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NEWSLETTER N° 120

FEBBRAIO 2018

DIRITTO DEL LAVORO SOMMARIO

1 Diritto del Lavoro

6 Le Nostre Sentenze

9 Assicurazioni, Locazioni,
Responsabilità Civile

11 Osservatorio sulla
Cassazione
L’accordo interconfederale di indirizzo 9
marzo 2018 sulle relazioni industriali 13 Il Punto Su

A cura di Tommaso Targa e Enrico Vella 16 Rassegna Stampa

Il 9 marzo si è concluso ufficialmente, con la firma delle parti, 17 Contatti


l’iter di formalizzazione dell’accordo quadro tra Confindustria e
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative (CGIL –
CISL –UIL), già raggiunto nella sostanza lo scorso 28 febbraio,
relativo a “contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della
contrattazione collettiva”.

L’intesa è stata annunciata, forse con eccessiva enfasi, come un


momento “storico” nell’evoluzione delle relazioni industriali,
introducendo un nuovo modello di contrattazione.

L’obiettivo dichiarato dalle parti sociali è offrire strumenti


di gestione dei rapporti sindacali in grado di rispondere alle
esigenze di cambiamento correlate allo sviluppo tecnologico e
produttivo del tessuto imprenditoriale italiano. Si tratta, però, di
un accordo programmatico che contiene numerose dichiarazioni
di intenti, pur non avendo un immediato effetto nella disciplina
delle relazioni industriali e dei rapporti di lavoro.

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Il momento politico in cui approda l’intesa ■ IL MODELLO CONTRATTUALE.
non è casuale. La tornata elettorale, infatti, IL RUOLO CENTRALE DEI CONTRATTI
ha messo in luce il proposito di alcune forze COLLETTIVI DI SECONDO LIVELLO
politiche di introdurre un salario minimo
legale e una disciplina sulla rappresentanza/ Le parti, nel confermare la necessità di due
rappresentatività. E così, dopo mesi di stallo, livelli di contrattazione, nazionale e decentrato
la firma - prima dell’insediamento del nuovo (aziendale o territoriale), condividono l’esigenza
Parlamento – sembra quasi un monito al di assegnare ai medesimi compiti e funzioni
Legislatore, per segnalare che il salario è distinti, onde poter rispondere alle esigenze di
definito dalle parti sociali e non per legge; che competitività delle imprese e di valorizzazione
la “pirateria” al ribasso delle regole sul lavoro del lavoro.
deve essere combattuta dall’interno del mondo
del lavoro; più in generale, che la materia La contrattazione nazionale, da un lato, mantiene
sindacale è costituzionalmente intangibile. il compito di garantire trattamenti economici e
normativi comuni a tutti i lavoratori del settore,
In questo quadro, l’accordo premette che “un ovunque impiegati sul territorio nazionale, e
sistema di relazioni industriali più efficace regolatore delle relazioni sindacali a tale livello.
e partecipativo è necessario per qualificare Alla contrattazione di secondo livello, invece, è
e realizzare i processi di trasformazione e delegata l’introduzione di trattamenti economici
di digitalizzazione nella manifattura e nei legati a obiettivi – individuati secondo
servizi innovativi, tecnologici e di supporto standard qualitativi e quantitativi - di crescita
all’industria”. Dunque, ’“un ammodernamento della produttività aziendale, di efficienza, di
del sistema delle relazioni industriali e della redditività, di innovazione, attraverso i percorsi
contrattazione collettiva” è funzionale a definiti nell’accordo interconfederale del 14
“contribuire fattivamente alla crescita del luglio 2016.
Paese, alla riduzione delle disuguaglianze, nella
distribuzione del reddito, alla crescita dei salari,
al necessario miglioramento della competitività
attraverso l’incremento della produttività delle
imprese, al rafforzamento dell’occupabilità
delle lavoratrici e dei lavoratori e alla creazione
di posti di lavoro qualificati”.

Il confronto fattivo e partecipativo è già


iniziato: l’intesa si presenta, infatti, solo come
il primo passo verso il cambiamento. Le parti
condividono le linee guida del percorso e i
“principi di indirizzo su alcune questioni di
comune interesse, che è volontà condivisa
mettere al centro del prosieguo del confronto,
al fine di addivenire a ulteriori concrete intese”.
Al di là delle dichiarazioni di principio, le Parti
Sociali si sono concentrate su una serie aspetti
di ordine generale.

