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RIEPILOGO DEI NOSTRI LAVORI SU TEORIA

DELLE STRINGHE, BUCHI NERI ,

WORMHHOLE ECC. AGGIORNATO AL 2018

Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco

Roggero

Abstract

In this paper we show a list of our more important

papers about strings, black holes and wormholes

Riassunto

In questo lavoro riepilogativo finale mostriamo i

nostri lavori principali su argomenti di fisica, in

particolare sulle stringhe, sui buchi neri e sui

portali dimensionali (wormholes) aggiornati al

1
2018 , così come abbiamo fatto di recente per la

Teoria dei numeri.

°°°°°°°°°°°°°

In questo lavoro riepilogativo/ divulgativo

elenchiamo ( comprensivi di Abstract, e Riassunto,

e link) i nostri principali lavori su argomenti fisici

come stringhe, buchi neri e wormholes, con

qualche accenno alle nostre proposte di TOE,

per i lettori eventualmente interessati a questi

argomenti e alle nostre proposte.

Stringhe

1 - [PDF]DAI NUMERI PRIMI ALLE TEORIE DI


STRINGA (Un ... - CNR Solar
eprints.bice.rm.cnr.it/718/1/NarDiN109.pdf

DAI NUMERI PRIMI ALLE


TEORIE DI STRINGA
2
(Un ponte tra Numeri e Fisica, tramite i Numeri
Primi Supersingolari e di Fibonacci)
Francesco Di Noto e Michele Nardelli1,2
1Dipartimento di Scienze della Terra
Università degli Studi di Napoli Federico II, Largo S.
Marcellino, 10
80138 Napoli, Italy
2 Dipartimento di Matematica ed Applicazioni “R.
Caccioppoli”
Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Polo
delle Scienze e delle Tecnologie
Monte S. Angelo, Via Cintia (Fuorigrotta), 80126
Napoli, Italy
Riassunto
In questo lavoro vedremo come dalle forme
generatrici di numeri primi P =6k+1 si può arrivare ai
numeri primi supersingolari, legati sia alle curve
ellittiche sia ai gruppi di Lie, a loro volta legati alle
simmetrie ed al Modello Standard della fisica.
In questo percorso si incontrano, nell’ordine, i numeri
primi di Chen, i numeri primi gemelli, i numeri primi
naturali e per concludere anche i numeri di Fibonacci.

2 - 1 FIBONACCI, DIMENSIONI, STRINGHE:


NUOVE ... - CNR Solar
eprints.bice.rm.cnr.it/640/1/Nardinot02.pdf :
3
FIBONACCI, DIMENSIONI, STRINGHE:
NUOVE INTERESSANTI CONNESSIONI
Francesco Di Noto e Michele Nardelli1,2
1Dipartimento di Scienze della Terra
Università degli Studi di Napoli Federico II, Largo S.
Marcellino, 10
80138 Napoli, Italy
2 Dipartimento di Matematica ed Applicazioni “R.
Caccioppoli”
Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Polo
delle Scienze e delle Tecnologie
Monte S. Angelo, Via Cintia (Fuorigrotta), 80126
Napoli, Italy
Riassunto
In questo lavoro si mostrano semplici ma
interessanti connessioni tra i numeri F di Fibonacci
F = 1,2,3,5,8,13 e i numeri D corrispondenti alle
dimensioni spazio -temporali coinvolte nelle teorie
di stringa, con D = 2F, formula che potrebbe essere
la condizione limitante (o una delle condizioni
limitanti) circa i modi di vibrazioni delle stringhe,
le quali possono vibrare solo con certi numeri D,
come 10 e 26 per le stringhe eterotiche, e non con
altri. Inoltre potrebbe esistere una connessione tra

4
le simmetrie dei gruppi algebrici di Lie, importanti
nel Modello Standard, e i numeri D = 2F.
Se così fosse veramente, l’intero nostro universo
visibile poggerebbe, dal punto di vista
matematico, quasi interamente sui numeri di
Fibonacci, oltre che sui numeri primi, i numeri
primi naturali, ed anche sui numeri di partizioni
p(n), coinvolti nelle teorie sulla gravitazione ma
anche nelle teorie di stringa, e i numeri p-adici,
coinvolti nelle teorie di stringa. Ci sarebbe quindi
un solido ponte tra la fisica teorica e alcuni settori
della teoria dei numeri (numeri di Fibonacci con la
formula D =2F, numeri primi sottoforma di
numeri primi naturali, di forma 6F + 1, numeri p –
adici, e infine i numeri di partizione; tutti numeri
con curve logaritmiche, molto diffuse in parecchi
fenomeni naturali.

[PDF]Di Noto Settembre 2008 - CNR Solar


eprints.bice.rm.cnr.it/611/1/Dinar1.pdf :

Considerazioni generali sulle possibili connessioni


tra i Gruppi Algebrici ed alcuni settori
della Teoria dei Numeri nelle Teorie di Stringa
(con accenno anche alla fisica quantistica ed
alle matrici)
5
Francesco Di Noto e Michele Nardelli1,2
1Dipartimento di Scienze della Terra
Università degli Studi di Napoli Federico II, Largo S.
Marcellino, 10
80138 Napoli, Italy
2 Dipartimento di Matematica ed Applicazioni “R.
Caccioppoli”
Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Polo
delle Scienze e delle Tecnologie
Monte S. Angelo, Via Cintia (Fuorigrotta), 80126
Napoli, Italy
Abstract
In this paper, we have described and summarized the
various mathematical connections between the
algebraic groups and some sectors of the Number
Theory in String Theory. Furthermore, we want
to show and remember the fundamental contribution
that some sectors of Number Theory, principally the
Fibonacci’s number, the partition of numbers, the
prime numbers and the prime natural numbers, can
give to many subjects concerning the theoretical
physics (string theory, supersymmetry, gauge theories,
etc…).

6
Fenomeni spaziotemporali e wormholes

2 Michele Nardelli: IPERSPAZIO E FENOMENI


TEMPORALI
michelenardelli.blogspot.com/2015/11/iperspazio-e-
fenomeni-temporali.html

IPERSPAZIO E FENOMENI TEMPORALI

Iperspazio e fenomenologie ad esso collegate.

Quando vengono espresse nell’ambito delle dimensioni superiori, le leggi


della natura si fanno più semplici ed eleganti, perché le dimensioni
superiori costituiscono la loro collocazione ideale. Quando vengono espresse
nello spazio-tempo multidimensionale, le leggi dell’elettromagnetismo e
della gravità trovano una loro espressione naturale. La sola chiave per
riuscire ad unificare le varie leggi della natura, consiste nell’aumentare il
numero delle dimensioni dello spazio-tempo, di modo che possano esservi
contenute tutte le forze possibili e immaginabili. Nelle dimensioni superiori,
in effetti, c’è abbastanza “spazio” per unificare tutte le forze fisiche
conosciute.
Nel 1963 Roy Kerr un matematico neozelandese trovò un’altra soluzione
esatta alle equazioni della relatività generale di Einstein. Kerr ipotizzò che
ogni stella in fase di collasso fosse dotata di un movimento rotatorio; una
stella rotante finirebbe inevitabilmente per accelerare non appena iniziato
il processo che porta alla morte. Kerr finì per scoprire che una grande stella
rotante non conclude il suo processo di collasso riducendosi ad un punto. Al
contrario, si appiattisce fino a comprimersi nella forma di un anello. Se una
sonda dovesse essere lanciata dall’alto o dal basso, sperimenterebbe
un’enorme curvatura, ma non una curvatura infinita, quindi la forza
gravitazionale non sarebbe infinita. Questa conclusione dell’ipotesi di Kerr
implica che una qualsiasi sonda spaziale lanciata attraverso un buco nero
rotante in modo da attraversarlo lungo il suo asse di rotazione potrebbe, in
7
linea di principio, sopravvivere a quell’enorme ma non infinito campo
gravitazionale, e proseguire la sua corsa raggiungendo un altro universo,
un’altra dimensione, senza essere distrutta dalla curvatura spazio-
temporale. Il “ponte di Einstein-Rosen” è come un tunnel che collega due
regioni diverse dello spazio-tempo: in pratica è un cunicolo spazio-
temporale, quindi un buco nero, così come concepito da Kerr, è una porta
su un altro universo.
Hawking è uno dei fondatori di una nuova disciplina scientifica, chiamata
cosmologia quantistica. La novità del pensiero di Hawking consiste nel
trattare tutto l’universo come se fosse una particella quantistica. Si parte
con una funzione d’onda capace di descrivere l’insieme di tutti i possibili
universi. Ciò significa che il punto d’inizio della teoria di Hawking deve
essere una serie infinita di universi paralleli, vale a dire la funzione d’onda
dell’universo. In base a questa rappresentazione, la funzione d’onda di un
universo si diffonde ovunque, verso ogni altro possibile universo.

