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Trascrizione: Lea Jackob

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
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Lea Jackob I Casti
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Alla conclusione dell'ultimo incontro, vi abbiamo lasciato
con la promessa di approfondire meglio il mondo dei
pensieri.
Tutta la saggezza e la consocenza, non importa da quale
dei quattro angoli del mondo provengano, non fanno che
sottolineare l’importanza del controllo dei pensieri. Per
quanto se ne possa leggere, solo mettendo davvero in
pratica i suggerimenti che avremo appreso qui e là,
scremati dal nostro giusto discernimento, ci faranno
davvero comprendere la differenza fra qualcosa che
conosciamo veramente e qualcosa di cui abbiamo
soltanto accumulato nozioni.
Secondo la Kabbalah, uno dei passi più fondamentali per
ciascuno di noi è quello di conoscere ed integrare tutte le
Sefirot (o Sephirot) fino a padroneggiarle, allo scopo di
elevarci verso i Piani Spirituali più alti. Le varie Sefirot si
distinguono fra quelle legate a Beriya, il Mondo della
Mente (vale a dire Chochma, Bina e Da’at) e quelle legate
a Yetzira, il Mondo delle Emozioni (Hessed, Gevurah,
Tif’eret, Netzach, Hod, Yesod).
I pensieri, dunque, raggiungono la loro massima
espressione nel mondo di Beriya attraverso Seichel, cioè i
tre flussi sefirotici della mente.
Solo lavorando in sinergia con le tre Sefirot di Seichel
possiamo dire di conoscere qualcosa e questo qualcosa
diventerà davvero nostro. Ma vediamo velocemente cosa
fanno queste tre Sefirot. CHOCHMA è il flusso spirituale
responsabile dell’ispirazione e della creatività,

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Lea Jackob I Casti
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agisce come catalizzatore per tirare fuori da ciascuno di
noi le forze della nostra anima dall’irregolarità del
subconscio, per portarle nella consapevolezza cosciente
Ogni pensiero nasce dalla scintilla di Chochma che ha
avviato il processo. Il suo apporto è prevalentemente di
natura maschile.
BINA feconda l’embrione che proviene da Chochma, che
diversamente sarebbe morto. Bina è di natura femminile,
nutre la scintilla del pensiero e la rende tangibile,
dandole la direzione.
DA’AT fa da ponte di collegamento fra la mente e le
emozioni, cioè ci permette di “sapere”, perché ci spinge
ad entrare in connessione profonda con ciò che stiamo
imparando.
Quando amiamo fare qualcosa, quando in ciò che
facciamo infondiamo passione, ecco che creiamo il
collegamento fra il mondo della mente e quello delle
emozioni. Ogni volta che studieremo qualcosa con
passione, il flusso di Seichel ci permette di diventare un
tutt’uno con la cosa che stiamo studiando. Non esiste
separazione in quello stato, noi e ciò che facciamo, o ciò
che stiamo apprendendo, ci fondiamo ed è davvero
allora che possiamo dire di conoscere qualcosa. Quando
questa fusione non avviene, cioè quando non c’è il
collegamento fra ciò che facciamo e ciò che siamo nella
nostra natura emozionale, abbiamo qualcosa appreso
solo a livello nozionistico e sarà quasi certamente
destinato a venir perso con il tempo. Anche se a livello
mentale ne avremo capito perfettamente i concetti, non li
potremo padroneggiare come chi li ha fatti intimamente
suoi.

