali:~ !imitazione della moltiplicazione di tali cellule dopo un 71 F. interessante constatare: che gli clementi costitutivi della per~ona
pericdo eli crescita 1.1 cui durata cosi come la data di morte: naturale dipe n- presso i Negro-africani sono sottoposti a una n~ova ridìstribu~ione; d'?P"
dono dalla specie considerata •. P. Chauchard. Qp. dt.. 1972. p. 120. la morte entrano nel circuito delle: fone e parteCipano a un nunvn rlc~tmfl

44 45
tale. sia grazie alle leggi di sparizione dei cadaveri. questi co- lo scacco può essere superaLo ~> lo se la sp~cie. per ripn:ndert:
stituenti rientrano nel ben noto ciclo del carbonio, dell'azolO, la bella espressione di Bataillon, c prosegue la sua marùa at-
del fosforo. 72 In yuest'ottica, risulta che « la morte nova il suo traverso un rammino disseminato dai cadav<>ri degli indivi-
posto nell'economia della vita, che diventa serva della vita dui». Il çhe ci <.:onduce a una nuova dicotomia.16
dandole nuove possibilità per nuove prove, per nuove espres- lrtdi{liduo ! spt'ne. Beu ché lt spec.:ie siano mortali- ricordia-
sioni del protoplasma ». 73 Se i l grano non muore - per ripren- mo i numerosi viçol i ciechi dell'evoluzione (scomparsa dei
d ere la form ula evangelica - non c"è piit posw per le avven- d_inusauri, d~gli s~eg(~da l i ... vinti dall'errore del lonJ gigan-
ture creatrici della vira, non ci sono piu né giovineua né mu- tismo) o le d1struz1o nt provocate dall'uomo n - le cose si svol-
tazioni possibili. Non è sorprendente notare (.:h e le culture han- gono come se esse, sul>ordiuando senza fine a st: stesse gli in-
no ripreso questo tema biologico? 7• l vecchi africani, p er esem- dividui che le <:ompongono, riuscissero a lottare eflicacemente
pio, chiedono talvolta di morire per rivitalizzarsi presso gli contro la morte.78 Questo è a tl<:hc.- il destino della cellula, che
antenati e rinascere - in tutto o in parte - nel ventre di una dura solo a condizione di dividersi. E 1\ergson 7~ osservava che
donna del clan (il che prefigura un poco le nostre leggi sull'e- allo stesso modo le sodetà fhiuse - il formicaio, l'arnia, il
redità grazie alle quali ognuno di noi sussiste parzialmente nei termitaio - immobilizzate llt'i loro men:ani.~mi ìstimivi, sa-
suoi discendenti). M. Carrouges 7·1 immagina d'altronde ciù crificavano sistematkamentt' la generazione presente a quella
che sarebbe una società capace di far ringiovanire indefinita· successiva. Ciò vale anch(.• per tutte le specie animali di cui
mente i vecchi (e diciamo volutamente ringiovanire, perché, vedremo più oltrt' in che fosa e per che <:<lSa dì fronte alla
cume diu:~va Seneca, si tratta più che di aggiungere degli ann,i morte - o meglio al morire - la <·hiaroveggenza apparten-
alla vita di aggiung·ere la vita agli anni); uno dei suoi per- ga alla specie e la cecità all'individuo: è solo cou la coscienza
sonaggi ci parla del " rinvio catastrofico della more al ità » ... di sé - si è detto - rht appare !"affermazione di sé, a con-
c (~li uomini si troveranno talmente vicini l"'uno all'altro che traddire la geran:h ia della specie e la sua unicità. Si pttt') fare
si annoieranno a morte. Non potranno più vedersi nemmeno però un'en:ezione a vamag~·io dèll"animale domestico, sepa-
dipinti.» La stessa cosa accadrebbe se la pratica dell'iber- rato dal suo gruppo ~pecifù:o. individualizzato e privato dei
nazion~. facendosi sistematica, inducesse l'umanità a « far ri- suoi istinti originari e dw sa di morire. I fenomeni di regola-
suscitare,. - cinquanta o cento anni dopo il loro deposito zione demografi('a si dimo!'itrauo parti<:olarmente ricchi d 'in-
in camera d'ibernazione- milioni di (pseudo) cadaveri refri- segnamenti al riguardo : l'usignolo, per esempio, depone un
gerati in attesa del lieto evento: chi se ne occuperebbe? chi li uovo in pi ì1 ad uJ,!;ni d ie1·i ~Tarli di latitudine circa: ma la sua
abl>ig lierebbe? chi li riciclerebbe?, o pit'1 semplicemente: chi li
riconoscerebbe? In breve, la vita messa d i fronte a l duplice
76 f; inutile: dire. t:un S. Lupasco, che la morte non è naturale c:on il
dramma della penuria e dei suoi limiti individualizumti, sta prdesuo che sarebbe ncceuariu, 11erchr f ossc: cusì. eh t= l"e.sere vivent~ • l'ac-
utilinando lo scacco assoluto, la morte, per i propri fini. Ma cetti e vi si m n fMrni se non c<m qualchl' piacere: almeno con una totale
indiffncnza. come si risolve un 'equazioni: • (t)p. dt., 1971. p. l 70}. Al di là
dei d ivc:rsi atteggiamenti individuali è infatti necessario cercare le inten-
oncolo~::iro o c~istcnziak Vedere L V. Thumas, Cinq tmais .wr la mort a/ri- zioni nascoste dd la specie.
caillc. Dakar, Far. des Lettres, 1968. 77 F. dt La Grange, LN llnÌmiJ/1.~ ('n phìl, Nathan 1973. Vi si mostra in
7'1 P . Chauçharrl. op. cii.. 1972. pp. '>0-51. che m~do l"istin!" mnrtHcro :- ~~dico " co~m~rciale - d ell'uomo distru~ge
B M. Marois. op. cit. le rpe_c1e ammah: uno de1 cast ptu do loros1 e attualmente quello della balena.
H Si sarà meno sorpresi se si ammette che le culture suno risp<)Ste col- s!ermmata dai pescatori sovietici c giappon~si. Vedere anche • Le Sauvage ••
lettive, re,;ul ... te fantasmaticamente dal gruppo, ad una situazione data. ~;. l 974: Ln 1/JIJI/IIIUX ma/(ldrs d t · f"lwmmc·, pp. .~ti-5 l. " soprattutto P.
Benché si aggiungano alla natura. non per questo sono men1,1 ne/la/della GaH·ar. Chommc et l"allÌmul. :\ . Michd 19i4.
Mtura, proprio ct;me il fattore biologico. Fattore biologico c culturale po - 7/1 lnf atti tut! n fur$C acnlÙt: w mc 5t: vi fosse una sorta di subordina-
trcbbcrt) assai bene, ciascuno con dei materiali differenti, rispl>ndere a una z_ionc de!la sp~d~ • al gr~nde 1: misterioso disegno ddla Vita ., allo stesso
stessa lq~ica sottoslante ed esprimere uno stesso mndello (nel senso strut- tt.tolo per cuo. v c ~ uhordmazione ciel l'individuo alla specie. Vedere Conci-
turalista del termine). · lwm 94, oj1. n/.. pp. 4.~- 4 i .
7.'> I.J•s f!.Ta11ri.l·f!hr.l prodilf,<'.l, Pl nn 19fi7. 79 /.,- rlllt" {rlllli di'liri 11mru/r· ' ' ridia rl"li~imu·. F.d. di Comunità 1947.

47
mortalità aumenta egualmente con la latitudine perché resi- e sicuramente agli inizi del quaternario;11 e l'~sistenza della
ste male alle lunghe notti invernali: si è anche riusciti, in un coscienza, o più esattamente di una coscienza di secondo gra-
recinto, e fornendo u_na quantità sufficiente di spinaci secchi, do, cioè della riH~ssione: da ciò em~rge una differenza fonda-
ad aumentare .sensibilmente il numero delle nascite delle lu- mentale, che divide l'uomo dagli altri ess~ri viventi, e cioè
mache, ma si è subiw manifestato un fenomeno di compen- la sua attitudine alla critica (rimettere la natura in que~tione) .
~zione, il tas.~o rli mortalità: ed esperienze del genere ~ono Tra tutti gli esseri viventi l'essere umano è l'animale pii• socio-
state fatte a nche ron i to pi.10 In breve, la specie preserva gli acculturato (per mezzo della famiglia, della scuola, del lin-
inrlivirtui sottomettenrloli a ~ stessa grazie al gioco dei mec- guaggio, della professione) e quello che pit'1 di ogni altro
canismi ritlessi e istintivi cii cui li ha dotati, e si mantiene si è emancipato, graz\e al potere della ~ua intelligenza. Per l'e-
grazie alla morte rlegli individui che la compongono (mecca- sattezza, ancora una volta si dovrebbe .contrapporre l'uomo
nismi di rinnovamento). ~a se per caso talune unità doves- delle società c arcaiche ,. a quello dell'Occidente.~.~ Nell'Arri-
sero m inacriarla (deterioramento degli istinti, proliferazione, ·ca nera, per esempio, dove la persona .. è prossima al perso-
·scatti diversi), tlOll e.~ita ad aprire un processo di distruzione. naggio (persona = maschera) e si defini~e in parte sull~ base
E l'uomo? In ~uanto spec.:ie animale può solo sottomettersi, dell'eredità sociale (ogni soggetto deriva da un linguaggao pa-
evidentemente. alle esigenT.e della natura e dunque anch'egli terno e materno e reincarna eventualmente un antenato) e del-
si suJ>ordina alla ~pecit' che in tal modo perdura e si rin- l'ambiente (parentela classificatoria ; diade madr~-figl.io · con-
'~·
nova .~1 Ma la specie umana ha due caratteristiche: la sua con- sacrata dal dialogo del corpo: la madre porta il figlto sulla
tinuirà nel tempo. ciato <he es<ia appare alla fine del terziario schiena di giorno. dorme con lui di notte e gli offre il seno
in permanenza: ruolo delle società iniziatich~). la morte è
X() Vedere il COJpitolu Aulla mcrrle e !"animale. Accade che per qunt'ultimo
considerata solo in rapporto all'individuo, parvenza singolare
!a m orte sia prvgrammata cume cunseguenz:a della riproduzione: da qui la e inessenziale. mentre il gruppo sì comidera immortale e met·
rnC'rll! d~!l masc hio dnp,l ratlcl scuua!e tra l~ api. la mantidc religio~a... te in azione tutto ciò che è in suo potere per lottare contro
N on si può che restare •tupiti davanti alla stupefacente prodigaliti della
natura. la vita spende senza uonumie: un'cmiuionc: di liquido seminale di gli effetti dissolventi provocati dalla scomparsa d'uno dei suoi
un uomo contiene .'IIHl.OOil.OOO di spermatozoi (la popolazione dell'Europa oc- membri, soprattutto ~e si tratti rli un personaggio eminente.
cidentale); dieci emissioni. cd abbiamo l'c:quivalentc della popolazione dc!
g :ohu! L"nvaia di una bambina contiene. al momento della nucita, <400.000 Analogamente, qual~iasi sistema culturale che ~i basi sul ra-
o~·u!i . di rui ap~na .f()O vc:rranno cmnsi nd corso dci trent'anni di vita
~tnÌt:'le . della donna, in ra&ionc di uno ogni 2-~ giorni. In' tal modo mi- 82 c .. . non dimentichiamo che un ascrc vivente:, uno solo ma i/ solo. <-
liardi d1 spermatuzoi c centinaia di m igliaia di ovuli vengono sprecati riuscito a 3opravvìvc:r( ~r due miliardi d i anni. dimostrando cosl che po·
JOerché uno. due o tre bambini abbiano qualche possibilità di nascere da tc:va sfuggire a quah.iasi detc:rior~mo:'to. quan~ico. E q~est'cs1crc vivente.
un'unica coppia (Marois). . il primo. è presente m ognuno d1 no• •. •.n . 0~1 . cucrc v•ycntc nel m'?ndo.
. 8! La subordinazionc si verifica a due livelli: successione di genera- Biso'rw ancht dire che questa f~W!t1rlalzta m raoa di'Ila fmmf! ~tllu.la e do-
zmm, certamente, ma anche regolamcnta;ziooc: demografica. Al momento wta alla sua evoluziont. al cambiamento, attravf'rm l11 molllplJCa:Jone e la
dc l!a carestia dd 18 77 .a ~ adra.~ si assiste a un calo brutale della popo- f1roli/era:iont . Ma ciò sta ad indic~rci che nella miri.adc di m!-'t.azio.ni mor-
laz:cne. dovuta alla schJacqantc: mortalità c alla diminuzione delle nascite tali ve ne 3ono altre che al contrano hanno salvatn l ~~sere onll'man o dalla
(da 29 a 4 per l .000 abitanti). La ~ruc:rra potrebbe uscrc: a naliuata in que- morte c assicurato. attravc:T30 la sua diaspora, i suoi sviluppi. le sue. mcta-
sto sc:mo. • t noto che per il biologo la !Utrta è un fenomeno naturale morfo~i c: i suoi progf'essi la sua: continuità~ (E. Morin, nf1. cit .. 1970. p. 345).
che nasconde. dietro mille pretesti diversi cd episodici. uno stato perma- D'altra parte si dice cbc: la terra sarà abitabile per ancor~ 6 miliardi di
nente di aggressività tra gruppi umani. L'aggressività personale. altro feno- a nni : l'umanità avrebbe dunque percorso finora solo una p•ccc>la parte del
meno del tutto innato c irrat.ionale come dimostrano la sua futilità c la sua auo cammino.
ioadeguateua. è fo rse anch'usa un istinto destinato a favorire la morte, 85 M. Mauss, ouervando la • tirannia" curcitata dal gruppo sull' indivi-
rc:golatrice delle densità umane eccessive. Già nella sua Politica, Aristo- duo, ci parla di .. casi di morte causati brutalmente. in modo elcme.ntare.
tele scriveva che la riproduzione anarchica della specie: umana favoriva 'la prcno numerosi individui... semplicemente perch~ sanno o credono (•l che
rivoluzione c il crimine. • (]. Hamburger, np. cit., 1972. p. 13!). Si deve però ~ la stessa cosa) d'essere sul punto di morire • (Trorin gtraeralt' del/n magio
ammettere che tale: rcgolamcntazi one non ha rcfficacia di quella che 1: e altri sa~~i, Einaudi. p. 330).
propria degli equilibri biotici naturali. Dall'anno O all'anno 2000 della 84 L. V. Thomas, Le pluralisme c"hb~t dc la ""ti1m dt P~~sonn~ ~"
nostra era la specie umana sarà pa~sata da 2.SO milioni a Il miliardi di Afrique nnirc traditinnnrll~. in La noti nn d t' persrmnr t'n A/r~qltt' nmr.
individui! CJoiR~ 197., , pp. 31l7 -420.

49
· · · 1 via d'u- Il • MORTE SOCIALE, MORTE D.El l' ATTI S OCIALI
itale umano per preservare gh uomJm ha una so a
~ita, che con~iste nel socializzarli, nell'assut;nere la m?rt~ sul E SOCIALIZZAZIONE DELLA MORTE

. del gruppo per meglio negarla sul ptano del nto. Al


~~:;ario, la società occidentale dei nost~i giorni, p~eoccu~a~a
innanzitutto dall'accumulazione dei bem, acce~era t_} proces~~
. . bb d l ' omo a 1 suot Eantasm1
di indivìduahzzazaone e a an ona u . d
'f . e mortt'fobi Mai più d i oggi l'uomo Sl scontra o-
morti en · . · · · ·. ten-
lorosamente con la morte, la propna e d et vtclm . non. po
do sottrarvisi, la rifiuta; non potendo evit~rla. s~ ne _fa stru- Benché ogni individuo, anche se muore con altri, assuma
Per un paradosso curioso e tuttavia assat faulme~te da solo la propria morte e benché l'esperienza della morte
:~t~~nsibile, una simile società può s~lo dispr_ezz~re la vita come realtà vissuta riguardi gli esseri singolarizzati - dato
P l d'chiarazioni comrane) e avvtarsl alla pro· che evitando l'individualizzazione l'animale ignora il proprio
(nonostante e sue I annientamento o quello del congenere, ad eccezione dell'ani-
86
pria morte. male domestico che sottratto alle specie è individualizzato, e
sul quale ritorneremo - la morte può, in una certa misura,
definirsi come un tutto sociale. Non soltanto- perché la sot:ietà,
tramite la storia, la tradizione e più in generale il ricordo, è
costituita ...;_ secondo il celebre detto di A. Comte - più da
morti che da vivi, ma anche perché l'atto dd morire - con
tutto ciò ch'esso comporta - è innanzitutto una realtà socio-
culturale. La morte suscita infatti, a livello della coscienza
individuale e di gruppo. degli insiemi complessi di rappre-
sentazioni (serie di immagini-riflessi o di fantasmi collettivi,
giochi basati sull'immaginario: sistemi di <.:redenze o di va-
lori, folle di simboli) e provoca dei comportamenti (atteggia·
menti, condotta, riti) di massa o individuali pì ì1 o meno
rigorosamente codificati a seconda dei casi. dei luoghi o delle
circostanze.1
La tipologia delle forme del morire o d ei defunti, il si-

l «Vi sono civiltà della morte, dell'other-woTldliness, come dice Chri~


stofer Dawson, tese verso la morte c soprattutto verso l'ald ila della morte;
civiltà in cui comandano i mort i, in cui domina l'idèa della morte e in
cui la vita è orientata senza tregua verso la morte, cbe le conferisce il suo
senso. E il caso dell'Egitto, con il suo popolo di morti imbabamati nelle nc-
cropoli c con le mummie dd faraoni collocate negli ipogei delle Piramidi...
Esistono inversamente anche civiltà che temono la Morte e si sforzano di
ruuconderla in modo che vi si pensi il menu possibile. Qua ndo la Cina di
Mao Tse Tung fa passare l'aratro sulla tomba degli antena ti. commetlcndo
cosi un sacrilegio inaudito per la terra cinese, oppone una civiltà di questo
mondo ad una civiltà dell'altro mondo. Nelle culture mondanizzatc: la morte
D Il utrefazione all' immaginario "· appare come un incidente in fondo inesplicabile, tr.agìco per gli uni e
85 Vedere anche parte I V:_ .. ~ a P dio culturale la dicotomia indi- banale per gli altri, ma del quale in ogni caso è meglio non pa rlare
86 Spostata dal ter~e~~ h•?lo!~'l~ea a qbendicio del primo termine presso affatto.,. J. Folliet, Phénnménologit? du dt!uil, in Ul moTt rl l'hommc d u
viduo/specie (o collelt•v•ta) ds• r l'uomo delle società tradizionali. XX• siùlc. Spes 1965, p. 172.
l'uomo moderno e del secon o presso
51
gnifìcato dd decesso e dei riti funebri, il trattamento dei l~ morte di Cristo, per le sue consc:guenz~ socio<ulturali, è il
· cadaveri e in seguito delle ossa, i comportamenti di dolore e il upo stesso della morte sociale cosl intesa.'
lavoro funebre, le c professioni della morte 11 (fabbricanti di
bare, becchini, impiegati delle pompe funebri, prefìche, servizi . l · Morte e perdita del ricordo
tanatologici ai giorni nostri 2), la sublimazione di certi defunti Secondo 1 Negro-africani, per esempio, lo stad io finale della
e la nascita dello spirito rdigioso (o semplicemente del culto morte si ve_rifica sia quando lo schelet~o è completamente
degli antenati)... costituiscono altrettanti fatti soci<><ulturali scomparso s1a . qU_a ndo la famiglia del defunto si è estinta o,
la cui lettura, insieme comprensiva e critica, arricchisce il sa- aven~o perso _11 n cordo del morto,4 non è più in grado d i ren-
pere antropologico. de~glt omaggto (e questi non ha più, allora, il viatico neces-
Tuttavia due serie dj elementi meritano un'attenzione par- sarao per. mantenersi nell'aldilà). Questa morte definitiva o
ticolare: la dimemione sociale della morte individuale (che escatol~J~a ~ ~unque ad un tempo sociale (alterazione rlella
chiameremo morte sociale, o escatologica) e la morte dei fatti ~emona. !nd1v1dua~e e soprattutt? colletti va) c metafisica (per·
sociali, sia che. si tratti di istituzioni, di culture o di società d~t~ dell mftusso Vitale per que1 defunti che, trascurati dai
propriamente dette. VIVI, . no~ hanno .P.iù la forza di entrare in relazione con loro ).
Nell. A~nca tra~JZI?nale si distinguono anche gli antenati im-
medl~tJ~ conoscmt1, dotati di un nome, dagli antenati lontani,
a) La morte sociale ~nomm1, che compongono una specie di insieme sincretico che
m qualche modo richiama alla mente la Comunione dei Santi
Si possono considerare come casi di morte sociale (con o dei cris~iani ma che, nel loro caso, resta proprietà collettiva
senza morte biologica effettiva) tutti quei casi in cui una per- della st1rpe, del clan e della tribù : naturalmente nei riti la
sona viene esclusa da un dato gruppo. non importa se per li- loro evoc~zione non è più nominati!va. In tal mod~, alla m~rtc
miti di et~ e perdita di funzione (defunctu.s- e ddunto si ap- esca~olog•ca può corrispondere una sopravvivenza collettiva
parentano) o per atti di degradazione, proscrizione e bando, o ma 1mpersonale (in cui dunque non c'è processo di annienta-
infine perch~ ci si trova in presenza di un processo di abolizio- ".'ento), un po' come in un ossario in cui si verifichi una cu-
ne del ricordo (scomparsa senza tracce, almeno a livello dì co- n osa mescolanza degli scheletri. Alcuni morti illustri fonda-
scienza). - tori di etnie o di stirpi, conservano ovviamente il lor~ nome
Bisognerebbe anche sottolineare, ovviamente, la risonanza ar_ui accade c~e si trasformino in geni (i pangol serer o divi:
politica o sociale, diretta o indiretta, di certe morti: assassini m.t~ s~c?ndane d el. Sen~al sono di fatto solo defunti privi·
politici (Luigi xvr, Duca d'Enghien, dramma di Sarajevo, mor- ~egta~t ;_ •. loro_ altan comspondono ad antiche tombe) oppure
te del presidente Kennedy o di Vassilos Vassikilos - vedere m rhvmaà _(Il celebre Unhulunltulu degli Zulù del Tran-
il film Z, l'orgia del pote-re di Costa Gavras); suicidi di conte- svaal); megho _a ncora l'Ala Tangana, divinità suprema dei
stazione o di protesta: quello di Jan Palach contro le truppe Kono della Gumca, è un essere multiforme che finisce con il
sovietiche a Praga; quello dci bonzi contro la guerra in Viet- conf?ndersi con la totalità dei defunti tribali, divinizzati a
nam... ; morti politicamente recuper..ate: Neri emigrati intossi· parure . dal .m~men~o in cui il loro ricordo scompare dalla
cati ad Aubervillìers, assassinio d'Onrnay davanti alla Re- memona de1 vtventt . I santi cristiani so~o in qualche misura
nault, certi infortuni sul lavoro ecc., le cui esequie assumono
-' Vedere: N.N. lA mort du Clarist, "L1,1mière et Vie • t. xx 101 gennaio-
spesso l'aspetto della manifestazione politica. In questo senso marzo 1971. ' ' '
. 4 Bisogna dunque p~endere in considerasione due livelli: perdita indi-
vtd~le, e so~rattutto .~' ~r~ppo, del ricordo; estinzione del supporto psico-
80Clale. dd ncor~o; l andtvtduo. la discendenza. eventualmente il clan. €
n_olo d altronde l anatema cbrako : • Siano banditi il tuo nome c il tuo
TICOrdo. •

S3
dei defuqti sfuggiti, grazie ai loro merit~, alla morte escatolo- relativi all'antropologia e alla tipologia di ogni defunto...
gica. anche se alcuni tra di loro, oggi trascurati, ricadono nuo- La miniaturìzzazione dei documenti visivi, sonori, filmati, mi-
vamente nell'anonimato dei dispersi.5 crofilmati, a bande magnetiche e c memorie •, ci offre ogni
Ci sono dunque degli stretti rapporti tra la situazione « ar- mezzo per una conservazione corretta e -in volume ridotto...
caica • e quella del mondo occidentale attuale. Da noi gli eter- « Il vero problema è quello della scelta deì dati e della loro
ni rimpianti sono evidentemente solo delle pie intenzioni, così normalizzazione in vista del trattamento di tali informazioni,
come il c Non ti dimenticheremo mai » . Basta interrogare da un lato per quel che riguarda la ricerca analitica delle cor-
la gente o visitare i cimiteri per accorgersi fino a che punto, ..
(
relazioni nell'antbito di una biografia personale, dall'altro per
nonostante i riti annuali del primo e del 2 novem~re, la quel che riguarda la ricerca statistica... Si dovrebbe, appena
maggior parte dei defunti non preoccupi più da tempo la co- .< .
possibile, prevedere e mettere allo studio la costituzione d"i
scienza di chi sopravvive.6 ll rapido calo, ~a una decina d'an- mnemoteche nelle necropolì del futuro, in funzione dell'e-
ni, delle richieste di messe per il riposo dell'anima del c caro s~rienza del passato, dei dati del presente e delle possibilità
estinto » (una recente inchiesta 7 nella regione parigina lo va- di domani. Assai più di monumenti comuni, le mnemoteche
luta nella misura del 70 %) va nello stesso senso. Inversamente saranno degli autentici monumenti psichici che compense-
l'amnesiaco (si pensi all'eccellente lavoro teatrale di Anouilh. ranno largamente la necessaria riduzione dei mausolei, con
Le voyageur sans bagages) diventa, più ancora di. chi abbia un risparmio economico che verrà riutili.zzato per una con-
smarrito i suoi c documenti » (o dell'apolide cui vengono ri- servazione del ricordo più conforme alle tendenze della no-
fiutati!), un morto sociale: non ha più né ruolo, né condizio- stra epoca e della nostra civiltà. Come si vede, questa pro-
ne sociale, né funzione; alle volte è alla ricerca, dolorosa, della spetti va si situa perfettamente entro Ja linea tradizionale:
propria identità. E se passiamo dall'individuo al gruppo. so- ravviva il ricordo del morto, att)lalizzandone ininterrottamen·
lo i morti celebri- dagli eroi politici agli attori del cinema- te le informazioni da lui lasciate in eredità, perfeziona la dia-
si sottraggono per qualche tempo, soprattutto se un monumen- gnosi della morte e dunque il rispetto dei resti corporei con
to o il nome di una via ricordino che sono esistiti, alla f.ona prolungamento, in certi casi, del dono della vita; fa infine en-
devastatrice dell'oblio. E tuttavia i mezzi di conservazione non trare il più umile degli uomini e il più eminente nello stesso
sono mai stati così numerosi ed efficaci (fotografia, suono...) al monumento comune, poiché entrambi sono partecipi della
punto che non è da respingere l'eventualità di una « mnemo- stessa struttura, simbolo del corpo mistico dell'umanità.'
teca per l'anno 2000 •. Ai nostri giorni il progresso nel tratta-
mento dell'informazione e della sistematica rende tecnicamen- 2 . Morte per barldo
te possibile e utilizzabile la memori.zzazione di tutti i dati utili La morte per bando ha un aspetto diiverso a secon.da che si
accompagni o no alla .morte biologica. I condannati a morte
5 t carne se, in un certo senso, queste credenze nonoatantc tutto avca- sono doppiamente banditi, a causa della loro esecuzione, ovvia-
$ero lo stop o di lottare· contro l'inevitabilità della morte c:acatologic~, il mente, ma anche nella misura in cui diventa difficile rendere
cui carattere colpevoliLzant.c per i sopravvissuti (se ve ne sono ancora} è
1uperlluo dimostrare, c tcndusero alla pt:raistenza, o meglio ancora aUa loro c omaggio » perché o la loro tomba resta anonima (la zo-
ri-produzione, del gruppo considerato (clan, tribù... società cristiana). na dei giustiziati al cimitero d'lvry) o pil) semplicemente per-
6 Questa impressione dì annientamento, di vuoto totale:, oasesaiona pro- ché ci si è preoccupati di disperdere le loro ceneri (caso dei
fondamente i viventi. "La vita non gli era mai sembrata più idiota e più
vana. Che cosa sarebbe: rimasto di lui, dd frutti del suo lavoro e della sua
opera quando aveue finito di vivere? Chi avrebbe ancora ~nsato a lui,
chi citato il auo nome, chi si sarebbe più ricordato del suo v1so, del auono 8 H. Larcher, Comunicazione all' Incontro di Montpellier della Società
della sua voce, del colore: dei suoi occhi? Che assurdità questa lotta ch'egli di Tanatologia, giugno 1971.
aveva condotto per i suoi, dimenticiUldo di vivere per se stesso. • Th. Owen, 11 61m di C. Lanzmann, Pourquoi lsrael, ci fa già vedere · una mne-
Cérémonial noctzmu et autres conus insolites, Marabout. n. 242, 1966, p. 50. motcca " d.-uica .. cui aono affidati i nomi dlegli ebrei martiriuati dai
7 Batata au interviste condotte- per nostra ini%iativa da un noatro atu- nuiati. Alla tleua funzione adempiono certi tipi di monumenti comme-
dente tra i preti; l'inchiesta ~ ancora in corso. morativi.

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capi nazisti impiccati dopo il processo di Norimberga). La to all'esilio, volontario o no, in luoghi lontani dal paese natale
pratica della tomba segreta è un fatto assai noto. Il Negro- (« panire è un po' morire» dice una canzone famosa; morire
africano seppellisce clandestinamente il soggetto colpito da lontano è sempre temibile per il Negro-africano), può esistere
mala morte (lebbroso, stregone, donna morta di parto, inizia- un esilio ancora più crudele in meuo alla propria gente (car-
to deceduto nella foresta sacra); recentemente le autorità ce- cere, manicomio, ospizio, reclusione). All'annientamento della
che hanno fatto sparire la tomba di Jan Palach, oggetto di morte biologica, la morte sociale risponde con la cosificazione
pellegrinaggio da parte di quanti non avevano accettato la (X è un criminale, un proscritto), l'anonimato impersonale
fine della primavera di Praga; ma ci si può accontentare, più (i « defunti •; i «senza-tomba ,. : .j « persi nell'ossario ,. ), la
semplicemente, di seppellire il proscritto in luogo inaccessi- soppressione del ruolo sociale mediante degradazione, come
bile (come nel caso di Pé.tain, sepolto nel forte dell'Ile de Ré). adesso vedremo.u
Il divieto di seppellire il defunto nel cimitero degli « eletti »
(soggetti morti di colera, di peste, eretici, scismatici, streghe, 3 · Morte sociale del vecchio:
assassini e attori ambulanti) durame il Medio Evo, cosi come il dalla pensione all'ospizio
rifiuto di portare Pétain a Douaumont esprimono lo stesso in- «Può darsi benissimo che il problema dell'am.iano sia uno
tendimento. Un caso curioso da segnalare è quello di un de- dei problemi più difficili da risolvere nella società di domani.
creto delle autorità del Gabon: il condannato a morte non t possibile che la longevità si accresca considerevolmente, che
viene più giustiziato, ma è privato di tutti i suoi documenti il periodo maturo dell'uomo si prolunghi e che tale maturità
ufficiali ed è escluso dalla comunità: la morte sociale diventa resti senza impiego. » 12 Più di qualsiasi essere umano i vecchi,
qui l'equivalente della morte effettiva.' proprio come i condannati in attesa della loro esecuzione o i
Quest'episodio ci porta al secondo tipo di morte per bando. malati in pericolo di morte, sono dei defunti in potenza; bio-
Il soggetto condannato viene privato soltanto dei suoi diritti logicamente finiti, logorati, socialmente inutili (non produt-
e funzioni: perdita dei diritti civili, degradazione pubblica tivi, modesti come cousumatori), privati delle loro funzioni
(è noto l'esempio di Dreyfus), trasformazione o scomparsa del (si riposano prima dell'eterno riposo), in condizioni economi-
ruolo sociale e dell'attività professionale. Così, a proposito del- che il più delle volte precarie (soprattutto se appartengono
l"esclusione di R. Garaudy dalle funzioni che aveva rivestito alle classi sociali meno favorite) e in una crudele solitudine.
nel Partito comunista francese, R. Escarpit scrive in c Le Mon- Già cercano rifugio nel sonno o trascorrono gran parte del
de », sotto il titolo Un bel enterrement, quanto segue: « Ades- loro tempo a letto o contemplando, seduti alla finestra, un
so che siamo al fumo delle candele, si può ben dirlo: Roger mondo che più non li riguarda.
Garaudy ha avuto una bella sepoltura. Gli è stato persino
concesso di pronunciare la propria orazione funebre.» 10 Accan- La pensione. Sotto molti aspetti, benché la speranza di vita
si dilati e si ritardi l'età in cui si lascia il lavoro, si stabilisce
9 Nel Gabon una legge recente permette infatti al C~po dello Stato di spesso un'equazione tra pensione e vecchiaia, intesa nel senso
commutare la pena di morte in quella dd lavori forzati a vita o di dichia-
rare il colpevole • morto sociale •. In questo caso, il reo verrà segregato sociale del termine. « Quando si smette di lavorare, si riceve
dalla comunità. isolato in un luogo segreto e privato di tutti i diritti, fami- la propria pensione di vecchiaia; quando si è pensionati si è
liari, civili e civici. Verrà considerato come deceduto sui registri dello stato
civile e si aprirà la sua successione nel giorno stesso in cui sarà stato ema-
nato il decreto che gli infligge tale pena. Il t il caso, in un certo senso e a seconda dd tipo di società, del-
IO .. Le Monde •, Il febbraio 1970. «Le Monde • del IO febbraio aveva l'alienato internato (doè due volte alienato); quello dd prigioniero privato
già intitolato l'esclusione di Garaudy: « Les raisons d'un suicide •. dei suoi di ritti civili e politici e « dimenticalo ,. in fon do alla sua celia;
Esiste una certa parentela tra l'espulsione da un partito politico, da una quello del defunto che fino a ieri si gettava nella fosse com11ne, o che veniva
setta segreta o da una réligione (scomunica). Essa precede a volte la morte privato della sepoltura; quello dell'Africano senza progenie né funerali, al
reale: suicidio, esecuzione capitale. Infine, si è parlato a ragione di " tre quale non viene tributato alcun culto {il caso da noi definito come • morte
morti • del generale de Gaulle: il ritiro definitivo a Colombey; il suo escatologica •).
decesso; lo scacco ddl"uoR alle elezioni presidenziali dd 1974. 12 R. Mehl, Le vieillissemenl et la mort, PUF 1956, p. 133.

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dunque considerati vecchi. » 13 Molti aspirano ad andare in trovano: l'isolamento, l'abbandono, 17 la prostrazione. In real-
pensione,14 ma il sogno si trasforma spesso in incubo 13 a causa tà il pensionamento c è vissuto dall'uomo, generalmente, e
di ciò che perdono: il loro ruolo sociale, soprattutto se occu- in modo più o meno consa~vole, come un vicolo cieco esi-
pavano un posto soddisfacente o importante, i loro compagni stenziale; il personaggio sociale dell'uomo gli viene ritirato
di lavoro, gran parte delle loro risorse, 16 a volte il loro alloggio, da un'istituzione che gli appare altrettanto ineluttabile e in-
soprattutto se non hanno i mezzi per pagarlo; e a causa di ciò giusta che la morte - e che d'altronde egli vive talora come
una morte - fonte di angoscia e di intensa frustrazione ».
1.3 H . Reboul. Uieilli.-, Projet pour vivre. Le Chalet SNI'P 1973, Lyon, Ora, il personaggio sociale (e in particolare la professione) è
p. 9... A . M. Guillemard intitola la sua tesi: La rttraite, une mort sociale fondamentale per l'uo mo c tanto essenziale quanto lo è il suo
(Mouton, Pa ris-La Haye 1972). .-Non pensavo che al momento della pen-
sione: si chiude la porta dd proprio ufficio e poi si torna a casa c poi è nome per individuallzza rlo e identificarlo, per permettergli
tutto 6nito. Si aspetta il carro f uncbre che vi porti a t cimitero, • dichiara di esistere per l'altro, per soddisfare infine la sua volontà d i
no.::n senza amarezza all'autore uno degli intervistati. La Commissione di
Studio ~er i problemi della vecchiaia e numerosi geriatri (R.J. Van Zonne- potenza». E c'è di più, perché a lla perdita degli interessi vitali
vdd, L. Binet, j.P. Vignat) assimilano vecchiaia e pensìonamento, esatta- «si aggiungono l'abbando no delle abitudini, il cambiamento
mente come le Assicurazioni sociali. di struttura e di ambiente, la rottura affettiva con i compagni
14 In Francia gli operai edili c quelli addetti ai lavori pubblici vanno in
pensione: l' ll,6 °/o per smettere di lavorare, il 34,6 °/o per raggiunti limiti e con l'atmosfera particolare del lavoro, l'allontanamento del
di età c il 6.3,3 °/o per motivi di salute. Far valere i propri diritti alla gruppo da cui si sente respinto perché troppo vecchio; que-
pensione può corrispondere talvolta a una " sanzione disciplinare •, come sto rifiuto è vissuto come perdita della virilità e comporta
nei casi recenti del Generale de la Bollardière o dd Generale: Stehlìn.
15 Ecco du~ testimonianze entrambe eg1.1almcntc eloquent i. un sentimento di impotenza e di colpa. , Non lo si vuole
Il pensionamento è funte ambivalente di speranz.e c di gratificazioni ma più '• ' non è più capace'· Il soggeuo che invecchia deve af-
soprattutto di angosce, d'aggressioni. di frustrazioni. « Implicando la nozione
di limite. di non ritorno, la pensione è il segno irrevocabile ed evidente frontare tutti questi problemi, questo suo venire messo in
della vecchiaia. Essa implica inoltre l'idea di attesa, di perdita dell'inte- questione, e per di più deve riorganizzare la propria perso-
grità: non si è forse • raggiunti> dai limiti d'età c dalla pemionc cosi come nalità nello svago e nell'inazione più o meno totali: ma la
si i: col piti da una malattia o da una infermità? In breve, la pensione appare
come una sorta di allegoria che putccipa del tempo e della morte. • (J. P. mancanza di un'educazione al tempo libero compromette assai
Vigoat, uj1 . cit., 197.3, p. 57). spesso questa riorgan izzazion.e.,. 18 Talvolta la sola via d 'uscita
• Ora. quel che colpisce è che le condi~i oni in cui - in situ.uione di
pensionamento - la vita sociale non si riproduce:, non sono situazioni mar- da questa situazione è, per il vecchio, il rifugio nella ps1cos1,
~ti oali. Non si tratta di dali iti> del sistema, ma di un processo generale
di una grande regolarità. Non è la marginalìtà, l'assenza di cooperazione
nell'ambito della produzione collettiva, che conducono alla n egazione di 1972, meno di IO F a l giorno il che:, è facile indovinarlo, incide sull'ali-
qualsiasi esistenza sociali!. Sono invece un dato posto nel processo di pro- mentazione: (• ci .ai rifà sul pane • è una formula cbe si sente ripetert
.!uzione, una data pooizione nell'ambito dd iÌstema culturale, che condu- spcuo) e sull'abbig liamento (si rileva una diminuzione delle spese dall' l l
;:uno inevitabilmente alla morte sociale. Per le: claui sociali sfavorite, la al 19 •!o). Segnaliamo, a titolo indicativo, che nel 1962 i pensionati rapprc-
pen~ione equivale alla morte sociale, secondo un proces.~o generale di cui aentavano 1'8,40 °/o del prodotto nazionale lordo in Germania con il 4.96
abbiamo cercato di definire le articolazioni principali. Si potrebbe tuttavia in Francia; nel 1967 le: cifre erano rispettivamente del 9,2 °/o e del 6,52 °/o.
obiettare che ·il vuoto sociale che abbiamo chiamato morte, dato che: il Si aggiunge a dò il fatto che le pensioni sono .risCO$~C trimestralmenl~ e
socioh:gu può cogliere la morte solo nel vuoto, nell'• auenza > (assenza di che ciò spesso prende alla sprovvista chi era abit.uato ad essere pagato ad
att ività snciali, ecc.), comporta come contropartita una saggezza c un'inten- ora, a settimana, alla quindicma o al mese: " Ciò esige un adattamento $enza
sità di vita interiore che gli strumenti del sociologo non consentono di co- precedenti che obbliga a una ginnastica dello spirito per equilibrare in
gliere:. Tuttavia ci è sembrato, nel corso della nostra ricerca, che la pen- mt>do acrobatico un bilancio caiguo • , sottolinea H. Rcboul, op. cil., 1973.
sione-ritiro, anziché essere una pratica improntata a serenità, venga invece pp. 96-97 (da qui l'uso di acquistare il carbone durante l'estate, perché
vissuta dagli interessati in modo conflittuale c talvolta persino in modo costa meno!).
drammaticCJ. Per chi la vive, la pensione-ritiro è un periodo di crisi segnato 17 Secondo A.M. Guillcmard (inchiesta effettuata tra i sussidiati della
dalla vita lavorativa c bloccalo dall'orizzonte della morte. ,. (A.M. GÙille- casaa pensioni inter-imprese), l .S 0/o sono isolati da qualsiasi relazione; il
mard, up. cit .. 1972. p. 234}. Vedere « Gérontologie 74 ~. n. 14, aprile 1974. 50 •;, degli operai alla catena ha solo ' contatti alla settimana. Secondo
16 N cn soltanto sono diminuite assai sensibilmente le risorse abituali (a alcuni ricercatori del CNRS 1'8 °/o degli adulti ignora se i loro genitori sono
65 anni in Francia il lavoratore parte con ·un tasso di pensione del 40 •to vivi o morti.
per il regime di base e del 20 °/o per le pem;ioni complementari), ma molti 18 j.P. Vignat, Le vieiUard, l'hospice c la m ort, Masson 1970, p. 58.
hanno appena di che vivere: 2.300.000 pensionati ricevevano ancora, nel L'autore ha dunque auolutamentc ragione di aggiungere: • La pensione rap-

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la somatizzazion~ - eventualmente il suicidio 1' - o quello infine, la c perdita dell'interesse esistenziale ,. . Secondo P . \'i-
sprofondare esistenziale che è generalmente l'ingresso in un gnat,22 sono tre gli elementi che vi contribuiscono: c la perdi-
ospizio. ta del personaggio soc:iale » (pensionamento, dunque perdita
dell'impiego e diminuzione del potere economico) che rap-
L'ospizio. Nella prospettiva che ci interessa, l'ospizio è insie- presenta il vissuto in particolare per ruomo e per certe don-
me la conseguenza della morte sociale e il suo strumento più ne socialmente mascolinizzate; la difficoltà o l'impossibilità
raffinato. Esso agisce su un duplice piano, istituzionalizzan- «di riorganizzare la propria personalità nell'ozio, aggravata
do l'alienazione del vecchio e decolpevolizzando le famiglie, dalla mancanza di un·educazione agli svaghi ,. ; c il restringi-
' eh~ possono così sbarazzarsi con buona cosci~nza dei parenti mento vitale » che rinvia alrisolamento e alla riduzione del
divenuti ingombranti,:w e insieme la società, poiché è essa che campo d'azione per· ragioni economit:he e mediche. Queste
crea l'istituto assistenziale: al punto che si è potuto dire che condizioni già di per s~ drammatiche sono ulteriormente ag-
l'ospizio assorbe assieme ai vecchi l'angoscia e il senso di gravate dalle condizioni di soggiorno dell'ospizio: separazio-
colpa del gruppo. I motivi per cui i vec~hi entrano all'ospi- ne delle coppie, incomprensione e durezza del personale non
zio 2 1 sono dovuti a tre situazioni che i geriatri hanno chiara- qualificato, sorveglianza invece di cure (la carenza di medica-
mente messo in evidenza: la c riduzione dell'autonomia • do- menti è talvolta drammatica), accresciuto senso d'inutilità o
vuta alla diminuzione dei mezzi fisici e intellettuali che le scar- di abbandono, e solitudine morale completa, contatti frequen-
se disponibilità economiche non consentono di compénsare ti con la morte (c'è spesso, negli ospizi, un eccesso di morta-
mediante l'acquisto di servizi; l'c isolamento ~, che racchiude lità, soprattutto nei primi mesi del ricovero). Ciò dipende dal
in sé un gran numero di elementi (perdita d~ll'impiego e del fatto che l'ospizio non è un·istituzione con scopi terapeutici
decoro familiare, scomparsa del congiunto, dispersione e al- o di riadattamento; è un c colatoio,., un c prendi-tutto in
lontanamento dei figli o soltanto degli amici, diminuzione del cui si piazza tutto cib che è irrecuperabile, tutto cii> da cui non
senso della famiglia e abbassamento del gudo di tolleranza C''è più nulla da sperare, sopravvivenza d'una concezione fata-
nei confronti delle alterazioni di comportamento di un vec- listica e passiva dell'handicappato e dell·inadattato » ;23 o pitt
chio da parte di una società centrata soprattutto sui giovani); semplicemente un « moritoio ,., un·antìcamera della morte,
la mediazione privilegiata che tra~forma la morte sociale in
morte biologica.
presenta, letteralmente. un ritiro degli investimenti -.nel senso frcudia~o -
dai diveni oggetti 1ui quali il sog~etto, costruendo 1\ suo mondo soc1ale c
professionale..li. aveva proic:t~ati. T~tt.a !"economia ps.i~hì~a si t~ova. rima~ 4 . La morte socialmente -riconosciuta
neggiata, mob&iltata c: deve ttcostru1rs1 un nuovo equ1hbno graz1e a nuov1 La sola autentica morte è quella socialmente riconosciuta. 24
investimenti. In tal modo verrà messa in moto un'angoscia di grande impo-
nenza e si potrà manifestare tutta una serie di perturbazioni più o meno
Ciò non riguarda solo il problema delle manifestazioni o delle
prove della morte di cui abbiamo già parlato, ma anche e so-
«Ta~~· Ì suicidi sono più numerosi nei due strati più estremi deUa JOCÌc:tà: prattutto l'autorità che è abilitata ad autentificarle sul tri-
tra le ciani molto povere (soprattutto per rarioni economiche) e tra coloro
cbe occupavano un posto in vista, di comando o di responsabilità (per ra- plice piano della realtà della morte, della natura esatta delle
gioni psico-socìologiche : sentimento di vuoto, d·impotcnza. d'inutilità). sue cause e infine delle circostanze di luogo, dei mezzi e
20 Basta analizzare gli argomenti più frequentemente invocati: • Sarà delle modalità della sua realizzazione (soprattutto in caso di
al sicuro., • ci sì occuperà di lui •, ~non soffrirà il freddo •, • si farà
degli amici., • i bambini non lo infastidiranno più • . • andremo a visitarlo morte sospetta, di morte violenta, di crimine o di suicidio).
una volta al mese • ... . Il certificato d'i· morte interessa personaggi assai diver~i. come
21 Infatti all'ospitio non si entra, vi si è collocati. Vedere R. Fc:sneau,
Lrt vieillflrd el sa mori à l'hosfJice. • Bull. Soc. dc Thanato. ,., 2, 1974,
pp. 10-20; M.L. Llouquet. Les trois morts du vieillard en hospice, • Bu\l.
Soc. dc: Thanato. .,. S. 1974, pp. 75-96: si tratta di volta in volta df"ll'cntrata 22 Op. cit., 1970, pp. 60-61.
in otpi~io o dcllà morte vicina, della vita in ospizio o della morte socio- 2-' T.P. Vignat, op. cit .. p. 126.
pskolo,;ica: infine del morire vero c proprio. 24 l>er la Francia. citiamo ~li articoli 77-!10 del Codic~ civile.

6o 6t
i demografi (indici di mortalità, di morbilità, di divenire della tratti di malattia contagiosa, di epidemia o di decomposizione
popolazione), gli assicuratori (la natura della morte riguarda rapida, senza pregiudizio del diritto di o rdinare la sepoltura
l'acquisizione ~ l'entità del premio), i poliziotti e i magistrati entro le ventiquattro ore (stabilito dall'articolo 77 del Codic.:e
(si tratta di morte naturale o di un crimine, di un suicidio, di civile).
un incidente? 25 Comunque sia, è necessario che • giustizia sia In breve, certificato dì morte e permesso di sepoltura con-
fatta » ), i medici e i diversi responsabili della sanità pubbli- sacrano ufficialmente la « morte socialmente riconosci uta »,l'
ca, gli impiegati. d~i servizi municipali e delle c pompe fune- così come il cim itero e la tomba sanzionano, dopo i funerali.
bri ». l medici incaricati per delega del municipio a redi- la ·morte biologica.
gere l'atto di morte (c medici di stato civile », c medici dei
morti ») i n Frane.: i a esistono solo in qualche grande città e re-
gistrano appenà il IO '}'0 circa dei decessi.ll> Il certificato di b) La morte de.i fatti sociali
morte, debitamente registrato dall'autorità competente sulla
base del certificato medico, consente il rilascio del permesso Come tutto ciò che esiste, i fatti soc.:ìali sono soggetti alla
d'inumazione necessario per mettere in moto il processo dei legge del tempo: nascono, si sviluppano, tocl:ano il loro apo-
funerali; o eventualmente lo impedisce se vi siano dubbi o in- geo, ristagnano, declinano ~:: spariscono, a volte senza lasc.:iare
dizi di morte violenta: il Procuratore della Repubblica, in tal tracce.
caso, viene fatto intervenire e può essere richiesta l'autopsia
giudiziaria;17 può anche accadere che si decreti la deposizione l · Ciò che dicono i mass media
del cadavere in una bara provvisoria e d'urgenza nel caso sì Lo studio dei mass media si dimostra, a questo proposito.
ricco di insegnamenti ..I'J Si è infatti arrivati a parlare - senza
1!5 Vi è <jUi da prendere in considerazione un duplice aspetto, civile c cadere per questo necessariamente (e senza evitarlo sempre)
penale. Se si tratta di decesso dovuto a un infortunio &ul lavoro o a un
incidente stradale. o di decesso dovuto a una infumità pensionabile' o a
nel facile tranello dell'organicismo (che assimila il sociale a
una malattia professionale che comporti il diritto di una pensione per la un essere vivente autentico, con le sue cellule. i suoi tessuti,
famiglia, il ruolo del certificato di morte è fondamentale. Ritorneremo più i suoi o.rgani, le sue funzioni} o nell'uso ec.:c.:essivo della me·
avanti sull'importanza del medico 6scale, a cavallo tra fun.~:ioni civili e pe-
nali (ricerca delle cause e condizioni del decesso). tafora di morte delle islituz.ioui. Assai .~pesso la stampa ci in-
26 Troppo spuso, in Francia, il medico si limita ad attestare i l decesso o trattiene sulla morte del senato (o del parlamento), della
la morte; non esiste ancora nc.ssuna regolamentazione o legi.slazìone rela- chiesa, del piccolo commercio,» dell'artigianato <l dello .~frut-
tive al certificato di morte, né alcun personaggio ufficiale analogo al « Co-
roner .. britannico. Inoltre, la statistica francese comporta ancora una per-
centuale c:lcvala di cause di morte non s~dficate: 10,6 °/ e nel l 969 (cont ro spctt~. il Procuratore della Repubblica può recani sul pust u con una per-
il .S,l 0/ o per la Germania e lo 0,8 per l'Inghilterra) ; il ventaglio è il se- sona in ~trado di coadiuvarlo.
guente: 1.• 'l• sen.ta alcuna menzione diagnostica, 6,8 °/o con menzione di 28 Vedere Ch. Vitani, Législulitm de fu Mort. Massun 1962, cap. 11.
sintomi e stati morbosi mal definiti, 2,4 'l• con richiamo alla " senilità-.. L'autore fa presente la complessità dci singoli casi particolari: persone non
27 L'articolo 77 del Codice civile francese riguarda l'Ufficiale di stato identificate; data del decesso non stabilita: dccessu supravvenuto in seguito
civile. Questi può accordare il permesso di sepoltura solo sulla base di un cer- a violenze; condannati a morte; decessi in on·asiunc di viaggi: personco uc-
tificato redatto dal medico cui avrà dato l'incarico di stabilire il decesso. cise sul campo di battaglia; morti in consegucnta d i cataclismi: presunzione
Sulla base di questo articolo il medico, personalmente, non ha alcuna respoo- di decesso e scomparsa; tutori d'incapaci; stranieri: feti c nati morti; pen-
aabilità. Un altro articolo si preoccupa della morte sospetta. Si tratta dell'ar- sionati; scomparsi in casi di guerra; ufficiali superiori e membri della lcgion
ticolo 111. In questo caso, è un ufficiale di po]i;,;ia che sì fa assistere da un d'onore ... ccc. Consultare inoltre: Mtnl nature/Il' t'l mtJrl vi"lnile. Suicide
medico per stabilire lo stato del cadavere e verificarne l'identità. Nemmeno ~~ sacri/ice: rendiconto del IV Congrcsao della Società f ranccsc di Tanato-
in questo articolo dùnquc si parla né dell'atteggiamento de! medico in <juc- logia, Masson 19 7Z, parte 1': La (erti(icut Ìtm du dht!.1: c. nella parte 2',
stione, né di quello che non sia stato spccificatamente designato a constatare M. Margea e Dr. Cb. GiKnoux: Suiride et ASJurufiCt'.
il decesso. 29 Vedere. J. Potei, Mori à VCJÌr, mori ù IJI'Ildre, o~3clée 1970.
Il Codice di Procedura penale e la sua circolare di applicazione si 30 Per esemfio: Mort lente d'uni' rl'ligirm, è il titolu di • Le Monde •.
preoccupano inoltre della constatazione di decesso, o comunque della sco- a proposito de confucianesimo giarponesc (3 luglio 1969): La mort de
perta di un cadavere. Si tratta dell'articolo 74 il quale precisa che <juando I'Eglis~ è il titolo di un servizio dc • Nouvel Observatcur. (30 giugno t
un cadavere è stato scoperto, se la cama della morte t sconosciuta o so- 6 luglio 1969). Le miridp des fu•tit.l rommn(untJ è l'espressione scelta dal
tamento agricolo, o addirittura d'una città;31 la letteratura non tevi. Questa nazione sta cadendo in un dolce sonno. Ma è un
fa eccezione: un libro assai noto si intitola Le suicide des dé- sonno di morte. • Per ricordare la morte delle libertà uni-
mocratìes. l l e un altro La morte della famiglia. 31 Si parla, nello versitarie, gli studenti di Lovanio a Kinshasa (Zaire) s'erano
stesso senso, della morte di taluni progetti politici: morte del comportati nello stesso modo nel 1971, Quanto al cinema, e in
sistema parlamentare (a proposito del regime presidenziale);. particolare quello barocco. ha illustrato a sua volta il tema
morte del « socialismo dal volto umano ~ (a proposito dell'as- della morte, quella d'una città, di un'epoca, di una cultura.16
sassinio della primavera di Praga) o del • socialismo legalita- Citiamo per esempio Citiz.en Kane d'Orson Welles, in cui si
rio ~ (a proposito della caduta di Allende 34 in Cile); morte assiste alla morte di un personaggio e d'una cultura: il museo
della rivoluzione (sono ben note le opere di F. Gigon sulla di paccottiglia del palazzo di Xanadu è in realtà « il simboli-
Cina: Vie et mort de la révolution culturelle, o di J. Ferniot smo di una incapacità creatrice. t il saccheggio di un'Europa
sugli avvenimenti del maggio 1968: Mort d'une révolution); che invece fu creatrice, l'illusione d'una cultura di cui ormai
• morte della partecipazione -.., morte del regionalismo, morte ci si limita a raccogliere le rovine», come scrive M. Bessy nel
di un giornale l'l e addirittura morte della libertà di espressio- suo Orson Welles.n O i capolavori di Losey: Il servo, Ce-
ne. Ad esempio, diverse compagnie teatrali (Théatre du So- rimonia segreta e soprattutto Eva, che ci fa assistere alla du-
lei!, de l' Aq uari um, Compagnie Vìncent-Jourdheuil, Ensem- plice decadenza di un uomo e di una città: una Venezia in-
ble théatral de Gennevilliers) per protestare contro il Ministro vernale, grigia, senza vita, « che sta marcendo nella sua mel-
della Cultura hanno organizzato, il 13 maggio 1973, un cu- ma e si sta seppellendo nelle sue acque », simbolizza una cul-
rioso corteo funebre con corone, becchini, bare, tamburi e tura morta; in Losey, la decomposizione d'una società si espri-
musica funebre, discorsi, un simulacro di sepoltura (quella me sempre mediante la decadenza dei suoi eroi. Oppure L. Vi-
della libertà d'espressione) e lancio finale di palloncini (inno sconti che definisce il suo celebre Gattopardo in questi termi-
alla libertà di creazione artistica). Una partecipazione di lutto ni: • Il mio film è dominato dal senso della morte, della mor-
bordata di nero eTa affissa sui muri della capitale. Tra le scritte te di una classe, di un individuo, di un mondo, di una certa
innalzate dai manifestanti -·alcuni dei quali, oltre ad essere mentalità, di certi privilegi. Nulla è cambiato, ma tutto è di-
vestiti a lutto avevano il viso coperto da una maschera bianca verso. • Nell'opera che ha dedicato a Vi.~conti {Édit. Univer-
assai drammatica - ve n'era una assai suggestiva: • Sveglia· sitaires), Y. Guillaume sottolinea, sempre a proposito del Gat-
topardo: « Il principe non è solo un aristocratico, né soltanto
" Nouvel Ob~~rvat~ur ... n. 471 (nov. 1973), p~r la sua cop~rtina ... V~dr:r~ il simbolo di tutta l'aristocrazia o della vecchia Sicilia. Con
anch~ R. Hosti~. Vie et mori des ordres religit'ux, • Concilium 97 ... Mam~ lui muore definitivamente l'uomo. L'orizzonte dell'Occidente
1974, pp. 21-30. . . .
31 Un dt'Jlin inéluctable1 La mort de Venue. ~ un arhcolo a s~nsa:zson~ resisteva dall'epoca ellenica, da Roma e dal Rinascimen to...
di • L~ Mond~ .. (26 luglio l 969). Ved~re j. J acob~. T he. deat h and l!fe_ o/ Ma la disperazione rende il mondo insignificante, l'Universo
gn•at citin, Random Housc, New York 1961; E.A. Gutkmd, The Twalu~;ht antropomorfico si decompone, gli oggetti proliferano e a poco
o/ citin New York 1962; S. Salkoff, L'ltalie des villes du sile_nce. Mort
d'une ville cammune, ciclo 111. Paris-Sorbonnc 1974; G. Beau, V1e ou mort a poco prendono il posto dell'uomo. • Ricordiamo, in un'otti-
du Larzac, Solar 1974. ca peraltro diversa, il notevole cortometraggio di A. Resnais
32 Cl. Julien, Grasset 1972. Vedere anche R. Giraudon, Démenc~ et mort
du thhitrt", Castcrman, 1971, H. L~siré-Ogrd. n d suo l.ib~o Le. s~ndiCat daru e Chris Marquer, Les statues meurent aiHSi, che evoca la du-
/' erttu·prise parla a lungo della v sta c della mori~ d et smdacatJ. plice fine dell'arte negra (distruzione iconoclastica o legata al-
33 D. C~oper, Einaudi. 1972. Un'intera collana di Calmann-Lévy ~ con- l'ingiuria dei tempi; ma soprattutto commercializzazione de-
sacrata a " Nascita e Morte .. _ .. . .
34 Vedere A. Touraine. Vie ou mort d~ C,h1lr popula1re, S_eusl 1973. gradante) e si prolunga in una riflessione sulla morte: « Quan-
35 La scomparsa d i u~ settimanale 1tahano fu annunciala cosi: "' La
morte della Fiera Letterana ...
Non dimentichiamo, per finir~. certe ~spr~ssioni corr~nti. co~e .~ sep~~l­ 56 Per maggiori precisazioni su questi temi, vedere P. Pitot. Cinéma dr
lirc la propria vita di s~apol~ ~ o «seppellire le proprse 11lusum~ ... L at- Mort,~dit. du Signc, Parit 1972.
teggiamento nei due cass (: dsverso: feste e orge da un lato, tnstczza o .n Sc~rhers, p. U.
rasscgna1ionc dall'altro.
do gli uomini muoiono entrano nella storia; quando muoiono scita-morte-rinascita delle realtà sociali si trovino strettamen-
le statue, entrano nell'arte. Chiamiamo cultur!l questa biochi- te associate, per esempio nell'Africa nera. Presso gli Abure
mica della morte... Un oggetto cessa d'essere vivo quando lo della Costa d'Avorio, per fare un caso, c un quartiere nasce
sguardo vivente con cui lo guardiamo cessa d'essere vivo.,. Jl e muore come un essere umano; affinché i suoi membri lo pos-
Ma la processualità della morte non è ne<:essariamente irri· sano abitare la generazione che l'ha abitato deve accompagnar-
mediabile o piu semplicemente totale. Sussistono dei dubbi lo nell'aldilà ».4l Gli Abure praticano infatti una cerimonia
- il libro del prof. Zamansky, Mort ou résurrection de l'Uni- denominata Epwe-atwé consistente nel demolire radicalmente
versité?, suscitò molto scalpore al momento della sua appari- tutte le case, senza eccezione, vecchie o nuove, abitate dalla
zione - ; si propongono delle alternative: CJumger ou dispa- generazione pre<:edente. È un'operazione che si compie solo
raitre,19 L'utopie ou la Mort!; 40 dei salvataggi sono ancora pos- quando la generazione .precedente, nell'unità residenziale rap-
sibili. Insistiamo su quest'ultimo punto. I media propongono presentata dal villaggio, non conta più di dieci o venti membri
spesso, in realtà, delle soluzioni più o meno efficaci, più o circa; allora la nuova generazione ricostruisce, sugli stessi
meno drastiche per salvaguardare valori, princìpi, istituzioni luoghi, un nuovo villaggio, esprimendo così, simbolicamente,
e opere d'arte con delle te<:niche di cui qui non possiamo la permanenza nel cambiamento, la vittoria della vita sulla
evidentemente occuparci. Si registrano una serie di spettacolo- morte.44
si successi, soprattutto nel campo del patrimonio artistico e
della sopravvivenza delle civiltà scoinpaTSe. Come nel caso dei 2 . Come e perché muoiono società e culture
monumenti dell'Antico Egitto: per la prima volta nella storia Da Montesquieu, che meditava sulle cause della grandezza
dell'umanità sono stati messi al servizio delle immagini dei e della decadenza dei Romani, ai polemologi dei nostri gior-
morti c gli immensi mezzi che finora erano stati messi al ser- . ni, sociologi e antropologi hanno riflettutto spesso sulla morte
vizio dei vivi . Forse perché la sopravvivenza di quelle imma- delle società o delle civiltà: c Civiltà, noi adesso sappiamo che
gini è divenuta per noi una forma di vita,., dichiara A. Mal- siete mortali ,., esclamava Valéry in Regards sur le monde
raux 41 che aggiunge: • il più umile tra gli operai che salve-
ranno l'effige d'lside e di Ramsete ti dirà ciò che tu sai da regna suJ101 storia delle: · civiltà, questo Tesor~ s<!pravvisauto oppone il su_o
enigma solenne. D.d potere c~e fece: &orgcre l Eg1tto dalla no~tc della_ pre1~
sempre e che sentirai ~r la prima volta: • Si tratta solo di un aroria non resta niente; ma al potere che ha fatto aorgc:re 1 coloss1 ogg1
atto su l quale non prevalgono né la negligenza delle costella· minacciati, i capolavori del museo del Cairo, ci parla con una voce altret-
zioni né il murmure eterno dei fiumi : è l'atto con cui l'uomo tanto alta di quella dci maestri di Charlres e di Rembrandt. Con gli autori
" di queste statue di granito non abbiamo più in comune nemmeno il senti-
strappa qualcosa alla morte •. ,. 42 Può anche accadere che na- mento dell'amore, nt quello della morte - c: forse neppure lo stesso modo
di guardare le loro opere; ma davanti a quelle opere, l'accento degli acui-
tori anoninri c dimenticati da due: millenni ci sembra cosi invulnerabile: al
gg Non si parla forse, nello ttesso senso, di morte dd cinema, del t~tro, , ·auccedc:rsi degli imperi quanto può ctscrlo l'accento dell' amore materno • .
della musica ... o quanto meno di un dato cinema, di un dato teatro, d1 una {pp. 55-'56).
data musica? Si ricordi anche. nell'eccital:ione del maggio 1968. la dichia· 4S G. Niangoran-Bouah, Le villagl! aboure, c Cah, lk Afric. ~. 2 maggio
razione di .J .L. Barrault: -. Jcan-Louis Barrault è morto •! 1960, p. 86. Ogni società conosce:, comunque, • tempi morti • in cui si • vive
S9 Chanf!er ou disparaitre. Plan pour la survie, opera collettiva, Ed. al rallentatore: .. : quando si verifica il decesso di una persona importante
Goldsmith, R. Alleo, M. Allaby, J. Davull, S. Lawrcncc, Collection Bcologic, nell'Africa nera, il villaggio puo • cessar di vivere • per un'intera setti-
Fayard 1972. mana; da noi, durante le vacann, le citta si vuOJtano e diventano città
40 R. Dumont, ~uil 1973. morte. Sul tema vita-morte- rinascita segnaliamo un'usanza sempre più fre-
41 Oraisom funèlrres, Gallima.rd 1960, pp. 51-58. • CJ,Utnte, propria delle società commt.rciali che, per sottrarsi al fisco, d~po­
4'l A pagina 60, Malraux cosi conclude:: • Resurrezione gigantesca, di. cui sJtano il bilancio o dichiarano fallimento per poi rinucere altrove sotto
il 'Rinascimento ci appariroà. assai presto un timido abbozzo. Per la pnma altro nome!
volta, l'umanità ha scoperto un linguaggio universale dell'arte. Ne scn· 44 • Le case muoiono nello stesso tempo in cui muoiono coloro che le
tiarno chiaramente la forza, anche se ne conosciamo mal<: la natura. ~ una hanno ccstruite c rinascono - nello stesso luogo c nuove - per coloro che
foru che: senza dubbio nasce dal fatto che questo Tesoro dell'Arte, di cui succedono. Nei Carpazi non muoiono soltanto le case:, ma anche i cimiteri, •
l' umanità prende coscienu. per la prima volta., ci n:ca la più sfoll{orantc: ocrivc V. Chcorgbiu nel suo notevole romanzo La maisnn tk Petrodava.
vittoria delle: opere umane: sulla morte:. All'invincibile <mai più> che Plon 1961.

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. Bisogna peraltro sottolineare che, il più delle V()lte, .le cause
actuel. Infatti: «Se il problema della morte caratterizza_Ia filo- interne sono strettamente dipendenti dai processi esogeni di
sofia occidentale moderna da Hegel in poi, è perché. s~ tratta distruzione (volontari o meno). Se gli Esquimesi studiati da
di un'epoca di rivolgimenti e rivo~uz~o:ni, in cui le ctvtltà ~p­ Gessaio riescono - ma per quanto? - a sopravvivere assimi-
passiscono e in cui l'imminenza dt ctv1ltà. nuove e sc~nosctu­ lando la cultura occidentale, numerosi altri gruppi o scom-
te, temibili per le loro strutture di massa, n .~a tem~re l or~ del paiono, corrosi fisiologicamente dall'alcool e dalle malattie, o
nulla. Sentiamo crollare le nostre civiltà e ltdea dt ~voluz10ne si trovano interamente assorbiti nella massa degli invasori: cosl
non riesce più a sedurci: d sarà ancora. un domant, un avve- gli Ainu (studiati da Leroi-Gourhan), dopo aver conosciuto
nire, o questa accelerazione del tempo ~· condurrà forse verso con i Giapponesi un periodo di prestiti (con o senza implica-
l'abolizione della storia (come annunetava Courn~t) o verso zioni tecnologiche), poi un periodo di simbiosi tecnico-econo-
quella stabilità e quel noios.o appagamento temuu da Prou- mica basata sulla complementarità, sembrano ormai avviati
dhon e da lui definiti la , stesta eterna > del gener~ uman?? in pieno verso una fase di simbiosi di colonizzazione; i soprav-
E contemporaneamente abbiamo della morte che vtene un e-. vissuti hanno solo due vie d'uscita: o sopravvivere nella degra-
.
spenenza . . d ramma t'tca.,. ·~
ptu . . .. . dazione e nella miseria, o diventare Giapponesi! Indubbiamen-
Ciò che spiega Io stato di degenera~tone dt. alcuqe soctetà te, condizioni climatiche difficili (Sertaò, Kalahari, Terra del
contemporanee è un gioco comples~ dt caust; mterne (nat~ra Fuoco...) possono accelerare il processo d'annientamento; ma
del gruppo in via d'estinzione) e dt cause estern_e (m~dahtà non dimentichiamo che queste popolazioni erano però giunte
del contatto con un'altra cultura fortemente dtstrutuva). l a un indiscutibile grado di adattamento (o di accomodamen·
gruppi, sottolineava in modo assai pertinente R: K: ~erton, to) ecologico e a una effettiva armonia (sociale) interna. Ed
si decompongono spesso «perché non hanno ?btett!vt ~ fun- è proprio questo duplice equilibrio che viene spezzato dal con-
zioni autentiche, o perché non son'? pi~ constder~tt dat lor? tatto brutale con il gruppo dominante, con la conseguenza di
membri come mezzi validi al raggmngtme~to ~et loro fi:01 • moltiplicare i rischi di. morte o almeno di decrepitudine. ~i­
0
ancora perché non suscitano più un'idenuficallo~e affetttva stono diverse tecniche di distruzione delle società e delle cul-
sufficiente •. 1n realtà le società demogra~camen.te ~tdotte, .pro- ture: massacrare o assimilare, respingere o parcheggiare nelle
fondamente divise trafcontro se stesse, mcapact dt mutaztone riserve, utilizzare o sopprimere, se del caso sterilizzare.'7 Gli
propria 0 d'apertura sull'alt.ro, ~carsamente dotate del senso
dei loro valori socio-culturah o, tl che è lo stesso, che sento1_1o
dolorosamente la loro precarietà o inan~tà, per po<:o che sta- fiDiti e ogni anno diminuiscono gli Arunta in Australia e i Negritos nelle
Filippine, gli Aleutini in Alaska e gli Ainu in Giappone, i Boscimani ncl-
no decimate dall'alcool, dalla tubercolost, da~la stfi~tde: s~e~~ I'Atrica dd Sud, e i Polìnesiani nelle Hawaii. Anche in caso di pace im-
provenienti dallo straniero, o che si tro~ino m ~a~ta dt vtctm mediata nel Vietnarn, la cultura vietnamita è già distrutta dagli stessi
intraprendenti e potenti, hanno gr~ndt _probab.tlttà, a meno mezzi impiegati dagli Americani per la distruzione delle culture dei pelli-
rane: la violenza militare, la fame, la malattia e la padlìcazione. • P. Farb,
che non si verifichi un miracolo, d t e~ttngue.rs~ a b_reve. ~a­ Ùs lndiem, Es,rai sur l'{>volutions des sociétés hnmaines, Seuil 1972. p. 355.
denza. Non esitiamo ad affermare che t Fuegtm e dtv~rst. m- Vedere inoltre ]. Emperaire e A. Laming, La d isparitirm des demier.r
digeni della Terra del Fuoco, i Ve~~ah .di C~yl~n, glt Amu
Fulgiens, c Diogl,ne •. 8, 1954. pp. 48-82.
Un caso tragico di società che muore: çaduta della natalità, condizioni
delle isole Yeso, Sakalin e delle. K~nh, gh ln.dtam della. Ba~sa •di vita precarie: (sì tratta di nomadi cacciatori privati delle loro armi, se-
California e del Brasile, alcum rntcro-grup.pt della Pohnesta, dentarizzati con la forza, costretti a vivere su un suolo roccioso e arido}.
abbandono dei tratti culturali sr.ecilìci e originali... ci è fornito dagli lk
· ht'ano d'essere prossimamente cancellatt dalla carta come dell'Uganda. Vedere C. Turnbul, Un peuple de fauves , Stock 1973. Deplo-
nsc
lo sono stati ieri gli indigem. delIaTasmama "...* revoli aia il titolo ridicolo c grossolano dell'opera, sia una specie di partito
preso letterario di tipo impress;onista che va a tutto detrimento della causa
difesa.
45 R. Mc:hl, Le vieilliuem~~t e! la mor~,
PUF 1956, pp. 61-~2. velocit/1.. 47 Si può infatti arrivare fino alla sterilizzazione:! 126.000 donne tra i
46 Vì sono èullure primitive che oggi stanno sco.~paren o a
« . 15 c: i 49 anni sono state sterilizzate a Portorico grazie a un piano lìnan~
· I Tasmaniani sono dc:fimhvamente scomparsi. 1iato dagli USA, e altre: 200.000 donne sono in pericolo d'c:ssc:rlo a loro
°
accelerata nd mond mtcro. Fuoco, studiati da Darwin. sono virtualmente
Gli Yahgan ddla T erra del

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ln.d iani delle foreste del Brasile erano milioni, oggi non sono modo il male più grave di cui soffrono attualmente i Bororo
più di un centinaio di migliaia; il professor Darci-Ribeiro ha deportati nella riserva Teresa Cristina (sud del Mato Grosso)
calcolato che al ritmo attuale di annientamento, non ne re· non è forse tanto l 'esiguità dei loro territori, la scarsezza ..di
sterà più nessuno nel 19801 Ed è in realtà un autentico selvaggina e di pesce (boscaglie e fiumi erano stati saccheggia-
etnocidio 41 quello cui si sta assistendo in questi ultimi ven- ti illegalmente prima del loro arrivo), o la. preoccupazione del
t'anni, perpetrato con la complicità del Servizio di Protezione ~ governo di c trasformarli in allevatori » (cacciatori, pescatori,
degli Indiani. Norman Lévis.., ci ha fornito il racconto, quasi agricoltori assai abili da sempre, non si intendono assoluta-
incredibile, della politica di sterminio condotta per esempio . mente di bestiame), quanto la proibizione rigorosa di danzare,
contro la tribù dei Cintas Largas in prossimità ddle sorgenti . cantare e fumare loro imposta dai missionari e l'impossibilità
del fiume Aripuaiia: bombardamento del centro del villaggio di praticare i loro riti funebri. 51 Si ha ragione di chiedersi se vi
nella giornata del Quamp (grande festività dei vivi e dei sia morte più orribile di quella che priva un popolo della sua
morti, con rappresentazione recitata dei miti) con ricorso ad identità.52 Studiando il processo di negazione culturale degli
assassini prezzolati capeggiati da uno psicopatico sadico e ma- Indiani Motilones che vivono alla frontiera del Venezuela
niaço sessuale. L'altro metodo di distruzione non è meno effi- e della Colombia, R. Jaulin afferma molto opportunamente:
cace, anche se viene usato in una « prospettiva generosa •· La c L'etnocidio non riguarda soltanto l'aggressività umana, ed
politica di insegnamento coatto, detta a volte di c riduzione •, è alla riflessione sulla persona individuale, , psichica ,, che si
degli Indiani della Bassa California tendeva, secondo i missio- deve l'assimilazione del riferimento al buon selvaggio (e in
nari, a salvare le anime e a insegnare al gregge l'agricoltura, modo complementare al Bianco cattivo) da un lato, e dall'al-
l'allevamento, le arti, i « sani • valori della civiltà giudeo-cri· tro la spiegazione dell'etnocidio. La negazione dell'altro si ri-
stiana. Le prime conseguenze furono il generalizzars~ di infe· ferjsce·qui a un sistema sociale, può essere fatta con estrema
zioni importate (vaiolo, rosolia, tifo) e il diffondersi"di diarree gentilezza, come dimostrano mille missionari le cui imprese
e dissenteria dovuto alla polluzione delle acque. Ma forse an- non sono state meno complementari delle diverse forme di tale
cora più grave fu per gli Indiani l'abbandono dei loro ante-
nati, degli dei, delle credenze e di tutti i valori delle loro tra-
collettiva: LA peuple tsquimau aujourd'hui et demain, Mouton 1974 c il
dizioni, mentre le donne, sotto il pretesto di vegliare alla . uotevolc libro di P. Clattrct, Claroniql44 de$ lndinu Guayaii, Plon 1972.
« purezza dei costumi » venivano separate il più possibile da- Sì cita il caso di un gruppo d i Indiani famelici che percorsero 300 chi-
gli uomini ; si giunse addirittura a rinchiudere durante la lometri a piedi. per n:carai a aupplicare, invano, il • comiaario" per potu
compiere i loro riti. La recente apoliazione ad opera del Governo del Mato
notte, in prigioni infette, le vedove e i celibi.SI Allo stesso Grouo ddlc terre uon « rccintatc ,. c non • cataatatc " precipita i Bororo
m una diatnmonc ineluttabile.
51 Inumazione provviaoria nel centro del villai(gio; quando la dc:com-
volta. f: facile parlare, ~ campo 1n~ciale, di aukidio .e di om~cidio, d! mort~ poaizione ~ anru:ata, ti acparano le ona daUa c.arne, le ai dipinge e decora
naturale e di morte accadentale, da morte lenta e da morte &mprovvaaa... Sa con amore; dopo di che 1i effettua. nella forcata l'inum<t.zionc definitiva e
$!:greta.
ricordi il film tragico; Le Soleil du Corulor.
48 Sull'c:tnocidio, vedere: P. Farb, op. cit., 1972. in particolare pp. 296 52 Vedere al riguardo i notevoli atudi di J· Berquc:, Déposses~ion du
•gg., !01 agg.; Père Caron, Cané d'lndiem, • 10/(8 ".• 1971 ; J. Monod, l!" mande, Seuil 1964, c: L'Orinai. second, Gallimar 1970. Sarebbe interessante,
in quctta ~,>roapeltiva, atudiarc il potere di distruzione del colonialismo tullc
riche cannibale, • 10/18 ~. 1972 e il doasic:r collettivo raccolto da R. Jauhn,
De l'ethnocide, « 10/18 ,., 1972. civiltà afnanc:: dc:tacralina.zione del potere, introduzione di nuove cono-
Può accadere che il popol~ oppreas~ conservi la propria cn~rgia e lotti acen&c (mau media, acuolc), clfetti dcll'induatrialinazione, dell'urbaniuazione,
ostinatamente contro la propna dtstruzJOnc. Vedere:, per e•emp•o, R. Mau- deU'introduzionc della moneta. c delle: culture induatriali, senza trascurare
ric:s, Le Kurdist411 ou ia mort, R. Laffont 1967. . . .
l'inflwao del Cri•tianetimo. l movimenti di contro-acculturazione {millcna-
49 Vedere: anche Vilma Chiara, Le processus d'extermmat1on des lndaens riiiJJlo, profdiamo, meaaianeaimo, aincrctismo..., ideologie della • negritu-
d11 Brhil, • Les Tcmps Modemea .., 270, dicembre 1968, pp. 1072-1079. dine •} 1ono atati proteste più o meno violente, più o meno riuscite, contro
50 Homer Asdunan, The Centrai Desert of Baja California: Demo· l'•licnuione e l'aaaauinio culturali. Conaultarc: al riguardo G. Balandier,
graphy and Ecology, "Ibero-Americana •, 42, Berkeley, Univ. of Californi.a Snu tt Pui.mmce, rur 1971 ; V. Lantcrnari, Movimenti religiosi dì libertà e
Prc:ss e Cambridge Unìv. Prcss, 1959. Vedere inoltre Cl. Vanheckc, La poll- di salwz:a dei popoli oppr111i, Feltrinellì 1960; L.V. Thomaa, R. Luncau,
tique ir~tUglniste au Brésil, • Le: M onde .., 28-29 ottobre 197!1; infine, l'opera Anthropol(lgÙ/ relÌ(ÌetUII d' .4/rique noiTI, Larouaae 1974.

