Sei sulla pagina 1di 3

Constatato che l'immigrazione è un grande beneficio economico sia per noi che per loro

passiamo quindi al lato socio-culturale della questione come hai proposto.


Prima di muovere l'argomentazione vorrei prima mettere in chiaro tre premesse:
1) L'Europa e specialmente l'Italia hanno avuto immigrazioni ben più grandi di quelle
attuali, noi Italiani in particolare siamo un complesso variegato di etnie diverse.
2) La società non è un'entità cristalizzata ma dinamica, fosse il contrario vivremmo ancora
divisi in tribù e città-stato mentre nazioni composte da milioni di cittadini non potrebbero
esistere. Ciò significa che ogni estraneo può diventare cittadino? No, e analizzerò la cosa in
seguito ma questa puntualizzazione mi serve come premessa.
3) Il concetto di 'razza' o 'sangue' va anch'esso messo in chiaro subito. La genetica delle
popolazioni negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante portando al completo superamento
del concetto di razza, senza dilungarmi consiglio questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=IjuNnyJY9ZM , prima di proseguire ignorando il video
metto in chiaro che non si tratta del discorso di qualche radical chic fatto di retorica
politically correct ma di uno discorso di divulgazione scientifica esposto da uno dei più grandi
genetisti italiani esperti di popolazioni, considerando la tua attenzione per il 'sangue' la cosa
dovrebbe interessarti. Sfortunatamente molti dei siti identitari e razzialisti che si trovano nel
web sono fermi a concezioni razziali di inizio secolo scorso rifiutando di accettare i progressi
scientifici sia per motivi ideologici che per semplice ignoranza.

Prima di analizzare l'impatto socio-culturale dell'immigrazione è necessario capire cos'è la


nostra società, senza definire sè stessi è inutile tentare di definire e quindi analizzare l'altro. Il
nostro modello di società liberale si è sviluppato con l'Illuminismo, per la prima volta ogni
cittadino poteva contribuire alla società indipendentemente da religione, classe sociale e
sangue, ciò portò alla fine delle guerre di religione che per secoli avevano martioriato
l'Europa e pose fine al dogmatismo della tradizione in favore dell'individuo portandoci in
seguito ad una rivoluzione scientifica la quale a sua volta ci portò a superare altre civiltà al
tempo superiori a noi, dall'estremo Oriente al Medio Oriente (che intanto vedeva la fine della
sua fertile età d'oro per passare il testimone a noi).
Quando si parla di sostituzione etnica si ribatte sempre con 'integrazione' ma che cosa indica
questa parole? Come l'integrazione potrebbe essere unidirezionale e perchè non dovrebbe
esserci il rischio che la nostra società europea si macchi irrimediabilmente? Parliamo dei
mussulmani, la quintessenza del diverso se rapportati alla società europea e quindi utile caso
limite per analizzare l'integrazione: si stanno veramente imponendo su di noi? in che
posizione sono rispetto a noi e come possono rapportarsi ai valori della nostra
società?Costituiscono un pericolo? Per affrontare queste questioni però
ritorniamo alla questione di prima: chi siamo noi?Il nostro modello è quello
della società liberale e laica che a differenza di società illiberali, come quella
saudita, rispetta l'individuo quindi una società aperta dove un individuo risulta
integrato se rispetta questa scaletta:
1) Nulla impedisce di cercare nella religione “il senso” della vita e della morte,
anche perché la scienza non è in grado di definirlo. Le religioni offrono il senso,
e lo definiscono entro i confini della fede. Se così non fosse, se si potesse
rispondere alla domanda di senso fuori dalle fede, anche la scienza potrebbe
offrire il senso.
2) Non si può dimostrare (attenzione “dimostrare” non “rivelare”) che la risposta
all'offerta di “senso” di una religione sia meglio di quella offerta da un'altra.
Ammettendo questo, si rispetta l'Altro.
3) E qui arriva la parte complessa. Non siamo, come potrebbe sembrare, nel
campo in cui tutto si equivale. Se la religione offre senso, ma non si ha modo di
affermare che una religione è meglio di un'altra, ecco che si deve accettare la
separazione del campo spirituale da quello temporale. Laddove ognuno può
comportarsi come meglio crede.
4) In questo modo tutto ciò che non nuoce ad un altro è lecito. Siccome il
qualcun altro è un individuo, non sono ammesse le limitazioni alle sue libertà,
come avviene con gli umani di genere femminile in alcune religioni, l'opposto
quindi della società saudita dove l'individuo non è integrato se accetta i valori
liberali ma se rinuncia a tutto convertendosi alla religione di stato.
Chi sono invece loro?
Si dice che i mussulmani non sono compatibili con i valori liberali cadendo
nell'errore di far equivalere tutto il mondo mussulmano al wahabismo saudita
quando invece non è così, anzi è il contrario, il mondo mussulmano è molto
variegato e litigioso e assolutamente non omogeneo. Gli immigrati mussulmani
sono perlopiù marocchini, tunisini e algerini paesi dove la libertà religiosa c'è
ed esiste inoltre in Marocco recentemente è stato vietato a cariche religiose di
fare politica poi se in Italia ci sono solo 4 moschee ufficialmente riconosciute
in Marocco ci sono molte di chiese, cattedrali e scuole cristiane a fronte di una
popolazione cristiana minore percentualmente ai mussulmani qui presenti, in
Tunisia il velo è vietato a scuola, in Algeria il 34% dei parlamentari è donna; è
vero che sono paesi molto religiosi rispetto a noi oggi dove c'è ancora il reato di
blasfemia (abolito da noi pochi decenni fa) ma quanto detto rende quantomeno
compatibili loro con i valori liberali. Vorrei soffermarmi ancora sui mussulmani
immigrati citando qualche dato: in Francia, paese che vive l'immigrazione da
qualche decennio in più di noi ed è oggi il paese europeo con la più alta
percentuale di immigrati mussulmani, (essendo un caso limite analizzo i dati su
questo paese in modo da coprire tutte le altre situazioni intermedie) un 1/5 dei
mussulmani è già diventato ateo e solo il 5% dei mussulmani frequenta la
moschea regolarmente, questi hanno poi opinioni su questioni socio-culturali
come omosessualità simili ai Francesi .l, dati simili in Germania. Per questi
motivi più che di islamizzazione è corretto parlare di 'ateizzazione'.
[FONTE] |http://www.huffingtonpost.com/doug-saunders/10-myths-about-
muslims-in_b_1864589.html Aggiungiamo cosa sta succedendo in Arabia
Saudita
http://www.salon.com/2014/06/12/atheism_explodes_in_saudi_arabia_where_just_
talking_about_atheism_is_illegal_partner/ e si capisce che parlare di Eurarabia
e distruzione della nostra cultura è insensato, l'invasione culturale è quasi
opposta perchè le società reazionarie sono tanto fragili quanto è influente la
società liberale.

Questo era prettamente il lato culturale dell'immigrazione, dal punto di vista


sociale e dell'ordine pubblico viene spesso citato il problema criminalità ma
questo, come vedremo, ha più a che fare con l'economia che con tensioni socio-
culturali. Secondo il documento redatto dal Viminale, circa il 35% dei reati è commesso da immigrati ma sono perlopiù gli irregolari a commettere crimini mentre il
tasso di criminalità tra i regolari in media è pari a quello italiano; circa l'80%% dei crimini commesso da immigrati è infatti commesso da irregolari (che costituiscono solo il
6% della popolazione immigrata [Fonte] http://www.ismu.org/wp-content/uploads/2015/03/Report-1-G.-Papavero-16.02.pdf ) in poche parole la probabilità di commettere un
crimine per un immigrato irregolare è più di 10 volte quella di un regolare che invece ha tassi di criminalità uguali o inferiori a quelli italiani.
[Fonte]http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/22/immigrati-solo-gli-irregolari-commettono-piu-reati.html .

Per gli immigrati regolari il tasso di criminalità è tra 1,23% e 1,4% contro lo 0,75% italiano ma gli immigrati sono molto più giovani e ciò influisce, approfondiamo perciò i dati :
per la fascia di età 18 – 44 anni, è del 1,50% per gli italiani e del 1,89% per gli immigrati regolari; per quella 45 – 64 anni, è dello 0,65% per gli italiani e dello 0,44% per gli
immigrati regolari: per gli over 65 è dello 0,12% sia per gli italiani che per gli immigrati regolari. Sulle differenze che si riscontrano mettendo a confronto la fascia d'età 18-44
pesa, tuttavia, il fatto che non pochi reati sono connessi a violazione delle leggi sull’immigrazione che incidono per il 16,9% delle denunce. Se non si considerano questi reati, il
tasso di criminalità diventa sostanzialmente uguale o leggermente inferiore a quello degli italiani.[Fonte] https://www.google.it/url?
sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.amnesty.it/flex/files/7/6/d/D.04b6c8cef58c94cf8f89/PopoliMigranti_Guida_insegnanti.pdf&ved=0ahUKEwjWusStvonLAhXEp3IKHdoZBWA
QFggeMAE&usg=AFQjCNEjnd_6TdoV9Y4WIW0icrkfJJf64A&sig2=Uf2rhCdyATpQyUAIuz8clQ
Perché tutto ciò?
La condizione d' irregolarità aumenta di molto il rischio di coinvolgimento in attività criminali,poiché preclude l' accesso a opportunità di guadagno lecite , aumentando la
propensione a delinquere. A riprova di ciò si può analizzare la regolarizzazione e il cosiddetto click day 2007,nel primo caso si osserva che dopo una sanatoria il tasso di
criminalità diminuisce, in particolare nelle province dove una maggiore quota di immigrati irregolari ha ottenuto il permesso di soggiorno. Così anche in occasione del click day
2007: il rifiuto del permesso di soggiorno (e quindi dello status legale)solo per aver presentato la domanda con pochi minuti di ritardo raddoppia o triplica la probabilità di
commettere crimini. In conclusione i maggiori rischi per la sicurezza derivano non tanto dall' immigrazione in sé, quanto dalla presenza degli irregolari e nel corso degli ultimi
decenni tale componente è stata alimentata, quasi paradossalmente, dalle politiche migratorie restrittive, che hanno imposto un duro contingentamento del numero di
permessi di soggiorno a fronte di un continuo aumento delle pressioni migratorie verso l'Italia
[Fonte]http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/22/immigrati-solo-gli-irregolari-commettono-piu-reati.html .

In Germania ultimamente si è posta l'attenzione sui rifugiati ma anche lì le tendenze sono simili.
Rifugiati e immigrati irregolari commettono il 3,6% delle violenze sessuali e rappresentano il 2% della popolazione http://www.independent.co.uk/news/world/europe/refugees-
responsible-for-tiny-proportion-of-sex-crimes-in-germany-despite-far-right-claims-following-a6884166.html, c'è quindi di nuovo una sovrarappresentazione degli immigrati
irregolari mentre d'altra parte i rifugiati regolari non sono sovrarappresentati http://www.thelocal.de/20151113/police-refugees-commit-less-crimes-than-germans
Sappiamo che i fatti di Colonia sono stati ingigantiti: non erano 1000 uomini ma circa 80, non erano rifugiati ma una banda di immigrati irregolari nordafricani già conosciuti
alla legge, non stupri effettivi (come invece questi http://www.vice.com/it/read/aggressione-donne-colonia-capodanno-639 ) ma borseggi coperti con la violenza.

Conclusione: l'immigrazione porta molti più benefici rispetto ai problemi


spesso erroneamente supposti, dal punto di vista economico anzi è quasi
necessaria quindi chiudersi ad essa significa rinunciare ad un grande
vantaggio sia per noi che per loro. Oggi viviamo in un mondo sempre più
globalizzato in cui le distanze spaziotemporali sono andate a cadere,
Blair a proposito scrisse nelle sue memorie che sinistra e destra sono concetti
superati, che oggi conta essere “aperti”, a immigrazione e libero mercato, o
“chiusi”, cioè anti-immigrati e protezionisti' a cui Giddens, padre della
sociologia della globalizzazione, però aggiunge ' Io la penso come Bobbio. «

Sinistra e destra esistono ancora. Anche se chi è di sinistra, oggi, non può
essere per la chiusura di frontiere e mercati. Il mondo è stato aperto da
globalizzazione e internet. Nessuno può più chiuderlo»' ed è proprio questa la
tendenza che si sta seguendo non solo in parte del mondo occidentale. Da
Giappone e Corea del Sud, che recentemente stanno aprendo ad
un'immigrazione più massiccia, a paesi di migranti come Singapore e EAU, fino
agli occidentali Canada e Australia paesi simbolo della società aperta e con i più
alti indici di sviluppo umano e i più bassi tassi di criminalità (ma anche l'Europa
occidentale sta assistendo negli ultimi anni ad un costante declinio dei tassi di
criminalità nonostante l'avvento della cronaca nera, più effetto dei progressi da
parte dei mass media che della realtà). Concludo con un video del famoso fisico
teorico Michio Kaku, non è divulgazione scientifica come il video a inizio post
ma completa semplicemente la finestra aperta qui sulla globalizzazione con
uno sguardo verso il futuro https://www.youtube.com/watch?
v=7NPC47qMJVg