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LA COMUNICAZIONE

IPNOTICA

Dott.ssa Marilia Boggio Marzet


MENTE E CORPO
Secondo la ben nota dicotomia tra mente e corpo
introdotta da René Descartes - la coscienza è la
“consapevolezza soggettiva di sé e dei contenuti mentali
soggettivi” di cui nessuno può mai dubitare
Siamo al famoso “Cogito - ergo sum”
Ma dal secolo XVII° molte cose sono cambiate con
l’avvento prima di Locke - Leibniz e Kant
Poi di Herbart con le idee consce ed inconsce
di Fechner con “la coscienza si può misurare”
di Freud “l’inconscio esiste come il conscio”
di Watson e la nascita del comportamentismo
La coscienza

Secondo i fisici ed i cosmologi dell’ultima generazione dal


“Cogito ergo sum” è ormai necessario passare al “Cogito
deinde sum”
per azzardare una spiegazione plausibile della nostra presenza
nell’Universo
Dal punto di vista filosofico la coscienza è innanzitutto la
“consapevolezza di esistere come soggetto ma anche come
oggetto per gli altri”
È anche in senso etico “la capacità - forse intrinseca di
distinguere il bene dal male”
In questo caso la chiameremo “coscienza morale”
Con Frankl possiamo dire ”La capacità intuitiva di scoprire il
significato unico e singolare nascosto in ogni situazione”
Cos’è la coscienza?
• “E' "istinto etico“ – intuizione e quindi irrazionale
alogica - pre-logica - "anticipazione spirituale"
suscettibile di una razionalizzazione secondaria
• E’ fondata nell’inconscio
• E’ l'Io spirituale che si immerge nell'inconscio
• Manifesta non tanto un "essere" di una situazione e di
una persona - quanto un "poter-essere" e un "dover-
essere" non ancora realizzato ma che “attende di
essere”
• Si potrebbe forse tentare di fare il paragone in qualche
modo con l’innamoramento e l’amore - che nascono
spontaneamente - quasi senza volerlo e quindi senza una
spiegazione di tipo razionale
“La coscienza è il testimone interiore
il conoscitore delle informazioni
che giungono a noi dal mondo esterno
e da quel nostro stesso
mondo interiore che chiamiamo corpo”

“Essa è il punto essenziale


Senza di essa non ci sarebbe soggetto
e quindi non esisteremmo
Siamo la coscienza di noi stessi e del
mondo
Ogni attività mentale
ogni sensazione - ogni sentimento
ogni intuizione e memoria
non potrebbero esistere senza un
centro di coscienza senza un "Io" che
ne percepisca il significato che ne
comprenda il senso.
Tuttavia la "scienza della coscienza"
sebbene in rapidissima crescita
all'interno dell'edificio della scienza
ufficiale è ancora una parte
irrilevante e fortemente ostacolata.

Eugene Wigner Nobel per la fisica


1963
Dal volume di Montecucco “Cyber”-
Cap. Terzo - Pag.116
Il neurologo Giulio Tononi scrive
«Sappiamo dove risiede nell’uomo –
ma la scienza non potrà mai spiegare
come si realizza in un verso di
Leopardi»
«L'obiettivo è quello di diradare il
Mistero
Non sappiamo perché leggere quel
particolare canto di Leopardi - come
“L’infinito” - risuoni in quel particolare
modo per quella particolare persona –
qui la scienza deve arrendersi
La coscienza tuttavia sembra sfuggire alle leggi fisiche –
chimiche e biologiche
E’ qualcosa di straordinariamente familiare e indiscutibile –
ma - nello stesso tempo - diviene misteriosa - non appena la
pensiamo sullo sfondo dell'immagine fisica del mondo
La nostra esperienza cosciente è costituita da innumerevoli stati
qualitativi - ovvero colori odori – sapori – dolori - sensazioni
tattili cinestetiche – propriocettive e ancora piaceri emozioni –
stati d'animo ecc.
Tutte queste sensazioni sono profondamente reali e indubitabili
e contornano la nostra vita soggettiva
• Di recente - con l'aiuto di nuove
strumentazioni sofisticate - come la
RM - la PET ecc. - la scienza
cognitiva è riuscita ad analizzare
sempre più a fondo i meccanismi
cerebrali - avanzando teorie
moderne sul funzionamento della
mente
• E' grazie all'evoluzione delle
tecniche di visualizzazione in vivo
che hanno reso possibile l'esame e
la rappresentazione del cervello in
azione - agli studi
neurofarmacologici che hanno fatto
luce sul ruolo di molti
neurotrasmettitori nei meccanismi
cerebrali e al progredire degli
studi sul cervello che oggi si è
arrivati ad una conoscenza sempre
più dettagliata dei processi
neurobiologici che danno origine al
nostro comportamento e ai nostri
processi cognitivi
“In Oriente siamo consapevoli di ciò che
l'Occidente deve ancora scoprire
Andando oltre l'inconscio collettivo
si troverà l'inconscio cosmico
Il che è assolutamente logico
La dimensione cosciente è individuale
L'inconscio è impersonale
L'inconscio collettivo rappresenta tutto ciò
che ci ha preceduto
Contiene l'intera storia della mente umana
Gli stati modificati di coscienza secondo
Ralph Metzner
professore in psicologia al California
Institute of Integral Studies

