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DICEMBRE 2017 n. 442
PERIODICO MENSILE
ISSN 2499-0418 (ONLINE)

IL PESO DELLE DELUSIONI CI FA AMMALARE

COME SUPERARE
LE FERITE DEL PASSATO
Le regole per
voltare pagina
una volta per tutte

COSÌ IL CERVELLO
RIFIORISCE E FA SBOCCIARE
IL TUO LATO MIGLIORE

Stanchezza cronica
Dipende dalla mente:
ecco cosa fare per vincerla

Malattie invernali Chiedi in edicola i libri


“L’arte della spontaneità”
Bronchite, tosse, sinusite: e “L’agenda del
i rimedi naturali più efficaci benessere 2018”
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Direttore responsabile: Raffaele Morelli A cura dell’Istituto Riza
Condirettori: Vittorio Caprioglio,
Daniela Marafante, Piero Parietti di Medicina Psicosomatica
Direttore generale: Liliana Tieger
Redazione: Giorgio Barbetta (caporedattore)
n. 442
Grafica e impaginazione: Elisa De Gradi DICEMBRE 2017
Progetto grafico: Roberta Marcante
Comitato scientifico: Ervin Laszlo (presidente),
Piero Parietti, Maria Ceriani, Emilio Minelli (direttori diretta da Raffaele Morelli
scientifici), Romeo Compostella, Maurizio Cusani,
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Fiorenza Zanchi
HANNO COLLABORATO
Testi: M. Battistutta, G. Cataldo, P. Costanzo,
SOMMARIO
P. Fornari, P. Lumia, A. Mantice, C. Marazzina,
M. Monciotti, M. Morelli, N. Morelli, T. Morelli,
D. Mosca, P. Parietti, G. Ruatasio, M. G. Tumminello,
K. Vignoli, M. Zanardi A tu per tu L’Editoriale 4
Immagini: A. Ruggieri, Fotolia, Morelli risponde 10
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Lezioni Panico: prima l’accogli,
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Coppie e amori 24
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Il test del mese 110

Dicembre 2017 3
L’EDITORIALE
Di Raffaele Morelli. raffaele.morelli@riza.it

Non serve lottare


La felicità non è sforzarsi per avere
una vita perfetta, ma stare con tutte
le contraddizioni, i difetti, gli errori...
Quando non ti giudichi, la tua essenza
si può esprimere e ti porta
a fare gli incontri che ti servono

L’
arte di stare con se stessi è tutto ciò e così via…». Anche questo esercizio si realiz-
che dobbiamo imparare. Puoi avere za in pochi secondi: tutti sanno cosa rifiutano
tutte le ricchezze, l’amore che sogna- del proprio carattere. Vorrebbero cambiarlo,
vi, i figli che raggiungono il successo lavora- migliorarlo, togliere le asperità, le parti aguz-
tivo, puoi essere invidiato dal mondo, ma se ze che credono li facciano star male.
non ti piaci, se ti rifiuti, se non sei soddisfatto Il terzo esercizio riguarda invece il passato.
di stare con te, vivi nell’inferno. «Che cosa avete fatto nella vita di cui vi pen-
tite? Quali scelte sbagliate?». È incredibile ve-
Cosa non va in te? Vi racconto tre esercizi dere come, a distanza di anni, tutti ricordino
che faccio spesso ai gruppi che tengo il giovedì almeno un errore che ha influenzato la loro
a Milano. Il primo esercizio dura in genere 15- esistenza. Un errore che crea ancora adesso
20 secondi. «Chiudete gli occhi - dico rivolto al sensi di colpa.
gruppo - e visualizzate dentro di voi che cosa
non va nella vostra vita, quello che vorreste Mai “sistemare” la vita Sono tre semplici
che non ci fosse». Poi chiedo: «Se avete trova- esercizi che chiunque può eseguire da solo in
to che cosa non va nella vostra vita, alzate la pochi secondi. Basta socchiudere gli occhi e
Illustrazione di Alberto Ruggieri

mano destra, mentre siete a occhi chiusi». Un le immagini vengono a trovarci spontanea-
attimo dopo tutti i partecipanti hanno le mani mente. Potremmo chiamare il primo eserci-
alzate. Tutti individuano subito che cosa non zio “del disagio esistenziale”, il secondo “del
va bene nel loro mondo. carattere” e il terzo “del passato”. Tutti e tre
Il secondo esercizio invece è dedicato al ca- si basano su un’idea di disfunzione: qualcosa
rattere. «Chiudete gli occhi e guardate quello non va nella mia vita, oppure il mio carat-
che non vi piace nel vostro carattere. Magari la tere ha qualcosa di sbagliato o, ancora, nel
rabbia incontrollata, la gelosia, la permalosità passato ho fatto qualcosa di irreparabile. È
C O N T I N U A A PA G . 6

4 Riza psicosomatica
IL BLOG DI MORELLI
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aiutano a superare i piccoli e grandi
problemi con te stesso e con gli altri:
riza.it/raffaelemorelli.html

per essere felice

Un successo sicuro
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quando inizi a fidarti di te
e non cerchi più di guidarti
verso direzioni assorbite
dal mondo esterno

Dicembre 2017 5
L’EDITORIALE

“ Voler modificare ciò che siamo è una vera follia.


Sarebbe come dire alla rosa di non fare le spine.


La felicità arriva solo se inizi a lasciare tutto così com’è

S E G U E D A PA G . 4

incredibile come quasi tutti quelli esistenziale, un brutto carattere, un


che si sottopongono a questi semplici presente rovinato dal passato. Come è
esperimenti provino tutti e tre i disa- successo a Martina, 38 anni, che si era
gi. E tutti rimangono colpiti quando separata da tre anni ma ancora pensava
dico loro che rimettere le cose a posto a come recuperare il marito che «mi ha
nella vita non funziona mai, come ad lasciato con pochi soldi e con i figli ancora
esempio è fallimentare il tentativo di adolescenti». Lei credeva che il suo ma-
riconquistare il partner dopo una se- trimonio fosse saltato perché aveva un
parazione. Non si può recuperare ciò carattere «troppo timido, introverso, e non
che è andato via e qualsiasi sforzo si esprimevo mai i miei sentimenti». Pensa-
faccia, non produce risultati. Chi ha va di aver perduto anni prima l’unico
provato l’abbandono lo sa benissimo. uomo che avesse veramente amato
Cambiare il carattere poi è una vera perché non si era trasferita all’estero
follia: sarebbe come dire alla rosa di con lui. Un giorno le ho fatto chiude-
eliminare le spine, che sono una delle re gli occhi in una seduta e le ho fatto
sue prerogative. Si possono togliere immaginare i tre tarli della sua vita: la
le spine alle rose recise, che sono già separazione, il senso di colpa per non
morte e pronte a essere messe nei vasi, aver seguito l’uomo dei suoi sogni e
come fanno i fioristi. Ma far crescere in il suo carattere introverso. «Immagi-
natura una rosa senza spine è impossi- ni questi tre tarli e li tenga lì nel buio,
bile e soprattutto inutile. Nemmeno il dentro i suoi occhi. Senza rimpianti,
passato si può cambiare, e non si può senza lo sforzo di allontanarli da sé.
correggere. E del resto colui che a 25 Li guardi semplicemente come onde
anni ha lasciato l’università e non si è del suo mare, senza far niente per man-
laureato, non è più la stessa persona darli via». Ha pianto qualche istante,
di quella che a 40 continua a rimugi- poi ha ceduto, li ha lasciati nella sua
nare su quel gesto. Ho visto pazienti interiorità, senza dirsi nulla. Ha capi-
laurearsi a 50 anni, sprecando risorse, to che non c’era niente da cambiare,
facendo fatiche immani, per ritrovarsi ma semplicemente stare dentro di sé,
poi ancora più depressi. Ce l’aveva- senza dirsi niente. È arrivato il sollievo
no fatta, ma quel “ritardo” rimaneva prima, la pace poi e in pochi attimi un
dentro di sé. vero e proprio attacco di felicità. «Ho
capito che non devo cambiare niente del-
Il caso di Martina Ho citato questi la mia vita, le cose sono così come sono,
tre momenti della vita affettiva perché vanno bene così». La felicità arriva solo
spesso sono i motivi che portano le per- se la smetti di lottare per cambiare la
sone dallo psicoterapeuta: un disagio tua vita. ■

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MORELLI RISPONDE
Le email al direttore. raffaele.morelli@riza.it

«Perché non riesco a cambi


il mio brutto carat
Rabbia, permalosità: quando
C
ara Gianna, se tu volessi cambiare, se que-
sto cambiamento fosse naturale, se fosse
cerchi di smussarle rischi di davvero ciò che ti serve, sarebbe già acca-
duto. Se non accade, vuol dire che qualcosa in te ha
diventare una bella statuina. bisogno della donna furiosa che ogni tanto emerge.
È necessaria. Per cominciare devi prendere atto
Impara invece a far loro della tua impotenza: «Io non riesco a cambiare». Ora
chiudi gli occhi. Percepisci la “belva” che non vuo-
spazio: smetteranno le cambiare, lasciala dentro di te senza dirle niente.
Adesso immagina che dentro di te ci sia anche una
di darti fastidio e potranno donna tranquilla e pacata, quella che vorresti tanto
essere. E immagina che queste due donne stiano
trasformarsi in risorse utili insieme a te. Contemporaneamente! Nella donna
arrabbiata c’è qualcosa che ha bisogno di essere
riconosciuto. Se non lo fai, la rendi capricciosa e
passerai la vita a dirti: «Io voglio cambiare ma non ci

“ IL TARLO DI GIANNA riesco: allora sono malata». No! Entrambe le donne,


quella che vuole cambiare e quella che non vuole,
Ho lavorato tanto su di me devono stare insieme a te. Solo allora il tuo mondo
interno potrà sbocciare.
ma rifaccio gli stessi errori
Cura le tue radici È la differenza tra migliorare
Non riesco a cambiare. Voglio farlo ma non e maturare. “Migliorare” (“lavorare su di sé, fare
riesco. Ho attacchi di rabbia, sono permalosa. dei passi avanti”, come tu dici) significa pensare
Arriva un fuoco e io non riesco a controllarlo. che così come sei non vai bene: ma la rosa deve
Negli ultimi dieci anni pensavo di essere migliorare per diventare un papavero? Che rosa
maturata, di aver lavorato sulle mie emozioni. sarebbe? Qualcosa dentro di te sa come devi essere:
Prima ero proprio una belva terribile! Tutto e infatti ti fa come sei, ogni giorno. Quando invece
quel risentimento faceva male anche a me. vuoi “migliorare”, prendi un’immagine dal mon-
Io esplodevo, ma non è che producessi dei do esterno, un modello mentale, e inizi a seguirla:
risultati. La rabbia non mi portava da nessuna quindi ti omologhi. Ecco perché i taoisti dicono che
migliorare è un cancro. Maturare, al contrario, è
parte. E insomma, pensavo di aver fatto dei
sviluppare ciò che c’è in te: anche i pensieri che
passi avanti. Invece continua a venire fuori.


non ti piacciono, il fatto che non riesci a cambiare,
le tue contraddizioni. Migliorare è cancellarle: ma

10 Riza psicosomatica
L’ALTRO MODO DI VEDERE
La rabbia è un dio: senza di lui

are manca la voglia di vivere


Q uando arriva la rabbia, prova a dire: «Marte, il dio del
Fuoco si impossessa di me». È un’energia della natura

tere?»
che ti visita: vuoi forse scacciarla? Se cerchi di spegnerlo
rischi di ammalarti perché diventi artificiale. Gianna nella
lettera riportata qui a fianco dice: «Quel brutto carattere
non mi portava da nessuna parte». Ma la rabbia non
deve portarti “da qualche parte”. Deve portarti a fare la
tigre, se sei la tigre. In Africa c’è un proverbio: una buona
edera si arrampica, una buona pecora bela, un
buon leone ruggisce. Di più non c’è. Quando
lo accetti, allora vedrai che la rabbia arriverà
con minore forza, sarà meno distruttiva e piano
piano imparerai a trasformarla, ad esempio, in
impegno, in energia attiva, in entusiasmo, in
gioia di vivere, in passione...

Porta con te la “donna furiosa”


L’aspetto di te che ritieni sbagliato
possiede saperi che ti completano
e di cui non puoi fare a meno

sono?». Se capisci che tu non devi fare niente, che


non devi raggiungere nessun obiettivo, tutto di-
venta possibile. Altrimenti vivi nell’illusione: «Starò
bene quando finalmente sarò cambiata». Non è vero. Tu
puoi stare bene solo qui, adesso, nelle tue radici e
cambi solo quando ti viene naturale.

Assieme, ira e dolcezza Stai coi tuoi stati interni,


percepiscili senza fare commenti, senza cercare la
causa, senza cambiarli. Percependo la rabbia che
arriva, riconoscendola, non ripudiandola, non di-
venti artificiale. La rabbia è qualcosa di tuo; il che
così cancelli te stessa e passi la vita a lottare. Invece: non vuol dire che devi arrabbiarti con tutti. Anzi,
diventa ciò che sei. Con quel carattere lì. Maturare solo quando non combatti più contro te stessa si
vuol dire imparare a portare con te il lato che tu può affacciare anche il contrario della rabbia: una
ritieni sgradevole. Allora ti completi. dolcezza spontanea, non artefatta. Arriva quando
dai il permesso ai due mondi di stare insieme: il lato
Stai bene solo adesso Prova a dire: «Io sono per- brutto e il lato piacevole. La belva e la dolcezza. Se
malosa e porto con me questa permalosità e vado avanti muore la belva, magari andrai bene a tutti gli altri,
insieme a lei, perché senza di me cosa ne sarà di lei, e magari sarai apprezzata per quel bel carattere che
cosa ne sarà di me se mi obbligo a fare una cosa che non non disturba nessuno. Ma tu non esisterai più. ■

Dicembre 2017 11
LEZIONI DI AUTOSTIMA
Di Vittorio Caprioglio

Panico: prima l’acco


Il panico è energia intrappolata.
M
i scrive Davide, molto preoccupato per
gli attacchi di panico che lo colpiscono
La chiave per farlo smettere da qualche mese. «Solitamente sono una
persona sicura di sé, ma questi attacchi mi disturbano
è smettere di resistere. Allora molto. Non vorrei prendere psicofarmaci, ma ci sto pen-
sando. Quando arrivano gli attacchi provo a resistere,
i messaggi silenziosi che porta ma non funziona. Mi mettono i bastoni tra le ruote
impedendomi di realizzarmi nella vita».
con sé possono guidarti
Il “solito” Davide non esiste Per prima cosa,
a ritrovare subito benessere, caro Davide, non dire mai “solitamente”: ogni
cosa accade adesso, per la prima volta! Prova a
autostima e fiducia in te stesso immaginare: esci con una donna, sei a cena e a un

Cosa fare quando arriva


Invece di contrastarlo, occorre
cedere a quell’onda di energia.
Sei tu a produrla, combatterla
non può che acuirne la violenza

12
gli, prima se ne va
certo punto dici: «Sai, solitamente a questo punto del L’ESERCIZIO CHE FUNZIONA
pranzo io faccio un brindisi». Sarebbe assurdo, no?
Invece tu hai in mente un Davide sempre uguale,
che si ripete ogni giorno, con le sue idee, le sue
Così puoi superare gli attacchi
convinzioni, le sue opinioni. Ma questo “solito Da- e ritrovare la tua originalità
vide” è artificiale e sta diventando col tempo una
camicia di forza che ti impedisce di rinnovarti, di
attingere a nuove energie. Non c’è un Davide del
P er superare gli attacchi, occorre imparare ad
accogliere il panico quando arriva: più forte è
la resistenza, più il panico è violento e tenderà a
“solitamente”, non è mai esistito: ogni tua cellula
tornare. Come una diga: più la alzi, più l’onda che la
si rinnova costantemente, il cervello ti ricrea da
scavalca diventa alta a sua volta. Imparando invece ad
capo ogni giorno. Ciò che tu sei non ha nulla a che accogliere la sua energia, piano piano farà uscire la vita
vedere con le convinzioni e i progetti della men- dai blocchi mentali ed esistenziali in cui l’hai chiusa.
te, anzi: il panico arriva proprio per distruggere Sono proprio quei blocchi la “malattia” che ti ha
questa idea statica, il Davide “solitamente sicuro”, colpito, il panico è una “cura” che il mondo interiore
che ti impedisce di vedere il Davide davvero vivo. ha chiamato per romperli e farti tornare a vivere in
modo pieno. Per aiutarti, fai questo esercizio ogni
È la parte autentica Chiediti: chi lo produce il volta che senti arrivare l’ansia.
panico? Tu. Da dove viene? Da te! Come potrebbe
essere contro di te? Il panico è un prodotto del COME FARE Chiudi gli occhi. Immagina di sentire il
mondo interiore, della tua parte più autentica: un panico che arriva. Lascialo venire. Di più, di più, come
blocco improvviso che impedisce al Davide del se ti assalisse. Una tempesta che arriva da lontano... La
“solitamente” di procedere. Ma non blocca, come senti arrivare nel terreno, ti tremano i piedi. E di colpo
tu pensi, “ciò che serve alla tua realizzazione”: vedi la tua vita che va sottosopra. Vedi la paura che
blocca l’idea artificiale che tu ti sei fatto della tua arriva dentro di te. Ora porta l’attenzione sul panico
realizzazione. Il panico vuole un Davide nuovo, e guarda in che punto del corpo va a depositarsi.
originale, non uno che si accoda agli obiettivi di Dov’è più forte? Metti la mano destra nel punto del
tutti gli altri. corpo. Da dove hai la mano, adesso lascialo espandere
come se fosse un vento, una forza che ti travolge
Cedere sempre di più Il segreto per superare e non puoi farci niente. Puoi solo cedere. Lo senti
crescere, è il panico che ti possiede. Sempre di più. Lo
il panico è l’accoglienza del disagio. Più è alta
lasci salire verso la gola. Di più ancora, lo lasci venire,
l’accoglienza, meno c’è l’opposizione e prima se
senza commentare, senza dirti niente. L’ansia è la tua
ne va. Se non se ne va è perché c’è sempre un’op-
Signora. È lei che ti comanda! Non tu, lei! E adesso
posizione troppo forte. Allora devi aumentare
prova a immaginare che assuma il volto di una donna,
l’accoglienza: cedere sempre di più. Quando ar- una donna antica, di un altro tempo. Questa donna
riva il panico percepisci la sua presenza, guardalo, è una presenza dentro di te. Osservala, stalle vicino,
senza fare alcun commento. Non ce la puoi fare come se fosse una divinità che in qualche modo ti
lottando contro te stesso, sarai sempre perdente. assiste. Rimani in questo stato per qualche minuto, poi
È un altro sguardo quello che devi attivare: lo riapri gli occhi e riprendi le tue normali occupazioni.
sguardo dell’accoglienza assoluta. ■

Dicembre 2017 13
Centro Riza
Servizio di psicologia e psicoterapia

Incontri di gruppo
Tutti i giovedì con Raffaele Morelli
SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI
Abbandoni, separazioni, fallimenti sentimentali, disagi esistenziali e disturbi psico-
somatici a volte ci travolgono. E così ricorriamo agli psicofarmaci con la speranza di
salvezza. Ma non è fuggendo dal sintomo, o cercando di metterlo a tacere con le me-
dicine, che possiamo risolvere il problema. Questi disagi racchiudono una gemma
preziosa: è il grande sapere dell’anima che preme per farci realizzare la nostra vera
natura, cioè il nostro essere diversi da tutti gli altri. Perché ognuno possiede Immagini
soltanto sue. Gli incontri terapeutici del giovedì sono workshop pratici dove vengono
insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare il benessere interiore.

Incontri terapeutici di gruppo,


condotti dal dott. Raffaele Morelli, medico, psichiatra e psicoterapeuta,
tutti i giovedì dalle 17.00 alle 18.30
Dato l’elevato numero di richieste si consiglia di prenotare con largo anticipo

LE TECNICHE PER PREVENIRE E CURARE


L’ANSIA E IL PANICO
Chi soffre di DAP (disturbi da attacco di panico) ritiene che questo disagio sia insormontabile e finisce con il
farsi condizionare l’esistenza. Rinuncia a viaggi, teme la solitudine, perde la sua autonomia e l’indipendenza.
In questi incontri di gruppo si impara prima a gestire il disagio e via via a scoprire che l’ansia e gli attacchi
di panico sono la manifestazione della parte più vitale che chiede di prenderci cura di noi stessi. Affrontarle
come un’opportunità di crescita rende molto più rapida la guarigione.

Incontri terapeutici di gruppo,


condotti dalla dott.ssa Maria Chiara Marazzina, psicologa e psicoterapeuta,
tutti i martedì dalle 18.30 alle 20.00

Centro Riza di Medicina Naturale - Via Luigi Anelli, 4 - 20122 Milano


Per informazioni e prenotazioni tel. 02-5820793
http://centro.riza.it - centro@riza.it
RIZA
al tuo fianco
Di Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Chiara Marazzina e Maria Grazia Tumminello

La voce dei lettori


e le risposte degli esperti

I disagi interiori Disturbi psicosomatici


FIDARSI... DI SE STESSI GRAVIDANZA
La chiami diffidenza, “Spegni” la testa
ma è solo un istinto e l’utero può
che devi ricominciare
usare meglio a creare

16 18

Curarsi con i sogni I vostri successi


UN DRAGO DAVANTI AL BIVIO «Diventando
In sogno imbocchi la strada silenziosa
verso il centro di te stessa 22 ho vinto litigi
e gelosie»

Coppie e amori 20
UNA RELAZIONE A RISCHIO
La passione diventa una gabbia?
Stai pronta a scappare 24
Dicembre 2017 15
RIZA al tuo fianco
I disagi interiori
di Vittorio Caprioglio,
medico psicoterapeuta

FIDARSI... DI SE STESSI

La chiami diffidenza, ma è solo


un istinto che devi usare meglio
“S ono una persona molto diffidente verso
gli altri. Già immagino che la sua risposta
riguarderà una mia insicurezza personale, ma
anche se io non condividerei in quel caso al
100% la sua risposta, vorrei sapere ugualmente
cosa potrei fare per cambiare drasticamente
questo approccio alla vita, che non mi permette
di vivere tranquillamente senza farmi troppi
problemi riguardo al giudizio degli altri.
La ringrazio anticipatamente e le auguro


buon lavoro. LETIZIA

L
a diffidenza non è sbagliata in sé, ha una sua
ragion d’essere che al momento non riesci a scor-
gere, ma certamente porta con sé un significato.
Il problema è che tu vuoi ridiscuterla, cioè: non ti fidi
della tua stessa diffidenza, e quindi nemmeno di te.
È una strada che non può portarti da nessuna parte
se non a una lotta interiore senza fine. Prova invece
ad adeguarti tu a lei, come fosse una compagna di
giochi, senza cercare di cambiarla. E se ciò che chia-
mi diffidenza si chiamasse “vedere più lontano”, o
“sensibilità”? Se fosse un potere intuitivo riguardo ai
Il superpotere pensieri altrui che devi solo imparare a usare bene,
Spesso sottovalutiamo invece che farlo partire a caso? Vedrai che, se inizie-
proprio la caratteristica rai ad accettare il tuo modo di essere “di base” così
che ci rende unici com’è, non solo ti tornerà utile, ma gradualmente si
affacceranno altri lati di te che ora non riesci a vedere.

16 Riza psicosomatica
Azioni ossessive
I gesti ripetuti
e ossessivi sono
spesso sintomo
di conflitti che
LA RUPOFOBIA abbiamo seppellito
nel profondo

Ossessione dello sporco:


ipnosi e rilassamento
possono aiutarti

“ H o 58 anni e da circa 30 soffro di rupofobia


ossessiva. So che non guarirò, ho fatto
psicoterapia a iosa, mi piacerebbe condividere e
parlare con altre persone che hanno il mio stesso
disturbo. Avete dei consigli da darmi? ANTONELLA


L
a rupofobia, per chi non la conoscesse, è una che ti affligge, nascondono spesso conflitti su cui
forma di ossessione nei confronti dello sporco. È stiamo esercitando una fortissima censura, ma che
vero che le forme ossessive sono a volte difficili proprio per questo continuano a riemergere, a chia-
da risolvere, ma non disperare: inizia ad esempio a marci attraverso azioni ripetute dal forte significato
osservare in che situazioni il tuo disturbo si riduce, simbolico. Per portare a coscienza quei conflitti occor-
anche di poco… Servirebbe a comprendere meglio re sospendere l’attenzione razionale e fare spazio al
il suo significato. In secondo luogo ti suggerirei di mondo interno, che ti sta mandando questi simboli.
lavorare con le tecniche di rilassamento e di ipno- Rilassamento guidato e ipnosi sono le tecniche giuste
si per trovare una via d’uscita dal tuo problema. Le per aiutarti ad ascoltare meglio i messaggi interiori,
ossessioni infatti, come quella di dover pulire tutto verso cui sei diventata sorda.

ANSIA AL LAVORO

Immagina una tigre: ti proteggi dai colleghi scontrosi

“ D a tempo vivo uno il mio capo ma non è cambiato tua collega, chiudi gli occhi
stato d’ansia a causa nulla. Non so proprio come farmi per un momento e immagina


di una collega di lavoro. È una passare questa ansia. di trasformare il tuo fastidio in
persona che sopporta male DEBORA un animale, che so, una tigre
lo stress e le responsabilità e che ruggisce. Sfogati con le im-

I
di conseguenza, quando vi è n genere l’ansia testimonia la magini e dopo un po’ riapri gli
sottoposta, diventa davvero necessità di esprimere qual- occhi. Fai questo esercizio tut-
scortese e nervosa. Devo stare cosa di diverso da quanto te le volte che ti senti costretta
attenta a come rapportarmi con lasciamo trapelare. E tanto più a controllarti e poi ascoltati:
lei per timore che si innervosisca. tu trattieni il tuo nervosismo, lentamente, da dentro, la tigre
Tutto questo autocontrollo mi quanto più l’ansia sarà presen- porterà a galla un’idea diversa,
distrugge giorno dopo giorno. In te. Inizia allora a immaginare un modo differente di gestire la
realtà vorrei mandarla al diavolo, di dar spazio al tuo disappun- situazione che non sia solo trat-
to: quando sei in ufficio con la tenersi e sopportare…

a volte. Ne ho già parlato con

Dicembre 2017 17
RIZA al tuo fianco
Disturbi psicosomatici
di Daniela Marafante,
medico psicoterapeuta
daniela.marafante@riza.it

GRAVIDANZA
“Spegni” la testa e l’utero
Quando un figlio non arriva, ma non ci sono problemi fisiologici, la causa
va cercata… nella testa! Ostilità inconsce possono bloccare i processi
naturali. È successo a Cloe, finché non si è liberata di passato e pregiudizi

L’
arrivo di questa nuova paziente mi in- o per il mio passato un po’ burrascoso. Un giorno mi ha
curiosisce perché, pur non essendo gio- detto in maniera quasi violenta che io non sono capace di
vanissima, è vestita e “colorata” (capelli farmi una famiglia. Capisce? Ma Paolo è un tesoro, fa due
sparati in alto e biondissimi) come un’adolescente. lavori per aiutarmi e mi sostiene con amore».
È simpatica e si chiama Cloe, ma la sua storia non è «E lei che lavoro fa?».
divertente. «Non riesco a portare a termine una gravi- Sono musicista e cantante, sono spesso in tournée all’e-
danza. Quattro anni fa arriva la prima, che si interrompe stero; quando sono in Italia insegno musica in una scuo-
all’inizio del 4° mese. L’anno successivo la seconda e la, adoro stare con i bambini. Tuttavia l’idea di famiglia
finisce allo stesso modo, poi la terza al 7° mese, stessa idilliaca mi suscita repulsione, forse a causa di ciò che è
fine. Faccio tutti gli esami, ma non risulta nulla di pato- stata la mia. Poi mi spaventa l’idea che l’amore potrebbe
logico; mi somministrano progesterone e rimango subito finire e una figlia si sentirebbe abbandonata, come mi
di nuovo incinta, interrotta pure questa». sono sentita io».

