Sei sulla pagina 1di 24

© Alessandro De Sanctis

Tecniche di improvvisazione

La scala Maggiore

Scritto da:

Alessandro De Sanctis (alias Jonathan)

© Alessandro De Sanctis Improvvisazione con la scala maggiore

Affrontare l’improvvisazione è sempre complesso, e richiede una buona dose di voglia di avventura. Come in tutti i percorsi nuovi si fa fatica a comprendere qual è la strada giusta e se ci si sta effettivamente avvicinando alla meta. Questo breve saggio serve a focalizzare un po’ di idee e tecniche per cominciare ad esplorare il grande mondo dell’improvvisazione. Ovviamente partiamo dall’ABC cioè dalla scala più semplice che c’è: la scala maggiore.

dalla scala più semplice che c’è: la scala maggiore. Questa è la scala maggiore di Do

Questa è la scala maggiore di Do eseguita a partire dalla 6° corda (Mi basso). Questi diagrammi ci perseguiteranno un po’ per tutto il testo: sopra c’è il

pentagramma con la notazione in note (NB: per limiti oggettivi del programma usato per generarlo spesso ci saranno problemi con le alterazioni, nel caso cercherò di ricordarmi di segnalalo esplicitamente).

Il secondo diagramma è la notazione in intavolatura: ogni riga orizzontale rappresenta

una corda e il numero indica il tasto da premere sulla corda per produrre un suono

corrispondente a quello segnato nella notazione musicale (la riga più bassa indica la corda più bassa), i pallini bianchi indicano la posizione della Tonica della scala.

Il terzo diagramma o Posizione mostra visivamente tutte le note che verranno suonate

sul manico della chitarra (la riga più bassa indica la corda più bassa).

A questo punto dovrebbe essere chiaro che cosa rappresenta la figura appena vista e

come sia possibile provare a suonare per la prima volta una scala maggiore di Do.

La scala maggiore

La scala maggiore è composta da una particolare segenza di note dipendente dalla tonica della scala, ma omogenea nella struttura. La formula generativa della scal amggiore è:

Tono Tono Semitono Tono Tono Tono Semitono

Prendendo il Do come tonica di partenza otterremo:

Do Tono Re Tono Mi Semitono Fa Tono Sol Tono La Tono Si Semitono Do2

© Alessandro De Sanctis

Se invece partiamo con Re come tonica avremo:

Re T ono Mi Tono Fa# Semitono Sol Tono La Tono Si Tono Do# Semitono Re2

Le note cambiano, ma la struttura no.

PS: come esercizio sarebbe utili provare a ricavare tutte le varie scale maggiori in funzione delle toniche differenti

Ricordandoci che a livello di note il tredicesimo tasto di ciascuna corda è equivalente al primo, proviamo a disporre tutte le note della tonalità di Do sulla tastiera.

disporre tutte le note della tonalità di Do sulla tastiera. Ciascun pallino rappresenta una nota. Ciò

Ciascun pallino rappresenta una nota.

Ciò che si evince subito da questo schemino è la sua complessità: è chiaramente molto faticoso mettersi a studiare questa disposizione in blocco a memoria anche se in realtà le note si dispongono proprio secondo lo schema già visto. Se partiamo dal primo tasto della seconda corda (seconda a partire dall’alto) abbiamo andando verso destra una scala di Do: Do (primo tasto), Re (terzo tasto), Mi (quinto

tasto)

la formula generativa diventa:

Basta ricordasi che sulla chitarra ogni tasto equivale ad un semitono per cui

2 tasti 2 tasti 1 tasto 2 tasti 2 tasti 2 tasti 1 tasto

Questo approccio potrebbe andare se ci muovessimo sempre tra note consecutive sulla stessa corda, se cominciassimo a muoverci per intervalli più complessi tutto diventerebbe decisamente meno intuitivo. Vedremo che un giorno ci arriveremo tramite la conoscenza della tastiera. Ora, una volta capito che in blocco non si riesce ad imparare tutte le note della tonalità, dobbiamo decidere come raggrupparle. Nel corso dei capitoli vedremo che a seconda del tipo di applicazione utilizzeremo suddivisioni diverse.

