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Il soggetto passivo dell’ICI è il possessore dell’immobile.

CASSAZIONE CIVILE, Sezione V, Sentenza


n. 18294 del 10/09/2004

Il possesso di un immobile per civile abitazione, su un suolo comunale sul quale e’ concesso il diritto di
superficie a favore di una cooperativa, comporta, per il futuro proprietario dell’immobile ancora in
costruzione, il pagamento dell’ICI, indipendentemente dalla stipula del rogito notarile; trova
applicazione infattil’art 1 del d.lgs. 504/1992, che stabilisce “Presupposto dell’imposta e’ il possesso
di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso
destinati ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio e’ diretta l’attivita’
dell’impresa”.

CASSAZIONE CIVILE, Sezione V, Sentenza n. 18294 del 10/09/2004

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE


SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:


Dott. SACCUCCI Bruno - Presidente
Dott. PAPA Enrico - Consigliere
Dott. MERONE Antonio - rel. Consigliere
Dott. CULTRERA Maria Rosaria - Consigliere
Dott. DEL CORE Sergio - Consigliere
ha pronunciato la seguente:
sentenza
sul ricorso proposto da:
COMUNE DI TAVARNELLE VAL DI PESA, in persona del Sindaco pro-tempore, sig. Fusi Stefano
domiciliato in ROMA presso LA CORTE DI CASSAZIONE, difeso dall'avvocato ANDREA PETTINI,
che lo rappresenta e difende ope legis;
- ricorrente -
contro
MARTINO MARIA, domiciliata presso lo studio del suo procuratore Dott. Mario Besi in via G del
Pian dei Carpini n 96 Firenze;
- intimato -
avverso la sentenza n. 33/02 sezione 26 della Commissione tributaria regionale di FIRENZE,
depositata il 23/04/02;(RG 905/01);
udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 13/05/04 dal Consigliere Dott. Antonio
MERONE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. NARDI Vincenzo che ha concluso
per l'accoglimento del ricorso;

Svolgimento del processo

1.1. Il Comune di Tavernelle Val di Pesa ricorre contro la sig.ra Martino Maria per la cassazione la
sentenza specificata in epigrafe.
La parte intimata non ha svolto alcuna attivita’ difensiva.
1.2. In fatto, la Martino ricorreva contro gli avvisi di accertamento ICI per agli anni 1994, 1995,
1996 e 1997, emessi dal Comune di Tavernella Val di Pesa, per il possesso di un immobile per civile
abitazione, realizzato su un suolo comunale sul quale era stato concesso il diritto di superficie, a
favore di una cooperativa. La Martino sosteneva che fino a quando la costruzione non era stata
ultimata il soggetto passivo dell'imposta restava l'ente proprietario del suolo. Il Comune resisteva
eccependo che l'obbligo del pagamento del tributo nasceva con l'assegnazione, anche provvisoria,
delle unita’ immobiliari e comunque dal momento della loro utilizzazione.
La Commissione Tributaria Provinciale adita ha accolto il ricorso e la Commissione Regionale ha
confermato tale decisione, sul rilievo che l'obbligo del pagamento del tributo nasce soltanto con la
stipula del rogito notarile e che non rileva la precedente utilizzazione dell'alloggio.
1.3. A sostegno dell'odierno ricorso, il Comune eccepisce a) la violazione e falsa applicazione dell'art.
1 del d.lgs. 504/1992, che indica come presupposto dell'ICI il possesso degli immobili;
b) la violazione del divieto di ultrapetizione (art. 112 c.p.c.), in quanto erroneamente il giudice "a quo"
invece di limitarsi a verificare se la Martino aveva il possesso dell'immobile, cosi’ come richiesto
dalla parte appellante, ha rigettato l'appello sul presupposto della insussistenza del diritto di
proprieta’;
c) omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine alla valutazione delle prove
acquisite, erroneamente ritenute insufficienti a dimostrare la sussistenza del presupposto
impositivo.

Motivi della decisione

2.1. Il ricorso appare fondato. I tre motivi addotti a sostegno del ricorso affrontano sotto diverse
angolazioni il medesimo problema (sussistenza del presupposto d'imposta) e possono essere
esaminati congiuntamente.
2.2. Come e’ noto, l'art. 1 del d.lgs. 504/1992, stabilisce che "Presupposto dell'imposta e’ il possesso
di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso
destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio e’ diretta l'attivita’
dell'impresa." = Quindi, appare errata in diritto l'affermazione del giudice "a quo" che fa coincidere
la nascita dell'obbligo di pagare l'imposta con la stipula del rogito notarile di trasferimento della
proprieta’.
In punto di fatto, poi, il giudice del merito ha raggiunto la prova che la Martino aveva il possesso
dell'immobile cui si riferisce l'obbligazione tributaria. Infatti, e’ pacifico che "l'atto di
compravendita sia stato preceduto dalla promessa di vendita e che nel frattempo il costruttore
abbia consentito al futuro acquirente di utilizzare l'alloggio" (p. 4 della sentenza impugnata).
Pertanto, appare errata, in fatto ed in diritto, la conclusione della Commissione Tributaria Regionale,
che ha escluso che la Martino fosse tenuta al pagamento dell'ICI. 2.3. Conseguentemente, il ricorso
del Comune deve essere accolto. Non occorrono ulteriori accertamenti di fatto per decidere il
merito della causa, ex art. 384 c.p.c., e, quindi, il ricorso introduttivo del giudizio proposto dalla
Martino deve essere respinto.
Sussistono giusti motivi per compensare le spese dell'intero giudizio.

P. Q. M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso
introduttivo della contribuente. Compensa le spese dell'intero giudizio.
Cosi’ deciso in Roma, il 13 maggio 2004.
Depositato in Cancelleria il 10 settembre 2004
( da www.litis.it )