La famiglia infelice «Mi scusi Cloe, ma lei vole- Ostacoli mentali «Benissimo Cloe, proviamo a
va avere figli?» le chiedo. rimuovere uno a uno tutti questi ostacoli - la suo-
«No, all’inizio non pensavo di volerli, perché diventare cera, il passato, il lavoro - e partiamo da sua madre.
madre per me era una stranezza: intanto mia madre si È vero che ha fatto cose tremende, ma forse anche
è suicidata, in più c’è riuscita dopo molti tentativi, e io qualcuna di buona, cosa ne dice?».
spesso l’avevo salvata». «È curioso, dottoressa: poco tempo fa ho fatto un sogno.
«E con il suo compagno ha un buon rapporto? Po- Sono dal parrucchiere e una donna mi sta tagliando i
trebbe essere un buon padre secondo lei?». capelli e mi dice: “Così ti faccio come mia figlia”. Io sec-
«Non proprio» risponde Cloe. «Non tanto per lui, quan- camente le rispondo: “Non sono tua figlia e mia mamma
to per la sua famiglia, la classica famiglia del “Mulino è più bella di te!”. Dietro quella donna vedo mia madre,
Bianco”. La mia è stata l’opposto. Mia madre era tremen- che da giovane era molto bella e, prima che morisse mio
da e dopo la morte di mio padre aveva deciso di allonta- padre, mi dimostrava sempre il suo amore».
nare anche me, come se non esistessi più. Per fortuna ho « Cloe da domani, ogni giorno, si isoli per 10 mi-
incontrato Paolo, ormai 10 anni fa. Ma sua madre non nuti in casa e pensi alle cose belle e positive di
mi vede di buon occhio, forse per il modo in cui mi vesto sua madre».

18 Riza psicosomatica
L’ATTIVITÀ CORPOREA CHE TI AIUTA
Con lo yoga favorisci la gestazione e attenui la paura del parto
L a donna, nel corso della gravidanza, sperimenta fisiologicamente il cambiamento continuo,
la trasformazione e, contemporaneamente, rimane se stessa. È tutt’uno col feto, tanto che
ogni mutamento di quest’ultimo è un mutamento suo. È unita, ma allo stesso tempo separata da
lui. Nella nostra cultura la donna fatica ad abbandonarsi ai vissuti biologici: proprio per questo
lo yoga diventa uno strumento ottimale di preparazione al parto. Le asana hanno la funzione
di ripristinare la flessibilità del femminile, la capacità di “lasciar accadere”, rompendo la
barriera del razionale senza smarrirsi. Lo yoga è in grado quindi di influire beneficamente sulla
gestazione, da una parte favorendo l’evento creativo e, dall’altra, eliminando o attenuando la
paura del distacco e il dolore del parto.

può ricominciare a creare


«Farò così anche con la famiglia di Paolo, perché non è
giusto che mi senta inferiore a loro».
«C’è un ultimo ostacolo alla possibilità che lei porti
sino alla fine la sua gravidanza», le spiego. «Cosa
conta di più per lei: il lavoro o un figlio?».

Strane coincidenze «Dottoressa, questa è una


domanda dura, perché per me il lavoro è molto impor-
tante. Io amo cantare e amo insegnare musica ai bam-
bini. Forse dirò un azzardo, ma l’amore per i bambini
darà la forza al mio utero di crearne uno anche per me».
Sentendo tutte le riflessioni di Cloe penso che l’o-
stilità inconscia che disturbava le sue gravidanze
può essere superata. Poi uno strano evento, che
la paziente mi racconta nell’ultima seduta, mi
rassicura ancora di più. «Sa, mi è successa una cosa
strana: ero davanti al reparto libri e giochi per i bambi-
ni di un’edicola, quando sento una manina colpirmi la
schiena e la voce di un bambino piccolo che grida a me,
per sbaglio: “Mamma voglio Chloé! Voglio Chloé!”. Poi
ho scoperto che Chloé è il personaggio principale di un
famoso cartone animato per bambini».

Attesa felice «Dopo questa strana coincidenza


(ma per l’inconscio non esistono coincidenze...),
Cloe passa le giornate in silenziosa attesa, occupan-
dosi delle proprie attività creative, finché decide
di sospendere la terapia perché, dice, «sto bene ed
è come se non fossi mai stata così felice». Dopo alcuni
mesi viene in terapia da me una comune amica e
mi dice che Cloe è incinta, prossima al parto e tutto
è andato bene. Stupendo finale: abbiamo sconfitto
il passato che avrebbe rovinato il Femminile pro-
fondo che abita in Cloe e in ognuno di noi.

Dicembre 2017 19
RIZA al tuo fianco
I vostri successi di Daniela Marafante,
medico psicoterapeuta
daniela.marafante@riza.it

«Diventando silenziosa
ho vinto litigi e gelosie»
Un ambiente di lavoro complicato stava distruggendo i sogni
di Silvana. Ma invece di litigare o farsi il sangue amaro, ha
imparato a cercare nel silenzio la propria strada. E l’ha trovata!

S
ilvana viene in seduta con un’aria mol- l’atteggiamento che le ho suggerito: l’inizio
to triste e cupa. «Lavoro da pochi mesi in è un po’ complicato, ma poi le cose miglio-
un negozio prestigioso. All’inizio mi sem- rano. «All’inizio lo stato di distacco che lei mi
brava corrispondere perfettamente al lavoro dei ha suggerito non è stato facile da attuare, perché
miei sogni. Ma quello che poi ho vissuto, e vivo hanno iniziato ad arrivare degli attacchi d’an-
giorno dopo giorno, non mi piace. Non mi piace sia. Ero terrorizzata, credevo che non sarebbero
l’arroganza della mia responsabile che si rivolge mai passati e tutte le volte che stavo male mi
a tutti in modo brusco e a volte offensivo. Non mi tormentavo cercando di capire da dove arriva-
piace la competizione fra colleghi e le alleanze che va quell’ansia. Tanti pensieri sbagliati… Poi ho
si creano per criticare e fare pettegolezzi su chi iniziato a mettere in pratica i consigli di Riza:
rimane escluso dai giochi. Non mi piace restare diventare silenziosi, non fare commenti ai propri
in guardia tutto il giorno per difendere me stessa stati d’animo, limitarsi a lasciarli venire e os-
e il lavoro che svolgo. Sono arrabbiata e delusa, servarli in modo attento, senza alcun giudizio o
eppure questo è il posto che ho sempre sognato». intervento. Il disagio è presente solo nell’adesso,
mentre i nostri pensieri lo proiettano nel futuro
Se cambi atteggiamento... «Cara Sil- e ci portano lontano dalla guarigione. Da allora
vana, è lì da un tempo molto breve e sta il mio silenzio è diventato d’oro e gli attacchi di
facendo ciò che ha sempre desiderato, an- panico sono velocemente passati».
che se in un clima aspro. Ha l’opportunità
di scegliere consapevolmente di rimanere ... Arrivano i risultati E su questa scia,
fuori dai giochetti di potere. Se ne allontani, dopo un paio di mesi, è arrivato anche il
stia nel silenzio e osservi: così, riuscendo a successo! «Ho imparato a essere silenziosa non
essere sempre meno coinvolta, imparerà a solo con me stessa, ma anche al lavoro: non ho
gestirli. Se dovesse accorgersi che rabbia e più preteso vantaggi e complimenti, ho osserva-
delusione si stanno trasformando in ma- to e imparato a lavorare bene. Sempre meglio!
lessere, può sempre valutare la possibilità Un giorno è arrivato il capo e mi ha offerto una
di andare via. Del resto ha verificato che il promozione, perché a quanto pare i miei risultati
lavoro dei suoi sogni esiste: perché non farlo erano nettamente migliori di quelli degli altri.
altrove?». Ho toccato il cielo con un dito! Grazie ai vostri
Silvana per qualche tempo mette in atto suggerimenti ora sono felice».

20 Riza psicosomatica
COME TROVARE SOLUZIONI CREATIVE
Ecco cosa accade al nostro cervello quando stiamo in silenzio
I l cervello produce le sostanze chimiche del
benessere, necessarie per affrontare la vita in modo
attivo, quanto più la nostra mente è silenziosa.
semplicemente osservarle e percepirle in uno stato
interiore silenzioso. È lo sguardo silenzioso infatti
che ci permette di sbloccarci e fa notare vie d’uscita
Quando invece cerchiamo di risolvere i problemi con che prima erano del tutto invisibili. Durante la
mille sforzi e pensieri facciamo un buco nell’acqua giornata allora, anche quando sei in mezzo agli altri,
perché utilizziamo la nostra solita mentalità, che è ogni tanto prova a percepire il tuo “lato silenzioso”:
immersa nella situazione che vorremmo cambiare. quel punto dentro di te in cui tutto è calmo, in cui
In altri termini: se vedi solo il problema, non puoi le emozioni che di solito ti scuotono riposano una
vedere la soluzione; devi spostarti, distrarre la mente accanto all’altra senza lottare. È da quel punto che
e guardare le cose diversamente. Spesso basta sgorga la felicità. Frequentalo spesso!

Azioni efficaci
Imparare a fare
silenzio ti libera dai
condizionamenti.
LA TERAPIA
E le tue qualità Il segreto per stare
emergono in modo
molto più limpido bene: fai sempre meglio
ciò che sai fare
O gnuno di noi ha un percorso da
fare nella vita, un viaggio da
compiere per realizzare se stesso.
E questo vale anche per il lavoro.
A volte si tratta di un percorso tra
diversi lavori, a volte è un viaggio
per fare sempre meglio ciò che si
fa. Ogni tappa è importante, non
ci sono tappe “sbagliate”. Capita,
inseguendo ciò che ci appassiona
fare, che emergano difficoltà
oggettive o personali. L’unica cosa
che conta è questa: quando si
manifesta un disagio legato al posto
in cui ci troviamo, non nascondiamolo
a noi stessi, e non lottiamoci
contro: proviamo ad ascoltarlo, a
fargli spazio. Non facciamo scelte
affrettate, ma diamoci il tempo
per capire se abbiamo ancora da
imparare, oppure se è il momento
di cambiare rotta e riprendere il
cammino altrove.

Dicembre 2017 21
RIZA al tuo fianco
Curarsi con i sogni di Chiara Marazzina,
psicologa e psicoterapeuta
chiara.marazzina@riza.it

Nei sogni i pensieri si fanno da parte


ed entriamo in contatto con uno strato
profondo e saggio del cervello,
che sa cosa ci serve. Impariamo
ad ascoltare le sue preziose indicazioni

UN DRAGO DAVANTI AL BIVIO

In sogno imbocchi la strada


verso il centro di te stessa
“ I n sogno sto camminando per le vie di un iguana, animali simili a grandi lucertole che a grandi
paesino e arrivata a un bivio giro a destra, verso balzi mi saltano addosso e uno di questi spalanca la
una piazza. Le altre due strade vanno rispettivamente bocca di cui vedo i denti bianchi e la lingua rossa. Poi
in salita (quella di fronte a me) e in una discesa ripida il rettile si aggrappa ai miei vestiti dalla parte destra e
(quella alla mia sinistra). Non penso prima di scegliere nel sogno ne sento persino il peso. Cerco di scappare


la strada, la imbocco come se sapessi già che è quella e finalmente ci riesco, ma mi sveglio molto
giusta. Poi lo scenario cambia: mi trovo in un vigneto, spaventata. FEDERICA
ma la vegetazione si fa sempre più fitta e nel filare che

T
sto percorrendo le erbacce sono così intricate che mi rovarsi in sogno di fronte a un bivio e imboccare
intrappolo e non riesco più a uscire. In quel momento una strada precisa fa riferimento al percorso di
da entrambi i lati dei filari sbucano rettili inferociti tipo vita intrapreso e alle decisioni che lo caratteriz-
zano. Andare verso la piazza significa andare verso
il centro, il nucleo centrale di noi stessi, recuperare
un contatto con il nostro mondo interno e fare convi-
vere gli opposti che ci abitano. L’unione dei contrari
si esprime nel bivio in cui una strada va in salita,
l’altra in discesa, mentre la nostra protagonista si
dirige in una strada in pianura. L’immagine del vi-
La tua guida
Il mondo interno sa chi
gneto è collegata a fecondità, abbondanza, dolcezza
sei e dove devi andare: e prosperità. In particolare, l’acino d’uva rievoca la
quando ti smarrisci ti manda simbologia del cerchio e dell’uovo e quindi sottolinea
delle mappe attraverso ancora una volta un cammino verso la propria centra-
le immagini dei sogni tura e autorealizzazione. Ma la strada si fa tortuosa
e compaiono iguana che aggrediscono la sognatrice.
Questo animale, che da un punto di vista simbolico si
associa al drago, incarna tutti gli aspetti più bassi che
ci abitano, gli istinti primordiali e l’Ombra, cioè ciò
che non accogliamo di noi e releghiamo nel profondo.
Questo rettile ci dice che i conflitti si sono risolti e gli
aspetti di noi che tanto rinnegavamo vengono accolti
e integrati. Cara Federica, prova a deporre in modo
definitivo le armi, altrimenti rischi di lottare contro
il tuo grande potenziale inespresso.
Sogni premonitori
Vi capita di farne? Volete sapere il loro significato?
Scriveteli a: chiara.marazzina@riza.it.
A breve uscirà un libro che li raccoglierà
tutti e vi darà le risposte che cercate.
LA DONNA E LA BAMBINA

Fai giocare la tua parte infantile o lei ti boicotterà

“ N ei miei sogni c’è una presenza


ricorrente, una bambina dai lunghi
capelli biondi di cinque anni circa. La tengo sempre
per mano o in braccio, non mi parla mai, mi guarda
e basta. Nel mio ultimo sogno devo fare un viaggio
in treno in Sicilia. Capisco che lei non ha il biglietto
e perdiamo il treno. C’è il traghetto, lei fa i capricci
e perdiamo anche quello. Passa una signora che
vuole darci un passaggio in macchina ma lei
non vuole e pur di non lasciarla da sola rinuncio
tristemente al mio viaggio. In un altro sogno la
bambina mi vuole amputare dal gomito il braccio
sinistro e le dico che se lo farà la ucciderò. Allora
smette. Poi l’ho sognata piccolina, grande come un
dito. E nell’ultimo sogno, qualche giorno fa, lei era
di nuovo grande: eravamo in un piazzale davanti
a un santuario. Passa una signora assieme al mio
amatissimo nonno, defunto da anni, che mi guarda
con un sorriso bellissimo. Faccio per abbracciarlo
raggiungibile ed ecco allora che intervengono i sogni,
ma la bambina sta infastidendo un ambulante, io la
che ci permettono di recuperare quell’aspetto vitale
sgrido e le chiedo perché fa così (sempre tenendole
indispensabile per risolvere i problemi del quotidia-
la mano), e mi perdo l’abbraccio di mio nonno,
no. Ma senza esagerare, perché il bambino può anche
lui però mi guarda sempre sorridendo. Le lacrime
scendono copiose. Non riesco ad abbracciarlo ma la
esprimere un lato distruttivo che resiste alla nostra
felicità di averlo visto mi riempie lo stesso il cuore e realizzazione. Importante diventa quindi conoscere il


piango, piango. MARA
proprio bambino interiore nelle sue varie sfaccettature,
creare un contatto con la sua energia, in modo tale da
recuperarne le qualità e ridimensionarne gli aspetti
limitanti. Emerge molto chiaramente nei sogni di Mara

I
bambino è il simbolo di quella parte di personalità come la bambina che c’è in lei prenda il sopravvento
che conserva caratteristiche legate al mondo in- impedendole di raggiungere le mete che si è prefissata
fantile: creatività, giocosità, spontaneità, ma anche e di attingere a quella saggezza antica, impersonata
vulnerabilità e bisogno di accudimento. Jung parla in sogno dal nonno. Deve essere più consapevole di
del “Puer aeternus”, ossia il fanciullo eterno. Spesso alcuni atteggiamenti infantili che possono bloccarla
però i ruoli che ci imponiamo crescendo arrivano a nel percorso evolutivo: la “sua donna” scalpita per
soffocare questa parte bambina, così da renderla ir- potersi esprimere, senza più capricci o resistenze!

Nell’antichità - Il sogno è un ponte con l’Ombra che ti abita


Nell’antichità classica, il sogno era considerato con il forte desiderio di incontrare, attraverso il
come il ricongiungimento tra noi stessi e sogno, la divinità. Accedere alle immagini oniriche
la nostra “parte Ombra”, sconosciuta, ma significava quindi entrare in contatto con quel
portatrice dell’energia necessaria per il benessere sapere universale che è rimasto inalterato fin
psicologico. Gli antichi si avvicinavano alla notte dalla notte dei tempi.

Dicembre 2017 23
RIZA al tuo fianco
Coppie e amori
di Maria Grazia Tumminello,
psicologa e psicoterapeuta
mgrazia.tumminello@riza.it

UNA RELAZIONE A RISCHIO

La passione diventa una gabbia?


Stai pronta a scappare!
“ I l mio ragazzo ci tiene tanto a me, è protettivo con una collega all’uscita dal lavoro e lui è venuto
e sempre presente. La sua famiglia è stata a cercarmi, pensava che mi fosse successo qualcosa.
sfortunata: la mamma si è innamorata di un altro e ha Quando me lo sono trovato davanti ho provato
lasciato suo papà quando lui era piccolo. Ha vissuto liti rabbia. Mi sento soffocare, ma se glielo dico lui si


e problemi e ora si è attaccato a me in un modo che mi infuria e mi dice che mi ama troppo. Io non
spaventa. L’altra sera mi sono fermata a chiacchierare voglio essere amata così. SIMONA

I
l tuo ragazzo ha stabilito con te un attaccamento
ansioso, basato sul timore di rimanere da solo e
sull’aspettativa di essere abbandonato. Questa
modalità fa soffrire lui per primo. Prova a parlargli,
digli che sei preoccupata per lui, proponigli di farsi
aiutare da uno psicologo. Se il tuo tentativo non
dovesse dare frutto, non ti rimane altra scelta che
proteggerti dalla sua protezione e dal suo amore
malato. A sostenerti dovrà essere la consapevolezza
che, se non si interviene, andrà solo peggio.

I SEGNALI DA TENERE D’OCCHIO


Quando l’amore è “troppo”, forse non è amore
L’altro non può fare a meno di te, pende dalle tue labbra, ti
fa sentire in debito, vive nel terrore che ti accada qualcosa
di brutto… Sono i sintomi di una dipendenza patologica, di
un attaccamento insicuro, nevrotico, lo stesso che con buona
probabilità si è stabilito con le prime figure affettive. L’unico modo
di spezzare il cerchio è chiedere aiuto, in due si soffre e basta. Chi
rifiuta di farsi aiutare, inconsapevolmente vuole confermare a se
stesso ciò che teme: lo sapevo, nessuno mi ama.

24 Riza psicosomatica
LA STRANA COPPIA

Lui giocoso, tu ansiosa: forse state assieme per equilibrarvi

“ Q uando l’ho conosciuto mi ha attratto


la sua leggerezza, la sua capacità di
divertirsi con niente. Io invece sono pesante, La tua crescita
mi preoccupo di ogni cosa e ho molta difficoltà L’anima ti fa cercare
a lasciarmi andare. Lui mi ha aiutato a vedere la persona funzionale
le cose da un altro punto di vista, ma la alla tua evoluzione
convivenza è un vero disastro. Il mio ragazzone
non si ricorda di fare la spesa quando tocca a
lui, mi lascia regolarmente la spazzatura sul
pianerottolo, è completamente inaffidabile e
io mi sento sola e sovraccarica di responsabilità.
Come si fa a farlo crescere? Vorrei un bambino,


ma così non è possibile. MARTA

A
dire il vero un bambino ce l’hai già: il ghista. Bisogna mettere sul piatto della bilancia
vostro rapporto non è molto lontano da tutto e valutare se ne vale la pena. Un tentativo
quello di madre e figlio. Avete trovato il puoi farlo stabilendo che sarà lui a riparare alle
vostro incastro, l’equilibrio migliore. mancanze, ad esempio a procurare la cena se non
Una relazione come la vostra va accettata così ha fatto la spesa, a sgombrare dal pianerottolo
com’è senza illudersi di modificarla: dubito che i sacchetti di spazzatura che si accumuleranno.
lui diventerà più assennato o tu più menegfre- Pensi di farcela?

UNA RELAZIONE APERTA

Siate felici a modo vostro e non ascoltate chi vi giudica

“ S iamo sposati da età, le distrazioni si fanno più temente quello che cercate negli
trent’anni, abbiamo rare eppure stiamo bene insieme. altri è solo sessualità, mentre il
avuto alti e bassi come tutti. Nel A noi risulta naturale, ma gli altri resto resiste. Ma se state bene così,
tempo la passione è finita tra non capiscono, ci definiscono perché mettervi in discussione?


noi ed è cominciata per altri, immorali. È davvero perverso Lasciate che gli altri vi definiscano
abbiamo avuto diverse storie il nostro rapporto? MARIO secondo il loro codice e continuate
parallele, di alcune eravamo a volervi bene secondo il vostro.

O
al corrente entrambi, ma non gni relazione di coppia Del resto, un rapporto fondato
abbiamo mai desiderato lasciarci. ha un nucleo insondabi- sulla rinuncia e sulla frustrazione
le dall’esterno. Eviden- sarebbe stato più sano?

Adesso che abbiamo una certa

Dicembre 2017 25
LE RIVISTE IN EDICOLA QUE
Salute Naturale Alimentazione Naturale Dimagrire Salute Naturale Extra

Le Guide Pratiche Curarsi Mangiando Le ricette PerdiPeso Riza Grandi Guide

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RIZA Li trovi in edicola oppure ordinali a Edizioni Riza - Tel 02/5845961 o direttamente
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NON IMITARE GLI ALTRI, LE PAROLE CHE TI GUIDANO


SEGUI LA TUA NATURA A VIVERE UN ANNO SPECIALE
Nessuno può essere felice lontano I brevi istanti di gioia che ognuno di
Riza Speciale dalla propria strada. Smetti di recitare
il personaggio che non ti corrisponde
noi può vivere ogni giorno rendono
la nostra esistenza speciale. Le frasi
o di seguire dei modelli esterni: riportate in questa agenda ti invitano
cerca la spontaneità, comportati come a non rinviare la tua felicità a un
ti suggerisce la tua vera natura. lontano e improbabile futuro, ma
Non devi stare a rimuginare sulle scelte a cogliere e gustare le tante piccole
da fare. Ascolta il tuo istinto e la tua gioie che puoi incontrare ogni giorno.
voce interiore: ti indicheranno In edicola con Salute naturale
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saporito, ma contiene anche numerose anche alleata della linea; apporta grassi
sostanze salutari: combatte i batteri, spegne buoni che proteggono il cuore e fibre
le infiammazioni e attenua i dolori. Riduce che aiutano l’intestino. Noci, nocciole,
l’assimilazioni di grassi e zuccheri, quindi mandorle, anacardi e pinoli aiutano
aiuta a dimagrire. Nel libro scoprirete tutte le anche ad alzare il tono dell’umore.
virtù della cannella e i suoi possibili utilizzi. Il libro illustra le proprietà di questi
In edicola con Dimagrire squisiti frutti oleosi e consiglia come
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Il nuovo libro
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Se i rami secchi
ingombrano il nostro
mondo interiore
ci ammaliamo di
ansia, insonnia,
depressione. Nessun
sapere convenzionale
ci può aiutare quando
stiamo male. Proprio
perché siamo unici, c’è
qualcosa dentro di noi
che sa come curarci:
sì, siamo abitati dal
nostro psicoterapeuta
nascosto e non
lo sappiamo

IN LIBRERIA
Il giornale
delle soluzioni
di Pietro Fornari medico, psicoterapeuta

La tua guida
al benessere quotidiano

VITA SENTIMENTALE
La coppia si rinnova
solo grazie alle crisi
30

CURARE LA PSICHE
Come scegliere
lo psicoterapeuta
34

LA PSICOSOMATICA
Riconosci i segnali
della stanchezza cronica
39

Dicembre 2017 29
Il giornale delle soluzioni

VITA SENTIMENTALE
La coppia si rinnova
solo grazie
“Negare sempre”, nascondere e nascondersi le difficoltà per
salvare il quieto vivere. È quello che consiglia una cultura
sbagliata. Ma è vero il contrario: all’amore servono i momenti
di difficoltà, che vanno vissuti senza fare tragedie

S
i dice spesso che una crisi sia anche una pos- tarla, bensì la rimuovono, la rimandano, spesso ne-
sibilità. Ed è vero, sia per l’umanità, che si è anche si accorgono veramente di quanto sia delicato
evoluta proprio grazie alla sua capacità di af- quel momento. Alla radice di questo atteggiamento
frontare le difficoltà, sia per l’individuo: incontrare - che è la vera causa di tante separazioni - sembrano
una crisi può, in molti casi, costituire un’occasione esserci due fattori. Il primo è una visione idealiz-
per prendere decisioni prima impensabili e aprire zata e romantica dell’amore e dei sentimenti che si
varchi esistenziali fino a quel momenti preclusi. traduce, popolarmente ma efficacemente, nel finale
Questa mentalità costruttiva, tuttavia, non riesce delle fiabe più famose: e vissero felici e contenti.
a fare breccia nella coscienza di coppia. Nella vita Perciò, anche se quando siamo single ne ridiamo
sentimentale una crisi spesso equivale all’inizio di ironicamente, se iniziamo una storia intimamente
un disastro, di un inferno, di una grande sofferenza pensiamo che vivremo per sempre felici e contenti
senza riscatto. Quasi nessuna coppia, di fronte a con il partner che ci siamo scelti.
una difficoltà che la riguarda, dice: «Bene, sfruttiamo
questo momento buio per tornare più forti di prima!». Aspettarsi l’inaspettato C’è dunque, innanzi-
Almeno uno dei due si sottrae: di solito nega il pro- tutto, un’impreparazione educativa e culturale: se
blema, oppure lo banalizza, sostenendo che «è solo individualmente siamo consapevoli che le crisi sono
una fase, che passerà». Intanto il problema diventa inevitabili e la loro comparsa esprime una legge di
sempre più grande. natura, come coppia siamo spaventati, disorientati,
talora sgomenti, di fronte a una difficoltà. Tutto di-
I danni del romanticismo Molte coppie, infatti, venta un fantasma inaspettato, che coglie di sorpre-
non riescono ad aprire una crisi, e quindi ad affron- sa anche se, in realtà, non poteva non accadere. Un
C O N T I N U A A PA G . 3 2

30 Riza psicosomatica
I MOTIVI DI CRISI PIÙ FREQUENTI

Troppo chiusi o troppo aperti: così si perde l’equilibrio


L’invasione dei suoceri Conta solo l’esterno Routine e staticità
Molte crisi di coppia vengono La coppia non deve certo chiudersi C’è spazio per l’intimità, l’amore
potenziate - e talora causate - in se stessa, ma attenzione a e i momenti a due? Oppure la
dall’ingerenza eccessiva delle non mettere al primo posto gli routine non li prevede quasi più?
famiglie di origine. Troppa impegni sociali e la presenza Se è così bisogna correre ai ripari
presenza, anche se è di aiuto, continua di amici. La perdita della e ricalibrare tempi e spazi. La
rischia sempre di snaturare la privacy può essere motivo di crisi e coppia, deve poter vivere la propria
relazione d’amore. di successiva difficoltà a risolverla. passione e il proprio dialogo.

