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Trascrizione: Lea Jackob

Testo trascritto da :
Lea Jackob I Casti
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Lea Jackob I Casti
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Nella ricerca della perfezione e dell’equilibrio interiori
mettiamo in moto nuove forze trasformanti che pongono in
relazione gli opposti e li armonizzano. In un gioco quadri-
dimensionale (dai quattro Elementi) tipico del Regno,
Malkuth, impariamo a fare nostri non solo tutti gli Elementi
e a bilanciarli, ma anche, da qui, ad innalzarci via via
verso livelli di coscienza sempre più elevati,
sperimentando in noi una Sfera e la sua opposta
contemporaneamente, il maschile ed il femminile. Questa
suddivisione non è da considerarsi però fissa e statica,
così come non lo è all’interno di ciascun essere umano.
Così come in ciascuno coesiste il lato femminile a fianco
del lato maschile, Le Sephirot sono tutte maschili nei
confronti della Sfera inferiore, così come sono femminili
rispetto alla sfera superiore dalla quale ricevono e a loro
volta diventano maschili verso la Sephira inferiore alla
quale donano.
In questo sforzo di integrare in noi tutti gli aspetti, veniamo
a conoscenza della grande Bellezza del gioco del
Creatore e delle immense Benedizioni che riceviamo ogni
giorno in forma di nuove comprensioni e nuovi aspetti di
noi mentre continuiamo lungo il nostro percorso di
rettificazione.
Nell’alfabeto ebraico la lettera Shin racchiude in sé
numerosi di questi significati appena espressi. Essa infatti
è simbolo di equilibrio e di grazia di cui si adorna l’anima e
che la rendono attraente, poiché si spoglia di ciò che non
serve e si fa equilibrata.

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Ma equilibrio è anche Simmetria, cioè la parte destra è
sviluppata quanto la sinistra, il basso come l’alto. Per
fare un esempio più chiaro riprendendo qualcosa già
detto durante gli incontri: l’amore si bilancia con la forza,
così come i bisogni materiali trovano una controparte in
quelli spirituali, bilanciandosi in una coesistenza
armoniosa.
La Shin mette in collegamento Binah e Chockmah e può
corrispondere all’archetipo della testa. Le sue tre
capocchie in effetti potrebbero corrispondere all’emisfero
destro, a quello sinistro ove nel mezzo si trova la sede
dei sentimenti. Il trattino in basso che collega le tre
capocchie può considerarsi il quarto cervello, ovvero la
Da’at, cioè la Conoscenza Unificatrice la cui sede è nel
cervelletto.
Quando lavoriamo all’interno di noi, cioè quando
correggiamo gli aspetti predominanti bilanciandoli con le
caratteristiche opposte e smussando gli eccessi, noi ci
avviciniamo al pensiero unificato, poiché esso è capace
di percepire contemporaneamente la simmetria che
proviene dagli opposti bilanciati, l’armonia, la grazia e la
bellezza delle diverse caratteristiche anche di valore e
grado completamente agli antipodi. La comprensione
dell’importanza di ogni singolo aspetto, sia questo
tradizionalmente considerato negativo oppure positivo, ci
spinge ad unificare anche le varie componenti del
cervello, stimolandone ogni singola area, rafforzando la
nostra capacità cognitiva ed elevandoci al di sopra del
giudizio duale. Preparandoci, in sostanza, a
comprendere il disegno Divino nel suo insieme.

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Se ad un primo sguardo, la creazione ci appare un
insieme caotico e confuso, lavorando su di noi
riusciremo a vedere l’unità e la coerenza di tutto.
Simbolicamente, le tre linee della Shin indicano i tre
patriarchi e i tre pilastri dell’Albero della Vita, mostrando
come dietro ciascuna triade (ad esempio Spirito-Anima-
Corpo) ci sia un progetto di unità.
Ad un livello ancora più elevato di lettura, la Shin
rappresenta le tre Estremità di Kether:
A destra l’Estremità Inconoscibile, luogo dove giacciono
le risposte ai quesiti più importanti e drammatici
dell’essere umano, compreso la comprensione della
dualità.
Al centro l’Estremità del Nulla, sede del piacere della
beatitudine, cioè la Pura Contemplazione silenziosa
della meditazione attraverso la quale riusciamo a
comprendere la spinta d’amore che ha permesso la
Creazione; vale a dire che è da quel punto di nulla
beatifico che D.o ha concepito il desiderio di creare.
A sinistra troviamo l’Estremità Infinitamente Lunga, cioè
il riversarsi dell’energia del Volere Divino attraverso tutta
la Creazione, sia essa spirituale che materiale.