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negazione, e le contraddizioni tra queste forme hanno alimen- centrico ritenendosi unica portatrice di Umanità. Ritorniamo
tato sempre e soltanto la cronaca. • 53 a R. Jaulin che ha capito assai bene la dialettica di questo
Negare l'altro (sia che si tratti di un individuo o di un falso incontro: « Non soltanto non c'è simmetria, ma l'Altro
gruppo) non significa solo rifìutarsi di vedere in lui il prossi- si vede in qualche modo negato il possesso di una relazione
mo, e neppure il simile; significa, anche e soprattutto, sia con se stesso, gli è proibito d'inventare la sua propria esisten-
ignorarlo tracciando su di lui un segno come se non esistesse za, e quando lo si maschera con le nostre maniere (con la no-
(il che potrebbe essere definito come comportamento di tra- stra relazione con noi stessi) non è perché lo si autorizzi ad
sparenza o di abbandono), sia ridurlo alla condizione di og- • agire verso di noi, e in funzione dei nostri propri modi, così
getto - cosa o animale -che si utilizza (schiavo, proletario come si agisce verso di lui, ma semplicemente per induderlo,
sfruttato, oggetto di godimento sessuale), sia distruggerlo (don- come un oggetto che si manipolerà, nel nostro mondo. ~ solo
de la ricerca aggressiva dell'altro nell'eroto-sadismo, la sop- in seguito, quando l'altro servirà ad 'estendere il nostro mon-
pressione fredda dell'altro perché « infastidisce • ), sia infine do, ch'egli verrà autorizzato a usare le nostre maniere ma,
assimilarlo (cioè permettergli di elevarsi al nostro livello, con- questa volta, in funzione dell'altrui. Egli sarà un soggetto se
vertirlo per darsi buona coscienza). Qualunque sia la tattica nega; da oggetto conquistato diventerà una , persona, conqui-
(o la strategia), ci troviamo in presenza di un numero limitato statrice. » I.a più grande difficoltà, per l'uomo dell'Occidente
di procedimenti. Per sfruttare meglio l'altro (sottrargli le ter- è forse quella di cessare di credere nel carattere assoluto e nel-
re, utilizzare per sé la sua forza lavoro, fruire eventualmente l'unicità dei suoi valori. « Una civiltà universale può essere
delle sue donne), basta negargli il titolo d'uomo e rifiutargli solo una civiltà del dialogo, senza il quale l'universo umano
il diritto di somigliarei: permettere a un Indiano di soprav- esploderebbe; e il dialogo è possibile solo se ognuna delle par-
vivere e di vivC"re liberamente, -significa implicitamente rico- . ti, se ogni civiltà si rifiuta di pretendere alla totalità. ,. 54
noscere a un altro il diritto di essere come noi e ammettere in Perciò l'antropologo e il sociologo non si accontentano pm
tal modo che noi non siamo il prototipo dell'umano. E se si di analizzare le Società e le Culture; essi si interrogano anche
comincia a perseguitare l'altro o soltanto ad alienarlo, il pto- sulla finalità, consapevole o no, delle loro discipline;ss sanno
cesso diventa irreversibile; l'altro diventa un rimprovero vi- indignarsi e protestare energicamente contro la distruzione dei
vente della nostra condotta sado-distruttrice; massacrarlo si- loro simili, sia che si tratti di gruppi lontani -società « arcai-
gnifica cessare di vedere nel suo boia, cioè in noi stessi, un che:. del Terzo Mondo- sia che si tratti di culture regionali
distruttore per vedervi solo (ipocritamente) l'araldo della {pre- disprezzate da governi abusivamente centralizzatori: minoran-
tesa) Civiltà. ~ curioso osservare il parallelismo rigoroso tra ze curde, gitane, neri animisti del Sudan ...56
la morte dell'individuo e quella del gruppo; e così come la Mai le scienze sociali sono state così lontane dall'accademi-
cattiva coscienza della classe dirigente risulta dal fatto ch'essa smo sterile e pedante, mai sono state così vicine a quell'uma-
universalizza (e atemporalizza) il suo proprio schema di valori, nitarismo rivoluzionario che vuole demistificare gli stereotipi,
allo stesso modo la società dominante rinnova lo schema socio- riabilitare le culture giudicate (indebitamente) inferiori, di-
fendere le etnie o. le popolazioni oppresse, alienate e sfrutta-
53 R. JaÙiin, Lo Paix bianche, Seui!, Paris 1970, p. 408. In senso ana- te, contribuire alla formazione di una civiltà universale in cui
logo D. Ccoper. ofr: ci t., l ~i2, ha potuto. scriver_c::. ~Nel primo mondo, tutt~ tutte le culture saranno rappresentate e rispettate. • La diver-
le merli sono degh assassm1 mascherata da SUICidi, a loro volta camufhh
da legge della Natura. Nel terzo mondo, tutte le morti sono più semplice- ·
mente degli assassini. Il mascheramento non è necessario. Come mettere a 54 Op. cit., p. 424. E dunque non ha più, secondo noi, cattiva cosdenza.
morte, con compassione, gli assassini, o meglio: come mettere a m~rtc ciò 55 V~dcre .. Lcs Temps Modernes '"· n. 293-294, dicembre-gennaio 1970/
che in essi si as~assina? Forse mostrando loro. con la dovuta contro-vLOlcnza, 1971, dedicato parzialmente al tema Anthropologie et . fmpérìalisme,
la natura del Iom proprio suicidio? Cio suppone uno svelare se steui nel pp. lll!l-1201.
cono del quale l'io chr si svela è un io che mostra la nostra propria !i6 Sulla rivalorizzazione in Francia delle civiltà basca. bretone. provcn-
mr.rtc. Non ci si scopre davanti agli altri, innanzitutto pHch~ questo gesto nle, ecc. cfr. R. Laffont, La Révolutiora régirma/iJtP, Gal\imard J.961; Dho-
· significh~rebhe svelare sé a se stes~i. ~ (p. 140). foniJer la France, Gallimard, 1971.
sità delle culture umane è dietro di noi, attorno a noi e da- ~olo), J~ s~tta rì_vohwonaria dei Livellato ri (nel xv1u secolo
vanti a noi. La sola esigenza che possiamo far valere nei suoi m Ingh1lterra), ~l cult<? dei Cargos in Oceania (nel xx secolo )
confronti (creatri<.:e per ogni individuo dei doveri corrispon- . ec~. haf.lno ~utu ~r l appunto una tale origine. Malgrado i
denti) è che essa si realizzi in forme ciascuna delle quali sia retterau falhmenh delle loro profezie, i Testimoni di Geova
un contributo a lla maggiore generosità delle a ltre. » SI non hanno disarmato; anzi, le trovano sicuramente confermate
in tutta una serie di disco rsi politici, tecnocratici o scientifici
) . L 'ossessior1t: dell'Apocalisse 51 dei n~str~· giorni. Pe'_luria alimentare,410 rarefazione dell'acqua
Nell'agosto del 197~. 60.000 testimoni di Geova si riunivano e dell OSSigeno, esaunmento delle materie prime necessarie a l-
a Parigi, nello stadio di Colo mbes, per proclamare l'imminen- l'industria (si è gi~nti addirittura, per certi prodotti, a fissare
za della fine d el mondo (per il 197-5): guerre, fami, epidemie, delle date). polluz10ne crescente, ecocidi, zoocidi e terricidi,
vandalismi e c:t:imini violenti, polluzione non controllata an- demografia galoppante,61 urbanizzazione forsennata e anarchica
nunciano la bauaglia di Armageddon, con la quale Dio an- c<:>n recrud~cenza della criminalità (droga, i teppisti di Aran-
nienterà questo mondo corrotto e tutù i sistemi unici ( = Sta- cw meccamca... ), corsa sfrenata agli armamenti con rischio di
ti). c Solo i puri verranno salvati e resusciteranno solo co- ~onfla~~~one universai~ e pericolo atomico: 6l sono questi
loro che hanno saputo testimoniare. J tempi sono stretti. • Ji 1 . tem.' ptu _corre~temente e più c sapient~mente • difesi ai
Il fatto non è nuovo: c'è già stata l'attesa del giudizio finale gt?rm _nostn .. A CIÒ .si aggiungono la c degradazione dei costu-
dopo l'incendio di Roma, le persecuzioni di Nerone, la caduta mi », 1l decimo de1 valori (borghesi) tradizionali, la caduta
di Roma: p()i la grande paura dell'anno mille (passati mille
anni, di<.:e san G iovanni, Satana sarà messo in libertà), la gran- 60 Tema s~iluppato . a più ~iprcsc da R. Dumont, c in particolare con:
d e paura del 1789 all'epoca della rivoluzione, quella del IS.n Nous ai/Qns a la. Fam~ne, ~cuti 1966; Paysann~ries aux abois, Seui! 1~72.
seguita a u na terribile epidemia di colera. quella del 1871 La fa~e. che ~a ~nv~.shto dt recente il Sahcl africano vi ha mietuto nume-
roae Vtthme. L Etiopta da aola ne ha avute circa 100.000.
che unì la provincia contro i comunardi, quella del 1914... ?l La lcttc~atura su que_sto punto sovrabbonda. Cit iamo a titolo indi-
e persino del maggio 19681 Ogni grave calamità, epidemia, fa- cativo l~ colleuonc ~ E:colo&-tc • pubblicata da fay.ard , e in particolare: P. c
me, guerra, s<.:onvolgim_e mo tellurico (vulcanismo. terremo· A; Ehr!Jch, Po~ulatson: ressources, environnement, 1972; f . Frascr Darling,
L ab~nda'?cr devastat~u:e, 1971 ; _- Tbc ~cologist •. Changer uu disparaitre,
to ... ) provoca delle psicosi collettive. Allora le popolazioni 1~72, c l opera coll~tt1va Halte a la cruwanu, comprendente uno studio di
osd llano tra l'angoscia e l'aggression~ incontrollata. Donde -Jd Dclaunar. Enqwde sur le Club de Rome e uno studio di D.H. e D.L.
ancora una volta l'evasione nell·immagi.n ario: l'instaurazione eadows, J. Randc:rs, W.W. Behrc:n•. Rapport sur les limites de la crois-
umce, !972. t noto, d'altrond_c, che i lavo!i del ...•T (MaS»chusetts) c del
sulla terra del regno di Dio : « La distruzione di Babilonia, Club d.t Ro~a c~mport:-no. d1 fatto, alcum erron di programmazione e di
è Slato detto, è la Gerusalemme ritrovata. » I diversi movi- calc~lo che mnhdano an parte le loro conclusioni .
St è _cosi parlato ~i 9~ttro a~v~rt!menti. aiJ_'u~anitl contcmporanca :
menti millenerastici (Avventisti, Testimoni di Geova, Mor- ~uello di Freud (li_ c!u_agr? ~ella CIVJlta, Borm&hten 1971) che insiste sul
moni, Santi d egli ultimi giorni), il c Regno della Nuova Ge- atto eh~ le forze hb•d~nalt r1mosse dalla nostra società repressiva si accu-
rusalemme • (creato da Th. Munzer in W estfalìa nel xvi se- m~lano . '" n_t~do c3pl?s•vo; quello ~ella minaccia atomica dopo Hiroshima:
glt Stah Umu, da s.oh, possono ann1cnt~re Il volte l'intera umanità; quello
~dl:t de!D~I{ra~a galoppan~e che favonscc due specie di mali: la fame e
! a(~esstvtta; m6_ne lo avtluppo anarchico dc:ll'mdustria, fonte di grave
57 C l. Lévì-Strauss. Ruce et Histoire, Unesco, 1952, p. 49. tnqumamento c: dt spreco delle materie p rime.
.'>li Vedere N. Cohn, Les (analiques de l'apocalypse, julliard 1962. 62 Vcd~rc piu in particolare R. Cla.rltc:, La course awr armum~nt.s uu 14
59 Crc:ata nd 1874 negli Stati Uniti con il nome di * Zion's Watch- teclr'!~ratte d_e la guerr~. ~euil 1_97!; A. _Lcgauh e G . Undsey, Le feu
tower sucicty ... la setta ha l. 700.UOO adc:renti o « Testimoni •. sorta di ".ucleat~e, Se~ul 197.!. t c_unoso c muemc Significativo constatare che al di
• vedette • che avvertono i loro (rattlli dei pericoli imminenti, prendendo l~ dc!l ouessJonc dc! p~nc'?lo nucleare, ciò che scnsibilina di più l'uomo
alla lettera la visione dell'Apocalisse che annunciava la fine del mondo c d ogga non. è tanto al nsc~ao di un conflittu Est-Ovest (dato che la coeai-
!'avvento della parusia: • L'Angelo prese il drago, l'antico 3trpentc che c stenza p~cafica sembra u~acurata) 9uanto_ l'eventualità di una guerra tra il
il diavolo c Satana c lo incatenò per mille anni. E avendolo gettato ndl'abil- Nord c Jl Sud: paura ~~ vedere 1 pacsa attualmente dominati c sfruttati
~o. lo chiuse c sigillò... finché questi mill.. anni saranno trascur~-i. dopo i ~enza _al~una. vergog~a c m _preda all'inflazione demogrilfica r ibellarsi contro
quali rluvrà essere rimesso in libertà per un po' di tempo. • • paesi raccht: dopo al "pcncolo giallo" il pericolo • terzo-mondista ,.,

74 75
verugmosa delle pratiche religiose e le reiterate crisi econo-
miche, indice d i un crescente malessere.6J c Può' capitare di affascinati dalJe loro nuove Gerusalemme (Bangkok, Katman-
tutto,. dichiara l'economista fTancese Ch. Roux. c Noi orga- du, Istanbul), o di ritrovare la sedicente felicità primitiva
niuiamo il caos ,., replica il suo collega inglese G. Tather. come l'eroe del film di Feraldo, Themroc, che trasforma in ca-
E in realtà i motivi di timore sembrano oggi più terrificanti verna il suo appartamento, diventa cannibale e si dà senza
che all'epoca dell'anno mille tanto più che, questa volta, la tregua alle~ioie del ~sso; e neppure di proibire l'aumento del-
tecnica stessa, presa nella sua propria trappola, rischia non la natalità (la crescita zero di cui parla Sauvy) che avrebbe co-
solo di d imostrarsi impotente nella limitazione dei suoi mi- me effetto principale quello d i compromettere le possibilità di
sfatti, ma si trova sul banco degli accusati. Non è però il caso decollo dei paesi d ominati. Si tratta invece di concepire delk
di fare i profeti di sventura.~ La crisi è fin troppo evidente e utopie creatrici, ~unque audaci : rifiuto totale dell'imperiali-
molte • nuvole nere • si addensano all'orizzonte. Ma niente, smo, ridistribuzione mondiale delle riccheue, aiuto disinte-
assolutamente niente ci vieta di riaffermare ciò che diceva R. ressato (=giustizia} al Terzo Mondo, soppressione degli arma-
Glaber nel IO~~. dopo i sinistri presagi apocalittici: « Il cielo menti, arresto vigoroso della polluzione e dello sperpero (ri-
cominciò a ridere, a rischiararsi e si animò improvvisamente di spetto della natura, primato della qualità della vita)... ecc.
venti propizi. ,. 65
Se gli uomini d'oggi e di domani saranno abbastanza lucidi
per credere nell'utopia e abbastanza generosi per incarnarla, c) Socializzazione dd la morte: l'istituzione e il codice
si può sperare che la paura dell'anno 2000 sarà altrettanto
vana di quelle che l'hanno preceduta. Non basta attendere t noto, dopo Durkheim, che il diritto è il fatto sociale per
l'ipotetico ritorno alla terra promessa in cui, secondo l'Esodo eccellenza; espressione diretta della coscienza collettiva, e!SO
(m, 8) • scorrono il miele o il latte», o di :~eguire gli hippies la cristallizza in formule (leggi, regolamenti). Ma la legisla·
zione può essere in anticipo su tale cosciema collettiva (è il
~ Il u.crosanto dollaro si trova a sua volta in gran pericolo, benché caso del decreto ~he autorizza in Francia la cremazione), o
sia stato ì1 simbolo del succcuo dell'economia cApitalista. in ritardo (l~e -s ull'aborto), o rappresentare solo la volontà
64 Tanlo più che la ptriodicità dei fantasmi apocalittici e lo Jcacco
delle previsioni relative alla fine del mondo incitano alla tpeianza. Lt
·della c/4$$e dominante (fatto essenziale, trascurato da Durk-
strutture mentali imma!in01lc dall'Occidente nd lontano medio evo indub- heim). L'istituzionalizzazione della morte ha una pluralità di
biamtntc ai agrctolano; ma niente: ci impedisce: di crtdcrc alla possibilità di modi: passeremo rapidamente in rassegna i più tipici.
crurc: un ucmo nuovo dotato di u~ nuova sensibilità c tale: che: ~nsi
ormlli ai propri problemi su scala planttuia. Vedere pc:r esempio H. Kahn
e A ..}. w.enc:r. L'anno 'lO()(), n Sa~giatorc 1968, pp. .5513 c S!fg. l · Morte e trasformazioni socio-giuridiche
65 • Ma dopo tutto que1t'upcnenu non ba niente di decisivo. Altre L'influenza della società sul fenomeno morte è tale da deter-
epoche l'banno fÌà fatta. Il crollo di civiltà secolari di cui noi non scor-
giamo il dcmant non tigni6ca sc:mpliccmcntc che il tempo degli uomini ~ minarne la codificazione giuridica.66 Se si cons-iderano solo le
soltopo$10 alla legge: del c Muori c divieni> (Stirb rmd Werd~). Ciò che società occidentali, e in pa·rticolare quella francese, si può ve-
indubbiamente viene distrutto dallo spettacolo della storia conrtmporanc:a
~ l'idea in!enua ~i unll civiltà in costante -progresso e cht evolve scnu rot-
dere assai chiaramente il senso in cui si è sviluppata o si evol-
tun. da una forma a un'altra, che non cessa di integrare gli elementi posi- ve la legislazione funebre. Innanzitutto la razionalizz(uione:
tivi e considera o~ni propria vittoria come una vittoria sulla morte. Do- la morte si spiega scientificamente. « Gli sforzi di razionaliz-
vrc'mmo as.,a i sc:mrlicc:mente riconsiderare la filosofia della llorill trasmes-
saci in trcdità da xtx secolo t sostituire all'idea di evoluzione qutlla di zazione delle società per subordinare la fatalità della morte
rivcluzione, di rottura, di morte apparente. Allora la storia ritroverebbe: alle necessità della vita in çomune hanno influenzato nume·
per gli uomini la sua virtò tonica, allora la nostra coscienza dtlla morte
perderebbe la '"a virulenza. Se una simile ipotesi può c:ncre presa in èon·
rosi aspetti della legislazione. La dichiarazione di morte allo
siderazione c se la coscienz.a. che abbiamo avuto 6nora della morte consente Stato civile è obbligatoria e il medico contribuisce per parte
ancora un tale trafugllmcnto, è perché non abbiamo ancora individuato
un'tspcricnza 1peci6ca che ci mostri la morte come legata ll orni pro!clto
umano. • R. Mchl, op. cii., 1956, pp. 62-Sl. 66 Vedere Protection des droits de /'homme. 8• table ronde du CIOM~ .
Gcnèvc 1974.

77
sua a lla elaborazione dell'atto di decesso partecipando, al tem- In Francia, la difesa dei diritt i d ell'ind ividuo è garan tita
po stesso, alla statistica m ortalità-malattia del servizio sanita- dalla legge 15 nov. 1 ~87 che stabilisce che ogni uomo in ara-
rio.»." In s~condo luogo, la laiciuazior~e : si tratta della preoc- do_ d i fare t~sta~lento può regola~e in vita le modalità dei ~nr
cupazione d1 desacraliuare i riti e le credenze fu nebri. In un pn funerala e dtspor re del p ropno corpo dopo la morte preci-
prim~ t~mpo, il decretO del 23 prati le dell'anno xu proibiva sandone la destinazione.70 La libertà dei funera li (; sancita d ai
qualslast sepoltura nelle ch iese, templi e sinagoghe; le sepol· due articoli seguenti :
ture «devono avere l uogo in un terreno neutro, in cui tutte • an. 2. Non si potranno, nemmeno per via di decreto,
ie famiglie coabitino senza alcuna d iscriminazione... • . In u n st_a bilire i~l ~le un . m odo prescrizion i part icolari da applicarsi
secondo tempo, con la legge d el 20 dicembre l 904, la Chiesa al fu nerali, m rag10ne del loro carattere civile o religioso.
perde ogn_i mon~polio relativo a i .servizi e.sterni 61 delle pom- c an. 3. Ogni maggio renne o minoren ne emancipato, in

pe funebn che nentrano nella pertinenza dei com u n i a titolo condizione di fa re testamento, può regolare le condizioni dei
d i .servizio pubblico. In nome dell'ìgier1e vengono emanate suoi funerali, i n particolare per ciè> che rig uarda il loro <.:arat-
delle no~me precise relative al trasporto dei cadaveri (soprat· tere civile o religioso e il modo della sepoltura. »
t~t ~o se 1l soggetto è morto di malauia contagiosa), a lla pro i- La legge punisce congiuntamente il non-rispetto d ella tom,
b~none di c?st~ui~e abitazioni o di scavare d ei pozzi a meno ba (articolo 360 del codice penale,71 reprimendo il deliuo di
dt 100 metn d1 d1stanza dal nuovo cimitero... L'articolo del violazione di sepoltura) e della memoria del defunto (articolo
5 gennaio 1921 arriva ad esigere che le necropoli siano circon- 3 de Ila legge del ~9 luglio 11:\88 sulla stampa. che sanziona
date da una recìnzione alta non meno di l metro e 50 raffor- la diffamazione o l'in~·iuri a contro la memoria d ei morti). Ma
zata da uno schermo di spini o di alberi sempreverdi. Questa i testi di legge prevedono sempre dei casi particolari. Così il
paura a volte pato logica del cadavere dimostra ad usura che decreto del 20 ottobre 194 7 dispone:
l'uomo moderno, cartesiano o positivista.,' non ha esorcizzato « ... negli ospedali indicati su una lista stabilita dal Ministe·
del tutto le sue paure ancestrali, anche se le maschera con la ro d ella Sanità Pubblica e della Popolazione, se il primario
coper.tura della scienza e d e ll'igien e! M. Colin ha perfetta· di servizio g iudica che l'iuteres.se .scieuli{ico o terapeulico lo
meme ragio ne di sottolineare che disposizioni apparentemen- richieda, l'autopsia e i prelievi potranno e ssere e ffettuati sen-
te mo lto oggettive t radiscono solo c le scappatoie inconsce. za indugio, anche in mancauza di autorizz.azio ue da parte della
gli alibi nevrotici destinati a sottrarlo all'angoscia della mor- famiglia. In tale caso il decesso d ovrà essere stato constatato da
te » .111 due medici dell'ospedale che dovranno impiegare tutti i pro·
cedimenti r iconosciuti validi dal Ministero della Sanità Pub-
2 · L a morte e ii codice blica e d ella Popolazione al fine di assicurarsi della realtà
N umerose disposizioni giur idiche specificano i diritti d ei della morte.
defunti e i diritti e i d over i dei sopravvissuti, esprimendo in c Essi dovranno sottoscrivere il verbale d ella constatazione

tal modo la cont inuità della società. Vediamo qualche ~mpio. del d ecesso, indit:andone l'ora e la data.n

70 A condizion e di rispettare: l~ p rescrizioni dd Codice civile (libro m.


67 M. Colin, L'ar~ihropolo"ue et la miJrl, in Mort el Fuiie, • Puspectivc art. 11, comma v) che riconuscono questi tre tipi di testa me nto : pubblico. olo-
p&yc hiatriquc • .. ~~~. 2. 1~70: p. 8. .• • . . grafo, mistico.
6H Con serv 1.::1 tJterm s1 mtendc tutto cJo che e m d ls pen&a bi le alle ese- 71 Se ne e parlutu a lungo. di recente. a prop-osito del • furto .. delle
quie, al trasporto del corpo. alla fornitura del carro funeb1'e, della bara, $poglie dd Marescìalln Pétain.
d egli automezzi per il funerale. Assieme al servi%io esterno può esaere ani· 72 L e prescrizicni reli g iose son•> fn~quenti in tale cumpo. L'lsla m, per
curato un scrvino intem o, non soggetto a monopo lio, e che comprende tra c5empi<>. ctigc il rispetto del cnrpo c ciel cadavere (Corano. S. xxx. versetto
l'altro la guarnizione delle bare, il personale di direzione dei cortei, il 30); perciò stesso ne pn•ibisce la mutilaziunc o l'abl azione ~ l'incincri-
trasporto al di fuori del territorio dd comune, i diversi processi di consu. mento. Solo di recente (Papa Giovann i XXIII n d l9tì4 ) il Cristia nesimo ha
vazinnc dei cvrpi, ecc. abolito la prnibizi<>ne cll"lla cremazione, ronsirlcmta fino acl a llora una
69 Op. cit .. p. 7. • pratica pagana~ .

79
c Il primario redigerà un verbale constatante i motivi e le versitarie sono in stretto rapporto con le cattedre di medicina
circo!itanze dell 'opera~ione . » legale), gli atanei o tipi moderni di c Case dei Morti » che si
Anche i sopravviventi vengono fatti oggetto di una relativa occupan_o ~el~'« indispensabile passaggio tra il luogo del tra-
sollecitudine, come è dimostrato dalla legge del 5 marzo 1 94~ passo e 1l c1m1tero •,., i crematori (la Francia ne possi~de sol-
c:he codifica l'attività delle imprese private che concorrono at tanto Il , più 2 gi~ in programma, ma la Gran Bretagna ne .
servizi esterni delle pompe funebri: . . . . ha 2~, !a ~e~~ma federale ne ha 65, la Svezia 63), infine gli
«art. 3. Sono proibite tutte le offerte dt servtzt fatte 10 oc- ossorz e 1 crmrten, alcuni dei quali possiedono una fossa comu-
casione di un decesso allo scopo di ottenere sia direttamente. n~ e u~a zon~ monumentale riservata ai c caduti in guerra ».
sia mediante intermediario, rordinazione di forniture fune· R•cord1amo moltre l'importanza accordata ad alcuni monu.-
rarie o l'organi.zzazione dei funerali. t ugualmente pro.ibi~a ~enti, ~i una portata simbolica e di una potenza evocatrice
qualsiasi trattativa sulla pu?blica via o in luogo o edtficto mdubbu~: monumenti ai caduti, archi di trionfo, musei e cat-
pubblico o aperto al pubbhco. . . . , tedrali, ricordi dedicati ai defunti ...16
«art. 4. Le forniture soggette a monopolio tndtcate datl ar-
ticolo 2 della legge del 28 dic~n:'bre. 1904, co~ì ~ome. l~ con· 4 · La protezione civile
cessioni nei cimiteri, tasse mumnpall, permessi dt pohlla, do· Anch~ la J?rotezione ~ivile, e in Francia l'o rganismo perma-
cmnenti bollati, e(:C..... non potranno dar luogo ad alcuna nente dtparumentale da soccorso collettivo, meglio noto sotto
maggioTazione dei pre1.zi indic~ti nelle ~a.rìffe ~fficiali_ ad ?Pe· la ~e~om~nazione di Piano oRsEc,77 si colloca in una prospetti-
ra di intermediari, sotto pena, 10 caso dt mfraz1one, d1 ~n am: va utttuztona.le.
menda che superi al minimo di _dieci volt~ e _al masstmo dt t curi~so c?e si siano dovute attendere delle grandi cata·
cinquanta volte le svmme indebttamente n ch.•este. » • strofi naztonah - come quella del maggio del 1897 del Bazar
Questa legge ebbe l'e~etto di f_ar regnare m ~~~nCia una de la Charité (in cui bruciarono vive 130 persone), le ino n-
maggio re decenza tra le tmprese d1 pompe funebn. dazioni della Regione parigina del 1910 e queJle del sud-est
del 1930 ecc.-. infine le catastrofi della Seconda Gu~rra mon·
} . L'istitm.ione come regola e come edificio diale (nel nostro paese ci furono circa 100.000 vittime civili)
La Società non si è limitata a elaborare una serie di rego· - per prendere coscì~nza della necessità di rafforzare i m ezzi
di protezione collettiva.. t l'incendio d~lle Nouvelles 'Galeries
lamenti spesso comple~i- e _a ~olte ~in~ìosi : e~ h~ anche
creato tutta una sene d1 ,.~lztllzzom-edtficiO: gli ob1torr, le sale
d'allJop.~ia (cl iniche o d' inscgnament~, os~liere, . giu~izi~­ 15 L'atanco. non soltanto attenua 1~ diffi coltà inerenti all'habitat moderno
(tt~c. piccole. so_B'~tti busi. :.cale ~trctt~ _grande promiscuità) che rendono

cevere le persone decedute da morte vtolenta, 4 nelle ctttà unt-


rie), le camere ardenti, gli ist~tuli med~co-lega; l (desu~atl a r!· delteati c scomodi 11 t rasporto c l espOSIZIOne del cadavere, ma facilita il
l~voro, del l~tto: ".In effetti, l.'inll:~pr~t~zionc dd la parola ataneo suggc-
rtscc l evocazJol_lc do. un luogo •n cu1 SI 1gnorano le sofferenze c gli orrori
d~lla morte c m C';'l la siena morte ~ cancellata. t la casa dove il sog-
fiOrnare _conse':lte dt sormontare !a morte, di soffocare ~li effetti della tana.
73 Vedere L'ur~tanisation dcJ funéruillcs rn France, opuscolo .edito in l?morfoSJ c dJ attenuarne la ptctosa afflizione. Per ti credente è anche
francia sotto l'c,;ida. dc:II'Ass(>ria7.ionc europea delle Imprese dt pompe l,apertura v~~" on.a ?Otione di immortillità. La morte non esiste più nel-
funebri. 1970. . . . . . . · M d' L 1 d' l ata~co. ~ ltmmortaht_à che attende la creatura. • J. Ed. Barbicr. ThtmU-
74 Ecco, a titolo ind1<:allvv, le altJVtta dcii lshtulo e tco esa c t tolorte et _Thanatopra:cu!, Fac. Ml!d. dc Rcims, 1969, p. 54.
Linne: 7? Se t! lato es~chco (col!lc nel caso di numerosi monumenti ai morti)
· - -------·----- --- 1963 1964 1965
.... lascta spesso a des1derarc, ct sono pc:rò anche eccezioni notevoli. Il museo
19112
- -- .. ..... .--·----·-·----·-
466 530 S26 583
__ __
\966

S6S
,.
1967
,.,_
(1()9
d'Hiroshima,, per cs~mpio, dedicato a ~vloro che perirono a causa della
bo'!lba ato~tca, col~tsce per la sua sobnetà. per la forza di evocazione, la
cartca emotiva, la nsonanza tragica.
Corpì depO~Itatl
-- - - · · -· --·-·· -- -.. - - - --· -···- 77_Ricordiamo qui l'eccdlcntc sintesi di tale i1tituzionc dataci da F.
20l 199 194 170 294 41 3 Gabrtcl. ,Vedere Pmblèmts de fJmtection civile, • Bui!. Soc. dc Thanalolo~ic ..
AUU'P\lc tlfcttuate l, fcnnato 1970, f 1-F9.

Bo
_di Marsiglia, nel 1938, che spinge il Parlamento a votare una I U · LA MORTE1 L 'ANIMALE E L'UOMO
legge che rende obbligatori per i comuni stanziamenti . per
la lotta contro gli incendi, ed è soltanto nel 1959 che vtene
creato il Servizio Nazionale per la Protezione Civile (dopo le
catastrofi, di Rueil e delle Landes).
In una parola, si tratti di rappresentazioni, di modelli, di
definizioni di ruoli o di regolamenti, il gruppo ha segnato pro-
fondamente con la sua impronta tutto ciò che riguarda la mor-
te, al punto da fanie un fatto sociale per eccellenza. E stato detto che n on si sarebbe mai parlato di « genere
umano • se l'uomo non fosse staro il suo proprio classificatore.
Niente di più vero. Ma l'uomo, dotato di intelligenza e di
linguaggio, non ha mancato di rivendicare una supremar.ia che
si esprime non solo nelle sue credenze (lui solo crede in Dio
e possiede un·anima!), n ei suoi modi d'essere e di esistere (lui
solo ha capacità artistiche, morali, religiose, sdemifiche!); ma
anche nel_ l 'atto del morire, del quale tuttavia è noto che ap-
partiene a tutto ciò, che vive: non pretendeva Bergson che
l'uomo sia il solo essere al mondo che sa di dover morire?
Cosa può insegnarci, al riguardo, l'an alisi della situazione
animale? A questo livello ci si aprono due strade: quella del-
l'etologo che studia l'animale in se slesso: queJla dell'antropo-
logo il cui punto di vista è necessariamente antropocentrico
(o addirittura, a volte, antropomorfico).

a) l dati dell'etologia

Consider iamo innanzitutto il sapere etologico. temi prin-


cipali che meritano di venire presi in considerazione sono sei.'

l · Mortalità o a·mortalità'!
R itroviamo qui un vecchio problema: la morte è un fatto
naturale o il risultato di un accidente?

a) Durata media della vita. ! piuttosto difficile valutare la


durata media della vita negli animali: d'altra parte, circolano
al riguardo una serie di leggende difficile da convalidare, in

Ringraziamo vivamente il nostro collega R. Chauvin. etologo emi-


nente, professore all'Università Duurtes, che ci ha. comunicato i preziosi
documenti da noi utiliuati da p. 84 a. p. 97.
b) Alcuni fatti contt4rbanti. Alla domanda: • la morte è un
mancanza di prove valide.1 Presso i mammiferi e quelle specie fatto ineluttabile?» la risposta .è indubbiamente affermativa.
selvagge di cui è nota l'estrema vulnerabilità nei confronti dei Tuttavia R. Chauvin riporta alcuni fatti conturbanti sui quali
pericoli che li minacciano, l'elefante raggiungerebbe i 57 anni vale la pena di soffermarsi.
(sarebbe superato solo da una specie domestica, il cavallo, che I batteri e i protozoi conoscono la scissione senza fine (se le
arriverebbe a 62 anni): vengono in seguito lo scimpanzt (37 condizioni di ntilrizione e le circostanze esterne lo consentono)
anni), l'orso bruno (3 1 anni), il leone (29 anni). Tra le specie del loro o rganismo in due parti; il che toglie alla morte - co-
domestiche, il cane arriverebbe a 34 anni, il bue a 30, il gatto si come del resto alla nozione di individuo - qualsiasi senso.
a 21. Ma si tratta di cifre c record 1t e non di medie. Tra gli Si può racilmente sostenere, fuor di metafora, • che i batteri
uccelli, se il canarino può vivere 24 anni e il piccione 35, il da noi attualmente coltivati in provetta sono lo stesso e unico
pappagallo c ara 1t ha il privilegio di superare i 60 anni (64 batterio che vive dal paleozoico ».4 Si sono potuti ottenere, per
anni). Infine tra i rettili l'alligatore vive solo fino ai 56 anni; esempio, più di 70 generazioni di batteri nel giro di 24 ore;
in cambio, le tartarughe sembrano detenere il primato della ma già Woodruff aveva realizzato a suo tempo 13.000 genera-
longevità : 123 anni per il genere Terrapene e 177 per la tar· zioni d'infusori e Metalnikov 9.000 nel giro di 22 anni.s
taruga gigante... Ciò che colpisce in questi dati è la diversità Una simile resistenza alla morte non riguarda solo gli e~çeri
delle possibilità di durata della vita: da alcuni giorni (effi· a organizzazione semplièe. Alcuni esseri viventi a struttura
mere, come nel caso delle farfalle adulte) o mesi (27-30 per il complessa presentano un processo di crescita teoricamente in-
ratto bianco) a più di cento anni. La stessa varietà si ritrova definito : non invecchiano o, quanto meno, aumentano soltan-
nel mondo vegetale, in cui si passa dalle piante che durano to la loro vulnerabilità alle aggressioni · t eli uriche: è assai
uno o due anni ai baobab e alle sequoie giganti che superano noto il caso del luccio e della carpa. D'altra parte è stato de·
più secoli. Sembra che la durata della vita sia in parte legata ~ritto l'e~empio dei pogonofori, animali degli abissi. molto
alla statura (per esempio l'uomo vive più a lungo dei mammi- degeneratt, adattatisi all 'oscurità e al freddo e la cui crescita
feri della stessa struttura) e più ancora al sesso: in Francia, è estremamente le!lta: vivono al riparo di un tubu la cui velo·
nel 1901, c'erano 99 uomini e 214 donrle al di sopra dei cento cità di sedimentazione è di un millimetro ogn i 250 anni, il che
anni ed è noto che, presso alcune specie di insetti, i maschi di· ~i darebbe per un tubo di 75 cm (alcuni tubi raggiungono
ventati inutili vengono cacciati o uccisi.1 tl metro e mezzo) 250.000 anni; ed è poco probabile che uno.
stesso ricettacolo possa venire utilizzato da piLI di un animale.
Al limite, si potrebbe parlare di a-mortalità (teorica).
2 L'eldante vivrebbe 200 anni. alcune tartarughe SOO!
Il problema della durata della vita rinvia n~sariamcntc a quello della Anche i fenomeni di anabiosi non mancano, a loro volta,
vecchiaia, che ind ubbiamente esiste nell'animale superiore, cane, cavallo. di sorprendere: si tratta di una sorta di • resurrezione • che 'ii
Kimmia... Steinach de1crivc il topo vecchio. tra i 18 c i 2j mesi, come un
essere sporco, apatico, ma~. sprovvisto di pelo. Per quel che riguarda g:li
orKaniami inferiori, il problema si complica e si potrà parlare di vecchiaia zione. in a ltri termini una deprogrammazione programmata • piuttosto che
solo per analogia: sfinimento della farfalla in capo a qualche giorno, albero come un prcccsso detuminato: é l'accumulazione di errori nel programmO\
che cessa di fiorire c di dare frutti, perdita di vitalità delle colture d'infu- d~lle molecole di· base (somma statistica di molecole quantiche) che detcr ·
aori (ti tratta piutto1to di . oscillaz.i.o nc ~he di perdita propria~c~te ~etta)~ mm'! fat~Jmentc (ncccuuiamente. abbiamo detto) l'esito fatale. Vedere E.
invecchiamento . della. Sf?CCte che 11 venfica, a ca_u~a dcl!a ra.nta de1 SUOI Monn, Lhomme t't /a mort, Seui) 1970. pp. 313 e 3-11.
rappresentanti. 1 fath d• dc,encracenza o l appanz:10ne d1 cas1 apertamente 4 La formula ~ di R. Cha uvin.
teratologici... E difficile dire qualcosa di più al riguardo. Vedere anche 5 Si pot~e~bcro e~ocarc qui i fenomeni di moltiplicazione asessuata. l
l'articolo di M.J. Dudcux. L'animai vieillit-il mieux que l'homme,, .. Le fenoment dt rtproduztone per talca c per margotta cun~Ì$Iono fondamenta).
Monde ., ! -4 novembre 1974. mente in una moltiplicazione indefinita delle cellule che riproduconò non
-' Presso numerose 1pecic viventi si assiste a una morte programmata tanto un nuovo individuo quanto un frammento dd l'antico; lo $lesso accade
in relazione con la scuualità. • Sono innumerevoli le piante c gli animali n_ella riprodu~ìonc asessuata degli animali inferiori: divisione n gemma-
che muuiono in seguito alla formazione dei semi, come le anguille dopo il ZIOne, formaz10ne di colonie c fenomeni di rigenerazione. P. Chauchard,
loro viaggio di riprodutione nel mar dci Sar,assi o l'ape maschio dopo il La Mort, PUF 1971!, p. 57. Trapianti c: mc:tastasi cancerosi pntrebhero venire
volo nu&iale. • Niente del genere per l'uomo in cui la morte andrebbe piut· esaminati in tal scn.m.
tosto definita come- una • deprogrammazionc alla fine di una programma·
vt:rifica dopo la scomparsa apparente d 'ogni metabolismo. Il teressante nelle esperienze di Becquerel è l'intervallo di tem-
ra~o pii1 famo~o è quello dei Tardigradi, animaletti nerastri po estremamente prolungato durante il quale sembrano con-
che vivono nel muschio dei tetti e a prima vista non hanno servarsi le possibilità di reviviscenza. Secondo questo autore,
n ieme di particolarmente notevole, a pane l'incertezza di se al vuoto completo si aggiunge l'azione d'una temperatura
dassihcazimu: dato che hanno qualcosa dell'insetto e del ragno molto bassa (dell'ordine d i - 190"), il citoplasma si stabilizza
pur senza essere né l'uno né l'altro. In co_mpen_so, dal ~umo integralmente e le possibilità di reviviscenza diverrebbero illi-
di vista fisiologico, presentano una parttcolantà constdere- mitate. t evidente che, in tali condizioni, non è del tutto
vole: q uaudo li ~i lascia seccare in un'atmosfera ~igorosam~nte escluso che organismi di questo tipo possano esistere sul pia-
priva di umidità si trasformano in poco ~em~o m un_a ~mu­ neta Marte, dove le condizioni sembrano meno dure di quelle
scola paglietta nerastra in cui nemmeno ~~ mlCroscopto nesce realizzate nelle esperienze di Becquerel. Si potrebbe inoltre
pii• a individuare alcun tessuto cellulare. l:Ì si può conservare ammettere che la vecchia teoria della panspermiasi, che suppo-
i n questo stato per tm anno e pìù. Se allora li si m ette su un ne l'inseminagione della terra primitiva ad opera di germi
lou·lio di carta umida, nel giro di qualche minuto riassorbono provenienti dal cosmo, dopo le esperienze dì Becquerel non
acqua e fuggono. Ma Rahm sì è spinto anche più oltr~: _ha sembra poi tanto inverosimile. Si posso,no immaginare assai
messo questi an imali essiccati in tubi ermeticamente ch_tust ~ bene organismi vaganti per anni o secoli su delle polveri in-
pieni di un gas inerte, o anche sotto vuoto. ~)opo par~ccht a~m tersiderali o dei microaeroliti che a poco a poco cadono sulla
i Tardigradi, rimessi in presenza d'acqua, s1 sono « ngonfiau » terra.
c sono ritornati in vita. Rahm mise allora i suoi soggetti in Ancora piit curioso, se possibile, ci sembra lo stato di com-
aria liquida a - 19()'• per un periodo di 25 ore: e i~fine ~ pleta inattività di una parte dell'organismo mentre tuuo il re·
-- ~~~" e a :t.<.'I'O assoluto per tre ore, e senza u~.:ctderlt! Altn sto funziona. Questo fenomeno è stato osservato da Carayon
SIWCYt'llÌ sono stati mamenuti per pi t'a di ~O mesi a - 180" in un insetto Emiptero che dur ante l'inverno sopravvive senza
~e~;:.t venire danneggiati e senza pregiudizio per la loro revi- alimentarsi; e per buone ragioni, dato che tuni i suoi organi
viscema. Queste esperienze ci pongono subito un problema addominali sono essiccati, non hanno pii• strutture cellulari
ddil·ato: i so~ometti erano morti, o erano vivi? È assai impn~­ riconQscibili e sono ridotti a un cordone nerastro. Invece i mu-
babik d1e il funzionamento o, come si dice, il « metaboh- scoli d elle zampe sono normali e permettono a ll'insetto di spo-
smo " • po~sa sussistere, sia· pure per poco. a qualche grado al starsi.~ le condizioni migliorano, gli organi addominali r itro-
di sopra ddlo zero assoluto. Inoltre, alcuni autori hanno fano vano le strutture e il funzionamento normali.
osservare a Rahm che la reviviscenza non è possibile indefini-
tamente: se !ii protrae indefinitamente il periodo di vita rallen- 2 · Dalla morte accide11tale alla morte regolata
tata, essa non !ii produc.:e più. Rahm obietta che a una tempe- La potenza della vita si dimostra stupefacente : G . Bataille
ratura così bassa non può prodursi nessuna reazione meta- parla addirittura di c prodigalità • .6 Nelle esperienze di Metal-
bolica: è fisitamente impossibile ; ma si possono verificare degli nikov citate più sopra, al momento dei trapianti delle culture
incidenti fisid (morte tellurica) che danneggiano il supporto venivano conservati soltanto alcuni soggetti, altrimenti in 7
di tali reazioni, cioè il citoplasma, a un punto tale che una vol, anni se ne sarebbero ottenuti (teoricamente) per un volume
ta riumidifìcato esso non può più rimettersi a funzionare. pari a dieci volte quello della terra! È nota, d'altronde, la pro-
1'. Hecquerel ha ripreso più recentemente tali esperienze sot-
toponendo le cavie a un vuoto estremamente spinto (a livello
6 .. Si tratta di un moto tumultuo~n. che in ogni istante rammenta l'esplo-
di vuoto interplanetario) in modo che non possa piit esservi sione. Ma l'esplosione incessante non cessa dallo sne rvarlo, c: la vit<t pro·
(lcll'acqua. Ora, dopo sei anni, i diversi organismi (e non solo sc:gile a una condizione: che: quegli esseri che essa ha generato, t; la cui
i Tardigradi ...) ~ottoposti a queste condizioni estreme possono forza esplosiva sia vanificata, cedano il posto a nuovi esseri. i quali entrano
ndla ridda con forza, rinnovata. » (Gcorges Bataillc, L'rmtisma. Sugar 1962,
dì nuovo riviwre non appena li si riumidifichi. Ciò che è in- pp. 68-69).

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li fici tà di alcuni animali: il ratto, la eu i gestazio ne dura 21 di autoregolazione che. fa dire a Calhoun che la minaccia di
giorni, genera da 2 a 5 volte all'anno d~ 5_ a IO t:>ic~o li; i co- sovrappopolamento aveva c programmato .,. il sistema nervoso
nigli d'Australia in assenza di predaton st molt1phcarono a centrale dei maschi contro la riproduzione. Siamo cosi di fron-
milioni e rovinarono gran parte d ei pascoli; se nessun ostacoln te a fenomeni conturbanti, i cui meccanismi restano misteriosi
ne impedisse la progressione, una coppia di _merluz~i potre~be e che i partigiani della pianificazione delle nascite in ambiente
popolare nel giro di qualche anno la totalità deglt oceam.. umano, d esidererebbero davvero conoscere! '
Tuttavia le cose si svolgono come se la natura (o la speCie)
avesse ideato dei freni per questa demografia galoppante. Al- 3 · L 'animale si suicida'?
cuni esempi bastano per convincercene. Tra gli sgomb~i, ~l Il caso così spesso citato dello scorpione (o del cobra) che si
99,9% dei giovani (o delle uova) spariscono nel corso det pn- punge a morte quando è circondato, per esempio, da un cer-
mi 70 giorni di vita: allo stesso modo, il 99 % delle uova_ o ~hio_ di fuoco~ o se si. concentrano ~ul suo dorso i raggi solari
larve di salmone muoiono nel periodo compreso tra la nascita med1a~te una l_ent~, e soltanto un mito o comunque il risul-
e la migrazione verso l'oceano, m entre il 79 % dei sopravvis- tato d1 osservaz1om affrettate o di interpretazioni romantiche.
suti vengono distrutti prima di ritornare a deporre .le uova Oggi si sa che il dardo relativamen_te molle d i (Juesto aracnide
nei fiumi; il 77 % delle lepri non supereranno la pnmavera non potrebbe forare il guscio e nemmeno la membrana ('he
successiva alla loro nascita; tra la maggior parte dei piccoli congiunge gli anelli di chitina; inoltre, il veleno così secreto
uccelli nidicoli studiati da Lack, appena il 45 '7o delle uova ge- non ~a alcuna azion~ grave. s~ll'animal~, nel qua le provoca al
nerano dei piccoli che arrivano all'età in cui lasciano il nido; masstmo _u~ _legger~ mt~>rp1d1mento (ncerche di Hourne).
questo tasso si abbassa ulteriormente tra i nidifughi che si Sul su1cad1o degli an1mali do mestici, eseguito mediante an·
spostano dal momento della nascita: il 15 % diverranno adul- negamento o caduta nel vuoto, circola tutta una serie di
ti, il 70 % periranno prima di riprodursi : l'R? -85 % delle aned~oti, a volt~ hizzar~i a volte commo venti ma sempre so-
uova covate non produrranno cosi uccelli adultt. spetti. Senza considerare li carattere gratuito delle testimonian-
L'insufficienza alimentare, l'intervento dei predato ri, i mol- ze raccolte e . l'impossibilità di verifìcarle, bisogna ammettere
teplici c cataclismi tellurici ,. non sono le sole cause di que- ~he la ~~ggun parte di .questi fatti, quando esistono, sono
sto fenomeno di equilibrio biologico. Ricordiamo l'esempio 1mputablit o a balordaggmi e a errori d'interpretazione. o a
d ei criceti, questi piccoli roditori scandinavi che, generalmen- alterazioni mentali.9 In compenso sembra che no n siano rari i
te in numero ridotto, a volte sono presi dalla fregola della casi dì animali che sì lasciano mo rire per inedia, e in partico-
riproduzione : a llora, senza che si cono~a la ragione esatta di lare i cani dopo la scomparsa del lo ro padrone, o del cane 0
tali processi, a centinaia di migliaia e compa_ttam~nte v~nno
a gettarsi in acqua. l lavori di ]. Cal~oun sm_ sorc1 appa10no c~~. diventando troppo numerose. vengono decimate da epidemie di dissente-
altrettanto significativi per quel che nguarda tl ruolo prepon- na che lh _tal modo ne regolano la d emografia. Grazie a ta li fluttuazioni cidi-
derante della specie sull'individuo. Egli mise 8 sarei (4 ma- che (nesctla .... ma lattia) la loro popolazicmc si mantiene stnbile. Presso nu-
mc_ros~ ~peci ~ d_i uccelli il rifiuto all'accoppiamento: la lim itazì on~ del numero
schi e 4 femmin e) in un recinto di 9 mq in grado di acco- de1. nada, la d astr~w:me vuluntara~ delle uova {a meccan ismi che ispirano
glierne 4000 ; le condizioni di tempera~u:a ~r~no ideali, l'ali: tal~ co:nport a menl• Cl rcsta~o ovv•amcntc sconosciuti) e l';uione dei prcda-
mentazione e l'acqua erano abbo ndartu, 1 mdt .eTano separa~• tcn umscono, ari un medes1mo fine, auto cd d crogeneraz:ione. Stupefacente
pctere della specie o della natura.
e confortevoli. Due anni piìt tardi si contavano 2000 sorc1. Pot, 8 In realtà_ l'ani_ma~c si. dib~tte. cerca eli fuggire e muore m ffocato dal
bruscamente, i maschi cessarono di procreare. Oggi (l'esperien- calore: .l .movam enh d•sordmata che compie hanno accrcdi tatn la leggenda
del 5Uicidao.
za è cominciata nel maggio 1968), sopravvivono solo 15 fem-
. 9 Vedue ~- ~cshaies, Psyrh"logie du .w irìde, PUF 1947, p. 275. Si tratta
mine.1 Ci si trova qui in presenza, nuovamente, di un processo da _un cane v•t.tama, c_on i suoi pad roni di un incidente d 'auto. rna senza
· feratc ap~arcn_h. lnquJeto, aggressi vo, si getta poco più tard i dal secondo
paan~ e sz ucnde. Dcshaies invoca una psicosi traumat ica commozionale cd
7 Nello stem• ordin e di idee. segnaliamo il caso di quelle scimmie insulari emoz1ona!e.
del gatto loro am1co; s1 tratta in questi casi di depressione capitargli di riposarsi in prossimità di una polla d'acqua men-
reattiva (c patologia del lutto a livello canino», per ripren- tre zebre e antilopi gli passano accanto tranquillamente...
dere l'espressione di G. Deshaies), anche se i racconti che se ne
fanno mancano il più delle volte di oggettività e gli errori a) I comùallimenti rituali o l'aggre.Htvilà domala. r. necessa-
d'interpretazione restano possibili.10 « Non si tratta, evidente- rio segnalare gli inevitabili combattimenti tra animali. Gli uni
mente, di un suicidio nel senso che generalmente si dà a questo tendono a proteggere la specie contro l'animale predatore (ve-
termine nd caso dell'uomo; l'animale non si lascia morire sa- di K. Lorenz), gli altri a provocare la paura e la fuga nel·
péndolo e volendolo. Ma questa , depressione reattiva > può l'animale della stessa specie che non rispetta i limiti del ter-
essere abbastanza profonda da comportare la morte dell'anima- ritorio (di riposo o di ca<.:cia o di accoppiamento). Nei due
le, e dunque capace d'inibire l'istinto di conservazione. » 11 Il casi le armi possono essere diverse: si cita spes~o quello del
fatto che si tratti di animali domestici, dunque " umanizzati », cervo che, attaccato da un carnivoro, si dil'ende con le zampe
« individualizzati », deve essere qui considerato attentamente: anteriori ma utilizza le corna solo nelle risse <:he l'oppongono
vi ritorneremo pii1 avanti ... a un altro cervo. i:. importante insistere su quest'ultimo tipo
di combattimento che si è soliti definire riluak poiché sem-
4 . L'animale dà la mortel 12 bra obbedire a delle regole estremamente precise cui si sotto-
Gli zoo in cui gli animali vivono in condizioni repressive mettono i protagonisti evitando che la lotta dege11t:ri iu massa-
estremamente artificiose 13 non costituiscono un terreno di os- cro (il che, va detto, accade spesso nell'uomo). Evochiamone
servazione valido per rispondere a questa domanda, come brevemente lo seenario. Abbiamo già souoliueato rhe nel ca-
è stato assai bene capito da K. Lorenz; tanto pii1 cbe i com- so di confhtto con un animale dello stesso genere l'animale ri-
ponamenti di fuga sono impossibili per l'attaccato. Certo la corre talvolta a un'anna specifi(:a diversa da quella utilizzata
natura impone ai carnivori il massacro della preda, ma basta contro un individuo di una specie diversa. Inoltre, prima di
avere frequemato, come noi abbiamo fatto, le grandi riserve arrivare allo scontro fìsico, (:"i: la fase ddl'imimidaziune: i due
africane per convincersi che il leone, per esempio, attacca ~ nemici » si g·uardano u>Tl fissità , gli on:lu negli occhi (cani,
solo per fame, senza odio né collera; una volta saziatosi, può gatti, galli, scimpanz(:... ); spesso si fermano a questa fa~t. Bi-
sognerebbe aprire qui una parentesi sui casi di simulazione
IO t· questo il caso del gatto di un diplomatico francese residente ne!( li di morte tendenti a sviare l'eventuale nc:mico. I casi di omo-
Stati Uniti e poi ritornato in Francìa. Dopo la sua partenza, l'animale morfia e dì omocrornia sono assai noti e rappresentano degli
rifiutava sistematicamente di mangiare. Quando gli si diedero gli ali- esempi permanenti di difesa (l'esempio dei fasmidi è signifi-
menti ai quali era abituato, vi sì getto sopra letteralmente per divorarli,
ritrovando così il suo sistema di riflessi condizionati legati a un dato tipo cativo). Ma esistono casi di immobiliz.z.az.ìuru: riflessa che scar-
di nutrimento. tano alla minima percezione del pericolo. il pericolo della
Il A. Brion, P. Citrone, Suicide et autumuti/atiuns chez les animaux, in
A. Brion, H. Ey, Psychiatrie animule. Desclée de Brouwer 1964, p. 310.
morte, mimandola. L'animale predatore annusa il (falso) ca-
12 Sia che si suicidi sia che uccida l'altro, l'animale ci pone una sola davere e passa oltre. Ciò non va sempre interpretato in termini
questione: ha coscienza di ciò che dà la morte? di finalismo. Già :Fabre citava l'esempio dello .'iCarite gigante
13 ~ stato fatto un confronto tra lo zoo e l'ospedale psichiatrico.
che, senza essere minacciato, può assumere l'aueggiamento. di
lo" Ospedale psichiatrico immobilità mentre lo scarite liscio, assai pilt debole e bisognoso
Autorità Zoologi Autorità - Psichiatri di questo meccanismo protettivo, ne è totalmente sprovvisto.
Guardiani ,. Infermieri Rabaud ha dimosrrato, d'altra parte, che l'immobilizzazione ri-
(Pubblico) - Animali (Pubblico) - Malati Hessa utile a certi anropodi (i G lomeri in particolare) si di-
mostrava nociva ad altri (Nehria, psammodi, Brachyuus cre-
Vedere H. Ellenberger, Jardins zoolugique et hopital psylhifltrique, in
PJychiatrie animale, sotto la direzione di H. Brion e H. Ey, De.clée de
pitans). Nel corso del combattimento vero e proprio, appaiono
Brouwer 1963, pp. 559-578. poi dei meccanismi di distensione. « l.ln primo , sistema di
controllo > permette all'animale che ha la peggio nel combat-,
tim«=nto di , tagliare > i propri segnali di aggressione: il gallo · Chauvin ci segnala che nel combattimento dei ratti osservati
a bba.~~a la sua cresta rvssa e le sue caruncole, la schiena ar- ~a. ~amett, il vint~ non muore per le ferite subite (che agli
cuata del gatto riprende la sua forma normale. L'animale m1Z1 non sono gravt) ma· ~r lo choc emotivo causato dal fatto
riconosce così la disfatta imminente, ma questi segni possono che non ~uò fuggire. ~'altra parte gli attacchi del suo ag·
essere insufficienti per bloccare in tempo il vincitore. Un gressore dtventano raprdamente furibondi e vanno a l di là
S«ondo meccanismo entra allora in azione: l'animale vinto ~el codice dei colpi pe_rmessi e vietati : è appunto perché
presenta al vincitore la parte vulnerabile del proprio corpo. l attaccato non « dà la nsposta che occorre .,. , cioè la fuga. E
Questa posizione di sottomissione può essere assunta mentre l'attacco raddoppia in furore, un furore nel qua le forse entra
l'animale , taglia • i propri segnali di aggressione, o intervenire un cert? spavento davanti a un comportamento anormale:
solo pit't tardi. Così il lupo, in questo tipo di situazione, volta è smarnto e la sua repentina aggressività è un prolungamento
la testa e offre la vena giugulare ai denti dell'avversario. La del suo scompiglio.
cornacchia presenta la volta non protetta della parte posteriore
della testa al becco del rivale. E il cane, come chiunque può b) Gl~ animali m ortiferi. Ma non è sempre cosl, ·e la « sag-
notare. si m ette sulla schiena, offrendo cosi il ventre e la gola gezza ammale • può spesso sbagliare.
a l vincitore. Questo cerimoniale di distensione scatena nell'av- Da questo punto di vista va tenuto pre~ente il fatto re de-
versario una reazione altrettanto positiva di quella dei segna- mografico, e in particolare la densità della po po lazione: J'am-
li d'aggressione. Il suo effetto è d'inibire l'aggressione e mi- '?assame~to renge. aggres~ivi - come accade, d'altronde, per
lioni di an imali gli devono la vita di fronte a un avversario l uomo. S1 tratta .d• un mezzo c immaginato .,. dalla natura per
della stes.c;a ~pecie: l'assalitore, a volte dopo un ultimo gesto regolare la cresctta demografica? Niente è così difficile <:ome
di trionfo come un colpo di dente o di zampa, abbandona pron~nc.iarsi su t~le fatto. ~ ben vero che Verheyen ha segna-
il combattimento. Questo atteggiamento ta~cia all'animale vin- lato l eSIStenza ~·- comba~umenti mortali tra gli ippopotami
to la possibilità di battere in ritirata flno' al proprio tenitorio, del fi.ume Semhk1 dove SI contavano 2087 paçhidenni su 3~
o quella di ammettere ch'è sceso di un gradino nella gerarchia km d1 percorso. èioè un animale ogni 15 metri ... Ma è evidente
del gruppo. Nell'un caso e nell'altro la sopravvivenza della che ~ fiumi africani non sono di solito popolati da un tale
specie e dell'individuv si trovano assicurati.,. 14 L'animale che contmgente di ip~>potami e che questi sono allora piit pacifici.
fugge dopo il ritua le di sottomissione non è mai inseguito, o Un altro esempw è quello che ci viene forn ito dalle renne
l'inseguimento si riduce a un simulacro. Quando la fuga si dell~ Lapponia. Inde~lite dalla fame - là non hanno pa-
dimost.ra impossibi le, iu una gabbia o nel recinto di un giar- scoh -:--- _no n h.an~o pu:•. la forza di difendersi dai giganteschi
dino zoologico, accade che l'attaccato « muore di paura '"· R. ston~1 d.'. co~t: s1 nfensce che in tre villaggi del Nord della
Svezia pm d1 30.000 bestie sono state in tal modo uccise e d i-
l 4 R. Clarke. l ..a rmtru à la mmt o u fa trrhnocratie de la ,(llerrc, Seui) vorate negli ultimi anni. Ma è probabilmente il ben noto com-
19i2. pp. 242-24., , R. Chauvin ci ricorda che i negozianti di pellicce fanno po~mento degli insetti sociali che ci avvicina di piil alla $i·
grande attenzione a lle cicatrici che deteriorano le pelli: essi 3COprono
as!ai pr~~tu eh~ in u':la pcll.c: ?i lcn~c. per esempi~, l_c cicatrici; che _sono le tuaZton~ umana. Le formiche schiaviste attaccano altre specie
tracce dt vecch1 colp1 d artJghu u d1 vccch1 mon1. SI tnlvano tutte m certi per raptre le loro larve che. una volta se h i use, costituì ranno una
punti (per esempio sulle spalle) e mai in altri (addome): e che sono locaJiz. manodopera assai utile. I combattimenti si concludono con
zate ful/u summal tJ in :Qne pow vufrwrabilì perch~ protette dal grasso e
da llo q :essore della pelle, senza cont3re un ampio st rato di muscoli (le un'auten_tica s~rag~ all'in~erno ~i u~a stess~ specie: l'ape che
spalle); in compensCI, n'!" si vede che ro~a impedirebbe al Icone di squar- penetra m un arma stramera vtene Immedtatamente immo bi-
tiarc il ventre tlcl suo Tlvale wn un colpo di artigliu; eppure non lo fa. Lo
ste~sn avviene tra gli elefanti di mare i cui maschi si danno a feroci com-
l~zzata dalle guardiane specializzate e uccisa all'istante. Segna-
battimenti a rnlpi di denti. Ma si colpi"ono solo sul collo, uni ben pro- ltamo anche l'implacabile massacro delle api maschio (fuchi)
ttth: e dt>ve le piaghe c i<'atriznno rapidamente. E si potrebbero moltipli-
care gli t$empi ...
alla fine ~ell'estate - descrittoci dagli specialisti R. Grassé c
R. Chauvm - : o vengono privati del nutrimentn (C'he non

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possono procurarsi da soli) e gettat i fuori dall'arnia (m or iran- Hrasile (ch e vigila con una attenzione gelosa la propria pro-
no di l reddo durame la no tte); o vengono uccisi co n un colpo genitu ra, ne favorisce lo schiudersi, agita. le pinne per fornire
d 'an llco . Analogamente, quando poco prima della sciamat ur a la corrente d 'acqua ossigenata necessaria all'incubazione) di-
nascono le nuove regine, queste si battono a morte - davanti vora avidamente i propri piccoli quando abbandonano il n i-
alle operaie che non intervengon o -·- finché ne sopravvive una do."' Citiamo inoltre i casi dì cannibalismo puerperale osser-
sola; i: questa la sola occasione in cui le regine usano il loro vati tra gatte, cagne, vacche, giumente, coniglie, lepri, ricci,
aculeo (per trucidare le altre regine), dato che uon se ne orse brune, porcelline d'India, furetti, tassi, scrofe: la placen-
servono n é coutro le operaie n é contro l'uomo (le api regine tofagia non si ferma in questi casi al livello della placenta e
possono venire manipolate senza p ericolo). Le formich e sem - d~l c:o:d'?ne ombelicale, ma riguarda a nch e il neonato. A que-
brano ancora più crudeli: esistono delle specie in cui la regina sti cass basognerebbe aggiungere quelli di cannibalismo riguar-
non puù fonda re essa stessa un nuovo fo rmicaio ma ha bisogno danti gli adulti : il tema della sessua lità con giunta all'al imen -
dell'aiuto di un 'altra specie, a volte del tutto diversa ; ma ac- tazione è esemplifi cata assai bene dal caso sorprendente della
cade ch e la giovane regina parassita si introdtH:a nel formicaio mantide religiosa che decapita i l masch io durante l'accoppia -
stranie ro in cui la cosa più urgente pe r lei è cercare la regina mento - l'ablazio ne dei centri inibitori favorisce una più
legittima: l'avvicina allora di soppia tto e la decapita. Dopo intensa e prolungata esecuzione dei movimenti spasmodici del
di che le operaie alleveranno la sua cova. E quando saranno coito (è l'illustrazione del " principio di piacere » degli psicoa-
morte di veu :hiaia (poiché non c'è più una regina che produca nalisti)- e lo divora dopo !"orgasmo. Mai, forse, Eros e Tha-
delle g iovani), allora la regina parassita sarà pronta a ricomin- natos sono stati così intimamente associati, come avremo occa-
ciare allrove la sua aggressione sempre impunita, dato che le sione di vedere più oltreY
opnaie della regina che va ad ammazzare non intervengono. Stando a P. C. Blin e a J. M. l'avreau, 1 ~ si possono avanzare
(l Una volta di piÌI sarebbe pericoloso confrrmtare t roppo da numerose sp iegazioni. Carenza di carne presso il porco o il cin-
viciu<> i comportamenti degli uom in i e delle formiche, benché ghiale che restano, n o n ostante tutto, car nivori. o c.:arem.a d i
la lcntalit>IH: alle volte sia irresisti bile. Si arriva a ch iedersi calcio o di po tassio. D iverse alterazioni ddl'apparaw digeren-
se l'ap parizio ne della vita in società complesse non sia inse- te, tra cui la costipazione. Patologia puerperale e più in pani-
parabi le dalla crudeltà e d all'aggressione contro il pro pr io colare mammiti, erosioni mammarie, scr epolature dei capezzoli
simile. In ogni caso, tra le formiche e tra gli uomini, p er chi (la scrofa divora soltanto i porcellini che succh iano le sue
è vcnulo mc:nu alle leggi della comunità (e come sono rigide mammelle posteriori screpolate). Fallimenti nei primi contatti
tra gli insetti!) la fuga non è più una giustificazione assolu- madre-figlio, quando la madre, per esempio, toglie la placenta
toria » ; 15 sarchbe curioso interrog·arsi a questo proposito sul e strappa il cordone ombelicale: « Sia ch e il piccolo sia trop-
senso equivoco che la morale (umana) dell'onore assume in po debole per gridare e allontanarsi, sia che la madre troppo
tahme c:in:ostanze! ansiosa led a il moncherino ombelicale p er un eccesso di at-
tenzione favorendo così l'insorgere di un 'ansa imestinale, sia
c ) IL cm m il"rlismo auiniale. Il cannibalism o animale, anch e
se poco frequente (lupo non man gia lupo, afferma la saggezza
16 Ci imbattia mo qui nel pro blema d e ll'm fan licidio anim<~lc ~lu: sc.:mh•a
po po lare), tuttavia t•siste. Alcuni ucc.:elli divorano le loro u o- usere sempre in essenza cannibalesca. Già Buffon citav a il . caso di qu elle
va. e in pa rticolare le galline « mang iatrici d'uova e .strappa- cince che becca van o il cranio dei propri p icwli p er nutrirsi de! lllro ccr·
piume ». Il lun:ìo, l'anguilla, la carpa si nutrono d ei loro vello (vi p osson o essere deì casi di infantìcidio cannibaksço <~nçhc t ra gli
uomini: .ne ripa rle remo più avanti). Vedere L . Bertin, Gli animali e la !or()
avanotti : le trote sono golose clei loro nati; il pesce acara del v1ta, Istituto geogra fico Dc Ago$lini i 9S$.
17 Così come r itorneremo sul tema morte/nutri m ento illustrato qui dal
racconto p oet ico d el pe llicano.
l.i 1-1. C hauvi n. l-<· r.omporlrm1·nt wl"iul dtc: Ics (lnimaux, PUF l 961. Sul- 18 lnfanticidr 1!1 nmliib,./i.r me jJuHpérui . in Psychìatrù• rmimu/1'. op.
l'animal r rh c ag,~: recl isce l'uo mo . ved er~ P. (;:ISc:lT. op . rit .. p p. fiS- 76. cit.. 1964. pp. 2'i 7 -Zli.~ .