alle crisi Agisce come un farmaco


Quasi sempre, prima di una crisi,
la vita di coppia è assorbita dalla
routine. La crisi scoppia proprio
quando questa ripetitività è arrivata
al punto di spegnere l’imprevedibilità
dell’amore, che ci fa sentire vivi

Dicembre 2017 31
Il giornale delle soluzioni

VITA SENTIMENTALE

L’amore è un sentimento instabile


e precario: più vuoi immobilizzarlo,
più lo soffochi. Non c’è da stupirsi
che ogni tanto vada risvegliato

SI CRESCE INSIEME,
E ANCHE DA SOLI

Un’occasione per voltare


pagina e rimettersi in gioco S E G U E D A PA G . 3 0

L a coppia è un “luogo” speciale: tanto bello


quando si sta bene, tanto brutto quando si sta
male, e tanto rivelatore in tutti i casi. I problemi
calo del desiderio sessuale, un conflitto caratteriale,
una sbandata per un’altra persona, un periodo di
continue discussioni, la perdita dell’umorismo e
personali di ognuno dei due partner, quando si delle risate, la perdita di dialogo e di interessi con-
sta insieme, vengono fuori. La paura di non essere divisi, l’accumulo di rancore, una difficoltà comuni-
amati, il timore di essere traditi, il non riuscire a cativa: come si può pensare che non arrivi niente di
lasciarsi andare, il bisogno di controllare tutto, i tutto ciò, se si sta insieme veramente? Eppure tante
tratti di infantilismo, le nevrosi narcisistiche non coppie restano attonite e si paralizzano: chi trae con-
risolte, la paura dell’intimità, le problematiche clusioni negative e definitive, chi cerca distrazioni
sessuali, l’emotività poco padroneggiata, sentimentali al di fuori, chi cade in depressione.
l’aggressività repressa, l’istinto a manipolare.
Le dinamiche di coppia, nel giro di poco tempo,
Emotività impreparata Il secondo fattore,
portano a galla tutto quel che c’è di irrisolto, e
che, per certi aspetti, è conseguenza del primo, è
questi aspetti spesso innescano crisi. Diventa
l’impreparazione emotiva. Molto spesso i prota-
fondamentale, perciò, che ognuno consideri quale
gonisti vengono sopraffatti dalle emozioni che la
possa essere il proprio contributo negativo che
viene dal passato, principalmente dal rapporto
crisi stessa chiama in gioco, sommate alla paura
con i genitori. Il partner, infatti, rappresenta dell’abbandono che il fantasma dell’essere lasciati
anche, agli occhi dell’altro, la proiezione inconscia mette in campo. È così che la rabbia per le incom-
della figura materna o paterna, e viene trattato prensioni, l’astio per ciò che si è tollerato, la paura
come se fosse quel genitore. Le conseguenze non di essere traditi o lasciati, l’angoscia per il futuro,
possono che essere catastrofiche. La crisi, quindi, il senso di perdita della sintonia idilliaca e via di-
offre la doppia possibilità di risolvere i problemi cendo, fuoriescono senza controllo, aumentando il
col proprio passato e di approdare a un modo caos e rendendo impossibile qualsiasi soluzione. E,
più sano e maturo di stare nella relazione. Ma in tutto ciò, il maschio è ancora più in difficoltà: già
bisogna volerlo davvero, mettendosi in gioco con per natura meno in contatto con le proprie emozio-
disponibilità e comprensione reciproca. ni, quando entra in gioco la componente erotico/

32 Riza psicosomatica
La sola regola

LA GUIDA PRATICA
Il segreto per
restare compatti
è “litigare bene”.
Se non c’è conflitto

Fate fronte comune:


non c’è verità

attraversare la tempesta
vi renderà più uniti
Non negare i problemi
C’è chi pensa che in coppia, se non se ne
parla, il problema passerà da solo, come per
magia. Ma non è così. Anzi, ciò che non viene
affrontato si accumula e si potenzia, per
puoi scuotere la coppia dalle fondamenta o
svuotarla dall’interno, lasciando solo un guscio
vuoto. Quindi, anche se è scomodo, affronta
subito i momenti di crisi: vinci la paura sapendo
che questo è l’unico modo per uscirne.

Ammetti gli errori


Le dinamiche di ogni coppia sono diverse.
Ognuna è chiamata a comprendere cosa sia
successo, perché si sia arrivati alla crisi di oggi.
Inutile incolpare l’altro o dare spiegazioni
sentimentale rischia di perdere il controllo, come semplicistiche: serve una riflessione sia da soli
purtroppo vediamo in tante notizie quotidiane, an- sia condivisa, ma poi serve anche la voglia di
che di cronaca nera. chiarire e l’onestà intellettuale. Se capisci che
stai sbagliando, metti da parte l’orgoglio e
Complicità anche nella crisi Per evitare tutto ciò ammettilo.
serve, innanzitutto, più consapevolezza di cosa sia la
vita di coppia, quella che si svolge nella routine, non Usa toni civili
quella facile ed entusiastica di ogni inizio. E di cosa sia La coppia non è il luogo in cui dare il peggio
l’amore di coppia: un sentimento, cioè, non così stabile di sé, in nome del fatto che, di fronte ai
come in genere è l’amore genitoriale, filiale, fraterno, sentimenti in crisi, ci si può permettere di tutto.
amicale, solidale, ma piuttosto un sentimento fremen- Qualunque sia la difficoltà è fondamentale
te, instabile, insicuro, mutevole, anche quando è molto usare toni rispettosi. Discutere può farci parlare
intenso. Anzi, quanto più è intenso tanto più aumenta con animosità, ma l’aggressività verbale,
queste caratteristiche di instabilità. È un sentimento psicologica o fisica devono restarne fuori. Se ci
che tocca i nuclei più profondi della personalità, che sono, la vera causa di tutto è lì.
riedita il rapporto con i genitori, che tocca l’autostima
profonda, che dà e toglie senso. Per questo motivo
non dovremmo entrare in una relazione troppo pie-
ni di ideali e di modelli di perfezione. Perché invece
ci sarà da navigare, assieme al partner ovviamente,
attraverso le crisi inevitabili, che nascono da dentro
e da fuori, e mantenendo la complicità col partner,
anche quando le cose sembrano complicarsi. Non si
lascia la barca durante la tempesta, si collabora per
portarla fuori. Poi, col mare calmo, più pacatamente
e obiettivamente, se ne parlerà. ■

Dicembre 2017 33
Il giornale delle soluzioni

CURARE LA PSICHE

Come scegliere lo

Cambio di prospettiva
Chi va in terapia vorrebbe eliminare
subito il disagio e cerca un intervento
miracoloso. Ma starà meglio solo
quando sentirà che quel disagio ha
una funzione evolutiva, che è quindi
prezioso e va accudito come un figlio

34 Riza psicosomatica
SUGGERIMENTI DECISIVI
Se vuoi che funzioni anche tu devi fare la tua parte
Non devi piacergli Difendi la tua libertà Aiuta chi ti aiuta
Non trattare lo specialista Se vedi che il professionista che Non essere passivo nella terapia.
come il genitore a cui piacere ti sta aiutando insiste troppo su Aiuta chi ti sta di fronte cercando
a ogni costo, altrimenti si un’idea o su un consiglio che non di esporre al meglio la tua
sfalsa tutto il piano della senti sulle tue corde, non cedere problematica, fornendo tutte le
terapia e si instaurano e afferma il tuo No. Deve aiutarti informazioni necessarie. E fai il
dinamiche di relazione non a rivelare la tua trama, non a possibile, nei limiti dell’inevitabile
professionali. mettere la sua su di te. soggettività, per essere obiettivo.

psicoterapeuta
Quando ci serve una psicoterapia ci sentiamo spiazzati
da mille possibilità. Ma “com’è fatto” un bravo terapeuta?
Distinguiamo prima quello cattivo: cerca di convincerti,
di suggestionarti e di dirti cosa è giusto e sbagliato

A
nche se pensiamo di essere liberi nelle scelte e modelli di pensiero e da quelli della disciplina di
nei comportamenti, siamo immersi in un’at- riferimento è particolarmente elevata. Non stiamo
mosfera di continue suggestioni e condizio- dunque parlando né della malafede di qualcuno, né
namenti. Restare “psicologicamente autonomi” in un dell’ingenuità di qualcun altro, bensì del fatto che, in
mondo che ci vuole convincere a fare, ad acquistare e un’epoca in cui la suggestionabilità la fa da padrona,
a orientarci in modo predefinito, è davvero facile. Ma è fondamentale, quando ci si affida a uno specialista
non è solo il rapporto con il villaggio globale a creare che tratta di psiche o di malesseri con forte compo-
condizionamenti. C’è, infatti, un altro importantis- nenti psichica/esistenziale, fare tutto il possibile per
simo “luogo” in cui, se non stiamo attenti, la trama non perdere la propria autonomia di pensiero. Solo
della nostra vita può essere spinta a imboccare strade così, infatti, il trattamento potrà dare i suoi frutti e,
che non ci appartengono: quello in cui si curano i in ogni caso, potrà non danneggiare la nostra vita.
disagi psichici e i sintomi psicosomatici. Parliamo
della psicoterapia, del counselling, della medicina Proiezioni da evitare Quando si tratta di oc-
naturale e alternativa, delle scuole di filosofia di vita. cuparci del nostro malessere, ci dividiamo in due
Ognuna nelle sue varie forme. gruppi. Nel primo, che potremmo chiamare degli
“ipercontrollanti”, c’è chi vive la relazione terapeu-
Facili suggestioni Nel corso di questi tratta- tica in stato d’allerta: non assume nulla e non si sot-
menti, in cui sono in gioco aspetti che riguardano topone a nulla se prima non ha spulciato Internet in
l’interiorità e i vissuti di sofferenza, la possibilità di ogni sua parte e alla fine non fa mai niente in modo
farsi influenzare dal carisma di chi ci aiuta, dai suoi completo. Nel secondo, quello dei “proiettanti”, c’è
C O N T I N U A A PA G . 3 6

Dicembre 2017 35
Il giornale delle soluzioni
Il medico
dell’anima
È colui che ti insegna
CURARE LA PSICHE ad assecondaere
la tua naturale
evoluzione

Lo psicoterapeuta è una levatrice:


si limita ad aiutare il tuo naturale
processo di rinascita. Perché
la guarigione può venire solo da te
S E G U E D A PA G . 3 5

chi vive il rapporto terapeutico ammantandolo, per- ca dell’infanzia e dell’a-


lopiù inconsciamente, di valenze magico/salvifiche dolescenza, e non deve
e proietta sull’esperto - cioè gli attribuisce - poteri essere riproposta in età
taumaturgici e, talora, oracolari. Inoltre, a volte, adulta, perché si rive-
anche chi rientra nel primo gruppo può cedere la fuori luogo. Anche il
alla tentazione di proiettare queste aspettative su terapeuta più esperto e
uno specialista che, per qualche motivo, gli suscita cauto, infatti, non può
talmente tanta fiducia da vincere la sua tendenza evitare che il paziente
al controllo. C’è dunque una schietta necessità di prenda le sue parole per oro colato. Se poi il tera-
imparare a vivere la psicoterapia e le altre forme di peuta stesso non ha consapevolezza del proprio
aiuto in modo sano, lineare e non proiettivo. carisma, rischia di influenzare attivamente il pa-
ziente in scelte importanti della sua vita. Una pos-
No agli oracoli Per fare ciò è necessario, innan- sibilità, questa, che può verificarsi anche in altre
zitutto, smettere di cercare l’oracolo, il mago, il tecniche di aiuto, in cui lo schema “persona che
salvatore, il guru. Questa mentalità, infatti, è tipi- non sta bene” e “esperto portatore di aiuto” faci-

L’INDICATORE FONDAMENTALE
Se la terapia è efficace, cambiare diventa più semplice
N on è facile individuare criteri universali per
stabilire se la terapia intrapresa sia davvero
quella più adatta alla nostra natura. Si potrebbe
devono essere fatti nel rispetto degli affetti e delle
vere passioni. E soprattutto, se il percorso di crescita
funziona, cambiare diventa un atto naturale, che
pensare che lo “stare meglio” sia la chiave di tutto, non richiede sforzi eccessivi o rotture drammatiche.
eppure a volte non basta, perché se per stare Se così non è, allora vuol dire che qualcosa non
(momentaneamente) meglio sono state necessarie funziona. Forse al terapeuta è sfuggito qualcosa,
scelte troppo dolorose, dalle conseguenze negative, forse ci siamo identificati troppo in un’idea
vuol dire che qualcosa non va. Una terapia assoluta. Quel che conta è accorgersene, fare
psicologica o psicosomatica davvero riuscita deve subito il punto e fare tutto il possibile per ripartire,
lasciarci con un benessere privo di lacerazioni mettendo subito in chiaro quali aspetti e relazioni
interiori e di atteggiamenti reattivi e sarcastici. della nostra vita sono irrinunciabili, al di là di ogni
Certo, dei cambiamenti sono sempre necessari, ma dogma terapeutico.

36 Riza psicosomatica
LA GUIDA PRATICA

Non vedi miglioramenti?


Fai il punto col terapeuta
Mantieni lo spirito critico
Quando ci si rivolge a un esperto di problemi
psichici o psicosomatici è più che mai
fondamentale preservare la propria capacità
critica. Ciò non significa criticare di continuo
il suo operato, ma essere pronti, quando
sentiamo qualcosa di stonato, a segnalarlo,
così che non sorgano equivoci nella relazione
terapeutica e si mantenga la giusta rotta.

Abbi fiducia, non fede


Una volta individuata la persona cui affidarsi,
e una volta deciso di seguire la terapia o il
percorso, è necessario farlo in modo completo.
Nessuna cura funziona se fatta a pezzi o
parzialmente. Bisogna quindi sentire di avere
lita, proprio per l’alta emotività in gioco, queste piena fiducia nel terapeuta. Tuttavia la fiducia
dinamiche di condizionamento involontario. Non non deve diventare fede cieca: si tratta pur
è raro il caso di pazienti che decidono di lasciare sempre di una persona, non di un’entità divina.
un partner solo perché il terapeuta ha detto loro
che “devono” prendersi i propri spazi ed essere Osserva i risultati
più indipendenti. Come non è raro il caso di anta- Qualsiasi tipo di terapia o di percorso si sta
gonismi creatisi tra il terapeuta e i familiari. seguendo, nel giro di qualche settimana o
di qualche seduta (non più di 7-8) qualche
Ritrova la tua trama Certo, un terapeuta serio miglioramento deve iniziare a vedersi. È vero
non dovrebbe dare indicazioni dirette, o dire alla che a volte serve tempo per stare meglio, ma
persona cosa “deve fare” o cosa “è giusto”. È un almeno la sensazione di essere sulla giusta
medico, non un prete né un maestro di vita. Deve strada e l’intuizione di un miglioramento
stimolare il processo di autoguarigione, non forni- possibile devono palesarsi abbastanza presto.
re regolette morali. Ma in molti casi il fascino della
terapia o della persona, o l’impreparazione, crea
suggestioni pericolose. Prenderci cura di noi stessi
non significa però alterare la nostra trama in base
a tali suggestioni esterne, ma farla diventare il più
possibile espressione del nostro divenire. Uscire
dall’aspettativa del salvatore significa quindi fare
un passo di crescita psicologica. Quel che con-
ta, in tutti i casi, è non identificarsi con le parole
dell’esperto, con il suo carisma. Solo così potremo
sentirci protagonisti della cura e non semplici be-
neficiari passivi. E potremo anche decidere di non
fare un trattamento che ci squilibra emotivamente
e cambiare specialista o tipo di intervento. ■

Dicembre 2017 37
RIZA
IL
Naturopata
La nuova professione del benessere

Nasce il nuovo giornale


dedicato ai naturopati
Il benessere secondo la visione olistica
(dal 14 dicembre in edicola)
Aromaterapia
Riflessologia
Alimentazione naturale
Rilassamento
Shiatsu
Cromoterapia
Fiori di Bach
Kinesiologia
Posturologia
Talento e Autostima
Iridologia

IL MASSAGGIO L’AYURVEDA LA PSICOSOMATICA


Il giornale delle soluzioni

LA PSICOSOMATICA
Riconosci i segnali della
stanchezza
cronica
Malattie da stress psicofisico:
mai sottovalutarle perché possono
evolvere in modo pericoloso.
Senza energie
Impariamo a conoscerle e ad ascoltare L’obiettivo
da inseguire non
il loro importante messaggio è tornare subito
efficienti, ma
ritrovare uno
stile di vita meno

L
ansiogeno
a stanchezza non è un sintomo: piuttosto è un e stressante
segnale che il corpo ha sviluppato nel corso
di milioni di anni come prezioso indicatore
del basso livello energetico in cui ci si trova in al-
cuni momenti. Si tratta dunque di uno strumento
adattativo, perché permette di modulare l’azione
sulla base delle risorse effettive e, al contempo, di
uno strumento evolutivo, perché ci induce ad agire
quando siamo al meglio, così da poter raggiungere
risultati e obiettivi che altrimenti non sarebbero alla
nostra portata. Dovremmo considerare la stanchez-
za un “messaggio sacro” che arriva dalla profondità
del nostro essere, sia quando è più fisica, sia quando
è più mentale. Ma non è quello che accade: in molti
casi essere stanchi è considerato un problema, un
ostacolo alle tante cose che si ha in programma di
C O N T I N U A A PA G . 4 0

Dicembre 2017 39
Il giornale delle soluzioni

LA PSICOSOMATICA
Segnale d’allarme
Attivando certi sintomi,
il corpo sta alzando
bandiera bianca
In realtà non ti stanchi
solo quando “fai troppo”,
ma soprattutto quando
non fai mai ciò che ti piace

S E G U E D A PA G . 3 9

fare e, per questo, si fa tutto il possibile, conscia- scarsa determinazione, a passività, a mancanza di
mente e inconsciamente, per ignorare la stanchezza, attributi. Tanto che anche nelle altre attività, come
per trascurarla, per vincerla ad ogni costo. nell’impegno per la famiglia o nella vita sociale, si
tende a “darsi troppo” o a “darsi senza sosta”, non
Le richieste esterne Non nasce da noi indivi- di rado ben al di là di quanto realmente necessario.
dualmente, questo atteggiamento di negazione, ma Non ci si chiede più se ci sia bisogno di fare così tan-
dalla società. Il mondo del lavoro, per come si è to: lo si fa e basta, sulla base di una spinta inerziale.
configurato negli ultimi vent’anni, sembra essere La condanna sociale e individuale della stanchezza
regredito a 150 anni fa, quando, all’inizio dell’e- trova così il suo pericoloso compimento, eccezion
poca industriale italiana, i lavoratori lavoravano fatta per una forma di stanchezza “programmata”:
a cottimo, senza potersi permettere pause, fino a quella dovuta all’attività sportiva che si riesce a in-
sfinirsi. Certo, ci sono grandi differenze sul piano castonare nella vita frenetica di ogni giorno. Allo-
delle condizioni e del tipo di lavoro e della tutela ra, in questo caso, essere stanchi dopo due ore di
sindacale, ma il fatto che oggi non ci si possa fer- palestra o di jogging viene tollerato, anche se deve
mare, se non pagando il prezzo di un mobbing o di essere una stanchezza momentanea, al servizio di
un licenziamento o di un giudizio con conseguen- una ripartenza ancora più tonica di prima.
ze negative, sembra ispirato alla stessa tendenza a
fare dell’uomo una semplice risorsa al servizio del La stanchezza va nel corpo Molti sono così
sistema, a renderlo una macchina, un automa che abituati a non dare spazio alla stanchezza, che, se ci
produce forza-lavoro. E ciò vale sia per chi è un provano, si sentono male, si sentono strani: «Cos’è
dipendente sia per chi è al comando. Né l’impiegato questa strana sensazione? Debolezza? Uno sveni-
né il manager oggi possono permettersi di essere mento?». Invece dobbiamo considerare che ogni
stanchi. Perciò tirano avanti, facendo come se la forte momento di stanchezza che viene ignorato
stanchezza non ci fosse. “sedimenta” dentro di noi. E, dopo che tante stan-
chezze si sono accumulate, superata una certa soglia
La corsa come imperativo Tale atmosfera si le richieste di riposo o di rallentamento vengono
estende anche ad altri ambiti della vita, fino a diven- convogliate in automatico, dal sistema nervoso, in
tare una mentalità: essere stanchi è diventato sin- un sintomo vero e proprio, di tipo fisico o psichico.
tomo di qualcosa che non va nella persona e viene Ma non è un sintomo come tanti altri: porta con sé
giudicato male, anche dalla persona stessa. La stan- tutti gli arretrati di riposo mancato e la determina-
chezza viene equiparata a pigrizia, a inefficienza, a zione a far sentire il messaggio e a farlo rispettare.
C O N T I N U A A PA G . 4 2

40 Riza psicosomatica
LE PATOLOGIE DA TENERE D’OCCHIO

Cuore, testa e muscoli: si fanno


sentire se stai tirando troppo la corda
Ipertensione: riduci Attacchi di panico:
i carichi gradualmente ascolta l’allarme
Il continuo farsi forza per superare i È il segno di una stanchezza oramai così
momenti di calo energetico si traduce nella necessità profonda da far scattare un allarme generalizzato:
di avere sempre un sangue “ad alta pressione”. «Se vai avanti così, rischi troppo». Urge un
Bisogna ridurre il carico e rallentare, ma con molta cambiamento drastico nello stile di vita, prima che
gradualità, per evitare cali di pressione seguiti da il panico restringa gli spazi vitali.
rialzi pericolosi.
Cadute e incidenti:
Anemia: la debolezza occhio alle “coincidenze”
chiede ascolto Per essere mentalmente presente in
La tendenza all’azione continua, troppo una situazione è necessario avere energia. Quando
protratta, esaurisce le riserve di ferro del sangue, e non c’è, la distrazione aumenta a dismisura,
di conseguenza l’emoglobina. L’anemia derivante pericolosamente. Non sottovalutiamo mai questi
traduce la stanchezza in debolezza. Magari è la volta eventi, piccoli o grandi. Qui non sono dovuti al
buona che l’ascoltiamo. Non basta assumere ferro se caso.
non si cambia.
Dimenticanze: dormi di più
Tachicardia: stacca, e riconsidera le priorità
ma con dolcezza Indicano che stiamo andando avanti
Anche a riposo il cuore ormai mantiene come automi: l’energia è così ridotta che la
il ritmo di quando è in piena attività fisica. È il coscienza perde i pezzi. È il momento di aumentare
segno, paradossale, che ci costa di più riposare che le ore di sonno e di rivalutare la scala di priorità che
tirare avanti. Quando andiamo a letto o proviamo ci fa da riferimento nel quotidiano.
a rilassarci, non stacchiamo di colpo: entriamoci con
dolcezza. Calo del desiderio:
segui ciò che ti piace
Cefalea: riequilibrati Il desiderio sessuale non si serve delle
con lo sport energie residue. Il calo ci dice che siamo sul fondo
La mente è stanca ma il senso del dovere del barile. Si può sopravvivere, ma non essere
impedisce di mollare la presa. Masochisticamente, si creativi. La libido tornerà solo se impariamo a non
cercano cose su cui arrovellarsi, ma il cervello soffre dissipare inutilmente l’energia in attività che ci
di questa violenza. Serve attività fisica piacevole per corrispondono poco.
ricontattare il corpo, e solo dopo recuperare il riposo.
Insofferenza costante:
Depressione: ricomincia impara a dire di no
a rispettarti Si fa valere come 100 un’energia
Rappresenta un grande No a una vita che vale 20 e tutto viene fatto in affanno. Ogni
iperattiva ed estenuante. Toglie senso, entusiasmo richiesta è eccessiva, ogni ostacolo è irritante. Serve
ed energie, obbligandoci a fermarci. Ma non ci ritrovare la capacità di dire di no, per difendere
propone soluzioni. Siamo noi a dover recuperare, con spazi di recupero non solo delle energie, ma anche
consapevolezza, la capacità di rispettare noi stessi. del senso di sé.

Dicembre 2017 41
Il giornale delle soluzioni

LA PSICOSOMATICA

La stanchezza vuole proteggerti, non fermarti.


Ma se non l’ascolti dovrai fermarti davvero
S E G U E D A PA G . 4 0

Lo si vede subito, perché si ribella agli abituali trat-


tamenti, o si ripresenta con frequenza esasperante. LA GUIDA PRATICA
Ascolta la tua alleata Esiste una serie di sinto-
mi e di patologie che, pur conosciute come entità a
sé, fanno parte del “progetto di riscatto” della stan-
Quello che ti serve
chezza trascurata. Malattie che si mettono al servi-
zio di questo progetto affinché la persona impari a
è un nuovo indirizzo
rispettare se stessa e le proprie energie. Una medicina
ufficiale troppo meccanica che, in tanti casi, cura i sin-
per il tuo cammino
tomi come sganciati dal vissuto individuale, induce Ammetti di essere stanco
a trattare queste patologie come tratta la stanchezza: Essere stanchi non è un difetto, né segno
cioè a schiacciarle, a eliminarle il prima possibile. di mancanza di determinazione e di valore.
Ma è giunto il momento di cambiare atteggiamento: Anzi, è tutto il contrario: è uno strumento che
quando iniziamo ad essere troppo sintomatici, quan- vuole proteggere la nostra integrità psicofisica
do una patologia si ripresenta di continuo, quando e fortificare la nostra determinazione,
un sintomo lieve o fastidioso non passa e ci inquina recuperando forze per poi convogliarle nel
il quotidiano, pensiamo alla stanchezza, andiamo a modo migliore. Accettarla significa avere una
recuperarla. Proviamo a familiarizzare con lei: vuole marcia in più di chi corre senza mai fermarsi.
proteggerci, non fermarci. Saremo invece costretti
a fermarci davvero, per curarci, se continueremo a Usa i momenti di pausa
non ascoltarla. ■ Ci sono molte civiltà e culture che si basano
sulla preziosa, sapiente alternanza tra attività
e riposo. La “siesta” messicana ne è l’esempio
Un momento tutto tuo più famoso. Certo, da noi è impensabile, ma
In molte culture il momento del riposo non lo è il fatto di legittimare il bisogno di
è sacro. È quello in cui gli obiettivi riposo quando è possibile assecondarlo. Non
dell’io sfumano e si fa spazio al vuoto,
resistiamo. Cediamo.
condizione ideale per la creatività

Fai spazio ai tuoi bisogni


La sindrome della stanchezza cronica è una
patologia della nostra civiltà iperproduttiva.
Arriva perché facciamo stabilire l’intero
nostro stile di vita dall’esterno, alla società.
La stanchezza cronica è un appello a staccarsi
dal pensiero comune e a dare un indirizzo più
originale alle proprie giornate, rispettando
prima di tutto i propri bisogni.

42 Riza psicosomatica
Centro Riza di Me
e dimagrimento
Il Centro Riza di Medicina Naturale e Dimagrimento Olistico è il centro medico dell’Istituto
Riza di Medicina Psicosomatica specializzato in cure naturali e percorsi di dimagrimento.
I principi ispiratori del nostro approccio sono quelli della medicina psicosomatica: occorre
andare alla radice dei sintomi per comprenderne il senso, poiché ciò permette di ristabilire
in modo naturale l’armonia tra mente e corpo.

