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Macchina

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Il termine macchina designa un insieme di componenti, collegati
tra loro, dotati di azionatori, circuiti di comando e connessi
solidalmente allo scopo di adempiere un'azione ben determinata,
capace di compiere lavoro attraverso una forza di natura diversa da
quella degli animali, determinando o potenziando le capacità
umane (ad eccezione dellemacchine semplici).

Esistono macchine di generi molto diversi e costruite per scopi


differenti (ad esempio: macchine elettriche, macchine per
movimento terra, macchine per trasporto e sollevamento, macchine
a fluido).

In generale (in fisica) il termine macchina individua un sistema


che trasforma l'energia da una specie in un'altra. Esempio le
macchine elettriche trasformano energia elettrica in energia Un esempio di macchina (utilizzata per arrotolare le
sigarette).
meccanica (motore elettrico) o energia luminosa (lampada
elettrica) o in sola energia termica (stufa elettrica) o energia
meccanica in energia elettrica (l'alternatore). Altri esempi di macchina: il motore a scoppio che trasforma l'energia chimica del
carburante in energia meccanica; il freno di un veicolo che dissipa l'energia meccanica trasformandola in energia termica.

Nell'ingegneria meccanica la disciplina delle macchine (senza ulteriore specificazione) studia l'insieme delle macchine a fluido e dei
motori primi, ossia dei convertitori dienergia primaria in lavoro meccanico e viceversa.

Nel linguaggio comune, il terminemacchina ha anche accezioni specifiche (automobile), da evitare in ambito scientifico.

Più recentemente, il termine è stato impiegato, sia in ambito tecnico-scientifico che nel linguaggio corrente, per indicare oggetti
costruiti dall'uomo con lo scopo di gestire non l'energia, ma l'informazione. Sia gli elaboratori elettronici in generale che alcune loro
componenti, ed i loro modelli teorici, sono quindi spesso indicati con tale termine.

Indice
Cenni storici
Funzionamento delle macchine
Rendimento di una macchina
Organi meccanici
Coppie di ruote
Classificazione
Macchine semplici
Macchine complesse
Macchine a fluido
Convertitori di energia primaria
Macchine elettriche
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Cenni storici
La storia delle macchine segue di pari passo la ricerca di forze che sopperissero alla limitatezza dei muscoli umani. Probabilmente le
prime macchine complesse furono quelle create per sfruttare il vento e l'acqua dei fiumi: mulini ad acqua e mulini a vento. Il vento o
l'acqua corrente obbligano le pale del mulino o della ruota a girare (asse nella ruota); dando all'asse una forma a gomito e
collegandolo a una leva, il moto rotatorio diventa moto alternativo che fa funzionare l'asta di una pompa; aggiungendo ingranaggi
all'asse rotante, la forza o la velocità possono essere aumentate e adoperate per macinare granaglie, mettere in moto telai, affilare
coltelli. Ma non c'è sempre vento a sufficienza per gli scopi e l'acqua corrente non si trova dappertutto. Una sorgente universale di
energia è il vapore, che però non venne sfruttato fino al 1700, quando fu ideata una pompa a vapore per pompare l'acqua dalle
profondità delle miniere di carbone inglesi. Di qui all'invenzione della macchina a vapore il passo fu breve. Il principio della
macchina a vapore è semplice: il fuoco scalda l'acqua e la fa passare allo stato di vapore. Tale vapore, racchiuso in un cilindro munito
di stantuffo mobile, spinge lo stantuffo stesso. Il movimento del pistone può essere trasmesso alle ruote di una locomotiva (treno) o a
quelle di un battello fluviale.

All'inizio del XX secolo videro la luce i motori a benzina e Diesel. L'energia necessaria è fornita da una combustione così rapida da
essere definita esplosione o scoppio. Se lo scoppio (della benzina mista ad aria) avviene in un cilindro nel quale scorre un pistone a
tenuta, l'energia sprigionata spingerà il pistone e la biella ad esso solidale. Facendo avvenire varie esplosioni successive in vari
cilindri, coi pistoni tutti collegati allo stesso albero od asse, i movimenti di traslazione dei pistoni verranno trasformati in movimento
rotatorio all'albero. L'energia elettrica fu scoperta nel XIX secolo. Si riuscì a generare in un filo una corrente elettrica facendo ruotare
un avvolgimento fra i poli di un magnete. Se il conduttore percorso da corrente elettrica viene avvolto a spire, esso si comporta come
un magnete ed attira il ferro e l'acciaio. Da queste scoperte derivò la dinamo, macchina generatrice di corrente elettrica, capace di
produrre grandi quantità di energia elettrica a basso costo, ed il motore elettrico. L'energia elettrica può essere trasportata facilmente
con appositi cavi agli apparecchi utilizzatori che si trovano nelle abitazioni o nelle fabbriche, dove appositi motori provvedono ad
esempio a trasformarla in energia meccanica. Si costruirono grandi macchine utensili mosse dall'elettricità, macchine in grado di
fabbricare parti metalliche per altre macchine, torni per lavorare alla perfezione pezzi di acciaio, pialle per staccare trucioli metallici
di qualunque spessore, trivelle e frese per far buchi e solchi, presse idrauliche per lavorare fogli di metallo alla forma voluta. Queste
macchine, mosse dall'elettricità, furono concepite per produrre parti meccaniche identiche l'una all'altra ed accuratissime
nell'esecuzione. Parti, viti, ruote dentate, eccentrici, catene, cinghie di trasmissione, cuscinetti a sfere furono fatti in modo da poter
essere intercambiabili fra una macchina e l'altra e rendere possibile la produzione in serie.

La ricerca di nuove sorgenti di energia prosegue, il che richiede la costruzione di nuovi meccanismi. Motori a reazione, motori a
razzo, reattori nucleari,pile a combustibile, batterie solari, motori ionici, generatori termoelettrici e batterie nucleari sono alcune delle
nuove sorgenti di energia concepite nel nostro tempo. Esse esigono l'uso di materie nuove con speciali proprietà, come leghe
metalliche speciali e materiali refrattari per resistere ad altissime temperature, sostanze di estrema purezza e così via.

Tutte le macchine moderne combinano i principi meccanici di forza e movimento con le proprietà particolari della materia e
dell'energia. Più a fondo si conoscerà l'essenza della materia, più occorrerà escogitare macchinari adatti. Per esempio, le pompe
idrauliche e i sistemi di trasmissione automatica nacquero dopo che si compresero perfettamente gli effetti della pressione sull'aria e
sull'acqua; la penna a sfera, ad esempio, venne ideata quando si scoprìadesione
l' molecolare.

Funzionamento delle macchine


Per eseguire lavori che richiedono una forza maggiore di quella dei muscoli dell'uomo, si è sempre ricorsi alle forze naturali. Già dai
tempi antichi sono state imbrigliate per eseguire moti meccanici fondati sulle sei macchine semplici, la forza del vento, dell'acqua dei
fiumi, della combustione, del vapore, e più recentemente le forze chimiche, elettriche, magnetiche, atomiche e nucleari. Si sono
ideate combinazioni di queste macchine capaci di effettuare una grande varietà di movimenti meccanici. Associando fra loro questi
movimenti sono state inventate e costruite macchine complesse per numerosi scopi specifici.

Lo scopo dei macchinari complessi è quello di eseguire del lavoro trasformando l'energia. Il lavoro da eseguire può variare
dall'estrazione di un chiodo al moto di un mezzo di trasporto (aeroplano, automobile, nave, treno), oppure dallo scattare fotografie
alla risoluzione di problemi matematici. In una macchina l'energia meccanica necessaria ad effettuare il lavoro viene trasferita per
mezzo di parti meccaniche (varianti delle sei macchine fondamentali) agli attuatori. Inoltre molte macchine trasformano una forma di
energia in un'altra forma di energia. Per esempio l'energia termica prodotta dalla combustione del carbone può essere adibita a
ricavare vapore acqueo. Il vapore può essere usato in una macchina a vapore per produrre energia meccanica. Tale energia servirà a
far girare una dinamo che genererà elettricità.

A sua volta l'energia elettrica proveniente dalla dinamo potrà essere trasformata in energia termica (stufa elettrica, ferro da stiro), in
energia meccanica (motore elettrico), in energia luminosa (luce elettrica), in energia sonora (altoparlante), in energia radiante
(macchina per raggi X) e così via. Le macchine non solo trasferiscono e trasformano l'energia, possono anche moltiplicare la forza di
cui si dispone. Ciò significa che certe macchine consentono ad una piccola forza che agisce su una distanza notevole di equilibrare e
superare una forza maggiore che agisce su una distanza minore. Questo aumento del valore della forza si verifica ad esempio in un
sistema di pulegge come il paranco, oppure in un ingranaggio come quello che si vede nella trasmissione di un'automobile. Molte
macchine dunque aumentano la forza applicata, come nella bicicletta. Una macchina però non può accrescere il valore della forza e
della velocità nello stesso tempo.

Rendimento di una macchina


Durante il loro funzionamento, le macchine vanno generalmente incontro a perdite di potenza associate a effetti dissipativi (ad
esempio attrito radente, attrito volvente, attrito fluidodinamico, effetto Joule, sovratensioni), per cui il rendimento delle macchine
reali è sempre minore di 1. Solo in alcuni casi non si hanno effetti dissipativi per cui il rendimento è pari all'unità: in tali casi si parla
di macchine ideali.[1]

Organi meccanici
La struttura portante di una macchina è il corpo principale della macchina e spesso le conferisce l'aspetto. Sulla struttura sono
montati gli organi meccanici: ruote dentate, meccanismi, supporti, alberi motore, cuscinetti, giunti, ecc.

Coppie di ruote
Una coppia di ruote è un sistema meccanico che serve a trasmettere il moto rotatorio con caratteristiche diverse. Si chiama ruota
motrice la ruota che trasmette il moto all'altra, detta ruota condotta. Elementi caratteristici di ogni coppia sono:

il rapporto di trasmissione, che indica il rapporto tra le due velocità angolari (la potenza nel passaggio non varia);
il cambiamento di senso di rotazione.
Esistono vari tipi di coppie: ruote a frizione, ruote dentate, cinghie con pulegge, catene articolate.

Classificazione

Macchine semplici
Le macchine semplici sono chiamate così perché non si possono scomporre in macchine più elementari.[1] Esse massimizzano lo
sfruttamento della forza muscolare, aiutando l'uomo a compiere diverse tipologie di azioni: sollevare, trasportare, ruotare, tirare e
tagliare.

Vi sono sei macchine semplici:


la leva
l'asse della ruota
la puleggia
il piano inclinato
la vite
il cuneo.
Combinando le macchine semplici si hanno le macchine complesse. Rispetto alle macchine semplici, le macchine complesse sono
destinate ad eseguire compiti più specifici.

Macchine complesse
Una macchina complessa si può definire come l'unione di due o più macchine semplici. Come detto in precedenza vi sono sei
macchine semplici: la leva, l'asse nella ruota, la puleggia, il piano inclinato, la vite, il cuneo. Esse aiutano l'uomo a compiere diverse
specie di lavoro: sollevare, trasportare, ruotare, tirare e tagliare. Combinando tra loro le macchine semplici, si hanno le macchine
complesse. Per lo più le macchine complesse sono destinate ad eseguire compiti specifici.

Una delle macchine complesse più facili da capire è l'ingranaggio, che è una ruota dentata.
Un sistema di ingranaggi si compone di due ruote dentate montate su rispettivi assi ed
accoppiate fra loro. La rotazione di una provoca quella dell'altra. Di solito le ruote sono di
grandezza differente. Gli ingranaggi piccoli girano più velocemente e con forza minore degli
ingranaggi grandi, che esplicano maggior forza. Per ogni giro dell'ingranaggio più piccolo,
quello grande fa una parte di giro. La ruota grande ed il suo asse girano più lentamente, ma
sono in grado di sollevare un peso maggiore o di far ruotare qualcosa che la ruota più
piccola non potrebbe muovere. Con denti ad angolo rispetto all'asse delle ruote, questi assi Coppia di ingranaggi
possono essere disposti ad angolo fra loro anziché parallelamente. In tal modo, una forza
verticale può essere trasformata in una orizzontale. Gli ingranaggi si usano negli orologi,
nelle automobili, nei motori fuoribordo, nei treni e in molte altre macchine complesse.

Macchine a fluido
Le macchine a fluido presiedono allo scambio di lavoro fra unalbero e un fluido e sono dette:

operatrici quando la macchina trasmette energia al fluido, ad esempio:

pompe
compressori, ventilatori
frigoriferi

motrici quando la macchina preleva energia dal fluido, ad esempio:

turbine
motori oleodinamici
motori pneumatici
generatori di vapore
motori a combustione interna.

Convertitori di energia primaria


I convertitori di energia primaria in lavoro meccanico si distinguono in:

Impianti di potenza, quando sono costituiti da più macchine a fluido - fisicamente distinte - e apparecchiscambiatori
(
di calore).
Motori, quando il fluido opera all'interno di un'unica unità compatta.
Macchine elettriche
Le macchine elettriche sono dispositivi atti a convertire energia elettrica in energia meccanica, energia meccanica in energia elettrica
o a modificare le forme dell'energia elettrica. Si annovera in tale ultimo caso il trasformatore, che è una macchina magnetica, statica
(senza parti mobili), volta a modificare i parametri dell'energia elettrica, nella forma particolare di corrente alternata. Macchine di
conversione statica diverse dai trasformatori, basate su semiconduttori, non vengono di norma annoverate tra le "macchine
elettriche", ma si parla invece di "convertitori statici".

Note
1. ^ a b Enciclopedia Treccani, "Macchina" (http://www.treccani.it/enciclopedia/macchina/)

Bibliografia
Tito Menzani, La macchina nel tempo. La meccanica strumentale italiana dalle origini all'affermazione in campo
internazionale, Bologna, Clueb, 2011.

Voci correlate
Macchina per scrivere
Macchina da presa
Macchina utensile
Macchina per cucire
Macchina agricola
Macchina termica
Automobile
Motore
Elaboratore
Veicolo

Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni sullamacchina
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «macchina»
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Collegamenti esterni
Macchina, in Thesaurus del Nuovo soggettario, BNCF.
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