Ha condotto studi nel campo degli stati


di coscienza degli psichedelici e dello
sciamanesimo per oltre 30 anni
È co-autore - con Leary e Alpert - di
The Psychedelic Experience
Il suo libro più recente è The
Well of Remembrance –
Rediscovering the
Earth Wisdom Mythology of
Northern Europe

Un modello metaforico che vorrei


ricordare è il concetto che il Sé è
come una pianta o un albero
L’albero della vita è una metafora
per il sé e la crescita dell’albero
maturo dal seme è una metafora
della crescita - della maturazione
del sè
Così -in questo modello degli stati modificati di
coscienza abbiamo una linea di base e la coscienza di
base è la coscienza che abbiamo in questo preciso
momento - nel quale stiamo pensando nel modo
ordinario a cui siamo abituati e il mondo ci appare nel
modo in cui ci appare ordinariamente
Cosa accade in uno stato "modificato" di coscienza?
“ Lo stato modificato è rivelazione del Sé”
nella vita Il Sé ha molti aspetti che si aprono come i
petali di un fiore – differenti capacità che si schiudono e
che prima erano in uno stato dormiente o latente
La coscienza è la
“consapevolezza di esistere
come soggetti e nello stesso
tempo anche come oggetti”

“Penso di esistere per cui


esisto e so di esistere”

“Posso usare il verbo esistere


sia nel modo attivo sia nel modo
riflessivo”

In più posso constatare vari


livelli di consapevolezza
dai più bassi o più profondi
(abbassamento qualitativo e
quantitativo)
a quelli più alti o più elevati
(innalzamento)
• C. G. Jung insegna che

• “La nostra coscienza non crea


se stessa ma sgorga da una
ignota profondità

• Essa si desta a poco a poco


nel bambino e da uno stato
inconscio si desta ogni
mattina dall’abisso del sogno

• E’ come un bambino che nasce


quotidianamente dal grembo
materno dell’inconscio
L’inconscio secondo
Milton Erickson
L’inconscio è inteso da Erickson come un grande serbatoio
di risorse individuali e collettive
"Associa immagini – sensazioni - idee e simboli secondo
rapporti di analogia e somiglianza che hanno fra loro -
operando in un presente permanente
Queste catene di associazioni si spezzano e si intersecano
si allacciano e si sciolgono in una complessità che sfida
qualsiasi analisi su base razionale “
È questo il motivo per cui Erickson considera l’analisi
freudiana dell’inconscio un’impresa prometeica -
irrealistica e inefficace
Milton Erickson
Dal libro “La mia voce ti accompagnerà”

“L’inconscio è un deposito
di ricordi e di capacità
ai quali si può far ricorso
anche dopo molti anni
scoprendo delle cose che
ci fanno meglio comprendere
il motivo per cui ora
siamo fatti in un certo modo
o abbiamo determinate
reazioni….”
Erickson quindi non insegna alcuna
teoria particolare al paziente

Entra nel mondo del malato e mira a


comunicare direttamente alla sua
mente inconscia secondo il suo
linguaggio

Riprende dunque antiche procedure di


guarigione come l’uso delle metafore

"Esse aiutano a indurre uno stato


ipnotico e a curare il malato
Se sentendo una storia il paziente
manifesta improvvisamente i segni di
una trance significa che il terapeuta
ha raggiunto il cuore del problema
Ecco perché l’approccio ericksoniano a differenza della
maggior parte delle psicoterapie tradizionali volte a
rendere coscienti i contenuti inconsci
consiste nell’attivare le associazioni inconsce eludendo
l’intenzionalità cosciente del soggetto