Visite mediche e terapie naturali


Presso il Centro Riza è presente un’équipe di medici esperti nelle cure naturali per
trattare patologie croniche come gastrite, reflusso gastroesofageo, colite, iperten-
sione arteriosa, allergie, dermatiti, psoriasi, cefalea ed emicrania ecc.

Trattamento post oncologico


di disintossicazione naturale
Prende avvio un nuovo servizio di riequilibrio psico-fisico (che utilizza solamente
rimedi omeopatici e fitoterapici) per pazienti oncologici che hanno sostenuto e
terminato cicli chemioterapici.

Percorso individuale di dimagrimento


Il nostro metodo di dimagrimento cerca di andare alla radice del sovrappeso
basandosi su tre pilastri fondamentali:
A. Educazione alimentare (non diete restrittive o iperproteiche)
B. Disintossicazione dell’organismo con rimedi naturali (no farmaci dimagranti)
C. Cura degli aspetti emotivi che portano ad alterare il rapporto col cibo.

Psicoterapia
Nel caso dei disagi psicosomatici e laddove indicato, le cure naturali sono spesso
affiancate da percorsi di psicoterapia, utili soprattutto in caso di ansia, attacchi di
panico, colon irritabile, gastrite, dermatite, fame nervosa, disturbi del comporta-
mento alimentare, depressione, crisi relazionali ecc. Tutti i medici e psicologi del
Centro sono specializzati in psicoterapia a indirizzo psicosomatico.

Per ulteriori informazioni e appuntamenti telefonare al n. 02 5820793


Centro Riza di Medicina Naturale e Dimagrimento Olistico
Via Luigi Anelli, 4 - 20122 Milano - e-mail centro@riza.it - www.riza.it

Dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 e 14.00-18.00.


Si riceve anche il sabato.
dicina Naturale
olistico
INCONTRI DI GRUPPO
con Raffaele Morelli
Tutti i giovedì dalle ore 17:00

SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI


Abbandoni, separazioni, fallimenti sentimentali, disagi esistenziali e disturbi psicosomatici a volte ci travolgono.
Ma non è fuggendo dal sintomo, o cercando di metterlo a tacere con le medicine, che possiamo risolvere il problema.
Gli incontri terapeutici del giovedì sono workshop pratici dove vengono insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare
il benessere interiore.

INCONTRI A NUMERO CHIUSO


Prenotazione obbligatoria

CURA L’INTESTINO E DIMAGRISCI


a cura della dott.ssa Pamela Scarlata
L’intestino umano è costituito da centomila miliardi di batteri, che idealmente dovrebbero andare
d’accordo tra di loro ed essere in un giusto equilibrio di numero. Diversi fattori (farmaci, diete
scorrette, stress) alterano questo ecosistema intestinale portando a disbiosi, direttamente
collegata con il sorgere di problemi quali: gonfiori addominali eccessivi, stipsi, colon irritabile,
problemi alla pelle, obesità, diabete, asma, allergie e intolleranze. È possibile studiare il mondo
intestinale di ognuno di noi e correggerlo con determinati alimenti e specifici batteri.

TRATTAMENTI DI OSTEOPATIA
a cura di Natalino Villella (osteopata)
È un metodo terapeutico olistico utile per riequilibrare, attraverso appropriate tecniche manuali, i disagi derivanti
da squilibri del sistema muscolo-scheletrico.

Per informazioni e prenotazioni: 02/5820793 centro@riza.it

Gli esperti del Centro Riza di Medicina Naturale


Dr.ssa Pamela Scarlata Dr.ssa Maria Chiara Marazzina
Medico, esperto in medicina funzionale Psicologa psicoterapeuta
dell’intestino e nutrizione
Dr.ssa Daniela Marafante Dr.ssa Laura Onorato
Dr.ssa Cristina Molina Medico psicoterapeuta, Nutrizionista, farmacista
Medico omeopata Vice-Direttore dell’Istituto Riza
e responsabile del Centro Riza
Michela Riva
Dr.ssa Marilena Zanardi Naturopata e operatrice
Psicologa e floriterapeuta di massaggio olistico
Il tema del mese

Come superare
le ferite
del passato
Non è vero che ciò che ti è accaduto
ti condiziona per sempre. Scopri come voltare
pagina una volta per tutte

A cura di Vittorio Caprioglio


medico, psicoterapeuta
Immagini: A. Ruggieri
Hanno collaborato:
M. Battistutta, P. Lumia,
C. Marazzina

46 Riza psicosomatica
Qualcosa in te aspetta
solo di sbocciare.
Se lo fai emergere,
il peso del passato
svanisce all’istante

Dicembre 2017 47
Il tema del mese
Superare le ferite del passato

La tua anima è una casa


Tu in quale stai vi
IL BENESSERE ARRIVA QUANDO APRI LA PORTA A NUOVE POSSIBILITÀ,
A NUOVI INTERESSI, A NUOVI LATI DI TE ANCORA INESPLORATI. L’IMPORTANTE
È NON CHIUDERSI IN UN’UNICA “STANZA”: QUELLA DEL PASSATO

I
mmagina che il tuo mondo interiore sia
come una casa composta da infinite stanze.
C’è la stanza degli istinti, quella dei sogni,
la stanza delle passioni, quella del piacere e
così via. E c’è la stanza del passato. A volte
In questo numero
in questa stanza incontriamo i ricordi, e se Dentro di te ci sono interi territori,
emergono spontaneamente ci addolciscono
la vita. Ma altre volte, quando entriamo lì, che qui chiamiamo “stanze
possiamo rivedere ferite, episodi brutti, mo-
dell’anima”, in cui sono addormentate
menti difficili. Un genitore che se n’è andato
quando eri piccolo, o che ti ha umiliato. Una energie fiorili a tua disposizione.
storia sentimentale finita male. Quel tempo
in cui, da ragazzina, eri molto timida e un po’ Contattare questi territori è
in sovrappeso e i compagni, crudeli, non la l’operazione più terapeutica che
smettevano mai con le parole cattive.
esista, capace da sola di farti uscire
Esci dalla gabbia Ci sono due modi di sta- dai periodi bui. Nelle prossime
re nella stanza del passato: uno è entrarci,
osservare cosa vi accade e poi uscire. L’altro pagine seguiremo le storie di chi,
è chiudersi dentro e iniziare a rimuginare, come Barbara, Elena, Giorgia e
come se pensando e ripensando potessi tor-
nare indietro e rimettere a posto le cose. Cosa Marco, attivando energie nascoste e
succede in questo caso? Lo scopriremo nelle dimenticate ha smesso di tormentarsi
prossime pagine: rimuginare ricrea all’infi-
nito lo stesso dolore che abbiamo provato e di ripensare alle proprie ferite. I loro
allora. La stanza dei ricordi diventa una gab-
sono solo degli esempi: anche tu puoi
bia. Ma per fortuna evitare questo pericolo
è facile: basta uscire da lì ed entrare in una trovare la “stanza” che ti riaccende!
delle tante altre stanze che hai a disposizione.
Scopriamo assieme come si fa.

48 Riza psicosomatica
fatta di mille stanze
vendo? Gioia

Passioni
Istinto
Energie al tuo servizio
Ogni stato mentale esprime una
particolare capacità terapeutica:
contattarla al momento giusto
può risolvere blocchi mentali
e situazioni esistenziali difficili
Sogni Passato
che si trascinano da tempo

Interessi Talenti

Creatività

Paure
Tristezza

Timidezza
Rabbia Piacere
Il tema del mese
Superare le ferite del passato

Se vedi tutto nero è solo per


nella stanza dei ri
Per mandare via brutti pensieri e rivendicazioni
basta aprire qualche finestra nella propria vita!

50 Riza psicosomatica
Rimuginare su ciò che ti
è accaduto lo ingigantisce
sempre di più. Alla fine ti
sembrerà che quell’episodio
ché sei chiuso sia la causa di tutti i tuoi
guai. Ma basta volgere lo

cordi
sguardo altrove, verso ciò
che ti riaccende, e in un
attimo ricominci a vivere!

MARCO SI ERA CONVINTO CHE I SUOI


ATTACCHI DI RABBIA DIPENDESSERO
DA UN PADRE CHE L’AVEVA UMILIATO.
COLTIVAVA UN SENSO DI COLPA CHE IL COMMENTO
LO SOFFOCAVA. MA DOPO TANTA
Le ferite dell’anima, come quelle
ANALISI INUTILE, UN GIORNO
del corpo, si rimarginano da sole!
HA RIPRESO IN MANO LA CHITARRA E...
S pesso capita di dire: «Sto
Sto male a causa di... ((del
capo, dei genitori, del partner, di quell’evento

S
accaduto...). Ripensiamo al passato, ci lamentiamo,
iamo tutti convinti di essere il frutto del no-
ci abbattiamo. Ma siccome sul passato non possiamo
stro passato. Specialmente quando le cose non intervenire, il solo risultato di questi pensieri è di
vanno bene: la causa è sicuramente qualcosa ingigantirlo. «Sono così insicura perché mio papà
che ci è accaduto. Ebbene, è un’illusione! Anzi, è il mi ha abbandonata da piccola»; ciò che è accaduto
modo di pensare perfetto per gettare al vento i pro- è stato senza dubbio doloroso, ma tu hai sempre
pri talenti e la possibilità di realizzare se stessi. Se la possibilità di reagire in mille modi diversi. Se
oggi non stiamo bene non è mai a causa del passato, invece dopo tanti anni “sei ancora lì”, è perché
ma perché non stiamo facendo adesso ciò che la sei diventata il giardiniere di quei ricordi, li hai
vita si aspetta da noi: non stiamo fiorendo. Magari seminati e nutriti per tutto questo tempo. Hai fatto
perché ci siamo imposti un ruolo che non rispetta germogliare e crescere “l’albero del passato”,
la nostra natura. È l’insegnamento che possiamo ed è diventato così grande che non vedi
trarre dalla storia di Marco. più nient’altro. Non ti vedi come un’adulta con
interessi, passioni, amori, un lavoro e così via; ti vedi
Un papà in crisi Marco ha 35 anni ed è papà di come “quella abbandonata da papà”. E qualsiasi
un bambino di due. Diventare padre lo spaventava, cosa fai nella vita, qualsiasi territorio esplori,
soprattutto perché temeva che sarebbe stato un cat- porti con te quella fotografia. Ma attenzione: se
tivo papà, come tanti anni fa lo era stato il suo: un ti comporti “da abbandonata”, sarai di nuovo
padre violento, irascibile, che trattava male sia lui abbandonata. E tutto questo accade non perché
che la madre, che gli aveva rovinato l’infanzia e che il passato ti ha segnata, ma perché ti sei chiusa in
aveva fatto di tutto per dimenticare, senza riuscir- quell’unica stanza, la “stanza del passato”: lo guardi
di continuo, e così lo ricrei. Che fare? Girarsi verso le
ci. Ma poi aveva ceduto, per amore di Anna, ed era
infinite possibilità che vivono in te.
arrivato Giacomino. Ora però, da due anni, la sua
vita è sconvolta e, inizia a pensare, i suoi timori si
C O N T I N U A A PA G . 5 2

Dicembre 2017 51
Il tema del mese
Superare le ferite del passato

Ma ti basta “cambiare stanza”


e la mente rifiorisce all’istante!
Appena Marco ha aperto la porta alle passioni che aveva messo
da parte, di colpo la sua vita si è illuminata: si è liberato
di tutte le zavorre e il ricordo del padre ha smesso di tormentarlo
S E G U E D A PA G . 5 1

stanno avverando: sta diventando come suo padre. sconvolgono? Si va dallo psicologo. Che purtroppo
È diventato una persona iraconda. Lui ce l’ha messa non sempre aiuta nel modo giusto. Quello da cui
tutta per fare il “bravo papà”: ha messo da parte il Marco va gli spiega che tutto nasce proprio dal suo
suo amore per la musica, le serate a suonare con gli passato, da quel padre rabbioso: ora Marco, dice
amici, i viaggi e si è concentrato solo su “loro tre”. lo psicologo, sta solo rievocando col proprio figlio
Non voleva essere un papà assente. Si è sforzato di quell’antica scena. Deve fare pace con il padre e
giocare con il piccolo Giacomo. E gli vuole un bene tutto si sistemerà. Così passano mesi in cui Marco
dell’anima. Ma qualcosa dentro di lui si è risvegliato analizza se stesso, ripensa agli episodi in cui si sen-
e da due anni Marco è cambiato. tiva umiliato, addirittura va a trovare suo padre, che
nel frattempo è anziano e mal messo in ospizio, e
La soluzione non è nei ricordi Si arrabbia per riesce solo a farlo sentire in pena per lui.
tutto. Ogni cosa dovrebbe andare secondo un pia-
no, tutto dovrebbe essere ben organizzato: invece Ansia e rabbia nascono nel presente Ma dopo
niente va mai per il verso giusto. Marco sbotta, è mesi di analisi che avrebbero dovuto estirpare la radi-
nervoso, scatta per niente. Anna, sua moglie, all’ini- ce della sua rabbia, Marco gira in tondo e gli scatti d’ira
zio lo capiva, ora è francamente scocciata. «Non sei non sono calati. Tranne in un caso, in cui improvvisa-
il primo papà del mondo, datti una calmata, se usciamo mente svaniscono da soli! Succede quando - ha rico-
mezz’ora dopo perché Giacomo si è sporcato non muore minciato da un paio di settimane - riprende in mano
nessuno!». Litigano e Marco sa bene di avere torto. l’amata chitarra e si riaffaccia nella vecchia sala prove.
Infatti si sente in colpa. Ma l’ansia per ogni ritardo o Il figliol prodigo è accolto dagli amici con scherzi go-
errore non sente ragioni. Faremo tardi! Non sta cre- liardici cui Marco si assoggetta ridendo. Nemmeno un
scendo nel modo giusto! Da grande soffrirà! Ogni filo di scontento incrina il suo sorriso: per due ore sta
motivo è buono per angosciarsi prima, e infuriarsi da dio e in più suona con una furia meravigliosa che
dopo. E allora, cosa si fa quando ansia e rabbia ci stupisce tutti. Il messaggio è chiaro: in quei momenti

Non stai mai male a causa di qualcosa che


ti è accaduto, ma perché non stai più esprimendo
le tue capacità. Ti sei dimenticato di te!
52 Riza psicosomatica
Chi ha superato un problema che
durava da anni l’ha fatto in un
istante: qualcosa l’ha riconnesso
all’energia della propria fioritura

Nella “stanza delle passioni”


ritrovi il piacere e spegni i litigi

I nvece di continuare a dirti: «Non riesco a


lasciarmi alle spalle quei brutti ricordi»,
prova a chiederti: «Ma io che interessi
ho? Da cosa sono attratto? Quali sono i
miei gusti, le mie tendenze?». Quando sei
“innamorato” di ciò che ti interessa, l’anima
accende un’energia di guarigione e di fioritura
e mette a posto le cose da sola. È un semplice
cambio di prospettiva, un “cambio di stanza
mentale”, ma rimette in gioco tutto il tuo
assetto energetico e gli equilibri della tua vita.
Le relazioni con chi ti è vicino si sistemano,
i litigi lasciano il posto al piacere, smetti di
tormentarti, scopri di avere capacità di cui ti
eri dimenticato. Il mondo interiore, se ti centri
sulle tue passioni, ti stacca dal passato e ti fa
rinascere. E ti renderai conto, improvvisamente,
che sei uscito dalla nebbia dei rancori senza
fare nessuno sforzo. T. Morelli

sta bene perché è uscito per un attimo dalla trappola


del “bravo marito e padre”. Aveva creduto di dover
fare solo il papà, si era imposto di interpretare quel
ruolo in modo troppo castrante. Aveva costruito cioè
un’identità fatta di “bontà e sacrificio” talmente in-
naturale da trasformarsi in ipercontrollo. La rabbia,
quindi, non era affatto l’eredità dell’infanzia, il passato
non c’entra nulla! Era invece un tentativo dell’anima
di rompere una recita esagerata! Ma la sua passio-
ne per la musica, in un attimo, l’ha guarito. Da quel
giorno Marco diventa meno ossessivo, meno attento a
“far andare le cose nel modo giusto”, scopre il piacere
di stare con Anna e Giacomo in modo più rilassato e
anche l’ira cambia volto: diventa sana energia. Quel
fuoco, ha capito, non va estirpato, è parte di lui, ineli-
minabile e prezioso: va solo usato bene. A. Mantice

Dicembre 2017 53
Il tema del mese
Superare le ferite del passato

Una giornata creativa è una


senza passato!
Possiedi la stessa capacità di rigenerazione
della natura. Riportala al centro
e vanno via all’istante tutti i cattivi pensieri

P
ensate alle pianticelle di città che cre-
scono in mezzo all’asfalto: incuranti
dello smog e di tutto ciò che le minac-
cia, imperterrite, fanno ogni anno i loro fiori.
Quando un ramo si spezza, l’albero non pas-
sa il tempo a rimpiangerlo: fa crescere nuovi
rami, nuove foglie, nuovi frutti. Un’energia
fruttificante abita in loro, in profondità. E
quell’energia c’è sempre, non si arresta mai.

Cosa stai guardando E tu? Anche tu


puoi portare lo sguardo sul frutto che
sta nascendo, cioè sul “lato” di te che
sta fruttificando, sulle capacità che
stai mettendo in campo, sui talenti
che stai scoprendo, sulle azioni che
ti permettono di esprimerti; oppure
puoi portare lo sguardo sul terreno
su cui sono cadute le foglie. E stare
lì a ripensarci. Se lo porti sul frutto,
tutti i pensieri che ti legano al pas-
sato svaniscono. Perché anche tu,
come l’albero, stai fiorendo adesso!

54 Riza psicosomatica
Osserva i nuovi germogli che stanno arrivando, non restare
a guardare il terreno su cui sono cadute le foglie!

giornata

NELLE PROSSIME PAGINE


Scopri come riportare l’energia
del nuovo nelle tue giornate
• Grazie al trucco e a un vestito, adesso Barbara
non ha più paura a pag. 56

• Persa nel profumo dei girasoli, Elena ha ritrovato


la sua natura a pag. 60

N ell’antica Cina era usanza tenere ai piedi del letto


un mucchietto di sementi, simbolo della vita pronta
a rinascere. Saper portare il “germoglio”, cioè l’energia
rigenerativa, nella vita di tutti i giorni è essenziale. È quello
che accade quando dai il giusto spazio alla creatività. Ma
non si tratta di una qualche attività artistica: “creatività”
Cosa ci salva è una qualità che tutti posseggono e consiste nel “far
Proprio adesso, mentre germogliare” la propria vita, cioè nel lasciare che si indirizzi
stai rimuginando su ciò spontaneamente verso l’espressione delle nostre capacità e
che è accaduto, sta già dei nostri talenti. Quando assecondiamo ciò che ci viene
affiorando in te il desiderio naturale, allora siamo connessi al nuovo e sprigioniamo
di gioire di nuovo tutta l’anergia creativa di cui siamo capaci.

Dicembre 2017 55
Il tema del mese
Superare le ferite del passato ❯ La storia di Barbara

Grazie al trucco e a un

Per chi ti stai


preparando?
Il gesto di truccarsi non
è vanità, ma un rituale
che ti può aiutare
a incontrare la scintilla
di infinito che c’è in te

56 Riza psicosomatica
Ci sono azioni semplici che racchiudono misteri
preziosi. Quando le fai senza pensare, la mente si incanta
e le lotte interiori vanno finalmente sullo sfondo

vestito, adesso Barbara


non ha più paura
BARBARA È TIMIDA. DA RAGAZZINA I BULLI DELLA CLASSE LA PRENDEVANO DI MIRA
E QUEL RICORDO, DICE, «PESA ANCORA SULLE MIE SPALLE». MA CHI L’AVREBBE
DETTO: PER FARLO SPARIRE È BASTATO CEDERE AL SUO AMORE PER IL TRUCCO.
L’HA STACCATA DAI PENSIERI NERI E HA ACCESO RISORSE CHE NON SAPEVA DI AVERE

B
arbara ha quarantadue anni e molti, afferma,
li ha passati a combattere senza successo con L’AZIONE TERAPEUTICA
il suo demone: la timidezza. Stare in mezzo
agli altri la paralizza. Anche uscire con un gruppo
di persone, conosciute o meno che siano, può essere
Perdersi nei piccoli gesti
una tortura. Alla sola idea di esporsi allo sguardo, al
giudizio o alla critica di altri si sente tremare come
quotidiani spegne
una foglia. Sul viso sente divampare un fuoco che non le autoaccuse e ti fa ripartire
riesce a domare, un rossore che lei tenta di nascondere
sotto un trucco sempre impeccabile. Q uanto è difficile essere semplici. Eppure, come
nel caso di Barbara, la chiave del benessere sta
proprio nelle azioni semplici, fatte senza commenti.
“Tutto nasce da...” Tutto è nato, sostiene, da ragaz- Essere semplici significa percepire cosa ci piace
zina: grassottella e insicura era diventata il bersaglio fare; non devono per forza essere grandi cose.
preferito dei bulli della classe. E al liceo le cose non Il semplice riordinare casa, se fatto con vera
erano migliorate: le sue amiche avevano tutte il fidan- presenza a se stessi, può attivare profondi
zato, lei evidentemente era trasparente. Ancora oggi processi trasformativi. Prova a compiere le solite
Barbara si colpevolizza. Nei momenti di disagio si azioni immaginando al contempo di cambiare
sente ancora la ragazza che all’aperitivo con gli amici ordine non solo fuori, ma anche dentro di te. Crea
evitava accuratamente di rimanere sola con qualcuno, un angolo sacro della casa, un posto privilegiato a
pensando di non avere nulla di interessante da dire cui puoi fare ritorno ogni sera e da cui immaginare
e temendo di essere presa in giro. Non sono serviti di rinascere ogni giorno cambiata. L’attenzione che
il corso di recitazione, i libri di automiglioramento, poni su piccoli gesti rituali come questi ti sposta da
lo yoga. Come ultima spiaggia Barbara ha deciso di quelli che pensi siano i tuoi problemi, ti ricentra su
chiedere l’aiuto di una psicoterapeuta. Al primo collo- di te e sviluppa la capacità introspettiva che di solito
quio si presenta piena di delusione e amarezza. «Sono non usi. Ti sentirai finalmente completa mentre
autocritiche e autoaccuse potranno sfumare.
ormai incapace di reagire a un destino già tracciato dal mio
passato». La realtà però non corrisponde mai a ciò che
C O N T I N U A A PA G . 5 8

Dicembre 2017 57
Il tema del mese
Superare le ferite del passato ❯ La storia di Barbara

Barbara immagina di “farsi bella per se stessa” e in quel gesto


antico riaccende nel cervello le aree della spontaneità. Si stacca
dall’immagine di persona sconfitta e ritrova l’equilibrio
S E G U E D A PA G . 5 7

appare. Un particolare cattura l’attenzione della


terapeuta: Barbara è truccata magnificamente.
Vergognandosi un po’, racconta che il trucco e
gli abiti sono da sempre un suo chiodo fisso. Da
sempre quelle azioni la incantano, ama passare
il tempo a truccarsi e poi a vestirsi: ha un arma-
dio pieno di splendidi vestiti. «Mah, sono sciocchi
passatempi, frivolezze adolescenziali», dice. Eppure
è proprio quando va col pensiero a quegli istanti
che il suo viso contratto si scioglie, si accende!

La chiave sei tu L’anima non ragiona come


noi e in certe azioni simboliche racchiude signi-
ficati preziosi. Barbara ha un problema, questo è
vero, ma non è la timidezza, e non sono nemme-
no i giudizi degli altri. Ciò che la tiene in scacco
sono l’autocritica e un giudizio duro e costante
che lei rivolge contro se stessa e contro il pro-
prio lato passionale, che teme e che nasconde
in tutti i modi. Ma che riaffiora... col trucco! La
timidezza in sé non è né giusta né sbagliata: è
un lato che la caratterizza. Giudicarlo e lottarci
contro, questo sì che è sbagliato. Con le sue au-
tocritiche, Barbara alimenta il blocco mentale
nel quale si è rinchiusa da anni. La chiave che
ne apre la porta non è andare a cercare “quando
tutto è nato”: è una pura illusione. La chiave
appartiene a un territorio differente. E l’anima persone, possa prima entrarci, mettersi l’abito
di Barbara ha già individuato dove è nascosta: più bello e truccarsi con calma il viso. Semplici
nella “stanza del trucco”. azioni, antichi rituali che attivano energie sot-
tili. Nella “stanza del trucco” la seria, timida e
Una stanza tutta d’oro Grazie a esercizi di timorosa Barbara osserva la sua immagine come
immaginazione guidata, in terapia Barbara ini- riflessa in uno specchio, ne asseconda le trasfor-
zia a lasciarsi andare. A occhi chiusi fantastica mazioni. E anche la sua immagine reale assorbe
di vagare in una casa con molte stanze e ne in- una vitalità che aveva perso.
dividua una, la sua preferita: una stanza dorata
che pare chiamarla a sé. È la “stanza del trucco”. Una donna segreta Immaginare di rifugiarsi
Barbara adora sostare in quella stanza e imma- nella stanza del trucco, pian piano, diventa una
gina che, quando deve stare assieme ad altre specie di mantra per Barbara, che attiva in lei

58 Riza psicosomatica
Nella “stanza dei trucchi” si contempla
e fa nascere una “Barbara tutta nuova”

I l semplice gesto di truccarsi ha salvato Barbara dai propri


conflitti interiori. Impossibile? Niente affatto. Quel gesto
non è per nulla “banale” come potremmo pensare. Nelle
culture antiche la “pittura di sé” - trucco, tatuaggio ecc.
- era un vero e proprio rituale necessario all’individuo per
poter comparire al cospetto del divino: detto diversamente,
il trucco del viso e del corpo era il ponte verso gli strati
più profondi e infiniti del proprio essere. “Un uomo senza
tatuaggi è invisibile agli Dei”, dicevano le tribù indigene
del Borneo. Maschere e pitture erano essenziali nei riti di
passaggio e nei rituali collettivi che segnavano le stagioni:
servivano ad invocare sulla superficie del corpo forze
antiche, cosmiche e trasformative. Mentre ti trucchi, anche
tu sospendi l’identità (pensieri, opinioni, convinzioni), entri
in contatto con la parte più autentica e naturale di te e fai
nascere una nuova te stessa. Altro che “banalità”!

Non ti tiene in scacco


il passato, ma l’autocritica.
Puoi fermarla quando dai spazio
a ciò che ti rende unica
una donna misteriosa: ogni mattina ora si ammira segretamente: mentre tutti si
lei veste questa donna segreta, la truc- sbracciano per mettersi in mostra lei è perfet-
ca nella più totale assenza di pensiero. tamente calma. Calma e silenziosa.
L’attenzione è unicamente posata sul ge-
sto in movimento. L’azione la incanta e la Il fascino del mistero Sì, va bene così
allontana da un’immagine ormai superata perché quando sente che una frase le af-
di sé, quella della Barbara condannata dal fiora da dentro, ora Barbara la lascia an-
proprio passato. Senza accorgersene entra nel dare con un sorriso e non si preoccupa che
territorio della contemplazione, un territorio qualcuno la giudichi. Ora sa di essere una
infinito e non misurabile, dal quale possono donna riflessiva e sa che ciò che dice non è
emergere continuamente, in modo nasco- mai banale. Infatti ogni volta che lei parla
sto, lati ed energie autentiche non altrimenti di colpo tutti intorno a lei si zittiscono e
esprimibili. Le è bastato questo per cambia- stanno attenti: spesso basta una sua parola
re rapidamente la sua vita. Impossibile? No, per deviare tutta una conversazione. Sente
perché ha cambiato il suo sguardo, e quan- ancora, in quei momenti, un leggerissimo
do cambi sguardo, tutto può cambiare. Da rossore sulle gote, un calore che la rende
qualche tempo, infatti, quando è in gruppo, felice. È il fascino che il suo essere timida e
i suoi silenzi non le fanno più paura. Anzi, segreta diffonde tutto intorno a lei.

