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Analisi nodale.

Determinare tutte le correnti della rete in figura e la potenza generata dal generatore di corrente I2
mediante il metodo dell’analisi nodale.

R1=3 , R2=4 R3=2 , I1=2 A, I2=4 A.

Per applicare l’analisi nodale si deve innanzitutto scegliere un nodo di riferimento. Per esempio
possiamo scegliere come nodo di riferimento il nodo 3, mentre diamo valore di tensione V1 e V2
rispettivamente ai nodi 1 e 2.

Applichiamo la KCL ai due nodi che non sono di riferimento, da cui si ha:

Nodo 1: I1  I 2  I 3  I 4  0 ; Nodo 2: I 2  I 4  I 5  0 .

Esprimiamo le correnti in funzione delle tensioni di nodo, per cui si avrà:

V1 V  V2 V
I3   G1V1 ,  I 4  1  G 2 V1  V2  ,  I 5  2  G3V2  
R1 R2 R3

Dalle equazioni ai nodi, sostituendo i valori delle correnti, si ottiene:


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Nodo 1: I1  I 2  G1V1  G 2 V1  V2    G1  G 2  V1  G 2V2 ;

Nodo 2: I 2   G 2 V1  V2   G 3V2   G 2V1   G 2  G 3  V2

Da cui il sistema:  1 2  1
 I  I  G  G 2  V1  G 2V2
 I 2   G 2V1   G 2  G3  V2

Si ha: G1=1/R1=1/3=0,33 S, G2=1/R2=1/4=0,25 S, G3=1/R3=1/2=0,5 S. Da cui:

-2=  0,33+0,25 V1  0, 25V2 0, 25V2 -2=0,58V1


 e quindi 
4=  0, 25V1   0,25+0,5 V2 4=  0, 25V1  0,75V2

Da cui si ricavano V1=-1,34 V; V2=4,89 V

V1 1,34 V V 1,34  4,89 V 4,89


Da cui: I 3    0, 45 A , I 4  1 2   1,56 A , I 5  2   2, 44 A
R1 3 R2 4 R3 2

PI2  I2   V1 -V2   4  (1,33  4,89)  24,88  W POTENZA GENERATA

Se si utilizza il metodo dell’analisi nodale per ispezione si può scrivere direttamente la matrice delle
conduttanze e il vettore delle correnti dei termini noti:

 G1  G2  G2 V1 I I 0, 58  0, 25 V1 2
 1 2 = 
G2  G 2  G3  V2 I2  0, 25 0, 75 V2 4

e si ricavano gli stessi valori di V1=-1,33 V e V2=4,89 V.

Analisi nodale in presenza di generatore di tensione.

Determinare tutte le correnti della rete in figura e la potenza generata dal generatore di corrente I1
mediante il metodo dell’analisi nodale. R1=3 , R2=4 R3=2 , I1=2 A, I2=4 A, Vb=5 V.

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Per applicare l’analisi nodale si deve innanzitutto scegliere un nodo di riferimento. Per esempio
possiamo scegliere come nodo di riferimento il nodo 3, mentre diamo valore di tensione V1 e V2
rispettivamente ai nodi 1 e 2. In questo caso vediamo che vi è un generatore di tensione Vb
collegato tra due nodi non di riferimento.

Il generatore di tensione Vb collegato tra due nodi non di riferimento consideriamo un supernodo
che racchiude i nodi 1 e 2. Applichiamo la KCL al supernodo e si ha:

Nodo 1-2: I1  I 2  I 3  I 5  I 2  0 .*

Esprimiamo le correnti in funzione delle tensioni di nodo, per cui si avrà:

V1 V
I3   G1V1 , I 5  2  G 3V 2
R1 R3

Dall’equazione al nodo, sostituendo i valori delle correnti, si ottiene:

Nodo 1-2: I 1  I 3  I 5  G 1V1  G 3V 2 ;

La seconda equazione viene dalla differenza di potenziale imposta dal generatore di tensione
V b  V1  V 2 .

 V V
 I1  G1V1  G3V2  2  1  2
Da cui il sistema:  =  3 2
 Vb  V1  V2  5  V1  V2

Da cui si ricavano V1=5,42 V; V2=0,42 V.

V1 5, 42 V 0, 42
Da cui: I 3    1, 81 A , I 5  2   0, 21 A
R1 3 R3 2

PI1  I1   -V1   2  (5,42)  10,84  W POTENZA GENERATA

*Il supernodo racchiude anche tutti gli elementi che ha in parallelo.

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Analisi nodale in presenza di due generatori di tensione.

Determinare la potenza dissipata dal resistore R1 e la potenza generata dal generatore di tensione V4
mediante il metodo dell’analisi nodale. R1=4 , R2=2 R3=8 , R4=6 , V1=10 V, V4=5 V.

Per applicare l’analisi nodale si deve innanzitutto scegliere un nodo di riferimento. Per esempio
possiamo scegliere come nodo di riferimento il nodo in basso, mentre diamo valore di tensione V2 e
V3 rispettivamente ai nodi 2 e 3. Per quanto riguarda il nodo 1 vediamo che un generatore di
tensione si trova tra il nodo 1 e il nodo di riferimento quindi la sua tensione è proprio quella V1 del
generatore. In questo caso vediamo che vi è un generatore di tensione V2 che è invece collegato tra
due nodi non di riferimento, per cui si può considerare un supernodo che racchiude i nodi 2 e 3.
Applichiamo la KCL al supernodo e si ha: Nodo 2-3: I1  I 2  I 3  I 4  0 .