"Se il suo Io fosse capace di risolvere il problema – fa


rilevare Erickson – il paziente non avrebbe bisogno di un
terapeuta"
La metafora
• La metafora (dal greco μεταφορά, da
metaphérō, «io trasporto») è un tropo,
ovvero una figura retorica che implica
un trasferimento di significato. Si ha
quando, al termine che normalmente
occuperebbe il posto nella frase, se ne
sostituisce un altro la cui "essenza" o
funzione va a sovrapporsi a quella del
termine originario creando, così,
immagini di forte carica espressiva.
Differisce dalla similitudine per
l'assenza di avverbi di paragone o
locuzioni avverbiali ("come").
• La metafora non è totalmente
arbitraria: in genere si basa sullo
esistenza di un rapporto di somiglianza
tra il termine di partenza e il termine
metaforico, ma il potere evocativo e
comunicativo della metafora è tanto
maggiore quanto più i termini di cui è
composta sono lontani nel campo
semantico.
Le metafore possono essere • L'Amazzonia è il polmone
costruite in vari modi: del mondo
- con un sostantivo ("una • Voi siete il sale della terra
montagna di compiti"; "una (Vangelo secondo Matteo:
salute di ferro" ); 5,13)
- con un aggettivo ("gli anni • "Anche un uomo tornava al
verdi“della suo nido" (Giovanni Pascoli,
giovinezza); X Agosto)
- con un verbo ("il pavimento • Sei una volpe
dellastanza balla");
• Luna, piuma di cielo
- con un predicato nominale • Gli amici dissoluti gli hanno
("quella ragazza è una perla"; divorato il patrimonio
oppure: "sei proprio una
ZUCCA!").
È una figura retorica, in particolare un traslato,
che consiste nell'usare un vocabolo o un'espressione
per intendere un concetto diverso da quello che di
solito esprimono: il nocciolo della questione.
La metafora è una parola che attribuisce ad un
soggetto il carattere posseduto da essa. Nella
frase "Giovanni è una pecora", al soggetto
(Giovanni) viene attribuito il carattere indicato dalla
parola pecora per significare che è inoffensivo. La
parola scelta significa letteralmente una cosa ma
viene usata per trasferire le sue qualità ad un altro
termine. La metafora facilita la comprensione di ciò
che si vuol dire e semplifica il discorso eliminando
un gran numero di parole per illustrare lo stesso
concetto.
La metafora identifica mediante un linguaggio
figurato due cose, per es., tu sei un fiore. Tra il
primo ed il secondo termine c'è un predicato
nominale. Tu sei come un fiore è invece una
similitudine. Oltre a questo, normalmente si intende
per metafora ogni altra forma di espressione
artistica, come la favola, la fiaba, il paragone,
l'esempio, l'allegoria, il racconto, l'analogia, il
paradosso, ecc., mentre tra i traslati, oltre alla
metafora si annoverano la metonimia (ho letto
Manzoni), la sineddoche, l'antonomasia (il
Mantovano, per Virgilio), la perifrasi, l'iperbole
(morire dal dispiacere), l'ironia, la litote (non è un
male, per dire è un bene, attenuato).
In linea generale, il linguaggio è
una metafora della realtà
La metafora permette di
rendere semplici i concetti
complessi perché è espressa
con linguaggio analogico, più
antico e più accessibile. È per
quest'ultimo motivo che essa è
una ottima via per fornire le
suggestioni indirette, perché il
suo contenuto viene captato in
maniera privilegiata
dall'emisfero destro. La
metafora può essere usata dopo
la descrizione logica di un
concetto, facilitandone la
comprensione. In tal modo su
un argomento vengono impegnati
entrambi gli emisferi cerebrali
con le rispettive funzioni.
– 1.) Se dovessi rappresentare in
un disegno una metafora di te
stesso, cosa rappresenteresti?
– Nell'istante in cui hai letto la
precedente domanda forse avrai
notato che un'immagine è apparsa
nella tua mente. Che immagine era?
Cosa rappresenta per te?
– Quali sono le caratteristiche della
metafora?
– Quali sono I suoi punti di forza?
– Quali sono I suoi punti di
debolezza?
– Come sono collegati I vari elementi
dell'immagine?
– Questo cosa significa?
– C'è qualcosa che manca
nell'immagine? Che cosa significa
questo?
Giorgio Nardone - L’arte del
cambiamento
Questa terapia è una terapia
comportamentale che fa
tesoro del costruttivismo, della
cibernetica, della terapia sistemica e
dell’ipnosi in senso lato
Se consideriamo uno stato di coscienza
come la risultante dell’interazione di
diverse variabili pensieri – emozioni –
fisiologia – comportamento ambiente -
ci rendiamo conto che agendo su una o più
di queste variabili noi possiamo cambiare
uno stato di coscienza e quindi anche la
realtà percepita considerando che la
realtà psichica è funzione dello stato di
coscienza
Così è possibile cambiare la mappa del mondo a
partire dal comportamento innescando le
cosiddette "esperienze emozionali correttrici"
STATI DI COSCIENZA

