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Referto Medico Il referto è l'atto obbligatorio col quale l'esercente una professione sanitaria riferisce

all'autorità giudiziaria di avere prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i
caratteri di un delitto perseguibile d'ufficio. È scritto nel codice penale. Non è obbligatorio solo in due casi:
a) se espone il paziente ad un procedimento penale;
b) se espone il libero-professionista ad un nocumento (azione del nuocere) per sé o per un proprio congiunto.
L’omissione del referto è punito dal codice penale e viene effettuato da essenzialmente 3 figure giuridiche:
 l’incaricato di pubblico servizio: medico
 il pubblico ufficiale
 l’esercente di un servizio di pubblica necessità
Il codice penale dice che l’esercente di una professione sanitaria principale (una volta erano solo i medici, i
farmacisti, i veterinari e le vigilatrici d’infanzia mentre adesso anche tutte le lauree triennali) presta opera o
assistenza in casi che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile d’ufficio, deve avvertire
l’autorità giudiziaria.
Autorità giudiziaria procuratore della repubblica, il magistrato che rappresenta gli interessi della collettività
e dello Stato (quale Pubblico Ministero) innanzi a una corte di giustizia e, insieme ai suoi sostituti, promuove
l'azione penale. C’è una procura della repubblica per ogni tribunale. In procura però il capo è il procuratore
della repubblica a cui va indirizzato il referto. Se non c’è la possibilità di portare il referto direttamente al
procuratore della repubblica, il codice penale consente di consegnarlo ad altra autorità (il referto va
comunque indirizzato al procuratore della repubblica) che ha l’obbligo di riferire immediatamente a quella
giudiziaria che nel caso specifico sarà un ufficiale di polizia giudiziaria (che fa parte della squadra di polizia
giudiziaria).Quindi il referto potrà essere consegnato a qualunque ufficiale di polizia giudiziaria compreso
anche il sindaco (raramente). La squadra di polizia giudiziaria dunque comprende: Carabinieri, Polizia di
Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale e Polizia Forestale compresa quella Penitenziaria.
Opera o assistenza Affinché scatti l’obbligo del referto, occorre aver prestato opera e/o assistenza. L’opera
è fondamentalmente una prestazione diagnostica mentre assistenza è una prestazione terapeutica. Ad
esempio constatare il decesso di una persona è una prestazione diagnostica pura, così come trovare una
persona per strada che sta male ed accompagnarla al pronto soccorso (non ho fatto niente di terapeutico né
posso farlo non avendo i mezzi). In quest’ultimo caso, considerando le lesioni, ho effettuato comunque
diagnosi ad esempio della gravità della situazione. Per assistenza si intende qualunque atto terapeutico dal
più piccolo al più grande, anche disinfettare una ferita e a seconda del caso che mi trovo di fronte devo o
meno informare la polizia giudiziaria.
In caso di dubbio, è sempre meglio aver un referto in più che un referto in meno.
Il Delitto non si identifica solo con la morte e l’uccisione, non sempre delitto=cadavere. In Italia violare le
leggi o i codici vengono classificati tutti con il termine di reato (Si definisce reato quel comportamento
umano volontario, che si concretizza in un’azione o omissione tesa a ledere un bene tutelato giuridicamente e
a cui l’Ordinamento giuridico fa discendere l’irrogazione di una pena (sanzione penale).
I reati poi si dividono in:
 contravvenzioni
 delitti
Come esempio di delitto ricordiamo le lesioni personali. Il delitto è sicuramente più grave e viene punito con
la reclusione o la multa (e l’ergastolo). La contravvenzione non è solamente la multa quella per l’eccesso di
velocità o divieto di sosta ma è appunto un reato che può abbracciare qualunque campo e che viene punito o
con l’arresto e/o con l’ammenda. Il codice penale, a cui fanno riferimento queste cose, è afflittivo consiste
cioè nella privazione o diminuzione di un bene personale individuale come la libertà (detenzione o
reclusione) o qualcosa di economico (la multa).
