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Itinerario per visitare Matera in 3 giorni – Giorno 1

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Matera è una delle città più antiche del mondo (la terza, dopo Aleppo, in Siria, e Gerico,
in Cisgiordania).

Matera, la “piccola Cappadocia”, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1993 per le


sue caratteristiche uniche al mondo. I celebri “Sassi” di Matera, nucleo antico della città,
sono quartieri interamente scavati nella roccia calcarenitica locale.

La storia di Matera, però, non inizia dai Sassi. Gli insediamenti più antichi del territorio
si trovano, infatti, sul versante opposto del canyon scavato dal torrente Gravina. Le
“tappe” principali della storia di Matera possono essere così sintetizzate:

Nel Paleolitico e nel Neolitico le prime popolazioni si insediano stabilmente nelle


grotte naturali situate sulle pendici della Gravina materana, una profonda incisione
erosiva simile ad un canyon scavata dall’acqua. Per avere un’idea di come si
presentassero alla vista questi insediamenti primordiali, basta affacciarsi da uno
dei belvedere di Matera rivolto verso il Parco archeologico storico-naturale delle
chiese rupestri del Materano (detto anche Parco della Murgia materana). Il Parco
della Murgia materana rappresenta il contesto originario, quasi inalterato, in cui i
primi abitanti di Matera vivevano.

Gli insediamenti umani, nel corso dei secoli, dalle grotte del Parco della Murgia
materana si spostano sul versante opposto della Gravina, dove ancora oggi
sorge la città. E’ qui che le grotte gradualmente inziano a trasformarsi in abitazioni,
seppur rudimentali e comunque basate sull’escavazione.

Nell’Alto Medioevo a Matera inizia l’avvicendamento di popoli e culture. Prima


arrivano i Longobardi, poi Bizantini, Saraceni, Normanni. Il nucleo antico di
Matera, la rupe della Civita, è già presente. Da un lato è protetta da una cinta di
mura, dall’altro dalla Gravina.

Attorno al VIII secolo, comunità di monaci basiliani raggiungono la zona delle


Murge e si insediano nelle grotte che caratterizzano il territorio materano. I monaci
basiliani, in fuga dalla Cappadocia, riconoscono nell’ambiente circostante
caratterstiche a loro familiari. Le grotte della Gravina ricordano la Cappadocia e
ben presto vengono trasformate non solo in abitazioni ma anche in luoghi di culto.
A questo periodo risalgono più di 150 chiese rupestri rinvenute a Matera e dintorni.
Matera diviene un importante punto d’incontro tra Oriente e Occidente. La cultura
e le tradizioni della civiltà rupestre e pastorale materana si arricchiscono di tratti e
influenze bizantine.

La città è ancora circoscritta alla Civita. I Sassi, però, iniziano gradualmente a


popolarsi e ad assumere un ruolo di spicco nell’assetto urbanistico di Matera.
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Il Sasso Caveoso (il più antico, risalente al 1100 circa) e il Sasso Barisano
(risalente al 1500), insieme alla Civita, costituiscono il centro urbano di Matera. In
questo periodo storico i Sassi si ampliano a causa dell’incremento demografico. Gli
abitanti, alla ricerca di spazio, sistematicamente iniziano a scavare nelle pareti
rocciose della Gravina ricavando soluzioni abitative peculiari: le case-grotta.

Nel XIII secolo sulla rupe della Civita viene innalzata la Cattedrale, a testimonianza
della fede (e della fedeltà) dei Normanni nella Chiesa di Roma. La Cattedrale di
Matera diviene il simbolo “fisico” della potenza della Chiesa d’Occidente in
contrapposizione a quella d’Oriente.

Dalla seconda metà del XVII secolo inizia a svilupparsi anche il quartiere Piano
(attuale centro cittadino), contraddistinto dalla presenza di palazzi signorili, viali
eleganti e luoghi di culto barocchi. E’ facile intuire che qui risiedevano i ceti più
abbienti.

Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, quando le condizioni di vita nei Sassi di
Matera diventano insostenibili, si cerca di porvi rimedio con delle leggi speciali. Nei
Sassi vivono più di ventimila persone, le case-grotta ricoverano sia le persone che
gli animali, le condizioni igieniche sono precarie, la mortalità infantile è elevatissima
e la povertà è dilagante. I Sassi di Matera vengono dichiarati “vergogna
nazionale” e, nel 1952, viene approvata una legge per il loro risanamento. Gli
abitanti vengono sfollati in abitazioni di nuova costruzione, più moderne e dotate di
tutti i servizi, mentre i Sassi diventano demanio dello Stato. Ancora oggi i Sassi
sono per circa il 70% proprietà demaniale; il restante 30% è proprietà privata perché
una piccola minoranza di abitanti dei Sassi all’epoca dello sfollamento si rifiutò di
abbandonare le proprie case-grotta, permettendo agli eredi di mantenere la proprietà
delle stesse.

E’ stato dimostrato che alcune delle grotte naturali della Gravine materane sono
state abitate senza alcuna interruzione dall’Età del bronzo fino agli anni ’50,
quando tali insediamenti vennero forzatamente sfollati a causa delle condizioni di vita
inumane di coloro che vi vivevano.

Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera e il Parco della Murgia materana
Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Da questo momento in poi l’importanza dei
Sassi viene rivalutata sotto il profilo antropologico e l’intera città beneficia del nuovo
status di bene culturale di interesse globale.

Itinerario di 3 giorni a Matera


La nostra visita a Matera è articolata in 3 tappe e segue un itinerario che parte dai due
Sassi principali, fa tappa nella Civita e si conclude con il Parco della Murgia materana.

Giorno 1
Visita guidata nel Sasso Caveoso

Giorno 2
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Sasso Barisano e Civita

Giorno 3
Parco della Murgia materana

Giorno 1

Visita guidata nel Sasso Caveoso


Abbiamo deciso di iniziare la nostra esplorazione di Matera dal Sasso Caveoso.

Il quartiere di Matera conosciuto con il nome di “Sasso Caveoso” è il più antico dei due
Sassi ed è caratterizzato dalla presenza di case-grotta e chiese rupestri articolate in un
sistema urbanistico complesso, solo in apparenza caotico. La parte più esterna del
Sasso Caveoso confluisce in Via Casalnuovo, dove noi tra l’altro abbiamo pernottato.

Leggi anche: Dove dormire nei Sassi di Matera?

Per fare tesoro del tempo a nostra disposizione, abbiamo prenotato su Internet una
visita guidata al Sasso Caveoso qualche giorno prima di partire per Matera.

Io mi sono affidata a Tekno – Informazioni turistiche. Ho effettuato la prenotazione della


visita guidata attraverso la loro pagina Facebook, dopo aver richiesto informazioni in merito
alle varie tipologie di tour che offrivano.

Visita guidata nel Sasso Caveoso di Matera: 2 ore = 15 Euro a persona

La nostra guida, Simeone, ci ha accompagnato tra i vicoli del Sasso Caveoso (da cavèa,
perchè ha la forma tipica di un anfiteatro romano), spiegandoci un po’ di storia della città
e arricchendo il giro turistico con curiosità e aneddoti divertenti sulla vita passata nei
Sassi di Matera.

Il tour guidato si è articolato in varie tappe: partiti dalla Chiesa del Purgatorio (luogo di
ritrovo del gruppo), ci siamo spostati nel rione del Sasso Caveoso.

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Matera vista dal Sasso Caveoso

Sasso Caveoso (Matera)

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Sasso Caveoso (Matera)

Sasso Caveoso (Matera)

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Sasso Caveoso (Matera)

Sasso Caveoso (Matera)

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Sasso Caveoso (Matera)

Sasso Caveoso (Matera)

Qui abbiamo ammirato il panorama sulla Gravina e sul Parco della Murgia materana,
oltre ad alcuni scorci suggestivi (e insoliti) della città, e poi visitato il Convicinio di
Sant’Antonio, un complesso di chiese rupestri (XII e il XIII secolo) affacciate su un
cortiletto rettangolare panoramico.