L’approccio visivo

Come abbiamo già avuto modo di osservare, gli schemi spadroneggeranno un po’ in questa trattazione. In particolare gli schemi delle posizioni sono molto utili per la loro immediatezza e perchè sono facili da ricordare e quindi da ritrovare sul manico della chitarra. Tutto ciò è sicuramente un bene perchè consente di ‘organizzare’ tutte le note in sezioni omogenee detti pattern. Un pattern presenta una serie di note che sono legate da una qualche relazione, e se noi ne conosciamo una e conosciamo il pattern siamo in grado graficamente (visivamente) di ricavare la posizione delle altre sul manico. Gli schemi delle posizioni mostrano per l’appunto i vari pattern: sopra si vede il pattern più semplice per suonare la scala maggiore. I pattern hanno fondamentalmente

© Alessandro De Sanctis uno sviluppo verticale perchè sono definiti in funzione di limitare il più possibile i movimenti di chi suona per raggiungere tutte le varie note. L’approccio con i pattern, però, presenta anche degli inconvenienti: infatti la musica non segue la struttura dei pattern. A furia di usarli vi sembrerà di ripetervi, di suonare sempre le stesse cose. Non si impare a muoversi orizzontalemente sul manico. Quando ciò capiterà vorrà dire che siete schiavi dei pattern e che tendete ad organizzare il vostro fraseggio in maniera troppo legata a schemi visivi e poco rispetto alla resa sonora. I modi per risolvere questo problema sono molti: per esempio basterà improvvisare su due pattern per volta o imparare a saltellare dall’uno all’altro velocemente, anche entro la stessa frase melodica. Infine vedremo degli esercizi volti a percorrere la tastiera in senso orizzontale quindi totalmente avulso dai pattern. Detto questo, comunque, lo studio dei pattern ha una validità assoluta dal punto di vista didattico, in particolare per chi è alle prime armi e desidera ottenere velocemente qualche risultato.

Le diverse posizioni

La chitarra è uno strumento che consente di usare diverse posizioni per suonare la medesima nota. Questo da un lato permette di scegliere tra le tante quella più comoda, dall’altro costringe ad un lavoro di apprendimento della tastiera per capire ‘al volo’ dove sono situate tutte le note che si cercano. Il pianoforte, invece, fa corrispondere ad ogni suono un singolo tasto per cui non c’è alcuna scelta. Quindi c’è da spettarsi che la medesima sequenza di note possa essere suonata in modi molto diversi:

alcuna scelta. Quindi c’è da spettarsi che la medesima sequenza di note possa essere suonata in

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis 5
© Alessandro De Sanctis 5

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis 6
© Alessandro De Sanctis 6

© Alessandro De Sanctis E’ chiaro quindi che le soluzioni sono molte e che di volta in volta bisognerà scegliere quella che meglio si adatta alle esigenze del momento. Infatti proprio questo è il nodo centrale, scegliere quella più utile in funzione di ciò che si vuole ottenere. In pratica, in funzione di ciò che si suona prima e ciò che si deve suonare dopo, si sceglierà la posizione più adatta. Nel caso si stia improvvisando, e quindi si abbia la necessità di viualizzare velocemente le posizioni, sarà utile riferirle a qualche schema interpretativo della tastiera. Io per esempio le associo alle varie forme degli accordi in modo da saper sempre dato un accordo, quali note posso suonarci sopra.

La posizione aperta

Solitamente si comincia a studiare le scale che utilizzano le corde a vuoto (da cui l’aggettivo aperte). Queste scale sono piuttosto semplici e consentono di non tener conto del proble ma di avere più posizioni per ciascuna nota: infatti si sceglie quella più vicina al capotasto. In Do avremo:

ma di avere più posizioni per ciascuna nota: infatti si sceglie quella più vicina al capotasto.

in Fa:

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis in Sol: in Re: 8

in Sol:

© Alessandro De Sanctis in Sol: in Re: 8

in Re:

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis in Mi: in La 9

in Mi:

© Alessandro De Sanctis in Mi: in La 9

in La

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis in Sib: in Mib: 10

in Sib:

© Alessandro De Sanctis in Sib: in Mib: 10

in Mib:

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis Queste posizioni vanno studiate e provate poichè sono utili per la lettura

Queste posizioni vanno studiate e provate poichè sono utili per la lettura a prima vista

di

spartiti. Io ho riportato solo le tonalità più usate. Siete invitati a ricavarvi lo schema

di

qualsiasi altra tonalità vi capiti di incontrare.

Dopo aver completato lo studio di ciascuna di esse vi consiglio vivamente di prendere

in mano uno spartito semplice, capirne la tonalità e studiarlo nella posizione appena

vista.