Dicembre 2017 59
Il tema del mese
Superare le ferite del passato ❯ La storia di Elena

Persa nel profumo dei girasoli,


ha ritrovato
la sua vera natura
ELENA SI SENTIVA UNA FALLITA. TROPPO
IL SIGNIFICATO SIMILE A QUELLA MADRE CHE, DICEVA,
L’anima usa i simboli «MI HA ROVINATO LA VITA». EPPURE È BASTATO
per farti guarire UN FIORE A FARLE CAPIRE CHE NON C’ERA

I l nome scientifico del girasole è


helianthus e deriva da due parole
greche: helios che significa Sole e
NIENTE DI SBAGLIATO IN LEI E AD APRIRLE
LE PORTE PER REALIZZARSI COME DONNA
anthos, fiore. Infatti è un fiore che
assomiglia a un piccolo sole e per
questo porta gioia e solarità. Tutte le
volte che il sole sorge si risveglia con
lui. Adora la luce, la cerca, si orienta
verso i raggi solari. Ecco l’affinità
sottile che l’inconscio di Elena, nella
storia qui a fianco, scorge col proprio
lavoro di attrice, sempre sotto la
luce dei riflettori. Ogni volta che si
sente “sbagliata”, chiude gli occhi e
immagina di attraversare il campo
dei girasoli. I prati in fiore sono dei
veri e propri farmaci per il malessere.
Grazie alla loro presenza Elena
riscopre il piacere di essere guardata,
ammirata, accoglie un proprio lato
naturale, senza più condannarlo.

60 Riza psicosomatica
Accogli le tue tendenze innate,
integrale e vedrai che
Elena ti regaleranno benessere
e pace interiore

«M
ia mamma da piccola mi trascurava per sta-
re con i suoi “amanti”. Mi chiudeva in una
stanza a giocare da sola mentre lei nell’altra
stanza li riceveva». Sono le parole di Elena, una donna
di 45 anni, attrice di teatro, che arriva in psicoterapia
per i suoi frequenti attacchi di panico. È fermamente
convinta di conoscere la causa dei suoi disagi. «Giocavo
da sola, lei nell’altra stanza li riceveva. Questo ha segnato
tutta la mia vita. Sì è vero, sono un’attrice affermata, ma
appena mi allontano da mia figlia, che ha sei anni, mi pare
di essere come mia madre. Mi sento un fallimento. E così
con lei divento apprensiva. Lo so che esagero, forse la sof-
foco, ma non sopporto l’idea che senta il mio stesso senso
di abbandono». Sarà proprio così? Un fatto di 40 anni
fa può agire in modo così forte? Quella bambina che
giocava da sola, era davvero tanto triste?

Convinzioni e realtà Elena si lamenta anche della


propria vita privata. Non riesce a coltivare una sto-
ria, a dare un papà alla sua bambina. Tutto per colpa
del suo passato: «Evidentemente ho gli stessi geni di mia
madre, sono frivola e non so tenermi un uomo». Quan-
do attribuiamo al passato le cause di un problema
sbagliamo sempre: i disagi sono collegati al presente,
svolgono una funzione nel momento in cui compaio-
no. In realtà Elena adora il suo lavoro, le piace essere
ammirata, stare sotto i riflettori, sulla scena. E non c’è
niente di male: tutti apprezzano la sua grande bravu-
ra, la capacità di emozionare, di interpretare un ruolo
C O N T I N U A A PA G . 6 2

Dicembre 2017 61
Il tema del mese
Superare le ferite del passato ❯ La storia di Elena

L’immagine del girasole che insegue la luce ha permesso a Elena di fare


pace con la tendenza a stare sotto i riflettori: non si è più sentita superficiale
e ha messo a frutto le sue qualità in campo professionale e umano
S E G U E D A PA G . 6 1

in modo profondo e artistico. Dall’altra parte però si messaggio dentro di sé: la sua anima è stanca di
è convinta che tutto ciò sia superficiale e vanesio, ha vederla intrappolata nei copioni che recita anche sul
paura di questa sua tendenza a mettersi in mostra, palcoscenico della vita. La seduta successiva Elena
a farsi guardare dagli uomini: «A volte penso di essere racconta un sogno: «Mia nonna abitava di fronte a un
come mia madre, una donna facile, una prostituta». campo di girasoli. Quando ero picco-
la a volte andavo da lei per qualche
Troppe recite Come spesso accade, la realtà è op- giorno. Al mattino, al risveglio,
posta alle nostre illusioni. Elena non vuole accoglie- mi piaceva guardare i fiori: erano
re la propria natura e nasconde dietro l’alibi della tutti rivolti verso il sole. Questa
madre una freddezza e un distacco che fa fatica notte ho sognato che attraversavo
a riconoscere come suoi. Altro che frivolezza! La quel campo in bicicletta e mentre io
verità è che non ha mai voluto legami sentimentali passavo, tutti i fiori, uno dopo l’altro
fissi, che avrebbero intralciato la sua carriera e la si giravano verso di me e io mi sentivo
sua passione per il teatro. Ma ammetterlo sarebbe bene, ammirata, desiderata... È stata
rompere l’immagine della “donna piena di buoni una sensazione bellissima!». È un
sentimenti a dispetto di una madre snaturata”. An- sogno importante, decisivo.
che recitare la parte della mamma sempre presente
è un’esagerazione: serve a smentire il sospetto di
amare il teatro più di ogni altra cosa. Ma questo ruo-
lo finto ed esasperato le pesa, e proprio per questo si
trasforma in attaccamento. È per convincere se
stessa che Elena recita la madre apprensiva,
non per la figlia. Il timore che la piccola si
senta abbandonata non c’entra: i bambini
del resto adorano giocare da soli, si incan-
tano per ore, e non hanno affatto bisogno di
presenze fisse e asfissianti.

Arriva la verità Una cosa è evidente: è necessario


che Elena cominci a guardarsi senza maschere, sen-
za gli alibi del passato. Non è un caso che la donna
abbia iniziato a soffrire di attacchi di panico: l’ansia
è l’energia più antica, che si ribella e vuole spazzare
via tutte le finzioni. La psicoterapeuta invita Ele-
na ad accogliere i sintomi, a fare depositare il loro

62 Riza psicosomatica
IL GESTO CHE RIPORTA IL BENESSERE
Scopri il tuo fiore e trasformalo in un autentico talismano
L e immagini dei fiori hanno un grande potere
terapeutico sull’inconscio: ci fanno sentire vivi,
ci regalano spensieratezza. Si tratta di energie
o un disagio come l’ansia, la paura, oppure ti
senti insoddisfatto, non pensare alla soluzione:
il pensiero è energia stagnante, vecchia. Più ci
luminose, sottili, energetiche. Ma ogni persona pensi più lo ingigantisci. Al contrario prova a
possiede dentro di sé l’immagine di un fiore che più circondarti di quei fiori, quelli più affini a te.
di tutti è in grado di attivare in lei un processo di Puoi coltivarli, acquistare la loro essenza o anche
crescita e rinascita, come nel caso di Elena, che è stata semplicemente immaginarli, e portali dentro di
meglio grazie ai girasoli. Qual è il “tuo” fiore? Chiudi te, come se fossero un talismano. In questo modo
gli occhi e senza pensarci visualizza il fiore che senti entrerai nell’energia creativa, che porta in scena le
essere più in armonia con te, per il colore, il profumo, capacità rigenerative del cervello, che tutti abbiamo
le sembianze. Quando vivi un problema affettivo ma spesso non utilizziamo abbastanza.

Vivi un conflitto? Non ragionarci, immagina il tuo


fiore, senti il suo profumo, portalo con te. La mente smette
di girare in tondo, si attivano le aree della creatività

L’inconscio le sta dicendo: Elena, è ora. Basta alibi,


vivi per come sei!

Sei quel che sei La terapeuta la invita a immaginare


di tanto in tanto quel sogno e a portare con sé l’im-
magine dei girasoli. Ma Elena non si limita a questo:
riempie di girasoli la casa, rivivendo più e più volte
quella scena che le aveva dato così tanto benessere.
E il suo immaginario cambia: mentre prima viveva
con grandi contrasti la sua professione di attrice, ora
la mamma e l’artista cominciano a convivere dentro di
lei. A volte si ritrova a sognare ad occhi aperti e i girasoli
sono come dei grandi riflettori che la seguono mentre
è sul palcoscenico. Grazie a quei fiori sta imparando a
portare con sé la sua parte luminosa, l’attrice, senza più
colpevolizzarsi e sentirsi una madre sbagliata. Anzi il
rapporto con sua figlia migliora rapidamente, perché
impara a rispettare i suoi spazi e a entrare in sintonia
con i suoi ritmi. Ciò che è successo nell’infanzia non
ha alcuna importanza, era solo un alibi “di comodo”
che si era costruita per non entrare in contatto con il
lato autentico e profondo di se stessa. Il problema era
la guerra contro le proprie vere tendenze. E grazie ai
girasoli, la guerra è finita. ■

Dicembre 2017 63
Il tema del mese
Superare le ferite del passato

Ecco come usare i ricordi nel


e accendere la feli
La tua gioia di vivere è racchiusa
in un’immagine antica: ritrovala
e risvegli energia ed entusiasmo

A
ttribuire i propri guai a qualcosa che è acca-
duto un tempo, abbiamo visto, è un modo
sbagliato di usare i ricordi. Ma c’è anche
un modo giusto! Usarli per ritrovare qualcosa che
è essenziale per il tuo benessere ma che hai lasciato
dietro di te. Che cos’è? La capacità di godere della
vita mettendo in campo le tue capacità innate. Quali
di queste capacità non stai utilizzando da troppo
tempo? Cosa ti caratterizzava una volta, ma ora non
utilizzi più? Le immagini antiche sono la porta per-
fetta per riportarlo alla luce.

L’energia del presente Le immagini antiche che


sgorgano spontaneamente sono lo strumento mi-
gliore per contattare l’energia che ti abita, ma che
non vedi. Come scopriremo nelle prossime pagine
grazie alla storia di Giorgia, non servono sforzi per
farle emergere. Anzi, spesso non aspettano altro:
siamo noi che le sottovalutiamo. È un approccio
del tutto diverso rispetto a quello cui siamo abi-
tuati: non occorre analizzare il problema, cercare le
cause, pensare alle soluzioni. No, così non fai altro
che sostare nell’energia del passato, che è energia
morta. Solo l’energia del presente ti fa vivere. E solo
le immagini antiche possono risvegliarla.

64 Riza psicosomatica
Vai indietro nel tempo,
cerca un momento
in cui eri felice. Cosa stavi

modo giusto facendo? Riporta nel


presente quell’immagine:

cità
ti guiderà verso cose e
persone adatte a te

L’immagine antica ti porta


al centro della tua essenza

L e immagini antiche, fuori dal tempo,


sgorgano da un punto del cervello a diretto
contatto con la tua energia “fiorile” e creativa,
cioè quella capacità che ha il cervello di ricrearti
in ogni istante e di orientarti spontaneamente
verso ciò che ti fa star bene, rispettando la tua
unicità, la tua originalità. Per questo parlano il
linguaggio del benessere e sono lo strumento
migliore per contattare una gioia di vivere
del tutto spontanea. Quando ti senti triste e
ti sembra di non vedere via d’uscita, prova
a chiudere gli occhi, ad andare indietro nel
tempo, a un momento della tua giovinezza in
cui eri felice e spensierata. Guarda il tuo volto
di allora, quel volto che rideva. Porta con
te ogni giorno questa immagine-guida,
affidati a lei dicendo: «Fai tu, risolvi tu
i miei problemi. Io non ce la posso fare,
ma tu sì». Vedrai che, mentre si spengono i
pensieri inutili che ti fanno vivere in una cappa
di pessimismo, occasioni inaspettate e nuove
possibilità si affacceranno nella tua vita.

Dentro di te c’è un volto


che ride: quando lo ritrovi,
fai sorridere la tua vita
Dicembre 2017 65
Il tema del mese
Superare le ferite del passato ❯ La storia di Giorgia

Rincorrendo la sua immagine


ha perso 20 chili!
GIORGIA DA RAGAZZA FACEVA LA FOTOMODELLA. POI, DICE, «LE DELUSIONI MI
HANNO CAMBIATA». ORA È INGRASSATA E TRISTE. MA UNA FAVOLA E UN INCONTRO
LA SCUOTONO DAL TORPORE. E DA QUEL GIORNO, RIPENSANDO ALL’IMMAGINE
DELLA MODELLA CHE ERA, DIMAGRISCE SENZA FATICA E RIPRENDE A VIVERE

LE ENERGIE DELL’EROS
Ti senti spenta e annoiata?
Q uesta è la storia di una sirena di nome Giorgia
che, fluendo nell’infinito mare delle sue acque
interiori, ha riacquistato il potere creativo del
suo femminile. Ecco cosa “racconta” alla redazione di
Riza. «La mia storia inizia come molte altre. Ho 38 anni,
Corri dalla tua Venere! un ex marito e un bimbo di sei anni. E sono stata lasciata.
Dopo un anno dalla nascita di Andrea, mio marito se n’è
C osa manca nella nostra vita quando
non proviamo più interessi, quando
l’innamoramento tarda a “rapirci”, quando
andato con un’altra. Io sono crollata, non mi sembrava pos-
sibile. Poi sono subentrate la routine, le mille cose da fare,
non riconosciamo più la nostra capacità la rassegnazione, la tristezza... E tra le altre cose hanno de-
creativa? Spesso manca una scintilla, la positato sui miei fianchi 20 chili resistenti a qualsiasi dieta.
capacità di produrre ciò che ci fa star bene. Insomma la vita mi ha cambiata, come ha fatto con molte
Allora arrivano i rimpianti e crediamo di altre donne. All’inizio vedi le tue amiche sistemate, il tuo
aver sbagliato qualcosa nel passato. Non è compagno è tutto sommato presente, i genitori sospirano
così: nel nostro quotidiano c’è sempre una per un nipotino... Ti dici che in fondo si può fare. E nel giro
traccia delle energie naturali. Giorgia, nella di un attimo ti ritrovi mamma e sola!».
storia raccontata a fianco, riesce a ritrovarla
grazie all’immagine della fotomodella. Non Un limite autoimposto Giorgia pensa che l’ele-
sottovalutiamo immagini di questo tipo: nella mento determinante della sua storia sia l’abbandono.
fotomodella si nasconde il volto dell’antica «Mi ha cambiato la vita» dice, «e non posso farci nien-
Venere! Simbolo dell’amore in tutte le sue te, solo vivere nella rassegnazione e fare la mamma». Ma
forme, Venere (Afrodite per i greci), è la dea quante donne, pur non essendo state abbandonate
della trasformazione che conduce alla felicità come Giorgia, sono coinvolte in una vita che non le
attraverso la piena espressione della bellezza: soddisfa? Si sono chiuse in una sola stanza, quella
bellezza come armonia delle forme, ma anche che gli antichi greci avrebbero chiamato “la stanza di
come espressione dell’armonia interiore.
Demetra”, la dea che più esprime l’immagine della
maternità. In questo modo, totalmente a traino della
C O N T I N U A A PA G . 6 8

66 Riza psicosomatica
Dai più spazio alla dea che vive dentro di te:
nutrirà la tua capacità di appassionarti e non
avrai più bisogno di compensare con il cibo

di fotomodella, Giorgia

Dicembre 2017 67
Il tema del mese
Superare le ferite del passato ❯ La storia di Giorgia

Non servono diete punitive. Quando insegui il tuo


sogno, dimagrire diventa un esito naturale
S E G U E D A PA G . 6 6

loro identificazione, si lasciano condurre da una sola sirena per scoprire un mondo nuovo: ecco, quella lettura mi
immagine fissa. Apparentemente realizzate, la loro commosse. Mi chiedevo dove fosse finita quella ragazza così
donna interiore è però limitata, manchevole di tutte curiosa e attratta dalla vita, ma ora stavo parlando di me,
le altre “divinità”, cioè degli altri lati del femminile. non più della Sirenetta. Pochi giorni dopo per caso incontro
Perché le energie del femminile sono nostre ospiti, ma a una cena tra amici il mio primo fidanzato, che non vedevo
non inquilini stabili. Si passano il testimone nella ge- da almeno dieci anni: “Questa - mi dice guardandomi seve-
stione della nostra quotidianità. Così arriverà Demetra ro - non è la Giorgia sexy e seducente che conoscevo. Oggi
a mettere a letto i bambini, ma sarà Atena, dea della vedo una donna spenta e ingrassata, totalmente rassegnata
saggezza e della strategia, a programmare la giornata nel ruolo di madre abbandonata”. Spietato, direte voi, ma
e Artemide, dea dell’indipendenza, ci aiuterà a mettere non per me. Non so cosa sia scattato, ma lo shock delle sue
a fuoco i nostri obiettivi senza appoggiarci a nessun parole mi ha trasformata».
altro. E poi arriverà Venere, dea dell’amore e della cura
di noi stesse, a sintonizzarci sulle emozioni. Se ci sono L’immagine del mito «Quella sera stessa arrivai a casa
tutte, la vita funziona. Altrimenti ecco la depressione, e ripresi in mano le mie riviste. Le sfogliai una ad una e non
e i chili di troppo. È questo il problema di Giorgia, non mi sentivo più vittima e rassegnata, no davvero! Ero decisa
un compagno che l’ha lasciata ormai cinque anni fa... a ritrovare quel pezzo di me che avevo messo in una scatola.
Niente diete spartane, niente allenamenti folli, nulla di tutto
Uno shock benefico Ma sentite come prosegue il ciò. Ho ripreso semplicemente a correre e, mentre correvo,
racconto di Giorgia: «Quei Quei chili in più bruciavano, ma il avevo solo un’immagine in testa: la “me fotomodella” che
dolore era ammortizzato dal grasso e dall’immagine di ciò che si prepara per un book fotografico. Quando arrivava la vo-
credevo di essere diventata: una mamma. E pensare che da
ragazza facevo la fotomodella! Proprio così. Le riviste con le
mie foto erano accatastate in una stanza e con loro c’era Gior-
gia, la sua bellezza e la sua voglia di vita. Ormai da anni
ripensavo al passato con rimpianto e rassegnazione. Mi
dicevo: ho sbagliato tutto! I pensieri tornavano di con-
tinuo, mi trascinavano sempre più giù. Fin quando un
giorno mi capita tra le mani... la favola della Sirenetta.
Quella che doveva essere solo una ninna nanna per il mio
bambino, divenne invece una lettura illuminante per me.
La storia di quell’adolescente ribelle alle consuetudini e
alle tradizioni, che osava sfidare le regole dei genitori e
che, soprattutto, ebbe il coraggio di rinunciare a essere

A volte mettiamo a tacere il femminile e allora


la mente si smarrisce, cade nella trappola del lamento
e il corpo ingrassa, alla ricerca di consolazioni

68 Riza psicosomatica
COME METTERLO IN PRATICA
La femminilità ha tanti nomi: scopri a quale devi fare posto
Q uanti volti abbiamo noi donne... A volte ci capita
di guardarci allo specchio e pensare: «Sono figlia,
mamma, nonna, moglie, studentessa, insegnante,
che ti mancano l’indipendenza e la perseveranza di
Artemide. Non appoggiarti: se arriva un problema
pensa che hai le risorse per affrontarlo da sola.
amante. Sono una e sono mille: sono dolce e sono • Se non hai concretezza, Atena dea della saggezza
amara, sono comprensiva e sono intollerante, sono e della determinazione può insegnarti a essere più
compita e sono osé, sono empatica e sono glaciale, pratica. Fai uno schema o planning delle tue attività.
sono energica e sono passiva, sono ingenua e sono • Non riesci a concentrarti? Dimori poco nel tuo
saggia. Sono instabile? No, sono una casa in cui mondo interiore e il tuo intuito è annebbiato? Fai
dimorano le mie dee interiori, i molteplici aspetti spazio a Estia, dea del fuoco spirituale: ti aiuterà
del femminile e faccio in modo che non si facciano a non temere il contatto con te stessa. Ricava del
la guerra, ma convivano armoniosamente». E tu, tempo per te con un bagno con oli essenziali a lume
quale femminile devi riportare nella tua vita? Giorgia di candela.
conosceva Demetra, dea del matrimonio, e aveva • Se fatichi a impegnarti sentimentalmente, hai
scordato Venere: seduttività e appagamento. Ecco un bisogno di Era, dea dell’accoglienza, della dedizione e
elenco di volti del femminile che puoi integrare. dell’amore coniugale. Non rifuggire tutte le situazioni
• Se hai poca autonomia e fiducia in te, significa amorose: non è sempre il caso di scappare!

Fuori dalla scatola


Fai uscire dal cassetto
dei ricordi la te stessa
avventurosa: la sua gioia
di vivere è contagiosa
e ti farà bene!

glia di dolce, la mia fotomodella non cedeva. Al pari della


Sirenetta, era pronta a tutto pur di realizzare i suoi sogni.
Oggi sono tornata al mio peso forma, vado a correre, mangio
sano. Ho ritrovato la modella che sa sedurre e, vi dirò, riesce
a essere anche una bravissima mamma».

Seduzione e cura di sé Nella vita di Giorgia, man-


cava all’appello una Dea, che per lei si era travestita da
Sirenetta: la Dea Venere, Dea dell’amore, il principio
femminile che più si occupa del riconoscimento dei
propri bisogni personali. E lo fa aiutandoci a contatta-
re le nostre emozioni. Proprio come è successo a Gior-
gia che, grazie all’immagine antica della fotomodella,
ha dato finalmente voce a un’energia messa a tacere
troppo a lungo. ■

Dicembre 2017 69
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corso di specializzazione
in Psicoterapia
a indirizzo psicosomatico
Scuola di Specializzazione
Direttore: dott. Piero Parietti

(riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università


e della Ricerca, D.M. 24/10/94 e 25/05/01)

Sono aperte le iscrizioni


Anno accademico 2017-2018
Inizio dicembre 2017
La Scuola è aperta ai laureati in Medicina e Chirurgia o in Psicologia.
Rilascia il diploma di specializzazione in psicoterapia secondo
l’art. 3 della legge 56/89 e del DM 509/1998

Il piano didattico prevede:

• Una formazione teorica comprensiva di:


- una parte generale in cui sono sviluppati temi di psicologia dell’età evolutiva, psico-patologica,
psichiatrica oltre alla presentazione e valutazione critica dei principali modelli di psicoterapia;
- una parte specifica che prevede l’insegnamento dell’approccio psicosomatico nonché la teoria
e la tecnica della psicoterapia a indirizzo psicosomatico;
• Un training pratico-clinico;
• Un tirocinio in strutture pubbliche;
• Una formazione personale secondo un indirizzo attinente all’orientamento della Scuola.

La Scuola ha durata quadriennale e un monte ore annuo di 500 ore;


- è a numero chiuso;
- prevede un esame di ammissione e uno al termine di ciascun anno, il cui risultato è vincolante
per il passaggio all’anno successivo;
- la frequenza è obbligatoria;
- le lezioni saranno in genere concentrate nelle giornate di Sabato e Domenica e le unità didattiche
saranno di 8 ore.

Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Scuola:


tel. 02/5845961 • fax 02/58318162
scuolapsicoterapia@riza.it • www.scuola-psicoterapia-riza.it Riza - Scuola di Psicoterapia
La medicina
naturale A cura della dott.ssa
di PaoloDaniela Marafante
Marzorati e di Marilena Zanardi
medico, omeopata
Con la collaborazione di Gabriella Cataldo, Patrizia Costanzo e Giordana Ruatasio

Curarsi e mantenere
in forma il corpo e la mente

CORPO E SALUTE ALIMENTAZIONE


DISTURBI LA FRUTTA SECCA
INVERNALI Dentro il guscio tanti
Tosse e benefici per la salute
starnuti,
ecco come
fermarli

76 82

BELLI DENTRO E FUORI


VIA BORSE
E OCCHIAIE
Impacchi
LETTERE & RISPOSTE e maschere
per un viso
Cervicale da cattiva postura: sempre fresco
via i dolori con
Boswellia e Actea 74 86

Dicembre 2017 73
La medicina naturale

LETTERE & RISPOSTE


Scrivi a: Marilena Zanardi - marilena.zanardi@tiscali.it

Cervicale da cattiva postura:


via i dolori con Boswellia e Actea
«R ecentemente ho cominciato ad avvertire
una sensazione di fastidio a collo e spalle,
che sempre più spesso si trasforma in dolore, so-
prattutto se sto molto tempo al computer. Il dolore parte
dalla nuca, che diventa “dura” e scende lungo collo e
spalle, tanto che faccio fatica a girare la testa. Certe volte
devo addirittura sospendere il lavoro! Ho provato a usare
le fasce autoriscaldanti, che mi danno un po’ di sollievo,
ma vorrei chiedervi se potete consigliarmi qualcosa di
più efficace e curativo». ALDO

D ai sintomi descritti e dalle circostanze in cui


si presentano, il suo sembra essere un caso di
sindrome cervicale di origine posturale. Per contra-
starla, oltre a migliorare al più presto la posizione
mantenuta per tante ore al giorno, può assumere la
Boswellia serrata, che associa all’effetto antidolorifico
e rilassante un’azione curativa. Nei momenti acuti le
sarà utile anche l’omeopatico Actea racemosa 5 CH,
specifico per i dolori che compaiono dopo essere stati
tanto tempo seduti alla scrivania e al computer.

I rimedi Actaea
Boswellia serrata, una compressa racemosa
da 300 mg di estratto secco titolato Troppe ore
seduti? Manda
al 65% in acidi boswellici, via il dolore
subito dopo pranzo e cena. con i granuli
Actea racemosa 5 CH, 2 granuli ogni di Actea
due ore, fino a miglioramento.

74 Riza psicosomatica
Cefalea a grappolo: Sanguinaria e Ribes la alleviano
«S offro periodicamente di attacchi di mal
di testa molto forte che mi fa lacrimare
l’occhio, soprattutto quando fa freddo o anche
d’estate, se prendo un colpo d’aria. In base ai sintomi il
medico mi ha diagnosticato una cefalea a grappolo e mi
ha prescritto degli antidolorifici molto forti, che però non
fanno effetto e a lungo andare mi rovinano lo stomaco.
Potete per favore darmi un consiglio?». CLAUDETTE

G li attacchi di cefalea a grappolo sono spesso così


violenti da risultare quasi intollerabili e sono ca-
ratterizzati da episodi che colpiscono in gruppi ravvici-
nati nella fase attiva (da cui il termine di grappolo) che
si presentano ciclicamente, spesso su base stagionale.
Il dolore, molto intenso, colpisce un solo lato della te-
sta e si localizza intorno all’occhio, causando spesso
I rimedi
lacrimazione e costipazione nasale. Contro la cefalea a Ribes nero TM, 30 gocce in mezzo
grappolo può prendere la tintura madre di ribes nero, bicchiere d’acqua due o tre volte
un antinfiammatorio naturale ad azione simil-cortiso- al giorno, mezz’ora prima dei pasti,
nica, nella dose di 30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua diradando in base al miglioramento.
due o tre volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti,
Sanguinaria 200 CH in monodose, una sola
diradando in base al miglioramento. Ottimo anche il
rimedio omeopatico Sanguinaria 200 CH in monodose,
dose, da prendere tutta in una volta.
una sola dose, da prendere tutta in una volta.

Oligoelementi e Calcarea, alternative per l’osteoporosi

«B uongiorno, ho 53 anni e sono entra-


ta da poco in menopausa, fortunata-
mente senza grossi problemi. Dai controlli
non lo digerisco e in più mi dà
stitichezza. C’è un rimedio al-
ternativo?». LIVIA
periodici però è emerso un principio di osteoporosi,
non grave ma da tenere sotto controllo. Il medi-
co mi ha consigliato delle compresse di calcio, ma P er prevenire e rallenta-
re la perdita di densi-
tà ossea può puntare sugli
oligoelementi e su rimedi
omeopatici molto efficaci:
innanzitutto l’oligocomplesso
Le dosi Manganese-Cobalto, da assumere per cicli di
due mesi (a inizio primavera e inizio autunno).
Oligocomplesso Manganese-Cobalto, una
Tra gli omeopatici scelga Calcarea carbonica 5
fialetta sublinguale a giorni alterni, CH, utile in tutti i casi di alterato metabolismo
la mattina a digiuno, per cicli di due mesi. del calcio. Soprattutto non trascuri di fare mo-
Calcarea carbonica 5 CH, vimento - il miglior rimedio per mantenere in
tre granuli tre volte al giorno. forma le ossa - facendo passeggiate, nuotando
in piscina e andando in bicicletta. ■

Dicembre 2017 75
La medicina naturale

CORPO E SALUTE

DISTURBI INVERNALI
Tosse e starnuti,
ecco come fermarli
Aria fredda, inquinata, virus e batteri:
possiamo difendere le vie respiratorie
da questi attacchi? Scopriamo come
evitare e combattere le malattie
invernali in modo naturale

N
el clima di dicembre le vie respiratorie
sono la prima frontiera protettiva contro
i virus influenzali stagionali e le infezioni
batteriche. Le mucose del naso hanno il compito
di intrappolare i microrganismi nocivi e le polve-
ri irritanti e di impedire che l’infiammazione si
estenda alle mucose della gola, propagandosi poi
a bronchi e polmoni. Ad aggravare la situazione
contribuiscono i fattori ambientali: tra l’aria secca
delle abitazioni surriscaldate, quella fredda, umi-
da e carica di polveri sottili delle strade trafficate e
quella satura di microrganismi dei mezzi pubblici
affollati, le nostre mucose respiratorie rischiano
di soccombere. Meglio quindi intervenire ai primi
sintomi con i rimedi verdi mirati, da scegliere di
volta in volta secondo il tipo di disturbo.

76 Riza psicosomatica
CONTRO IL RAFFREDDORE
La Spirea e gli omeopatici
al primo pizzicore al naso
I l primo segnale di raffreddore
incipiente è dato da un pizzicore
al naso, seguito dai primi starnuti
N.B. In caso di allergia all’aspirina,
sostituire la spirea con il ribes
nero, nello stesso dosaggio.
e da bruciore e lacrimazione degli
occhi, naso chiuso con senso di • Tra i rimedi omeopatici è ottimo
malessere generale, spossatezza Allium cepa 9 CH, particolarmente
e difficoltà di concentrazione. indicato nelle riniti acquose, con
Talvolta si aggiungono dolore naso colante e occhi brucianti e
frontale e lacrimazione, sintomi lacrimosi. Se ne assumono 3 granuli
che segnalano un’infiammazione tre volte al giorno o più, durante la
dei seni paranasali. fase acuta, fino a miglioramento.
• Aconitum napellus 30 CH è
• Ai primi segni di raffreddore indicato nei raffreddori “esplosivi”,
possiamo ricorrere alla che esordiscono violenti dopo
spirea (Spirea ulmaria): aver preso freddo o esser stati
antinfiammatoria, analgesica sorpresi da un acquazzone, con
e antipiretica, la spirea è un starnuti potenti, brividi, senso di
eccellente sostituto dei farmaci stordimento e talvolta mal di testa.
di sintesi perché, oltre a inibire Se ne assumono 2 granuli ogni ora,
la sintesi delle prostaglandine diradando l’assunzione in base al
pro-infiammatorie PGE2, miglioramento.
contiene mucillagini ad azione • Natrum muriaticum 9 CH è il
gastroprotettiva e antispastica. rimedio del raffreddore recidivante
Come fare Estratto idroalcolico di che sembra non risolversi mai. Se
La prevenzione spirea: 40 gocce in poca acqua due ne assumono 3 granuli tre volte al
Tieni sempre in casa volte al giorno, lontano dai pasti. giorno per due settimane.
i rimedi verdi adatti
alla stagione

L’AIUTO AI BAMBINI

Sotto i 12 anni il rimedio perfetto è Ribes nigrum


I l rimedio verde più indicato per le infezioni respiratorie dei bambini sotto
i 12 anni è il ribes nero, efficace sia contro i disturbi da raffreddamento che
in tutte le patologie infantili accompagnate da rialzo febbrile, infiammazione
ed eruzioni (come parotiti e varicella), per le sue proprietà antistaminiche,
antinfiammatorie, antivirali e antiallergiche. Inoltre, rafforza le difese immunitarie.
Come fare Contro il raffreddore, la dose consigliata è di 30 gocce di macerato glicerico
di Ribes nigrum, due volte al giorno, diluite in mezzo bicchiere d’acqua minerale naturale.

Un ottimo rimedio preventivo e disinfettante è l’olio essenziale di niaouli (Malaleuca viridiflora)


dalla composizione simile a quella dell’eucalipto, ma dall’azione più delicata, ottimo per
prevenire e curare le possibili complicazioni batteriche dei problemi respiratori dei bambini.
Come fare Per disinfettare l’aria di casa versa 2 gocce di olio essenziale di niaouli in un
umidificatore predisposto.

Dicembre 2017 77
La medicina naturale
CORPO E SALUTE
Disturbi invernali

Tosse e sinusite,
disturbi da non trascurare
Sinusite e tosse sono disturbi che richiamano la presenza
di muco o di infezioni nelle vie respiratorie. Sono fastidiosi
e anche dolorosi, meglio intervenire rapidamente

LA SINUSITE
La piantaggine sfiamma le mucose
e combatte l’infezione
L a sinusite è un’infiammazione acuta o cronica
della mucosa che riveste i seni paranasali e
può derivare da numerose cause: complicazioni
I sintomi
• NASO CHIUSO CON
batteriche di un raffreddore, allergie respiratorie, SCARSA O NULLA
ma anche deviazioni del setto nasale, adenoidi ecc. EMISSIONE DI MUCO
Per sfiammare le mucose paranasali e prevenire • TESTA PESANTE
le infezioni batteriche possiamo ricorrere alla • DOLORE FRONTALE
piantaggine (Plantago lanceolata). Ricca di glucosidi AL CAPO
iridoidi, flavonoidi, mucillagini, tannini, pectine, e • OCCHI BRUCIANTI
aucubina, la piantaggine esercita una potente azione • GONFIORI AL VOLTO
antinfiammatoria, espettorante e antibatterica
efficace anche contro le infezioni da Staphilococcus
aureo, di cui contrasta la proliferazione.
Come fare Tintura madre di piantaggine, 40 gocce in Si assumono entrambi nella dose di 3 granuli due volte
mezzo bicchiere d’acqua due volte al giorno, lontano al giorno, sotto la lingua, fino a miglioramento.
dai pasti. • Kalium bichromicum 7 CH è utile nelle sinusiti
frontali aggravate dal freddo umido e dal movimento,
I rimedi omeopatici con dolore e senso di pressione alla radice del
• Hepar sulfur 9 CH è da preferire nelle sinusiti che naso, ostruzione nasale, perdita olfattiva, nevralgie
compaiono come complicanza di un raffreddore periodiche, miglioramento con il calore. Se ne assumono
cronico, soprattutto se ricorrono puntualmente ogni 3 granuli tre volte al giorno, fino a miglioramento.
anno, nello stesso mese o stagione. Si associa spesso a • Silicea 200 CH globuli monodose è il rimedio risolutore
Pyrogenium 9 CH, utile in tutti i processi infettivi acuti delle sinusiti infantili: versare il contenuto del tubetto
e cronici di origine batterica o virale accompagnati da in poca acqua, lasciar sciogliere e bere, trattenendo il
senso di spossatezza e stato di prostrazione. liquido in bocca per qualche secondo.

78 Riza psicosomatica
Le tisane benefiche LA TOSSE
Timo, liquerizia, malva
e papavero sciolgono
la tosse grassa
e calmano quella secca
Tisane di malva e papavero,
il primo aiuto che calma e ristora
L a tosse è una reazione fisiologica delle mucose respiratorie, che
ha lo scopo di espellere ciò che le ostruisce o le irrita - come un
corpuscolo estraneo, un eccesso di muco o le tonsille infiammate.
Sopprimere la tosse coi farmaci senza risolvere il problema che ne
è la causa è quindi sbagliato: occorre infatti innanzitutto capirne
l’origine e la natura.

Tosse secca: attenti alle emozioni che la scatenano


La tosse secca è la risposta delle mucose a un’irritazione delle
terminazioni nervose locali e può essere scatenata da numerosi
fattori - come polveri, fumo, aria gelida o troppo secca, solventi e
sostanze volatili in genere. Molto spesso però il fattore ambientale
irritativo non è fisico ma psicoemotivo. In questo caso la tosse
secca trasmette chiaramente sia una “seccatura” che un rifiuto di
“ingoiare il rospo”. Un buon rimedio per calmare questo tipo di
tosse sono le tisane a base di malva, emolliente, e semi di papavero,
antispasmodico e sedativo.
Come fare Far preparare in erboristeria una miscela composta
da 4 parti di fiori e foglie di malva e 1 parte di semi di papavero;
due volte al giorno, versare in una tazza di acqua bollente un
cucchiaino della miscela, lasciar riposare 10 minuti, filtrare e bere.

I rimedi omeopatici
• Drosera 30 CH negli attacchi di tosse secca spasmodici, con
sensazione di soffocare e difficoltà a respirare. Se ne assumono due
granuli ogni 15 minuti fino a risoluzione.
• Ignatia amara 15 CH negli accessi di tosse convulsa che si
scatenano nelle situazioni di stress psicoemotivo, come problemi
relazionali o delusioni affettive, e migliorano uscendo o
TIMO distraendosi. Se ne assumono due granuli ogni 15 minuti fino a
risoluzione.

Tosse grassa: timo e liquerizia la sciolgono


La tosse “grassa” serve a espellere il muco in eccesso presente nelle
vie respiratorie, soprattutto quando è poco fluido e “incollato” alle
mucose bronchiali. Per fluidificarlo possiamo preparare una tisana
a base di fiori di timo serpillo, disinfettante e antibatterico, e radici
di liquerizia, fortemente mucolitiche.
Come fare Un cucchiaio della miscela suddetta in acqua bollente,
lasciar riposare 15 minuti, filtrare e bere due o tre volte al giorno.

I rimedi omeopatici
• Antimonium tartaricum 5 CH è invece l’omeopatico indicato nella
tosse con grande accumulo di muco difficile da espettorare e senso
di soffocamento: se ne assumono 5 granuli 3 volte al giorno fino a
miglioramento.

Dicembre 2017 79
La medicina naturale
CORPO E SALUTE
Disturbi invernali

Dalla gola ai bronchi


ecco il soccorso di piante e rimedi
Le placche della tonsillite o il bruciore della laringite ti perseguitano? Fitoterapia,
omeopatia e le altre tecniche verdi arrivano a darti una mano importante

LA TONSILLITE
Con l’ontano puoi
sostituire l’antibiotico
P articolarmente frequente nell’età dello sviluppo,
dall’infanzia alla piena adolescenza, la tonsillite è
un disturbo che può manifestarsi con o senza placche,
talvolta con febbre anche alta. Un valido sostituto
delle terapie antibiotiche solitamente prescritte è il
macerato glicerico di ontano (Alnus glutinosa).
Come fare L’ontano si usa nella dose di 50 gocce una
volta al giorno in poca acqua, lontano dai pasti. Nelle
tonsilliti recidivanti l’ontano può essere usato in via
preventiva per tutto il periodo invernale. In questo
caso la posologia consigliata è di 40 gocce al giorno ONTANO
per una settimana al mese, diluite in acqua naturale.

I rimedi omeopatici
• L’omeopatia consiglia invece Hepar sulphur, rimedio
delle tonsilliti acute virali o batteriche, con o
senza placche, con dolore acuto, sensazione
di avere una scheggia in gola e tosse,
da associare a Pyrogenium in caso di
febbre, astenia, senso di prostrazione
e spossatezza e febbre; più Mercurius
solubilis in caso di placche. Tutti i
rimedi si usano alla diluizione 9 CH,
5 granuli di ognuno 3 o più volte
al giorno nei casi acuti, diradando
in base al miglioramento.

80 Riza psicosomatica
TRACHEITI, FARINGITI E LARINGITI
Echinacea ed erisimo, sfiammano e combattono i batteri
T racheiti e faringiti sono caratterizzate da
tosse secca e stizzosa, con pizzicore in gola
e difficoltà o dolore a deglutire; possono essere di
Come fare Echinacea in tintura madre: 30 gocce due
volte al giorno diluite in poca acqua.
Erisimo in tintura madre, 30 gocce due volte al giorno
natura irritativa (nelle persone che usano la voce per per sfiammare e decongestionare le corde vocali.
motivi professionali, come insegnanti, conferenzieri,
cantanti ecc.) o infettiva in caso di tosse catarrosa, I rimedi omeopatici
febbre, senso di oppressione al petto. La perdita della • In omeopatia, invece, Phytolacca decandra 7 CH è il
voce rivela che l’infiammazione coinvolge anche la rimedio principe delle infezioni che colpiscono gola
laringe. e annessi, con gola infiammata e dolore deglutendo,
L’erba indicata per questi disturbi è l’echinacea, talvolta irradiato all’orecchio; laringo-tracheiti e
efficace antibatterico e antinfiammatorio che faringiti da sforzo e da freddo e umidità, con senso di
costituisce il miglior rimedio naturale delle infezioni indolenzimento e stanchezza, dolori muscolari. Se ne
respiratorie. In caso di laringite all’echinacea si associa assumono 3 granuli tre o più volte al giorno, fino a
la tintura madre di erisimo. miglioramento.

LA BRONCHITE
Abies pectinata aiuta a
combattere l’infiammazione
L a bronchite è un’infiammazione della mucosa
dell’albero bronchiale, causata da allergie o da
infezioni virali o batteriche. I sintomi comprendono:
tosse insistente, con senso di oppressione o dolore
al petto e alla schiena, mal di gola, febbre, talvolta
linfonodi ingrossati. Il rigonfiamento della mucosa
bronchiale riduce la capacità respiratoria, come a
proteggere i polmoni dall’invasione di un’atmosfera ABIES
dannosa. In caso di bronchite la fitoterapia PECTINATA
raccomanda il macerato glicerico di Abies pectinata
1 DH, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno in
poca acqua, lontano dai pasti. L’OLIO ESSENZIALE
Molto utile anche l’integrazione con
l’oligoelemento complesso Rame-Oro-Argento,
Fai un massaggio col timo,
una fiala sublinguale 3 volte alla settimana per 2 antibatterico naturale
settimane, per sostenere le difese immunitarie e Ricco di fenoli antisettici come il timolo e
risollevare il tono dell’umore. il carvacrolo, l’olio essenziale di timo è un
potente antibatterico naturale utile in tutte
I rimedi omeopatici le patologie dell’apparato respiratorio, in
• Rumex crispus 5 CH è l’omeopatico da scegliere particolare bronchiti e laringiti, perché associa
nelle bronchiti accompagnate da tosse secca e all’azione disinfettante la capacità di fluidificare
debilitante, che si aggrava inspirando aria fredda o il muco, favorendone l’espulsione.
passando da temperature calde a fredde e migliora Come fare Diluire in un cucchiaino di olio di
coprendosi naso e bocca. Se ne assumono 3 granuli mandorle dolci 3 gocce di olio essenziale di
tre volte al giorno, fino a miglioramento. timo, applicare la miscela nella zona tra gola e
petto e lasciare assorbire. ■

Dicembre 2017 81
La medicina naturale

ALIMENTAZIONE

LA FRUTTA SECCA
Dentro il guscio
tanti benefici

La frutta secca in guscio è una l’ossidazione. Meglio ancora, poi, consumarli non
tostati, né salati, ma semplicemente sgusciati, per
miniera di sostanze nutrienti poter godere a pieno di tutte le loro proprietà. Se sot-
toposti a temperature superioei ai 40°C, potrebbero
sane e benefiche come gli rovinarsi dal punto di vista nutrizionale.
Omega 3. E ogni frutto ha le L’identikit dei frutti
sue qualità, tutte da scoprire La frutta secca a guscio rappresenta un valido ali-
mento, ottimo come spuntino sul lavoro o prima
Di Patrizia Costanzo dello sport. È meglio consumarla lontano dai pasti
per non rallentare la digestione. È ricca di grassi
insaturi (acidi grassi essenziali della serie Omega

M
andorle, noci, pistacchi, arachidi e tanti al- 3), utili per la loro funzione antiossidante e validi
tri deliziosi piccoli frutti: sono i semi oleosi, alleati nella prevenzione delle malattie metaboliche
protetti da un guscio e racchiusi all’interno e degenerative. Il loro consumo, poi, regala benes-
di un frutto. Consumati allo stato naturale (senza sere all’organismo anche in tante altre situazioni,
l’aggiunta di quantità esagerate di sale, zucchero o come nel caso delle mandorle, ricche di ferro utile
grassi), apportano benessere a tutto l’organismo. Di in caso di anemie, o delle arachidi, che grazie al loro
preferenza, andrebbero acquistati ancora nel loro gu- ricco contenuto di un aminoacido, l’arginina, sono
scio, che rappresenta una naturale protezione contro importanti per lo sviluppo e i processi della crescita.

82 Riza psicosomatica
NOCI E NOCI PECAN
Pelle bella ed energia per l’inverno
I l noce (Juglans regia), originario della Persia settentrionale e dell’Armenia, è
considerato simbolo di prosperità e abbondanza. Pensate che un chilogrammo
di gherigli di noce essiccati sviluppa circa 6600 kcal, il che ne fa il frutto oleoso
più energetico d’Europa. Contiene in abbondanza anche magnesio, zinco e
provitamina A, che ha la funzione di proteggere i tessuti. Un altro aspetto
interessante di questo piccolo ma grande frutto è l’ottimo rapporto in contenuto
tra acidi grassi Omega 3 e Omega 6, cosa che lo rende adatto quindi anche a un
consumo quotidiano, e come spuntino ideale nei mesi freddi. Del tutto simile è
la noce Pecan, originaria dell’America settentrionale, che si differenzia per l’alto
contenuto di vitamina E, un ottimo antiossidante che aiuta a mantenere bella ed
elastica la pelle e a rallentarne l’invecchiamento.

per la salute
MANDORLE
Aiutano l’anemia e migliorano l’umore
O riginaria della Russia asiatica, della Cina e del Giappone, la mandorla è un
alimento leggero ma sostanzioso, ed è particolarmente indicato a chi soffre di
anemia, per il ricco contenuto in ferro. Migliora umore e concentrazione, grazie a
magnesio e fosforo ma anche a tirosina e triptofano, due aminoacidi che stimolano
i neurotrasmettitori che influiscono sul buonumore. Per usufruire delle proprietà
antiossidanti delle mandorle, inoltre, vi consigliamo di scegliere quelle non
sbucciate, poiché i polifenoli sono contenuti soprattutto nella pellicina esterna.

NOCI DEL BRASILE E DI MACADAMIA


Una scorta di selenio e acidi grassi
R icchissime in selenio, un antiossidante molto potente che stimola il
sistema immunitario e aiuta a combattere i radicali liberi, sono le noci
del Brasile: particolarmente proteiche e sostanziose, tanto che bastano
solo due noci per soddisfare la dose giornaliera di selenio consigliata (200
microgrammi). In commercio sono in genere reperibili già sgusciate, perché
il loro guscio estremamente spesso e resistente è difficile da aprire. La noce
di macadamia è un frutto originario del Queensland, regione nordorientale
dell’Australia: ricco di olio (78% di cui all’incirca il 60% sono acidi grassi
monoinsaturi), contiene oltre a minerali e vitamine A, B1 e B2, anche
l’acido palmitoleico, che sembra avere effetti positivi sul metabolismo,
donando all’organismo un benessere generale. Sono utilizzate nella cucina
nordamericana e australiana per la produzione di dolci.

Dicembre 2017 83
La medicina naturale
ALIMENTAZIONE NE
La frutta secca

Nei semi piccoli c’è tutto


il benessere che cerchi
Nocciole, pinoli,
NOCCIOLE
pistacchi e arachidi
sono perfetti non solo Proteggono il cuore degli sportivi
Amate da tutti i golosi, vengono abbinate spesso al cacao in un connubio
come snack, ma anche delizioso con cui preparare dolci, merende e spuntini buonissimi e ricchi di
energia. Perfette per chi pratica sport, sono una fonte naturale di fitosteroli,
per comporre ricette sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Come la maggior
gustose da usare in parte dei frutti oleosi, anche le nocciole contengono una buona dose di grassi
monoinsaturi che aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo LDL e
cucina. E fanno bene dei trigliceridi. La coltivazione del nocciolo (Corylus avellana) è antichissima;
originario dell’Asia Minore, in Italia viene coltivato soprattutto in Piemonte,
alla salute Campania, Lazio e Sicilia.

PINOLI E PISTACCHI
Sostengono pelle, vene e circolazione
In Europa distinguiamo due specie di pino: il pino domestico (Pinus pinea),
tipico delle aree mediterranee, dai semi di sapore dolce, e il pino cembro (Pinus
cembra), che vive nelle aree più fredde e montuose e i cui semi hanno un gusto
leggermente resinoso. I pinoli contengono rutina, una sostanza che protegge le
vene, e fosforo, utile per potenziare l’attività mentale. In Sicilia invece vengono
coltivati i pistacchi (è l’unica regione italiana dove viene coltivata con successo
questa pianta), che contengono grandi quantità di sostanze come luteina,
tocoferolo e betacarotene, molto utili in caso di disturbi alla pelle e agli occhi.

ARACHIDI
Una leguminosa, fonte di proteine vegetali
A differenza dell’altra frutta a guscio, le arachidi appartengono alla famiglia
delle leguminose. Ingrediente fondamentale del famoso burro, le arachidi,
probabilmente originarie del Brasile, furono introdotte dagli spagnoli in
Messico e nel bacino del Mediterraneo dopo la scoperta dell’America. Forniscono
un buon apporto proteico e sono caratterizzate da un alto contenuto di
arginina, un aminoacido fondamentale per i processi di crescita.

84 Riza psicosomatica
LA CONSERVAZIONE
Meglio in vetro, lontano da luce e calore
La frutta a guscio andrebbe sempre conservata lontano da fonti di luce e
di calore in contenitori chiusi, preferibilmente di vetro, per evitare che i
grassi insaturi presenti irrancidiscano. Consigliamo quindi, nel caso dobbiate
utilizzare un trito o una farina, di macinare poche quantità di prodotto e
utilizzarle velocemente o conservarle in frigorifero, specie nei mesi più caldi.

Le ricette
SMOOTHIE CON NOCI BRASILIANE
BANANE E CACAO
Ingredienti per due porzioni: 400 ml di acqua fresca, 2 banane, 50 g
di noci brasiliane, 2 cucchiai di cacao amaro in polvere, 4 datteri, ½
cucchiaino di cannella in polvere.
Preparazione: frullate nel bicchiere del mixer le noci con 150 ml
di acqua, per ottenere un liquido bianco. Aggiungete le banane
tagliate a pezzetti, i datteri privati del nocciolo, il cacao, la cannella
e i 250 ml di acqua rimanenti. Frullate per rendere il tutto omogeneo.

CECI ALLE MANDORLE SPEZIATI


Ingredienti per 6 persone: 300 g di ceci, 2 cipolle rosse grandi, 1 spicchio
di aglio, 1 cucchiaino di cumino in polvere, 1 cucchiaino di coriandolo
in polvere, ½ cucchiaino di cannella in polvere, 100 g di uvetta, 80 g di
mandorle spellate, 1 limone, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
1 macinata di pepe nero, 1 pizzico di sale marino fino.
Preparazione: dopo un ammollo di 12-24 ore, sciacquate i ceci e cuoceteli per
circa 1 ora e 45 minuti. Intanto mettete in ammollo l’uvetta in una ciotola
piena d’acqua, tagliate finemente la cipolla e tritate l’aglio. Tostate in una
padella le mandorle per circa 5 minuti, mescolando spesso, quindi tenetele da
parte. Quando i ceci saranno cotti, tostate le spezie in una padella ampia con
l’olio per qualche minuto, aggiungete la cipolla e l’aglio e fate insaporire.
Unite tutti gli ingredienti.

SALSA DI NOCI E AVOCADO AL LIMONE


Ingredienti per 4 persone: 1 avocado maturo, 100 g di noci sgusciate,
2 limoni, 1 spicchio d’aglio, ½ cucchiaino di paprika,
1 pizzico di sale marino integrale fino.
Preparazione: tagliate l’avocado, privatelo del seme e mettete
la polpa nel bicchiere del frullatore insieme alle noci, all’aglio,
al succo del limone e a un poco della sua buccia grattugiata.
Frullate fino ad ottenere una consistenza cremosa e vellutata.
Condite con sale e paprika e raffreddate un poco in frigorifero
la salsa prima di servirla, come accompagnamento
per crostini, pane tostato o verdure crude. ■

Dicembre 2017 85
La medicina naturale

BELLI DENTRO E FUORI

VIA BORSE E OCCHIAIE


Impacchi e maschere per
sempre fresco
Il viso è sempre in primo piano e quindi rispecchia
in ogni momento lo stato generale della salute.
Ecco perché è importante conoscere i trucchi
perché appaia sempre in gran forma
di Gabriella Cataldo

A Lo stile di vita Se invece il


volte basta una cena
abbondante e di diffi- gonfiore è molto accentuato e
cile digestione, le ore persistente, oltre agli interventi
piccole con gli amici, sigarette estetici e last minute che dan-
e alcol o semplicemente il ci- no benefici momentanei, dovrai
clo ed ecco che ci troviamo la controllare l’apparato digeren-
mattina il viso gonfio soprat- te, l’alimentazione (sì a frutta,
tutto nella zona perioculare, le verdura e tanta acqua, no a sale,
occhiaie più scure del solito e dolci, salumi) e il tuo stile di
la pelle spenta e ingrigita. Nel vita, che comprende, oltre agli
caso sia una situazione transi- stress giornalieri, anche quegli
toria, causata da un momento elementi che contribuiscono
particolare e accentuata dalla ad aumentare l’intossicazione
posizione supina che assumia- generale.
mo nelle ore notturne, i rime-
di possono essere abbastanza
semplici e di facile realizza-
zione.

86 Riza psicosomatica
Borragine
Assieme ad aloe e
ribes aiuta a rendere
LAST-MINUTE
luminosa la pelle
I rimedi estetici contro
borse e occhiaie
Inumidisci in acqua tiepida 2 bustine di
tè verde, quindi mettile in freezer per
mezz’ora e applicale ben fredde (ma non
troppo gelate) sugli occhi per 15 minuti:
la leggera vasocostrizione migliora sia
il gonfiore che il colorito bluastro del
contorno occhi e i tannini hanno benefici
effetti antinfiammatori.

un viso La lozione drenante ed elasticizzante -


Taglia una piccola mela bio a fette (con la
buccia), mettila a bollire per 10 minuti in
150 ml d’acqua e tieni da parte. Prepara una
tisana con un cucchiaio di fiori di camomilla
messi in infusione in 150 ml di acqua
bollente per 10 minuti. Quindi filtra i
due preparati e riponi il liquido in una
AL RISVEGLIO boccetta in frigorifero per non più di 10
giorni. Usa questa lozione fredda ogni
giorno, mattino e sera, dopo aver deterso
Notte brava? il viso e prima dell’applicazione della crema.

