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PRIMA GUERRA MONDIALE ( 1914-1918)

La prima guerra mondiale ebbe varie cause, di tipo politico, economico, militare e socioculturale.
Le cause politiche riguardavano i contrasti fra gli stati europei ed alcuni problemi presenti al loro
interno, e precisamente:
1)Il desiderio di rivincita dei Francesi rispetto alla precedente sconfitta subita dai Tedeschi nel 1871
e alla perdita della Alsazia e della Lorena
2)La rivalità fra Austria e Russia per il predominio nell’area dei Balcani Il malcontento delle varie
nazionalità presenti all’interno dell’impero austro-ungarico ed in particolare degli Slavi e degli
Italiani del Trentino e della Venezia Giulia
3) La crisi dell’impero ottomano, che aveva stretto saldi legami con l’Austria La presenza di due
schieramenti di Stati contrapposti: la Triplice Alleanza (Germania, Austria e Italia) e la Triplice
Intesa ( Gran Bretagna, Francia, Russia).
Le cause economiche:
1)la rivalità economica, riguardante anche le colonie, fra la Gran Bretagna e la Germania, provocata
soprattutto dalla rapida crescita industriale di quest’ultima. La Germania aspirava fin dai tempi di
Bismark, al controllo dell’Europa centrale, preoccupando non solo gli Inglesi, ma anche i Russi
2) la necessità per tutte le potenze industriali di espandere il proprio mercato e di garantirsi il
rifornimento delle materie prime. A questo scopo avevano creato dei grandi imperi coloniali, che
occorreva difendere ed espandere. Nacquero motivi di conflitto là dove le zone d’influenza non
erano ben definite e dove si delineava la possibilità d’incremento delle attività commerciali da parte
di un altro paese.
Le cause militari:
Le cause militari sono da ricercarsi nella politica militarista delle grandi potenze e nella corsa agli
armamenti dei paesi europei più industrializzati. In questa situazione fu determinante la spinta dei
forti gruppi industriali, soprattutto dei proprietari delle fabbriche di materiale bellico e delle
industrie pesanti in genere.
Le cause culturali:
Sin dai primi anni del Novecento, in larghi strati della popolazione si diffusero atteggiamenti
favorevoli alla guerra. La scelta dei governi di dichiarare guerra o di entrare nel conflitto già in atto
fu facilitata:
1)Dal dilagare del nazionalismo
2) Dalle tesi razziste sulla necessità di salvaguardare l’identità nazionale
3)Dall’applicazione del darwinismo alle relazioni internazionali, cioè dalla convinzione che la
guerra tra gli Stati fosse l’equivalente della lotta per la sopravvivenza in natura
4)Dal fatto che molti giovani vedessero nella guerra l’unica possibilità di cambiamento della
situazione sociale e politica, l’occasione che avrebbe consentito loro di realizzarsi .
La causa occasionale:
Nella situazione internazionale appena delineata, fu sufficiente una “scintilla” per far esplodere il
conflitto. E la scintilla scoccò il 28 giugno 1914, quando un nazionalista serbo, Gavrilo Princip,
uccise a Sarajevo (capitale della Bosnia) l’erede al trono d’Austria , l’arciduca Francesco
Ferdinando, e sua moglie, che erano in visita alla città (allora appartenente all’Impero Austro-
ungarico). L’austria, il 23 Luglio, inviò un duro ultimatum alla Serbia,e la Russia gli assicurò il
proprio sostegno. Forte dell’appoggio Russo, il governo serbo accettò solo in parte l’ultimatum,
respingendo in particolare la clausola che prevedeva la partecipazione di funzionari austriaci alle
indagini sui mandanti dell’attentato. L’Austria giudicò la risposta insufficiente, ed il 28 Luglio 1914
dichiarò guerra alla Serbia, causando la mobilitazione delle forze armate russe. Ma la mobilitazione
fu interpretata dal governo tedesco come un atto di ostilità, così il 31 Luglio la Germania inviò un
ultimatum alla Russia chiedendo l’immediata sospensione dei preparativi bellici. L’ultimatum non
ottenne risposta e fu seguito dalla dichiarazione di guerra.Il giorno stesso la Francia, legata alla
Russia da un trattato di alleanza militare, mobilitò le proprie forze armate. Fu dunque l’iniziativa
del governo tedesco a far precipitare la situazione basando la forza militare tedesca sulla rapidità e
sulla sorpresa. Il piano di guerra elaborato dal generale Schlieffen prevedeva un forte attacco alla
Francia per poi concentrarsi sulla Russia. Il 4 agosto i contingenti tedeschi invasero il belgio
approfittando della sua neutralità- che fu violata- per attaccare la Francia. La Gran Bretagna non
tollerò l’aggressione ad un paese neutrale, e dichiarò guerra alla Germania il 5 Agosto. Intanto
intellettuali di prestigio e maestri di scuola si adoperarono per spiegare al popolo la necessità di una
guerra.