....

per il resto si rinvia all’originale.

Michele Nardelli: Le onde gravitazionali e la


matematica dell'Universo
michelenardelli.blogspot.com/2016/02/le-onde-
gravitazionali-e-la-matematica.htm

che riportiamo integralmente:

8
Le onde gravitazionali e la matematica dell’Universo

Le onde gravitazionali e la matematica dell’Universo

Michele Nardelli

Di ieri è la notizia che la scienza ha finalmente la prova sperimentale


dell’esistenza delle onde gravitazionali emesse da masse considerevoli che
permeano l’Universo.
In questo caso, si tratta di due buchi neri che hanno le masse pari,
rispettivamente a 36 ed a 29 masse solari.
Ma vediamo la notizia riportata in parte del riassunto del lavoro presentato
sulla prestigiosa rivista “Physical Review Letters” l’11/02/2006.
“Il 14 Settembre 2015 i due rivelatori del Laser Interferometer
Gravitational-Wave Observatory hanno simultaneamente osservato un
segnale transitorio di onda gravitazionale. Il segnale si trascina verso l’alto
in una frequenza da 35 a 250 Hz con un picco di deformazione di onda
gravitazionale di 1 * 10^-21. Corrisponde la forma d'onda prevista dalla
relatività generale per l’avvicendamento e la fusione di una coppia di buchi
neri e l'anello basso del conseguente buco nero singolo. Nel riferimento di
origine le masse dei buchi neri iniziali sono di 36 e 29 masse solari, e la
massa del buco nero finale è di 62 masse solari con la differenza di 3 masse
solari moltiplicate la velocità della luce al quadrato (Mc2) radiate in onde
gravitazionali. Anche lo spin del buco nero finale è af = 0,67. Queste
osservazioni dimostrano l’esistenza di sistemi binari di masse stellari di
tipo buco nero ed è la prima diretta rilevazione delle onde gravitazionali e
la prima osservazione di una fusione di buchi neri binari”.
È interessante osservare la matematica dei valori di tali rilevazioni.
Anzitutto le masse dei due buchi neri: 36 e 29. Notiamo che 36 = 34 + 2 e
29 = 21 + 8, dove 2, 8, 21 e 34 sono numeri di Fibonacci. Anche la loro
somma totale 65 = 55 + 8 + 2, tutti numeri di Fibonacci. Il valore risultato
62 = 55 + 5 + 2 anche questi numeri di Fibonacci ed anche la differenza dei
due valori 65 – 62 = 3 è un numero di Fibonacci.
Il segnale della frequenza dell’onda gravitazionale si trascina da 35 a 250
Hz. Il numero 35 = 34 + 1, mentre 250 = 233 + 13 + 3 + 1, anche questi
numeri di Fibonacci. Anche la media del minimo e del massimo delle
frequenze è una differenza tra numeri di Fibonacci. Infatti abbiamo: (250 +
35)/2 = 285/2 = 142,5 dove 142 = 144 – 2 anch’essi numeri di Fibonacci.
9
Infine lo spin del buco nero finale 0,67. Se prendiamo il numero senza
considerare il decimale, quindi 67, avremo che 67 = 55 + 8 + 3 + 1, che sono
numeri di Fibonacci.
Ma prendiamo il numero per come è stato ricavato: 0,67.
Ricordiamo che la misura di una circonferenza è data da C = 2πr e che il
diametro da D =2r. Ora se come valori della circonferenza abbiamo 2,106
e 2,172 e ci vogliamo calcolare il diametro, avremo: D = 2,106 / π =
0,67070; D = 2,172 / π = 0,6917. Valori, questi, che sono vicinissimi al
valore dello spin del buco nero finale. È infine interessante osservare che i
due valori della circonferenza 2,106 e 2,172 sono dati dalle seguenti
somme: 0,688 + 0,800 + 0,618 = 2,106 e 0,688 + 0,866 + 0,618 = 2,172.
Notiamo come 0,688 e 0,866 siano i numeri fissi del pentagono e
dell’esagono regolare e come 0,618 sia il valore della sezione aurea: (√5 – 1)
/ 2.
Anche nel caso delle onde gravitazionali troviamo, quindi, π, la sezione
aurea φ, ed i numeri di Fibonacci connessi al rapporto aureo Φ = (√5 + 1) /
2 = 1,618.
Questi “numeri” li abbiamo trovati nei più disparati fenomeni naturali. Non
ci meraviglia, quindi, che anche nel fenomeno delle onde gravitazionali
emesse da una coppia di buchi neri vi sia la stupenda e sublime armonia di
π e φ,

Motore EmDrive,

connesso all’effetto Casimir

http://nardelli.xoom.it/virgiliowizard/sites/default/files
/sp_wizard/docs/MOTORE%20EM%20DRIVE%20D
ELLA%20NASA.pdf

10
Il MOTORE EmDrive DELLA NASA
(Qualche nostra perplessità)
Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco
Roggero
Abstract
In this paper we show our doubtfulness about recent
Em-Drive of NASA
Riassunto
In questo breve lavoro mostriamo le nostre piccole
perplessità circa gli esperimenti sul motore Drive da
parte della NASA

Teoria stringhe e fotosintesi clorofilliana -


studylibit.com
studylibit.com/doc/6508226/teoria-stringhe-e-
fotosintesi-clorofilliana

Teoria delle stringhe, effetto


entanglement e fotosintesi clorofilliana
Gruppo “B. Riemann”*
Francesco Di Noto, Michele Nardelli
*Gruppo amatoriale per la ricerca matematica sui
numeri primi, sulle loro congetture e sulle loro
connessioni con le teorie di stringa.
Abstract
In this paper we show some connection between strin
g theory, entanglement and plants’ photosynthesis
11
Riassunto
Come abbiamo scritto in lavori precedenti, l’effett
o entanglement è una conseguenza della teoria delle
stringhe , ed ha applicazioni artificiali (teletrasporto
quantistico, computer quantistici, crittografia
quantistica, ecc.) e naturali (calcolatori prodigi
o. orientamento negli uccelli migratori, vedi
Riferimenti finali).
Ora leggiamo : “Antenne proteiche per la fotosinte
si” , Le Scienze di Agosto 2013 ) che anche nella
fotosintesi clorofilliana, alla base della vita vegetale,
sembra chiaramente coinvolto l’effetto entanglement.
“ Antenne proteiche per la fotosintesi
Da tempo si cercava di capire come facessero piante e
batteri a convertire fino al 95% dell’energia solare
assorbita tramite la fotosintesi, mentre l’efficienza di
conversione di un pannello solare è di circa il 20%
. Un gruppo di ricercatori del l’Università di Glasgow
e dell’Istituto di scienze fotoniche del Parco
tecnologico mediterraneo di Barcellona ha analizzato
i processi fotosintetici di un batterio,
Rhodopseutomonas acidophila, con un’innovativa
tecnica di spettroscopia. In questo modo, come
spiegano su <<Scienze>>, hanno visualizzato gli stati
delle proteine antenna ...responsabili
dell’assorbimento della luce e del trasporto
dell’energia ai centri di razione fotochimica.
12
In pratica hanno potuto osservare come l’energia
scorre attraverso i sistemi fotosintetici con una
risoluzione spaziale e temporale senza precedenti,
rilevando i fenomeni quantistici in atto. Osservando
gli effetti quantistici nella fotosintesi nelle normali
condizioni ambientali, i ricercatori hanno dimostrato
che l’efficienza dei processi fotosintetici è resa
possibile dalla coerenza quantistica, che << tiene in
fase >> due diversi stati delle proteine antenna,
rendendo il processo di trasporto dell’energia più
robusto rispetto alle variazioni ambientali
Michele Bellone. ...”