95
che il piccolo presenti un'ernia congenita: in tutti questi. casi tiwlare dell'aggressività medesima? Bisogna concludere che
la madre non ha la possibilità di distinguere tra l.e anse mte- si tratta d 'una abolizione di in ibizioni attive allo stato nor-
stinali-e il cordone ombelicale e può strappare le VIscere al suo male? In questo campo sussistono tutta una serie di punti OS<:tl-
piccolo senza rendersi conto delle co~seguen~~ :e; oppure, se ri, malgrado i parametri siano m eno numero.~ì dte prc!iso l'uo-
non si stabilisce « comunione fonolog1ca audttlva reoproca , mo, che s<:oraggiano ogni ulteriore an:ostanwnro. » 1"
tra la madre e il neonato (otiti parassitarie dei conigli; voce
troppo debole del piccolo): la madre placentofaga non è in- ~ . Il comportamento dmJtmtì ai cndmlf1"Ì
formata abbastanza presto per arrestarsi e non distingue la Si sa ancora assai poco su l comportamento del l'animak da-
carne del suo piccolo dalla placenta e dal cordone o':l1belicale. vanti al cadavere dei suoi simi li . .Fn:o alcuni esem pi che pe-
Alcune situazioni anormali, sia nelle condizioni di VIta (addo- raltro non consentono di ricavare una conclu~ion~ valida in
mesticamento e stabulazione che compromettono i comporta- gen erale.
menti naturali), sia a ·livello pskologico: madre ansiosa che Tra gli insetti sociali , api c form iche. i morti vengono di
non ha più latte, madre malinconica o gelosa (co~e cap~t~ solito buttati fuori. Le rormidte hanno pen'> andte tlti « depo-
per esempio tra i gatti e i cani d"mestici quando gli uomm1 siti » in Ctli abbandonano d etriti e cadaveri; sembra anl i che
si interessano troppo ai pi<:coli e trasnnano la madre che fino sia una certa sostam.a, prodotta senza dubhio da un ini7.io di
ad allora era stata vezzeggiata). Senza trascurare i casi di re- putrefazione, a incitare C(uesti iusctti a portare i loro cong;('tH'ri
golamentazione demo~raf-ìca come l'equi\ìhrio biologico delle al «cimitero». Pii! pratiche. le termiti divorano i cadaveri:
acque (grande prol ihdtà dei pesci « che -~arebbero con_d anna- così non c'i.• niente d1e va<ia perso per la società! ·
ti a morire di l'amt: se cton·ssero an:ontentar~l dd nutnmento La questione è più deli(:ata ron gli animali sup(·riori. Di
messo a loro disposizione dalla natura " · Se la specie è minac- l'a tto, si ignora quasi tutto ~~~l « nunportamc.:nto di mo rte"
ciata di sterminio, l'aggressività cannibalesca scompare). La tra i mammiferi (ammesso che c.sista ). Semhr;, eh<' i ve<:chi si
pluralità e soprattutto la diversità degli argomemi ve~ifi_cano i5o lino per muri~c (per qua le motivo ?) nella hoscaglia. o al-
due eme: da un lato l'elemgeneità dei fenomeni deS<.Ttttl (al- trove: le belve ((:he attaccano solo prede troppo RÌo\'ani, trop-
terazioni del comportamento. errori nel prot:esso di riconosci- po anziane o malate) le fauno a pcui rapidamente. Semhra
mento del neonato da parte della madre, casi di regolamenta- t·he vi sia quakhe tentativo. vago e rudimentale, di aiutare
zìone demografica); dall'altro, impossibilità di domina:e il.pro- il simile ferito a rialzarsi (tra le scimmie o gli elefanti. per
hlema: oppure entrambi i fenomeni. « Qualun.que sta l'tnte~ esempio). Ma am:ora una volta non sappiamo niente di preciso
resse delle inlormalioni t.:he ci apporta l'etologta, esse non c1 al riguardo.lll
comentono di andare molto lontano nell'interpretazione del Un <.:erto numero di uccelli che vivono in gruppi impor-
..:annibalismo umano. Il fondo animale dell'uomo deve forse tanti, non solo non prestano aku na cura ai reriti . ma am:i li fi-
qualcosa al cannibalismo delle bestie, ma come saperlo? Due niscono e li divorano. Il pinguino non se ne O(-cupa per niente:
ordini di r ìHessioni a questo punto si scontrano. Da un lato i corvi e le gazze si d irigono verso dì loro lanciando un grido
il cannibalismo anima le sarebbe, a prima vista, <naturale·· speciale cht" fa accorrere tutto lo stormo. Ma tra le (·ornacchie
dato che nessuna dif esa sembra lìmitarlo. D'altro lato esso si c vokrà al soccor.~) )) penin() nel nem ico del giorno prima.
appare provorato da ce~ti c~mdizi(~namen~ì artifici~l.i o. ~ato: mentre tra i corvi sì approrttterà clcll:l sua disgrazia per fin i rlo.
logici che rendono canm~)aU alcum gruppt o a~culll t~dt~tdut Se il ferito si dibatte. le ~<tll e entreranno in grande: a~italio-
che in condizioni nonnalt non lo sono. Infine, ti canntbahsmo
può adempiere, in cas~ estremi, .a ìm~erat_!vi. specifici (_ma~teni~ '1!1 it Green, Ri•nlilt: 1111 funla.! ll/1' ti~t·. in lJt•.<tim du rrmni/)(J/imlr. • Nou'
mento di un tasso d1 popolaziOne m hmttl determanau). Sa vc!le Rcvuc d~ l'\rrhanaly~e •. {), :111tunnn !'Ji2. pp. 2~ -2'1.
tratta dì un comportamento in rapporto con un aggravamento ZO Nel mattatnio l'anim:tlt• ~cmhra p iì1 scnsihi lc all"odor!' fnrt(' c clo l-
cia~lr~ rh·l S<tns:uc (d~1 <JUÌ il _riflcs.<o di fu~.:~) <h c alla vi ~ta dd .-adavnt·
indì!Terem~iato dell'aggres!'iività o di un orientamento p1l! par- prnprtanwnte •\et l n (( . _ Dcshau.:s. nf•. n / ., 19~ ', p. l 11:2).
ne; se non si muove. gli gireranno attorno con gra_nde c~r­ malati o gravemente feriti, si sdraiano per non pi la risollevarsi
co~pezione. Quanto alle sterne (uccelli di mare che vtvono _m in uno stato apparente di " rassegnazione » (ricordiamoci del
gruppi molto numerosi), volano in tondo attorno a un ferno poema di Vigny dedicato alla morte del lupo) e rifiutando ogni
che si agita, si disperdono se non si muove più; r:na se ha un~ cibo.
. Ma in . realtà non esiste alcuna osseTvazione sistemati<:a
grande macchia di san gue, non mancano di fìmrlo. P resso 1 o ng·orosa m quc..'Sto campo.
gabbiani, una morte improvvisa provoca la dispersione silen:
ziosa dell' intero gruppo... Le differenze nei comportament ~ b ) U11'ipotesi ardita e fmttuosa. Si può aggiungere qual-
animali sono enormi. cosa? In via ipotetica, seru.a dubbio. E. Morin distingue al ri-
In breve. non sembra che l'animale conosca la pratica del guardo un doppio settore : l'uno di chiaroveggenza di fronte
cimitero, nonostante l'esempio del « deposito » delle formi- alla morte, l'altro di cecità, ma tendenti entrambi all'adatta-
che e benché si parli di " cimitero degli elefanti » in cui, mento dell'individualità alla specie. Per molti aspetti la rea-
effettivamente, si trovano numerosi scheletri: ma si tratta piut- zione dell'individuo in pericolo di morte diventa una reazione
tosto, in questo caso, di un luogo in cui l'animale va a morire: di difesa della spet:ie che- come abbiamo sottolineato - dalla
piuttosto che di una sepoltura propriameme detta. In ogm fecondazione alla scomparsa subordina sempre a sé l'indivi-
caso, La tecnica dd seppellimento o dell'inumazione non ap- duo.12 « L'istinto, che è un sistema di sviluppo e di vita, è an-
partiene al mondo animale e sembra dover _ess~re solo_un'a~­ che un formidabile sistema di protezione contro il pericolo
tìtudine spetifìcamente umana ... come torse 11 hnguaggw arti· di morte. In altre parole, è la specie e non l'individuo che co-
colato e La fabbricalione delle armi! nosce la morte: ed essa la conosce fino in fondo. T amo più
in quanto la specie esiste solo mediame la m orte dei suoi in-
6 . L'animale sa di andare a morire! dividui: questa mone , naturale . è mau:hinala nel cuore stes-
a) Uu problema difficile. La coscienza d~lla m~>tte ~ell'a­ so degli organismi individuali: in ogui caso g li individui mori-
uimale è uno dei problemi più ardui: presenta mfattl due e
ranno di veC<:hiaia ... Ed perché La specie è , chiaroveggente ,
aspetti. L'animale sa di dover morire o, se sì preferisce, h~ nel suo difendersi dalla morte che l'individuo anima le è cie-
coscienza dell'ineluttabilità della morte? Sarebbe quanto mat co alla morte medesima. Se l'animale è cieco all'idea della
imprudente prununciarsi su questo punto, 'anche se si ha _spon- sua morte è souinteso che non ne ha né cosd cnza n é idea.
taneamente la tendenza a rispondere negativamente. L'anamaL~ Ma la mancanza pura e semplice di coscienza i: l'adattamento
ha coscienza della morte imminente? Circa il decesso del Sl- dell 'individuo alla specie. La coscienza è solo individuale e
mile, le risposte divergono a seconda dei casi. Ambigua presso presuppone una rottura tra l'imelligcma dt:lla specie. cioè l'i-
le scimmie (vi ritorneremo più avanti), essa sembra pill ch ia: stinto, e l' individuo. » 23 Poid1é la morte equivale alla perdita
ra nel ratto che porta via e allontana il cadavere d ' uno de1
componenti d el suo gruppo ed ev~ta _di m~ngia~e il cibo ~he
suoi occhi, tra il !(Tano. erano fissi su dì me e indovinavo, OJ'ora verso il suo
ha provocato nell'altro le convuls1?m ~eli agom~ (da_ qm la petto tremante, i battiti accelerati dei suu cuore. Ho ancora il t iwrdo di
necessità di utilizzare, nella deratttzzazwne, degh antt-coagu· quel topo ficcatosi tra il mio cumo:lino e il muro. e ìmnwhili1.1.alu dalia mia
Ianti che provocano delle emorragie interne senza sofferenze torcia elettrica: mi iaiH··ava gli stcs~i ~~uardi spaventati e il ruorc aveva
gli stessi ritmi accelerati. » S. Lupasco, LJu rhH'. cle ltl matfdomaliqut• cl dt• la
spettacolari ). Ancora p i Ì1 delicata è la risposta alla domanda : mort, Ch. Bourgois 1971, p. 171.
l'animale sa che sta per morirel Sì, in una certa misura, se si 22 E. Morin. L'fwmmc et la muri, Seui] 1970, pp. 5.3-51!. Vedere P.L.
pensa all'atteggiamento del cane, del gatto, del cavallo.. } 1 che, Landsbcrg. op. cii.. 1951, cap. 1.
23 E. Morin. ojJ. cit., pp. 54-S.'i. L'autore precisa inoltre: • Quanth> !ili
individui di una stessa specie si attaccano reciprocamente, ciù avvi~nc solo
in caso di lotta sessuale. cioè di selezione a vantaggio della specie, o a
21 «Non esiste animale, per umile ch'esso sia, che non fugga la morte e rigore nel caso di lotta dovuta all'insufficienza di cibo. il !'he vuoi dire
vi soccomba nc:l tremore c nel turore. Mi è sempre rima5ta impressa nella ancora selezione, o quando certi elementi •ono divenuti inutili alla pro-
memoria dei miei quindici anni la quaglia che avevo fHito a caccia... : i creazione (api maschio) ... •
dell'individualità, niente di strano che l'animale sia cieco ·alla credenza nell'immortalità. Nessun uah... uah... funebre ha mai
propria morte. così come lo è a quella dell'altro, come ha significato ( tu vivrai nell'altro m ondo •. ,. 111
dimostrato Zuckermann a pro posito dei babbuini.lA La chiaro - ~arre cosl. il pr<_>blema è _già un oltrepassare i limiti ncces-
veggenza apparterrebbe dunque alla specie e la cecità all'in- sana~ente nstrettt d~ll~etologia pe.r toccare le sponde affasci-
dividuo. Il rapporto individuo-specie costituisce così il punto nanti, ma ~ors_e u~op1shche, de li antropologia: come stupirsi
d i riferimento privilegiato per capire il problema della m o rte ~e la spec1e s1a cteca alla morte degli individui , dato ch e ne
animale : c L'animale è caratterizzato dall' affermazione della VIVe ed è tale c appunto per difendersi contro la morte ,. ?
specie sull'indivjduo. Perciò, nella vita animale, l'intelligenza
deJla specie è , lucida , di fronte al pericolo di morte, mentre
l'individuo è , cieco , a lla propr ia morte o a quella di un
altro,., scrive ancora E. Morin.
In ultima analisi sarebbe dunque l'individualizzazione che
caratterizza l'uomo e in particolare l'uomo della società mo-
derna a spiegarci la moltitudine cii fantasmi ch e questi im-
magina in pre!ienza d ella morte. Ed è appunto nel la misura in
cui è stato reso domesti<:o - e umanizzato di conseguenza -
che l'animale .~i rappresenta la propria morte o quella del-
l'altro. c Si potrebbe allora dedurre che la morte-perdita-d'in-
dividualità concerne l'animale quando l'ordine della sua spe-
cie è stato alterato. per esempio dal processo di addomesti-
<:amento; l'addomesticamento sbarazza l'animale della tiran-
nia vitale, lo allontan a dalle attività d ella specie, lo , indivi-
dualiua , in un certo senso e lo lascia disponibile di fronte
a ll'essere piil indivirluali7.2ato: l'uomo. Non c'è dunque, se
no n coscienza, a lmeno sentimento e traumatismo provocati
d alla mo rte-perdita-d' individualità se non quando la legge del-
la specie è alterata dall'affermazione di una individualità. .Que-
sti ca.<;j· eccezion ali ci dimmtrano e contrariis che la morte ap-
pare solo quando vi sia promo zione dell'individuo in rapporto "'·
a lla specie.:zs ,. ~così c he l'animale d ome.$tico arriva a lasciarsi 26 E. Morin, op. cit., !970. p. 5 7. S. Lupasco sostiene, al rigu.udo. una lesi
morire senza fare il nel·essario per mantenersi in vita, e si cita originale. • A dire il vero se l' animale, esatlamcntc come i vegetali dd rc,to,
al riguardo il comportamento commovente del cane che si la· non vuol~ morire è pcrch~ n on fnlÒ morire. Le potenzialità biolo!fiche rhe si
allualiz.za~o in lui s~biscono regreuioni e nuove potenzializzazioni, nelle
scia morire dì fame sulla tomba del suo padrone... Ma, in aggress1om esterne e mte~ne delle attualizzazioni antagonistiche: anti-vìtali.
ogni caso, c questa promozione perturbatrice, se. si manifesta Eno allora conos(e non gu\ la morte ma la vita. poichL. con oscere significa
nell'animal e, nnn pu(l, in mancanza d 'una , coscienza di sé •• t:llcrc la sede dei pr~ccssi potenzializnti. nel medesimo tempo in cui
.conosce la morte, che Simultaneamente esso tenta di r ipotcnzializzare. Nel
arrivare alla co~ci ema dt'lla morte e, a maggio r ragione. alla con~ di tutta la sua esistenza, l'essue vivente è immerso nella morte. che
lo. c1rconda da ogni dove c lo penetra dovunque. N c ba in tal modo cu-
lticnn c conoscenza nella misura in cui la potenzializza e senza saperlo !a
.24 S. Zuckc:rmann cunstata che " le scimmie e gli antropoidi non ricono- rigetta, con ciò stesso, ndl'oggctlività esterna. La intende. la vede, la sente .
scono !a morte:. rlato che reagiscono ai Iom compagni morti come ~e fossero ma serua intendere che la intende, senza vedere che la vede ... senza la cu-
vi vi ma pa~siv i ~ . (7/t(' s"cinlli(r nf m flnlrry.< tmd nf>rs. London l!H 2). adenza della coscienza c la conrucenta della conoscenra. Ci/1 ch'o:sso co-
z.; K Morin, np. rìt .. !9ìU. p. .17. oosce, innanzitutto e dovunque - tutto il mondo fisico csternn - t la
morte. Solo, rum ,a di conoscerla. • ''P· cit., 197 1. p. 1111.

roo lO t
PARTE SECONDA
LA MORTE DATA, I.A MORTE VISSUTA

Se l'antropologia della morte vuole superare la descrizione


oggettiva dei comportamenti, atteggiamenti o riti, si trova di
fronte a una duplice e simultanea astrazione: la riflessione teo-
rica pura dell'uomo vivente, anche quando pensi di «avere
questa o quella volta, sfiorato le ali della morte », per dirla
con il poeta; 1 e il vissuto-impossibile, 2 cioè la sperimentazione
totale della propria morte, di cui si ignora se è possibile (il
morente vive la propria morte o muore la propria vita?), ma
di cui sicuramente non sì sa nulla (dato che se si ritorna in
vita ciò significa che non sì era morti e se si muore veramente
non si torna più in vita! J Restano un certo numero di sosti-
tuti: la morte che s'infiigge, a volte con gioia (il far morire),
la morte dell'altro che si sente con sollievo o in un clima
d'infinita tristezza e si tratta di un essere caro, l'angoscia per
la propria morte; e l'idea che ce ne facciamo: assenza./ presen-
za, rottura/continuità, incremento/ distruzione... (il morire).
Il che ci rinvia necessariamente alla nozione di persona, ai
rapporti tra Eros e Thanatos, al mondo delle rappresentazio-
ni e dei fantasmi. ..

l Si veda, ad esempio, M. Genevoix. LtJ mort d c fm)>, Plun !9i2: ~An­


ch'essa (la morte) è stata la nostra spaventosa compagna. M<t ci si abitua
anche al terrore. Finché ci colpiva d i lato. ci inganna va m o su l su n conto·
era per noi come uno spettacolo drammatico e swnvolg<.:ntc: cui rcagiv:• "l<·
con aspreua e con tutte le forze de! nostro corpo vivente. Non avrebbe
potuto essere divcnamente. Ci immilginavamo al posto dell'uomo abbat-
tuto come se ciò fosse possibile. f: impossibile, potevamo solo immaginarlo.
Ma la morte ci incalzava da vicino ancora vivi, ci ingannava in modo
orrendo, ed era peggio... Perché, questa volta, ta morte mi aveva vera-
'ment<: <sistemato> », pp. 151-152.
2 Come diceva Epicuro: • Se mi trovo là, essa (la morte} non c'e; s~
c'è, io non ci suno più ... •
3 I discorsi sull aldilà della morte suno più che ddudc:nti. Il figlio de-
funto di Belline, entrato in comunicazione con il proprio padre, parla di
• suoni •. • onde •, • vibrazioni •. • invitati di luce ,. __ , B~lline, Lu troi•ù:me
oreilfe. A l'icoute de I'Au-delà, Laffont l'l72, pp. 13.3-1$7_
l · IL FAR MORIRE

Come se il dover morire non bastasse, abbiamo anche a che


fan~ con il lasciar-morire e il far-morire.
Vediamo innanzitutto il lasciar-morire. Su ci rca 400.000 es-
seri umani che ogni notte in mancanza persino di un tugurio
per riposarsi si installano sui marciapiedi di Calcutta, all'al-
ba la polizia preleverà ~W.OOO debilitati, febbridtanti e agoniz-
zanti per trasportarli al moritorio in n ai vivranno (decente-
mente?) le loro ultime ore. In Occidente, abbiamo ben altri
modi di lasciar morire, o di incitaTe a lasdarsi morire. f: vero
ch-e da noi non c'è pit't il pericolo della fame, ma il tabacw ...
l'alcool...! L'alcoolismo, per esempio, direttamente (cirrosi)
o indirettamente (traumatismi biologici che riducono le pro-
babilità di vita, accidenti diversi legati a ll 'ingestione ahmiva,
incitamenti al delitto. demenza... ) è in Francia a l terzo posto
tra le principali· cause di morta lità. subito dopo le ma lattie
cardio-vascolari e il cancro, con ~0.000 morti a ll'anno: e rig uar-
da da vicino da 5 a 6 mil io~i di pen<me. Fin dagli in izi ciel
~olo lo statistico J. Hertillo n 1 ann unciava che la Francia
avrebbe potuto scomparire d isonorata : « la storia avrà il di-
ritto di dire ch'essa è morta di due vizi ignuhil i : il crimine
di Onan e l'ubriachezza! ». (~uanto ai rist:hi mortiferi ciel
tabacco, benché non siano statisticamente determinati. no n
sono meno gravi: cancri. malattie cardiache. disturbi nervo-
si ... Tuttavia la pubblicità favorisce il consumo di alcool e di
tabacco, e ciò perché alcool e tabacco sono fonti eli profitto.
Sempre il sacrosanto profitto! Ma è un huon calcolo? F. leci to
dubitame! 2

l L'a[co,fisme et le moyl'm de le combattre. Lecoffrc 1904 _ p. ZZ9. Nel


196.'1 suno morte in Francia, per alcuolismo, 20.722 pe rsone; nel 1%4 : 19.!/?r;
(di cui 5.021 per etilismo acuto e \4 .055 pu cirro~ i epatica) . Su 100.000
abitanti. 40 muoir;no per etilismo a cuto c 65 per c irrosi, nel M orhihan:
rispettivamente -~-'i e 5.~ nel ciipartimcn to delle Cfitc~ riu Noni c .'i!l ~ -IO
nd Fini!IÌ're.
2 Solo per i ! 1972. in Francia, l'alcoolismo è cnslatn al pa~~c 50 miliardi
~la è forse e soprattutto su l far-morire che dobbiamo iusi- Lauto distr uggono la vegetazione 6 ma anch e - risalendo la ca-
~tere, audu: !le le vittime dell' uom o mortifero sono di n atura tena alimentar: .<er~e: erbivori--. carne e latte -+ uo m ini)
lllolLo diversa. Ccn:hiamo di pa...sarle rapidamente in rassegna. --:- ac~resw no t n scht dt cancro primario al fegato; 7 la crate-
nzzaziOne del suolo (circa 50 milion i di buc.:he, di t:ui alcune
della profo ndità di 8/ 9 metri, tali da modi ficare sensibilmente
a) La ttatlira aggredita: l'ecocidio le condizio ni idrauliche, da imerrare in profo ndità lo strato di
hu.m~s e . mo1ti,rlicare i focolai di malaria)... sono queste le
La di:.truzionc th parte dell' uomo dell'ecosistema coinvolge pnnctpalt tecmt:he di di.strtUione. Anche in questo caso si
a tllt tem po 'luella d el nostro pianeta (ter r icidio) e quella di tratta sempre dello stesso sistema : lo spreco delle riu:hez.ze
a h:uni animal i ch e la popolano (anirnalicidio). na turali e delle r isorse produttive; e n o n è molta la distant a
ll terrir.idio si presenta sotto una luce diversa a seco nda che ch e separa il «consumo » dalle c merci » mor ta li : le armi in
si tratti di un risultato oppure di un mezzo. Abbiamo già par- tempo di ~uerra, ~li a~imeuti in tempo di pace - di cui ci
lato dd primo a proposito d e lla polluzions,3 dello spreco, d el- par la un hbro usctto d t recen te, L 'alimentation suicide.'
l'esaurimenw delle risorse vitali (acqua, aria ... spazio) o tecni- . t una situazione che suscita tre tipi di realion e: il rtatura-
ch e (m aterie prime). Esso è il frutto di una logica implaca- lzsmo conservatore che protegge la nostra vera n atura contro
bile, as~olutamente u nica nei suoi d iversi aspetti: la logica ogni nuova aggressione; i l ualuralismo rivoJ uz.ionario ostile
tanatocratica, basata sulla ricerca del profitto come motore del- a qual.siasi repressione r ivo lta. co~tro l' uo mo e la natu,ra (ad
lo sviluppo, sull'accumulazione del capitale come sistema di esempao Marcuse vede nel capttaltsmo una .. <.:àtastrofe dell'es-
crescita, sul m ito della fe lic ità (o dell'opule1ua) come esigenza senza u~ana ~; è dunq ue n ecessario, ci d ice, polverizzare il si-
di prud uzione j con sunw, sulla corsa agli am1a menti come (at: stema d1 segm che permette di monetizzare la vita sotto fo rma
ture di dissuasione ...~ Il terricìdio si traslotma in mezzo ogm di s~l~r~ ~ d.i. me_rci e ì~v~m_are ~no ~pazio e un tempo senza
volta in cui esso o pera per fin i militari: è il caso della g11erra posstbiltta d unf:l1ego ne d1 p •eno uu p ll"go); il 1Jalnralismu p er-
t't:ologiGl 5 di t:ui il Vietn am è stato di recente insieme vittima verso che, per n trovare un'esistenza autenticamente n aturale
e banro eli prova. La distruzio n e sistematica delle dighe per d i· trasgredisce a tutto cìù che esiste.9 '
strugget e le risaie, con il rischio di provocare inondazioni al
momenw delle pien e partiollarmente violente, dei fiumi ; lo . 6 Q,uc~ta venne gravemente danneggiata a .:o~uu dci bumbanlam!'nti
spargimemo massiccio di erbicidi e de'folianti, ch e n on sol- m cendca n al napal.m, delle_ bornb~ t ipo " Da isy C utter . ( IILU ll:l/u) di 7
tonnellate che. srad•ca no gh alb~n su un raggio di ·lOO metri. del livella-
mento mecuntco e,ffcttu~lto ~ed !~ntc; bulldour ~ti g~ti (opc:ruione • Rome
O?w •). Furono cose anm cntatc p tu d1 350.000 ettari di foresta.; !'~,ile strato
d i f ran( hi (::!.'• ~io do: Il t sp cst medi che). l costi diretti o indiretti che ne d~ hurn~s ~cnn . la s~a co~ertura. abit~a.le res iste m ale a ll'acqu a piovana e
r isuhanu ammontano a circa IO miliardi. O ra. nello stcuo anno, le imposte a1 venti . vtolcnt t.. r t ragg~ s~lan s~enh~uno i mìcro-organismi. C11me ri-
5ull'alc...,) luruno di un mili:~rdo 300 milioni. Lo Stato ci perde ... ma i mer· sultato st ba~no t fe!lomcnr dt latcnzzazmoe. il suolu diventa cretoso.
canti di vino c i gu<1dagnano! Chi avrebbe il coraggio di dire che lo Stato _7 .In partt colar~ cl «fattore aran cia • che conti ene diossina. so~tanza
non é al loro servitio? chtmlcamentc stabol~ operant.c a dosi infinitesimali. L a quantita d i diussina
3 Questa puil cssc.-re di rettamente mortifera. Il recente film giapponese C?sparJa s':'l pae_se s.' val uta m 500 kg. Nelle :rone dcfuliate i cancri c patiri
M imwutla raJ.Iprcsen ta al riguardo una terribile requisitoria. SI sono Qumt upltcatJ!
4 In n :..lt.l il capi talismo munopulistico • ~i ~ impegnato in una guerra Il .G. M.:na1dié: Fayard 1973 (acido ascorbi co n d vino . 20 m iliardi di
l'onlru la natura, si:. conino la natura dell'uomo che contro que lla esterna. gcrmt per . cm d t latt e, DDT ca.ncerugeno, salumi con n itriti a lo ro volta
l n l'atti le esigenze di un sempre più intenso sfruttamento _si urta nn contro can cerogene .. a cqu.a dc:p~~ata che rende cartliaci ...). Senza trasc urare il .:on-
la >lessa nalura, in quanto seti.: e luogo degli istinti . d i v ita che lottano sumo ~:ccesstvo d t . medrcmali n ei p aesi capitalist ici; vedere · Ch. Lcvinson.
l'<ontru gli istinte d 'aggrcssi<~ ne " d istruzione . E le es1gc.:nle d el lo sfr';ltta - Les trusts d_u mé~r.mment, Sc:uil 1974; j.- P. D upuy , S. Karstnty. l .'ill'uusirm
m~nto riùu~:\IOO .: sprecano progres5i vamente le risorse: più la produttc ~it~ tb~d~muceuttque, riHd.; H. Pradal, Guidt· drs ml dicam l'lllJ IN p/11 ., rouranl<,
r apit:.listica ::l Umcnta e p iit diventa distruttrice. f;: una delle .manifestaz•on•
•tdle cuntr;;dd izioni in te rne dd c.:a pitllismu. • H. Marcus.,, 'T n btmt• d11 Cl11b 9 Cl. Rosset, L'AntÌ·IIIflure, PUf 1973 .
d1: tObJt'TIIUl i 'UT. 1.'1-6- 1!17:.!. • Nuuvtl Observateur "• .'197. giugno 1972. ~! .problema rifi~ti m"ritercbbt un lyngo discorso. Al centro .tcll'no-
d.ei
.'> R. Cl:orkt. / . 11 1 t~/IT.il' ti la nwrt, op. cit., 1972. pp. 179 sgg_ postzlone pmduzwne/dtstruzinn~ cunsumista - illus trazion e sens ibile ridia

ro6 JO']
Non è necessario ritomare su ciò che d~fferenzia la messa
a morte dell'anima le nelle società negro-af:tcane e ne~ mond? b) L 'omicidio collettivo
occidentale;IO tuttavia è importante sottohneare che. lD <?c~•­
dente l 'animal icidio o zoocidio è parte integrante dell ecocad~o. L 'uomo è il solo essere della natura capace di distruggrre
Secondo O. Ka:nig, 11 da circa venticinque anni l'uo~o ba tn- consapevolmente la propria specie. D i questa potenza morti-
gaggiato un'autentica guerra all'ulùmo_sa~gue con _• l _m~nd~ fera bisogna vedere d ue aspetti : la guerra e il genocidio.'s
animale, sia per gioco (safari, spettacoh) sta per 6~1 gmdtca~•
c utili ,. (bestie c pericolose :a che è neces.c;ano ann~entare, bi- l · La morte e la guerra
sogni alimentari, abbigliamento e om amento.,.) e stcuramez:te Ci inter rogheremo più avanti sul senso delle pulsioni di
« reddi tizi,._ Ne risulta spesso la scompa_rsa di a lcune specte : morte e sull'incontro di Eros e Thanatos: si è comunque ten-
le balene azzurre, nel giro di trent'anm. d~ IOO.O?O ~~ sono tati d i credere che la gioia sadica di uccidere si avvicini per
oggi r idotte a un migliaio! 12 Qu_est? stato dt c_ose SI dtmostr~ molti aspetti al pi~cere sessuale: « A.llora, in un'orgia furio-
tanto più pericoloso in quant? st d~strug~on? m tal mo~o glt sa, il vero uomo si sbarazza della sua continenza. Gli istinti
equilibri biotici: poiché ognt specte costituisce una « n.serva troppo a lungo repressi dalla società e dalle sue leggi ridi-
vitale,., con la sua scomparsa prolifera o scompa!e un alt~~ ventano l'essenziale, la cosa santa e la ragio ne suprema. ,. ·~
specie, e cosi via, indefinitamente, con consegue~ze tanto pm Non è dunque a torto (;he R . Caillois n ha pututo avvicinare
dannose in quanto ancora ogg~ sia~o- ben lo~tan~ dal_ c.;nosce- l'ebbrezza della guerra all'esaltazione della festa. Simile agli
re il ruolo biologico esatto dt tuttt 1 grupp1 ammah. ~nz~ insetti sociali, l'uomo dimostra d elle singolari propensioni per
d imenticare che il futuro, forse, può riservarci l'ev~ntuahtà d~ l'aggressività mo rtìfera (spesso gratuita) : fabbricante d 'armi
una carestia per l'uomo, considerando. che le ~P~·~ che ogg1 per eccellenza, egli è fra tutti gli animali quello clie uctide di
vengo no a llevate artificialmente con gh orm~~~ s1 ~•mostrano più e meglio,ta ll potere distruttivo delJa guerra in materia di
fragili: non possono sopportare né il freddo ne_ ti razt o~mento vite umane è comunque i l pilt efficace. Consideriamo soltanto
e rischiano, al limite, di rappresentare un pencolo ahmentare l'esempio de ll'ul_tima guerra mondi~le: essa è costata a ll'uma-
per l'uomo che le consuma.•• n ità più di 16 milioni di morti e dispersi !iolo tra i militari
(e precisamente 16.687.000, d i cui 5.318.000 per le potenze
dell'Asse e l 1.369.000 per gli Alleati). Ed è noto che il numero
d Il
mcrte e e cose - . . d Il r
lenta, simboli . partir~larmcntc •.cspra31':'' c o ~plec(o' l m
fona lavoro 10 sp;uiO) e del! tncguag!Janza :!OCI3 C l pal .
:e
i rifiuti sono i cadaveri moltiplicati dalla societl opu-
ateric prime in
il volume 'dci
. J" • .
delle vittime civili fu particolarmente elevato (bombarda-
menti, campi di concentramento, rappresaglie varie}. s t onu:-
d
rifiuti aume~t;.mo secondo la gerarchia ascendente delle a!!St d~G·~ d;'
l .::-
fiuti si accumulano inoltre nelle periferie: l"!on. è_ raro ~~ .cr)c e 1 c1 l a - NE NEl. COMPLESSO UN TOTALE DI 24.290.000 VITTI.\IE. Secondo
tazione popolari elevarsi . in mcuo a muccht d1 unmon tztc ·
1O Vedere la parte pnma . . 15 « Ritengo derisoria, • sottolinea G. Stcinc:r, • qualsiasi teoria della
11 Un paradis à notr~ pnrtr. Flamnunon 1.973. • . cultura e qualsiasi analisi delle condizioni pre~enti che non mettano al
l2 Vedere anche F. dc La Grange, Lts ammaux en fuml, Nathan 1972; centro i meccanismi di terrore che fecero morire, dagli inizi della Prima
P GaJcar ap. cit.. 1974. d' · · t ente ,; guerra mondiale alla fine della Seconda, vuoi per la fame vuoi per i massa-
· 111 Sia~o stati testimoni, nel Scnt'gal, t un Clipencnza es remarn - cri si•tcmatici, 70 milioni dì esseri umani. • (La culture contrr l'hammr.
ìficativa Per snlvaguardare le coltur~ nella vall~ del lium~ S~~cg~l ~ Seui! 197.5).
g~to inve~lato un dispositivo molto cfftcace per dtstrugs.e:t 1 mtl_tODI .d• 16 E. Jiinger, La guerre notre mère, Paris. 1934, p. 30.
~angia-miglio (piccoli uccelli) della zo_na : ~o':flbe elle ap o evao~ tn ar •t 17 L'hnmme et le saar, Gallimard 1950. pp. Zl 8-Z.H .
Q Il' no non ci furono più i mangta-mtglu)... ma nemmeno 1 racco_1 1, 18 La t.uure, • Anthinea •. 4-.S, aprile-giugno 19711; arti coli di G. Bou-
· tt'• che abitualmente venivano d ivorati ... ~ai mangta-
ue_ an - d ag l'1 tnsc
anntentatt thoul, J.P. Charnay, B. Mondar. J. Monnerot. U . Njì'uyen, J. T ularrl.
.r • Il tema della guerra t stato a mpiamente utiliua to anche dal cinema e
IDI~l\ltdcrc i diversi numeri della r ivista _- Sau_va~c • ~uhblicati sotto dalla letteratura. Vedere J. Siclier, A.S. Labartlle, l mogr.f de l a .<r:ience
l. · · d• l Nouvcl Ob~ervat~ur " · Non dn~cntlcbtatno moltre che art- fiction, Cerf 1958. cap. vm. Sullo sfruttamento rldla gunra e del grMciciio
~h1 ::~usptCl
\! ~ione
• ;J.nnienta le· sptc•e · 1·t (pesn· ne•• fiu m't avvelenati) che
. antma
1 ad opera dei media: ~tampa, canzoni, radio. televisione. vertere j. Potei,
~ lor:, ~~~~~"diventano veicoli di gravi malattie (puci che contengono mer- Mori d voir. m ort à t•endrt', DcscUc:: 19i0, pp. 64-74. E l'opera già cita-
curio) per gli uomini r hc $C ne nutrono. ta di R. Clarice, Lrt. cqurse à la mDrt ou la lt:rhnncratìt' d,. la guerre,
Seui( 1972.
I08
1 .. :\. (~etliug 19 nell'intervallo 18~0-1859, qel corso di 92 guer- .È dunque necessario affermare che la guerra è un'istituzioue
re, vi furono HOO.OOO morti, ossia lo O, l 7u della popolazione s~c~ale a.ltamente mortil'era, esen:itata da organismi sociali
mondi a le: nel l 'i ntcrvallo 18o0-1899 nel corso di l 06 guerr<:, vi ddlerenztati e con una finalità plurivalente il c ui aspetto pri·
furono 4,1i milioni di mort i, cioè venne sacrificaw lo 0,4% mu~dtale potrebbe essere la çlistruzione del patrimonio demo·
della populazioue mondiale : dal 1900 al1949, in 117 guerre, grafico: aumento subitaneo della mor.ralità : d iminuzione del·
i moni furono 4~ milioni, pari al 2, 1 % della popolazione l~ natalità; ~ liminazione polarizzata sugli uomini nel pieno
totale; dal l!t50 al t999 - emrando nell'universo delle pro- v1~ore ddle forze, con modificazione ddléi piramide delle età
iezioni - ci saranno, mantenendo lo stesso ritmo, 406 milioni a favore delle persone anziane e delle donnt'. Ma la guerra
di morti nel corso di 120 guerre, pari al l O, l <(0 della popola· aerea - e a maggior ragione la guerra atomica - e la mobi-
zione mondiale: infine, nel periodo dal 2000 al 2050, in l ~O litazione delle donne attenuano, nei confhui moderni, que-
guerre, le vittime 20 sarebbero 4050 milioni, pari al 40,5 % st'ul~~mo asr;>etto; in1!ltre, oggi è noto <:he il vincitore può ave.
dell<t popolazione globale. L'esplosione demografica, la fame re JHU perdite del vmw (uRss 7 milioni e mezzo, Germania
e la polluzione, l'abisso creato tra paesi ricch i e paesi poveri, :l milioni). In breve la guerra gioca, mutalis mltltiudi.5, "Wl
il pericolo dell'olocausto atomko e della corsa agli annamemi ruolo .~imil~ a quello ~Lelle crisi r.co11omù:he: quando queste
che oggi si va estendendo pericolosamente al Terzo Mondo e~pl.odono, d valore dct prodotti si abbas~a e i capitali si assot-
uoJl<Jstaute i ht·Hi:fici eH'etti dd la " distensione », potrebbero ughano. Tra gli altri effetti, <:ome ha visto K. Marx, la crisi
dare una selltbùmw di veritrì a queste sinistre previsioni. So· produce una contrazione del capitale c.:irrolante. Allo stesso
praHutto se si prende in considerazione il fatto dell'imprevisto modo, quando scoppia la guerra il valore della vita umana (che
possibile : bomba atomica che esplode per sbaglio, capo di è a.nche ~m el~mento costitutivo della vita economica) dimi-
Stato paranoico che preme il bottone rosso.,. Oagl i inizi del J~m~ce e ti capitale umano tende a c.:omrarsi. Secondo l'espres-
secolo ~IO · persone su 1000 sono morte in guerra o per cause siOne popolare. in tempo di guerra . la vita non costa nien-
belliche, nmtro le 15 del secolo pre<:edente; le perdite inflitte te '· » 21 Le cose si svolgono come se una nazione non temesse
all'umanilà d a lla sua nascita dalle diverse guerre si srimano di i.n~accare peri_o~icamente.' .e in modo sensibile, i propri ef.
a più di .~l miliardi e mezzo di esseri umani! Infine, P. Sornkin, f~tttvt de~ograhct, a condiZione che le perdite del nemico
studiaudo il «volume della guerra», <:ioè il numero d'uomini st~r~o constderevoli (tanto più che sarà possibile, dopo l'armi-
ch'essa coinvolge, ha calcolato un indice di cui qui si riporta, sttZlo e la pace, massacrare le forze vinte o prelevare schiavi o
per la sola Eumpa. la significativa evoluzione: xu e Xlii secolo prigi(!lli~ri ) e che trionfino l'ideologia e •1 potere egemonico
0,:?; x1v secolo O,liH; xv secolo 1.04; xv1 secolo l ,HG; xv11 se- del vmn~o:e. La guerra avrebbe una o: funzione , ( ~ possibi·
colo 2,1; XVI II ~ecolo 1,8; XIX secolo 1,1; xx secolo 8,12 (ma le c?me ntt ~ne _Bout?oul,22 parlare a questo proposito di liqui·
questa cifra risale a prima della guerra del 1940!). daz10ne penodaca dt un surplus demol?,'rafico in termini di
concentrazionefscarica (struttura esplosiva)? O sostenere, que·
19 l. Getting. liulting tlw i11(lati,mary S/Jira/ "f dcuth, « Air force/ sta volta con Caillois,21 che la guerra costitui!;Ce il « fenomeno
Spao: digc:st • , aprile 1%.'\. Vedo:rc inoltre: M. Klart, U!ar uJilllfJUl end, A.
Knopf. Ncw Yt.rk l!lì2. Si tratta della più bella analisj mai te.,tatil finura totale che le solleva [le soòetà moderne] e le trasforma intera·
~ullit burucratiaaziunc Jdl;~ gunra. L 'autore: lraccia un clcncu incredibil- mente dando un taglio - con terribile contrasto- allo scor-
mente lungo (.: ;~ppassinnantc) ddll' tuniche clahurute pn mautcnne sull" rere calmo del tempo d i pace.,. ? Comunque sia, questa isti-
wntrullu !t• sot'il'ltÌ $nl/osvìluPfwte. Dalla guerra elt•tlroniru alla forma·
;;ione di nti'Tt't mui, da/f'rulth-.<lraiTU'Til/1 di w/dati alla gunra nel deurlo o
in alta IIIIJJtla~nu aliti rirerw qua.<i irreale del " ram/w di bulta!!;lia allto-
matiz:ulo "' ~ra~ic a un fant.,:;tico complesw di controlli ddtroni<ei Wa- 21 G .• Boutht~ul.. Le f,/,f-mm.u:nc-gul'rrt', P;~yot l9fi2, p. l Hi (trad. it. Lr
shington ~~ulro:hbc. con<;srcre immcdiatam.:nt~ e in. o~ni dettaglio (con le uerre. El!•mentz dt jJ()/nnoJ,g •.n . .Long~n~si 19SI). Sull'• umanizzazìone dd-
rapprcsag te d1 dtvcrsu grado tla S('atenarc) qualstàt~ muv1mcnto sospetto fa guerra •· vedere le rnnvenz1ont t.ldl A1a ( Pl99: l 907) e le 4 Cnnvenziunì
in non impr>rta quale parte dd mondo. di Ginevra del 1949.
20 In gunra non t'i ~ono vittime innnccnti, afferma va nun a torto ].-P. 22 G . Bouthuul , u/J. rit., p. l 22.
Sartrc. 23 Op. cit., 19.~11. p. 218.

IlO l! l
tuzionalizzazione della morte si accompagna sempre a un si- . 2 ·_ L:'etnocidio e il genocidio
stema di valori particolarmente pregnanti (onore, gl~ria, sa: ~ coppaa_e~noc1~10_/genocidio ci fornisce un caso particola-
crificio, amore della patria, grandezza umana, culto det cadut1 re dt stermm1o cnmmale che può sia coincidere con una
sul campo di battaglia ...), suscettibili di ~~~uov~re. le mas- guerra ~era e pr~pria (ieri in. Vietnam e nel Biafra, oggi i
se, di galvanizzarle e di condurle al sutc!dlO-s.ac:lficto nella massacn perpetratt nel Mozamb1co dai Portoghesi), sia inserirsi
più grande euforia... Senza trascurar~e le ~olossah nserve fi.nan: nel qu~dm di una gunra (Hitler e gli ebrei tra il 1940 e il
ziarie che vengono spese per la preparanone e lo svolgerst det 1944), sia non av~re con essa alcun rapporto (è il caso più fre-
conflitti! quente). « Osserv1amo una volta per tutte: l") che i due termi-
Spreco d'uomini, spr eco di ener.gi~ e di tempo, spreco d'in- n i ~i .g~nocidio e di etnocidio sono stati forgiati sul modello di
telligenza e di idee, spreco finanllano, spreco delle forze na- omi.Ctdw, parola nella qua le si identificano due sostantivi la-
turali: ecco l'eco no mia della guerra!2>4 t.tm: h?n:ìcida. (concreto), l'assassino, e homicidium (astratto),
l ~ssass•m.o: ess1 potrebbero d unque designare al tempo stesso
gh assasstni collettivi perpetrati contro certe razze o etnie e
contro le loro culture e qualificare i popoli conquistatori che
24 L'importationc: d'armi pesanti è passata nel mondo, in milioni di
dollari usA a p reno costante ( 19611), da 220 nel 1950 a 8110 nel 1960, a se ne rendono i'esponsabili : 2'>) che però puù am:he trattarsi,
1320 nel 1966, a 1720 nd 1967. Tra il,1950 c il 1970 il valore. t.o tale delle qua!ldo v.i sia co~pev~Jiezza (e noi pensiamo che vi sia, perché
esportazioni è au~enta t.o del ?OO Ofo. Cio r~pprtstnta un . tasso dJ mcremento al~rtr~'lentt n?n c.' umrebbe pii1 alcuna preoccupazio ne umana
annuo del 9 Of0 , CJoè d1 quaSI due volte l aumento mc:d10 annuale del pro-
dotto nationa\e lordo dei paesi sottosviluppati! La tabella che segue fa e msteme sc~enttfìca), di genocidi o etnocidi dov11ti a impm-
vedere il costo per gli Americani, in vite umane e in dan~ro, delle guerre d~nz.a o a_d . 'gnora~ua; .e ch e, di conseguenza, è utile forgiare
cui hanno partecipato. Cifre che. vann.o confrontate con ti numero totale
dei soldati uccisi per l'assieme dct belhgcrant1: 8.5.~!L~ l .S durante la Gran: glt aggettiVI genon dano o elttocidarìo (a imitazione del lati-
dc Guerra; 24.290.000 durante la Seconda; 1.86~.697 . ~ura~tc: .la .guer_ra d• no hom!cidnrì~ls) per qualificare taluni fatti o comportamenti
Corea . Nd corso ddla guerra victnamila sono statt uccu1 ~Il meJ~c.a 1 .0~0.(~ che sfoc1an o dt fatto nel genocid io o nell'etnocirlio senza c:he i
militari, di cui 150.000 su dvictnamiti e 850.{){){} nordvtelnam•h. c .'~'?rh
sudvietnamiti. La guerra di Corea aveva provocato .1110.000 mort1 •. ~,,..,}, ~ popoli dominan-ti l'abbiano voluto. E. nella misura in cui so-
militui (2,8 °/• della. popolazione totale), la guerra dJ s.pagna .un mJhone .d• stituiremo la conoscenza a ll' ig noranza, contribuiremo a lla ri-
morti (4 "/o della popolazione totale).- Il conf11ttn vtctnam1ta . ha ucnso
510.000 civili. il 4.6 Ofo della popol:monc; con 1l suo totale th 1.560.000
cerca dei rimedi per questi mali che potrebbero non e!ò~ere­
morti, è la guerra civile più micidiale di tutta la Storia. a. d i~erenza d:I~'omicidio una volta perpetrato - fatti compiu-
ti e trreparahil1. » 2~ I molteplici odi tra etnie, razze, cla~si so-
Guerra ci.ali, partigiani convi.nti di questa o quella ideologia, settatori
Guerra Seconda Guerra del
Gra11de Guerra d1
d1 Guerra mondiale Corea
Vletnam dt questa o quella reltgione, i conflitti d'interessi economici, la
Secesslone (dal 1961)
credenza nella superiorità assoluta d'una data civiltà... incitano
) anni ~ sempre gli uomini di un dato gruppo a distruggere quelli
4 anni 1Bmni 3 U111l 1l •nnl
2/ 3 da u~ altrq g r.uppo definito come nemico. Si tratta d unque, in-
nar:uttutto~ d1 un problema di « gruppicidio ,.. Nel passato,
11.800.000 327.000 sn.ooo
Sold•ti Impegnati 1.100.000 2.400.000
tah fnr~mo le guerre di religione, le crociate, gli djihad mu-
53.~ 291 .557 33.629 4S.890
Solùtl uccisi . 234.000 sulmam, la lotta contro i Catari e poi contro gli Albigesi, i po-
103.284 31)1.450
Feriti in combattimento 382.000 204.002 671).846 grom anti-ehraici: e, più vicino a noi, il Ku-Kiux-Klan tenden-
88 144 1.87S 93 Aiuti
C~to (In miliardi) . militari
748
2.'i M. Bataillon, Génocide "t ethnocide initial, in De f'etlmocidr., 10/18,
Aiuti 1972, pp. 292 sgg. Vedue anche dello stesso autore, Etimologie rt M arxismr.,
economici • La pen~ée » , 17!, ottobre 197., : G. Ravi5-Giordani, Ethrwlogie et pulitiquc.
27
U P'"(lb{nnf' di' l ethnoctdl', pp. 1011-1 17. J. Suret-Canale. Dr la coltmiJfllirm
------ au g.fnoridt', pp. 149-l .'l7. ·

H2. Ir3
te• all'an nie ntamento simultaneo degli ebrei; dei cristiani e so- n uove armi particolarme nte micidiali ~r i civi li:m distribu-
prattulto d ei n egri neg li Stati Uniti. Il mo ndo ~ontempora­ zione di cibi avvelenati (di preferenza d olci per i bambini )
JH:o conosce purtroppo simili genocidi ; la « soluz ~one. ~na~e ». o di ab iti co ntaminati dal vaio lo; sterilizzazione obbligato·
immaginata d a H i tler che cancellò dalla carta (, m1hom ~~ ria...J 1 Bisognerebbe cen o disti nguere l"atteggiamemo d el
ebrei :.~.<> i ;lOO.OOO assassinati (Hutu dai Tu utsi n el B~rund1 , boia sado-masochista ch e si compiace dell'ago n ia della propria
Tulll~i dagli H u tu nel R wanda) iu nom e di un vecchto anta- vittima 32 d al tecnocrate ch e obbedisce a degli ordini o a u n
cronismo t ribale lorncntato subdolamente da alcun e potenze ideale, ma d ecid e fredd amerne lo sterm in io : R . He iss c F.ich-
~nanicrc; i !•00.000 neri animisti c cristian i a nn ientati n el mann, erano, nella loro vita privata, del t uuo irreprensi b ìli! .u
<.:orso d i un 'azion e selvaggia cond otta dai leader b ianchi isla- Ma il r isultato non è m eno eloq t~e nte. Nt:i genocid i di questn
mil.zati del :'"'ord c padroni del Sud an; il m ilione circa di tipo si potrebbero genera lizzare, m ulu.l is rn 11 taudis. i seguenti
Jho scomparsi n ella stupida guerra ch e op_pos~ Bia~rani e _Nì: tratti caratteristici descritti da E. A. Shil.s a p roposito d ci Na·
1-{Criani. esacerbata dagli · i nteressi petroh fer~ occ ~dentah_; 1 zisti e degli $[a linisti : 34
20.000 I ndian i massacrati in B rasi le dal 1!}5H tn p01 semphce- c a) Esclusivi tà e osti lità del grup po prati<:anu:nte verso tut-
m entc perché possedevano ter re ferti li agognate d al ~adrone ti gli altr i gru p pi. nettamente d istiuti.
Biancn. o perch é <x:cupavano territori r icchi di pet roh o, ura - c b) Esigenza di una suttl>lllissione assolu ta al gruppo consi-
uio o m etalli rari.27 Sarebbe fi n troppo facile allungare questa derato come l'u nica e autentica fonte di ca mbiamento po~itivo.
lb ta si n istra. l n realtà csìswno due ti p i di « genoddio ». • c) T endenza a classificare le persoue secondo caratteristi·
Il primo perseg u e la di.~truz ion e fisica dd « u (:llliCI) »: l pro- che selettive e a fo rmulare i g iudizi di • tutto o n iente . sulla
t:e<limen ti utili aati variano p er efficacia: con<"en tra7.JOn e tn base d i q uesti ultim i (inte rvengono q ui form ule: tipo : • lena
in cui le rnnciizion i di vita assic urano u n eccesso st rao r-
"o·heui ..
dinario dì mortalità: tecnica dei fo rni crematon m essa a punto
cap italista,, , O rco bolscevic.:o ., • Spia imperiali~ta ., • Cii am-
b ienti terro ristici • ecc.).
da R. llei')s:u espulsione sistematica con privazion_e d i terre
t:: di risorse vi tali abituali e cond anna a un genere dt V tta asso- 30 N ella loro impresa di g m ucidiu in \'ictn<~m !("li Ame ricani misero tt
lutallll'llte Huovo , fonte di psicosi collettive: a utentica caccia punto ccmgegni distruttivi ?i ra r+~ po_te nza sao.lir 01: la !Jum ha • ronouul ":
a ll' uomo,29 <:on il con corso saltua rio dell'aviazio n e, come nel un congegno a fra mmentazw ne le cu1 schcg~e. u v vull c· do un o strato d•
plaJtica. non erano reperibili med ia nte i raggi X: l.t hnmba • :man;ts •
raso de i ho mha rdam enti a l n apa lm avvenuti n el 197 1 ai con - formata da m igliaia di biglie racchiuse entro un a parete in m<'la llu lc.a;-
finì ll<Tid en tali del PerÌJ e d ella c,))o m bia : u tilizzazione d i gc ro; la bomba • ragno • munita di molle che lanri:~ nu fili invisibili fin,
a !S metri (cd e~plodc se se ne tocta anche un o sulu): un ubicc "antica rro •
in grado di perfo ra re 15 mm di cvrana <1 lilJ <m .Ji cementu, d i penet rare finu
a 1.50 m soltu terra c svilu ppare un c.1lnre di 3111111' al mumcntu dcll"csplo-
}t; Sm 1.a t r:~:ocura re l(~ stcrminiu cldl'élitc pvl~cca: f(l~sa c:o~un~ ~ie~pita
sione. Vedere Crimes de guart' umclricains uu Vil't-Nam, l nst. se. juritl.,
dag li ulli cia li rnMsacrah a Katyn . Vedere S. f nedlander. L an.turmrtzsme Hanoi 1968.
na:i, .>;~uil 1971. · l 31 Ricordiamo c he le Na2ìoni Un ite hanno :~dottato il !l d icembre 19-l X
27 Dci tre mi lioni circa <.l"lnd iani che vivcvanu in Br;utl e ., a mnmento una con venzione sul genocidiu. Vedere inoltre l'accorcln d i L nn d ra d~ l
cicli;~ stM ~("<lpcrta. (oggi ne resta no appena d:t 7~ a ~0-~llU: la (ruyana. fr~n­ 1945 c la risoluzione del 13 febbraio 1946 ddle N a zi,mi Unite sui ~ Crimin i
~c:~c ha l:iO(I l n tl i.mi miracolosamen te sopravvts~ull ao 15.000 c he l abtta· cont ro l'umanit à '"··· di uoa rara e conturbante inutilità.
vann al mumcnto d dla conqui5ta. 32 Era g ià il caso dd D r. t'ctiot. Nei fumi crcmat nri nazisti c'erano
·1s Ricordi amo il ro manz.o d i R. M crlc, l.u mnrlf' è il mio m!'slil'Tl'. Erli- posti di onerv:nione dello stes)u genere! . .
turi Riuniti 19.;(>, nel qu:tle sono dcsçritte le tecniche ~i R .. Heiss:. l'intenso 33 Memor abile il casu d i quel fana.lico che, d u ra nte la Rovoluzan nc dd
fi lm rli A . Rcsnais , Natio• l ' ll(•hbia <: la raccoll a d i teshmon1an~c d 1 L. Sau- 17M!!, piangeva a calde lac rime la morte d d propri•• !{allu mandatulu sulla
rd . Lt·J Cum f1S do· la Melfi , f:d. Ruuff l!Hi7. forca carretta te d i • nt:mici •!
Z~ Tra le tcstitnonia nzc di stct"m ìnio, cit iamo que ll e d ì Lars Person, .':14 E.A . Shils, A utlwritariarrism : Right awl Lr-/t, in Studio in t/r(' SOl/W
• Der Spie gel ., 4H, 1!llì!l, V_. Chia ra-Schultz. in « Lcs tc~.fs n:~dcrncs " · and method fi{ thl' Authoritarìan Pt•r.wnalit y, Glencoc. 111.. T hc Fn:c P rcss~.
oli<"tmbrc l !)h~. V ed ere Mc uno..,r, Lr chanl de Stlbacr>. D cnnc 19h!). V eder t 1954. Sul te ma piuttosto loguru delln j:ucrra che esalta. arricch isce. sviluppa
auchc E. g ai lby. Ghwcidt• tlu Hrhil1 in • Le Monde Diplomatiq ue ». aprile l'am icizia. ~ incontro d"es~eri messi a nudo che si ritrnva nu nella so:onplirità
1!172, l'· :28; c sooprattulto: cnllettivu. l..c litiTI' blant" dt> l ~tlrnm itlr 1'71 Amr- d el loro cuore: • . vedere:: il ruma nzn (idinta) di R. Barbcrcll. A bros lr ra·ur ,
nqm-. Faprd 1972. Laffonl 1!172.
sopra. Ricorderemo soltanto che dovunque l'lndiano c doveva
c d) Rappresentazione del mondo come scena di u_n con flit- v~stirsi alla bianca e sostituire al perizoma i nostri orpelli ri-
to permanente (per esempio: , la guerra tra le class1 '• • la SO· dicoli e inadatti; mangiare alla bianca; sostituire alla terra fre-
pravvivenza del più adatto., , la ~igi lanza pe:manen~e • e~~-). sca, eh~ si può pulire facilmente, il cemento freddo, subito
c e) D isprezzo per i sentimenti dt tenerezza, 1 legamt famth a-
sporco e la lamiera ondulata sotto la quale si soffoca; produrre
ri , la tolleranza verso i , nemici •, considerati come una debo- alla bianca, dimenticando la caccia e il raccolto per radicarsi
lezza nel quadro della lotta del gruppo che esige un impegn o tra le vacche e le piantagioni ... La civiltà indian a non doveva
e una durezza totali (• un buon bolscevico., , un vero sol- esistere: no n importa se n e morivano, Dio li avrebbe sicura-
dato •). mente ricompensati "·36 La riduzio ne dell'Altro allo stato di
c f) Credenza nell 'e~istenza di mene cospiratrici ostili! o nni-
oggetto o d i merce è tale che si può ancora, come • ai buoni
. presenti, e nel loro controllo camuffato anche su aspettt della vecchi ·tempi dello schiavismo,. comperare e vendere l'lndia-
vita assai periferici. Donde la credenza complementare n ella no.37 R icordiamo ancora, nella stessa direzione, gli effetti del
necessità di smascherarli e di penetrarli per ottenere un con- turismo, fattore per eccellenza di destrutturazione delle cul-
trollo totale, dato che il proprio gruppo è l'oggetto di tali ture originarie ormai artificializzate e oggettivate dal folklore
mene e pub sopravvivere solo se le manipola per contenerle, e senza alcun vantaggio economico, ovviamente, per coloro
per mezzo della violenza, se occorre, e giustificando la violenza che ne rappresentano il futil~ ptc:ttesto.31 ·
con la logica. Nella sua duplice forma di distruzione fisica o pacifica, l'et-
« g) Ideale di una società senza conflitti e pienam:ntc armo- nocidio è il crimine commesso dalle ideologie c dominanti ,.
niosa, realizzabile solo con il trionfo finale del propno gruppo. (europee o americane) incapaci di interpretare la differenza
il solo che ne possieda la chiave. " . . se non in termini di ineguaglianza, e che v~do no nei confron-
Sarebbero questi i tratti classic.:i dell'c ortodossia» totah· ti del « dominato • solo due atteggiamenti po~sihi li : l'an-
taria : cambia soltanto « la scelta dei simboli persecutori etei nientamento e l'assimilazione. Vi è in c.ib. per l'umanità, un
nemici ,. , cioè etei capri espiatori. comportamento suicida, tanto è vero che lo sguardo d i sim-
patia posato sull' « Altro-diverso » resta il solo mezzo per com-
n secnneto ripe>rli genocidio, per il fatto di essere più paci- prendere la nostra società. Accettare che un popolo o un grup-
fista, non è meno di~truttiv:o, anche quando si nasconda dtetro po sociale vengano assi~ i l a t i, sfruttati e ~ maggior ~agi_one
la maschera (ipocrita) etella buona pamla: saremmo anzi ten- annientati, equivale a provocare la propna morte. stg mfica
tati di dire : soprattutto quando si m~hera in _tal ~odo. morire della-morte-dell'altro.
t : occidentaliuazione forzata, la conversiOne obbhgatona al La nostra epoca è forse l'era degli olocau~ti? Guerre, ge·
Cristianesimo c o11 la sua esigenza di far scomparire gli antichi
dei, lo sradicamemo delle feste e dei riti, il lavo ro forzato S6 Vedere l'opera colldtiva , U livre blanrhc ..., O/!· ri6. Anche: la p~li­
(sia per la morale ~h e per ~ pr_?fitti!), _la po_liti~a .di_fra~cesiz­ tica di eliminazione d egH z.ingari si svilu~;>pa d a noa secondo qucs~o !•Po
zazione ... hanno fiotto per hqutdare glt Indtam s1 lvtcoh della di etnocidio. Vedere F. B{)te y, Le pertplc l,l tan, Privai 1971: c la tes1 dt E.
Falquc au Les Manorrches, Payot 1971. .
Guyana.l' Si è già detto dei misfatti delle tecniche ~i assimi~ 37 Secondo M onsignor Valancia, arcivescovo colombiano. nella re g111ne
}azione - ossia di alienazione - e non è il caso d1 tornarc1 d i frontiera tra la Colombia c il Brasile alcuni tr affi ca nti di gomma hanno
venduto 75 Indiani per la somma di 1-40.000 franchi. "Le Monò c • 6-7
luglio 1969. . .. . .
35 Vede re: H.H. Jackson, . Un 1j~cle ~e déslwnnt'ur, • 10/ 1!1•, 1 ~72; . P. 38 Il turismo appare come • una delle rmprcu : pru nefaste c prù dr-
C lastrcs. Clmmiqur de.• Jndums Guaya~'· Plon 1972; B. Lelong, Sltuataon atruttivc di cui possano essere: vittime le popolazioni tribali. Può condu rre
histori.qtltl dcs /ndiens df! la /or~l per11vu:nne, « Lc:s temps modernes ,., solo alla distruzione, alla mcndicità c: a lla pros tituzione . . Lo sfruttamento
'116 novcmhrc: 1972 pp. 770 -71!7 : Darcy Ribciro, L'en/antement des peii/Jies, di un gruppo primitivo, inconsapevole del ruo~o _che: ~li . st ~a s~ol ~e~c, ad
Cc:r'f 1970. Il ~cncr:11c: 8 andc:ira de Mc:lo. Pn:sidcnte dc:lla fondazi~nc na- opera 'di finanzieri che lo consegnano a lla cun outà d t rt ccht ozou~ t. c: una
zionale dcii'I ndiauo (rtii'IAt) dichiarava recentemente: .. Non SI pu_o tullc:- delle forme più vili dc:l!o sfruttamento dell'uom o sull'uomo. • ] . H urault.
rarc che l'assistenza agli Indiani sia d'impeòìmc:ntn allo ~viluppo naz1ona le. • Le /nit p11blic, Hì marzo 1970.
Allora tutto è permc~~o. si <"api~re!

u6
nocidi, massacri di tipo diverso sono forse il contrappunto ne- sia possibile anivare a quel punto! Si cita spesso l'esperienza
cessario di quella civiltà giudeo-cristiana che faceva dire a Th. realizzata negli Stati l lniti da Padre Milgrom. Alcuni stu-
Gauthier: « Meglio la barbarie che la noia ,. ? t questa l'ipo- denti erano stati incaricati di sottoporre ad elettrochoc un
tesi di un grande saggista contemporaneo, G. Steiner: c l ~i­ certo numero di loro compagni . ln realtà non c'era corrente,
flessi di genocidio del xx secolo, la dimensione implacabile del ma le vittime, che ne erano state avvertite, dovevano emet-
massacro provengono forse da un trasalimento dell'anima sof- tere dei lamenti tanto pi tt orribili quanto più l'intensità della
focata che tenta di ritrovare , l'aria libera '• abbattendo le mu- wrrente (in apparenza) aumentava, fino a raggiungere un pa-
raglie della folla che l'opprime. Anche a prezzo d~ll'annie~­ rossismo insostenibile. Obbedendo incondizionatamente al lo-
tamenw. La calma della città dopo la tenipesta d1 fuoco, 1l ro venerato maestro e c:redt.'udo di agire nell'interesse della
vuoto dei c.:ampi dopo le esecuzioni in massa, soddis~ano ~n­ scienza, i boia (fittizi) obbedirono a tutti gli ordini, compresi
dubbiamente un bisogno oscuro ma fondamentale d1 spaz10, i più estremi. Che cosa avrebbero fatto se fossero stati preven-
di silenzio, in cui l'io possa gridare la sua potenza. ,. 39 Che la tivamente condizionati da un'ideologia, se fossero stati· preda
tendenza mortifera derivi da una vendetta dell'animalità im- _di una psicosi collettiva, o se avessero dovuto çedere alla pau-
bavagliata dal ricatto dell'ideale borghese: ch'ess_a sia « ~na ra?~
riedizione della Caduta.,., « l'abbandono volontano del Gtar- f!: questa la lezione dell'esperienza: chitmqw: può divet1tare
dino dell'Eden », c la politica della terra bruciata abituale tm boia, come a suo tempo ci diceva Resnais alla fine del suo
nei fuggitivi » ,14 è anche possibile o quanto meno verosimile, film Notte e nebbia. Analizzando più in particolare i crimini
benché insufliciente. C'è, nell'atteggiamento di Steiner, una nazisti, H. \'. Di<:k.s H ha dimostrato ch e i criminali non ave-
pretesa eu l tura l istica <:ontesta bile, a n che e soprattutto quando vano niente di particolare : e<.:cellenti c ittadini, buoni sposi
si tratta di autocultura. e padri di famiglia esemplari, burocrati zelanti, piccoli borghe-
La spinta repressiva - e in defini~i~a dis~ruttr.ice --;- del si mediocri e conformisti. Al processo di Norimberga,44 tutti
nostro sistema socio-culturale non puo tnfattt vemre ndotta invocarono la loro buona fed~ e si dissero vittime della c tra-
a lla sua c dimensione monoteista », dato ch'essa nasce dalla gedia dell'obbedienza ,. .•5 « il dramma dell', autoritarismo .
sua ricerca sfrenata della produzione j consumo e dunque dal· non è quéllo di esercitare il potere in mudn • patriarcale .;
la riduzione dell'uomo allo stato di strumento / oggetto. Al- consiste piuttosto nel modo in cui la di~tribuzione ineguale
lora salta il solo ostacolo capace di mettere un freno alle del potere viene percepita dai dirigenti e dai diretti. Essa ob-
pulsioni di morte - pres:nti _in ~iascuno dr. noi, còm_e è_ s~at~ bliga gli uomini a vivere secondo uno schema di collusioni,
dimostrato da freud - ooè tl nspetto dell eguale dagnaa d1 ronsistente nell'assunzione a modelli di ruoli derivati dai li-
tutti in tutti. velli arcaici più carichi di odio e di angoscia della relazione
J . L' Uomo mortifero presenterò alcuni fatti, disse il papa Braschi a julie tte ... , per dimostr;uvi
Se accantoniamo la psicologia e la situazione sociale o fa- che in ogni epoca l'uomo provò il mauimo dci piaceri nel distruggere la
miliare dell' uomo che uccide,41 sì può e si deve ch iedersi coT!Ie natura c che i suoi simili provarono lo stuso piacere nel pcrmcttcrgliclo. •
In }lllielle ou. la pru1phité du virr•, IX - x , pp. IS7-Z03. Il pretesto per un
massacro può comunque essere futile :· si dice che Nerone fece sgozzare
39 La culture cm1tre l'homme, Seui), 1973, p. 62. 12.000 uomini nel circo perché qualcuno a veva schernito on suu cocchiere!
40 lbìd., pp. 55-56. . . . . Vedere N. Chateld, Sade - Sy1tème dt' i'agrtmion, Aubicr 1972.
41 Vedere per esempio: L. Radzmowtcz, ldeoiogy and cr~me, Educat10nal · 42 Il libro di R. Conquest, La 'grandi! terreur, Stock 1970, è ri velatore
books, Londra !966; l Pinatel, Criminologie, ~· 111 del Trait~ de d_ro~t ptnal al riguardo.
et de criminologie, Oalloz, 1963; H. Mannhenn, Comparative crammology, 43 Op. cit., 1973.
Routledge and Kegan Pau!, Londra 1965; E.H. Suthcrland, I?.R. Cre&scy, 44 R.W. Coopcr, Le procis de Nurcmbe-rg. L'hìstoirc d'un crime, Ha-
Principes de criminologie, Cujas 1966; D .M. Downes. The delmq11ent wlu· chc:lte 1948; P. Papadatos, Tht' Eichman 'friui, Stevens and Sons, Londra
tion. A study i11 Jubcultural theory, Routle~g_e and K~gan Pau!, Londra 1964. •
1966... infine il &orprendent~ lav_oro t~atralc d t E. lon~sco, _T~CII~ sanJ gages: ~5. ye~ere E. Muller-Rappard, L'ordre supérieur mililaire et la respon-
Gallimard 1 9.~11. Sulla gio1a d1 uccodere, vedere gh acnth d1 Sade: • Vt sablltle pmal du .ubordmme, Pedone IYo.').

u8
d 'oggetto... Come individui, nemmen<> i rappr~ntanti più l · Il diritto di uccidere o la pena d i m orte
estremi del sistema potrebbero venire designati come pazzi . Tra~uriamo per il momento quel tipo di morte così spe-
In modo analogo alla follia, questo sistema consiste nella pron- cificamente sacrilega e tuttavia feconda c~e è il deicidio, o sa-
ta collusione a polarizzare i ruoli di potenza secondo lo sche- crificio del Dio, luminosamente descritta da Frazer nel suo
ma onnipotenza ..... sottomissione abietta, continuamente pro- Ramo d'Oro, per limitarci al costume« giuridico-morale ,. del-
iettato dovunque sia possibile... Gli uomini con cui mi sono l'uccidere.
intrattenuto illustrano soprattutto la tragedia dell'obbedìenza, Senza voler entrare nel dettaglio delle discussioni e delle
come uno degli aspetti del ruolo polarizzato che esprime la re- polemiche sollevate da questa spinosa questione, introduciamo
lazione d'oggetto sado-masochista. Se i bruti sono dei vigliacchi. due osservazioni fondamentali, mettendo innanzitutto in luce
allora gli uccisori sono veramente terrificati dalle lo ro vitti- il cara ttere arcaico e magico di tale pratica. Come sottolinea
me, cioè dalle parti di sé proiettate. Ed è for~ in questo che assai bene C'.olin: «•La conda~na a morte riguarda, più che una
consiste la follia , nel livello .in cui cacciatore e preda sono in- determin.ata categoria di individui. una determinata categoria
terscambiabili nell'immaginazione.. ,. * di situazioni; si potrebbe infatti ritenere che il verdetto capi-
Niente è allora più facile che trovare un capro espiatorio tale giochi il ruolo di un certo analizzatore selettivo e che nella
disumanizzato, demonizzato in qualche modo - l'Ebreo o promozione dei condannati a morte si ritrovi una certa fisio-
l'Arabo, il Negro, il debole... o ieri la strega - e perseguire nomia monolitica: per esempio , il perverso inaffettivo, amo-
la sua ineluttabile distr uzione. Si ritrova in ciò l'essenza della rale, incorreggibile,; ma le cose non stanno così, perché la
relazione paranoica persecutore/ perseguitato. c La ricerca del- condanna non colpisce un dato tipo d'individuo ma un dato
l'amore, dell'immagine paterna e della sua approvazione gra- tipo dì situazione e in particolar e le situazioni a co ntenuto af-
zie ad un comportamento virile ,. sfociav~ così c in una devo- fettivo e passionale dotate di rilevante signifi<.:azione ma~ica :
zione e subordinazione appassionate ,. verso i dirigenti che queJie in cui vengono trasgrediti i tabtl an<:estrali. • 411 Citiamo
c preconizzarono ciò che la Iom immagine-nazione aveva solo più precisamente in questa prospettiva : ì crimini a significa-
mgnato in modo colpevole :. . Condizioni di vita mediocri ba- zione edipica (i1 parricidio, l'infanticidio...) e le perversion i
stano talvolta per operare un simile transfert dell'immagine sessuali (lo stupro e l'incesto), l'assassinio del capo (r e, presi-
paterna: in tal modo la loro costellazione di morte latente si dente) o del prete, i crimini a risonanza magica (incendio, av-
snhlimava in c offerta ma.~ochistica d'obbedienza •· velenamento ecc.). t probabile che le esecuzioni-spettacolo (ve-
di gli esempi recenti della Nigeria, della Guinea e dell'lrak)
si avvicinino a <:(t1esto contesto magico-saclico.
c) La morte singola Ricordiamo in secondo luogo che nel corso della storia le
motivazioni che hanno giustificato l'applicazione della pena
Il far morire può essere diretto se si uccide l'altro o indi- capitale si sono evolute. Nell'antichità prevalgo no, due tipi di
retto se si fa tutto il possibile perché l'altro giunga a soppri- motivazione : la legge del taglione (occhio per occhio, dente
mersi (suicidio per disperazione o costrizione fisica). Così esi- per dente) e la necessità di placare gli dei offesi: l'esecuzione
stono dei tipi di suicidio 47 che somigliano stranamente agli era pubblica e assumeva volentieri l'andamento di uno spetta-
omicidi: sono i crimini mediante sostituzione del boia. colo a sfondo sado-masochista. Con il Cristianesimo la pena
Il tema dell'omicidio individuale ci apre un ·ventaglio di capitale diventa innanzitutto un mezzo di espiazione per il
prospettive di cui possiamo abbozzare qui solo le principali. suppliziato' e di intimidazione per le folle che assistono alla
messa a morte che, henìnteso, è , liturgicamente codificata ,_
46 H.V. Dicks, Les meurtres collutifs, Calmann-Uvy 1973, p. 330.
47 Paderemo ancora del suicidio o az.ion~ del darsi la morte. L'aborto c 411 La mprt el lt>J loi1 humaine1, pp. '3.-5- 136, in La mort el /'ftomme dr~
rcutana5ia rappre$entano a loro volta espressioni dd poure d i urcidere. XX• sihlt>, Sp~s 1965.