. DALLA GUERRA DI MOVIMENTO ALLA GUERRA DI USURA
La nascita di nuovi mezzi di trasporto consentirono di mettere in campo rapidamente eserciti
vastissimi che disponevano di mitragliatrici automatiche, capaci di sparare centinaia di colpi al
minuto. I tedeschi ottennero una serie di clamorosi successi iniziali costringendo i Francesi a
ritirarsi e fermare i Russi che penetravano nella Prussia Orientale. Alla fine di Novembre ormai gli
eserciti si erano attestati in trincee improvvisate. La guerra di movimento veniva,quindi, sostituita
dalla guerra di logoramento o usura, che vedeva scontrarsi due schieramenti immobili.
Nell’agosto 1914 il Giappone richiamandosi al trattato che lo legava alla G.Bretagna, entrò in
guerra. La Tuchia, legata alla Germania da un trattato segreto, interveniva a favore degli imperi
centrali. Sei mesi dopo, nel maggio 1915, l’Italia entrava in guerra contro l’Austria- Ungheria.
. L’ITALIA DALLA NEUTRALITA’ ALL INTERVENTO
L’Italia entrò nel conflitto mondiale nel maggio 1915, schierandosi al fianco dell’intesa contro
l’Impero austro-ungarico ( fino ad allora suo alleato), una scelta che causò due reazioni:
- inizialmente il governo ( con Antonio Salandra) era volto alla neutralità dell’Italia ma sul versante
opposto vi erano i fautori dell’intervento, i NAZIONALISTI, favorevoli all’entrata in guerra
affinché l’Italia si potesse affermare come potenza.
- i LIBERALI, capitanati da Giolitti erano schierati su una linea neutralista ritenendo che il paese
non fosse in grado di affrontare la guerra.
Il nuovo papa, Benedetto XV, assunse un atteggiamento pacifista. Allo stesso modo anche
Mussolini con la Cgl ed il PSI, si schierò inizialmente nettamente neutralista, per poi spostarsi a
favore dell’intervento, creando un partito “ popolo d’ Italia”. Dopo il fallimento del piano di guerra
tedesco, Salandra e Sonnino, ormai favorevoli al conflitto, allacciarono contatti segreti con l’Intesa,
pur continuando a trattare con gli imperi centrali. Infine, decisero di firmare il Patto di Londra con
Francia, Inghilterra e Russia, le cui clausole prevedevano che l’Italia avrebbe ottenuto, in caso di
vittoria: il Trentino, il Sud Tirolo, la Venezia-Giulia e l’intera penisola istriana, una parte della
Dalmazia. Quando, ai primi di Maggio, Giolitti non ancora al corrente del Patto di Londra, si
pronunciò per la continuazione delle trattative con l’Austria conducendo Salandra a dare le
dimissioni. Ma la volontà del Parlamento fu scavalcata dalla decisione del re che respinse le
dimissioni di Salandra, e che il 23 Maggio 1915 decise di dichiarare ufficialmente guerra
all’Austria.
.LA GRANDE STRAGE (1915-1916)
Al momento dell’entrata in guerra era diffusa, in Italia, la convinzione che una rapida campagna
militare sarebbe bastata per aver ragione degli avversari. La realtà, invece, era diversa, le truppe del
generale Cadorna sferrarono 4 offensive senza riuscire a cogliere nessun successo; e lo stesso
accadde per i tedeschi che tentarono l’attacco alla piazzaforte francese di Verdun; ma i francesi
riuscirono a resistere all’aiuto inglese. Nel giugno del 1916 l’esercito austriaco passò all’attacco sul
fronte italiano tentando di penetrare dal trentino che vide l’italia colta di sorpresa e Salandra
costretto alle dimissioni e sostituito da Paolo Boselli. Il cambio di ministero non comportò
cambiamenti nella condizione militari della guerra. In realtà, tra il 1915 e il 1916, i soli successi
militari di qualche importanza furono quelli conseguiti dagli imperi centrali.