Il diritto privato (civile) non quantifica ma semplicemente riporta o meno la colpevolezza che è stata
giudicata dal penale. Essa risarcisce il danno che è stato fatto per l’illecito perché nel penale non c’è mai il
risarcimento. (civile=sottoinsieme del privato ma all’atto pratico le due espressioni si equivalgono)
La differenza tra reclusione e arresto sta nel fatto che la prima è la prima vera e propria pena detentiva che
viene scontata nelle nostre carceri mentre la seconda indica un atto con cui si priva una persona della sua
libertà di spostamento. L’arresto può avere una durata che va da 15 giorni a 3 anni, non viene fatto nelle
patrie galere ma ci devono essere strutture speciali perché non ci deve essere commistione tra il detenuto e
l’arrestato. Ricapitolando: detenzione per i delitti e arresto per le contravvenzioni. La multa è per il delitto e
l’ammenda è per la contravvenzione. Fondamentalmente di base parliamo sempre in termini economici.
Perseguibile d’ufficio i delitti possono essere perseguibili d’ufficio o a querela della persona offesa. Nel
caso della querela si va a tutelare l’interesse di un singolo che si sente danneggiato e quindi faccio un querela
nei confronti di qualcuno, querela che posso ritirare entro 3 mesi dalla presentazione. Perseguibilità d’ufficio
vuol dire invece che la magistratura procede nelle indagini sia che la persona vittima voglia o non voglia
dunque sarà procedibilità d’ufficio perché in questo caso il fatto interessa la collettività.
Omissione di referto la disposizione della punizione nel caso in cui il referto non venga presentato non
viene applicata se facendolo espongo l’assistito a procedimento penale. Il motivo va ricercato nella
costituzione italiana che nell’articolo 32 afferma che la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività. Nel caso in cui l’autore di un illecito grave si sia ferito durante un
omicidio o una rapina, lo stato non può permettersi che nella costituzione si impedisca a questo soggetto di
essere portato in ospedale. Al libero professionista si concede di non fare referto per dare la possibilità a
questo che ha commesso un illecito più o meno grave di farsi curare. L’articolo 365 del codice penale
dunque permette al libero professionista di esimersi dal fare referto con finalità di salvaguardia della salute
(bene primario tutelato dalla costituzione). Tutti devono infatti avere diritto ad usufruire di trattamenti
sanitari anche quando si sono resi autori di reati per vari motivi:
 La salute che è costituzionalmente tutelata
 Motivazioni economiche: Se l’assistito permane con una lesione di una certa gravità, egli diventerà
un costo per la società sia per le cure che per l’invalidità civile.
Il non fare referto è una possibilità che ci dà la legge non un obbligo. Al professionista comunque viene
permesso di scegliere perché potrebbe anche pensare che sia prioritario assicurare alla giustizia una persona
rea di un delitto grave. Diverso è se si tratta della vittima. Nel caso in cui il libero professionista si trovi
davanti una vittima di un fatto illecito di qualsiasi natura come per esempio violenze familiari o aggressione
di vario tipo, non ci sarà la possibilità di assecondarla. Anche se la vittima si rifiutasse dicendo di non voler
fare niente, il libero professionista ha l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria.
Obbligo di referto Quando si fa il referto? Può succedere che ci si trovi di fronte ad un incidente stradale,
dove ad esempio si debba effettuare una constatazione di morte e prestando così opera scatti
automaticamente l’obbligo del referto. In sintesi, l’obbligo del referto presuppone che il sanitario abbia
prestato la «propria» opera od assistenza, nel senso che la prestazione deve essere stata effettuata
personalmente e nell’esercizio della professione. I casi più frequenti sono le lesioni personali. Le lesioni
personali però, come qualsiasi altro fatto illecito, dobbiamo vederle sotto l’elemento psicologico del reato
che ci permette di capire se questo fatto è stato commesso perché si voleva, perché siamo andati oltre, o è
capitato per accidens anche se non si voleva. Quindi colposo, preterintenzionale, doloso.
Colposo: quando non ti volevo proprio fare male è successo ma non c’era la volontà del soggetto. (è colposo,
o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di
negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline).
Preterintenzionale: quando ti volevo fare male ma non ti volevo uccidere. (è oltre l'intenzione, quando
dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall'agente) ,
Doloso o volontario: ti volevo fare e ci sono anche riuscito. (Commesso con deliberata e precisa volontà di
nuocere, contrapposto a colposo e preterintenzionale).