Esaminate le valenze simboliche nascoste dietro la


rappresentazione grafica della lettera Shin, vediamo
adesso il suo significato letterale e meta-letterale.
Shin significa “Anno”, pertanto ci riporta al senso del
ciclo delle cose che nascono e si concludono
riportandole al loro punto di partenza. Per estensione,
comprendiamo che è così che avviene ovunque e a tutti
i livelli, da quelli più fisici a quelli più spirituali.

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In questa particolare interpretazione, la Shin si riveste
di un attributo di passività, indicando un “sonno” (sheinà)
della consapevolezza, la quale causa i processi di
invecchiamento. La ripetizione dei cicli vissuti scollegati
dal loro senso più alto, ma subiti da un punto di vista
prettamente meccanico e materiale, induce il corpo e la
mente a credere allo scorrere del tempo. Infatti yashan,
altro significato della Shin, significa “vecchio”. Queste
sono le valenze negative attribuibili alla Shin.
Nei suoi aspetti più positivi, rivela invece un senso di
ripetizione che si rivela nella Mishnà, la parte principale
della Torà orale, poiché viene ripetuta continuamente
perché possa venire assimilata del tutto.
Shin significa anche “dente” (shen). Dunque ci rimanda
all’abilità di masticare non solo il nutrimento che
ingeriamo, ma anche qualsiasi cosa giunga alla nostra
consapevolezza, comprese le informazioni che
riceviamo esternamente da noi e che passano il vaglio
(la masticazione) prima dell’assimilazione. I denti inoltre
sono 32 come i sentieri della Sapienza, di cui essi si
fanno simbolo.
La sapienza che ci giunge per gradi ci consente di
cambiare, di modificare il nostro pensiero o la nostra
comprensione grazie a qualcosa che prima era oscuro o
sconosciuto. Dunque è veicolo di cambiamento (Shinui).
Rappresenta dunque la capacità di correggere vecchi
schemi e atteggiamenti e di modificarli grazie alle nuove
comprensioni che acquisiamo. Ci permette di
trasformare vecchie abitudini in qualcosa di nuovo e
potente, soprattutto di unificante.

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La coesistenza in sé di entrambi i valori opposti di
cambiamento e ripetizione ci permette di capire che non
si vive di soli cambiamenti, ma che è necessario porre le
basi di un’unità stabile su cui andiamo ad apporre nuove
correzioni. La figura che meglio rappresenta questo
concetto a mio avviso è la spirale in verticale, poiché
ogni nuovo giro rappresenta una rottura dal precedente,
ma allo stesso tempo una sua prosecuzione, un
perfezionamento verso l’alto a partire da una base
comune. E’ importante infatti che i continui cambiamenti
non abbiano l’effetto di disgregare, per questo è
fondamentale che si poggi su una solida base.
Questa la ragione per cui un nuovo concetto va ripetuto
con costanza affinché diventi nostro e venga integrato in
noi, permettendoci di spostarci verso nuovi
apprendimenti. Shin rappresenta anche tre lingue di
fuoco. E’ il fuoco dell’entusiasmo che si prova
nell’avvicinarsi a D.o attraverso la Sua parola e
attraverso la Sua conoscenza in noi, la volontà che ci
pervade come una febbre di correggerci e di portare alla
luce la nostra oscurità, e ancora, per tornare
all’immagine del cervello, al calore di una mente che non
è solo freddamente intellettuale, ma capace di
connettersi con i propri sentimenti.
Alla Shin viene attribuito il numero 300, che è il valore
numerico di Ruach Elohim, cioè lo Spirito di D.o. E’ il
potere divino di porre ordine a partire dal caos, dal quale
siamo partiti parlando della necessità di portare la nostra
visione e il nostro essere nell’equilibrio fra gli opposti.

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Non basta comprendere le interazioni matematiche che
hanno permesso che la Creazione prendesse luogo, è
necessario estendersi ad un insegnamento misterico ed
esoterico per individuare anche quanto è al di fuori della
mera meccanicità.
E’ chiaro di conseguenza come la Shin (e la meditazione
su questa lettera) ci apra le porte all’equilibrio fra emisfero
destro ed emisfero sinistro, fra Chokmah e Binah, per il
tramite della Da’at.
Ma noi faremo di più. Oltre a meditare sulla lettera per
qualche minuto tenendola fissa nella nostra mente, nel
nostro schermo interiore, eseguiremo un ciclo di rituali di
nove lunazioni per aprire il canale a nuove comprensioni e
all’armonizzazione del nostro essere.

Il rituale va eseguito il giorno PRIMA della Luna Nuova, più


precisamente nell’arco delle 24 ore prima l’ora di culmine
indicata dal calendario o dalla app di riferimento

OCCORRENTE:

- 3 candele rosa chiaro o giallo chiaro,


- 1 candela bianca per la protezione ed il ringraziamento
- 1 rametto di rosmarino (o un ago nuovo) per incidere le
candele,
- incenso puro in grani,
- olio extravergine di oliva consacrato* per la vestizione
delle candele,
- braciere e carboncini per bruciare l’incenso in grani,
- Issopo o Salvia possibilmente secchi e polverizzati,
magari con l’aiuto di un macinacaffè;
- un foglietto bianco e una penna possibilmente
dall’inchiostro nero per scrivere l’intento.
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PROCEDIMENTO:

Mettiamo nel disimpregnatore (che si trova in allegato al


fondo della dispensa) le candele necessarie al
compimento del rituale almeno 6 ore prima dell’inizio
delle operazioni. Lo stesso dicasi per il nostro testimone
che andrà messo all’interno del circuito di SHIN (sempre
in allegato) e sempre almeno per 6 ore. Su quest’ultimo
faremo l’attivazione con il pendolino facendolo roteare in
senso orario sopra il circuito con all’interno il testimone
per almeno 21 giri.
Un’oretta prima dell’avvio del rituale procederemo con
l’incisione delle candele. Dal momento che chiediamo
qualcosa che deve venire a noi, incideremo su ciascuna
delle tre candele la lettera SHIN, così come appare nel
circuito in allegato, sia sulla cima della candela, di poco
sotto lo stoppino, che sul fondo, ma capovolta, cioè
come se si guardassero e si andassero incontro.

Il disegno allegato vi chiarirà meglio quello che si


intende.

Consacrazione dell’olio extravergine:

Signore ti prego di benedire questo olio e di liberarlo da


ogni impurità, all’interno o sopra di esso e di renderlo
santo per la Tua Gloria. Nel nome e per la gloria di
Adonai, il Tre Volte Santo, Agla, El, Ehiehe, Elohim,
Elion. Iah, On, Shaday, Tetragrammaton. Amen

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Vestizione delle candele :

Questa operazione è molto delicata, poiché l’olio


dell’unzione si carica energeticamente delle idee-
impressioni che abbiamo nel momento in cui lo
stendiamo sulla candela; pertanto occorre che restiamo
concentrati sulla nostra richiesta, mantenendo di
conseguenza il focus sul nostro desiderio per tutto il
tempo in cui ungiamo la candela. Anche qui il verso con
cui ungiamo è importante ed è collegato al tipo di finalità
dell’intento. Nel nostro caso l’intento è quello di
avvicinare o attirare qualcosa, dunque partiremo
dall’apice alto dove c’è lo stoppino e, procedendo senza
mai passare sullo stesso punto due volte, ungeremo
tutta la circonferenza della candela fermandoci al centro
di essa; poi partiremo dal fondo e risaliremo verso il
centro e anche questa volta faremo così per tutta la
circonferenza della candela. Non è necessario ungere la
quarta candela bianca che del resto non abbiamo inciso,
ma farlo ci aiuterà a rimuovere con più facilità i resti di
cera dal portacandele.
Incise e vestite le candele, queste andranno disposte sul
nostro altare e posizionate (già collocate dentro i
portacendele) sul circuito radionico SHIN in
corrispondenza dei cerchietti agli apici del rettangolo.
Potremo utilizzare dei piccoli piattini o dei porta candele
di piccole dimensioni per evitare che la cera coli sul
circuito. Ovviamente il nostro altare sarà rivolto verso
Est.

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NON DOBBIAMO ACCENDERE LE CANDELE PER IL
MOMENTO.

Ci predisponiamo mentalmente ad operare sgombrando


la mente da pensieri futili e mondani; ci rivolgiamo ad
Est creiamo il nostro ovetto blu.

ADESSO POSSIAMO ACCENDERE LE CANDELE ,

preferibilmente in senso orario.