120 I2t
Infine nell'epoca moderna la messa a morte - a parte qual- ·'Considerando solo la Francia, le inchieste dell'I.F.O .P. indi<:a-
che eccezione - ha perso il suo carattere pubblico. riguarda no una certa evoluzione nel senso dell'abrogazione:
unicamenre i soggetti comiderati responsabili~ e cerca (teo-
ricamente beninteso) di stimolare (= rigenerare) il condan-
Siete favorevole o contrario alla pena di morte~
nato (il che rappresenta una sopravvivema dell'espiazione),
di intimidire quami potrebbero essere temat i di infrangere
le leggi (eventuali criminali di diritto comune o politici) e a
1- 11 ottobre 1969
0 /e .,.
luglio 1%2

soddisfare la giustizia. Si deve porre il problema pregiudiziale


di stabil ire se si tratti veramente di una pena: bisognerebbe Favorevoli .H
per esserne convinti c intraprendere uno studio approfondito
Contrari _ . 46
sulle condizioni in cui si svolgono le esecuzioni. .. tln simile
studio non è mai stato realizzato ».50
Non si pronunciano 9 20
Nel corso della storia la vecchia controversia tra c abolizio-
nisti • e « conservatori • si è manifestata incessantemente, e a 100 100
volte in modo violeuto. Periodicamente essa ritrova momenti
di vivace attualità: i crimini nazisti, le purghe staliniane, l'e-
secuzione di C. Chessman nel 1960, quella di Bontems e Buf- Gli uommt si dimostrano pw favorevoli (~7 %) al mante-
fet recememente in Francia, hanno riproposw il problema ~• nimento della pena di morte delle donne (2t! %)- I giovani
e molti paesi manifestano la loro incertezza al TiguardoY al dì sotto dei 35 anni sono i più ostili (64 %)- Ali 'interno
delle diverse categorie socio-professionali, gli agricoltori si di-
stinguono per l'elevata percentuale (4 1 '70 ) con cui auspicanu
_.!1 Ri5parm:a clunqur i bambini. ma anche gli oggetti con~idc:rati fino a il mantenimento della pena di morte. L'apparteneuza ai diver-
ieri culpc:voli (e che venivano di~trutti) c gli animali. La pena di morte
1-cr gli animali cadde in disuso durante il xvm secolo. L' ultim o c.1so di si settori politici non comporta sensi bi li variazioni d i opì-
l.'ui n~sti ricordo è quc!lo di un cane giudicato c giusti~iato per avere: par- nione.D
!906.
tc:cip.l~o a un furt•> con assassinio. a J?c:lmont, iu 5_vi_z zc_ra, n.e l La_c:JUestione fondamentale è di sapere se la pena capitale
St mvuc;mn, :. favore ddla pena dt morte. tre ttpl dt ragwna:
A rgomenti pruttci: esercttt o meno UJ'\a funzione di intim idazione e se la sua sop--
- € un castigo radicale: il criminale viene: el iminato per sempre:: nes-
suna cvasionc è pouibilc: non ci sono più problemi di detcntione.
· - f. una puni-zione speti3Colare, csemplilrc. Cile, la Cina, Cuba, la Spagna. la Francia, il Lib;mo, la Polonia, l'vR.Ss...
Argomc·11tu logico: punire il crimine con il crimine (• occhio per occh!o • ). Nello stesso giorno in cui la f ra.ncia condannava Buffet c Bontcms, la Corte
Ar;:•.m cntu nwrulr: una società çoliziesca. gerarchizzata. ha bisogno rli Suprema di Washington dichiarava la pena di morte incostituziunalc. ille-
s:~nzioni per onantcJ)cre l'ORDINE che protcgre gli individui. La pena di gale c la rifiutava come c punitionc crudele e insolita . __
m orte è prohdbilmentc necessar ia pcr auicurarc un certo equilibrio. 53 In compenso un'inchic.st.l più recente. realiuata, è vcru, m c•rcol-
50 E H . Sutherland, D .A. Crcssey. op. cit., 1966. p. '177, nota 12. B. Shaw stanze particolari (caso Bo ntems-Bulfet) dà i scgucnti risultati a proposito
d iceva: " L 'assas$inio mediante la forca è la forma p iù esecrabile di assas- di 9.ucsta domanda:
s inio J)(!n:hé ha l'appn : vazionc della società. • !Jualc delle due seguenti opinioni è piu vic ina alla vostra ?
5 1 Anche in q uc:1to caso i media hanno potuto svolgere un ruolo di primo l) La legge che mantiene in Francia la pena di morte c dà al Presi-
piano. Il libro d i A . K<·estlcr, adattato da A. Camus e apparso nel 19.S7 dente della Repubbl ica il diritto di graz:ia ~ soddisfacente per il 63 °1o;
cc·n il titolo RNlt•xirms sur la pr.ine capitale. fece scalpore tu stesso ac- 2) Bisogna abolire la pena di morte in Francia.: 27 "lo.
cadde con certi film : Siamo tutti assassini d i A. Cayatte, '{uttu una vita Segnaliamo per inciso che un simile modo di procedere: i: equivoco. ln-
di C. Ldouch, e soprattutto L'impiccagione di Nagisa Oshìma che attacca, nanzitutto non dà. alc un posto agli indecisi (non ci sunn "non rispusto: •
in tnudo imitme drammatico e caricaturale, i ta.bu religiosi e sociali. pcuibili). Anche la formulazione ddle domande lasc ia al~uanto a dc~idc­
52 Basta un solo esempio : quc:llo dell'uRsS. Abolita dal governo KerenJky rarc. 1_-.a prima è vaga, invoca il Presidente della Repubblica c !ìniscc l'IJn
Jurantc la rivoluzione, la pena capitale venne ripristinata nel 1919, abrogata • soddiSfacente • - La seconda è asciutta, laconica; si sarebbe duvutn dire:
nel 1920. ristabilita nel 1922, soppressa nel 1947, rcìntrodotta nel 19,SO. Tra • Abolire la . pena di morte come negli altri paesi del Mncatu comune;
i paesi in cui vige ancora la pena di morte citiamo: tutti gli Stati africani, sarebbe sodd1sfacentc. • te rispos te sarcbbern allura state divc:<Jc: e prnha-
l'Afganistan, l'Australia, la Birmania, il Canada. la Cambogia. Ccylnn, il bilmcnte più esatte.

122 123
pressione comporti necessariamente una recrudes.:enza del cri-
mine. Sembra che si debba rispondere negativamente. Su 167 ~e una specie di teatro in cui marionette dai gesti meccanici
condannati a morte in Inghilterra e assistiti dal pastore Ro- st _fos~ro- urtate le une con le_altre: Sotto gli occhi di un pub-
berts, 161 avevano assistito a esecuzioni capitali.~ Negli Stati bhco. Jnste~e. beffardo e ostile, gwdici, avvocati, testi, gen-
Uniti, se si confrontano i tassi di o micidi tra stati analogh i darmt,
· . tutu s1 . trovavano là agitati • assurdi• fin o al m omento
·
quanto alle lo ro principali caratteristiche geografiche, etniche, m cut entrava an scena la mone facendo scompari re tutta quel-
culturali ed economiche, le differenze tra gli Stati che ammet· !a genr~ nella ~to~a. Questo -carattere derisorio della cosa
tono la pena di morte e quelli che non l'ammettono non sono mdubbtamente mt ai utava, ma niente poteva cambiare il fatto
significative. 11 risultato non varia stabilendo confronti anche c~e aveva~o aff~ontato l'odio e che l'odio ci avrva travolti. , 9
nell'ambito di uno stesso Stato.ss Analogamente in Francia ~1sogn~ d n lo .chtar~mente : la pena di morte è un crimine. ed è
- dove esiste la pena di morte - la criminalità non è infetio- 11. pe~~10re dt ..tut.tt perché assume l'impronta ipocrita della
re a quella del paesi del Mercato Comune in cui la pena di gt~st.IZia. Co~ e ~m.golare questa pretesa di volf'r uccidere il
cnmme con Il cnmme! sa
morte è stata abolita. L'esecuzione non intimidisce le masse
più di quanto c purifichi ,. il criminale: offre piuttosto qual-
cosa di irrimediabile; essa è, come ha detto qualcuno, c la pa- 51. (!p. ci.l. , l 9~3. P· l fì8. Lo stessi) a uture in.1 i~tc anche sutrarhitrarietà
che esprime .u~ai piu· la volont' -'c l
rete, la parete liscia » . c Detesto il crimine, espressione uma- del d1nttu d. dr grura . · " " · ·
prmt:INC' c1•c un h.'1•
s~gno 'gJUst;zJa: pp. 1112-184. Lo stesso atteggiameotn ·,n A •ta l / "
na e imbecille dell'infelicità. Una società che non fosse aber- n11: de l " ·
.
d L T
a, ,eme t' mo!t· a ab~c ~~~ndc 19ìZ: ~ Da che dipend e la ~na
· " 1 ' • , , ,_
rante dovrebbe preoccuparsi continuamente del crimine, co- da morte . Da u~ pres1~cnte assar p1u repressivo che indifferente 0 h~nc-
me del cancro o della tuberc()losi. Ma si confonde il crimine volo,J da tt un · catttvu
Q ·testimone . · da.l caso'···· li c~so " • v1• d .IC.,. 1.c A $.~ 1sc · sono
rna C ~·0:1... uen espc.r tc.nza C~Jge UOOI conclusione : i: jJ caso ch e in!Jiggc
con i criminali. Si imprigionano i criminali, li si uccide an- a pena l morte. na ~!m !le pena non ha alcun rappurt•• cnn la giusti~ia'.
che. Nel Medio Evo si tenevano i lebbrosi lontani dalle città, pp. Il .'l. l 21. 84. Al eu m romanli insistono ~u quc~l<l ·1 sr1 ~tto · A (" · · 1 ·
mnrt c t 111 p p • ~ · - •:lrve. •...
• " " ~~ mtmtrr. n;$• es- orkct l !J.'>:I; G. Simcnnn. l tr,timtm 1· M _
li si obbligava a portar~ dei campan~lli, come il bestiame, per dadon l!){, 1 ccc. · • nn
poterli sentire arrivare e allontanarsene in tempo. In giro non 5.1\ Brcvcmentt. cr~n k ':lustre ragioni co.ntro la prn01 di morte (al tli là
dcll a rg~'?cnto leologu:~>.: Dw dà la vrta. Ju1 ~nln puc'1 toglicrla ): fu prtlf1 dr
si vedevano lebbrosi ma la lebbra era sempre là, attiva, ne l- 1 1
mor r c tn11t1 , . , no n c c aumento della crim in a lità q r1 1 · ·
l'ombra. Quando si tratta del crimine, questa lebbra della no- (co":'c dimus!ran~ le _sl~tistichc); la peni! di morte rap~~~s~~~~, :~ ~:ppnmc
stra società, siamo ancora al M ed io Evo ,. ; così paTla R . Ba- brJtta/e: punisce .J cnmrnc con il crimine il eh<- è illo"'ÌCI . l·1
è un crimine in pii1 • la d 1. · . " ' · • rcna 1 muri c
crflHQrtt•

d inter, l'avvocato di Bontenìs.~ lnoltre è giusto preoccuparsi 1 d 1. •t0• : pc~a ":'?''"· per l 1 ~u" carattc:-re ddinitivu, nrga
~ J!:nl d"'!'0 11fl : l 1 cnmmalc p•u pnvcrso ha in •1: delle nn••i h ·1 J ·1 1 ~ , ) ·,
del clima in cui si svolgono i processi criminali. t un punto sul rc ~ ca 1lo: c
. . .
c 5cmnrr · · · · ·
,. · per pnncrpro, rccnf>crnblir se c-r('<klmo eh.: fu<•mn
,.... "
quale Badinter ci dà un'altra testimonianza piena d 'angoscia.
11
_! 1~ C!flC . ~I<GEL';' F. ".F.~TJA; la pena eli morte: viene decisa da un nr~a-
51

nJsmc goudrz,ano m cu1 le tlrlwlr··r mnanr ~uno pos··b· t· · ·


bT · h . ~·. · ·• 1 l l ; l J;"IUral! SUO I>
c Cib che gravava su di me nelle settimane che seguirono il
processo era l'ossessione di quest'odio, messo cosl a nudo e di
influ
f tf cr~a d'· nbb a nn~ ~na lu c! d•ta ;u~o luta c una ronn~LCil!il tt>lalc dci
/ ' c c.. c v re . c.ro gmrl•r3:rc; 1 nostri rritrri in matl'Til? d1 crimim· wno
111
~~~nt1.. u':l crlmtnale polehcu o una spia po~sono venire wn1incrati come
cui non riuscivo a liberarmi. Il processo stesso, via via che si 1
eror, l cnmmc passionale commuove· alcune a z ioni "'r•v1·
tismo sr.no . , · 1c menu duramente ·• rtcla.marc 11 "pcn1 ~
·1
come • prossenc-
allontanava n el tempo, assumeva nel mio spirito un aspetto cr· · J f·llnl
d · · . • " " <1·1 mort c per un
singolare, caricaturale, stridulo. Le udienze mi apparivano co- rti::~n~ic .a ~~a.rd . r•ruo~tnb m un mnnòn. in cui ~i uc~idono ogni giorno mi-
o . , m lVI Ul ~un. 1 o mbardamenl1 " la fame: il mf•rconi11TIIl dd rri-
~tn1t t' r.omplrssn : SI .d•vcn.ta rrimina!i in u n certo co ntcstn familiare e so-
54 La Cancelleria francese chiede un boia: 5~0 candidature. Uno dei eta
rtd c e n on a causa dr certJ crnmc1
d1. • · . . .. ~O ml..· Ali
nrn. Cflffl(' par1OTI' dr· TI',I (IIIII.IO/ii.
pottulanti segnala, nel suo curriculum. la " propria a bitud ine a sgo.u:are 1
,un ntmmale? Sr ha ti. d~nllo d.' l'l11<1RI!? In una parola. la cna di
cani c gatti •! J.P. Joffroy, 20 tétts à couper, Fayard 1973, p. 314. morte [: '!n ~o~np~Jrtamento dt duf'.-ra:.wne in una ~ncictà in ra pacc ~i cdu-
55 Ma non baata confrontare la criminalità in un solo paese prima c ca!e. g '. mdtv1d~1 c he la compongono. Poiché è la società r h 1 ·
dopo la soppr:cssione della pena di morte. dato che l'evoluzione nasce nella crrmmalr. E:s~ h sopr,rìmc perché è incap:li'C di assumerli ò" ~ pl roc ul~c t.'
mag~ior parte dci casi d a una molteplicità di fattori c J'aboli1ione è un
ataurdo c o d trl.5o.r " ti n cnmma · · 1e puo, emendarsi s·, • ' TIC"< urar r. •
o t M · h. . . · • puo' fa me un uomo
fattore tra molti altri. Vedere E.W. Suthcrlnnd. op. cit., pp. 308-361. nc:Ps o . . a conh.n11o a r redcrmr cosa s1 pui> {are eli un unmn ~enza lf<ta
56 L"vrécutio"· Grauet 1973, p. 115. E· o11•et. operaro. · ' · ·•
Vcdt>re J F.gcn, l.'ahallnir snlrnnd. G . Authier 1!17.'1.

125
Tuttavia, per l'antropologo, questo c rimine ha un senso: da qui la ben nota insicurezza delle città americane.~' Si di-
esso temle a compeusare l'angoJcia della morte poiché esprime sti~g~~no~ secon~o il r~v~rendo ~· v .ernet, .sei categ~rie di
un potere: quello di dare la morte, di disporne in qualche om1ctd10. ~er .d tletto: e Il .caso d t c h t assassma per ptacere:
modo. di LOglierle così ogni carattere misterioso e trascenden- ~r co~tammaz~one, perché t l sangue ch iama sangue: si tratta
tak t:. una posizione capovolta rispetto a quella del medico, dt que1 soggetti che, dopo un primo crimine, entrano in un
che detiene invece il potere (limitato, come si vedrà) di con- P.rocesso di. decadenza ineluttabile assassinando c senza pensar-
s~rvare la vita : ma che ha comunque. con questa, un punto Cl • e no.n ~pendo più c do~e sono »; per impulso, cioè per
iu comune : la morte può essere dominata, c addomesticata • una speCie di atteggiamento mcontrollato, violento, irrifiessi-
dall ' uomo, sia nel caso che la dia sia nel caso che la impedi- vo; accade che dopo la pulsione morbosa, letteralmente sfinito
sca. Si tratta di uu atteg-giamento quanto mai rassicurante. ma il.c~imin~le si add?rmem.i accanto alla sua vittima; per pregiu:
a che prezw! dtz1o: è d caso det duelh, della vendetta, del delitto d 'onore
Da qut.'sto punto di vista la pena di morte si avvicina an- di tutt? ci~ che rie!'ma in un codice particolarìstico; pe;
cora alla guerra che, a sua volta, permette di superare l'an- codardta : ~ten.tra~o .m ~uesta ~ategoria quei delitti, volgar-
goscia della mo rte autorizzando « la familiaJ:ità con le spoglie mente dettt abtetu, dt cut sono VIttime esseri vulnerabili o sen-
degli uccisi : si spingono wn il piede q uei resti miserabili, za ~i.fes~ (ba~bini, ~ensionati,. tassisti, donne): infine, per
con amichevole indifferenza», diceva R. Cailloìs. Per questo sqwltb.n.o: è ·~ cas? dt persone tmpulsive ma psicologicamen-
motivo J'eseruzione capita le è uno scorcio emozionante del te fr~~~h., degh ~ptlettìci o ~pilet.t.oidi, dei pervertiti, dei pa-
campo dj battaglia : « l l , parossismo sociale , rappresentato r~~otct , l ~salta.Zlone patologica, ltdea fissa, la falsità del giu-
dalle (·orti d'assise s'identifit:a insieme a una piccola guerra e a d12to (raz10nalumo morboso), caratterizzano spesso il clima
una piccola festa : c'è l'atta<:( o e la difesa, ci sono le r egole del mentale di questi crimìnali.61 Bisognerebbe inoltre analizzare
gioco, il c:er imm.•iale del <:ombattimemo, la serietà, la gravità, le moti~azioni. ~h.e tr~>Viam~ alla base dei delitti passionali
l'odio. il <:odice delle ingiurie d1e ac:crescono l'avversione uma- ~amorosa o poht1c1~; dt quelh che hanno lo scopo di facilitare
ua fino a permettere il g<:stu mortale. » 5'1 Un comportamento 11 furto o neutralizzare un ostacolo (un rivale, un marito
in quakh(" modo arcaic·o. ma sempre attuale. una moglie, un testimone imbarazzante), o soltanto la vendet:

2 . L'omicidio
6.1 Negli Stati Uniti, negli ultimi sette anni, il numcru dci cr imini vio-
Si dice ch'esse> i: il primo d~i crimini, vecchio come il mon- l~nh. t aumentato del 57 'lo. A Londra, le rapin e a mano armata sono
do: cvot:a Caino che uccide Abele. L 'omicidio, volontario o d 1t C1 volte più numerose di dieci anni fa. Diamo a titolo indicativo c iol-
premeditato, distinto dal saniCìcio, cioè dall'uccisione rituale tllnto per la Francia alcune cifre.

(vedi più avauti il tema della morte feconda), si incontra sia


Suicidi Omicidi
nelle società arcaiche - benché in una proporzione netta·
mente inferiore CQ - che in quelle o<.:cidentali. Sembra co- 1965 7.3S2 378
1966 7.668
munque che queste favoriscano singolarmente la criminalità : 1967 7.~~
346
470
1961 7.41)7 465
1969 7.411 47S
.'i~ M. Colin. 11(1. cit.. l9fi.S, p. 151.
60 Ncli'Af ri(a nera ci suno tre tipi di omicidi che non comportano col-
pcvoleua: l'uccisione di un ladro. d'uno stregone. di un uomo (o donna) 62 La fJrévt7ltion des crimes ck .1ang in La prévention, infractions
adultero. Ma negli atnti ha usa (Nigeria, Niger). ogni ucciJione esige una contre la vie humaine et l'intégrité de la personne. Collettivo, Cujas . 1956,
~anzh1nc, tuttavia sol() il capo può clcddere di un'esecuzione capita le. Vedere Il, pp. 177-204.
P. Bohannan (cur.). Africun homicidP und suicide, Princeton Univ. Press 6!1 Uccidere cd euere uccisi si apparentano. u~cidcre l'altro è distruR-
[C)fìO. T ralasciamo qui evidentemente i • cr imini rituali •, che non vengono ~erc la. catti~a immarinc di aé in lui. Uccid ersi, è in. parte un annientare
cunsiderat i <"rimini, c i • crimini immaginari • (stregoneria) i quali. benché l altro an 0 0 1. Vedere 8 . Caateu lA mort de l'autu Privat 1974 pp u::
67, 166. • ' • . ..v,
immaginari, vcngonu puniti severamente.

127
ta ~e soprattutto il possesso (Otello): uccid ere, è stato detto,
è un è modo fondamentale d i possedere la propria v ittima" .
Ci sono perù omicidi che richiedono una con siderazione pani-
colare: infanticidi, parriddi, regicidi.ll.'i E b isogna ino l tre se-
l ter_npo_rresso i Maya). A volte si t ratta di una pnJ11a (i l sacri-
fic~o ?J lsa~co~: a .vnlte d~ una compensa1.ion e per placare g li
rlet (1l s.·Knfioo dt Ifigenia); a volte di una vendetta o di una
~acchinazione politica (il massauo degli Jnuocenti. b enché
gnalare che il delitto c si vende bene " o è c ben visto •: l'e- m questo caso nor1 si possa parlare di d elitto •·ituale).
lenco dei film di successo in cui ·si assiste a morti violente Oc~orre tllla J:>recisaz_inne l<:nnino logica ."' Si t<·ncle, per e-
portate a compimen to o ra in modo ab ietto ora in m odo simpa- sempiO. a u~arc 1l tcmune di ftglicùlio (ado ttato dall"llm·scn
tico è interminabile. Anche se in definitiva la morale viene ri- nel c~m;o. d1 ~~~~ recen~e con~c-~~o su l fan ciullo martire) per
spettata. il piacere morboso d ello spettatore appare evidente. de~ntr~ l_uccrs10ne _d et barnbuu acl opera d ei geni tori (!i r~,;.
Evasione? Sdoppiamen to? Cataui? Veramente bravo chi lo sal d_e t d_d_lt~t mmme.,s~ .neg li Stati l!niti nel l!ltì()! ) e crue llo ~li
Citiamo, trala!ìciando gli inevitabili film polizieschi o di guer- l!IJr.ncull_o pc~ qu_aldìcare l'omicidio di un minore, sempre ad
ra : Bonnie an.d Clyd~. Le /Joucher ... tanto per parlare solo dei opera dct ger~Jton, m entre il lermint~ d i i11Jantù:idin viene ri .
film proiettati di recente in Francia...6t> ~r~~to csd~ISt~amcnte ai neon<Jti,M umani o animali (ricordar-
~~ C IO che st rlu:eva nella r pa rtt: a proposi to dd cannibalismo
J . l .'itlfanticidio puerpc:ra le). Jn r ealtà se l'infantit.;idio i: d eterminato da cause
Nel senso pw ampt(l del termine l'infanticidio ha assun to c.he_ SI ~·o11o:~ro~o a h hastanza beuc - prcscrit.ioni re ligiose e de-
!ìpesso, netta ~toria dell 'umanità, una. forma rituale,67 sia si- httt n~ualt o d :auniha l ismo,71' nt'l passato: soppressiont.: dei
~tematica (offerta dei primogeniti, come si verifica ancora nel· neonati anormalt, vendetta, gelos ia." n rces~ it ù di nascondert:
l'Africa nera, ad esempio in Liberia). sia episodica (come un sbag lio,72 motivi enmmnici. c quesco in tuttt: 1<.- (')>Och e : J
tlllC)

bi CiM N c~n . JliiS~iamo. p~r . man~anza . eli ~pazi11• pa ri :~re dd lo ~pino~u pro-
6-4 Si troverà un esempi11 curioso di crimini di vendetta in un"atmosrera 1
~f!!a ' d i a hnr!" tn CU I s 1 ucndc pnma rlclla n;n 1 ila
altamente magica in H. de Rda mora. T.t'J yeu.x bleus de la m nrl, Galliera . IJ.I ~ ~ult c ~~ urr~<l_ono k kunhin <". c·um1· n dl"llrah io prd~ lnmi 1·a. a vo li<'
(
1
1972. Vi si racconta la storia della vecchia Mamu51ta, orribile ma dagli 1\~ai!Jblt· f.: 001 ~~ ti l!"·~ tu u<-cupalo d ;ci /i.r.li cspo>~li nc.t:l i antH·hi r:tc"1 •m li
occhi •traordinari. che perseguita implacabilmente e non senta sadismo i c~c: um~•l": <.""·. ~.rh p<>) . In numernsc rd igioni cl t"! l"A (ri ca nera - per
Nazisti che avevano stuprato c ucciso le sue figlie. J. Morcau incarna a s ua mnt1v1 rdl_t:lll<t. rnafH"I. ecnnnrn 1~i " lriulu~iri r hc· no n i: <lUi il r;l'c• eli •t.cr
volta il ruolo di una donna che vive sulo per sterminare coloro che. invo- a vec!er~ - . SI lccndc:va unn cl o:1 ,::-<·mc ii i. la ha mhina '~" :~c·c·uppi ·lla ., u n
lontariamente. le avevano u cciso il marito (La sposa in nno). ba mh111o. " ti ~t·rund u nato . " il più cld>nk { ' lr ( V Th · 1'. {)• · 1
Dakar l 'lliS. · • ·· · urn.c~ ·' c w a.
65 Bis ognerebbe inoltre tenere presente r .. organised crime " · cioè la
rete criminale: particolarmente bene organiuata negli Stati Uniti, che è d i~s '".c~crc: .o.f,Tf".t d"t~T!:!iir•t'J. in n r.•tin tlu rannilmlismr. • Nou vcllc Rn·uc
!"erede elci gang~ter de~li i nizi dd secolo. Vedere J. Susini. La bureaucra- ~ y~hanaly~t .~ 6. l.ltZ. pp. ::!-l'l Sf!f!. Il p rupositu del p a nici} dcii"anno
tÌJation du c-rime. Rr"t•. de Sr. rrim. rt dr droit pfonal cumparé. 1966, pp. l 16- mtlle, C.lahcr Cl mf~onna rh~ m•n l.'r<l r.m>. per pl:~carc la fam ~. eh~ ,.j si ri-
128 c !"ottimo film di Rosi , Ludty Luciano. Vedere inoltre E. Jamarcllos e G. v.olg-c~.sc a un ham_hm(). lu SI atl ira"c in dispa rte per u iTriq:!i una mdJ ,. !c)
SI urn dc~~c per dc~·nrarlu~
Kelleos, Lr crimr r l In criminologie. Marabout, c G. Guttmacher. · La psy-
clrolofie drt mf'ulri,, Pur 1965, 2 tt., 1970. , 71 Le dnnnc llli,ipnucJ ( ~araguay) urridt·vanu ta lora i p m pri fif,li pcrchf.
Non diremo niente del fratriridio. in mancanza di documenti validi. Se ntn pote nti; .lVt" Tt: rarp.>rh St"<5uaft cnn i) marit n dur01nl c \";d latt;un ~lllll
omettiamo la morte accidentale (in occ;uione dei giochi, per esempio), il tcmcvann rl essere ·trad•t c. ·
f ratricidio propriamente detto sembra ass<~i ram. benché miticamc:nte venga 72 dRaf:azz~ hllrj!"hesi eh~ t~ovandosi incint e non n.<:mo n (~ ahurtirc 0 ,:.
consideralo come URI' dci primi crimini della gelosia nc:Jia storia dell 'uma- " bb_an '.'"a.r c _Il ncunalo :~Il a~stslcnz:~ pubh lica.
nità (Ahele ucciso da Caino). t3 S.t <.f cU cnguc _un inf~l.nliridi ol dirt"lltJ (urcickrc il l1.1m hinc>): ÌJitfirl'f/o 0
66 E~iste un'autcnti c:a " irrur.ione mitita c cu ltura le dell a morte,. per tr: nmdl.~Sifl~r· (l;~~<:>;n mo nre per manranr.a di ci hn o di cure. ahltand 11 n·1n ·) .
riprendere l'espressione d "E. Le Roy-Ladurie a proposito dei 6\m ultravio- l" h . . •",.nto
tnnne 11 (s1 tr·1tt

• ! Il · ' •
~ 1 e a /{li erra : m questo r;1su si dovrehl11· l'"ri:Hc.: c1 i
·
'tacrun d•n).tl \ ed;rc. E. ci c { :rrc ff. lr~tr:JI!IIr(Ìtlll n la friiiiÙNIIII.f!.ic·. \ ' a nc\,·n-
1
lenti: Fre"ch co" nrct ion. Dirty Harry, Arancia meccanica...
67 Il culto ciel Dio Anu a Sumc r comportava la m tssa a mor te d i bam- p: 5•. r u xc cs 1.141~. P. Au!?ry. / ,n ltbr n ruln. ·· :\rrhi vf~ ck l"a n tlu·o pnlol!"it•
bini. I Fenici. i Cartaginesi; i Cananti. i Sefardili. i Roabiti bruc iavano i Cflmtn~ 11~ et C1CS SCI Cnrc~ pt~ nalt~ • . 11!'lJ .
loro neonati. e n oto il testo biblico in cui l"eterno dice a Mos~: "Tu mi I crtm •ni ~~nlro l."in.fa~zia .w n o ancora rilrvnnti. ;\d cst·mp in in !n~hil ­
1trra. nt 1 _l!lr .... la Su~lclil rli prt•vt·n 7.innc dcii·· ~ru-'Ait ··, n···t r t" l -
cunsacrerai tutti i primogeniti tra i figli d"lsra..!k ~ia uomini che bestie. h b ' · (I . ' . . ~ • "' • • con run ' t <"l
perché mi appartengono... Tu conserverai per !"Eter n o il tuo primoge- am tn.t a su,, s lts.a C~ l.\ lcnza <' clnqu cnh: 1) ha l"~aminal•> 11 41ì l 4 c·ui ,.
d enunc.talo .~9. 22."\ rapi f.1mi~rl i<t! · '
nito ... "

u8 J2<)
- il li haic ili io implica i n vece una ~ituazione piit complessa 4 · Il parricidio e il matricidio
dato che il bambino, essendo vissuto per un certo periodo, è• Sarebbe difficile mettere sullo stesso piano il parricidio (o il
stato oggetto di attenzioni e di cure. Se nd caso dell'infantici- matricidio) fantasmatico, così come si presenta al livello dei
dio, chi trucida (.> il più delle volte la madre, anche se vi sono miti ?a o dei sogni, o la pulsione mortifera diretta contro
de Ile coppie c rimi n alì e anche se spesso sono i parenti che fan- il padre (o la madre) che coinvolge probabilmente tutti gli
no sparire il cadavere, nel caso del liherì<.:idio opera quasi sem- esseri umani a un dato momento della loro esistenLa, e l'attua-
pre ed t•sclusivamente la madre e accade spesso ch'essa in segui- zione del uimine propriamente detto. Ciò che lo psicoanalista
lo si suiùdi. Situazione patologica (demenza precoce o sempli- ammette come normale 79 o addirinura benefi<:o (nel campo
cemente psi<osi confusionale o psicosi maniaco-depressiva nella dell'immaginario, ma niente è qui più reale d ell'immagina-
madre, an: essi di collera esplosi va nel padre al momento del- rio), il moralista e il penalista invece lu riprovano nel caso
l'atto), gelosia morbosa (i.~ l'esempio di 1\ledea (:he, per vendi- in cui vi sia l'esecuzione del fatto.
(:arsi dell'infedele Ciasonc, suo sposo, massana i bambini avuti È nota l'importa ma che Freud attribui all'uccisione - im-
da lui). condizioni di vita partinJlarmente penose... bastano maginaria -del padre;M> accade addirittura che questi) tema
per nmdurn: a simili azioni.
L'ìmerpretazione della psicologia della madre - poiché
7X Il riferimento al parricidio originak si r i trova 111 numcrusi miti
nella maggior parte dei casi (: di lei che si tratta - è ben negro-africi.tni. Questa ucci~ione immaginaria è il più ddlc volte in ,;trdto
lontaua dall'essen: unanime. Alcuni 7~ hanno visto in questi rapporto ron l'origine della fìliaziunc (matri- u p<~tri l incare). Eccu due esempi
as~ociati alla fine Jclla patrilincarità.
delitti la prova di Llll amore materno cc(·essìvo ed esclusi-
vo (nmvinzione < he solo la morte puil evitare alla vi n ima
Tshipimpi Nkongul o
un destino ncccssarianH·ut(' infcli< e). :\Itri 7' si iutcnogano sul-
l'eventualità <:hc un tale altruismo non mascheri semplìeemen- padre uccisu dal figlio zio matcrnu u u iso d<~l nipote
tc l'incapacità dc Ila madre di stabilire dei rapporti con il uterino
bambino (blocco atfeuìvo). Si è potuto (:omunque rilevare che lesta assuciata al luonJ della testa associa t <l a l runro d ell'ar-
folgore (stagione ddle piogge) cobaleno (~tagi•mc ~{·rea)
madri del genere, vere e proprie « manti di religiose », aveva- cnpo bruciato corpo scpolt<> sott'ilnjua
no avuto un'infanzia particolarmente infelice: 76 da qui l'am-
bivalenza dei loro componamenti. Esistono infme ossessioni Vedere L. d e HcL!sch, Le roi Ì1•re fili l'urigiul' dt· /'P.tat. G .. l!imard 1972.
d'infanticidio nelle donne lra i ::!:'"1 e ì :.1:1 anni, passive verso ?P· !l!l, 101!. l Il, 1!19.
7!; Il tema della madre possessiva rosi rome i Lmt"smi omoscssu;di c
i loro bambini e i l gru ppn (non protestano mai) c che ave- mortiferi ch'css;~. provoca ispirano tutta l'opr:ra d i Arrabal (k;~.tro <' film:
vano subito un'educazione rigida. Le idee di i nfanticidio e la Viva fu nllwrlc, ]'irai coni!IU" un chcva/ {ouì. Il dramma di Arrah;~l lu di
avere una madre rhc-ntm-lascia-;~.lcun-pn~to-al-pad r e. pq~gio a11<'<>ra : e h~ è
paura di sprofondare nella follia esprimono congiuntamente rcspcnsahdc rlclb sud mori~ (ora. nit·ntt' i: più sti· uttur~nk pt•r la furma-
la loro ostilità nei riguardi dci genitori e la punizione per tali ZJOJ~e del _ragazzo dd vcdnc-il- proprio-padr~-guardare- il-fallo-dcl-prnp rio-
sentimenti; se il passaggio all'atto si verifica solo raramente, figlw); •::: meltrc una ·madre altamente c:tstratricc dH· dJ./o tog-lie il fallo
dd fighe, a suo piacìmcnto. Da qui i mnlt~plici fantasmi di Arr;.,b.tl: pul-
l'ossessione sembra invece frequente e d uratura.77 sioni mnrtif ere. madre che rarchiud~ il figlio nel t or n morlu dù·ss:. ha cvi-
ra t o. ident i fieaz i o n e- dc 1-figl io-con-l a -madre- che-In- genrr <t-mo ri<>, f c cnn di tà
orale ~ gestazione anale, uccisione della madre. cannihalismn redcntore c
7~ ( ;_ l'.:rrus.>cl, l."lwmif"idr· altruislt• dl"J mNancoiÌtJIICS 1·1 do fwrst 0cutt:s, pr<"cesso rl'incrnporazinnc, desider io di ritornare nel ventre m"!t·rnn ... ecc.
Far Mé.t Potris l '!"1 Anche l'opera rli Hervé Bazin, hmrht a <m livello meno intenso. si polrcbh{·
i·.'i T ....br.ter', ·[/;e· /JSyclwfwtlrology o/ infanticidr•, " Acla p~ychatrica leggere un po' in questo scns<> (Uifn•ra in f!U!;nrl, Martelln W.'ll); Le malri-
Scandinavia •. i!J(ìi, p. H. moinf', Seui! 1%7).
71i M.C. Dcrnaid, E.G. Winkler, l'.<yrhofJutlwlogy o/ in/antindr . .J. Clin. .. lìfl C~c l'ucri~i~:nc sia reale o immaginaria. ciìo nr•n cam hia niente per
exp. p~ychupath. 1!/.i.i, p. u;. Sull'infanticidin pupctrato dal bamhin(), vc- lmconsc1o. Il tema Jcl padre odwso c autoritario <"he si d~sidera u n i<lere
d~n· In stuJiu di G. Sa~ny. Mnatriùc ù tm~e am. Lt• cus M<1ry Bdl, D~­ ()che si uccide fu largamente utilizzato riai mass medi~: citiamo per ~s~mpio
nol'I-Gonthin 1974. il romanw di ]. Chesscx, L'orco, Rusconi 1!"174, e il film <ii ). Chabrnl, Qw•
7ì J. A juria..:-u<:rra . .Hrmud tf,. f'-'yrhiltlrù· de /'ertf_.lnt, Masson l'HO, p. 991. lu béte merne. ·

qo 131
venga recitato (ritualmente) in alcune cerimon~~ negro-afri. matricidio) perpetrato da soggetti rcla tivam~nte giovan i ,~$ tra
cane: pre.~o i Bwa d ell'Alto Volta, per esempto, nel cono i 18 e i 20 anni e anche meno, e in condizioni particolarmente
d ell' iniziazione (quella d el Do), i giovani iniziandi co~ batto- . drammatiche o crudeli. A volte il parricidio resta inc:ompiuto
no a colpi di bastone contro un adulto mascht!rato - stmbolo o viene mancato perché le inibizioni giocano fin o all 'ultimo;
del padre o meglio del fratello primogenito, d~to ~he assa i a volte viene realizzato in modo selvaggio e accanito : per ar-
spesso nell'Afr ica nera ci si imbatte nella sostttuz10ne d el rivare al suo gesto, l'assassino fa spesso violenza con tro di sé
padre, inattaccabile perché rappresenta l'antenato, con il p~i ­ brutalizzandosi;86 a meno che n on ricorra, come preferiscono
mogeni to 11 - per poi farlo cadere brutalmente. E tuttavta fare le donne in simili circostanze, al velenl>.17
il parricidio effettivo viene considerato uno dei crimini più Il significato dell'uccisione del padre (o della madre) si di-
mostruosi e sconvolgenti perpetrati dall'uomo.32 ~ C'è sempre, mostra assai complesso . c La maggior parte dei parriddi, scri-
nell'atto di un uumo ch e uccid e il proprio padre o la propria ve J. d e Ajuriaguerra riprendendo un 'analisi di .J. A. Or.ho-
madre, qualcosa che ci impressiona e ci pone un enigma: co· nisky, dicono che durante il loro gesto esiste in loro un sen-
m 'è possibile che un individuo spezzi dei legami unanimemen- timento. di dereaJ!zzazione che a volte va di pari passo con
te considerati intangib ili e sacri attentando alla vita degli es· un'autentica spersonalizzazione. Il passaggio all'atto, qualun·
seri che gli sono più vic ini ? »~., L'idea del parricidio era tal- que ne sia la durata effettiva, non si situa nel tempo ma al di
mente inconcepibile per l'illustre Solone ch'egli non aveva fuori del tempo. La morte dell'altro perde il suo carattere
previsto alcuna punizione al riguardo: <~ Non ho mJi pensato di spaventosa realtà carnale ed è solo la realizzazione magica
che una persona possa esser e così .maturata da commettere un del desiderio di morte. In generale, il parricida ricorda male
simile delitto. » Mentre si deve c.:redere all'universalità della l'atto omicida e prova difficoltà a rac.:contarlo. Per loro (i par-
uc~i sion e (immaginaria) del padre&>~ il parricidio di fatÙl, sta n- ricidi)... uccidere l'altro non vuoi dire ~olo uccider lo, ma
do alle statisti<·he, è un delitto raro (e tanto pit'1 nel caso del distruggerlo, farlo sparire, annientarlo, l:ancellarlo magica-
mente dal mondo degli oggetti. D a allora, uccide rlo significa
attr ibuirsi il dirino di esistere, ma al tempo stesso l'esistenza
Rl .. N ei f:~ntasmi, la rivalità eclipica può essere posta nel rapporto con dell'altro è indispensabile a lla propria esistem.a. la morte dd-
il padre - cun un' immagi ne .del pad re più o m eno. riousorbita ..in qu~ll 3
ddl':~ut•Jrità collettiva - m:l e come se lo st"nnt ro d1retto con l 1mmagme l'altro mette in causa la propria vita. Distrug~en: l'altro si-
dd padre si;~ o impo,sibile ." senza vi;) d'us~ita c_ lo. s i debba sp~stare . su gnifica nel medesimo tempo distruggersi. l. A. Ochonisky ritie-
:~!tre imm;~g1m per potergh trovare un;~ v1a d usc1ta percornb!le: CIO~
u n"uscita che pcrmctt:~ al soggetto di a~umere un posto di uomo orlla
ne che il parricidio appaia come la morte dell'al tro. imma~i n e
s<:rictì... linchc l'imma~tine paterna t inaccessibile alla r ivalità. son o i <fra- speculare della coscienza di sé. Esso è, ~ r eccelle nza, ci!\ che
telli • a venire wstituiti come rivali . .. M.C., Ed. Ortigues. Ordipc africain. è nella sua etimologia primitiva l'c uccisione del sim ile ». del-
P lon 11)(>6, p. l 26. l'eguale d i sé ed è in qu esto senso il modello di tutti gli
112 Sarà però bene e vitare quals iasi ~iudi:tin s ist;omatico. In pagine luci.
diuimr M. FouC"ault ci des<"rive cnmc fosse soggiogato dal pa rricida dagli assassini. C iò spiegherebbe la con~iunzione di parridd io e
occh i rossi (MfJi. Pirrrr Rivihr. nyant égorgr ma mhc. ma samr et mon suicidio... Il duplice movimento d ella d istruzione d ell'altro e

frhl'. U n ras d l' fmrriridf' tm X l sièclr. G all ìmard 1973). Il lib ro permette
di se stesso si trova spesso realizzato nel parriciria. per il quale
di valutare tu ttn ciò che d iv ide i d iversi d is corsi: il m em oriale d i P .
Riv ière e il contenuto dei suni interrogatori. le tcstimoni a nxe racc:ultc dal . l'uccisione dell'altro è ancora un miridio. ,. M
J'auturitfl giudiziar ia. i d iversi · rapporti medici. gli atti giudiziari r edatti
p r ima dc!ln fine del procc~~o. Foucault segnala l'esistenza di • slittamcnti
Ji senso ~ c d i contraddizion i (pp. 2!15 sgg.).
II.'J Mmc O chonisky, C11ntrihutinn à l"fludr drs fmrricides. à prapos de 8.~ Vedcrt D. Bardonnel. o(•. l'il .. 1!16.'!. p. Z.S4. Il parric ida del film· rli
1~ obsrrvations cfj,,iqztl'.f. Ri:u sunlo in:. Dr. Bardonncl. Con,1idhations sur /t C. Cha brol. Q11e la bhe meurl', ha appena 17 a n n i.
f1arricirlt·. Chro11iqut' de criminolige clinique in: Rev. Prnilt>ntìairt' et d f 86 Mmc Ochonisky, in; Bardonncl. op. cii .. p. 2:)4.
droit p~nal. t 963. In francia furono giudicati, tra il \9.'}2 c il 1969. 36 pa r· 87 Sull'esempio di Violette Noziercs che fece parlare di ~é i ,l(i orn:~li
ricidi. cirlè 29 per og ni 1000 cri minali. intorno al 1934 e venne " immortaL1ta • d a una canzone auulutamcntc shl·
84 • C hi fra d i noi n on sì è augurato la morte del proprio pa d re. • pida c presuntuosa.
scrive Do~tocvskìj ne l fmlrlli Knrama:ov. HR Op. rit .• pp. 467 -46R

1J 2 l J3
5 . L 'u.xoricidio Nella region~ dei Grandi Laghi a fr icani l'esistenza della
Si uatta ddl 'uccision e dd cungiumo, che il termine di uxo- regalilà m agi(:a si basa sul fatto (;h e il re d eve situarsi a l di
ricid io ddiuisn.' assai male dato dt'esso riguarda solo lo sposo. fuori dd circuito delle a lleam.c matrimon iali c della società
lk (.;redf disti ngue molto g·iustameme glt· omicidi utilitari COilllme: ad esempio ilt·ìtual(• d ' iuvestitura luud:t (Zaire) com-
rh<: pennettt HH> ad uno d egli sposi di sopprimere l'alt~o per porta l'accoppiamellto dd capo con la son:lla per pot er r ice-
« rilarsi u ua vit a » e i tlditti jJasJÙmali, come !lll t'ill pro- Vt'rt r a u cllo dlc è: il simbolo dd suo pot~re. Eg l i appartiene
vocat i ad csClllpÌt> dalla gelosia ..w :-\el primo caso l'assassinio cosi, bench é in parte òiviuizzato, alla categoria d e lle nm: im-
- a meno r hc non venga scoperto - è preferìbile al divorzio P_lll'C, d~gli cst:remcmi: il so\'rano ,. assunlc: la duplice full·
p nch(~. lllascberando u na siwazione contlittuale, pennette a t lion e dt mantenere !"ordine giuridi!'o pura apparendo come
mp~rstitc di c'OII.'>ervare i heni grazie alle leggi sull'eredità llllil pericolosa r iserva di forza diunisiaGt. , ~~ l•e rci(t parliamo
c dunque lo stesso tenore di vita di prima o quasi.lll Assai qui di amùivalc:nta magiGL Cosi come il sovrano può acce-
spt.-sso con la complit:ità dell'amante, sì prderiscc ricorrere al d ere alla carica regale solo a umdiziouc d i com piere un'im-
vdcnu pen:h i: salva. le appan::nze e storna la ditlidema d ella presa troi(·o-magica - per esempio J'incesw ..__ allo stesso
viuima pur rag~iungendo immaucabilmetlle lo scopo; ma pos· modo, divculato vecchio, deve morire, dato ch e la perdita delle
sono aw:h e \'l'Il i r pre:;i in considera:~ione anche ~e p i Ì1 rara- sue forze:: nnuporta (magicamente) qudla d elle forze del regno.
!Hell te ).;l i i m:idt·ntì st rada l i , quelli di caccia o di pesca e il Questa m essa a morte non è un crimiuc; possiede al t.:ontrario
ricor.-11 a ull a~sass iuo prezzolalo. un valore di salvezza.Y>
Dì dillir ilc va lut<aioue sono i delitti pas~ioua\ì, tanto plll Il regicidio (deuo auche a volte tir;mnicidio) è:, n d senso ri-
che a volte c'i: l'iutt:n•ssc:- -·- poiché la legge è pii1 comprensiva stretto dd termine, l'uccisione d el re (e per esten sion e di un
uei loro ri<rua n\ i '1 - - a mascherare da del ittu IJassiona le ogni capo importante). :\nch(• q ui (;. d e (;rccff sottolinea la d iver-
~ .
as~:1s.~i nio : st udiando il caso delle donne che avt•vano assass1na· sità tra il criminale poi itico « <he desidera vedere il mondo
to i Iom marit i, P. Cannat h a ritenuto di poter c:onsiderare dopo il propri<> ge~to e desirlc:ra 11011 solo evi tare la morte m a
nnut· passionali uou piìt dd lO ~~~; , dei de~iui così rubric~ti .~
2
benefìciare direttamente o indirena meute del nuovo ordine d i
!\ou l: sigu ilicativo constatare come l 'opmwne pubbhca s1 dl· cose così creato» e commette un crimiue 11 tili1ario (come Hru-
mostri assai pi ì1 severa con la donna che uccid~ il marito _di to), e il niminale passimw.lt~ puro che si saaihca a una cau sa
quamo lo sia n ei çonfronti del marito che ucode la moglie? .. ch 'egli considera come superiore, c ui la vita è impossil>ile
On:mre vt'd t:re in questo fenomeno una sopravvivenza della se la vittima continua ad esistere c.: che il più d e lle volLe s i sa·
situazione: essenzialmente ineguale ua i due sessi. crifiça al proprio inconscio» ( Ravai llat.:).~~<> I n emrambi i casi
troviamo quasi sempre almeno implicitamente, u n r iferi mento
6 . Il rt:gicidio alla m orale.
Hisog;ua dist in guere l' uccisione rituale del pnnc1pe o del C h e questo tipo di uimine sia opt•ra di 1111 solo indivi-
capo d <;l regit:idio propriamente deuo.93 duo (Ravaillac), di un individuo che esprime un movimento
collettivo (Charlotte Corday) o di uu g-rup po (morte di L ui-
gi XVI sulla forca), la vittima spesso importa più come sim-
~·; Ufi. cit .. pp. 341 -:l H . bolo di u·na causa o di un potere (la tira nnia, il fascismo)
'ltl A ma)igio r ra;;i••n~ s~ ì: stata s11pubt;1 dt rcctnte un'asSICUrazione
sull~ vita. Oucsli umici<li u ti litari si inc•mtrano spesso n d !e t ,,mpagnc, J ove
" trcltta di ~a l varc la f a tl<lria. !J4 L. de Hcusch, A.fju·rt,· de la .l'urru/iti· du fwllvll i r 1'11 t1{rirJIIl', in: 1..
<J l A rundi1.ionc ,·hc non sia premeditato. dc Heusch c altri, Le /Nuvoir et /io .•(lcr(o, lnst. d c sodo!. Solvay, Bruxel-
!P L,._ , m1·1utno'·rn d1· { ,•u r muri. in ~ Rev. ptnit~ntiaìre d le droil pé· les l !lfi2, p . !57.
11 ,1 \ :. J9!>.'1, p p. < i4- ~ l. V cJ<:rc a nche: R. Hcrren, Cmztributimz <Ì l'étudl' 1111 9:) C'è qui la punizione (simboli ca) dcll'iii<'Csll>. l.o S('l'll~rio> rimanda
m curlri' ile l'i'Jmux, .~ Rcv .. lnt. dtJ><~l~c~ criminelle "· 19.?9, pp. 244 s~g: infa tti a l mito edÌp)co.
•J:l I n rini')Uc amll. ncgl• Stati mlt, sono slatz "'"assmah Ire uonum 96 Op. cit., pp. 345 sgg. Vedac anche l'ecç~ l knle upcra eli J. Chabannes,
politic-i tli p rim•• piano, tra cui un Presidente! L1·s Régiddcs, Pcnin 1969.

•.H

che come singolo individuo. Se nel regicidio utilitario l'inte-
J genetiche (epurazione della razza) ed economiche (Rli infermi
l
resse generale maschera male le pret.ese indi~idu.al_i ~ell'uc~i_so­ e i pazzi costano cari) e che ricorre alla «morte s<:ientifica ., ,
re (significativo il caso di Rasputlll), nel! ornlc!d!o pohuco f è invece un autentico comportamento criminale, difficilmente
disinteressato il rifiuto della tirannia sembra dominante. Ma distinguibile dall'etnocidio o dal genocidio. Bisognere bbe in
occorre, con Régis,'17 di!>tinguere i veri regicidi dai falsi: quelli r questo caso parlare piutthsto di distanasia.
vogliono distruggere un uomo per <:iù che egli sta facenrlo Un altro ~un.to degno di attenzione è quello della morte
o vuole fare (Ravaillac, Ch. Corday): gli altri sono innanzitut- dovuta a un mcz~e~le. Se i progressi sorprendenti della tecrli-
to al servizio di un'idea generosa, o delirante, e per essi non ca n~n hanno ehmmato le catastrofi naturali particolarmente
ha importanza, al limite, chi puù essere la vittima purché si mortilerc (come il terremoto in Turchia, gli spostamenti di
tratti di persona in vista (Cor~ulotf, l'assassino dd Pre~irlente terre ?el P~rù, il ciclone nel Pakistan, per an:ennare solo ad
Doumer; Lee Harvey Oswald,. l'assassino del Presidente Ken- avven_1men_t1_ r~c~nti), senza trascurare le grandi epidemie 0 le
nedy stando al rapporto \Varren). Per i primi. il regicidio i: un carestie rmod1aii provocate dalla siccità, dalle inondazioni e
fine in sé; per i secondi è solo uu mezzo. dall'inn~ria degl! uomini (come nel Sertaò brasiliano), questi
p_rogress~ h~nno m ~ompe~so moltiplicato i rischi di morti ac-
7 . Gli altri modi di uccidere Cidentah. F. a maggwr ragwne se prendiamo in umsiderazione
L'ertfanasia (omicidio commesso per pietà) e l'orlolanasia l'eventualità - non impossibile - di un'esplosione nudeare
(omicidio per sospensione di u~ra, dovut~> ~~~~ ~t~sso moti: per errore. Fu il Presidente Kennedy a dichiarare, il :!:) settem-
vo), benché sollevino una serie d1 prohlemt gwnd1n e morali bre 1_961, rlalla tribuna deli'oNu: « Oggi, ogni abitante di que-
estremamente complessi sui quali ritorneremu,Q~ non potreb- sto pianeta deve pensare al giorno in cui esso sarà inabitabile.
bero venire consicterate come (:rimini veri e propri. Osserviamo Ogni uomo, donna, bambino vive con sopra la sua testa. so-
tuttavia che l'eutanasia di stato o geuerali::zata ((ome il gran- spesa a un filo, la spada di Damode di un olocausto nucleare
de programma di eutanasia di Hitler) ispirata da ragioni eu- scatenato, non importa quando, da un incidcrtlt~. da un calcolo
sba~l_iatu o da t~n g~slo llì follia.» "" l\'on l'acciamo akuna sup-
postztone; cons1denanw ctb che avviene qui e adesso.
97 Lrs rrgicidrs dans l'hi<loirr et drm.< {,· fni·.<mt. in « An·h. dt 1':\n-
throp. crìminclle et de• .se. f('n,alcs •. l ~<ì(), l'P-, -" ·~g: _ . lnnanzitutto p;li infortuni sullavoro."JJ Essi sono. in Francia,
9S Vedere per cscmpw: . Gravtm. Le fJTot'l'l rll' l ,.,lfwnri.HI', m « Rcv. parti~ol~rm~~te _n,umerosi (I_ ogni 7 secondi), particolarmente
Pé~alc Suisse ., 19!14, pp. 121 sgg.; M. Rateau. L't•utluma~it• el sa réglrmrn- mort1fen (p111 d1 2000 decess1 all'anno; l morto ogni 40 mimt-
tation p/nalr. • Rcv. de clroit pC:·nal cl clc ,-~iminn!ogi~ ~. J~;G-1-l'.J!ioi, pp. ~~
sgg.; infine il n. !ìB del 27 marzo l ~~4 d~ ~ Mcdu:mc et hyg•mc ~: " Il ti) e di.spen~io~i (2.'! mi.lioni di giornate di l.woro perdute, 101
problema importanl!; t: quc•to: non c c ch1 non .s• renda .contn che pur oltre a1 costi d1 ospedaltzzazione: l milione di feriti all'anno
cncandn una sc>luzinne umana. una soluzwm' ragJOncvolc, r estremamente e le spese di pensiona:mento per invalidità). Nel 90 ot dei casi
prrkolnso, per non dire di piu. dischiurkrc questa porta ~.(p. 4!1\)._ Lc'i~erc
anche: l. Barrèr~. E.t. Lalou. L.r do.<.~wr. nm/ulent~l'l t/,, l, ~11/hrma•:r~ (Stock la responsabilità è a ttri bui bile a l datore d i la voro ; manca t a
(J

1962) e la puhbhcaz10ne collett<va ,!!;la c<lala dc.l UOM~ (C.mev.ra 1.114). applicazione delle norme di sicurezza, cademe infernali che
Un'inchiesta americana {l'liO) tra 41S mediCI dello Stato <h Washmgton
indica che il .19 °/o eli loro pratic_hcrchhc u~'« ~utanasia pass_iva ~ (per a~ten­ provocano la perdita del senso di vigilanza; ma bisogna anche
sione terapc:utica) a richiesta dc• luro pazu:nh ".delle .ram•ghe.. ~c la legge
riconoscesse la valìdità di tma tal.c d~Jm;mda: d 4?"'" ~pera m_ un.a mo-
difica dc:ll'atleggiamentu sono-mec~IC'! ~~ tal sc_nso: '·' 31 lo ~usp1ca moltre ~9 Il C?TSÌvo _è no.1tro. P. quasi un mi raco!o rh e n on si sia ancora
una modifica legislativa che autnrt:lll l eutanasia att•va per. ! ,raz1eniJ .fon- venfìc.alo .11 pcg-g1o. Vedere gli esempi citati da R. Clarke. L,1 nmrw d la
dannati: il 72 "lo dichiara che, se ne ".vessc ,la. .rcspnns_ab•l•la,. « Jl.rat!ch_e: mmt, s~ull 1972:, ]>)'. ,'ili sgg.
n:hbero un'eutana~ia passiv~ a.stcncndosJ dal~ ut~hzzarc. 1 mct~d, d•. d:al~s1 100 Si dovrehhcro contabilizzare anc:h c l'li infortuni dnm~stici. Vedt·rc
renale permanente (rene ar~ofìc1_ale) nc1 ~a':'-11 rh urem1~ cromra •: t! ,,l !~ M. B~ckett, Lc.f aaidrnfs dt)mc.<tìquo, ~ Cahicrs rle santé puhlique ~.
OMS, (,cnèvc 19fi7.
auspica la crcazinnc di « Cnnsog!. ~upcrwr~ della samta : CUI sottoporre 1
loro casi di coscienza: il 90 "io dc• med1c1 approvano l aborto per cau~e IO! _Se. si considera la totalità delle conseguenu e dei d~ n n i si arriva "
mediche (inclu~e quelle I('Cnetid•c): i l i.~ 0 /o lo approv~nn anche per cause 80 m.'h':m di giornale/ anno perdute, equivalenti <!!l'attività rli 2Sfl .<t"hili-
ernnomirhe o s<H'iali (verkrc • Le M"nde -. '! apnle l()tfl). mentJ d, 1000 ~al<~riati cia~cuno.
cou:.ida an• la pratica de\le ore straordinarie che aumentano la Bisognerebbe insistere auche sulla mortalità dovuta ai meL-
:.L;tlh hella ( l'~:.~m pio d ~i camionisti degli autotreni è ~en n~ zi di trasporto che è, a dir poco, allarmante: è fo rse su q ue-
H••· ~t· l.t l n.-qu~tll<l di tptesti infortuni sembra esse~sL. slabt- sto terreno che ruumo si trova piì1 sprovveduto nella sua
lillat.t iu cuuM:guema d ell'aumento seHsil>ile delle atttvttà_te r· lotta comro la mone. f\:el 1953 i decessi Lausati dagli inci·
zi;u i'-· IIIJII p~rit"<Jiose, il loro numero in òhe a.'\5o1utc contmua denti stradali rappresentavano il '!.7 %, delle morti acciden-
iuW1 1' a lll:tllll.:ucr!li assai e levato e la g ravità delk loro con~e · tali e l~ decessi s u 1000; nel 1959 la proporzio ue era rispeui-
"lll'llll' t H H l an:e una a d iminuire. Così. nel l !Hifì, si sono a vuti : va.ménte del :n '7<, e del 17 %. per toccare ud 19G5 i l 36 %
~.1 ~:! in cide n ti mortali (di <.:ui !{54 nell'edilizia c n ei lavori e •l 25 <J'v· Ecco qualche altra cifra doquc::nte. Nel 197'1, nono-
pullhl i< i . o.;~ ia il ;)!l<;{.): ud I!Hìi: ~. 11 ·1 (Milì, 41 %): nt:l stante la rampagna d ' infonnazioni, le stalilltich e, la pul>l>licità
l ~~~i~ : :!.\1:\~ (X:!~. IO 1' ; , i: uel l Yl)~l : '!...2'!.7 (KY~. 40 '/ 0 ); n d e i piani di sic ureua stradale, si chl>e ro iu Francia 104 m o rti
1~1/U : :!.~· l 'i (X!I!I, lO ''·~); nd l!li l : '!..:1~3 (Y'!.l , 41 %). ~e l per il week-end della Domenica delle P alme, l ~i~ a Pasqua
I~Hì!J il 11\llllero tutah: dc~ li infortuni :.u1 lavoro toccò la ctfra e 208 in occasione del l <> maggio. c l morti della dome nica
di I.US[I.·I!tl (X.xl ";. <ki S<&lariati); nel 1971. 1.11 5.24!' sono il tributo pagato alla festa . Pa~qua, w u i suoi incidemi
(K.I '';.l. Il La~!IO ' li gr;n ità delle iuvàlidità temporanee (I .T .) stradali statisticamente messi in evidema, i.: aur h e la stagione
l: J'i llllit t: di gravità ,l<;llt: invalicliti permanenti (l.P .) sono moderna delle parche », ci dice E. 1\'lor~ u.'w E se ciò riguar-
;uttllc.:ntati : ~~·mameute il primo, rapidamente il secondo. Si dasse almeno solo le vacanze pasquali! La tavola seguente in-
osscni la situaLionc allarmante nd seuore· dell'edilizia e dei dica, sempre per la Francia, la cifra dei feriti (akuni d ei quali
Lnot i puiJbliri : !)~l d eressi n e l l !J7 l : tre operai muoiono in paraliaat~ cr ud~ lmtnte per tutlu il resto dei loro giorn i) e
ll"tli g[,,rnata la\'orativa e risdtiano di morire iu tm im:ideme quella d es morti conhontate con i d ecessi dovuti a incidenti
tl~ll~ voli l' p i i1 d .1e in t}ua lsia si altro settore produttivo. Si ferroviari (solo ai passaggi a livello). Si ysserverà faci lmente
n atta. 11\ Hl dime utirhiamolo, di uno .;traro soòale partico lar- !'.aumento costante delle due prime cifre e la lo ro sproporzione
lll l ' tll r ;o,lavoritu : :.alari ha:..~i. ~t u i mana di 49 ore, akoo lismo, n spetw alle altre .
.tlt.t p<.-n cutuale d i lavoratori immigrati supersfrultati ...ul.l Se
1:.t m da Jlu q~ ia viene al secoud o po:.Lo (:S5l decessi), in pro· Str:lda
portiom· è perù assai m eno pericolosa del piccolo settore delle
(Tt.tlllH .h c, del vet ro c de lle cave (al seco ndo posto per la gra- Feriti M urti Mort i
vit:'t ddle l. P.).
1964 21H.OOO l 1.1 U.'>
19ti.S 290.000 12. 1!i0 1:.?
t u~ C 'i: ~upr.sllutl\1 i l risch io Ji rad.:rc. Aggiungiamo anche le_ pncu mu-
1966 2!!0.000 11.1511 t :~
n m iu•r (inab tiuni di pulv~rij c 1~ d.:r rn.stus1 : I'~U 1 /v d elk mala llu: p ru l es-
•t.
siuna li : pt:r ti f oll ~tlllu d u vutt: .sgl i cczeJni d d n:mì:~to {SU •;a d d h: ma la t·
1967 301.000 l ::l .'>li.~ (l
19611 312.000 l~ 2;4
'"' l'' ' l et$u.n :. li rinow•sl'Ìult- d.sll.s .. Sécurité soCiale •). Si va luta che •l n u· 1%9 311.000 l~ lil}4 o
111nu .I,., ~ l.s\'tll.llurt del ccmcntu • culpiti sub1to da irritazioni d ella pelle
athllh.l!l l .Il .'>U •:u. T r.J d i loru 1l :?!i •:o. .s cin~ue a n n i tbll'inizio d d lavon•.
1970 33H.OOO 15.0.-'iO o
ha un.• "n~i!Ji l inazwnc dcll.s pelle, "rio( un ·allergia c r un ica; d i questi, il
1971 3:'iU.OOO Jfj 212 o
IO 0 " \'ctlt,nu inlim: l,, lut<• a llcq(Ja cnmplit:.lfsi in rlcrrn;~tilt- (infctt iv.s) rhc
1972 3K!!.067 16.ti1 7 ?
il più d..J k vuhc <li vcn ta t·n•nir:t. In Fr.mc ia. l'articolo 4% dd Cmlice ddla
Si,·urcaa >l•(' tak h.s trat·ciato una tahdla dd lc manifestazioni murbo~e d u-
ViJk .\ lllll>)>i<aziulll acute o n onichc {44 vuci) presenti nei lavoratori cs p•>- N el 1 96~. l'equi valente di una citt;'t come Bea une vi t'ne can-
, ,; Ji>ir u almc ntc all'~u i <•Uc Ji a!>I.'II!Ì rl<Kivi di origine pmfession:J.!c ; un a cellato da lla carta: nel 1972 quello di una ciuà com e ~faza-
l;tla·lla delle info.:1. ioui mÌl'r<~hichc d i uril{i nc prulcssiunak (Il vuci) ; iolinc
uu.r tal•.:lla d dlc aff.-zioni dovute a ll'ambiente o a manoinni parlit·nlari
ridoicslt: dall 'ncnl zionc del la vuro (7 v od : cem~nln,. aria compressa, m ar· IO.~ I ;F.Jpril du lcmpJ, Grasse! 19()2, p . 1.'\.'i. L'oMS prevede un'ecatombe
tt:lli pm· uJna tki . runwri, alta tcmp~·ratura ...). s~nmdo l'uMs ci sa r cbbtr•l annua di 2.~0.000 m o rti e IO milioni di feriti nel mondo intc11, Bisogna
pi i1 d i IUll 0\10 u ourti ;all';.mno nel m onJu in sc!\ttito> a tali arcirl~nti. Veclert leggere assolutamente !'eccellente opera di J. F:.b rc e M . Marhad. St"f'! "'l
i l 11 di lug lill· l l!•>sto rli • Santé du M on de • , (omève l!l74. l'autumohilt• en t(llt' .<I Ìtm. Mucure dc Frdnre 197.'1.

l j !)
met. l comm~n ti sono superA ui, 1~ anche se i sondaggi fatti al
r iguard o sono deludenti. Un numero d~ «Notes ~t.ét_u_des d~·
cumentaires,. 1J5 rivela eh~ il 45% degli au tomobthstJ mtervt-
f hanno un'idea precisa e ch e il 16% le sopravvalutano. Alla
doman da: «Chiunque pub avert un incidente .~trada l e: lei ci
pensa? spesso? qualche volta? di rado? ,. , il 4 7 '70 degli auto-
stati sottovalutan o queste percentuali, ch e_ il 37 % le dimezza- mobilisti risponde « spesso,.; il 37 % c qualche volta l!>; il
n o (!i4 % giovarti, 3!1% più am:iani). che tl 16 % soltanto ne 15 % « di rado ». 11 testo m ette anche in l uct gli atteggiamenti
fata listici e magici verso i rischi d ella strada: il 61 % degli
automobilisti pensa che l'affermazione c t. assodato ch e c'è
104 Se si c3lc:ol3 su l miliardo di unità di traffico (per unità/chilometro della gente segnata dal d estino e veramente sfortunata cun l'au-
di traffit"n intrndc:ndo il · trasporto di un viaggiatore o di ana tonnellata
di merce su l chilnmctro) si ottiene il seguente bilanc:ìo europeo compouato tomobile • sia c piuttosto esatta »; il 37 % la trova « piutto~to
del(li infortuni st rada li e ferroviari. falsa" ; il 2 % n on ha nessuna opinion e . L'atteggiamento fata-
listico è p it'1 freq uente n egli automobi listi a01.iani (iO %) che
Su ada
MOMI F~rili Morii F~rll1 nei giovani (!')l %). Inoltre, il 48 % degli automobilisti hanno
-- - -~·· ---- - - -- - - - -- un san Cristoforo nella loro vettura e il 20 (7o possiede un
84 872 0,17 1.3 amuleto o un porta-fortuna. Il 19 % desidererebbe trovare una
.... -·-·--··---- rubrica « sicurezza·auto ,. n ell'oroscopo del loro ~iornale. L' im-
Ecc<• un a ltro indice: :mni di vita perduti in relazione: alle cinque prin- portanza numerica dei morti e l'incuria negli eventllali
ciyali cau~ e di rlcn:ssu per le persone tra i 20 e i 2~1 anni di età ntgli
Stati Uniti nd I!H5. boiajvittime riasmmono assai hen e una situ azione più che
........--..··----- critica. I costi sono pesanti: ne l l !'172 le ~pese d 'investimento,
Causo di decessu Numero Annl di vita di man utenzione e di po lizia stradal e h anno rag,~iunto -
dei dece:ni perduti
...... - ..... --------·-- - - - - ~empre per la Francia - i IH miliardi e mezzo di spesa: i
<>Jinl ••nere d'Incide nti . . . . . . 12.646 634 .498 morti e i feriti sono costati a l J.>aese u n a somma .~uperinre
Incidenti d,wutl o ><ocull a mntnre • 8.401 4 21.460
(20 mi liardi di franchi. per l'esattcna) d estinata ad aumen -
Tumori matl~nl 2 .765 136.629
Cardiopatoe . . l.'I\IJ 98.067 tare eli mo lto se le si aggiungono le spese ronnmtitanti (pol -
omicidi 1.883 93.4.12
'Suic1do 1.4l!.S 7l.l61 luzio uc, ore di lavoro perdute). Solo le lacr ime u on sono mu.
Oi<Jii allra c:>us:o 8 .761 4H .4M9
T01al~ . . . . 29.533 J.470.-t96 netizzabil i. Ma 1:' vero che l'auto ha dato allo Stato, nello stes-
so anno, introiti per 21.290 mil iardi. di cu i 17.050 in tasse
Funte:: P.tab - Unis. Drpartment of H ealt. Education a~rl _Welfar_c (19'ill). su i carburanti!
Acciclc:ntal lnjury 5tat iSIICS. Washington. Govcmmr:nt Pnntmg Off,ce.
Rapporto capitalista rla u n lato, spreco sema limite dall'al-
lfl.'i • Un:. clc:lle rliff•coltà incontrate nello !clud~o degli incil!c!'ti strada!.
dipende dal fatto r hc. hcnt"hC: n~meros_i . sono relativamente ~an _ m rappo>rtu tro: ecco il paradosso d ella civiltà mortifera! llua società che
al vol ume rc.nsiderc:vule dc:lla c.rculazwne; 1! che ten~e. a ..:•usll.fìt"are. sfnr- preferisce i beni materiali all'uomo che li pn)(luce : <·osì si
tunatamcnlc. l'attcggiamt"nto assai diffuso c poco proptZilJ alla sccurrzza C'h~ pre~nta il mondo' dccidentale conte m poraneo. M<~ è anche
si esprime nella furmula : < F: impos~i_hile che c_i~ capìt! a m~>. Il uumcroo ~·
('hih•mcl ri JlCf("ll f\11 in media da ogm automob.JJsta pro ma d~ C~SCTC f ~n lo l~ • una società in pezzi r igidamente riuniti ,., ritlcs.c;o « ch·lle
un incidc:nt ~· è impressionante. Se _si _esaminano le prestazmno <.l cKI• ~·ssen fratture d 'una moltitudine di individui. a pezzi ndla loro per-
uman i ~ull3 slratla da un punto d• v osta astratto - pc_r ~scmpou çer . cer-
care di det erminare quale mecca!'ismo po_tn:~be soshtu.m: v_::m13i;f~ 'osa­
-~ona profonda. Lo spezzettamento della vita C'he. di~~olve l'iden-
mentc il lfUÌ<btnrc - si resta p>em dt ammtrazmnc:. Ncf(h Stato_ Un_Jh. ne~ tità non i: n ient'<~ltro d1e la strutrur:l dell.1 o;chiwfrenia ,._•<v-
J9.'i!l. un automobilista percor reva in media 600.000 chtlometn pr•ma d1
inr.aJ>J)arc in un im:idente nbhastanza ~ravc da comportare. la morte o una
invalidità permanente. A una m~_clia _di 50 km/nra ~iù_ cormponde a 12.000 106 M. Mc~lin. l.'/mmmc invew~. E~~ai. La porte ouvcrtc. 1973. p. 15.
ore di ~uida. Poi eh~ il_ lemp<~ •mt"cga_to cl~ _un •nc•c.!e~te pe_r ~ ~rcnd~re L'autore denuncia insieme il fascismo del dcnam in vc~titll di 11n val11rc ~im­
corpo, si ::~ggìra in m cella a l cl t solto dc1 _rlo)cltcJ secon~•· • gutrla!or1 pòSSJC· bulico virtuale e il fascismo di coloro che ~i C(HUid<!'rano dd si!:'nMi ciotati
duno in appa rcnw un notevole. potere d_1 C(lnccntrazwn.e. ~ l..(,.. N t.\rman. di un'essenza superiore. Ne risult a che per quc~t"· uomo\ invertito• ~ il fa-
IA•.t aaitln1t .• d,· fu TrJII /1', OM~. (,enèvc 19h2.. p. Il: l mc~ta (stampa. c•nema.
scino nella mnrt<- procura più ,r:inia del la vita. c il ~adi~mo pit'l clcll'amr>r<!'.
td~vi~io.n~·... ) non hannn mmunque pu~o l_nccas10ne d1 ~uttan1 ~u questo
Ci .•i incammina coosì v.-nn la .. mc>rte de l Cn·atMc • (p. l 70). riooè dc ll'un mr•.
pa~ 1•.. 1n privi lc~iatn! Vedere: J. l'otcl. op. CII., 1970. l'P· :S.~ sgg.
St>tJJ.a arrivare a tanto, si deve tuttavia ammettere ch e questa 11 far morire riassume tutte le pul!>ioni m ortikrc- dcll'uo-
tH li.IOilt' di r ottu ra o di frattu ra ci sembra essenziale. Ogni ua- n~o: o micidio, ~lnocidio e gew.Kid io, guerra. I l potcr -tlcci<lcrc
'\Cita . t' stalU detto. è separazione. lacerazione : perdita dd la chvc uw presto lUI diritto e addirillura un du\er-uccickrc. Co-
pbn·uta e od cordone. taglio con la madre ... Tuua la vit~ me dice un vecchio proverbio: il cadavere dt'l ucmic·o ,a sem -
iucunsria od)' \111111() è ossessionata dalla ricerca di ci<'> che p;h l~rc di . buono! Po<:o importa ch e :.i spic).\hi la g-uerra ( 'Oli il
HI.IJH:a c ch e l'altro, t••rse. possiede. « In o~ni incontro . inte- )jJ_m hollsmo ~essua l e delle armi . Ulll la b ipani1.ionc ddl'inuu;t-
rum,llhl ,i pone. lmpliciw. questo n:riproco , in terrogatiVO • :_ g lllt_cld paclrc ora odiaro ( = il lll'lllit;o) ora amato e \'enerato
, Lui Ici ha quel <·he mi manca?, , \'uole o no prt'tHlemu (-= ti Cap(~j O I~H'l~Ìante J"i~lcutilicai.ÌCJilt' JlH'C'OCC Coli J'uRgerto
J_ual~agw t~Hcnonaato, noè con un processo paranoico di-
1
qua lrosa di ciù rhe vi ì: di pii• segreto nella m ia sostanza?,'· )l _\17
Q.ut·:.ta angol;(·ia londamemale di ~ru~trazionc. dt~ll~l~'e dt odto ft-ll~J vo, dltalll.no tal \'olta procco;so mauiacalt•, du~ dc~ lermiua
rimoSS<I (colpt·vulczza), instaura paura e aggres~tvlla c_he _no~l un s_cnt imt·ll~o _JMrLi_colare eli mmipo telti'it. 11" ~ia , h.: la g uerra
possono unn e<;plodere periodicamente; donde ~e pulstoJ\1 dt· tspnma un •~ttuto 11111ato di aggrl'~:-iont·, sia rhc corri~ JX111da
stnmive di sé. indubbiamente, m a, a nche e di più. dell'altro. a una « moda! i tà psin 1tica originaria n d la (·ostitulione della
La società tradizionale. con le sue propensioni per l'immagi- realtà », 111 la reah;'t dci risultati pu rt.roppo no n caml>ia. " Im-
nario, nm il suo rispetto dell'uomo (~fruttato talvolta, mai_og: magi nata iudi\'idualment e ma 1 IIII,HIIIata rol lt•tti\'alllcnte »
gcttivato}, con i suoi meccanismi di liberazione delle pub1olll la guerra dimostra forse· una cosa: l'uomo 11011 si ama ma
(leste, ritmi ... }, n)llserva invece un ceno e{plilibrio e i nimini :tllla IK('idere. E per g iusti ficarsi trasforma in erui colon; che
s;HHI relativauu:nre rari, a ppuntO perché si traua di una socie· li'Oj>po Spl'SSO lllliOiono (>l'l' llÌCIIl<.' C in lll ' lllÌCÌ Cll loW <:he
tà. centra li~ ~ull'uomo . l.e civiltà occidentali invece so11o alla vunle mass<l<'r:ne. Facile dil'otomia l' dw aggiusta a)\o;ai lwne
riarca Iloli t a m o di cii> c he manca ddf uomo (i l taglio) lplan- le rose!
to di ciù ch t astrattanH· IHe - cioi: artificialme nte - manca l.'~ ltro. ucciso, c hi i:?_ Il diverso, il dissi mik, il lomano (in
all'uomo (!J;Ii oggetti. i prodotti). Da allora è ntressario sfmt· r~al!.a o anche. pn le cstgcnze ddla causa. in modo immagina-
t art' l'ahro, farlo pmtf urrt:-cnnwmare. ridur! o allo slal~ d! n_•')~ l.a pa_ n t· malvagia el i noi th(.' uoi p~·r-.eguitiamo implaca-
11u·rn·.1<"' 1'\on n J.ullo piì1 valvole di sicur ezza per le pul.~tolll bdmc me (m questo c:ho l;:~ morte c ht• _,j d;\ ('q n ivale a lla morte
(la MlrtÌ t:t d e l \n·e k-euc1 11011 sostituisce la fe~ta , il ca1nevale ch e> ci si dà. o o;uicidic,)?
n ea ~olo u na litti1.ia afl,itazio ne). Non c'è d unque da stupirsi t:'.. veramen~c dil_lic-i le prontm•·iarsi. 1\:oi pc·lt)o,i:uno l utta\'ia
se l'istinto molti(t'fo riprtll(le il sopravvento : Il c far-morire :a t·he Il g~st11 da un:ade•:e sia un pro1·csso di difl·~a del Mlggeuo
i: la print:ipall· correlazione clti c far-produrre» . c La metah- ch e un td~. un tclllatl\'o eh « salvart- il proprio oggetto d 'a -
sit.l d iu:- : m o ne: la sta t i~lira che è !>o lo ca \rolo dire : morta· more me~talllt' _una modalità paranoica,. _ R iprendendo J'ar-
lit;'t. >• Il prohlc111a cht "i pone c contro la speculazion e ~ il gomcntazto~H:: th Fornarì, secondo il qualt la perdita della
~q~ut'llh' . ( lw -.ignifìt a uni.w (tltlÌ ed ora )? Ì11 che m odo/ madn· ecpuvale a ton:an.· i limiti etc( nielltt' R . ~f enahem
pt·n llt;? " "" scrive con molla fìn<"zza : « l~ 111orLe e la g uc,:ra sono rivolte
contro il n emico. contro colui ch t- i: t:aricato del ricordo di
tutte l<' perdire 11 1 e di Llii.Lt• le angusn·. i\la ·noli si trana sol-
IO i M. Or;ti'n". l .u m ~~TI rl Jllli.• ttfm:s. Fay;nd l9oì . p. Il i. .
Ili\ L>. l)çi,-ulc. F (;u,·ry h.111nu snllul incato che il • corpu pn>dultovo •
i: .Jio,cnl.ll•> U ll lll,i:,lllll Ì)h:l'lrufi~L..tto di mctfio~zÌonc tr.1 t! corpo UÌIII<>gÌn> t
il n.rpu <ut·i:tk tkt cui poi<:• i c pruprictà si appropria. L 'invesl imcn tct c ldl~ d s i. cqu i_valc in quakhc mod o :1 vrni r c ann ot'nlo~ li chH· ,·ull(•. ,. ,ta l llll)lllc •l fu
l ur '~ prnch111ivc acl upcra ddlc forte parassitaric ntcn:antili distrul(l(~ mcluttah_J!~ ddla m•lrk e da ll'altro . • B. C;1slct~. oJ•- fil .. l!)ì-t. pp. ::?2-.'14.
l'uun~n ,. la ""''ictà (vt•ckrc /.1• onfH jmuiuctif, Repi:rt:s 19i,q, , park 1: Il li l enr.a h(:n nuta dt Moncy-Kyrlc.
l.'imlil'irlur~li•alirm rlu "''/'·' {lr111/11cli{) . Vcdrrc an .. hc L \Voli. ldMlogu• t'l Ili ~-. Mt•nal~(·nt. l.a mori t~f•l,.;,,,iJh·. t.tlit. Univcrsilaircs l !)i!l. p. 104.
flrmlttt/wtt. :\nthr<•pu~ 1972. . . .. . . . 11 2 _E 1~ parllrolare dall_a perdita ddla mluirc . l .'ah rn. invt•stitn in nwdu
l t~l F C:hat.-1 1·t. l.u tiNTI . uvtmlllgt•s r l mrmwr.llrtll.f. l csto mcd oto. • Es- 'f!lnl:lgm~nu <lcllo~ t'ulpa cl1 l<1lt• p.-rrlila acl npt>r:l .d d prurc~sn JI:IT.tnuirr1
,1-rc '"I'"P"Hi .tll',lJ:~rrs.<ivil a ddra ll ru. c·i.,(- st"nlirsi minacciati 1fc:s~rrt ur- d 1vent.1 l nggl"ttu rl:t rfistru~g-•·r(' ·

!.p
tanto di distmggerlo perché è il male: si tratta, uccidendolo, f( • I L MORIRE: DAL RAPPRF.SF.NTATO AL LA RAPPRESEN'fA7.10111E
di trionfare della morte ,. _lll Uccidere l'altro è farlo morire
al nostro posto. La dura (ed assurda) legge d ella guerra 11~ è:
«o io o lui ! » Allora. tanto vale che sia lui. ..

Il morire, che unisce in un dramma spesso condiviso <.:hi sta


per morire e i suoi familiari ed amici, suscitando compor-ta-
menti, fantasmi e a volte costruzioni mentali altamente elabo-
rate, è forse quel che vi è di più spaventoso nella mo rte. Se
è vero che tutti siamo destinati a morire, è anche vero che non
si muore mai nello .~tes.~o modo e che la morte non è conce-
pita dovunque nella stessa maniera. A seconda che .~ i sia testi-
moni o ppure attori, il dramma non viene concepito né rap-
presentato o vissuto secondo gli stessi modelli.

a.) La mortr. spoJtata (i dati d emografici)

. Tutto accade come se, oggi, la morte si fosse spostata nel


tempo (si muore più vecchi, soprattutto le donne) e nello
spazio, (situazione privilegiata dei paesi ricchi).

l · l tipi di mortalità
Non è il caso, dato che cic) ci porterebbe troppo lontano, di
fare il bilancio comparativo della mortalità nel mondo se-
condo le età, i sessi, gli ambienti socio-professionali o le cause
del decesso. In pratica ci sono tre t ipi principali di mortalità.
tlna mortalità endogena «che corrisponde al modo in cui si
spegnerebbe un gruppo di esseri umani sottratti agli incerti
113 Op. cit .. 19i~. p. 105.
114 La ~uerra è assurda anche da un altro punto di vista. Essa non tende dell'esistenza e in balia delle sole forze biologiche,. , una
infatti unicame.nte alla distruzione di uomini (infanticirlio differ ito) ma si mortalità da civiltà 1 do vuta al fatto che le diverse forme di so-
;~,vvicina anche all o spreco. a l sacrificio che G. Batailk definisce come «nodo
di mnrte », espressione • cl<'! l'intimo accordo tra la morte e la vita"· Pu
molti aspetti la corsa agli armamenti ricordi! il pntlatcl~. nel senso che l • Quando si pcma alle mala ttie dell 'uomo del!<': nu~tre civiltà. ~archhe
ohhliga ogni partecipante a fare di piì1 (ciclo di prndigalità) per intimidire una (orma d~mentart di correttezza accettare d i fare delle distin7.Ì~>ni, di
l'altro. Si tratta. come è stato d eth1, • eh un gioco di morte pe r esaurimento non me ttere n t Ilo stesso ~ace o quelle che ~ono le fonseg-uenzc felici tki mec-
economico reriproco • n an~ura di "gioco a somma nulla "~ affinché la par- canismi del progresso: per esempio il fatto che, in stguìto al prolun,amcntn
tita continui, il vincilnrt paga la posta del vinto a costo di venire, questa della vita umana. cmcq;ano i prnhlemi dei soggetti anziani e quelle a ff n ioni
volta. \confitto: il vincitore di una j!"Ucna si affretta a soccorrere il ,vinto e la cui incubazione è lenta o la cui ezit>logia si accumul a con gra nde len-
l'aiuta a riprender~i anch~ se qut~t i. talvolta. si trasforma in suo concor- tezza.
rente {c~. : U~A c Giappone). Bi~ognerchbt isolarc lt ma la ll i<' che il mond<l moderrw rivela p11r sc~za

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cic1à dispongono in misura magg ion· o minore di mazi per tnollrlo , dal r i!\c hio di in cidenti). Nell'adultu la mortalità en·
lt•llaJ<: nmtro la morte a seconda rlt'llo stadio di wi lup po ddlt dogena si av;14iunge spcs);o a ttuella d ovuta ai mali della civiltà
loro ~<'ielllt' m t-dic he e a senmda ctell'importanta tki fondi (abitudini d i vita. società monifere). Nel vea:hio, infine, la
l h 'esse po~s.mo d evolvere alla ..:l lutc- puiJh lka . ~c u :ta nascu- dimenti(:ama da parte rlt-ll 'organi~mn ddle po~sihilità insi te
ral!· cen e abillldiui cu ltu rali (l11J a d d rorpo. dil·tt"tÌl.a, liMI nel patrimonio genetico e la carenza d ei mercanismi che vi
dd tahacco. <kll'akool. .. ì : inh ne. una muri t • 111 ode11/alt' llt'l provvedn11o fann o si dw la m o rtalità endogena divellli il fat-
'l'USo p i it tllllpÌt> del termine dw " d n i\a dall'itutnJtro del· to re più importaute {senesccnza) m a non e'ielusivo (fr agilità
l"org.mismo n m un agt"nte deleterio imprt·vi,.,tn " .1 l modi di an reM·iu L.a rli lruntt' agli agenti deleter i . incickm .e spesso g ra·
t e~i~tc n:ta alla mut tt' o;oJto. pt•r cii> ' l t'"-" >· diH·r, i '' st:-nmda vi della munc )IO(:ia)e): resta r umuntpte 1111 fa tto che nella
<ki Ll ~ i : c:vitan· l'mn mtt t> n>ll il la tt11n· clelt-l e rio ( ig iene, quarta et à (7o-; ;, a nni) si r isn111tra un tassu di mortalità che
!'>l>pp n :ssinllc cl{•i \'c:tlori dlt' .tppo nano a~elll i pittogeni. come somig lia a quello immediatame nte ~lllTt'~"ivo a l rouccpime nto.3
l<.· tdllO'.arc o i ~orci ne l caso ck l b Jualari<t o d dla pt:Mt:: r e n- Pe1· il denH>grat(, la cli lll(oltà sta assa i spcs~u n dl'i lld i\'idua-
d erlo inolre nsivo (vard nazim u· con produt.intH' di a m i-rorpi): ziout~ prrcisa del la tllorlalit;\ c ndo~ena e d d la mortalità eso-
o sopprimt·n· g li dfetti moni lài (uso di 1111:-dil'inali). C iù sup· gena, daro d1t' e m rambe si imrecciano r et:iprocamt"nte. {' n
pone o\·vianu:lllt' clw le socìet;l t·ousitlerate nella totalità d ei bambino nnwr<: per una malformat.ione cong-cuita? Si c:onsicle -
loro strati (o <:lassi) soria l i n >tH>scano q lll'St i 1111' /I.Ì, l i i m pie· ra endogena la sua mortt•. ~·l a quaudo si viene a sapere dte
g-hìno <"OJTt'ttamente t• 1i o;appiano ut ilia.<Ht'. Inoltn·, e in durante la gTavidauza la m a dre ha avuto la rosolia, allora si
pa nir olare nd caso ddla mortalità da ~ · i,·~lt;Ì , un'ìnlormazio- chiama in causa l'ap;ellle palO).\'t'llo. l rn'iutlne n za è sullicieme
IW sanitaria lw u fat.t.a diventa 1111 1m·ZJ.t> dfit·an· di lotta ant.i· per far morirt' tlll vt•n ·hio (ap;entc t>sogen o): ma (:iù non di-
nwnilt>ra c he p uù talvolta arrivare act ('sigen· una' riforma pend e anche dal t'atto dtt' i l suo or~anismo logurato h a perso
t••tale tki modi di vita (su l piano alim t'lll<ll't'. c·on1'l: noto, o ogni ca paòtà cti rea;,ione. aum entando l.'usì la p ropria v ulne-
p er evi tare ~li infortuni). ;\'on dinH'Iltil'h i <ttllo i l ruolo Ìlllpor- ra bilità (agt>nte t' tHlog;eno)( Al livt'llo ddle atti vità lavorati ve
t;mtc d1c 'iJWila alla c h trurgia. sia dH· ~i t rani di porre rime.-· g li di'eHi seletti vi e g li drett i lq~ati all'(•sc.-n:izi,, d ella pm-
dio ai di~wrhi ime rn i (tumori. ranni ... ) sia •• <jUt'lli esterni kssio ne sono o;pesso divt:rgenti : u n clato mestiere è: pi i1 m u r -
(incid e nti). C i sono inoltr<' dt"i m o m enti dt"ll'esistent.a iu c ui tif<•ro di un ahro. e ~la hrnc: ma non dip<·nd t dal 'iogo-etto
l'i ndi,·id uo pn·st·llla una maggior<' l ragi l i t;ì : adattamento del (attitudin i hsich e. irnel le uual i, p rt-ssioni so<·iali) scev;lie;e,. ,pro-
lew all'ambiente matern o duralltt' la gesLaJ.iom· (moninata- prio quel mcst iert• invece: di un a ltro! :\uche la separazion e
l tt;'•l: rraumatisllli al mome tHo <iella na ...d ta (morta lità in- tra enmomicu e c u lturale n o n 'cmpre t: facilt:, dato c h e le abi-
fami lc ctu lo~cua ) : i primi lll<''iÌ di vita (mortalità in fa ntile t udin i rli vita possono legarsi strettamt· nte alle omdizion i e
t''ill~en a raltonata. nei paesi "sotwsviluppari "· rla ll 'in< idenza al livello di vira. Ndl'u Ks~ c n q.~·li t : .... .., la clilfnt·nza nelle pos·
'ipe~'o d isast ro~.a d t'Ile, ~ven.<trllt'Jtltl e. 1111 po · dov unqut• nel sibilità di vit.a i: pressodié irrile\'ante, b enc hé il pocere d 'ac-
quisto nei due pa esi abbia u n ra pporto di l a l. Perch é la
,11/crlt· rrt·.,lt": pt•r l'Scntt>i" Il' dilfic'ultà di ada llam~ntu <li 1:dun•· fotSIÌtuzioni mortalità inrantilt: è pii• elevata a f'\ew York c:he a Hong
li'' lll"l.ich,· ,, di n·r li hanol i<appati ai mooii di vi ta nwclc rni. c· ~Cjl:Jr:Hc qut·sti Ko ng? Perché, comparati vamelllt~. uegli LISA la m o rtalità tra
fatti d.d h: rooo sq( UCIIl C partic••lari del nostro modo di vit a ( 111 :1 J tlie prur~~­ g li insegnanti è dell'BO 17<.. quella clei lett e rati d<!l iH c:;... quel-
s i •~nal i u ino·idml i aut o>muhi listi<·i) u dalle cnnSCRt.o•· nzc di <thit udini O.:a$Ual·
llll'nlc: assol'iat.: a ll<> sviluppo do: lla nostra civi llà ma cho: llool\ ne snnn forse la dei giudici e d egli avvocaLi d el 7 1 c;{,, que lla dei ch irurghi
~1rutturc o >slitulivc c <' ht• pot!rchhaoo csscrnt IH'rfcllamcnlc di~snri;•tl~. w mc n el 6.1 (h• mentre sCCIHh~ a l .H cf{, lra g·li ingegn eri e al .~l:!<;.;,
)H:r o:sc mpio il l'\liUumoo tld tabact'o ... " H. l'(quign<>t, La .< cil'n ((' chrmgt•-1-
d/, · lo t•it·i in : :\luilrÌ.WI' '" tJ/1'.~. n.·sdl:c dt• Broouwcr 1!!72. p. 3 1.
2 Vctlcn: J. B<>lll'l{t'ois· l'ichat, t:.uai mr la nwrtlllilt: bioi•J)';Ìiftlr' dt• 1'/wm- .~La mortalità dei primi uomini, per quel tan to eh ~ )Hissunn sa pc rnc lo
JJII' . in " l'o p ulat it>n • . :;, lug lio-scllt'mhr" 1!1.'\2 : Pour /11/(' ahiqtll' til.' 1'1111 studì..,~o dipreistoria e l'an t rop(llogu. uv~t•hhc <:u nusciutu ;{ stadi: la nasc ita.
~IJ/111. in /.11 f rllll(l' I'<Jlllt•mfu~roillc. /.n dodrilll'.>. / ,t' < idh-.1. l.t·s fa i/.<, 4 lt. tra gli Il c i ') anni c intorno ai 20-2.'> anni (çnm c si può r icostrui re dalla
M.m." '" I!Hii. mancata sutura <Ielle <l $U cranichr: ma a 25 anni si era già verchi! ).

q6
tra gli scienziati? La m o lteplicità dei fattori che entrano in
gioco rende estremamente aleatoria la possibilità di cogliere
f
l
ralizzazione
h . · dei vaccm1: r- ru-r esemp1'0 ' Je 0 nd a l e d''10 Huenza
le cause esatte e non per mette ipotesi di nessun genere. c e SJ regJ~tran_o ~nr:ualmeme açceleran o la mortalità solo di
u n? ? ~ue de~Jmt d1 p~nto ; vanno però r ic.:ordate le recenti
2 · I l mondo dem ografico d'oggi revt vtscenze d1 f~bbre gtall~ e di colera che n o n molto tempo
Il mondo d'oggi è caratterizzato da diversi aspetti che, in fa ~anno me~so m _allarme ti mondo intero (contagio median.
u n 'ottica semplificatrice, si potrebbero ridurre a cinq ue cate· te .'_.traspo~tt aeret). I c~>nftitti armati, pur essendo più rari
gorie principali : la d iminuzione del tasso di mortalità, il suo (dtCia~? p1Ut~ost?. che st sono spostati nello spazio) e soprat.
spostamento qualitativo, il miglioramento delle possibilità d i tutt? PJU brevt (c e una bella differetl7.a tra la guerra dei 100
vita, il mantenimento dell 'ineguagliam.a di fronte alla morte, a~n~ e quell.a dei G g iorni!) non per questo sono m eno miei·
in fin e l'i nvecchiamento della popolazione, in particolare nei dtah : tuttavta, .non va dimenticato che le possibilità di reni-
paesi cosi detti sviluppati.• pero sono c~nst~erevolmente aumentate; il deficit causato in
Eur?p~. d a li ~ltrma guerra era praticamente colmato cinque
Indubbiamente, nonostante le speranze che q ualcuno ripo- ~nm pu1 tardt: La mortalità dovu ta alle abitudini di vita si e
ne n ell'ibernazione, l'uomo resta mortale. Ma il passaggio mve<.:e ac<.:rescau_ta: l'a lc_oolismo, la «grande abbuffata» (è:
degli uomini sulla terra, dal m omento della nascita, tende stato dttt~ ~he. t f:ancest si scavano la fos.~a con i loro denti
sempre più ad uniformarsi nella sua durata, mentre le forme mentre nultont _d 1 a ltr i esseri umani sono minacciati dal!~
d'organ izzazione sociale sonn governate (o modificate) in mo· ~ame): le_ mala~ue _da civiltà (c_a ncri, tn!mhosi wronarka ... ), ?;ji
di d el tutto particolari dal n uovo and amento d el corteo dei mfortum sul .lav01u . o d el traffico
(~pranutto m_ ~tappone) · mt'naiJ"tà,7 1a po11IIZIOll
· • la ('Ti · t:
v iventi. Il calo del ta.s.~o di mortalità. soprattutto nei paesi in sono le (:ause principal i di tale au-
v ia d i sviluppo, è stato spettawlare nel corso degli ultimi de· mento, che P.<~ro non f~ena sensibilmente la cres<:i ta globale
cenni, passando in media dal 2~ y,, nel 192 1 aii'H,9 'f,, nel 196 l : della ~>polazro~~ rno~d1ale. Se nei pac~i sviluppati il <'alo d el
a Costar ica, per esempio, è pas~ato dal 23 ~!,., nel 1920 al 7 7< ,. tas~ 1h mortalua. si . accomp agna a -Ila d"lmlllulJon
· · e proKram.
nel 1962 e al Messico sono bastati appena 50 anni per passare mata d.ella na~lt.ta.' le _cose vanno diversamente nei ' paesi
dal 40 al lO 'f,.,. La S(omparsa- relativa- delle «tre Parche • sot~o-ahme~tatt :. ti Messtco, peJ; esempio. ha un tasso d i na-
di cui parla A . Sauvy è incontestabilmente l'elemento princi· talità che s1 aggrra sul 50 p1 e le nazioni del T erzo ~fondo
pale di un simile calo, ~ul quale vale la pena di soffermarsi. conoscono auualmente un aumento del '1.'1 m h .
Le grandi carestie sono scomparse in Europa a partire dal ' ) dd · . - J '<'• c e c.:omporta
' ra oppi() della popolazaone nel giro di 20-:W anni.9 Ne
xvm secolo; ma nunostante la rapidità degli aiu ti sono ancora
parossistiche in certi paesi come l'India e l'.\frica.5 Le epide- =~i·~.in~j~ d i Giovanna ò'A rco la Francia nnn aveva più di IO milio::~i di
mie,' invece. sembrano e~~ere ~late domate grazie alla gene·
l' i Si_ dice che: la pe.pola.zione .cuna nel xvu ~crnlo { 11 ,~c ~tabilizz.tta cb! .
auasstnm. cnn un tasso dJ mort1 per omicid"111 d 11 o 7 ''' M
r"o · d' N y k · . c o · ' " annuu. a alcuni
4 Lavori di A. Girard c R. l'ressat. che segu iremo da vicino. 1
~~c;; ej
1
or raJrg!ungono a t giorni nostri lo 0.27 •to.
.'i Ogr;i 450 milioni di uomini (Europa c soprattutto America dd N ord) . ntro o d~l~e na.~cltc, e pratica deg li aborti sono mezzi h ·
si nutrono bene:; 650 mili nni (u Rss in particolare:) si sfàrnano: 2.400 milioni •,.ss,~urarr Ila stah•l•zzaz~anc demografica . Citiamo ino ltre p•r .l a (~!ln•nolt.' rc.r
az1cne dc g(•V . t · · . • ~ ·l ~ • ogg1,
sono sntto-alimc:ntati c: tra quc:~ti 1.000 mili<mi suno sempre vicini alla fame. sposars· lì h ·. frno . ma Tlm~m~ lar?•,vo. impo.l si bili tà pr r ~li ~t udenti rl i
Se dal 194.1 gli abitanti dci paesi ricchi hanno aumentato da 36 a 44 g la '·. n~ c rcq~c:ntano l un.vc:rs1ta c:, per j membri ti el 3 r - d"
lo ro rationc: di proteine. quc:~t;r ~~ è abhassata eia Il a !! g nella maggior :;;~fsirt'. d t tre figi• }al terw rictvono le rondoglianze. •11 qu:~rt~ ;;~ogonc:
parte del mondo.
(i La peste nera ciel 13411 (u un 'ecatombe ben piò cruddc: - fatte salve il ~u~i a~U:c~::~~ pl.arla;eh.d i un pdrimho .lfmstàml'nltJ rit' m ogm/ÌcrJ. Nonu•tan tc
le: p r(1pouionì - dci rnassacri del J!J!~9-19H (guerra c: genocidio degli chrd). . . . . · '· vccr . IO mnn o a cessato dt c:sscrr il i · J "
l A~ t a, pot l Amcnra latlna e infine I"Af . h '· fi . t)p usr popo
Resta il fatto che: la popolazione f ranccse 1: oscillata, tr a il 1.~00 e il l 720. d .Ire, d c 1 peso! dcKii' uomini: su 100 natin caR•c c: òucne Clan r 1 ~1 al· o. r.1
su una media che si pu•'1 valutare tra i 17- 19 milioni di abitanti. nm una l· 1 · ( · s• f'\1 '
Mondu ,. : alla fine del scc:olo se . . · ·~ v~ onn a ucc: nd « Tcrw
crescita nulla. Anche il hriganlaKgiu e la criminalità giocavano un ruo lo pcrà iJ 75 •J& d . (" . . . SI manllc:n_ c Il ntmo alln:l fc. C$<11 rag~rrup-
nun trascurahilf. Da qui téllv11lta dci cali di P"P"lazinnc impressionanti ; -' Il
1/ 10 ne: c~ • uonun.. Ora. su 12() J>anl rfd mondo !IO d evono dividersi
e sue n~oue . ·
risuila, per l'umanità, una demografia galoppante: al ritmo L'Afr~ca, ad esempio, è sono-popolata (densità IO, den sità
auualt", i :~ miliardi e mt'ZZO d 'oggi diverrebbero, nell'anno mcmchale 21 ), mal popo lata (polari:rJ.azioue cet:es~iva :.ullt: co-
:wuu, li-7 miliardi. All'angoscia ùi fronte alla morte del pas- ste ..~elle _l:ittà. ne lle oasi e nelle vallate fluviali ). sull:l strada
salll :.i svstituirà forse l'angoscia davanti alla vita nel futuro dell mflaztm_•c demografica (creS<:ita del :!.ti % : p revhione d i
(esaurimento delle risorse, minacce di una guerra Est-Ovest un ~addoppto della ~JP? Iazioue u el g iro d i :~o auni, <iuadru-
cui abbiamo acn·nnaw precedentemente). Si può facilmente pla tn 50): ora, propno ti c costo demograhco » re::ude ctiflicile
iut uire <Juanto cluvrà essere profondo il cambiamento nelle ogni politica d ' inves1imemi c scava perkolmantc:nte il fo~~to
m entalità per adattare le strutture socio-economiche alle nuo- tra paesi ricchi - che consumano da soli i 'l f:J delle ria:hez-
ve w ndizioni demugraficht che rischiano, in certi paesi del ze n~ondial i_. pur costit uendo appena l i ~ dell' umanità _ e
T crw Monclo, di diventare esplosive se non si bloccano i mec- paest poven.
cmi)tlli ime1 n :lliunali gcn erawri dello sviluppo (paesi domi-
Seconda caratteristica del mo ndo contemporan eo: la mor-
natili) e dd sottosvi luppo (paesi d ominati), ossia del d ominio
te ~i è _spo,slata, ron la r idllzione della disper~ione dell'età nei
e dellu sl'ruuamcnto (imperialismo, capitalismo periferico). E
defunti. Co,u e osserva :\. <;irarcl,l' " c:euw an n i fa in Francia
inoltre: l'umanità potrà. nutrire tuui i propri figli (sopral-
il 20 %. ctclJe morti riguardava11o i .sugo·eui di meno di un
Lutto se i paesi rit:c.:hi wminueranno nella loro politica di spre- o
ann o e li 12 u,;1 qudli compresi nella fascia da l a 15 au11i. Ai
co)i' E seppellire degname nte tutti i propri morti? Nel caso
gior'l:i nostri le proporzioni son•J rispettivalllente di 1·1/ 2 %-
in cui si dc::tc.:nutlli un"inAazioue di esseri viventi, l'umanità
Constdera ndo l'altra « estremità della vita » riscomriamo lo
non risd1ia di svaluriz2arc l:iù che rappresentava il pregio della
vita? Il pericolo n un è sole> <tuantitativu ma anc.:he qualitativo. 10
stesso

andamento:
. • .~ .
llll sero lo fa solo i l
. l
:u,
0 {, cl e i ù~ced uli erano

arnvau a1 h.1 an m: ogg1. G m IO h anno superato i 70 anni


l il ~ L1 pc.:rsis i<"IHa Jc.:ll'auualc tassu di cresc ita - che è dell'ordine del
e l / :l gli 80 memre, nello stc,~o tempo, l'età media dei d ecessi
2 ., .., :mnuu - wuJurrc.:bhc.: a panire di!l 20.'>0 (ciui: in assai meno di un si è sp(~stata eta i . :~ ti ai (ÌH anni ». :\el x v 111 .~eco lo il 2:) % dei
sc<·ul<)) .al Ul\a pupolazinnc mundì"ale di .30 miliardi, dieci volte Jupe- n eunatt nu11 a1nvavauo all'età di llll anno, il -10 ";, n on arri-
rio.r.: a qu.·lla eld 1'11111. Sollt> questa spinta bastcrebberu rueoo di quattro vava ai 5 armi , il SO<~;. 11on è: mai arrivato ai 20 anni. c Attual-
secol i pc:h hO: l"a•• ic.:me <l d le terre emerse siano popolale con una densili
duppia d i q udl.1 n,.;~; usscrvabilc a Manhattan, il q uartiere più popoloso di mente, più d e lla metà degli uomini vinmo Imo a 70 anni
l'icw Yurk. t-: d 'altra parte. pe rché arresta re q uesto aumento intorno al e un quarto fitw ag-li HO. pi t't della ntetà delle doune arriva ai
.!4011.1 Fr.J tre scnoli la jl<)pula~iune mondiale. proseguencJu con l'attuale
ritmu d i cr.-so·i ta , pe r supra vvi vue avrà dovuto utilizzare e consumare tutta 75 anni e Llll quano arriva f1uo agli XO. » Tttttavia. in tuue
(.,. m.ataia ùd nostru gl.>bo : nel senso rigoroso dd termine la fine del le età, la probabilità di morire dopo (ptesta età è pi t'1 e levata
mundu - dd nostre. mundu - s i situerà cvsì nell'anno 27U{). Ma. se si vo- per gli _uomi~t.i dte pt•r l ~ donne : p iù s i :.a le:: ndla pir:uuide
gliomu sc~tuirc anrura le conseguenze: logiche d ovute a ll'attuale: tasso di cre-
scita . h.IStc:rc:hhcru J ltri ntt 11 secoli pc:r ott~nuc: - vc:rsu il 3.SOO - una d elle eta c:: pHt aumenta d Humero cklle ,·cdove. umwstante
l" pt l.1zium• mondia le IJ cui $ula massa sarebbe: eguale: a quella d c:l nostro con tinuino a na-;n·n· piì1 bambini che bambine.
piam·l..t {gi.ì con suma ta , è vero..) : ciò sìgm6c a supporre ch e nel ( ra ttc mpo
l'ingcj.,rnn,it:.. ddl:l nn•tra s pecie le avrà permesso di co loniuarc nume- Anche le probabilità di vita souo mig liorate .rlobalmente,
passando in Francia 11 dai j~ anni dd l ~OU ai tìH d~l 1!:!GO, be n-
rtosi ;litri pian eti c di cs~:rcitarc su quelli il suo appdito. E cosi via: l'inc-
lullabilc trcs(:i iJ immaginaria della popolazione potrebbe svilupparsi sgra-
no.n:hiandn, tlì sist~ma solare in sistemi! sola re, intere zone della galassia. ché l'età massima raggiung-ibi le abbia lllt tetto iuvalicabile
E indtrc ... Gli attual i tassi di ("rt:scita della popolazione mondiale custilui-
snuw un mvmtmtu, una pa•·tic:ularità d~lla nostra storia. No n p os sono du-
r;u-c.: a luu,.;u senza portare.: a una qua lche impossibilità, a. una qualche i più l(rand io~i che l'uomo si sia mai :ts•cfl'I\Jlfl: ahlwa.arc l"evoluzione
çataslrc>fc. Ma. c~>ntrariamcntc a Malthus, ai giorni nostri abbiamo ancora ch1·. in ljUakh<· deet: nniu, perm<:tlcrà d i ~I:JÌlll e uarc la pupol;1zinne mondia-
il diritt1• di pcn~arc che la slc~sa cat.utrofe non c fatak c c he nella popola- le. • J.M. l'uunin, l.a /mjmialwn 1/Hmdialt', ::icuil l ~Jj l , Pfl· l :!ti- 127.
zion" umana opera una segreta saggezza c-he la p orta a proporzionar~ . Il /\ . <!•ra rd. La lw.ow d t • la mor:m Ili' u ·'<'·' r <JII.H'<JII<"J:t n, m~ditv.
l2 (n hanna. Ira d l ~'>;; c: il l~JùS. le p rol;ab ili lil ui vlla alla nascita
grussu 1111ulu. la. n~sdta alle risorse. Nel pcggion dei casi sono può
possibi li fhllitich c che. gtudi~ins3mentc: applicate:, possono favorire tale a,-
sono aumentale oli olln mesi p t.: l" g li ut-mine (da tii anni c o mes1 a lilS
anni e :l mesi) e d i un anno c selle- mesi (JCI" 1~ d u nnc (cJa H an ni a i5 anni
giu•l:un.:ntu c rcali:t.t.lrc senza ercessivo ritardo il cambiamento di regime
dcmugr~firo ucrur rt·ntc. E induhbiamcntc un simile cambiamcnt11 è nno fra
c 7 me~i), stanrlu ad A . Girard . l'o::r q u d tantt) d1 c reclilo che si può accur-
(IlO anni): se gli uommt vivono in media più a lungo non t~, ~on.ostante ~ggi superino ~uell~ del passato, come la pelle
per questo la longevità umana si è altrettanto accresciuta. dt z1gnno contmuano tuttavUt a ndursi a mano a mano che
L'accrescimento ctelle probabilità di vita dipende innanzitut- si avanza nell'età. Le differenze relative a lle età e ai sessi snno
to, infatti, dalla fortissima riduzione della m<.irtalità nella pri- evidenti anche nella se~uente tabella:
ma infanzia: a partire dal xix secolo, l'aumento - a partire
dai 50 anni - è di 5 anni per gli uomini e di IO per le don- - - - -- ..· -·· - ·- -- - -
ne; a 60 si riduce rispettivamente a 3 e a 6 anni; a 70 è di Su perstiti 011le età incl icatc , in Fr ancia, prr 111.00 0 nati vivi
appena l e 3 anni, ed è nullo a 80: ci si scontra in qualche
XVI !l sec. IS!il<- 1!10:3 l !160- l !)64
modo ai limiti estremi della vita:
entrambi
i .sçssi Uomini Oonue Uomini Donne

l'rnbabilità di vita alle diver~c età in Francia dopn l'Impero Na.1cite 10.000 10.\JOO 10 .000 10.111)11 10.00!1
l anno 7.67:> ~ ..'lhi !i.63.') !l.i ;i i 'l.~ l:i
- -·-··--·--··· ·-···-· ·· -·--·-- - -- - - - - - - -- -- - - - :i ~nn i :"i.SS\ i. i!!!) ~ . IJ:iO !1. i 1U ~) . ;i.;
Uomini Donne IO an n• :i.510 i .'>'H i .Stil !Ui ~~ q, i fiO
20 :tnni .'i.Ol! 7.2~9 Ì }> :.!.~ !Ui:.?l! 9.ilJ
30 anni 4.3S2 fi.ili.) i .007 !J.-th<l !J.fi:i2
56 anni (iO anni iO anni sd anni 50 anni 60 anni 70 anni 110 anni 40 anni
so anni
.Hi!/4 li.lfi4 !i. ~;~'; !). 2.~~ . 2'
~~' ~, ."r)

'2.97 l .'\.:l Nl .'i.S:l!! !i. i :~~ !l.·~·'•l


l 805 - \R07 IR,\ 1.~.0 9,0 1),7 1~.9 13,3 9 ,2 6,8 (i() anni ~ . l :l() 4 ..1:!0 4.!!H i ..S/!1 .~.fi76
1860- 186'2 20.0 l.~.s 8,7 -"
:Jt..., 20,8 14,4 9,:} 6.6 iO anni 1.177 2.747 ,q .40.'1 :iA(i'.! i ..~'l~
1.9~5-1937 20.1 ~.~.s S.7 5,7 23,3 16.2 IO, l 6,3 so anni
___ ......
1960- 1964 2.~.1
____ ,_, __
! '> .l!
,
9,9
·--- - - -- - ·
5,4 28,3 19,8 12,3
, ____
..
6,5 S.'i anni
34i
119
Nii
.~04
Ui9
.'iO:I
2 ..'i0:.?
l .lli:i
·U2.1
:.? ...~} 7!'

F<mtc: A . Girarci, 1JfJ. cii. Fonlt-: A. Girard. "l'· n'l.


·- · - ··- - - -
Questa tahella dimostra assai bene che le probabilità di vi- Bisogna anche rile\'are un quarto ptmto, w l IJ uale ritorne-
r~mo: l'~11r/juagliam:.a davtl11l i nl/11 morle. 1•1 Se ne po~sono in-
dare a calcoli r iguardanti puiodi storici molto l~ntani_ da noi, i dal! for-
dJ<:are d1versi aspetti anche situandosi unic.amente a li\'ello
nitici da Duhlin . Lutka e Spicgelman (Len.l!,ht o/ L t/t') dtmostrann assa1 bene di malattia e di mortalità. Occorre anzitutto tenere presenti
i progressi compiuti da ll'umanità attraverso le:: divr:rsc epudtt: le cause del decesso : sappiamo, art esempio. che gli infortuni
su~ lavoro C~tin v~1lgono_ soprattutto gl i operai pnn1 qualificati
Periodo Luoao
Autore
·del calcolo
Media
(anni)
e 1 ~anovah, e m parttcolare quelli dell'edilizia: e che le ca-
restie e le carenze dovute alla sotto-alimentazione e alla mal-
Inizi dell'et~ del ferro e del
nutrizione riguardano ~oprattutw i paesi del Terw Mnndo.
bronzo . . . . . Grecia Angel 18 Sembra comunque <:he l'inflncm:a sodale sia pi!'t rikvantc.
Inizi dell'era c ristiana . Roma Pearson 22
Medio Evo . . lnJ!.)Iil\erra
Breshiu
Russe!
Halley
33
JJ.S
a tutte le t'tà, per la. m<.>rtali tà esogena amirh(· per q udla
1687-1691 . .
Prima del 17R9 Massachusetts • endogena. (malfnrmaztolll, debolen.a con,genit.a, seuescenza).
New Hampshire Wi~~\esworth 35,5
~~~8-1854 Inghilterra e Nessuno tgnora che la mortalità infantile è pitl elevata nelle
Galle• Farr 40,9
1900-1'102 Stati Unili Glover 49,2 campagne che nelle dttà - lo sct~rto a umenta se pas.~iamo
1946 . . . ' . . . . . . Stati Uniti · Grevi!le 66,7
A~1iunalamo uno del pii:! re-
centi e mi~llorl n sultati r<'·
ai strati: 13 L'espressione è .~lata utilizzata ptr la prima vnlta. a qu~nl o semhra.
l'Hit-1965 . . • . . Svezia 73,6 da L. H~rsch .. L'ini·gqfjt,: df't' anl la mori t/'aJ!rh In ,r/ali.f liqun dr la 1.•ilf1•
dr l'rm.<, Pans 1920. Vedere cRwoc. Lo ;,":.~a/il,; t'n F rrmu. I'~ ris !974.

