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Teorema di Thevenin

Dato il sistema in figura, determinare la potenza dissipata dal bipolo resistivo R5.

E1=10 V, I1=1 A, I2=3 A, R1=5 , R2=15 , R3=12  R4=8  R5=2 R6=3 R7=4 =0,5.

Per determinare la potenza dissipata da R5 bisogna ricavare la corrente che la attraversa, che
indichiamo con I3.

Applichiamo il Teorema di Thevenin al ramo in cui scorre I3 per ricavare la stessa corrente I3.

Calcoliamo la tensione di Thevenin ETh corrispondente alla tensione a vuoto ai morsetti CB.

Inoltre, trascuriamo R3 poiché collegata in parallelo con un corto circuito e trascuriamo R2 e R6 ai


fini della corrente poiché collegate in serie a generatori di corrente. Il generatore di tensione
controllato in tensione si comporta da corto circuito dato che la tensione VAB=0 V.


 
VCB = E Th ;

Applichiamo il teorema di Millman tra E1-R1 e I1.

E1
I1  1  10
R1 5  5 V;
E M1 = 
1 1
R1 5

1
R M1 =  R 1  5 
1
R1

rasformiamo il generatore reale di corrente I2-R7 in un generatore reale di tensione Eeq.

E eq =I1  R 7  3  4  12 V;

Fissiamo arbitrariamente un verso di percorrenza della maglia ed un verso di scorrimento della


corrente.


 
 

E eq  E M1 12  5
E M1 - E eq +  R M1  R 7  R 4  I 4  0  I 4    1 A;
R M1  R 7  R 4 5 48

VCB = R 4 I 4 =8 1=8 V;

Ricordiamo che la VCB è proprio la ETh.

Calcoliamo la resistenza di Thevenin RTh corrispondente alla resistenza equivalente vista da CB una
volta spenti i generatori indipendenti.

Anche in questa configurazione circuitale, il generatore controllato si comporta da corto circuito.

R s1 = R 1 + R 7  5  4  9 

R s1  R 4 9 8
R Th = +   4, 24 
R s1 +R 4 98


 
Il circuito equivalente di Thevenin è:

dove il morsetto positivo del generatore di Thevenin è rivolto verso C poiché si è deciso di calcolare
la tensione a vuoto considerando C a potenziale maggiore.

Fissando un verso di percorrenza arbitrario della maglia:

E Th 8
-E Th   R 5  R Th  I3 =0  I3    1, 28 A;
R 5 + R Th 2  4, 24

Infine la potenza dissipata dal bipolo resistivo R5 è:

PR5  R 5 I32  2 1, 282  3, 28 W.


 
Teorema di Norton

Dato il sistema in figura, determinare la potenza dissipata dal bipolo resistivo R5.

E1=10 V, I1=1 A, I2=3 A, R1=5 , R2=15 , R3=12  R4=8  R5=2 R6=3 R7=4 =0,5.

Svolgiamo lo stesso esercizio applicando il teorema di Norton, per dimostrare che la potenza
dissipata non cambia, ovvero che i due teoremi conducono a risultati del tutto equivalenti.

Applichiamo il Teorema di Norton al ramo che contiene R5 in cui scorre I3 per ricavare la stessa
corrente I3.

Calcoliamo la corrente di Norton IN corrispondente alla corrente di corto circuito ICC (verso di
scorrimento arbitrario) del ramo che contiene R5.

Possiamo semplificare la rete come fatto in precedenza, ottenendo:


 
 

Quindi è possibile trascurare R4 poiché collegata in parallelo ad un corto circuito, applicare il


teorema di Millman tra E1-R1 e I1 e trasformare il generatore di corrente reale I2-R7 in un generatore
di tensione equivalente Eeq.

E1
 I1 10  1
R1
E M1 =  5  5 V;
1 1
R1 5

1
R M1 =  R 1  5 
1
R1

E eq =I1  R 7  3  4  12 V;

Scegliendo arbitrariamente un verso di percorrenza della maglia:

E eq +E M1 12  5
-E M1 - E eq +  R M1  R 7  ICC  0  ICC    1,89 A;
R M1  R 7 54

Il modulo della Icc è pari al modulo della IN.

Calcoliamo la resistenza di Norton RN corrispondente alla resistenza equivalente vista da CB una


volta spenti i generatori indipendenti.

Il calcolo è del tutto analogo all’esercizio precedente.



 
 

R s1 = R 1 + R 7  5  4  9 

R s1  R 4 9 8
RN = +   4, 24 
R s1 +R 4 98

Il circuito equivalente di Norton è:

dove il verso del generatore di corrente IN va scelto in modo che IN scorra da C verso B se R5 si
cortocircuitasse, dato che il verso di scorrimento della ICC è stato scelto arbitrariamente da C verso
B. I3 mantiene il verso di scorrimento scelto arbitrariamente nel circuito iniziale (anche per esso da
C a B).

Applichiamo il partitore di corrente per ricavare la I3:

RN 4, 24
I3  I N  1,89  1, 28 A;
R N +R 5 4, 24  2

Infine la potenza dissipata dal bipolo resistivo R5 è:

PR5  R 5 I32  2 1, 282  3, 28 W.

Evidenziamo che sia la corrente sia la potenza sono le stesse di quelle calcolate applicando il
teorema di Thevenin.


 
Teorema di Thevenin con generatore controllato

Dato il sistema in figura, determinare la potenza dissipata dal bipolo resistivo R4.

E1=5 V, E2=2 V, I1=3 A, R1=1 , R2=10 , R3=4  R4=7  R5=2 R6=R7=4 R8=9 =3
.


Per determinare la potenza dissipata da R4 bisogna ricavare la corrente che la attraversa, che
indichiamo con I.

Applichiamo il Teorema di Thevenin al ramo che contiene R4 per ricavare la corrente I.

Calcoliamo la tensione di Thevenin ETh corrispondente alla tensione a vuoto ai morsetti AC.

Data la presenza del generatore controllato, ricaviamo prima di tutto la variabile di controllo, cioè la
tensione VAB.

Il bipolo resistivo R8 è trascurabile ai fini della corrente poiché collegato in serie ad un generatore
di corrente.

Effettuiamo la trasformazione triangolo-stella tra i bipoli resistivi R5, R6 e R7.


 
R5  R6 24
R 56    0,8  ;
R 5  R 6 +R 7 2  4  4

R5  R7 24
R 57    0,8 ;
R 5  R 6 +R 7 2  4  4

R6  R7 44
R 67    1,6 ;
R 5  R 6 +R 7 2  4  4

Trasformiamo il generatore controllato reale di corrente VAB-R2 in uno di tensione Eeq.

E eq = VAB  R 2  3  VAB 10  30VAB V;

Applichiamo la legge di Kirchhoff alla maglia E1-Eeq-R2-R56-R67-E2-R3-R1-E1 e la legge al nodo D:

-E1 +E eq +E 2 +  R1  R 2  R 56  R 3  I2  R 67 I3  0

I3  I2 +I1

Ma la presenza del generatore controllato in tensione impone l’aggiunta di una terza equazione, che
sia funzione proprio della variabile di controllo. Quindi scriviamo la legge di Ohm generalizzata per
la tensione VAB:

-E1 +E eq +E 2 +  R1  R 2  R 56  R 3  I2  R 67 I3  0 -5+30  5  I2  +2+ 1  10  0,8  4  I2  1, 6  I2 +3  0


 
I3  I 2 +I1  I3  I 2 +3
V  E  R I V  5  1 I
 AB 1 1 2  AB 2

 148, 2
I   3,13A
-148,2 +47,4I2  0 
2
47, 4
 
I
3 2 I +3  I3  3,13+3=6,13A
V  5  I V  5  3,13  1,87V
 AB 2
 AB

Guardando il circuito tracciato dopo l’applicazione del teorema di Thevenin:

ETh=VAC=VAD+VDC


 
I nodi C e D sono ancora presenti nell’ultimo circuito, quindi è lecito calcolare la ETh da
quest’ultimo, scegliendo un percorso che non contenga il generatore di corrente:

VAC  R 3 I 2  E 2  R 67 I3  R 57 I1  4  3,13  2  1, 6  6,13  0,8  3  26, 73 V;

Dato che è presente un generatore dipendente, la resistenza di Thevenin (resistenza equivalente


vista da due morsetti) si calcola inserendo un generatore di tensione o di corrente di prova tra i
morsetti AC. Collegando, per esempio, un generatore di tensione V0 di f.e.m. pari arbitrariamente
ad 1 V, la RTh si otterrà come rapporto di tale tensione e della corrente I0 che scorre attraverso il
generatore, una volta spenti i generatori dipendenti. 

V0 1
R Th  
I0 I0

Perciò bisogna ricavare la corrente I0.

Nella nuova configurazione circuitale sono ancora valide le seguenti:

R5  R6 24
R 56    0,8  ;
R 5  R 6 +R 7 2  4  4

R5  R7 24
R 57    0,8 ;
R 5  R 6 +R 7 2  4  4

R6  R7 44
R 67    1, 6 ;
R 5  R 6 +R 7 2  4  4

E eq = VAB  R 2  3  VAB 10  30VAB V;

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Applichiamo le leggi di Kirchhoff alle maglie Eeq-R2-R56-R67-R3-R1-Eeq e V0-R3-R67-R57-V0, la


legge al nodo A e scriviamo l’equazione aggiuntiva relativa alla variabile di controllo:

E eq +  R1  R 2  R 56  I 2   R 3  R 67  I3  0 30I2  11,8I2  5, 6I0  5, 6I2  0


 
V0   R 3  R 67  I3  R 57 I0  0 1  5, 6I0  5, 6I2  0,8I0  0
 
I +I
0 3 2 -I  0 I3  I0 +I2
 VAB  1 I2
VAB  R1I2
5,4 - 34,2I0  2,12  13, 45I0  5, 6I0  1, 01  6, 61I0  0  6,51  
  I 0   0,14A
I2  1  6, 4I0  0,18  1,14I0 46.64
I  0,18  1,14  0,14  0, 02A
 5, 6  2
I  I +I I3  0,14  0, 02  0,12A
3 0 2

VAB  1 I2 VAB  0, 02V

V0 1
R Th    7,14  ; 
I0 0,14

Si può verificare che, cambiando il valore di V0 il risultato non cambia.

Il circuito equivalente di Thevenin è:

Fissando un verso di percorrenza arbitrario della maglia:

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E Th 26, 73
-E Th   R 4  R Th  I=0  I    1,89 A;
R 4 + R Th 7  7,14

Infine la potenza dissipata dal bipolo resistivo R4 è:

PR4  R 4 I 2  2   1,89   7,14 W.


2

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Teorema di Norton con generatore controllato

Dato il sistema in figura, determinare il valore della corrente I.

E1=1 V, E2=3 V, E3=5 V, R1=3 , R2=10 , R3=5  R4=7  R5=1 R6=15  R7=4 R8=6
=2 .

Applichiamo il Teorema di Norton al ramo in cui scorre I per ricavare la stessa corrente I.

Calcoliamo la corrente di Norton IN corrispondente alla corrente di corto circuito ICC (verso di
scorrimento arbitrario) del ramo in cui scorre I.

Data la presenza del generatore controllato, ricaviamo prima di tutto la variabile di controllo, cioè la
tensione VAB.

Il bipoli resistivi R2 e R6 sono trascurabili perché collegati in parallelo a cortocircuiti, R7 è


trascurabile ai fini della corrente poiché collegato in serie ad un generatore di corrente.