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Cosa sono i pensieri
Abbiamo fin qui appreso dalla saggezza della Kabbalah
come nascono, qual è la loro natura energetica ed
anche qual è la differenza fra nozionismo e conoscenza
vera, ma, per rendere davvero completa la nostra
comprensione sui pensieri, è necessario integrare la
visuale con il loro aspetto magico. Qualunque pensiero
o sentimento un individuo proietti, genera un
elementale. Tutto ciò che siamo oggi, la nostra
personalità e le circostanze in cui viviamo, sono la
somma totale degli elementali e della matria eterica che
abbiamo generato fin da quando siamo scesi in questo
livello della Creazione. Noi creiamo moltissimi
elementali giorno e notte. Principalmente sono di due
tipi: gli elementali creati inconsciamente (elementali
psichici) e quelli creati consciamente.
Ogni individuo ha una sua energia vibratoria che
dipende dal suo proprio tipo di pensieri e sentimenti, che
a sua volta determina la qualità degli elementali che
crea. Quando vibra primariamente attraverso i
sentimenti, la persona è sotto l’influsso delle emozioni e
dei desideri (sotto l’influsso di Middot, che rappresenta i
sette flussi sefirotici delle Emozioni) e il pensiero gioca
un ruolo secondario. Quando invece l’individuo è sotto
l’influenza del pensiero (i flussi di Seichel), costruisce
elementali di sostanza spirituale, e diviene maestro del
potere delle immagini.

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Un ricercatore della verità dovrebbe addestrarsi a
costruire elementali potenti, ma buoni, costituiti da forti
pensieri all’interno dei quali il desiderio e il sentimento
hanno un ruolo di sostegno. Tali elementali durano a
lungo, sono più potenti e tendono a realizzare in breve
tempo lo scopo per cui sono stati generati. I primi
elementali sono propri delle persone ordinarie, che non
possiedono la comprensione della natura del pensiero e
del desiderio. Hanno una natura quasi meccanica,
semplicemente corrispondono ad impulsi e alla reazione
a questi impulsi. Di conseguenza queste persone
cadono preda delle loro stesse creazioni. E’ così che si
generano situazioni di autovampirismo, perché è una
legge inesorabile che l’elementale proiettato in esterno
tende a tornare al subconscio che lo ha generato, per
acquisire nuova energia dal doppio eterico dell’individuo
e prolungare la propria esistenza. Ecco come si formano
le ossessioni come il fumo, l’alcool, il sesso, il denaro.

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Cosa sono le ossessioni

Ogni desiderio crea una forma-pensiero, la quale per


vivere deve stimolare lo stesso desiderio che l’ha creata.
Così avviene che si genera un circuito chiuso e un
potenziamento dell’ossessione. La tendenza degli
elementali a tornare alla sorgente spiega la dinamica del
karma, in quanto pensieri e azioni tornano sempre a chi li
ha compiuti. Le persone vengono possedute dagli
elementali che loro stesse creano, come risultato delle
loro debolezze. Sono rari i casi di possessioni di esseri
che risiedono nel mondo eterico. La maggioranza delle
volte sono larve astrali o forme pensiero prodotte da noi e
che restano incollate al nostro campo eterico. Il sangue
succhiato dai cosiddetti vampiri di cui è piena una certa
parte della letteratura oggi di nuovo in auge, è in realtà
materia eterica. La stessa cosa avviene quando entità
umane si comportano come fossero vampiri: ci succhiano
energie dal doppio eterico, per questo dopo il congedo da
queste persone spesso ci capita di sentirci stanchi e
svuotati.
In poche parole, le ossessioni non sono altro che un
elementale che abbiamo creato e che continua ad
alimentarsi richiamando in noi le stesse condizioni a
partire dalle quali è stato creato. Ciò significa che
ripenseremo sempre lo stesso pensiero ed emaneremo
sempre le stesse emozioni per mantenerlo in vita. Non
solo, nel tempo tendono a diventare più forti se non
controllate.

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Come nasce un elementale e come si sostenta

Quando un elementale viene creato, la sua immagine


appare alla radice del naso, proprio all’altezza del chakra
Ajna che si trova tra gli occhi. L’elementale poi si sposta
nei mondi psichici e crea un movimento ciclico la cui
misura dipende dalla forza del desiderio. Poi ritorna alla
persona ed entra nel suo corpo psichico, ma non dallo
stesso punto dal quale è uscito. Si fa strada attraverso la
porta eterica che si trova dietro la nuca, che è la porta del
nostro subconscio e che noi abbiamo già opportunamente
“lucchettato” con il quadrato del Sator.
Ma per chi non avesse provveduto a chiudere questo
varco e a metterlo in protezione, facendo leva da quel
punto l’elementale spinge la persona a rafforzare il
desiderio, a generare energia o carica emotiva di una
vibrazione compatibile e pari a quella dell’elementale
stesso. Come abbiamo spiegato precedentemente,
l’elementale trova così cibo per il suo sostentamento, in
modo assolutamente vampirico. Cioè, nel corpo psichico
della persona si generano vibrazioni analoghe, l’individuo
le ricorda e il desiderio diviene più forte. L’elementale si
stacca ancora una volta e si muove lungo la sua traiettoria
ciclica. E così via. L’uomo ordinario non realizza quanto
accade, così l’elementale tende a dominarlo e può
diventare tanto potente da sfuggire al suo controllo. In tal
caso l’individuo diviene schiavo del suo desiderio, fino
all’ossessione.

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Come ci si libera di un’ossessione

Gli elementali creati così senza controllo ed alimentati


con pensieri ripetitivi, tipico in chi non controlla il
chiacchiericcio della sua mente, non si possono
distruggere, ma solo disenergizzare.
L’unico modo per svuotarli di energia psichico-spirituale è
fare uno sforzo continuato nel non pensare al desiderio,
dunque imparando ad ascoltare i pensieri esercitando la
presenza a se stessi, oppure attendere che col tempo il
desiderio cali, affamando l’elementale fino a metterlo in
sonno. Infatti, non è possibile combattere gli elementali
direttamente. Intraprendere una guerra aggressiva verso
di loro significa dar loro ulteriore energia, continuare ad
alimentarli. Per citarne uno, l’elementale del sesso è uno
dei più potenti, se non il più potente. Combattere la
pulsione sessuale non fa che accrescere il desiderio.
L’unico modo di neutralizzare questo circuito è ignorare il
pensiero-ossessione, ciò significa che non si deve lottare
contro questo pensiero, ma restare indifferenti, smettere
di alimentarlo. Quindi non ingeneriamo lotta, ma usiamo
l’indifferenza, il che non significa fuga, ma
consapevolezza del circuito predatorio che abbiamo
creato con la nostra coscienza. Con l’indifferenza non
solo non si nutre più l’elementale specifico, ma addirittura
gli si sottrae forza e lo si neutralizza. Facciamo un
esempio pratico: prendiamo il caso di una persona che
voglia smettere di fumare.

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Ovviamente il suo pensiero sarà costantemente rivolto al
vincere questa battaglia, così il suo pensiero non sarà
che rivolto continuamente al fumo, fino a quando
soccomberà rischiando di diventare anche più accanito di
quanto non fosse prima di dare il via alla lotta. E’ chiaro
che, confrontando un fumatore che vuole smettere di
fumare e un uomo che non ha proprio questo desiderio,
ovviamente starà di gran lunga meglio chi fra i due il
desiderio proprio non ce l’ha. Dunque, in questo caso è
necessario inserire nuove abitudini per spezzare le
precedenti. Sostituire il pensiero con un nuovo pensiero
scelto consapevolmente. Il fatto stesso di essere
consapevoli che, sebbene nato da noi, queste forme di
dipendenze ossessione, dipendono da qualcosa di
esterno, ci aiuta a realizzare la dinamica e ad uscirne più
facilmente.
Un ottimo metodo è quello di stancarsi fisicamente.
Quando ci accorgiamo del sopraggiungere di questi
pensieri ossessivi, dobbiamo immediatamente distrarci
con qualche attività fisica stancante. Starà a noi scegliere
cosa, purché richieda fatica di natura fisica.
Un altro buon metodo è quello di immaginare questo
pensiero come se fosse una nuvola nera che oscura il
cielo. Piano piano, imponendo la nostra volontà,
immaginiamo di schiarire la nuvola fino a farla tornare
bianca. Una lieve brezza si solleva nella nostra mente e
la nube lentamente si dissolve. Il cielo è di nuovo limpido
e assolutamente azzurro. Questo esercizio va però fatto
quando abbiamo ridotto la tensione che proviene
dall’onda emotiva legata al pensiero ossessivo;
diversamente ingaggeremmo una lotta titanica e persa in
partenza con questo pensiero, rischiando, come detto,
che diventi più forte.
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L’esercizio della mente cosciente

Per gestire al meglio i problemi che possono procurare


gli elementali creati inconsciamente, occorre usare la
mente in modo consapevole. Lo scopo della
meditazione è quello di diventare padroni della propria
mente. Allo stesso modo, occorre addestrarsi nella
visualizzazione, che significa emettere e proiettare
forme pensiero viventi sotto il nostro comando. Gli
elementali che creiamo ogni giorno sono ai nostri ordini?
O siamo noi ai loro ordini e sotto la loro influenza?
Controllare il lavorio della mente diventa un imperativo
assoluto al quale nessuno, sia che intraprenda un
percorso spirituale-magico, sia che semplicemente
voglia vivere serenamente la propria esistenza, deve
assolutamente sottrarsi.
Un elementale creato coscientemente si suppone
realizzerà i nostri desideri.
A questo scopo, vi forniremo presto le indicazioni
necessarie alla creazione di Elementali in una dispensa
a parte. Al momento però è necessario che impariate al
meglio i concetti teorici che sottendono il mondo dei
pensieri. Per certo sappiate che tutti i desideri e i voleri
saranno soddisfatti, prima o poi. Ciò che dovete sapere
è che, una volta creati, è importante dimenticarsi di
questi Elementali.
Ma perché è importante dimenticarsi di loro? Molte volte
ci capita di non essere soddisfatti nel momento in cui noi
vogliamo, perché non diamo agli elementali il tempo di
lavorare.

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Lea Jackob I Casti
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Li proiettiamo, li riportiamo indietro, li proiettiamo, li
riportiamo indietro, ancora e ancora, e quando siamo
stanchi di farlo li abbandoniamo. E’ proprio lì che essi
faranno ciò per cui sono stati creati. Dunque se un
desiderio non viene appagato nel momento un cui ce lo
aspettavamo, ma viene comunque realizzato in seguito,
in un momento diverso, dobbiamo riconoscere
assolutamente la nostra interferenza ed imparare ad
assumerci questa responsabilità. Tutti i desideri
ragionevoli infatti vengono esauditi, ma dobbiamo
costruire accuratamente l’elementale con la
visualizzazione. E’ importante, infatti, esercitare l’abilità
nella visualizzazione. Non si tratta di fantasia o
immaginazione, ma di pensiero creativo. Ciò che è
fondamentale fare prima di creare un elementale è capire
se quanto chiediamo sia una cosa ragionevole,
dopodiché presteremo attenzione che non sia per noi
una pietra d’inciampo, cioè che
quando verrà a noi non ci dispiaccia di aver costruito
questo elementale, perché se i desideri non vengono
esauditi in tempo in questa esistenza o incarnazione,
essi saranno esauditi nella prossima o nella successiva.
Dunque dobbiamo tenere in considerazione anche
questo quando progettiamo un elementale!