l~'
))
dalle t.in:'t occidcutali a quelle dcll '.\frica u --· e negli str;lti che se questi ultimi--:- benché la Iom evoluzione proceda nel lo
:.uòotli pt it o;lavorìti . Ma andu: ili quc~ti Gtsi i fauun , u cto.sli stesso senso - no n Sl trova no a identici livdli :
co ntat1o più per la lllonahtà c:.ogc::na che.: per qudla c::ndo)!.~:lla,
onnt: sugg-t· tt ~cc· la st:gu~llle tabella:
Probubi!ùti di vita al IIWIIU' IIIIJ ddlu tW.II'ila
in Ire pani a parlin, dal 1~00. pn ,· n t r;unhi i S<·>si

Sl'nia Gran Brc L1g-n :t Fr ata·ia


Mun.dità ---------- ··-·· ··
Mort a lita infantile
aJulta Intorno al IXIJO :l'.,O 34.0 :-1 1,0
Catq;u ric
Ml~ill •('nli l'S~ i <ll"tJi !:HO 411.0 :~!1.11 :l!J.O
Cla .•sifita 11\(il) -IO.C. ~ 1).1) 4~ .0
\ 'al u n: "i u Clussilica
lli!-ill 47 ,0 4:?,1)
- -- ---- . - - - - · . -·.. ---------·- ------ I!Jtltl ,
..... ....
~ (Ì,$
-1 2.X
-l!i,ì
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. .
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Qu.tdl'i Mtpcrhll i l<i. l 2 l'l:.W !;!),() .r>:,.(i :*- ··..,
l' t oolc>~Ì~>tl l lihcra lc l t,,t; l!H IJ !i'I.Ì <i1.11 !>!J.O
!Ju.tcln i ut .-rtm·,Ji l ~. l
.)
.3 19.'i0 711,11 li!i,:'i fi.1.(i
lll.W)'lliiTllÌ , . . . . . 1,\ ,.'i l l !Jij(/ 71 ,(i W.ll (i~,l)
Opnai qu;dili, :lli t:
Colt il',tton i dio,·u i .
Lt)'Ì opo.:r<ti ,. .
'1."·.4

Op<'rai s pt·ci;lli~zato
-'··'
:2\1. ~
.F unte: Sauvy. L1•s limite.•· di• la vù· lw11wilu·. l'ari s l 'l!il.
S.tlan.tt i ;t~-;rinoli .~ l, i
1\·l.JJlO\·,ol i . 411,:>
. l1 n 'altra forma di iueg-uag·l ìanza n t i abbiamo "ià accl'unato ~

nguarda le c.:acegorie .~o<.io-proft-s,iona li e dutHjul·. di nlltSl'·


gueuza, k das~l sociali. l fatti nu.·_,,j in luce dalla ,,·gttt"lll.t:'
labdla sono aùuastanLa eloqw:nli .
:\hhia mu già visto l'ine~uagli .tlll:t scwndo le età e i se:;si •s
che seml>ra dt pend<:'l'l', mulalts nut l aucl ls, svprattutlu dalle pru-
prict:l spcl.ihr hc ddla SJH'cie umau a (senza perahru trascurare M11rtuliltÌ i11 Franl'ia Ira il I!J.i.i "' il ( 1/. rfJ.
l'inllucuL.a ùei !attori ullturali e sociali). Segnaliamo adcsso Supe r st it i a i li ..t nni per o~ni l.tlOII u• Hi oini d i ;,_., """'

auche l'iueguagliam:a - questa volla quasi uuic.:ameute di ca ·


l. lns~gnanti dd settore publolicu . . .
raucre socio-cullurale e soc.:io-economicu - che divide i paesi Prof~ssi ~,ni libaal i c quadri supaiuri
« sollo·svi l u ppati » ( mona lità pitt devata, soprattutto iubnti- Il. C lero cattuli c11 . . . . . _ _ . .
Tccniri (settore privato) . . . .
le, proba u ilità di vita limitate) dai paesi indmt rial iaati, 1" an-
8
uadr~ ~ nlermed~ (settore pubblico)
Il l. uaùn mtcrm~ÙI (settore pnvatoì . . . . .
H ln Scn cg-:tl l b;mohino su :.! n toll raggiunl{e l'età di :J anni. A l>abr, Capi operai c uperai qualifì~ati {sl'tlorc pubbli co)
k l""~i !. i li ta 1li v ita w nu d i hO anni . c:ontro i 3~ ddla sa vana. Coltivat uri di retti . . . . . .
1.~ :'\,·~: li !-~ tali U niti lu s<'a rlol i: 1ii vltu anui poiché la probabi lità di vita Impiegati (settore pubblico) . . . . .
i: di bi; .111ni c li tnt·si pa ~: l i u u tlltnl c di H anni c l mese p er le clomnc. Imprenditori ddl'imlustria c del cum mcrcio
:\d C.c n~J:t ,;-l i ut•noi no pmsouu •IH:rare di \'ivcrc li!i anni c: l n1t:se c le Impiegali (~etturc privato) . . . . . . .
cloolln<· ; :, _; ; in t; iappum :. rispcttivamc:nt<: li.L~ c !iC., I: in Belg io ti7.1i c i'I.!J; IV. ~pe~ai sp~cializzati (~cttor<: pultb l ico) .
nc:lb (; n lllania fctl<:rak ti7.ì c 'H.'l : in Italia <.i!ì,--1 e H; n d Lu5scmLurgu Cap t operac ( operai qu alificati {scltcm: privato)
liS,/ ,: 7--1.!1; in Sviu.:r~ iiU ,. 7.'!.~1; in (;rcd a 7U,ì e 74.4. Operai _S Fcia lizzati (settore privato) . .
lb L;t m;t)j!;Ì nr pao ,,. elci pa<·si africani c asi;lll•i prt·scnl;_cno Ull:L p n•il:t - Salartatl agrl(·ul i
V. Manov;~l i . . .
hilità di vita ~tlll'<Jra uggi inl'ninrc ai Hl a.nn i. In lntli" c"a i: di -~l anni
c !J mni pcr ,d i uo!llini c di 40 :.nni c (i m esi per le rhmn~ (condizioni diffi. Complessivam(nfl'
(ili t!i m :.tcrui t :J). \'icn·nsa gli S\' cd csi Jhlsso no spaarc tlì vivere ì l a nni
c: s llh:s i t: i :"ut'\''-·gcsi 7!• anu1 c~) nu:si. S·J leJU~J bazniuni l'l.~ na~t 1)1\0 :.:. S.h: ~ont~ : G . Calo! c M. Febvey, La nwrlalilt: diffhc·lll idlc· .<uivanl /,· m ilù·u
dcl l 'l:.Juat<~r c. ~~ scrnnd;~ dci l•tng-hi 110.: lllltol io n n da ">Il a l.',U ~ntro il primo waal, m " ttudcs et conjonctures •. Il , l'lli.r, .
~1u1u di \'Ìta.

1 55
A 60 anni si osservano, nella distribuzione di questa c ge-
rarchia :. d elle mortalità, quattro gruppi: Categorie
Probabilità rli vita Suptrsli1 i
« Il primo, a longevità piu elevata, comprende gli insegnan- socio- profcssi.,nali ---- -- -·---- a i .) :-nn i 11 •.,.
a 35 anni a 60 anni viventi a :t-.
ti, il clem cattolico (singolarmente vicini l'uno all'altro), le
professioni liberali, i quadri superiori e i tecnìcì, con 18,6-
17,4 anni di probabilità di vita. Nel secondo gruppo si tro- Insegnanti (settore pubblico) 40.11 1M :lì2.
Professioni liberali . . .
vano i quadri intermedi del settore pubblico e privato, g li Quadri superiori 40,.'1 t:U
o~rai qualificati (settore pubblico), gli impiegati (settore Clero cattolico . 39.2 17,4
pnvato), i commen:ianti e gli· artigiani con 17,2-16 ,9 anni di Quadri intermed i (settore
pubblico . . . . . . !Jil.9 17.0 5flì
probabilità di vita. Nel terzo gli impiegati (settore pubblico), Tecnici (settore privato) . . .'19.2 J 7.~ 517
i capi operai. gli agricoltori e gli operai specializzati (settore Quadri intermedi {settore: pri-
vato) 17.2 490
pubblico), per i quali le probabilità di vita a 60 anni oscillano Operai qualificati (settore
tra i lfi,4 anni e i 15.9 anni. L"ultimo gruppo, nettamente di- pubblico) 38,2 l i .O 4111
stinto dagli altri perché le probabilità di vita si trovano al di Capi operai (settore: privato) 37.6 16,.~ 4:.9
Agricoltori . . . . . . 37.2 16.0 443
sotto dei Li anni, comprende gli operai qualificati e speda- Impiegati (settore privato) 3 7,7 17.0 46.1
Jizzati (settore privato), i salariati agricoli e i manovali. Si Commercianti, artigiani . !31.6 1(\.9 4(ì4
Impiegati {settore pubblico) 37,3 16.4 4.>0
osserverà che lo scarto nelle probabilità di vita a 60 anni tra Operai specializzati (settore
chi è più e chi è meno favorito è di 3,9 anni; a titolo di con- pubblico) . . . . . . . 36.3 1!5.9 417
fronto rimrdiamo c:h "csso era. nel periodo 1955-'65, di 3,H anni Operai qualificati (settore pri-
vato) 35,2 14.9 .~74
per i francesi dci due se~si. » 17 Operai specializzati (settore
'!'Je deriva ch e: un insegnante di :!5 anni ha n
probabilità privato)·
Salariati agricoli . .
34,9
34.9
l !i.O
14,9
su 100 di arrivare ai iO anni, mentTe un manovale ne ha sol- Manovali 3B 14.7
tanto :iO. O anr he <:he la mortalità di un manovale di 35 anni Popolazione ma3Chile 36.0 15.9
c:on-isponde a quella di un insegnante di 47 anni, mentre un
insegnante in pensione di 70 anni ha la stessa mortalità di un
-----------------·----- --- _
.. . ..

Fonte:: G. Desplanques, A 35 ans /es irutilrllf'llrs nn( pnrorf' 41 am rì


manovale di (i2 anni. Si pub porre il problema anche diversa- viure, !Rs manoeuvreJ, 34 ans seulement. • F.w. et Statist. " · 49. 1973.
mente, sonolineando le probabilità di vita a 35 anni e a 60
anni e tenendo presente il n u mero dei superstiti a 75 anni su
ogni l 000 soggetti dì :~!i anni, come nella tabella alla pagina sa). In compenso, la lesione vascolare cerebrale provoc:t un
seguente. decesso su tredici fra gli insegnanti contro uno su venti t r a
La variante socio-economica come fattore di mortalità dif- i manovali. La cirrosi epatica colpisce i manovali .~clte volte
Ferenziale appare dunque evidente; il quoziente di mortalità di piu degli operai specializzati.1s Se poi consideriamo la città
a 3 5 armi varia per esempio da l l l 000 a 3,5l l 000 passando di Parigi, nel 1960 e nel 1964 i morti peT tubercolosi e per
dai quadri superiori e dalle professioni liberali ai manovali.
Anche il fattore «cause di morte » merita di venir preso in 18 € stato segnalato che • l'assieme ddle cause di decesso in forte corre·
considerazione. Tra i 45 e i 54 anni più di un decesso su sette !azione con l 'alcoolismo rappresenta da un terzo a un quarto dei dcces•i
per i quadri intermedi. tecnici, impiegati di ufficio. per rag~iungerc o su-
proviene tra i manovali (che hanno, con gli operai agricoli, perare: la metà tra i salariati agricoli e i manovali • . G. Calut e M. Fehvcy.
il record dei suicidi) dall'alcoolìsmo, che invece incide per uno La mortalité différentìel/e mivant le milicu Jocial. in « E:tudes ~t Conì(>nf·
a sedici tra gli insegnanti (la cui mortalità è tre volte più bas- tures •, Il, novembre 1965. Le malattie da • civiltà • (tumori maligni.
soprattutto lesioni vascolari cerebrali, malattie delle: wrunarie. trnmh,,,;).
ignorate: o rare in Africa, colpiscono senza notevo li differenze tutte le cate-
17 P . Lnn~onc. L'im:galit; dt·vrmt lu mort, • Popu\. et sodétfs •, 64, gorie profusionali, con una recrudescenza non trascu rabil e. perh, tra i
dic. 1973. quadri supc:tiori {malattie dei PoG).

J57
;d, u<>li"nLo lurono lo O,\ ', nel '\.VI circondario. borghese, con-
l
"l~J~IIP!P uou
u
tro rÌ'IWilÌ\~lll:cnlc lo o.:l e lo O..'l ' , lll"l X\'lll, qua!ilicuo. pn
lnt<Jtli u!<HÌÙ. (U!lll' prnletario. 1 ' \'aie la pcua dì ~ottolin~::are
.JsncJ
~sn-cJ

.unv g:L;, i
<hl' malall i e c mortalità colpiscono di pii t chi lavora uel set- ..-t'l 01"") t - . . \'": •-"": --
....... ,..i
"'""": :;r:

lolc privato :lll:.tiché in quello pubblico (condizioni difhcili "''" ~ :i. ~ ~g 7~ :~ ;-~ ;. ....,.. """" ~
l'i'l
..;,'-T

1\i assllmiotle, mag)..(iori dillicoltà di carriera). l.a tabella della


g
0'. lr-" ~
pag·ina segueutc i.: assai significativa. 01"')
...... ·:r
IY":: or;
l ....
r. ~
l ~,
~~

!\h la dìlferema di reddito non è il solo fattore responsabile


d. i questa mortalità di tferenziale: « né gli insegnanti né i l!)l:l p.ll!.l
mcmhri d l'l clero sono dei privileg·iati della sorre: i coltivatori ..,. "!llqq-~;
•-"",
<liretti, i commen ianti e gli artigiani a tìO anni hanno una
;~p:Jf!-'J-l.l
prohahi lità di vita (Ili e lfì,fl anni) inferiore a quella degli ~ll~(IUSl:A .:JU<l ! ~;l"}
opnai qualiftcHi, rispetto ai quali dispongono di un reddito
superiore. Dci fattori pitl , culturali> -come il livello di in-
l'mmazione (' la rapadtà di prevenzione. variabili a seconda
dq,;-li ambienti sociali (si è visto uep;li Stati llniti il ruolo
importante dt:i livdli di studio) - influiscono profondamen- 0 ;41 c: r:"! '-1" ..-:"1 ~ ... . ~"':"~
.r..
te su!lt• perceutual i. r danni dell'alcoohsmo. sia direui sia per ~. -· ~~ ~·
-:;.;" ./'
1":'1 --:-' • '
........ 4
-=~ ...,. <;l":

la mnrtalit:t indotta dovuta all'alcoolismo e agli eccessi di al-


ruol. giocano qui uu ruolo i m porta me. M a bisogna anche ag-
).!;Ì tmg-cre cb c Lt koolismo è spesso una scappatoia da una vita
senza orÌlll~nte e senza speranza ».z;1 l.'alfennare, così t:ome
è vero, rhe le diUeremc tendono a ~-idursi e che il ventaglio
ddla Iom di:-.pcrsione si va restringendo non vuoi dire però
che h: iueguaglianze non siano ancora molto sensibili e scan-
dalose. l.a tabdla d1e proponiamo riguarda la mortalità infan-
tile (nali'lq.(ittimati) in Francia per le generazioni 1950-1951
."'
·.;::
-~

-~
l 'J Qu•·sL;, in<'gu;q;l i;mz:l scrondo circondari parigini rin·hi e poveri
~ ~ - ~ ~ ~ ~ V• -· ~~ cC'f &.~ l-.. ~
non ris;ak ,,,j og~-:i:
- ---· - - - - - - - ~----· _,_ .------ - ·---

Ta>Si di mortali<'~, çorretti


per 1000 abi\anli Percentuale
di calo
Cir~..·onùari
(%)
\817 18~(1

·--·· ---·--------
AJ.d.-ti (I. 11. Ili, IV) .. 24,9 18.2 27
M~dt lV, "t'l 1 vn, x.Xl) • • • 21.3 25.1 8
Po,.·crl ('VIli, IX, Xli) . 36,5 33,7 8
- - - - - - · · ----
1-'onu..:: E. Vedrcnnc-Villencuvc. L"int1lUlill Jooc:;al~ devant la mort dons 1.::~ pr,miirr
moi1ii- d~ XIX t .ùi'·d~. G: Populatj.on ~. 4. 1961.

~IJ P. l.onj.;<>nc. ofJ. cit., J')73, p. 3.


e 1959-1960, secondo la categoria socio-prof~ionale del dipendono dalle differenze socio-economiche (paesi ricC'hi do·
padre. minanti / paesi poveri dominati ; classi ricche do minantifcla.ssi
povere dominate). 11 caso dei lavoratori stranieri suscita indi-
D iminuzione gnazione : essi costituiscono delle isole di povertà morale. fì.
1950- 1951 ~ica c materiale che sono a ltrettante fonti di vergogna per le
in ' /•
società r icche che li sfruttano. Si pu{) dunque concludere di-
Industriali, quadri supero nn. p n>ft li· cendo che « siamo ancora ben lontani dalla scomparsa della
lioni intellettuali 23, 1 l 1{,0 44
Professioni liberali l !l.l 1.~.3 30
mo rtalità ~ociale. apparsa come fenomeno agli inizi <lell'indtt·
Quadri intermedi e tecnici 2:;,7 14.3 H ~trializzazione ».12
Insegnanti . . . . . 21i.:\ 14,!i 45
Quadri intermedi amminis trativi c
impiegati 17_9 40 L'ultima caratteristica d ella ~ocietà contemporanea è il suo
30.0
Artigian i c commerci;mti .~:;,'l 19.0 46 invecchiamPnlo demngmfiro che rappresenterehl>r, si dice.
Coltivatori (diretti e salariati a,r:ai- il prez.zo del pro!Vesso. La proporzione tra le diverse p;ene·
coli) 44.9 2!>.!1 43
Operai 4~.7 24,9 49 razioni viven ti nello stesso periodo si è infatti modificata :
di cui manovali (iJ.i 35.2 H c quella dei giovani è diminuita, quella dei vecchi è aumen·
minatori K0,4 .~4.7 '17
T otale: H. l 22.4 41\ tata con lUI movimento a bilancia centrato sulla proporzìnnr
degli adulti divenuta assai più stabile ,._lJ La causa non è da
Fonte:: M. Cro~e . L11 morlulitl irt/rmtilt· •·n Frano· tt•f,n lr mì/Ìr'll .wrird. impntar~i al prolungamento medio clelia vira né alla Gtdttta
Congrh internatiuoal d e la JW)ltdation. Ottawa. 21-26 agostu Hlfì.~. Liì:gc del tasso di mortalità 14 ma alla ridmionc della fec,ndità: l'e-
1964. pp. 263- 2!16.
sempio d el (;iappone è a questo proposito signift(';'ltivo : è
come $e i giovani fossero ~lati sostituiti dai vecchi~ (~li effetti
t incontestahile che, nell'inten:allo di questi dieci anni, il della nuova situa7)one- a parte i problemi relativi alla pro-
ritmo di diminuzione si dimostra sensibilmente analogo per duttività, al costo della vecchiaia (pension i, cu re. o~pi1i) c alle
tutti i gruppi. cioè tra il 40 e il 49 %. tranne che per le profes- possibilità creative (meno sviluppate nel vecchio) - sono stati
sioni liberali, :lO 0;{,, che in partema registravano il tasso più me~~i assai henc in luce da J. Fourastié : ".-\Ila fine del X\'11
basso e per i minato ri che. con il 57 lj'0 , registravano il tasso secolo la vita di un tipico padre eli famiglia. sposato per la pri -
piil elevato. La tenden1.a generale alla diminuzione si accom- ma vo lta a '27 anni . po teva essere s(:hematizzata <·ome !'eg uc :
pagna ad una r iduzio ne delle differenze fra gli estremi che nato in una famiglia di 5 figli, ne aveva visti solo la metà arri-
passano da l a 4 a meno di l a j, Ma chi potrebbe pretendere vare all'età cii J!) anni: aveva anche lui 5 figli ... di cui solo '2
che si tratti di ('guagliam.a? Non si possono mettere sullo stes- o ~ vivi al momento della sua mo rte.
so piano le ineguagliauze « naturali » - come quelle dell 'età .. Quest'uomo. che viveva in media fino ai ;i~ anni.. .. ha visto
e del sesso benché anche a questo livello il ruolo d elle condi- co~i morire nella sua famig lia diretta (senza parlart· deg'li 1.ii.
zioni di vita non sia per niente trascurabile 21 - e quelle che nipoti e cugini consanguinei) una media di !l pcr~one. tra
22 R. Pressai. fi/J. cir.. p . .S.S.
~l 1.~ ma.l(ljÌO~ m nrtalità d ~gli. ur1mini è '!"a c~ra~t.cri~~ic.~ tipica delle 2g A. G ìrard . In Franc ia, intorno al 17S9, si contavano il (Ì "i• di scs-
s<•ctetà mdustnah : la d onna v1 VI VC rla 6 a r anm plU dd l twmo. mentre santenni; oggi t•ssi ammontano al 1 .~ Oio c presto arriveranno ,, l 20 °/o. N et
le si aftribui~cc, come compone nte bioln~ica. un vantaggi o femminile di 2 197$ la Francia conterà 25 per~one anziane su 100 adulti se l'età di d emar-
anni! • cazione è di li!; anni c .~8 ~c: è di f)IJ. Nel l'l~U, ci saranno ultrc 7..'> 00.000
I n Francia. il rappMio unmo/dnnna va prati.camentc da 1/ 1 a 66 anm: persone con piÌl di 75 anni, di cui !1.000.000 al di sopra dci 9.'> anni.
1.05.'i.Ifi0 uomini. 1.!11 Uf>O donne (da 65 a fì<l anni). 24 In realt:\ la diminuzione della mortalità ha avuto uo'inllucnza limi-
P;ma 01 1/3 dopo gli R:S anni : 1'21!.340 uomini. 336.1100 donne (da !\4 tata sulle ~trulturc Jdlot popolazi<lnc; c.. .a si tradu~c p iutt<>s to in un ~ua­
a 94 anni). da,;no el i vi te umane a tutte le età. ( On una luro imp..rt;~nza Tl'l.ttiv:t q u~~ i
Supera il terzo a 9S ~ nni c oltre: 4.21ì0 uomini. 14.~~0 d<tnne. coAiantc.
cui uno solo dei nonni (v;li altri tre erano mo ni prima della della mortalità, non c'è piit bisogno di mettere al mondo tanti
~ ua Jta:.l·ila), i dm· ~~·n itot·i c tre dei suoi fi~li . ligli per avere la possibilità di nmscrvarne v ivi almeno 2 u :~ :
.« O ggi ... l:t !\Ìl\laziune tipi<·a di un uomn di :-,o anni i: la se- d'altra parte il r incaro d el ('ostu della vita c il prolungamento
g m ·m(' : tl.lto in una tamiglia d i :~ lig-li. ha sposato a 2f) anni rlegl i sturli spingono, per ragioni enm mnidte, a frenare le na·
1111,1 rag.rua di ~-1. scitc. Nello stesso !lenso agisce anche la ridu:tione dc:ll'intluema
" Cii un it·i lutti rig uanlatw i <lllatlru nonn1. E fiiiC!\t'uomo delle credenze religio.st:. Al limite si deve temere - com'i: forse
di ;,o aun i ha inolrre nna po:.-.ihilitit Mt dm• 1li vivt!re ancora H nso che minaccia il (;iapp<lne - che una popolazinnt' t rop-
piiJ di ~li élllllÌ . po vecchia veda abbas~r~i peri w l n~1mentc il proprio tasso d i
" Ieri. in tllt ca.;o su clut:. l:lmon" dci ft~li n ei primi anni 1li n ar.alità : 26 un popolo tropp<~ vecchio uun è forse un popolo
' ir:t li l.tf t:\ a .. pari re p r ima del loro paclrt', mcnlt'(' la metà che muore ?
<kgli .tltri lip,li Vt'dt·va mm·ire il pmprio padn• pt·ima di es.o;rre lu breve, « l'avo non è: piìa un'eccezione, un essere mira-
di vcnlat i lllòl)!.giort·mti . L'età medi ~t d ci figli alla morte dd co losamente dimenticato òalla morte e che si venera,» ci dice
primo tki lorr, ~t·ni tor i l'Ll rli l·l anni. Domani. il figlio • tipi- A. ( ; irard ." Nel seno rlella famigli:t .~ono nmtemporaneamenlc
co. a\T;'• .~,:, o ()() ;umi al momcnto della morH· dd padre: il presenti tre generazioni successive. " Ndl'cc.:onomia, i pen.<>io-
l'o udo t•n·di t a rio dd patri m o n io !ami l i art' resterà quasi costa n· nati rischiano di dive marc:- numerosi qualllo la popolazione
lt'lllt:llle di proprietà di uomini c donne al eli sopra etei GO attiva, e inoltre il potere resta a lungo n elle mani dt~gli an-
a11n i: circa la metà dd k rìccht·zze priva t e rli una nazione sarà ziani. " Da questi p()(:hi tratti si può misurart' il mnsiderevole
li l' Ili' Jllall i di \'t'Cc h i di piì1 di 70 anni. » !.; carnbiameuro intervenuto in molte caratteristiche della vita so-
l .'antorc sotro!iut•a inoltre che IH'l passaw ~li uomini di ~.i· ciale n egli ultimi due sccnli comt' conscguema della diminu-
;",<J anni « slipul:n ·:uw unioni dw n:nivano im.e rrolle solo cl:tl· zione rlella mortalità. Oggi ogni bambiuo, o quasi. ha ciavanti
la nwnt·. m a che duravano in media me11o di venr'auni. 0Agi a sé una , vita hio!ov;icamenL<' completa •. ro11 l'inl'a11z.ia, l'a·
i ~ioYani ... s'impeguan o ancora, in linea di principio, pe r tutta dulescenza, la maturità e la vecch iaia, mentre in altre epoche
la v ila : 111a iu qu<'Slll caso p<'r 1.in·a t in(1uant'anni ,. . L'aumen- unà sorte del genere era risnvata ad t•!\igue minora1ne. •
to dd tas~o di divoni potn:hhe trovare <pti llll<l d elle proprie Ciù comporta probabilmeme la nen.~o;ità cti una deontolo-
r:t~ioni . :\nche lo ~)'t'Zll' lt amemo della diM:endenza familiare gia ch e A. Girard ha messo assai bene in evidc:IIL:t : « La so-
, emhra ÌtH.·\·itahilc· e rischia di comportare. come verlremo pi ì1 pravvivenza e lo svolgim e nto di tutta una (arri era n o n scmo
:tvanti, l'abbandono c l'<lccantonamen to dt'i ven:hi. Le conse- piia il risulr.ato di un qualche ca.so benefico, ma una specie di
~ll l'li/C •mila ft•n,tulità o;ono fin troppo note. In F.uropa duran- diritto. I meui di lotta contro la mone conqu i:.tati d al l'uomo
L(' 1'~1 ( ' Xli ~CI'Oln -- COIIH' o~gi in .\ frÌ('a - appena i) !10 °{, gl i impo ngono dei doveri e innanzittllto <tue-Ilo di fare quanto
tl(•i 1wnnaLi a r rivava ;•l l'adole~cet.lZa. OgF,i. data la riduzione gli è possibile per assicurare la sopravvivealla di tulti. L ' indi-