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■ IL TEC E IL TEM. UN NUOVO ■ LA MISURA DELLA RAPPRESENTANZA
TRATTAMENTO ECONOMICO DATORIALE.
NO AL DUMPING SALARIALE
L’accordo quadro assegna al contratto collettivo
nazionale di categoria il compito di disciplinare Le Parti hanno ribadito che “Democrazia
una nuova forma di trattamento economico, sindacale, misurazione e certificazione
composto dal c.d. “TEC”, Trattamento della rappresentanza costituiscono uno dei
Economico Complessivo, costituito dal “TEM”, pilastri fondamentali del modello di relazioni
Trattamento Economico Minimo (i minimi industriali”, nel solco delle regole del T.U. della
tabellari), e dai trattamenti economici (incluse rappresentanza sindacale del 2014. Di qui la
le eventuali forme di “welfare”) qualificati necessità di impegnarsi a contrastare il proliferare
come “comuni a tutti i lavoratori del settore”, dei contratti “pirata”, ossia quei contratti stipulati
di cui lo stesso contratto ne qualificherà durata, da soggetti senza nessuna rappresentanza
causa e competenza nel livello di contrattazione, certificata e finalizzati esclusivamente a dare
oltreché gli effetti economici “in sommatoria” copertura formale a situazioni di vero e proprio
fra il primo e il secondo livello di contrattazione “dumping contrattuale”.
collettiva.
In questo quadro, un primo passo è quello di
La variazione dei valori dei minimi tabellari misurare la rappresentanza della parte datoriale.
avverrà secondo le regole condivise, per norma Un’azione che, secondo i firmatari, dovrebbe
o prassi, nei singoli CCNL, in funzione degli coinvolgere le istituzioni e, in particolare, il
scostamenti registrati nel tempo dall’indice di CNEL. Quest’ultimo potrebbe favorire questo
inflazione Ipca (Indice dei Prezzi al Consumo percorso tramite una serie di attività ricognitive
Armonizzato per i Paesi dell’Unione Monetaria sia dei perimetri della contrattazione, che dei
Europea), depurato dalla dinamica dei prezzi soggetti coinvolti, al fine di verificarne l’effettiva
dei beni energetici importati come calcolato rappresentatività.
dall’Istat. Quindi, ciascun contratto potrà Viene tuttavia considerato anche un passaggio
scegliere il meccanismo di aggiornamento degli successivo: l’impegno a proporre a tutti i
importi. soggetti coinvolti alcune regole che assicurino
il rispetto dei perimetri e ne impediscano la
Sempre sul piano economico, l’accordo violazione da parte di soggetti privi di adeguata
prevede che, con quanto concordato a livello rappresentatività.
interconfederale, dovranno essere stabilite Sul punto le parti, forse pensando a un contratto
le linee di indirizzo per la contrattazione collettivo valido erga omnes o comunque
collettiva con riferimento a materie di interesse applicabile a tutti i lavoratori aderenti alle
generale quali previdenza complementare, OO.SS. più rappresentative, concludono
assistenza sanitaria integrativa, tutela della sottolineando che «Confindustria e Cgil, Cisl,
non autosufficienza, prestazioni di welfare Uil ritengono che l’efficacia generalizzata
sociale e conciliazione dei tempi di vita e di dei contratti collettivi di lavoro costituisca un
lavoro, nell’ottica di favorire una “maggiore elemento qualificante del sistema di relazioni
universalità delle tutele”. industriali e che le intese in materia di
rappresentanza possano costituire, attraverso
il loro recepimento, il presupposto per la
definizione di un quadro normativo in materia».

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■ L’UNITÀ SINDACALE E IL RUOLO e partecipato”. Anche sotto questo profilo,
DELLE PARTI SOCIALI l’accordo sottolinea l’importanza dei
rappresentanti dei lavoratori a livello aziendale
In continuità con le precedenti intese, le parti e territoriale, suggerendo sinergie con le
colgono l’occasione per rinnovare il loro iniziative istituzionali dell’Inail.
ruolo unitario, confermando di voler dare
piena attuazione all’intero Testo Unico sulla Tirando le somme, l’accordo ha un’importante
rappresentanza. Per questo è prioritario e valenza programmatica e di reciproci
centrale l’avvio di un percorso di confronto su affidamenti, pur non contenendo novità rilevanti.
una serie di temi, come il Welfare, la formazione Inoltre, sul piano giuridico, esso sconta i limiti
e competenze, la sicurezza sul lavoro, il mercato di una disciplina contrattuale privatistica, per
del lavoro e la partecipazione dei lavoratori, cui non è precettivo né vincolante rispetto alla
per sensibilizzare le istituzioni a sviluppare generalità dei soggetti del rapporto sindacale
strumenti di sviluppo e di rilancio, e oggetto di (imprese, sindacati, firmatari e non dell’intesa,
futuri protocolli. lavoratori).

■ SICUREZZA SUL LAVORO A questo punto, si tratta di attendere le eventuali


iniziative del Parlamento appena insediatosi sui
Viene definita “un obiettivo prioritario e temi affrontati dall’accordo quadro, nonché
un ambito privilegiato per sviluppare un la messa in pratica dei principi generali in
sistema di relazioni industriali responsabile occasione della stipula dei prossimi CCNL.

