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filippo juvarra

Filippo Juvarra
(fonte: Savio.it)

Riccardo Rollo 4^ Als


La vita e le opere:
Filippo Juvarra, detto anche Juvara, è stato uno dei più importanti architetti e scenografi
del barocco italiano ed è di certo una delle figure più importanti nella storia
dell’architettura di tutta Europa.

Nacque a Messina il 27 marzo 1678.

Proveniente da una famiglia di orafi e cesellatori, ebbe in Sicilia una formazione di tipo
artigianale. Come artista, appunto Filippo Juvarra, giovinetto, esordì nella bottega di
argenteria del padre in qualità di cesellatore, fu qui che manifestò le prime espressioni
artistiche, frutto dell'esercizio nel disegno di figura praticato al contempo degli studi
ecclesiastici ai quali fu avviato all'età di dodici anni, imponendosi all’attenzione critica dei
maestri nel 1701, dove creò e incise in 8 strepitose tavole, gli apparati per le feste
dell’incoronazione di Filippo V.

Vestì l’abito sacerdotale entrando a far parte della congregazione dei Filippini.

Nel 1703, all’età di 25 anni, l’interesse per l’arte si fa sempre più forte così si reca a Roma
per perfezionarsi come architetto, grazie alla protezione di monsignor Tommaso Ruffo,
committente della bottega paterna, entra in contatto con Carlo Fontana, l’architetto e
insegnante di architettura più importante a Roma.
Carlo Fontana constatati l'eccezionale abilità nel disegno e il talento inventivo di Juvarra,
farà di lui uno degli architetti più importanti dell’intero panorama settecentesco grazie
soprattutto al suo intuito e alla sua genialità.

Nel 1705 ottenne un clamoroso successo al concorso di disegno architettonico


dell'Accademia di San Luca, dove progettò le scene per le esequie dell’Imperatore
Leopoldo I d'Austria, che segnarono l'inizio della sua attività indipendente, diventò grazie
a questo meritatissimo successo membro dell'Accademia Clementina.
Impiegato all'inizio come architetto teatrale dal cardinale Pietro Ottoboni (nipote di
Alessandro VIII e uno dei più importanti mecenati dell'epoca), secondo gli intenti del
cardinale egli svolse il ruolo di regista delle sue molteplici iniziative artistiche connesse
principalmente all'attività teatrale, proponendosi come un eccezionale scenografo.
L'alloggio fornito allo Juvarra dal cardinale fu il laboratorio dove vennero ideate un
grande numero di scenografie teatrali, alcune realizzate, altre rimaste sulla carta. Tra le
prime vi furono quelle per le opere di burattini, quasi a misura d'uomo, messe in scena dal
cardinale Ottoboni tra il 1710 e il 1712 nel teatro della Cancelleria (ristrutturato dallo
Juvarra tra luglio e dicembre 1709) e nel 1714 nel teatro Capranica. Operò anche come
scenografo al servizio della Regina Maria Casimira di Polonia in palazzo Zuccari.
Juvarra faticò non poco a trovarsi grandi commissioni, l’unica opera architettonica
realizzata a Roma fu la piccola Cappella Antamoro a San Gerolamo della Carità (1708-
1710), intitolata a San Filippo Neri (scultura Pierre Legros)

Studio per la cappella Antamoro Cappella Antamoro


(fonte: Martinetti.pdf)

un’impresa nella quale Juvarra si mostra consapevole dell’importanza di ogni dettaglio


dell’arredo (lampade, candelieri, porte, pavimento a mosaico), che svolge in funzione del
risultato complessivo.

Studio di parete con sovrapporte Filippo Juvarra


(fonte: Martinetti.pdf)
Conclusosi il soggiorno romano, l’artista fece ritorno nella sua Messina e qui conobbe il
Duca di Savoia, Vittorio Amodeo, che nel mentre era divenuto Re di Sicilia. Quest'ultimo
lo incaricò di costruirgli un palazzo reale alla marina di Messina. E quel disegno al Re gli
parve così eccellente che lo nominò suo Primo Architetto.