.LA GUERRA DELLE TRINCEE
Dal punto di vista tecnico la vera protagonista della guerra fu la trincea, ossia un fosso scavato nel
terreno per mettere al riparo i soldati dal nemico. Divennero sede permanente che rese i combattenti
completamente abbattuti sia moralmente che fisicamente. Pochi mesi di guerra nelle trincee furono
sufficienti a far svanire l’entusiasmo patriottico.
.LA NUOVA TECNOLOGIA MILITARE
La grande novità subdola furono le armi chimiche e i gas tossici. Le telecomunicazioni vennero
perfezionate, così come i mezzi motorizzati,il che rese più efficaci gli spostamenti. L’aviazione,
però, ad esempio non ebbe un peso decisivo per la IGM, non essendo sufficientemente sicura e
stabile. Esordi anche per i carrarmati: le autoblindo. Le potenzialità non furono capite, e gli inglesi
iniziarono a servirsene regolamente solo nel 1917, dopo aver sostituito le ruote con i cingoli. Il
sottomarino invece influì molto sul corso della terra: la guerra sotto il mare era molto utile, ed i
primi ad accorgersene furono i tedeschi. La guerra sottomarina fu sospesa per le pressioni
americane sulla Germania dopo l’affondamento del Lusitania.
.LA MOBILITAZIONE TOTALE E IL FRONTE INTERNO
Tutti i civili, vicini o lontani al fronte che fossero, furono vittime dirette del conflitto, ne sentirono
gli sconvolgimenti. Il rivolgimento maggiore fu senz’altro la mobilitazione industriale per
sostenere le continue consegne del cliente Stato, che doveva alimentare in continuazione la
macchina militare nazionale senza badare a spese. L’intervento statale in economia si faceva molto
forte, in Germania si arrivò a parlare di “ socialismo di guerra”. Si rafforzarono anche gli apparati
statali , però si assistette ad una “militarizzazione” della società, tanto in Germania quanto in Gb e
Francia: lo stato maggiore aveva un potere ampissimo nella società del primo conflitto mondiale, e
si preoccupava di debellare i nemici interni. La mobilitazione avveniva tramite la propaganda, che
però era ancora rudimentale. Contemporaneamente alla conferenza di Zimmerwald e Kienthal, i
socialisti europei contrari alla guerra, si riunirono per urlare il loro “no”.
Col protrarsi del conflitto,ovviamente, l’opposizione socialista vedeva sempre più persone
coinvolte; c’erano tensioni interne tra le sinistre riformiste e il “disfattismo rivoluzionario”,
spartachisti e bolscevichi.
.LA SVOLTA DEL 1917
Nel 1917 due eventi mutarono il corso della guerra:
1) lo sciopero generale degli operai a Pietrogrado contro il regime zarista
2) l’entrata in guerra degli USA contro la Germania che aveva ripreso la guerra sottomarina.
Alle difficoltà militari si aggiungevano anche quelle psicologiche derivanti dagli avvenimenti russi
e dal morale delle truppe al fronte. Si intensificarono le manifestazioni di insofferenza popolare.
.L’ITALIA E IL DISASTRO DI CAPORETTO
Anche per l’Italia il 1917 fu l’anno più difficile della guerra; ricordiamo l’episodio insurrezionale di
Torino dove il 26 Agsto una pretesa originata dalla mancanza di pane si trasformò in una vera
sommossa. E fu in questa occasione che le forze austro-tedesche inflissero un corpo decisivo
all’Italia. Il 24 Ottobre 1917,un’armata austriaca attaccò le linee italiane sull’Isonzo e le sconfisse a
Caporetto utilizzando l’effetto sorpresa. La disfatta di Caporetto,paradossalmente, ebbe
ripercussioni positive sull’andamento della guerra in Italia. La ritirata sul Piave aveva consentito di
salvare un buon numero di combattenti e il nuovo capo, Armando Diaz, si mostrò più attento alle
esigenze dei soldati. Inoltre si cercò di diffondere i vantaggi della guerra.