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Le quattro chiese rupestri, intitolate a San Primo, a Sant’Eligio (o all’Annunziata), a San
Donato e a Sant’Antonio Abate, nel corso dei secoli persero il ruolo di luoghi di culto e
furono trasformate in cantine adibite alla produzione e alla conservazione del vino.

I dormitoi dei monaci divennero depositi per le botti e, all’interno delle chiesette, si
possono ancora notare i palmenti per la produzione del vino e il taglio arrotondato dei
gradini derivante dalla consuetudine di far rotolare le pesanti botti per le scale per
spostarle negli ambienti al piano inferiore, più freschi.

Indicazioni turistiche che indicano l’accesso al percorso pedonale del Sasso Caveoso (Matera)

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Convicinio di Sant’Antonio (Matera)

Convicinio di Sant’Antonio (Matera)

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Convicinio di Sant’Antonio (Matera)

Convicinio di Sant’Antonio (Matera)

Notevoli gli affreschi ancora visibili alle pareti e i decori in bassorilievo sui soffitti. Bellissimi
gli affreschi del Cristo pantocratore del XIV secolo e quelli di Sant’Antonio Abate e di
San Sebastiano, entrambi del XV secolo.

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La nostra guida, invitando
il gruppo a guardarsi
intorno con attenzione
durante la passeggiata nel
Sasso Caveoso, ci ha fatto
anche notare la presenza
di conchiglie in via di
fossilizzazione sui muri e
sulle rocce.

Quello che molti


conoscono come “tufo
Veduta panoramica di Matera e della Gravina
materano” è, in realtà
calcarenite, una roccia
sedimentaria originatasi dalla compattazione di un antico fondale marino. Ecco spiegata
la presenza delle conchiglie!

Lasciatoci il Convicinio di
Sant’Antonio alle spalle,
ci siamo spostati, insieme
al cicerone Simeone, in
un’altra zona del Sasso
Caveoso, dove abbiamo
visitato una casa-grotta
trasformata in museo.

La casa-grotta,
tipicamente arredata, ci ha
fornito un’idea, seppur
superficiale, di ciò che era
la vita nella Matera
antica, quando persone e
animali domestici
vivevano sotto lo stesso
tetto, in una simbiosi tale
che le galline e i conigli
venivano messi sotto al
letto per produrre quel po’
di calore che permetteva
alla famiglia di scaldarsi
nelle fredde notti invernali.

Parti di conchiglie “intrappolate” nella calcarenite materana

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Casa-grotta del Casalnuovo (Matera)

Casa-grotta del Casalnuovo (Matera)

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Casa-grotta del Casalnuovo (Matera)

Casa-grotta del Casalnuovo (Matera)

Nell’antica società materana, a causa della povertà dilagante, i nuclei familiari avevano
l’esigenza di razionare le risorse, cibo in primis. Per tale ragione i figli maschi a tavola
avevano la precedenza rispetto alle figlie femmine, che talvolta venivano nutrite poco o
per nulla. Solo le più forti e robuste, in questo ambiente in tutto e per tutto ostile,
sopravvivevano. L’unica donna ad avere un ruolo fondamentale nel nucleo familiare era
la moglie del contadino: quando il marito era lontano da casa per lavorare i campi o
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occuparsi del bestiame, la moglie doveva occuparsi della casa, dei figli e del razionamento
del cibo, che era poco e doveva durare il più a lungo possibile. La donna materana era la
“regina della casa”: dalla sua sopravvivenza dipendeva quella di tutta la famiglia.

A Matera le case sono letteralmente addossate le une alle altre. Si suol dire che la strada
fa da tetto alle case e i tetti delle case fanno da strada. Essendo, inoltre, le abitazioni
senza finestre (trattandosi di case-grotta scavate nella roccia), nei tempi antichi era molto
difficile accorgersi del sorgere del sole al mattino.

La Civita e il Sasso Barisano visti dal Sasso Caveoso (Matera)

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La Civita e il Sasso Barisano visti dal Sasso Caveoso (Matera)

Per tale ragione si racconta che la città si ridestava in una sorta di movimento a
catena: quando il contadino che abitava nella casa più in alto si svegliava e prendeva il
mulo per uscire a lavorare nei campi, gli zoccoli dell’animale, battendo sul pavimento,
svegliavano la famiglia che dormiva nella casa sottostante. Si ripeteva, allora, la stessa
scena. Il capofamiglia prendeva il mulo e si incamminava verso i campi, svegliando i “vicini”
del livello posto più in basso, e così via, fino ad arrivare alle abitazioni situate a valle. Il
pavimento di una casa era di fatto il soffitto dell’abitazione posta più in basso.
Ovviamente si tratta di un aneddoto, più che di un fatto storico comprovato, però il gruppo
lo ha trovato decisamente divertente.

Il piccolo museo della casa-grotta è stato davvero interessante da vedere, accompagnati


da una guida brava e simpatica come Simeone. All’uscita della casa-grotta Simeone ci ha
anche intrattenuto suonando un cucù enorme.

Il cucù è uno degli oggetti più famosi dell’artigianato materano. Si tratta di un fischietto,
simbolo di forza e virilità, che assunse un ruolo fondamentale nel corteggiamento a
Matera. Un pretendente poteva mostrare il proprio interesse per una ragazza regalandole
un cucù: più il cucù era grande e ricco di fregi, maggiore era l’amore del ragazzo per
la ragazza. Come ovvio, la dimensione del cucù era direttamente proporzionale alla
ricchezza del pretendente.

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Il Cucù, fischietto artigianale tipico di Matera

La visita guidata è terminata con una degustazione di prodotti tipici lucani.

Ecco, detto tra noi, questa parte del tour potrebbe essere decisamente migliorata. La
cosiddetta “degustazione” presso un negozietto di prodotti enogastronomici consisteva in
due tavoli apparecchiati con quattro vassoietti contenenti, nell’ordine, una manciata di
taralli e un po’ di bruschette (quadratini di 2×2 centimetri) all’olio, con crema alle cime di
rapa e con crema di carciofi. Il gruppo era composto da 30 persone e le quantità proposte
non bastavano neanche per un assaggio. L’accoglienza del proprietario è stata tanto
“calorosa” che le persone sono dovute uscire dal locale accompagnate dal monito: “chi non
deve fare cassa (cioè acquistare i prodotti) può accomodarsi fuori per non intralciare gli
altri”.

La degustazione è da rivedere, mentre il resto della tour guidato è stato piacevole,


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divertente ed istruttivo: lo consiglio caldamente, almeno per iniziare l’esplorazione di
Matera con un’infarinatura generale sulla storia della città e sull tradizioni locali.

Chiesa San Pietro Caveoso (Matera)

La Chiesa di Santa Maria di Idris (sul promontorio roccioso) e la Chiesa San Pietro Caveoso (in basso)

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La Chiesa di Santa Maria di Idris (sul promontorio roccioso) e la Chiesa San Pietro Caveoso (in basso)

Cose da vedere nel Sasso Barisano:

Convicinio di Sant’Antonio (XII-XIII secolo). Si tratta di un complesso di chiese


rupestri raccolte attorno ad un cortiletto comune.
Chiesa di Santa Lucia alle Malve (VIII secolo). E’ una chiesa rupestri di grandi
dimensioni, in tre distinte navate. Rappresenta il primo insediamento monastico
femminile dell’Ordine benedettino.
Chiesa San Pietro Caveoso (XIII-XIV secolo). Edificata su un preesistente edificio
religioso, è intitolata ai Santi Pietro e Paolo. Notevole è il soffitto in legno dipinto della
navata centrale. Da non perdere è anche l’affaccio panoramico sulla Gravina
materana.
Chiesa di Santa Maria di Idris (XIV ed il XV secolo). Costruita scavando la roccia
dello sperone roccioso del Montirone (o Monterrone), nei pressi della Chiesa di San
Pietro Caveoso, quella di Santa Maria di Idris è una delle chiese rupestri di Matera
dall’architettura più originale.
Casa-grotta del Casalnuovo. Composta da 5 ambienti scavati su 3 livelli con
annesse stalla e cantina. Gli interni sono arredati con mobilio originale e decorati con
oggetti di uso comune e attrezzi da lavoro appartenuti alla famiglia che qui ha vissuto
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fino al 1958.

Dove mangiare a Matera?


Il primo giorno abbiamo fatto una pausa pranzo veloce nel centro di Matera, al Caffè
Ridola. Abbiamo mangiato dei deliziosi crostoni preparati con l’ottimo pane di Matera.
Consigliatissimi!

Crostoni con Pane di Matera, Caffè Ridola (Matera)

Matera di sera: una vera meraviglia!

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Matera di sera: una vera meraviglia!

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Itinerario per visitare Matera in 3 giorni – Giorni 2 e 3
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Giorno 2

Sasso Barisano e Civita


L’itinerario del secondo giorno a Matera è iniziato in bellezza con una rilassata
colazione con vista sui Sassi di Matera presso il bar Il Quarto Storto.

Dopo aver fatto il pieno di energie con cappuccino e cornetto, ci siamo diretti in un altro
rione di Matera, per iniziare la nostra visita al Sasso Barisano.

Il Quarto Storto (Matera)

Da Via Bruno Buozzi raggiungiamo Via Madonna delle Virtù e, costeggiando la Gravina di
Matera, raggiungiamo la nostra meta, il fascinoso Rione Sasso Barisano.

Il nome di questo quartiere, più “nuovo” rispetto al Sasso Caveoso, lo dobbiamo alla
presenza della famiglia nobiliare dei Varisius. Le abitazioni del Sasso Barisano, simili
in molti tratti a quelle presenti del Caveoso, sono state sì realizzate scavando la roccia
calcarenitica del promontorio su cui appoggiano, con la successiva aggiunta di materiali di
scarto dello scavo, ma presentano una sostanziale differenza: gli edifici sono molto più
evoluti a livello architettonico, in particolar modo nelle facciate.

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Mentre nel Sasso Caveoso vivevano fasce di popolazione indigenti, nel Sasso
Barisano è ancora riscontrabile la cosiddetta “piramide sociale” semplicemente
osservando gli edifici: nella parte alta, attorno e ai piedi della Civita, dimoravano le famiglie
gentilizie più abbienti e, a scendere, si trovavano le case delle famiglie più povere.

Cose da vedere nel Sasso Barisano:

Chiesa di San Pietro Barisano, con la sua facciata del Settecento, è una delle
chiese scavate nella roccia più grandi di Matera;
Chiesa della Madonna delle Virtù, splendido esempio di chiesa rupestre, risale al
X-XI secolo;
Chiesa di Sant’Agostino, in stile barocco, è posta in posizione sopraelevata, a
strapiombo sul torrente Gravina, e risale alla fine del Cinquecento.

Molti turisti scelgono di visitare Matera a bordo di un simpatico “Ape Calessino” (Matera)

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La Cattedrale di Matera domina la Civita

Sassp Barisano (Matera)

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Il tour nei Sassi su un “Ape Calessino” è un must a Matera

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Passeggiando nei Sassi di Matera…

Dal Sasso Barisano saliamo verso la Civita, nucleo originario della città (dal latino
civitas, cioè “città”), dominata dalla Cattedrale del XIII secolo in stile romanico pugliese.
Protetta da antiche mura di cinta e dal burrone della Gravina, fu per secoli una vera e
propria roccaforte.

Una visita alla Cattedrale di Matera è dovuta. E’ anche molto piacevole passeggiare
senza meta per i vicoletti che salgono e scendono lungo la rupe della Civita, fermandosi,
di tanto in tanto, ad ammirare il panorama sui Sassi.

Cose da vedere nella Civita di Matera:

Cattedrale (XIII secolo), dedicata alla Madonna della Bruna, Santa Patrona di
Matera;
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Affaccio panoramico sul Sasso Barisano dal piazzale antistante alla Cattedrale;
Palazzo Santoro e Palazzo Gattini, due degli edifici nobiliari più antichi della Civita.

Piazza del sedile (Matera)

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Facciata della Cattedrale di Matera

Interni della Cattedrale di Matera

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Cattedrale di Matera

La Civita con la Cattedrale alla sua sommità (Matera)

In pochi minuti a piedi, dalla Civita scendiamo verso il corso principale di Matera.

Noto con il nome di “Piano“, il moderno centro storico di Matera è luogo d’incontro e di
socializzazione, nonchè il fulcro della vita cittadina. Dalla fine del Seicento ad oggi, nel
quartiere Piano sono stati costruiti edifici nei più disparati stili architettonici.

Il più antico edificio del quartiere Piano è Palazzo Lanfranchi, di fine Seicento. Da vedere
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ci sono anche la Chiesa del Purgatorio, in stile tardo-barocco, la Chiesa di San Giovanni
Battista e la Chiesa di San Francesco d’Assisi.

Cose da vedere nel quartiere Piano:

Piazza Vittorio Veneto. E’ oggi il centro nevralgico della vita a Matera.


Palombaro Grande e Matera sotterranea. Il Palombaro Lungo è una enorme
cisterna, profonda 15 metri e interamente scavata nella roccia. La cisterna era usata
come riserva idrica pubblica dagli abitanti del Sasso Caveoso. Il nome di
“Palombaro” viene dal latino plumbarius, la persona, cioè, che rivestiva di piombo le
condutture degli acquedotti. Il Palombaro Grande può essere esplorato a piedi e
conduce in un mondo sotterraneo fatto di cunicoli, grotte e passaggi nascosti.
Chiesa di San Giovanni Battista. Costruita tra il 1230 e il 1233, è in stile
prettamente romanico, con influenze arabeggianti, ma anche gotiche e bizantine.
Chiesa del Purgatorio. Edificata nel 1747, è in stile tardo barocco. Interessante è la
facciata, decorata con bassorilievi e statue, incentrate sul tema della morte e della
redenzione delle anime. Lo stesso tema caratterizza il portale ligneo, che,
presentando anche alti prelati e cariche pubbliche come “teschi”, fa da monito alla
fugacità della vita.
Chiesa di San Francesco d’Assisi. Ricostruita nel 1670 in stile barocco, ospita al
suo interno l’antica cripta dei Santi Pietro e Paolo. Notevole l’affresco raffigurante la
visita del papa Urbano II a Materanel del 1093.

Chiesa di San Giovanni Battista (Matera)

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Chiesa di San Giovanni Battista (Matera)

Chiesa di San Francesco d’Assisi (Matera)

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Chiesa del Purgatorio (Matera)

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Chiesa del Purgatorio (Matera)

Chiesa del Purgatorio (Matera)

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Piazza Vittorio Veneto (Matera)

Piazza Vittorio Veneto (Matera)

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Chiesa di Santa Chiara (Matera)

“La goccia” di Kengiro Azuma in Piazzetta Pascoli (Matera)

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Pane di Matera

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Pane di Matera

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Amaro Lucano (Matera)

Dove mangiare a Matera?