Pattern a 4 tasti

Utilizzando pattern a 4 tasti (estensione massima su ciascuna corda) con soli 5 schemi riusciamo a coprire completamente tutti i 12 tasti che formano un ottava su ciascuna corda. In pratica con questi 5 pattern abbiamo una copertura completa di tutte le note comprese nei primi 12 tasti. Rimaniamo per semplicità sempre in Do come tonalità:

copertura completa di tutte le note comprese nei primi 12 tasti. Rimaniamo per semplicità sempre in

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis 12

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis Questi sono i pattern che permettono di percorrere tutte e sei le

Questi sono i pattern che permettono di percorrere tutte e sei le corde limitando il più possibile gli spostamenti orizzontali della mano sinistra. Per suonarli correttamente occorrerà:

usare tutte e 4 le dita della mano sinistra: come è facile osservare, la distanza massima tra due note sulla stessa corda è di 4 tasti, quindi con la tecnica di usare un dito per tsato si sarà sicuri di non sbagliare nel caso in cui la posizione più a sinistra non sia allineata con al precendento (o la successiva) sarà necessario ricordarsi di limitare il più possibile i movimenti in orizzontale.

1)

sono da suonare posizioni che distano almeno 4 tasti: in questo caso nella terza corda

l’indice dovrà temporaneamente retrocedere di un tasto.

Quando ci sono movimenti orizzontali, vanno effettuati soltanto se nella corda ci

orizzontali, vanno effettuati soltanto se nella corda ci In questo caso passando dalla terza alla seconda

In questo caso passando dalla terza alla seconda corda ci si dovrà ricordare di suonare il Sol (8 tasto della seconda corda 8/2) con il medio e non con l’indice dato che successivamente l’indice dovrà occuparsi del Si (7/1). In questo modo si limiteranno i movimenti orizzontali.

In questo modo si limiteranno i movimenti orizzontali. La plettrata, se si usa il plettro, dovra

La plettrata, se si usa il plettro, dovra essere sempre alternata. Curate di avere sempre i polpastrelli perpendicolari alla tastiera e il pollice in opposizione dietro il manico (e non sopra!). Mentre studiate, per ogni posizione ricordate l’ubicazione della tonica (segnata negli schemi precedenti dal pallino bianco).

© Alessandro De Sanctis L’esercizio più classico è quello di percorrere gli schemi salendo e scendendo finchè non sentite di aver imparato il pattern e le note escono chiare e ben separate le une dalle altre. A questo punto ripetere, e ripetere.

le une dalle altre. A questo punto ripetere, e ripetere. Pattern su note mancanti Fin qui

Pattern su note mancanti

Fin qui abbiamo visto 5 pattern, e se notate non ne abbiamo nessuno che comincia con il DO o con il FA come prima nota della 6° corda: per questo scopo prenderemo quelli che partono dal semitono precedente (rispettivamente Si e Mi) ed elimineremo la prima nota. A questo punto abbiamo un pattern per ogni nota:

prima nota. A questo punto abbiamo un pattern per ogni nota: Connessione tra pattern Una volta

Connessione tra pattern

Una volta che abbiamo acquisito una discreta padronanza dei vari pattern possiamo cominciare a conneterli. In pratica si tratta di suonarli uno di seguito all’altro cominciando così ad abituare il polso sinistro alle traslazioni orizzontali. Uno degli aspetti che si dovrà curare particolarmente è la possibilità di imparare le note subito di fianco a ciascun pattern in modo da allargare i nostri orizzonti.

© Alessandro De Sanctis Ad esempio il pattern centrale che parte dal Si si estende in questo modo:

pattern centrale che parte dal Si si estende in questo modo: per cui il passaggio diventerebbe:

per cui il passaggio diventerebbe:

estende in questo modo: per cui il passaggio diventerebbe: così abbiamo collegato i primi due pattern.

così abbiamo collegato i primi due pattern. Adesso colleghiamo gli altri due:

i primi due pattern. Adesso colleghiamo gli altri due: E così di seguito collegando tutti i

E così di seguito collegando tutti i vari pattern.