. RIVOLUZIONE O GUERRA DEMOCRATICA?
Con un’insurrezione guidata dai bolscevichi in Russia, il 7 novembre 1917, il governo passò nelle
mani di Lenin che decise di porre fine alla guerra, firmando l’armistizio e concludendo con gli
imperi centrali la pace di Berst- Litovk. La Russia dovette però accettare tutte le durissime
condizioni imposte dai tedeschi che comportavano la perdita di vasti territori. Intanto per evitare
che l’accaduto si propagasse in altri pasi, si cercò di diffondere l’idea che la guerra non si basava
solo sulla conquista di territori, ma era strumento per liberarsi dall’autoritarismo. Nel 1918 Wilson
precisò la sua politica in un programma di pace in quattordici punti, che prevedevano, tra le altre
cose, la riduzione degli armamenti delle barriere doganali e la libertà di navigazione. Fu infatti ben
accolto dall’opinione pubblica.
.L’ULTIMO ANNO DI GUERRA
Le posizioni degli schieramenti erano ancora le stesse. Le truppe tedesche riuscirono a sfondare ad
Arras e Saint Quentin e arrivarono sulla Marna di nuovo, mentre gli austriaci attaccarono in forze il
Piave ma, gli anglo-francesi riuscirono anche con l’appoggio americano a respingerli, come gli
italiani del resto. Tra l’8 e l’11 agosto i tedeschi furono sconfitti ad Amiens: al governo di
coalizione nazionale spettò il compito di aprire le trattative di pace, anche se i responsabili di tutto
erano stati i comandi militari. Ma era tardi: i suoi alleati crollavano uno dopo l’altro, prima la
Bulgaria, poi la Turchia, infine l’Austria, travolta dai moti indipendentisti e anche dall’offensiva
italiana sul Piave (battaglia di Vittorio Veneto, armistizio Austria-Italia, 3 novembre). La Germania
intanto era scossa da una rivoluzione su modello russo, con ammutinamento dei marinai a Kiel e la
formazione di consigli rivoluzionari. Ebert (socialdemocratico) fu messo a capo del governo, e il
Kaiser trovò rifugio in Olanda.L’armistizio fu firmato a Rethondes l’11 novembre, e impose alla
Germania delle condizioni molto dure: consegna della flotta, ritiro oltre il Reno, cessione unilaterale
dei prigionieri, annullamento dei trattati con Russia e Romania. La Germania perdeva una guerra
per fame e stanchezza. 8,5 milioni di vittime e una generazione decimata fu l’esito della guerra.
.I TRATTATI DI PACE E LA NUOVA CARTA D’EUROPA
La conferenza per la pace si aprì il 18 gennaio 1919, nella reggia di Versailles, a Parigi, per
ricostruire un equilibrio europeo. Quando la conferenza si aprì, si pensava che si sarebbe fondata sul
programma indicato da Wilson nei suoi 14 punti. In pratica, la realizzazione del programma di
Wilson si rivelò assai problematica. I principi non erano compatibili con l’esigenza di punire gli
sconfitti e di premiare i vincitori.
1) Il trattato di pace con la Germania prevedeva:
-la restituizione dell’Alsazia-Lorena alla Francia
- restituire ai vincitori i danni subiti durante la guerra.
Vi fu inoltre il crollo dell’Impero asburgico avvantaggiando l’Italia e i popoli slavi del sud che si
unirono a Serbia e Montenegro per dare vita alla Jugoslavia. Un altro problema fu quello dei
rapporti con la
2) Russia rivoluzionaria. Le potenze occidentali cercarono di abbattere la Repubblica socialista e
vennero riconosciute nuove repubbliche indipendenti: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania,
attendendo una cintura di stati-cuscinetto che le erano tutti fortemente ostili. Infine per assicurare il
rispetto dei trattati nacque la SOCIETA’ DELLE NAZIONI, nata con profonde contraddizioni tra
cui l’esclusione di paesi sconfitti, ma soprattutto il rifiuto degli USA.