Ti trovi nel posto dove si trovano i tuoi


pensieri.
- Maestro Chassidico -

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
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Come modificare la percezione di un
evento
Molto spesso ci capita di vivere inaspettatamente alcune
situazioni spiacevoli. Queste, nonostante ci colgano
impreparati, sono spesso il frutto dei molti pensieri che
generiamo in modo incontrollato da mane a sera.
Succede però che un evento particolare resti fissato
all’interno di noi che, non sapendo come gestire, finiamo
con il rimuginarci sopra all’infinito, o almeno, fino a
quando un nuovo evento non appare nella nostra
esistenza e al quale dedicheremo nuovamente tutto il
nostro potere mentale o quasi.
Va da sé che, per quanto la prospettiva sia davvero
triste, la nostra esistenza non è che un insieme di azioni
e reazioni continue. Vale a dire che non siamo noi i veri
creatori della nostra esistenza, ma non facciamo altro
che mettere in scena le reazioni dell’ego che ci tengono
in scacco, alimentando ulteriormente i nostri difetti e
generando la creazione di esperienze tutte più o meno
simili.
Per questo è molto importante imparare a dirigere i
pensieri verso questioni nobili, che ci elevino
spiritualmente. Dobbiamo fare un costante sforzo di
rieducazione in questo senso, impegnandoci ad
occupare il nostro tempo in attività che ci elevino. Se
vogliamo leggere un libro, sceglieremo cibo per l’anima,
se guarderemo un film, staremo attenti a leggere il
linguaggio del sublimino per identificare nel tempo
sempre meglio i messaggi del Logos.

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
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Se incontriamo qualcuno cerchiamo con ogni mezzo di
lasciare questa persona con un sorriso; se in alcune
situazioni non troveremo nulla di bello da dire,
sceglieremo di tacere e così via. Alla lunga, i molti
stratagemmi di correzione diverranno il nostro nuovo
modello di comportamento, elevandoci non solo
moralmente, ma fornendoci il terreno fertile per
esperienze sempre migliori. Il controllo sul nostro
carattere è già un grandissimo esercizio della correzione
per il “mondo a venire”.
Quando però abbiamo vissuto qualcosa che ci ha
scombussolati, o che ha risvegliato in noi emozioni e
pensieri negativi, possiamo intervenire tenendo a mente
che l’Emozione è il prodotto dell’interpretazione della
Mente.

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Lea Jackob I Casti
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Esercizio 1

Inspira. Prendi coscienza dei tuoi sensi. Percepisci le


tue papille gustative passando la lingua sui denti - quelli
in alto e quelli in basso. Permetti che il profumo della
stanza penetri i tuoi sensi. Quali suoni stanno
raggiungendo la tua coscienza? Cosa stanno toccando
le tue dite? Su che cosa si stanno focalizzando i tuoi
occhi? Chiudili. lascia che i tuoi pensieri scorrono, con
gentilezza e tranquillità. Non sollecitarli. Sei al sicuro. E’
molto buio. Permetti all’occhio della tua mente di
abituarsi. E’ un buio tranquillo e sereno. Sei avvolto nella
calma. Vedi un monitor televisivo che brilla e non
sembra solido. ha una qualità fluida. Concentrati sullo
schermo. Fissa lo sguardo sulla sua trasparenza
brillante. Avvolgiti nell’incandescenza tranquilla.
Immagina dei colori che iniziano a lampeggiare dallo
schermo, verso l’esterno. Inizialmente potrebbero
spaventarti un po’. Ma sii consapevole di essere tu colui
che controlla i colori. Senti la loro presenza nella stanza.
I primi colori sono il rosso, l’arancione e il giallo. Guarda
come brillano. Sono i colori del ritiro - colori causati dallo
spavento. Ricordati: sei tu che controlli i colori. Osservali
con calma. Guardali mentre cambiano e diventano
tonalità verdi e poi blu. Alla fine, una volta che ti sei
rilassato completamente, diventano limpidi. Medita sul
‘colore che non ha colore’. Pensa ad un evento che ti è
accaduto oggi e che ti ha colpito. Dedicagli alcuni
momenti.