Ripeto, affinchè sia chiaro, questo tipo di esercizi ha come finalità principale quello di

farci allargare lo sgaurdo oltre i confini del singolo pattern. Una volta visualizzati tutti i pattern uno di fianco all’altro si avrà una copertura completa della tastiera e ciò faciliterà molto la ricerca delle varie note: un po’ alla volta stiamo cominciando a prendere confidenza con le 24*6 note che possiamo suonare, le stiamo organizzando in maniera comoda per ciò che vogliamo fare. La plettrata è sempre laternata ed i movimenti orizzontali limitati praticamente solo al cambio di posizione. Questo esercizio di passaggio tra un pattern ed un altro può essere fatto salendo o scendendo, tra pattern consecutivi oppure no, la libertà è massima. Il consiglio è sempre lo stesso: suonare, suonare, suonare.

Studi su altre tonalità

Uno dei vantaggi dell’approccio visivo è la sua totale indipendenza rispetto alla tonalità. Ricordandoci che uno spostamento orizzontale verso destra equivale ad incrementale di un semitono il valore della nota, l’inverso andando verso sinistra, possiamo facilmente ricavare le posizioni nelle varie tonalità. Per esempio vediamo che posizioni avremo in Fa.

Il Fa dista dal Do 5 semitoni a salire (o 7 a scendere), quindi dovremo traslare i nostri

pattern di 5 tasti ciascuno. Per cui il primo pattern in Do:

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis si trasformerà nel seguente: esattamente 5 tasti più in là. Idem per

si trasformerà nel seguente:

© Alessandro De Sanctis si trasformerà nel seguente: esattamente 5 tasti più in là. Idem per

esattamente 5 tasti più in là. Idem per gli altri, ricordandosi che le note oltre il 12 tasto si comportano come le prime avremo ad esempio che:

che le note oltre il 12 tasto si comportano come le prime avremo ad esempio che:

diventerà (scendendo di 7 semitoni):

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis A questo punto non vi potete più esimere dallo studio delle varie

A questo punto non vi potete più esimere dallo studio delle varie tonalità. Tutti gli esercizi sin qui fatti andranno ripetuti per ciascuna tonalità con il doppio fine di imparare sempre meglio i pattern e in più di prendere confidenza con le nuove scale.

Pattern a 3 note per corda

Fin qui abbiamo fatto un buon esercizio di scorrevolezza tra una corda e l’altra (movimenti verticali), abbiamo imparato a suddividere il manico in 5 aree principali. Ora useremo lo stesso procedimento aggiungendo, però, un vincolo: devono esserci sempre tre note per corda. Questo porterà all’abbandono di una carratteristica molto interessate dei vecchi pattern: l’immobilità orizzontale. Infatti come vedremo, saremo costretti nel corso del pattern a muovere orizzontalemente (verso destra) la mano sinistra. Questo all’inizio comporterà qualche disagio che però verrà facilemnte superato con lo studio metodico. Altro fatto da non sottovalutare è l’allargamento richiesto alle dita: mentre prima coprivamo al massimo 4 tasti su ciascuna corda, ora potrebbero capitare delle posizioni in cui sarà necessario coprirne 5. Anche in questo caso, basterà uno studio attento per allenare la mano allo sforzo. NB: E’ molto importante non tirarsi indietro di fronte a questi pattern poichè vedremo che risultaranno molto utili. Coraggio! Partiamo sempre in Do:

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis Notiamo ovviamente i tre tasti per corda, le posizioni che coprono 5

Notiamo ovviamente i tre tasti per corda, le posizioni che coprono 5 tasti (due corde più acute). Inoltre vediamo che lo sviluppo comprende 1 nota in più rispetto al pattern a 4 tasti (il La acuto).

1 nota in più rispetto al pattern a 4 tasti (il La acuto). Un’altra osservazione: notate

Un’altra osservazione: notate che in questo caso avremo ben 7 diversi pattern a seconda della nota di partenza! Ricordatevi, mentre studiate, di memorizzare la posizione della tonica (pallino bianco).

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis 19
© Alessandro De Sanctis 19
© Alessandro De Sanctis 19

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis Per il momento plettrata alternata, e solito su e giù (niente allusioni

Per il momento plettrata alternata, e solito su e giù (niente allusioni sessuali). Quando comincerete ad avere un po’ di pratica e di memoria sulle varie posizioni passate agli esercizi di collegamento tra i pattern e quindi spostate tutto di tonalità e ricominciate con una nuova tonica.