Esprimiamo le correnti in funzione delle tensioni di nodo, per cui si avrà:

V1  V 2 10  V 2 V V V V V  V 10  V3
I1   , I2  2  2 , I 3  3  3 , I4  1 3 
R2 2 R3 8 R4 6 R1 4

La seconda equazione si ricava dalla differenza di potenziale imposta dal generatore di tensione nel
supernodo, cioè: V2  V3  V4 ; V2  V3  5

10  V2 V2 V3 10  V3
     0  0, 5   0, 625V2  0, 42V3
Da cui il sistema:  2 8 6 4 = 
  V 2  5  V3
V2  V3  5

Da cui si ricavano V2=9,2 V; V3=4,2 V.

V3 4, 2 10  V3 10  4, 2
Da cui: I 3    0, 7 A , I 4    1, 45 A
R4 6 R1 4

PR1  I24  R1  1,45  4  8,41W


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POTENZA DISSIPATA

La corrente nel generatore V4 sarà data da I5=I3-I4=0,7-1,45=-0,75 A

PV4  I5  V4  0,75  5  3,75  W POTENZA GENERATA

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Analisi nodale – metodo per ispezione

Determinare la potenza generata dal generatore di corrente di 2 A e la potenza dissipata dal resistore
da 5 mediante il metodo dell’analisi nodale.

Utilizzando l’analisi nodale si scrive l’equazione GV=I, da cui:

 1 1 1
    0 0
 10 5  5
1 1 1  1 V1 3
    1  1
5 5 8  8 V2 1  2

1 1 1 1 1 V3 0
0      
8 8 8 4 8 V4 42
1 1 1 
0 1     1
8 2 8 

Da cui si ottiene la soluzione: V1=13,9 V; V2=5,84 V; V3=3,35 V; V4=7,75 V.

La tensione ai capi del generatore di corrente di 2 A è la stessa di quella ai capi del resistore da
1poiché gli elementi risultano in parallelo, quindi si avrà VI=V2-V4=5,84-7,75=-1,91 V. La
potenza sarà allora:

PI  I  VI  1,91 2  3,82 W POTENZA GENERATA

VR=V1-V2=13,9-5,84=8,06 V, da cui

VR2 8,062
PR    13 W POTENZA DISSIPATA
R 5

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Analisi agli anelli.

Determinare tutte le correnti della rete in figura e la potenza generata dal generatore di tensione V1
mediante il metodo dell’analisi agli anelli.

V1=5 V, V2=10 V, R1=3 , R2=4 R3=2 .

Dopo aver assegnato le correnti di anello, applicando la KVL si ha:

V1  R1 I1  R3  I1  I 2   0   R1  R3  I1  R3 I 2  V1
 da cui 
 R2 I 2  V2  R3  I 2  I1   0  R3 I1   R2  R3  I 2  V2

 5 I1  2 I 2  5
 da cui si ottiene: I1=0,38 A; I2=-1,54 A
2 I1  6 I 2  10

I3=I1-I2=0,38+1,54=1,92 A

PV1  I1  V1  0,38  5  1,9 W POTENZA GENERATA

Se si utilizza il metodo dell’analisi agli anelli per ispezione si può scrivere direttamente la matrice
delle resistenze e il vettore delle tensioni dei termini noti:

 R1  R3   R3 I1 V 5 2 I1 5
 1 = 
 R3  R2  R3  I 2 V2 2 6 I 2 10

e si ricavano gli stessi valori di I1=0,38 A e I2=-1,54 A.

Analisi agli anelli in presenza di generatore di corrente.

Determinare tutte le correnti della rete in figura e la potenza generata dal generatore di corrente I
mediante il metodo dell’analisi nodale. R1=3 , R2=4 R3=2 , R4=5 , I=2 A, V1=5 V.

Se il generatore di corrente fa parte di un solo anello si pone la corrente di anello uguale a quella del
generatore e si abbassa quindi il numero delle incognite. In tal caso si vede che il generatore di
corrente fa parte di entrambi gli anelli e quindi si deve considerare un superanello che esclude il
generatore di corrente e gli elementi in serie. Quindi si avrà:

6
 
V1  R1 I1   R3  R4  I 2  0 5  3I1  7 I 2  0
 da cui si ha 
 I1  I  I 2  0  I1  I 2  2

da cui si ottiene: I1=-0,9 A; I2=1,1 A.

Per il calcolo della potenza del generatore di corrente I è necessario calcolare la tensione ai suoi
capi. La VI  R2 I  R1 I1  V1  4  2  3  0,9   5  15, 7 V. La potenza di I sarà data da:

PI  VI  15, 7  2  31, 4 W POTENZA GENERATA

Analisi agli anelli – metodo per ispezione

Determinare la potenza erogata dal generatore reale di tensione di 4 V (R=2 viene considerata
come resistore interno) e la potenza dissipata dal resistore da 3 compreso tra gli anelli 4 e 5
mediante il metodo dell’analisi agli anelli.

Utilizzando l’analisi nodale si scrive l’equazione RI=V, da cui:

2  5  2 2 2 0 0 I1 4
2  2  2  4  1  1 4 1 1 I2 10
2 4 2  3  4 0 0 I 3   12  6
0 1 0  4  3  1 3 I4 0
0 1 0 3  3  1 I5 6

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Da cui si ottiene la soluzione: I1=0,59 A; I2=0,83 A; I3=-0,17 A; I4=-0,53 A, I5=-1,69 A.

La tensione ai capi del generatore reale di tensione è data da:

VAB  2  I 2  I1   4  2  0, 24  4  4, 48 V

La potenza sarà allora:

PV  VAB   I2  I1   4,48  0,24  1,07 W POTENZA DISSIPATA

PR  RI2R  3 I4  I5   3 0,53 1,69  4,04 W


2 2
POTENZA DISSIPATA

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