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La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi
sul rispetto delle regole inerenti l'onere della
prova, evidenziava la sussistenza di chiari
elementi che consentivano di ricondurre il
rapporto di lavoro nell'ambito del lavoro
subordinato.
Nel corso dell'istruttoria, infatti, erano emersi
la presenza costante in negozio della Sorella,
l'osservanza di un orario coincidente con
l'apertura al pubblico dell'attività commerciale
e la corresponsione, a cadenze fisse, di un
"Fratelli, coltelli": il vincolo compenso.
di subordinazione "entra" in
famiglia Tali elementi facevano ritenere che la
collaborazione resa dalla Sorella avesse
A cura di Enrico Vella comportato un apporto stabilmente inserito
nell'organizzazione dell'attività commerciale
Rispetto costante di un orario di lavoro stessa e non una mera partecipazione all'attività,
coincidente con l'apertura al pubblico dettata da motivi di assistenza familiare.
dell'attività commerciale e corresponsione di
un compenso mensile a cadenze fisse e regolari Il compenso fisso si qualificava come
sono le due condizioni che, ove dimostrate, corrispettivo della prestazione e non come un
consentono di qualificare come subordinata la contributo economico a copertura di contingenti
prestazione resa dalla "Sorella" nell'attività di e, dunque, variabili esigenze di vita.
titolarità del "Fratello".
Con la sentenza in commento, la Corte sembra
Questo il principio di diritto espresso dalla confermare il noto principio per cui il vincolo
Suprema Corte con l'ordinanza del 27 febbraio di subordinazione, ove sussistente e provato,
2018 n. 4535. prevale sulla mera collaborazione nell'ambito
dell'impresa familiare, che sottrae il rapporto
In primo grado, la Sorella si era rivolta al alla disciplina di cui all'art 230bis c.c.
Tribunale di Torino per rivendicare nei
confronti del proprio Fratello, titolare di una Proprio con questa norma, lo ricordiamo,
ditta individuale esercente il commercio di fiori il Legislatore esclude la subordinazione
e piante, la natura subordinata del rapporto nell’ambito del lavoro familiare quando le parti
intercorso e il pagamento delle correlate abbiano dato, espressamente o tacitamente,
differenze retributive. una diversa configurazione al loro rapporto
o, più in generale, quando si vuole attribuire
Il giudice di prime cure, riconosciuta rilevanza giuridica a prestazioni di lavoro
la sussistenza del vincolo, accoglieva svolte nell'ambito familiare non inquadrabili in
integralmente le domande della ricorrente. La fattispecie tipiche.
sentenza veniva confermata in appello.

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A esito della prima fase del giudizio, attivato
Le nostre sentenze con il rito c.d. Fornero, il Tribunale di Milano ha
statuito, anzitutto, la decadenza del ricorrente
dalla possibilità di muovere contestazioni,
salvo che per il periodo temporale coperto
dall’ultimo contratto (l’unico impugnato): il
Giudice milanese ha rilevato, infatti, che l’attore
avrebbe dovuto impugnare, nei termini previsti,
tutti i contratti intercorsi tra la sua società e
l’impresa committente, in ragione del fatto che
il termine di decadenza di cui all’art. 32 comma
3 Legge 183/10 è applicabile al caso di specie
ed era iniziato a decorrere dalla data di entrata
LA SENTENZA DEL MESE in vigore della predetta Legge, vale a dire dal 24
novembre 2010 o, al più tardi, dal 31 dicembre
1 Rivendica di subordinazione a 2011, qualora si considerasse estendibile anche
fronte di contratti di appalto a fattispecie diverse dal licenziamento la
proroga prevista dal comma 1-bis dell’art. 32
e consulenza: onere di
della Legge stessa.
impugnazione stragiudiziale e
onere di allegazione giudiziale. Per quanto concerne l’unico contratto
impugnato correttamente, il Tribunale di Milano
(Tribunale di Milano, 8 febbraio 2018, n. 3603) ha respinto, poi, le pretese del ricorrente sulla
base del rilievo che il medesimo non aveva
Causa seguita da Vittorio Provera e Francesco
Cristiano
assolto all’onere di puntuale allegazione delle
circostanze che avrebbero dovuto supportare
Il caso riguarda una società in accomandita la tesi della subordinazione, con imputazione
semplice che, per ventisei anni (dal 1991 del rapporto in capo all’impresa committente.
al 2017) e in virtù di molteplici contratti Nel provvedimento giudiziale si rileva, in
successivi, aveva effettuato attività di servizi in particolare, che il mancato assolvimento
favore di altra impresa in regime di appalto o di dell’onere di allegazione non può essere
consulenza. sanato da interventi d’ufficio del Giudice
ai sensi dell’art. 421 c.p.c.; diversamente si
A seguito della cessazione dell’ultimo contratto, verificherebbe un’inammissibile intervento
avvenuta nel 2017, il socio accomandatario suppletivo d’ufficio, in contraddizione con il
della società appaltatrice/consulente conveniva monopolio della parte in tema di individuazione
in giudizio l’impresa committente per sentire dell’oggetto della prova su fatti che debbono
accertare e dichiarare, tra l’altro, la sussistenza di essere dalla stessa specificamente dedotti.
un rapporto di lavoro subordinato direttamente
alle dipendenze di quest’ultima, nonché
l’illegittimità del presunto “licenziamento”
che sarebbe stato operato nei suoi riguardi a
fronte della mancata prosecuzione del rapporto
all’ultima scadenza.

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In secondo luogo, partendo da queste
considerazioni, la sentenza ha ritenuto che il
principio di legge secondo cui il corrispettivo
del patto non può avere natura provvigionale
non preclude che esso sia calcolato in una
percentuale sulle provvigioni. La norma intende
solamente specificare che, a ogni effetto, in
primis fiscale, il corrispettivo del patto di non
concorrenza non costituisce provvigione. Inoltre,
anche la previsione normativa secondo cui il
2 Patto di non concorrenza con corrispettivo debba essere pagato al momento
l’agente: il corrispettivo può della cessazione del rapporto può essere
derogata su accordo delle parti, prevedendo un
costituire una maggiorazione
pagamento dilazionato in costanza di rapporto.
delle provvigioni.