Utilizzo dei pattern a 3 note per corda

Fin qui li abbiamo studiati, ora chiediamoci che cosa ci danno in più rispetto ai precedenti. Innanzi tutto sono più ampi per cui sono utili per muoversi attarverso la tastiera: per esempio per collegare due pattern a 4 tasti adiacenti. La plettrata è sicuramente più semplice in quanto si danno sempre tre colpi per corda, per cui è possibile ottenere una maggior velocità di esecuzione rispetto ai pattern precedenti. Nel caso si utilizzi tecniche particolari come lo sweep picking sarà possibile affrontare il loro studio con la seguenza giù-su-giù suonando dal basso all’acuto e su- giù-su viceversa (Gambale docet!).

© Alessandro De Sanctis Inoltre è sic uramente la soluzione più usata in ambito rock ed heavy lascaindo spesso i pattern a 4 tasti ai chitarristi classici.

Studio delle posizioni

Fin qui abbiamo visto 12 pattern per la scala maggiore in modo da coprire tutta la tastiera, ora cerchiamo di fare degli esempi per capire dove suonare uno piuttosto che l’altro. Normalmente la pratica porta l’esecutore ad una organizzazione della tastiera che lui stesso ritiene più razione, quindi più immediata. Ovviamente, per chi è alle prime armi, questo rappresenta un punto molto carente per cui è necessaria un’imbeccata. L’improvvisazione è normalmente molto legata allo sviluppo armonico del brano, in particolare, è buona norma improvvisare avendo ben chiaro in ciascun momento quale accordo stia risuonando. Quindi possiamo utilizzare la posizione dell’accordo ‘corrente’ come punto di riferimento per la scelta del pattern più adatto. Questo legame è dovuto a diversi fattori:

- generalmente è più facile imparare 2 o 3 posizioni per ciascuna famiglia di accordi che le scale corrispondenti (in genere decisamente più numerose)

- la memorizzazione delle posizioni fondamentali degli accordi è molto comune anche ai meno professionisti

- la memorizzazione delle posizioni è necessaria per cominciare a suonare qualsiasi accompagnamento Ora che abbiamo chiarito il metodo di organizzazione delle posizioni cominciamo a vederne qualche esempio.

Posizioni CAGED

Il termine CAGED si regirisce all’insieme delle sigle inglesi degli accodi di Do La Sol Mi e Re. Questi 5 accordi quando sono suonati all’inizio del manico (posizioni

aperte)

caratteristici. Ad esempio l’accordo di Do (C) ha la seguente forma:

(forme nel senso geometrico del termine)

definiscono

degli

shape

di Do (C) ha la seguente forma: (forme nel senso geometrico del termine) definiscono degli shape

l’accordo di La (A):

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis L’accordo di Sol (G): L’accordo di MI (E): 22

L’accordo di Sol (G):

© Alessandro De Sanctis L’accordo di Sol (G): L’accordo di MI (E): 22

L’accordo di MI (E):

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis ed infine l’accordo di Re (D): La loro semplicità d’esecuzione ha fatto

ed infine l’accordo di Re (D):

© Alessandro De Sanctis ed infine l’accordo di Re (D): La loro semplicità d’esecuzione ha fatto

La loro semplicità d’esecuzione ha fatto di questi shape degli oggetti molto speciali. Chiunque cominci ad imparare a suonare gli accordi sulla chitarra parte da questi per cui si può dire che essi rappresentino un bagaglio comune a qualunque chitarrista. Ricordandosi la proprietà di traslazione lungo il manico delle posizioni (spostando tutto verso destra si alza tutte le note di 1 semitono, per cui si ottiene un accordo con la tonica di un semitono sopra):

© Alessandro De Sanctis

© Alessandro De Sanctis questo è un Re# o Mib ottenuto traslando a destra di un

questo è un Re# o Mib ottenuto traslando a destra di un tasto un accordo di Re. In questo modo da 5 posizioni più opportune traslazioni riusciamo a generare la posizione di tutti gli accordi maggiori. Poi il sistema CAGED presenta soluzioni anche per gli accordi minori e gli accordi di dominante (7). Ricordandosi, quindi, che è sempre possibile trovare almeno 5 posizioni CAGED per suonare un singolo accordo maggiore, cercheremo ora di oraganizzare i pattern in funzione delle posizioni di questi accordi. Ancora una volta ci riferiamo al Do come tonica, ricordandosi che con un’opportuna traslazione sul manico i discorsi rimangono inalterati per le altre tonalità. Cominciamo con la prima posizione CAGED di Do che sarà associata al pattern alla stessa altezza sul manico: