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PARTE

PRIMA LEZIONI
DI GRAFOLOGIA
di RICCARDO BRUNI e SERGIO SAPETTI

LE NOZIONI DI BASE PER CONOSCERE MEGLIO SÉ STESSI E GLI ALTRI

I niziano da questo numero le annunciate “puntate grafologiche”. Una serie di no-


zioni tecniche di base che ci auguriamo possano aiutare a penetrare la grafia per ca-
pire e conoscere maggiormente noi stessi e chi ci sta a cuore, per aiutarci e aiutare
chi ci sta vicino a raggiungere quei traguardi a cui tutti aspiriamo. Non basteranno
certamente una dozzina o giù di lì di puntate per sviscerare appieno una materia così
complessa, né tanto meno basteranno per formare provetti grafologi, ma confidiamo
possano essere sufficienti per fornire quelle indispensabili nozioni della grafologia
moderna, da cui partire per immergersi in questa affascinante materia, conoscerla,
respirarla e viverla. Solo così infatti con l’intento assoluto di capire, rispettare e con-
sigliare per il meglio gli autori delle varie grafie da analizzare, sulle quali esprimer-
ci, sarà possibile definirci grafologi!

L a parola GRAFOLOGIA deriva dalle parole greche: “graphein” (scrivere, ma più


propriamente “scalfire”) e “logos – leghein” (dire, parlare in una certa maniera).
Nell’uso italiano l’elemento terminale di parola “-logo” indica i cultori di una disci-
plina che è indicata nella parte iniziale della parola composta; nel caso della Grafolo-
gia con “grafologo” si indica: il cultore, il conoscitore della scrittura. Ma nell’uso
quotidiano la Grafologia è divenuta “lo studio della grafia di una persona, per indivi-
duarne determinate caratteristiche psicologiche”. La Grafologia quindi è uno studio
parallelo o complementare alla “perizia grafica” e alla “grafomanzia”. La perizia gra-
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fica è un insieme di esami chimici, metri-


ci e microscopici, essa offre una precisa mediante la scrittura, la Grafologia mo-
datazione e cronologia di esecuzione (ad derna è lo strumento che permette di for-
esempio se è stato prima eseguito il datti- mulare ipotesi attendibili, plausibili e
loscritto su un foglio che poi è stato fir- potenzialmente possibili, relativamente
mato a mano, oppure viceversa). La agli sviluppi futuri di una certa situazio-
Grafologia fornisce molti spunti sul ca- ne attuale.
rattere e la personalità dello scrivente. In ogni caso, la Grafologia è un otti-
17 Rispetto alla grafomanzia, divinazione mo metodo per trovare le cause profonde
dei problemi in modo da cercare di risol- gno, ad ogni suono o simbolo, inconscia-
verli adeguatamente e stabilmente; infat- mente si rivivono le idee e i pensieri ad
ti, con la Grafologia si possono notare le esse associati. Le correlazioni tra mente
correlazioni tra causa ed effetto in quan- - corpo - ambiente, si possono desumere
to, durante la scrittura, la mano è solo dall’espressione del viso, dai gesti e dal-
l’organo fisico con cui la mente opera un le parole individuali, ma sono di difficile
processo di comunicazione, quindi la analisi perché svaniscono in un istante;
scrittura è la concretizzazione dei pen- invece nella scrittura restano fissate in-
sieri e con la sua analisi psicologica, si definitamente e possono essere analizza-
RICCARDO
può risalire ai pensieri vissuti dall’indi- te (e ragionate) per tutto il tempo che oc-
BRUNI viduo mentre comunicava per scritto. Il corre. La GRAFOLOGIA fornisce un
pensiero è l’effetto del riflettere, dell’i- mezzo meraviglioso per capire come mai
deare e, in base a come la mente ha alte- ci comportiamo in un certo modo in una
rato il modello calligrafico ordinato e ra- determinata situazione. Di seguito, con
zionale, si può a ritroso ipotizzare la mo- semplicità, tentiamo di conoscerne il
dalità di pensiero che ha condotto un in- procedimento. Per essere pratici, studie-
dividuo in quella situazione peculiare. remo prevalentemente la scrittura corsiva