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Applichiamo il teorema di Millman tra R5, VAB e E3-R8:

E3
  VAB 5  2V
R8
 6
AB
E M1 =  0, 71  1, 71VAB V;
1 1 1 1
 
R8 R5 6 1

1 1
R M1 =   0,86 
1 1 1 1
 
R8 R5 6 1

La tensione VCA=0 V passando per il cortocircuito, quindi possiamo calcolare la I1 e la I2


applicando la legge di Ohm generalizzata ai rispettivi rami, aggiungendo, per la corrente I2
un’equazione per la variabile di controllo (legge di Ohm ai capi di R4):

VCA  E 2 3
VCA = - E 2  R 3 I1  I1    0, 6 A;
R3 5

VCA = E M1   R M1  R 4  I2 0=0,71 - 1,71 7I2    0,86  7  I2


 
VAB = - R 4 I2 VAB = - 7I2
 0,71
I 2 = =0,04 A
 19,83
V = - 7  0,04=- 0,28 V
 AB

Per ricavare la ICC scriviamo la legge al nodo C:

I CC  I1 + I 2  0, 6  0, 04  0, 64 A.

Il valore della corrente Icc è pari a quello della IN.

Dato che è presente un generatore dipendente, la resistenza di Norton (resistenza equivalente vista
da due morsetti) si calcola inserendo un generatore di tensione o di corrente di prova tra i morsetti
AC. Collegando, per esempio, un generatore di corrente I0 pari arbitrariamente ad 1 A, la RN si
otterrà come rapporto della tensione V0 ai capi del generatore I0 e della corrente I0, una volta spenti i
generatori indipendenti. 
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V0 V0
RN    
I0 1

Bisogna quindi calcolare la tensione V0=VCA.

È possibile di nuovo trascurare R6 ed R7, ma non R2.

Possiamo trasformare il generatore di corrente controllato in tensione:

1 1
R p1 =   0,86 
1 1 1 1
 
R8 R5 6 1

E eq1 = VAB R p1  2  0,86VAB  1, 72VAB V;

Possiamo trasformare il generatore reale di corrente I0-R2 in uno equivalente di tensione Eeq:

E eq =I0  R 2  1 10  10 V;

Eeq1 +
Eeq -

R2 R3 Rp1
R4
A B

Applichiamo il teorema di Millman tra Eeq-R2 e R3:

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E eq
10
R2 10  3,33 V;
E M1 = 
1 1 1 1
 
R 2 R 3 10 5

1 1
R M1 =   3, 33 
1 1 1 1
 
R2 R3 10 5

Applichiamo la legge di Kirchhoff alla maglia, dopo aver scelto arbitrariamente un verso di
percorrenza ed un verso di scorrimento della corrente. Aggiungiamo anche l’equazione per la
variabile di controllo:

-E M1 +E eq1   R M1  R p1  R 4  I3  0 -3,33 + 1,72  7I3    0,86  3,33  7  I3  0


 
V
 AB = - R I
4 3  VAB = - 7I3
 3,33
 I3   =-3,92 A
 0,85
 V = - 7  ( 3,92)= 27,42 V
 AB

Applichiamo la legge di Ohm generalizzata per ricavare la tensione VCA:

VCA =E M1 - R M1I3  3, 33  3, 33   3, 92   16, 38 V;

V0=VCA;

V0 16, 38
RN    16, 38 ;
I0 1

Si può verificare che, cambiando il valore di V0 il risultato non cambia.

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Il circuito equivalente di Norton è:

Trasformiamo il generatore reale di Norton in uno di tensione equivalente EN: 


E N  I N R N  0, 64 1, 23  0, 79 V;

Applichiamo la legge di Kirchhoff alla maglia scegliendo un verso di percorrenza arbitrario:

E1  E N 1  0, 79
- E1  E N   R N  R 1  I  0  I    0, 09 A.
R N  R 1 16, 38  3

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