Nel 1714 Vittorio Amodeo affascinato dal potere architettonico e pittorico strabiliante di
Juvarra lo portò con se a Torino e lo impiegò in un grandioso progetto di riqualificazione
urbana per la capitale del nuovo regno. Fu proprio a Torino che Juvarra esplica la sua
attività di architetto più che scenografo. L’esperienza nel teatro aveva insegnato a Juvarra
ad avere dimestichezza con tutti i trucchi prospettici e gli effetti di luce esistente.

Nel 1715 Vittorio Amedeo, per sciogliere un voto, volle far costruire la Basilica di
Superga, nota anche come Real basilica di Superga. Il progetto venne affidato a Juvarra.
La basilica venne edificata sull’omonimo colle da cui prende il nome, dove secondo la
storia, Vittorio Amedeo era salito per osservare Torino assediata dai franco-spagnoli nel
1706 e, inginocchiatosi, aveva giurato che, in caso di vittoria, avrebbe edificato un Tempio
dedicato alla Madonna.
Il complesso barocco, fu inaugurato nel 1731 dopo sedici anni di duro lavoro, non fu
affatto uno scherzo trasportare i materiali fino in cima, dal momento che l’unica strada
era un sentiero acciottolato ripido, sorge infatti a 672 metri sul livello del mare.
All'interno del mausoleo, verranno collocate le tombe di tutti i principali membri di casa
Savoia, a partire da Vittorio Amedeo.

L'impianto planimetrico è composto da un grande chiostro rettangolare e la chiesa è collocata sul lato a
ponente. La chiesa ha una pianta a ottagono irregolare; attorno a essa vengono disposti spazi geometrici
differenti. (fonte: pinterest.com)
Basilica di Superga, Torino
(fonte: Giruland galleria fotografica)

La Basilica è a pianta circolare, ma si prolunga in maniera longitudinale in direzione del presbiterio. La


facciata è affiancata da due torri campanarie gemelle e sormontata da un'imponente cupola. Tutta la chiesa
poggia su una piattaforma balaustrata che rialza da terra: per accedere alla basilica, vi sono tre gradinate,
che conducono a un pronao a otto colonne di marmo da cui si entra all'interno della Basilica. La cupola è
poggiata su una struttura divisa in due ordini: il primo costituito da otto colonne scanalate di marmo
grigio, divise a loro volta in nove sezioni, mentre il secondo ordine è costituito da una balaustra in legno
scuro e da un tamburo tramezzato da otto finestroni intervallati da otto colonne in marmo di Gassino
(bianco) e da altrettante di marmo di Brossasco. Tali finestroni creano un effetto di luminosità eccezionale.
La cupola in sé, poi, che sembra riprendere vagamente quella di San Pietro, poggia su una balaustra di
marmo scuro. Le torri campanarie sono di chiaro gusto barocco: le trabeazioni, in particolare, presentano
un profilo composito: sono infatti caratterizzate da un succedersi di linee curve e linee spezzate, a
richiamo delle esperienze Berniniane. (fonte: Corso di Storia dell’arte)
La cupola della Basilica di Superga vista dall’interno, Torino
(fonte: hlitterae.com)

Il suo interno è arricchito da sei cappelle e da quattro altari, oltre all'Altare Maggiore, con
statue e monumenti in marmo di Carrara.
Di particolare interesse sono le numerose tele d'altare e la cupola, ispirata alle opere
romane di Francesco Borromini.
Nella Cappella del Voto, all'interno della Basilica, è conservata la Statua in legno della
Madonna delle Grazie del Seicento, la stessa a cui si rivolse Vittorio Amedeo II per vincere
la battaglia.
Il culto della Basilica di Superga è gestito dall'Ordine dei Servi di Maria, che risiede,
ancora oggi, all'interno del convento.
Una scala a chiocciola di 131 scalini porta alla balconata esterna della cupola, da dove si
ammira uno stupendo panorama sulla città di Torino e le valli circostanti.
Sopra la porta principale, dalla parte
dell’interno, è posta questa epigrafe:

Virgini Genitrici
Victorius Amedeus, Sardiniae Rex
Bello Gallico, vovit
Et pulsis bostibu s fecit, dedicavitque,

(Alla Vergine Madre di Dio


Vittorio Amedeo, Re di Sardegna
nella guerra contro i francesi, fece voto
e cacciati i nemici costruì e dedicò questo
tempio)
(fonte: parrocchie.it/torino)

(fonte: fotolia) (fonte: hlitterae.com)


Nel 1718 nel quadro della riqualificazione urbanistica barocca di Torino, si inserisce
l’antico castello degli Acaia più volte trasformato e ampliato nel corso dei secoli. Le
Madame Reali di Savoia lo scelgono come propria residenza, il palazzo assume la
denominazione di Palazzo Madama. Per rimarcare sull’edificio l’importanza del
rinnovato ruolo, viene affidata a Juvarra la reinterpretazione dei prospetti e
dell’immagine.
Palazzo Madama.
Impiego del Calcare
di Gassino per
l’anfora, le statue e le
altre decorazioni in
cima alla facciata
juvarriana, del
Marmo di Chianocco
e Foresto per il
rivestimento e le
colonne e della Pietra
di Vaie per lo zoccolo
basale della facciata.
(fonte:
www.progeopiemonte
.it)

Il prospetto, scandito da ordini architettonici sovrapposti, ha la funzione di una grande scatola traforata
concepita per contenere lo scalone d’onore a doppia rampa simmetrica che conduce al piano nobile. La
luce naturale, entrando copiosa dai serramenti inseriti fra le lesene del registro mediano, che nella
campata centrale aggettante diventano possenti colonne, plasma le superfici interne distinte da eleganti
stucchi di ottima fattura. (fonte: www.museotorino.it)

Scalone
(fonte: www.museotorino.it)
Tra il 1719 -1720 Juvarra interrompe il lungo e fervido periodo di attività in Piemonte
per una breve tappa a Lisbona in Portogallo, chiamato da re Giovanni V Bragança, il quale
gli affida l'incarico di disegnare un nuovo, sontuoso palazzo reale con annessa una
grande chiesa patriarcale questi progetti ambiziosi, però, non verranno mai realizzati.
Rientrato quindi in Italia viene chiamato, per alcuni interventi di modifica al Palazzo
Reale dove realizza la Scala delle Forbici costituita da doppie rampe.

Nel 1729 Vittorio Amedeo commissiona a Juvarra una residenza dedicata ad attività di
svago dei sovrani, quali la caccia e le feste.

Palazzina di caccia di Stupinigi (circa 10 Km a sud-est di Torino)


(fonte: Histouring)

Il fulcro della palazzina è il maestoso salone ellittico, un grande affresco sulla volta raffigura il mito di
(Basilica di San Pietro
Diana, dea della caccia. Dal corpo centrale sporgono quattro bracci disposti a X (croce di
Sant’Andrea) che moltiplica le vedute del parco. La struttura aperta dà al complesso un aspetto
poco formale. Anche l’apparato decorativo appare libero basta considerare il grande cervo
bronzeo che corona la palazzina.
Veduta aerea della palazzina e del parco

Le dimensioni sono davvero enormi: oltre 31 mila mq l’organismo principale, con l’aggiunta di
oltre 14 mila mq negli edifici adiacenti, 155 mila mq nel parco.
(fonte: artequotidiana.altervista.org)

Nel 1735 il re di Spagna Filippo V richiese un progetto a Juvarra per il nuovo


Palazzo reale. L'architetto siciliano si trasferì quindi a Madrid, dove progettò un
monumentale e grandioso edificio ispirato alla reggia di Versailles. Come in
Portogallo, il progetto, troppo grandioso e quindi troppo dispendioso, non verrà mai
realizzato.
Il 31 gennaio 1736, all'età di cinquantotto anni, colto da polmonite mentre si
dedicava alle ultime fasi del progetto del palazzo reale, che fu realizzato in versione
ridotta e con sostanziali modifiche dal suo allievo G.B. Sacchetti, il maestro muore.