Ecco le mosse rapide L’impacco decongestionante - Imbibisci


due garze sterili con la lozione indicata
per tornare in forma sopra e applicale sugli occhi perfettamente
struccati per diminuire gonfiori e occhiaie
Appena alzata ti guardi allo specchio tenendo in posa per almeno 10 minuti.
e ti vedi imbruttita? Per prima cosa Lo sguardo tornerà ad essere brillante e
lava abbondantemente il viso con riposato e questo donerà subito freschezza
acqua fredda, insistendo sulla zona a tutto il viso.
perioculare. Questa operazione risveglia
e smuove immediatamente il microcircolo La maschera illluminante - In una
aumentando il riassorbimento dei liquidi ciotolina non di metallo metti un cucchiaio
stagnanti e apporta nuova linfa ossigenata di gel di Aloe vera barbadensis, 1/2
alla pelle, che ritrova colorito e luminosità. cucchiaio di burro di karité, il contenuto
Quindi inizia la giornata con una tazza di una perla di olio di ribes, il contenuto
di acqua minerale con basso residuo di una perla di olio di borragine, un
fisso intiepidita a cui aggiungerai il cucchiaio di argilla bianca (trovi tutti i
succo di mezzo limone prodotti in erboristeria). Amalgama bene ed
e un cucchiaino di eventualmente aggiungi argilla o acqua per
miele biologico. Bevi e avere una crema della giusta consistenza
attendi mezz’ora prima e stendi sul viso perfettamente deterso.
della colazione, che Sugli occhi applica due garzine imbevute
dovrà essere leggera e di lozione drenante e rimani in relax per 15
detossinante: yogurt minuti. Quindi sciacqua, tonifica con acqua
bianco intero o magro, 3 di rose e procedi al trucco. Sul viso reso
fette biscottate integrali radioso dal trattamento, il trucco risulterà
con marmellata biologica, fantastico.
un frutto fresco di
stagione, tè verde.

Dicembre 2017 87
La medicina naturale BETULLA

BELLI DENTRO E FUORI


Via borse e occhiaie

La ginnastica
drenante e anti-rughe
Falla tutti i giorni: sgonfia i ristagni. Vedrai in poco tempo
che miglioramenti alla pelle e ai muscoli del viso!

P
uò essere di grande aiuto, sia per le borse
che per il tono di tutta la zona peri-
oculare, fare due semplici esercizi
di ginnastica che ti ruberanno solo un
paio di minuti ma daranno risultati in-
sperati soprattutto se fatti ogni giorno
con costanza.

1 Disegna leggeri cerchi


tra naso e zigomi
Appoggia i pollici accostati sotto il men-
to e con i due polpastrelli delle dita medie
fai piccoli e delicati cerchiolini alla radice del
naso dall’interno verso l’esterno. Fai 12 movimenti,
quindi porta i polpastrelli tra la coda dell’occhio e lo
TARASSACO
zigomo e ripeti altrettanti movimenti sempre dall’in-
terno all’esterno. Ripeti la sequenza tre volte.

2 Stira con delicatezza


occhi e palpebre
Appoggia in orizzontale i pollici sugli zigomi e sem-
pre in orizzontale gli indici sotto l’arco sopraccigliare, LA TISANA
quindi spingi verso l’alto gli indici e verso il basso i
pollici obbligando gli occhi a spalancarsi e a questo Le erbe purificanti che
punto, facendo un certo sforzo, cerca di serrare le pal-
pebre. Rilassa e ripeti il movimento otto volte. drenano l’epidermide
Fatti preparare in erboristeria un mix di
Questi semplici movimenti sgonfiano i ristagni e raf- gramigna, betulla, tarassaco e metti in
forzano quei muscoli che devono sostenere la zona infusione 3 cucchiai colmi di questo preparato
orbicolare, evitando infiltrazioni acquose indeside- in 1 litro di acqua bollente. Lascia in posa per
rate, inoltre, stimolano “per simpatia” anche gli altri 15 minuti quindi filtra, metti in una bottiglia e
muscoli facciali e di questo trae beneficio tutto il viso. bevi questa tisana nell’arco della giornata. ■

88 Riza psicosomatica
Istituto Riza - Milano

Curarsi con la
psicoterapia
Q
uando ci si sente male,
ricorrere alla psicoterapia
significa prendersi cura di Le caratteristiche del percorso
se stessi. Consapevoli che il I colloqui di psicoterapia, in genere a frequenza
malessere può dipendere da un nostro settimanale, hanno come finalità il recupero del
comportamento sbagliato, da scelte che benessere. I passaggi salienti sono:
• Trovare il senso del disagio che si sta vivendo.
non ci appartengono, da una mentalità
• Cogliere come mai si è manifestato proprio
che ci condiziona… ne parliamo con un in quel momento della vita.
terapeuta per far emergere, di noi, • Osservare che “vantaggi” offre.
un lato nuovo, diverso, più affine a ciò • Notare in cosa non si è più gli stessi.
che siamo. Ogni malattia infatti, sia che • Recuperare l’equilibrio psicofisico attraverso
abbia caratteristiche organiche, sia che tecniche specifiche.
ne manifesti di psichiche, rappresenta il
tentativo di liberarci da un modo Gli operatori
di essere superato. In Istituto operano medici e psicologi specializzati
presso la Scuola di Psicoterapia di Riza, e il loro
approccio rispecchia le caratteristiche del lavoro di
ricerca, clinico ed editoriale, sviluppato dall’Istituto
INCONTRI DI GRUPPO stesso negli ultimi trent’anni. Pur variando da
caso a caso e rispettando la soggettività di ogni
Le tecniche per prevenire paziente, gli operatori utilizzano un approccio
psicoterapeutico che punta, prevalentemente,
e curare l’ansia e il panico a superare i disagi in un arco di tempo contenuto.
L’ansia e gli attacchi di panico sono la
manifestazione della nostra parte più vitale I nostri esperti
che ci chiede di prenderci cura di noi stessi.
Dr. Raffaele Morelli Dr. Piero Parietti
Per questo sono un’opportunità di crescita. Psichiatra psicoterapeuta, Psichiatra psicoterapeuta,
Presidente dell’Istituto Riza Direttore della Scuola di Formazione
Incontri terapeutici di gruppo tutti i martedì Dr. Vittorio Caprioglio Dr.ssa Maria Chiara
dalle 18.30 alle 20.00. Medico psicoterapeuta, Marazzina
I gruppi sono condotti Direttore dell’Istituto Riza Psicologa psicoterapeuta
dalla dott.ssa Maria Chiara Marazzina Dr.ssa Daniela Marafante Dr. Andrea
psicologa e psicoterapeuta. Medico psicoterapeuta, Nervetti
Vice-Direttore dell’Istituto Riza Psicologo psicoterapeuta
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di Riza per apprendere e applicare
le tecniche psicosomatiche, per ritrovare
e mantenere salute e equilibrio psicofisico

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Come ritrovarla SEMINARIO INTRODUTTIVO
Il corso di Autostima insegna, attraverso il lavoro di L’Enneagramma è un sistema molto antico per la
gruppo e gli esercizi, come smontare i meccanismi conoscenza e il perfezionamento di sé. È fondamen-
perversi che portano al disprezzo di sé e a riscoprire tale per comprendere i propri e gli altrui automatismi
la nostra realtà. Tra tutti gli animali che popolano la comportamentali. Ma è estremamente utile anche per
nostra Terra, l’uomo è l’unico capace di disprezzarsi, di la relazione e la comunicazione con l’altro.
svalutare la propria presenza nel mondo.
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individui. Diventiamo depressi, ansiosi, infelici perché
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che ci hanno formato e a cui troppo spesso ci uniformiamo.

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90 Riza psicosomatica
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cambiamento viene registrato nel cervello ma anche in e sono aperti, oltre che al pubblico,
tutto l’organismo, compresa la muscolatura scheletrica. a fisioterapisti, estetiste, naturopati,
Di conseguenza è possibile identificare e valutare ogni
modificazione sia in senso positivo che negativo. infermieri, insegnanti di educazione fisica,
personal trainer, psicologi e medici.
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Bologna • 20-21 gennaio, 17-18 febbraio, 24-25 marzo
21-22 aprile, 19-20 maggio 2018
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Tecnica craniosacrale Condotto da Francesco Padrini
Condotto da Luigi Dragonetti La bioenergetica è una tecnica psicocorporea che, dall’ana-
Le ossa craniche sono dotate di una loro mobilità intrin- lisi dei blocchi e delle tensioni presenti nel corpo decodifica
seca, che riflette ed interagisce con la fluttuazione ritmica le difese psichiche ed emotive che formano il carattere di
del liquido cefalorachidiano. Affinando la pratica e con una persona. Il corso comprende una parte teorico-pratica
una ricercata sensibilità palpatoria, è possibile utilizzare di analisi bioenergetica con le principali tipologie e la
il massaggio craniosacrale in modo efficace. Ciò che viene loro attuale evoluzione; una parte pratica esperienziale
generalmente percepita come una scatola ossea dura, può che comprende l’addestramento alla lettura del corpo,
diventare sotto le mani qualcosa di vivo e pulsante. del viso e del carattere. Diadi ed esercitazioni in relazione
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alle tipologie e analisi di gruppo. Esercizi bioenergetici di
respirazione, movimento ed espressione, per imparare a
Verona • 13-14 gennaio, 10-11 febbraio, 10-11 marzo, conoscere le nostre tensioni fisiche e i corrispondenti bloc-
7-8 aprile, 5-6 maggio 2018 chi emotivi che impediscono all’energia di scorrere libera.
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benessere psicofisico, sia preventivo che correttivo. Condotto da Luigi Dragonetti
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psichico ed energetico. Considereremo il ruolo del cervello base dell’approccio corporeo e desiderano approfondire la
nella nutrizione, l’importanza dell’acqua per la salute, la riflessologia plantare, sistema di indagine che permette di
scelta e l’utilizzo degli integratori adeguati nei differenti tipi determinare disturbi e squilibri dell’organismo sia di origine
di diete e ci soffermeremo su come ciò che è naturale non organica che di natura energetica. Tale tecnica offre inoltre
sempre sia privo di controindicazioni. Valuteremo le qualità una soluzione non invasiva e rispettosa dell’individuo nella
energetiche dei cibi e le possibili interazioni tra alimenti, sua integrità. Questo corso di riflessologia plantare ha le sue
erbe e farmaci. Alla fine di ogni giornata ci sarà una sessione radici nella millenaria cultura cinese da dove trae nutrimen-
dedicata ad esercitazioni pratiche con simulazione di casi. to, proponendosi come un trattamento moderno e attuale.

CITTÀ DATE CITTÀ DATE

Milano • 27-28 gennaio, 24-25 febbraio, Milano • 27-28 gennaio, 24-25 febbraio, 24-25 marzo, 14-15 aprile,
24-25 marzo 2018 19-20 maggio 2018
COSTO CONDUTTORE COSTO CONDUTTORE
€ 730 IVA INCLUSA M.P. Cairoli € 1360 IVA INCLUSA L. Dragonetti

Dicembre 2017 91
Le scuole di Formazione di Riza
ISTITUTO RIZA DI MEDICINA PSICOSOMATICA

Scuola di Natu
Anno Accademico 2017-2018
LA FIGURA Il naturopata opera
PROFESSIONALE in questi ambiti:
DEL NATUROPATA • il primo di tipo EDUCATIVO,
La Naturopatia è una disciplina all’interno del quale informa
che si ispira alla visione olistica ed educa le persone che gli
di mente e corpo e rappresenta la si rivolgono a conoscere e
sintesi dei metodi naturali al ser- gestire il proprio equilibrio
vizio del benessere e della quali- psico-fisico e a raggiunge-
tà della vita. Oggi è ormai da tutti re e mantenere uno stato di
riconosciuta come sicuro coadiu- benessere, indicando a tal
vante della salute e del benessere fine i comportamenti più ido-
e particolarmente utile per la nei da seguire.
prevenzione. Le recenti indagini • il secondo di tipo ASSISTEN-
statistiche, sia a livello nazio- ZIALE, ovvero di ausilio al
nale (ISTAT) che internazionale cliente perché riconosca in
(OMS), evidenziano che un sem- se stesso eventuali squilibri di
pre maggior numero di persone tipo psico-fisico-emozionale
(oltre un terzo della popolazione) o predisposizioni ad essi e
DIREZIONE DELLA si rivolge, per la cura della pro- di intervento con metodiche
SCUOLA E COMITATO pria salute, a forme di medicina “dolci” per favorire il ripri-
SCIENTIFICO non convenzionale (agopuntura, stino dell’equilibrio e del
Dott. Raffaele Morelli fitoterapia, omeopatia, etc…). benessere. Oltre alle discipli-
Presidente dell’Istituto Riza Ma se al medico, adeguatamente ne naturali che vanno dalle
e della Scuola di Naturopatia qualificato in queste discipline, tecniche di massaggio alla
Dott. Vittorio Caprioglio spetta il compito esclusivo di kinesiologia, dalle erbe ai
Direttore dell’Istituto Riza occuparsi della diagnosi e della fiori di Bach, dall’Eubiotica
e della Scuola di Naturopatia cura delle malattie, si delinea al alla Cromoterapia, seguen-
suo fianco in modo rilevante una do la tradizione dell’Istituto
ll Comitato Scientifico della Scuo- Riza, il Naturopata acquisisce
figura innovativa: il naturopata. Il
la di Naturopatia dell’Istituto Riza è
naturopata, con le sue conoscen- e utilizza le tecniche di Auto-
composto da Cattedratici Universita-
ri italiani e stranieri di grandissimo ze professionali nelle tecniche di stima, di scoperta del proprio
prestigio: trattamento che si riallacciano Talento, di Rilassamento.
alle grandi Tradizioni Orientali I moderni studi neuro-fisio-
Prof. Umberto Solimene (Presidente),
ed Occidentali, è un “operatore logici hanno infatti messo in
Prof. Mariano Bizzarri, Prof. Marcello
Cesa-Bianchi, Prof. Ervin Laszlo, Prof. del benessere” le cui indicazioni luce che ogni trasformazione
Emilio Minelli, Prof. Piero Parietti, si iscrivono nel quadro di una del nostro stato di coscienza
Prof. Ivano Spano. riconciliazione con le leggi della è in grado di modificare il
Natura. sistema limbico-ipotalamico

Secondo gli orientamenti della UE, nell’ambito del personale di assisten


in particolare per coloro che sapranno utilizzare quelle metodiche legate ad un ap

92 Riza psicosomatica
Da
di t
pr di r o l’
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ot ie tis
ar st si
si e mo
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lo) dove il nostro corpo viene, che prevedono l’esistenza e
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rigenerato. professionale del naturopata e E ISCRIZIONI:
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la sua attività corso e il monte-ore formati- Tel. 02/5820793
Il naturopata opera in palestre, vo della Scuola di Naturopatia 02/58207920
centri di fitness, centri Benes- dell’Istituto Riza sono confor- Fax 02/58207979
sere, centri estetici, strutture mi alle caratteristiche indicate
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re assistenziali pubbliche/pri-
vate, strutture per l’infanzia e IL CORSO: scuolanaturopatia.milano@riza.it
la 3° età, presso studi medici, A CHI È RIVOLTO
in ambienti propri. L’impostazione del corso di
naturopatia è strutturata per
Le prospettive dare un insegnamento comple-
future di lavoro to a coloro che si avvicinano QUANDO
Attualmente in Italia non è per la prima volta a questa
ancora stata giuridicamente realtà, dalla quale si aspetta- ROMA - TORINO
riconosciuta la figura profes- no l’apertura di nuovi sbocchi 13 gennaio 2018
sionale del Naturopata.Esisto- professionali. Ma è indicato MILANO 20 gennaio 2018
no però, delle leggi regionali anche a coloro che già svolgo-
BOLOGNA 21 gennaio 2018
(Lombardia, Toscana, Liguria, no un’attività come riabilitatori
Emilia Romagna) già approvate o fisioterapisti, infermieri, erbo- VERONA 27 gennaio 2018
e in attesa solamente di esse- risti, operatori del settore esteti-
COSTI E MODALITÀ
co, personal trainer, insegnanti DI PAGAMENTO
di ginnastica, di fitness e, in
La quota annuale di partecipazione
generale, operatori del campo al Corso, comprensiva dei semina-
naturale. Nel contempo si ri, del materiale didattico di base,
rivolge anche a tutti coloro che della quota annuale di iscrizione
alla Federazione Italiana Naturopati
vogliono attivare palestre, cen- Riza, è di € 2165, Iva inclusa
tri Benessere e di Fitness natu-
rale, sia di micro che di macro
dimensioni, acquisendo una Pagabile anche
professionalità sperimentata da in 10 comode
anni e centrata sulle premesse rate mensili
indicate in precedenza.
da euro 216,50
a tasso zero
za della salute si apriranno nuove prospettive di lavoro,
proccio “a misura d’uomo” e lungo l’asse della visione psicosomatica.

Dicembre 2017 93
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sulle notizie pubblicate nelle pagine di Riza Informa.

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Le interviste impossibili
Incontri immaginari con i Saggi
di Davide Mosca
Scrittore

«Se diventi nessuno, emerge


Poetessa misteriosa e grandissima che in vita pubblicò poco,
Emily Dickinson conservava nascosto un tesoro di saggezza.
L’intervista “immaginaria” del nostro Davide Mosca
è un’occasione d’oro per riscoprirla e apprezzarla come merita

E
mily Dickinson mi aspetta in camera sua, al accennate, e la sua allergia ai lunghi discorsi e alle
secondo piano della casa famigliare dove abi- luci della ribalta, le propongo un’intervista a botta
ta fin da quando è nata. Lascio la porta aperta e risposta. Accetta con sollievo. «Comincia pure»
e mi siedo sulla poltrona di pelle rossa che lei mi mi invita con un gesto della mano. Ha una voce
indica. Le finestre affacciano su un giardino ben cu- limpida, che mi aiuta a rilassarmi.
rato. Vedo alberi svettare sopra il prato tosato e siepi
correre tutt’intorno alla proprietà. I pesanti mobili «Molte persone sono convinte che per vivere bene
di legno scuro assorbono la luce pomeridiana che o realizzarsi sia necessario conoscere se stessi. Tu,
proviene dall’esterno. Nella stanza aleggia odore però, nelle tue poesie ci inviti a lasciar perdere
di rosa e miele. Emily siede allo scrittoio tra le due questa inutile e impossibile operazione e a di-
finestre: indossa un vestito bianco, alto fino al collo, ventare “nessuno”. È un consiglio che apprezzo
su cui pende un ciondolo ovale. Tiene le mani giun- molto».
te in grembo, le gambe ripiegate in modo obliquo «Io sono nessuno. Tu chi sei? Nessuno pure tu? Al-
rispetto al pavimento, gli stivaletti che spuntano lora siamo in due, ma non dirlo - potrebbero pren-
dall’orlo inferiore dell’abito. I capelli, folti e neri, dersela a male, lo sai! Che fastidio essere qualcuno:
sono divisi da una scriminatura in perfetta linea essere soltanto in un modo, non poter esprimere
con il naso, gli occhi distanti, scuri e intelligenti. tutti i volti che conteniamo. Io vivo di contraddi-
Sono occhi che paiono guardare dentro e oltre me. zioni, che sono l’asse portante della nostra anima.
Mi muovo a disagio sul sedile. Nessuno dei due ha Sono tutto e il contrario di tutto e soltanto in questa
ancora aperto bocca ed è passato un minuto buono tensione permanente realizzo la mia natura».
da quando ho chiesto permesso. Conosco il suo stile
laconico, fatto di piccole rivelazioni e verità appena «Nell’intimo di ciascuno di noi sono però con-
tenuti svariati volti che in genere vengono rite-
nuti negativi, come la tendenza alla solitudine o
la debolezza. Per te invece sono valori, energie
Davide Mosca, scrittore e collaboratore di Riza, ha dell’anima».
utilizzato per questo testo scritti di Emily Dickinson, «Sarei forse più sola senza la mia solitudine. È parte
solo in parte “romanzati” per esigenze di scrittura. di me, arriva dal mio interno. Perché dovrei rifiutar-
la? Se la respingessi rifiuterai un mio volto, e sarei
C O N T I N U A A PA G . 1 0 0

98 Riza psicosomatica
«IL PETTIROSSO NON CONOSCE LA VIA, MA SI METTE IN VIAGGIO VERSO UNA PRIMAVERA DI CUI
HA SENTITO PARLARE. DOBBIAMO FIDARCI DELLA NOSTRA ANIMA E DEL SUO PROGETTO DI VITA.
PIÙ CI LASCIAMO ANDARE, E PIÙ ARRIVIAMO DOVE DOBBIAMO ANDARE» Emily Dickinson

ranno tutti i tuoi volti»


EMILY DICKINSON
Duemila poesie chiuse in un cassetto
rivelarono la poetessa più grande
E mily Dickinson nacque nel 1830 a Ahmerst, nel Massachusetts,
dove morì nel 1886. Considerata una delle maggiori poetesse
statunitensi di ogni tempo, in vita pubblicò appena una
manciata di componimenti. Alla sua morte la sorella scoprì
nella sua stanza - dove si era ritirata a vivere nell’ultima
fase della vita, in uno stato simile alla clausura - quasi
duemila poesie, fulminanti rivelazioni di poche
righe che potevano avere per oggetto tanto la
vita quotidiana quanto grandi temi, come la
Guerra di Secessione americana, di cui fu
testimone.

Dicembre 2017 99
Le interviste impossibili

«Il Paradiso è lasciare affiorare di volta in volta il mistero che


custodiamo, senza rifiutarlo e senza volerlo modificare a nostro
piacimento. Allora può manifestarsi appieno la meraviglia del vivere»

S E G U E D A PA G . 9 8

più sola. Quanto alla forza… Ebbene, non scoprire come dico sempre io, gli angeli stanno nella casa
la propria debolezza è l’artificio della forza. La accanto alla nostra, ovunque siamo».
debolezza è in realtà l’intelligenza misteriosa di
assecondare la nostra anima senza combattere o «Non dobbiamo cambiare luogo e nemmeno
opporci alla direzione che ha scelto per noi». rimpiangere il tempo passato o agognare quello
futuro. Ho capito bene?».
«A questo proposito spicca nei tuoi versi la fidu- «Il sempre è fatto di tanti attimi; non è un tempo
cia verso il nostro progetto interno e il destino diverso, se non per l’infinito. Ogni attimo è prezio-
che ci attende». so, ogni attimo è quello giusto. Noi non diventia-
«Il pettirosso prova le sue ali. Non conosce la via, mo vecchi con gli anni, ma più nuovi ogni giorno.
ma si mette in viaggio verso una primavera di Questo è il vero mistero: perché ogni giorno sco-
cui ha udito parlare. La speranza è qualcosa con priamo qualcosa di nuovo di noi e lasciamo andare
le ali, che dimora nell’anima e canta la melodia qualcosa di vecchio, che non ci appartiene più».
senza parole, e non si ferma mai. Dobbiamo fidarci
della nostra anima e del suo progetto di vita. Più ci «Realizzarsi è dunque assecondare il proprio
lasciamo andare, e più facilmente arriviamo dove progetto interno giorno dopo giorno, senza pre-
dobbiamo andare». occuparsi o voler sapere tutto in anticipo?».
«Ciò che posso fare, lo farò. Quello che non pos-
«Ciascuno di noi custodisce dunque un tesoro so, deve restare ignoto alla possibilità. In questo
interno, ma molti lo ignorano o ne diffidano, senso possiamo dire che il Paradiso dipende da
preferendo omologarsi alle mode del momento noi. Chiunque voglia, vive nell’Eden. Il Paradiso
piuttosto che osare». è appunto lasciar affiorare di volta in volta il mi-
«Non conosciamo mai la nostra altezza, finché non stero che custodiamo, senza rifiutarlo o volerlo
ci chiamano ad alzarci. E se siamo fedeli al desti- modificare a nostro piacimento. Allora può ma-
no, tocca il cielo la nostra statura. Sarebbe allora nifestarsi appieno la meraviglia del vivere, così
l’eroismo l’opera di ogni giorno, se noi stessi non sorprendente che quasi non rimane tempo per
curvassimo la schiena, per paura di essere dei re. qualsiasi altra cosa».
Siamo re, proprio così. Ci basta lasciar emergere
ciò che abbiamo dentro. Non ci sono rivoluzio- «E l’amore? Che cos’è per te?».
ni da fare, non c’è nemmeno da cambiare posto. «Che l’amore sia tutto quel che c’è, è tutto ciò che
Possiamo realizzarci ovunque ci troviamo: infatti, sappiamo dell’amore. Chi è amato non conosce
morte, perché l’amore è immortalità o, meglio, è
sostanza divina. Chi ama non conosce morte, per-
ché l’amore fa rinascere la vita nella divinità. L’a-
more è il fuoco che ci anima, è la perenne trasmu-
tazione di cui siamo protagonisti inconsapevoli».