“Veglia normale o vigile”


Nello “stato di veglia normale” la
consapevolezza - secondo le nostre
abitudini e il nostro “normale” modo
di vivere al di fuori del sonno - si
presenta completa ed estremamente
attuale in tutte le sue espressioni -
come l’attenzione - la concentrazione
- la volontà e la memoria sia a breve
che a lungo termine
E’ l’unico stato conosciuto dalla
maggioranza degli abitanti del
pianeta terra - oltre il sonno ed il
sogno e rimane pilastro
fondamentale per tutte le ricerche
cosiddette scientifiche
STATI DI COSCIENZA
MODIFICATI
Veglia rilassata

Tutte quelle stimolazioni di


tipo diverso che provengono
dal mondo interiore
in modo particolare dal
profondo della propria
coscienza da quel labirinto
che sottende angoli ancora
nascosti della personalità
momenti intensamente vissuti
in cui l’“anima” tenta già di
esprimersi con il suo
linguaggio ricco di
metafore – aforismi –
allegorie – miti - riti
leggende archetipi - favole
e similsogni
c) Stati ipnopompici ed ipnagogici

“Le immagini eidetiche - vivide e reali - che si formano


spontaneamente prima dell’addormentamento o subito prima del
risveglio quando si è già in stato di relativa consapevolezza ma
gli emisferi stanno entrando o sono ancora immersi in uno stato di
parziale inibizione corticale mantenendo svegli solo determinati
punti di focalizzazione specie nella corteccia occipitale deputata
alla visione
d) Ipnosi
Varie definizioni
• 1)”Stato di coscienza
modificato - sicuramente
al di fuori della realtà di
veglia vigile inteso da
molti autori come stato
intermedio molto
probabilmente inserito tra
veglia rilassata e sonno”
• “Stato di parziale
inibizione corticale con
focalizzazione
dell’attenzione sulle parole
dell’ipnologo”
• “Stato particolare di
coscienza che non è veglia
che non è sonno”
• 2)”Stato di coscienza modificato
o diverso che sottende anche una
relazione interpersonale di solito
tra due soggetti - ma a volte
anche in gruppo

• Utilizzato sia in fase terapeutica


sia sperimentale

• La relazione interpersonale
diviene tanto più spontanea – utile
- efficace e operativa quanto più
esiste sintonia o empatia tra
l’operatore ed il cliente o il
paziente

• Le suddivisioni in leggera - media


e profonda non presentano nessun
valore in campo terapeutico”
4) Definizione di ipnosi della
Britisch Medical Association
“L’ipnosi è uno stato passeggero di
attenzione modificata” – stato che
può venir prodotto da un’altra
persona e nel quale possono
comparire diversi fenomeni –
spontaneamente o in risposta a
stimoli verbali o di altro tipo

Questi fenomeni comprendono un


mutamento nella coscienza e nella
memoria maggiore suggestionabilità
e la comparsa nel soggetto di
risposte ed idee che nelle
condizioni di spirito abituali
non gli sono familiari
Inoltre nello stato ipnotico possono
venire prodotti o soppressi
fenomeni quali l’anestesia - la
paralisi la rigidità muscolare e
modificazioni vasomotorie
5) Antonelli - noto psicosomatista

Si è definita terapia ipnotica


la possibilità di indurre in un
soggetto un particolare stato
psicofisico che permette
d’influire sulle condizioni
psichiche somatiche e viscerali
del soggetto stesso per mezzo
del rapporto interpersonale
stabilitosi tra il paziente e il
terapeuta

Nella terapia ipnotica si


rilevano spontanee
modificazioni neurovegetative
diverse secondo i vari soggetti
6) Granone nel suo “Trattato di
Ipnosi”
in due volumi così definisce
la terapia ipnotica
“L’ipnoterapia è un metodo di
indagine che permette di
esplorare la possibilità di
influire sulla patologia
psicosomatica di un organo o
apparato per mezzo del
rapporto interpersonale
stabilitosi tra il paziente ed
il terapeuta
Ha la possibilità di servirsi
dei comandi postipnotici per
potenziare una eventuale
psicoterapia di sostegno e
rieducativa “
Passaggi utili durante l’induzione