Dai numeri complessi alla realtà fisica -


studylibit.com
studylibit.com/doc/5229781/dai-numeri-complessi-
alla-realtà-fisica

DAI NUMERI COMPLESSI ALLA REALTA’


FISICA
(in particolare gli ottonioni)
Gruppo “B. Riemann”
Michele Nardelli, Francesco Di Noto
*Gruppo amatoriale per la ricerca matematica sui nu
meri primi, sulle loro congetture e sulle loro
connessioni con le teorie di stringa.
Abstract
13
In this paper we show some connections between
Complex numbers an physical reality.
Riassunto
In questo lavoro divulgativo mostreremo l’importanza
dei numeri complessi nello studio della realtà fisica,
analogamente a quanto detto in Rif. 1 per quanto
riguarda i numeri
primi.
Buchi neri

Michele Nardelli, Antonio Nardelli, Di Noto


Francesco, Pierfrancesco ...
https://www.scribd.com/.../Michele-Nardelli-Antonio-
Nardelli-Di-Noto-Francesco-Pier...

Buchi neri e informazioni: tra Scienza e Filosofia


Michele Nardelli, Antonio Nardelli, Francesco Di
Noto, Pierfrancesco Roggero
Buchi neri e buchi bianchi
Nella relatività generale, si definisce buco nero
una regione dello spaziotempo con un campo
gravitazionale così intenso che nulla al suo interno può
sfuggire all'esterno, nemmeno la luce. La velocità di fuga di
un buco nero è superiore alla velocità della luce, e poiché la
velocità della luce è un limite insuperabile, nessuna
particella di materia o nessun tipo di energia può
allontanarsi da quella regione. Il paradosso
14
dell'informazione del buco nero (traduzione
dell'inglese black hole information paradox) risulta
dalla combinazione della meccanica quantistica e relatività
generale. Implica che l'informazione fisica potrebbe
"sparire" in un buco nero, permettendo a molti stati fisici di
evolvere nello stesso identico stato. Questo è un argomento
controverso poiché esso viola la dottrina comunemente
accettata secondo la quale l'informazione totale riguardo a
un sistema fisico in un punto temporale determinerebbe il
suo stato in ogni altro tempo (Da Wikipedia)

Universo ciclico o Multiverso? - Scribd


https://www.scribd.com/document/74687079/Uni
verso-ciclico-o-Multiverso

UNIVERSO CICLICO O
MULTIVERSO?(Osservazioni
matematiche:perché la natura evita i quadrati?
)Francesco Di Noto, Michele NardelliAbstractIn
this paper we show some connections between
some mathematicalconstants and prime numbers
about cyclic universe andmultiversoRiassuntoIn
questo lavoro confrontiamo brevemente le due
attuali teoriecosmologiche dell’universo ciclico
(Rif. 1) e del multiverso (Rif. 2),osservando come
quest’ultimo, per via dei numeri primi
presentidirettamente o indirettamente nelle
15
costanti matematiche universali,non possa
produrre universi fisici molto diversi dal
nostro.Inoltre, sembra che la natura eviti
accuratamente i quadrati nellascelta dei numeri
per regolare i suoi fenomeni: il perché sarebbe
unargomento da approfondire meglio, in quanto
molto importante,

2
come vedremo in questo lavoro. Infatti la nostra
osservazione nonsembra essere del tutto
casuale.Cominciamo con una breve descrizione
dell’universo ciclico.Dal sito
www.eventitrentino.it/context.jsp?ID_LINK=288&pa
ge=51&area=0

UNIVERSO CICLICORoger Penrose,


dell'Università di Oxford e Vahe Gurzadyan
dell'Università statale diYerevan, in Armenia,
hanno identificato nel fondo cosmico a microonde
(CMB) uneffetto che sembrerebbe permettere di
osservare che cosa c'era prima del Big Bang.La
radiazione cosmica di fondo che pervade l'universo
si ritiene che sia un residuo diquando l'universo
era neonato. Negli anni novanta si scoprì che
questa radiazione èanisotropa, ossia che la sua
temperatura subisce fluttuazioni di circa una parte
16
su100.000, che rappresentano uno dei principali
dati osservativi a favore della teoriadel Big Bang.
Queste fluttuazioni dovrebbero essere casuali, e
risalenti al periodo diinflazione dell'universo che si
ritiene ci sia stato qualche frazione dei secondo
dopo ilBig Bang.Penrose e Gurzadyan hanno però
ora scoperto la presenza di una serie di
cerchiconcentrici all'interno della CMB, all'interno
dei quali la variazione di temperatura èmolto
inferiore all'atteso, un fatto che mostra come
l'anisotropia non sia del tuttocasuale. I due
scienziati ritengono che questi cerchi derivino da
collisioni fra buchineri supermassicci che
avrebbero rilasciato enormi lampi di energia.
L'aspetto piùsingolare di questi cerchi è che,
secondo i calcoli dei ricercatori, alcuni dei cerchi
piùgrandi dovrebbero essersi formati prima del
Big Bang.La scoperta non implica che non ci sia
stato un Big Bang, piuttosto fornisce un
indiziodella possibilità di trovarci in una sorta di
universo ciclico, nel quale alla fine di ununiverso, si
innescherebbe un nuovo Big Bang che segna
l'inizio di un nuovo

17
3
universo, in un processo si ripeterebbe
indefinitamente. Lo scontro dei due buchi
nerisarebbe avvenuto proprio al termine
dell’universo precedente al nostro.Penrose aveva
già in precedenza studiato possibili modelli
cosmologici ciclici inrelazione a un altro problema
della teoria inflazionaria dell'universo, ossia che
essanon è in grado di spiegare perché ci fosse una
così bassa entropia all'iniziodell'universo. Lo stato
di bassa entropia, ossia di ordine elevato, era
essenziale per laformazione della materia
complessa. L'idea sottostante alla cosmologia
ciclica è chequando un universo si è espanso
quanto più possibile, i buchi neri
evaporanoperdendo tutta l'informazione che
contengono, rimuovendo così l'entropia. A
18
questopunto potrebbe iniziare un nuovo universo
con uno stato di bassa entropia.Data l'importanza
che possono assumere questi cerchi, sottolineano i
ricercatori, ènecessario comunque un ulteriore
cospicuo lavoro, sia per confermarne l'esistenza,sia
per sondare la possibilità che esistano altri modelli
in grado di spiegarli meglio.Per rilevare i cerchi ed
eliminare il rischio di una loro eventuale causa
strumentale,Penrose e Gurzadyan hanno finora
utilizzato i dati rilevati da due esperimenti,
WMAPe BOOMERanG98.Fonte:
http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1011/1011.3706.p
df

Possibili connessioni matematiche tra le geodetiche ...