Mentre i delitti intesi in questo caso come uccisione di qualcuno possono essere dolosi colposi o
preterintenzionali, le lesioni personali possono essere solo o colpose o dolose. Questo perché non si potrà
mai dire “ti volevo fare male ma non così tanto”. Posso dire “ti volevo fare male ma non ti volevo uccidere”.
La preterintenzionalità nelle lesioni personali non esiste se non per due casi che una volta erano compresi
nell’articolo 583 del codice penale e che con la legge del 22 maggio 1978 “Norme per la tutela sociale della
maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” sono stati abrogati. I suddetti casi riguardano
l’acceleramento del parto e l’aborto della persona offesa. L’acceleramento del parto è una lesione personale
grave mentre l’aborto della persona offesa è una lesione personale gravissima.
Per le lesioni colpose non sussiste l’obbligo di referto se non quando si tratti di lesioni personali gravi e
gravissime che siano conseguenza di violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro o
relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale.
Per le lesioni dolose invece, consideriamo solo le lesioni lievi, gravi e gravissime escludendo le lievissime
guaribili in 20 giorni. Ad esempio per lesione lievi si può considerare un graffio. Diverso il discorso è se il
graffio è stato causato da un proiettile che mi ha colpito di striscio, non sarà più una lesione personale ma un
tentato omicidio per cui non rientrerà più nelle lesioni personali. Per gli incidenti stradali quindi a meno che
io non abbia voluto fare del male volontariamente ad una persona, non si procede più d’ufficio ma a querela
della persona offesa.
Caratteristiche del referto Il referto va fatto pervenire all’autorità competente entro attualmente 48 ore o
immediatamente nel caso in cui vi sia “pericolo nel ritardo”. Per pericolo nel ritardo non s’intende pericolo
di ritardo di consegna ma bensì pericolo di ritardo di avvio delle indagini. Quindi, non solo rispetto al
pericolo di vita della persona assistita, ma anche per ogni ulteriore circostanza tale da determinare «pericolo»
(per altre persone, per la sicurezza collettiva, per la salute pubblica e così via). Se la situazione è
particolarmente grave dobbiamo dunque accelerare la procedura di refertazione anche per tutelare
l’incolumità pubblica e di altre persone.
Come si fa? Non esistono moduli, si prenderà un foglio di carta e si comincerà a scrivere. Si metteranno:
 intestazione (al pubblico ministero di..al procuratore della repubblica di..)
 Luogo e data della prestazione (ambulatorio, per strada o un domicilio)
 Non potrò scrivere che l’assistito si chiama Mario Rossi o Giuseppe Verdi perché non posso saperne
con certezza l’identità né ho l’autorità per chiederglielo. Scriverò che “afferma di” chiamarsi Mario
Rossi o Giuseppe Verdi anche per non rischiare il falso. Oltre al presunto nome si metteranno anche
elementi utili ad un eventuale identificazione come sesso, età, altezza, caratteri somatici, accento etc
 Non solo della vittima dovrò fare questo lavoro ma anche eventualmente di chi lo accompagna
perché spesso e volentieri è lo stesso aggressore che accompagna la vittima
 Lesioni che presenta il soggetto possibilmente cercando di distinguere una lesione da un’altra come
ad esempio un’escoriazione da un’abrasione.
 Prognosi: fa scattare o meno l’obbligo di referto che viene fatto nelle lesioni lievi, gravi e
gravissime. La prognosi è sempre e comunque un giudizio personale.
 Firma del referto: la firma del referto potrà coinvolgere anche altri colleghi a patto ovviamente che
siano d’accordo con quello scritto nel referto
Le lesioni personali le lesioni personali lievissime sono quelle per le quali si prevede un periodo di malattia
non superiore a 20 giorni. Che cos’è una malattia? È uno stato peggiorativo dello stato precedente del
soggetto e dovrà dare disturbi funzionali, deve essere una cosa dinamica in evoluzione (in meglio o in
peggio) e che soprattutto deve avere bisogno di cure di qualunque tipo (farmaci, tutore gessato). (Si definisce
MALATTIA un'alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare
negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo. Lo stato di malattia può essere dovuto a
molte cause diverse: fondamentalmente esse possono essere interne od esterne all'organismo)
Questa malattia dunque a seconda della durata classifica le lesioni personali.