Per la cena abbiamo optato per uno spuntino veloce. In una rosticceria del centro di
Matera abbiamo comprato delle Pucce, delle pizzette tipiche con innumerevoli varianti di
ripieno. Abbiamo potuto personalizzare le nostre Pucce e farcirle a piacere: davvero
gustose! Ideali per una cena veloce, senza troppe pretese.

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Le Pucce, pizzette tipiche di Matera

Giorno 3

Parco della Murgia materana


Guardando la Gravina da uno dei punti panoramici presenti nel centro storico di
Matera, non si potranno non notare le numerose grotte che costellano il promontorio
roccioso di rimpetto alla città.

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Parco delle chiese rupestri (Matera)

Parco delle chiese rupestri (Matera)

Affascinanti vestigia di un’antichissima civiltà rupestre, le grotte del Parco della


Murgia materana (o Parco archeologico storico-naturale delle chiese rupestri del
Materano) risultano abitate sin dal Paleolitico.

Questo sito è particolarmente interessante dal punto di vista storico e archeologico perchè
rappresenta il paesaggio originario dell’area in cui, successivamente, è sorta la città di
Matera: un promontorio di roccia tenera (calcarenite e non tufo, come erroneamente
molti credono), caratterizzato dalla presenza di grotte naturali, nei secoli modificate
dall’uomo insieme al territorio circostante per accogliere abitazioni e rifugi per gli animali.

Nell’Alto Medioevo, con lo stabilirsi in zona di comunità monastiche eremitiche


provenienti dalla Cappadocia, prende avvio la costruzione di numerose chiese rupestri,
ospitate nelle grotte a ridosso della Gravina. Le chiese rupestri individuate all’interno del
cosiddetto Parco della Murgia materana sono circa 150.

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Chiesa rupestre della Madonna delle Vergini (località Murgecchia, Matera)

Parco delle chiese rupestri (Matera)

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Parco delle chiese rupestri (Matera)

Il Sasso Caveoso visto dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

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Veduta dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

Veduta dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

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Parco delle chiese rupestri (Matera)

Parco delle chiese rupestri (Matera)

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Veduta dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

Il ponticello pedonale che collega i Sassi al Parco delle chiese rupestri (Matera)

La similarità nella conformazione del territorio materano con quello cappadociano


permise ai monaci di integrarsi perfettamente nell’area, entrando in contatto e assimilando
le tradizioni millenarie di un’altra civiltà esperta nell’escavazione e nella lavorazione
della roccia.

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Per raggiungere il Parco archeologico storico-naturale delle chiese rupestri del
Materano (che consiglio di visitare assolutamente) ci sono due possibilità.

Raggiungere il Parco delle chiese rupestri di Matera a piedi

Un ponticello pedonale collega i Sassi al Parco della Murgia materana. Dalla piazza di
Porta Postergola, nei Rioni Sassi, si dirama una scalinata che scende verso la Gravina.
Da qui si prosegue a piedi e, superato il ponticello, si raggiunge il sentiero che attraversa
una parte davvero suggestiva del Parco delle chiese rupestri.

Raggiungere il Parco delle chiese rupestri di Matera in auto

Per raggiungere il parco archeologico con l’automobile da Matera bisogna seguire la


SS7 Via Appia in direzione Laterza. Ci sono due accessi all’area:

superato il bivio per Santeramo, bisogna proseguire in direzione Taranto e, a 30


metri circa, svoltare a destra seguendo le indicazioni per “Chiesa Madonna delle
Vergini” e “Belvedere Chiese Rupestri, Centro Visite Area Camper”;
in alternativa, a circa 2 chilometri dal primo accesso, proseguendo sulla SS7 Via
Appia in direzione Taranto, basta girare a destra seguendo i cartelli che indicano
“Chiese Rupestri”.

Per la visita al Parco della Murgia materana raccomando scarpe comode e pranzo al
sacco. E’ la location ideale per un pic-nic all’aria aperta con veduta panoramica
mozzafiato su Matera.

Veduta dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

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Veduta dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

Veduta dal Parco delle chiese rupestri (Matera)

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