- Siti Xoom
xoom.virgilio.it/source_filemanager/na/ar/nardelli/Ge
odetiche%20chiuse%20etc..pdf

Possibili connessioni matematiche tra le


geodetiche chiuse, i tori con g buchi e la
congettura di Birch e Swinnerton- Dyer

19
(dedicato alla giovane matematica iraniana Maryam
Marzakhani recentemente scomparsa)
Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco
Roggero
Abstract
In this paper we will show a possible connection
between closed geodetics and Birch and
Swinnerton-Dyer conjecture
Riassunto
In questo lavoro essenzialmente divulgativo con
qualche piccola ricerca (per esempio sui numeri
congruenti ) cercheremo di trovare una connessione
aritmetica tra le geodetiche chiuse di Maryam
Marzakhani sulle ciambelle con n buchi e i numeri di
foma 6b -1 (grado polinomiale), e i numeri congruenti
di forma d = 8k +5 di forma 6k + 1 e 6k +3 della
congettura di Birch e Swinnerton – Dyer, anche
questa connessa a ciambelle (sinonimo di tori) con più
buchi , tramite le equazioni ellittiche , lontane parenti
delle geodetiche chiuse.

Pier Francesco Roggero, Michele Nardelli, Francesco


Di Noto - Scribd
https://www.scribd.com/.../Pier-Francesco-Roggero-
Michele-Nardelli-Francesco-Di-N...

20
WORMHOLES, UNIVERSO E STRINGHE
Ing. Pier Francesco Roggero, Dott. Michele Nardelli,
Francesco Di Noto
Abstract
In this paper we show an interesting theory about the
space-time concerning the wormhole .

Dal quale riportiamo:

“ 1. WORMHOLE DISTRUTTIVO FORMATO DA


UN BUCO NEROCONNESSO AD UN BUCO
BIANCO
Un buco nero supermassiccio è un buco nero, con una
massa milioni o miliardi di volte superiore a quella del
nostro Sole. Si ritiene che quasi tutte le galassie,
inclusa la nostra Via Lattea, contengano un buco nero
supermassiccio al loro interno. Se immaginiamo che
da una parte, al di fuori dell'orizzonte degli eventi del
buco nero, ci sia una galassia A e dalla parte opposta
ci sia un'altra galassia B, formata però da antimateria e
situata fuori dall'orizzonte degli eventi del buco
bianco, possiamo ipotizzare molte cose. In questo
caso si tratta di un wormhole “distruttivo” a differenza
21
dei wormhole formati invece da 2buchi neri alle
estremità oppure da wormhole formati da 2 buchi
bianchi alle estremità. II punto all'interno del
wormhole è un punto di singolarità spazio-temporale.
In questo punto tutta la materia della galassia A cadrà
all'interno del proprio buco nero. Come modellino in
scala possiamo pensare ad una vasca gigante colma
d'acqua e con un piccolissimo scarico dove fuoriesce
pian pianino l'acqua, simile al buco nero che inghiotte
tutto quello che entra:materia e luce. La stessa cosa si
verifica per la galassia B dove la sua “antimateria”
cadrà all'interno del proprio buco bianco. All'impatto,
ovvero, all'interno del wormhole dove è situato il
punto di singolarità materia e antimateria si
annichiliscono emettendo fotoni ad alta energia
corrispondenti ai raggi gamma, che si osservano anche
nella nostra Via Lattea. Questo spiegherebbe anche
come nella teoria del Big bang, nell'universo iniziale
materia e antimateria dovevano essere presenti in
proporzioni uguali e di conseguenza con la creazione
dei wormhole nonhanno dato luogo ad un immediato
processo di annichilazione che avrebbe dovuto fare
scomparire l'intero universo neoformato. Quindi
materia e antimateria sarebbero di nuovo presenti in
quantità uguali divise da un wormhole senza
possibilità di autodistruzione. Un'altra conseguenza
che concerne il buco nero supermassiccio o buco
22
bianco supermassiccio per l'altra galassia, e che è
completamente irrilevante quale delle 2 galassie sia
fatta di materia o di antimateria, sono 2 galassie legate
tra di loro ma che non si possono MAI toccare. Questa
configurazione galassia A – wormhole – galassia B è
un sistema stabile che sta in piedi da solo, ovvero le
forze gravitazionali dell'intero sistema fanno sì che il
sistema non ha bisogno di un'altra galassia e quindi di
altra massa per essere attratta. Le forze gravitazionali
della galassia A si contrappongono alle forze
gravitazionali della galassia B e il wormhole è
stabile.”

Per il resto si rimanda all’originale

la rottura dello spazio-tempo: la formazione del


wormhole
studylibit.com/doc/.../la-rottura-dello-spazio-tempo--
la-formazione-del-wormhole

LA ROTTURA DELLO SPAZIO-TEMPO: LA


FORMAZIONE DEL WORMHOLE
Ing. Pier Franz Roggero, Dott. Michele Nardelli, P.
A. Francesco Di Noto
Abstract:
In this paper we consider a new theory about what a
23
re the wormhole, how they are formed and why the
tunnels are a breakdown of the fabric of space-time
where no longer apply the laws of physics.

Dal quale riportiamo parzialmente :

“ 1. I BUCHI NERI
Il processo di formazione per i buchi neri è il col lasso
gravitazionale di oggetti pesanti come le stelle.
Verso il termine del proprio ciclo vitale, dopo ave
r consumato tramite fusione nucleare il 90% dell'idrogeno
trasformandolo in elio, nel nucleo della stella si arrestano le
reazioni nucleari. La forza gravitazionale, che prima era in
equilibrio con la pressione generata dalle reazioni di
fusione nucleare, prevale e comprime la massa della stella
verso il suo centro.
Quando la densità diventa sufficientemente elevata può
innescarsi la fusione nucleare dell'elio, in seguito alla quale
c'è la produzione di litio, azoto e altri elementi (fino
all'ossigeno e al silicio). Durante questa fase la stella si
espande e si contrae violentemente più volte espellendo
parte della propria massa. Le stelle più piccole si fermano
ad un certo punto della catena e si spengono, raffreddandosi
e contraendosi lentamente, attraversano lo stadio di nana
bianca e nel corso di molti milioni di anni diventano una
sorta di gigantesco pianeta. In questo stadio la forza
gravitazionale è bilanciata da un fenomeno quantistico,
detto pressione di degenerazione, legato al principio di