Le lesioni personali lievi hanno uno stato di malattia che non supera i 40 giorni.
Le lesioni personali gravi hanno uno stato di malattia che supera i 40 giorni.
Le lesioni personali gravissime hanno una malattia probabilmente o certamente insanabile.
Nel caso delle gravissime il codice dice certamente o probabilmente perché allo stato attuale non possiamo
sapere se una malattia potrà essere curata in futuro o meno. La malattia dunque è l’elemento da tenere in
considerazione per le lesioni lievi e lievissime ma non è l’unico per le lesioni gravi e gravissime.
Si suole intendere per "recidiva" il ripetersi di una malattia dopo un precedente attacco completamente e
definitivamente guarito, e per "ricaduta" il ripetersi, o, meglio, riaccendersi, di una malattia appena spenta,
come sono le malattie nel periodo della convalescenza. Nel penale, per poter affermare che vi sia una
recidiva, la malattia si deve verificare dopo almeno un periodo di 20 giorni. Quindi non la vado a computare
nella malattia mentre nella malattia posso benissimo computare la ricaduta anche se io pensavo fosse guarita
dopo 3 giorni dalla fine della malattia.
Nelle lesioni gravi oltre al periodo di malattia vengono considerate anche alcune aggravanti che fanno
rientrare una lesione personale, dolosa o colposa, tra le lesioni gravi a prescindere dalla durata della malattia.
Esse sono:
 Incapacità di attendere alle normali occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni: si intendono
tutte quelle attività quotidiane, purché lecite, che un soggetto è abituato a fare e che a causa della
lesione subita non può svolgere. Può essere considerato anche il lavoro ma non necessariamente.
Nel periodo interessato viene considerato anche il “periodo di convalescenza”, nel quale il soggetto
leso, pur essendo clinicamente guarito, non può comunque riprendere le sue normali attività.
 Il pericolo di vita (che non significa prognosi riservata, la prognosi riservata comprende il pericolo
di vita ma il pericolo di vita non necessariamente è prognosi riservata) è un giudizio diagnostico
non prognostico. Per pericolo di vita si richiede che venga perturbata almeno una delle tre funzioni
organiche vitali (cardiovascolare, respiratorio, sistema nervoso) in maniera tale da essere
considerata incompatibile con la vita, facendone temere come probabile o imminente la morte.
Parametri vitali da tenere in considerazione:
Cardiovascolare: Pressione arteriosa e Frequenza cardiaca
Respiratorio: Frequenza respiratoria, Saturazione d’ossigeno
Nervoso: Stato di coscienza
 Indebolimento di un senso o di un organo: Si ha quando i reliquati della lesione, superata la fase di
malattia, riducono l’efficienza di un senso o un organo, con effetti menomativi stabili e durevoli. I
sensi posso non perderli ma averne indebolito uno. Per la medicina legale l’organo comprende
l’insieme delle parti anatomiche che servono a espletare una funzione determinata. Possono essere
più visceri che concorrono ad una funzione (es. organo della minzione, organo della masticazione,
organo della prensione) ed in questo caso se perdo la funzione di uno di questi ho un indebolimento
non una perdita. Il danno che si va a valutare non è quello anatomico, è quello funzionale perché ci
posso essere danni anatomici che non hanno ripercussioni funzionali.
 L’acceleramento del parto pur non essendo più nella 583 è comunque rimasta una lesione
personale, potrà essere anticipato anche di uno o tre giorni ma che viene definito comunque
acceleramento. Pur avendo partorito prima del tempo la donna non riporta nessuna lesione, che
lesione personale è? Ci dovranno essere state delle lesioni che hanno portato al parto prematuro con
tutti i rischi che comporta. Se poi il prodotto del concepimento non è vitale, quello è aborto. Qua si
valuta l’interruzione di un normale periodo che seppur sia stato portato a termine non era ancora
pronto in natura. L’ho accelerato e anche se non ci sono stati danni è una lesione personale grave.