«Prima di andare posso chiederti un ultimo con-


Emily Dickinson siglio?».
(1830-1886)
«Meglio accendere una candela che maledire l’o-
scurità». ■

100 Riza psicosomatica


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Dicembre 2017 101


Comunicare le emozioni
di Lorenzo Ait
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Conoscere e agire:
due territori da riunire
IL PENSIERO DEI FILOSOFI NON SERVE A MOLTO SE LO LASCI IN CANTINA AD AMMUFFIRE.
SE INVECE LO VIVI E LO SPERIMENTI, ALLORA PUÒ DIVENTARE DAVVERO DECISIVO

P
rovate a leggere a me, poiché riflettendo sulla
Marco Aurelio negli natura del bene e del male ho
scritti “A me stesso”. concluso che si tratta rispet-
O Seneca nelle “Lettere a tivamente di ciò che è bello
Lucilio”. Avevano i nostri o brutto in senso morale, e,
stessi problemi. Anche se riflettendo sulla natura di
uno era imperatore, l’altro chi sbaglia, ho concluso che si
stimato pensatore. Erano tratta di un mio parente, non
figli di un tempo in cui il perché derivi dallo stesso san-
nuovo sostituiva il vecchio gue o dallo stesso seme, ma in
a una velocità mai vista e le quanto compartecipe dell’in-
persone vivevano una fase telletto e di una particella
di smarrimento. Vi ricorda divina, ebbene, io non posso
qualcosa? E allora tu leggi Applicare ciò che sai: questo vuol dire imparare ricevere danno da nessuno
tutti questi pensieri e li ri- di essi, perché nessuno potrà
leggi e li trovi tutti coerenti, coinvolgermi in turpitudini, e
congruenti, ragionevoli e ti scopri ad essere d’accordo. Ma nemmeno posso adirarmi con un parente né odiarlo. Infatti siamo
soprattutto: sono cose che pensavi anche prima, che hai nati per la collaborazione, come i piedi, le mani, le palpebre, i
sempre pensato. Aspetta, mi direte voi, Seneca e Marco denti superiori e inferiori. Pertanto agire l’uno contro l’altro è
Aurelio non erano due esponenti dello Stoicismo? E uno contro natura: e adirarsi e respingere sdegnosamente qualcuno
dei due non lo hanno forse trovato in una vasca da bagno è agire contro di lui».
con le vene tagliate? Sì, ma non è questo il punto. Anzi-
tutto dovete leggere i testi originali e non Wikipedia. Poi, Giorno per giorno Siete d’accordo? Condividete? Io sì.
sostituite pure a Marco Aurelio e a Seneca chi vi pare, chi E poi cosa si fa? Si torna alla vita normale? Ecco, questo è
vi somiglia (a me somigliano loro) perché il punto è la studiare la filosofia: conoscerla, magari condividerla, e fer-
differenza tra studiare la filosofia ed essere filosofi. Tra marsi lì. Essere filosofi significa invece leggere questo pen-
capire le idee filosofiche ed agire le idee filosofiche. siero alla mattina e tentare di applicarlo durante il giorno
nella pratica. E alla sera tenere magari un piccolo quaderno
Pensieri e azioni Il punto è: cosa ci fai con un pensiero dove annotare i propri pensieri e le proprie considerazioni
una volta che lo leggi, lo capisci e lo condividi? Una volta su quel tentativo. E il giorno dopo fare lo stesso, con un
che lo fai tuo, cosa ci fai? Ecco: questo è il punto. Faccia- altro pensiero affine. Una volta si faceva così, era la nostra
mo una prova: facciamoci aiutare da Marco Aurelio. Ecco cultura. Poi abbiamo smesso. La filosofia ha smesso di
cosa dice: «Al mattino comincia col dire a te stesso: incontrerò essere una parte centrale nella vita di alcuni e un mistero
un indiscreto, un ingrato, un prepotente, un impostore, un in- rispettato nella vita di tutti gli altri e l’abbiamo relegata a
vidioso, un individualista. Il loro comportamento deriva ogni una materia che si studia al liceo o all’università. Il punto
volta dall’ignoranza di ciò che è bene e ciò che è male. Quanto è: ecco, ora lo sai. La domanda è: cosa ci fai? ■

Dicembre 2017 103


Corpo e psiche
di Piero Parietti
Psichiatra e psicoterapeuta

La storia del millepiedi


che non sapeva camminare
SIAMO NATI PER VIVERE, MA A VOLTE CI DIMENTICHIAMO COME SI FA. ALLORA ARRIVA
UNO PSICOTERAPEUTA: NON FA NIENTE DI SPECIALE, SALVO AIUTARCI A RIPARTIRE

D
urante le ferie estive una indossato. Compito ingrato, quello di fare
paziente che avevo in cura il paziente di uno psicoterapeuta. Ma ci
alcuni anni fa mi ha inviato sono momenti della vita in cui non ci si
una lettera, della quale riporto qui di può sottrarre, perché siamo nell’ingar-
seguito la parte riferita ai suoi vissu- bugliamento totale. Ci sono momenti in
ti di “paziente”, spiegati attraverso cui ci succede come al millepiedi della
una favola divertente e saggia. Mai storiella. Stia a sentire.
ho avuto occasione di leggere un
resoconto della psicoterapia e del Una favola in cammino Un gio-
rapporto interpersonale con finalità vane millepiedi camminava di buom
terapeutiche così centrato e appro- passo, a testa alta, lungo il sentiero. Die-
fondito da parte di un paziente. E tro una curva lo chiamò un millepiedi
neppure di uno psicoterapeuta! Ecco un po’ malconcio e gli chiese: “Com’è
allora la lettera: penso che potrà es- Quante volte ci che riesci a camminare così spedito?
sere di aiuto a molti. ingarbugliamo da soli? Ti prego, insegnami il trucco”. Ceden-
do alle lusinghe, il giovane arrestò la
Cornici e maschere «Mi ricordo marcia. E disse: “Ecco, vedi, ora te lo
che c’erano delle cornici senza tela e delle maschere africane appese mostro; metto avanti prima la zampa n° 324, intanto sollevo
nel suo studio. Le prime ricordavano ai pazienti che ci sono un la 615, faccio scivolare la 823…”. Ma proprio mentre cercava
sacco di cornici ancora vuote, che attendono quadri. Vanno bene di spiegare, le zampette gli si contorsero le une sulle altre e a
anche quadri bianchi, sghembi, basta che li si dipinga. Così come quel punto si ingrippò anche lui, senza più riuscire a muovere
vanno bene anche vite imperfette, purché le si viva. Le maschere un passo. Per sua fortuna, sopraggiunse un millepiedi “medico
africane invece erano appese a suo esclusivo beneficio: erano un dell’anima” (ce ne sono anche nei paesi dei millepiedi, e com-
monito, in quanto le verità più profonde si nascondono spesso paiono sempre nel momento in cui si ingrippano). Con voce
sotto una maschera. E quindi non doveva mai fermarsi all’appa- flautata gli fece fare degli esercizi di rilassamento spostando la
renza delle cose ma fare una ricerca a fondo, sempre più a fondo sua attenzione dal groviglio delle zampe verso i fili dell’erba,
dietro le maschere, sotto le nubi, oltre le parole. le coccinelle del prato, poi verso il cielo, finché il millepiedi-
paziente, senza neanche accorgersene, si ritrovò in piedi con
Vite ingarbugliate La verità come azzardo, come caleido- le zampette districate, e potè riprendere il proprio cammino.
scopio che ci dona un’immagine sempre diversa nelle sue mille Da quel giorno, ogni volta che sentiva dei crampi alle gambe,
sfaccettature. La verità come ascolto, umile, attento, ancora capace anziché fermarsi, quel millepiedi volgeva lo sguardo al canto
di meravigliarsi. Non era Sherlock Holmes, era uno psicotera- degli uccellini, ricordando quanto gli aveva sussurrato il suo
peuta: pertanto non doveva “scoprire” la verità, così come non medico, e lentamente continuava sulla sua strada. Ecco, anche
doveva risolvere i problemi: doveva solo lasciare che i pazienti i pazienti dello psicoterapeuta, quando lui non c’è, ripensano
ricostruissero sul negativo di una pellicola impalpabile la loro ai suoi insegnamenti, ma più spesso osservano spensierati il
verità, che la ritrovassero sotto le maschere che via via avevano quadro che gli viene voglia di dipingere». ■

104 Riza psicosomatica


Il cervello e le parole
di Antonino Minervino
Psichiatra e conversazionalista

Nel cervello c’è uno


specchio della memoria
CI SEMBRA NORMALE RICONOSCERE LE COSE CHE APPARTENGONO AL NOSTRO PASSATO.
MA È IL CERVELLO CHE LO FA, GRAZIE A UN GRUPPO DI NEURONI MOLTO SPECIALE

E
ntro in casa dopo una giornata di lavoro, dopo tante elettrica su una certa area del cervello, veniva loro alterata la
ore in cui sono stato in ambienti diversi, in giro in funzione di alcuni neuroni, così che indicavano come “mai
posti più o meno noti e finalmente sento il conforto visti” tutti gli oggetti che gli venivano mostrati, anche quan-
della familiarità di ciò che mi circonda, riconosco tutto ciò do erano a loro noti. Diversamente dalle altre scimmie che
che fa di quella casa la mia casa. Vado a lavoro ed entro nel hanno avuto in sorte nello stesso esperimento l’esperienza
mio studio e tutto ciò che trovo lì mi è noto, lo riconosco, contraria, cioè quella di ricevere stimolazioni elettriche su
sono le mie cose di sempre, della mia fatica quotidiana. Tor- altri gruppi di neuroni che facevano riconoscere come noti
no al paese dove sono nato e quando entro nella casa della anche oggetti mai visti. Questi ultimi macachi saranno ri-
mia famiglia di origine mi sento circondato da tanti oggetti masti disorientati dal non cogliere differenze fra oggetti già
che appartengono alla mia vita, sono parte dei miei ricordi visti e mai visti, dato che sappiamo molto bene come sia
così come, passeggiando per le vie, riconosco tutto ciò che il fondamentale la possibilità di cogliere una differenza per
tempo o l’opera dell’uomo non hanno modificato e colgo la potersi orientare nelle nostre esperienze.
familiarità di luoghi e cose che ho visto in tante circostanze
negli anni della mia vita lì. E quando sono in un qualunque Sistema di riconoscimento La ricerca, condotta da Keita
luogo e la mia vista è colpita da un certo oggetto che mi Tamura e dai suoi collaboratori dell’Università di Tokio, ha
sembra familiare, anche quando so che quell’oggetto non evidenziato che la corteccia peririnale è la zona del cervello
può aver avuto a che fare con me prima di allora, sento che che ha la capacità di distinguere gli oggetti come “già visti”
in qualche modo appartiene alla mia esperienza. o come “mai visti”, e questa funzione è attiva indipendente-
mente dalle caratteristiche fisiche dell’oggetto. Quello che la
Linea di continuità È importante questo continuo fluire ricerca ha chiarito è che i neuroni di questa parte del cervello
dell’esperienza che ci conforta nel riconoscere la familiari- sono specializzati non solo nel riconoscere gli aspetti fisici
tà di tante cose che ci circondano. Provate ad immaginare dell’oggetto visto, ma nel far circolare tali informazioni an-
come potrebbe essere se avessimo bisogno sempre e conti- che nei circuiti della memoria in modo che tale oggetto possa
nuamente di prendere confidenza con l’ambiente che ci ospi- essere ricondotto o meno a un
ta, di esplorarlo per conoscere ciò che lo compone, farcelo ricordo. Insomma, un tassello
diventare familiare e assicuraci che non ci sia ostile. Come in più nella comprensione del
potrebbe essere la nostra vita se non avessimo quella linea complesso sistema di elabora-
di continuità nella nostra esistenza che ci viene assicurata zione delle informazioni visive
dalla memoria e dalla sua evocazione, anche attraverso la che arrivano al nostro cervello,
familiarità di quegli oggetti che ci stanno attorno per un sistema grazie al quale stringe-
tempo sufficiente per sentire che fanno parte della nostra re fra le mani quel bel libro let-
vita? Potrebbe essere un incubo. to tanti anni fa ci riempie oggi
di emozione. ■
Scimmie smemorate E un incubo infatti è quello che han-
no vissuto i macachi sottoposti a un esperimento descritto in
un articolo della rivista “Science”. Tramite una stimolazione La familiarità con il nostro passato
è un prodotto del cervello

Dicembre 2017 105


Dalla parte di lei
di Katia Vignoli
Psicologa e psicoterapeuta

La gioia di vivere
non va meritata: c’è!

«
UN ERRORE INCONFESSABILE, L’IMPOSSIBILITÀ DI AUTOASSOLVERSI: UN IO SEVERO PUÒ
RENDERCI LA VITA DURA. MA ATTENTA CHE NON SIA L’ORGOGLIO A RESTARE IN SCENA

del segreto assassino: parole misurate, un dire senza dire,


Sono una professionista stimata: nel mio frasi che suonano come campane a morto, in un’atmosfera
lavoro, senza falsa modestia, sono una numero di dramma. Ed è un dramma quello che il segreto inscena;
uno. Lo stesso nel privato: ricercata dagli amici, un dramma che diventa la tragedia di cui tu sei l’eroina,
rispettata in famiglia. Sono anche impegnata nel oppressa e colpevole .
sociale, in prima linea per le giuste cause. Eppure, La senti questa pesantezza? Avvertila in tutta la sua pretesa,
dietro questa immagine perfetta, c’è una colpa di percepisci il suo ingombro nella tua vita. Questo è il primo
cui, all’insaputa di tutti, mi sono macchiata, che passo per uscire da una strada che non porta da nessuna
mi rovina la vita. Non mi godo niente, perché so parte. Perché il modo per uscire c’è, sempre.
di non meritare niente. Tante volte sono stata
tentata di confessare il mio segreto a qualcuno, Basta punirsi Dobbiamo smettere di credere che ci sia in
ma nessuno è mai talmente in confidenza con me noi una forza atta a punirci ad oltranza; dare un calcio all’idea
da potermelo permettere. Non posso scriverlo che la gioia di vivere vada meritata. Non ci crederai, eppure
nemmeno qui. Soffro senza mostrarlo, cammino è proprio nella martire eterna che l’orgoglio impazza: «Se lei
sempre in un campo minato. La mia vita è tutta solo immaginasse di cosa sono stata capace…». Quante volte
una finzione e me ne vergogno. Se gli altri me lo sono sentita ripetere, e ogni volta c’era un Io deciso
sapessero, crollerebbe come un castello di carta». oltre ogni buon senso a non uscire di scena. In ognuno di
LETTERA FIRMATA noi opera un’intelligenza che sa, che conosce in profondità
la natura umana e non giudica. Dici che sei impegnata nel
sociale, ma la prima compassione la dobbiamo a noi stessi.

M
i capita spesso di ascoltare nel mio studio i cattivi Non hai avuto il coraggio di dirlo a nessuno? Fallo ora, nel
segreti delle donne; storie di cui non hanno mai modo a te più congeniale: può bastare una lettera con destina-
avuto il coraggio di parlare, perché fonti inesauri- tario sconosciuto, per confessare. Leggila, rileggila, rileggila
bili di vergogna e disagio; fatti sepolti da anni di silenzio col- ancora a voce alta, finché il suono delle tue parole non sarà
pevole e resistenti, proprio perché così protetti, al fisiologico più minaccioso e pian piano si attutirà fino a disperdersi nel
estinguersi delle cose, anche delle peggiori. vento. Spedirla oppure no, poi, sarà una
Tanti e diversi, i segreti che minano la gioia tua scelta. Sappi che ti sembrerà strano
di vivere di una donna: i maschi ad assol- muoverti senza il tuo segreto a cadenzar-
versi sono più bravi. Talvolta è una grande ti il passo. Come dopo un’ingessatura, il
bugia, una cattiveria fatta con intenzione corpo deve riallenarsi alla libertà. Ma an-
ai danni di qualcuno, una trasgressione al che se all’inizio farà un po’ male, vedrai ■
codice morale o sociale; più di frequente che ne vale la pena. Garantito.
un tradimento, un atto di auto-lesionismo,
un’incapacità a fare qualcosa, un sentimen- Fai tacere il giudice più
to di odio. O un intervento estetico. La tua severo: te stessa
lettera è già una manifestazione degli effetti

106 Riza psicosomatica


Sesso e amore
di Marco Rossi
Psichiatra e sessuologo

Ansia da prestazione:
le cause e le soluzioni
IL TIMORE DI NON ESSERE ADEGUATI E ALL’ALTEZZA È UNA DELLE PRIME CAUSE DI

«
IMPOTENZA. MA SI PUÒ “SMONTARLO” RITROVANDO CONFIDENZA, RELAX E INTIMITÀ

tizione con se stessi o un motivo per vantarsi con gli amici,


ma un momento di profonda condivisione con il partner.
Per ragioni diverse non mi sento mai
3. “Non sono dotato” Anche in questo caso i siti porno
“adeguato” all’intimità e questo mi porta a
inducono l’uomo a pensare in modo ossessivo alla misura
non riuscire mai a lasciarmi andare. L’ansia mi
del proprio pene. In molti uomini c’è la paura di avere parti
crea sempre uno stato di malessere e alla fine
intime di piccole dimensioni, con un conseguente senso di
non sono “in grado” di fare l’amore. Come
frustrazione. Ciò che comporta la buona riuscita di un rap-
posso fare?». ALESSANDRO
porto sessuale non è di certo la variabile della dimensione,
piuttosto è fondamentale il feeling mentale e sessuale che
s’instaura tra i partner.

L’
ansia da prestazione intima consiste nel timore che 4. “E se mi deriderà ancora?” Esperienze negative
si possa avere o manifestare una difficoltà proprio possono instillare una scarsa fiducia che si può manifestare
durante il rapporto sessuale. Spesso riemergono epi- anche durante un rapporto sessuale. Il passaggio fonda-
sodi già vissuti in passato che attivano una reazione ansiosa e mentale è quello di riuscire a scollegare gli episodi negativi
un’eccessiva vigilanza. Tutto questo interferisce nel coinvol- e non portarli nel presente affinché non s’inneschino circoli
gimento intimo e con la normale risposta di corpo e mente. viziosi che portano a provare paura e ansia, provocando
Un’intimità poco appagante influisce pesantemente sulla un conseguente calo del desiderio. E soprattutto scegliere
qualità della vita, non solo in campo sessuale. Vediamo quali il partner giusto!
sono le principali cause che portano all’ansia da prestazione. Chi accusa l’ansia da prestazione dovrà infatti confidare
nella comprensione dell’altro, avere il coraggio di dialogare,
1. “Non mi piace il mio corpo” Il bombardamento me- esprimere le proprie difficoltà e sperimentare senza fretta.
diatico di modelli estetici che rasentano la perfezione crea La pazienza è l’arma vincente. Il consiglio è quello di por-
preoccupazione riguardo al proprio corpo. È importante non si con un approccio rilassato, una respirazione modulata,
farsi influenzare da pensieri e giudizi negativi e concentrarsi la focalizzazione sugli stimoli sensoriali e abbandonando
su ciò che si sente. i pensieri negativi. Concedetevi dei momenti di intimità
2. “Vorrei essere come gli attori dei film” Al gior- (massaggi, coccole, doccia assieme) che non devono per
no d’oggi l’accesso sempre più facile forza avere una connotazione ses-
ai siti pornografici induce a crearsi suale ma sensuale, ciò permetterà
aspettative spesso distanti dalla re- a entrambi di mettere da parte tut-
altà. Vedere filmati hard porta alla ti i pensieri negativi per dedicarvi
formazione di idee errate su come al sesso con maggiore confidenza

dovrebbe essere un rapporto intimo e serenità.
e il proprio approccio al sesso, poiché
questo tipo di film non riflette l’intesa I rapporti sessuali non sono
intima della vita reale. Bisogna ricor- competizioni ma incontri
dare che l’intimità non è una compe-

Dicembre 2017 107


Leggi e persone
di Massimo Piazzoli
Avvocato civilista

Ragazzi che migrano


tra un genitore e l’altro...

«
IN ADOLESCENZA CAPITA SPESSO CHE UN FIGLIO VOGLIA PASSARE DA UN GENITORE
SEPARATO ALL’ALTRO, VISSUTO COME MENO SEVERO. COSA DICE LA LEGGE?

nimento che egli prima versava per il


Sono legalmente separata da mio marito da circa figlio, la Suprema Corte di Cassazione
quattro anni. Dopo una burrascosa causa civile il Tribunale ha ritiene che in casi simili gli importi
affidato nostra figlia, oggi sedicenne, sia a me che a mio marito, non debbano essere necessariamente
disponendo però che la piccola vivesse con me e garantendomi un uguali, perché ciascun genitore deve
contributo mensile da parte del padre per il suo mantenimento di provvedere al mantenimento dei figli
circa 400 euro. Ora mia figlia vuole andare a vivere stabilmente con in proporzione ai propri redditi. Dun-
il padre, che mi ha già preannunciato che se così fosse interromperà que nel suo caso bisogna procedere
la contribuzione nel mantenimento della figlia. È corretto il suo alla rideterminazione del contributo.
comportamento? Cosa prevede la legge?». LETTERA FIRMATA A dire il vero presso il Tribunale di
Milano si sta facendo strada la figura
dell’assegno cosiddetto perequativo:
si tratta di una forma di contribuzio-

O
rmai sempre più di frequen- può ma addirittura deve ascoltare il ne che, in presenza di forti squilibri
te in caso di separazione o minore per apprendere le ragioni di economici, il genitore anche se nuovo
di divorzio, i figli crescendo tale decisione e, se ritenute meritevoli, collocatario del figlio deve riconosce-
acquistano autonomia di pensiero e assecondare le sue volontà. È opportu- re all’altro genitore meno abbiente e il
dirigono le proprie scelte, inevitabil- no cercare di comprendere con l’ausilio cui importo è proporzionato al tempo
mente influenzati dai rapporti con i di professionisti del settore le reali ra- che il figlio trascorrerà con questo ul-
genitori. Severità nell’impartire l’edu- gioni che inducono un figlio a preferire timo, per garantire al figlio di godere
cazione, regole rigide per usufruire del un genitore rispetto all’altro, per im- dello stesso tenore di vita per il tempo
tempo libero e ristrettezza economica pedire il più possibile che un genitore che trascorre con i genitori. ■
del genitore collocatario, quasi sempre venga per così dire “dimenticato”.
la madre, inducono i figli a dirigere le
proprie aspettative verso l’altro geni- Il mantenimento In tale contesto il
tore. Il nostro ordinamento sul punto rifiuto del genitore nuovo collocatario
ha le idee abbastanza chiare. In primo di continuare a versare l’assegno di
luogo stabilisce che qualsiasi variazio- mantenimento è spesso accompagna-
ne delle condizioni di separazione o to dalla richiesta che la madre lasci la
di divorzio, ivi inclusa quella relativa casa coniugale, il cui godimento era
all’affidamento e al collocamento dei stato alla stessa assegnato appunto
figli minori, anche se assunta di comu- quale genitore collocatario del figlio.
ne accordo fra i genitori, non è valida Nonostante qualche pronuncia di me-
se non omologata dal Tribunale. Una rito abbia riconosciuto al genitore nuo- Nelle separazioni
volta investito per ottenere la modifica vo collocatario il diritto di pretendere serve rispetto
delle condizioni, il Tribunale non solo dall’altro lo stesso assegno di mante-

108 Riza psicosomatica


Figli nostri
di Maria Rita Parsi
Psicoterapeuta e scrittrice

Ma se i grandi collaborano,
i figli stanno meglio!
I FIGLI HANNO BISOGNO DI DUE GENITORI CHE COLLABORANO NELLA LORO

«
EDUCAZIONE E ASSISTENZA. ANCHE SE DIVORZIATI. COSA DICE LA PSICOLOGIA?

Sono coinvolta personalmente e quindi sensibile ai tanti


episodi legati all’incapacità di genitori che si sono separati in modo
conflittuale di gestire insieme i processi affettivi, educativi, consultivi
connessi all’esercizio della “bigenitorialità”. Qualche mese fa, ad
esempio, il caso del padre separato che si è rivolto al Tar per far
annullare la bocciatura del figlio in quanto né la scuola né la sua
ex moglie gli avevano segnalato la negligenza e l’insufficienza nel
rendimento scolastico del figlio. Io mi sono separata sette anni fa da
mio marito che mi ha lasciato dopo avermi apertamente tradita. Il
nostro, pertanto, è stato un conflittuale e sofferto divorzio che, ancora
oggi, condiziona i rapporti tra noi. Soprattutto quando dobbiamo
condividere l’educazione e le scelte scolastiche dei nostri due figli
- Paolo di 14 e Rossella di 16 anni. Così, la nostra “bigenitorialità”
è caratterizzata da contrapposizioni e conflitti che, assai spesso,
richiedono anche l’intervento di autorità quali assistenti sociali, giudici, cologi, assistenti sociali, psicoterapeuti,
avvocati della famiglia e forze dell’ordine. I nostri figli non vivono mediatori familiari, un comune valido
bene questi nostri scontri, entrano in confusione e non vogliono terreno d’incontro, affettivo ed educa-
scegliere chi ha ragione tra noi. Cosa mi consiglia di fare?». VIOLETTA
tivo, necessario a favorire il processo di
crescita dei propri figli. Magari rinun-
ciando o mettendo da parte o margina-

C
ara Violetta, anzitutto la invito essi si sentono costretti a prendere una lizzando le ragioni effettive, strutturali
a considerare che anche sol- posizione pro o contro nei confronti di e sovrastrutturali del loro conflitto, per
tanto assistere a questi conflitti uno dei due genitori in lotta fra loro. favorire invece l’acquisizione, da parte
costituisce, per i vostri figli, una “vio- dei figli, di modelli di comportamento
lenza assistita”. Ovvero, una violenza Occorre impegno Peraltro la bige- mirati a gestire i conflitti pacificamen-
che viene fatta loro poiché diventano nitorialità è un “diritto-dovere” dei te e responsabilmente. L’educazione e
“testimoni coinvolti” del vostro ingo- genitori, un impegno necessario a far l’esempio di come gestire i conflitti, nel
vernabile dissidio. E, ancora, perché rispettare e a garantire il diritto dei figli rispetto della legalità, dei diritti, della
possono sentirsi costretti a scegliere o ad avere accanto e a poter godere della tolleranza, a partire da quelli del mi-
esprimere giudizi su uno o sull’altro presenza, dell’affetto, dell’ascolto, della crocosmo familiare per finire a quelli
dei loro genitori. Infatti, quello che guida e dell’esempio educativo di am- del macrocosmo sociale, costituiscono
viene definito “conflitto di lealtà” crea bedue i genitori. In tal senso, sono i ge- un patrimonio inalienabile da mettere
non pochi problemi di crescita affettiva, nitori a doversi seriamente impegnare a servizio dei figli nell’ottica di un futu-
fisica e relazionale ai figli allorquando, per trovare, anche attraverso la media- ro sereno e responsabile della famiglia,
nei litigi o nelle separazioni conflittuali, zione di figure professionali quali psi- prima agenzia educativa. ■

Dicembre 2017 109


Il test del mese
di M. G. Tumminello
Psicologa e psicoterapeuta

Sai volere bene È il compleanno del tuo


migliore amico
A. Gli organizzi una festa a sorpresa

per davvero?
B. Pensi a un regalo originale
C. Gli fai gli auguri per telefono

Vendono la casa a cui


sei molto legato
A. Ti senti mancare la terra
sotto i piedi
Qual è il tuo modo Trovi per strada un pupazzo
B. Nuova casa nuova vita
che un bimbo ha perso
di amare? Sei A. Lo prendi e lo tieni in casa
C. Ma sì in fondo è solo una casa

capace di esprimere B. Lo metti in vista, magari Hai un nuovo vicino molto


lo cercheranno
i tuoi sentimenti? C. Lo lasci lì, non è affar tuo
riservato
A. Gli fai visita portando un dono
Scoprilo con B. Ti presenti e ti mostri gentile
Un buon collega con cui lavori
il nostro test da anni va in pensione
C. Lo studi da lontano incuriosito

A. Ti mancherà Ti rubano il portafogli.


B. Ti dispiace perderlo ma Come ti senti?
sei contento per lui A. Violato: era una cosa tua
C. Chissà chi lo sostituirà B. Irritato: adesso ti toccherà rifare
i documenti
Il tuo partner ti ha mentito C. Impotente: non si può far nulla
su una questione importante
A. Perdi tutta la fiducia che È il giorno del vostro anniversario
avevi in lui e lui/lei se ne dimentica
B. Ti arrabbi e pretendi A. Ci rimani male e glielo fai notare
spiegazioni B. Ci ridi su e gli organizzi
C. Ti lambicchi il cervello una sorpresa per ricordarglielo
per capire il motivo C. Fingi di dimenticarlo anche tu

Maggioranza di A Maggioranza di B Maggioranza di C


Sentimentale, dai tanto Sai mantenere la distanza Ti tieni tutto dentro
ma altrettanto ti aspetti e amare con rispetto e passi per freddo
Al centro della tua vita c’è un Caldo, affettuoso, espansivo ma… La tua vita affettiva è ricca ma
grande cuore, i sentimenti sono libero. Tu detesti il sacrificio fine ahimè segreta. Ti è difficile
importanti. I tuoi legami sono a se stesso e l’amore moralistico esprimere ciò che senti. Vieni
viscerali e impongono fedeltà. o ricattatorio e sai mantenere la giudicato, a torto, indifferente.
Guai a deluderti! Dietro il tuo giusta distanza, sai distinguere Etichetta che in fondo ti permette
altruismo fa capolino però una il sentimento dal sentimentalismo, di continuare a nascondere le tue
certa dose di egoismo. Il tuo dare è ed evitare le manipolazioni emozioni. Fai un gesto che non
un’assicurazione contro la solitudine. affettive. Il tuo modo di vivere è da te, un dono, un biglietto,
Se vuoi che gli altri ti regalino gioie, i legami fa bene a te e anche un sorriso. Il primo passo è il più
impara a non pretendere nulla. a chi ti sta vicino. difficile, il resto verrà da sé.

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