24
esclusione di Pauli. Per le nane bianche la pressione di
degenerazione è presente tra gli elettroni.
Se invece il nucleo della stella supera una massa c
ritica, detta limite di Chandrasekhar e pari a 1,44 volte la
massa solare, le reazioni possono arrivare fino alla sintesi
del ferro.
La reazione che sintetizza il ferro per la formazione di
elementi più pesanti è endotermica, richiede energia invece
che emetterne, quindi il nucleo della stella diventa una
massa inerte di ferro e non presentando più reazioni
nucleari non c'è più nulla in grado di opporsi al collasso
gravitazionale. A questo punto la stella subisce una
contrazione fortissima che fa entrare in gioco la
pressione di degenerazione tra i componenti dei nuclei
atomici. La pressione di degenerazione arresta bruscamente
il processo di contrazione, ma in questo caso può provocare
una gigantesca esplosione, detta esplosione di supernova di
tipo II.
Durante l'esplosione quel che resta della stella espelle gran
parte della propria massa, che va a disperdersi nell'universo
circostante. Quello che rimane è un nucleo estremamente
denso e massiccio. Se la sua massa è abbastanza piccola da
permettere alla pressione di degenerazione di contrastare la
forza di gravità si arriva ad una situazione di equilibrio e si
forma una stella di neutroni.
Se la massa supera le 3 masse solari (limite di Vol
koff-Oppenheimer) non c'è più niente che possa contrastare
la forza gravitazionale. Inoltre, secondo la Relatività
generale, la pressione interna non viene più esercitata verso
l'esterno (in modo da contrastare il campo gravitazionale),
25
ma diventa essa stessa una sorgente del campo
gravitazionale rendendo così inevitabile il collasso infinito.
A questo punto la densità della stella morente, ormai
diventata un buco nero, raggiunge velocemente valori tali
da creare un campo gravitazionale talmente intenso da non
permettere a nulla di sfuggire alla sua attrazione, neppure
alla luce. Si ha una curvatura infinita dello spaziotempo
che fa nascere un cunicolo all'interno del buco nero in
rotazione.
A causa delle loro caratteristiche i buchi neri non possono
essere "visti" direttamente ma la loro presenza può essere
ipotizzata a causa degli effetti di attrazione gravitazionale
che esercitano nei confronti della materia vicina e della
radiazione luminosa in transito nei paraggi o "in caduta" sul
buco.
Esistono anche altri scenari che possono portare alla
formazione di un buco nero. In particolare una stella di
neutroni in un sistema binario può rubare massa alla sua
vicina fino a superare la massa di Chandrasekhar e
collassare. Alcuni indizi suggeriscono che questo
meccanismo di formazione sia più frequente di quello
"diretto".
I buchi neri più semplici hanno una massa, ma non carica
elettrica né momento angolare. Questi buchi neri sono
spesso indicati come buchi neri di Schwarzschild.
Il buco nero capace di "risucchiare ogni cosa" nel
suo ambiente è corretta solo in prossimità dell'orizzonte di
un buco nero; a distanza da questo, il campo gravitazionale
esterno è identico a quello di qualsiasi altro organismo della
stessa massa.
26
Esistono anche soluzioni che descrivono i buchi neri più
generali. I buchi neri carichi sono descritti dalla metrica di
Reissner-Nordström, mentre la metrica di Kerr descrive un
buco nero rotante. La soluzione più generale di un buco
nero stazionante conosciuta è la metrica di Kerr-Newman,
che descrive un buco nero sia con carica che momento
angolare. Mentre la massa di un buco nero può assumere
qualsiasi valore positivo, la carica e il momento angolare
sono vincolati dalla massa. ...”

Per il resto si rimanda all’originale.

Teoria matematica dei nodi, fisica quantistica, teoria


di stringa - Scribd
https://www.scribd.com/.../Teoria-matematica-dei-
nodi-fisica-quantistica-teoria-di-stri...

Teoria matematica dei nodi, fisica quantistica,


teoria di stringa (connessioni con i numeri di
Fibonacci, di Lie e i numeri di partizione) Parte
Prima
Michele Nardelli, Francesco Di Noto Gruppo “B.
Riemann”
Abstract
In this paper we show some possible connections
between knot theory and string theory, based on

27
Fibonacci’s numbers, Lie numbers and partition of
numbers.
Riassunto
Qui mostriamo qualche possibile relazione tra la
teoria di stringa e teoria matematica dei nodi,
tramite la comune connessione con i numeri di
Fibonacci , di Lie e i numeri di partizione

[PDF]Di Noto Settembre 2008 - CNR Solar


eprints.bice.rm.cnr.it/611/1/Dinar1.pdf

Considerazioni generali sulle possibili connessioni


tra i Gruppi Algebrici ed alcuni settori
della Teoria dei Numeri nelle Teorie di Stringa
(con accenno anche alla fisica quantistica ed
alle matrici)
Francesco Di Noto e Michele Nardelli1,2
1Dipartimento di Scienze della Terra
Università degli Studi di Napoli Federico II, Largo S.
Marcellino, 10 80138 Napoli, Italy
2 Dipartimento di Matematica ed Applicazioni “R.
Caccioppoli”
Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Polo
delle Scienze e delle Tecnologie

28
Monte S. Angelo, Via Cintia (Fuorigrotta), 80126
Napoli, Italy
Abstract
In this paper, we have described and summarized the
various mathematical connections between the
algebraic groups and some sectors of the Number
Theory in String Theory. Furthermore, we want
to show and remember the fundamental contribution
that some sectors of Number Theory, principally the
Fibonacci’s number, the partition of numbers, the
prime numbers and the prime natural numbers, can
give to many subjects concerning the theoretical
physics (string theory, supersymmetry, gauge theories,
etc…).
Introduzione
Nel Modello Standard della fisica quantistica e anche
nelle teorie di stringa, com’è noto, hanno molta
importanza i gruppi algebrici finiti, ciclici o sporadici,
detti anche gruppi di Lie, e nei quali emerge il
concetto matematico di simmetria, legato ai gruppi di
permutazioni e quindi ai fattoriali (e da qui ai molti
fattori primi del numero di elementi contenuti in uno
qualsiasi dei suddetti gruppi). Poiché tale concetto di
simmetria è molto importante anche nelle teorie di
stringa, ma non è il solo elemento di base, vogliamo
affiancargli il contributo che potrebbero dare alcuni
settori della Teoria dei Numeri, e precisamente:
29
numeri primi; numeri primi naturali; numeri di
Fibonacci; numeri p-adici, partizioni di numeri. Un
nostro lavoro su questo argomento è stato di recente
pubblicato sul sito http://xoomer.alice.it/stringtheory/
con il titolo “I Gruppi di Lie e la simmetria in fisica e
in matematica”, insieme a tanti altri articoli sulle
connessioni tra teorie di stringa e teoria dei numeri.
In questo lavoro vogliamo solo evidenziare bene il
possibile contributo della teoria dei numeri, ed
in modo particolare di alcuni settori sopra ricordati,
ricordando che per i numeri primi sono coinvolte la
funzione zeta di Riemann e relativa ipotesi (RH), ed i
numeri primi naturali sono connessi ai numeri di
Fibonacci. Nei numeri di Fibonacci sono coinvolti il
numero aureo e la sezione aurea; per le partizioni di
numeri sono coinvolti alcuni multipli dei numeri di
partizione, p(n), più piccoli; infine, sono coinvolte
anche le funzioni modulari di Ramanujan (vedi i vari
lavori di uno di noi (Michele Nardelli), utilizzando
spesso qualche utile contributo del Gruppo
ERATOSTENE (Rif. 3), in particolare di Francesco
Di Noto). Gli studi su tali connessioni tra l’algebra e
la simmetria dei Gruppi di Lie e i suddetti settori della
teoria dei numeri proseguiranno in futuro, in quanto
molto interessanti ed utili per la sviluppo della parte
più matematica della fisica teorica, anche secondo il

30
parere di alcuni specialisti di matematica e fisica
teorica.

Pier Francesco Roggero, Michele Nardelli, Francesco


Di Noto - Scribd
https://www.scribd.com/.../Pier-Francesco-Roggero-
Michele-Nar...

REPULSIVE GRAVITATIONAL
INTERACTION BETWEEN MATTER AND
ANTIMATTER
Pier Francesco Roggero, Michele Nardelli
1,2 , Francesco Di Noto
1 Dipartimento di Scienze della Terra Università
degli Studi di Napoli Federico II, Largo S. Marcellino,
10 80138 Napoli, Italy
2 Dipartimento di Matematica ed Applicazioni “R.
Caccioppoli” Università degli Studi di Napoli
“Federico II” – Polo delle Scienze e delle Tecnologie
Monte S. Angelo, Via Cintia (Fuorigrotta), 80126
Napoli, Italy
Abstract: In this paper we examine in detail the
hypothesis that matter and antimatter instead of
attract each other have a gravitational
repulsion. Furthermore, we have also described some

31
new possible mathematical connections with some
sectors of Number Theory and String Theory

Michele Nardelli, Francesco Di Noto, Pierfrancesco


Roggero - Scribd
https://www.scribd.com/.../Michele-Nardelli-
Francesco-Di-Noto-...