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Lea Jackob I Casti
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Quali colori suscita in te quell’evento? Guarda lo
schermo. Osserva i colori che fluiscono da esso nella
stanza. Se sono rossastri, ripensa all’evento in modo
distaccato ed oggettivo, come se fossi un estraneo.
Quali tre caratteristiche principali puoi identificare? come
avevi reagito? La reazione era appropriata? Potresti
averlo gestito meglio? Guarda di nuovo lo schermo.
Forse vedrai i colori trasformarsi in tonalità verdi e blu.
Forse si schiariranno ulteriormente. Prendi coscienza
del tuo clima interiore. Si è calmato. Rifletti sulla tua
Mente. Si è rallentata. Il ‘colore’ è limpido.
Ripeti questo esercizio tante volte quante ne occorrono
per evocare tonalità blu e poi limpide.
Ciò che noi dobbiamo imparare ad usare con saggezza
è la scintilla di Chochma del pensiero perché quando la
scintilla scatta dal punto della saggezza, brucia davvero.
Quando invece permettiamo all’ego e all’insicurezza di
attingere a Chochma, allora il fuoco che si crea viene
alimentato da una falsa immagine di se stessi. Questa
dualità interiore di ego e altruismo viene chiamata
‘Anima animalesca’ (Nefesh Behamit) e ‘Anima divina’
(Nefesh Elokit), che creano un conflitto interno.
Se lasciamo agire l’ego, quasi certamente vorrà avere
ragione e sarà tutto teso a giustificare se stesso, perché
p spinto dall’aspirazione alla sopravvivenza fisica, il
mantenimento e la presunzione. Ciò non significa che
questo impulso non sia importante o sia completamente
da rimuovere, affatto.

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Lea Jackob I Casti
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Significa che nei momenti di conflitto, queste due
inclinazioni spirituali competono tra loro, ma dal
momento che la natura della motivazione umana ha
pienamente a che fare con il diventare tutt’uno, sia
interiormente che con il prossimo, pertanto mentre l’ego
combatte per se stesso, la spinta dell’anima divina è la
realizzazione che la vita è molto di più che la sussistenza
e l’auto-glorificazione, e che il rapporto umano ha un
significato molto più profondo.
Il lato animalesco dell’anima (Nefesh Behamit) si
manifesta inizialmente come necessità di avere cibo e
una casa, che una volta soddisfatta, viene rimpiazzata da
necessità sempre maggiori sia di beni materiali che di
auto celebrazione. Il lato divino dell’anima (Nefesh Elokit)
ci connette alle aspirazioni più alte e alla comunione con
le altre anime.
Se ad esempio veniamo accusati di qualcosa, molto
presumibilmente il nostro conflitto interiore prenderà
questo tipo di posizioni: l’anima animalesca inizierà a
risentirsi e perfino a cercare i difetti della persona che ci
ha accusato, mentre l’anima divina inizierebbe a
chiedersi quanto questa affermazione potrebbe essere
accurata. Mentre nel primo caso la scintilla del pensiero
attinge forza dal senso di insicurezza, diminuendo in un
certo senso il proprio valore come persona, la seconda
reazione trae forza dall’empatia che cerca la
connessione con il prossimo, come se fosse un faro che
lo guida. Se prevale la prima spinta, il risulta sarà la
propria frammentazione interna e quella con il prossimo,
mentre se a prevalere è la seconda spinta, cioè quella
altruistica, avvieremo il processo della correzione.

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Lea Jackob I Casti
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L’esempio badate bene non va esteso ad ogni
situazione, poiché non sempre cosa ci proiettano gli altri
corrisponde a verità. Ma quando abbiamo trovato il
nostro centro, quando cioè abbiamo imparato a gestire la
spinta egoistica in virtù della spinta altruistica dell’anima
divina, allora nulla potrà ferirci di cosa ci verrà detto.