E’ sempre necessaria la fissazione


dell'attenzione
tramite qualsiasi cosa che attragga
e mantenga l'attenzione del soggetto
anche con la costruzione di metafore
- favole leggende – rituali -
archetipi
ma soprattutto paradossi verbali che
possano creare confusione o
dispersione
Depotenziamento graduale od
improvviso
degli abituali schemi di riferimento
e sistemi di credenze
tramite distrazione – shock –
sorpresa - dubbio paradossi –
confusione - destrutturazione...
“Noi siamo ma anche diveniamo
ciò che pensiamo”

La nostra salute fisica è legata a molti


fattori ma è largamente influenzata
dalle nostre aspettative
L’autoipnosi diviene pertanto un valido
ed utile strumento per diminuire le
aspettative negative e aumentare le
positive
Ricordarsi sempre che la teoria della
comunicazione afferma che essa
avviene su molti livelli e soprattutto
che quelli più bassi determinano il
significato conscio o inconscio di quelli
superiori
La razionalità viene così ad essere
perdente quando l’immaginazione è
preponderante
Come detto in precedenza
iniziare con pensieri o formule
molto semplici e inserirle
sempre nel presente
Non pensare “domani mi sentirò
meglio”ma “mi sento meglio”
La nostra attività subconscia o
inconscia “lavora sempre nel
presente”
Pertanto va attivata solamente
così altrimenti i risultati sono
poco attendibili e scarsamente
duraturi
Ricordarsi che per il subconscio
e l’inconscio il futuro è sempre
proiettato avanti nel tempo e
di conseguenza non si
realizzerà mai secondo le
nostre aspettative
Il futuro non è in grado di
creare un’immagine positiva
perché – soprattutto per
l’inconscio - non esiste -
non è ancora arrivato e non
giungerà mai
Il futuro non ci appartiene
Non è influente sul corso
della nostra vita e non è in
grado di creare
un’immagine mentale
positiva
Solo il presente ha la
facoltà di risvegliare
situazioni e comportamenti
nuovi anche se proiettati
nel futuro
La formuletta magica per
allenarsi bene all’autoipnosi
è ricordarsi sempre del
“Qui e ora”
Procedendo in questo modo tutto il
resto “viene da sé” - sempre però con
un progressivo allenamento nel tempo
Come è ovvio ancora più errato riferirsi
al passato
I ricordi rallentano o fermano
l’allenamento

I ricordi funzionano come “palle al


piede” perfino se sono positivi e
piacevoli

Creare dunque sempre


immagini mentali positive nel presente
con frasi semplici

L’inconscio riceve solo frasi semplici


esenti da forme letterarie elaborate
E’ come un bambino di sei-otto anni
Allenarsi alle frasi con gradualità e
misura fino a raggiungere scopi più
elevati degli ordinari
come autoanalisi -
autorealizzazione e autoguarigione
Punto ancora più importante
Scegliere una frase per volta -
innanzitutto rinforzando il proprio
Io con pensieri od immagini positive
- nel presente - all’incirca ogni
due-tre giorni - come
Mi sento meglio - Sono più forte
Mi sento a mio agio con me stesso
e gli altri
per passare - più avanti nel tempo
- a
Inizio a trovare la mia strada
Inizio a sentire come mi devo
comportare
f) Stato meditativo

“Pratica essenzialmente di tipo


autogeno - con allenamento
progressivo alla concentrazione
mentale - in veglia vigile o
rilassata
o anche in autoipnosi - a seconda
dei soggetti e delle loro
convinzioni religiose
oppure anche dei metodi usati
Lo scopo principale è aumentare
progressivamente la
consapevolezza di se stessi e del
vissuto interiore - a vari livelli -
anche in relazione all’ambiente
circostante e alle motivazioni
personali”
Alcune ricerche scientifiche
sugli stati di coscienza hanno
rilevato che i quadri più
sincronici osservati - in Oriente
come in Occidente -
appartengono a persone che
meditano
La meditazione è uno strumento
potentissimo di conoscenza di
sé e quindi di autorealizzazione
È altresì il grande unificatore -
armonizzatore e sincronizzatore
della nostra mente e del nostro
essere

La meditazione è uno stato di


non-mente
di silenzio interiore in cui i
pensieri tacciono
e la coscienza è quieta e
risvegliata
g) Stato mistico
“Esperienza particolare - di tipo
ineffabile e indescrivibile - con
sensazione reale di essere o vivere
con Dio o in Dio oppure a seconda
delle varie convinzioni religiose di
entrare in immediato contatto con
l’Assoluto attraverso porte
completamente sconosciute alla
razionalità normale di ogni giorno”
Secondo Miegge in “Religione” per
mistica si intende ”Il processo
dell’identificazione del divino
nell’estasi - quel processo cioè in
cui l’“excessus mentis” viene posto
come traguardo dell’itinerario
dell’anima verso Dio”