Mathematical theory of knots, quantum physics,


string theory (connections with the Fibonacci’s
numbers, Lie’s numbers and partition numbers)
Michele Nardelli, Francesco Di Noto, Pier
Francesco Roggero
Abstract
In this paper we show some possible connections
between knot’s theory and string theory, based on
Fibonacci’s numbers, Lie numbers and partition of
numbers.
Here we show a few possible relationship between
string theory and the mathematical theory of knots,
using the common connection with the Fibonacci’s
numbers, Lie’s numbers and partition numbers.
Predictions and estimates on the values of N(n) from
N(17) to N(20)

32
BIOLOGIA QUANTISTICA - Scribd
https://vi.scribd.com/doc/291712949/BIOLOGIA-
QUANTISTICA

UNA NUOVA SCIENZA: LA BIOLOGIA


QUANTISTICA ( i nostri contributi )
Autori
Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco
Roggero
Abstract
In this paper we talk about new science called
“quantum biology”, with our possible contributes
and final references
Riassunto
In questo lavoro accenniamo alla nuovissima
scienza chiamata Biologia quantistica, che si
occuperà dello studio delle connessioni ormai
accertate tra biologia, fisica quantistica e fenomeni
biologici, per esempio la percezione del campo
magnetico terrestre da parte di alcuni uccelli
migratori, la fotosintesi clorofilliana, ecc. Uno degli
scopi pratici di questa scienza potrebbe essere
l’applicazione in campo medico e/o terapeutico o
altro, tramite possibili ed eventuali future
biotecnologie quantistiche) . Sembra infatti che
piante e animali, ma anche persone, sia pure
33
involontariamente, possano fare meglio dei
laboratori in materia di alcuni effetti quantistici
(entanglement in particolare), e cioè a temperatura
ambiente, , per tempi più lunghi, ecc. Ne
riferimenti finali citiamo due nostri articoli, sui
calcolatori prodigio (possibile coinvolgimento
dell’entanglement alla base di questi calcoli) e sui
normali e regolari ritmi di emissioni di fotoni da
parte del corpo umano in normali condizioni di
salute, mentre sono irregolari in presenza di
sclerosi multipla ,
Introduzione
Nel volume “FISICA ESTREMA” allegato alla
rivista “Le Scienze” nel corso del 2014. a pag. 140,
l’Autore del capitolo “Vivere in un mondo
quantistico, paragrafo gli uccelli di Schrodinger,
conclude così (l’articolo è comunque riportato in
nota 1 finale): “
...L’entanglement (nella fotosintesi clorofilliana,
N.d.A.A ), dovrebbe durare solo una frazione di
secondo e riguardare molecole composteda non più
di 100.00 atomi. Ci sono in natura esempi di
entangleement di dimensioni e di durata maggiori?
Non lo sappiamo, ma l’interrogativo è abbastanza
intrigante da stimolare la nascita di una nuova
disciplina, la biologia quantistica”

34
E a questa nuova scienza dedichiamo questo nostro
lavoro divulgativo...”

[PDF]SECONDA PARTE DI “ UNA NUOVA


SCIENZA: LA ... - Siti Xoom
xoom.virgilio.it/.../nardelli/SECONDA%20PARTE%2
0BIOLOGIA%20QUANTISTIC...

SECONDA PARTE DI “ UNA NUOVA SCIENZA:


LA BIOLOGIA QUANTISTICA”
Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco
Roggero
Abstract
In this paper the second part of Ref. 1, with other
news and references.
Riassunto
In questo lavoro divulgativo la continuazione del
Rif.1 (Una nuova scienza – La biologia quantistica,
con qualche altra eventuale novità ed altri riferimenti
per ulteriori approfondimenti e documentazioni.
Connessione tra effetto entanglement e sezione aurea
in biologia, simile a quella tra lo stesso effetto e la
fisica (Rif. 3)

[PDF]l ' emissionedibiofotoni, unaltrofenomenobasato


suinume - Jex12345
35
jex12345.altervista.org/biofotoni_e_matematica.pd

L ‘ E M I S S I O N E D I B I O F O T O N I,
UNALTROFENOMENOBASATO
SUINUMERIPRIMINATURALI
(Vedi lavoro “Teoria di stringa 3” su questo sito)
…………..
Un altro fenomeno connesso con i numeri primi
naturali, già descritti nel lavoro “Teoria di stringa
3” su questo stesso sito, è quello dell’emissione di
biofotoni (fotoni emessi da un essere vivente) da
parte del corpo umano, in modo regolare in base a
numeri di giorni collegabili ai suddetti numeri
primi naturali, coinvolti anche nelle frequenze di
vibrazione delle stringhe e nei numeri magici della
stabilità nucleare. Anche tale emissione è, come i
precedenti, un fenomeno quantistico (il mondo
quantistico sembra essere il regno dei numeri
primi e simili – serie di Fibonacci e partizioni--
coinvolti anche negli zeri della funzione zeta di
Riemann e tramite questa ai livelli energetici degli
atomi). L’emissione anomala di biofotoni sembra
collegata alla sclerosi multipla, per cui un suo
studio, anche alla luce di quanto detto in questo
lavoro, potrebbe poi essere utile per una eventuale

36
diagnosi precoce e quindi per eventuali terapie più
efficaci nel bloccare sul nascere tale ben nota
patologia invalidante, o almeno rallentarla in modo
significativo. Da qui il nostro interesse per questa
ricerca “bioquantistica”. Tale emissione è stata
decritta nel recente libro di Lynne Mc Taggert
“Il campo del punto zero” (Macro Edizioni).
L’Autrice, a pag. 80, parla delle ricerche di Popp
sull’emissione ciclica di fotoni, da parte degli esseri
umani, ed esattamente da una piccola area della
mano e della fronte di una donna sana:
“ Popp analizzò quindi i dati e scoprì, con sua
sorpresa, che le emissioni di luce seguono
determinate configurazioni, secondo ritmi biologici
che si ripetono ogni 7, 14, 31, 80 e 270 giorni,
momenti in cui le emissioni sono identiche, anche
dopo un anno…”.

Universo ciclico o Multiverso? - Scribd


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-ciclico-o-Multiverso

UNIVERSO CICLICO O
MULTIIVERSO?(Osservazioni atematiche:perché
la natura evita i quadrati? )Francesco Di Noto,
37
Michele NardelliAbstractIn this paper we show
some connections between some mathematical
constants and prime numbers about cyclic universe
and multiverso RiassuntoIn questo lavoro
confrontiamo brevemente le due attuali teorie
cosmologiche dell’universo ciclico (Rif. 1) e del
multiverso (Rif. 2),osservando come quest’ultimo,
per via dei numeri primi presentidirettamente o
indirettamente nelle costanti matematiche
universali, non possa produrre universi fisici molto
diversi dal nostro.Inoltre, sembra che la natura
eviti accuratamente i quadrati nellascelta dei
numeri per regolare i suoi fenomeni: il perché
sarebbe unargomento da approfondire meglio, in
quanto molto importante, come vedremo in questo
lavoro. Infatti la nostra osservazione nonsembra
essere del tutto casuale.Cominciamo con una breve
descrizione dell’universo ciclico.Dal sito
www.eventitrentino.it/context.jsp?ID_LINK=288&pa
ge=51&area=0

UNIVERSO CICLICO
Roger Penrose, dell'Università di Oxford e Vahe
Gurzadyan dell'Università statale diYerevan, in
Armenia, hanno identificato nel fondo cosmico a
microonde (CMB) uneffetto che sembrerebbe
permettere di osservare che cosa c'era prima del
38
Big Bang. La radiazione cosmica di fondo che
pervade l'universo si ritiene che sia un residuo di
quando l'universo era neonato. Negli anni novanta
si scoprì che questa radiazione è anisotropa, ossia
che la sua temperatura subisce fluttuazioni di circa
una parte su100.000, che rappresentano uno dei
principali dati osservativi a favore della teoria del
Big Bang. Queste fluttuazioni dovrebbero essere
casuali, e risalenti al periodo di inflazione
dell'universo che si ritiene ci sia stato qualche
frazione dei secondo dopo il Big Bang. Penrose e
Gurzadyan hanno però ora scoperto la presenza di
una serie di cerchi concentrici all'interno della
CMB, all'interno dei quali la variazione di
temperatura è molto inferiore all'atteso, un fatto
che mostra come l'anisotropia non sia del tutto
casuale. I due scienziati ritengono che questi cerchi
derivino da collisioni fra buchi neri supermassicci
che avrebbero rilasciato enormi lampi di energia.
L'aspetto più singolare di questi cerchi è che,
secondo i calcoli dei ricercatori, alcuni dei cerchi
più grandi dovrebbero essersi formati prima del
Big Bang. La scoperta non implica che non ci sia
stato un Big Bang, piuttosto fornisce un indizio
della possibilità di trovarci in una sorta di universo
ciclico, nel quale alla fine di un universo, si
innescherebbe un nuovo Big Bang che segna
39
l'inizio di un nuovo universo, in un processo si
ripeterebbe indefinitamente. Lo scontro dei due
buchi neri sarebbe avvenuto proprio al termine
dell’universo precedente al nostro. Penrose aveva
già in precedenza studiato possibili modelli
cosmologici ciclici in relazione a un altro problema
della teoria inflazionaria dell'universo, ossia che
essanon è in grado di spiegare perché ci fosse una
così bassa entropia all'inizio dell'universo. Lo stato
di bassa entropia, ossia di ordine elevato, era
essenziale per la formazione della materia
complessa. L'idea sottostante alla cosmologia
ciclica è che quando un universo si è espanso
quanto più possibile, i buchi neri evaporano
perdendo tutta l'informazione che contengono,
rimuovendo così l'entropia. A questo punto
potrebbe iniziare un nuovo universo con uno stato
di bassa entropia. Data l'importanza che possono
assumere questi cerchi, sottolineano i ricercatori, è
necessario comunque un ulteriore cospicuo lavoro,
sia per confermarne l'esistenza,sia per sondare la
possibilità che esistano altri modelli in grado di
spiegarli meglio. Per rilevare i cerchi ed eliminare
il rischio di una loro eventuale causa strumentale,
Penrose e Gurzadyan hanno finora utilizzato i dati
rilevati da due esperimenti,
WMAPeBOOMERanG98.Fonte:
40
http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1011/1011.3706.p
df Mario Sandri. “

Teoria stringhe e fotosintesi clorofilliana -


studylibit.com
studylibit.com/doc/6508226/teoria-stringhe-e-
fotosintesi-clorofilliana

Teoria delle stringhe, effetto entanglement e


fotosintesi clorofilliana
Gruppo “B. Riemann”*
Francesco Di Noto, Michele Nardelli
*Gruppo amatoriale per la ricerca matematica sui nu
meri primi, sulle loro congetture e sulle loro
connessioni con le teorie di stringa.
Abstract
In this paper we show some connection between strin
g theory, entanglement and plants’photosynthesis
Riassunto
Come abbiamo scritto in lavori precedenti, l’effett
o entanglement è una conseguenza della teoria delle
stringhe , ed ha applicazioni artificiali (teletrasporto
quantistico, computer quantistici, crittografia
quantistica, ecc.) e naturali (calcolatori prodigi

41
o. orientamento negli uccelli migratori, vedi
Riferimenti finali).
Ora leggiamo : “Antenne proteiche per la fotosinte
si” , Le Scienze di Agosto 2013 ) che anche nella
fotosintesi clorofilliana, alla base della vita vegetale,
sembra chiaramente coinvolto l’effetto entanglement.
“ Antenne proteiche per la fotosintesi
Da tempo si cercava di capire come facessero piante e
batteri a convertire Fino al 95% dell’energia solare
assorbita tramite la fotosintesi, mentre l’efficienza di
conversione di un pannello solare è di circa il 20%
. Un gruppo di ricercatori del l’Università di Glasgow
e dell’Istituto di scienze fotoniche del Parco
tecnologico mediterraneo di Barcellona ha analizzato i
processi fotosintetici di un batterio,
Rhodopseutomonas acidophila , con un’innovativa
tecnica di spettroscopia. In questo modo, come
spiegano su <<Scienze >>, hanno visualizzato gli stati
delle proteine antenna ...responsabili
dell’assorbimento della luce e del trasporto
dell’energia ai centri di razione fotochimica.
In pratica hanno potuto osservare come l’energia
scorre attraverso i sistemi fotosintetici con una
risoluzione spaziale e temporale senza precedenti,
rilevando i fenomeni quantistici in atto. Osservando
gli effetti quantistici nella fotosintesi nelle normali
condizioni ambientali, i ricercatori hanno dimostrato
42
che l’efficienza dei processi fotosintetici è resa
possibile dalla coerenza quantistica, che << tiene in
fase >> due diversi stati delle proteine antenna,, rende
ndo il processo di trasporto dell’energia più robusto
rispetto alle variazioni ambientali
Michele Bellone
...”

stringhe, teletrasporto e tempo multidimensionale -


studylibit.com
studylibit.com/doc/7563795/stringhe--teletrasporto-e-
tempo-multidimensionale

STRINGHE, TELETRASPORTO E TEMPO


MULTIDIMENSIONALE
Ing. Pier Franz Roggero, Dott. Michele Nardelli, P.
A. Francesco Di Noto
Abstract
In this paper we show a possible connection between,
string theory and wormholes, for future experiment
about technological teleportation.
We give also an hypothesis of multidimensional time

Universo Ciclico-Ordine Matematico - Scribd


43
https://www.scribd.com/document/93322391/Universo
-Ciclico-Ordine-Matematico

Universo ciclico ed entropia finale e iniziale di ogni


ciclo
(concetto di ordine – disordine matematico)
Francesco Di Noto, Michele Nardelli
Gruppo “B Riemann”
Abstract
In this paper we show as cyclic universe of Roger
Penrose is connected with the our concept of
mathematicalorder

Riassunto
In questo lavoro mostreremo brevemente la relazione
tra l’entropia - disordine - simmetria finale nell’eone
precedente, dal quale nascerà poi il nostro universo,
con un nuovo ordine iniziale. Proponiamo un
semplice modello aritmetico di come, tramite l’ordine
numerico iniziale, e il disordine numerico intermedio
e finale, possono essere calcolati, giungendo ad un
nuovo ordine iniziale simmetrico all’ordine
precedente. Tale modello, con le dovute proporzioni,
potrebbe chiarire come l’universo ciclico di Penrose
potrebbe funzionare, e quindi essere di qualche
utilità,evitando salti bruschi e discontinuità, per lo
44
meno sotto l’aspetto matematico al momento
del passaggio da un ciclo all’altro.