26 D . Smith c D . H ccr (Cu ntrihuted l'apers. Sicinr y C:unf.-reun: . .-\usl ra·


1·, /h la 1•Ì1' / rmlii Ì111111t'llr (Ì la t•ir f'opulat iu n • . lugliu-
l t ' r/w u t·, • lia, 2 1-25 agosto l 967. pp. 2lì-3G) _ç i $un o <'hic:sti. rin•rrcnrlo alla tecnica
s.:llc·mhn· l!l.'o!l. • i·: inuuag iuall ilt·, con il pn>l u n!;Jtn~nlu d i tal..- r:vuluzH mr, della simulazione, quale d oveva c>sl!rc la fc:cundit à nc:ccs$aria JH:rch~ un
1111 .tvvmi r.: in r ui IU!IÌ g-li uom ini sctr..-hla·ru \'ill imc. ~ tllrv limiti 1li età uomo sposato sia sicuro (al 9.'> 0/o) che uno1 d.:i suu i li~li ~11pravviva ultrc il
a l.t.ast;uua ris lrl·tti , d'una sob motbllia. l'usura ... l nt>sl.r i antenati mori- sun 65" aniversari<l. • Cun una probahilità di vita a lla nascita di :w anni.
van<>... fruslrati della rn..-tà ddk loro possibi lit à. Noi •iamn sulla via di occorrerebbe che la ('(>p pia avt:s~c 10.4 nati viven ti: ne bast;mn so>lo .C, •.-'i
sfrutl.trll' fino in fnndn. Fuminnari della vita, ri!(:niamo 11i avere dirillo al cun una probabilità oli vita di 50 anni e soltantu I.!J con 74 anni. In tal
nmtru ljllartu ,]i _,..,.,du. Ma i nostri l'nllq~hi pensr~nn Cl>nfusam enk rhe modu la semplice rircrca della sopravvivenza di un clist'cndcntc masrhin.
nei si al•usi S(' indugiamu a ra~·~iunl{r:rlo. Ln Statn arrivcrit f,,r~e a isti- quando il padre arriva a 65 anni, nun ì: più suffi('Ì(•nte aol a~skumrc. dal<t
fll Ìre 1111 .<ist~ma di <·•nupc nsazioni: risarriml.'nti ai murti prematuri. penali r.· la debole mortalità dci paesi induslriali avanzati , la so! tituzionc intcgrak
za ziunc ai ril ;trdatari. Sart:hl•e solo un nwdn per <:slcnclcre e (odifi<'arc al- delle generazioni; gli stessi c3lrnl i eli llccr c Smith dinw~trano r hc il tasso
n ulo: pr;IIÌdn· già in ,·.,rsu: da una (Mrl<' la !:'iurisprud~ nza inl'ununistìra. netto di riproduzione. •·on l'<Jbicttìvo dc ii;~ sopravvivenza cl ~! fi){lio da noi
dall':tltra la surll· d 1.: viclll' riSl'T\'at a ai Vl'rrhi. ~ (A. Fabrc- Lul'~. La "'"'' a considerato. si $Ì iua tra 2.1 e 0,9 a scrnnda A(' l livello di murtalità. ~ (R.
t-1/llu.~ i . ( i.1llimanl l 1/li(i. p . !l; .) Preuat, op. cii., p. 1)0).
viduo vede invece che gli vengono conferiti una serie di diritti, ta ed esorcizzata grazie all'espressionismo nordico che supera
all'adolescenza e atristruzione, al lavoro e allo svago. alla pen- \ di gran lunga, per < riuscita ,, l'orrore stesso della realtà. Tutte
sione, a tutti i beni che la società gli mette a disposizione. le ci_viltà, .de~l'Oriente come dell'Occidente, sviluppan o modi
Di conseguenza l'individuo rimette alla collettività la cura del- parttcolan dt <onorare i defunti '· Lo straniero può sentirsi
la propria salvaguardia e la difficoltà sta forse in una specie di sconcertato dai riti africani, o asiatici, ma anche dalla freddez-
sostit111ione di responsabilità , .71 za sorridente di un !11neral party delia N uova Inghilterra. Gli
Un cambiamento profondo si è dunque determinato sul uni restano prigionieri di cosmogonie primitive, gli altri di
piano demograhco e continua a svilupparsi. I paesi sottosvilup- un modo di vivere che pretende di uegare la morte. »
pati imboccano la via già percorsa dalle nazioni industrializza- . È f_ac!Ie. per R. Jaulin, contrapporre il sistema sara (Ciad)
te, ma con due differenze: iniziata più tardi, la loro rivoluzio- m cm -~• ass1ste a una presa di possesso dei morti ad opera dei
ne demografica (calo della mortalità) si sta realizzando brusca- v!vi (ai defunti _viene riattribuita l'organizzazione per lignag-
mente anziché lentamente come in Occidente: essa inoltre non giO, terreno, umtà esogame residenziali e di consumo rappre-
si accompagna (o non ancora) a un controllo delle nascite con- sentate dai quartieri) al sistema bari (Amazzonia) in cui gli
comitante, con due conseguenze che la differenziano ulterior- scomparsi non vengono né tesaurizzati né disposti secondo
mente dai paesi industrializzati: da un lato le difficoltà del l~ casate n !e abitazioni. Restando sempre nel quadro delle so-
decollo economico (lake off); dall'altro il uon invecchiamento ctetà «arcaiche »,sì possono distinguere- nm R. Bastide 29 -
della loro popolazione (mantenimento del tasso di natalità). due tipi dì società. Le .~ocietà ad arricchimento progres,çivo del-
Gli effetti di una situazione del genere sull'equilibrio mondo la personalità, in cui si passa dalla condizione, inferiore, di
sviluppato/Terzo mondo cominciano già a farsi sentire. adolescente a quella di adulto, poi di am:Ìilno e infine al gradi-
no piti a_lto di_ antenato e in cui la morte è soltanto una tap-
P~· o~bhg~tona, nell'ascemione dell'uomo: e le sqcietà guer-
b) Morte rappresc,,tata, morte comt~ rappre.~entaz.ione nere m cm, al contrario, la morte più desiderata è quella che
puù colpire in piena adolescc.-nza nel corso di un combatti-
L'analisi del fattore demografico ci l'a intravvedere la ne- mento. Solo il guerriero pu(1 infatti innalzarsi alla condizione
cessità di accordare un posto preponderante al sistema socio- eli immortale: se non muore, la sua condizione sociale potrà
culturale. E in realtà la morte di sé e dell'altro, a volte « fan- sol{? degr~~ars! con il ~;>assare dell'età. Ma anche in queste
tasmatica • e a volte « rappresentata », e il più delle volte sia sonetà mthtan, ad ogm modo, chi muore in un incidente,
fantasmatica che rappresentata, sono inseparabili dal contesto chi è stato ucciso delittuosamente o chi si è dato la morte
socio-eu lturale in cui si esprimono. con il suicidio si trasforma in un'anima vagabonda, che si tro-
va sulla terra per perseguitare i vivi con il suo odio.
l . I pregiudizi culturali Il confronto può anche venire proposto ad un altro livello,
Essi appaiono già al livello dei funerali. « Sarebbe troppo che in questo caso contrappone le civiltà senza macchinismo
facile,» scrive 't\L Cnlin/8 «caratterizzare lo svolgimento iste- alle civiltà tecniche di tipo occidentale. Coloro che si è soliti,
rico delle esequie napoletane, in cui il dolore si manifesta in beninteso a torto, definire come « primitivi » generalmente
modo spettan>lare, con l'intervento di prefiche mercenarie, di non vivono nella paura della morte perché n on attribuisco-
catafalchi monumentali e di carrozze impennacchiate. Là l'an- no, diversamente dall'uomo d'oggi, un molo importante al-
goscia mediterranea si estingue nel gioco: altrove verrà supera- l'individualizzazione della persona. Come sottoli neava giusta-
mente P. L. Landsberg, la loro mentalità partecipatìva impedì-

27 Op. dt.
28 La fflfJTl cl (c.! lni.< humainf'.f, in [,a mnrt et l'fwmmc du xx· tièclr. 29 A traver.< la civiliJatinn. in Lr srm de la mort, • J;:changcs ~, 911.
Pari!. novembre \970. p. 12.
Spes 196.'i. p. I.R
St:t:loro di c: consumare la mo rte ndla categoria della separa- loro dovuto è .c esteriore » e c istituzionalizzato ,. . i': d l'uomo
zione e della derdizio ne ,. .JJ occidentale i de funti, vanamente esorcizzati, si trasformauo in
Ci<'> potrebbe spiegare la solidità dd loro equilibri? psico- anività interiori d d l'uomo o, per usare il liuguaggio de~li
logiw e la rarità delle nevrosi e dei suicidi,31 con~ra.nament~ psichiatri e degli psicuanalìsli, iu famasmi, in « forme osses-
a quanto accade in Occidente. Inoltre, nelle sooeta « areai· si ve dt:ll'incouscio ». Nell'un <:aso abbiamo t lll d ialogo d a cu i
che » la mone non suscita il sentimento di assenza e soprat- l'uomo trae un ~ra nde beneficio: nell'altro, il monologo senza
tutto' d'insostituibilità, dato ch e sono previsti meu.:anism~ ~i fine, sterile, d e bililante. Infine, n elle socic:uì tradizionali il
sostituzÌ<>Ue o di compensazione : adm.ione frequente del crnm- lutto viene rigorosamente codi fica t o (: h111zional izzaLo. (;l i Ila-
nale dlc prende il posto della sua vittima; !.evirato e sororam, luk della Micron esia, una volta fìuiti i funerali, smettono su-
cioè presa in carico della vedova del prop~·w frat:llo q~ando bito di p iangere e di desolarsi. :\icntc di silllik da noi, dove
questi scompare o della sorella della propna m~he se .s' resta nessuno è preparato al suo ruolo di luuo «al tptalt: non si ha
vedovi ; re iru:arnazione parziale o totale, reale o stm~l~ca , che il diritto di pensare in amicipo » : da qui Ltnsietà (fonte di
presentifica il defunto; ruolo più a mpio della fatmgha e. s~: colpevolezza) e l'ossessio ne di nou s\'nlgere ben e il proprio
praHutto d e lla paternità n ominale.. in virtù ~dia ~ uale gh Zll ruolo. c: O ccorre meaere:: iu luce b comraddizione ehc esiste
sono padri c le zie diventano madn ... c: matn~ont fantasma. ~ [Ta l'incoraggiamento alla dipendenza esdusiva e l'assenza del-
per dare una progenitura al d~fu~Ho e di cu1 ~arleremo ptu la tecnica di sostiwzione delle persone n<::l lutto, tra tm sistema
avanti ...J2 Lt:' società industriah VlV<HlO mvece m un quadro che favori sce l'ambivalenza. l'oslilità e la colpevolezza, e l'as-
ristrettu (famiglia nudeare) e il principio di individu.azione ~enza nei riti e nei ruoli di ogni Illez:w di espressione per
rende impossibile o impensabile la so~titu.zione .automa~tca del questi moti afi'ettivi. :\ guesto l'iguardo, molte società sono
defunto, i l dH• provm:a tutta una serte ~~ g;ca.vt trauml. . Ahra meglio organin:ate della uostr;J. Le perso n e: iu lutto,» affer-
d ifferenza capitale : in Africa , per esempw. se. e vero che.' mor~ mano Volkan e \l ichael. " sono le viu ime iuYolonrarie del
ti occupano llll grande posto !lella vita ~~ ~le, U_tt';<'~ta esst
stanno al loro posto - cume dtce R. Basllde 3 - cwe tl culto
nostro sistem a !(O<'iale imp1·evidente. » .u

1 · / .a morir~ ndla st01·ia 11nunw


3U E.u ui .wr /'l·.~t,hir·nc•· d" /u uw.rl. Seui! l!l.'l ~. ~ap. 111. . . . L ' umanità h a r illc:ttuto continuameute sulla morte, sulla
31 Antrc.polu~:i. criminalisti, ps1ch1atn c rnorah5tl "."" mancanu d'. ms~­ sua origine (dai miti negro-africani alla teo logia cristiana essa
stere sui misfatti della società tecniw-ìndustr iale {o d1 consu":lo) sull equ1:
librio ddl'uòiM o:.l'uggi e in partic<>l~re ;u)~'individuo urba~·u~u~o. ~~~}• è dovuta il più delle volte a un errore dell'uomo), sulle sue
Stati Unitì. per csc:mpìu, si registrano ~~ med1a !i~oyoo. tent:~t1vl .d'. ~u1 ~1?u! cause immediate::, su l suo significato, sulle s ue modalità e sulle
J.ll'annu. In qud paese, {be illcun1 CIIOSlderanu pnVlkg1ato, la ~nm•nal1ta e sue: conseguenze. E. Morin 35 ha avuto il g·rande merito di avere
aumcllt:lta dd 1!1 ~!o durante i primi mc>Ì dd l9blj ~al?purta~: al.lu _stesso
pai1odn dell'anno prec..,o:.lente (crescita dd. 2 1 °/o nelle .c•tta d1 pm. d1 2.,1l.tl00 saputo tracdare un ampio afhesco diacronico articolato in tre
ahitanti contru il J:l "l• nelle wne rur<~ll): durante 1! P.n mu. tnmestre clt-1 tempi:
1969 il numero dei furti è aumentato del 17 4/e, mentre: s1 regu.tra.v a, pa~al­
lclamcntc. un aum c:n tu deKii assassini ( 1.) 4/o}. e d<; Ile ~ggn:~~u~m ( l!! •,.)... (;li uomini d elle società arwiche sonn stati iunanzitullo rol-
[l ~ m.:tlc: di vivere:,., u difficoltà ad assicurars• la v1ta dt ogm g10rno (fon!e piti a livel lo di immag inario dalla w magiosità della mone:
di comportam.:nti suicidi di cui alcuni, veramente:, ~ot~cbhcru esser~ cons~ ­ hanno perciò coll(:epito una mo lteplicità di riti per fre::nare
derati sol u cum~ d rammatici <>ppdli di socco rso) e l'ms•curezza quas1 quoti-
diana dell'esistenza (recrudescenn d.ci furti. della c.rimin~!i~à. pau~a. del il contagio suggerito dalla pun-efazione del cadavere e iusieme
domani. ossessione della guerra atomu:a) sare bbero gh scotti mevttab1h del
pn•~:rcsso h:cni ru e dell_'ur,banil~J.zionc:? . . . . .
Viceversa. nelle soneta af ncane trad1uònah, tutto s• svolge • ome s~ .H). Stoetzèl, l'.! icu/t,giu socit1il'. Armando J!/(ì.J , pp. 1L'i-116. L'autore
que~te avessero mo!tiplicatu i mezzi per assicurare la salute mentale dcgl1 sOitolmea a rag ione r he le emuziuni provate durante il lutt o nella n ustra
individui c l'(quilibrio psirhico della collettività.. so.cieta •non si spi<:ganu dunqu.., né per una se mplirc prescrizione sociale.
32 Vedere la parte IV. n~ ~emphcemcnte per un comportamento umanu uni versale. Esse dipendono
33 Rtdigirms <J/tiluines et .<lructure de G'iviliJatiun, « Présence africaine », dalla nu•tra struttura suCÌiile c culturale che agisce: su i nnstri sentimenti • .
tit;, 196H. pp. Hl:Z-105. 35 Op. cit., 19 70.
per favorire i l .pf\~aggio del defunto nel mondo degli spiriti. flitti rifletteranno quelli umani .,. . I doppioni ormai ~patira n­
Ripugnando loro l'idea di una d istruzione d efinitiva e totale, no•. mentre pr~nderà tutto il suo senso la nozione di spirito.
per loro la morte poteva essere solo una morte -rinascita o, in cos1 come- d altra parte - la nozione di anima. l .'immona-
certi ca~i. una morte materica. Da qui ridea che i morti vivono lità autenti~ (spirito) sostituisce ormai l'amortalità (doppio)
altrove rli una vita loro propria, come se fossero vivi. Riasm- e prendono •l VIa, da questo m o mento, le reli~ioni di salvel ·
menctn Frazer, \ 'a léry ~rive: « Da1la Melancsia al ~ladaga~ar, za. Al momento della morte l'anima lascia il corpo. evita i de-
dalla !'\ igeria a Ila Colombia. ogni t ribtt teme, evoca, nutre moni e raggiunge il Paradiso: l'ideale platoniw, la ricerca
o utilina i suoi rlefunti: è in rapporto con loro : attri buisce della salvezza dei Cristian i. la ricerca as..:etica del Nirvana o
loro un ruolo positivo nella vita, li subisce come parassiti, li dell' Uno-Tutto nei sistemi di pemieru orientali illustrano as-
accoglie com e o.o;piti piì1 o meno graditi, presta loro bisogni, sai bene, senza esaurirla, questa tenclent.a.
intt'llZioni. poteri. • (Valéry, J>dfaa à la cmi11te dt:J morls). Infine l'epoca moderna, in tu i l'uomo no11 si last ia piit inva-
l defunti non sono, c.:ome si è spesso preteso, uomini disincar- dere dagli spiriti (e a maggior ragione dai duppi) e non dà più
nati, puri spiriti . Si tratta piuttosto eli doppi o, se si preferi- alcun credito né ai miti né ai riti. Nel nome d ella scienza
sce, cti spettri ciotati eli l'o rma, di fantasmi che usualmente (come in Marx) o forse pitl semplicemente per Sllperarc la
accompagnano il vivo rlurante tutta la sua esistenza, popolan· propria angoscia (come in Nietzsche). egli proclama solenne-
done i svgni, prolungandosi nella sua ombra e con tl potere mente la morte di Dio. 1 progressi delle scieuzc e delle tecni-
di essere una parte del s11o corpo (il sesso, per esempio). Il che, _lo sviluppo dello spirito crìl ko, il dispiegarsi dell'indivi-
Ka egizio, il i{(~11Ì11S romano. il R.r:phai'm ebrain1, il F·r evoli o dualismo e della concorrenza. pretesi da un mondo in cui il
Fravruhi persiano sono in realtà dei vivi invisibili che amano rendimento e il profitto sostitui~c.:onn g li antkhi valori, la·
e odiano, .~otto protettivi o vendicatori, sono sempre molto ~ciao<:' l'in.dividuo solo. La salvezza, se esiste. p u ì1 essere solo
esigenti: e <:cm loro bisogna fare i conti in permanenza . m lUI , cos1 come la morte è la sua morte (·h 'egli de\'e affron .
. Seguono ~li uom ini d elle soci~tà metafisiche nelte <111ali si tare senza l'aiuto di Dio. • A partire dalla sen111da metà del
assiste ad una sc:para1.ione radicale tra vivi e defunti ed allo XIX secolo, com incia una crisi dt'lla morte... Se, dnpo Kant ed
stabilirsi, all' interno del mondo dei morti, della distinzione Hegel, tutto è • detto • sulla morte, tutto ni> t h(' puù venire
tra morti anonimi c grandi morti (o antenati) alcuni dei quali detto sembrerà a lla coscienza in crisi senza alnm rapporti)
accederanno al t itolo d i dei. t. così che l'uomo è giunto a con · con la morte medesima. 11 concetto di morte non i:: la morte.
cepirc l' e~istema di c morti mai nati ,. e di c viventi mai mm:- ed è questo che è terribile... r .a mnne, che rode il proprio
ti • . (~li alliC'na<i superiori diventano in tal modo creaton, concetto, roderà allora anche gli altri concetti, scalurà i punti
immortali. c Nasce coo;ì, dal doppio al dio, passando per il d'appoggio dell'intelletto, rovescerà la verità, annienterà la
morto-antenato-dio, la rlivinità potenziale del morto, ma attra- coscienza. Corroderà la vita stes.~. liberando ed esasperando
verso tutta una serie di selc1.inni severe che separan o i morti- angosce bruscamente prive di freni. In questo disa~trn d el
antenati e i morti-capi dagl i altri morti. i grandi antenati pensiero, in questa i.mpotenza della ragione davanti alla mor-
dai piccoli antenati e gli dci dai grandi antenati. Nel suo svol- te, l'individualità giocherà le sue ultime risorse : essa cerrherà
gimento la storia del pantheon divino sarà il riHesso della sto- di conoscere la .morte non pitl per via intellettuale ma annu-
ria umana. Dalla società della pesca alle città marittime, dai sandola come una bestia per poter penetrare nella sua tana :
clan agli imperi. gli dd trionfanti - totem antichi dei clan e _ce~cherà di allontanarla appellandosi alle p i li brutali forze
vincitori - diverranno i padroni rlel mondo. Selezionato dal- da Vtta. Questo scontro paniw, in un clima di angoscia, di ne-
la ~ucrra e dalla vittoria, prodotto da molteplici sincretismi vrosi, di nichilismo, assumerà l'aspetto di un'a utentica crisi
successivi, il pantheon unificato degli dei, che raggruppa at· dell'individualità davanti alla morte. Ma quesla crisi dell 'i n -
torno a~li dei maggiori gli dei-clienti e gli dei-vassalli, riflet- dividualità n on può essere · astratta dalla crisi ~enera le del
terà l'unificazione sociale allo stesso moòo in cui i suoi .con- mondo contemporaneo. Se anche supera CJUesta c.ri~i . pr.r le su('

t68
Ì1Hpl ir:viuu i antropologK te
. l r ·lll({"' ."''' d ua· lità .. pt•() venin: a sua
·· nto > pos.sibik
ne pura o deve essere soltanto l'esperie nza in evit:tLile e in-
siem e unica del « mor ire »?... Sono questi, probaoilmeme, i
\ulla :.u pc:rata (anunesso che Vi sta '~u~~ ~ ~n'~. » O ~•n· la
dd l'rohkma ) ~olu nd :.uperamento ddla dL~tsft. . dpplla por principali inter rogativi che l'uo m o si i: po~to nel corso dd
Il )l·t·· Vl:rra. t<>tlorata
. • . pen ·l lé a l 1 uon l' . . . -
e t .t·1·lntata, tempo. « Il tema della me>rte corre lu n go la storia secondo
• 1 ~ .::~ • • . ·J • h pra'l.'il nvo·
l ~ . una curva d te va dall'esterno all' imerno, d a lla fil osofia alla
l ' l., "cl··l l'l'lletv ia J>rau ca del! uo mo » e petc te,· .
• •
. '
· n ~
.1 · •L>L>e che fa rse sa· (•• 1 ;u X ). () •' 1 'il ve< ra 1 o· fenomenologia, da un p roblema a naliZZdto oggeuivamente a
ltll.lllll;ut.l uuu '· JHC . · ·'bT à a rome la n e· un dramma vissuto in teriormente. ~l a nou sarebbe inutile
111. il non ·~~·u :.o non t.:ome una lilla po:o.'l l Il 111 . l
~ . . ' . . . • ·l)' Ili it:lll<Hllt."IHO Sl'll - la couvergema d t lle due vie di apprO<cio per riM:hiarare un
~:llÌIIIIl' t h-Ili' mie pos.~tiJillta,_ ('(.H~l~' 8 qu~ ~l l' l ri ddk III ÌC
avven imc:m o cbt> alla f111e 1.i sottrarrà a ' l uah.ia1.i ch iarim em o,
pt t: po,.,-,ihi le delle m ie pos~lbdt t~ che e a . <t ";~ no ·tra vita
., ., . . . l'·tltl'<lll<k "c: du bbtamo mon re, « ' dato che si entra sempre da soli nella propria mun e e ch e
I K-•~\ • u Jl,t ». ' · • . . · li :, . e J>er- allora ogni barlume di coscieuLa (: ~pento. Poiché l'angoscia
111 111 1) ., St'lho J >~· rd t i· no n v'(: soluzlu m: at S\101 pro> e rm_
• d eterrrnuato 11 dell 'ign o to era insopportauile. le fi losofie t radizional i hanno
l ·. . l ·iu u ilictto .o;tt'~so dei problenu nmant 111 .
• · • • •
..
< Il •1 ..::..•.,.li'
., • • . . . . . n re ti 11 o~tro es:.e· cercato di esorcizzarne l'iru eusità a ll'ettiva cori tutta uua serie
" )· OJ>J>UH: sara nell atto 1 assllt c: .
\ l .· · ·' '
l ( t
~ · · ·à d ·l la morte di spiegazioni rnitiche o razionali. Per con verso le filosofie mo-
J:('·pn-la-mortt• rht: trovc::remo J'aJ~tentt<.:tt· : . at','.~ 's:re aute n-
. .. 'l ··a della vtta uman.l . « . ('-~ .• ', . , fon· derne .in cui prt>domina la fenomenologia, chi udtndosi nel-
l'SJ>I' I IIlt' la ~ll'lllllll ,l S t'S~
l'ambito della l~osciem.a, si identificano co11 la sua angoscia a l
tÌ('o per la lltol'l{' , rioi.: la lil_li~e.:ua d~l\a tempo~~ ~~~~i~t;o-o·er).
(\ .ttlll'llto nascos to della stonuta dcii uo mo »1,.( . dt',.,f">E'ro~ punto da smarrire qualsiasi punto di rife rimento oggettivo
' · · 1· ·t che abbia una q uakhe validità di fronte a Ila ragione. Per q ne-
Il \l'IlO d H', <Jj(~ l !'O )t- puJSIOIH ( '. ITIOI e,.O
\II(OlHTO ·•
.\ . . . . bo)ica
. Tlnu·ttos noli vogliamo attnbmre llll 11\tenzwue sn n . sto motivo llll approccio fi losofico uunplessi vo no n dovrebbe
t ' • ·. . . . . · . 1 · . irano tallto le w>stre osses- trascurare n essuna acquisizio ne storica, !Jllr si t uandosi nel-
a tlllli <JIICI !liiSU'I J:utt.hllll l. te IS_P . . J•JI IHOI'lt:, in
l'ambito di una m eta fisica ddl'essere. D ' a lna pa rte, pro prio
,..ioni che i uostri c·ompo namentl : ~·~ pa_l~r_a \~>il~tà nel fem-
folHlu. i: 1.1 paura per la no stra p top t la ll t C\er~ questa metafisica sembra e!isere iu ~ rado di spi e~are l'ango-
scia de lla m one defin endo il risch io tragico ch e la suscita e
Jo (S F reud ). · · 11 ·, \e d ella scoprendo cnn cii! 1111 su pt:ramento del ht ntont•. » "'
<..o-.1·. , . .· . •
prt )~t t::."t v.llllc.: 111t . .
• ta com prcnstolll' uue eu 11"
.. , . u i tbl teo·
' In un certo senso si pub affermare che: il fi losofo comempo-
. 'l'Il'' .,,··t •.•· ... <j\lt'lla elaborata dal sotggl • po
IliO! li' t..' S < " ' ' • " • • • ' l . ;)
. la l rl
\ o~o . t: O~l-!,1 l . r(). Che:
l \))>!) •
cosa n lll~t:('·"a
n q u c:;t H ttmo. raneo interpreta i problemi ctt'lla mo rte soprattutto c:om e sedi
di un conHitto di idee: .1'7 si po!i.mno infatti individuaTe due
; . / .n nwrft• ill t rllettual m e111t- cu mpresa . ? correnti di pemiero anritetit-he )tt\ pmLlema della morte,
.· . r. ben e o a monre bene
Filu-,olart• ~i~n lftt·a .Jmpararc:: a vne
.
e . . -1· -so- ogmma delle quali 'ne modifica la prnhlematica romantica.
. . . per-la-morte o un es.,c:te-per
l.' tllllllo l' )oollaulo un e~sete· a
. . . tle legata La prima corrente si presenta soliLalllente come un r innova-
pr;r n· •tH'll /.:l~• La lllol LC• si
••
prese! t la come
. una pnvano
. . )' come mento del t rag ico e tende a ll'ateismo: H egd (JJic.:cola e vera
... f 'llllÌlà (materializzaz.tone , COJllf>OSIZIO lle .. ·• mo n e). Freud (pulsione di morte}, Lucan (morte d el padre e
a Ila 11mll.t 111 ~ . . ... t quale con d 121one castrazione), BalaiLle (morte ed erotismo), Sartre (c morire è
la pu n izion e dt un t·t-ro~·c: (o ~ ome~ 1 pe~ca o ce al Niente pri-
di redent.iom:J? conll: llherazto i_H· t.he ~o~~~u r la via travt'rSa
sempre un di piit ») rappresentano a m eravig·lia ctuesta posizio-
ll l· lrdi ·lle (l' t : uu-TIItW hramann:o ), o n ve a, p e Il te ne. La seconda corr e nte tende invece a llo smante lla mento fì.
· · · · -;. tr gna ved ere ne a mor
dt:l!':lll~ost:ia. l'cssema cieli ~.ssere .. ~~o d · l ., pe;. en:t:lleoza?
losnfico del problema d ella morte, sia m ediante la ri fl essione
. . , .. . il Mtstero tnson a )J e · etita (« L'essere stato» come è cmH:epito da ll'amore d el Traiti
b \ (:rua snptlll~.l o .. · . . . limeu to (è stato detto r he
0<-cotTl' parlar~. 111 '-)~·opo~tt<.l.' ·(·! \tal . l l f llimento sogr;et·
nella morte si tde nuhr:wo l asso utezza <_e a l iuttosto 36 R.H ., Ll'J intenog(ttioru fi/d{osophiques. in Errcycl"fiut•dia UniversaliJ,
tin> <' l'assolutel.za dd fallimemo oggetuvo),tto l~<.? 'st>pectlla~io· alla vnce • M orl "• p..~63.
.· ..O· ). 1• li<') essere
di l'i llliO\';trlll.'lliO t mtnl I}~H • ogge o ~· · · 37 Suggerimento di C.B. Clément.

'ì"
des vertus, V. Jankélevitch), sia ~ediant~ la .peri&:as_i ~i un'e~­ schera ». Essa confessa « assai semplicemente tutto il suo piatto
nologia militante (la morte del hnguagg10, l etnoCid!o. m L~vt~ empirismo .,. e fallisce ogni volta che si tratti di definire ... cìù
Strauss o in Jaulin). E indubbio che le forme tradmonall dt che sia empiricamente questo al di là della morte hiologica ,. .
pensiero continuano a sussister~; a~Khe se leggermente J?O· Si devono dunque distinguere nettamente i filo sofi lucidi, per
dificate dal contributo fenomenologtco (Husserl), personahsta i quali no n esiste una prohlcmatica ~ella morte, e quelli che
(Mounier, Maritain, Lacroix), ~sistenziale (_il problema della si t rovano imbrigliati da inthrogativi di carattere duhhio, co-
mia morte: Marcel, Jaspers, Kterkegaard; 11 problema della me per esempio"'dalla coppia morte l immortal~ tà ? H trarl izin-
morte dell'altro: Landsberg) o dai dati scientifici (Rosta n~, nale riferirsi alla morte « no n sarebhe la • trappo la svelata ,
Theilhard de Chardin). Ma non è altrettanto sicuro che espn- così come il riferirsi al lavoro e a l ò esiòerio sarchht> la
mano la specificità della nostra epoca. ~:iò. è ta_nto_ più vero ' trappola occulta , che pennetterehht> all'ord in t· speculativo
quando si consideri che le due_ cor~enll _sopra l'_l~tcate. sono di costituirsi <:ome un discorso di Stato? " ~
all'incirca contemporanee al penodo ~~eu~ la.medtc~na d ~v:an· Rappresentarsi la morte non è solo un viverla in immagine,
guardia - quella che. ricorre ~i trapta~tt d orgam e uttltzza nei nostri sogni, ossessioni, pulsioni, per desiderarla o rifiutar-
i processi di rianimazione - st trova dt fronte ad una nuova la (morte fanta.lmatica). o per integrarlt~ in un sistema fìlosn-
« definizione ,. della morte: l'immagine della morte da un la- fico (morte inlellt>llllalmeule i11le.1a): è anch<· un materia\i7.-
to sparisce nelle_ sue forme terri~canti -~ ~all'altro, dispersa in zarla con frasi, forme, colori, suoni ...
una relativizzaz10ne crescente, st fa ptu mcombente.
Ci si potrebb e chiedere, d'altra parte, ~e il problema_princi: -1 · La morte come immaginr
pale non sia il seguente: qual è la funzione ~ella noz~~ne dt Il tema della morte, di cui st~ppiamo dte posto abhia nei
morte nella costruzic}ne del pensiero speculauvo? O, pw esat- media, si presta inòubbiamente e in modo partico lare ad una
tamente, perché la morte è costan_temente p~esente nel ?iscorso storia dei « sintomi <:ultmali "• per riprendere l'espressione
speculativo e perché, su questo ptano, non e oggetto d1 repres- di Panofsky. 11 In modi diversi, a seconda òei luoghi e delle
sione? F. Chàtelet azzarda un'ipotesi clamorosamente confer: epoche, la morte ha ispiraw gl i artisti: in particolare poeti.
mata da un'analisi approfondita di Platone: s~ l~ filos<?~a St scultori, pittori <-J e musicisti, mentre il cinema e il teatro con-
occupa pii• della morte e me~o di altre _questlont e~pt~tche temporanei le devono piìt di un capolavoro. Sia che si tratti
della stessa importanza (come ti lavo!"o o tl sesso), c ct_ò _d• pen- di ideali1.zazione (l'opera d 'arte, è stato deuo, è un equ ilibrio
de dal fatto ch'essa ha dei conti da regolare con la rehg10ne ». al d i fuo ri del tempo), di e!ipiazion e (si tratta d i eson:iz.z.are
Le coppie di opposti mortéf immortalità., divenirefeter~ità, fi. le proprie pulsioni di morte o d i liherarsi delle proprie ango-
nitezzaf infìnito permettono in realtà alla filosofia « dt usare sce), di presentifìcazione (si l:erca di manten ere presente nd
l'empirico a p roprio profitto», di confiscare _la realt~ ~el _mo· pensiero degli uomini il ricordo delle tatastrofi naturali o
rire per concettualizzarla ed . erigerla a. n~zto?e pnvt~egtata. . quello dei morti illustri). tutto va bene purch é Ja morte pos-
Per la speculazione filosofica il vantaggtO e .~vtden~e: al _fatto sa esprimersi in tutte le forme rlc:ll'armonia: posseduta (bello.
d ella morte cosi interpretato c propone un tmmagme dt rot· solenne), cercata (sublime, drammatico. tragico), per.c;a (comi-
tura ontologica, intellettuale ed affettiva che faci!ita l'operazio· co), o negata (bruttezza). Parlando d e ll'estetìc~ rlella morte
ne di cesura indispensabile per accedere all'or~~ne fìl~sofico ,. in una tési notevole, M. Guiomar ha potuto inventt~ria-
per il quale la morte diventa in qualche modo l ~mmagme stes·
sa 0 meglio c il simulacro della cesura ontolog1ca •: Ma pr~­
3R F. Chatelet. Lu mnrt. Av"nlage.f. Jnconvfni<•nt.r. Test<) inedito.
prio in ciò consistç l'estr~m~ debolezza del pnx:edamento, 1l 39 EHois d'icrmrJ/o.II,Ìe. Galhmard 191iì.
suo c inconveniente» pnnctpale. Operando cos1, la fìlos?fia 40 K. Raeck, giovane pittore tedesc.,. aveva esposto a Pari~i n el set-
tradizionale, c quella del sapere racchiuso nei libri e co.nstde- tembre 1973 (Biennale dei giovani. Mu~eu d'arte mo derna) un an,::nlo di
cìmituo con cadaveri in putrefazione, pie tre tombali slahbrate c radenti
rato come un'istituzione incontestabile e onnipotente, st sma- Jo!lo l'edera e i funghi velenosi.
n· ' 1 ttna -;cric òi t'alr'go·rit· irrml(~diale u ttal.llrali "tributarie si ~ratta ~~i racc~gliere e di segu.irc " alcuni sogni colllempora-
" traduttrici di una semplice con~apevolezza, più o meno pro- ne• tra l1mmagme ancora cosc1ente, de.sta, della morte Maca-
loud;t, d ' nna ;\fo rte in evitabile, riconosc iuta (·ome fatto biolo- bra e le raffigurazioni ripugnanti che provengon o dalle eli
giru o al piì1 come u u 'invisibile astrazioue. senza impeg no della Paura c.olleniva, fino a ll'imprigionamento ouirico nel-
mc1.di~ ico » (i l Crepuscolare, i l Funebre, i l Lugu ùre. l'l nsoli- l'inconscio pers<:'n~~e d~i traumi e dei lransfen poetic i, attra-
to): ddlt- ruft•grn·ir (alllcL~tirht' tlell' Aldilti in c ui« la coscienza vers~ una ~emm~mhzzaz10ne d te diremmo ipuagogù·a, allo sco-
ch e r i vie11e data si arrin:hisce di im magini della Mon e o del po d1 preCisare m tal modo u na cldinizione della .Morte desi-
'>1111 domiu io q uando l'autore si proitttla nell'Altro Mondo o derata,_o di t~na Morte desiderosa dell'oggetto stesso creato co·
1 r a-;lunua in f:tuo artistico i fantasmi flgl\rativi t 110 dd la sua me rafhgur~zwne del~a Mu~te, e dtt.• ha qualtosa, a un 1empo.
visìo ue ddla \lortt' e del suo d o minio » ( il Macabro. il Dia- del s~ppel ltrnento ps•cologtco IH>Uumo c del sogno ad oc.:chi
b(Jiim, il Famastico generalizzato); infine una serie di ratego- aperti •_-43 Cos~ _l 'esteti.{:a <~ella morte c i imruduce in pieno nel
rir ntt'!nfrsidu· (o olllologichf') con le quali ~< l'autore svela nel c_uore ~~q uel~ munagmano t:he !_'antropologia, in una prospet·
suo comportamento di vivo uua visione del nHmclo vincolata tl_va ~tvers~, m~ontrerà. nece.~san.amei~te; e, come !'antropolo-
a riì1 ch'cg·li sarà, r> quanto meno dalla sua COIH't:7.ione dell'Al- gta, l estetica ntrova l et en1a c!JaleUtGI dello scambio \'ita-
dilà o tki rapponì tra la. \'ita e la Morte» (i l Demoniaco. Mort~ an!mato ~a~ ". Husso e ri flu sso della ma[eria unnipresen-
l ' lukn;a le, 1'.\ pocalitti(o ). Insistiamo sul 1'11nebre e sul ma- t~ e d1 ~u& non Cl s.• h~era », per esprimerci cm1 la bella espre.~­
C l bro. Il Funebre esprime pro ba bi l m e nte la nostra ansia in- S10ne d1 J. ~L Le C léz10.44
COI IS<' i a de Ila morlt:. « 1\' el Funebre, la M orte non è né il ri-
fiuto t kii'FvasÌ<llH', n(· la tentazione morbosa ciel Lu~uhre, né 5 · La m.o rte come rapprr•setlla:.ione
Il m.islt'ì'll du: inebria l'lmolilo, né J'orror<> d ella decompo· L'opera d'arte, e_ ci() in parti<:o.larc rig-uarda le ani plasti-
si1.iPllt' ~l ac.tbra, nè una promessa apocalittica dì eternità. F.s- che, offre la morte m spettacolo, s1a a fi n i di edificazione 0 di
s:l ~· il ritorno accettalo alla terra-madre- che reimegrancioci protesta/s sia a fi ni di carattere l llCiicu. .Ma sono soprattutto
nt'l solu dominio t:clliHIBt' a t utto c.:iù che vive ci identifica con
. 43 P. G~i01oa r, (ht rhll' dt· l'il·rrt·; qud ques rtl:IS<jUt·s vivanks et ma t~­
la uo-;tra essen:r.a. » Il Memt'n lo fJI/lvis eL. è funebre e non nels dcs pn:scnces de la Murt d a ns nus hant isc ( •>nl<:m pora im:s. Testo ined il 1
lll:trahro, poiché lestimonia l'obbligo n aturale. logico. ciel ri- H L,:cx~ase matéri~lli!, Gall im:Hc.l 1971. pp. ;!S -;?!}. ' '
to rno. Il ~f acahro si d ifferemia nel sensù <t rhe vuole essere 4.5 .C t sJ nco_rda ~ · colo~u. quas1 21JIIO. d 1e si ~r;mu ò isksi a l suulu a
~anr, un ma.tlln~ dt maggw del 1!17 1, sui grad ini dd Sacr<'-lliur. lungo
IloH i l riconoscimemo di un ciclo con tinuo ma a l contrario l'e- Il Pcr~-l.achal~C, !" ?nu levard Bla n iJUo " a lla lluuc aux c.i l lt-<: duV<'V<IIHI
~press inne eli uua sorta di iato tra la perfezione c\e l vivente e il evocare le, fuctla;~:JOm . . 1 rastrcllanu:nl i. i massa.-r i dd I><>J>olu francese du-
c td:Jvt•n • o lo s{:ht:let ro ;. esso non percorre un c.:ido, ma lo rante_ l~ C<.>munc. • Mt ('Ti\ stat~• chieste~ un dipinto sulla C~omu 11c per u n;1
cs~IZtOnc a Brux~ll<:> .. In scgutlo. ~tud tanclolo. lJUandn sn•pcrsi l'ampiezza
s pl'ZZ:l. La tomba Balhiani, al Louvrc. m esc:ola in una stessa d~ll avvenn~entn {l affiJ?tCZ:ta delle vortualità ri vdatc c l'arnpic7.za del mas-
o p<·ra " la wttura di queslo ciclo n e i suoi due piaui. in c ui si sacro), P.uteJ. valutare fino a .eh~ puntu una pillura-pinura. r;.tcrhius;t ,r.-Jt;,
sua .cnnucc. •n ~n lull_!ru spcnal >z:za t to. nun polr:s.>c, pn la sua slc:ss 01 natura
cotJtLtpponguno il viveme e il cadavere srarnific:aLO. Essa non espnmere qucst. ('SP!•>Sirlllt'. di _vit.:t . di llll>rli, i Inno erh i. la ]o.roo s opravvi ~
d:'t spieg:tzioni: sottopone la nostra ragione acl 1111 a.'isurclo ine- venz.a li~'.' a1 !:"'"n.u nust~t. ~~. o c<:urreva .la stra1la. Allu stn.<" mucln in cui
sorahi !e » _4.2 Quanto al 1\facabro. esso a p pare come una perso- avrco ~hhnal~> d~o cu.lun . uloltz~al la canea dr:mtmatic• dc:i ]uo1g-hi segnati
d~ quet trag1r! cplsuòt ddl~ lntla tra le ,·Jasst: '" smsibilizzaziont· della ro-
nificaziotu: della mone. ?\la il Macabro, in Slrelta connessio- snc~za pubblica nella settimana Jd cenlcnario ,J<,j massarri: infin e J'im-
11(' mn il \lalt>flco, ì.: pnu·pito n ella dupliu? direzione espressa magme dd. C;tdavere. comt immagine multiplkata dei ,·ada,·•·ri (ron il .sow
effett.o reahsttc.u. ~un la gent ~ <'hc vi c.;unminava supr01) r~ins~ritu in una
cla ll 'aflinità !emmillik della Pit>tra e c\dla Donna. In breve. realta (ti metro Charonnc 11 ol houl cva r d 1.\l;tntJUi, nel ginrnn <~nnivcrsario
d dJ~ .Comune) che dava, per intc~~tionc fra tutte qu~ste n >s<'. b parelio>lc:.
la V>S~cme esa,pe~~ta del! nnmmsola dd la rcgrcssi.,ne... eu m \:h be a dichia-
41 p,;,,.;Jwt tfmu• nthhiqru· tlt• la muri. Ln modc.t dr f•rh~nrr. In rare l autore E. l ognon-T~.rncst («Le Mondr: ... :? l d ircmbrc: I'Jì.·~).
,,.,·..,.""'·' im"!Ò'w""· lt· srui/ rlf' I'Au-dt•ltì. Corti 191li. pp. Il sg~. N d IYi:? si tenne ~l Grand Pa lais, per l ! g-iurni. una m ostra d el pii! ore
4~ Of•. r·it. l%7. pp. J.'>i -1·)~. E . Ptgnun-F.rnest rkdH·ata a ll a m cmnr> a dci morti in inr ìd (nti sul Ja,·C>ro.
i mass media ch e vanno presi in considerazione considerando ce scimmiesche di vecchie, corteo i n nero dietro a un carro fu .
l'e5tensione del loro potere. La morte come spettacolo non è nebre,. #l com~ in Cléo ~alle cinque alle sette (A. Varda).
un fatto nuovo : dalle antit:he arene d ove i cristiani subivano Oppure è una nvolta prosstma all'orrore o alla deri~ione, come
il martirio alle carrette rivoluzion arie o alle esecuzion i capi· que lla evocata da Buiiuel : il cadavere d i un bamb ino buttato
tali pubbliche dei nostri giorni. (Sudan, lrak. ...), per non par· ne!Jo scarico pubblico (/ {lgli d ella violenza); le lumache che
!are d ella tauromachia, gli uomin i hanno 5empre amato saziarsi salgon o !òtrisciando lungo le cosce sanguin anti della ragaJ.Zetta
della morte d egli altri. La tèlevisione ha perme55o a milioni stuprata (D iario dì una cameriera); il bimbetto in lacrime
di spettatori di assistere all'a.~sassinio di Kennedy. c Eravamo che_trascina ~n immenso sudario sopra la città appestata (Na·
te le·prescnti. Abbia mo tele·assistito alla tragedia... Vi abbiamo umn). Nel cmema barocco (Losey, Visconti, Ophuls ...) si assi-
tele·partecipato. Non si trattè> di uno spettacolo di mera parte· ste so alla tr iplice decadenza fisica (morte della carne), mentale
cipazione estetit:a. L'assassinio turbava e implicava il m ondo (declino dello spiri to) e sociale (decomposizione dell'ambien-
pol itico ma anche tutti noi in generale. Ci fu però un'altra te) in un ~ondo di ~eve, di pioggia. di burrasca o di fango, in
cosa, e il primo elemento in or<:\ine cronologico fu quest'altra ~no s:cena~to . ~ove tnonfano tal uni tipi di forme (spirali, ova.
(Osa: la morte hrulale di un nmtro prossimo. » t6 Accanto a l~) e m . cut st ~ncon trano sempre scale, orologi, specchi , si in-
<tuesta morte trasmes.~a in / w n immagini (che diremmo per im· SISte su 1 soffi tu e sulle facciate, regnano .la festa e la follia, la
magi11i) si situa la morte « immaginata,.: non si finirebbe più maschera e la menzogna. O si ricorre allo sfruttamento del
se si volessero rkordare tutti quei film 47 che, da vicino o. da sangu e, del sesso, delle pulsioni aggressive (in Arrabal); O, al
lontano, direttamente o indirettamente, hanno per tema la c~ntrario, come in quella straordinaria tragedia ch 'è il film
morte. Il loro potere di suggestione non consiste solo nel sen· dt Bergmar:' Sussurri e grida, è l'immagine di una pietà subli-
timento di pre~enza (immagini di morti, di messa a morte, di me e straztante: Anna, la generosa, culla nel le sue braccia.
riti ... ) ma an(he nel fatto t:he la morte è presentata per mezzo ~aldandola C(~n. il suo seno nudo e greve. Agnese, la ragaz.
di immagini rhe ~>no anche segni: è l'irruzione strana. in un zm~. morta... E s1 potre~bero moltiplicare gli esempiY
quadro s()nt nmo e fantasmatico, di un onirismo che n on per· S1 potrebbe tentare dt abbouare tutta una semiologia d e lla
mette di distinguere la realtà dalla finzione (.~leeping beaHl)' morte, che ci consentirebbe di capire in quale forma la morte·
di H arris): lJuando non preferisca esprimersi in un mondo spettacolo viene data in pasto alla società dei nm~u mi. Bis0 .
(arcerario per mezzo di mo lteplici st:ene di cannibalismo" gnerebbe anche aggiungere, accanto alle immagini pla~tirhe o
perpetrate da morti·viventi dalle facce spaventose (La notte filmiche che sono già state indicate, i fumetti (ci sarebhe molto
dei morti viventi. di G. Ro mero). Oppure è « una città piena da dire su Tarzan l'immortale o sulle produzioni emtico·ne·
di vita ma che la morte marchia con la sua impronta : ma.~che­ crofile tipo Outre.Tombe,52 che ha avuto anch e tirature di
re negre. travestiti da studenti, negozio di pompe funebri. fac- 60.000 est"tllplari !) e, naturalmente, il teatro, la narrativa i..t
poesia... ·
46 1::. Mo ri n, Unf' t Nf.- tra,.Mif' nmhicainr: f aunssinnt d11 Prf.sidc·nt
Ci si impongono, a questo punto. una serie di interrogativi.
Kntnf'dy, .. CommunicatiCins ... 3. p. 77. I.n che ~su~a l~ spettatore si identifica con questo o quel-
47 Film di guc:rr:\, cfi violenza. di terrore o film a te-si. Sappiamo che il l eroe? Dtfficde n spondere, tanto piil che an<:ora non è.· stata
cinemn barorw ( L•J~ey Vis<"unti ...) ha clatu alla morte un nusto di primo fatta nessuna inchiesta in proposi t o . Resta i l fatto d1e t a ltuw
piano. Citiamo ancora Susmrri e grida di Bergman, Cléo da/lf' cinq11e alle
uttc di A. Varda. per citare solo dei capolavori. Ci sono anche, beninteso.
film con intenti scientifici o che per !o meno cucano di esM:re informativi:
Cimrtièrn da n.! fa Fa/ai.fr (.J. Ruuch~. sulla mori~ dogon), La mnr/1.' vi.! t a 49 J. B1•urdin, T élhiné. scheda n. 405.
da/l'ar/Ì.f/a {usA), F~mi'Tali 1rll'aràvru.mm Snr;t.• j O~lllllt'nko. trimatc de/1(1 .'>O P. Pitiot. Cinéma dr. mort. E.<qiiÌJ$1' d'un /,aroquc rinr;matorr,mphiqu('
rhir.•a (Jr/odoSJrt rl Au.flraltn (Austraha). l rcHtuml funrran n<'i monda op. ci t.. 1972. · '
(usA). 51 Vedere. per esempio. Ch. Zimmer. Au cinrmn . • Toi qui m~un ~ ·
411 In particolare in Pa!olini (Porci/r) o in Arrabal (Andrò ram' un ca- Lm~Ìhl' ~t Vir. «La mr>rt •, xrrr. 19fiX, mascgio-,iuKno HHì4. pp. 1ì -ZH. . ·
vflllll (m:=r~).
.>2 Edtlo da Elvtfrance. Pari! xv' .

rn
immagini h a nno un potere di persuasione innegabile. J. R o- affa mati dd Biaha o di Calcuua! 5~ Il fa u o è ch e. do po tutto,
<:hereau soHo li nca, a proposi w dd lihn di C. Ldouch T utla la morte d egli altri ci riguarda solo imlireltamcntc.:;"' l'ahro
una 11ila che.- a l morHcn to d ella setnenza: « Avrà la testa ch e muore (al n ostro posto ma nu n n ecessaria m ente Jl(~r no i)
tagliata ,. . il brivido ì: inevita bile: « L 'effetto, b isogna am- no n è: il "'t.u » ma il " lui »: « La mone <~Ila l\:r za persona
meu n lo, i.: p rodig ioso, solfocautc: si sente l~ man nata su ll~ è la mnrtl' Ìll generale, la mo rle astratta e auo n ima ... , u n up;-
prop ria nuca . Si dice a se stessi ... • ciù. domam. pot reb he capt- getto come l llt altro, che si desnive e analizu... c.: cile rappn:-
tar<." audu: a m t •. » S.l l ln "altra domanda ì: \a s<..--guentc: quale sen t<t il massimo d e l l"og~ettivi tà priva di tra~i cit:"t. » 51 Hiso-
impatto ha n no sopratw no s ui giO\·an i. i lilm d i_ g uerra, d i gna anche ammeuere che, smarrila ndla totalità dt•gli altri
vio l<."tlla. d i assassinì? E ancora n ella rappresentaZione del sa· messaggi d alle origi11i rosi ditwnt:, l'immagi w~ ddla mortc prr-
do-masodlismo b isogn a vedere un incitamento al uimine o un tk considt>rt•volmrnlt• il suo Jmlcrt'. " 1.\·cc<."Sso di ~a tu razion e
mezzo p er r inllLover.e t'orme eli aggn:ssività latente? Vi si cerca d ' i nfor ma~.ion i e di innna~ini da c ui i: miuaceiato il consuma-
!"evasione dalla ban a lità quotidiana. lo sdoppiamento che d à tore, in qualche modo lo anestetizza . Il co n sU JIIO cki m essagp;i
un se nso alle nostre p u h io ui di morte, la catarsi che ò lìb~ra d i morte lo impegna scarsamente e assai d i rado co mporta cmt·
dalle nostre o~scssiuni o una soddisfazione puranu:nte estetica seguc:nzc di rarallere pratin1. " '~ F se (·api1 a allo spettatore
(un bel crimine i: be llo! )? Tanti spettatori, tante risposte, le- televisivo Iii indignarsi davanti alle morti trafo!;irhe ch e gli
gate si;1 alla u atu ra d e llo spetlacolo che a l momclllo della sua ve ngono presentate, molto probabilnwnte h- dimt·ntidwrà non
fruìz ione. J. Pnttl h a caratterizzato assai bene le id(:e-lorza del· a ppena le imniagini saranno snllnparst·.'" Infine. 1111 altro aspet·
la nwne·sÌ)ettacolo. t'·: i nn anzitutto uno .'1/)l'f/w o/o Jn:rm~u~n: to che J. Potei rncrte in evideu1.a: i 111ort i du· r'i 1'1'11!{0110 fatti
l<': ogni g ionlo ci o lfre la sua razione d1 catastroh, <h cntntlll VF.d en• so 1w quasi .\('///p rr lo 11.1 ttllwl i t'olit'/1 i t 'ttlfll ' lli r. « Le e·
t ' di gtterre. di v ite in pericolo, di annunri di morte ... sema sperieuze ricche e miserabili degli uomini d a va nti alla morte.
parlare d ei fìl m t h e pa rlano di morte. Non mam:a cert1~ la tutta la tavolozza dei sentimenti e dell e cn·d t·n:t.<' umane, si
srelta : OJ..\nuno di noi puù sregliersi il tem;t che più ~11 ~~ trasformano in uuo ~peuarolo ptrmant·tHc r rollett j vo estrc-
addice: « i ma.H uwd itt ditrondono i 11 ?;Tande varietà t utta una mamr.ntc vario ma inotfensivn. »:'1 I 11 fo ndo, i.~ n :t t u rale che una
serie di messagv;i di morte tra i quali ogmmo p uò sce~liere <:ivi ltà ch e teme la mo rte e la dispc usa volt•lllie ri . <1 voltt· se ne
secondo le sue p n :feren ze. Ci viene o Herto og ni t ipo di mo rte sazi in modo sad o -masochista (sd o ppiame uto o catarsi) e a
vio lenta. individua le e <·o llettiva : n on c'è atteg-giamento d a- volte la r id uca a un'infor m azio n e che sol leva udlo spettato re
vauti a lla morte c he non venga rlcscritto; si sta h i l iseo no le· una c uriosa mesco lau1.a di ì ndi~nazione. di .~odd isfazione (s i
gam i t ra la m orte e l'amo re-passioue, il denaro. la po litica, la trana d i u n a m o n c, d ata o vissu ta. per procura) ~ di molle
sessual it à. il riso, la fel i<:ità, la paura, la f~ta... ».~ ~ta inol- indifferenza.
t re : J"anLO-spettaeolo ch e t:i si nmcede a st:t:onda d e lle c irc.o~
stanze. d ei propri gusti e d ella p ropria fonnazìo ne, è per d1 .~:> • ... l! falln eli cn·nacot no n vil"IH: con~umatu scn mdn i l ritu n:rimu.
piia cmt.wmalo trau quillamenle in modo iuoffensivo, in con- nia le ridia t ragnlia n1<1 " tavo b . n(•l m l·t rù. <·nn i l caffcb tt c. l murt i della
<·n ,naca. hc1xhé del lutto n:a!i a uiffcn:nt.:~ dci morii dd \COlt ro .-iu: S<>llO si-
dizio ni d i t.:m nodi tà se n on eccellenti almeno di riposo. di non mula t i. su nn peri• più lo n1ani da l lctt nrc d i ljU:ln lc> n on lo sianu i murt i sha-
lavoro, a casa propria. o in una sala oscura, o durante un kcspcarian i dallo spettatore.» (E. M u rin. [ ,",•.•f>r it d11 l l' lll j t.l. op. d i ., p. JS4).
viag-gio in aereo. Curiosa e par:ufmsal e $Ìtuaziouc q Ile Ila del la :'i(i C i si intcrc>>:.t ;olia morte dciLdtro sult ~mt n se lu ;un iamo. n •si r nm<:
n si interessa alla nl,st ra prupria morte sulo ·~ ~i ama ~e sl cs.~ i .
famiglia intenta a m a n g·iare allegramente ·a.ttorno a una tavola .~ 7 V . Jankc levilch, L11 mort. Flamm<triun l 'lfìfi, l'P· 2~ sgg.
hene imbandita m entre il piccolo slhermo diffonde .scene atro· .')Il J. Po tc.-L "''· r il .. p. 15.~.
59 • c;;, rlipcndc .t.J fatto eh~ b qualità d e lhi spcltat'lllo ,·vi t;t e sviri -
ri della ~u erra i n \'ietnam o le immagiu i strazianti d i ha m bi n i lizl;> l.ullc k n•ns<·gucnze prati<:hc <kll;~ parlcCÌIIal Ì(lllc no n ('.i: ri sc hio . .,,·.
i mpe~:nu per il pubblico cht si trova fuori p cri r.o!o c funr i campo. • E .
Morin. Il r ÌIIt "11W ,. l"immaginrnin. Silv;~ l 'lli2. p . l :!':).
.-•.~ • La C r .. ix •. 7 fcbhrai•• l 'Hi!J. (ifl OfJ. t·if ., p . 1:14. Vcdcrt J. Trul"hct. So/t• .w r lo m o l'/ ·'fwt'/atlt• dmts l o
'>4 J. Pr1te l. :'vlm l ,j tmir. mort fÌ , ,,.,.,}"·· Dcsdé~ 1970. p . 1:)1. /itl h a l llrt' frrmf lli .<r· du XVI/' .IÌI;dl'. ~ T o piquc • . 11- 12 . ., 9H.

1 79
L'importanza accordata ai m edia e il ruolo non trascu ra- 111 • l VOLTI DEL MORIRE·: MORTE CONCEPITA E ~tORTE Vl.'iSlJTA
bile che vi svolge la morte riguardano ovviamente ~olo la
t iviltà occidentale. Le esecuzioni ca pitali p ubbliche che 5Ì
svolgon o n ell'Africa n era tradizionale no n solo non sono im-
maginarie o per immagini. m a reali e dunque d 'ordine diverso
(messa a morte satrifìcale; teatralità recitata e vissuta d ei fu-
n erali e dei riti iniziatici). ma hanno anche un'intemìont! o fi.
nalità diverse (ritorno simbo l ico alla violenza fondatrice. tec-
niche di scongiuro contro il dolore n di discono~imento del- Non_solo .la _morte ma anch e il morire è al plurale : per il
la morte... di cui ci si occtiperà a lungo p iù avanti}... ~odo ~~ cm viene concepi~o. i.nn~nzitutto, e poi per il tipo
d1 espenenza che, sempre 10 nfenmento all'ambiente socio-
In questo primo approccio del morire ci si sono presentate culturale,' esso suscita, con delle modalità divene in cui rie-n-
diverse id ee-forza. l nnami t u tto , se
tutti muo iono, n o n tutti tran~ criteri empirici, giuridici, morali o religiosi. P rima di
muoiono a lla stessa età. nello stesso modo. egualitariamente; si esamu~are qua!che aspetto, ~econdo n~i essenziale. di q uesta
delin ea ami un'evoluzione che introduce n e ll'umanità con- plur~htà è.p~ro oppc:muno m ornare su1 problemi della morte
temporanea modificazioni profonde. Analogamen te, attraver- degh uomm1 e deglt oggetti.
so le diverse epoche. il morire ha suscitato una grande varietà
di rappresc:-mazioni, ch e sono alla base- delle diversità di at-
teggiamenti: ma sotto questa diversità c'è un tratto comune: "· uomini, gli oggetti e la morte
a) Gli
pur nm capacità di astrazione ineguali , la morte è sempre sta-
ta oggetto di ri flcs~ione, o eti sistematizzazinn e. M a questa l rapporti degli .u omini e degli oggetti di fronte al m orire
morte c intellettualmcntt.' in tesa ,. no n esclud e la morte c per posson o essere visti' in modi d iversi.
immagini ,. ch e si proiett.1 ~mo fom1a di prodotti art istici. a La p~r~i~a di un. essere caro cambia assai spesso il signifi-
loro volta çondizionati dall'ambiente e dall'epoca; e meno che cato p~t~lttvo degh ~e~ti , .c he d iventano p iù visibili, più
mai la esclude ai giorni no11tri. q.uando la morte per immagini palpa~1 h e a ~olte dens?~' e ancongrui. c È la rivincita degli
è spettacolo tra a ltri spettacoli, messaggio tra altri messaggi. ogg~tu ,,. sost1ene A. Pha1J pe.2 c Non vi è più vita propria. ma
Se abbiamo parlato fi nora delle varietà del morire, lo abbia- la VIta dura. • E S. de Beauvoir,3 ritornancio.in tassì dalla clini-
mo fatto esclusivamente sul piano delle variazion i del suo ca dove sua madre sta morendo, è improvvisamente sorpresa
condizionamento nello spazio e nel tempo.6 1 Ma esiste anche dalla c l ussuosa arroganza di un mondo in tui non <·' (: posto
un'alt ra pluralità, che si 'iitua nel cuore st~so del morire ·e per la morte;. ~a essa stava in agguato dietro q ue lla facciata,
dei modi di viverlo. nel segreto gngtastro delle cliniche, degli ospedali, delle c.:ame-
re chiuse. ·E più non conoscevo altra verità,.,
61 Sc:C!mdo Ph. /\riè~ c~i~lc una pcriodiz.zazionc nella mmle occidentale.
Certi oggetti. come que lli toccati d a vicino dai defunti.
Dal VI al· xn secnlu la mortr tlit·nr addrmrr5licata. i clcfunti sono familiari. a~sumono una dimension e particolare. Ora si tende a sbaraz-
l'uc mo n:~ta p<~dronf della propria morte c que.t.a non interrompe la conti-
nuità dcl!'e~~erc . Tra il xrr sernio e la fine del xv predrJminano l'amore
visccrah: per le l.'e~e. la vulrmtà rfc~~erc c di u~cre di più, il ~emo rlelb .! Da qui le variazioni n ello spazio ina anche: nc:J tempo: • Nell'l'poca tra·-
bingrafia: è !\:foca della mtJrlr' dì ,,,;_ A partire dal xvt secolo il defunto di.Z:Ionalc la mort~ era al centro della vita cosl come: il c imite ro ~i trovava
affar-cina ma i dmite-rn a hhanduna il çwtro delle: città. la m~;~rtc è a un al ce.ntr? _del_ villaggio: • di ceva Fourastié. Ni ente dc! )ttnc re ni gi(lrni
trm(Jo uirina r lontana. rott11ra r wntin11itù. !.11 morte d cl/'nltro, ri fiutata n.ost~1 : ct~•t.cn e defunti ~on? stati . a ll onta.nat i da~l e c ittà c da ll e prcoccupa-
pateti<:amc:ntr:: (luttu rumorn~n. culto del cimitero). caratterizza 'il secolo IIO~t quotldtane. E tuttavra 1 mortr ossesR•onano d n ostro inronscio più che
XIX. O~.~~:i la morii' i imwrlita : rifiuto del lutto. rifi uto dei defunti: l'uomo ma ..
non i: più padrunc: della prnpria morte: c: ci si affida ai professionisti (pompe: 2 Lt tempJ d'un sor1pir, Julliard 1963. pp. 114 sgg.
funch ri , se-rvizi t~n~tl•l"~riri) per or.~~:aniuarc: i diversi riti (testo inedito). ·' Una morte do/ciJ.rima. E inaudi 19i.S, p. i .;; vedere anche p. 711.
zaH c n e a l p i li presto, sia per confermare l'a nnie ntamento d e l licam e nte) g-razie al fatto c h e lo possedia m o, c imroicttaudolo
llto 1to t: liher;u·e l'ag·gressività dd !>uperstite uei suoi con - in un lavoro di lutto. c.:ioi: integ rand o lo in una serie in c ui
l rollli. :-.i a perda l: la loro presenza sottolinea l'assenza do lorosa esM) <lavora. a rapprescmat si n mtiuuanacmc iu ò do <jllt:·
!lt-ll'co;.,crc ;uuato: n e ll e società c arcaic he» accade spesso che sta a~o;enza e il suo ripresentarsi al di f uori di tale assenla, noi
'lllcsta "nimparsa f di!>truzione degli abit i e d~l i u ten sili e a risolviamo l 'avvenimento a n~uS(:ioso ddl'assenza e della m orte
\"ultc dell'abitazion e rlel d e fu n to • siano l'indice e la conse· reak. D a a llo r a, grazie agli o~geui . uoi lau·iamo su noi \tessi,
~lll'llla dc:l Iom carÌCt) eccessivo d 'impurità, relativa all'a no- nella vita quotidia n a, <1uel lavoro di lutto cht- ci con:.cute di
IIIÌa della mone. Ora li si con serva preziosamente (o pietosa- vi\"erc certo n.>gressivam entt•, m a pur sempre di vivere. ,.~ A
llll'lllt:l, cu11 un'illimi tata tenerezza che può arrivare fino al q111.:~to propo))itu l'uomo dellt• socif.•tà arc.:aiche c <JUcllo dd
cu ho dcllt.: tl"ii<lui e.~ « f: noto,» scrive a ncora S. de Beauvoir, mondo ou:identale son o a n cora di vi-;i eia tlll lussato. Entram bi
« il pott·rt" d<:j.;li o){gcui: in loro la vita si pietrifica. piìa presen- çaptauo, è ve ro, una c virtù » nd l"ogKclto. il primo sotto la
te d u· iu qual.o;ia:-.i ~:uu m orllen to »: t: p it'a avan ti conclude: "i: caulione ddl'ancestralità, il secondo ., otto lJtlt:lla della moder-
.inutik prctciiCicl c eli integrare la morte alla vita e d i com· nità tecnica. Ma nel primo caso si tratta ddl ' immag~Ht del Pa-
portar~i in Illudo razionale di fronte a una cosa che non è r a· drt> com e potenza, n el scnmdo di que lla del Padre com e potere
zionalt:: ognuno si tragga d'impin:io come può, nella confu- t valore. Cercare le moda lità proteltivc pit'a p1,tellli ed efficaci
sione dei pro pri Sl'lllime mi » .6 n o n equivale a mettersi alla ri<:en :a di 1111 libro raro o ddl'og-
l'uù (lunquc <.•sislcn:: un fctici~rno degli ogge tti ch e al limite getto unico: og-nuuo lotta f.:ontro la morte a modo suo! In
si tras!unu;ull ) ìu sq .;ui, iu pott'llle rhe si sostituiscono al loro ogni caso i seri limiti alla proprietà privata rìst:omrahili nel-
uso ini~.ial e. C:ìl) ch e in realtà l'uomo' trova negli ogge tti. l'Africa nera (dove il pitl delle voltc è sostituita dall'usufrut-
« tton l: !'assintrai.Ìont: di poter sopravvivere, ma di vivere to), se acnescono probabilme nte il poter e rnagicu d e ll'ogget-
tl'out iwwn:.i ilfHuo~.uo ddlu propria e.sistt: r~za t:olltirwamen le to « feticcio », fanuo anch e d iminuire i l numero di <·oioro c he
.\1'1111/llo 111111 tlludnliltÌ <'idica e controllata c tli Sll jJt:m u : dun- lo possiedono. Solo J'Ou:idente conosce qud tipo d ' uomo par-
lf"': _,im/mlinwl!'nlr l'l'sisln1 ::..a n-alr il CIIi s<,olp;t'-rsi i·rrt:versi- ti<.:olarc ch'è: il co llezion ista. quest ' uom o-morto « <.:he soprav-
hilt• gli .,/uggr. »' Pe n :iù il depresso rea~is<.:e 111alt.' di fronte vive letteralmente a se stesso in una ('Oilezi one <·he, già in q ue-
a ll 'og~t>tto pl·rdul•l·Che-l'abhanduna: egli ne vive la perdita sta vita, lo ripete indefinitamente al di là d ella m o ne. iute-
un po' nella m od aliLà d e ll'ann iem amemu di ~é.4 Poid1é « l'og- graudu la morte sle.~a uella 5t:rie e ur.l ciclo ... Se ogni 'tKgetto.
J!,t' /1() t; nò di t'llt nui fau iamo il Hoslm lullo- nel senso ch'es- per"la su a f unzio ne (pratica, c.:uh urale, sociale), è la m ediazione
.,o rappre:o.l'llla la uostra propria morte ma su~rata (simbo- di 1111 voto esso è a nche. cume termine fra altri del gioco c he
abbiamo appena descriu o. l'esponente di un desiderio, c he è
-1 Il f.,uu <· >Ì>hlll:.ticn se si natta di m<J la mvn<. l'cr esempio tutto cio
r h l: n .:uanl;l il k hluusu vicnc d a to a lle fi_.mmt:. l'ele mento c he fa muovere, sulla catena in fin ita dei sig nificati.
.S V.:dac 1'. Fnli<la. l.u rdiqm· d /,· lruvuil du tlt-uil. i n - Nllt: Rcv. d" la ripetizione o sostituzione inde fi nita di se stessi attraverso la
l'sych;~nal v,.,• • . .!. C:.allimard 11HU.
o,,_ ;
ti it .. t !lì:.. J). !1~. 1':: :~ncura (;. BraS5cns a immaKinar c:. q uando
morte e al di là di essa. lln po' per lo stesso compromesso
<.ent.l , 1:1 nc:,t:d,.:i.t dcll \u.m o d1r si figura d opo la propria mo rte il succcJ- se i sogni h anno la funz ione di assic urare la continuità del
s<>ro: dee si inli l.t Il- sue palltuf~>k fuma la sua pipa, entra tra le lenzuola nd sonno, gli oggeLti assicurano quella .della vita :..'0
lt:Uo tlclla su.t am.1la.
7 J. Baudrillard. li si.ltt'TIW dc·~li uggcttì, Bompiani 1972. p. 125.
H 'l'ra i dcprrssivi c i mclanconici, infatti, la perdita dell'oggetto ~ vis- 9. J. Baudrillard, u/J. cìt., p . 121i. [La tratl. it. è: s ta ta rivis ta d a noi.
~uta f n'<JU<:ntclllcnt.- come annientamento di sé cd equivale a una morte. n.d.t.] .
Vnlerc per cs<·mpi•J il sagg-i o di S Narht e P .C. Racamicr, l.t•.< r:/11/.1 IO Ibidem. [La trad. i t. è stal:l .rivista d:1 n oi. 11.d.t .] Per dimn~trare
di·Jm·.~si/s. iturlc fHyc-luowlytirf/11', rapporto al XXI C()ngresso lnt. di Psi- come la collt!ziunc possa essere un !(i()CO cnn t_. morte (una passione),
.-~,n;disi . Cupcnag h,·n ( t 9.; !1). riprcS<J (açcresciutu) in S. N acht. l. a f>rht•llct: dunque (simbolìcamc:ntc) più forte d~ Ila nwrtc. _ l'autn~" _ricorda . q~csta _s to -
d u J•.>yt111mllly.Hc, l';tris, J•trr 196.~. çap. IX ria di Tristan Bernard. Un uomo f;11:cva cullc:z wn~ dt fil-(h : kglttJmn. tll c-
" Suno mort o,~ grida l'Arpag<me di Muliè:cc quando gli vtcnc: rubato il gìttimo, adotli\'n, trovatello . ba~tardu... Un giorno li riunisce in ~>c.rasiont
( ufandto! di una fe sta. Q ualcunc> a llora ,~tl i •lire: • Ne m3n<'a uno. • "Quale!,. « ri
Senza ritornare sul problema della morte degli oggetti (di- b) Le form e dd morire
struzione/spreco), occorre dire qualcosa sulle pulsioni improv-
vise che assalgono, ad esempio, alcuni collezionisti diventati . L~ r.lura~ità. delle forme del mori re concepite riuùnda, a
bruscamente iconoclasti.11 Se nella loro raccolta manca un pex- tltoh dsvers1, sta alla rifiession e teorica pura. sia al con tenuto
zo che è impossibile trovare o acquistare, se qualche altro pos· ~i talunc esperienze, come le credem .e popolari. Si impone
siede oggetti più belli e soprattutto più rari, la cui mancanza mnltre con estrema frequenza il riferimento alla durata, al va-
in tal modo svaluta quelli ch'~ssi possiedono, se lì colpisce una lore, alla legalità, all'immaginario o al siÒlholico. Ci sofferme-
delusione particolarmente traumatica, allora questi uomini remo in particolare su dtl(.: aspetti fo n<l;uuentali : l'atto del mo.
cercano nella distruzione della loro collezione il sostituto del rire e il stto sig-nificato ma d limiteremo per i l momento ad
proprio annientamento. C'è in ciò una specie di autolisi c per esaminare solo il primo. 1•
rimpossibilità di non riuscire mai a circoscrivere la morte », N.on .ri~orncremo sui rapporti individtH.>/ specie - o piutto-
secondo l'espressione di J. Baudrillard. 12 E ci si può chiedere se !ito tndtvtduo mortale jspecie inunonale - già esaminati a
la rabbia dei distruttori d'idoli (abbiamo conosciuto, n ell'Afri- proposito della morte biologica o ddla morte nell'animale.
ca n era, missionari che bruciavano gli oggetti del culto animi- l :ind i vidual inazione eccçssi va - uonostante i fatti dì i nevi ta-
sta per insediare. il Cristianesimo e c far morire il vecchio uo- bite socializzazione, sia pure a livdlo eli lingua~gio - l'i spie-
mo » e a ltri che, più accorti ma non menu vandali, li ven- ga, c.·ome ahbiamo già detto, l'os~essiot l e e i l rifiuto dr:unma t i co
devano ai musei europei!) non si àvvicinì, poco o tanto che della liH l l'le del I'Occidenta le, d i ver~a m c mc da quanto a n ·iene
sia, allo squilibrio del duca de la Meilleraye che massacrò a nel Negro-alrìcano. Tultavia vanebbe la pena di rit!ettc-re un
colpi d'ascia le statue ereditate dalla nipote di Mazarino p er- momento sulla distinzione jm/,blir·o .' privato. Don· si llltlore?
ché erano nude. E che dire del gusto per gli oggetti che hanno Da soli o davanti a dii? E ci sono ddk morti pubhlirh t· (f'u.
a che fare da vicino con la morte, come crani,13 corde di · im- cheu che grida davanti al plotone di esec uziotH.:: « lmhccilli.
piccati,14 armi del delitto... ? Fascinazione? Esorcismo? Difficile muoio per voi » )? Qualumo ha detto d l(' nd XVII secolo era
rispondere. Certo è che la pulsione mortifera ossessiona siste- m~Jito pi(t fac~k morire.uobilmcllt<.•, dato dH: ~i mt~riva in puh-
maticamente tali comportamenti. Viceversa, il rispetto ecces- hltco. « Ilo v tsto. " snn·cva ;\·1 ontaign(', « multi mort•nt i a~se­
sivo per l'oggetto, privato della sua funzione (anch'esso d e· diati dà tutte queste p resenze. Tama premura li soffoca »: la
funto nel senso etimologico del termine} può avvicinarsi a quel sua opinione era diversa: 17 " \'iviamo e ridiamo tra i nn-;tri
gusto latente della morte che ossessiona lo schìzofrenioo.15 cari, ma andiamo a morire e a imbronciarc i tra gli t•st r:mci " •
dato che per lui morire è "un atto co11 1111 solo pcrsoUaf,rgio "·
6~lio postumo. • Allora il collezionista impenitente mette incinta la moglie Questo dramma della presenza/ assenza è stato espresso in im-
e si suicida. magini dì una rara intensità nel film dì Hergman S11.H11rri ('
Il Vedere M. Rhcims. op. cit., 1963.
12 j . Baudrillard, op. cit., 1972, p. 128. grida e in quello di M. Pialat, La g11eule OIWC'rlt•. f:: vero che si
1.5 Un celebre studioso ddl'cpilcssia possiede, nel suo stuiJio a Marsi- ptu'l morire da soli davanti agli altri, ed css<>re ricchi di pre-
glia, una straordinaria collezione: di crani naturali, dipinti , incisi, forniti, c:
senze-ricordi nella solitudine!
di teste rattrappite:.
14 • C'è chi c:ollc!iona, come sir Thomas dc Tyrwhitt, corde: di impiccati.
Possedeva quella che venne usata pn impiccare sir Thomas Blunt che. sotto a) l'era morte o pse11do-morte
il regno dd re d'Inghilterra Enrico rv, fu condannato al supplizio dei tra-
ditori, cioe a venire impiccato senza che morte ne segua e ad avere:, da vivo, Nel mondo occidentale questa dicotomia si pone solo a pro-
strappate e bruciate: le interiora. Una notizia biografica accompagnava ogni
corda. ,. M. Rheims, op. cit., P• 49.
15 L'oggetto conservato che-non-serve-a-niente-se-non-ad-esistere puo es- 16 Il pmhlema dd sìgnificatn ~arà trattato nella p;u·tc m . Veder~ l. !.cpp.
sere: considerato un oggetto morto. ~ il caso, per certe casalinghe, della La mori l'l .1c.1 my.1tht•J, Grasse! l Dfi(ì. cap. v.
tavola da pranzo sulla quale non si mangia mai c che, tutt'al più, si fa 11 ~ il caso, in una pro.~pcttiva un po' diversa, di J. -P. Sartrc: • Con la
vedere discbiudendo la porta. Essa è solo uno stupido pretesto per 3po!ve· mia mu~tc lo SRuardo ricll'altm mi fissa nd pass:1to. mi tra•f,nma in ng.
rarc: e Juddarc. ~dtn, m1 c-o'lfìca in qualche modo. Dunque è J.•sai m<"glin murir~ rb wln. ~
jJtJ,ito dci diversi tipi di conta, ed è inutile tornarvi sopra.'' mento di esistenza: c Essa n on appare mai cu111c annienta-
n ·ahr:J p arLt•, n ouostante taluue espr~iuni lenitive (c dor· men to: il termine ku-fva designa a aKhe • lo svc:n imc:n to . ed è
uw "· « 1·ipo:o.a ») :-.appiamo òistingu e re assai bene la morte un fatto t:h e deg li Ndembu mi didtiaranmo piia volte d ·csscre
dal ,,H li ti). ( :(·rtt• il sonno coudi viclc con la morre ringres~o • murti
. • e di essere stati riportati iu vita vrazit: n a un n•~uari wrc
in uua .;pn it.· di twnientamr.11lu (ldla coscie11:;;a e il d o rmiente (c h 11nl111ki). L'espressione d tc forse !lÌ avvi(·ina di p iù a l !.e ttsu
puù aut hc.: sogua rc.: d i mori re,<>di essere morto come n el ., sn· ndemh u è , avere u n a sim:ope , : la nto n e è u11a , sincope '•
9
" I l () a\)( rh i apcni )) di t al uni maiali mcntali } Ma relettruell· un period o di im potenza e di pas~i vi l:, t1·a due monH:nti di vi-
;.,dalt,~• anuna n'glie scic:ntilicalllcllte le differente t ra i due ta.» 21 D 'altra pane. memre il pritl("ipio vitale (il nytinuì dei
~t:u i c ~~~g~ctlÌ\'a mcllte !>.1 ppiamu di avere davanti a no i a lt ri Dogon c dei Bambara del Xfali) è strctWillt:llte legato a l corpo
ri\\ eg li <: a h ri ~01 111 i . C,!ualllo a <p u:ll'orgasmo che viene Spe$SO durante !"esistenza normale, le auilllt' e in pa nit."olart: le anime
d dutito <'ome c piccola morte» g li mam:a, per essere uu·a u- lc::~gere (ani me·m:cc:lli deg li anlropo logi. o111 hrc doppi) pos- 1

tcnt it a mortl·, c il vissuto escatologico ». " Il soggetto com inu a sono sfuggi re - per la bon:a . le narki, ~l i 11n·n .h i. i (·a pcll i -
ad t'~nt· pt-ttctralo dalla couvi ruiune del ritorno immine n(e sia clurame l'assopimemo o il sonn o (dundt· l'all Ì\"ità <ki so~ni
allo ~Ialo di vq~lia e a l dinamismo personale:, e ciò g li rende e la lantast icheria), sia sotto l'intlueu:t,;t di uno di< >t" , di un t rau-
an·e tt;d,ih: o <h-~iderahik l':umientamcuto. Solo la cv nvi11:io11r ma psich iro o dell·a.zione malefica dello ~t regon e (clondc.- lo sve-
dl'//'ir rt'l't' l',,i{,ilt' tlà la dìnu: usionc:: monale autentica.)) !tt C'i: nim(:nto. la ma lattia mentale:, la sostitul i ou~ di auimc estran ee
~tllt h e . h e n i n teso, il gio<.:o d ella m o n e simulata, che si trova al- a quelle personali: per e.~empio i Ton~a (..\l'rira dd Sud)
l:t b.tse <li lilla sni<· di procedimemi teatrali assai noti ((:o m e VÌ\Iono u e l timore d'essere p~)ssc-duti dall e auime cki loro vi<:ini
ira l ' nlprnw, la cotlllllt:dia di Be n .J ouson resa celebre da Ch. t n emici. g·li / .ulit). Lo sveHillle JII o, il "mtw. la catal<·ssi pus·
l>ulliu ) e di c ui i tcall'i dei btHakvards hanno usato c abusato sotlo simulare taluni raraueri dcll:t moJ't(·; ronH· questa, es~i
pt'r lini l udici D <·omit:i . derivano eia una fuga dell"anima o di pi ù .tii Ìill t' (so lo la pc:r-
.\ l a n t l C:\ "' ckll":\frica u cra . pe r esempio, la dislinzio nc: ntanenz.a dc:l principio vitalt- spiega ptrdu.'· il rot po n111tinu:t
pui• '\cuahran: piia sottik. La morte qui si avviciua a lla ma- a respi rare ed è caldo): umu.· (J IInla so11u - allo :-.lesso titolo
l.lttia lli<.'J tt.;tle. a certe forme d i poso;essio~le, allo sveu inae n to cle lia ma lattia meutale - :-.Lat i di :uuuuia (:o.cparaziou e dal
t" a l :.oll llll. Tra gli r\demuu (Zambia) la m6 r te è defi nila come gruppo). sin~olarÌZ1.41HÌ, che rigtianlaun !"individ uo, c dun-
çamhiameuto di condizione sodalc, e insieme come cambia· q ue r appal't:lll<l ; l:Oillt' (}UC:Sta ~~~~· i t :ttlo II('Ì familiari, tranue
quando si u·aui del sonno, a tteR)!.Ì<UIIe tlli d i difesa e reintt·
l ~ !'..~,c.o mn I·.Jr l.cn: <li muri.: su lu ici nwd•• mclaf o rin> a p roposito dci gratioue ciel l"ind iviòuo in seno a l grupp() (conaportame n ti di
vo:tdll dc~l> u~pit.i. <h-gli i nternat i a v ita nelle prigioni o nei man Ìl.•>m i. c a tipo matentc). di rassicurazione, selllimellli <li sollecìwclinc:-).
m.o,.:,:u•r r;1~iunc cl.-1 rmubm;ali a nwr tc in alt<."lia dd r esecuz in ne . O ft~rsc
l!u caso particolare <:i viene offerto dall ' inr ubo, ..:omt: nell"e-
hi•.t.,;ncr.:hh\· piuttusto par lare in Lsli c:~si di murle in attesa. u di m orte
'(uri.tl,· sempio rlegli H a usa {Niger) d esniuo da J. Ro uch. «. L' incubo
l'l l.<t ' ludiu del snpw nei suni r:~ppurli non la 1\lOTic {sngn:trc la mnrlc. è.· !"incontro del biya (anima) w n quak; •sa di te rrificante : il
il '"""' .e ll oihuitu cl.JI i{TU(lpo al ~u~nu ùi morte, sognn l! pn:moni~oone di
nH>rh·) tlt•n t- no ;IÌ ~ta\11 rcalizzatu sistcmati ram~ntc. D. Coupcr ( Ln 111111/1' riS<"hiu è gravissimo, il biya spavcutatu può non fare più ri-
,/,-1/, /aiiiiS:.(Ì II . Einaudi l !lì~} l'i Jà un esempio curioso: • Un uu1nn. un mc· torno. Nell 'i n..:ubo certe forLe dd male, ('om e i t yar/ww m a n .
•lin1. Sll;{llc\ 1'111: sla,·a mustrand •l la slrullura ana!umira della sua le~l:l ad giatori di biya, le a n ime delle d o nne morte di p·anu, i fauta -
1111 );tuppu eli ~turlmti di m•·•lidna. Nel sognu egli si tagliava la testa.
l'ai>P"~~i·"'" ~ul t.:rrc tlu ,. la la!,'liava a mdà. col mum che gli robva lrn- smi di uomini morti per accidente o del itto possono impadro-
t.ITill"lll c !(iÙ dalk na ril'Ì. Slli<-l;(:tVil quincJÌ dellagliatamente }a cunfìgut:l·
tinm· cld t·c·rvcllo ( la sua m~nl c) a ffascina to <: mn piena cuonprensione . Con
.-alm:o. a l l,lnl;w:.ova pui la r ,·~~t a cnn un caldo. !{Ìorosamcnte, c s i addcntrav~ :!1 Vedere V.W. Turncr. Lu rifl.ui{irflfiull do oml f'ur.l dali.< !t• rilud
n>ag·g"iu n nctttc ndla propria murt c. volgendo lo sguardo all'indietro sull~ nd1•mbu, in E. Sr:Hlburey. C. Geertz. F:s.wi.1 tl"ttulluo{l•llo.~i<· rdi~:ir•lt.~ •·· G~i ·
tuta lit :"• d ell a pn>pri;! vita ultimata.» (p. l :l 1). limard 1972, p. Il.~ . Sui rapporti m urte -w mw-t·a t a les~ i n d Jl<'nsil·r•• WÌ C'II·
2U ,1 . (:uil laurnin. Orii(Ìil!' f'l d hw/ ufl/11'1/l!'lll du H'Jtlimf'llf dt· lu mori. in tale . vçdere p~r esempio C. LuT". l.u r•it• f'l la l/tori tlruu '{t'lwlllmJ!. '{H·u.

/ .il 111"11 N ,.,,111111/ (' "" .lo: .<ihlt·. Spcs 19hS. P· 7ti. • Ethn•>psychn logi( •, 1. marzo 197::!, pp. éo!l sg~
nirsi dei b iya incontrati in tal modo: il d ormiente terriijcato detto (egoista o anomico, per dirla con Durkheim) e il sui -
si sveglierà senza anima e morrà pochi giorni più tardi . » 22 cidio a ltruista, o sacrificio? ls Sembra proprio di no. L'esistcn
Incontriamo anche qui quel potere di evasione nell'immagina· za di suicidi collettivi in cui l'imitazione e la pressione snciak
rio imputabile, più che al sincretismo delle nozioni, alla preoc· giocano un ruolo preponderante; la r ecrudescenza del tass11
cupazione di dare sicurezza all'io e al gruppo : la pluralità d e- dei tentativi di suicidio (i~terici) e dei su icidi riusòti (melan-
gli elementi costitutiv i della persona (anim e, forza vitale o conici) nelle società industr iali;211 il fatto ch e tra gli aspira li t i
soffio vitale, principi reincarnati ...) rende più facile una tale suicidi n vi siano soprattutto adolescenti e donne e tra i suicidi
partecipazione. Il che non vuoi dire che il Negro-africano igno- riusciti uomini e adulti maturi; o ancora il fatto che il mas~i ­
ri la m orte autentica. I Buma dello Zaire distinguono l'ogpa mo di suicidi si registri durame i mesi in cui i giorni sono pit'l
nsila (il morire per davvero) dall'ogka-ibtt (il morire per sca- lunghi (festa della vita insopportabile per chi è angosciato)
logna) e anche, diversamente dai Ndembu, dall'ogpa nki (sin· o in occasione di crisi economiche (il pericolo che scuote i l
cope). L'indice della morte autentica è, secondo loro, il m u- gruppo viene in questo caso introiettato), mentre i su icidi son o
z.iem mumatirw (il respiro è tagliato) che precede l'okwak mu- rari d u rante l'in verno o le guerre (il pericolo è esogeno, estra-
ziem ( tirare il flato = re.~pi rare con d ifficoltà). neo al gruppo: ed i:. questo che bisogna difendere); il fatto
che il ~uicidio dell'adolescente voglia t>ssere innamitmto tllla
l1) La morte data e la morte che ci .si dà protesta contro il gruppo e i suoi valori: infine il fatto che no n
Abbiamo parlato a lungo del far morire (morte data/rice- ci si suicidi nello stesso modo nelle diverse tlassi sociali e n elle
vuta) a proposito delle pulsioni mortifere. Ma capita anche diverse professioni (gli artisti assai raramente si fam1o saltart:
che l'uomo si dia la morte (oppure ordini ch e gliela si dia). le cervella: un efebo inglese assai no to preferì spararsi nd-
Suicidio e omicidio sono legati? Bisogna ammettere, con W . l'ano), o a seconda d elle età 28 e d ei sessi ...1'1 sono altrettanti
Stekel che « n essuno si uccide senza avere desideralO la mor-
te dì quakuno? , 2-' O n>n Monelli e Ferri che vi riscontrano 25 E . Durkheim. Il .wiritlirJ. un:T 19fi!l. Vedere anche M. Gorrcix c M .
« dne effetti d 'una stessa (.:ausa che si esprime ora in una for- Zimbacca, e tude mr 1-r suicirlr' . Masson l%!\. N .N .,Suir irlr ,·t mn.<.< mt·dia.
ma ora in un'altra senza peraltro essere in grado di assumerle Ma~son 1!172.
Ci stmo mol ti modi di dar~i la morte: uccidcr~i. farl i urridcrc vnlunla -
entrambe contemporaneamente »,giacché il lluicidio è in qual- . rìam cnte. lascia rsi uccidere. lasciar~i nwrirc (rifiutn .ti •·un·. di nutr i-
che rnoclo un « omicidio modi fi(:atn e attenuato? » 24 M a si de- mento) ... per no n parlare dc:~l i ~trumcnti di mork ut iliT.7.ati: armi da f unrn .
ve veramente porre sullo stesso pian o il suicidio propriamente armi hianr.he (hara-kiri}. imp1ccaginnc. anncgamenl c•. astissia. a pri rsi le vene.
pr~cipitarsi nel vuoto, pro vocare un incidente d'aut n...
2fi Eccn alcune cifre riguardanti la Francia: I!IOO- I'l l4 . da ~ a 9flllll
22 Lr1 rl'iigirm et la ma.r:ir drs Songlmy, P Uf 19611. p. 21i. suicidi all'anno; 1914-191 8. da 4.!ìtì0 a .r,noO: 1919-1'1:'!~. da S a ~ltHlll;
2.3 Vtdere anche S. Freud, Lutto e malinconia. in Metapsicologia, New- I~HO- I!J4 :i , da 4200 .t"-4500; 19·Hi- HJ.i9. da>! a .~~00 : !!J!ì0- !%i. 1la li a iOIIO.
ton CumptPI\ Italiana. 1!;70. Ricordiamo però. con M enninger, che il suicidio 27 Dr. J. Furlos, Ln .<dnr .«>eia/c dr la murt. l'ti iiT unr i1rlrodll( f ion ti
t incluso nr ll'imti nto d'auto- di5truzione. L'atto del sui cidio contiene psico- l'uPfJrodu• praf!.maliquc des t c'ntat ivcs dr .wicidr. Tesi. Lyon l!li4 .
. logic<~mcnt:: il .rl.csidcr:,~ eli u cc~dc:rc e il deside~io d'essere: l!c~i~o e ~i mo- 28 Il tasso di 5uicidio aume nta con l'età (tentativi e suicidi propriamente
rire, che: r1stab1 hscono , legami prorondt tra l auto-aggressJvlla e l etero- detti sono eccezionali prima dei 15 anni) c rag~iung.: il massinl<l nel le clà
aggressività e rappresentano i due a~petti d'uno sttsso problema. più elevate (c non a 40-:'i() an ni cume le çifre asst>lutc indurrt·hhern a
24 Vedere: M. Halbwachs, Ln (att5l'.< du micide. Alcan 1930, pp. 295-!118. credere).
Fine alla fine del XVIll secolo non si parlava di suicidio ma solo d i omicidio 29 Sempre in Francia ( 19fì0 c: 1970) su .'i11110- 6.'H7 suicidi si nmtann
di s~. il che stava a sò ~ni ficare che si trattava di un crimine. Oggi. poiché 2Si3-281.' suicidati. ~f: vero che le dunn~ fallìsçono piÌI spesso.) Conv im:ioni
il suicidio non è piÌI un delitto penale. il lmtativo rli suicidio non vic:n( religiose più profonde, att:~ ccamento più vivo alla vita familiare. potere rli
pcrsc~ui tn dalla leggc. Tuttavia la mutilazione volontaria è. punita dal co- rassegnazione c: di resistenza :~Ile sofferenze pii1 grandi: sonn questi ~("li <tr-
dice militare franc~se del l 'ì{i.'i (Artt. 398-399-400) c: l'aborto c ancora repres· gomcnti che vengono più spt.lso indicati per spiegare il tassn di suicidi pii•
so dal codice penale. anche se è ~taio commesso dalla donna su se stessa. La basso tra le donne. Si parla anche del pudore che le ind urr<:hhc a tcmt:rt'
provoça1.i unc e l'aìutn al suicidio non provocano alcuna 5anzione; ma si puo d'euere esposte all'obitorio: comunque sia, l'epidemia di suicidi tra fc .!un -
venire incrimin;tli (delitto Ji om issione. Art. 63) per astensione colposa ne di Mi let venne blocrata da un 'ordinanza la quale stiltuiva ··he le tho n m·
,e 5 i è a (on<•sren7.a di un progetto di suicidio, c a maggior ragione in eh~ si fossrrn date la morte sarebbern •tale cspnstc nude su Il ;o puhhlica
presenza di un tentat ivo di suicidio. pìazzà ! Meglio anmra, sembra che le dnnne • si prcurrupino più ùcgli Il<>-
prol>km i ammpologìc i im porta nti . l n altre parole, ò trovia- leat.r ak di J.-l'. Sanre, .\l orl i st•n:.u /om /){1); g li (p.,·r· itdo)·.l ll i·
mo in p n:scnza di u u p ro ble m a estrcmamellle complesso e c id l fJ/1 /J/Jlicìlari (la st.dlina mi scu tJo s\·i u ta d l l' v uo h· a ttira I l·
che prcsl:Jlla nwllc::'pli<:i aspetti. !\un si p uò infatti m ette re su el i s(· J'attl'IILÌou e j ... ecc.
sul lo :-.lt:sso p iano il s u icid io-pr~·-puiJt•mle legato a ll a d epressio· :\ . Fahre-l .un: ha fatto \Teie r e assai h <·JH' in r h c l·nsa la
u c l' all"ip<•remmi vità (senza tra scu ra re l"ereditar ic:tà e il c om- m o rte di SotT~lle (('V;1sin n e. n u ismo. pu hhli\·it;'t , <Ht tusudd i~fa­
po rl;Jillc llto ck i g~::n ito ri ). il suicidio tlt•ll'adolesaule c he è as- zio n t:j11 si dilh-rellZi da q ud l:t di Cristo .
sai p i il u na sco111parsa c1d persu naggio socia le che dell'io fisico, C o m e .'io{_T al!·, ( ;csÌI va nJHsapevoh Hl'tll\· in nmtro al p ro -
u na n·azion c di u cgaz ionc n e i n m h onli del g ruppo p iu ttoslO p r io d est i no: po tre hhe sottr a rg-lisi, ,. t u lla\·ia l'accetta . \ l a
dll' uu ' ag~ressi otH: contro di sé: il .wiridio de lla maturità d e· n o n vi (: in ('it\ alnma forma di provocaziollc. a l cotlna rio:
r ivautt· sia da cause bio log ich e (alcoolism o , m alattie) sia d a ( :csìt dic hiara dH· il s11o rq.~tllJ 11u n (· d i l)lll'Sto m o tJdo. d1e
c<wst· s('riali ( fallimt~nto ;tlfcu ivo o cronomir o ): e infi ne il su i- si d e ve pagare i l t rì huto a i Romau i e tiare a C t·sa n · q nello
rid i (} dd J'c·r·chio. frequentemente legato alla sensazion e di vuo - d 1c l: di Cesare. D ive rsame n t(• d a Sonat e:·. ( ; ò ÌI no n vuole cs-
to. a l sc m inH·n to d ' inutilità e d 'a hhandouo, alla d isp er azione scrt: co mplice d e i suoi boia, m a vit.ti111a d e lla lo ro m acchina-
p t'r la m c diocrità or;.;an ica o so c iale. Biso~nerebhe ino ltre di- zion e. « Sacrifichianu' 1111 ~allo a F.sc u lapio » , tl ir l· Son a te rhe
sting uer(' i suic itl i e h ~· d icono 110 alla vita e qudli. proha h il- v uolt' m orir e . « Padre mio, se possib ile a llo n t;ma da m c q u esto
mem<· lrl'(jllé tHi. r h t: l<· diu mo ~i: o i .'iuicidi dichiarati t que lli ca lict' a m a ro '' · propone il Cristo, p ro p1·io p c-rch (· sa di clm•n
canwllaLi d a incidenti (caso dd!' .\mericauo che, sottoscritta morire. «Siamo ben loutani dall'oq.?;o g-lio sonatìro. 1~d cam-
un·assicu r=tt.imH: sulla vita, pr{'ndc l'aereo nel quale ha d e posto l;o de Ila pura trasparenza: L\jil'llle si i m mol a a lla p ro pria
.ma h o m l>a); qut lli in c ui si sopprime se stessi e qudli in c ui ;\l issiou e. » Bisognerehhe irwltn· d i~t i llg m·re aud H· tra i! sui-
si muore· pe-r itllt·rposla pt:r sona (come nd {:aso dell 'uo m o trop· cidio fa llito a ltlt'n liu) (Dr il·u l.a R od H: lk lo ha t(·lllato a tre
po cod;ndo pn uccide rsi d H· ass:ts.'iina qualnmo per veni re po i ripn.•se, voleva dttlll (Ue mor ire). dal sui1 idio r h l.' (· ~n l o u ll 'invo-
proccs:\at1 1 l' g-i ust iz iatu: o dd disperato <ile f<l in m od o di fa rsi G tl.ÌOil t eli socrmo;o (g-li aspiranti su ir it l i ciH· 11011 arriva no a
uccickn· eia uuo scothlsciuto iu cou trato su una pa nchina. l:o- su it:idarsi n o n souo m ai r ecidivi ). llo pll ll lllo. p u ù darsi a n-
na· n l'l rar nullu d i F. .-\ llu:t•, /.on slo ry ) : IJ i suirirli-m e.Hagg io ch e ch e il Slli<·idio sia un rinH~d io a l suic idio : JIUJI ~(lstcn~·va
(com e ll'll:lli d i J. l';tladt e d ei bom.i durau tc la g uerra in R . C re n :l: " l.'ms('ssione dd su ic id io 11 0 11 ~· fo l'S(' il m iglio r t'
\ ' il·tn a m ), i Hririrli-II::.Ìml t' (i kamikazc .IJ d urante l'ultima gue r· rimed io coulr o i l suic id io?·» () C io ran: " Sl'll/.;1 l'ir\e;1 dd
ra j. i .w irid ì-j11ga 11 t' <'W>Ìul lr' Il' cui mo t ivaz.io u i sou hc n d i- suicidio m i s:u·e i a m man a to d a te m po ! »
V t.' L '>t.' (J'iu ld in · S(:bian:i:tlll d a l peso dell \·sist cllta: c'è chi vuo- :\nche 1'.\fr ica nera c i o lrn · una p luralità d i iHtl'lli'iuu i e rli
le evitar)i tl't·sst•rc t:~ po~to al p ubblico )udih rio: l). Lava ) : e espression i su icide, ma iu uua p ros pc-tti ,·a n tlturak diversa .
chi d cSi1lc.:ra fin irla Co li la tlt:g radazio ue h iuiog Ìca e J' ~~: o rrure Qu i si pllt'> parlare di suiòdiu attivo , ;t tli\·,, ' passivu, passivo.
imo n nwnabi l<· » i., piratog-li dal mowlo: H . de M o nthe r· Il suicid io a i/ Ìl•tJ suppone kt partt.TipMin n t• d ir etta c immt'clia-
la u t. .. ): i sllirirl ì·sfra lr•J!:i•l ( il resi sll'lllt' d1e vuole soitrarsi alla tam e nte dlil·ace cll'l soggdtu che ~ i cl;'t la IIIOrt t'. \ 'i si possono
to rt ura pL'r tÌIIlntT di fa n· delle n mfessioni, co m e n el lavoro d istin guere due aspetti . ( :'i· irmaiii.Ìtutto il ·; uic:id io 1·g-oisr.a . 1~

mini del p1Tst i ~ i n d t l" a vran n o u na vo lt;.o mo rte ndla S<>Cidà : a) più d egli
uomini cn.·:tno i m ~u i r h e 111111 ddurmo.~no '' imhrutl isco no il J,,ro tisk1•: .~ l 0 /1. !ÌI .• l '!tifi . p. 1·1!1.
ing•· n scnnn v.:lt-ni. s i :tn lh :!<:Hio. si asfissiano con il gas. si ta glia n o le ve ne, .'J-2 Ricurd i:Hn" dt<" p n E. Ourkhc· im (" /' · r·il.) . il .mi.·idin qua lilica l'a llo
,...,... : lo i pi ù <k.~ l i lWTniui !t- < l onn~ lasciano kttn~ e dorum~nti d u: spie- pa ll t~zzo elci qu"k un individ uo s i ,Jà v ol, nl :oria mt·nle l.t lll,.rl.:. Il sui cidi"
g.mn i va lid i motivi r h c avn- ano pn mettere fine ai Iom ~i nrni. • C.R ì: d et to) llltrni.,lo qu;mdn il soggcll o ri n tlmi:l all a \"Ìta pn <pir iIn d i dn·, _
Fu~·nl t''· .. R~v . lnl l'I"Il. d e l'olin: crimindlc ~. 19lil. pp. IH - 14~). zion<· ver~n b cnlkrt iv ilà: il suicidio m 1olll ico r isn l1 a da un;~ d i""·g a ni zt..l-
.HJ Suir id io s;tn ifì ri o in ,·u i la tcatralità si rungiun!(c :t! cor;oggio: prim~ zinnc pa rziale o tLt un in!ldw lina·ntn 1klk rq;ok ,·.,(l ,., , ;n·: q ua nln :tl
okl b parlt·n za .~ i riun ivan o a ha uchettn. \\~titi di biamo. i l ro i M~ d el suic:idin '"/;" Ì.I /fl. i: <jllt·ll n dw im plir;t :ol n•nl rar io i l n 1hu n ag,·o.Ilo d i s~.
lu ll ~>. , j 'l'".~ l iav;u1n cl ~ i J.,ro bt:ni tnrt:ni . Al momt:nl o di sal ire su!t ';~creu Rirurd ia mo d a· per Durkht·im b frt·IJIH"m:t rki ' uit' id i v;u·i:o in o·;tgÌnn~
~ i 4 'Utlst·.~nava l l)(fl 1ll1 ' Hrna hiarh"tt fh•s.ti 11;\t~l a J'affog"Ji,· rc le lut~J ('CJlt:ti , inve r.<a <ti l(r:u ln d i intq;:ral.ÌIIIW d e lla ~·wit· l il r d igi n~a . tlmucsTÌ I":t ,. poli-

l l j!l H) l
come r isultato di una situazione in cui l'io , a torto o a Tagione, bene alla loro missione terrestre ma sentendosi o rmai inutili,
si trova in rotta, in felite, malmenato, socialmente svalorizza- desiderano ardentemente ritrovare i lor o antenati, ed even-
to; umiliazioni, accuse gravi (di st regoneria per e~empio), de- tualmente reincaJnarsi. Una forma oggi scomparsa di q ut·sto
biti, impotcma o sterilità, liti F;Tavi, mancato adattamem o a suicidio anivof passivo, ma in questo caso con morte violenta,
un nuovo genere di vita (soprattuuo nell'amhiente urbano), si applicava al guerriero che durante il wmbattimcnto era sta-
persecuzione legata alla nmversibne al Cristianesimo o all'l- to immobilizzato da una ferita: temendo soprattutto di cadere
slam (quasi esci usi vamt!lltC n d l'ambiente rurale tradizionale) vivo nelle mani dei nemici. si esponeva volontariamente ai lo-
sintetizzano i prind pali motiyi di comportameuti su icidi da ro colpi o chiedeva ai pnlpri fratelli dì finirlo. In tal modo
noi riscontrati. Segttc il su icidio-vt"ndetta o suicidio offensivo no n evitava .~olo la vergogna d'essere catturato, ma era anche
- il " samsonic-suicide » fl e~li .\uglosassou i - risnmtrato da ~kun> che gli antenati lo avrebbero accolto favorevolmente
~1. D. J etfreys Jl in t !ganda e da noi presso gli Ashauti (C;ana, e ch e i s uperstiti avrebbero celebrato la sua memo ria. A que-
c;,sta (L\ vorio) e i l>iola (Scnegal). li soggetto si dà la morte slo livello, l'oblazione si basava su u n interesse bene inteso.
non solo per mettere in imbarazzo i superstiti (pena causata Infine il suicidio pa.uivo che. culturalmente. potrebbe cor-
dalla scomparsa fit> IJ'esscrl' cuo: ~ventuali accns~ di stregone- rispo ndere a un suicidiofo mitid io. ci rinvia. così onne il
ria tra i vicini, seguite da sanzioui a volte penose), ma anche suicidio mistico di r igenerazione, all'immaginario. 11 soggetto
per nuocere loro nm piì1 forza, trasformandosi in spirito che e in pericolo (inibizione. blocco e insieme dcdsione volonta-
si aggirerà per il vi lla g~io. pcrscguitandonc gli abitanti (ah- ria) pe rché si considera già morihondo:·14 egli è « vittima,. òi
biamo nmosciuto una « re~ina" animista a Casamance, nel un agente estraneo, per lo pil'1 invisibile che - dal di fuori
Se ne~al. dw mina<:riava di s uicidarsi per «venire poi ogni p er sortilegio o mala sorte. o dall'interno per stre~oneria (si
notte a fare il solleti(:o sotto i piedi dei suoi sudditi ,. che non dice c.:he lo stregone «divori ,. il doppio, o il principin vitale,
si mostravano abbastan7.a gen erosi di doni), o tldu n t i che si o l'an ima: i.· il fantasma di divoramento degli psicoanali~ti ) o 'ie
n:incarnano pÌÌI volte per morire nei giorni seguenti: il che del caso per posses.'iione (lo spirito d1e po,sied e « c;l\·aka » la
rappresenta. per la famiglia. 1111 fatto altrcuan to in famante sua vittima : ·nel Niger . d elle donne possedute si dice che sono
che doloroso, accompagnalo t a l n>lta da serie mi n<u:cc da parte le « ~ìume nte di Dio ») - lo sp inge irresistibilmcntf' a las<·iar-
dei vicini (l'anomia lihcr;'l se mpre, ndlo spirito dei Negro- si mori re. Si posson o trovare dtte o p poste mot ivazioni per spie-
africani, temìhili wrremi d'impurità). garcì l'atteggiamento del l'agente distruttore. Da \111 lato l'n-
Il s 11 iòdio ati h•o/ f>rt.Ui.Jo implica contcm poran eamente una dio, la vendetta: secondo i (~iso dell 'l' ~anda, per esempio. i l
decisioue volontaria da parte dc l soggetto ch e vuole mori re suìcìctio è sempre prov(x:ato dagli spiriti maligni c:h e rostrin -
(e the eventualmente si lasc:ia morire di fame) e il contributo gono la·ioro vittima a darsi la morte: e un po' doVtlllC]Ue m•J .
òella sua n·rchia c:h e an :ousente tanto più volen tieri ai suoi 1':·\ frica n.t>ra il t:omportamem o suicida dipende dag li stre~oni
d esider i quanto più sono cnuformi alle manzc. Questo suici- d tvoratun rlt amme. ~ra anch~ !"amore: tra i \Volof e i Lebu
dio semi-egoista e semi-a ltruista t:he. contnr iamente a l suici- del Seuegal pub accadere rhe il Rab (genio ancestraleì c:he
dio egoista non compo rta uua morte violenta, caratterizza a n - ama <JUesto o (j llf'llo dei suoi .~un:essori « venga ad abitarlo ,.
Litutto il comportamento d ci \'cech i (ad e!'iempio presso i Dio-
la) c.:he, sazi eli giorni c av('ncio' agli on:hi cii tutti ad empiuto .!!4 ~ qu.et t·ht· ahhiamo çhia1nat11. in mancanz<~ di un term ine migliore.
la ~orte '" att~sa (morte-ncl-momcntu-di-farsi). A pparentemenlt• r unm"
eol.r)ltu s.cmbra normale. E tulta~ia ha for~e già pero;o sia una dell e ptuprit
tica. f". per qucstn eh.: i prt~tcstanti ~i danno la morte pÌtl ~pcs~o elci callo- ammc. ~•a un !rammento dd prmdpiu vitale. Talvolta lo !a t:"d i: là che si
lici. i cdihi più <lei maritat i, le coppie •enr.a figli piì1 <li quelle che ne ~itua il su icidio passivu di cui parliamo: il piiJ delle vnhc lu ignora. Presso
hanno ... l Serer del Senegal. il Kmwfw/ (un vivo ~ià morto) o uomo in t invÌI•. ma
33 M.D. .Jcffrcy~ . Sam.w nic- wicidr. or mìcidt· n( rl'vrn~t· amon~~: A(ri- thc lu sa. si sforza •p~sso di tr;ucinare con s~. per gelosia. per am~>rc ,
crzm, • African studìcs ~ . L1•ndra. s~~ttcmhre l!}l;i . In P . Bnhannan (cur.). P.e r vendetta. <dire persunc. s.., fa ll isre. l(li capita di anticipare rora dd-
Afriwn hnmiritlt• nnd miridt•. Prìnr~tnn Uni\'. Prcss 191ìn. l c•ito fatale : ~i •ui<-itla.

JQZ
1· lo ÌIH'Ìll <o.-;i a rag;g;iung;nlo Hl•ll'aldib (che i: spesso un natura: altrettanti fatti o aspetti che l'Occidente nusconosce
:tino :ddiqua): la persona posseduta diventa anoressica, rifiuta ma che caratterizzano il mondo ncg-ro-alricano. Le nmsc~ uenzc
di panecìpare alla \ÌLa quotidiana e finisce per an:onst·mìre di una situazione dd genere scmo t'Videnti. :\nali ~Li e psichiatri
a l Lthbandollo dd mondo dei vi v i.'1 Il problema i.· sapere ~e sotto l i ueano ali' unanimità e sen1.a riservt~ che n d l' .-\1 r i(:a ne-
1111 tak attq~gi;uucuto (patologi<o secomlu l'ottica degli On:i- ra, sia nel caso di psicosi che di nevrosi , i temi d'indq{nÌt~·,,
deHtali) devt: oppure no venire dassihcato tra i suicilli ~e­ d'int:apacità, d'auto-accusa di colpevolt::ua souo assai rari se
nmdo l'unica specifici dei :'\legro-alric.ul-i. _\ seconda che po- non asst'HLÌ. Il llllllll'Hl poco elevato dì autolisi è spieg·ahilt- pro-
Hes.-;imo la dum;111da a Stlp,gcui « tradizionali » o acquisiti <tlla babilmente um la quasi inesistenza di sindromi mdanconiche
mode• uit:t (acndtlltati dalle t:itt~lj. la risposta putcva essere (il t:he non esdude dJ(' si n•rilichino st:lli depressivi auteuLÌ·
del tuuu neg:Hiva nd primo ctso, o pusitiva nd seomdo. ci,:~o imerpretati quasi sempre in tnmini di aggressività rep;rt-s-
(:i il d te iuoltrc • olpi.-;n· l'antropologo afrìcauista, se traLt- sa, dì ddirì di JH'I'Sl'CUzioHe ). Ora, pur St'lll.;;l poterlo aft'erman~
.;ci:ullo i ~uicìdi :,;u ~ iticali, i: il h:tsso rasso d'autolisi rispt·Lto con assoluta n:·rLcna (si u·atta di ipott:si assai plausibili, in via
alle ( ifrc europee (dal ~.:{ ddl'lrlancLt al :!4/ 100.000 della di couferma) la rarità ddlc sindromi melauconiche puù venire
Dauimarct, nm una media di 1/)_ l'cr il pnimlo 1960-l9!ì!'l attribuita a un certo numero di trani •;pecitici dei sistemi so-
ahbianw: /.ambia o.q:J: l 1g-atHia (' Kt'nya O,!n: ;\iig·l.'ria 0,\JO; t:io-c ult ural ì negro-africani. La rig-orosa i nserziont' dd l' i n di vi-
Costa d·.-\ vorio, l bhoml'y, (;an a lUI!; Tanzania f' (;a bo n O,HO; duo in una rete ristrt'Lta di gruppi (lamiglia allarg-ata. lig-nag-
'it·nc!-!,.tl (" .\!:Ili 0./K. !.1· dithcolt;l dcll'indticsta c la ripup;nama g-io, dan, etnia, associa1iouì di\"erse. classi di et:L.1 limita lt•
:t " parLllt' di questl' cose» non bastano a ~piegare tassi tanto inclìna1.ioni a li' i n di vi d uazi< me. all' is< Jlantc!lto t' al la deri\'azio-
llllldesti. l 1 ua societ:'l 4 he integra l'individuo, vcg;lia su di lui ne ntelannmict. In una prospeuiva non pil1 sol inlo:.;ic:t o psi-
lll'Ì tllollll'tlli nitit i tklla su:t t'.~Ì~Ll'll/<1 (riti di tran~izione), si co-sm:io\ogi('a ma psicoanaliti• a, la rari t;, rh-il t' n·g-rcssioni pre-
Lt t :u i(o della 'tu malattia c in panicol:trt: tklle ~ue turbe f{ellitali di tipo orale (tosi JIIIIIH'tost· ìnven· nella HJeLtiJ<onia),
psichidte. tuoltiplita _k \ie dì sa!Vt'l/.:1 sotto forma di compor- legata prohabi lmeutc all'intcusità. alla durata e alla specificità
t:mt~·uLÌ tr:IIHltti lliu:mti o di i'titu/.ÌllllÌ equilibratrici (giovi a- dei rapporti madre-figlio, cosi <·onu· la lll<lll< ;uua di 1111 supt'r-
l i t:'t dd p:ut'IILtd<), r!;ollc ft·st•··; t' \('tk Hl'Ila plTSnll:t un essere lo interillriuatn da n rora le alricaua o; i bas;1 pi t't -;ull'etermwmia
che partl'cìpa alla \'Ìia dq~li alni uomini, <lep;li animali c della rh e sull'a utntll HIIÌa. sull~t 1t'g< d~t anz idu~ sul desid,·rio o l':t-
spira:l.Ìone, sulla pressione p i ulloslo <·h e 'ili Ilo slatH io, sulla ver-
gogna anziché sulla ndpevolcua ) potrebbero ~iustitìcare in-
.'~-. l{i1r~.v:.L1it!! IJ!li i l~·nt.llll'ni dì l~tn •• tcHl~•ni;l (li c·ui p~trLJ.V.t ~1. Mauss
(I 1-orio -~··w·w/,· dd/a lll<!~ia ..- ali ri .w.~.~i. Einaudi l !hi.'>. pp. 1311 SI\!;'-)- La rluhbiamenle l' l'\elltua l it;ì dt·lla depressione ·persecuzione, ma
t.IIJ.tlolll.llll.! rìuni:"'~ e, ,., \'Jctlt' d •.:uo, E "r.l:li di ru• ..rtl- c-aus.d1 bnlfa.tmt..:JJh:·. anche costi tu i re t m o -~barramento dii< an· n Jlltro le sindromi
in ma>dn '-'lt·nn·uT~lrC. prl's.... •} IHtll\rro:-.i iudividui. Hl,t Sl'lll[)tin.•nH·ntr: pc..:rcb~ melancnnichl·. ;; In li ne. sul pia no le n< HllcnoJ, )gico e cultura le.
s~tpt:V.lUl~ n t:rrdt·v~lllP (i] d1e i..· ltl s.trs.s.u) da· st;n·.ann tuon,•tulo ... f: pt'n\
chiaro .-l1t· "' l'indiVLdu" i· :uum:d.1to ,. crl'<k <ii slun· pn morin·- anrbe ~r
b nul.!tlia -«·.-.. nd" lui i· C;<uS.tta tlall:l sln·g<m~ria di qualnrn ;dtru o pn 3CìQuest'attarr~mentu al g-ruppo •:pic~-:a perche'- b m:J,t:,<fi n r pari<' d ei sui-
ptTCllo di ...,~·- Idi t'ntnnJissL~~~~t' u eli •nnisslc.nh:}. si pul• "nsf\·nt'Tt' ~-h~.· i: l'idt:J rieti lwnno pt•r rau~:t 1"11H<Ht': <!,·bit i. illl['lll t'lll.;\ s.:s sualt puhb lit'~n1(' 111 <' l't'.;:l
dd la lltal.ttll,l ..[,.. ~ i~ 'rnelZII·f<Htsa > dd r"-gioll<lllll'll!o rusritontl' " suh- nuta, t:sscre ing-iuriati dav"-nli a tt-stimoni. ost'tt' culti in lb;.:ranlt' <!clillo
n~nsciu. (:<•n')ith-ri.ltnn ahluque _... uh.J i (i.lS[ in cui il ~ng-gdto t:h~: 1nuon: nun di mcnwgna davanti ai cong-iunt i_ .. 1-:no due _,h.rio· rivt·lat rio·i: un:.. g iovane
c"lTdt.: 11 n P !l sa di t'S'i~ l,. m~~ l,lh•. l' si c n.~• h· 1nnrÌh•)ndo sol n per {."i.lliS(.' nd- 'P"''-' si;:~ fan·mlo il kt!;no m·l fiume. McntJT sta com't' rsando a n imetta-
lt [ 1i\'t' ~H '-"<"i se. (]la·:-. Tu !\Lltn cnitKitll' gr.•nt·ralrncnh· ron una. rull Uht di t'o· mente <·on un lòlm:tntìno. il principe olcl k :.eque. non si :u·.-org-,· che su;1
lHllni• lh.'. !-.id p•:r llht.~i~t. sÌJ ptT plTI'atu. n!n le putr:nzc delk ~·osc sacre. la suon~ra a !l raversa il fiume in piro~;a ,. la Vl'<le ll Uob. Qu:ondo n<· pr~ndc
nli prcs<'nt<t. n .. rm;dna·l1t<·. lo sostic·m·. I.:J. r<><rÌ<"IlZ<l i· allor;t [ot'-linl~llk n,<-inlza si ;tnnega. Un T"'·uln. .-h e nun <: in ~-:r:tdo d i pag :ll·~ ln slreg·nne
in\'.ts:t d.t idt·t· l' :"'l'lltiu~"·nti chl· ."iuno inlt'rJHll.'lllr.' d'urig·inl' rullt.'Hiva t' 11011 eh.: •·anla puhh)i('~lll<'lll<' k sue Indi, si impicca: scn.ndu u n'ahr" vnsionc
,.,~H·lulnl\o ~thun llt.tlt•sst·r"· fi.'·;ico. L'~tnalist non arriv~l ;J. cn~-rlier~· alc-un dc- si ta~tia J'on:nchio l' l'offre al suo l'r~<IIIOI'~ .. ~<T.
,,.-nl" di ,.,.J,.n~;·,_ di srdta. o anrh~ oli irkalizzctzionc volont:tri" cb p;~rte _q7 V,-dne al riguardn M. Dinp. 1'. Mart ino, Il. Cutlornh. Si!!."Ì/Ìtl/li"n f'l
dd p:ozi,-nT<· o :onchc· di Jurl•.• mentale individu;tle, :d di fuoai dt'\l;t -"'!!!!C· t•lllt•llr tifo /u fu•nh'ti/Ùm d<m.< In ndlurr.l a{rirainn. Cnngrì:s oh· l'wl'hi:ttric
,t •nn<.' col ktt 1\'<t >lc·ssa. Qw·,;t'individ<t<> si .-n·rie in•·:mL1In " si ne rh- in p t(· l'l de N<.'uroL d<' l.guc Fst'. Marsiglia I !J()~; t-t_ Coltmnh c Zwi,;.:,.lskin.
f'ato. ,. muon· p'L'r q\a·~ln mn1Ìvn. ,, P<_l•(/ti(J/rira m A {rirfl, l-linira{ <1114 wrùJ( f>.<ydllnlry fimi t lu· f~roblnn 1 ,f

H))
intervengono due altri fattori che agiscono nello stesso senso c) Morte reale o morte immaginaria 42
c in modo assai efficace. Innanzitutto la nozione di quadro spa- Nelle società tradizionali di tipo negro-africano il r~ dove "
ziale forma una serie di corrispondenze e partecipazioni; nel è innanzitutto inclusivo. Accanto alla morte biolouica n o reale
S\10 ambiente, che raramente gli è estraneo grazie ai messaggi si articola la morte recitata ritualmente. Questa rnnrte simn-
che ne riceve e che sa interpretare, l'uomo si trova situato lata- ma sarebbe meglio parlare di illusio nismo che di simu-
alla. perfezione: non dimentichiamo che l'universo negro-afri- lazione, benché possa esserci anche simulazione - assume spt:s·
cano è un tessuto di significati.38 E in secondo luogo, e anche so caratteri teatrali. !\~el Dahomey, per e~empio, ciurante certi
più, la concezione particolare dell'organinazione d el tempo riti vodu 43 assistiamo a un gioco sacra le. pi•'• o meno consa-
in cui il presente si dilata facendosi gravido del passato ma pevole anche se codificato rigorosamente. che si conclude o in
annunciandosi già pregno di avvenire, in cui la durata lineare, uno stato di ebetudine e di ipnosi o in un .~on no profondo
esplosiva, fiancheggia il tempo drcolarc che, intes~uto di ripe- e in una rigidità cadaverica che danno l'i llusione della morte
tizioni, giustifi<:a il ricorsn all'eternità del mito. Tempo ne· autentica. A volte seguono riti che rirordano i funerali.
cessariamente al plurale : tempo degli uomini, delle donne, In realtà la morte, nella misura in c ui implit:a la prova e il
degli dei; tempo mitico e tempo storico, tempo cosmico c. tem- viaggio, la purificazione e la sublimazione, p1u'• essere consiòe·
pi sociali - e che si puè> facilmente m~~tere tra paren.tes• (~o­ rata come una iniziazione: vicever~a l'iniziazione comporta
me dimo~tra il film di .J. Rnnch sul11mperatore det Most,n sempre una messa a morte seguita da una re~urrezione recitata
sui riti invertiti che caratterizzano le !"este delt'interregno). In ritualmente e (:ollettivamente rappresentata. Come sottolinea
una parola la mancanza di individuazione,«l i limiti dì un G. Balandier, J"iniziaziune appare come un'istituzione <:he per·
super-lo perfettamente differenziato e interiorizzato, una so- mette di morire simbolicamente per rinascere. o meglio per
lidarietà. familiare o di villaggio rassicurante e attenta, fanno nascere a una specie di pienezza. « l.'inizìazione nun è la ~com­
si che il Negro-africano viva assai meno i propri drammi e si parsa del vecchio uomo, ma di un e~sere che aveva scarsa esi-
trovi ben armato am:he socialmente per resistère alla depr~s­ nenza e poca consistenza. c.:he fa posto a un essere realizzato in
sione di tipo melanconico, e pertanto in grado di ~>ttrarsi alla tutta la sua pienezza. La pienezza fi~ica, dato che l'ini7.ia7.inne
fascinazione del suicidio.•1 dà adito, in generale, alla vita sessuale e alla possibilità eli spo·
.~rsi; la pienezza sociale, perché l'iniziazione è assai spes.m iui.
ziazione alla comunità e rappresenta una sorta di apprendi.c;ta·
m.t'fltaiht>nlth in Africa, V:mcouver 1964 : Drpressive stntes in an A/ricnn to della società e delle sue leggi; e inoltre acces.c;o anche alla
community, First Pan A[rican Con[~rcncc. Ahcokuta (Nigeria) 1!1;)4; M.C. t pienezza rituale, dato che senza l'iniziazione non si di.~porreh­
E. Ortiguc:s. <Edipe a/ricain, Plon 1966.
38 L.V. Thomu. R. Lunc:au, Ln rrligioru d'A/riqul' nt~irr. Dcnoel. be delle C'onoscenze che permettono di venire integ-rati nella
fayarrl, t96S; Antllropolo~e de~ relis:irms nrgro-~{ricajns .. Larouue 1974.
39 L'arrivn del governatore mter~~mpe la cen~oma n~uale. ~el -:c~e~dl.
Qullndo il governatore se ne va, l1m~eratore. nvcst~ gh ab1t1 uff1c•al1 e 42 Introduciamo la distinzione seguente:
riprende la cerimonia ncl punto esatto 1n cu1 l aveva Interrotta.
40 Questa mancanu d'individu~zione non c! auto r!zza in a lcun modo a Immaginario strictu Sl'nSII : appar(nza, immaRi nc ~cnsibi lc.
ricondurre la pc: nona al pcrsona,g10 c a "!!"!t~ID.r .rag~o~e alla . m~schc: ra. Il fantasma individuale;
possesso di un nome segreto che: ~res~rva l mt!m•ta . dcii 1.0 e gh nscrva una Immaginario Simbnliw in srnw lornniono : mnndo del l inguag,;io c rld
putc di libertà, il cara:ttc:re relat1vam.cnte. un•cu d1 .ogn! s~g~tt_to ~cl co~­ lato srn.m de.1irlcrio lt:galo alla lc:~tgc del Padre;
fluirc di un complesso gwco d1 demc~h. (_amma, doppt, pn~c1p•. v1tah, .nom1): lmmnginale: rituale simbulku c operativo proprio del grup-
Ja promozione s~~iale codificata ~a~l !nlllla~lll.ne, la. determmaz10nc dc:1 r~oh po in riferimento ai fantasmi collettivi (miti) .
e degli statuti, l Importanza dtll ongm~ (ctn~ca, d1 casta ccc.). rendono 1m· - - - - - - . . - - -- ·-
pemnbile una tale riduzi(me. . . . . . . • .
41 In Occidente. al contrano. 11 srnod10 anom1co c dovuto a ll3 disloca- Ritorneremo più a lungo su quest(.) punto nella parte rv.
zione anarchica della società (l'i':Jdivi~~o. 1: an~osci~to, reso ins~curo, no~ 43 Vedere, malgrado certe riserve, il film J.-L. Magneron. Va~~riiJu. Il
potcndosi a~tr;rapparc a niente) : 1l wrcz.dm. q;01~ta e do~.uto. ~Il ecc~sso ~· o._c~d.a':'erc" tr:~~portato in un lenzuolo hiancv non presenta, in rcaltii. al cuna
individualinazionc. dunque dalla desohdan zzaz1one del! md•v•duo msuffl· r~g1d1ta cadaverica. com~ mostra il film : i: piuttosto di~artiwlat" . il rh c è
cientcmentc integrato nel gruppo. normale dato rhc- « la morte .. sta per arrivare.

IQ'J
\ ita rd i){iusa. , 4-1 Si traua appu111o di qudb dw noi c.:h iamia- c i\lam a VIIJa dtm _: Mam li ha risparmiati». (;li iniziali ri-
JIItl III Urll:' -.i m bulica. I : i11iziazioue St'rer (St:negal) riproduce tornano alla vita, (:i lìi congratula co11 lon>, si catu:J in !ore>
culi dti:tl"l'/./.a lo schema mo rte·resurrezioue. l ~'\ mo rte è sim - onore. Il ndut è fi nito. Il secondo ril<) simholiu.crà ciù che il
h,,Jiuata dal seppdlimento de~li i11iziati dd Ma m, simbolo primo ha realizzato: è l'abogtlah, il ·l>agno r iwale che si svol-
della tribt't, dl'l suo passato. ddl e sue tradilioni e del suo gerà nelle prime ort" del lunedì s11 tut !ol!'IIIÌcaio. l.'alwgdah
i tt( 't·~sallt t movituetllo di vita 1:.: di mortt'. Il rito ancestrale si è la purificazione delle mac.:c.:hic morali ddla loro vit;t passata.
svol)4l' di solito ndla nollc tra la tlomt·uica c il lunedì. momen- Tutta la n: n<~re rhc ì: stata mt~ssa sui loro visi in segno di
to sano pn i Snt·r. l futuri iniziati 11011 sanno ciii che li atten· lutto e tunc le impurità dei loro corpi vengono an:uratamemc
d e. l>il'ti'O il recinw tkl 1/(lut in c ui si trovano g-li iniziati. asportate. Il ritorno al villa~I{Ìo, clovt· li attendono parenti cd
i sd fw, rioi· i Imo survcg l i a t i, prcpa ra no un a tenda m o bi le ah a amici, è trionfale. Adottano spesso nuovi nomi <.:' indossano
da dttl' a tre tlletri e imcramen t.e rir11pcrta di pnìzomi, in mo- abiti nuovi, pt:r lo più l>iauchi , a simhol q.{,gian: la Imo llltrt."/.·
drt da uasnmdere col u i dH' la muoverà. l ' t'r~ccoudo .'i.t'l/Jc verrà za. A volte l'anno fmta di no n ricuuosn·re i membri ddle hn·o
pustu acc;uno al .\lam t' a~i t erà una frusta che emetterà sibili famig l ie : no n sono forse appe na n ati suc ialnaeutc? 45 Così, lllt.'·
teni licami . C ii iui1.Ìati calll:mo fin o alla met<'t della notte per diante l'azione simbolica e la ripdi:tiooc:: rituale. p assiamo dal
prt'para rsi a rivivere. D 'improvviso sì sente tltl sibilo suiòente. dato all'agito, dal bio logi(·o a l sociale:. l.a mo rlt~ n ·alt•. ind ivi-
:\'d \illa~g-io c'l: il tt·rrore. l'\ es~ 1111o osa uscire. l raA·az:li ven- duale e inòividualil.Zalllc ( l~ immaginaria poidu': rÌ~11anb l'ap-
gmtt> allilll'ali :t una n·na dist a u za 1lal ;\/am, accanto ap;li stre- parenza), viene suhila; vicc.·versa, la mo·r ltt SÌfi/./Jo/iuL i: collel-
golti c ag·li anziani che li ÌIH'Ol'a~g-iano. Durante la nr>lte il ti va, comunitarizzaute (per q ucsto qui parleremo, a111iché di
.\/11111 , t',)ll il ~llo mo\inwuto otHiulawrio e il ~rido rhe emet· immaginario, eli immagiwlir). Cou la prima c.· i si trova, Hollo·
Il', all~:nisn· a Vl'detlll. Il prÌtllo iniziato vienl' n111dotto dal stante tutto, dalla parte ddJ;t uatura, ma C()ll l'alna ci si in-
:ilio st•UJt· \·iciuo al .\lam . '-;parist'l' nel ,\lant. l 1na pausa, poi troduce uel cuore stesso della cultura. llwltre, mc:utn· Lt 1111·
n plode l:t llltlitia : "' Mam nd11dtì11 : il ,\ lam l'ha d ivorato». scita biologica ·- eh~; avrà 1111 vero st'nso s.tx,:iale solo dopo la
l lallllJUri camhiano il ritmo. l nt·ulili supplicmo: « vor », presentazioue d el bambino al villag-gio, l'imposizione del nome
<jll:t k tlllu ~rida ; ~ 'FIÌSi. ,\1 11/ll ....:.: l'ÌSpannÌalo , ~(alll ». rutt i e soprattutto l'inizi:uione - sfot'ia pri ma o poi e neces.~aria·
ctpiSI'otto che: J'iuiziato si nova tlt'lle mani del ;\Imn che rap-
prt·st·m:t la di\iuità sulla terra, l'assoluto, il dominio sociale. -l:!i V eden: H . G r avrancl. /{il n d vi,. ''" .<w i/·1•' dH·: In San . in .. Afri-
l ' uo dupo l'altnl :-;li iniziati \'l:trgono d1iama1i vicino al i\lam que Documents ,., Daka r :i:?. !!)(iO. Sul!:. lllc>~a a mori ~ (r itua le l' sin1bo l if a)
dei figli pn:ssu i Kulla dello Zairc. cumultarl' 1.. •k llcu sc h. 1..- rr•Ì Ì> •rr· "''
pn c.:sst:n: poi sl'pulti c n:tsrosti 1111 po' pi(t luntano. Infine si l'urigi1u· 1lc l'f..lal, Ga llimard 1972. pp. 131!- 1411.
ritrovaun tuili dietro 1111 alh<"ro, ma il loro spaveuto i: tale che Abhi<~mo t.kscritto nui stt-ssi il <·asn 1ki Diola dd Smq;al: I..V. Th om,ts.
Ci1111 eswi.s sur la mr~rt 11/g,m-t1{riwilw. lhbr l!oliS . l'n•>S<• i Bcdik :s~n~­
si uTduuo di'et t i vautcutc a11n i ~ mati. f a q ucsto punto che gal) nel giorno ddl'inili;tzione i j!iov:~ni si preparano :t nwrir,· un rirqsr,·re .
cspltHh-, dopo d messav;gio di mon e, il messaggio di gioia: quandu v<:rranno Sl' puhi si m lurlicamt·nll'. il lol'u t'ullu. parll: rkl l'lll'J'" che
rontiene import;mti ekmntti cu>ti1utivi della pt•r •una. vnrà t;t~:"liatu c
jOSIÌtuitu. La partcx ipa1.Ìorre dc:! noqoo (: s ! raonli nari a >C la s i ~iud ica sull:t
-1~ Vi.·, m •ul d ,·it•ili.w tiom , 111 MnilriJrr la t •ù·?. D<"sd~~: dc Brtl UW(f base delle m u.!ilicaJ.iuni \'~l(t.'ta! iv~. l .'inizi:tzim u: i: :.p~sso vissula n>m <' uu:t
l,,,! l'· xl. nro rte, anche dal ~ruppu che piang-e nolui d••· ow n i: p iù. :\Il a scuub cld b
'.\ d .. r.· a 11d1 ~ L.\'. T hcnna s. J:,:/rc rt lt• [m railfl'. " Fan!J.SillC et for- 5avana i l g iova ne: in iziato n·irnpa rcrà anr h t·. 1:oichc~ sta n;;so·cn du. g li alli
maiÌ••ll ... .t Dunutl 1 ~17:-ì. pp. l\1.~-1.~!1. Il l'atho iniziati,·n ha cluvuto avere elementa ri dell'esistenza.
1111~ )H!rlat,; universale. (;;;, Apulciu (L,· Mt'ltmwrfmi. X l , ::!1 } tliccva nd Il La malatt ia e 1:! luapia sono a nche dd k llless~· a mori ~ simbul i che t'
<n·. d .L '' proll""ito tkll'iuiziazi un<· a i mi.Ht:ri <l'l>is: «L'atto stesso Jell'ini- rinascite. L'ammalato, e in partirolan· il m abt u mcntak. <· •·olui rh~ ha
zi;u.ion,· ra p presntta una nwrl ,. v•olont:u ia ,. una s;,lv~aa otkmoti con la avuto il privilq{io d i c•musc~n' un<t nuov;t csistt•n1.a l ' d~t·. l( r:tzit• a " ' "'sta
gT;, zi:c l uu ortali rh~. giunti ;d tnmin~ ddl'csistcnza. l'amlllinano ~ ul $Uolo esperienza, si i: arri~rhitu di uu nu o vo sa p n e t: del pnlt'n· 1nap,·ut i,·.,. 1\loltt
ol• •v,· liuisn· la hH't' . a condit.ion~ d lt' si pns s:lll<> 3ffidar(' loro senza timore tecniche tcrapeut ich~ traclizion:~li ('()ffiport:~no una .. mt'ss.t a mOT"k . dr\
.~ l i .w g-u.•t i S<'){n·t i dd la religioni~. vt·n~o:un<• alli rati dalb poll•nza t! ella d~J ma!atu che viene r~almo:nte sepolto (<· il raso dd lldtu'f! rl.:i \\"nlf ,. Lehu
a ki stessa . eh,~ li fa rinasn·rc in qtlalcht• mudo pa dfdto ddla sua pruvvi. nel Senegal). Vedere L.V. Thom:u. ,·1roilomfm/"!!.Ìt• r•·li.~it·lllr' m'gr11-11{rirairu·.
dc..·n1.a 1..: ,,prt: lu•'o. rt·n.it:ndo turu la v;ta. una nuova •:arrit"r:t- ... i.arOU!SC J 1)7 ·l.

I QQ
mente nella morte fisica, la morte inizialica- che è prevalen. (l'ideale, l'immaginale) e del comportamento accomunante
temente maschile anziché uterina ed è sempre collettiva e col· (union~ comunitaria), il Negro si sottrae parzialmente alla
letti vin.ante - permette al gruppo, ritualmente e dumjlLe naturahtà della sua condiz.ìone, cioè alrinevitabilità della mor-
simbolicamente, di rigenerarsi mediante una ri·nascita social· te biologica.
m eme rappresentata; in questo caso gli uomini possono « par· . ~iti analoghi si applicano anche alle ragazze. D'.1rante l'ini·
tori re" :46 l'ambivalenza della donna si esprime con la messa al l i aZione al culto di possessìone (i l Bori delle don ne ha usa del
mondo di bimbi incompiuti, di figli non circoncisi e di figlie Niger), l'impetrante si fumiga due volte al giorno con scorTe
non escisse; ormai i: l'uomo che dà la completezza e si fa an. diverse ed escrementi di elefante: si ritrova q u i il tema della
tenticamente procreatore. Ciò riguarda la quasi totalità delle morte del corpo (mangiato dai vermi) e della nascita, dopo
società negro·africane e si potrebbe riassumere con lo schema le ultime prove, di un nuovo corpo finalmente degno di ao:o-
seguente:~ gliere gl_i dei. Dopo sette giorni dì ritiro, di penitema c di
apprendistato, verranno dati all'iniziata i suoi islwki, d ivinità
1:-lniVJil!:O COMt:NITÀ che presiedono i destini umani e le attività fondamenta li. I.'ul.
timo giorno il musicista sgozza un pollo .m un termi taio: il
Nascita hinln~ica (utcrina) - Morte inìzìatica (rituale) sangue _co~a negli orìfizi mentre le viscere vengono attan:ate
~ alle cav1glte dell'amarya (iniziata). Costei saltella a piedi tmiti
+- Rinasçìta iniziatica (rituale)
Morte hiolngica (ritorno alla terra·
sopra il ~olio sacrificato, si~bolo di quel vec<:h io corpo dal
madre)
quale ha tmparato a separarsi durante i ser.te giorui della ~ua
" avvenimento suhitu .,_ rito istituzinnalizzato iniziazione.-43
• campo clell'immaginario (la mor- .,_ campo ddl'immagìnale (i giochi l Jn al~ru aspetto di ~orte simbolica, a m:he se meno spetta-
te c.-ncanc l'ar;parenza indivi- simbolici permettono al gruppo
di opporsi all'a•petto dissolvente
colare, nguarda le tecmche del lutto. Coloro che assistono ai
tlualr).
clelia muri~). funerali di un membro della comunità devono morire con il
de~unto. Tra i Buma deJlo Zairc le donne si tolgono gli abiti
NATl:RA est rotolano nella polvere per assumere il colore dei morti (ar·
gìlla). L'anziano del villaggio proclama il lutto: «Che nessu.
Si può cosi valutare l'importanza dei mezzi ideati e messi no mangi, che nessuno lavori! " Gli abitanti del villaggio so-
in opera dalla società negro-africana per conservare la propria migliano così al morto, che ha smesso di lavorare c di man-
unità e permanenza. Se nella morte reale (fisica) l'individuo giare. Inoltre, tutti devono dormire fuori come il morto che
(apparenza) rimane passivo e si confessa vinto, nella morte sim· si trova davanti alla casa mortuaria. Queste pratid1e, così co·
bolica il gruppo (realtà autentica) dimostra il proprio potere me la reclusione a causa del lutto, aiutano gli individui e i
d'auto·generaJ.ione. In virtù del simbolo o del percorso utopico gruppi a lottare contro gli effetti dissolventi della morte e a
conciliarsi il favore del defunto. Il partito·presu collettivo non
impedisre all'essere individuale di esprimersi o di espandersi.
46 Vedere LV. Thoma•, L'hrr d la paraì!rr, op. cit., 1973. L'individuo, inserito in una cultura in cui domina la strut·
4 7 Ricordi" mn alcuni tratti delle civiltà negro-a[ricane: per esse !"accu-
mulazione de!<li uomini (omocentrism_o c omomorfis':fl<> cosmnlo~!ci). preval:
tura del sistema simbolico, ritrova in via secondaria un ·auto-
sul!'accumulaziom· rki beni (clonomla della penuna); sono p1u ncche d, nomia concettùale nell'oscillazione del legame tra il simbo-
segni e simboli eh t rli ·~ggetti, P?Ìché gl_i ogg_ctti. so.no essi ste.ssi - così li_zzante e il simbolizzato, totalmente impregnato di immagina-
come la natura - tessuh di segm c J, sJmbob; SI dimostrano moltrc. per
riprendere J'espre~sione di G. Balandier, più pre.o~c~pate " d~l ~c:nso .dell'im· no, che, J. Lacan definisce come una relazione con l'immagine
presa collettiva che della potenza della collcttlvlta •. Un Simile cl•ma po·
teva essere solo propizio al!a fioritura e all'espansione della morte simbo-
lica di cui l'uomo rc•ta l'epirentro c che costituisce l'impresa collettiva per 411 J. Monfuga-Nicolas, Ambìvafr"rt· t"! ruftr rlr fmur.o i,n. Anth m pn>
ccce!l~nza·.
1972.

200 20T
•ldl'alt ro fu u danu:utahu t:n tc dct~rm i nat a dai rapporti narci- sa h ile d lt' si fan ta sm a o i rm uag-ina . » -'1 1"\oi ig u o r iamo t utto
~Ì!>liÒ _,. che l' in dividu o intrattien e co n se st esso : l'a ltro vi si dd.la 11nslra llll)l'te -- cosi co m e.: della 11ustra n a-;d ta - il luo·
"Lr uUHra iu tc n n iu i di somig lia nza ~ d'om~ouwrl-ismo, e o g n i go, J'o r<t, j ) (.0 111«:: C' il pt:r ché: la Ila~( ita ahltt'IIU CÌ r invia a l
i nuna~i u~ m~nt,lle d el la u :altà vi ~i ~e~na « illusi?n e ». d esid erio d c i uostri gen itori , ma la mo rte: c Il soggetto entra
F la civiltit L>< t:id e u t a lc? :-.lon VJ s t u u:u m r a nu~ me cht• so- nd giocl) co me m orto. Sc:condo la fon n ulaLion t· d i tlll ~iovan c
llliul i ai riti di messa a murte si m bolica sq~u ita d a r inascita. paranoi1o: . 1.:-~ m orte è tcrrihik pt·n.·lu:· no n ,j ,;c, • e pt:rch é
:--.: t ta m o rte dd C risw che si r innova ud sacriftc.:io d e lla f\f essa, n o n sì sa eh~ ~i i: rnon i. l ..a scena p rim ari.t è i ! luogo o il
né il r ito dd la prirna comunion t: (ch e pera ltro, come è noto, tempo irrinm uscibilt' c d i~·on oM:i ulo del .\'~t llfl'i n c u i h a o r i-
~i .\ La d ir ad a ndo) t:orrisp<mdo u o in q ualche m odo a qua lcosa )!;Ì IIt' il .'-,oggt•tto: da t JliC!>lo .\'11lla indfallik . d a <)llt"\lo • pri-
dt~ pu trcl.Jbc rÌt:(ndan :i un'a ute mica in i..Liazio n e.10 !\iun ò si m a , Stll do e a'soluLam cuu: ~t:<.{H'to l.t c ui prupri~là i.: di n o n es-
puù d u n<lU<-' p i1'r porre su l p iano dd r ito on:hesn ato d al g mp- M: re po~~c:l uto d .t IH •.:.cuw. ,. 11 l .:t mc ii i c iu tnta~ iuari:t 4:.· dutH JIIl"
po l : pe nsa to com e uua nc:gaziottt.· d e lla mmte,. ma su q uello il m mlcllo d i tttttc k m orti au u al i. passat e o po!>sihi li , m a è
dd k p rolomlìtà d e llo psichism o._ C ii• t:~Jc I'Oc<.: ~d t:n_t e ~a. per· andtt: 1111 modello eh ~ è: la u,cgazio11e 1li qu;tlsiasi aute uti<:o
.
s•>h,,.li v il·tH: l'l'StituiLO --- s~.:hemauzzato, •
uupovenlO,
• .
m drvJdua-

ni(Jcid lo poidté q uesto ni <·Hlt: lltlll d in · nie nt e, g·lì basta d 'es-
l i:uatu --·· dalla psicoana l isi. :\-t ortt: uu m agt n an~ e lllor~e stlll· sere il nil'lltt: o, st: si prt'krì~c c , riù l"ilt' m anca. \ ' in·w:rsa la
ho lica n on h :111110 p ill orm ai lo st esso ~ensu : «Se la pnma ha lllllrll' si mbo li1:a d:"t llll scuso a lla v i t a anra v(.'rso il \ 't·rho d d
la funz ioue d i u u a m asch era e d ' una vuota parola a tto rno a lla padre dduuto « d w tù uda );J hliazio lll' tllt:clìaut t:' la lt'" "'t' in-
morte du: co n s~·rva il suo sq~relo. la seconda ì.: k gal::t al \' erl.Jo ll'odona dalla sua n tol'le . :\ panirc da qut!Sla morte ~ Ìtllho "''"' lica
<h-l l'ad n· n wrw ch t' fond a la lcg,g·e e il D eside rio . Essa d à 1111 ch 'i· la , murt ~..: tkl pad rl' . l'aln·sso al simbo lico e a lla pa ro la
senso a lla vita . a q ue lla vita di c u i f re ud <:i d in· : • Sl· v uo i d ìn:n t;1 possi bi le. » ._, I l Pad rt: lllo rto l'ond :t la roer t'lli'.:t ta nto
sopj.>o rlart· la vita. sii pronto ad arcell:tre la 1.11ort~ •· » .~
1
d d Sll~l-(c.:tto c he d el di.~curso. f·. .m questo sfo nd o di m·~a t i vi tà
( .a m o rte imtua~i u a rìa i: la morte u u m ag111at:a cd c q ue lla a ttiva - l'assenza / presen za dd J>adn: mo n u - c he in fatt i si
dd J' :tl t l'O, ht•Jl i lltCSII, d a to Chl' la IIO St l'a sf uggl' :&l llll~trO !o~UaT· fonda il d esiderio dd f1~liu o dcl l:1 l1g lia, poich ~· q uest a volta
d· 1 : " L· i<k .&dd la p r upria mortt> è i m pcu sah i le. l l pe nsit'TU l'assenta i: n o m i na t a <.' l "ig noranJ.a VÌt'llt' infine rinm os<.:itu a
<lw no li ~~an.·mo p iù noli p u ù ~sser(' pensato. 1:: ,!ill <JUt'Sto impen- <·om e tale. « l.'a<.:<.:t'"-'io a lla pa rola c a l d èsiè.lerio si di m osLra
poss i hi l ~ solo tJIIamlo la mon e 11mr d t'\'t' più <.'SSl' l"l' né d o m a la
né sedotta , poiché i: d i ve m a t a la l.e~gc. :\~!las~ i n a re. su i<:idar-
4!J • t\uwrc rivulhl •1ll' imm.oginc ol1 ~c slc~•i- il 4u:olc: st r ut cur". cio che
LHJil tlo:•i.: n.. ~ullu il nume ùi.. f:lso: cldlu spe•·chio: putn:onmu .ll·q~~>tarc la si, \'en ir~ as.,a..,,inati StillO altr ctta u ti tcnlati"i di d ominarla.
ll•l)lo.1 uml~ , 0 \o :.ttra•·cr)•> l 1mmagmc J ltrui d1.: 5.1rd1be. preCisamente. l'i llusion e di potnll' dare u n ' i111ruagiu c, u no '<·o pu. tm:1 has~.
qud l.& •li nui •lt:)Si. . . .
R 1cnrtliamu 1·h.: il ft•mJ dcllu spccch lll ner sum rap1~url 1 C<•n 1:' mo~tc
. . di chiederle lilla flll r Lion~· u 1111 wn it.ìu. !\:on ~i muo re n(· p ro
m mpa lt" m·tl.u ncnh· nel t in.:m a h~ J"ucco. ( l.usc:y, \"is~onh. ~ - Ophuls). ~c ­ nt'· c-o n n o , e IH.'II l llh'l h l per . n ieutc· •. R es<t o;imhulira , la mor-
Knali.unll .wchc il caso di Or/ru d t j . C<>ct ~au:. " G h sp~·cc.h • ~un~ l.c yortc te i: la le~gc , il o;olo padroll<' . .'\cn ::ùen· al si mbolismo sig n i lil";t
J llr.&v.- 1 ~, 1 1, 11u.1 h v~• e vi.:n c la morte. ~ cl1ce Scgcstc. b m d fet ll .c att r a -
v.·r><> ~:l i • pndu (u le pu rre -spccchìcra_) ch_e. Sc:gc>lc, Ori.:••· B.:ro:ntCt' c la riconmct'n · l' immag·inariu cotHc tal(·, 'il'~hnlo <·om~ mi.~lifica­
M m Il· s i 1it•>lli(Ì un~-:ooH> nel rrumtl11 <l e li Alcl tla . ziotw. » •> Qul'sla im e r pn:taziou e l;u:aniaua c i cottsem e così di
:.o La m••rlt st ut i<":~ dd C r isi•• l"u re a le c nt>n ra i~JH~so:nt<~ta: vol uta dalla rilrovare il posto tln:u pa to d a ll'inuna)!;Ìilario (.~l r it:lo .H' l/ SU) c
vi tt ima " nun ~uhi t a tla esso! : !.& r csurr cziune. p~r (~.:su. " " '.' t: un~. prn~o­
ziont' , u n r;1111 hi:unc nlo <li pa s<malità, ma una rc: ullq;ra.zll•lle pur spmla pi \1 a ncora d a l simbolico. c ui l::t m o r te n ec essarialllt'llle ri n via.
n<' l !:r uppu ... (,Juantu a lla tm:~.< a. ,.; rin~ia çt>n la <·omumunt a l fantasma t u n 'in terprt'taziou t• ch t' p H 'Ll'lldt• di t's.o;e r ve ra . rua d tc i: ac-
dd l'i tH·orpnJ'az inn t• cannihalcsca. su l'UI nt~rn~remn.. ,.. ._ ,.
.i l C . ( ; ui·r in. (;. R tL.i J~tha ult , .Uort . WUI,Ipmu~·· •} m or i .rym!J,, /." flli'. • l s~­
\'hnlul('it· m<·d icak <:1 s.·.c:no·cs humames apphqut:n a l;~ sante ~ . .'1 , t. -· .i·2 G. (;u~rin, C. Ra im ba uh. p. (i l. J. l. a<';ln. F.oil .• . S.:uil 1% \i. p . .'\.'>1.
S;l G . G uérin. G . Rai111bauh, oj1. t'il .. p . ti.'l.
1!)711. l' · (;4 , ' li d ' .
S. Fn:uJ , C oll.ii l !i-rtt: i u lli ulluali ,;u/lu g u erra c· lu //I<JT/1.' . m IHigW .H l bidnn.
.f,-/1,. c ir•ilt<Ì. Hnrilll(h i,~ri l !li l . 5.~ l bidnn .

20 2 203
cessibile solo alla coscienza di qualche raro specialista della ne'> alla vita. Nel corso di questa esperienza di morte ebbe della
psicoanalisi; per gli altri è un vissuto-confuso e non necessa- propria vita una visione totale: sterilità radicale ne l futuro co-
riamente operativo. Anche il Negro-africano vede nel Padre me nel passato. Due anni dopo, fece una mostra di pittura che
il genitore, il rivale edipico e il legislature (il rappre);entante ebbe un enorme successo e mi sembrò in completa contraddi-
degli antenati = la Legge), ma è il gruppo che si fa carico zione con il suo modo di vita precedente. Questa trasformazio-
di assumersi l'organizzaztone dei suoi fantasmi per mezzo del ne poté avere luogo solo perché aveva avuto un huon <nHn-
mito e del rito. Il Verbo, quello de~li antenati, organizza i de- pagno , e perché aveva , viaggiato , abbastanza lontano attra-
sideri individuali e immagina una serie di comportamenti so- verso il terreno straordinariamente presente della morte. » '"
ciali dì cui l'uomo dell'Occidente è del tutto sprovvisto. Oc- Senza negare il valore sperimentale di tali evasioni - provoca-
corre anche sapere, si chiede Lacan,56 di che morte si tratta, se te -verso l'immaginario (strido Sf'nsu) ma anche scilla ilht-
« quella che porta la vita, o quella che la porta via ». La mor- dersi sulla loro portata scientifica, dobbiamo però ammettere
te simbolica che dà un senso alla vita è, sicuramente, « quella di trovarci in presenza di nn tentativo individuale di Hirtare
che la porta ,. ; ma è falso aggiungere « perché niente esi.~te con la morte per ricavarne una gioia autistira che non ha
se non su uno sfondo supposto di assenza »; 57 in Africa è al niente a che vedere con le teutichc negro-africane in cui in-
contrario l'onnipresema simbolica della totalità degli antenati vece la droga è il mezzo per realizzare a fini liturgici una data
a giocare un ruolo preponderante; e il rito vissuto -cioè in- condizione (delirio allucinatorio, rigidità cadaverica. cata-
scritto negli atteggiamenti, nei ritmi, nei cami e nelle prove plessia). "·
subite - ha effetti psico-suciali particolarmente efficaci. Riprendendo l'espressione di (~_ Balandicr, si puil ritenere
Un altro aspetto della mone immaginaria (strie/o sensu), che ogni civiltà sia un « ingannare-la-morte » per cen:ar di rag-
diverso dalla morte simbolica (immaginaria ma in via secon- giungere così la propria amortalità (= persistenza nel tempo).
daria), potrebbe essere citato a proposito del sogno di cui ab- E cib pu<'> farlo in due modi: sia che organizzi le forze collet-
biamo già parlato 58 e anche, a maggior ragione, a proposito tive che si oppongono alla morte (rito iniziatico) sia che ma-
dell'uso della droga. « Un uomo che aveva preso dell'LsD subì scheri la morte (diversione). giodti nm essa (droga. gim:hi
nel corso di tale <viaggio, un'esperienza completa di crocifis- violenti) o la proietti ver.~o le profondità dell'inconscio (mor-
sione. Cadde all'istante di traverso su una sedia, con le brac- te e parola vuota)- N el primo caso (società neg-ro-africana), la
cia aperte, per diventare la croce sulla quale, come tutti noi, morte reale viene trascesa mediante il rituale simbolico; nel
era inchiodato. Il suo viso si fece bluastro, poi nero, ed egli secondo (società occidentale) si slitta dal collettivo all'itH!ivì-
non era più sintro che il ~.:uore gli battesse ancora. Tra te duale, dal simbolico all'immaginario (strie/o .lrnw), chi rito
braccia della persona che gli era accanto, gradatamente, ritor- « liturgicamente corlificato » all'anarchia dei famasmi indivi-
duali_I>O Un haratrn dunque separa i dul:' universi culturali.
56 J. Lacan. tcrits. Seui! l'lli6, p. iliO.
57 J. Lacan. ofl. rif .. p. 3!ì2. d) i\1 ori t' islanlanea o mori F pmgrt'HÌVIl
SH Non dimentichiamo il caso dell'c;vasione allucinatoria. «Durante la
secnnda guerra mondiale. alcuni naufraghi rifugiati su una zattera nel Pa- t. la morte un avvenimento istantaneo. improvviso, senza
cifico ehbern nei loro ultimi istanti (lo racnmtù un sopravvissuto) delle allu- spessore né preavviso, che mette t ermi ne hruscameme a Il' esi-
cinazioni euforiche. Uno di luro credette di vedere una nave ospedale ine- stenza, come ae<:ade per esempio nei casi di iucictenti gravi
sistente. Un altro si outtò in acqua dicendo che andava a fare un bagno.
Alcuni minatori della Ruhr hloccati da uno scoppio di Jl:risu hanno avuto o di un in fano particolarmente violento? l.· i n t errog-a t i v o non
come ccnseguenza delle <grazie' analogh~. ~ A. Fabre-Luce, La· inorl a
rfumgé. Gallimard 1966. p. !l''- Vedere anche il lìl.m di Cayatte. Oc,hw flrr
"cellio (allucinazione ddl'uomn condannaln a monre nel desertQ: scorge la 59 D. Co<1per. o fl. ci t., p. 132.
città tanto sperata). . , , . 60 Secondo noi, la posizione lacaniana del simholn (Leg-l{c c Mnrtt' d<'l
Nell'uttimn romanzo di s (,rnussard. c,·fniii'"Uie deJ vnJUnll, l'lon 1974 Padre. Parnla del Padre e accesso al Desiderio) si situa a met;Ì strarla tra
il condannato vede la prnpria mnglic e le parla pnma dell'esecuzione l'immaginario e ciò che noi chiamiamo l'immagimt!t·. il ,.,; v;li<lrt' "P""'t;,.,.
~i .volge a livello del )!'ruppu.
(pp. 31111 ·~g.).

:ws
.,
c d1ia ro, puir h C: non dit:e di c he lllort e si. tratti: __m~1_rte appa- i suoi ".~ensi si c h iud ono gradatame n-te », le s tH: funzion i si ri -
n·11 t t·~ rt'lati va ~ a-.sol ula~ morH~ dini<::.t o tk l tessullr C.1 SI \"lto lc duconu. l e~ ))U~ forze diminuiscono, l;t «sua inunag-in:ll. ionc -;i
ri d 1ialll:u·t· llliÌCIIItl'llt<: a l modo in cu i SI prescma? R itrovia· smussa e b e n presto si annulla ,. r etHitndu pn•caria <..tuaL)Ìasi
1110 111 qucsw r aso tuua una serie di passag'gi nella . l~erdi ta speranza di C!,:catività."' Analog:unc ntt.' il di materio (n1enopat1·
d l'i l;1 n1st:ienza rome nel caso tld com a . D'alt1a parte, Sl t: d èllO sa, andropausa) o « monc della h •condit :'t » ptu·, essen· vi~stltn
giust.a!ll<:lllt:: « l.a morte t·oncepila come iusorgeuz.a re_nd_e im- in ceni luoghi o in cene epodtt.' come uua tlli>I"LC tanto d o lo·
pussihik op;11 i cnnstatazione, poiché llt' sospende qu~thl:tSl po_s· rosa~-~ quanto ineversibile. Il che c i pmta alla st..·conda allt'l"·
sihil it:l. » :--,·,,j Iloti di< iamo che: ì.: illlpossibile vivc:n.· la pn,pna uariva: preudere in nmsìderat.iont• i si~t(·mi udturali. Ci iur-
llhll k, ula St·mplin·meJilt' che: 110 11 possiamo_ nmtunic~~-e ad hattìamo a llora iu un duplice problema: la natura della morte
:dni i dat i di r;de t·spt·ricll/.:l Tl<:lla sua unalua, lan_t~' pu~ cht' e la m orte Collie avv<~Tiimeuto. :\lo11 ~- a n <·o r a il m o mento di or-
b r olSCit•lll.a v:tci lla !ll!llto prima <kl « punto lllo rlu blOio~lC~I » c uparc:i della natur:l della m o rte : din•m o semp li<:c mente d H :'
t· Hit·Jit t ' pt· nllt"ll<' d i fissa rlo nm p n.•cisitmc. Dal JHIH\Il ti! vtsla se la morte si ddi n iM·c COIIIt" u na fi ne <· mt a di s ttllJ.ÌotiC illlC·
ddb •osc it·uz:l, « la morte 110 11 .'i<llo ( oincidt:.' nm il mo r ire, lllil graie. se 110 11 degli elemcuti clell"io ch e possouo ricompors i
e.~"t' ll/.lal llll'lll<.' i· il n w ri rt'. cio i: ( j Uclla pane dd!' l'spcrtenza Il heriormelllC:: in lllO<lj lliiO\' Ì <J ll:tlllo tne llo dd)' io ("OIHC tOl<l ·
liiii;Uia d1 c noi n•~tdi:uuo o coordinia mo alla morte. ~: ('hiaro lità consape vole, si puh in tplal<:h t· m odo parlare di mort(.'
che l"inl nprcLtiÌ<IIIe istantaneista ddla ~llortt' pnù e~se r e ut i- istantanea; se inv<~n· la mone è solo 1111 p:tssa~g-io, una nuna-
li11.;1t;1 c ontro> la P"~'ibilit;i di tm'espl'l"ll'IIZa aulctlltra clt·lla l.ione, una t ra~formalione della pe r s11 11a. allora la mort e
111ort c ~olo l>t·r l"lll'Llo d'una coufusioue tra la spil·g-:tl.ioue fi sita diventa un pn1cesso iudefinito. che a su a volt;1 i: b soHIJlla di
dt 1• ip,liOI/1 [il 111\1 !1'11::.11 t' /11 l"rJrlljJI"I' II.\ÌOW' jJSÌlu/up,Ìn~ li/1/('~ t /1- una molLitudint.' di prucessi: t ' i111pona poro, pn il momcm•J,
n l , .' 1 Tuu avia. ,. in-,i'itialllll s u qw:stn JHillll>. quest <·sp (TH.'Il· t:h'eN J sia dd iro (e lt•nto r i10rno) o li ltl·art::. Insistiamo invece:
za [lliS'iihik riguarda solo un ceno l_w n;orso dcii:• llHH"t (•, e 1_11111 ~ul b conct·zìont· della mone come a vvcuime uw. :\:d quadro
il ) 1111 pror nso tnt:de; iuo lln· i).llllll"l:llllo tutto d t tah~ <''iPl:ru· n : delle scKÌetà lle~m-a hictu<· tradizion;1li lit tllorte si colloca in
/.a , d ato 1 IH.: lll"S'ill ll d c fulllt l - 11<:11111\('llll l .azzaro Il .J (:n~t< l •~ Luttt• le fa si dell'es istenza . l .:t nast·ita ì.: uua ltlorte rispello alla
rl' h a rireri to e daw dw ì· più dw probabile ch ' t~~sa 111111
lh' vita cl.·g li ant("'nati : la compa1·sa d ei d t..· tni i: 1111a mora e ri .~ pctto
sl'n·a :t Sicché. dato rht· a l ri~uanlo la cnscÌt'TlZa un11 <i
IIÌt' lllc alla vita cosm ira: il matrimCinio. ]Wl" La do;11n:1. ì..: 1111a m o r-
d in· gran 1 Ju·. c i ITst;mo due alt ernati ve. l.a prima si confo •uh: te rispetto a i suoi co1stmui t• ai Slll>i clt:i nd sisl<"ma patrili·
< .,,, l"aLU:g·~· i :tTill"llto dd biolo~o. (' l'aiJbi;uno gi:'t •i~ta : <.'~Sa n nc.·are (lo stt-s.m vale per l'uomo n e l sistema matrilin('ar('):
diJJII)'ilra ~~ · it·lltilita!IH·nr<" che la m orte llllll i· 1111 alto m a 1111 l'ini:tiazione « uccide , la CJ('alura itll"Olll pi t H<~ p;ra1le ai riti
pr<~(T~so dw. in ti!Lt c<'rta misura. (:OnliiHÌ:t ayart i_n· dalla ll:t· silÌlholirì; la vecchiaia illhu(· i: lilla nwr t t• rispt.'t lo alla potell-
-.;cita . Ci:'t Bil hal. (l SO:!) :t\"1'\':t lll t·~so 111 n lino d LtUo c he za clelia l"eroudit:ì . :\la, per 1111 g-inro diakttìco , la v ita \·ie ne n·-
l' t toiH<• " IJl\IOlc per dett;lg li »,'' dH• dnrantc. la ~11;1 Vt.'n'h i:t i:t

6~ O c-çorrc vnlcrt" un r:tppurlo simholiçu t r a q ucst.• morte a l drll:o~l io c


la s u t.hlivisiunc che: il pnvcrso fa ddl a pt·r~ulla ;wldl:t o su(,, dt·sidl.'ritl:l.
;;t 1. (; uollau m in . Ori~ llll" ('( rlh,,·(uf•fu"/llt"lt l du .11'/ll inll nf dt• fu 1/111rl , in rirlun·nd.,Ja a un;1 so:ric d i o~:gd li fl't ia i: se~~''· St:l lll. ,·,.s,-.-. v<·nl r c. capo:ll i...
/ _,, m:.r/ 11 {it ..mllt· · t!u .\" .\"' , i,'dr. Sp~s I!Hi:,. p. ~~- . • lh qud l'i s1:1111t: (• l>!;l{dlu. n>sti tul in • ol i una st· o·il· d i noi il dcsidt•ri<• i nvt·n -
h..! 1·: ,~,, ,,, 1 1<-11<> ,.(,.· in ;tl,·uni i oa·id~nti 1:1 viii Ìill;l h;o pullllo vnl~rsl tuo · taria diversi dementi, ,. il st1o sÌ!-[IIilir;11o rt·alt: " "" i· piiJ la pt•rson;• ;,mala.
r ir 1· , . so~pr:.-· v i vl"J"L /'>Lo in <juesli <":t> i r\· l'c,pait,l\1.;1 di una lll /11'1.- r lo c """ ma il sog-gctl () Nl t·ss" nella sue~ '"1-'!'dti vii i! <larr isistira, doc /'llllai.,n;o -ao-
,. ~.-radut :o ,. ; [ , ui ~'""ll·nuln i: sl.lln rq:-n l.1111 .mll;. l""'" dd!.- ;o p [l:trcm:t· tizza ~,· sl ~sso rentl.:nt!" il rappnrt" d ":unnr~ 1111 dialngu non >c slnso .. .
d.dl,1 , .. [ , , ionnt.tgi n:lli"'". dd "'1-:.t:"l"ltn. ~ i tr;~ ll :J [>Ìi> dell:o paura d i tnorin• (Jc:an BalHlrilla rd, Il .~i<lt"/11{/ dq~li og.~o·lli. o p. t'il.. pp. 11'1-l:llt).
, h c· ckl '""'"' ro· ;>n•pri:monote de t t n. . · . lìS Ncll'A frka nna l:t donna skrik vit·nc ba ndita dal /:"ruppo: os;~ i:
Id N,·]L ,II>hit .. okll"nog.nli,mu - :od t ' <"l"l" ZI<<I\t" del!<- cdlult- ,.,.,.,.\,r.\11 - m urta -"'" ·ialmnJ/t•. l l Jnilt rim11nio eli . prvva ba .l p t·sso come scopn , 1ud lo d i
~ 1 jo.;Tiluisc·,,: ln l' Hl'tti un rinnov;.tmt.•nlh (H'nna n<~nrt: per •.:ui pt'rdi;un•) ! ' ritrd· ..:oggiarc la f.-colnditi! oh-ll:t l'utur" 'l"""· 11\t:J\trc l•1 sln ili t:l - n t·lle c:II\Ìt·
vi:ollln 2 mi l it~ni c 1111"11." di l' lol!uli f ()SS i :!1 suondn: kJst;.mn 'i .'{Ìnrni P" " <·hc no n pratica1w questo tipn rli u ninnc pn·,·o·nt iv.o - <li•..-n t;l uno tki prin-
.. ,,,.,,hia n· p•·lk • . c 2 pt· J'du·· l'q >Ì it· lico into·~tÌn<llo- <i l r;osfnr mi intt·gralno~·•ll•·· cipali nootivi eli divorzio.

20']
•. cadaver~ pote~ziale » possiede ancora t utti gli aspetti del-
66
cuperata, p ii• r icca, pii• viva, a ogni nuova fase ; la n_ascita è
una benedizione perché p ermette all'antenat~> (~nt?lo~tcamen­ l.uomo VIVO. Pu? essere questo, infatt i, Io stato norma le del-
te o simbo licamente) di reincarnarsi e alla fa mtgha dt godere I_ U ()ffi () <h e eff_ew ~a~ente sta_ p~r morire: presso i Dogo n (:\11 ~­
i benefici degli dei: la comp~r5a dei de~ti _e, l'a~tribuzione dd h), per_ esempto, l antma lasc1a ti corpo d el futuro defunto, va
nome 67 introducono Ja nascita alla soo altta (tl poppante-ac- a sog~tor_nare n ella cap a nna delle d onne che hanno le m e-
qua, come d ico_n o i -yenda, o _il p<>f_>pan~~-c-"~m!co a~partiene st_ruam~m, ~assegg ia nella c savana ,. ch e si trova a sud del
oTmai allo spazw soCJale d el vt11agg w ); l _mlllaztone ~ol'l_lp~rta V11lag·g~n e nt? rna, ne lla casa f~mil~are - a volte anch e dopo
una ri-nascit a simbolica (l'accesso alla ptenczza) assat pw ·~ ­ un a n no- af!inche la mo~r~ fìstca s1a consumata. O può a ndte
portante e significativa della nascita uterin~ ; il matnmonu~. es~ere .la per~colosa cond1Zione dell'in dividuo la cui a nima
condizione d ella procreazione, assicura la vtta del gruppo, Il o 1_1 CUI doppto s~>~o stati c d~ vorati » d allo « stregone » ,. d H·
suo prestigio e il suo rinno va rsi n_tediant~ l'all_e anza ~ra da~ ; pnma o pt~l fin1ra per monrne. com 'è credenza d ei Ba-Ila
il vecch io, benc hé biologica mente mdcbohto, dtvent~ t~ Sagg w ~ella Rodesta, deg li Agn i d ella C osta d 'Avorio, dei Diola e d ei
per eccelle nza e l'lniJiatore . i l « condu.u o_re d ella t~tbu " (ge: Serer d e l_Senegal. Nel p r imo caso !"a nima a b ban do na il corpo
rontocrazia): q uanto alla mo rte. essa e l at to per_ ~l q uale St del « delt~ntu » perché l'uo mo, virtua lmenre, è morto: n el
nasce, - il cadavere viene spesso d isposto n ella posiZione fetale secondo, l uo mo sta mor endo perché la sua anima !"ha ahhan -
- come ricompensa supre ma, a lla vita del l'antenato.~ . rlo~ato o perché si è cc d esostam:ializzata » . Infine. Io stad !n
t. appunto l'esistenn o l'inesistenza di questa rel_a1.1one dta- t~lumo de~la morte si verifica o qua~d~> lo scheletro è co111 ple-
leuica a d i vide re i l mondo oc:cidenta le d alla soctetà negro- tarnente -~comparso o q ua ndo la tan11g lta cie l defunto si è: e.~ti n ­
africana. Oa no i la naS<:it a,001 il ba ttesimo, l'inizia:lione (o m e- ta o ~1 ua~~o, _ave~do pers~ il ricordo del morto, no n p 11 i, p[il
g lio ciit c he ne resta : « prima com u n ion e ". « festa delle ma- farg_lt sacn _fìcJ: SI tratta d1 u na m orte escatologica chf", come
a~b1amo g1à detto, n o n corrisponde necessariamente ad un a u -
70
tricole ,. ...) o i l matrimonio espello no l'idea della m ortc: e
d 'altra parte la vecchiaia_e la ':llorte non ha n_n o piit alcun _ra p - m e~tamenro ~otale e de ~nitivo, e che appunto per qu~~to
porto con la na~it:a: 7 '.n trov~amn d~mque tn pre~enza d1 u~ a?bla r:no. defì.ntto com~ soctale. 72 Esistono dunque, nella m orte,
processo irreverstbtle s1a sul pea no det mumen t t-chtave (temp t dtverst ltvd!J. Presso 1_ Ba- ~ongo (Za ir e) la morte è in p r imo
forti ddl'e~i stenza) sia su que llo dd suo andame nto generale lu(~gc~ t~rrestre_: _le a~ume s1 perdono n e lla savana e n egli ac:-
(nasrita ~ ad o k sc-ema ~fase aciul~a ~ vec~~ ia ia _ : morte ). quttnnJ l u ngo 1 fìum1 : sun :essivamente, in nn tempo pi it 0 m c-
Se poi consid eriamo la morte in sé, 1_ N ~gro-a fnca nt o parla n~1 no hreve a seconda dell' imp<>rtanza d ei r uo li so<:ial i, le a u imc;-
di morte-che-si-sta-fafendo (mo rte ltl IStan za) nella quale ti muoi~t~o d i n uovo: q uelle d e fie donn e, d ei hambin ì. ò ei can i
favo~lt~ dei _cac~i~tori in capo a q ualch e mese ; quelle dl~;~l i
66 LV. Th oma•. R. Luncau. A nlhro(ml".~ir· n·li{!.iCII.(C Tll~l?:"'-1//riwinC'. uomrnt ordman m capo a qualche a nno: q ue11e rlei no ta h i 1i
Larnu.•sc lq74. l - • · f ·1 cf dur~_no per cinque/dieci anni: per pit'l d ecadi quelle d ei cari
fì7 F: nel m nm~ nto in rul a ppaiono i. rlcnt~ d1c a mort a 11\a m anll e 1- e pn_• a lun~o anc~l~a sopr~vvm_m~~ le a n ime ctei grautiì capi
minuisc~ no tevolmente. Pt>r q ul'stn mot1v" SI at kndc q uesto momento p er
inteE(rare il hamhi no-cnsa ndla vita. sociale. , .. . e det gr~nd r han?rt.J; solo t fì g h tir M ' Ba nga la, la rlo n na dai
&'l L'antenato che entra m un c~1 sh:re •c n1.a fine c un c-oncentra to d t vita nov~ sent progemtnce di t u tti g li Yombe, sono immortali. Sc-
spirituale. Se il 1•adrc JlctlCTil • il nc•;~a_t.,, l'anknato. ç.artcc•pa ~ que~ta ~nahamo c~e ~uesta ~orte defin itiva r igua rda la prr.Hma, no n
co-fecondazione c la suo:t par k ~ la pm nnpurtantc. L antcn:~tu puu fnrn1rc
a numerosi n~nnati r~ncrgia vitale ncressana alla lnm compar.1a . t dunque: l essere, potche le amme emi " dist rutte,. .~i foudouo nt lla .~11 .
di per sé fonte di vita. . . . . . , . .
('9 Tranne n el rasu m cu1 VI s1a mnrtahta o ffillrlc rl cll.> par~oflcnte.
;O La madre .. mantidc r<:li~ima • vive il m~trimoniu ·~cl figlio com~ unil d / 2 La. st~ssa Co$a si _dice _in Occidente, in pa rt icolare nel CJSll di un
morte: pe r lo mcnn avverte un dcsi rlnio inc,onscin_eli ucc;de~c la nuor~ eh= ~ unt~ m g •us ta_mcnte dlmc:ntlcat_o. o_ se non si (: fa tta giustizia. Cn~i. a
le toglie: il ~un .. fa llo prdcrito1 • : t utto cw . hen1 n tnn e v1s~uto a hvd lo propns1to rl~J g 1ovane h ceale m • ~tuws~ ment e a.~~assinato (• Lr M<•nde • .
fanta.~maticol. 2p~-29 g en ';'a1o . 1973). ha pututn usare il tit(l ln : /,11 !l'o mda m o rir di / t'tm-
71 Anrhc- •c ·" dice d•·l g n l11M> rhc • r itorna a11"infanlia • . lrTrt> Th rt~rn.m. l'· 16.
~tanza dei geni.73 Presso i Serer (Senegal) quando l'anima più_corporale. Ma dichiarò che la terza morte, quando sarebbe
lascia il corpo ci troviamo in presenza del kon o paf (morte arnvata, sarebbe stata l'ultima. Diverse sindromi morbose com-
latente o in istanza); poi si ritira definitivamente : allora il portano fenomeni del genere, la cui struttura vissuta induce
soffio vitale si spegne, il corpo marcisce, il defunto raggiunge il paziente a parlare di una successione di morti. Come quan-
gli antenati a Sangomar, a sud della Punta di Palmarin (morte . do prova, con uno stupefacente sentimento di certezza, la sen-
fisica, morte sociale); infine sopraggiunge il ngel bagtan, quan- sazione che soprattutto i suoi organi si trasformino. È la pri-
do non esiste più nemmeno lo .scheletro o quando il ricordo ~a ~o~te. Poi gli organi si deteriorano e muoiono. Il soggetto
del defunto è dissolto; il morto allora soggiorna a Honolu. s1 dtchtara allora MORTO-VIVENTE . Investito fino nel profondo
nel centro della terra (morte escatologica). Gli antenati im- d~l su~ io ~a q~esto terribile sentimento vissut<>, uno di que-
portanti, a volte divinizzati (Pangol), si sottraggonò a que- stl pazienti ragtonava così : « Essendo già mor to, non posso
st'ultimo stadio. Nella morte definitiva, o non ci sono più su· p~ù morire, sono immortale.» Nella sua coscienza malata egli
perstiti per sacrificare in onore del morto (Serer), oppure il vtveva con terrore una condizione che si potrebbe definire co-
d efunto non ha piu abbastanza forza per mettersi in contatto me di VIVENTE- MORTO. Vanno ancora segnalati i catatonici a
con i vivi (Ba-Luba)... Credenze del gener~ mirano, inconte- .: facies da morti ». Durante il loro stupore questi malati han-
stabilmente, a svolgere una funzione rassicurante, tant'è vero no il se~timento di essere dei morti viventi. D'altronde alcuni
che questa " trasposizione logica di un ·avvenimento che si di loro si avvolgono nelle lenzuola come in un sudario e se ne
sottrae alla logica » diventa un mezzo terapeutico di lotta stanno immobili per intere giornate.
contro l'angoscia. Di ciò, ,nelle nostre società occidentali - L'oppo_siz~one morte istantanea/morte progressiva riappare
a parte beninteso la speranza nell'immorta.lità dell'anima - nella disunz10ne murte che si prolunga/ morte improvvisa. L'a-
restano solo frammenti d i credenze. " gonia varia da qualche ora a qualche mese, o a qualche anno
La nozione di morte progressiva che si articola attorno al come nel coma profondo. L'uomo infatti impiega un dato tem-
« punto morte ,. ~ decesso constatato dal medico - e poi at· ~ per morire .(sappiamo anzi ch'egli comincia a morire a par-
torno ai funerali o ai r iti di lutto che consacrano la separazio- ttre dalla nasCita), allo stesso modo in cui impiega un certo
ne dei vivi dal defunto, sia a monte (morte in istanza). sia a tempo per nascere. Tuttavia l'inevitabilltà della morte pro-
valle (morte come transizione, trasformazione, appello a un gressiva non impedisce che esista anche la morte istantanefl:
nuovo destino o nell'aldilà o nelratdiqua per me;fZO della re· .,. Per la medicina, ciò che ha ricevuto il nome di morte istan-
incarnazione, e forse mediante la criogenizz.azione), può anche tanea è la morte che non è preceduta, o che è stata preceduta
venire vissuta, a livello di fantasmi, curiosamente sotto form:1 per un periodo di tempo troppo breve, da fenomeni morbosi ·
di fasi diverse da parte di certi malati di mente. Ecco un caso e inquietanti, » sottolineava Brouardel nel l ~95: e aggiunge-
assai tipico riferito da J. Susini.74 In una prima fase, il malato va, per definire questo tipo di decesso : « Incidente imprevi-
divenne l'oggetto di un'indescrivibìle sensazione di sdoppia- sto in una malattia sconosciuta che si è sviluppata senza desta-
mento, ch'egli assimilò a una prima fase di morte, e più pre- re attenzione. » Ci sarebbero in realtà tre tipi di morte istan-
cisamente alla « morte spirituale -.. Questa fase durò nn an- tanea: quella provocata dall'iucider1te (persona schiacciata da
no. Successivamente subì una profonda modificazione del suo un veicolo o uccisa da un obice in guerra) e che per questo
stato, ch'egli qualificò come una seconda morte, questa volta fatto è esogena; quella che dipende da 1ma causa iutema che
improvvisamente entra in al t o come lo u·atto di im grilletto:
cedimento dell'apparato circolatorio (malattia delle corona-
73 l Buma dc:llo Zairc: parlano di « morte: assoluta • {magpa ngpa ipe) o
di • seconda morte: " che sorprende colui che ha preso la forma di un ani- rie, embolia polmonare, cardiopatia reumatica, endocardite
male selvaggio c viene abbattuto da un cacciatore. t • la morte dopo la batterica, pericardite acuta... ). del sistema nervoso centrale
quale: nun reita piq niente di lui ... (emorragia meningitica o cerebrale, meningite purulenta acu-
74 L'étre lunnain devant lo mort. Le chagrin et le druil, • Bull. Soc.
namttologic ... [, aprile: 1967. ta, rottura dell 'aneuri.~ma), delle vie respiratorie (pneumonia

210 2ft
lombare, tub~rcolosi), del sistema gastro-intestinale (emo rra- si trova di fronte a una sincope prolungata con stato d i morte
gia ga_5tro-intestinale massiccia. pancreatite acuta emo rragica, apparente. Alcune scosse muscolari, qualche soprassalto iso-
peritonite acuta), o dell'apparato urinario (pielonefrite acuta); Jato o alle volte una convulsione generalizzata accompagnano
infine, l'eJecuzione capitale. Alcune mort i istantanee possono la distensione d elle jugulari, la cianosi si accentua.. i movi-
dunque essere assolutamente imprevedibili (incidenti), par- menti r espiratori si distanziano sempre di più e il dramma si
zialmente prevedibili ma a scadenza del tutto igno ta (certe ma - conclude. Questo fenomeno morboso è identico in tutte le
lattie), o del tutto prevedibili (condannato alla forca): il deno- morti, ma negli altri casi si prolunga nel tempo : nella morte
minatore comune è l'immediatezza del decesso e la coscienza subitanea è invece rapidissimo e soprattutto interviene in
limitata dc:l morente. Tuttavia, da un punto di vista medico modo inatteso in un soggetto apparentemente in buone co n-
e legale - una volta tanto d'accordo - si tende a restringere dizioni di salute o che reca in sé delle infezioni che ignora e
la nozione di morte subitanea a qualsiasi morte naturale che determinano la brutalità della morte, che penetra così nella
sopravveJ\ga in un soggetto in buono stato di salute apparen te sua malattia. :a La morte istantanea, che rappresenta il IO %
(o in cui quanto meno lo stato fisico deficiente sia nettamente delle .morti naturali, sarebbe dovuta (inchiesta Burch, 1967,
spropon:ionato rispetto alla morte) e che prov.ochi un'agonia 8.000 casi) per il 51 ';10 a un'affezione cardiaca (trombosi, in-
molto breve - 15 minuti circa - e dunque sia tale da sor- far to, aneurisma), per il 18% ad affezioni polmunari, per il
prendere i conoscenti e si effettui contrariamente all'aspettati· 14% ad affezioni del sistema nervoso cen trale, per 1'8 % ad
va del paziente. Si può dunque definirla come : c Qualsiasi affezioni del tubo digerente...
morte che risulti da una causa non traumatica in una persona
che non era ricoverata all'ospedale o impedita in casa propria e) Morte dolce o morte violenta
o che non era incapace di funzionare normalmente nella co· Tra la morte dolce e quella violenta esiste spesso, stando al-
munità 24 ore prima della morte, poiché l'intervallo tra il meno a chi assiste il morente , una dicotomia. La prima carat-
sopraggiungere dell 'avvenimento fatale e la morte deve essere terizzerebbe la morte senza agonia apparente in cui, dopo
inferiore a lle 24 ore. li ( L Kuller e collaboratori.) Tenendo gli ultimi momenti di lucidità, il defunto sembra assopirsi per
conto del breve per iodo di tempo che intercorre tra la compar- poi riposare definitivamente nella morte, senza che il suo viso
sa dei disturbi~ la morte, nonché della presenza e dell'assenza presenti alcun rictus o smorfia di dolore. c Questo pover'uomo
di un testimone, si distinguono tre possibilità: meno di 2 o re privo di istruzione, • scriveva il pittore G . Rouault a proposito
con testimone, da 2 a 24 ore con test imone, meno di 24 ore del padre, c ha avuto nei suoi ultimi istanti una ta le umiltà,
senza testimone. Finché la causa del decesso non è stata defi- tanta dolcezza e bontà che non trovo paro le per esprimere
nita, la morte è sempre sospetta. J. Loriot 15 descrive la morte ciò che ho provato. Ho avuto come l'impressione di scoprire
improvvisa, che il più delle volte si sovrappone a lla sincope un'ammirevole opera d 'arte sconosciuta e incompresa. Que-
nel modo seguente : • Il soggetto ha una obnubilazion~ psi· st'uomo così silenzioso e sem plice durante tutta la sua vita e
chica nel caso in cui t'interruzione della circolazione cerebrale persino chiuso in se stesso, è sbocciato nel mo mento in cui mo-
duri da ~ a IO secondi ; a 20 secondi compaiono l~ v~rtigi ni : a riva. li' Troviamo evidentemente, in una descrizione del gene-
~O secondi la sincope è evidente : il soggetto perde brutalmente r e. un'interpretazione assai soggettiva 76 e giudizi di valore che
coscienza, impallidisce, il suo corpo si affloscia, il battito del probabilmen(e ne limitano la portata. Tuttavia, vedremo piì1
polso scompare. Nel giro di meno di un minuto entra nello sta- avanti che, per il cristiano convinto che ha vissuto un'esistenza
dio della sincope durevole con pausa respiratoria; più oltre, ci di carità e crede nella Resurrezione del Cristo, la morte è un
dono di sé che si esprime nella serenità. t. proprio una mone
15 Appmche stalistique l'l malihe d'aulrJfJsin médico-Jégales (Considé-
riJtion.s sur /~ suicide et la m n rl mbitf"). Tesi dì dottorato ìn medicina, 76 La morte assai dolce di cui ci parla S. de Beauve~ir è in realtà una
.Parigi l !HO. p. 119. morte a troce. V~dcrc Una mnrle dolci.u ima. np. cit.. pp. 1!-t -H.~ . 9 1.

2tl
.
,,
senza sofferenza che S. de Bcauvoir desidera per la propria - Il gio~ane .~·· 19 anni.• tubercoloti~o, viene colpito da
madre e per se stessa mentre l'assiste, dato che non vi è niente f ;
u_n acc:esso d t ddmo con anstetà pantofobaca. Muore per infe-
di peggio che soffrire la morte dell'agonizzante. c Ma perché ztone mtercorrente, calmo e disteso, canticchiando una canzon-
tormentarla, » d ice ai medici, c se è perduta? La lascino mo- cina alla moda : c Mexico... • . ·
rire in pace. » E più avanti precisa: c Nella gara di corsa tra Quanto ~ll'urlo del morente, cosl simile a quello del neo-
sofferenza e morte c i auguravamo ardentemente che questa ?~to . (asfissta le~ata ~lla rott ura del cordone ombelicale), non
arrivasse prima. Eppure, quando mamma do rmiva, col viso e tnsteme un gndo dt sofferenza e di sollievo? Il che faceva dire
esanime, spiavamo con ansia, sulla liseuse bianca. il debole a 'M . Basquin : c impegnarsi sul tragico della morte sarebbe
moto del cordoncino nero cui era appeso il suo orologio: la per ~e . uo'.i~~gnarsi assai d i più sul tragico dei comporta-
paura dello spasimo finale ci torceva lo stomaco. » n Resta però menu n peutt~t, ma è qualcosa di assai più particolare. • 19
un interrogativo, tanto insidioso quanto drammatico: ci si può La morte v10lenta non implica necessariamente· sofferenza
fermare alle apparenze? Un viso calmo e riposato esprime ne- così come la morte dolce non è una morte senza dolore. Vio:
cessariamente una morte dolce? E basta una facies torturata lento, infatti, si contrappone soprattutto a naturale. Secondo
perché si esprima nel morente una sofferenza insopportabile? il Lar~usse, la morte viole~ta è dovuta c a ll'impiego della for-
Le modificazioni del tono muscolare sono sufficienti per appor· za o dt qualche brusco acctdente •: colpi, ferite, traumatismi
tare nel.l'espressione del viso delle perturbazioni che troppo d'or~gine c~im~nale (assa~sini, uccisioni) o delittuosa (omicidi,
facilmente si è portati a interpretare proiettandovì i nostri co!p_a e ferue mvolontan), o può anche derivare da un atto
fantasmi. Non si sono visti, nella maschera dei torturati, ap· SUlCtda, o da un incidente sia fortuito sia causato da uno sba-
parire dei sorrisi inaspettati (come noi abbiamo potuto vedere glio della vittima medesima.
nei visi dei Biafrani caduti in mano al nemico)? c Ci sono bea- c In breve, la murte violenta è quella che non deriva da una
titudini, » osserva A. Fabre-Luce/ 1 c che esprimono regressioni evoluzione normale delle leggi naturali relative a lla malattia
intellettuali e terrori che esprimono crolli nervosi. Tutto ciò o a lla degenerescenza ma che deriva invece dall'intervento di
non è veramente <segnato •. Uomini colpiti dallo steSso ma.le un e lemento estraneo e brutale. » ., Secondo l'art. 8 1 del
si somigliano nei loro u ltimi istanti. » Tutto sommato, non Codice civile : c Nel caso di segni o tracce di morte violenta
è azzardato credere che ogni morte comporti i suoi istanti di o di altre cir~ostanze. che la facessero sospettare, non si potrl
dolcezza (euforia finale di chi ha sopportato sofferenze atroci) ~roced.er~ all mumaztone se non dopo che un ufficiale di poli-
e di dolore. C i sono fenomeni di remissione pre-agonica, in zta as:sast1to da un dottore in medicina o in chirurgia, avrà
particolare in certi deliranti cronici, che sono insieme com- steso 11 verbale sullo stato del cadavere e de lle circostanze rela-
moventi e misteriosi (crollo delle barriere psichiche? regres- tive... » A seconda che si tratti della morte violenta di natura
sione a uno stadio infantile?). J. Dehu c i ha comunicato le due c~iminale, della mone violenta di natura sospetta, della morte
osservazioni seguenti: v~olenta che esclude ogni seguito giudiziario (suicidio 0 in-
- Z., colpito da psicosi allucinatoria cronica, aggressivo, c~de~lt~ dovuto a un ~rrore della vittima), le modalità sul piano
insulta ogni giorno la giovane infermiera, le scaglia contro gtundtco saranno d tverse. Bisognerebbe ricordare anche le
dei sassi e si abbandonerebbe a vie di fatto se non intervenisse morti violente dovute ad attività ludiche : giochi del circo sotto
il personale. Nel corso di una bronco-polmonite, a 65 anni, Nerone e oggi le corride.11 Più in generale si può dire che lo
parla amichevolmente alla sua c nemica» ... Il contatto si sta·
bilisce facilmente, come tra un padre anziano e sua figlia ... 79 Le viuant el l'humain. Débat, in MaitriJer la vie1, Desclée de Brou-
Muore qualche ora più tardi... wer 1972, p. 70.
80 , . Montreuil, M. Scrvoz, Les intervenlions de polie~ en matÙre de
déces, m Mort nature/le et mort violn~le, Suicide el sacrifoce, Mauon 1972,
77 Op. cit., pp. 28 c 72. p. 58.
78 Op. cit., 1966. p. 12&. 81 Il rischio di morte violcnt.- è allon .U1oluto per l'anim.-1~. co1 l come

214 ,
sport ha dei rapporti simbolici con la violenza e la morte. dei re bantu. La morte in se stessa è sempre violenza (e i ro-
« Ci si imbatte innanzitutto nella violenza. ì. una violenza r e- prassalti ~el morente la potrebbero trad-urre) ed è per que~t ·>
golata. Ci si imbatte in seguito nella morte. P. una morte rap- che_la ~1età, .allo scopo di preservarsi da questa violenza con-
presentata. Dunque non si tratta più effettivamente della mor- tagwsa, ·~la .tl ~efunto, gli crea attorno il vuoto, moltiplica
te. In altre parole. scopriamo nello sport un esercizio di anni- le precauz1ont, ncorrendo al doppio gioco dei riti funebri e
potenza nel quadro di una anti-società e un'esperienza d'im- dei comportamenti di lut~o. Sembra che in ciò vi sia una 1e~ge
mortalità nel quadro di un'ami-religione. Si può legittima- fo~damentale guant<_> un~ve~sale, ~ proposito della quale R.
mente parlare di anti-società. C'è una regola che riunisce co- Gtra~d ha forntto sptega.ZIOOJ particolarmente esatte: « Quali
me in ogni società, ma questa regola -che già stupiva Ana- che s1ano le cause e le carcostanze della ~na morte, chi muore
carsi - è il contrar io delle leggi della comunità, poiché auto- si trova sempre - di fronte all'intera comunità - in un
rizza la violenza e la innalza a valore. Si può parlare anche di ra~p<Jtto an.al<)g? ~ quello del capro espiatorio. Alla tristezza
ami-religione. Si vuole, come in ogni religione, salvare la pro- de1 . sopravv1ssutt s1 mescola una strana mistura di spavento
pria anima, ma quest'anima si può riuscire a salvarla solo e d1 conforto propizia di proponimenti di buona condotta.
obbligando altri a perdere la propria. ,. az Ci si può chiedere La ~orte del singolo appare confusament6 come un tributo
se i giochi con la morte propri di certi sport (alpinismo, corse che st deve pagare affinché la vita collettiva continui. Muore
motociclistiche o automobilistiche) non comportino insieme a l- un solo essere e la solidarietà di tutti i vivi si trova rinsaldata ...
la ricerca dell'esaltazione di sé un desiderio inconscio di di- La vittima sacrificale muore, sembra, affinché la comunità
struzione : anche quando !ii proclami, con quel glorioso cam- minacciata di morire nella tua ·totalità con lei. rinasra alla
pione che fu F. Cevert, che « il solo eroe è colui che vince fecondità .di un ordine culturale nuovo o rinno vato. Dopo
e sopravvive. Non ci sono eroi morti ,._ Ma aggiungeva: « bi- avere semtnato dovunque i germi di morte, il dio, l'antenato
sogna essere pronti a morire ad ogni corsa ,. . o l'eroe mitico, morendo essi stessi o facend o morire la vitti·
· Mort( c violenza ne11a guerra, morte e violenza nel genoci· ma da loro designata, recano agli uomini una nuova vita. Pe:-
dio, ma morte e violenza anche nel sacro. In realtà non c'è ché stupi~si che la morte, in definitiva, venga per<:epita r.ome
sacrificio - animale e umano 13 - che non si svolga nella vio- sorella pnmogenita, !le non addirittura come sorgente e martre
lenza o non supponga un'atmosfera collettiva di violenza: l'ab- di ogni vita? " ~·
biamo già visto a proposito della morte dell'animale immolato
agli dei o agli antenati: vi ritorneremo a pro posito del dei- f ) Buona o mala morte
cidio," della morte feconda, o dei rituali di ringiovanimento La morte concepita non è solo una realtà intellett ualmente
in tesa: a poco a poco essa si investe di legalità, di normatività
si v~dc nei combattimenti dci galli. e l'inh:ro pubblico che ba bisogno dì
e di~enta il cen~ro di .giudizi di valore apertamente espressi.
viclenza ~ che la r~clama.
8'l B. J~u, 'Toult"-puiuanct rl immortalit; ou /es arrière-pauées du sport, C1ò traspare gtà al h vello della distinzione morte "orma le i
• Ethnopsycbologie •. 1, marzo 1972, p. l.l. morte sospetta. Se ogni morte violenta è, almeno per un certo
· 8S La morte violenta dd fabbro. dello stregone. dd mago e in generale
di ogni p~nonaggio che passi per godl!re d'una qualche affin ità part;colarc: tempo, anche sospetta - finché le sue cause non sianc> chiara-
con il sacro, può situarsi a metà strada tra la violen:r.a collettiva spontanea mente definite o identificate - essa tuttavia non e~aurisce tutti
c il sacrificio rituale. Da quella a questo non c' è alcuna soluzione di conti- i casi possibili' di morte sospetta: M un decesso apparentemente
nuità.. Comprendere questa ambiguità significa p~netrare piu a fondo nella
comprel'lsione ddla violenza fondatri ce. del sacrificio rituale c del rappo~to naturale (una crisi cardiaca, per esempio) può diventare so-
che unisce questi due fenomeni. Vedere L.V. Thomas, R. Luncau. op. nt.,
1974.
84 La morte rituale d~gli dei era nota agli antichi: crocifissione {Odeo, 85 R. Girard,' L'! uioll'rl.t:e et le .sacr~. Grasse! 1972. pp..~.~3-3.'i4 .
Baal, l ndrtl): smembr.ame~to (Osi~is): i'!'pi~cagion~ (Attis). Con Atlartc:, il . 86 Secondo l articolo 74 dd Codtce d1 Procedura penale francese. si tratt:J
rituale si evolse: imp1ccagtone, pot croctfìsstone e. mfìne sm~mbramenlo. La d1 una morte che non appare naturale c. pur non prese.ntanclo neces.~aria ­
morte rituale del Cristo &i rifà, in una certa misura. allo stesso ,;ioco di mente l'evidenza di una morte crimin,a le.. tuttavia è suscettibile di nceultarc:
credenze c eli atteggìnm~nti ~imboiÌci. gli elcml'nti di un crimine o di un rlditto.

216 217
spetto se le informazioni raccolte possono far pensare a un av: ma di uno str~gone che gli abbia divorato l'anima o il suo
velenamento. Il sospetto può addirittura coinvolgere ~efunu doppio? non è qualcuno dei suoi parenti che l'ha fatto perire
già sotterrati che bisognerà disseppellir:e (fu questo ~l ca~. mediante un sortilegio o il veleno? il defunto è stato punito
a suo temJX>. delle c vittime • di Marie-lkstillrd). Le sttuazao- dagli dei per aver~ infranto un divieto o più semplicemente
ni che fanno pensare a una morte sospetta sono numerose : doveva morire? Il carau~re sospetto si lega anche di più a
rracce di violenza sul cadavere,87 circostanze del decesso." infor· quella che più avanti chiameremo la mala morte. Di conse-
mazioni arrivate alle pubbliche autorità ~ testimonianze, lette- guenza è importante fare tutto il possibile per stabilire la cau-
re anonime. In una parola, c il sospetto procederà spesso da un sa esatta del decesso: divinazio ne, interpretazio ne dei sogni,
ventaglio di indizi (nel senso più largo del termine) _cos~ituito confessione obbligatoria e soprattutto interrogatorio del cada-
dalle prime osservazioni dell'inquirente (constataziOni fatte vere.91 Allora i colpevoli potranno essere puniti e i geni o gli
sul corpo: tracce diverse di violenza, posizione del corpo, sta- antenati soddisfatti, mentre si porrà un termine al terribile
to degli abiti, ecc.; constatazioni relative all' c a~~ieme »: con- potere di disordine e d'impurità provocati da una morte -le cui
dizione dei luoghi, tracce di lotta, ecc.), daHe pnme constata- cause o modalità non siano state spiegate.
zioni mediche (sia del medico di stato civile che di quello La distinzione buona morte l ma la morte propriamente detta
richiesto dall'O.P.J. sulla base dell'articolo 81 del Codice ci- è al culmine di tutta la deontologia negro-africana. La buona
vile) e dalle diverse informazioni raccolte altrove (denunce, mor~e- è quella che si compie secondo le norme previste dalla
vod pubbliche, ecc.) ...tll • . tradlllone: condiziòni di luogo (morire nel .villaggio); di tem-
La posizione del Negro-africano et appare molto dtversa. po (morire quando si è molto vecchi, quando si è compiuta
Certo, ogni morte è naturale nel senso che è stata voluta o be?e ~a p:opri~ m_issio.ne e si hanno molti figli per piangerei
permessa da Dio : 90 c Colui che ha foggiato il cranio è il solo e farct de1 sacnfic1); dt modo (morire senza sofferenza, senza
che lo sconquassa », ci dice un proverbio bantu. Ma il fatt~ infortuni o malartie infamanti, nella pace,91 senza rancore né
che questo o quello muoia, e a maggior ragione quando no~1 ~~ risentimento). Essa non provoca l'intervento pericoloso, per-
tratti di un vecchio, resta sospetto: non potrebbe essere vtttl· ché terribilmente contagioso, del numinoso: essa può essere
• naturale • o c rituale » (morte simbolica, dunque rappresen-
87 Un cadavere viene trovato sui binari della ferrovia dopo il pa.ssag&io tata al momento dell'iniziazione; morte sacrificale, dunque rea-
di un treno... ma i polsi c le caviglie r"cano lr<t~ce di . legacci d_i eu! li le, sanguinosa): essa è necessariamente una bella morte. La
scoprono dci pcui vicino <ti cadavere... Un altro V1«1e ntrovato dmutlco- buona morte, si dice, è bella e dolce perc hé conduce presso il
lato sullo. strada, giust11 al di sotto di una finestra aperta dd 1~0 appart_a-
mento al 5" piano... ma l'esame del corpo rivela _la pres~za d1 un_a fenta c padr~ • e gli antenati. c Morire è dire al proprio padre :
so~pctta all'addumc. Il adavcre di una doma v1ene ~ npescato • 10 mare eccom1 », cantano i !>igmei. c E che io muoia improvvisamen-
dopo una nuotata puramente casuale. stando a qlallto d ichia..ra il m;,arito...
ma l'esame del corpo rivela l'esistenza di trac_ce _che. ~urtano a credere _che e~ per ~~n~ere nella rivelazione della bellezza • . Senghor fa
la vittima abbia sostenuto una lotta (e.scmp1 nfenll da J. Montreu1l c dire allmutato.'1 La mala morte, essenzialmente anomica, di-
M . Suvoz). . . . . . . . s~nsatrice d'impurità e di disordine,~ appare come rivelatrice
IS!I S per esempio ~sospetto,. che 1l ca~averc_ d1 un_ 1mp1ecato abb1a 1
piedi a mezzo metro dal suolo quando no? SI trov1 sotto 1! suo corpo né una
sedia né- uno ·~;,ab ello né un _a ltro ~ob1le od ~gg:ctt~ che . possano . eue~e 91 Veder~ la parte IV: Dalla Pttlrefa:iunt~ all'immaginario.
serviti al disperato (uno di no• ha vusuto una s1m1lc 1potes1 : la _se~'" ut~­ S2 Ci d: mori~e . in r~~ola con _g li dci, gli antenati e gli uomini, dunque
li:r.uta dal disperato per impiccarsi era stata. sp'?s~a~a d<11 pnm1 teah· nella pace che da ti sentimento dt 01ppartenenza aJia comunità. "E: un buon
moni !) ... E: anche • sospetto • che una persona s1 su1c1d1 con una pallottola figlio, non mi ha infastidito, non ha mai infastidito gli altri, ha fatto i
nella nuca. Occorrerà tuttavia essere diffidenti vc:no i suicidi camufh.ti da sa~rilici _alla. ,nascita. dei suoi figli • : e questo l'addiu di un vecchio al pro-
crimini. . priO fìgbo ~ta vecduo c che la v1ta ha colmntu di successi.
119 J. Montrcuil, M. Servoz, La inttrventions de police en matièrt de 9.'J " ... C est le long chemin de la Guinée
dich in Mort nuture/Jt l'l rrwrt violente... , op. cit., Masson 1972. pp. 68-69. La mort t'y conduira
90 Sia come conseguenza di una colpa umana, sia a _causa d! una fa!•a Tcs pèrc10 t'attendent tana Ì!Dpatience "• S!:rive il poeta J. Roumain.
manovra (Pt'rll<'rled m~ssagt). Vedere L.V. Thoma.s. Ctnq essau, op. Clt., 94 Il cadavere, nelle culture ant1che, è stato aasai spc:no s~onimu di
19611. lordura. Il );,atino funesltu aignifìcava sporcato dalla prc:1cnza ddla morte.
della collera degli de i. Essa colpisce gli individui che hanno di morire vicino ai suoi, nel villaggio, in armonia con gli an-
commesso uno sbaglio grave e si manifesta perciò in circo-· tenati. t per questo che la morte istantanea è spesso temuta
~tanze speciàli brutali (con il fulmine, per annegamento), or- dato ch'essa prende alla sprovvista non importa chi, non im-
ribili (impiccati, lebbrosi) o insolite e in ogni caso anormali porta quando né dove, privando-l'uomo-in-qualche-modo-del-
(donna incinta, partoriente, iniziando durante il periodo del la-sua-morte:~ vedremo più avanti che il vecchio negro-afri-
ritiro). Essa riguarda anche gli individui socialmente pericolo- cano si sforza appunto di conoscere il giorno e l'ora del suo
si o male integrati, o troppo sìngolarizzati (alcuni pazzi, gli trapasso.
stregoni antropofagi, a volte i re troppo dotati di nul,llinoso). Anche il mondo occidentale conosce la contrapposizione
Infine, anche sparire senza discendenti è un morire di mala buonafmala morte. Secondo la tradizione cristiana, ad esem-
morte: nessuno potrà pii1 sacrificare in onore dello scompar- pio, la buona morte è innanzitutto la morte serena e accetta-
so; privo del viatico necessari~ per il grande viaggio verso ta.96 Essa presuppone tre cose. Innanzitutto la credenza nel mi-
l'aldilà, il defunto non diventerà mai antenato: il che rappre- stero pasquale, mistero di morte e resurrezione per eccellen-
senta veramente la rottura-annientamento. Modi di vivere, si- za, dato primario dell'adesione: « Se il Cristo non è risorto, »
tuazione nel gruppo e imprevisti congiunturali devono così proclamava san Paolo, « la nostra fede è vana. Allora tanto va-
essere tenuti presenti n ella valutazione della natura e del va- le mangiare e bere! » Quindi la completa coerenza tra vita
lore del morire. I Nawdeba del nord Togo parlano di tre individuale ed esigenza della carità:'7 in questo caso si è certi
specie di defunti. Chi durante la sua esistenza~ è stato buono, di morire testimoniando il Vangelo e con la ferma sperama di
pio e muore in tale stato ucciso da un malfattore, o da un vedere Dio. Infine, il soccors() di quest'ultimo: nei Dialoghi
mago o uno stregone, o semplicemente richiamato dagli an- delle Carmelitane, G. Bernanos ci dipinge il dramma di una
tenati, vivrà felice in compagnia di questi ultimi. Chi non ha giovane ~uora che trova nella grazia divina la for1.a di superare
condotto una vita irreprensibile e non ha onorato abbastanza la paura della morte che le lacera il ventre: tra lei e la sua
gli antenati ma ha commesso colpe riparabili, sarà cacciato _n el compagna, ci dice, è avvenuto un « transfert mistico di co-
c campo vicino ai demoni • dove conoscerà i peggiori tormenti raggio •. Ciò perché la buona morte presuppone anche d ignità
e non potrà partecipare ai sacrifici e alle offerte in favore de- e distacco : 98 quando l'agonia sopravviene con i l suo corteo
gli antenati; ma dopo l'espiazione li potrà raggiungere. Infine inevitabile di mali e d'angosce, il moribondo dovrà offrire
l'essere fondamentalmente malvagio, come lo stregone, se vitti-
ma di mala morte conoscerà nel Kpam Lonttm una vita defi- 95 T .E. l.awrwce, in l u tte pila1tri dd/a .wggc::Z(I (Bompi:tni 1%3.
nitivamente errabonda in preda alle peggiori sofferenze. 2 voli.) ci descrive assai bene la preferenza degli Arabi per la morte lenta
Questi due volti della morte, l'uno comune e abituale (mor· che permette alruomo di abituare il proprio spirito e di trovare curaggio c
rassegnazione.
te dolce e buona), l'altro anomico, eccezionale, dunque ango· 9;') A. Camu~. ci parla de Lo morte fclic:e. Rizzoli 1971: pace del cuore.
scioso, concepito e vissuto come un annientamento, un essere- indipendenza finanziaria. padronanza del tempo, ne sono le principali con-
nulla (mala morte), ci rinviano all'essenza stessa del Negro-afri- dizioni. Sulla mork cristiana vedere Notrr vi!! et nolrr. mori. di R Mc:tl.
!ICE. Paris I !i68.
cano che esiste solo tra gli altri per mezzo degli altri e par- 97 • Me-ri<:, sarò la tua morte! Mo rte, sarò la tua vittoria! Di cnns(',t:ucnza.
tec:ipa all'universofdell'universo. Al di fuori del gruppo, se- durante la nostra vita noi d iamo tutto, se non tenianu; niente per noi. s~
mettiamo tutto dò che abbiamo c siamo nc:l circuito ddlo sr<~mhio. della
parato dagli esseri e dall'universo cosmico, vot~to alla propria parteci~azione. della co_munione. anche ~razie a . noi la morte vurà rifon-
solitudine, egli non è niente, più niente. Da qui la necessità data. ,. J. Cardonncl, Duu eJt mr~rt en }t•Jus-Chrul. Ducros. Bordeaux 19lii.
98 Il disprezzo ddla morte assume forme impreviste: è noto l'atteggia-
mento stoico di Buffet o l'esempio di quei condannati a morte che :~ve~ano
Lordura materiale (soprattutto a.\ momento della tanatomorfosi) e, ancor dipinto il proprio collo dicendo a l boia: seguì te il segno (A. Cnyatte.
più, lordura morale sono all'origine di co,tumi come la toeletta del cada- Siamo tutti assassini). In un racconto cinue, il secondo condannato a
vere (che a volte veniva bruciato, esposto al sole, annegato: donde il ruolo morte scorge una formica sulla quale è schizzato il sangue del primn c-nn-
dd fuoco. dell'acqua purificatrice) e di diveni tabù (oggetti appartenuti al dannato apptna giustiziato. • Crede di cavarsel<t. • egli dice 5nrridcndn: .. m:t
defunto). no. si annegherà nd mio sangue. •

220 Z2t
tutto cii> nelrumiltà e nell'amore, a titolo di espiazi~ne. L'ac·
Y'a tant d 'amour
De souveuir
cetta.zione del trapasso nella serenità ~ nell~ rass~gnaz1o.n~ n"!n
impediscono al cristiano di sperare d1 monre dt vecchtata, m Autour de toi
Toi, la Mamma. 101
mezzo ai suoi e d'una morte cosciente e dolce, a coronamento
di una vita esemplare o che com~rti alme~o. una ro~tura Il desiderio di civettare non manca: l'esempio di Manine
totale con le sue azioni passate se ha v1ssuto un es1stenza dt tur- Caro! è rimasto celebre ... ! «Se prevedessi per tempo la mia
pitudini (è la lezione del ladro buono ~ul Gol~ota). Resta mo.r te, direi: , Mettetemi quest'abito perché lo amo in modo
il fatto che si teme soprattutlo una morte ~m.prov.vt~a, ~he pu? particolare. Pettinatemi. Fatemi il trucco. Voglio essere bella!
sorprendere in peccato mortale e rendere _tmposst.blle tl pent~­ Non so come sarò pitl tardi, dopo qualche lempo... dopo qual-
mento.w L'invocazione c A subitanea et tmpr~vt~ mo~te, h· che settimana sotto terra, ma comunque sia, per me, per la
bera nos Domine ,. occ.upa infatti uno dei pnmt postl nelle m ia immagine, voglio che tutto il pubblico e tutti coloro che
litanie dei Santi. mi hanno conosciuto conservino l'immagi!l.le di questa Mar-
Che ne è, oggi. di q uesto ideale? L'affie~olirsi delle cred~nze tine '· ,. 102 Alcuni giudicheranno superficiale e meschino un
e delle pratiche religiose, le me~amorfost del sac:o: lo shtta· simile atteggiamento. Avranno torto: i tanatotecnici d'oggi,
mento dall'immortalità (nell'ald1là) alla a-mortahta (su que- su cui r itorneremo, lavorano sia per il restauro del cadavere
sta terra) rendono precario, se non insolito (a parte qual~h~ che per la sua conservazione (cancellazione della tanatomor-
generosa eccezione), un simile. modo di . ve~e~e.' Non Cl Sl
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fosi); sia per l'estetica che per l'igiene. Il rispetto per il defun-
crede più, non pii1 di quanto s1 creda all o~nbtle q~ad~o d~l­ to, la preoccupazione di non traumatizzare i superstiti e di fa-
l'uomo che muore in peccato mo rtale, con ll demomo che g1.à cilitare il lavoro del lutto, sono intraprese generose; non so-
viene per prendetlo circondato da zolfo e catene... (vedere 1l no modi per negare la mo rte, come si è (falsamente) preteso,
celebre Sermone sulla morte del peccatore). ma modi per trascender la o, per dirlo più familiarmente, per
Colpiscono anche altri mutamenti qualitativi. Sembra, per addo mesticarla.
esempio, che si dissoci la bell~ morte _dalla bllona mort~, _e l_a Un aspetto nuovo nel ribaltamento delle prospettive potreb-
prima (che ricorda sotto ceru aspetti la mala morte dt ten) be essere anche il pro blema della morte sott ratta. Si tratta, più
tendere-bbe oggi a sostitu i~si alla second~. Questa comporta che della morte mancata (colui che d'improvviso sì smarrisce
sempre lucidità e preparawme. rassegn~10ne e amo~e (c.Tu in una confusione profonda, in uno sbandam ento insieme fisi-
sei il Padre mio e il mio Salvatore, nmetto la mta amma co e mentale : chi, dopo tutto, è assolutamente sicuro di far
tra le tue mani ,. ), speranza nell'aldilà. L'altra, vic~versa •. s~p­ riuscire la propria morte?) della morte-che-ci-viene-presa. c Mi
pone una cena incosci~nza _(una _morte ~che_ non Sl trascma », hanno rubato la mia agonia • , dichiarava un malato che i me-
che arrivi all'improvvtso, ca faceta monre dt sorpresa e sen.za dici avevano fatto sopravvivere secondo lui troppo a lungo e
sofferenza ... e il più tardi possibile); inoltre, mir~ all' immedta- senza il suo consenso; il che ci ricorda il celebre detto di R. M.
to presente, si concentra nell'atto stess~ del .mor.tre.' può al. c~­ Rilke: c Voglio morire della mia morte, no n della morte dei
so permetter.e di tracciare un breve btlanc~o dt ~tò c?~ l es•: medici! ,. Un tempo ci si preparava la propria morte, il pro-
stenza offre dì positivo. (~li uni sperano d t monre vtcmo a1 prio sudario, la propria tomba, a volte mo lti anni prima del
loro: è quel che canta C h. Aznavour in «Mamma» . decesso. Si dice che Car lo v, vestito a lutto davanti al catafalco
che avrebbe dovuto contenerne le spoglie, si mise un giorno a
lls sont venus, ils sont tous là
Avec d es présents pleins le bras 101 "Mi piacerebbe: morire nel mio letto, circondato da tutti i familiari
in lacrime, • dichiarava L. de Valmorin (• Journa1 du Dimanche •. 28 di-
cembre 1969).
99 • Vegliate e pregate P~rch;
~ ~ non conoscete né il giorno né l"or<t, "
102 "France-Soir •. 8 febbraio 1967. H giornale pubblicò una foto del-
dicono i testi sacri. l'attr ice .. vestita di rosa e di visone bianco • .
100 Vedere la parte m.
.,
223
:22:2
pregare per il riposo della propria ani~a dep~mendo poi_ nelle dicano la creazione empirica di uno stile di morte in cui la di-
mani del prete il cero acceso che la stmbohzzava. ~on, per screzione appare come la forma moderna della dignità. :. Ieri
davvero questa volta - ma la cosa aveva ancora amportan- pubblica, oggi privata o addirittura clandestina, la morte idea-
za?- tre settimane più tardi! Ieri l'uomo c sapeva che_stava le ha decisamente cambiato di volto.
per morire, sia che se ne accorg~sse spon~n~~mente, sta ch_c
fosse necessario a\rvertirlo • : ogg• accade al ~tu _delle volte a) g ) Morte feconda o mort~ sterile
contrario: « il • non sentirsi morire • ha sosututto f!~l nostro L'opposizione buona j mala morte ci rinvia alla dicotomia
linguaggio corrente il < sentendo la propria morte _v!CI~a > del morte fecondaf morte sterile che a quell'opposizione è stretta-
xvn secolo • .101 La morte sottratta, la mala morte dt aen, tende me nte legata. Anche se le due contrapposizioni non coincido-
~ggi a diventare nonostante numerose eccezioni ~ 04 il ~od ello no interamente : certe morti feconde sono profondamente am-
se non della buona morte, nel senso vero e propno dell espres- bivalenti (il deicidio, ad esempio), mentre altre morti consi-
sione, almeno della morte convenitmte. . • _ derate buone (dçcesso clandestino di un soggetto modesto) ap-
Un altro tipico cambiamento ci porta a nprendere l ~ppost· paiono sterili agli occh i del RJ'Hppo.Hll>
zione pubblic:o j privato. J e~ i la buon ~ morte e~a ne~essar~amen­ Indubbiamente c'è una morte sterile, socialmente in utile.
te pubblica. « Così come s1 nasceva m pub~hco. st mon~a an- derisor ia, priva di senso (com'è addirittura ogni morte, -;ec:on-
che in pubblico, e ciò _non ~igu~rda~a solo tl Re - CO"_l è b~~ do .J. P. Sartre). Secondo il Negro-africano è questo il caso
noto dalle celebri pagme dt Samt-Samon sulla m~rte dt L01g~ della morte del bambino (è poco pilt di niente, la sua scom-
x 1v _ ma ogni individuo... Dal momento i~ ~ut q~alc~no s1 parsa non tocca veramente il gruppo; in quakhe modo il c cul-
trovava a letto , ammalato ,, la sua camera SI nemptva dt g_e n- po è nullo» ) e soprattutto dell'adulto (sul quale la società
te, genitori, figli, amici. vici!'i, mem~ri de~le confratermte. ha inve!itito molto e c:he dunque le è costato molto per n iente.
Le finestre e le imposte vemvano chiUse. St accende~ano le dato che non può entrare nel circuito della produzione). Per
candek Quando i pa~.~anti incontravano per s~rada 1l prete I'Occ:identale è il r.aso della morte gratuita o inutile : quella
~h e portava l'estrema unzione. l'uso e _la devoZione volevan<> del manovale c:he muore cadendo, quella del soldato (:he ha
che lo seguissero nella camera del monbondo anche se questo perso la guerra.un n quella dovma all 'a~!>urdità delle nHaHrofi.
era loro sconosciuto. L'avvicinarsi della morte tra.sformava la Morire sterilmente è morire (futilmente) d i 11Ù'11lr. o pi ì1 an-
105
camera del morente in una specie di luogo pubblico. ,. Cu- cora per ni ente o nn 'IOFI-morire-pt>r-r:iò-in-<·ui-Ji-<redr. : l'idea
riosità, solidarietà. familiarità con la morte sa mescolavano s~n: di Patria. di c:ui non neghiamo la nobiltà. è assai spesso una
za che fosse possibile sapere cosa fosse più impo~tante. Oggt -~~
preferisce la dandestinità : «Si m~ore... <:luasa dt nascosto, ptu
106 Sulle morti fecunde: profeti. martir i. r ivoluzionari .... vertere A . lan-
soli di quanto Pascal non potesse tmmagmare. Qu_esta clande- aon, Mouri r p our le f>t"u/Jle. Cerf 1970_
stinità è l'effetto del rifiuto di ammettere fi_n o m fondo ~a lOi Memorabile: la copertina di un settimanale di sinistra che presentava
morte di chi si ama e dell'eclissi della morte dtetro la malattta il disegno di cadaveri israeliani cd egiziani, scarponi contro scarponi - si
vedono solo questi che d'altronde si somigliano (stessa situazione derisoria
che ci si ostina a voler guarire. Essa present_a a~c.he u~ altro e inutile) - circondati da mosche, con la scritta in caratteri cubitali : Primo
aspetto che alcuni socio)o~i ~mericani sono nusc1~1 a sp_r~a~e­ bilancio. l morti hanno perso la guerra! • Charlie Hebdo ... 15'2. L'i ottobre
1973.
Là dove noi siamo tentati dt vedere un sotterfug~o. esst c• m - Sul tema delle rivoluzioni perdute. delle mascherate p olitiche. dci morti
per niente. vedere il canto di rivolta c d'amore di F. Xenakis. Et alnrs lrs
IO~ Ph. Ariè:~. La mori invtr.!l>t . ./ .c rhu'!gemc~t dcrs nttitude.• d"'.,va'!l la morls. J!leuruont. Gallimard 1974: • (Lei) gridù loro che se non si a rrivava
mort dans ft~s Jociflés nccidtntnlcs, • La Ma tson DH~U • . 101. Cerf. l tnme- al più presto al cessate il fuoco sarebbe caduta una piog,l!ia di s:J.n~u~
<e allora, signori. lo so: i morti pian~eranno i morti). • (p. 43). Vedere an-
stre 1970. po. 60. 6.'1. . · ff · · " ln
104 Molti vecchi snno pronti per e n ':"onre :. t lo~o .a art so!~~~~ rc,., oll • che pp. 84. 9!1. • Pensò anche ... (che) stava per morire prima di vedere il
le esequie pagate. i sudari attendono. nel! ~rmadw. g1à ti nnme e mc1so su a cessate il fuocn. che anche questo avrebbe fatto parte della co$<!. mancata e
tomba cfln le due prime ci[re dd millenniO: 19--- anche che veramente non ;IVeva nessuna importanza aggiungere questa fe-
!05 Ph Ariè5. np_ cit.. 1970. pp. fil . fì..S . rita a l rnsarin rli ferite ckHa stata la sua vi ta ... • pp. 11!1-\l.~

22'5
maschera che nasconde gli interessi finanziari internazionali. S:OCiali) o nd gioco violento. ~morte feconda è dunque quella
In ogni caso eroismo (buona morte) e sterilità possono _ess~re eh~ ac~orda un p~ez~o a_lla vua nella misura in cui si è pronti
sinonimi . A cosa si deve essere più sensibili : alla fecondttà tn· a rasch aarla. Ma st nschta la morte per ragioni molto diverse:
dividuale di una morte o alla sua eventuale sterilità per il per a~o.re, per estasi, per vanità, per masochi.smo. per follia,
gruppo? Oppure alla situazione inversa? In dati mo~enti ~el­ p_e r. f~hcttà.... •. Per amore del rischin in sé, come nell'alpinista,
resistenza ceni interrogativi non possiamo non porcelt. Il pwt- Ctoe tn defillltt~;<t pe~ amore della vita, per goderne pii1 inten-
tosto-morire no n ha talvolta più senso del v ivere-ad-ogni-costo? samente e per mebnarsene a pre--ao della stessa vita ... D'altra
Che ragioni devono prevalere : quelle del (mal) vivere_o 9uelle pane. la . n:to_rte si _r!~hia per i , valori •- Non solamence per i
del (ben) morire? A condizione dì aggiungere: per eh t st muo- valon ctvtct stabdut e comandati dall 'eroismo ufficiale, ma
re? Per chi si vive? E perché? . anche per dei valori nuovi, rivoluzionari, che si devono instau-
Di fatto, si è soliti definire innanzitutto per negauvo la ra_re ·_nella _s~cietà, per dei valori schern i ti, ignorati, miscono-
morte sterile in contrapposizione alla morte feconda, quella sctutt . Vamm an~rà al sup~Jizio, sorridendo, semplicememe per
. . 103
che esalta, fa più grande e trascen d e l a con d mone um~na .. affertnare che Dw non esiste. L ' uomo infine rischia la morte
Praticamente ogni morte riuscita viene vissuta al~~no da1 s~ot per il _ p~opr_io valore d ' uomo, pe: il suo onore e la sua , digni-
come morte feconda tanto per il defunto: andra an paradaso, tà ). s~ nschta la mun~ ~er 1101.1 n~negare le proprie idee e per
raggiungerà i suoi avi. .. , quanto per i superstiti, ad un tempo non n_?negare s~ stes~~· •l. c~e c p<H spesso_la stessa cosa. Quesli
rassicurati ed edificati. Si spiega così la morte serena del vec- • ~al~n • tondatt dali mdtvt