L
italiana, essendo possibile l’analisi
e idee sono dei concetti inconsci, po- grafologica di qualunque scritto, in qua-
tentissimi, che stimolano dei processi lunque lingua e anche degli scarabocchi,
elaborativi mentali (pensieri): l’idea del- ma per chiarezza meglio iniziare da ciò
la “mamma”, del “dolore”, del “freddo” che ci è generalmente più conosciuto,
e del “caldo” è identica per tutti e in più famigliare. La “grafia” incide il fo-
qualsiasi momento (è un “valore assolu- glio, si estende da un punto all’altro del
to”). Con il pensiero, ciascuno di noi ela- supporto su cui si scrive, è eseguita ap-
bora l’idea, adattandola alla situazione posta per comunicare, per ricordare, per
che sta vivendo in quell’istante (l’idea fissare un pensiero, per gli altri o per se
della “mamma” è un concetto “assolu- stessi. La scrittura possiede quindi delle
to”, con il pensiero lo si rende relativo, dimensioni spazio-temporali, calcolate
associando la mamma ai dati dell’am- in base ad una specifica unità di misura
biente, ad esempio: “la mia mamma sta che si chiama “OCCHIELLO”. L’oc-
rientrando a casa”). Nella frase “la mam- chiello è il tondo che si scrive nelle lette-
ma è tornata a casa”, l’IDEA è neutra (né re: a, d, g, o, q, quando le si scrive secon-
bella né brutta) il pensiero è invece asso- do il modello calligrafico convenzionale.
ciato a dei particolari sentimenti; la Ogni scrittura ha una dimensione del-
“mamma” in quell’istante può essere l’occhiello più o meno ampia, più o
vissuta come positiva o negativa, con un meno tonda, queste differenze caratteriz-
sentimento d’affetto o di odio, come un zano una grafia dalle altre, definendola:
ricordo di una persona che non c’è più o GRANDE, PICCOLA o NORMALE,
come la presa di coscienza che in lei è ma all’interno della singola scrittura l’u-
avvenuto un cambiamento; nell’esempio nica unità di misura è la dimensione me-
sopracitato, l’idea della mamma, quella dia dell’occhiello di quella particolare
della casa, quella del ritorno, sono legate grafia.

L
insieme dal pensiero che ne costituisce la
“colla” mentale. In base a come si vivo- ’analisi temporale si esegue con il ra-
no gli stimoli dell’ambiente, in base a gionamento logico: in italiano corsi-
SERGIO SAPETTI come le idee sono concretizzate in pen- vo si inizia a scrivere in alto a sinistra,
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sieri, l’organismo si muove e si evolve poi si procede in linea retta orizzontale;


(rilassando i muscoli per la serenità, irri- giunti al termine della riga, si va a capo
gidendoli per la tensione, predisponendo e si ricomincia nella riga sottostante (in
gli organi e i visceri per un metabolismo alcune lingue estere, soprattutto orien-
armonioso o deleterio; ecc.) e tutto ciò tali e mediorientali, si scrive in altro
viene registrato dalla grafia. modo, in tal caso l’analisi dovrà esser
La scrittura infatti, in un’istantanea adattata a quelle metodiche scrittorie).
frazione, concretizza i concetti mentali Quello su cui bisogna riflettere è che
18 mentre li traccia sul foglio: ad ogni se- quando si analizza una scrittura la si
vede già scritta nella sua interezza, ma 5. Indice di scostamento tra il modello
al momento della redazione, il foglio è calligrafico scolastico e la personaliz-
stato riempito pian piano; ogni lettera, zazione individuale dell’adulto.
ma anche ogni parola, ha preparato la Ognuno di questi rapporti si misu-
scrittura della successiva per una conse- ra in base alla dimensione dell’oc-
guenza logica, l’analisi quindi è fatta te- chiello e agli scostamenti rispetto alle
nendo conto delle relazioni tra le lettere forme tradizionali imparate alle scuole
e tra le parole, indipendentemente dal elementari che lo scrivente apporta
significato esplicito di ciò che è stato alla propria grafia. Per i periti grafici,
scritto, perché è in questa relazione che che abbisognano di analisi numeriche
si fissano grafologicamente le caratteri- statistiche esatte, il lavoro si fa con
stiche di chi scrive. l’ausilio di “grafometri” (misuratori di

V
grafia), invece per i grafologi senso-
i sono cinque fondamentali rapporti riali, l’analisi è intuitiva e avviene tra-
da prendere in considerazione prio- mite il colpo d’occhio, la perfetta co-
ritariamente: noscenza della tecnica, la sensibilità e
1. All’interno di una singola lettera do- l’esperienza. Dalla prossima puntata
tata di allunghi (b, d, f, g, h, l, p, q, t): prenderemo in esame questi cinque
quanto sono ampi gli allunghi inferio- punti per conoscere le basi di un’ana-
ri e quelli superiori rispetto all’unità lisi grafologica, ricordando un concet-
di misura. to fondamentale in grafologia: pur es-
2. All’interno di una parola: quanta di- sendoci grafie somiglianti, non ne esi-
stanza intercorre tra una lettera e l’al- ste una identica ad un’altra, proprio
tra. per il fatto che ognuno di noi, pur ten-
3. All’interno di una frase: quanta di- dendo ai medesimi traguardi (benesse-
stanza intercorre tra una parola e l’al- re, felicità, serenità ecc.), si pone di
tra. fronte ad essi e cerca di ottenerli in
4. All’interno dello scritto: quanta di- differenti modi o maniere, a seconda
stanza intercorre tra una riga e la suc- del proprio carattere e della propria
cessiva, inoltre, quanta distanza si la- personalità.
scia dai margini del foglio (superiore,
inferiore, destro e sinistro).

Allunghi inferiori:
nelle g e nelle p
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Allunghi
superiori:
nelle b, t, h, l

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