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ECONOMIA DEL TERRITORIO

Economia = regole per la organizzazione di risorse

L’organizzazione dell’utilizzo di risorse limitate per soddisfare al meglio i bisogni individuali o collettivi.

Il filo conduttore dell’economia è la scarsità, nonché l’insufficienza di risorse rispetto alla necessità.

Questo comporta una scelta economica, bisogna decidere a cosa destinare le risorse scarse.

La scarsità genera valore, frutto della messa a disposizione del bene e dallo sforzo per realizzarlo.

In altre parole è il risultato della scarsità naturale o/e dalla produzione per ovviare a tale scarsità.

PRODUZIONE: è la catena di trasmissione tra risorse naturali e i bisogni della comunità

I mercati :

è il luogo non fisico, spesso virtuale dove si incontrano domanda ed offerta che concordano la quantità
scambiata e il prezzo di vendita.

In funzione dei soggetti, nonché i potenziali offerenti e acquirenti, delle caratteristiche del prodotto, della
produzione e della completezza e facilità delle informazioni ricevute il mercato può assumere forme
diverse:

 Concorrenza perfetta:
- il numero di richiedenti e offerenti è infinito, così elevato che nessuno di loro ha un potere di
determinare un risultato, nessuno può influire sul prezzo, ricevuto invece come dato di mercato.
Price-taker
-nessun grado di differenziazione del prodotto che risulta omogeneo e standardizzato
- stessa localizzazione delle imprese offerenti.

Si tratta della forma di mercato preferibile perché i produttori si sforzano di conseguire la massima qualità
al minor costo

 Oligopolio:
-pochi offerenti, abbastenza pochi da non avere margine di manovra.
-a seconda dei comportamenti degli oligopolisti si distinguono: una forma competitiva in cui c’è una
guerra feroce per erodere la quota di mercato altrui o per evitare l’ingresso di altri nel mercato con
risultati osservabili in un sistema di concorrenza e una forma collusiva dove gli oligopolisti trovano
agevole mettersi d’accordo.
ANTI-TRUST : Autorità garante della concorrenza e mercato conduce indagini per evitare
comportamenti collusivi che vanno a danneggiare i consumatori
 Monopolio:
- Un solo venditore
- Stabilito per legge. Trasporto pubblico gestito da una sola impresa, di fatto, tutelato da una
legge o contro la legge.
- Impresa determina il prezzo (pricemaker)
- Naturale: situazione produttiva in cui nel tempo tende ad affermarsi un solo soggetto es. reti
idriche.
Il produttore è stabilmente uno solo e non il problema del prezzo praticato da altri, ma comunque vincolato
dal consumatore che non è disposto a pagare prezzi esorbitanti.

Mercato contendibile/contestabile:

- I venditori possono essere e uscire liberamente e il monopolio è solo apparente


- se un altro soggetto avesse la possibilità di entrare in un mercato monopolistico con una nuova
impresa, il comportamento del monopolista cambierebbe e diventerebbe più simile a quello di
un produttore in concorrenza perfetta.

APPROCCIO MACROECONOMICO:
SI INTERESSA DEL SISTEMA NEL SUO COMPLESSO ANALIZZANDO IL COMPORTAMENTO degli
aggregati del mercato che rappresentano la domanda e l’offerta:
da un lato i consumatori, portatori di bisogni che mirano a massimizzare l’utilità, cioè il grado di
soddisfazione con il vincolo del denaro ( reddito e prezzi).
Specularmente le imprese adattano l’ambiente e le risorse combinando i fattori di produzione per
metter a disposizione il bene richiesto.
Ob.: massimizzare il risultato economico
vincolo: costi di produzione