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Lea Jackob I Casti
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Esercizio 2

La lettera Aleph dell’alfabeto ebraico rappresenta molto


bene il bilanciamento fra queste due spinte interiori.
Il suo valore ghematrico è 1. Rappresenta il D-o eterno.
La sua energia è infinita e immisurabile. E’ l’infinito. Aleph
ha tre elementi: il beccuccio superiore, quello basso e il
connettore diagonale. Aleph è la lettera dell’integrazione
personale. Ci insegna che, quando siamo veramente
integri nel nostro essere, entrambe le direzioni sono in
equilibrio.
Il trasformatore diagonale reindirizza l’egocentricità in una
posizione di autostima positiva - verso il riconoscimento
dei nostri talenti e la nostra unicità.
L’io superiore indirizza il nostro comportamento in modo
che il talento possa essere conferito agli altri, creando
rapportiintrecciati, pace e armonia. Guarda il beccuccio
superiore: si riferisce al tuo io di ordine superiore, ovvero
Nefesh Elokit, l’anima divina. Sentiti inalare il respiro di D-
o. Senti la connessione con la Presenza Divina.
Ora guarda la parte inferiore. Il beccuccio inferiore si
riferisce al tuo io inferiore, Nefesh Behamit, l’anima
animalesca. Di nuovo inspira il respiro di D-o. Medita per
un minuto intero di come questi due tratti coesistono
dentro di te.
Ora guarda il tratto che li collega e li mette in equilibrio.
Medita su Nefesh Behamit e Nefesh Elokiy: l’io di ordine
inferiore che rappresenta l’ego e l’io di ordine superiore
che rappresenta l’altruismo e l’umiltà.

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
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E’ la prima volta che ti avvicini a questa meditazione e
vuoi semplicemente riconoscere la questione. Non sei in
competizione con te stesso, stai solo cercando di capire.
Col tempo, arriveranno tutte le risposte.
La tua Nefesh Behamit e Nefesh Elokit sono bilanciate?
In che modo si manifesta la tua anima
animalesca?
Quali aspetti ti tengono fuori equilibrio?
Se fossi in perfetta armonia, come ti comporteresti?

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
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Una mente armoniosa, una mente magica
Comprendiamo che riuscire a trovare un equilibrio nelle
nostre emozioni e nei nostri pensieri diventa prioritario,
qualcosa su cui dobbiamo necessariamente allenarci
senza posa, perché da quello proverrà non solo la nostra
percezione del mondo, ma anche ciò che proiettiamo
dall’interno verso l’esterno.
Diventa necessario comprendere che abbiamo una
grossa responsabilità personale in tutto ciò che ci
accade, non perché possiamo essere ancora capaci di
determinare qualcosa davvero nella nostra vita, che
invece viene più spesso condotta dalle Potenze Astrali
che si imprimono al momento della nostra nascita, ma
perché finché non scegliamo coscientemente di sottrarci
all’attitudine di pensare senza controllo e di lasciare a
ruota libera il flusso dei pensieri, ci rendiamo responsabili
della nostra condizione di macchine. Ciò che abbiamo nel
subconscio è grandemente influenzato dalle potenze
astrali, le quali operano su di noi attraverso la creazione
di eventi predeterminati al momento della nostra nascita.
Il loro compito infatti è quello di creare le condizioni di vita
necessarie non solo al nostro sviluppo spirituale, ma
anche alle caratteristiche che costruiranno la nostra
opposizione a questo percorso; ci inclineranno con
determinati difetti e ci doneranno determinati pregi, il tutto
in linea con le leggi del Karma, che prende dunque
compimento perfetto proprio grazie alle configurazioni
astrali al momento della nascita.