Ci inginocchiamo e recitiamo i Salmi 131 e 144

131

Abbandono fiducioso in Dio


1 Canto delle salite. Di Davide.
Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.
2 Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l'anima mia.
3 Israele attenda il Signore,
da ora e per sempre.

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144

Preghiera per la liberazione del popolo

1 Salmo di Davide.
Benedetto sia il SIGNORE,
la mia rocca,
che addestra le mie mani al combattimento
e le mie dita alla battaglia;
2 egli è il mio benefattore e la mia fortezza,
il mio alto riparo e il mio liberatore,
il mio scudo, colui nel quale mi rifugio,
che mi rende soggetto il mio popolo.
3 SIGNORE, che cos'è l'uomo, perché te ne prenda
cura?
O il figlio dell'uomo perché tu ne tenga conto?
4 L'uomo è simile a un soffio,
i suoi giorni sono come l'ombra che passa.
5 SIGNORE, abbassa i tuoi cieli e scendi;
tocca i monti e fa' che fumino.
6 Fa' guizzare il lampo e disperdi i miei nemici.
Lancia le tue frecce e mettili in fuga.
7 Tendi le tue mani dall'alto,
salvami e liberami dalle grandi acque,
dalla mano degli stranieri,
8 la cui bocca dice menzogne
e la cui destra giura il falso.
9 O Dio, ti canterò un nuovo cantico;
sul saltèrio a dieci corde salmeggerò a te,
10 che dai la vittoria ai re,
che liberi il tuo servo Davide
dalla spada micidiale.

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11 Salvami e liberami dalla mano degli stranieri,
la cui bocca dice menzogne
e la cui destra giura il falso.
12 I nostri figli, nella loro gioventù,
siano come piante novelle che crescono,
e le nostre figlie come colonne scolpite
per adornare un palazzo.
13 I nostri granai siano pieni
e forniscano ogni specie di beni.
Le nostre greggi moltiplichino a migliaia e a decine di
migliaia
nelle nostre campagne.
14 Le nostre giovenche siano feconde;
e non vi sia breccia, né fuga,
né grido nelle nostre piazze.
15 Beato il popolo che è in tale stato,
beato il popolo il cui Dio è il SIGNORE.

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Recitati i Salmi, ci raccogliamo in meditazione
immaginando di aprirci a tutto il potenziale che ci
proviene dalla SHIN, mantenendo nella mente più a
lungo possibile non solo quanto spiegato all’inizio della
dispensa sul significato di questa lettera, ma anche la
lettera stessa e, dopo aver concentrato le energie
mentali nella visualizzazione, scriveremo sul foglietto a
parole l’intento che più sia coerente con le possibilità
che provengono dalla Shin. E’ possibile scrivere fino a 3
intenti-richieste, vale a dire 3 singole frasi, ciascuna che
verta su un particolare aspetto della lettera.
Pronunceremo in seguito o 3 o 7 volte l’intento a voce
chiara e udibile, poi bruceremo il foglietto sulla fiamma
di una candela così che il nostro desiderio raggiunga i
piani sottili.
Chiuderemo il nostro rituale con il Salmo 148 che è un
salmo di lode e ringraziamento:

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Salmo 148

Lode alla grandezza di Dio, Signore del creato 1 Alleluia.


Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell'alto dei cieli.
2 Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, lodatelo, voi tutte, sue
schiere. 3 Lodatelo, sole e luna, lodatelo, voi tutte,
fulgide stelle. 4 Lodatelo, cieli dei cieli,
voi, acque al di sopra dei cieli.
5 Lodino il nome del Signore,
perché al suo comando sono stati creati.
6 Li ha resi stabili nei secoli per sempre;
ha fissato un decreto che non passerà.
7 Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti, abissi,
8 fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento di bufera che esegue la sua parola,
9 monti e voi tutte, colline,
alberi da frutto e voi tutti, cedri,
10 voi, bestie e animali domestici,
rettili e uccelli alati.
11 I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
12 i giovani e le ragazze,
i vecchi insieme ai bambini
13 lodino il nome del Signore,
perché solo il suo nome è sublime:
la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
14 Ha accresciuto la potenza del suo popolo. Egli è la
lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d'Israele, popolo a lui vicino.
Alleluia.

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Lea Jackob I Casti
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Lasciamo bruciare le candele completamente. Quando
saranno spente del tutto provvederemo a seppellire nel
terreno i resti di cera e a gettare le ceneri del nostro
foglietto nel vento.

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Lea Jackob I Casti
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