La macroeconomia indaga dunque i flussi di vendita di beni e servizi finali e dei fattori di
produzione che si compensano dando luogo ad un circolo.
Campi di indagine:
-produzione , reddito, spesa, consumo, risparmio, (ciò che le famiglie non destinano a spese di
consumo), investimenti (realizzazione di una capacità produttiva), tasse e spesa pubblica, import e
export.
La macroeconomia sfocia nella politica economica che si traduce nell’intervento dello stato
nell’interazione tra famiglie e imprese.
Lo stato è espressione della volontà comunitaria e ha come obiettivo il raggiungimento di una
maggiore utilità collettiva che altrimenti non sarebbe conseguita; è indotto dalla comunità a
realizzare spese per fornire servizi che altrimenti i singoli non sarebbero disposti a pagare (la
giustizia, il sistema sanitario, scolastico, tutela ambientale).
Sarebbe auspicabile la gratuità di tali servizi o per lo meno prezzi accessibili o proporzionali al
reddito.
lo stato entra nei comportamenti economici realizzando la spesa pubblica (G) per rendere
disponibili beni e servizi alla comunità che creano valore (stipendio) oppure effettua dei
trasferimenti sociali ( dai contribuenti ai bisognosi) nonché integrazioni di reddito, come pensioni
di invalidità, pensioni minime, per garantire un livello di reddito che consenta la sopravvivenza.
STRUMENTI: lo stato finanzia la G tramite tasse e debito pubblico.
TASSE sono un prelievo forzoso sui contribuenti, ma spesso la spesa tende a gonfiarsi talmente
tanto che le tasse non bastano, si crea una forbice tra le entrate e la spesa pubblica tale da indurre
lo stato ad avvalersi dei prestiti.
DEBITO PUBBLICO Il ricorso agli indebitamento è molto elevato e ha natura cumulativa.
IL DEBITO AUMENTA perché SI SONO AGGIUNTI GLI INTERessi passivi precedenti e se la cosa non si
chiude o ricompone le banche, istituzioni finanziare non concedono prestiti all’italia ma a paesi
esteri per paura di non ricevere il capitale indietro.
Qualora effettuassero i prestiti si crea un’aspettativa di rischio tale che il creditore aumenta il
tasso di interesse generando lo spread cioè scarto che si autoalimenta e conduce al default.
Gli stati azzerano il debito, o meglio lo consolidano autodispensandosi dal dovere di restituzione
del capitale pur continuando a pagare il tasso di interesse.
IL FLUSSO CIRCOLARE DEL REDDITO:
I SOGGETTI DELL’ECONOMIA REALIZZANO COMPORTAMENTI DI SCAMBIO: I CONSUMATORI
ACQUISTANO BENI E SERVIZI PER soddisfare i bisogni grazie al reddito, ovvero alla retribuzione del
fattore produttivo lavoro, le imprese acquistano i fattori produttivi per realizzare beni e servizi.
Vedi libro pag 41-42
ENTRATE E USCITE FLUSSO
Uscite: Tax, Savings, Import
Entrate: Spesa pubblica (G), Investments, Export
Tax e Government: Lo stato per acquistare beni e servizi attiva una spesa pubblica e per
finanziarla si avvale di tasse e debito. Famiglie e imprese sono soggetti a prelievi forzati che
consentono la realizzazione del G (entrata)= soldi o acquisto beni e servizi da imprese.
Savings and investments: i risparmi e le riserve sono un’uscita dal flusso perché non vanno
all’altro aggregato ma si parcheggiano in un sistema bancario che raccoglie i depositi di
risparmiatori. Questi vengono canalizzati verso chi non ne ha ma vuole fare consumi o
investimenti
Import/ export:
Se gli elementi in uscita e quelli di entrata si equivalgono il reddito e la produzione restano
costanti: I, EX, G=S, M, T
Se le immissioni superano i prelievi si registra una crescita produttiva e reddituale; se invece le
uscite sono maggiori delle entrate la produzione decresce.
Soluzioni: aumento delle immissioni
(G)= per aumentare la G devo attingere inevitabilmente alla T o sui risparmi.
I= è possibile agire sugli I, ma le imprese decideranno di aumentare la capacità produttiva solo se è
conveniente aver una maggior produzione da vendere
X= l’unico elemento che assicura un aumento produttivo senza scompensi sono le export, ma ciò è
possibile solo se i prodotti sono attraenti per qualità e prezzo rispetto ad altri offerenti.
Due visioni di politica economica:
- aumento del G: mettendo in circolazione più denaro le persone aumentano i consumi,
lo stato crea un programma di investimenti con cui realizza beni e servizi e distribuisce
soldi a chi li produce(stipendio).
Punto debole di questa logica nata negli anni ’30: per fare ciò bisogna ricorrere al
debito pubblico che pur legittimo (Keynes con teoria del deficit spending) tende a
andare fuori controllo.
-controllo della finanza pubblica per evitare il deficit senza benefici.