(Tribunale di Bolzano 30 gennaio 2018)

Causa seguita da Stefano Trifirò e Mariapaola


Rovetta

Con la sentenza in commento, il Giudice del


Lavoro di Bolzano ha rigettato la domanda
con cui un agente, invocando la pretesa nullità
della pattuizione individuale che disciplinava
il patto di non concorrenza sottoscritto dalle
parti, stante la sua asserita contrarietà alla
miglior disciplina di cui all’art. 14 dell’Accordo
Economico Collettivo del 2002 (AEC), chiedeva 3 I danni connessi alla
la condanna della Società preponente al dequalificazione devono essere
pagamento dell’indennità quantificata secondo specificamente allegati e
il suddetto AEC. rigorosamente provati.
Anzitutto, la sentenza ha confermato
l’orientamento della giurisprudenza secondo cui (Trib. Santa Maria Capua Vetere, 20 settembre 2017)
la disciplina dettata dall’AEC è pacificamente
derogabile in melius, sia sotto il profilo del Causa seguita da Luca Peron e Tiziano Feriani
quantum, sia sotto il profilo delle modalità di
erogazione del corrispettivo. Infatti, l’art. 1751 Un dipendente ha adito il Tribunale di Santa
bis cod. civ. lascia alla contrattazione tra le parti Maria Capua Vetere, sostenendo di essere stato
la determinazione dell’indennità, pur nel rispetto dequalificato sin dal settembre 1996 e, su tale
dei parametri costituiti dalla durata del patto, presupposto, ha chiesto che la Società datrice
della natura del contratto e dell’indennità di fine di lavoro fosse condannata a riassegnargli
rapporto, rispetto ai quali dev’essere effettuata le precedenti mansioni o ad adibirlo ad altre
la valutazione di congruità del corrispettivo equivalenti, nonché a risarcirgli i pretesi danni
fissato per il patto di non concorrenza. patrimoniali (danno alla professionalità, per

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perdita di chances, all’immagine e alla dignità)
e non patrimoniali (danno biologico per aver
contratto una sindrome ansioso-depressiva) che,
a suo dire, ne sarebbero derivati.

Il Tribunale - pur avendo accertato, all’esito


dell’istruttoria testimoniale, l’effettiva
sussistenza del demansionamento lamentato dal
ricorrente - a partire dal settembre 1996 - ha,
tuttavia, respinto tutte le domande da lui proposte
(rilevando che le stesse sarebbero, comunque,
state prescritte per il periodo anteriore al 7 4 Il lavoratore che impugna
marzo 1997), evidenziando che dall’accertata il trasferimento deve proporre
dequalificazione non deriva automaticamente il ricorso innanzi al giudice del
alcun danno risarcibile (né patrimoniale, né
non patrimoniale), ma che qualsiasi pregiudizio
luogo ove è ubicata la sede di
per cui viene richiesto un risarcimento debba destinazione, se ha già ivi preso
essere specificamente allegato e rigorosamente servizio.
provato.
(Tribunale di Cassino, ordinanza 26 ottobre 2017)
Facendo applicazione del predetto principio, il
Tribunale ha rigettato la richiesta del lavoratore Causa seguita da Tommaso Targa
di risarcimento dei pretesi danni patrimoniali
(danno alla professionalità, per perdita di L’ordinanza in commento ha rigettato per
chances, all’immagine e alla dignità), perché incompetenza territoriale il ricorso di un
questi ultimi erano stati da lui dedotti solo lavoratore che aveva impugnato il proprio
genericamente e, in ogni caso, non erano stati trasferimento, rivolgendosi al tribunale del
provati. luogo ove è ubicata la vecchia sede di lavoro.

Anche la domanda di risarcimento dell’asserito Il rigetto è stato motivato richiamando il


danno non patrimoniale (danno biologico) è consolidato orientamento della giurisprudenza
stata respinta dal Tribunale, sul presupposto di legittimità e di merito (Trib. Milano, sez. lav.,
che il ricorrente - in presenza di una patologia 26 settembre 2014, n. 2099; Cass. civ. sez. VI,
a eziologia multifattoriale come quella da lui 19 ottobre 2011, n. 21690; Cass. civ. sez. lav.,
lamentata (sindrome ansioso-depressiva) - 25 ottobre 1993 n. 10588; Cass. civ. sez. lav., 07
avrebbe dovuto provare in modo estremamente giugno 1991, n. 6490) secondo cui:
rigoroso l’esistenza del nesso causale tra detta
malattia e il demansionamento patito, ma che a) è competente a conoscere la causa concernente
tale prova non era stata fornita e, anzi, la CTU la legittimità di un trasferimento del dipendente
espletata nel corso del giudizio ne aveva escluso - ove tale trasferimento abbia già avuto concreta
la sussistenza. esecuzione - il giudice del luogo ove si trova la
nuova dipendenza, e non quello del luogo ove si
trova la sede di lavoro di provenienza;

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b) è, invece, competente il giudice del luogo qualunque connotato di colpa, sicché incombe
ove si trova la vecchia sede solamente quando al danneggiato allegare, dandone la prova, il
il trasferimento viene impugnato prima di avere rapporto causale tra la cosa e l’evento dannoso,
avuto concreta esecuzione (ossia quando è già indipendentemente dalla pericolosità o meno o
stato comunicato al lavoratore, ma quest’ultimo dalle caratteristiche intrinseche della prima.
non ha ancora preso servizio presso la nuova La deduzione di omissioni, violazioni di
sede). obblighi di legge di regole tecniche o di criteri
di comune prudenza da parte del custode rileva
Nel caso di specie, il ricorso era stato proposto ai fini della sola fattispecie dell’art. 2043 c.c.,
dal lavoratore innanzi al giudice della sede a salvo che la deduzione non sia diretta soltanto a
quo, dopo il decorso di molti mesi dal momento dimostrare lo stato della cosa e la sua capacità di
in cui il medesimo aveva preso servizio presso recare danno, a sostenere allegazione e prova del
la sede ad quem. rapporto causale tra quella e l’evento dannoso.

Nella categoria delle cause di esclusione della


responsabilità oggettiva per danno da cose, la
ASSICURAZIONI, LOCAZIONI,
condotta del danneggiato che entri in interazione
RESPONSABILITA' CIVILE con queste si atteggia diversamente a seconda
del grado di incidenza causale sull’evento
dannoso, in applicazione - anche ufficiosa -
dell’art. 1227 c.c., primo comma: quanto più la
situazione di possibile danno è suscettibile di
essere prevista e superata attraverso l’adozione
- oggetto di dovere generale riconducibile
all’art. 2 Cost. e comunque rispondente a
un’esigenza di ragionevole regolazione della
propria condotta - delle cautele da parte dello
stesso danneggiato normalmente attese in
rapporto alle circostanze, tanto più incidente
deve considerarsi l’efficienza causale del
comportamento imprudente del medesimo nel
MASSIMARIO DI GIURISPRUDENZA dinamismo causale del danno, fino a rendere
possibile che detto comportamento interrompa
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso;
Cofano

Quando la causa di esclusione della


Responsabilità ex art. 2051 c.c. responsabilità ai sensi dell’art. 2051 c.c. sia
indicata nella condotta del danneggiato può
(Cass., sentenza 13 marzo 2018, n.6034) prescindersi dalla necessità, ai fini dell’esonero,
di un’imprevedibilità e inevitabilità intese nel
L’art. 2051 c.c., nel qualificare responsabile senso di estraneità alla regolarità o adeguatezza
chi ha in custodia la cosa per i danni da questa causale, come invece rimane necessario quando
cagionati, individua un criterio di imputazione si invoca un caso fortuito o un’elisione del nesso
della responsabilità che prescinde da causale per altra ragione.

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Obbligazioni di durata – clausola TRA LE NOSTRE SENTENZE


penale
A cura di Bonaventura Minutolo

(Cass., sentenza 13 marzo 2018, n. 6015) (Tribunale di Perugia, sentenza del 9 giugno 2017)

Nelle obbligazioni di durata assistite da Tizio conveniva in giudizio la Compagnia


una clausola penale, il divieto di cumulo ex Alfa al fine di ottenere l’indennizzo dovuto per
art. 1383 c.c. fra la prestazione principale il rimborso delle spese relative a un sinistro
e la penale concerne le sole prestazioni già regolarmente denunciato. Deduceva di essere
maturate e inadempiute, ma non anche quelle cittadino italiano iscritto all’AIRE e di aver
non ancora maturate, non coperte dalla penale, sempre risieduto per una parte dell’anno in
giacchè, in caso contrario, il debitore potrebbe Italia, per l’altra negli USA; di aver stipulato
sottrarsi all'obbligazione attraverso il proprio con Alfa una polizza sanitaria che prevedeva
inadempimento. il rimborso delle spese sanitarie relative a
interventi chirurgici e spese ospedaliere a favore
Locazione – obbligazioni del proprio e della moglie; di aver denunciato alla
locatore Compagnia la sopraggiunta malattia della
moglie (e il conseguente di lei decesso) e di
(Cass., sentenza 13 marzo 2018, n. 6010) aver inoltrato alla stessa fatture mediche per
complessivi euro 350.000,00 chiedendo di
La molestia di diritto, dalla quale il conduttore esserne indennizzato.
ha diritto di essere garantito dal locatore ai sensi
dell'art. 1585 c.c., può essere anche realizzata La Compagnia, acquisito il certificato di
dal comportamento del terzo volto a contraddire residenza degli assicurati, aveva rifiutato il
il diritto del conduttore al pieno godimento della pagamento, invocando l’annullabilità del
cosa attraverso una menomazione materiale del contratto stante la non assicurabilità della
bene che ne limiti il godimento e dimostri, al residenza all’estero degli stessi.
contempo, la volontà di contestare il diritto del
locatore contrapponendovi un diritto proprio. Tizio affermava che tale circostanza era, invece,
nota alla Compagnia, sia per il rapporto personale
di conoscenza tra l’agente e gli assicurati, sia
Assegno – prescrizione
perchè i pagamenti dei premi erano spesso stati
eseguiti in dollari e accettati dalla Compagnia.
(Cass., sentenza 12 marzo 2018, n. 5889)

La Compagnia, costituitasi in giudizio, eccepiva


La prescrizione del termine per ottenere la l’annullabilità del contratto di assicurazione per
restituzione della somma oggetto di un assegno l’inesattezza delle dichiarazioni rese nella polizza
circolare non incassato, la quale venga trasferita circa il luogo di residenza (ove veniva indicato
all'interno del c.d. Fondo depositi dormienti, dagli attori un CAP attestante una residenza in
decorre, per il richiedente, l'emissione dallo Italia, di fatto non corrispondente al vero), ed
spirare del triennio dall'emissione dell'assegno evidenziava come l’elemento della residenza
circolare stesso. fosse essenziale ai fini dell’individuazione del
rischio assicurato.

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Il Tribunale di Perugia respingeva la domanda
dell’attore affermando che l’esatta indicazione OSSERVATORIO SULLA
del Comune di residenza (in Italia) fosse un CASSAZIONE
elemento di obiettiva importanza ai fini della
conclusione del contratto di assicurazione e della
determinazione delle relative condizioni, tanto A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella
che l’art. 12 delle condizioni di polizza, rubricato
“variazione della residenza”, prevedeva
un preciso obbligo in capo all’assicurato
di comunicare alla Compagnia eventuali
variazioni dello stesso, al fine di consentire
all’impresa di assicurazioni di declinare nuove
condizioni di premio, e prevedeva la cessazione
dell’assicurazione per il caso di trasferimento
all’estero della residenza dell’assicurato.
Inoltre, l’aver richiesto a chiare lettere nello
schema di polizza l’indicazione, per ciascun
assicurato, del CAP relativo al comune di
residenza, era chiaro indice dell’importanza di Licenziamento illegittimo se
tale elemento nell’economia negoziale. Doveva, fondato sulle e-mail del dipendente
quindi, ritenersi contraria a buona fede, da parte prive di firma digitale
degli assicurati, la dichiarazione nel contratto di
essere residenti in Italia. Per contro, il fatto che, Con sentenza n. 5523 dell’8 marzo 2018 la
in precedenza, i premi fossero stati pagati anche Suprema Corte ha affermato che è illegittimo
in dollari non provava che la Compagnia fosse il licenziamento di un dipendente laddove il
a conoscenza dell’effettivo luogo di residenza provvedimento espulsivo si fondi su messaggi
degli attori. contenuti nella sua posta elettronica.
In particolare, la Corte di Cassazione ha
L’assicuratore, quindi, non era tenuto al precisato che soltanto la PEC o la firma digitale
pagamento dell’indennizzo e, sussistendo un garantiscono l’integrità del documento, mentre
comportamento colposo dell’assicurato, era l’e-mail tradizionale, almeno astrattamente,
esclusa la possibilità di invocare la previsione risulta modificabile e, dunque, costituisce un
di cui all’art. 1893 c.c. “documento informatico” liberamente valutabile
dal Giudice.
La definizione di documento informatico è
contenuta nell’art. 1, primo comma, lett. p),
del decreto legislativo n. 82/2005 (c.d. Codice
dell’amministrazione digitale), che lo qualifica
come “documento elettronico che contiene la
rappresentazione informatica di atti, fatti o dati
giuridicamente rilevanti”; l’efficacia probatoria
del medesimo è stabilita dall’art. 20 del citato
decreto legislativo, secondo cui “il documento
informatico soddisfa il requisito della forma

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scritta e ha l'efficacia prevista dall'articolo rilevato che, correttamente, la Corte di merito
2702 del Codice Civile quando vi è apposta una non aveva posto a fondamento della decisione
firma digitale, altro tipo di firma elettronica la violazione dell’obbligo di recarsi in trasferta,
qualificata o una firma elettronica avanzata quanto, piuttosto, “l’ingiustificatezza di un
o comunque è formato previa identificazione rifiuto sistematico e pervicace delle trasferte che
informatica del suo autore”, mentre, in tutti gli avevano formato oggetto di specifica previsione
altri casi, “l'idoneità del documento informatico nel contratto individuale”.
a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo
valore probatorio sono liberamente valutabili
in giudizio, in relazione alle caratteristiche di
sicurezza, integrità e immodificabilità”.

La contestazione disciplinare è
specifica anche se non contiene i
nomi di tutte le colleghe molestate
Il rifiuto della trasferta con la Con sentenza n. 6889 del 21 marzo 2018 la
scusa di problemi di salute Suprema Corte è nuovamente intervenuta in un
giustifica il licenziamento per tema ampiamente trattato, ovvero quello relativo
insubordinazione al contenuto della contestazione disciplinare,
che – per costante giurisprudenza - deve offrire
Con sentenza n. 6896 del 20 marzo 2018 la al dipendente tutte le indicazioni necessarie
Suprema Corte ha esaminato una fattispecie di per comprendere quali siano gli addebiti; la
licenziamento comminato a un lavoratore che si verifica sulla “specificità” della contestazione
rifiutava sistematicamente di recarsi in trasferta, disciplinare spetta al Giudice di merito, che
adducendo problemi di salute. deve valutare se l’imprecisione degli elementi
La Corte di Cassazione ha confermato la fattuali riportati nella contestazione determini
decisione dei Giudici di merito, rilevando che un’insuperabile incertezza nell’individuare
la disponibilità alla trasferta costituiva elemento i comportamenti addebitati e, quindi, possa
essenziale della prestazione lavorativa, di cui il pregiudicare il diritto di difesa del dipendente.
lavoratore era a conoscenza sin dall’assunzione; Nella fattispecie esaminata, la Suprema Corte
inoltre, nel corso del giudizio, è emerso ha accolto il motivo di ricorso formulato dal
che le condizioni fisiche del lavoratore non datore di lavoro, rilevando che la mancata
risultavano talmente gravi da impedirgli di indicazione di tutte le colleghe molestate non
allontanarsi dalla famiglia per la durata della costituisce, di per sé, un motivo sufficiente per
trasferta. In particolare, la Suprema Corte ha ritenere generica la contestazione disciplinare.

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Newsletter
notizie pubblicate sui principali quotidiani, che
il proprio nome risultava inserito tra i destinatari
IL PUNTO SU di un’azione di responsabilità per un ingente
valore, richiesta dal Commissario ad acta della
Compagnia di Assicurazioni di cui era stato
membro del Consiglio di Amministrazione.
Rilevava altresì che, nel sito internet
della Compagnia, era stata pubblicata una
dettagliata relazione del predetto Commissario,
avente a oggetto l’attività degli Organi di
Amministrazione e Controllo dell’Azienda,
nelle cui pagine conclusive appariva il nome
dell’attore fra i possibili destinatari dell’azione
sociale di responsabilità. E ancora, il nominativo
era inserito (sempre come destinatario
Diritto alla privacy e tutela della dell’azione di responsabilità) anche sull’avviso
trasparenza nelle società quotate. di convocazione di assemblea per la delibera
della relativa azione, nonché nell’ambito
A cura di Vittorio Provera del verbale che riportava la determinazione
assembleare di autorizzazione all’ azione. Tutti i
Il tema inerente l’individuazione di un corretto documenti erano stati pubblicati sul sito internet
equilibrio tra il diritto alla tutela della vita della società e, quindi, largamente ripresi e
privata nonché dei dati personali e, dall’altra, diffusi dagli organi di stampa.
il diritto alla massima trasparenza nelle attività
correlate a operazioni che coinvolgono le società In conseguenza delle circostanze sopra riportate
di capitali quotate (le quali sono sottoposte e del risalto mediatico che le stesse avevano
peraltro a una specifica disciplina normativa) è determinato, il manager argomentava di aver
sempre più attuale. Ciò anche in considerazione perso opportunità professionali anche relative
degli obblighi di pubblicità imposti anche a a incarichi societari, di essere stato costretto
livello europeo, nonché dello sviluppo dei a lasciarne altri parimenti importanti, nonché
sistemi internet di comunicazione e diffusione di aver subito una lesione nell’onore e nella
dati, che determinano una pressoché immediata reputazione, con pregiudizio anche dell’integrità
e amplissima condivisione delle notizie. psicofisica.

Su questo argomento si inserisce la decisione Per tali ragioni era citato in giudizio il
del Tribunale di Torino, Sezione IV Civile, Commissario ad acta, nominato all’epoca
del 12 giugno 2017 che si è occupata di un caso, dall’ISVAP per provvedere a una serie di atti
non certo isolato, di contemperamento dei citati ritenuti dall’Autorità di Vigilanza necessari
interessi. per rendere conforme a legge la gestione della
Compagnia di Assicurazione e delle Società
La vertenza era promossa da un ex amministratore Controllate, autore della citata relazione. Nei
indipendente di una società per azioni quotata, suoi confronti veniva formulata richiesta di
operante nel settore delle assicurazioni. Questi risarcimento dei danni patrimoniali e non patiti
lamentava di aver appreso, attraverso la lettura di dall’attore per i fatti descritti.

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Il convenuto contestava le rivendicazioni dell’ex obbligo di pubblicazione sul sito internet.
amministratore affermando, innanzitutto, Su questo particolare aspetto, il Tribunale ha
di aver agito nell’ambito delle funzioni che aderito alla tesi della parte convenuta secondo
erano state affidate dall’ISVAP, fra le quali cui la pubblicazione anche della relazione
l’individuazione dei soggetti responsabili per rispondeva agli adempimenti normativi del
operazioni compiute in danno della Compagnia T.U.I.F. Si ricorda che l’art. 125 ter dispone, fra
di Assicurazione, con il conseguente avvio di gli altri, che “….l’organo di amministrazione
ogni iniziativa necessaria per salvaguardare entro il termine di pubblicazione dell’avviso di
l’integrità del patrimonio sociale. Inoltre convocazione dell’assemblea previsto in ragione
asseriva che - sulla base della relazione svolta - di ciascuna delle materie all’ordine del giorno,
il Consiglio di Amministrazione, nell’esercizio mette a disposizione del pubblico presso la sede
delle proprie funzioni, aveva semplicemente sociale, sul sito internet della società……una
predisposto la convocazione dell’Assemblea relazione su ciascuna delle materie all’ordine
e - in ottemperanza della previsione di cui del giorno…….”. Lo stesso articolo impone
all’art. 125 ter del Testo Unico in materia altresì di rendere disponibile il successivo
di Intermediazione Finanziaria (T.U.I.F.), verbale dell’assemblea sul sito internet della
nonché dello Statuto della Compagnia - aveva Società e anche tale adempimento era stato
provveduto a effettuare le pubblicazioni imposte disposto dall’organo di amministrazione nel
dalla normativa, pubblicazioni avvenute sul sito caso in esame, relativamente alla delibera
internet della Società. Successivamente, sempre sull’azione di responsabilità.
in adempimento di prescrizioni di legge e, su
disposizione del C.d.A., era stata pubblicata, Sotto altro profilo, non sono state ritenute
con le stesse modalità, la delibera assembleare rilevanti talune doglianze di parte attrice circa
riguardante l’avvio dell’azione di responsabilità. il contenuto della relazione che, a suo dire,
avrebbe presentato delle inesattezze che non
Conseguentemente, nessuna condotta illecita sarebbero state rettificate, nonostante le diffide
poteva ascriversi al Commissario ad acta. inviate dall’ex Amministratore: inesattezze che
avrebbero avuto un contenuto diffamatorio.
A fronte di quanto precede, il Tribunale ha Al riguardo il Tribunale ha escluso sia
innanzitutto effettutato una disamina della l’esistenza dell’elemento soggettivo della
posizione del convenuto, rilevando che il diffamazione (che richiede la dimostrazione
medesimo aveva operato nell’ambito delle di una volontà cosciente e libera di propagare
funzioni, anche di natura pubblicistica, notizie, con la consapevolezza di ledere l’altrui
conferite dall’Autorità di Vigilanza. In reputazione), che di quello oggettivo (posto che
tale contesto è stato ritenuto legittimo che, - con riferimento a eventuali inesattezze della
all’esito di accertamenti svolti in adempimento relazione sulla condotta dell’ex Amministratore
dell’incarico, nonché in virtù dei poteri e conseguente eventuale infondatezza
attribuiti, detto Commissario avesse chiesto la dell’azione di responsabilità - era pendente la
convocazione dell’Assemblea per deliberare causa avanti al Tribunale delle Imprese).
sull’esercizio dell’azione di responsabilità
nei confronti di alcuni ex amministratori e In definitiva, i Giudici torinesi hanno concluso
sindaci. Alla richiesta era seguita la delibera del che, nel caso in esame, doveva considerarsi
Consiglio di Amministrazione, che disponeva prevalente il diritto alla tutela di una piena e
la convocazione della stessa Assemblea, con trasparente informativa imposta, fra l’altro, da