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Lea Jackob I Casti
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Come ben presto sarà intuibile, questo crea una rete di
azioni, reazioni, cause ed effetti che lasciano poco
spazio, se non assolutamente nulla, all’essere umano,
che vive dunque di azioni e reazioni, di impulsi e
reazione agli impulsi che riceve continuamente. La
presa di coscienza a questo punto diventa urgente.
Uscire da questa condizione si può, ma deve passare
necessariamente attraverso l’auto osservazione senza
sconti, ma nuda e cruda, rafforzata dalla pratica
costante degli esercizi di meditazione, dall’osservazione
continua di ciò che ci accade e dei nostri impulsi a
reagire, dei pensieri che li hanno generati e così via.
Questa correzione apre le porte alla magia. Cos’è la
magia? Nonostante nel tempo abbia assunto una
connotazione negativa, per rispondere prenderò a
prestito le parole tratte dal Lemegeton, o Chiave Minore
di Re Salomone: “La Magia non è altro che la più Alta,
Assoluta e Divina Conoscenza della Filosofia Naturale,
fatta progredire verso l’efficacia completa delle sue
meravigliose operazioni dalla giusta comprensione delle
virtù interne e nascoste delle cose”.
Per chiarire meglio ed approfondire questo concetto, cito
Aleister Crowley, che precisa dicendo: “La Magia è la
Scienza e l’Arte di causare il verificarsi di Cambiamenti
conformi alla Volontà. Qualsiasi cambiamento si
richieda, può essere provocato mediante l’applicazione
di un giusto grado d’una certa Forza nel giusto modo
attraverso il giusto mezzo ad un giusto oggetto.”

Testo trascritto da :
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Ciò detto non sarebbe possibile senza il dominio sulla
propria mente, poiché in nessun caso otteniamo
qualcosa se la nostra volontà non si allinea con una
Volontà maggiore e più alta e per farlo deve potersi
sintonizzare sulla giusta frequenza, senza incorrere in
interferenze che la devierebbero dall’ottenere il risultato
sperato. Occorre dunque addestramento per
correggersi, il quale porterà anche ad avere un certo
grado di controllo sugli eventi della nostra esistenza.
Meditare ci aiuterà a chiarire la mente, a liberarci dai
pregiudizi, controllare e purificare il pensiero. inizieremo
a pensare meno al sé, in opposizione agli altri, creando
le basi per il pensiero impersonale. E’ necessario
comprendere una volta per tutte che il nostro pensiero
può influenzare anche il mondo vissuto dagli altri,
assumere la responsabilità di cosa rilasciamo nell’etere,
sebbene siano spesso pensieri stimolati da impulsi
planetari, il non autodeterminarsi come creatura
pensante e il non scegliere i pensieri ci rende complici di
un mondo che spesso diventa ingiusto per noi e per gli
altri. Dobbiamo assumerci la responsabilità non solo per
il nostro destino, dunque per scopi egoistici, ma
soprattutto per il destino della collettività.
Ci rettifichiamo perché è necessario per noi stessi e per
gli altri in quanto interconnessi. In questo compito così
importante teniamo a mente queste poche, ma
fondamentali, indicazioni: Consapevolezza della non
permanenza di tutti i fenomeni fisici esterni e dei
componenti della personalità. Significa che tutto muta o
può essere mutato in funzione di un miglioramento,
dobbiamo compiere sempre scelte che ci innalzino.

Testo trascritto da :
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dobbiamo porci obiettivi giusti: a breve termine quello di
vivere la verità che si è raggiunta, per farla propria; a
lungo termine l’obiettivo di liberarsi dei propri limiti della
personalità e della sofferenza;
Proferire solo parole giuste, oneste, veritiere e gentili
Avere una condotta pacifica benevola e votata all’alto
Scegliere un’occupazione lavorativa che non leda
l’integrità, la salute e i diritti di nessun essere vivente,
affinché il nostro sostentamento non sia fonte per noi di
decadimento morale. questo ci aiuterà inoltre a
riconoscere l’Unicità della Vita al di là delle sue svariate
forme.
Imprimere lo sforzo necessario a diventare consapevoli
dei propri pensieri e delle proprie azioni, così da creare
un’abitudine positiva che soppianterà le abitudini
dannose.
coltivare la consapevolezza del presente applicando
l’osservazione dei pensieri, degli atti, delle intenzioni e
delle cause, fino a farne un’abitudine che ci aiuterà nella
meditazione;
Concentrarsi su un pensiero/attività alla volta così da
rafforzare non solo la presenza, ma anche la propria
Volontà.

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
http://ilcapitano.altervista.org/ Pag. 25
Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
http://ilcapitano.altervista.org/ Pag. 26

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