Il Triangolo Aureo Nel DNA - Scribd


https://www.scribd.com/document/279396009/Il-
Triangolo-Aureo-Nel-DNA

Currently Reading: Il Triangolo Aureo Nel DNA


Start
Il triangolo aureo nel DNA e nel dodecaedro
Gruppo B. Riemann
Francesco Di Noto, Michele Nardelli
Abstract
In this paper we show some connections between
DNA and the golden triangle, and so on
Riassunto
In questo lavoro descriveremo brevemente la
connessione tra il DNA e il triangolo aureo, e
quindi con la sezione aurea, onnipresente in ambito

45
geometrico (dodecaedro) e naturale
Il triangolo aureo è un triangolo i cui angoli sono
due di 36 gradi e l’altro di 72 gradi, e
connessi alla sezione aurea. Dopo la descrizione
parziale da Wikipedia, lo ritroviamo più o
meno direttamente/indirettamente nel DNA ed in
altri fenomeni naturali
Da Wikipedia:
Triangolo aureo [modifica]
Il triangolo aureo è un triangolo isoscele avente i due
lati uguali in rapporto aureo con il terzo lato, φ:1 (
1,618: 1) e angoli di 36°,
72° e 72°. Viene utilizzato per dimostrare che la
diagonale del
pentagono è in rapporto aureo col lato, e con
l'aggiunta di altri due triangoli aurei, gli gnomoni
aurei, ne completa la figura; inoltre si pensa che
potrebbe essere perfino stato uno dei modi per la
46
dimostrazione dell'incommensurabilità. [1]
...”

Teorie del tutto (TOE)

[PDF]Dalle stringhe alla TOE attraverso la Teoria dei


Numeri ... - CNR Solar
eprints.bice.rm.cnr.it/740/1/NarDiNot4.pdf

Dalle stringhe alla TOE


attraverso la Teoria dei Numeri
Francesco Di Noto – Michele Nardelli
Sommario
In questo lavoro vediamo come, attraverso un percorso
essenzialmente matematico, si potrà arrivare in futuro alla
TOE, nota come Teoria del Tutto, attraverso i numeri
primi, i numeri primi supersingolari, i numeri di Fibonacci
(un percorso alternativo sarebbe quello attraverso la teoria
di gravità a loop, ma con meno matematica)

Dal blog

Michele Nardelli
michelenardelli.blogspot.com/ :

APPUNTI SU UNA POSSIBILE


47
NUOVA TEORIA DEL TUTTO (TOE)

(Possibile coinvolgimento finale dei numeri di

Fibonacci, peraltro già connessi con l’entanglement

su larga scala e come possibile conseguenza

matematica delle teorie di stringa)

Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco

Roggero

Abstract

In this paper we will show some connections

between Fibonacci numbers and quantum

entanglement in a possible new quantum gravity

theory based on AdS/CFT (Space-Time as final

product of entanglement (Ref. 1)

48
Riassunto

In questo lavoro , insieme divulgativo e di ricerca,

mostriamo una possibile connessione tra i numeri

di Fibonacci e una nuova possibile teoria di gravità

quantistica (basata sull’effetto entanglement e l’

AdS/CFT) con la nuova ipotesi dello spazio e del

tempo emersi dall’entanglement quantistico di

minuscoli frammenti di informazioni

[PDF]APPUNTI SU UNA POSSIBILE NUOVA


TEORIA DEL TUTTO (TOE)
xoom.virgilio.it/.../nardelli/nota%20aggiuntiva%20su
%20possibile%20teoria%20del%...

Nota aggiuntiva all’articolo “APPUNTI SU UNA


POSSIBILE NUOVA TEORIA DEL TUTTO
(TOE)”recentemente pubblicato
49
Francesco Di Noto, Michele Nardelli, Pierfrancesco
Roggero
Leggendo recentemente il libro di Johnny Gribbin
“ Dizionario enciclopedico di fisica quantistica”
(Macro edizioni),. abbiamo trovato una stima (una
dozzina) di bosoni X per un certo tipo di fenomeno
quantistico (trasformazioni di quark in leptoni e di
leptoni in quark (Voce “ teorie di grande unificazione
(GUT)”, pagg. da 746 a 751).
Poiché tale stima è imprecisa, e potrebbe in realtà
coincidere con 13 numero di Fibonacci , abbiamo
notato una certa correlazione tra altri numeri di
Fibonacci e i numeri dei bosoni coinvolti nelle tre
forze fondamentali e in alcuni fenomeni quantistici .
Per esempio, solo per le forze, abbiamo
1 bosone (fotone) per l’elettromagnetismo)
1 bosone (gravitone) per la forza di gravità
3 bosoni ( W- , W+ e Z° e quindi 2 + 1, e così
recuperiamo il numero 2) per la forza elettro - debole
5 bosoni ( di Higgs)* per l’ex problema della massa
8 bosoni (gluoni) per la forza forte ,
13 bosoni (chiamati X) per la suddetta trasformazione
di quark in leptoni e viceversa.**
Avremmo così, se tutto ciò non fosse una straordinaria
e casuale coincidenza la sequenza di Fibonacci
1, 1, 2, 3, 5, 8, 13
nel cuore della fisica quantistica, connessa alla teoria
50
delle superstringhe, base di una possibile Teoria del
Tutto (TOE) .
*LHC Italia
CINQUE BOSONI DI HIGGS?
15 Giugno 2010.
Sul link
lhcitalia.infn.it/?option=com_content&view...id=175
%253Acinque-bosoni...
che riportiamo interamente:
“Tre fisici teorici del Fermilab - Bogdan Dobrescu,
Adam Martin e Patrick J Fox – hanno ripreso la
recente ricerca pubblicata dall’esperimento DZero
del laboratorio di Chicago, per avanzare una
proposta alla comunità scientifica: non esisterebbe
un solo bosone di Higgs da cercare con LHC, ma
ben cinque. Intervistato dalla trasmissione
radiofonica della RAI Radio3scienza, il direttore
della sezione INFN di Padova, Antonio Masiero, ha
spiegato che questa affermazione dei fisici
americani parte “dalla scoperta di una asimmetria
tra materia e antimateria che si è verificata al
Fermilab osservando il decadimento di alcune
particelle”. L’esperimento del Fermilab, afferma
Masiero, “dimostra che esiste una violazione di CP,
una fondamentale simmetria della Natura proprio
legata allo scambio materia – antimateria, la cui
entità non è prevista essere così grande nel
51
Modello Standard della fisica. La spiegazione di
questo fenomeno potrebbe essere nell’esistenza di
cinque bosoni di Higgs. Come peraltro prevedono
alcune teorie, come quella supersimmetrica, che
estendono il Modello Standard. Quindi – conclude
– vedremo che cosa ci dirà LHC. Potrebbe davvero
farci una sorpresa e trovare non uno ma cinque
differenti bosoni di Higgs”.
** Riportiamo brevemente il brano interessato
(pag.748):
“... Ciò significa che dovrebbe esserci una qualche
tipo di bosone intermedio capace di trasformare i
quark in leptoni e i leptoni in quark, così come la
forza debole può trasformare un neutrino in un
elettrone (vedi decadimento beta) . Tuttavia, i
mediatori di un ‘interazione del genere (subito
battezzati bosoni X) dovrebbero avere masse enormi,
dell’ordine dei 10^15 GeV, e dovrebbero essere
altrettanto attivi dei fotoni, quando questi si trovano
a energie superiori a circa 15^16 GeV. Cosa ancora
più sconcertante, dovrebbero essercene molti, ovvero
una dozzina, anche in una versione relativamente
semplice della teoria di grande unificazione.”
La parola “dozzina” ci ha suggerito il numero 13 per
completare la nostra sequenza iniziale dei numeri di
Fibonacci eventualmente connessa ai numeri di bosoni
interessati alle quattro forze fondamentali della natura
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o a loro particolari aspetti (bosoni di Higgs per la
massa delle particelle, o trasformazioni ad alta
energia di quark in leptoni e viceversa) connessi alle
teorie di grande unificazione
Caltanissetta 3.1.2018

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