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Newsletter
specifiche norme e regolamenti per le società La decisione potrà assumere una certa
quotate, anche se ciò aveva comportato la importanza, ma dovrà valutarsi con attenzione
diffusione integrale della relazione, comprensiva il quadro di riferimento che si presenterà con
delle indicazioni dei nominativi dei soggetti a l’entrata in vigore del Regolamento Europeo
cui tale relazione si riferiva. in materia di Protezione dei dati personali n.
679/2016, che sarà applicato a far tempo dal 25
A conferma del proprio ragionamento il maggio 2018. Il Regolamento prevede, fra gli
Tribunale ha anche richiamato la decisione altri, che i titolari del trattamento dati debbano
della Corte di Giustizia UE Sezione Seconda mettere in atto misure tecniche e organizzative
del 9 marzo 2017 (in causa C-398-15), nella adeguate ad assicurare che siano trattati – per
quale si è statuito che il diritto all’oblio non vale impostazione predefinita – solo dati necessari a
per il Registro delle Imprese; per cui non si deve ogni specifica finalità del trattamento.
garantire il diritto all’oblio alle persone fisiche Ora, considerando – come detto a inizio del
i cui dati sono iscritti nel predetto registro. presente intervento - che attraverso lo strumento
Ciò in ragione del fatto che le persone fisiche della pubblicazione sui siti internet si determina
che scelgono di prendere parte agli scambi un’immediata e amplissima diffusione di dati e
economici, attraverso le società di capitali, documenti, è agevole prevedere che vi sarà una
debbono sottomettersi all’obbligo di rendere specifica richiesta di assumere tutte le opportune
pubblici tali dati con le relative conseguenze. misure e cautele tecnico-organizzative per far
Quindi l’azione dell’ex amministratore è stata rispettare quanto previsto dal Regolamento,
respinta, con i relativi provvedimenti correlati anche a fronte della pubblicazione – da parte
alla soccombenza. delle Società - di informazioni personali inerenti
soggetti terzi, pur se in esecuzione di obblighi di
legge.

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Rassegna Stampa
Diritto24 – Il Sole 24 Ore: 09/03/2018
"Fratelli, coltelli": il vincolo di subordinazione "entra" in famiglia
Enrico Vella

Diritto24 – Il Sole 24 Ore: 09/03/2018


L'accordo interconfederale di indirizzo 9 marzo 2018 sulle relazioni industriali
Tommaso Targa e Enrico Vella

Diritto24 – Il Sole 24 Ore: 22/03/2018


Rivendica di subordinazione a fronte di contratti di appalto e consulenza: onere di impugnazione stragiudiziale ed onere
di allegazione giudiziale
Vittorio Provera e Francesco Cristiano

Diritto24 – Il Sole 24 Ore: 22/03/2018


Diritto alla privacy e tutela della trasparenza nelle società quotate
Vittorio Provera

Diritto24 – Il Sole 24 Ore: 23/03/2018


Genuinità dell'appalto: sì alle direttive impartite dall'appaltante relativamente alle modalità temporali e tecniche di
esecuzione del servizio ma solo se sono state previste nel contratto d'appalto
Giacinto Favalli e Barbara Fumai

CLICCA PER
L’ARCHIVIO
RASSEGNA
STAMPA

EVENTI
L’avv. Barbara Fumai ha partecipato lo scorso 14 marzo a
nome dello studio al Career Day dell’Università di Trento:
http://events.unitn.it/careerfair2018

All’iniziativa erano presenti diversi studi legali di rilevanza


nazionale ed internazionale, oltre che moltissime aziende
operanti (anche) sul territorio, al fine di fornire una panoramica
sul mondo del lavoro agli studenti, in diversi ambiti.

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Contatti

MILANO ROMA

Via San Barnaba, 32 Piazza Giuseppe Mazzini, 27


20122 00195
Tel.: + 39 02 55 00 11 Tel.: + 39 06 3204744; + 39 06 37351176
Fax.: + 39 02 54 60 391; + 39 02 55 185 052; Fax.: + 39 02 54 60 391; + 39 02 55 185 052;
+39 02 55 013 295 +39 06 36000362

TORINO TRENTO

Via Raimondo Montecuccoli, 9 Via Galileo Galilei, 24


10121 38122
Tel.: + 39 011 53 06 15 Tel.: + 39 0461 26 06 37
Fax.: + 39 011 51 19 137 Fax.: + 39 0461 26 44 41

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